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Anno V N. 28-29 25.07.2009 www.filotea.info

Filotea

I CRISTIANI E LA FATICA DI PENSARE

Se noi risolviamo i problemi della fede col metodo della sola autorità, possediamo certamente la verità, ma in una testa vuota! (San Tommaso) Cattedrale di Aosta, 24 luglio 2009 Il Papa incontra la chiesa valdostana Guardie del corpo che vegliano sulla sicurezza di chi va in giro per il mondo a predicare il Vangelo e quel San Paolo, che rischiava la vita ogni volta che si metteva in viaggio per raggiungere qualche comunità cristiana. Scene da film americano, viste da troppo vicino, che danno da pensare, anche se certo non smontano una fede cristiana. D’altra parte, in un mondo sotto pressione mediatica per qualunque cosa, finiamo per abituarci a pensare che anche una certa chiesa cattolica debba sottostare al dominio dell’immagine. Però che liberazione dei sensi e dell’anima ascoltare un Papa, assolutamente conservatore nelle proprie scelte (curiali o personali?), che cita la visione di Theilard de Chardin di un mondo che diventa ostia vivente. Theilard de Chardin: con questo teologo, a tratti mistico, siamo al confine di quella che la chiesa gerarchica, timorosa di qualunque idea non perfettamente in linea con la dottrina imperante, chiama eresia. Eppure la breve omelia di papa Benedetto XVI, ieri pomeriggio nella chiesa cattedrale di Aosta, dedicata ai suoi temi preferiti, il bene, la verità, l’amore, la libertà dell’uomo, la preghiera, il vero potere come grazia e misericordia non come violenza, si è chiusa con una sconcertante citazione di Theilard de Chardin. Sono momenti che aprono l’anima, imprigionata dalle tante immagini di una imponente macchina per la sicurezza da capo di Stato (immagine che stona con quella di pastore

Punto di vista

Il Papa che cita il teologo sull’orlo dell’eresia di comunità cristiana), che lavora dietro le quinte di un incontro tra il Papa, visibilmente stanco, e un pezzetto di comunità cristiana, che, nel concreto, è stata quella valdostana. Il potere, il bene, il male, in pochi minuti il papa ha pennellato la condizione esistenziale umana. Chiudendo su un’immagine realtà molto intensa, subito dopo aver sorpreso con la citazione di Theilard de Chardin: l’immagine di una vita umana che sia liturgia, una porta attraverso la quale il Dio lontano diventa Dio vicino. A modo suo, imprigionato tra le maglie della curia vaticana, immerso nelle sue infinite conoscenze teologiche, provato da una stanchezza fisica notevole, questo papa resta in fondo un grande idealista. Filotea


In libreria AA.VV., Crimini di pace. Baldini Castoldi Dalai, 2009, 20,00 euro Questo volume, curato da Franco Basaglia e da sua moglie Franca Ongaro, da sempre impegnati a rinnovare la cultura psichiatrica in Italia, riunisce testimonianze autorevoli e internazionali per riflettere sui principi e sui fondamenti «dell’ordine sociale e della condizione di pace in cui ci troviamo a vivere». Attraverso le parole di alcuni dei più grandi pensatori del Novecento, da Noam Chomsky a Michel Foucault, gli scritti qui raccolti inducono a riconsiderare il concetto di follia e offrono una riflessione a più voci sul ruolo dell’intellettuale come addetto all’oppressione. I saggi di quest’antologia, scritti da psichiatri, sociologi, storici, magistrati, filosofi, sono una chiave di lettura delle strategie di conservazione del nostro sistema sociale, vere e proprie violenze istituzionalizzate, dal trattamento dei malati psichiatrici, alla reclusione punitiva dei carcerati, al condizionamento sociale a fini repressivi. Stefania Bertola, La soavissima discordia dell’amore, Salani, 2009, 15,00 euro Agnese è appena tornata dalla Cina, dove il suo fidanzato l’ha lasciata per sposare due sorelle cinesi. Perciò non è un bel momento, per lei, e trovare casa sua occupata da un inquilino abusivo non migliora la situazione. D’altra parte però neanche Margherita, sua antica compagna di classe, se la passa troppo bene: ha mandato a monte il suo matrimonio quindici giorni prima delle nozze per amore di un

