Issuu on Google+


Non può che trovarci entusiasti l’iniziativa che vedrà realizzata il 12 novembre sulle pedane del Concaverde - grazie alla collaborazione di Fitav, Beretta e Fiocchi - una “clinic” dedicata a cinquanta ragazze e ragazzi del Settore Giovanile con i maggiori campioni del panorama attuale delle tre discipline olimpiche. Volete sapere i nomi di quei campioni? Ve li riportiamo in rigoroso ordine alfabetico: George Achilleos, Juan Josè Aramburu, Diana Bacosi, Antonino Barillà, Chiara Cainero, Federica Caporuscio, Giovanni Cernogoraz, Francesco D’Aniello,Walton Eller, Ennio Falco, Claudio Franzoni, Erminio Frasca, Anton Glasnovic, Josip Glasnovic, Vincent Hancock, Jesper Hansen, Marco Innocenti, Luigi Agostino Lodde, Giovanni Pellielo, Alessandra Perilli, Kim Rhode, Jessica Rossi, Simona Scocchetti, Katiuscia Spada. Se siete rimasti senza fiato, è perché avete compreso legittimamente che un evento di tal genere non era mai stato progettato nella storia del tiro a volo mondiale di tutti i tempi. L’entusiasmo a cui abbiamo fatto riferimento in apertura non è dettato soltanto dalla portata dell’evento, ma anche dal fatto che esso nasce con una forte connotazione giovane e con la diretta ispirazione al linguaggio dei social network, descritta efficacemente dall’utilizzo di un hashtag su Twitter (#GiovanieCampioni) come autentica insegna dell’iniziativa. C’è tempo fino al 7 novembre per iscriversi a questa straordinaria iniziativa (alla mail: giovaniecampioni@fitav.it) che rappresenta una sorta di “numero zero” di un evento che i marchi coinvolti intendono replicare. “Come azienda, dichiara Roberto Zarrillo di Beretta Armi, abbiamo da sempre a cuore eventi di grande mediaticità e questo progetto di riunire tutti i campioni della nostra scuderia nello stesso luogo e nella stessa data è di per sé la realizzazione di un grande sogno. Inoltre celebriamo un anno storico di grandi vittorie e la rinnovata collaborazione con Fitav che abbiamo sancito all’inizio della stagione, ma vogliamo anche attribuire a questo evento un imprinting di squadra che fornisca ulteriore visibilità al prestigio del marchio e alla statura agonistica dei campioni.” Fortemente convinto del valore dell’iniziativa anche Marzio Maccacaro di Fiocchi Munizioni: “Giovani e Campioni è un’iniziativa molto interessante ed utile al nostro sport ed è lodevole vedere che dei campionissimi si rendono disponibili ad affiancare giovani in una esperienza di praticantato estremamente qualificato. Ma tali iniziative promuovono anche in maniera efficacissima il tiro a volo e in questo senso mi piacerebbe veder esteso il progetto in maniera sistematica anche con eventi formativi per giovani leve a livello regionale.” La Redazione

In copertina Seppure con minor travaglio di Lawrence d’Arabia, anche Valerio Grazini e Massimo Fabbrizi hanno trovato la loro meta tra le sabbie del deserto. Alla Finale di Coppa del Mondo di Abu Dhabi i due azzurri del Trap, qui ritratti con il Dt Albano Pera, hanno conquistato rispettivamente la medaglia d’argento e quella di bronzo. (Foto Fitav) N um ero 252 30 o tt obre 2013 Direttore Luciano Rossi Direttore Responsabile Luigi Agnelli

Direzione e Redazione Federazione Italiana Tiro a Volo Viale Tiziano 74 00196 Roma Tel. 06 45235200 Fax 06 3233791 redazione@fitav.it

Coordinatore Redazionale Massimiliano Naldoni maxnaldoni@alice.it Tw i t t e r : @ I LT I ROAVO L O

Armi Pietro Beretta Perazzi Armi

Abbigliamento Beretta

Grafica & Multimedia Andrea Tei

CONTROCOPERTINA

#GiovanieCampioni

pag 4 QUASI ORO NEL DESERTO pag 6 DALLA PARTE DELLA LEGGE pag 10 IN CORPORE SANO

Tutti i diritti riser vati Vietata la riproduzione anche parziale se non autorizzata. Aut. del Tribunale di Roma n.111 del 17 marzo 1994

