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È davvero una bella iniziativa - e dunque merita di essere evidenziata e resa nota a livello nazionale - quella promossa dal Comitato regionale Fitav della Sicilia che sta raccogliendo fotografie storiche del tiro a volo della Trinacria e le offre in visione in una gallery disponibile sul sito web che contempla già quasi trecento esemplari. Ne emerge un “come eravamo” che è soltanto apparentemente legato alla storia tiravolistica siciliana, perché nei fatti molti di quegli eventi immortalati rappresentano uno spicchio importante del passato dell’intero movimento tiravolistico italiano. Del resto, l’iniziativa lanciata dal Comitato del Delegato regionale Di Giorgi è rivolta infatti proprio anche a coloro che non risiedono in Sicilia ma che hanno partecipato alle tante manifestazioni isolane degli ultimi decenni fermando, negli scatti di una macchina fotografica, momenti essenziali della propria storia agonistica. Le ultime acquisizioni - informa il sito del Comitato Fitav della Sicilia – riguardano avvenimenti degli anni Settanta, ma scorrendo la gallery si riconoscono anche personaggi e situazioni dei decenni precedenti. E naturalmente anche dei decenni successivi. Come nel caso dell’immagine che pubblichiamo qui a fianco che ritrae proprio l’attuale Delegato regionale Fitav della Sicilia Giuseppe Di Giorgi impegnato in una gara a metà degli anni Ottanta a Termini Imerese. La Redazione

In copertina Pronti, attenti, via! La stagione agonistica 2014 è infatti alle porte. E dell’appuntamento nazionale che inaugurerà ufficialmente il cartellone stagionale - il Campionato d’inverno di Tripletto Compak - parliamo diffusamente proprio nelle pagine di questo numero.

N um ero 262 22 g ennai o 2014 Direttore Luciano Rossi Direttore Responsabile Luigi Agnelli

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pag 4 CON IL TRIPLETTO FAREMO IL BOTTO!

pag 6 LA PAROLA AGLI ESPERTI

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CON IL TRIPLETTO FAREMO IL BOTTO! Il cartellone 2014 esordisce ufficialmente il prossimo 9 febbraio sulle pedane orvietane de Il Botto per il Campionato invernale di Tripletto: la variante più spettacolare del Compak Sporting

Uno degli scorci suggestivi offerti dall’impianto della Società Il Botto di Orvieto in cui il prossimo 9 febbraio saranno in palio i titoli invernali di Tripletto Compak

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Il proposito manifestato nel titolo - che suggerisce un gioco di parole ad effetto - è proprio quello coltivato con entusiasmo da Delfino Batella: timoniere e tracciatore della Società orvietana che il prossimo 9 febbraio ospiterà il Campionato d’inverno sperimentale di questa fantasiosissima variante del Compak Sporting. Dopo aver debuttato un anno fa sulle pedane marchigiane di San Martino di Rio Salso, l’edizione 2014 della sfida invernale del Tripletto quest’anno disporrà di un palcoscenico assolutamente spettacolare. Ed è più che certo che sulle pedane de Il Botto l’esordio ufficiale della stagione 2014 del calendario Fitav sarà indiscutibilmente effervescente. Anche perché, come ribadisce il tracciatore dell’impianto che ospiterà la sfida, il Tripletto è una variante del Compak che esalta tutte le prerogative della disciplina: ne amplifica la dinamicità e la spettacolarità, configurandosi come una tipologia agonistica destinata ad esercitare particolare attrazione non soltanto sugli specialisti del Compak, ma anche

sui cacciatori intenzionati ad esplorare con più attenzione il mondo tiravolistico. Decisamente di grandissima spettacolarità è innanzitutto il programma dei lanci: nel Tripletto, in ogni postazione il tiratore affronta un singolo al primo turno di tiro e successivamente ben tre lanci tripli. I tre bersagli partono ovviamente in tempi diversi: il primo al pull!, il secondo allo sparo e il terzo in rapidissima successione. Tutto nell’arco complessivo di cinque secondi. Si comprende bene dalla distribuzione dei lanci che in ogni serie il tiratore affronta cinquanta bersagli e ogni competizione va a comporsi di di tre serie. Alla spettacolarità intrinseca della tipologia di gara quest’anno si aggiunge peraltro la particolarità di un impianto dagli scorci suggestivi che può offrire agli specialisti impegnati nella sfida del 9 febbraio l’opportunità di dar vita ad una giornata di grande sport. Già nell’edizione dell’anno scorso il Campionato d’inverno del Tripletto aveva peraltro suggerito spunti agonistici di notevole suggestione.