violoncellista viennese con il quale ha una relazione che è ottimistico definire saltuaria. La sua collega attrice Teresa, invece, questo coraggio non riesce a darselo: anche lei vorrebbe mandare a monte le nozze con Arturo, ormai imminenti, ma non ha il coraggio di dirlo. Emilia invece non se la sente di affrontare la sua difficile situazione coniugale: è sposata con un medico che lavora per un’associazione umanitaria in Kivu, e che lì si è fatto anche una nuova famiglia. Anche Tancredi Orizzonte in arte Smallville era compagno di classe di Agnese, Emilia e Margherita, ed è proprio lui, attore e miliardario, a riportare in vita il Tesk, il Teatro Elettrico Sul Pianeta Kripton. Mentre la compagnia prova un faticoso spettacolo intitolato Shakespeare in Cucina, le nostre quattro ragazze incontrano nuovi personaggi tutti in qualche modo pericolosi: uno psicopata parzialmente calmucco, una fidanzata intraprendente, un marchettaro momentaneamente pentito... Ma, come la Beatrice di Molto rumore per nulla, sono nate sotto una stella che danzava, e non hanno paura di niente... Leonardo Sciascia, L’affaire Moro, Sellerio, 2009, 8,00 euro Pubblicato nell’autunno del 1978, mentre ribollivano le polemiche sul caso Moro, e altre suscitandone, a distanza di cinque anni questo libro potrebbe anche esser letto come «opera letteraria». Ma l’autore – come membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla «affaire» – ha continuato a viverlo come «opera di verità» e perciò lo si ripubblica (non più col rischio delle polemiche, ma del silenzio) con l’aggiunta della relazione di minoranza (di assoluta minoranza) presentata in Commissione e al Parlamento. Una relazione che l’autore ha voluto al possibile stringare, nella speranza che abbia la sorte di esser largamente letta: qual di solito non hanno le voluminosissime relazioni che vengono fuori dalle inchieste parlamentari. (Leonardo Sciascia 1983)


Di chi parliamo, quando parliamo di... “angeli”

Saint Exupéry, dal Piccolo Principe: “L’essenziale è invisibile agli occhi”

Di angeli la cristianità parla fin dalle proprie origini. Nella Bibbia si parla di spiriti, non esiste una chiara definizione. In realtà il termine angelo è la traduzione della parola latina angelus, che a sua volta viene dal greco anghelos. Con questa parola, la traduzione della Bibbia dei Settanta aveva reso l’espressione ebraica malaki, che significa messaggero. Sono i messageri che Dio invia al suo popolo. A volte il messagero sembra una rivelazione di Dio che vuole proteggere il suo popolo, Israele. Nei Vangeli, gli angeli sono all’opera, proteggono l’infanzia di Gesù, lo servono nel deserto. Negli Atti degli Apostoli, gli angeli liberano gli apostoli dalla prigione. A San Paolo appare l’angelo di Dio, quando una violenta tempesta li coglie mentre sono in viaggio verso l’Italia. Padri della chiesa orientali e occidentali, del calibro di Origene e di Agostino e di Gregorio

Magno, e dottori della chiesa come Tommaso d’Aquino e Bonaventura di Bagnoregio, tutti fanno teologia degli angeli. Origene, il più lontano dalla nostra cultura, elabora un sistema teologico molto complesso e molto ellenico. Nelle due città di Agostino, quella celeste e quella terrena, il primo posto spetta sempre agli esseri spirituali, agli angeli nella città celeste, ai demoni nella città terrena. Agostino descrive la conoscenza angelica, le funzioni degli angeli, per mezzo dei quali parla il Signore. Ma è in uno scritto del VI secolo, dello Pseudo Dionigi, La celeste gerarchia, che fonda l’immaginazione popolare, e teologica, dell’ordine che domina nel mondo degli angeli. Anche questo è molto ellenico, per la precisione neoplatonico, questo ordinare l’esistente a procedere dall’Uno, dal perfetto al meno perfetto.


Per la dottrina cattolica l’esistenza degli angeli è un dogma di fede, sancito dai concili lateranense IV e Vaticano I e ribadito dal catechismo all’articolo 328. Secondo lo pseudo Dionigi e Tommaso d’Aquino, esistono nove cori angelici: Serafini, Cherubini, Troni, Dominazioni, Virtù, Potestà, Principati, Arcangeli, Angeli.

