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CALENDARIO 2011-2012 della FIORENTINA Data Evento Risultato Dom. 21-08 Coppa Italia FIORENTINA-CITTADELLA 2-1 Sab. 27-08 1a Camp.And Siena-Fiorentina rinviata Dom. 11-09 2a Camp.And FIORENTINA-BOLOGNA 2-0 2-0 Dom. 18-09 3a Camp.And Udinese-Fiorentina Merc. 21-09 4a Camp.And FIORENTINA-PARMA 3-0 Sab. 24-09 5a Camp.And Napoli-Fiorentina 0-0 Dom. 02-10 6a Camp.And FIORENTINA-LAZIO Dom. 16-10 7a Camp.And Cesena-Fiorentina Sab. 22-10 8a Camp.And FIORENTINA-CATANIA Mart. 25-10 9a Camp.And Juventus-Fiorentina Dom. 30-1010a Camp.And FIORENTINA-GENOA Dom. 06-1111a Camp.An Chievo-Fiorentina Sab. 19-11 12a Camp.An FIORENTINA-MILAN Giov. 24-11 Coppa Italia FIORENTINA-EMPOLI Dom. 27-1113 a Camp.An Palermo-Fiorentina Dom. 04-1214a Camp.An FIORENTINA-ROMA Dom. 11-1215a Camp.An Inter-Fiorentina Dom. 18-1216a Camp.An FIORENTINA-ATALANTA Merc. 21-12 Rec. 1a Camp.And Siena-Fiorentina Dom. 08-0117a Camp.An Novara-Fiorentina

Data Evento Risultato Dom. 15-0118a Camp.An FIORENTINA-LECCE Dom. 22-0119a Camp.An Cagliari-Fiorentina Dom. 29-01 1a Camp.Rit FIORENTINA-SIENA Merc. 01-02 2a Camp.Rit Bologna-Fiorentina Dom. 05-02 3a Camp.Rit FIORENTINA-UDINESE Dom. 12-02 4a Camp.Rit Parma-Fiorentina Dom. 19-02 5a Camp.Rit FIORENTINA-NAPOLI Dom. 26-02 6a Camp.Rit Lazio-Fiorentina Dom. 04-03 7a Camp.Rit FIORENTINA-CESENA Dom. 11-03 8a Camp.Rit Catania-Fiorentina Dom. 18-03 9a Camp.Rit FIORENTINA-JUVENTUS Dom. 25-0310a Camp.Rit Genoa-Fiorentina Dom. 01-0411a Camp.Rit FIORENTINA-CHIEVO Sab. 07-04 12a Camp.Rit Milan-Fiorentina Merc.11-04 13a Camp.Rit FIORENTINA-PALERMO Dom. 15-0414a Camp.Rit Roma-Fiorentina Dom. 22-0415a Camp.Rit FIORENTINA-INTER Dom. 29-0416a Camp.Rit Atalanta-Fiorentina Merc. 02-05 17a Camp.Rit FIORENTINA-NOVARA Dom. 06-0518a Camp.Rit Lecce-Fiorentina Dom. 13-0519a Camp.Rit FIORENTINA-CAGLIARI

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CLASSIFICA Serie A

L’appuntamento con Fiorentinainforma è sabato 22 ottobre per la partita FIORENTINA-CATANIA

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2 Ottobre 2011

CESENA - CHIEVO FIORENTINA - LAZIO INTER - NAPOLI JUVENTUS - MILAN LECCE - CAGLIARI NOVARA - CATANIA PALERMO - SIENA PARMA - GENOA ROMA - ATALANTA UDINESE - BOLOGNA

7a ata ATALANTA - UDINESE

I Magnifici Viola Una maglia, una passione, la nostra storia

And

16 Ottobre 2011

8 8 7 7 7 7 7 7 5 5 5 5 5 4 4 4 3 3 0 0

CAGLIARI - SIENA CATANIA - INTER CESENA - FIORENTINA CHIEVO - JUVENTUS GENOA - LECCE LAZIO - ROMA MILAN - PALERMO NAPOLI - PARMA NOVARA - BOLOGNA

8a ata BOLOGNA - LAZIO

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23 Ottobre 2011

Juventus Udinese FIORENTINA Chievo Palermo Napoli Genoa Cagliari Catania Lazio Milan Roma Siena Atalanta Novara Inter Lecce Parma Bologna Cesena

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CAGLIARI - NAPOLI FIORENTINA - CATANIA INTER - CHIEVO JUVENTUS - GENOA LECCE - MILAN PARMA - ATALANTA ROMA - PALERMO SIENA - CESENA UDINESE - NOVARA

Con questo numero le bellissime cartoline de: la Viola della stagione 1984-’85, Socrates,


La Rosa della Fiorentina PORTIERI 1 41 60 89

Artur BORUC Luca LAZZERINI Edoardo PAZZAGLI Norberto Murara NETO

DIFENSORI

Daniele Massaro, Paolo Monelli, Gabriele Oriali, Giovanni Galli e Daniel Passarella

2 Per Billeskov KROLDRUP 5 Alessandro GAMBERINI 14 Cesare NATALI 15 Matija NASTASIC 16 Mattia CASSANI 19 FELIPE Dias da Silva Dalbelo 23 Manuel PASQUAL 29 Lorenzo DE SILVESTRI 31 Michele CAMPORESE 36 Nikola GULAN 92 ROMULO Souza Orestes Caldeira

CENTROCAMPISTI 6 Juan Manuel VARGAS 7 Alessio CERCI 13 Houssine KHARJA 17 Amidu SALIFU 18 Riccardo MONTOLIVO 20 Gianni MUNARI 21 Andrea LAZZARI 25 Daniel Kofi AGYEI 28 Marco ROMIZI 32 Marco MARCHIONNI 85 Valon BEHRAMI