In gara al confronto orvietano ci sarà anche il Direttore tecnico della nazionale di Compak e di Sporting Veniero Spada

nico Vallefuoco - con 133 - si rivelò invece un brillantissimo Seconda di belle speranze e Andrea Ghiselli fece suo il titolo di Terza. Jessica Tosti non ebbe rivali a suo tempo nella sfida invernale del Tripletto e Andrea Menga riuscì ad aver ragione di un Mattia Cecchetti che avrebbe però presto ingranato una marcia alta e si sarebbe impossessato nel giugno successivo del titolo europeo di Compak. Insomma, all’impianto orvietano de Il Botto ci sono tutte le premesse per un avvio torrido dell’inverno 2014 del tiro a volo tra conferme, riconferme e inattese novità. E la presenza di molti big del panorama del Compak Sporting all’opera in uno scenario agonistico di grande suggestione come quello progettato e realizzato da Delfino Batella suggerisce che si tratterà di una sfida di sicura spettacolarità. Noi ci saremo. E voi..?

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Sulle pedane di San Martino di Rio Salso fu Marco Battisti a conquistare il titolo degli Eccellenza e il pesarese si assicurò in quella circostanza la prima vittoria ufficiale da “grande” dopo gli anni formidabili della militanza tra gli Juniores. Con 142/150 il “golden boy” del Compak italiano svettò precedendo di tre lunghezze Veniero e Michael Spada. Nei mesi successivi fu invece proprio Michael Spada a vincere la sfida estiva della variante più spettacolare del Compak. E poiché alcuni dei più quotati specialisti, tra cui proprio Veniero e Michael Spada, hanno già assicurato la loro presenza all’impianto di Orvieto per l’invernale del prossimo 9 febbraio, è certo che sulle ardite parabole dei lanci tracciati da Delfino Batella sarà ancora vero e proprio spettacolo tiravolistico. Un anno fa in Prima categoria fu Alessio Antonini a prevalere con 129 centri. Dome-

Allo stand orvietano Michael Spada, dominatore della sfida estiva 2013 di Tripletto, tenterà di assicurarsi tra gli Eccellenza il primo scudetto dell’anno

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TIRO A VOLO E AMBIENTE

LA PAROLA AGLI ESPERTI

Terza Parte

Con il proprio intervento al Meeting di Roma il dottor Stefano Rosi, Presidente del Collegio Tecnico Giuridico, ha tratteggiato in maniera circostanziata le modalità di partecipazione al programma di contribuzione per gli adeguamenti strutturali varato dalla Fitav

Il professor Giulio Ceccarelli introduce l’intervento del dottor Stefano Rosi

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Per rispondere al quesito lanciato dal professor Giulio Ceccarelli nell’introduzione al mio intervento - quesito nel quale ci si chiedeva come sarà la situazione dei nostri campi di tiro da qui alle prossime Olimpiadi - mi sento di poter affermare che in futuro la situazione dei nostri campi di tiro sarà migliore di come è oggi. Non c’è dubbio su questo. Perché? Perché l’impegno di tutti e quello del Consiglio federale troverà anche quest’anno la possibilità di concretizzarsi. Si parla di impegno per migliorare gli impianti di tiro sotto il profilo della loro sostenibilità e compatibilità ambientale e per migliorarli dal punto di vista della loro fruibilità e accessibilità. Quest’impegno troverà nel 2014, come già ha ricordato il presidente Rossi, una declinazione completa attraverso il varo di un programma di contributi che verranno erogati alle associazioni sportive dilettantistiche che vorranno ade-