SPONSOR FEDERALI Munizioni Baschieri & Pellagri Bornaghi Clever Cheddite Fiocchi Munizioni Nobel Sport Italia RC Eximport

Macchine Fab Eliche Rodenghi Tiro a Volo Lazio

Piattelli Eurotarget Laporte Mattarelli

R accolta dei materiali Società Cooperativa E.CO Piombifera Bresciana Puli Pull

3

Gestione Gare Hard Soft Elettronica Progetti

252


EVENTI

Quasi oro nel deserto

EVENTI

Nessuno degli azzurri centra la vittoria alla Finale di Coppa del Mondo di Abu Dhabi, ma il clan italiano rientra con un bagaglio di preziose medaglie: l’argento di Valerio Grazini e il bronzo di Massimo Fabbrizi nel Trap, il bronzo di Davide Gasparini nel Double Trap e di Diana Bacosi nello Skeet

4 252

Il Consigliere federale Saro Avveduto esulta con gli azzurri Valerio Grazini e Massimo Fabbrizi

Sfiorano il successo in varie occasioni gli azzurri alla Finale di Coppa del Mondo di Abu Dhabi, ma non riescono a centrare la vittoria. Nel Trap, tuttavia, il responso dell’ultimo appuntamento agonistico della stagione dice di un risultato molto prossimo al trionfo poiché è comunque per due terzi azzurro il podio della gara maschile. Il terzetto di Albano Pera compie un approccio magistrale alla fase finale: Valerio Grazini totalizza 123/125 come il moscovita Alexey Alipov e precede il 122 di Giovanni Pellielo, il 120 di Massimo Fabbrizi e dell’inglese Aaron Heading e il 119 dello slovacco Erik Varga. Ma in semifinale il mazzo di carte è fortemente rimescolato: sono Grazini, Varga e Heading a comporre il risultato più alto (13/15) e l’azzurro di Viterbo e lo slovacco liquidano in un

breve shoot-off il britannico guadagnando il medal match per l’oro. Difficile anche la qualificazione alla finale per il bronzo: sono autori di 12/15 sia Fabbrizi che Pellielo e Alipov e se il russo si arrende dopo pochi lanci, deve centrare quattordici bersagli il gladiatore di San Benedetto delTronto per escludere dalle sfide finali il piemontese campione del mondo. Non c’è quasi storia nella finale per il bronzo della gara degli Emirati: Heading semina subito numerosi errori e il terzo posto è appannaggio di un solido Massimo Fabbrizi che svetta per 14 a 11. Decisamente più combattuta la finalissima: Varga sbaglia al primo lancio e Grazini restituisce il favore al secondo turno. Poi i due contendenti sono autori di una corsa sfrenata verso il successo. Una corsa senza altri errori perché entrambi concludono a


quota 14/15 ed è lo shoot-off a sancire la vittoria dello slovacco per 5 a 4 e a donare al viterbese un argento realmente quasi d’oro. In ambito femminile Jessica Rossi balla da sola nella fase di selezione: e non soltanto perché la qualificata Silvana Stanco ha rinunciato alla partecipazione alla Finale di Abu Dhabi, ma perché la campionessa iridata in quella fase della gara non ha davvero rivali. Con 72/75 Jessica domina la classifica provvisoria davanti ai 71 della finlandese Satu Makela-Nummela e della slovacca Zuzana Stefecekova, al 70 della tedesca Jana Beckmann, al 68 dell’inglese Charlotte Kerwood e al 67 della russa Elena Tkach. In semifinale però Jessica perde il ritmo e conclude con 10/15.Troppo poco per guadagnare le due finali. Il bronzo è di Satu Makela-Nummela che “brucia” Zuzana Stefecekova per 11 a 9. Per l’oro se la giocano invece Charlotte Kerwood e Jana Beckmann e nella “battaglia d’Inghilterra” dei bersagli volanti è logicamente la britannica ad impossessarsi del cristallo per 11 a 10. Rocambolesco ma prezioso il bronzo artigliato da Davide Gasparini nel Double Trap. L’azzurro di Gabicce totaliza 134/150 ed accede alla semifinale svettando in uno shoot-out che esclude invece Daniele Di Spigno. In semifinale è monumentale il

