Page 1

Periodico giovanile in attesa di registrazione

I 4 canti in 4 parole

La pubblicazione di questo giornalino è stata possibile grazie al contributo degli sponsor Chiunque volesse sponsorizzare o inserire annunci può inviare un e-mail all'indirizzo i4canti@gmail.com o contattarci ai seguenti numeri: 328/6139001, 320/2517528, 329/8137990, 333/3788994.

Spesso ci capita di cercare, tra le notizie dei quotidiani regionali, cronache, news ed informazioni di vario genere riferite alla nostra realtà locale. Altrettanto spesso, purtroppo, rimaniamo delusi a causa della scarsa quantità di notizie che riguardano la nostra amata cittadina, considerato il ridotto spazio disponibile su tali testate. La fonte primaria di informazione rimane ancora il passa parola generale (“U sapisti ca...”), che, come tutte le forme di comunicazione non scritta, non è soggetta al rispetto di regole di diffusione e, complice la libera interpretazione che ognuno dà ad una notizia acquisita al momento di diffonderla ad altri soggetti, allontana il racconto dei fatti da ciò che accade effettivamente nella realtà. La pubblicazione di un bando, il resoconto di una seduta consiliare, le iniziative intraprese a livello cittadino da amministrazioni e da associazioni di vario tipo diventano notizie accessibili solo a chi ha il vero interesse a conoscerle o a chi si “scontra” accidentalmente con la notizia. Da qui l'iniziativa di dare una risposta concreta a queste esigenze dando vita ad una testata locale dal titolo “I 4 Canti” con l'intento di creare, con l'occasione, momenti di aggregazione giovanile in una realtà, quella acatese, che ne offre veramente pochi. Si tratta di un progetto che non ha alcuna matrice politica, aperto a tutti coloro che vogliono farne parte (senza padri né padroni). L'obiettivo prefissatoci è quello di coinvolgere la cittadinanza, e soprattutto la parte più giovane di essa, nella comprensione delle dinamiche sociali locali, di rendere spettatori partecipi coloro che abbiano interesse allo svolgimento della vita politicoamministrativa del nostro comune, di fornire un servizio di informazione gratuito e disinteressato ai nostri compaesani. SEGUE A PAGINA 2

ACATE

Anno 1° - N.0 - Dicembre 2006

Diffusione gratuita

Ricerca di affetto e comprensione alla base del bullismo In questi giorni molte notizie di cronaca hanno avuto come tema il fenomeno del bullismo, cioè quella forma di aggressione deliberata che produce nell’altro una sofferenza fisica e/o psicologica. Si tratta è un fenomeno non recente che si estende sempre più a macchia d’olio coprendo grandi e piccoli centri tra cui il nostro. Il termine bullying, viene oggi impiegato prevalentemente in ambito scolastico per indicare i comportamenti vessatori dei ragazzi più prevaricatori. “Provoca tutti i più deboli di lui, e quando fa a pugni, si inferocisce e tira a far male…” , è così che Edmondo De Amicis nel suo libro Cuore (1886) descrive Franti, un bambino molto dispettoso, aggressivo e violento che si diverte nel vedere gli altri piangere e soffrire e che oggi con una parola potremmo definire bullo. Il bullo può aggredire fisicamente con pugni, calci, può sottrarre o rovinare oggetti di proprietà, ecc.; oppure verbalmente: deridere, insultare la famiglia degli altri, sottolineare aspetti razziali, umiliare, ecc. Purtroppo, non esiste soltanto un bullismo maschile ma anche uno al femmini-

le. Le ragazze attaccano psicologicamente la loro vittima isolandola ed escludendola dal gruppo, diffondendo pettegolezzi o storie offensive. I comportamenti aggressivi non sono solo legati allo sviluppo psicologico individuale, ma anche alle condizioni di

gruppo in cui essi si verificano: i soggetti che subiscono maggiori pressioni aggressive dai compagni non sono solo i più piccoli, ma anche coloro che affrontano passaggi di sviluppo e riti di passaggio, entrando nella pubertà, ma anche in un gruppo scolastico nuovo. Ad esempio le matricole di ciascun ciclo scolastico, sono soggetti che hanno maggiore probabilità di divenire vittima prescelta. Tutto questo avviene davanti a degli spettatori (bulli passivi) che possono incitare o guardare e non dire nulla per paura di diventare a loro volta un bersaglio. Le cause che spingono il bullo verso que-

sto comportamento sono diverse: possono essere stati delle vittime di altri coetanei o adulti, possono avere problemi in famiglia, sentirsi soli, abbandonati a loro stessi, non avere amici sinceri, andare alla ricerca di qualcosa che possa colmare il vuoto che sentono attorno a loro, ecc. La nostra società, attraverso i massmedia, oggi ancor più di ieri, incita i giovani alla violenza facendo prevalere la legge del più forte, con programmi come il wrestling o i vari reality che vanno in onda nelle ore in cui i bambini guardano la televisione. Parlando con alcuni di loro e chiedendo perché vedono ad esempio il wrestling, mi hanno risposto che lo fanno perché vogliono imparare le tecniche giuste per ammazzare i loro compagni e dimostrare chi è il più forte: solo così si possono fare rispettare. In realtà questi ragazzi sono alla ricerca di affetto e comprensione e cercano di attirare l’attenzione degli altri, specialmente degli adulti, compiendo atti violenti e arrabbiandosi con tutti, con il mondo intero e con loro stessi. M.L.

IN QUESTO NUMERO Anche Acate ha il suo Difensore Civico

2

Il lungo cammino verso l'integrazione

4

Il mercato ortofrutticolo di Vittoria

6

Acate chiama, Chambly risponde Annunci, eventi

8 11


POLITICA LOCALE

2 CONTINUA DA PAGINA 1 La testata avrà una cadenza periodica la cui frequenza dipenderà dall'intensità delle forze che la sorreggeranno. Presenterà delle finestre informative fisse su argomenti opportunamente scelti dalla redazione (scuola, attività della Pubblica Amminstrazione, interviste, riflessioni su fatti di rilevanza nazionale, sport, ecc) ed altre variabili, che saranno per noi occasione di sperimentazione e permetteranno di adattare quanto più possibile il giornale alle esigenze dei lettori. Uno spazio adeguato sarà riservato anche ad un servizio Informagiovani e ad una rubrica dedicata alla voce dei lettori ed ai loro annunci. Alla testata sarà presto affiancato un sito Internet che permetterà agli utenti di visualizzare tutti i numeri pubblicati e di entrare velocemente in contatto con la redazione per dare suggerimenti, fare osservazioni, proporre articoli per la pubblicazione, creare forum virtuali di discussione. Ci preme osservare che nessuno, tra i componenti iniziali della redazione, ha la presunzione di credere di riuscire ad eseguire a pieni voti questo compito; nessuno è giornalista professionista, salvo il direttore, e ci “buttiamo” tutti da inesperienti e profani in questa nuova esperienza. Importante, crediamo, sia impegnarci con passione ed umiltà nel perseguimento dei nostri obiettivi, con la speranza di realizzare un progetto che sia apprezzato da molti, affidabile, aperto ad ogni forma di collaborazione e duraturo nel tempo. La redazione

Giovanni Salemi Sessantacinque anni, Avvocato, funzionario dell’Inps di Ragusa in pensione. Dal 1975 al 1984 è stato sindaco di Acate e fino al 1993 consigliere comunale nelle file dell’ex DC. Nel 1994 dopo il crollo della DC e la nascita del CDU e del PPI, Salemi aderisce a quest’ultima formazione abbandonando dopo poco la politica attiva.

