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SOMMARIO

L’editoriale di Luigi Gullo Sono gli invisibili di Alex Corlazzoli Monreale ... quel malato cronico di Luigi Gullo Sicurezza e degrado: il paese che non c’è più di Giuliana Barone Da pigri spettatori dei nostri acquisti a “consum-attori“ razionali di Noemi De Pasquale Occhio non vede cuore non duole? ... Intanto il tempo passa di Stefano Lo Coco Lo sapevate che ... di Concetto Spudorato Chiesa di San Gaetano a cura di Officine Ricerca

L’EDITORIALE

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di Luigi Gullo

NON PIÙ PART-TIME Il 2007 e il 2011 sono le date significative del lungo braccio di ferro tenutosi tra la Corte Costituzionale e alcuni deputati regionali siciliani. La Corte Costituzionale era stata chiamata a pronunciarsi sulla compatibilità o meno del doppio incarico di parlamentare e sindaco o assessore nei comuni con più di 20 mila abitanti. I ricorsi, tanti quanti erano i singoli casi sollevati, avevano riguardato anche i nostri amministratori Caputo e Dina, ed in questo caso erano stati presentati dal nostro concittadino Roberto Gambino e depositati dagli avv. monrealesi Fabio Ganci e Walter Miceli. La Corte aveva sancito, già nell’aprile 2010, l’incompatibilità del doppio incarico dichiarando illegittima la legge regionale votata in Sicilia nel 2007. Infatti, i deputati regionali siciliani, in un momento di trasversale convergenza, avevano all’unanimità legiferato per abrogare la preesistente causa di ineleggibilità e di incompatibilità dei deputati regionali sancita già da una legge del 1951. Ma Dina e Caputo, assieme ad altri 4 deputati, non ne avevano dedotto le necessarie conclusioni, continuando a ricoprire i doppi e prestigiosi incarichi, ricorrendo a cavilli processuali. Finché, con la sentenza n. 294/2011 depositata il 9 novembre scorso, la Corte Costituzionale ha bocciato definitivamente il doppio incarico. L’esito è noto a tutti. I nostri assessori

hanno rassegnato le dimissioni dall’incarico comunale. Laddove l’etica politica non ha potuto, la legge ha disposto. E così si è chiuso un capitolo sul modo di intendere la gestione della cosa pubblica. Ad ulteriore conferma della giustezza della sentenza, la mera osservazione dello stato in cui versa il territorio monrealese, a più di 2 anni dall’insediamento della nuova amministrazione, porta chiunque a ritenere necessario che i ruoli chiave del governo di un paese vengano svolti in maniera esclusiva. Se consideriamo l’impegno richiesto dall’attività parlamentare, in una delle regioni più complesse e critiche d’Italia, dubitiamo che gli assessori Caputo e Dina abbiano potuto dedicare adeguate energie anche nello svolgimento del loro incarico a Monreale. Non è accettabile, sindaco Di Matteo, la scelta di avvalersi di assessori part-time, costringendoli ad acrobazie sovrumane ed a logoranti gincane tra sedute regionali, commissioni parlamentari ed altri impegni prioritari, per riuscire a ritagliare tempo ed energia al fine di studiare le problematiche locali, confrontarsi con i collaboratori, elaborare soluzioni, coordinare le attività, far fronte alle emergenze del paese. Potrebbero chiederLe il risarcimento per lo stress causato. Oltre ad avere commesso un errore di valutazione, caro sindaco, ha dimostrato anche insensibilità istituzionale non revocando subito le deleghe all’emissione della prima sentenza della Corte Costituzionale. I nostri 2 onorevoli hanno finalmente chiarito l’ordine di priorità da loro assegnato ai vari incarichi. Trovandosi al bivio, senza alcun dubbio hanno scelto la poltrona da trattenere. L’auspicio è che i nuovi assessori, al di là dell’appartenenza politica, possano rappresentare una rottura con il passato. Necessitano persone, qualificate alla gestione di una così complessa realtà, che svolgano con spirito di abnegazione questo difficile compito, impegnando tutte sé stesse. I cittadini non dovranno trovarsi tra due o tre anni a ringraziare l’assessore perché ha rinunciato a 40.000 € di stipendio contribuendo così a non impoverire le già malridotte risorse comunali. Auspico che possano dichiararsi invece soddisfatti che il denaro comune sia stato impegnato a retribuire un amministratore che abbia saputo svolgere adeguatamente il compito assegnatogli.

Filo Diretto: Direttore Editoriale: Luigi Gullo | Direttore Responsabile: Alex Corlazzoli | Redattori: Piera Autovino | Impaginazione e Grafica: Mauro Gulì, Nino Carlotta, Luciano Busicchia | Fotografie: Piera Autovino | Hanno collaborato: Giuliana Barone, Simona Costanza, Noemi De Pasquale, Valentina Lucchesi, Officine e Ricerca e Comitato Pioppo Comune. Contatti: filodirettomonreale@hotmail.it | filodirettoblog.wordpress.com


SONO GLI INVISIBILI di Alex Corlazzoli Sono gli invisibili. Coloro che facciamo finta di non vedere. La nostra Monreale, purtroppo, vanta un album delle fotografie da primato. E poi tutto ad un tratto apriamo il giornale e ci ritroviamo i loro volti con titoli come “Ha gestito il patrimonio di Brusca. Monreale confiscati beni per 7 milioni”. Sì proprio lui, quello che fino all’altro giorno passeggiava in piazza accanto ai miei figli, quello che abita accanto al mio amico, quello che ha un’attività. In una città normale ce ne saremmo già accorti tutti. Forse qualcuno avrebbe saputo, denunciato. Ma noi non siamo un Paese normale. E così quando l’estate scorsa sono scattate le misure di prevenzione nei confronti di Gaspare Romano, ci siamo stupiti. Alle edicole era impossibile trovare un solo “Giornale di Sicilia” già al mattino presto. Eppure di lui la magistratura era al corrente: “E’ sempre stato un soggetto particolarmente interessante per le forze dell’ordine nella misura in cui si è scoperto che in passato aveva curato e gestito – spiega Francesco Del Bene, sostituto Procuratore della Dda di Palermo la latitanza di un super boss come Giovanni Brusca. Questa attività di assoluta importanza per un personaggio di assoluto spessore criminale ha certamente comportato dei benefici per Romano: la disponibilità di somme di denaro? Questo non lo sappiamo. Di beni immobili intestati in maniera fittizia? Non lo sappiamo. Ma di certo è emerso che un normalissi-

