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Nella società in cui oggi viviamo, dove la tecnologia appiattisce lo spirito martellandoci senza sosta con un’interminabile flusso di informazioni, i valori, che hanno accompagnato la nostra storia, tendono a dissolversi come una nuvola di fumo. Ma ogni volta che indossiamo il nostro prezioso goliardo un’aura dorata ci protegge, ci rende differenti da quanti ci circondano e, proprio in questi tempi, la nostra aura diventa più forte e più splendente. E il bagliore che emaniamo tramuta i nostri pregi, ma anche i nostri difetti, in Superpoteri che prontamente usiamo per combattere chi vede questa nostra purezza di spirito come un’erbaccia da estirpare. Loro amano il grigio, vorrebbero sopprimerci, ma noi non abbasseremo la testa. Così se nella notte vedrete girellare per la città un ragazzo che indossa goliardo e mantello non vi si presenterà più agli occhi come il solito studentello scapestrato magari un pò caldo, ma vedrete

IL SUPEREROE


Princeps Baliaque Senensium 2010

MONO

LUPIN

MIDO


CINCI PRENCE

PRETZEL

MENTOCULO


che L’AVVENTURA

abbia inizio!

Gotam Rossam City. Anno Domini 2010. La crisi economica aveva assunto proporzioni catastrofiche. Uno scenario pre-apocalittico si stava materializzando all’interno delle grandi città, il caos era ovunque e la paura era palpabile nell’aria. Scorribande di criminali imperversavano in lungo e in largo, minacciando la povera gente che provava ad andare avanti come poteva. Anche la Cives, da sempre oasi felice, stava pian piano precipitando nel baratro. I segnali erano lampanti: Pantaneto era stata dichiarata zona di guerra, la Pam di fronte alla stazione terrorizzava tutti i viaggiatori, l’Università si vedeva costretta a prostituirsi per pochi spiccioli, il Siena in serie B, il Bonavitacola preside di tre Licei. Finché un giorno un giovane, senza troppi paroloni e cerimonie, dichiarò che avrebbe risolto tutto lui, che il male sarebbe stato punito e che la gente avrebbe potuto di nuovo sperare in qualcosa; dall’alto della Torre del Mangia il suo mantello sventolava imperioso sulla piazza, e tutti poterono apprezzare le iniziali GK. All’inizio, però, nessuno gli dette ascolto e anzi, molti sbuffarono credendo che si trattasse di un nuovo partito. Avendo in seguito visto che il ragazzo non proponeva nessun orrido slogan politico, allora le persone cominciarono ad alzare il capo e a chiedersi chi fosse quel tipo mascherato e se davvero sarebbe stato in grado di salvare le sorti del Mondo: - Noccoli della Terra! - disse il supereroe - Io sono Gasperinik, e sono qui per aiutare tutti voi! - Mica vorrai fare il sindaco anche te? - chiese una signora. - Giammai! - esclamò con voce roboante il giovane, ed un plebiscito si alzò dalla piazza, ricordando il celebre discorso del ragionier Fantozzi sulla corazzata Potemkin. Ad un tratto un uomo domandò: - Ma allora sei qui per portare la pace? - No di certo! - affermò il Super Prepotentello - Io vi porterò un bene ancora più prezioso: la felicità e la gioia di vivere, cosa che in questa città sembra scomparsa da secoli! E così tutto ebbe inizio. L’avventura era appena cominciata, molti malvagi si sarebbero messi sul cammino del Supereroe...come andrà a finire? Leggete e lo scoprirete...

