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Anno V N. 20 23.05.2009 www.filotea.info

Filotea

I CRISTIANI E LA FATICA DI PENSARE

Se noi risolviamo i problemi della fede col metodo della sola autorità, possediamo certamente la verità, ma in una testa vuota! (San Tommaso) La percezione di uno scisma sommerso all’opera tra il popolo di Dio e la chiesa gerarchica è sempre più diffusa. Difficile è quantificare questa realtà, darle un peso, pensarla in percentuali. E’ ancora una realtà vissuta da pochi cristiani? Quanti la vivono inconsapevolmente? Purtroppo non esistono studi statistici che aiuterebbero senz’altro a capire il problema e magari ad affrontarlo. Esistono riflessioni a largo raggio, sul pensiero e sulla vita dei cristiani nella chiesa. Di recente Il Segno dei Gabrielli editori ha pubblicato un libro di Piero Cappelli, Lo scisma silenzioso. Lo scisma silenzioso è qualcosa di più specifico di un generico scisma sommerso, si parla di cristiani dissidenti, consapevoli della loro posizione all’interno della chiesa e nella storia del cristianesimo: in tutte le epoche l’istituzionalità si è confrontata con un cristianesimo vissuto differente da una chiesa concentrata su affari più istituzionali che esistenziali. “Libertà” e “potere” risultano essere due nodi centrale della questione. Una libertà che “non abita in questa chiesa”, nella quale la legge ancora domina sullo Spirito. Di cristiani in carne ed ossa si parla, di vite reali messe in gioco, non solo di idee. In una chiesa dove c’è poca libertà, c’è anche la responsabilità dei teologi, che elaborano un pensiero lontano dalla vita degli uomini. E’ del teologo protestante Heinz Zahrnt una simpatica spiegazione del problema: “Gli uomini del nostro tempo domandano a noi teologi che ora è, e noi spieghiamo loro com’è fatto l’orologio, ci chiedono del pane per vivere e

Punto di vista

Chiesa, libertà e potere noi porgiamo loro il menù”. Un bel modo di rileggere la storia del cristianesimo, seguendo i percorsi storici della concezione sacrale della gerarchia e del suo potere, lontano dalla visione di una chiesa come popolo di Dio. E poi arriva il Concilio Vaticano, che apre prospettive nuove, ma che sono ancora da scoprire. I cristiani del dissenso, che vivono questo scisma, lo fanno in maniera silenziosa, appunto, così come è sempre avvenuto nella lunga storia della chiesa. Ed è da questa massa di cattolici che sembra aprirsi una nuova speranza, nella realtà di una chiesa popolo di Dio, così come l’ha “vista” il Concilio Vaticano II. Filotea


In libreria

Pierre. Gli insegnamenti, qui raggruppati per capitoli tematici, riguardano molteplici aspetti della vita umana messi a fuoco dall’esperienza di questo profeta: l’amore, la condivisione, la solidarietà, il servizio, l’ascolto, l’impegno, la testimonianza. Salman Rushdie, L’incantatrice di Firenze, Mondadori, 2009, 20,00 euro

Giorgio Rumi, Edoardo Bressan, Don Carlo Un misterioso viaggiatore dai capelli biondi