LA DIGNITÀ NEL NOSTRO PICCOLO di Simona Costanza Con rammarico mi ritrovo ancora una volta a parlare di una triste verità che ha sempre portato delusione tra moltissimi giovani che con grande dignità e dedizione affrontano ogni mattina la propria giornata lavorativa. Racconto l’aneddoto accaduto la mattina dell’8 novembre alle ore 7.30, quando, all’arrivo del team del Supermercato Sisa sito in via Biagio Giordano n. 22, qualcosa rispetto alla routine è andata storta: come ogni mattina anche quel martedì ci siamo incontrati alle ore 7.20 davanti l’azienda, ci siamo dati il buongiorno, dieci minuti di chiacchiere e via all’apertura delle saracinesche del negozio; con un sorriso abbiamo un po’ preso in giro il giovane collega perché non è riuscito ad aprire i lucchetti ma è bastato un istante per capire che non si stava trattando di uno scherzo; sorrisi svaniti, sguardi spenti, delusione, amarezza, rabbia; “Hanno messo la colla nei lucchetti” ha esordito il giovane ragazzo che stava aprendo; rimasti gelidi abbiamo subito denunciato l’accaduto. A soli 100 mt. dal negozio in questione è sita la caserma dei carabinieri che al nostro allarme sono accorsi nell’immediato per rilevare quanto accaduto. Tengo a ribadire la vicinanza che il Supermercato ha con la caserma, perché 100 mt di distanza non hanno assolutamente messo alcuna tensione a chi ha commesso l’indegna azione; ciò mi porta a pensare con grande amarez-

mo agente di rappresentanza di generi alimentari ha potuto avere la disponibilità di tutte quelle proprietà. Ciò lascia perplessi. Le indagini faranno il loro corso, i tribunali di misura di prevenzione adotteranno i loro provvedimenti ma resta il fatto di una sproporzione evidente tra quanto percepito e quanto nella disponibilità”. Stiamo parlando di un pezzo da novanta. Scrive il “Giornale di Sicilia” : “Negli anni novanta avrebbe rappresentato un punto di riferimento fondamentale per Giovanni Brusca nell’amministrazione di numerosi beni di famiglia. Nel 2002 gli era stata imposta la sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno per tre anni. Ma già nel 2005 il suo nome finì in un’altra informativa del Gico della Guardia di Finanza per i reati di associazione mafiosa, riciclaggio, estorsione e trasferimento fraudolento di valori. Un’indagine lunga e complessa, che nel dicembre del 2008 si concluse con un maxi sequestro di decine di milioni di euro”. Eppure a Monreale “facciamo finta che tutto va ben, tutto va ben - come cantava Ombretta Colli nel 1975- Facciamo finta che il cielo sia costantemente azzurro, che il sole splenda sempre allegramente, che tutto quanto sia sempre sereno”.

za che stiamo parlando di persone che ancora oggi, invece di migliorare, di crescere, di dare una svolta a tutto ciò che di negativo stona le note di un cittadella artistica e culturale, continuano a disturbare ragazzi onesti che tirano a campare la propria famiglia affrontando ogni giorno in armonia il proprio lavoro con un sorriso, con lealtà, gentilezza e onestà. Alle ore 10.00 il supermercato ricomincia a vivere, la gente dispiaciuta chiede spiegazioni, amareggiati raccontiamo loro quanto accaduto, ma delusi e indignati con poche parole torniamo alle nostre mansioni. Tanti i dubbi, tanti i perché e tanta rabbia; un mix di stati d’animo che purtroppo sono deleteri per tutte quelle persone grandi e piccole che lottano e che credono ancora oggi nella possibilità di una crescita culturale e mentale e che nonostante tutto, impavidi e amanti dei buoni propositi, giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto fanno rumore e battono i pugni per un nobile cambiamento. Invito allora a non perdere questa voglia di lottare e di guardare oltre, a quell’infinito che riesce a sollevare la nostra terra, a quel filo diretto che ci tiene legati al profumo di buono che le terre native lasciano nel momento in cui nasciamo. Perché arrendersi? Perché dubitare delle potenzialità di una città, di una Regione, di un’isola, di un luogo in cui tanti sono gli ingiusti ma molti di più i buoni? Non mi resta da scrivere, che nulla è pari alla dignità che nel nostro piccolo possiamo trasmettere a chi ci vive vicino rendendo ricca qualunque cosa ci circondi:lavoro, persone, pensiero.

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MONREALE... QUEL MALATO CRONICO di Luigi Gullo Il comune di Monreale è un malato cronico. Un malato che va continuamente monitorato per garantirne la precaria esistenza. E’ questa la conclusione che possiamo trarre leggendo il parere espresso dal collegio dei revisori dei conti sulla proposta di bilancio di previsione 2011 del comune di Monreale. L’analisi dei revisori è asettica. Emerge la constatazione della difficoltà, per chi si pone alla guida del comune, di fare sopravvivere un Ente definito strutturalmente deficitario, impossibilitato a rispettare gli obiettivi del patto di stabilità, con tutte le necessarie conseguenze. Sarebbe il terzo anno consecutivo. Ne consegue, tra l’altro, il divieto di assunzioni di personale, limiti nell’impegno della spesa corrente, l’applicazione di una riduzione del 30% delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza per gli amministratori. Il bilancio di previsione 2011, che elenca tutte le spese che saranno sostenute nell’anno di riferimento e tutte le entrate che serviranno per finanziarle, si sarebbe dovuto approvare in consiglio comunale entro dicembre 2010. Invece è stato deliberato dalla giunta comunale e portato in consiglio per l’approvazione solo a novembre 2011. Questo fatto la dice lunga sulla difficoltà per gli amministratori di fare quadrare i conti. Dalla lettura del documento contabile, difatti, emerge come ci si sia riusciti facendo ricorso ad artifici fantasiosi di tremontiana memoria. Il raggiungimento del pareggio di bilancio è dovuto in larga parte ad una politica fiscale volta ad incrementare le entrate certe, con l’aumento delle tariffe della TARSU, con l’istituzione dell’addizionale comunale all’IRPEF dello 0,2% per il 2011 e dello 0,4% dal 2012, con l’aumento dell’addizionale all’accisa sull’energia elettrica del 100%, con il recupero dell’evasione tributaria per ICI e TARSU, con l’istituzione del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche; ma tale pareggio fa molto affidamento su una serie di entrate presunte e per nulla scontate. In primis la plusvalenza derivante dalla vendita di alcuni immobili: l’ex stazione Ficuzza, l’ex ospedale Santa Caterina, i terreni facenti parte della linea ferrata Palermo – Salaparuta. Ricordiamo che la vendita dei primi 2 immobili era già stata tentata per sanare il disavanzo 2009, e che quindi la presunta entrata era già stata inserita nel bilancio di previsione 2010, ma le gare celebrate, una per la stazione, e ben due per l’ex ospedale, erano andate deserte. Si provvederà quindi entro l’anno ad indire una nuova gara con base d’asta ridotta. Ma siamo già a dicembre. Una boccata d’ossigeno alle casse comunali è stata data dai proventi derivanti da un contenzioso con l’ANAS, mentre è singolare notare come entrate per ben € 340.000 siano dovute alle contravvenzioni per infrazioni al codice della strada, una risorsa decisamente non trascurabile e, temo, auspicabile anche per il futuro. Ma la vera spada di Damocle che incombe sul bilancio comunale è costituita dal debito contratto con l’Alto Belice Ambiente S.p.A., di

SECONDA FUMATA NERA PER LA RANTERIA di Luigi Gullo Nessuna possibilità ancora per i nostri concittadini di potere praticare il tennis a Monreale. E’ fallito di nuovo il progetto messo a punto dall’amministrazione comunale per ridare vita ai campi da tennis della Ranteria. Un progetto ambizioso, non solo perché si propone di rendere efficiente una fatiscente struttura sportiva a costo zero, ma perché dovrebbe addirittura essere foriero di reddito per le casse comunali. Il bando di gara prevede l’obbligo per la società aggiudicataria di ristrutturare i campi a proprie spese in ottemperanza alle normative vigenti e di versare un canone d’affitto al comune. La gara per l’affitto della struttura ad una società privata è andata deserta per la seconda volta. Nessuna società sportiva si è fatta avanti. Alla bassa redditività fornita da due soli campi da tennis si va ad aggiungere la difficoltà nell’eseguire le opere di ristrutturazione e di messa a norma dell’impianto. Al momento, infatti, si può accedere