Anche Acate ha il suo Difensore civico Intervista al dott. Giovanni Salemi ad un anno dalla sua elezione ho trovato la piena collaborazione La figura del Difensore civico è stata intro- quale del Sindaco, del Consiglio comunale e dedotta nell’Ordinamento italiano con la Legge 142/90, che all’art. 8 afferma: “Gli statuti comunali possono prevedere l’istituzione del Difensore civico il quale svolge un ruolo di garante dell’imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione comunale…”. Il Consiglio comunale di Acate, nonostante la legge non ne preveda l'obbligatorietà, con grande sensibilità civica, ha inserito nel nostro Statuto comunale la figura del Difensore civico, provvedendo successivamente ad eleggerlo con votazione unanime, scegliendo il dott. Giovanni Salemi. Tutti i cittadini adesso potranno rivolgersi al loro Difensore ogni qual volta ritengano che la Pubblica Amministrazione ometta di compiere atti dovuti, agisca in modo irregolare od operi in maniera illegittima, concretamente nei casi di abusi, disfunzioni, carenze, negligenze, omissioni o ritardi ingiustificati nell’attività degli uffici comunali. Dott. Salemi, quali poteri ha il Difensore civico? «Il Difensore civico comunale ha ampi poteri di indagine. Gli uffici sono tenuti a fornirgli, per iscritto, tutte le informazioni richieste, può esaminare personalmente qualunque tipo di pratica, fare delle osservazioni, dare pareri dei quali il funzionario deve tenere conto. Chiunque, poi, impedisca o ritardi l’accesso agli atti, ometta le risposte o non tenga conto delle osservazioni fatte, è passibile di procedimento disciplinare». Quali sono i casi più frequenti per cui il cittadino si rivolge al Difensore? «I motivi possono essere svariati: problemi di fornitura idrica, inerenti il posizionamento dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi-urbani, di natura tributaria etc… Il problema più importante è stato senza dubbio quello sorto a seguito dell’installazione di un’antenna per la telefonia mobile. Mai ho visto tanta gente preoccupata, soprattutto donne, a reclamare nel mio ufficio. È iniziato un lungo percorso durante il

gli uffici interessati. Presto il nostro Comune si doterà di un Regolamento per l’installazione di tali antenne e, cosa più importante, a giorni ci sarà un incontro con tutti i gestori della telefonia mobile per stabilire i siti, possibilmente di proprietà comunale, nei quali allocare tali antenne. È intenzione di tutti sistemarle, compatibilmente con le esigenze tecniche dei gestori, nei luoghi meno abitati. Si spera che nel tempo si possa spostare anche quella già installata nel centro urbano che, ricordo, è stata realizzata per disposizione del TAR di Catania». Dove e quando riceve? «Il mio ufficio è situato al primo piano dell'ex Convento dei Cappuccini e ricevo tutti i martedì e giovedì dalle ore 10 alle 12. Ricevo anche in tutti gli altri giorni con date e orario da concordare telefonicamente al n° 0932/990070». Auspici per il futuro? «Spero che la nostra gente abbia sempre maggiore fiducia nelle istituzioni. Ci sono tante persone che lavorano e bene. Il cittadino ha adesso il proprio Difensore che, in qualunque momento, può verificare la correttezza e la trasparenza di tutti gli atti amministrativi». Giuseppe Migliore Marco Failla

ANNUNCI, EVENTI, INFORMAGIOVANI

a cura di Serena Raffo

11

In Sicilia il folklore si vive in tutte le sue manifestazione perchè in esse si fondono e si intrecciano fantasia e realtà, paganesimo e cristianesimo, superstizione ed incredulità, gentilezza e prosaicità, mondo antico e mondo moderno. Tutto è storia nel folklore siciliano. I normanni infusero nel popolo uno dei sentimenti più forti e radicati, il senso della cavalleria che, ancor oggi e soprattutto con "l'opera dei pupi" e con la decorazione dei carretti, genera manifestazioni artistiche di insospettata potenza.

Eventi

Natale a Caltagirone In provincia

CULTURA, SPETTACOLO E FOLKLORE - ACATE 16 Dic 06 Castello Biscari “ Notte Bianca”. - VITTORIA 29 Dic 06 teatro comunale Concerto orchestra sinfonica iblea replica il 30 a MODICA Teatro Garibaldi. TEATRO - COMISO 16 e 17 Dic 06 “Chanson Colette” di L. Poli -Teatro Lelio; - COMISO 20 e 21 Gen 07 “Devo fare un musical” di Enrico Vaime regia di Mattia Sbragia - teatro Lelio; - RAGUSA dal 9 al 19 Dic 06 teatro Donnafugata "Lasciatemi divertire"; - RAGUSA 13 Gen 07 teatro Donnafugata "Un prestigiatore molto mago"; - MODICA 16 e 17 Gen 07 – Teatro Garibaldi “La Bisbetica Domata” testo di William Shakespeare spettacolo teatrale con tullio Solenghi regia di Matteo Marasco; - MODICA 31 Gen 07 Teatro Garibaldi “La Locandiera” testo di Carlo Goldoni spettacolo teatrale con M. Musy, F. Biscione, P. Musio, M. Cirnaglia regia di Giancarlo Cobelli;

Fuori provincia FIERE 2006 - “Fiera di Siracusa” (composta da circa 200 bancarelle che vendono statuette del presepe, frutta, giocattoli, dolci.) - SIRACUSA dal 07 al 20 Dic 06 “Natale in Fiera” la fiera dedicata ai regali presso la Fiera del Sud; TEATRO - CATANIA dal 05 al 07 Gen 07 Teatro Don Bosco “Il mio amico Piero Coco” testo di Turi Giordano spettacolo a cura della Compagnia Gruppo d'Arte Sicilia Teatro; CULTURA, SPETTACOLO E FOLKLORE - CATANIA Dic 06“Suoni multicolori al Kàtane”. Ogni sabato sera di ogni mese, alle ore 19,00, nei locali dell'hotel Katane Palace di Catania si terranno i concerti di musica jazz e classica. - CATANIA dal 8 Nov al 31 Dic 06 “Scritto & Parlato” in Libreria appuntamenti con i Laboratori di scrittura e tecnica della voce, Tecniche per migliorare il modo di parlare, la voce, il timbro ed il suono. - CATANIA dal 07 Dec 06 al 19 Dic 06 teatro massimo bellini “Avantgarde Art Club” Manuela Mauro e Edoardo Musumeci Live - Hansel und Gretel. - CATANIA Dic 06 “Manifestazione di Artigianato-Artistico e Opere dell'Ingegno a carattere Creativo”.

- Dal 1 Dic 06 al 31 Gen 07 Festival internazionale della poesia; - dal 16 Dic Mostra fotografica “Spoo River Antology foto-grafie” di Paolo Forgiane; - 17 Dic Centro Storico “A Travatura” Mercatino dell’antiquariato, artigianato, collezionismo, mercatino di Natale e sapori di Sicilia, Piazza Municipio “Sagra del Dolce tipico natalizio” e dalle 10.00 alle 24.00 Galleria Luigi Sturzo “Arte Moda e Sapori”, alle ore 19.00 Chiesa S.S. Salvatore “1° Festival Int. Di Poesia” ”Poesia Siciliana contemporanea”; - dal 26 Dic 1 e 6 Gen 07 - per le vie del Centro Storico “il presepe vivente” ore 17.00; - 23 e 30 Dic 06 e 6 Gen 07 dalle ore 10.30 alle ore 13.00 - Riserva Naturale del Bosco di San Pietro, Visita Guidata al Museo della Macchia Mediterranea ealla base de Renelle;

- 6 Gen 07 - La carovana dei Magi (corteo in costume e musiche d'epoca); - dal 13 Dic 05 al 31 Dic 06 Via S.S.mo Salvatore, 103 "La casa di Babbo Natale" Ricostruzione dell'abitazione di Babbo Natale. Info Tel. 329 2333053;

Annunci Vendesi furgone FORD VAG TRANSIT 280s VAN 2 fermo da un anno per informazioni tel. 338/3193998