Gnocchi. Una vita al servizio degli ultimi, arriva a Sikri, sede della corte Mogol, e chiede udienza al sovrano Jalalluddin Muhammed Oscar Mondadori, 2009, 10,00 euro Akbar, detto Akbar il Grande. Lo straniero Il volume ripercorre la vita e le opere di don afferma di venire da una sconosciuta, remoCarlo Gnocchi, dalla giovinezza all’ordina- tissima città di nome Firenze e di avere una mento al sacerdozio, nel 1925, dall’attività storia tanto meravigliosa quanto veritiera da come direttore spirituale dell’istituto Gonza- raccontare: una storia che lega i destini della ga di Milano alle esperienze come cappellano misteriosa capitale d’Occidente da cui promilitare sul fronte greco e nella campagna di viene a quelli della discendenza del monarca Russia, dalla partecipazione alla Resistenza indiano. Inizia così un racconto che, unendo alla fondazione della Federazione Pro Infan- una pirotecnica inventiva a una minuziosissizia Mutilata, fino alla nascita della Fondazio- ma documentazione, si snoda tra figure storine Pro Juventute, oggi Fondazione don Carlo che gigantesche, una fra tutte Machiavelli, e Gnocchi-Onlus, fino alla morte sopraggiunta vede tra i protagonisti l’enigmatica Qara Köz, nel 1956. Il libro riporta anche alcuni pensieri “Madama Occhi Neri”, principessa destinata a sconvolgere con la sua esotica e rara beldi don Gnocchi su tematiche a lui care. lezza la raffinata corte medicea. Quanto c’è Dionigi Tettamanzi, Non c’è futuro senza di vero nel racconto del viaggiatore, il quale solidarietà. La crisi economica e l’aiuto della afferma di non essere altri che il figlio di Qara Köz? E se ciò che racconta è vero, che ne è Chiesa, San Paolo, 14,00 euro stato della principessa? Non si tratterà invece Oltre tre milioni di euro in tre mesi: è questo di un bugiardo che, in quanto tale, merita solo il totale delle offerte raccolte a oggi dal Fon- la morte? do Famiglia-Lavoro della Diocesi di Milano. Dopo il successo di Shalimar il clown, torna Contributi provenienti da istituzioni, aziende, uno dei massimi autori angloindiani viventi ma anche da comunità cristiane e da moltissi- con un romanzo che indaga con magistrale me persone comuni toccate dal richiamo del- sapienza i mille, inesplorati legami che uniscono una delle massime stagioni storiche l’Arcivescovo di Milano. europee, il Rinascimento florentino, a una Abbé Pierre, Servire. Parole di vita, Paoline, delle corti più splendide d’Asia, immortalata all’apice della sua fioritura. 2009, 13,00 euro Raccolta di pensieri, opinioni, reazioni, condanne, ammonizioni e confidenze dell’Abbé


Di che cosa parliamo, quando parliamo di... “tradizione”

Concilio di Trento: Scrittura e tradizioni non sono ancora considerate come due fonti della rivelazione divina

La risposta alla riforma protestante In un’epoca in cui di definito e di strutturale, per la Chiesa cattolica, c’era ben poco e dopo le sanguinanti guerre di religione per via della riforma protestante, si celebra a Trento, a più riprese, un Concilio ecumenico. Ci vogliono quasi vent’anni, dal 1545 al 1563, per chiudere il Concilio. I protestanti avevano messo al centro dell’attenzione le Sacre Scritture, la Chiesa romana risponde strutturandosi in maniera più decisiva rispetto ad un passato molto turbolento: furono diffusi il catechismo per i parroci, il breviario romano, il messale romano, furono istituiti i seminari. Tutto andrà strutturandosi lungo il tempo, ma intanto la Chiesa romana prendeva la forma che conosciamo oggi. E proprio uno dei decreti emanati riguardava le Scritture e la tradizione. La rivelazione divina non si esaurisce nelle

Scritture: gli apostoli hanno fatto conoscere la rivelazione divina con gli scritti, cioé il Nuovo Testamento, e con gli insegnamenti non scritti, cioé le tradizioni, che sono divino-apostoliche, perché da lì discendono direttamente e si conservano nella Chiesa con successione ininterrotta. Il problema: nelle Scritture ci deve essere tutto, però bisogna salvaguardare il valore delle tradizioni che non sono contenute in essa. Solo la teologia post-tridentina parlerà di “due fonti” della rivelazioni. Per il Concilio Vaticano II: le Scritture, essendo ispirate, sono parola di Dio, la tradizione invece contiene la parola di Dio, sotto l’assistenza dello Spirito Santo. Così si restò nel vago: Scrittura e tradizioni contengono l’evangelo, ma non viene definito il rapporto tra le due realtà. L’importante era ridare valore alle tradizioni, dopo la tempesta della riforma protestante.


John Foxe: “[...] o il papa dovrà abolire il sapere e la stampa oppure quest’ultima avrà infine ragione su di lui”.