ATTACCANTI 8 Stevan JOVETIC 9 Khouma el BABACAR 10 SANTIAGO Martin Oliveira SILVA 11 Alberto GILARDINO 22 Adem LJAJIC 26 Ryder MATOS 37 Maxwell Boadu ACOSTY

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Il Riscatto Il pareggio senza gol di Napoli è lo stesso risultato ottenuto la scorsa stagione, ma in un contesto totalmente diverso. Quello di fine gennaio fu un mattoncino nella ricostruzione di una Fiorentina ridotta in macerie, il preludio ad un girone

Con il Napoli la partita della svolta Complimenti sinceri a tutti, fermare il Napoli in questo momento, arginare i propositi di rivincita di una delle formazioni più competitive del campionato, è stata una vera e propria impresa. Il modo in cui la Viola ha centrato il risultato è stato di gran lunga l’aspetto più gratificante. Non più l’eccezione, ma – ci stiamo abituando – quasi la normalità. Nel percorso di crescita e di maturazione di una squadra molto giovane e con grandi prospettive, quello del San Paolo è un passaggio cruciale e che potrebbe costituire anche una svolta. Se scatta, soprattutto nella testa dei giocatori, ma anche in quella dell’allenatore, la consapevolezza dei margini di miglioramento che ha in grembo questa Fiorentina, ne potremo sicuramente vedere delle belle.

“Picchia per noi, Valon Behrami!” Per analizzare gli spunti offerti dalla grande partita della Viola, bisogna partire da un presupposto. In questo momento – non vorremmo che qualcuno lo dimenticasse – la squadra di Mihajlovic sta giocando senza il suo principale e più prolifico terminale offensivo. Una Fiorentina affrancata dall’assenza di Gilardino può dare la dimensione di quello che ha oggi Sinisa tra le mani. Per costruzione, questa squadra, ricorda molto la prima creatura prandelliana: ha tutto, è completa in tutti i reparti. Quel mastino di Behrami, reinventato nel ruolo di centrocampista (era cresciuto come laterale difensivo destro), sta giustamente diventando uno degli idoli della tifoseria viola. Ringhia come faceva Brocchi, morde come l’amatissimo Beppe Iachini,

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di ritorno quantomeno dignitoso dopo una disastrosa andata. Quello zero a zero fu accolto come un miracolo, sicuramente come un’eccezione. Quello di sabato scorso, invece, è stato un risultato pesantissimo, ottenuto attraverso una prestazione coraggiosa, gagliarda, organizzata. In casa di una grande quasi mai avevamo visto la Fiorentina di Mihajlovic presentarsi con sicurezza e con autorità ha corsa, dinamismo e per il gioco che interpreta è molto abile nel limitare i cartellini gialli (qualcuno risulta inevitabile). Non esageriamo se affermiamo

è tornato davvero quello della prima stagione in viola. In due parole, devastante e decisivo.

che nel ruolo di interditore è fra i migliori tre d’Italia. Con l’apporto di Valon ne ha beneficiato

...e un attacco nel segno di JoJo

tutto l’apparato difensivo. Dal suo arrivo, quello della Fiorentina è diventato uno dei migliori reparti arretrati del campionato. Quest’anno, su quattro partite, per tre volte la porta di Boruc è rimasta inviolata, e questo è un dato assolutamente da non sottovalutare.

Una retroguarda affidabile... A questo punto siamo autorizzati a ritenere episodica la partita di Udine, dove l’arbitro Romeo, disastroso al cospetto della Fiorentina, ha pesantemente inciso sul ri-

C’è poi, nel settore avanzato, Alessio Cerci, di cui tutti si stanno accorgendo in Italia e che presto sarà convocato anche per uno stage nella nazionale di Prandelli.

sultato, assegnando un fiscalissimo rigore all’inizio ed incanalando la partita in una direzione sfavorevole ai Viola. Gamberini e Natali sono diventati una coppia affidabile. Il grande Cesa-

re, forse per l’esperienza e perché finalmente gli acciacchi lo lasciano in pace, sta disputando uno dei migliori segmenti della propria carriera. È inoltre un leader silenzioso, mai sotto i riflettori, ma molto ascoltato nello spogliatoio. Cassani è il terzino destro che mancava alla Fiorentina e Pasqual, con il nuovo dispositivo tattico studiato da Mihajlovic,

Valon Behrami

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Fiorentinainforma Anche a Napoli è stato letteralmente straripante, e gra-

Cesare Natali

zie alle sue prestazioni, costantemente di altissimo livello, si fa perdonare anche qualche errore che commette per eccessiva fretta. Abbiamo poi un diamante che illumina tutta la squadra, un fuori-

classe che ha restituito a Firenze la cosa più importante e più bella: la voglia di sognare. Stevan Jovetic, lo avevamo detto in passato, lo confermiamo adesso con elementi più concreti, è destinato ad entrare nella top five dei campioni a livello mondiale. Ha un’età, una testa, una classe e dei colpi che rappresentano davvero i cromosomi della grande star. Sarà molto difficile trattenerlo a lungo a Firenze, ma il modo migliore per accettare questo ineluttabile destino è goderselo al massimo finché resterà.

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Il Riscatto Uniti ed entusiasti, per riportare la Fiorentina in alto

Alessio Cerci

Si ricomincia oggi contro la Lazio, si riparte da una classifica davvero asfissiante, ma anche molto eccitante. Non è una frase fatta, è una constatazione reale: prepariamoci ad uno dei campionati più equilibrati degli ultimi anni. Una formazione in grado di dominare, come lo è stata l’Inter di Mancini prima e di Mourinho poi, non esiste in Italia, e ci sono molti squadroni – vedi Inter, Roma, ma in parte anche il Milan – che stanno incontrando grandi difficoltà nel rinnovarsi e nel far partire un nuovo ciclo. Questo, pensandoci, restituisce attenuanti e dignità a tutti i problemi che la Fiorentina sembra già essersi messa alle spalle. Pensare alla Champions sarebbe comunque molto azzardato, visto e considerato che c’è da arrivare a maggio e che quindi siamo sempre in tempo a veder ribaltati gli assetti del campionato e ad assistere a clamorose rivoluzioni nel

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Il Riscatto

Stevan Jovetic

mercato di gennaio. La Fiorentina deve dunque fissarsi al momento l’obiettivo di disputare un bel campionato. La partita di oggi contro la Lazio precede una sosta che permetterà a Mihajlovic di lavorare ulteriormente sugli automatismi dei vari reparti. Un successo darebbe la spinta verso altre due settimane di grande entusiasmo.