Occasioni di lavoro L'U.R.P. Informagiovani della Provincia Regionale di Ragusa mette a disposizione degli interessati le seguenti offerte di lavoro. Per informazioni telefonare al numero verde 800-012899. - Società di lavoro temporaneo ricerca 10 COMESSI/E per azienda settore abbigliamento. Requisiti: Diploma. E' preferibile esperienza nel settore, si richiede disponibilità part time e full time. Sede di lavoro: Ragusa; - Società di lavoro temporaneo ricerca 10 COMESSI/E per azienda settore abbigliamento. Requisiti: Diploma. E' preferibile esperienza nel settore, si richiede disponibilità part time e full time. Sede di lavoro: Ragusa; - Società di lavoro temporaneo ricerca UN VENDITORE PER AZIENDA ALIMENTARE. Requisiti: Diploma e attitudine alla vendita. Sede di lavoro: Ragusa; - Tipografia ricerca UNA RAGIONIERA preferibilmente con esperienza, di circa 30 anni. Titolo di studio: diploma di ragioneria. Sede di lavoro: Ragusa; - Autocarrozzeria ricerca UN APPRENDISTA VERNICIATORE. Si offre contratto di apprendistato. Sede di lavoro: Ragusa; - Azienda nel settore impianti tecnologici ricerca UN OPERAIO PER INSTALLAZIONE IMPIANTI, 1 OPERAIO PER MANUTENZIONE IMPIANTI, 1 TECNICO FRIGORISTA, 2 APPRENDISTI INSTALLATORI. Sede di lavoro: Ragusa; - Studio Tecnico ricerca UN PERITO ELETTROTECNICO TIROCINANTE, diplomato con conoscenza Autocad e sistema Office. Sede di lavoro: Ragusa; - Caffè Ristorante Gelateria ricerca DIRETTORE Si richiede:Esperienza nella ge-

stione di locali polifunzionali, professionalità e serietà. Offresi buone possibilità di guadagno in relazione ai risultati conseguiti. Sede di lavoro: Comiso; - Impresa edile ricerca CINQUE OPERAI anche con minima esperienza. Si offre retribuzione secondo CCNL.Sede di lavoro Ragusa e provincia; - Società di impianti termoidraulici ricerca OPERAI di età max 35 anni e ADDETTI ALLE VENDITE. Sede di lavoro: Comiso; - Azienda operante nel settore degli Arredamenti per Uffici-Hotel-Agriturismo ricerca UN COLLABORATORE da inserire nel ramo commerciale. Si richiede preferibilmente il possesso del diploma di Geometra. Si offre retribuzione fissa+provvigione. Sede di lavoro Ragusa e provincia; - Industria componenti prefabbricati ricerca UN GEOMETRA DI CANTIERE con esperienza. Sede di lavoro: Modica; - Azienda operante nella commercializzazione di prodotti ittici con sede a Pozzallo ricerca DIVERSI RAPPRESENTANTI/PROCACCIATORI DI AFFARI. Requisiti:Diploma,possesso auto propria; si preferisce candidati di sesso femminile. Si offre retribuzione con provvigione; - Agenzia di Assicurazioni ricerca PROFESSIONISTI già operanti con proprie strutture in tutti i comuni della provincia di Ragusa e NON PROFESSIONISTI che vogliono intraprendere un'attività gratificante. La ricerca è rivolta ad ambo i sessi.


LA PAROLA AGLI ALTRI

10

Tra fantasia e realtà:

L'angolo dei lettori

la parola ai più piccoli

riceviamo e... pubblichiamo

L'ambiente in cui vivo... "Io vorrei un mondo pulito con i colori vivaci dell'arcobaleno." Christian Lauretta "Anche i bambini buttano le carte nella strada e la terra diventa una sporcizia unica". Giulia Gallo

moltissimi germi e microbi per tutto il mondo". Marika Bellino "Acate è da 3 anni che non è pulita; nel 1970 era pulita; gli anni che è sporca sono: 1999, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006. Non dimenticate che la Terra si tiene pulita. Angelo Lombardo

"Prima di tutti, per avere un mondo pulito devo rispettare le "L'uomo ha distrutto la natura strade, la scuola, i giardini, perche' ha messo il veleno nel eccetera". mare e nei fiumi e anche altre Viviana Pagano cose, ma prima di impegnarsi a distruggere la terra ha "I castelli non si rompono, le inventato i televisori, i telefoni, campagne non si avvelenano, non si sputa per terra in classe, i computer, le sedie e anche altre cose utili". non si buttano le buccie di Noemi Capelli banana a terra." Alessia Gallo "Alcune persone fanno morire "I fiumi sono inquinati, i mari gli animali o piante con cose sporchi. Voglio che tutto questo molto avvelenate. Neanche le piante o gli animali dovrebbero finisca". avvelenare, niente dovrebbero Giovanni Tidona avvelenare". "Ce ne sono altri che fanno cose Alice Cutrera talmente schifose: tipo gli sputi Circolo Didattico "Capitano per terra e, quelli, non sanno Puglisi" Classe 2°A che gli sputi spargono

Direttore Responsabile: Salvatore Cultraro Redattori: Marco Failla G. Andrea Fidone Mariangela La Lisa Antonio Lima Giuseppe Migliore Serena Raffo Fiorella Re Segreteria e redazione: Via: Mameli 83B (sede provvisoria) Acate (Rg) E-mail: i4canti@gmail.com Grafica e Layout: G. A. Fidone e Antonio Lima Logo e Internet: Antonio Lima Vignettista: Andrea Lupo Stampa: Tipografia Grafica Express Via Penninello, 5 - Catania Tel 095/310809

CIECO.

di Vincenzo Ferreri

Non è mica un lavoro facile scrivere. Il tratto iniziale della strada è il più intimo ed edificante perché poi incroceremo villini, grattacieli ma ci sarà una piccola stazione che ci rallegrerà. Sono cieco ma ho un amico che mi racconta quello che non vedo ma sento. Non ho visto bambini tristi e maltrattati ma li ho sentiti. Non ho visto gente inutile ma la sento. Non ho visto un mondo che non ci vuole più ma io lo sento. Sento il mare incazzato in estate perché non sopporta tette e culi in vista ma io non lo vedo ma sento che non ci vuole. Sento individui esser di destra solo perché hanno una proprietà e individui battersi per la sinistra solo perché sono operai, ma non li vedo. Meno male che vedo e sento ancora abbaiare i cani. Mi racconta sempre il mio amico, che è “andato” qualche anno fa per poterci guardare dall’alto, di vedere ragazze stupide…stupide…stupide!!! e donne infelici perché capiscono che quello che hanno ottenuto combattendo, lo vedono svanire nel nulla, io li sento. Quali fantasmi ci opprimono o ci inseguono o che inseguiamo. Non ho visto senegalesi non conoscere "lively up yourself” ma li ho sentiti. Sento che tutti corrono e non sanno dove andare, sento che tutti parlano e non sanno cosa dire, sento gente vendersi per pochi o tanti soldi ma sento che si vende, ma non li vedo. Si è mai visto un funerale senza prete? Io l’ho sentito! Ma dentro, perché scusate non lo ho ancora detto sono anche sordo ma il mio amico mi racconta. Ho sentito gente aprir bocca e solo appena pochi secondi darmi noia e allora sono diventato muto per non rispondere. Ancora sento il profumo dei ciclamini, il sapore del peperoncino e vedo i colori del mare per tutto il resto sono sordo muto e soprattutto cieco!

TI VOGLIO BENE, FRATELLONE MIO Le tue urla di dolore mentre chiedevi aiuto penetrarono nel mio cuore Il tuo sangue sgocciolava sul pavimento dell'ospedale e restò impresso nei miei occhi, pieni di lacrime, li chiusi, li riaprii, ti vidi allontanare da me. Solo allora capii QUANTO TI VOGLIO BENE Federica Cultraro

TI PIACEREBBE SCRIVERE SU "I QUATTRO CANTI"? INVIA I TUOI ARTICOLI, RIFLESSIONI, COMMENTI, POESIE ED ALTRO ALL'INDIRIZZO i4canti@gmail.com