Gli indici dei libri proibiti Gli scritti di Lutero, tra il 1517 e il 1530, furono diffusi in più di trecentomila copie. Mai la chiesa cattolica si era confrontata con un’eresia che si diffondeva tramite la scrittura in questo modo. Gli scritti del monaco riformatore venivano fatti circolare fuori dalla Germania da mercanti e studenti. Uno scrittore protestante inglese, John Foxe, scrisse di questo fenomeno: “Il Signore si è messo al lavoro per la sua chiesa, combattendo il suo potente avversario non già con la spada, ma con l’arte della stampa, con la scrittura e la lettura [...] quante saranno le macchine da stampa nel mondo, tanti saranno i forti contrapposti a Castel Sant’Angelo, cosicché o il papa dovrà abolire il sapere e la stampa oppure quest’ultima avrà infine ragione su di lui”. La censura ecclesiastica non tardò ad arrivare, occorreva solo il tempo necessario per comprendere quanto stava succedendo e organizzarsi di conseguenza. La prima fortezza a difesa dell’ortodossia cattolica fu l’istituzione del tribunale dell’Inquisizione romana. Nel frattempo, vigeva un generalizzato imprimatur, a mo’ di censura preventiva, necessario per pubblicare libri

con tanto di salvacondotto della chiesa. L’Inquisizione, col tempo, si assunse anche il gravoso compito di ispezionare librerie, biblioteche, persino le frontiere. Controllare tutto diventava sempre più difficile, la produzione editoriale cresceva in misura esponenziale. E’ in questo contesto che nacquero, a metà del sedicesimo secolo, gli indici dei libri proibiti. E’ del 1559 il primo indice romano, il più severo della storia, promulgato da papa Paolo IV, circa mille proibizioni, che rimasero sostanzialmente immutate fino alla metà del secolo successivo. Colpiti da censura: autori non cattolici di cui si proibiva l’intera opera, centinaia di autori e di titoli, decine di tipografi, edizioni di Bibbie e Nuovi Testamenti, intere categorie di libri, autori e opere che nulla c’entravano con la religione, ma che erano ritenuti anticuriali. La lettura di Bibbie e Nuovi Testamenti in volgare, tradotti per la prima proprio dai protestanti, era consentita solo con licenza del Sant’Uffizio. Ripreso dall’indice del Concilio di Trento, l’indice dei libri proibiti di Paolo IV ebbe lunga vita, via via aggiornato e affiancato dagli indici dei vari tribunali dell’inquisizione. L’indice fu abolito da papa Paolo VI.