FM


PUNTATA N. 1


Il destino del dottor

maurizio

Gotam Rossam City. CAPITOLO 1. L’INIZIO DELLA FINE... O LA FINE DELL’INIZIO?? Il tempo stava per scadere, era evidente, e Maurizio lo sapeva più che bene. Era da Gennaio che aveva inizato a pensarci, e da quel momento le sue notti erano diventate sempre più buie, i suoi sogni sempre meno rosei e i suoi pensieri sempre più oscuri. Fissava in continuazione il calendario, contando ossessivamente i giorni, e a volte addirittura le ore, i minuti ed i secondi. Più passava il tempo e più diventava un chiodo fisso, niente riusciva ormai a distoglierlo, neppure gli amori della sua dolce consorte, né tantomeno il fatto di sapere che la sua Contrada era nelle mani del fantino più pagato del mondo e, incredibile ma vero, neanche la sorprendente apertura del Birikina a Casetta, cosa che aveva reso felice non soltanto il nostro caro Pollaccio, ma tanti altri baldanzosi giovani e meno giovani, vicini e lontani. Niente tuttavia riusciva a rimuovere dalla sua rubiconda testa il fatto che a breve il suo tempo sarebbe finito, che avrebbe dovuto raccogliere baracca e burattini e lasciare a qualcun’altro quella tanto amata poltroncina: Non ce la faccio... - pensava, - non posso andarmene. Chissà chi sarà il mio successore, non posso correre il rischio che faccia qualcosa di male, magari proprio alla mia cara poltrona! E mano a mano che si avvicinava allo scadere del mandato, il suo lato oscuro si faceva sempre più forte, e la sua mente veniva scossa da certe strane e contorte idee: - Non posso abbandonare... Il posto è mio! Nessuno lo avrà mai, nessuno! Io sono Maurizio e il mio Destino è fare il Sindaco!! CAPITOLO 2. IL DESTINO DEL MONDO E così fece. Indossando una strana maschera, si presentò alle elezioni sotto il falso nome di Dott. M. C. Destino, e dopo aver consolidato alcune amicizie all’interno dell’Oscura Roccaforte Inespugnabile e aver rassicurato il 60% degli aventi diritto al voto che i suoi ideali erano di sinistra, riuscì finalmente a realizzare il grande sogno. Niente adesso poteva più turbare la sua vita, né il suo dominio incontrastato sulla piccola grande città. Ma la sua sete di potere era incolmabile, per cui una nuova idea si era palesata da un po’ di

FM


tempo nella mente di Destino: - Perchè mai devo accontentarmi di una sola città? Perchè non posso avere intere regioni, nazioni, continenti sotto il mio comando? Chi meglio di me potrebbe farlo? Io sono Maurizio e il mio Destino è governare il mondo!! CAPITOLO 3. MEVDA! E così fece. A poco a poco i governi caddero ai suoi piedi e interi popoli vennero sottomessi al suo controllo. Niente e nessuno poteva più disturbarlo, il suo potere era ormai illimitato, tutti lo temevano e mai nessuno avrebbe osato affrontarlo o contraddirlo. Nessuno mai, eccetto il nostro Supereroe: dopo aver rispolverato il nero mantello e acceso una sigaretta si diresse verso il Nannini. Un Cuba a sciacquo e via verso il Dott. Destino. Lo scontro fu immediato e si capì fin dall’inizio che non sarebbe stata facile: GK si scaldò subito ma Destino rispose subito con la micidiale “Super Rotonda a 720 gradi” che intrappolò il nostro beniamino. - Aiutami Uomo Voccia! - gridò, chiamando a raccolta un suo lontano amico - Uomo Voccia?? Oh no, l’Uomo Voccia è Mevdoso!!!!! E infatti, poco più in là, un corpo giaceva esanime, coperto dal solo mantello nero. L’Uomo Voccia era purtroppo incappato in una diabolica trappola perfidamente tesa, dalla quale non si sarebbe ripreso fino al giorno successivo. CAPITOLO 5. DI CANTI DI GIOIA Destino aveva ormai quasi la vittoria in pugno, era pronto a lanciare la sua arma finale, la catastrofica “Parcheggio-a-Pagamento-Con-Ausiliario-DelTraffico-Che-Ti-Fa-La-Multa-Se-La-Posteggi-Fuori-Dalle-Strisce-Blu”, quando si accorse che il suoi nemico era sparito. Senti echeggiare da lontano degli strani canti di gioia, si avvicinò e vide colui che fino ad un attimo fa era il suo nemico mentre banchettava, cantava e scherzava con i propri amici. Uno di loro si avvicinò addirittura al Dottore e gli offrì un bicchiere di vino: - Non è possibile! - pensò Destino - Io stavo vincendo!! Io ho il mondo in mano!! Perchè questi sono così felici e spensierati se gli ho sconfitti? Perchè non capiscono che io ho il potere? -. A poco a poco l’impero che aveva creato cominciò a sgretolarsi sotto i suoi occhi increduli, e lì capì che il suo Destino era di essere Maurizio e basta. EPILOGO Dopo essere tornato se stesso, Maurizio si avvicinò ai nostri eroi, dette qualche gotto e si lasciò andare, dimenticando tutti gli strani pensieri che lo avevano pervaso fino a quel momento. C’è chi afferma di averlo visto riverso a terra accanto all’Uomo Voccia, o chi giura che alle ore 5:47 del mattino fosse ancora a chiacchera con Jimmy il Gommoso davanti all’ennesimo Cuba Libre. Nessuno saprà mai la verità, fatto sta che da quel giorno in poi sarebbe stato per sempre solo un semplice Dott. Maurizio qualunque. O forse no??


