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TERRA DISUNITA

DI

FIORELLA D'ERRICO

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Fiorella D'Errico Metal Press http://fiorelladerrico.blogspot.com


IN CORSO D'OPERA


Sempre cosÏ definitivo amare chi è diverso, non si torna mai indietro vivi al proprio verso.


Ma ad ognuno di noi rimane la responsabilità della parte che egli ha nella vita dell’intero corpo (T. Merton)


Quando vedo la morte nel quadrato domestico come orlando folle di mancanza al senno preferisco il volo mistico la dimenticanza


DISTACCO


* [se non siamo isole forse faremo terra disunita ci legheremo corda a corda per le sponde in cerchio] PorterĂ consigli la notte anche ai folli insonni sulla costa sfrangiata che la nave fortunosa tocca, ama come fosse propria - una faglia spaccata casa, voce dal pozzo sempre sotto con speranza ora cerca pure la colpa ora sul peso dell'acqua solo un gemito posa


* Avvolti in una scia di comete il viaggio non breve non lontano nella sfera lo scirocco questo cerchiamo il mare caldo che rimbomba dentro (l'ho conosciuto sai era il mio senso di bambina mai madre - era il canto sul balcone e l'ala nera dei tuoi capelli come rete)


* dolce collina scuro riverbero solitario mattino di primavera si stenda il velo ci colga l'acqua sia nera calma, pace e sonnolenza

Ancora lĂŹ la casa di fronte al ricordo del mare perdersi negli occhi chiusi come l'Ă ncora dal ventre di nave Non chiese la donna di partire fu deciso cosĂŹ senza accenno unica cosa rimasta al dolore come un ramo reciso alla terra non ha vento contrario al silenzio.


* [raccogliersi è l'esercizio del giorno] nel bianco risaltano le tracce e allo sbarco dall'alba esausta si compone la preghiera di labbro in labbro serrati una schiera intonata arco e benedizione


* sÏ, ho preso tutto quel che avevo quel che avevo l'ho messo in una borsa di stoffa coi ricami fatti a mano è sempre con me anche se dormo lo ricordo come fosse poco il tempo io vestita, di notte, borsa al fianco caso mai i bombardamenti o i terremoti le partenze improvvise e le irruzioni


* diventa airone aliante guerriero fatti forte col pensiero alla tua terra non guardare la morte, nulla tiene all'infuori di un gancio che ti tiene


* [onoriamo i morti] scivolano silenziosi nell'acqua dove si compone il corpo all'anima, se esiste qualcosa che noi diciamo "anima" non sapremo se restano legati i luoghi i volti le parole tutto quello che prima è stato sul fondale chiaro mentre l'involucro si adagia preghiamo.


PRIMO SGUARDO


* il tempo stana come fosse un'altra vita è nostro il carico pesante sulla riva fa male al petto una foto una parola il ricordo improvviso illeso alla guerra [tu, con i tuoi piedi soli scavi e scavi abiti la terra]


* dove l'aria non è piÚ la stessa come ombre sul ciglio del dirupo tra il chiarore e un fuoco che divori ogni triste ansia

Sai che non serve: è una chimera il cieco volare delle notti, il mormorio nei fiumi come da un deserto acceso Hai varcato la pianura dei morti sapendo, hai segnato i perimetri per non mancare il cerchio sacro sei viva ma non ai tuoi occhi.


* Il cielo ha mani nere per le teste chine. CosĂŹ fragili, come fili sulle rive nulla sanno se non l'inondazione a scompigliare gli argini gemendo di sĂŠ. Sarebbe da coprirle aspettarsi l'un l'altra nei portoni, poi tenersi contro i muri ad ingoiare fiati Ai fianchi, ai seni senza le parole.


* Il primo freddo del mattino dice poco a una pelle, dice soltanto che verrà l'inverno ancora come il passo dopo il passo e lo spogliarsi a sera nel silenzio: lo sapevamo noi sulle sponde, in cerca di conchiglie testimoni. Qui non muore mai l'estate. Anche il gelo è marino, dolce come un abbraccio che ha in sÊ la fine come quei rami giganti che vedo andare piano verso l'acqua, nudi.


* Viene la mano del mare ci scoperchia il fondo. E libertà è una parola cosÏ amara da stupire da morire dentro per averla intera. Non a scaglie, non frattaglie; non, infine, rimasugli rossi volati via dalle piaghe della pelle dalle schegge delle mine, delle bombe non abbacinanti lame di sole nero Ma tutta, stesa, lunga, da farci l'amore nel perdono - lunga, di sonno e di abbandono - come un cuneo nel petto.

Terra disunita  

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