Diana Bacosi riceve le congratulazioni del Presidente Luciano Rossi e del Direttore tecnico Andrea Benelli

russo Vasily Mosin che si assicura il medal match per l’oro a cui accede anche l’olimpionico statunitense Walton Eller. Con 28/30 Gasparini si assicura però la finale per il bronzo contro l’altro americano Joshua Richmond e con il punteggio di 29 a 27 il marchigiano cattura il bronzo. L’oro e il cristallo di Abu Dhabi sono appannaggio di un volitivo Mosin che regola Eller in una super finale per 30 a 29. Nello Skeet maschile senza italiani (per la rinuncia del runner-up mondiale Ennio Falco) vince lo spagnolo Juan Josè Aramburu che in finale, per 15 a 14, supera il norvegese Tore Brovold. Il bronzo va all’inossidabile Abdullah Al Rashidi: il kuwaitiano supera il danese Jesper Hansen per 15 a 14. Pregiato terzo posto per Diana Bacosi nella sfida dello Skeet in rosa. L’azzurra dell’Esercito accede alla semifinale uscendo vittoriosa da uno shoot – out a quota 69/75 che, insieme ad altre, esclude invece dalle fasi finali Katiuscia Spada. Con il 14/16 della semifinale Diana si assicura un posto nella finale per il bronzo e nel duello con Sutiya Jiewchaloemmit liquida la thailandese per 15 a 13. Nell’empireo si sfidano per l’oro invece Christine Wenzel e Olga Panarina ed è la tedesca iridata a vincere il cristallo degli Emirati per 15 a 13. (Foto Fitav e Issf).

EVENTI

Il Presidente Luciano Rossi e il Direttore tecnico del Double Trap Mirco Cenci con il bronzo della gara Davide Gasparini

I Vicepresidenti dell’Issf Luciano Rossi e Medhat Wadhan con i riconoscimenti attribuiti loro dagli organizzatori nel corso della Finale di Coppa del Mondo di Abu Dhabi

5 252


DALLA PARTE DELLA LEGGE

Ivan Russo, duemila pagine di chiarezza “Sistema penale di armi esplodenti, munizioni, caccia e tiro”, il volume che il celebre giurista di Potenza ha dedicato ad una materia tradizionalmente difficilissima, ha recentemente ottenuto il plauso di molti esperti: il commento del Coordinatore del Collegio TecnicoGiuridico Stefano Rosi, di Silvano Verdenelli e dello stesso autore A detta di moltissimi eminenti giuristi ha avuto il merito di fare finalmente chiarezza in una materia che è considerata, per antonomasia, la più ostica del Diritto penale. Si tratta di “Sistema penale di armi esplodenti, munizioni, caccia e tiro”, il volume di millesettecento pagine che l’avvocato Ivan Russo ha dato alle stampe nel 2012 e che è considerato già una pietra miliare della materia. Letteralmente entusiasta del risultato si è detto il Coordinatore del Collegio Tecnico-Giuridico, il dottor Stefano Rosi. “È giusto spendere due parole - ha precisato appunto Rosi - per descrivere l’opera e per inquadrarne il calibro. L’avvocato Ivan Russo è un giuri-

sta appassionato e competente, in particolare per quanto riguarda la normativa che disciplina le armi e le munizioni di qualsiasi tipo e quindi in maniera più specifica di quelle che interessano l’attività del tiro a volo. È autore di più di un’opera - e si tratta di veri e propri trattati sulla materia - la più recente delle quali è appunto “Sistema penale di armi esplodenti, munizioni, caccia e tiro” che è un compendio che raccoglie riflessioni dell’autore dal punto di vista giuridico ma soprattutto espliciti, precisi, documentati e inoppugnabili riferimenti alla bibliografia che in buona sostanza consiste nella citazione di sentenze e in particolare di sentenze della Suprema

6 252

Intervista a Ivan Russo

L’avvocato Ivan Russo (al centro) con il dottor Silvano Verdenelli e il dottor Stefano Rosi, Coordinatore del Collegio Tecnico – Giuridico