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cui Monreale è socio maggioritario. La società, che si occupa dello smaltimento dei rifiuti nell’Ambito territoriale di cui Monreale fa parte, ha comunicato ad ottobre 2010 un costo del servizio previsto per il 2011 pari a € 5.163.000, salvo rimodularlo con successiva nota del 16/05/2011, da parte dei revisori dei conti, a € 5.927.000, ed infine, con ulteriore nota del 08/09/2011, aggiornarlo a € 7.055.000. Non accogliendo tale richiesta e rideterminando il costo del servizio, l’amministrazione comunale ha stanziato nel bilancio di previsione una somma pari a circa € 5.000.000, contestando il maggiore costo comunicato dall’ATO per i numerosi disservizi verificatisi nel corso del corrente anno e dando mandato ai propri legali di instaurare un contenzioso giudiziale nei confronti della stessa partecipata. Come rilevato dal Collegio dei revisori, nel caso la richiesta dell’ATO dovesse essere ritenuta adeguata, l’equilibrio di bilancio ne verrebbe seriamente compromesso. Altro dato significativo è quello del costo del personale. A fronte di circa 37.000 abitanti, il comune ha un organigramma di 361 dipendenti, compresi i precari, ai quali si aggiungeranno presto i 39 lavoratori assunti in seguito ad una sentenza del giudice del lavoro, a tempo indeterminato e parziale. Questi ultimi ingressi per i primi 5 anni incideranno ben poco sulle casse comunali grazie al contributo regionale per la stabilizzazione dei precari. I dolori verranno dopo. Intanto la pianta organica incide per circa € 10.000.000. Oltre alle entrate più auspicabili che previste, un altro dato grava sul bilancio 2011. Non è stato infatti ancora emanato il decreto attuativo per la quantificazione delle sanzioni per lo sforamento del patto di stabilità dell’anno 2010. Anche alla luce di ciò, il collegio dei revisori ha raccomandato l’attivazione delle sole spese indifferibili. In pratica, il bilancio preventivo 2011 è stato approvato ad ottobre dalla giunta comunale, promosso in consiglio comunale, ed infine evaso con parere favorevole dal collegio dei revisori, anche se accompagnato da una montagna di rilevi, prescrizioni e raccomandazioni che ne fanno emergere la precarietà. Riprendendo la metafora iniziale, il comune di Monreale appare come un inguaribile ammalato che, immobile, necessita di continue iniezioni di denaro, con la speranza di garantirne la mera sopravvivenza. E’, di fatto, un malato allo stato comatoso che a stento riesce a mantenersi in vita, e che macina, in una spirale senza fine, ingenti risorse altrimenti necessarie per produrre, generare, migliorarsi. La lettura del bilancio è sconfortante. Enormi entrate vengono unicamente assorbite per ripianare i debiti contratti in passato, per pagare le sanzioni comminate dallo stato per lo sforamento del patto di stabilità, per sanare la voragine finanziaria dell’ATO rifiuti, per scongiurare il fallimento del comune. Il tutto a fronte dell’impossibilità a svolgere il ruolo precipuo di un comune, quello della fornitura dei servizi. Raccolta dei rifiuti a singhiozzo ed emergenza igienico-sanitaria, edilizia scolastica precaria, strade malmesse e pericolose prive di manutenzione, servizio di trasporto pubblico a tempo alternato. Per non parlare dell’emergenza sicurezza: almeno un’automobile bruciata al mese, frequenti furti nelle abitazioni, azioni intimidatorie nei confronti dei commercianti. Una lettura scoraggiante, quella del bilancio, perché ne emerge la triste impossibilità ad avviare una fase progettuale che possa fare sperare in un futuro migliore.

alla struttura sportiva solo da una ripida scala d’ingresso posta a monte, in Via Regione Siciliana, dinanzi al CRES. Tale condizione rende difficile l’accesso per i mezzi e quindi troppo onerosa la ristrutturazione. Ma i nostri amministratori affermano di essere già allo studio per proporre una soluzione più allettante per l’imprenditore e, perché no, ancora più redditizia per il comune. Dicono.

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HRYO - Human Rights Youth Organization Di Piera Autovino Da qualche mese opera a Monreale HRYO, un’organizzazione giovanile che vede la partecipazione e il sostegno di giovani provenienti da diverse realtà nell’area euro mediterranea. Nasce dalla necessità di dare visibilità a livello mondiale a qualsiasi forma di violazione dei diritti umani, per lo sviluppo di iniziative culturali e per una migliore promozione dei diritti civili. I componenti lo staff presentano l’Associazione. La dichiarazione Universale dei Diritti Umani, (Parigi il 10 dicembre del 1948) ricorda che: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. Su questo e gli altri articoli che compongono la dichiarazione si basa il lavoro della H.R.Y.O. - Human Rights Youth Organization, un’organizzazione internazionale no - profit con sede a Monreale, Salita Croci 5. Ispirata ai principi e ai valori espressi dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, vede nel metodo nonviolento e nella partecipazione attiva da parte dei giovani i mezzi necessari per uno sviluppo pacifico della società civile. Tra le altre iniziative c’è la realizzazione di progetti che vedono nella cultura, nel dialogo fra i popoli e nella nonviolenza il fondamento della libertà individuale. La H.R.Y.O. si impegna nella tutela dei diritti umani agendo su tre differenti fronti: dall’educazione non formale, tramite scambi interculturali e progetti a livello locale, all’incontro nelle scuole e ai seminari, sino alle vere e proprie denunce sulle tante violazioni, in atto in molti paesi del mondo. La H.R.Y.O. è, inoltre, un ente accreditato dalla Commissione Europea, D.G. Istruzione e Cultura nell’invio e nel coordinamento in progetti di Servizio Volontario Europeo (SVE). Questo nuovo progetto che l’organizzazione porta avanti ha la finalità di promuovere solidarietà e cittadinanza attiva e permette ai giovani di impegnarsi nel volontariato per un massimo di 12 mesi, in un Paese diverso da quello di residenza. L’esperienza accresce la solidarietà tra i giovani ed è un vero “servizio di apprendimento”. Infatti, oltre ad operare a favore delle comunità locali,