Più gli esseri sono vicini a Dio, più l’essere partecipa alla divina essenza, all’intelligenza e alla libertà divine. La celeste classificazione degli angeli, secondo lo Pseudo Dionigi, li vede divisi in tre grandi gerarchie, ciascuna delle quali comprende tre cori: alla prima e più alta gerarchia, cioè più vicina a Dio, corrispondono i Serafini, i Cherubini e i Troni, alla seconda le Dominazioni, le Virtù e le Potenze, alla terza i Principati, gli Arcangeli e gli Angeli. Un tentativo di conciliare realtà divina e ragione. Attraverso l’opera degli angeli e degli altri cori angelici, l’uomo si eleva fino alla suprema gerarchia, fino a partecipare alla visione diretta della divinità. Degli angeli parla niente di meno che Tommaso d’Aquino. Le creature angeliche sono come Dio, puri spiriti, intelligenti e liberi. L’angelo custode ha il proprio ufficio, deve condurre l’uomo alla sua patria, difendendolo dai tanti pericoli. All’ultimo coro, quello composto dai Principati, dagli Arcangeli e dagli Angeli spetta il compito di aiutare gli uomini: ai Principati spetta di governarli e reggerli; agli Arcangeli di sollevare gli uomini, custodirli in modo che non cadano quelli che sono in piedi e possano rialzarsi i caduti. Gli angeli proteg-

gono gli uomini dai pericoli, cacciano da loro i demoni, li consolano, sono loro compagni di cammino, sottomettono i loro nemici, attenuano le tentazioni, pregano per essi e portano le preghiere degli uomini davanti a Dio. Che cosa c’entra tutto questo con un devozionismo che supera di molto il confine della superstizione? C’entra, eccome. La Chiesa sta dimenticando la sua natura soprannaturale, ha dimenticato che all’uomo non può bastare il mondo visibile. Ha dimenticato che Dio è Dio, non è solo la limitata ragione umana, che Dio coinvolge l’esistenza umana in tutta la sua complessità. E allora ben vengano gli angeli e una devozione sfrenata, che vede nella preghiera agli angeli un modo “più potente” di altri di rivolgersi a Dio e, soprattutto, di ottenere da Dio quello che gli si chiede con l’intercessione degli angeli. Una sorta di supermercato delle grazie ricevute. L’intelligenza è fondamentale nella fede, ma la libertà umana ha un qualcosa di divino, il cristianesimo è qualcosa di esistenziale, ancora prima che razionale. E tutto questo appartiene ad un mondo spirituale e invisibile, non solo materiale o razionale. Filotea