Corte di Cassazione. La quale Corte, andando ad intervenire puntualmente su quegli aspetti che la normativa lascia all’interpretazione del giudice, via via è andata ad arricchire tutto il complesso giuridico che regolamenta e disciplina questo tipo di attività: quindi porto, detenzione e trasporto di armi e di esplodenti in generale. Il contributo che sotto questo profilo ha dato l’avvocato Ivan Russo, e che sta dando con la sua attività quotidiana, è un contributo intrinsecamente prezioso perché è il frutto di un’esperienza pluridecennale su questi argomenti che racchiude, attraverso questa esperienza distillata, il succo delle questioni più rilevanti e sensibili che attengono alla disciplina di questi aspetti. Il contributo è dunque fondamentale e si esplica sia attraverso indicazioni, laddove possibile, addirittura in sede di approfondimenti pre-legislativi, come stiamo facendo attraverso un lavoro che porterà all’emanazione di un decreto ministeriale che regolamenterà l’esercizio e le autorizzazioni dei poligoni privati, sia in modo specifico nel momento in cui il singolo tiratore o la singola associazione sportiva dilettantistica di tiro a volo si vengano a trovare in situazioni imbarazzanti che riguardano ipotesi di reato o oppure altre situazioni analoghe che richiedano un interessamento dal punto di vista giuridico.” Come abbiamo precisato in apertura, il volume dell’avvocato Russo è un’opera di millesettecento pagine che ha dunque richiesto all’autore un lavoro di ricerca di moltissimi anni. “Sì, - conferma l’avvocato Russo - ben quindici anni di riflessioni e di ricerca. Come ha illustrato il dottor Rosi, Coordinatore del Collegio Tecnico-Giuridico, è un testo che ci ha impegnato molto appunto a livello di Collegio, ma a mia volta mi sono molto

DALLA PARTE DELLA LEGGE

Stefano Rosi

giovato dell’esperienza del Collegio Tecnico-Giuridico e della casistica che attiene ai nostri tiratori. Il volume ha una duplice veste: in un caso si rivolge all’appassionato di armi, al tiratore, al cacciatore e all’armaiolo, mentre l’altro aspetto è più eminentemente astratto e giuridico, ovvero si rivolge all’avvocato, al magistrato, alle università, perché ad esempio parlo del tentativo che è un istituto eminentemente di diritto penale generale: dedico infatti quarantacinque pagine a questo tema. Il tentativo nella materia delle armi diventa proibitivo quanto a difficoltà. È un argomento squisitamente di diritto astratto e mi sono soffermato sulla natura dei reati, sulle circostanze aggravanti e ho offerto al lettore un prospetto sinottico con tutti i reati in materia. Ci sono più di quattrocento figure di reato e di quelle ho analizzato la struttura: ho verificato se si tratta di reato permanente o istantaneo, se è possibile l’arresto, se è configurabile o no il tentativo, se è possibile il fermo e se sono possibili le misure cautelari. È dunque un lavoro che mi ha sottratto veramente molto tempo, ma occorre dire che si rimane gratificati quando, come accaduto recentemente, alcune sentenze della Corte di Cassazione confermano alcune anticipazioni qui formulate. Non possiamo negare che si tratta di una materia molto difficile e molto tecnica e il dirigente dell’associazione sportiva che si muova in questo campo necessita di un’assistenza specifica ma deve anche un po’ amare la materia ed essere mosso quantomeno da una certa curiosità. È naturale che ci sono temi che richiedono la presenza e la competenza di un avvocato: quando si parla ad esempio di differenza tra reato di dolo specifico e reato di dolo generico con risvolti concreti sull’attività di tiro a volo, allora appunto occorre conoscere la differenza tra questi istituti. Non starebbe a me segnalare che il volume è stato ampiamente menzionato, ma posso dire che il volume è stato citato in numerose opere giuridiche di eminenti giuristi. Senza scendere nel dettaglio, posso dire di aver rintracciato addirittura almeno millecinquecento citazioni di questo volume in opere giuridiche. D’altronde anche nella prefazione a cura del professor Vincenzo Scordamaglia si precisa che la materia è una delle più difficili perché pone tanti problemi e tante difficoltà e ci pone davanti ad interpretazioni che spesso non sono univoche. E Scordamaglia, e con lui molti altri eminenti giuristi, erge questa materia addirittura a simbolo vero e proprio della difficoltà del diritto penale.” Un plauso convinto all’opera di Ivan Russo è pronunciato anche dal dottor Silvano Verdenelli.