rire al programma stesso. Il tutto avverrà attraverso la pubblicizzazione di questo programma e nello specifico attraverso la pubblicazione sul sito web della Fitav della modulistica. Questa modulistica si compone di quattro moduli e vorrei entrare nel dettaglio dei contenuti del modulo 1 che riporta il regolamento che disciplina questo programma. Naturalmente in questa sede racconterò gli aspetti più salienti. Innanzitutto, quali sono le attività che rientrano tra quelle che possono beneficiare dei contributi? Qual è la durata temporale di questo programma? Quali sono gli elementi essenziali per poter partecipare? Rispondo alla prima domanda: quali sono le opere che possono rientrare nel programma di finanziamento. Sono tutte quelle hanno migliorato o migliorano gli impianti di tiro sia sotto il profilo della compatibilità e sostenibilità ambientale (quindi: riduzione del rumore, raccolta dei re-


L’intervento del dottor Stefano Rosi, presidente del Collegio Tecnico Giuridico della Fitav

sorse siano rese disponibili prima possibile e quindi che questi denari arrivino nel circuito nel più breve tempo possibile. Peraltro le procedure per la presentazione delle domande e per la compilazione della modulistica sono molto semplici. È importante sapere che, essendo la coperta evidentemente corta, verrà fatta una graduatoria, come già era stato fatto in passato, basata sulla data di invio delle domande. Qual è l’importo massimo previsto? Si tratta di diecimila euro per ciascuna società. Una società può fare ovviamente una sola domanda nell’ambito del programma, relativa anche ad interventi multipli, come ho precisato prima. Un’altra cosa importante è la seguente: l’importo del contributo che verrà erogato dovrà avere una evidenza contabile, ovvero una o più fatture, che siano pari almeno a quell’importo. Mi spiego: se, ad esempio, io ho realizzato un’opera di miglioramento nel mio impianto di tiro rifacendo i servizi igienici,

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sidui come piombo, borre e bossoli), sia sotto il profilo del miglioramento tecnologico dell’impianto (quindi: acquisto di nuovi macchinari, ovvero macchine lanciapiattelli, phono-pull, schermi). Questo avveniva anche per i contributi del passato. Adesso sono state aggiunte tutte quelle opere attraverso le quali l’impianto di tiro nel suo complesso diventa maggiormente fruibile e più attraente dal punto di vista sia dei frequentatori abituali che dei loro familiari. Vorrei evidenziare che l’Università di Urbino ha condotto uno studio, commissionato da Anpam e Cncn, al quale la Federazione ha dato il suo contributo. Questo studio si è esplicato attraverso l’acquisizione di informazioni tramite dei questionari indirizzati ai presidenti delle società e ai tiratori in modo tale da poter incrociare questi dati e acquisire appunto informazioni da un lato sulle aspettative che i tiratori hanno nei confronti del mondo del tiro e dall’altro sulle problematiche che i gestori affrontano. Tutto questo, per arrivare a definire quali sono quegli interventi che, se realizzati, possono dare uno sviluppo all’attività. Gli elementi essenziali di questo studio, che è in via di ultimazione, rivelano questo: se si vuole migliorare la qualità degli impianti di tiro, queste strutture devono essere più accessibili e più fruibili nel senso più lato che si possa immaginare.Tutti questi interventi che possono essere migliorativi, rientrano dunque tra quelli che possono essere oggetto di contributi. Parliamo del periodo. Per motivi tecnici non si è potuto ampliare più di tanto la retroattività. È dunque prevista una retroattività che tuttavia è limitata all’anno 2013. Rientrano nel novero degli interventi che possono essere oggetto di contributi quegli interventi che sono stati realizzati a partire dal 1° gennaio 2013 fino al 30 giugno del 2014. Da parte di una società c’è dunque la possibilità di presentare una domanda che, ad esempio, è relativa ad una serie di interventi che sono già stati realizzati nel 2013 e ad interventi che si vorranno realizzare nel 2014. La domanda può naturalmente riguardare anche soltanto i primi interventi citati, oppure soltanto i secondi. È prevista dunque la più ampia possibilità di miscelazione di queste tipologie di interventi. Sono fissate in modo molto rigido le due date: la prima a partire dalla quale si potrà inviare la domanda, la seconda quella entro la quale la domanda potrà essere presentata. Le domande per aderire al programma, inviate esclusivamente per posta raccomandata con ricevuta di ritorno, devono riportare un timbro postale di invio compreso tra il 15 gennaio del 2014 e il 15 marzo del 2014. Non è ammessa la consegna diretta in Federazione: abbiamo dovuto introdurre questo elemento perché in passato è capitato che avvenisse anche la consegna diretta negli uffici della Federazione, creando inevitabilmente qualche imbarazzo e anche soprattutto problemi di equità di trattamento, in special modo essendo la data di consegna collegata alla graduatoria. Il 16 di marzo, o al massimo qualche giorno dopo, sapremo quante sono le società che hanno aderito al programma e attraverso un calcolo saremo in grado di erogare velocemente i contributi. I tempi sono compressi ma lo sono in quanto è volontà della Federazione che queste ri-