Viviamo la Parola di Dio

VI Domenica di Pasqua - Imparare ad amare

At 1,1-11; Salmo 46; Ef 4, 1-13; Mc 16, 15-20

[Dal sito www.tiraccontolaparola.it] L’idea di andarsene, onestamente, non è stata lore interiore, di cacciare i demoni e le ombre delle una grande idea. Con tutti i guai che sono nel mondo nostre paure, di creare luoghi di nuova umanità in un non sarebbe stato più bello se fosse rimasto? mondo lacerato e sanguinante. Magari avremmo potuto sentire dalla sua viva voce Dio impara ad essere uomo. cosa fare, conoscere il pensiero di Dio invece di do- L’uomo impara a comportarsi come Dio. verci accontentare di persone degne, ma pur sempre e Ascesi solo persone come noi… E invece no. Come spesso Essere ascesi con Cristo, significa anzitutto seguire accade, nella fede, la festa dell’Ascensione dice mol- l’invito di Gesù a predicare il Vangelo fino ai confini tissimo di Dio e dell’uomo, e dobbiamo avere il co- della terra. Gesù è presente per sempre in mezzo a raggio di riflettere, di osare, di capire. noi, a noi, ora, di riconoscerlo presente nel mondo. Convertirsi alla festa Uno sguardo da “asceso” riconosce i prodigi di Dio Oggi celebriamo la festa della moltiplicazione e della nelle culture e nelle situazioni, abbatte gli steccati, estensione dell’amore di Cristo. riconosce una presenza salvifica in ogni tentativo delOgnuno di noi può dire, nella fede, a ragione: io ho l’uomo nel riconoscere i segni della presenza di Dio. incontrato Cristo, perché egli non è più ristretto e co- Esiste un modo di avvicinare la realtà e di interpretarstretto in un luogo, ma presente in ogni luogo e in ogni la usando categorie economiche (oggi molto in voga), sociali, politiche. tempo, è il raggiungibile. Lo stesso Cristo che ha camminato con i piedi impol- Il cristiano avvicina la realtà da un punto di vista spiverati duemila anni fa, lo stesso Cristo riconosciuto rituale, leggendo dentro le esperienze degli uomini il presente nelle comunità primitiva, lo possiamo in- dispiegamento della potenza di Dio. contrare nella fede e, ancora oggi, milioni di uomini e Vivere da “ascesi” significa renderci conto che la nostra meta è una pienezza che trascende, che supera (e donne dicono di averlo conosciuto. Di più. Ora in Dio c’è un uomo. Nella pienezza di assoluto che di molto) la nostra attuale esperienza di vita. Essere è l’infinito Dio, c’è il volto ben definito di un uomo: orientati a un destino più grande, che va oltre, che ci Gesù di Nazareth. È come se, ora, Dio ne sapesse di attende, significa leggere con molto realismo la nostra più, come se Dio avesse imparato anche ad essere quotidianità come un “già e non ancora”: sin d’ora uomo (lo so, teologicamente scricchiola, ma poetica- viviamo la presenza di Dio, ma aspettiamo che questa mente mette i brividi!). Nessuno può più dire: “Dio presenza fiorisca nel nostro cuore. non conosce la mia sofferenza” oppure: “Che c’entra Ma come è possibile incontrare Gesù presente? Il racconto di Marco è esplicito: riconosciamo Gesù nei Dio con la mia vita?”. Dio sa. prodigi, nei gesti, che accompagnano la predicazione Cerniera L’Ascensione è come una cerniera nella storia di Gesù degli apostoli. e degli apostoli: segna il passaggio da un prima a un Come a dire: “Io sono presente, per sempre. Leggi i dopo cui gli apostoli dovranno abituarsi: Gesù scom- segni della mia presenza, interpretali, guarda con lo pare alla loro vista sensibile, torna al Padre pur pro- sguardo interiore e riconoscimi nelle cose, negli avvenimenti, nella storia della tua vita”. L’ascensione mettendo una presenza reale. Gli apostoli, è comprensibile, faticheranno ad abituar- segna l’inizio della Chiesa, la nascita della comunità come luogo dove dimora il risorto. Ve ne do atto: è si a questa nuova situazione. Gli apostoli sono invitati, dopo avere seguito Gesù molto più evidente notare l’assenza del Maestro nei nella crocifissione e nella resurrezione, a seguirlo an- nostri gesti piuttosto che la presenza ma mi fido. Mi che nell’ascensione, a diventare testimoni del risorto. fido: vedendo la tenerezza e l’amore di una catechiL’ascensione segna l’inizio della Chiesa, di questa sta, la generosità di un educatore, la presenza discreta Chiesa, fatta di uomini fragili e innamorati del van- accanto al letto di un ammalato io vedo Gesù Risorto gelo, che dubitano e non capiscono, che portano con asceso, e ne invoco il ritorno, ne accellero - secondo fatica l’immensa responsabilità dell’annuncio del Re- una bellissima interpretazione rabbinica - la venuta. gno. Con l’ascensione l’umanità entra definitivamente Dio è presente, per sempre, è il nostro sguardo a dover in Dio. E l’uomo entra definitivamente nell’amicizia guarire, a doversi – finalmente – convertire alla gioia. con Dio. A noi è affidato l’annuncio del Regno, la Perciò, ora, necessitiamo del dono dello Spirito: per costruzione di un mondo nuovo. Dio ci rende degni, vedere. capaci di tanto impegno, di guarire ogni malattia e do-


Idee per mettersi in viaggio Settimane bibliche di spiritualità al monastero di Bose www.monasterodibose.it 29 giugno - 4 luglio Gli addii e la passione nell’evangelo secondo Giovanni con GIANCARLO BRUNI, monaco di Bose 6 - 11 luglio Evangelo secondo Giovanni con DANIEL ATTINGER, monaco di Bose 13 - 18 luglio Evangelo secondo Luca con SABINO CHIALÀ, monaco di Bose 20 - 25 luglio Giobbe con LUCA MAZZINGHI, presbitero, biblista di Firenze

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Meditazioni bibliche a Camaldoli www.camaldoli.it 14 giugno - 20 giugno Il vangelo di Paolo per la vita cristiana. La libertà e la verità del Vangelo nella Lettera ai Galati con RINALDO FABRIS, biblista 21 giugno - 27 giugno Chi ci condannerà? con FIRMINO BIANCHIN, oblato camaldolese

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