Viviamo la Parola di Dio

XVII Domenica - Mettersi in gioco

2 Re 4, 42-44; Sl 144; Ef 4, 1-6; Gv 6, 1-15

[Dal sito www.tiraccontolaparola.it] Non si è riposato molto, il Signore. gazzo che offre la sua merenda a Gesù per provocare il Molta gente, forse troppa, l’ha cercato e l’ha raggiunto. miracolo. Ha provato compassione, il Signore, non rabbia, e si è Un adolescente generoso sente la richiesta di Gesù riancora spezzato, si è dato in pasto. volta ai discepoli e tira per la tunica il più vicino, AnFinisce le sue vacanze e torna a predicare, senza misu- drea, mostrandogli le cose che la madre previdente gli ra, egli è totalmente dono. La folla lo cerca, come cerca ha infilato nella sacca. chiunque la aiuti a sognare, a sperare, a credere. Gesù sorride: quando capiremo noi adulti che Dio ha Come Mosé sulla montagna, il Signore parla con le pa- bisogno della beata incoscienza degli adolescenti? Darole di Dio. Passano le ore, la folla non si alza. Gesù è vide non fu scelto re quando ancora faceva il pastorello? stanco, ma felice. Forse il Regno è qui. Forse il tempo è E Maria la madre non fu chiamata nell’età del fidanzacompiuto. Forse ora la gente è pronta. mento, quando aveva tredici o quattordici anni? Si sbaglia, clamorosamente. Il problema di noi adulti è smarrire il sogno, essere talIl peggior miracolo mente realisti da diventare aridi. Il miracolo della moltiplicazione dei pani è raccontato cin- Dio, eterno adolescente, ama il gesto ingenuo e straorque volte dagli evangelisti: è il prodigio più eclatante, più dinario del ragazzo. clamoroso, eppure segna l’inizio della fine di Gesù, l’apo- E sfama la folla. teosi dell’incomprensione, il delirio di un’umanità che preDai! ferisce lo stregone al Messia, il prodigio all’amore. Smettiamola di recitare le litanie delle nostre fragilità e Giovanni sceglie proprio questo miracolo per iniziare delle nostre incapacità di fronte alle tragedie del monuna complessa catechesi alle sue (e alle nostre) comuni- do, piantiamola di inanellare pessimistiche analisi sul tà su chi è Dio e su cosa siamo noi e quale debba essere destino del mondo e della Chiesa, finiamola di gufare l’atteggiamento corretto del discepolo verso il Maestro. all’inizio dell’anno pastorale quando vediamo il nostro Per quasi un mese ascolteremo il durissimo discorso sul quartiere crescere e la nostra parrocchia arrendersi! Pane di vita. Un po’ di leggerezza, prego. Gesù è ad una svolta. Dio ha bisogno della nostra merenda per sfamare il Il falegname di Nazareth che ha lasciato la sua botte- mondo. Non è sufficiente, ovvio. ga ed ora gira con un gruppo di discepoli parlando di Ciò che manca lo mette il cuore di Dio. Dio è diventato famoso: Rabbì Gesù acquista nel giro Gesù trasforma la merenda di questo ragazzo, il più sagdi pochi mesi una fama insperata (ricordate l’appunto di gio di tutti, in abbondanza. Marco che ci rivela che il gruppo non riusciva neppure Dio è fatto così: non interviene al posto nostro, chiede la a mangiare in santa pace?); folle numerose lo seguono nostra collaborazione, non si sostituisce a noi, esige che attratti un po’ dalle sue parole e molto per la sua fama di ci mettiamo in gioco, che diamo del nostro. guaritore potente. Davanti alla tristezza e alla devastazione del nostro A Cafarnao si consuma la tragedia, avviene la frattura, mondo, Dio si manifesta il più equilibrato e il più logico la fine di una neonata brillante carriera politica. Gesù di tutti, chiedendoci di intervenire. moltiplica i pani e la gente lo vuole far re: chi non inco- Lo vogliamo davvero un Dio così? ronerebbe uno che distribuisce pane e pesci gratis? Ma Idiozie Gesù non vuole essere incoronato re, vuole parlare di La folla guarda attonita le ceste di pane che passano, Dio e della logica del dono, non iricevere gli applausi mangia, rimangia, mangia ancora, si infila il pane nelle (che non cerca e non ama). bisaccia, le riempie, avanza ancora, un boccone, due, lo Particolari stomaco scoppia, ne avanza ancora. Sappiamo tutti com’è andata: la folla, il gran caldo, Gesù Qualche istante di silenzio, poi il brusio diventa grido, la che parla e la gente che ripete a quelli che stanno dietro, gente si alza, ora ha capito. le ore che scorrono ad ascoltare della bellezza di Dio, No, non ha capito, ha capito il contrario. poi Gesù si accorge dell’ora tarda, il languorino allo sto- Gesù, con quel gesto, dice: “Davanti alla difficoltà, anmaco ha preso anche lui. che se non hai le forze, mettiti in gioco, dona quel poco Sappiamo della richiesta fatta agli apostoli e della loro che hai e diventerà un miracolo di condivisione” risposta realistica e disincantata: Filippo che annota che La folla ha capito: “Gesù ci dona da mangiare, abbiamo ci vorrebbero duecento denari (l’equivalente di duecento finito di tribolare”. giornate di lavoro!) per dare un misero pezzo di pane L’esatto contrario, l’esatto contrario. alle cinquemila famiglie presenti. Gesù scappa, turbato. Giovanni, il grande, aggiunge un particolare: è un ra- È dunque così difficile spiegarsi agli uomini?


Idee per mettersi in viaggio

Monastero di Camaldoli www.camaldoli.it

23-29 agosto Settimana teologica Il Concilio Vaticano II. La chiesa di fronte all’uomo moderno. Comunità di Nomadelfia www.nomadelfia.it A pochi chilometri da Grosseto, in direzione Siena. Si può contattare l’incaricato ospiti & visitatori: visitatori@nomadelfia.it h. 8.00-12.30 / 15.00-17.00 0564-338243 Elia 3286729620 Filotea Libreria cattolica editrice Registrazione Tribunale di Aosta n. 3/04 del 17.03.04 Foglio settimanale Direttore responsabile Cristina Lordi Stampato in proprio Aosta - Via Hotel des Etats, 17 Tel. 016544527 / 3355265761

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Fraternità di Romena Settimane di eremo www.romena.it 10-16 agosto Eremo di lavoro 17-23 agosto Eremo di fraternità 24-30 agosto Eremo di silenzio XI Settimana biblica Santuario di Vicoforte www.santuariodivicoforte.com 17-21 agosto Il libro della Genesi Guidata da mons. LUCIANO PACOMIO, vescovo di Mondovì Ritiri online insieme alle Fraternités monastiques de Jerusalem (in francese) http://jerusalem.cef.fr I ritiri online durano circano una settimana e propongono un programma quotidiano inviato via mail. Le “routes” si svolgono su un periodo più lungo, come l’avvento o la quaresima e prevedono un programma settimanale di invio di mail. I percorsi biblici non prevedono né momenti particolari né l’invio di mail, ma solo la lettura guidata di un libro della Bibbia.

Filotea foglio settimanale  

Filotea foglio settimanale 28-29 090725

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