PESCE D’APRILE...

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FM


...RIUSCITO PERFETTAMENTE!!

MMX


FM


PUNTATA N. 2


I D I B U N E I G I LE GR RAFFAELEX R O H L U C A T I V A BON Gotam Rossam City. Nella bellissima terra di Toscana, adagiata su tre colli, vi era una piccola cittadina chiamata Gotam Rossam City (si dice il fondatore avesse delle gote rosse enormi!), i cui abitanti avevano la peculiarità di andare fieri delle proprie tradizioni, custodite con gelosia e premura sin dalla notte dei tempi. La vita in città scorreva in modo tranquillo e sereno fino a che un giorno, uno straniero, dal’ altrettanto straniero nome Raffaelex Bonavitaculhor, venuto da una terra ancor più straniera, mise piede sulle lastre. D’improvviso tetre nubi si annidarono sopra i tre colli, provocando sgomento e non poca preoccupazione fra gli abitanti. In principio, non fu ben chiaro l’intento di questo forestiero dal nome così singolare, questi si confuse fra i bravi ed operosi cittadini, lavorando nelle scuole per i più piccoli e per ben due lustri rimase nell’anonimato. L’infausto fenomeno atmosferico però, continuava a persistere sui cieli senesi, creando nella popolazione fobie fra le più disparate. Una folla esasperata si riversò nella pubblica piazza, chiedendo al governante Cennus di prendere provvedimenti. Il poverino le provò tutte: da prima fece rinchiudere nelle carceri il truffaldino Lombardus Stronatus, pensando che ne avesse combinata una delle sue, poi stanò da Costalpino e fece bruciare la malaugurante strega Bertina, infine fece fare una danza propiziatoria dallo stregone Barzantinox, ma tutto fu inutile. La notizia squarciò la quiete cittadina e rimbombò all’interno della cinta muraria come la voce di un Gotti in una Chiesa: Bonavitaculhor si era fatto eleggere Preside di quattro scuole superiori ed aveva divulgato in lungo ed in largo il piano diabolico di usare il proprio potere per distruggere qualsiasi tradizione del luogo.

FM


Bonavitaculhor:” Da Preside di tutte le scuole superiori” diceva “Distruggerò le Feriae Matricularum e quando sarò Sindaco farò finire anche il Palio!”. La città cadde nel panico, Cennus fuggì dicendo che tanto era a fine mandato, e nessuno sapeva come affrontare il tirannico Raffaelex. Dal cielo, che tanto era stato presagio di sventure, si palesò il salvatore. Non era biondo e tanto meno secco, anche se di anni ne aveva quasi trentatré, ma moro ed un po’ fuori forma. Era un supereroe, GK, venuto appunto dal lontanissimo pianeta Salicothon per salvare Siena, gli studenti delle Feriae e tutti i senesi. Nel quotidiano, il suo nome era Raul Kent e, di copertura (parecchio di copertura!), faceva lo studente di legge. Dopo aver sorvolato la città con il suo mantello bianco e nero, planò al Nannini Conca d’Oro, fece un bel giro dei bar e arrivò a bollore in S.Agostino dinanzi al palazzo del perfido Bonavitaculhor. Giunto al portone d’ingresso, il nostro eroe sentì mugugnare il pancino e pensò bene di attardarsi in un luculliano banchetto prima di affrontare l’epico scontro. Rifocillatosi a dovere, GK si presentò baldanzoso al cospetto del nemico. “Gaspero non morirà!” tuonò con voce forte e decisa. “Ed io vi scaglio contro le forze dell’ordine!” rispose a tono il malefico Bonavitaculhor. “No, la mia salicothonyte...” “Si, proprio quella ...e finalmente la vostra ridicola tradizione finirà!!!” Sconfortato ed affranto, il nostro paladino trovò comunque la forza per ribattere ed affondò il colpo decisivo. “Ascolta noccolo, qui non siamo a casa tua, le tradizioni a Gotam Rossam City non finiranno mai. Potrai ostacolarci quanto vuoi, ma noi troveremo sempre e comunque il modo per divertirci e far divertire.” GK se ne andò e lasciò Raffaelex Bonavitaculhor assorto nei suoi pensieri. Quest’ultimo non riusciva a farsene una ragione:”Ma come, ho fatto tutti questi raggiri e loro persistono impavidi a portare avanti la loro tradizione, continuando a godersi la vita gaudenti e felici come nulla fosse accaduto?” Di colpo il dispotico Raffaelex se ne andò. Da un dì all’altro, sparì dall’urbe senza lasciare traccia, anche se i più narrano che, in preda ad una crisi mistica, se ne era tornato al paesello d’origine, ove aveva addirittura fondato un nuovo ordine goliardico. Il sole tornò sulla città del Palio, una sorta di euforia collettiva pervase le strade ed i vicoli della città ed il prode GK fu portato in trionfo, attribuendoli gli onori propri di un vero eroe.