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Ecco, l’entusiasmo: adesso questa squadra lo merita e se la città riesce a trasmetterlo, può risultare decisivo nella conquista di grandi traguardi. La Fiorentina, Mihajlovic e i giocatori hanno fatto un passo verso gli scettici, a metà strada ci si può nuovamente riunire. E ricominciare tutti a sognare e a spingere la Viola in alto, molto in alto.


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Fiorentinainforma

21 Settembre Fiorentina-Parma 3-0

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1La parola d’ordine è cancellare alla svelta la brutta caduta di Udine, che sembra aver rievocato i peggiori fantasmi della scorsa stagione. L’occasione, per fortuna, si presenta a distanza di soli tre giorni dalla disavventura coi bianconeri di Guidolin, contro il Parma fresco di vittoria sul Chievo Verona e voglioso di far risultato a Firenze, sfruttando l’apparente stato di crisi della Fiorentina. Dopo una lunghissima assenza, sulla Torre di Maratona torna finalmente a garrire il labaro viola, per celebrare l’ottantesimo anniversario dell’ultimazione della torre, inaugurata il 19 settembre 1931. 2Ma, oltre al compleanno della Torre di Maratona, ci sono da festeggiare gli Allievi Nazionali, vincitori del campionato di categoria 2010-2011 e applauditi da tutto il Franchi durante il giro d’onore prima dell’inizio della partita. 3Dalle pianticelle viola alla Fiorentina

maggiore e all’immancabile querelle che ormai anticipa ogni uscita dei gigliati. Ancora una volta, nell’occhio del ciclone c’è Montolivo, autore di una pessima prestazione contro l’Udinese, e bersaglio di feroci attacchi da parte dei tifosi traditi dal mancato rinnovo del contratto. Bordate di fischi accompagnano il suo nome durante la lettura della formazione e ogni pallone toccato dal centrocampista di Caravaggio è buono per contestarlo. Alla fine, nonostante l’ambiente gli sia “un pochino” ostile, l’ex capitano della Fiorentina riuscirà comunque a mettere insieme una prestazione sufficiente. 4 Con Gilardino KO per un mese e mezzo, Mihajlovic schiera dal pri-


Fotostory Viola 5

mo minuto Santiago Silva da prima punta, con Vargas e Cerci sulle fasce e Jovetic tra le linee a mettere in difficoltà la difesa avversaria. Una potenza di fuoco notevole, alla quale il tecnico serbo aggiunge la spinta di Pasqual e De Silvestri, preferito a Cassani sulla destra. L’ex laziale, alla prima apparizione stagionale, non riuscirà a ripagare del tutto la fiducia, incidendo assai poco sulla partita e facendosi vedere di rado in avanti. 5 Il primo tempo dei viola ha il sapore del già visto: disordine tattico, poca corsa, pochissime occasioni da una parte e dall’altra. Un paio di tiri dalla distanza parati da Mirante, qualche rischio dalle parti di Boruc e nulla più: si va a riposo sullo 0-0 con l’inconfessata paura che le cose possano mettersi male nella ripresa. La paura dura il tempo dell’inter-

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vallo o poco più: dopo soli 20', Vargas mette nel mezzo per Behrami, controcross e puntualissimo sopraggiunge Jovetic che insacca: 10! 6 Il raddoppio arriva dopo 15 minuti: di nuovo Vargas, di nuovo un gran cross dalla sinistra, ma questa volta è Alessio Cerci in tuffo a battere Mirante per il 2 a 0. 7 Al 74' esordisce in viola Romulo al posto di Cerci, che lascia il campo tutt’altro che soddisfatto della sostituzione. Dal canto suo, il brasiliano darà sfoggio di una serie di numeri brasileiri da antologia, inutili in campo, ma efficacissimi per lo spettacolo. 8 All’81' la Fiorentina chiude definitivamente la pratica: assist

di Kharja dal limite, e JoJo che in mezzo all’area non ha che da metterla dentro per la terza volta. Finisce 3-0, dopo un primo tempo grigio e secondo tempo spettacolare, dopo una bella partita col Bologna e novanta minuti da incubo con

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l’Udinese. Dopo tre giornate, la Fiorentina è sospesa esattamente a metà: quale sia la sua vera anima, per ora è un mistero.

24 Settembre Napoli-Fiorentina 0-0 9 Con il Chievo, nel turno infrasettimanale, Mazzarri ha fatto riposare mezza squadra titolare, pagando lo scotto per un turn over che, a Firenze, in tanti hanno giudicato un pochino 11

Fotostory Viola

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arrogante. Si vedeva lontano un miglio che dietro c’era la convinzione di piegare con le seconde linee i clivensi e di asfaltare con gli effettivi i viola al San Paolo, ma, tra il dire e il fare, c’è di mezzo la Fiorentina che non ti aspetti. Al primo appuntamento con una delle favorite del campionato, i viola si presentano con poche novità rispetto alle uscite precedenti, con Cassani tornato al posto di De Silvestri, Munari dal primo minuto a centrocampo e un tridente formato da Cerci, Vargas e Jovetic, nel quasi inedito ruolo di punta centrale. 10 L’avvio del Napoli è impetuoso, e per un buon quarto d’ora la Fiorentina si ritrova a subire l’iniziativa partenopea, ma dal 25' in poi la partita è quasi solo viola.