L'EDITORIALE

3

Buon lavoro a... "I Quattro Canti" Il giornale rappresenta uno dei canali più importanti attraverso i quali possiamo rapportarci al mondo che ci circonda e, quindi, sentirci partecipi di una comunità umana. La convergenza delle sollecitazioni pedagogiche sul carattere “aperto" dell’educazione e sui rapporti franchi ed articolati che essa deve intrecciare con i problemi dell’universo storico ed umano in cui si colloca, conducono, inevitabilmente, a rilevare il ruolo primario che nella formazione dei giovani può e deve assumere il confronto con il giornale, che è allo stesso tempo strumento di consapevolezza politica e civica, mezzo indispensabile di formazione critica, luogo di incontro e di sintesi delle tendenze linguistiche e culturali. Sono, pertanto, queste considerazioni che mi hanno indotto ad accettare con piacere l’invito di coordinare una piccola redazione giornalistica, rivoltomi da un gruppo di giovani amici. Fedeli, pertanto, all’istanza pedagogica secondo la quale il miglior modo di impadronirsi di una competenza è quello di impegnarsi nella sua realizzazione mediante un fare consapevole e ragionato, abbiamo voluto realizzare insieme questo giornale rendendo partecipi attivamente i giovani redattori. “I Quattro Canti”, il cui scopo è quello di avviare un dialogo con la collettività, viene redatto interamente da un gruppo di giovani fortemente motivati, nella piena autonomia e nella piena consapevolezza di non scrivere certamente per il Corriere della Sera o Repubblica, bensì per un giornalino semplice, spontaneo e principalmente libero. Il mio grazie di cuore va quindi a questi “neo redattori” per la fiducia ripostami, per avermi voluto tra loro e con loro, per aver voluto con umiltà e semplicità che coordinassi, grazie alla mia ventennale esperienza giornalistica, il loro lavoro. Probabilmente questo giornalino non piacerà a tutti, ci saranno critiche, ci sarà chi analizzerà con la lente di ingrandimento parole, frasi, titoli ed altro facendo magari battutine spiritose. Ci sta bene anche questo. Ne faremo tesoro cercando di utilizzare in modo costruttivo le critiche e saremo più motivati ad andare avanti. Buon lavoro ragazzi! Salvatore Cultraro

Stare insieme per una crescita umana e sociale In

questi ultimi tempi si sta assistendo ad una sempre maggiore ricerca, da parte degli adolescenti, del tradizionale “gruppo”. Da una recente indagine è emerso, infatti, che quasi nove giovani su dieci fanno parte di un gruppo di amici e quasi due su tre sono membri di una associazione. Ciò è determinato, in parte, dal fatto che i giovani d’oggi devono affrontare, oltre all’instabilità propria dell’adolescenza, anche l’insicurezza che proviene da un ambiente sociale contraddittorio ed allo stesso tempo in continuo mutamento e da una famiglia in cui i genitori, spesso stanchi ed assillati dagli innumerevoli problemi quotidiani, sottovalutano le ansie e le aspettative dei propri figli. Quando non sono a scuola o a casa, gran parte dei giovanissimi trovano rifugio, quindi, nei “gruppi di coetanei”. Acate non sfugge da questa realtà. I gruppi rispondono in parte all’incertezza del presente sviluppando, anche nei piccoli centri, una propria identità collettiva che spesso si esprime tramite comportamenti ed abbigliamenti tipici, anche

se la maggior parte degli adolescenti non ama ostentare in modo vistoso la propria identità e considera gli eccessi nel vestire, delle scelte scomode e discutibili. Tuttavia, per gran parte di essi, il “gruppo” costituisce un’occasione importante per esprimersi, per sentirsi indipendenti, per mettere alla prova se stessi e le proprie idee. Le aggregazioni più comuni tra i giovani sono senza dubbio, le “compagnie di amici” e i “gruppi parrocchiali”, facilmente distinguibili sia per l’ambiente che frequentano, il bar, l’angolo della strada o la piazza, i primi; la parrocchia i secondi, sia per l'attività prevalente: la semplice frequentazione nel primo caso, l’impegno sociale, religioso e ricreativo nel secondo. Però un aspetto importante li accomuna: la socializzazione. Infatti il frequentarsi tra adolescenti, il semplice fatto di stare insieme per fare due chiacchiere o scherzare, favorisce quella vitale forma di comunicazione che si trasformerà successivamente in un dinamismo positivo per la loro crescita umana e sociale. Salvatore Cultraro SABATO 16 DICEMBRE DALLE ORE 19 “NOTTE BIANCA” Tutti in strada con: NEGOZI APERTI una bizzarra STREET BAND GIOCOLIERI E SPUTAFUOCHI TRAMPOLIERI E BALLERINI PITTORI E SCULTORI DI PALLONCINI ZERO in concerto LA BANDA MUSICALE DI ACATE IL CASTELLO APERTO CON GLI ESPOSITORI ALL'INTERNO


ATTUALITÀ

4

Il lungo cammmino verso l'integrazione Se dovessimo definire la so-

rattere finanche più problecietà acatese, con tutti i suoi matico in altre località. pregi e, se vogliamo, difetti, Ora, limitandoci alla realtà non potremmo assoluta- acatese, viene da porsi una domente negare la presenza di manda: è mai possibile che in un fattore determinante oggi, un paese come il nostro – nell’era della globalizzazione: aperto alle innovazioni, gela società acatese è una socie- mellato con una città francese, abbastanza prosperoso ecotà multietnica. Nell’arco di un ventennio, de- nomicamente e i cui cittadini hanno un livello d’istruzione cine di famiglie che può essere classifi"..purtroppo straniere – provecato medio-alto (vedi permangono nienti prevalenteil gran numero di gioancora forme mente da Mavani studenti universidi xenofobia rocco, Tunisia, Albania e ultima- tipiche di una tari che è notevolmente cresciuto nesocietà mente anche da gli ultimi anni) – gli arretrata.." Romania, Polonia stranieri dell’Est Euroe persino dalla Cipa siano visti ancora come na – si sono stabilite ad Acate quelli che ci rubano il lavoro cercando, chi più e chi meno, e gli Islamici come potenziali di integrarsi con la comunità integralisti guerrafondai? E’ locale e tentando di entrare a possibile cadere ancora in quefar parte di una collettività forse troppo legata alle tradi- sti luoghi comuni? Oppure siazioni e spesso conservatrice. mo noi stessi a non accettare Tentativi a volte falliti per la di svolgere umili lavori per forte riluttanza a combinarsi occhio sociale, a “sfruttare” gente che si con la nostra cultura perché questa accontenta di salari vergognotroppo differente dalla loro e, a volte, perché non glielo si in cambio di un assurdo nuabbiamo fondamentalmente mero di ore di lavoro giornaliero? Per non parlare della permesso noi. Se è vero, come è vero, che al tutela sindacale ovvero la giorno d’oggi Acate potrebbe totale mancanza di garanzie essere un modello di comuni- e diritti - del resto il “lavoro tà multiculturale, vista la nero” è “nella norma” già per grande proporzione di stranie- noi acatesi, figuriamoci per ri rispetto agli Acatesi natii, è anche fuori da ogni dubbio che ancora è troppo lunga la strada verso una convivenza libera da pregiudizi. Purtroppo, bisogna dirlo, ad Acate permangono ancora forme di xenofobia che sembrerebbero tipiche di una società arretrata, quest’ultimo è un aspetto che certamente non può essere attribuitogli. Tuttavia, il detto “siamo tutti cittadini del mondo” qui ad Acate non ha sicuramente molta valenza. Con questo, naturalmente, non si può dire che la questione riguardi solo il nostro piccolo paese, anzi questa assume un ca-