SICUREZZA E DEGRADO: IL PAESE CHE NON C’È PIÙ Di Giuliana Barone Tornare a Monreale dopo quasi trent’anni può essere evento sconvolgente, per chi l’ha “vissuta” solo nel proprio immaginario. Quasi mitizzata e cristallizzata nel ricordo dei vicoli, dei profumi dei forni e delle pasticcerie, delle immagini colorate dei festoni di arance a Natale, dei suoni delle ciaramelle nel periodo delle novene, della solennità e imponenza dei monumenti, anzi, del Monumento per eccellenza, la Cattedrale. La pena è quasi immediata: a distanza di una settimana, nel ripercorrere strade e rivisitare luoghi, ci si accorge di quanto profondamente e visibilmente ne sia stato cambiato il volto. Deturpato, meglio. Deturpato dalla spazzatura che giace ad ogni angolo di strada, e non solo per colpa di chi è responsabile tecnicamente della raccolta. Deturpato dal fetore di sporco che ha sostituito i profumi, deturpato dalla scomparsa di piante e fiori dalle aiuole, quelle poche che restano, deturpato da costruzioni e rimaneggiamenti che poco o nulla hanno a che vedere con l’assetto urbanistico originario del paese. Una tristezza indicibile, unita a rabbia, prende la gola quando, entrando all’antivilla (fino a che si poteva, ovviamente, giacché siamo stati privati anche di questo) si scopre che non è rimasto nulla dell’armonia del verde e degli edifici che si ricordavano; e la villa stessa altro non è, era, che una sorta di vivaio asfittico per quelle tre magnolie che ancora sopravvivono a dispetto di tutto e tutti. A dispetto persino della pece, o non so che altro sia, che ne imprigiona, soffocandole, le magnifiche radici. Dunque, più nulla da fare, in villa. Nemmeno più panchine intere per potervisi sedere. Tutto devastato. Al “baglio”, di fronte al complesso del Guglielmo II, alcuni ragazzi, seggono indisturbati con i piedi sulle panchine di pietra, già peraltro ridotte in malo modo, con in mano lattine e bottiglie che regolarmente lasciano dove sono. Tra gli schiamazzi, ovviamente. Ci si avvicina a qualche vigile nei paraggi, e si fa notare quanto accade. Risposta: “Mettono i piedi sulle panchine perché sono sporche”. Ah, ecco. Questo non è che un piccolissimo, irrilevante, particolare che però la dice lunga sullo stato in cui versa il paese. In mezzo a tale sfacelo materiale di vandalismi sulla “cosa” pubblica, e

i volontari apprendono nuove capacità e nuove lingue, entrando in contatto con nuove culture. La H.R.Y.O. offre a ragazzi e adulti, italiani e non, la possibilità di poter diventare volontari collaborando nella realizzazione di progetti a livello locale (iniziative giovanili, iniziative di sensibilizzazione) e a livello internazionale (scambi interculturali, training course, servizio volontario europeo) oppure prestando il proprio servizio volontario presso uno o più dipartimenti in cui è suddivisa l’associazione: diritti umani, mobilità, formazione, volontariato. In entrambi i casi i volontari hanno la possibilità di arricchire le loro esperienze e accrescere le loro capacità, grazie al continuo sostegno dello staff della H.R.Y.O. che ne cura la formazione e il coordinamento, offrendo costantemente il proprio supporto. Tra le attività segnaliamo l’iniziativa che si realizzerà il 10 Dicembre in occasione del 63° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. L’iniziativa è preceduta da tre giornate - dette “le Giornate verso il 10”- di intense attività realizzate nelle scuole e dalle associazioni aderenti. La giornata del 10 verrà suddivisa in tre momenti fondamentali coinvolgendo un target molto vasto e caratterizzando l’intera giornata. Per maggiori informazioni: giornatadirittiumani.blogspot.com/ Sono forti i punti di costante riflessione sui quali la H.R.Y.O. si sofferma: la solidarietà internazionale e l’educazione, la promozione dei diritti umani, la sensibilizzazione dei loro coetanei la lotta contro l’intolleranza e il razzismo, in un momento durante il quale, nonostante l’esistenza di atti normativi che tutelino l’individuo, i soprusi nei confronti dei più deboli e le discriminazioni fanno ancora parte della fredda quotidianità. If We Can Make Something, We Have To Do It. Contatti: Monreale, Salita Croci 5 Cellulare 3385421643-3485644084 - Lavoro 0915082856 Www.hryo.eu - humanrightsyouthorganization@gmail.com

nell’assenza totale di sanzioni (nonostante mi pare sia ancora in vigore il codice civile e penale che le prevede in questi casi), non sorprende che si arrivi ad atti e violenza come quello accaduto sabato 19 in pieno Corso Pietro Novelli, e in un orario di punta. A prescindere dalle persone, o dalla persona, vittime e carnefici. Non è il primo episodio grave, ma sicuramente è il più grave, il più feroce. Dietro ci sono anni di fatti altrettanto violenti accaduti in pieno giorno: pestaggi, risse, incendi, furti, molti dei quali segnalati. Senza risposta alcuna. Dietro ci sono ragazzi che sono cresciuti “malamente”, nella sopraffazione, nell’ignoranza, nell’indigenza e nel degrado morale, ma che comunque non sono mai stati “contenuti” dalla comunità e da chi dovrebbe tutelarla. Nonostante gli sforzi fatti per prevenire tali fenomeni, da parte di qualche associazione di volontariato, delle scuole, degli Enti preposti. Evidentemente non è bastato, non è sufficiente. Come non è sufficiente, anzi, inutile, chiudere la stalla dopo che sono scappati i buoi, effettuare controlli a tappeto e senza discriminazione alcuna tra i passanti e gli automobilisti nel Corso il giorno dopo l’accaduto. Forse sarebbe il caso, come si dice in tanti, di fare sentire più viva e accurata l’attenzione delle Forze dell’Ordine (verso le quali si nutre il massimo rispetto), nel controllo del territorio, per garantire sicurezza e serenità ai cittadini; forse sarebbe il caso di cominciare a elevare qualche multa, non solo agli automobilisti; forse sarebbe il caso di smetterla di chiudere un occhio, troppo spesso tutti e due, “perché in paese ci conosciamo tutti” e perché “ sunnu picciutteddi”. Forse sarebbe il caso di cominciare seriamente a riappropriarci del nostro paese, sottraendolo anche negli spazi a coloro che ne stanno devastando il corpo e l’anima e sottraendoci tutti all’indifferenza, come se Monreale non fosse nostra. Forse sarebbe il caso di indignarsi e di agire, a partire dal rimprovero al ragazzino che sporca la strada senza essere osservati dai più, con un risolino di scherno e di compatimento. Nel peregrinare per la Monreale che non c’è più, mi sono trovata di recente a scegliere il percorso più breve dalla piazza a casa mia, passando di sera per le stradine adiacenti il Corso principale. Un mio vecchio conoscente mi ha gentilmente presa sottobraccio, scortandomi sotto casa per sicurezza, mi ha spiegato. Non sarebbe mai accaduto nella Monreale del mio immaginario. Non dovrebbe mai accadere a casa propria.