7

“Pur non essendo un esperto di questa materia perché la mia attività, come è noto, si esplica nel campo ambientale, con particolare attenzione al

252


A proposito del differenziale Dott. Stefano Rosi Dott. Silvano Verdenelli Dott. Alberto Bastianelli

DALLA PARTE DELLA LEGGE

Ivan Russo

tema del’inquinamento acustico, trovo che questo testo dell’avvocato Ivan Russo si configuri come un contributo inestimabile per il mondo del tiro a volo in quanto trovo che vada al di fuori degli schemi: non è infatti un mero trattato di articolato di legge, ma fornisce tutti gli elementi interpretativi e di giudizio che possono aiutare a risolvere le nostre problematiche. Da almeno venti anni sono a contatto con le problematiche di questo genere e posso quindi dire a ragion veduta che l’avvento di questo testo ha trasformato enormemente in positivo il panorama generale della materia. La sensibilità generale nei confronti di tutte le tematiche, sia quelle ambientali che quelle appunto strettamente connesse agli aspetti giuridici, è decisamente aumentata presso i dirigenti delle associazioni sportive, e questo si deve indubbiamente al lavoro della Fitav e del Collegio nonché alla grande perizia dell’avvocato Russo che è riuscito a trasformare una materia difficilissima in uno spazio in cui ci si può muovere con elementi più chiari e definiti.”

8 Silvano Verdenelli

252

Da anni il CTG Fitav è impegnato a garantire e studiare soluzioni che rendano le nostre discipline compatibili con l’ambiente dal punto di vista dell’ecosistema e tra i vari argomenti non risulta di minore importanza l’aspetto legato alla gestione del rumore e all’eventuale inquinamento acustico. L’evoluzione dell’interpretazione delle norme in materia di inquinamento acustico ha creato qualche problema alle nostre discipline, nello specifico per la questione dell’applicabilità dei valori limite differenziali. Già si era avvertita l’esigenza di un chiarimento in merito all’applicabilità o meno del cosiddetto criterio differenziale alle attività sportive in generale e al tiro a volo in particolare, data la diversa impostazione formale che avevano i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri 1° marzo 1991 e 14 novembre 1997. La sostanziale diversità tra le due impostazioni, consisteva nel fatto che, mentre il legislatore del 1991 aveva scelto di indicare in quali aree «poteva» essere applicato il criterio differenziale, quello del 1997 aveva preferito individuare quali erano le aree in cui «non si poteva» applicare il detto criterio ottenendo per esclusione l’indicazione delle aree dove il criterio poteva essere applicato. A questo riguardo la circolare esplicativa del 6 settembre 2004 del Ministero dell’Ambiente affronta nello specifico l’applicazione del criterio differenziale alle attività di tiro a volo. Riguardo a quest’ultimo aspetto il ricorso da parte della FITAV al Consiglio di Stato avverso la citata circolare, accolto con atto n°2350 del 18/04/2009, e il conseguente Decreto del Presidente Napolitano del 18/01/2010 era stato un primo successo,che aveva consentito di salvare molteplici impianti, ma che però, non essendo un atto normativo primario, era scarsamente


applicazione anche per le attività di tiro al volo del regolamento attuativo recante disciplina delle emissioni rumorose prodotte nelle attività motoristiche (D.P.R. 304/2001) univoca e definitiva non applicabilità del criterio differenziale alle attività di tiro al volo (art. 4, DPCM 14/11/97); accertamento ai fini acustici della normale tollerabilità delle immissioni rumorose pro-

dotte dagli impianti di tiro, ai sensi dell’art. 844 c.c., riferito esclusivamente ai limiti di cui al DPCM 14.11.97 relativamente ai Piani Comunali di classificazione acustica (PCCA) e non più a quelli stabiliti dai Giudici in caso di controversia relativi al consolidato giurisprudenziale rispetto del limite differenziale di + 3dB(A) tra le rumorosità in presenza dei tiri e quella in assenza.(Molti dei nostri impianti hanno subito problemi e disagi proprio per i motivi legati a detti criteri, arrivando in alcuni casi, alla sospensione dell’attività). A tal proposito l’art. 6 ter del D.Lgs. 30 Dicembre 2008, n°208 convertito con L. n° 13/2009 recita che “nell’accettare la normale tollerabilità delle immissioni ed emissioni acustiche, ai sensi dell’art. 844 c.c., sono fatte salve in ogni caso le disposizioni di legge e di regolamento che disciplinano specifiche sorgenti e la priorità di un determinato uso” possibilità di esercitare l’attività di tiro al volo in deroga ai sensi dell’art. 3, comma 7 del DPR 3 Aprile 2001, n°304. Possibilità di esercitare l’attività di tiro al volo in deroga ai sensi dell’art. 3, comma 7 del DPR 3 Aprile 2001, n°304. Ad oggi, grazie alla esplicita e mirata iniziativa del Senatore Luciano Rossi, Presidente della FITAV, tutti gli sport rumorosi di discipline olimpiche, compreso quindi il tiro a volo, possono affrontare con maggiore serenità la problematica dell’inquinamento acustico in quanto:

DALLA PARTE DELLA LEGGE

conosciuto e lasciava comunque spazio a possibili divergenze interpretative in caso di controversia. Il recente Decreto Legge 21 Giugno 2013, n°69, meglio conosciuto come il Decreto del fare, convertito dalla L. 98 del 9 Agosto 2013,all’art. 25, comma 11-quater ha significativamente modificato le disposizioni legislative e regolamentari riguardanti, tra l’altro, le immissioni rumorose derivanti dall’esercizio sportivo delle discipline olimpiche rumorose, comprese quindi, in modo inequivocabile, quelle legate alla FITAV. Tale provvedimento ha modificato il dettame dell’art. 11 della legge Quadro sull’inquinamento acustico n°445/95 e dal Decreto attuativo DPCM 14.11.97 di cui si è detto sopra, equiparando i “luoghi in cui si svolgono attività sportive di discipline olimpiche in forma stabile” agli autodromi, o alle piste di prova oppure ai luoghi in cui avviene l’esercizio del traffico aeroportuale, il traffico veicolare e ferroviario, per i quali erano già previsti specifici regolamenti di esecuzione. Il richiamato D.L. 221 Giugno 2013, n°69, così come convertito con Legge n°98/2013, non si è limitato a modificare la legge Quadro sull’inquinamento acustico n° 447/95, ma è intervenuto immediatamente e direttamente sul relativo regolamento attuativo da ritenersi valido a tutti gli effetti di legge anche per i nostri impianti. Infatti, il DPR 3 Aprile 2001, n°304 (che in precedenza regolava solo le attività motoristiche) oggi, grazie alle modifiche apportate dalla L. 98/2013, recita: “il presente regolamento disciplina le emissioni sonore prodotte nello svolgimento delle attività motoristiche di autodromi, aviosuperfici, luoghi in cui si svolgono attività sportive di discipline olimpiche in forma stabile …, ai sensi dell’art. 11, comma 1, della Legge Quadro n° 447 del 26/08/1995. Il rilevante mutamento della disciplina giuridica ha prodotto quindi effetti immediati riguardo alla valutazione del rumore prodotto dalle attività sportive di tiro la volo (impianti di tiro con almeno una disciplina olimpica) delle ASD affiliate alla FITAV, ovvero:

i limiti differenziali non sono più applicabili; i limiti da rispettare riguardo alle immissioni ed emissioni rumorose sono quelli dei Piani Comunali di Classificazione Acustica (PCCA), con accertamenti strumentali solo nell’ambiente esterno di spazi utilizzati da persone o comunità e/o di abitazioni limitrofe agli impianti; in caso di controversia non sono più applicabili i limiti della normale tollerabilità (art. 844 cc) stabiliti a discrezione dei giudici, ma quelli di cui ai suddetti PCCA. Quanto sopra sempre nella consapevolezza, comunque, di dover operare e gestire gli impianti con l’obiettivo di limitare il disturbo ai livelli più bassi nei confronti delle comunità che vivono ed operano negli ambienti ad essi limitrofi, secondo le direttive FITAV riguardo alla sostenibilità ambientale dello sport del tiro al volo.

