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Al secolo: Ivan Rossi. È lui Ivan il terribile. Il “padre d’arte” più famoso del tiro a volo ha vinto il titolo italiano degli Eccellenza nella Fossa Olimpica con il calibro 20. Sulle pedane della Ghirlandina domenica 8 giugno il tiratore emiliano ha preceduto altri due nomi celebri: Marco Panizza e Adriano Lamera (foto 1). In Prima categoria (foto 2) ha vinto Maximiliano Vai che ha costretto alle sedi basse del podio Graziano Frazzini e Riccardo Martinozzi. In Seconda (foto 3) lo scudetto va invece a decorare il gilet di Dario Bolognesi che ha preceduto Nicolò Sabatti e Alberto Sicco. Fabrizio Zivieri è il campione di Terza categoria (foto 4) davanti a Giovanni Picone e Francesco Ciocca. Marina Moioli ha vinto la gara in rosa davanti a Lucia Vai, mentre Lorenzo Soldati si è laureato campione dei più giovani superando Nicola Baesi. Armando Barbi ha vinto tra i Veterani davanti a Rossano Condanni e Giorgio Paltrinieri. Giorgio Farè ha svettato tra i Master precedendo Graziano Giannerini e Mario Barbieri. La Redazione

CONTROCOPERTINA

IVAN IL TERRIBILE (DEL TRAP)

pag 4 BASE PER ALTEZZA DIVISO DUE

pag 5 MARCELLINI VINCE ALLO SPRINT

pag 6 In copertina Una poltrona per tre, potremmo dire a proposito delle azzurre della Fossa Universale che si sono laureate campionesse d’Europa al confronto continentale di Povoa de Varzim. Bianca Revello, Roberta Pelosi e Sabrina Panzeri hanno infatti regolato tutte le avversarie nella sfida a squadre sulle pedane portoghesi. Quello della foto è un altro podio ed è addirittura tutto azzurro: le tre universaliste di Sandro Polsinelli, esattamente nell’ordine in cui le abbiamo menzionate, si sono infatti classificate individualmente ai primi tre posti della Coppa Europa della specialità. N um ero 282 11 g iugno 2014 Direttore Luciano Rossi Direttore Responsabile Luigi Agnelli

Direzione e Redazione Federazione Italiana Tiro a Volo Viale Tiziano 74 00196 Roma Tel. 06 45235200 Fax 06 3233791 redazione@fitav.it

Coordinatore Redazionale Massimiliano Naldoni maxnaldoni@alice.it Tw i t t e r : @ I LT I ROAVO L O

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Eliche Rodenghi Tiro a Volo Lazio

Grafica & Multimedia Andrea Tei

Tutti i diritti riser vati Vietata la riproduzione anche parziale se non autorizzata.

Macchine lanciapiattelli Fab

Abbigliamento Beretta

pag 8 TACCONI, SACRIPANTI E MACI SONO I LEADER DEL COMPAK

Aut. del Tribunale di Roma n.111 del 17 marzo 1994

SPONSOR FEDERALI Munizioni Baschieri & Pellagri Bornaghi Clever Cheddite Fiocchi Munizioni Nobel Sport Italia RC Eximport

LA DURA LEGGE DELLE CINQUE MACCHINE

Piattelli Eurotarget Mattarelli

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ATTIVITà INTERNAZIONALE

BASE PER ALTEZZA DIVISO DUE

Testo e foto di Massimiliano Naldoni

Alla World Cup di Monaco Fossa Olimpica e Double Trap hanno appena consacrato a suon di record i rispettivi vincitori, ma i coach Albano Pera e Mirco Cenci non risparmiano critiche alla configurazione generale della gara

