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Rivista mensile a diffusione nazionale - anno VII - num. 10 - ottobre 2011

Rosa Lamberta

Il MoMa di New York

I tessuti dell'anima


In un momento storico in cui i vertici dell'economia vengono sovvertiti dagli sconvolgimenti mondiali e in cui gli Stati Uniti d'America perdono la loro supremazia, il MoMA (Museum of Modern Art) resta un punto fermo dell'arte contemporanea, e il simbolo del ruolo che proprio gli States hanno avuto nella sua promozione. Il MoMA nasce a New York, da un'idea di quelle che sono passate alla storia come The Ladies, Lilie Bliss, Mary Quinn Sullivan e Abby Aldrich Rockfeller , nel 1929, in seguito al riiuto, avvenuto qualche anno prima, del prestigioso Metropolitan Museum di esporre opere di Picasso e dell'avanguardia europea di cui proprio Abby Aldrich Rockfeller voleva farsi promotrice. Fu da questo episodio che le Ladies decisero di creare uno spazio espositivo nuovo, che potesse dare respiro, anche negli Stati Uniti, alle rivoluzioni artistiche che stavano prendendo piede in quegli anni in Europa, coinvolgendo anche alcuni dei migliori intel-

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lettuali del periodo come Conger Goodyear, Murray Crane, Paul Sachs. La inalità del nuova struttura era quella di documentare la realtà artistica attuale, e soprattutto dare spazio alle ricerche degli artisti del presente, motivazione a cui Abby Aldrich Rockfeller teneva moltissimo, dopo aver conosciuto il percorso di Van Gogh, dimenticato in vita e riscoperto solo dopo la sua morte. La prima esposizione vide protagonisti Gauguin, Seurat, Van Gogh, Picasso, nell'autunno bollente della caduta di Wall Street e da allora il MoMA non hai mai smesso di essere un punto di riferimento dell'arte mondiale. Oggi come allora, il Museo continua a tener fede ai principi sanciti dal suo regolamento, ovvero essere lo specchio della contemporaneità e trampolino per i nuovi talenti. E, forse, proprio per questa sua caratteristica, non impone al visitatore la sua grandezza, ma anzi introduce al mondo dell'arte contemporanea con estrema facilità, complice un'architettura fatta di luce e grandi


Il MoMa di New York di Fiorella Fiore

aperture sul magniico giardino, frutto della fantasia di Philip L. Goodwin e Edward Durell Stone. Questo rende la struttura un'isola felice nel cuore della caotica Manhattan, precisamente nel Rockfeller Center, ultima e deinitiva sede dal 1937, dopo ben tre trasferimenti avvenuti nel corso degli anni. Tra il 2002 e il 2004 la sede è stata sottoposta ad innovativi lavori di ammodernamento e restauro eseguiti dall'architetto Yoshio Taniguchi, che ha quasi raddoppiato gli spazi espostivi e contribuito a rendere ancora più interattiva la struttura, aperta anche a laboratori, biblioteche, sale lettura, concerti. Circa 2 milioni di spettatori all'anno si recano al MoMA per vedere alcune delle più eccelse opere dell'arte del XIX, XX e XXI secolo: dalla Notte stellata di Vincent Van Gogh del 1889, a Les demoiselles d'Avignon di Pablo Picasso del 1907; da Forme uniche di continuità dello spazio di Umberto Boccioni, del 1913, alla Finestra di Notte di Edward Hopper, del 1928; dal celeberrimo capolavoro di Salvador

Vincent Van Gogh, Notte stellata, 1889.

Dalì, La persistenza della memoria del 1931, alla Marilyn Monroe di Andy Warhol del 1962. Questi sono solo alcuni dei capolavori presenti in questo museo che, da Kandinskij a Mirò, da Pollock a Rothko, senza dimenticare il Design, può fregiarsi senza dubbio di essere ancora oggi il pantheon insuperato delle divinità dell'arte contemporanea.

Andy Warhol, Marilyn Monroe, 1962.

Salvador Dalì, La persistenza della memoria, 1931.

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InArte_2011-10  
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