Contatti: filodirettomonreale@hotmail.it | filodirettoblog.wordpress.com

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DA PIGRI SPETTATORI DEI NOSTRI ACQUISTI A “CONSUM-ATTORI” RAZIONALI di Noemi De Pasquale L’associazione LINK di Monreale presenta il libro “Consumo critico, alimentazione e comunicazione” a cura di Aurelio Angelini. Sabato 19 Novembre 2011 alle ore 18.00, presso i locali del Circolo Italia di Monreale, il Collettivo Arci LINK, associazione di promozione sociale attiva sul territorio monrealese da un anno, ha inaugurato una nuova stagione di iniziative culturali. Ad aprire i lavori è stata la presentazione del libro “CONSUMO CRITICO, ALIMENTAZIONE E COMUNICAZIONE. Valori e comportamenti per un consumo sostenibile” a cura di Aurelio Angelini, professore di Sociologia dell’Ambiente e del Territorio all’Università di Palermo e di Ambiente e Sviluppo Sostenibile all’Università IULM di Milano. Il volume, edito da Franco Angeli, è una raccolta di articoli redatti da autori legati ad esperienze ed ambiti disciplinari diversi, accomunati dallo stesso interesse per lo studio dei processi di produzione e consumo in ambito agro-alimentare. Partendo dalla considerazione che l’alimentazione non è un fatto di bocconi, bensì una questione sociale, ambientale e culturale complessa e che le scelte alimentari non sono mai innocenti, gli autori combinano quadri teorici e dati statistici per cercare di dare un senso all’espressione ‘consumo critico’ nel campo dell’alimentazione e di individuare il ruolo della comunicazione nel promuovere tale sensibilità nei consumatori. In una dialettica fitta quanto ordinata tra autore e uditorio, l’incontro con Angelini ha dato origine ad un fertile dibattito sulla pratica del consumo critico, tema attuale oggi più che mai.

MONREALE E I SUOI GIOVANI di Sarina Ingrassia “Il grave atto, compiuto in pieno pomeriggio, dimostra l’ulteriore impennata di microcriminalità in città nonostante il lavoro incessante delle forze dell’ordine”. È quanto afferma l’On. Caputo sul Giornale di Sicilia di domenica 20 novembre 2011. Certo ad un giovane intorno ai venti anni che compie tale gesto, non si può fare un “sermone”, ma ci vuole intanto un atto di repressione, con la speranza e il proposito di indicare percorsi riabilitativi in seguito. Prima di arrivare a quell’età e prima di arrivare a tale violenza, quanti passaggi! Dalla famiglia, alla scuola, alla strada: tutte varie realtà dove il ragazzo è cresciuto. Lui, insieme ad altri ragazzi segnalati ora come criminali e come pluripregiudicati, li abbiamo visti crescere, li abbiamo accolti, li abbiamo anche avviati ai servizi sociali per l’infanzia, con la speranza che si interrompesse la catena della violenza che generalmente passa di generazione in generazione in tante famiglie della sottocultura e del disagio sociale. Se per ognuno di questi ragazzi andassimo a vedere il loro curriculum infantile e adolescenziale nella famiglia, nella scuola, ecc, forse ci renderemmo conto che solo ora sappiamo che ci sono. Ora che soltanto la repressione può fermarli…… Ma l’iter peggiorativo non è cominciato forse quando questi ragazzi sono “scappati” dalla scuola e hanno trovato il loro rifugio nei crocicchi della nostra città dove hanno imparato l’arte della delinquenza? Le forze dell’ordine invocate possono solo fare opera di repressione e ci illudiamo con questo di rassicurare anche la cittadinanza. Passando per la piazza ho visto qualche cancello di ferro a protezione della porta di un negozio. Cancelli e porte di ferro che vanno moltiplicandosi anche nelle case, con l’illusione di proteggerci dai “delinquenti”. Ma cosa facciamo per intervenire prima che meritino questo appellativo? Da sempre, noi che abbiamo visto crescere questi ragazzi, abbia-

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Da qualche decennio a questa parte, l’uomo occidentale ha rivelato, nell’atto (ormai divenuto automatico) del consumo, un’attitudine innata alla non-scelta. Rinunciando ad ogni possibilità di farsi artefice, se non esattamente del proprio destino, almeno dei propri acquisti, il consumatore degli ultimi anni ha infatti demandato ogni responsabilità ai demoni più disparati: edonismo, ansia di apparire, vanità, materialismo, compulsione, competitività. E naufragar gli è stato dolce in questo mare. Ad un certo punto, tuttavia, qualcosa è intervenuto ad innescare un’istanza di cambiamento in queste abitudini malsane: un’improvvisa presa di coscienza della finitezza delle risorse naturali o forse il coraggio di guardare alle implicazioni etiche e sociali di un sistema di consumo imperniato sull’esasperata corsa al superfluo. Queste spinte hanno determinato, a partire dagli anni ottanta del novecento, la nascita di un nuovo tipo di consumo basato su una scelta consapevole e razionale, critica appunto. Alla base di tale scelta si collocano imperativi di ordine diverso, individuali e/o collettivi: da considerazioni di carattere etico-sociale (diritti umani, regimi oppressivi, test sugli animali...) si passa ad implicazioni ambientali (impatto sulla natura, sostenibilità in termini di inquinamento e di dispendio energetico, mantenimento della biodiversità...), fino ad arrivare alla valutazione qualitativa del prodotto, parametro questo che ha dirette ricadute sulla salute di ogni singolo consumatore. Qualunque sia l’esigenza che lo spinge verso questa pratica del vivere civile, il consumatore critico è comunque consapevole di essere chiamato a partecipare ad un momento di democrazia diretta ogni volta che va a fare la spesa o decide cosa cucinare per cena. Era proprio un po’ di questa consapevolezza che l’incontro di sabato si proponeva di suscitare nei presenti. E questo risultato, per quanto insignificante all’apparenza, può dirsi raggiunto e rappresenta, si spera, il primo mattone nella costruzione di una nuova comunità di consum-attori.

mo invocato dai servizi sociali “degli Educatori di strada”. La risposta è sempre quella che non ci son fondi. Ma un ragazzo in carcere (prima a quello minorile e poi a quello maggiorenne) costa forse di meno di un “ Educatore di strada”? Mi risulta da varie informazioni che la spesa media per ogni detenuto è dai 200 ai 300 euro al giorno. Pur sorpassando per un momento al fatto che nel carcere, chi ha la sfortuna di arrivarvi, completa l’istruzione per la sua “carriera”, neanche torna conto dal punto di vista economico risparmiare su questa prevenzione. Non è quindi vuoto economico, ma vuoto progettuale. Quand’è che i nostri Amministratori, che progettano come eliminare la “microcriminalità”(?!) non prendano invece in considerazione le possibilità della prevenzione anziché soltanto quella della “repressione”? Non è più tempo di chiamare i ragazzi per aggregarli da qualche parte, in qualche progetto educativo (che poi è a breve termine). Loro si aggregano da sé. Tutti siamo testimoni che lo spazio del “canale” nessuno lo ha loro assegnato; prima il punto di ritrovo era solo il “baglio”, poi piano piano si popolò anche il “canale”. In questo punto di ritrovo accade di tutto e tutti lo sanno. Certo non sarà la presenza delle forze dell’ordine (che pure è necessaria) a educare questi ragazzi. Ci vogliono delle figure professionali preparate, dei giovani che stiano in mezzo a loro senza alcun “distintivo” con una presenza che appare a “perdere”, ma che può incidere, così come accade lì dove queste figure professionali operano. Dopo decenni di avere chiesto nelle sedi opportune questi servizi e non averli mai ottenuti, arriviamo sempre al momento della “repressione.” Ma è troppo preziosa la vita dei nostri ragazzi per catalogarli come “criminali” e fa troppo male al cuore averli visti crescere da piccoli e poi trovarli “criminali” sui giornali.