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Base per altezza diviso due. La ricordiamo tutti la regola per individuare l’area di un triangolo. Anche i più refrattari alla geometria. Come dire: per trovare la soluzione, a volte sono sufficienti pochi elementi e una semplice operazione di aritmetica. Prendi una prova di Coppa del Mondo, favorisci la realizzazione di un nugolo di record e il gioco sembra fatto. Invece no. Nel tiro a volo, probabilmente, l’applicazione elementare della regola dell’area del triangolo non funziona. Non piace davvero ai Direttori Tecnici delle nazionali azzurre di Trap e di Double Trap, Albano Pera e Mirco Cenci, il responso della gara bavarese. E non è necessariamente per il risultato ottenuto dai propri atleti, perché dalla sfida di Hochbrück, ad esempio, Massimo Fabbrizi esce con un argento che è sempre un risultato di grande prestigio, e i doublisti - per espressa ammissione del coach - sono stati autori di una gara tecnicamente molto buona. Per quale motivo, allora, questa gara affollata di record e di primatisti non è piaciuta ai nostri coach? “Perché non mi piacciono le gare come questa in cui non c’è selezione.” Replica deciso Albano Pera. “Non può piacermi nessuna gara in cui ci sia un ingorgo al vertice come abbiamo visto a Monaco: un fenomeno che impedisce Albano Pera agli atleti di esprimere il proprio autentico valore. A sorprendermi negativamente non è neppure tanto il fatto che realizzare 124/125 non sia risultato sufficiente per accedere alla semifinale. Quello che trovo ancora più incredibile è che chi ha fatto 120 si sia trovato in classifica al cinquantesimo posto.” Azzarda il cronista: effetto delle condizioni regolarissime dell’impianto e dei lanci e di una situazione meteo favorevole? “No, - replica Pera con altrettanta decisione - ci siamo trovati ad affrontare piattelli privi di slancio. Le angolazioni erano regolari, ma l’altezza e la distanza coperta dal volo dei piattelli non lo erano. Esiste il goniometro e a coloro che approntano gli schemi se ne consiglia vivamente l’utilizzo in alternativa invece a qualche soluzione un po’ più artigianale. Questo ha inevitabilmente uniformato il risultato e lo ha livellato verso l’alto. Ma c’è un effetto ancora più grave: per quale motivo infatti, ad esempio, le prove di Valerio Grazini o di Silvana Stanco sono risultate anomale? Perché nel caso di entrambi ha giocato un ruolo fondamentale l’obbligo di tenere il punteggio. Quando, nella terza serie, Silvana ha compreso che lo zero commesso poteva già pregiudicare la sua gara, non è più riuscita a reagire e ne ha commessi altri. Per Valerio è accaduto qualcosa di simile. Si potrà anche argomentare che occorre reagire diversamente allo zero, e questo sarà un tema che esamineremo insieme in altra sede, ma non si può negare che questa situazione tende sicuramente a falsare i valori in campo.” Non è decisamente più tenero Mirco Cenci nel commento offerto al telefono durante il suo rientro da Monaco. “È immaginabile - si chiede il coach del Double Trap - che chi realizza 145/150 si ritrovi escluso dalla finale? Io non posso che elogiare i miei ragazzi perché hanno fatto un’ottima gara realizzando punteggi che altrove avrebbero permesso di accedere alle fasi finali. Il problema è che in gare di questo tipo il responso finisce per dipendere da fattori totalmente esterni: un errore arbitrale, e ce ne sono stati anche in questo caso, oppure la leggera variazione di traiettoria di un piattello che è sceso male sul piatto della macchina. Con tutto il rispetto per chi ha vinto e per chi ha realizzato il record, al di fuori di grandi campioni come Walton Eller, Jeffrey Holguin e Vasily Mosin, ho visto la fase finale della gara del Double Trap popolata da sconosciuti. Non ho mai nascosto che giudico il tiro a volo trasformato in una buffa lotteria dall’attuale regolamento. La finale del Double Trap a Monaco l’ho poi considerata sinceramente inguardabile e noiosa. Ho letteralmente costretto i miei ragazzi a rimanere ad assistere soltanto per rispetto dello sport Mirco Cenci e degli atleti che erano in gara.”


SKEET

MARCELLINI VINCE ALLO SPRINT L’Eccellenza romano vince lo scudetto di Skeet con il calibro 20: a Civitavecchia titoli anche per Alex Mattioni, Franco Cinque, Aldo Baldacci, Valerio Palmucci, Chiara Costa, Diego Antonietti e Roberto Lepri

Il podio dell’Eccellenza

Eros Marcellini è il campione italiano degli Eccellenza di Skeet con il calibro 20: a Civitavecchia lo skeettista romano ha vinto il titolo, prima confezionando 88 centri nelle quattro serie di selezione, poi componendo un formidabile 16/16 in semifinale per guadagnare il golden match in cui ha superato Sandro Bellini (93/100) per 13 a 12. Marco Calafiore (90/100) si è assicurato il bronzo. Alex Mattioni ha vinto invece lo scudetto di Prima categoria. Dopo il 91/100 delle serie di selezione ha composto un perfetto 25/25 nella finale tradizionale ed ha superato di misura Sergio Forlano che aveva totalizzato lo stesso parziale nella fase di scrematura ma ha concluso con 24. Il bronzo è andato a Marco