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Cerci, Jovetic e Vargas fanno tremare diverse volte le gambe ai tifosi azzurri, ma è Natali ad andare vicino al gol al 43', con un colpo di testa respinto da De Sanctis. Il primo tempo finisce sullo 0-0. 11 e 12 La ripresa inizia con la Fiorentina tutta proiettata in avanti, che arriva al tiro con Montolivo, Jovetic e Cerci nei primi quindici minuti. Poi il Napoli cresce e qui la squadra di Mihajlovic fa vedere il carattere, chiudendo bene le iniziative partenopee. L’arma segreta si chiama Valon Behrami, indubbiamente il migliore in campo, che anticipa, contrasta, blocca e soprattutto corre, corre, corre. Cavani e Lavezzi si dannano l’anima, ma raramente riescono a superare la diga che il kosovaro e i due centrali viola Gamberini e Natali (grandissima partita in difesa per entrambi) hanno eretto davanti alla propria porta. Alla fine è 0-0, risultato giusto e incoraggiante per la Fiorentina, che forse meritava qualcosa di più. 13 Chi da qualche tempo s’annoia è Artur Boruc, inoperoso contro il Napoli e pressoché abbandonato alla sua solitudine contro il Parma: dopo quattro partite, la Fiorentina ha la seconda miglior difesa del campionato, con due soli gol al passivo, subiti peraltro entrambi nella stessa gara. Udine o non Udine, una cosa è certa: rispetto all’anno scorso, questa è tutta un’altra Fiorentina. Giovanni Rizzo

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La squadra ospite La Lazio ha rimandato ancora una volta l’appuntamento con la vittoria davanti al proprio pubblico. Due partite all’Olimpico ed un punto: è il magro bottino casalingo dei biancocelesti dopo l’incontro con il Palermo di una settimana fa. Con i siciliani non hanno subìto gol ma - è stata la prima volta - nemmeno sono andati a segno. Sono arrivati comunque segnali di pace tra Edy Reja ed

La curiosità

Klose e il gol in fuori gioco Dopo l’eliminazione della Fiorentina dalla Champions League, non si erano più incontrati. Miro Klose, al Franchi, nella gara di ritorno degli ottavi di finale della massima competizione europea non c’era. Segnò all’andata, nel gommone dell’Allianz Arena il gol del 2-1 per i bavaresi in evidente posizione di fuorigioco. A niente valsero le proteste, in campo, dei giocatori viola: Ovrebo, il direttore di gara, convalidò senza mostrare la minima incertezza. Oggi, Miro Klose gioca nella Lazio. Due anni dopo il delitto perfetto, vittima a carnefice tornano ad incontrarsi. Stavolta, la scena del delitto sarà il Franchi.

(“Tecnico, squadra, tifoseria. Uniti si vince”). «I tifosi sono stati eccezionali - ha spiegato il tecnico - Se avessimo vinto sarebbe stato un quadro perfetto i sostenitori. Significativo lo (la scorsa settimana aveva detto “Il striscione apparso in curva Nord quadro è buono, è la cornice ad essere marcia”, attirandosi le critiche dell’ambiente, ndr), ma ringrazio il pubblico che ci ha incitato sino alla fine». Rispetto agli incontri finora disputati è mancata un po’ di lucidità proprio da una delle due punte, Cissé, ma Reja lo ha comunque giustificato: «L’ho lasciato fino alla fine, anche se ha giocato tre partite consecutive, perché ti può tirare sempre fuori il colpo risolutivo. Mauri? Quando ci sarà avremo un’arma in più». Già domenica la testa è volata subito all’impegno eu78 Luciano ZAURI ropeo contro lo Sporting I CENTROCAMPISTI Lisbona e alla trasferta di 32 Cristian BROCCHI Firenze. Lorik Cana, capita27 Lorik CANA no della Nazionale albanese 15 Alvaro R. Luengo acquistato in estate dal GONZALEZ Galatasaray, ha cercato su8 Anderson Lima bito di scuotere l’ambiente: HERNANES LA ROSA «Ci aspettano impegni dif29 Abdoulay KONKO ficili, ma non per questo I PORTIERI 24 Cristian LEDESMA dobbiamo abbassare la 16 Alessandro BERARDI 19 Senad LULIC 1 Albano Benjamin guardia. Possiamo fare an11 Marcelino da Silva BIZZARRI MATUZALEM cora grandi cose, non ci 84 Juan Pablo CARRIZO 6 Stefano MAURI arrendiamo». 83 Federico MARCHETTI GLI ATTACCANTI Walter Ducci I DIFENSORI 92 Tommaso 20 Giuseppe BIAVA CECCARELLI 39 Luis Pedro CAVANDA 99 Djibril CISSÉ 21 Mobido DIAKITÉ 81 Simone DEL NERO 3 Andrè Gonçalves DIAS 25 Miroslav KLOSE 14 Javier GARRIDO 18 Libor KOZAK 26 Stefan RADU 28 Stephan Ayodele 5 Lionel SCALONI MAKINWA 33 Marius 9 Tommaso ROCCHI STANKEVICIUS 7 Giuseppe SCULLI 2 Guglielmo ALLENATORE: STENDARDO Edoardo REJA

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maglia, una passione. La nostra storia...