loro! stessi neanche immaginano. Non siamo forse noi acatesi Ci sono famiglie che vivono che guardiamo ai Musulmani in questo paese da vent’anni, come “civiltà inferiore”, con figli che studiano, che padando a questi in locazione tu- gano le tasse e che contribuiguri che spesso non hanno scono in vari modi alla crescineanche i servizi igienici? E ta economica della collettiviancora, non siamo noi a parla- tà. Purtroppo questi sono e rere della famigerata teoria del stano extracomunitari che “cavallo di Troia”? Già, ogni anno devono accodarsi a perché a parere di alcuni, si di- file interminabili e devono ce che, nell’era del terrorismo subire l’arroganza di certi globale, stiamo permettendo impiegati dell’ufficio immigraa queste persone di entrare a zione per il permesso di “casa nostra”…e se un giorno soggiorno. Non parliamo poi questi ci si rivoltano contro? di un eventuale quanto improRitornando al babile acquisizione "..anche noi discorso integraziodella cittadinanza siamo stati ne, naturalmente italiana. Ma questa immigrati in non si sta cercando è la legge, noi non Svizzera, in di fare in questa se- Germania, in possiamo farci de un’analisi socioloniente: è questo ciò America.." gica del fenomeno; che magari pensiaè soltanto che quando si mo quando, nelle nostre caaffrontano questi problemi, se, ci sediamo a tavola e inise si affrontano, tutti inizia- ziamo a parlare dell’ultimo mo a parlare di valori quali la modello di BMW che fratellanza e la solidarietà, sia- vorremmo comprare, lamo tutti impregnati di perbeni- sciando fuori problemi che smo e amorevolezza verso gli fondamentalmente non ci ristranieri, siamo pronti ad guardano…riguardano loro, i arruolarci nell’esercito della nostri vicini di casa marocchisalvezza di quei poveri dispe- ni, sono problemi loro! rati che hanno dovuto lascia- E non è che poi si possa re la propria terra, rischiando pensare di poter risolvere la talvolta anche la pelle du- situazione con un carrello di rante il viaggio. spesa data in beneficenza, Dopo le parole e i buoni pro- per carità sono pur sempre positi, dovrebbero esserci piccoli gesti di solidarietà anche i fatti. Ma spesso ci si ammirevoli, oppure con la ferma alle prime due fasi. Ci raccolta di indumenti che sono realtà ad Acate, che la non usiamo più… maggior parte degli acatesi

SPORT

9

Primavera Acatese

Polisportiva Acate

La primavera acatese continua nell'affannosa ricerca di un risultato positivo rimediando un ulteriore sconfitta contro la neocapolista Junior Vittoria, che scavalca la Comisanese, battuta in casa dal Frigintini. La dirigenza, che aveva esonerato il mister Mezzasalma, al timone della squadra dall'inizio della stagione, è comunque soddisfatta della prestazione e del lavoro svolto dal nuovo tecnico Alberto Gulino (ex stopper dell'Acate). La squadra del presidente Gallo continua a stazionare nei piani bassi della classifica con soli 5 punti, aspettando il prossimo turno casalingo contro il Real Avola. La primavera acatese si è vista sfuggire anche la possibilità di andare avanti nella Coppa Trinacria, perdendo sempre col solito Junior Vittoria. Cristian Cona

ULTIME PARTITE J.Vittoria - Acate 3-1

CLASSIFICA JUNIOR VITT. Frigintini Comisanese Acate

PROSSIME PARTITE 25 24 23 5

Scoglitti - Acate 10/12 Acate - A.Ispica 17/12 Mazzarelli - Acate 7/01 Acate - A.Scicli 14/01

La Polisportiva Acate inciampa in casa contro l'Ausonia che riesce a mettere in difficoltà i padroni di casa ottenendo un pareggio molto sofferto. L'Acate passa subito in vantaggio, ma l’illusione dura poco perchè la formazione ospite riesce a capovolgere il risultato con due tiri fortunosi. I ragazzi di mister Talarico non si danno pace imponendo per lunghi tratti il loro maggior tasso tecnico. Il centrocampista Iannizzotto calcia alto un rigore. Alla fine i padroni di casa,dopo svariati tentativi, riescono a raggiungere il pareggio. Il prossimo turno vedrà impegnato l’undici acatese in casa della capolista Scoglitti Soccer. L'allenatore/giocatore Giuseppe Talarico si dice molto fiducioso del suo organico che non merita la categoria in cui milita. Cristian Cona

Cos'è il Soft Air Il

Softair, conosciuto anche come Tiro Tattico Sportivo, è uno sport di squadra riconosciuto da enti di promozione sportiva a loro volta riconosciuti dal CONI. La nosta cittadina è stata una delle prime nella provincia a creare una realtà associativa (i Dragoni di Biscari) che, negli anni, ormai quasi una decina, ha ottenuto numerosi riconoscimenti sportivi. L'idea del Soft Air nasce durante una pausa pranzo di alcuni boscaioli statunitensi. Uno di essi, che aveva un marcatore a vernice rossa utilizzato per segnalare gli alberi da tagliare, per scherzo sparò una palla di vernice verso un suo compagno; a quest’ultimo non parve vero rispondere con lo stessa sistema al collega. Questo botta e risposta coinvolse anche gli altri, fino a degenerare. Trovata tuttavia la cosa molto divertente, i boscaioli decisero di ritrovarsi per sfidarsi ancora. Da allora tale divertimento si è diffuso, in chiave sportiva, fino a divenire il gioco-sport-wargames che oggi si conosce. Fuori dalla leggenda, e più nella realtà, le origini non sono molto chiare anche se si può affermare che è la naturale evoluzione dei classici giochi, tipo guardia e ladri o a 'mmucciaredda, che ognuno di noi ha praticato da bambino. L'attività può essere assi-

milata ad un gioco di ruolo che simula, tramite attrezzature apposite, azioni tattiche e strategiche di combattimento in ambienti urbani o boschivi tra fazioni opposte che devono conquistare obiettivi prefissati realizzando il maggior punteggio possibile. Il gioco è assolutamente innocuo e non violento (vietatissimo qualunque contatto fisico con l'avversario) ma dato il particolare realismo delle attrezzature, è fondamentale per lo svolgimento dell'attività che i club comunichino luogo, ora e data dei ritrovi alle autorità competenti in materia di Pubblica Sicurezza. Certo, qualche pericolo fisico lo si corre, sia per le asperità presenti nelle locazioni boschive dove viene praticato (i cacciatori acatesi ne sanno qualcosa), sia per la relativa pericolosità delle attrezzature (c'è chi si è visto saltare in aria mezzo incisivo per una pallinata in bocca). La regola fondamentale del gioco consiste nella massima correttezza del singolo giocatore, e cioè, non esiste nessun modo (per i giocatori veri di Softair) per sapere se l'avversario è stato colpito o meno, tutto sta all'avversario stesso, quando sente il pallino che lo colpisce, alzare la mano, smettere di sparare e gridare "COLPITO" (autodichiarazione). Chi imbroglia viene chiamato Highlander o Fagiano ed è faci-

le che quando viene individuato, egli venga espulso dal gioco e spesso, se recidivo, dall'Associazione di appartenenza. Per giocare a softair è necessaria un'attrezzatura di base per la quale è necessario affrontare una spesa media (se ci si rivolge al mercato del nuovo) di circa 300 euro: - una arma giocattolo (dette ASG: Air Soft Gun), che sono delle riproduzioni molto fedeli e ben fatte di armi vere da combattimento, in grado di sparare proiettili sferici (detti BB) da 0,12-0,25 gr. forgiati con materiali ceramico-plastico, con energie inferiori al Joule (limite di legge Italiano); - occhiali protettivi o maschera integrale, per proteggere gli occhi dai pallini (esse sono obbligatorie e devono essere indossati per tutta la durata del gioco); - tuta mimetica; - vi è poi una vasta gamma di

attrezzatura non essenziale ma molto usata e a discrezione del giocatore e adatta al livello di gioco: gibernaggio di qualsiasi genere, ricetrasmittente, ricevitore GPS, bussola, cartine, fondine, camelbak, gilet tattici, ottiche, visori notturni, redpoint. Ci sono anche veri e propri tornei, regolamentati da un'associazione a livello nazionale l'A.S.N.W.G. (Associazione Sportiva Nazionale War Game) i quali richiedono una maggiore preparazione sia atletica che tecnica. Giochi che vanno dalle 6 fino alle 36 ore di fila. Attualmente i nostri valorosi Dragoni si trovano in testa alla classifica del torneo interregionale cui stanno partecipando e di cui una tappa sarà presto organizzata nel nostro territorio. G.A. Fidone


PENZA A SALUTI, SCAMBI CULTURALI

8

Acate chiama Chambly risponde Un nuovo capitolo del gemellaggio con la città francese