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FILO DIRETTO … CON IL LETTORE

Anche nel prossimo numero, in questa rubrica, daremo spazio alle Vostre proposte ed ai Vostri suggerimenti, e potrete raccontare o denunciare inefficienze, disfunzioni e disservizi relativi alle Vostre esperienze quotidiane. InviaTe le e-mail al seguente indirizzo: filodirettomonreale@hotmail.it

VIA LINEA FERRATA Via Linea Ferrata, che attraversa il cuore della Conca D’oro, un tempo orgoglio di Monreale e di tutto l’hinterland, costruita per far si che si creasse una connessione via treno tra le campagne e la città, è diventata una discarica a cielo aperto. Accedendo a Via Linea Ferrata dalla circonvallazione, nello spazio antistante il ponte, e’ stato creato un grande immondezzaio per stoccare i rifiuti del comune di Monreale fino a quando non si raggiunge un adeguato numero di container. Questo significa anche che lo spazio di accesso al ponte per molti giorni viene ridotto e chi percorre la strada verso Monreale corre il pericolo di finire con la macchina in mezzo alla catasta dell’immondizia. Il piccolissimo ponte a una corsia che da accesso alla stradina è spesso luogo di liti e di incidenti causati dalla scarsa visibilità nei luoghi di accesso e da automobilisti che fanno a gara a chi deve entrare prima sul ponte. Un semaforo che controlli l’accesso e l’uscita al ponte eviterebbe molte di queste liti e incidenti.

UN GRAZIE DAL COMITATO PROMOTORE DELL’APERTURA DEL CIMITERO Con l’Ordinanza Sindacale n.100 del 3 Novembre 2011 il Sindaco ha disposto l’apertura ininterrotta del Cimitero comunale dalle 7,00 alle 17,30 dal martedì al sabato e dalle 7,00 alle 13,00 la domenica e il lunedì. Questa ordinanza rettifica quella precedente n. 49 del 23/05/2011 che disponeva l’apertura del cimitero dalle 7,00 alle 16,30 soltanto il mercoledì e il sabato, mentre nei restanti 5 giorni vigeva la chiusura pomeridiana in quanto l’accesso del pubblico era consentito dalle 7,00 alle 12,30 la domenica e dalle 7,00 alle 13,30 il lunedì, il martedì,il giovedì e il venerdì. Per ottenere l’apertura pomeridiana un comitato spontaneo ha lanciato una petizione popolare che in alcuni mesi ha raccolto l’adesione di 710 cittadini. Nella petizione si chiedeva l’apertura ininterrotta del cimitero dalle 7,00 alle 18,00 in tutti i giorni feriali e per tutto l’anno. L’ordinanza sindacale del 3 novembre 2011 attualmente vigente recepisce in larghissima misura quanto richiesto da coloro che avevano firmato l’istanza. Non si tratta di una vittoria di alcuni contro altri ma di un successo di tutti, in quanto viene garantito l’accesso pomeridiano al cimitero a chiunque, agevolando moltissimi cittadini che, per motivi di lavoro e/o per altre legittime ragioni, non possono recarsi a fare visita nelle ore mattutine ai loro cari defunti. L’O.S. 3/11/2011 inoltre ripristina una situazione che c’era da sempre nel cimitero di Monreale e che vige, altresì, nella grande maggioranza dei camposanti siciliani ed italiani. Va rilevato che l’O.S. 03/11/2011 n.100 opportunamente non fissa deroghe all’apertura pomeridiana in nessun periodo dell’anno e pertanto detta apertura va assicurata anche nei mesi estivi, tenendo inoltre conto del fatto che nell’intero mese di luglio e in parte del mese di agosto le ditte autorizzate effettuano i loro lavori all’interno del cimitero anche nelle ore pomeridiane e questo rende necessaria l’utilizzazione del personale anche in queste ore, nella misura

IO E I SORDI Vengo da Ur e sono diretta verso una meta dove scorre latte e miele. In questo mio camminare, oggi, vivo una storia (spero infinita) in compagnia di alcuni fratelli: Manuela, Simona, Linda, Maria, Sara (e spero anche di Paola e altri) di grande meraviglia e bellezza. Sostenuta da Massimo, Roberta e Vito, Salvatore, Giovanni, Marzia e Gennaro, Valentina e Giuseppe... e, grazie a Teresa, sono assorbita da una realtà, forse, troppo grande per le mie misere forze. Entro, quasi in punta di piedi, il centro Hannibal accoglie fratelli sordi profondi e non, e questa dimensione spazio “non sonoro” mi prende il cuore fortemente. L’età di questi fratelli varia e, dopo aver superato chissà quali problemi, arrivano da soli o accompagnati a vivere una storia ricca di sacrifici affinché i loro sentimenti possano sbocciare e aprirsi ad altri. “E subito gli si aprirono gli orecchi, si

Ad aggravare la situazione di Via Linea Ferrata concorrono anche le sterpaglie che crescono ai bordi della strada e che ostruiscono gran parte della carreggiata e inoltre diminuiscono la visibilità, specie in prossimità del ponte. Il resto della strada è diventato una corsa ad ostacoli, dove gli automobilisti devono cercare di evitare buche e canneti che si trovano per tutto il percorso. Altra problematica è l’aumento del traffico dovuto sia alla densità della popolazione residente, sia al fatto che la stessa rappresenta ormai una via alternativa di accesso alle autostrade dove transitano automobilisti e camionisti che ignorano i limiti di velocità. Della velocità e delle grandi dimensioni dei camion che hanno accesso a questa stradina sono i vari archi che si trovano lungo il percorso. Nell’attesa che il comune di Monreale trovi i soldi per rettificare i problemi sopra elencati, vorrei invitare i miei concittadini che vivono o hanno campagne in Via Linea Ferrata a pulire le sterpaglie e i canneti che si trovano davanti le loro proprietà. Una stradina pulita non da luogo ai ratti e ai cani randagi di vivere agli orli delle strade e aumenta il valore delle nostre proprietà. Distinti saluti Ing Giuseppe Sarrica di almeno due unità lavorative. Il comitato ringrazia vivamente il Sindaco che ha mostrato disponibilità e capacità di ascolto, la Giunta comunale che lo ha coadiuvato ed il consiglio comunale che, all’unanimità dei presenti, ha votato l’o.d.g. presentato dal consigliere Di Verde e da altri consiglieri a sostegno dell’apertura pomeridiana del cimitero. Un ringraziamento speciale, affettuoso e riconoscente, va al consigliere Di Verde, che con competenza , serietà ed impegno ha seguito la questione, portando all’approvazione del consiglio comunale l’o.d.g. di cui è stato il primo firmatario. Il comitato ringrazia altresì, 17 consiglieri comunali presenti alla seduta del 21/09/2011 e precisamente Arcidiacono, Barna, Capizzi, Mario Caputo, Davì, D’Eliseo, Di Verde, Grippi, La Corte, Li Causi, Lo Coco, Manzella, Mirto, Rincione, Vaglica, Venturella e Vittorino. Il comitato è particolarmente riconoscente alla giornalista Piera Autovino che con professionalità e competenza ha seguito tutta la complessa vicenda per Filo Diretto ed al giornalista Enzo Ganci che, con le stesse qualità di competenza e professionalità, ha riferito puntualmente i vari fatti che hanno portato a questo importante risultato su Monreale News e sul Giornale di Sicilia. Un ringraziamento grato va anche a quanti, anche tra il personale in servizio al cimitero, si sono adoperati per la buona riuscita dell’iniziativa e a tutti coloro che hanno sostenuto e/o pubblicizzato la petizione, a Filo Diretto, a Monreale News, al Giornale di Sicilia, alle società di mutuo soccorso, e particolarmente alla “Guglielmo II”, e al Milan club Rocco Rivera. Un ringraziamento forte va ai 710 cittadini che hanno firmato la petizione popolare, senza il cui consenso raggiungere l’obiettivo dell’apertura pomeridiana del cimitero sarebbe stato decisamente più difficile. Il comitato continuerà a vigilare perché l’importante risultato raggiunto non venga messo in pericolo in futuro. Domenico La Porta sciolse il nodo della sua lingua e parlava”. Il silenzio non è pesante. Il silenzio ha una leggerezza tra il palpabile e l’impalpabile. Spesso le fatiche del giorno, le preoccupazioni per il domani, le paure di ieri che a tutt’oggi riempiono i nostri pensieri, le difficoltà, i nostri “macelli”, l’orgoglio non permettono di lasciare parlare il cuore, per cui il silenzio si trasforma in peso insostenibile, in fardello di stanchezza e oppressione. “Venite voi che siete stanchi ed oppressi ed io vi ristorerò”. Guardo con grande stupore le loro espressioni facciali, la loro comunicazione visivo-gestuale è perfetta, non manca di nulla. La loro essenzialità, anche questa è perfetta unita alla compostezza, si scontra con la confusione delle mie parole, spesso superflue e concitate. I loro visi sono leggiadri e traspaiono grandi sentimenti, rispetto e sobrietà. E con rispetto e grande stima auguro loro un Buon Natale. Margherita Martorana