MMX


Riportiamo qua sotto due di una lunga serie di articoli usciti durante l’arco dell’anno nel quotidiano senese “Corriere di Siena” riguardo alla proibizione (roba da pazzi!) della Liberatio!

SIENA - Addio alla “Liberatio Scholarum” delle matricole. Dal 2010, l’antica ed unica tradizione degli universitari senesi ed italiani impegnati a “liberare” gli studenti delle scuole superiori (uscita anticipata di qualche ora, oppure nessun ingresso all’istituto) non esisterà più. Troppe restrizioni da parte delle scuole, ma anche e soprattutto delle forze dell’ordine. L’annuncio - A darne il triste annuncio sono gli stessi universitari che ogni giorno, da sempre, si possono incontrare davanti al Nannini per il Corso. Una fine ingloriosa “dovuta da presidi ignoranti verso le tradizioni senesi e da autorità sempre più severe che non ci permettono più il libero svolgimento di un’attività che mai ha fatto male a nessuno e che ha creato lo stesso studenti eccellenti anche se per quattro giorni all’anno uscivano qualche ora prima” spiegano. La denuncia - I ragazzi delle Feriae Matricularum non ci stanno: “Si tratta, da sempre, di un’attività volta a far divertire gli studenti e di rimbalzo tutta la popolazione intera: la liberazione delle scuole è la linfa vitale delle nostre attività. Ci permette la giusta realizzazione della “Carciofata” ad esempio, vanto della nostra città” (per chi non la conosce, si tratta dell’apertura ufficiale delle Feriae, avviene in piazza Tolomei con la madrina che si affaccia al balcone recitando la tradizionale formula “Bacci, Tabacci, Venerisque…” e poi il principe intona l’inno e il Gaudeamus, ndr). L’Istituzione - Le matricole, si divertono per 4 giorni e Siena è ormai abituata a questo appuntamento tanto da attenderlo in modo gioioso: “La liberazione delle scuole - affermano gli studenti - è il proseguimento della nostra istituzione Feriae Matricularum, in quanto portatori di brio e allegria sia per i giovani senesi sia per i turisti che ci vedono scorrazzare per la città”. Difficoltà storiche - A dire il vero, nella storia di questa tradizione antica, la “Liberatio Scholarum” ha sempre trovato ostacoli, ma mai è stata ipotizzata la sua cancellazione anche perché si tratta di uno degli elementi caratterizzanti della festa, basti pensare all’utilizzo delle simpatiche macchine senza tetto: “E’ vero - ricordano i ragazzi delle matricole -. Si parte con gli anni ‘70, con i vari problemi politici per poi arrivare agli anni ‘80 con ancora i presidi sugli scudi, fino al 2007 con la forte minaccia di sospendere chi fosse uscito con le Feriae da parte dell’allora preside, di ben 3 scuole cittadine, Antonio Vannini. Con gli anni a venire la situazione è peggiorata, con sempre meno permessi per la realizzazione delle macchine e con gli agenti della questura sempre al nostro seguito”. La delusione - Grande la delusione degli studenti universitari: “Sinceramente - proseguono amareggiati - ci siamo chiesti perché tutta questa intolleranza verso una tradizione così particolare e unica. Forse non è intolleranza. Forse la città sta cambiando, forse anche noi senesi stiamo abbassando la testa a quella globalizzazione, a quell’impoverimento culturale che fa parte di tutto il mondo e che lo rende in tutto e per tutto uguale. E allora il particolare diventa scomodo perché non ha altri doppioni. Farà questa fine anche il nostro amato Palio? Noi, sinceramente, speriamo di no”.