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il viale di accesso e la staccionata ed ho cinque fatture il cui importo totale è ventimila euro, non verranno erogati comunque più di diecimila euro. Se avessi fatto interventi per centomila euro, non verrebbero comunque erogati più di diecimila euro di contributo. Questo introduce un’asimmetria di cui tuttavia siamo perfettamente consapevoli. Voglio precisare che le fatture presentate devono essere anche quietanzate, quindi ci deve essere evidenza dell’avvenuto pagamento. Dicevamo, con una metafora, che la coperta è ovviamente corta e quindi se tutte le società faranno opere tali da meritare i contributi di diecimila euro, le società che potranno beneficiare del contributo medesimo non potranno essere più di cento. Va detto, però, che l’intenzione, ormai più che dimostrata, da parte della Federazione è quella, compatibilmente con le possibilità che gli esercizi finanziari daranno e consentiranno, di rinnovare gli impegni anche per il futuro. Alcune precisazioni sul modulo 4. Questo modulo è quello con cui si comunica l’avvenuta esecuzione dei lavori che deve essere controfirmato dal


delegato regionale che assume dunque un ruolo fondamentale perché è lo strumento attraverso il quale istituzionalmente la Federazione esercita l’effettivo completo controllo di ciò che è stato fatto nei singoli

impianti di tiro. Questa funzione, ripeto, è una funzione fondamentale e l’efficacia di tutto il programma dipende in gran parte proprio da come viene svolto questo ruolo.