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OCCHIO NON VEDE CUORE NON DUOLE? …INTANTO IL TEMPO PASSA di Stefano Lo Coco del Comitato Pioppo Comune Anche quest’anno come l’anno scorso, su SUMMACCO e FiloDiretto, ci è sembrato opportuno ricordare che, nonostante gli anni passano, Pioppo scarica ancora nel fiume S.Elia e dagli scarichi delle nostre case non escono fiori d’arancio ma escrementi che inquinano e distruggono il nostro paese. In aggiunta a tutto questo negli ultimi mesi L’Europa sta portando ormai a conclusione una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia - Sicilia in testa (Monreale inclusa) - perché molte città non si sono adeguate alla normativa Europea per quanto riguarda la depurazione delle acque provenienti dagli insediamenti civili. Nel caso di Pioppo la cosa che veramente fa incazzare è che nessuno ad oggi ci sa dire quando e se a Pioppo verrà costruito il collettore, eppure è almeno dal 2004 che sentiamo parlare di finanziamenti che “STANNO PER ARRIVARE”....

Ad esempio (senza fare nomi e cognomi) Salvino Caputo nel 2004, sbandierava ai quattro venti l’arrivo di 361 mila euro (pochini) per il collettore di Pioppo e Aquino; dall’altra parte Toti Gullo nel 2005 ci fece tappezzare Pioppo con un articolo uscito sul Sicilia che avvisava di un imminente arrivo di svariati milioni di euro destinati prima di tutto alla costruzione del collettore di Pioppo. Più tardi nel 2007 ancora Gullo, in un articolo uscito su Repubblica dal titolo “così Monreale difende il territorio”, con la tecnica del <<ma cue io?>> si tira indietro e attribuisce la colpa di tutto all’ATO che non riesce a decidere; ma come? Non dovevano essere i comuni a comandare l’ATO? Ma andiamo avanti di qualche anno, nel marzo del 2009, in un articolo su livesicilia.it l’On. Caputo critica la Regione Siciliana lanciando l’allarme: “rischiamo una maxi multa per l’inquinamento dall’Europa e la regione non fa nulla”. Qui l’On. utilizzò la tecnica del “pigghio in capo pu un carire”, perchè? Semplicemente perché Caputo è stato Sindaco dal ‘94 al 2001 con un piccolo stop nel ‘98, deputato all’ARS e Vicesindaco fino a pochi giorni fa, peraltro sempre in maggioranza....ma chi fa, si cunfunnio!? Insomma la situazione sembra, come dicevo già l’anno scorso, diventata una farsa dalla quale è veramente difficile uscirne, speriamo solo che chi sa (e qualcuno sa) faccia qualcosa a difesa del territorio di Pioppo; intanto il tempo passa e l’inquinamento no.

LO SAPEVATE CHE... di Concetto Spudorato Lo sapevate che: • Le dimissioni dell’on. Caputo da vicesindaco comporteranno la Sua sostituzione da presidente dell’ATO? • A causa dello sforamento del patto di stabilità per l’esercizio 2010 del comune di Monreale, gli amministratori dovranno ridursi del 30% l’indennità di funzione ed i gettoni di presenza? • I proventi da sanzioni amministrative accertati nel 2010 ammontano a €250.530,00, mentre quelle previste per l’anno 2011 ammontano a €340.000,00? • Per ben 2 volte è andata deserta l’asta per la vendita degli immobili appartenenti all’ex ospedale Santa Caterina, nonostante la plusvalenza derivante dalla sua vendita fosse già stata inserita nel bilancio preventivo 2010? • E’andata deserta l’asta per la vendita dell’immobile ex stazione Ficuzza? • La società d’ambito Palermo 2 ha richiesto al comune di Monreale un rimborso di € 7.055.000 per la copertura del costo del servizio di smaltimento rifiuti per l’anno 2011? • Nei prossimi mesi saranno circa 12 gli esercizi commerciali a chiudere i battenti a Monreale? • Viene bruciata almeno una macchina al mese nel territorio monrealese? • La popolazione residente a Monreale è di circa 37.757 abitanti, e i dipendenti 400? • Nelle 3 sedute consiliari tenutesi nel mese di ottobre i consiglieri comunali Picone Antonino e Rincione Giorgio non sono stati mai presenti? • I consiglieri comunali meno presenti alle riunioni di commissione sono: Caputo Mario (2 su 11), Grippi Salvatore (4 su 11)Rincione Giorgio (1 su 16), Lo Coco Giuseppe (1 su 16), Di Nicola Benedetto (0 su 4), Manzella Maurizio (0 su 4), Picone Antonino (0 su 4), Abruzzo Giovanni (3 su 10)? • È ancora possibile firmare, al municipio di Monreale, la legge di iniziativa popolare che preveda una sostanziosa decurtazione delle indennità dei rappresentanti politici (vedi ultima pagina)? • È nato a Monreale il Peper’s. La nuova stuzzicheria, dietro le Absidi della Cattedrale, si propone di farci assaporare gli ottimi piatti di Lorenzo e Filippo. L’atmosfera è rilassata ed invita alla lettura. E’ infatti possibile degustare un buon vino o sorseggiare un tè sfogliando un libro della piccola biblioteca interna.

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Contenitore per raccolta pile esauste in via della Repubblica

STRACOLMO DA MESI!!!