FM


Radici storiche - Andando indietro nel tempo, si trova anche la motivazione che ha portato alle mitiche “Liberatio Scholarum”. Per qualcuno il significato era da ricercare in una sorta di liberazione dalla schiavitù, ma così non è. Le Feriae Matricularum si riallacciano alle Vesperiae e alle Serrae fatte in occasione delle lauree nel Medioevo e fino a tutto il Settecento. La storia dell’eroica battaglia di Curtatone e Montanara, durante la prima guerra di Indipendenza (29 maggio 1848), ci riporta invece al significato della “liberazione delle scuole” che oggi vuole essere una trasposizione moderna in ricordo della liberazione dei prigionieri politici dalle carceri del Castello Carrarese di Padova dove l’8 febbraio 1848 scoppiarono i moti studenteschi che dettero il via all’epica rivolta contro l’impero austro-ungarico. Siena ci ripensi - E’ davvero così obbrobriosa la liberazione delle scuole tanto da osteggiarla fino a provocarne la messa al bando? Siamo sicuri che una antica tradizione, divertente, ironica e soprattutto con motivazioni culturali alle spalle, possa screditare l’istituzione scolastica, i professori e gli studenti? E siamo certi che la storia della “Liberatio Scholarum” sia conosciuta da tutti? Non è che anche a Siena, si stia esagerando ed esasperando una società che si vanta, invece, di essere ai primi posti nella qualità della vita e della cultura italiana? Noi lo ribadiamo: lunga vita alle Feriae Matricularum, alla loro ironia e alle loro tradizioni. Almeno per quattro giorni siamo sicuri che questa città è viva... Andrea Bianchi - 24/12/2009 Cari concittadini, di tutte le Scuole di apprendo con immenso dispiacere la decisione dei Dirigenti Scolastici nale settimana di Siena di non cooperare con le Feriae Matricularum durante la loro tradizio nel corso della anno ogni festa nel mese di Maggio. Infatti, come vuole la tradizione senese, tio” degli studenti seconda settimana di Maggio le matricole attuano una vera e propria “libera città; tuttavia, adesso, di tutte le scuole, come atto di goliardia da decenni presente nella nostra nobile tradizione sta questa che non si può non constatare, con profondo ed estremo rammarico, collaborare per la sua pian piano conoscendo il tramonto visto che in pochi ci diciamo pronti a si dimenticano di sopravvivenza. Purtroppo, ogni anno sempre di più, i Dirigenti delle scuole , neanche li spesso anzi, ed ti studen ascoltare (rectius, non vogliono ascoltare) il pensiero degli Studenti degli Statuto interpellano nelle decisioni che li riguarderebbero, così come prevede lo davvero tanti ragazzi e Studentesse all’articolo 2 comma 4. Quanto sopra, nonostante ci siano che, sebbene spesso si che si adoperano in tutti i modi possibili per far sentire la loro voce e cause in cui credono. le e vedano le “porte sbattute in faccia”, continuano imperterriti a perorar renza nell’ascoltare le A questo punto, mi chiedo se continuando su questa scia di totale indiffe che invece, fortunataopinioni degli studenti non si finirà per “uccidere” le secolari tradizioni grandi adesioni anche trovano e mente, a Siena, a differenza di molte altre città, sopravvivono erlo in vita adattantra i giovani.Insomma, come per il Palio ci impegniamo molto nel manten la stessa cosa con le dolo alle esigenze del nostro tempo, mi chiedo se non sia possibile fare le della nostra cultura ente un quasi Feriae Matricularum che, addirittura, potremmo considerare costumi nostri i sono zona, dal momento che questi ragazzi rappresentano al meglio quelli che to che gli studenti di sempre. Detto questo, spero che in molti capiscano che è arrivato il momen dei Dirigenti e che facciano sentire la loro voce e, come me, “indignazione” per l’intransigenza grande la nostra ere anche i cittadini intervengano, per quanto loro possibile, al fine di manten comunità di Siena e vive le tradizioni che da sempre ci accompagnano. Lettera aperta di una studentessa del Liceo Classico - 15/10/2010

MMX


e lo sapete noi cosa si fa?? NOI gli si va nel culo!!