I Magnifici Viola

Una maglia, una passione. La nostra storia a lasciare il posto al Dottore è l’amato Daniel Bertoni, che saluta tra le lacrime portando a Napoli il suo onesto bottino di 27 gol. Pazienza pure se a Picchio sarebbe servito un centravanti, non una punta arretrata: suvvia, sono dettagli, il popolo corre al botteghino. Pazienza anche se bastano veramente pochi giorni per capire che l’avventura italiana di Socrates sarebbe stata tutt’altro che facile: alla prima corsetta in quota, durante il ritiro a Pinzolo, il Dottore casca in terra svenuto. Ricordiamo una delle sue frasi celebri: “Io non sono un atleta, sono un calciatore!”. Ora, non essendo un atleta, perché mai fare vita sana?! E allora giù con i bicchierini e le sigarette. C’è chi racconta di averlo raccolto svenuto (ma allora era un vizio…) dietro il bancone di un bar. Per quanto mostra in campo, Socrates si guadagna il soprannome di “Dottor traccheggia”: più che correre cammina, anzi, sembra… dondolare.

Campionato 1984-’85 9° posto, 29 punti La stagione 1984-’85 è passata alla storia viola per l’arrivo del ‘Dottor’ Socrates, il medico calciatore, laurea vera in medicina, barba accademica e sempre molte birre in corpo, sicuramente più degli allenamenti nelle gambe. Socrates è un ripiego di lusso, la società ha cercato di prendere Rummenigge, ma il “tedescone” finisce, lo sapete, all’Inter.

Socrates, il ‘Dottor traccheggia’ a... tutta birra! Il nome è comunque di quelli buoni, altisonanti: trattasi del capitano della Selecao, mica bruscolini. In tanti si esaltano, e pazienza se

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I Magnifici Viola

19a puntata Una

Tanti campioni navigati Per il resto, quella Fiorentina è fatta di gente tosta assai. Di cam-

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PRESIDENTE: Ranieri PONTELLO ALLENATORE: Giancarlo DE SISTI dalla 12a giornata Ferruccio VALCAREGGI PORTIERI: Giovanni GALLI (30 pres) DIFENSORI: Claudio GENTILE (29 pres) Daniel Alberto PASSARELLA (26 pres, 5 reti) Renzo CONTRATTO (29 pres) 20

Celeste PIN (15 pres) Federico ROSSI (10 pres) Stefano CAROBBI (11 pres) Luca MOZ (8 pres) Carlo PASCUCCI (2 pres) CENTROCAMPISTI: Eraldo PECCI (30 pres, 6 reti) Daniele MASSARO (26 pres, 1 rete) Gabriele ORIALI (26 pres, 1 rete) SOCRATES (25 pres, 6 reti) Pasquale IACHINI

La Fiorentina del Campionato 1984-’85 (23 pres, 1 rete) Leonardo OCCHIPINTI (23 pres) Mario BORTOLAZZI (8 pres) ATTACCANTI: Paolo MONELLI (28 pres, 7 reti) Paolo PULICI (20 pres, 2 reti) Claudio PELLEGRINI (13 pres, 1 rete) Luca CECCONI (7 pres, 2 reti)


senti?”. De Sisti salvatore della patria, ancora una volta. E Picchio non dice di no. Anche se, probabilmente, non se la sente. Non è pronto. Confesserà un giorno, tempo dopo, che la sera in cui volò a Bruxelles per visionare l’Anderlecht (avversario in Coppa) e si accorse di aver lasciato a casa le

pioni navigati, rotti a molte battaglie calcistiche. Passarella, Oriali, Pecci, il “vecchio” Pulici, e Claudio Gentile, appena arrivato dalla Juve. In loro, probabilmente, confida De Sisti, più che nel “magico” verde oro, refrattario alle regole del nostro calcio.

De Sisti non sta bene e lascia Ma la sorte gioca proprio un brutto scherzo al povero Picchio: alla vigilia del secondo turno di coppa Italia, mentre si trova con la squadra in ritiro a Pescara, si sente male e viene ricoverato ad Ancona. Ha una ciste che gli preme sul cervello. Operato d’urgenza, è salvo per un soffio.

La squadra divisa in clan Il campionato, ovvio, parte senza di lui: in panchina va il secondo, Onesti. Sergente di ferro, amico di Passerella e Oriali, meno di Pecci, che a sua volta non lega col Caudillo…. Sì, si può dire, la squadra è allora divisa in clan. Che non è mai la storia insegna - viatico di grandi successi. Infatti.... dopo i primi botti (vittoria all’Olimpico contro la Lazio, qualificazione a spese del Fenerbahce in coppa UEFA), la Viola scivola indietro. I Pontello ricorrono all’antico rimedio: ”Picchio, te la Pagina a fianco in alto: Socrates Pagina a fianco sotto: La Fiorentina della stagione 1984-’85 In questa pagina a sinistra: Daniele Massaro

Qui sopra: 25 Novembre 1984: Paolo Monelli festeggia il suo gol all’Inter insieme a Gabriele Oriali

Storia del Campionato 1984-’85 La Fiorentina si classifica al nono posto. I viola raccolgono 29 punti, con 8 vittorie, 13 pareggi e 9 sconfitte. 33 i gol segnati, 31 quelli subiti

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Lazio-Fiorentina FIORENTINA-MILAN Como-Fiorentina FIORENTINA-ATALANTA

0-1 (Pecci) 0-0 0-0 5-0 (Iachini, Monelli, Socrates, Passarella 2) Sampdoria-Fiorentina 2-0 FIORENTINA-AVELLINO 1-0 (Pecci) Verona-Fiorentina 2-1 (Pecci) FIORENTINA-ASCOLI 1-1 (Pulici) Roma-Fiorentina 2-1 (Socrates) FIORENTINA-INTER 1-1 (Monelli) Cremonese-Fiorentina 1-1 (Socrates) FIORENTINA-JUVENTUS 0-0 Udinese-Fiorentina 2-2 (Massaro, Monelli) Torino-Fiorentina 2-2 (Pecci) FIORENTINA-NAPOLI 0-1 FIORENTINA-LAZIO 3-0 (Socrates, Pellegrini, Monelli) Milan-Fiorentina 1-1 (Monelli) FIORENTINA-COMO 2-1 (Oriali, Pulici) Atalanta-Fiorentina 2-2 (Socrates, Monelli) FIORENTINA-SAMPDORIA 0-3 Avellino-Fiorentina 0-0 FIORENTINA-VERONA 1-3 (Monelli) Ascoli-Fiorentina 2-1 (Passarella) FIORENTINA-ROMA 1-0 (Passarella) Inter-Fiorentina 1-0 FIORENTINA-CREMONESE 1-1 (Socrates) Juventus-Fiorentina 1-2 (Cecconi, Passarella) FIORENTINA-UDINESE 3-1 (Massaro, Pecci, Cecconi) FIORENTINA-TORINO 0-0 Napoli-Fiorentina 1-0 21