Scrivendo la scaletta per questo intervento - ha esordito al Meeting di Roma l’architetto Enrico Carbone, componente della Commissione ambiente del Comitato Olimpico Internazionale - mi veniva in mente che il nostro paese, questa nostra terra, ha scritto la sostenibilità dell’urbanistica e dell’architettura nei millenni passati quando probabilmente la parola sostenibilità neanche esisteva. Ma se voi pensate alla città romana, al borgo medievale, alla città del Rinascimento e poi alla città barocca, vediamo che siamo stati i maestri della sostenibilità nella storia dell’umanità. Perché quello che abbiamo fatto ha rappresentato, volta per volta, le cose migliori che l’umanità è stata capace di fare. Lentamente siamo un po’ scivolati e le statistiche della sostenibilità ci collocano oggi intorno al quindicesimo posto. Questo capita perché a volte, come dire, la storia sembra ruotare e quei paesi che erano i leader del mondo si trovano oggi sopravanzati da altri paesi che in passato non avevano questa grande capacità. E poi è un po’ come se le parole nel tempo si svuotassero di significato. Ho pensato alla parola: programmazione. Ne parliamo tanto, ma programmiamo poco. Perché ogni cosa è denominata programmatica, ma poi è scarsamente programmata. È come se al problema subentrasse un nominalismo destinato a svuotare il problema stesso. Quello che vale per programmazione, finisce per valere anche per compatibilità, sostenibilità e così via. Un’altra considerazione di carattere generale a cui appunto pensavo preparando la scaletta: pensate ad esempio a quanto è sostenibile la basilica di San Pietro. Che è perfetta da quel punto di vista anche dopo cinquecento anni. Consente ancora di svolgere quelle funzioni in piene condizioni di sicurezza, di compatibilità, di accessibilità; ha quel porticato che fa da filtro alle persone che vanno via dalla basilica e consente di ospitare duecentomila persone e queste possono andarsene senza creare un impatto urbanistico. È un edificio perfettamente sostenibile. Oggi non lo sapremmo fare più sostenibile di come è stato fatto cinquecento anni fa.Veniamo a tempi più vicini a noi: che cosa è la sostenibilità degli impianti sportivi? Innanzitutto occorre ragionare sulla sostenibilità degli edifici nuovi, ma anche sulla sostenibilità dell’esistente. Poi c’è il problema della sostenibilità dell’intero ciclo di vita dell’edificio. La sostenibilità può essere sintetizzata in tre punti: un aspetto ambientale, sociale e sportivo,un aspetto economico e l’aspetto più propriamente fisico. Nel primo caso un edificio o un impianto sportivo è sostenibile prima di tutto quando è necessario. Un edificio per essere sostenibile deve rispondere pienamente ai fabbisogni del territorio. Se non risponde ai fabbisogni del territorio, voi potete recuperare tutta l’acqua piovana che volete oppure può essere silenziosissimo: può essere insomma perfetto dal punto di vista dei sub-elementi della sostenibilità, ma se questo impianto non serve non è sostenibile. Insomma, un edificio deve essere necessario, direi addirittura: indispensabile, alla domanda del territorio. Consideriamo la sostenibilità economica. Bisogna che questo edificio da un punto di vista economico abbia un bilancio, tra costi e ricavi, che gli consenta di vivere. Anche qui il rapporto è tra domanda e offerta. Occorre che le ore/sport che possiamo erogare consentano a quell’edificio di vivere. Poi c’è la sostenibilità fisica e questa potremmo ulteriormente smontarla in una sostenibilità alla scala urbanistica, in una sostenibilità alla scala dell’edificio e in una sostenibilità alla scala dei suoi componenti e dei suoi sub-elementi. Ovviamente l’impatto acustico può rientrare in tutti e tre gli aspetti, perché ovviamente è condizionato dall’aspetto territoriale e urbanistico, dalla conformazione morfologica del territorio e infine ovviamente è condizionato dai componenti edilizi. Ragionando dal punto di vista del Comitato olimpico nazionale italiano e del Comitato olimpico internazionale, la nostra attenzione è rivolta alla sostenibilità degli edifici, ma anche alla sostenibilità degli eventi. Nel senso che a volte l’impatto acustico e l’impatto ambientale che lo sport genera non è dato dagli edifici in quanto tali, ma è dato dagli eventi. Mi piace però a questo proposito ragionare sull’eredità che un evento e un impianto sportivo lasciano. Facendo riferimento ad esempio a tutto quello che è stato costruito in occasione di Roma ’60 e che ancora viene utilizzato, possiamo appunto giudicare quell’esperienza come positiva. Concludo tornando a San Pietro. Un signore vestito di bianco in questi giorni si è tolto la sua croce d’oro, va in giro per Roma con una macchina usata, quindi ha fatto una scelta di povertà. Ma quel signore accoglie a San Pietro ogni domenica il doppio, probabilmente il triplo, delle persone che ci andavano prima. Che cosa vuol dire questo? Che a volte un atto di umiltà non comporta l’allontanamento della gente. Anzi, comporta un maggior interesse. Questa cosa può valere anche per i grandi eventi. Dove sta scritto che i grandi eventi sportivi hanno bisogno di grandi edifici? Tanto più che il grande evento va in televisione: quello che conta sono i miliardi di persone che lo vedono sullo schermo. Quindi, possiamo costruire grandi scenografie ai fini televisivi, ma non abbiamo bisogno di costruire grandi edifici che creano poi grandi impatti. Ecco che anche questo discorso della sostenibilità degli edifici e degli eventi e dell’eredità che questi eventi possono lasciare, può essere un ulteriore spunto di riflessione.