S

i fa sempre più forte, ogni anno che passa, il patto d’amicizia fra Acate e la cittadina francese di Chambly, sita nel Dipartimento dell’Oise. Il gemellaggio, nato otto anni fa al tempo dell’Amministrazione guidata dal professore Gaetano Masaracchio, è stato portato avanti, prima dalla Giunta della dottoressa Maria Battaglia, e poi dall’assessore Vincenzo Migliore, membro dell’attuale Giunta del sindaco dottor Giovanni Caruso. Punto fermo del progetto, da quando è nato, la direttrice della biblioteca civica Graziella Sansone, che a Chambly ha ormai trovato una seconda casa. Forse non tutti conoscono l’origine dei gemellaggi. I primi sono nati negli Anni Cinquanta, quando il nostro continente era impegnato nella ricostruzione post-bellica e cominciava a tratteggiarsi un sogno: quello dell’unità dei popoli europei. Da allora molti passi sono stati fatti e oggi l’Unione Europea, che conta 25 Stati membri, è una famiglia di Paesi democratici che si sono impegnati a lavorare insieme per la pace, affinché non si ripetano più gli orrori della guerra. In questa direzione si muovono appunto i gemellaggi fra le città europee, che offrono la possibilità di conoscere le abitudini dei cittadini delle città-sorelle, di scambiarsi esperienze e di avviare progetti sinergici su aspetti di comune interesse. Tutto ciò contribuisce al riavvicinamento tra i popoli e al rafforzamento della coscienza europea. E di questo Acate e Chambly

hanno fatto tesoro: fin dai primi contatti, infatti, fra i rappresentanti delle due municipalità, si sono sviluppati sentimenti d’amicizia e di fratellanza, che sono vivi ancora oggi. Tanti sono stati, in questi otto anni, gli scambi fra le due Comunità, che hanno avuto come protagonisti soprattutto i giovani. Da ultimo, lo scorso 26 ottobre, è arrivata ad Acate una delegazione di giovani, di età compresa fra i 14 e i 22 anni, accompagnati da Clotilde Billoir. Accolti dalle famiglie

ospitanti, i giovani di Chambly, durante la settimana di permanenza in Sicilia, hanno fatto tappa in alcuni dei centri più belli della nostra terra: nelle loro foto il ricordo del Barocco di Ragusa Ibla e Modica, della Valle dei Templi di Agrigento, del Teatro Greco di Siracusa e delle viuzze della cosmopolita Taormina. Tutti hanno apprezzato la cucina delle loro “mamme di Acate” e verificato il nostro tradizionale senso dell’ospitalità. Anche questa volta fra i giovani di Chambly ed Acate sono nate nuove amicizie e si sono rafforzate quelle già esistenti. Chissà se anche questa volta è sbocciato un nuovo amore, com’è già successo un anno fa quando furono gli studenti acatesi a far visita ai loro coetanei transalpini. Come da copione “l’atto finale” della loro

permanenza nell’antica Biscari è stato l’immancabile congedo in pizzeria. Dopo i ringraziamenti di rito, dall’una e dall’altra parte, le famiglie acatesi hanno raccolto l’invito della rappresentante di Chambly, Clotilde, a partecipare nel mese di febbraio 2007 ai festeggiamenti della tradizionale festa carnevalesca di Bois Hourdy. Il sindaco, dott. Giovanni Caruso, ha espresso l’auspicio che il gemellaggio, oltre ad essere un momento di relazione fra giovani possa

trasformarsi anche in un rapporto duraturo fra le famiglie L’assessore Vincenzo Migliore, dal canto suo, ha colto l’occasione per rilanciare l’opportunità di costituire un Comitato permanente che si occupi del gemellaggio. Hanno partecipato alla serata anche l’assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili, ins. Maria Grazia Miceli, e la signora Graziella Sansone, che ha curato ogni aspetto organizzativo. I nostri amici d’Oltralpe sono ripartiti il giorno dopo: molti con la tristezza nel cuore e sicuramente tutti con la speranza di tornare presto dalle loro famiglie acatesi. Magari in estate, chissà! Arrivederci amici francesi. W Chambly, W Acate.

Ersilia Ferrera

Le ferite La pelle è paragonabile ad un manto che riveste tutto il nostro corpo, è un organo vivo impermeabile, protettivo e sensibile. Essa protegge i nostri organi con la sua elasticità e resistenza, ha funzione termoregolatrice, cioè contribuisce a mantenere costante la temperatura corporea. Quando la pelle viene interrotta nella sua continuità si ha una ferita. MEDICAZIONE DI UNA FERITA. Come si procede: Una medicazione deve essere asettica (priva di germi), assorbente, protettiva; non deve dare fastidio né dolore. In caso di ferito sconosciuto è meglio proteggersi le mani con dei guanti monouso. - Lavarsi bene le mani con sapone. - Se è necessario rasare i peli. - Far sanguinare la ferita sotto l’acqua corrente. - Lavare bene la ferita con acqua per togliere polvere e terriccio, usare garza, procedendo dai bordi della ferita verso l’esterno e sostituendo ad ogni passaggio la garza usata con una pulita. - Si completa il lavaggio con acqua ossigenata versandola direttamente sulla lesione (si formano bollicine che portano in superficie eventuali impurità). - Passare sui bordi della ferita un disinfettante possibilmente incolore affinché possa essere meglio seguito il decorso della guarigione. - Se la ferita sanguina insistere con l’acqua ossigenata che ha un leggero potere emostatico (cioè arresta la fuoriuscita del sangue); eventualmente apporre una compressa di garza imbevuta di acqua ossigenata, fissandola con bendaggio compressivo. - Coprire con garza sterile, bendare o mettere un cerotto. Non Fare: Per la disinfezione delle ferite non usare alcool perché è lesivo per le cellule, ritarda la guarigione, provoca dolore e non ha un elevato potere battericida. L’alcool si usa per disinfettare la cute sana. Non usare la tintura di iodio perché è lesiva ed irrita i tessuti. Non lavare e medicare le ferite con cotone perché rilascia filamenti ( se si ha solo questo, bagnarlo molto affinché non rilasci peli). Non mettere mai sulle ferite pomate o polveri che irritano e ritardano la guarigione. Avvertenze: Per togliere la medicazione, se è rimasta attaccata alla ferita, non strapparla bruscamente, ma bagnarla abbastanza con acqua ossigenata ed aspettare qualche minuto prima di toglierla, procedere per gradi aiutandosi con una garza molto bagnata di acqua ossigenata. M. L.

ATTUALITÀ La questione non è così semplice, anche se, così facendo, si riesce a donare, in piccolo, un attimo di respiro a chi ne ha bisogno. Con tutto questo non si vuole assolutamente dire che tutti gli Acatesi siano così, c’è chi veramente guarda agli stranieri come fratelli, chi non ha problemi a condividere la propria tavola con chi ha una cultura diversa dalla nostra, rispettandone i modi di vivere e le usanze. Purtroppo però c’è tanta gente che non la pensa in questo modo, che sono loro, gli stranieri, a doversi adattare ai nostri costumi in un erto senso dovrebbe essere così anche se non parlerei di “adattamento” ma, tuttavia, non si può pretendere che la signora islamica smetta di indossare il velo per compiacerci, in fondo non dà fastidio a nessuno perché è semplicemente un simbolo del proprio credo – perché sono nostri “ospiti” e comunque, per molti, gente inaffidabile. Ricordo che all’indomani dell’attentato dell’11 settembre, alcune donne islamiche che vivono ad Acate hanno deciso di non andare in giro per il paese con indosso lo shador per un po’ di tempo, per evitare di fomentare la psicosi anti-Islam che ci aveva assalito in quei giorni. Perché non riusciamo ad accettare la nostra società come ciò che ormai è diventata, una società multiculturale? Se diamo un’occhiata alle nostre scuole, possiamo ben notare che oramai le classi sono composte da alunni di diverse nazionalità e i bambini, per fortuna, non si curano se il compagno di banco ha un passaporto tunisino o albanese, o se il colore della sua pelle è diverso dal proprio.