Il podio della Seconda categoria

Il podio della Prima categoria

Bicchi (89 + 23). Franco Cinque si è assicurato lo scudetto di Seconda categoria con 92/100 davanti all’88 di Giacomo Boncompagni e all’86 di Andrea Di Candido. Aldo Baldacci ha vinto il titolo di Terza categoria con 84/100: l’argento è andato a Fabrizio Melis (83) e il bronzo a Pietro Volpi (80). Valerio Palmucci (84/100) si è laureato campione italiano del Settore Giovanile superando Cristian Ciccotti nel golden match per 13 a 12. Il bronzo è andato a Edoardo Aloi, autore di un ottimo 91/100 nelle serie di selezione. Con 89/100 Diego Antonietti si è imposto tra i Veterani e Roberto Lepri (90) ha svettato tra i Master, mente Chiara Costa ha vinto tra le Ladies con 82 bersagli utili.

Il podio della Terza categoria

5 Chiara Costa

Il podio del Settore Giovanile

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FOSSA UNIVERSALE

LA DURA LEGGE DELLE CINQUE MACCHINE Al difficile Europeo portoghese di Povoa de Varzim in cui Gianluca Muoio si assicura un brillante bronzo nella gara open, Roberta Pelosi, Bianca Revello e Sabrina Panzeri vincono splendidamente il titolo a squadre, ma è autorevolmente d’oro anche il Superveterano Lionello Masiero

Il Direttore Tecnico della nazionale di Fossa Universale Sandro Polsinelli festeggia la conquista dei titoli e degli importanti piazzamenti all’Europeo di Povoa de Varzim

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È indiscutibilmente una dura legge quella che sovraintende idealmente all’andamento agonistico delle gare di Fossa Universale. Idealmente, abbiamo detto, perché si tratta di un qualcosa che è davvero molto più aleatorio delle norme del regolamento di gara. Ma non per questo meno pressante. Al Campionato europeo della disciplina delle cinque macchine, nella sede portoghese di Povoa de Varzim, Gianluca Muoio conduce infatti in maniera impeccabile i primi due segmenti di gara e si candida legittimamente alla vittoria. Poi, invece, negli ultimi due giorni di gara, complice la collocazione dei turni di tiro del fuoriclasse di Gaeta in momenti meteorologicamente molto infelici, e il recupero prepotente di alcuni dei suoi avversari diretti, l’azzurro si ritrova a dover difendere strenuamente addirittura la propria presenza sul podio della gara open. Con lo spagnolo Gregorio Fuentes Manzano e con il portoghese Manuel Moura Vieira Da Silva irraggiungibili e in corsa per il titolo a quota 195/200 (è l’iberico poi a laurearsi campione d’Europa regolando il lusitano in spareggio per 24 a 22), Gianluca Muoio (25 – 25 – 25 – 23 – 24 – 24 – 23 – 24) viene agganciato a 193 da un brillante Giampaolo Micheletti e dallo spagnolo Mario Fuentes Lopez e soltanto grazie ad una prova d’orgoglio da autentico campione lo specialista di Gaeta, con un luminoso 24/25 nel barrage, si assicura la medaglia di bronzo: viatico immediato, peraltro, per la conquista della Coppa Europa stagionale

dei Seniores. “Nella conquista del titolo individuale ci avevamo creduto, - commenta il Direttore Tecnico della disciplina Sandro Polsinelli, - e sarebbe stato un traguardo meritatissimo per Gianluca. Ci è mancato però un pizzico di fortuna: Muoio ha dovuto sparare proprio nei momenti in cui le condizioni meteo hanno prodotto le maggiori difficoltà e, al contrario, i suoi avversari diretti hanno beneficiato di situazioni atmosferiche favorevolissime. È stato sufficiente questo aspetto per rovesciare completamente le sorti della gara.” Al bronzo individuale di Gianluca Muoio, in questo Europeo 2014 si aggiunge però anche un ottimo argento collettivo. Gianluca Muoio, Marco Venturini (191) e il debuttante in azzurro Nicola Carbone (186) compongono 570 centri e sono secondi alle spalle della corazzata Spagna che manda in frantumi 579 dischi. “Carbone - precisa ancora il coach Polsinelli - ha rilevato Ivan Rossi che, designato in un primo momento per questa trasferta, ha poi dovuto rinunciare per motivazioni professionali, e certamente ha pagato lo scotto naturale del suo debutto in azzurro. Ma devo dire che sia di Nicola che dei giganti Gianluca e Marco sono soddisfattissimo. Questa gara ci conferma ulteriormente, però, che, in vista del Mondiale di Lonato, dobbiamo puntare a elevare al massimo la qualità dei nostri punteggi perché l’Universale, la cui legge, oltre a costringere gli atleti ad una tenuta difficile nel corso di quattro giorni di gara, impone agli stessi l’inevitabile