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ENRICO CARBONE, SOSTENIBILITA’ È PAROLA ANTICA

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QUI SICILIA

PER IL TRAP D’INVERNO è GIà RECORD Nella prima prova del circuito invernale isolano le gare di Traversa e San Demetrio fanno registrare complessivamente 332 iscritti: vincono Paolo Putano e Giovanni Saporita

Paolo Putano, vincitore della gara di Traversa, con il coordinatore Luigi Greborio, il delegato provinciale di Palermo Giulio Lazzaro e il responsabile del circuito Angelo Sgroi

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Parte alla grande il circuito invernale di Fossa Olimpica della Sicilia ed è legittima la soddisfazione manifestata dal Delegato regionale Giuseppe Di Giorgi sul sito web della Fitav isolana per un esordio stagionale che nelle manche di Traversa e di San Demetrio ha richiamato 332 iscritti equamente distribuiti. Sulle pedane palermitane di Casteldaccia è stato Paolo Putano a far segnare il punteggio migliore: il Prima categoria ha totalizzato un luminoso 49/50 ed ha preceduto di misura il Seconda Antonino Polizzi che aveva esordito con un en-plein proprio come Putano, ma aveva poi rallentato il suo slancio nel secondo round, riuscendo tuttavia a confezionare un punteggio di pregevole qualità. Terzo risultato della gara è stato l’ottimo 47 del Seconda Gioacchino Costagliola che ha costretto alle sedi virtualmente fuori dal podio l’Eccellenza Fabio Sollami e il Prima Calogero Romeo (46). Fermi a quota 45 un gruppo di nomi illustri del Trap isolano: Pierluigi Sollami, Maurizio Annaloro, Giuseppe Pagnotta, Giovanni Indemburgo, Giuseppe Testa e Francesco Gorgone. Nel confronto a squadre i padroni di casa di Traversa hanno messo l’ipoteca per il titolo precedendo Il Tiro e Terrasini. A San Demetrio è stato invece Giovanni Saporita a porre il sigillo sulla gara. Con 48/50 e un ottimo 25 alla seconda serie il tiratore di Seconda ha preceduto il suo pari grado Raffaello Grassi, autore a sua volta di un 48 con due 24. A quota 47 hanno concluso Salvatore Gozzo, Carmelo Meli, Alfio Fabio Brunno, Alessandro Scuderi, Gaetano Licciardello e Adriano Avveduto. A livello di gara a squadre i campioni di San Demetrio hanno subito riconfermato la propria volontà di tornare a vincere precedendo Pachino e Catania.

L’impianto di Traversa che ha ospitato la gara di avvio del circuito isolano di Trap per l’area occidentale

MARCHE

BULGHERINI PROTAGONISTA È stato Simone Bulgherini il protagonista del secondo round del circuito invernale di Fossa Olimpica delle Marche. Il Prima categoria è stato autore di un brillante 48/50 sulle pedane di Castel di Lama e si è assicurato la vetta della classifica davanti ai 47 di Andrea Andreozzi, Giovanni Natalini e Cristiano Bitocchi. Con 46 bersagli utili hanno concluso Giacomo Emidio Stipa, Matteo Boretti, Mirko Acciarri, Giuseppe Serafini, Stefano Calabrini e Giancarlo Morganti. Bulgherini è stato determinante anche nel responso della gara a squadre. Il team di Rio Salso (composto dallo stesso Bulgherini e da Ciro Giovannini, Giuseppe Falcone, Walter Ugolini, Stefano Ceccaroli e Aldo Raffaelli) ha infatti conquistato il vertice della graduatoria a pari merito con Montecosaro a quota 267/300, ma con una migliore sequenza di punteggi rispetto ai maceratesi.

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Il Magazine della Federazione Italiana Tiro a Volo

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