Violet & Fiorello Gli Orsetti del Cuore Viola medicine, cadde in una sorta di trance. Terrorizzato per paura che gli capitasse qualcosa, aveva un solo pensiero: tornarsene indietro in fretta. Alla partita c’era, sì, ma è come se non ci fosse stato. E non ricordava una sola giocata. Con De Sisti in panchina, insomma, la Fiorentina continua a stentare.

li trovi solo nello store di Fiorentinainforma in via de’Sette Santi 38r a Firenze Ma è probabile che nemmeno il Picchio dei tempi migliori sarebbe riuscito a venire a capo di certi problemi di spogliatoio, sicuramente non sarebbe riuscito a trasformare il Dottor Socrates nel bomber che non era. È proprio l’Anderlecht a segnare la fine dell’avventura di Picchio a Firenze.

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In panchina il ‘grande vecchio’ Ferruccio Valcareggi

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I Magnifici Viola

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La batosta di Bruxelles (6-2) e la conseguente eliminazione non vanno giù ai Pontello. E così nel dicembre dell’84, dopo una sconfitta casalinga in amichevole contro la Dinamo Kiev e subito prima della madre di tutte le partite, quella con la Juve, la “famigliona” decide che: ”Grazie, basta così!”. De Sisti viene dimissionato, con la poco elegante motivazione che non era più presente a sé stesso, non abbastanza comunque per allenare la Fiorentina. Tra tante polemiche, Flavio Pontello chiama in panchina un “grande vecchio”, Ferruccio Valcareggi. La barchetta viola naviga a metà classifica, “Uccio” fa il buon papà, badando a finire l’annata senza troppi danni. Lo ricordiamo mentre, sull’aereo in partenza per Los Angeles dove era in programma una amichevole, scuote la testa guardando Socrates che, travestito da steward, passa nel corridoio a distribuire bibite ai passeggeri. Alla fine, la Fiorentina è nona. Ma in estate si cambia tutto. Via Valcareggi, via Tito Corsi, arriva il duo di Piombino: Aldo Agroppi allenatore (con Giampaolo Piaceri vice) e Claudio Nassi direttore sportivo... (continua) Tratto da Quaderni Viola 1980-1985 Media Point Editore In alto: Giovanni Galli Qui a fianco: Il portiere con Passarella durante Fiorentina-Napoli del 1983

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Orari: Tutte le mattine dal Martedì al Sabato 9,30-13,00 e i pomeriggi di Giovedì, Venerdì e Sabato dalle 15,30 alle 19,30 Quando la Fiorentina gioca in casa orario continuato dalle 10,00 a 1 ora dopo la partita

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La meravigliosa Storia della Toscana

Il Diario di Bruno Naldini

La Toscana contadina attraverso gli occhi di un bambino Il piccolo Bruno Naldini frequentava la quinta elementare quando, nell’autunno del 1934, iniziò a scrivere il suo diario, annotando giorno per giorno il racconto della vita nella campagna di Mezzomonte, vicino a Impruneta. Nato il 9 febbraio del 1922, come ci ricorda lui stesso nei suoi quaderni, Bruno morì nel maggio 1937, appena un anno dopo gli ultimi appunti del suo diario, vinto dal morbillo, malattia che all’epoca si rivelava spesso fatale...

Un ‘segreto’ che ha attraversato le generazioni La mamma di Bruno, Giovanna, tenne per sé una copia dei diari, conservandola gelosamente in un cassetto e non facendola vedere quasi a nessuno. Di Bruno e della sua breve esistenza, in famiglia si parlava poco, e piano piano la memoria di questo piccolo Naldini iniziò ad andare perduta. Quando la famiglia, negli anni Cinquanta, abbandonò Mezzomonte per trasferirsi in città, rompendo il nucleo familiare allargato che per generazioni l’aveva riunita tutta sotto un unico tetto, di Bruno quasi non si parlò più. Alla morte di mamma Giovanna, gli scritti del figlio finirono in casa del cugino Guido, che nel frattempo si era sposato con Dina; anche loro continuarono a custodire il diario, facendone raramente parola e chiudendolo in un cassetto. L’incessante ciclo della vita fece sì che da Guido e Dina

nascesse Franco e da Franco, nel 1977, Leonardo, nipote, quindi, di Guido e Dina, e lontano quattro decenni e diversi gradi di parentela da Bruno, per lui soltanto il nome di un oscuro figlio del fratello del bisnonno.