5 Giocano, ridono, litigano e poi diventano migliori amici e non importa se quello è musulmano, l’altro polacco o se quell’altro ancora ha gli occhi a mandorla. Certo, c’è anche da dire che questo è merito di tanti genitori acatesi che insegnano ai figli valori profondi come l’amicizia e la fratellanza, ma anche degli insegnanti che, trovandosi ad insegnare in classi etnicamente miste, riescono a creare quella profonda integrazione che fuori stenta ad avviarsi. Questo è, senza dubbio, sintomo che qualcosa sta cambiando nella mentalità di molti acatesi, certo il processo è molto lento, ma si spera che col passare del tempo si riesca a capire che gli immigrati-acatesi sono persone uguali a noi, meritevoli di rispetto, che hanno per prima cosa una dignità pari alla nostra e che per questo dobbiamo smettere di pensare che siano umanamente inferiori a noi solo perché hanno bisogno del permesso di soggiorno per stare qui. Anche noi siamo stati immigrati in Svizzera, in Germania, in America…e allora non dimentichiamo cosa vuol dire lasciare la propria terra e stare in un Paese straniero! Questa gente ha diritto di lavorare in condizioni dignitose, ha diritto di vivere in case decenti, di poter professare la propria religione e le proprie usanze, nel rispetto imprescindibile, però, dei valori su cui si fonda la nostra società…e poi, si sa, la convivenza con altri popoli non potrebbe che arricchire la nostra cultura. Simona Guccione

IL FILM DEL MESE NUOVOMONDO Regia: E. Crialese Anno 2006 Durata 115' Leone d'argento speciale all'ultima mostra di Venezia, il film di Crialese racconta la storia di una famiglia siciliana dei primi del Novecento costretta a lasciarsi alle spalle quel poco che il "Vecchio Mondo" aveva concesso loro alla ricerca di un futuro migliore nel Nuovo Mondo, l'America. Un Nuovo Mondo a lungo sognato dai nostri compatrioti e conquistato a caro prezzo attraverso sofferenze, distacchi inevitabili, difficili rinunce. L'America c'è nei loro sogni, nelle loro speranze, ma non nei loro occhi: una fitta nebbia lattea la avvolge e la nasconde rendendola imperscrutabile, proprio come il futuro che attende gli emigranti. Un film in cui gli Italiani sono "gli altri", gli stranieri da conoscere, accogliere e a cui dare almeno un'opportunità.

IL LIBRO DEL MESE IL CITTADINO CHE NON C'È L’immigrazione nei media italiani. Nei media italiani si parla di immigrati con superficialità, allarmismo e omologazione. L’autrice tenta di farci vedere le cose da un altro punto di vista... La ricerca di Ribka Sibhatu va dal marzo ’99 al giugno 2001 per «analizzare lo storico evento dell’immigrazione in Italia e l’immagine che i mezzi di comunicazione di massa propongono al pubblico» Ed. Edup anno 2004 pp.344 Euro 13 prefazione di Maria Immacolata Macisti

Il 16 Dicembre, in occasione della “notte bianca”, la sezione Avis di Acate sarà aperta dalle 20.00 alle 22.00 e offrirà al pubblico il controllo gratuito della pressione. Per i donatori inoltre sarà possibile effettuare l’elettrocardiogramma. Si avvisano, inoltre, i donatori che il prossimo appuntamento per la raccolta del sangue sarà domenica 17 Dicembre 2006.

La Croce Rossa di Acate ha sede operativa in via Roma, 41 telefono 0932990959. Il gruppo è formato da 15 volontari e la loro attività locale è coordinata da un ispettore di gruppo, attualmente Francesco Zambuto. Le attività che saranno svolte prossimamente, sono le seguenti: - Servizio socio-assistenziale presso la casa famiglia S. Francesco; - Assistenza manifestazioni sportive, culturali, ricreative etc.; - Servizio socio-assistenziale presso il centro di accoglienza di Ragusa; - Tombolata con gli anziani della casa famiglia S. Francesco.


ECONOMIA, GASTRONOMIA

6

DINAMICHE SOCIALI

7

Il mercato ortofrutticolo di Vittoria ancora in crisi

I luoghi e la memoria: viaggio nei ricordi

"Un colosso dai piedi di argilla"

Uno sguardo al passato dal Corso ormai vuoto

D

a molti anni, ormai, il mercato ortofrutticolo di Vittoria vive una preoccupante crisi che coinvolge tutti gli operatori, dai produttori ai commercianti. Un dato confermato da Salvatore Gentile, direttore del mercato ortofrutticolo di Vittoria. “L’agricoltura italiana - ha sottolineaato - è in crisi e la produzione ortofrutticola lo è in modo particolare”. “La crisi del mercato - continua Gentile ha alle spalle un problema generale. È un colosso dai piedi d’argilla in quanto la frantumazione dell’offerta obbliga tutti a sottostare ai prezzi della grande distribuzione organizzata, poiché un’offerta quanto più è frantumata, tanto più è debole. Senza considerare i costi di produzione, che sono notevolmente aumentati, e l’introduzione selvaggia di prodotti dall’estero, come Egitto e Marocco, che sta schiacciando non solo il produttore, ma anche il consumatore, che non è rispettato. Solo con l’associazionismo dei produttori e con un lavoro attento da parte delle istituzioni a tutti i livelli, comunale, provinciale, regionale, ma anche in maniera più vasta, a livello statale ed europeo, si possono risolvere i problemi”. Una situazione generale che si ripercuo-

PANZA E PRISENZA DOMENICO COLONNETTA Attualmente secondo chef del rinomato ristorante "Duomo" di Ragusa Ibla, segnalato tra i primi quindici ristoranti d'Italia in tutte le più importanti guide gastronomiche. Assaggiatore formaggi ONAF, ha partecipato a numerose trasmissioni televisive tra cui: Porta a Porta, Mela verde, Teatro del gusto su Sky.

Un box del mercato ortofrutticolo di Vittoria

te in una realtà particolare. Ma non sono solo questi i problemi del mercato vittoriese. “Il problema dei pagamenti – spiega Antonio Celeste, commissionario che da anni opera in questo settore – innesca un sistema vizioso in quanto si aspetta troppo per ottenere il denaro, ricevendo anche delle truffe. Per non parlare del problema dell’apertura del mercato, che si potrebbe anche spostare alle 11, così da far partire sempre la merce fresca”. Ma non sono solo i commissionari a lamentarsi. Anche per i mediatori non sono tempi facili.

Giuseppe, uno di questi, spiega che “la soluzione migliore sarebbe creare una banca dati dei commercianti che vengono ad acquistare la merce al mercato di Vittoria, così da sapere prima chi potrebbe non essere una persona affidabile permettendo di monitorare gli ingressi, ed in questo modo tutti sarebbero più tutelati. Anche la creazione di una S.p.a. di gestione, cui potrebbero partecipare tutte le categorie di lavoratori all’interno del mercato permetterebbe di risollevarne le sorti; non sarebbe solo il comune a gestirla, ma anche l'insieme di produttori, mediatori, autotrasportatori, banche...”. Della stessa idea anche l’assessore Giovanni Cirnigliaro, che assicura: “l’amministrazione si sta muovendo già da tempo per creare una società per azioni capace di gestire una struttura come quella del mercato ortofrutticolo. Il Comune può assicurare i servizi, ma la gestione deve essere affidata al consiglio di amministrazione”. Gianelisa Genovese

La Ricetta del mese POLLO RIPIENO SU FONDUTA DI RAGUSANO "PIATTO NATALIZIO TIPICO DELLA NOSTRA PROVINCIA" Ingredienti (per 8 persone): 1 pollo disossato Per il ripieno: 200 g. di carne di maiale a dadini 100 g. di prosciutto cotto a dadini 150 g. di salame dolce a dadini Le interiore del pollo sbollentate 150 g di riso lesso 100 g. di pane grattugiato 70 g. di formaggio ragusano DOP 1 uovo 150 g. di cipolla bionda tritata

100 g . di sedano a dadini 2 spicchi d’aglio Olio extra vergine Rosmarino Per la fonduta: 20 g. di olio extra vergine 150 g. di formaggio ragusano DOP 50 g. di cipolla fresca 60 g. di patata a rondelle sottili 150 g. di brodo vegetale Pepe nero q.b. Sale 1 foglia di basilico