9 252


IN CORPORE SANO

Allenamento per tutti Se è importante la metodologia di allenamento durante la stagione agonistica, è altrettanto importante sapere come “staccare” al termine del calendario in vista della ripresa dell’attività nella stagione successiva

Intervista a Fabio Partigiani

Questo periodo, spesso sottovalutato, è invece fondamentale per costruire la forma della nuova stagione agonistica. Se troppo corto, non permette all’organismo di recuperare tutte le energie spese, mentre se è troppo lungo, come spesso succede, le capacità motorie vanno sotto il livello soglia e occorre più tempo e fatica per ricostruire la forma. Naturalmente in questo periodo l’atleta deve svolgere delle attività che hanno poca attinenza con il gesto specifico.Vanno bene tutte quelle attività di squadra e individuali che permettono alla mente di recuperare più in fretta: calcetto, pallavolo, pallacanestro, tennis, tennis tavolo. E naturalmente la caccia. È ovvia l’osservazione: la caccia ha infatti attinenza, eccome, con il gesto specifico del nostro sport! Esatto, però per la maggior parte dei nostri atleti e di coloro che ruotano nel mondo del tiro a volo, rimane un’attività importante e insostituibile nel recupero della spesa energetica. All’inizio della nuova stagione agonistica, l’allenatore, l’istruttore o il commissario tecnico, pianificano prima di tutto, calendario alla mano, le competizioni di primo livello e di secondo livello alle quali parteciperà l’atleta.

10 252

NOVEMBRE DICEMBRE GENNAIO FEBBRAIO MARZO APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE

100 100 80 80 60 60 50 50 40 40 40

50 50 100 100 80 70 60 50 40 40 40

Scarico

Scarico

% MOBILITA’ ARTICOLARE / ELASTICITA’ MUSCOLARE

• Per il settore giovanile i periodi di scarico coincidono molte volte con le vacanze scolastiche (natalizie e pasquali)

% RAPIDITA’

• 25-30 giorni per l’atleta di media qualificazione

% FORZA

• 12- 15 giorni per l’ atleta di alta qualificazione

cide la stagione futura.Troppe gare portano ad un super allenamento organico. Poche gare non permettono al tiratore di entrare in forma nel momento più importante della stagione. A questo punto bisogna pianificare le sedute di allenamento mensili cioè: quali capacità motorie si devono sviluppare a Novembre, Dicembre, Gennaio, ecc. Qui entra in scena il preparatore fisico che, con la sua esperienza, programma le sedute di allenamento di ogni tiratore, rispettando l’incremento costante delle diverse capacità condizionali, come si può notare dall’osservazione della seguente tabella: RESISTENZA

Nella concezione della moderna metodologia d’allenamento si è strutturata da diversi anni la cosiddetta “programmazione a blocchi”. Questa metodologia permette di sviluppare le capacità motorie, coordinative e condizionali, appunto a blocchi. Mi spiego meglio. Adesso le competizioni, nel calendario nazionale e internazionale, sono aumentate in maniera considerevole. Possiamo dire che da marzo a settembre le gare si susseguono in maniera frenetica. Dal termine della stagione agonistica all’inizio della nuova trascorrono sì e no quattro mesi. Bisogna considerare che il tiratore, quando finisce la stagione, ha bisogno di un certo tempo (periodo di transizione) per ricaricare il suo organismo, usurato, fisicamente e mentalmente, dall’intensa attività agonistica. Mediamente il periodo di transizione varia dai:

MESE

IN CORPORE SANO

Testo di Fabio PARTIGIANI

= = 50 50 70 80 90 90 100 100 100 Scarico

SEMPRE SEMPRE SEMPRE SEMPRE SEMPRE SEMPRE SEMPRE SEMPRE SEMPRE SEMPRE SEMPRE SEMPRE

organico organico organico Di seguito verranno presi in considerazione dei programmi di allenamento per lo sviluppo e l’incremento della Rapidità che deve essere al top nei mesi di Luglio, Agosto e Settembre. Perché la Rapidità deve essere sviluppata in questi mesi e non in altri? La ragione è molto semplice. Di solito in questi mesi vengono collocate le più importanti gare della stagione sia per gli atleti di alta 1. gare di 1 livello: le gare importanti, nelle quali l’atleta qualificazione (Campionato Europeo, Campionato del deve essere al massimo della forma (2- 3 a stagione); Mondo, Olimpiadi), sia per gli atleti di media qualificazio2. gare di 2 livello: le gare di controllo, della condizione ne che per il Settore Giovanile. Dopo aver sviluppato nei mesi precedenti la Resistenza e la Forza, da Gennaio tecnica e fisica. è consigliato inserire le esercitazioni per lo sviluppo delÈ questa la fase più delicata di tutta la programmazione. la rapidità, che raggiungeranno il picco d’incremento nei Dal numero delle gare, dalla loro cadenza mensile, si de- mesi estivi.


IL TIRO A VOLO 252