Il podio della gara open con lo spagnolo Fuentes Manzano al vertice davanti al portoghese Vieira Da Silva e all’azzurro Gianluca Muoio

variabilità delle condizioni meteo, è ormai una disciplina in cui si gareggia sul filo della perfezione.” A riscattare i titoli sfiorati ma non conquistati in ambito maschile, provvedono le ragazze. Il terzetto composto da Roberta Pelosi, Bianca Revello e Sabrina Panzeri porta un contributo variegato di esperienza di pedana, sapiente gestione dei ritmi agonistici e genialità tecnica che si traduce in una larga affermazione collettiva su tutte le avversarie. Con 515/600 sul podio di Povoa de Varzim le azzurre precedono la Francia (515) e la Gran Bretagna (503). Manca l’acuto individuale, anche se le singole prove delle ragazze di Polsinelli sono sufficienti per assegnare a Bianca, a Roberta e a Sabrina i primi tre posti - proprio in quell’ordine - del podio della Coppa Europa. E non a caso celebriamo quella vittoria, che è individuale e collettiva nel contempo, con la copertina di questo numero. Manca l’acuto individuale nel concorso valido per il titolo continentale, dicevamo: infatti l’alloro va alla spagnola Betatriz Martinez Sordo che totalizza 183/200 e precede l’inglese Michele Rowe (177) e la francese Edwige Dinouard (176). Roberta Pelosi è quarta con 174 davanti al 173 di Bianca Revello. Sabrina Panzeri si attesta a 168. “Nella gara femminile - commenta Sandro Polsinelli - abbiamo vissuto un’esperienza analoga a quella maschile. Bianca ha condotto con autorevolezza la gara nella prima parte, poi è stata penalizzata da qualche problema di salute

proprio nel momento in cui invece alcune delle sue avversarie dirette sono riuscite a indirizzare verso l’alto il loro rendimento. Per quanto riguarda Roberta, occorre dire che in alcuni turni di tiro ha dovuto fronteggiare una visibilità scarsissima che impediva di conseguire risultati di alta qualità.” Quasi gol anche per gli azzurrini. Simone D’Ambrosio compone una gara complessivamente omogenea, ma il suo 189/200 vale soltanto l’argento alle spalle del monumentale 192 dello spagnolo Ricardo Labrador Corbacho. I giovani “toreros” sono imbattibili anche a livello collettivo: è il terzetto spagnolo infatti a conquistare il titolo a squadre con 564/600 davanti al 551 della Francia. Con 550 Simone D’Ambrosio, la matricola Umberto Onofrio Pagnotta e Roberto Baldinotti conquistano una prestigiosa medaglia di bronzo. È decisamente brillante la prova del Superveterano Lionello Masiero: il tiratore veneziano conquista il titolo europeo individuale con 188/200 e conduce al successo collettivo il team azzurro completato da Giorgio Ravera (182) e Marco Vaccari (181) che infligge distacchi abissali ai maestri di Francia e Gran Bretagna. Distanti dal podio a livello individuale, i Veterani azzurri sfiorano invece la zona medaglie nella gara per nazioni. Con 543/600 Mario De Donato, Graziano Tognoni De Pugi e Domenico Scopelliti si attestano al quarto posto alle spalle di Gran Bretagna, Portogallo e Francia.

Gli Juniores Simone D’Ambrosio, Umberto Onofrio Pagnotta e Roberto Baldinotti hanno conquistato la medaglia di bronzo nel concorso a squadre alle spalle di Spagna e Francia

Lionello Masiero ha vinto il titolo individuale dei Superveterani e ha condotto alla conquista dell’alloro collettivo davanti a Francia e Gran Bretagna il team azzurro completato da Giorgio Ravera e Marco Vaccari

FOSSA UNIVERSALE

Roberta Pelosi, Bianca Revello e Sabrina Panzeri con il coach Polsinelli al vertice del podio delle squadre davanti alle rappresentative di Francia e Gran Bretagna

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COMPAK

TACCONI, SACRIPANTI E MACI SONO I LEADER DEL COMPAK A Carpignano Sesia, a Misano e a San Donaci si disputa la sfida tripartita valida per il quarto Gran Premio Fitav di Compak