Procedimento: Salare la carne del pollo. In una casseruola soffriggere con poco olio la cipolla, l’aglio, il sedano ed infine il rosmarino per qualche min. Appena rosolato il tutto unire il maiale , il salame, il prosciutto, le interiora ed il prezzemolo. Aggiungere un mestolo di brodo, mettere un coperchio e lasciar stufare per 20 minuti a fuoco basso. Tritare il tutto in un frullatore fino ad ottenere la consistenza di un patè, aggiungere l’uovo, il formaggio ragusano grattugiato ed il riso lesso. Mescolare il composto e farcire il pollo aperto a libro. Formare un rotolo ed avvolgerlo in un panno, dopodichè legarlo con lo spago. Cucinarlo in una casseruola con il brodo ricavato dalle ossa e le frattaglie del pollo per circa 1 ora e 20 minuti. In un pentolino far rosolare la cipolla fresca, aggiungere le patate ed il brodo, salare e lasciare cucinare per 10 min. Mettere tutto in un frullatore, aggiungere il formaggio, il basilico e frullare. Presentazione: Distribuire la fonduta tiepida nel fondo di un piatto, tagliare il pollo a fettine spesse almeno 2 cm., adagiarne 3 o 4 sul piatto. Possiamo accompagnare il tutto con delle semplici patate al forno, con dei funghi saltati leggermente in padella, con olio bollente, aglio e rosmarino. BUON APPETITO!!!

Negli ultimi anni si è ormai consolidata

una tendenza al recupero e alla valorizzazione delle tradizioni locali che rischiavano di essere accantonate e dimenticate. Tali tradizioni sono espressione del "folklore", un grande bagaglio culturale che racchiude la storia e le abitudini di ogni popolo e che è stato prevalentemente tramandato oralmente; per recuperarlo dunque, bisogna fare appello alla memoria, ai ricordi, ad elementi spesso intangibili, non materiali. Eppure qualcosa di materiale resiste: i luoghi dove ciò che ricordiamo è avvenuto o, quando anche questi sono mutati, qualche foto. Così tutto ciò che riguarda Acate e il suo passato è strettamente connesso ai Quattro Canti e al Corso Indipendenza e ne è prova il forte sentimento di identificazione degli Acatesi con essi; a "strata ranni" è la nostra memoria storica, il nostro appiglio con il passato. "Se i muri potessero parlare!"...lo si esclama quando si cerca una testimonianza attendibile su un evento, e quindi perché non immaginare cosa potrebbe raccontarmi a strata ranni personificata, un'anziana signora che tante ne ha viste. Perché non pensare a come potrebbe rispondere alle domande di quest'insolita intervista? Iniziando dall'origine del suo nome mi parlerebbe dell'Indipendenza Italiana, finalmente conquistata alla fine del 1800 dopo lunghe battaglie, vicende che, sui libri, sembra si siano svolte lontano da qui, ma che hanno portato ad una grande conquista importante a cui Biscari aveva dedicato la sua via principale. L'evento più traumatico cui ha assistito sarebbe si-

Il Natale Cristiano "A Natale, la Gloria del cielo si manifesta nella debolezza di un bambino"

I

n una società che, a mio avviso, va sempre più scristianizzandosi riusciamo a capire queste parole? È proprio dell’essere cristiani avere Fede anche quando tutto sembra indirizzarci a non credere e sperare in un cambiamento quando invece la forza ci abbandona e vorremmo lasciare perdere. La festa di Natale nasce in contrapposizione alla festa pagana del sole vittorioso, della luce, che i pagani festeggiavano il 25 Dicembre. Difatti, anticamente si pensava che da quella data in poi le ore di luce della giornata iniziassero ad aumentare. I cristiani contrapposero proprio a que-

curamente la Seconda Guerra Mondiale. Oltre ai racconti delle sofferenze della popolazione e delle perdite umane subite dagli acatesi, la prova della violenza di questa guerra è una foto datata 10 luglio 1943: un carro armato sosta minaccioso al centro di Corso Indipendenza poco prima dei Quattro Canti, sulla strada solo macerie e cocci, intorno qualche casa. Questa foto è

stata il simbolo di una mostra, da poco tenutasi al Castello dei pricipi di Biscari, sullo sbarco degli Alleati sulla nostra costa, con immagini dell'operazione Husky: anche Acate ha avuto il suo ruolo nelle vicende belliche. Ma dopo i racconti tristi si potrebbe passare a ricordi più lieti e leggeri: tante piccole vicende personali, consumatesi e passate di bocca in bocca durante la tradizionale passiata nel finesettimana, o dopo la Messa, nei giorni di festa, nelle fresche serate estive, nei tiepidi pomeriggi primaverili. Non basterebbe un libro per contenerle tutte: incontri romantici, occhiate sta data la nascita di Gesù Cristo, “Vera Luce” come dice San Giovanni nel suo prologo:”Veniva nel mondo la Vera Luce quella che illumina ogni uomo”. (Gv 1,9) A che serve ad un uomo una giornata di luce magari di un giorno di Giugno, se poi ha il buio nella sua anima? Ritornando alla frase iniziale, possiamo dire che la Gloria del cielo non è altro che la nostra salvezza arrivata a noi per mezzo di quel bambino debole che fattosi uomo si è sacrificato per noi. Noi per ringraziare di tutto ciò che cosa facciamo? È chiaro che le contraddizioni di cui la nostra società è imbevuta, dovrebbero farci riflettere sui valori che dichiariamo e che nei fatti mortifichiamo non adoperandoci affinché questi principi cristiani, peraltro già presenti dentro di noi, diventino uno stile di vita.

furtive, scenate di gelosia, liti tra amici, intese "politiche" e eventi tragicomici, generazione dopo generazione. E poi c'è l'evoluzione dei costumi e delle abitudini. Anche qui è cambiato il ruolo della donna, è arrivata la minigonna di Mary Quant e i ragazzi portavano i capelli lunghi come i Beatles, i bambini preferivano giocare ai computer piuttosto che girare in bici e i cellulari iniziavano a squillare ovunque e in ogni momento, poi si sono viste le prime facce nuove, più che nuove diverse: pelle scura, occhi profondi, pelle chiarissima e capelli biondi, occhi a mandorla e tante lingue diverse. Infine mi sentirei dire, con un sospiro e voce quasi rassegnata, che ormai d'estate non c'è più nessuno ad Acate, tutti si trasferiscono a Macconi e che non si passeggia più in prossimità dei Quattro Canti, ma ci si è man mano spostati verso piazza Matteotti ("le villette" x gli autoctoni) fino a non passeggiare più. L'unica parentesi, un momento di ritorno al passato è la festa di San Vincenzo sempre con lo stesso affollamento e brulichio lungo tutto il Corso. Beh, l'immaginazione si ferma qui, spero di essere riuscita a dimostrare, con questo breve excursus, che anche Acate ha il suo centro storico. Storico non perché ricco di pregevoli costruzioni barocche o liberty, ma perché parte integrante e viva della nostra memoria, personale, familiare e collettiva. Riappropriamoci di esso per non smarrire le nostre radici. Violetta Lima Lo sapevate che il presepe non è stato ideato da San Francesco come qualcuno erroneamente dice, ma esisteva prima? San Francesco ebbe la grande idea di rendere quasi vive quelle scene. Qiundi a San Francesco si deve la straordinaria idea del presepe vivente. Lo sapevate perchè si fa l'albero di Natale? Questa tradizione ha origine cristiane, pare che sia da collegare alla festa di Adamo ed Eva che si svolgeva in Germania. L'albero del paradiso con tutti i suoi frutti e con in cima collocata una stella di Natale che indicava la presenza di Cristo. Ecco perchè il nostro albero di Natale si addobba e si mette la stella in cima.

Concludo lanciando l’idea di mettere le luci all’esterno delle nostre case, fare il Presepe e l’albero di Natale. Questo, se PICCOLE CURIOSITA' vogliamo, potrebbe essere un piccolo Lo sapevate perchè nelle case per passo per iniziare di nuovo a cristiaNatale si mettono le luci fuori? nizzare la società. Proprio per simboleggiare Gesù Cristo nelle case, la Vera Luce. Giampaolo Cancellieri

pdf giornalino n° 0  

pdf giornalino

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you