La riscoperta: due libri dedicati a chi ama la Toscana Leonardo ignorava quasi del tutto l’esistenza di Bruno e del suo diario; la zia Giovanna non era vissuta abbastanza per parlargliene direttamente, né gliene avevano parlato mai i suoi genitori. È stato per caso, svuotando un cassetto dopo la morte della nonna Dina, che si è imbattuto nel diario di Bruno. Un incontro improvviso, casuale, ma pieno di magia. Leonardo, di quelle pagine sgualcite si innamora in un istante, riscoprendo un pezzo di storia della sua famiglia. Si rende conto di avere in mano un tesoro d’immenso valore: la bellezza della lingua, la vividezza dei dialoghi, il fascino senza fine di un viaggio nel tempo in una Toscana di ottanta anni fa, lo hanno spinto a “bussare” alle porte della nostra casa editrice. Ci è bastato leggere una pagina qualsiasi del diario per farci capire che quello che avevamo davanti non era solo un libro da pubblicare, ma un tributo d’amore alla nostra storia e alle nostre radici. Far rivivere Bruno, far rivivere la Toscana contadina attraverso i suoi occhi e la sua penna, è stato un viaggio allo stesso tempo commovente e divertente, che abbiamo intrapreso con curiosità, lasciandoci coinvolgere e travolgere dalle mille situazioni raccontate da questo bambino pro-

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Fiorentinainforma digio. Dai diari di Bruno, che abbracciano un periodo che va dall’ottobre 1934 all’aprile 1936, abbiamo tratto due libri, “Come si sta nel canto del fuoco!”, uscito a giugno, e di imminente pubblicazione “Il Diario di Bruno Naldini”, che, insieme, raccolgono quasi tutta l’”opera” del bambino. Da questi due libri, frutto di una riscoperta straordinaria, abbiamo tratto queste pagine.

Tra moglie e marito 21 ottobre 1934 Stasera sono andato all’Impruneta avanti cena a vedere il Cinematografo. Il Cinematografo era intitolato il Quo-Vadis. Si vedeva Nerone e i suoi discendenti, la moglie di Nerone e sua figlia. Poi si passò alla persecuzione dei Cristiani. In quell’atto ho provato una grande compassione. Mentre si era al Cine due là accosto a me si sono messi a raccontare le buffonate nel tempo degli intervalli. Qui sotto: Ecco le parole con cui Bruno si presenta e comincia il suo diario

Uno raccontava a un altro mezzo pazzerello: - Senti questa, ascolta e sta’ attento. - Sentiamola cosa è di bello. - Senti, una volta io... - Chie te? - Non mi interrompere sennò gli è inutile. - Ti ho domandato se eri te... - Sì, ero io. - E cosa facesti? - Eh, o sta un po’ zitto! - Allora di’ te. - Senti, una volta io andai fuori col barroccio e tornai di notte e pioveva. - Che è di molto? - T’ho detto, sta’ zitto; pioveva, arrivo a casa e picchio alla porta. La mi’ donna venne a aprirmi e mentre scendeva le scale diceva: Ora dormivo proprio bene, è venuto a picchiare, accident’a barocciai e chi ti vende’ i cavallo! - Come disse? - Disse così, e gli affibbiai uno scapaccione. - Perchè? - Ti ho detto di stare zitto. Io la sentii e quando venne a aprirmi la presi per un braccio e messi lei al piovere e gli dissi: Hai detto accidenti a me? O va’ fori te! - Aprimi, Attilio mio, non lo dico più, ti chiedo perdono, Attilio. - Non voglio perdoni. - M’ammollo tutta! - Quando tu se’ molle come me ti apro. In questo punto non ho capito niente altro che Ciatfete uno scapaccione, e poi: - Devi star zitto, mondo ladro! In quel mentre si spense la luce e riprincipiò il Cine.

Cercatori di funghi e scherzi crudeli 23 ottobre 1934 Appena tornato da scuola il mio cugino Guido mi ha detto: - O Michele!(1) Che vieni con me? - Dove vai? - Vo’ a cercare i funghi in Poggio Grosso. In quel mentre è arrivato il mio babbo e gli ha detto: - Te, tu ha poppato dai calcagni dei piedi!(2) E vuole andare a cercare i funghi a questo molle! Ma che lo so, io? (1)

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Michele è un appellativo, un nome usato per richiamare l’attenzione di una persona, indipendentemente dal nome proprio


La meravigliosa Storia della Toscana - Chissà che molle sarà! Io gli ho detto: - Senti: se tu vuoi andare, nessun ti para. Io e un vengo. - E vo da me! Che credi che abbia paura? Allora è andato sotto la loggia, ha preso un paniere e è ritornato in casa, ha preso la giacchetta, l’ombrello e il coltello. - Buon viaggio e buona fortuna - gli ho detto io. - Tu prendi anche in giro, ma vedrai quanti ne porto! - Però fai meglio a prendere anche la sporta. Il mio babbo, che era lì a fare un paniere(3), ha detto: - Per farne che cosa della sporta? - Bah! - gli ho detto io - nel paniere ci mette i funghi e nella sporta l’acqua che trova prima di arrivare nel bosco. Guido ha detto subito risoluto: - Perdie, perché quassù ha visto un po’ di nero...! - Vai via, se te ne devi andare! Ha preso il necessario e via. Ma arrivato alla cantonata si è girato in su, ha visto tutto quel nero e ha detto: - Madonna buona!... Quassù e gl’è nero davvero! - Ma io te lo dicevo. - Sai i che voglio fare? - Tu torni a dietro eh! - Quasi quasi. - Vai vai, non vedi c’è il sole? - Beh! Si starà a vedere come andrà; voglio andare. Si è partito e è andato. Sono tornato in casa e ho visto il mio babbo che si era addormentato con il paniere in mano e la vetricia(4) infilata nei paniere: era rimasto anche a bocca aperta. Allora io zitto zitto sono andato alla madia, ho partito una fettuccina di pane e gliela ho messa in bocca. Lui ha chiuso un po’ la bocca e il pane non gli veniva via. Io mi sono nascosto dietro la tavola per vedere la scena. Dopo poco il mio gattino rosso, che ha visto quel pane lì fermo, è andato da il mio babbo, gli è monta-