Galleria fotografica

Gli Eccellenza a Carpignano

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Compak, episodio quarto. A Carpignano Sesia si celebra il segmento settentrionale della sfida tripartita e tra gli Eccellenza e Pier Edoardo Tacconi a vincere con 91 centri che costringono alla seconda sede del podio per tre lunghezze Pasquale Gabbiadini. Flavio Formis, autore di 87 centri, è terzo. Atmosfera realmente da guerre stellari nel parallelo confronto di Misano: sulle pedane romagnole Samuele Sacripanti e Daniele Valeri dividono il pianerottolo più alto degli Eccellenza addirittura con 98 centri. Poi, in spareggio, è Sacripanti a spuntarla sull’avversario spoletino. Claudio Moretti è ottimo terzo con un solido 95/100. A San Donaci, nella massima categoria, vince Luca Maci ma dopo aver colpito 93 piattelli deve anche superare in uno spareggio tutto pugliese Massimiliano Montuori. Terzo è il siciliano Francesco Iurato con 88. All’impianto novarese del presidente Giovanni Tribolo in Prima categoria vince Davide Dell’Aquila con 88/100 davanti a Gabriele Linetti che intercetta 87 piattelli come Edoardo Paolo Bonardi ma prevale in spareggio per 5 a 4. A Misano vince Nicola Sarti che colpisce 96 bersagli e precede il 93 di Giovambattista De Rubeis e il 92 di Pietro Ciccone. A San Donaci si impone Gianluca Iozzia con 93/100 davanti a Antonio Delia (90) e Davide Guerra (89). Guido Annibale (91/100) è leader della graduatoria dei Seconda in gara a Carpignano davanti a Stefano Rigamonti (90) e Franco Casagrande (86). Alessandro Bampa svetta autorevolmente tra i Seconda di Misano con un poderoso

96/100. Sugli altri gradini del podio salgono Denis Giardi (94) e Maurizio Caruso (93). Michael Rimo vince a San Donaci con 92/100 e un secco 2 a 1 in shoot-off su Leonardo Pietro Taurino. Il bronzo va a Natale Alessandro Calarese con 91.Vittoria di Antonio Caterina (86/100) in Terza a Carpignano davanti all’84 di Franco Sacchi e all’82 di Luca Pederzoli. Un ottimo 96 frutta il successo in Terza a Misano a Guglielmo Galli davanti a 91 di Pier Paolo Ugolini e al 90 di Simone Leardini. In Puglia è primo dei Terza Filippo Medici con 93 e le piazze d’onore vanno a Leonardo Stelluti (91) e Giovanni Prontera (90). Luca Panizza (75) vince tra i giovanissimi in Piemonte precedendo Matteo Beretta (70) e Andrea Persico (66), mentre a Misano il leader degli under 20 è Pietro Piccari Ricci da Rimini che ferma il volo di 96 piattelli e precede Enrico Lugli (88) e Cristian Morbidelli (82). Maurizio Laguardi vince invece nel Settore Giovanile a San Donaci davanti all’83 di Salvatore Alessio Ciantia e all’81 di Domenico Angilletta. Tra le Ladies in gara a Carpignano svetta Ana Cecilia Petagine che intercetta 69 piattelli e precede il 64 di Patrizia Teruzzi e il 59 di Cristina Motta. L’azzurra Jessica Tosti è leader autorevole della classifica in rosa della gara di Misano: la ragazza umbra colpisce 95 bersagli e precede largamente il 63 di Silvana Mangano e il 49 di Michela Tellatin. Maria Rosa Politi vince a San Donaci: il suo 84/100 è punteggio che le permette di precedere ampiamente Annalisa Cesiri (59) e Maria Grazia Martinez (57).


COMPAK Gli Eccellenza a Misano

Giovanni Zamboni vince tra i Veterani di Carpignano ma dopo aver colpito 88 piattelli deve superare per 1 a 0 Damiano Facciolati. Terzo è Claudio Lazzarin con 87. A Misano svetta invece Alvaro Leardini ma deve a sua volta regolare in spareggio Silvano Tosato dopo il 94 pari dei tempi regolamentari. Il bronzo va a Adriano Felici (81). Antonio Rossini è primo a San Donaci con 76 davanti al 73 di Erminio Barlabà e al 64 di Arcangelo Massafra.

Gianmario Ferrari è il migliore dei Master della sfida piemontese: con 87 centri precede l’83 di Roberto Rossi e l’82 dell’azzurro Enzo Gibellini. Eugenio Bruscolini centra una vittoria rotonda a Misano intercettando 92 piattelli e precedendo l’83 di Angelo Troni e il 78 di Franco Lucchini. Pasquale Venturi vince invece in Puglia con 79/100. I suoi alfieri sul podio di San Donaci sono Vincenzo Galati (75) e Giuseppe Miglietta (69).

9 Gli Eccellenza a San Donaci

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Il podio delle squadre del Piemonte


IL TIRO A VOLO 282