CHIUSO per motivi tecnici si chiede agli utenti di non lasciare nulla nelle vicinanze

PAISI MIU COMU SI RIDDUTTU! Ri munnizza fa fetu ogni cunnuttu, e quannu ri sira caminu pi li strati, è stari attentu run veniri mvistutu: i picciutteddi, ca ranni si sentinu ora, currunu chi mutura ca lingua ri fora! Ri iornu mveci è caminari mmenzu la strata, pi troppu trafficari ri machini, cristiani e mutura picchì nè marciapera ci su ancora i casciteddi ri frutta e virdura e mmerda ri cani pistata, a tutti l’ura. Ma chi cci voli pi canciari sti cosi brutti ca fannu propriu sentiri mali a tutti! Ti vogghiu bbeni paisi miu e fazzu chiddu chi pozzu pi migghiurari e nesciri ri stu fossu: a munnizza all’ecocentru sempri purtava, e ora sempri chiusu u trovu… Un mi l’aspittava! A mmerda ru me cani sempri cogghiu E pagu tutti li tassi senza aviri “servizi”. Criu nna chiddu chi viu, finché a vista m’accumpagna, poi quannu avissi a chiuiri l’occhi, mi vulissi vantari ru n’aviri mai rittu, pi nesciri ra malatia: “Bona sira a Vossignuria” Nuvoletta

INCANTO

Stupido

È ancora buio quando mi alzo al mattino. Lascio la città semiaddormentata per andare a lavoro, su in montagna. “Va-lentina” (la mia sprintosa auto rossa) mi porta su per quei tornanti ripidi e sassosi che, spesso, sono avvolti nella nebbia. Salgo con prudenza e con la voglia di trovarmi ancora lì, in mezzo alla natura. Certe mattine fa piuttosto freddo. Innumerevoli varietà di pianticelle spontanee sono coperte dal gelo. È tutto bianco: sembra che abbia nevicato. Persino l’acqua della fontana è ricoperta da un sottile strato di ghiaccio. Continuo a salire, quando davanti a me, magicamente, si apre un panorama meraviglioso: monti aguzzi e vallate verdi si alternano in un giocoso chiaroscuro di colori. Nel cielo terso si vede ancora la luna. Tutt’intorno, un ondeggiante mare di fili d’erba sembra cullare la mia mente, assorta nell’infinito silenzio e nel profumo esalato dai tanti pini e cipressi. C’è tanta pace e rimarrei a lungo a godere di questo paradiso, ma l’arrivo chiassoso e le voci gioiose delle mie colleghe mi scuotono da questo incanto. Felice e con l’animo sereno mi unisco a loro per un’altra lunga giornata di lavoro. Rosanna Di Maria Contatti: filodirettomonreale@hotmail.it | filodirettoblog.wordpress.com

cuore

di Rosanna Di Maria

Stupido cuore d’uomo Che distruggi Ciò che di bello Ci rimane da vedere Di questo mondo Ormai scempiato E mortificato Nella sua natura Bruci Tagli le braccia alla terra Soffochi il suo respiro Fingi di non sentire Le sue innumerevoli voci E il suo sottile Implorante grido d’aiuto Ma tu Sorridi Con stupido orgoglio Stupido cuore d’uomo

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CHIESA DI SAN GAETANO a cura di Officine Ricerca

Nel 1708, per volere della principessa Rosso di Cerami, fu edificato all’estremità est del paese a ridosso delle mura orientali della città il monastero delle suore Teatine dell’Immacolata cui fu annessa una piccola chiesa. Quest’ultima, completata nel 1748, fu dedicata in un primo momento a San Vincenzo, quindi a San Gaetano. Tra il 1814 e il 1833 la chiesa originaria, di cui rimangono poche tracce sulla parete esterna di via San Gaetano, fu sostituita da una seconda fabbrica, quella at-

tuale, caratterizzata da maggiori dimensioni e con l’ingresso rivolto verso Palermo. Tuttavia la rifondazione dell’edificio fu portata a termine limitatamente ai soli interni, mentre i prospetti della chiesa, sia pur fortemente espressivi, rimasero incompiuti. L’impostazione architettonica del monumento di tardo gusto neoclassico è evidente in generale in quell’equilibrio di linee e proporzioni che, manifesto sia negli esterni che all’interno, risentirebbe in particolare dell’influsso della scuola di Marvuglia. L’imponente facciata della chiesa, contraddistinta da un notevole sviluppo in senso verticale, è sormontata da un timpano e caratterizzata nella parte inferiore da un alto zoccolo sormontato da paraste simmetriche che scandiscono il prospetto e ne segnano il ritmo. Ai lati del portale due nicchie oggi vuote erano destinate a contenere le statue di due santi dell’ordine teatino. L’interno è caratterizzato da un’unica monumentale navata con copertura a botte, cui si accede attraverso un sottocoro sostenuto da colonne con capitello corinzio. Lungo il vasto spazio si aprono quattro cappelle per lato tra le quali finestre chiuse da gelosie dorate rimandano alla natura conventuale del sacro edificio e all’uso delle monache di assistere alle funzioni, mantenendo un segreto riserbo. Alla medesima funzione doveva del resto essere adibita l’alta balconata che si affaccia sull’ampia navata poggiando sulla trabeazione. La bicromia che caratterizza gli interni ne rivela gli equilibri lineari e la geometria delle proporzioni sottolineano il gusto neoclassico su cui è concepito il monumento. L’interno della chiesa, oggi spoglio, conservava dipinti del Carta e del monrealese Giaconia. Diverse vicende hanno caratterizzato la chiesa e il suo complesso nel corso degli anni. Morte le monache Teatine dell’Immacolata chiesa e monastero rimasero chiusi ed abbandonati sotto Mons. Intreccialagli che li affidò al prospiciente Albergo dei Poveri fondato nel 1812 da Mons. Benedetto Balsamo. Nel 1919 vennero tumulate al centro della chiesa dove già esistevano le catacombe delle monache, cinque cassette contenenti i resti mortali di alcuni noti monrealesi caduti durante la prima guerra mondiale. Nel 1943 invece, durante il secondo conflitto, la chiesa divenne magazzino militare e i locali furono occupati da soldati che ne dissacrarono le tombe. Officiato il culto nella chiesa sino al 1930, nel 1989 questa fu ristrutturata e da allora sporadicamente aperta come spazio espositivo. Oggi San Gaetano costituisce parte della spettacolare scenografia di Piazza Vittorio Veneto, con la Grande mole dell’Albergo dei Poveri nel suo lato opposto la cui maestosa facciata con scala a doppia rampa, ormai fortemente marchiata dall’incuria del tempo, sembra cadere a picco sulla strada panoramica.

RICETTA: IL MUSAKÀ Ingredienti per 4 persone: 1 melanzana rotonda da 400 gr, 1 l di besciamella, ½ kg di ragù di carne, 50 gr di formaggio grattugiato, 4 patate lessate.

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Procedimento: tagliate a fettine rotonde la melanzana, dopo averla pulita e lavata. Salatela leggermente e disponetela sul fondo del tegame, già riscaldato. Copritela e cuocetela a fuoco basso per 5 minuti, quindi spegnete e non togliete il coperchio per altri 10 minuti. Preparate ora il Musakà nel seguente modo: stendete sul fondo del tegame uno strato di besciamella sopra le melanzane appena preparate, poi il ragù. Spolverate con il grana, aggiungete le patate lessate tagliate a fette, infine coprite con altra besciamella e altro grana. Portate il tutto sul fuoco per 3 minuti, e lasciate riposare per 15 minuti senza scoprire, dopo aver spento la fiamma. Prima di servire, potete anche passare al forno per ottenere così una crostina croccante. Buon appetito!!!! Contatti: filodirettomonreale@hotmail.it | filodirettoblog.wordpress.com


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