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Poppare da’ calcagni de’ piedi è un modo di dire che significa “Non capisci nulla!”, cioè fare una cosa contraria al buon senso e alla logica, come poppare dai piedi anzichè dal seno (3) Nei momenti in cui non era possibile andare nei campi, ci si dedicava ad attività come fare i panieri di vimini, intrecciando i rami dei salici, precedentemente messi a mollo per poterli lavorare (4) Vetricia è il ramo di salice usato per fare i panieri di vimini

to sulle ginocchia, poi con le gambe davanti si è appoggiato sul petto e con la bocca pigliava quel pane. Quel pane non voleva venire, e ha dato una stratta. A me da il ridere, schiantavo. Il babbo si è risentito tutto impaurito e ha detto: - Oh be’! O questa! Io non gli ho detto niente perché non mi aveva visto. Però io vedevo che si tastava un dente e diceva piano piano: - Bah! O che mi avrà fatto male così all’improvviso? (5) Io ho dato una struffiata e allora mi ha visto e mi ha detto: - Tu devi saper qualcosa; dimmelo se no ti spol(6) vero . - Sentite, io vi racconto il fatto come sta, ma non mi dovete dare, sennò e un racconto niente. - Via, sentiamo e poi si farà i conti. - Voi con codesti conti mi garbate poco; non vi racconto niente. - Via, raccontamelo. Io gli ho raccontato il fatto e alla fine mi ha detto: (6) Senti, ora non ti ripasso perché ti ho promesso di Struffiata, starnuto Spolverare, ripassare, tu ne tocchi, sono tutti sinonimi usati per picchiare, prendere a botte, castigare (5) (6)

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Il Fascismo e il Comunismo secondo la Ciampicacce 28 gennaio 1935

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no, ma se lo fai un’altra volta tu ne tocchi davvero. Che si fa codesti lavori, tu sentissi il mio dente come mi martella! - Fatemi vedere che cosa c’è di male. - Guarda, io dico che vien via. - Accidenti! Ditele più grosse. - Guarda e poi vedrai. Io ho guardato; era staccato e parecchio, ma io ho seguitato a fargli coraggio. - Che lo hai visto in che stato è? - Chissà!... - Già, tu sentissi! In quel mentre mi sono affacciato alla finestra e ho visto che pioviscolava. - Vai, Guido e la fa davvero la zuppa! - Che è andato? - Sie... - Che poco giudizio! Ohi, ohi, ohi! In quel mentre è arrivato il mio zio Nanni e ha domandato al babbo: - Che cosa hai fatto? - Fattelo raccontare da Bruno. - Dimmelo - mi ha detto il zio. Gli ho raccontato il fatto; da primo ha principiato a ridere e poi mi ha detto: - Che si fa codeste cose al babbo? (7) - È una celia . - Accidenti a quelle celie! Portar via i denti! Dopo un’ora e mezza è tornato Guido con i funghi; ne ha trovati quasi un paniere.

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Celia, scherzo

Stasera ero nelle Terramano io e i miei di casa a rac(8) catta’ ulive nella stoppia . (9) È passata la solita Ciampicacce che aveva una calza rossa e una nera, e gli si è detto: – O quella donna! Voi, finiranno co i’ legarvi e por(10) tarvi in gattabuia . – Perché? – E vu appartenete a due partiti. – Come? — e ha fatto un passo indietro dalla paura. – I che si dice noi è verità! – Ma come? Spiegatevi, ditemelo. – E vu avete una calza rossa e una nera! – Che vi confondete! E appartengo al fascismoto e al conutismo, così e un fo’ torto a nessun de dua. Noi si era inteso, ma per divertirsi di più gli si è fatto ridire quelle parole fascismo comunismo. – A che cosa appartenete? – A il fa...sci...sm... oto (fascismo) e al conutismo (comunismo). Si scoppiava da ridere, ma lei ci ha detto: – Sapete, se mi fermano, e mi diranno di quà o di là (e vorrebbe dire a quale partito appartiene), io sto nel mezzo della strada e vo da la mi’ mano e gli dico di quà! – Eh, vu la sapee fare, sì! – Sapee come l’è ita? (andata). Stamani e mi hanno portato l’olio e noi si era tutti a letto; hanno picchiato, io mi sono infilata le calze senza guardare se l’erano rosse o nere. Gli facea freddo, a quelle gente, e gli ho aperti. – Eh, vu vi dovete far coraggio! – Si starà a vedere. – Addio. È andata via. Tratto dai libri Come si sta bene sul canto del fuoco! e Il Diario di Bruno Naldini Mediapoint Editore In tutte le edicole e librerie a 8,90 euro cadauno (8)

Stoppia, terreno non lavorato, almeno nell’ultimo anno. I contadini lasciavano ‘riposare’ la terra prima di riseminarla. (9) Ciampicacce è il soprannome dato a questa anziana donna, che troviamo spesso nel diario, che va in giro per le campagne e per i paesi. Si capisce che ha qualche problema psichico, è un po’ ‘la scema del villaggio’, ma viene trattata sempre bonariamente e con rispetto da tutti, anche se presa affettuosamente in giro per sollecitarla a parlare, a dire sfondoni e quindi a far ridere (10) Gattabuia, carcere, prigione


Tutti pazzi per la Viola!

Tutti pazzi per la Viola! I tifosi viola sono i pi첫 belli del mondo, in particolare i lettori di Fiorentina Informa... Queste pagine sono dedicate e a disposizione dei tifosi per fare gli auguri ad amici e parenti, per immortalare un momento speciale, o semplicemente per far vedere fino a dove arriva la passione per la Viola... Inviate le vostre foto con dedica a: redazione@fiorentina-informa.it

Mi chiamo Carolina, ho pochi giorni e sono la gioia della mia famiglia viola: mamma Alina, babbo Simone, Jerson mio fratello e i nonni. Un saluto a tutti!

Tanti auguri, Giulia, per i tuoi 20 anni, tutti da tifosa viola! Marta e Giulia

Grazie a mamma Paola e babbo Riccardo, sono venuto dal Vietnam per diventare tifoso viola! Nicholas 29


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