PROGRAMMA FERIAE MATRICULARUM MMX Martedì 11 maggio

ore 24.00 Apertura Feriae al Teatro dei Rozzi ore 00.30 Presentazione delle macchine in Piazza del Campo ore 01:00 Banco libero al Bar Palio

Mercoledì 12 maggio

Liberatio Scholarum ore 13.00 Carciofata in Piazza Tolomei ore 14.00 Pranzo all’Angolo dell’unto con la Madrina ore 23.00 Festa d’apertura al Gallery

Giovedì 13 maggio

Liberatio Scholarum ore 17.00 Palio dei ciuchi in Piazza Matteotti ore 21.30 Prima rappresentazione dell’Operetta goliardica “Il buco” al Teatro dei Rozzi

Venerdì 14 maggio

Liberatio Scholarum ore 17.30 “Roby-jukebox - Fai una donazione in cambio una canzone” con Roby Ricci e in collaborazione con la Legatumori presso il Cortile del Podestà ore 21.30 Seconda rappresentazione dell’Operetta goliardica “Il buco” al Teatro dei Rozzi

Sabato 15 maggio

Liberatio Scholarum ore 13.00 Pranzo del decennale in Piazza del Campo ore 21.30 Ultima rappresentazione dell’Operetta goliardica “Il buco” al Teatro dei Rozzi ore 01.00 Festa di chiusura al Bar Palio

FM


FASCINA INSANIA CIVITATEM

ovvero

UN ANNO DI FERIAE ABBBOLLORE!!!


FESTA DI

31 ottobre 2009

HALLOWEEN

ENOTECA ITALIANA


CENA dello

STEMMA 6 NOVEMBRE 2009


FESTA DEGLI

AUGURI

19 DICEMBRE 2009 CENA DAL MARSILI FESTA ALL’ ENOTECA ITALIANA


VENEZIA!! 12 - 13 FEBBRAIO 2010: I GOLIARDI INVADONO LA LAGUNA... E SE LA BEVONO TUTTA!!


MARTEDI’ GRASSO

16 FEBBRAIO 2010 NANNINI CONCA D’ORO PER UNA CITTA’ COSI’ CI VOGLIONO...I SUPEREROI


ACCLAMAZIONE!! 10 APRILE 2010 GIRO DEI VINAI IN SQUOLABUS E SENATO!!


TO BE CONTINUED...


PUNTATA N. 3


GASPERININEKLLa MORSA DEL

DOTT. OCTOPUS

Gotam Rossam City. Quando arrivò dalla Magna Grecia per studiare all’università di Gotam City, tutti lo conoscevano con il nome di Peppino. Era un ragazzo abbronzato, di bell’aspetto, con grandi ambizioni, andava sempre in giro con una collana di peperoncini calabresi. Da allora, dai tempi degli studi universitari, il giovane Peppino ne fece di strada: si introdusse nei salotti più esclusivi di Gotam City, conquistò le più belle donne della città, anche quelle maritate, e ben presto scalò i vertici delle maggiori istituzioni cittadine, fino ad arrivare al punto più alto di tutti, ovvero la presidenza della prestigiosa banca di Gotham. Ed il giovane studentello Peppino divenne un personaggio molto potente, a tal punto che ora tutti lo chiamavano, con ossequiosa riverenza, Dottor Octopus. Dalla Rocca, Octopus ora dominava tutta la città e i suoi abitanti, gli crebbero anche quattro lunghi tentacoli, con i quali amministrò, gestì e smistò ogni sorta di affare e attività. La stampa locale, ad esempio, fu molto accomodante con il re dell’economia cittadina e mai si permise di scrivere una riga contro di lui. Le due maggiori squadre di calcio e di basket del posto furono sponsorizzate dalla banca ed il Presidentissimo fece mettere il suo bel faccione nelle divise delle due squadre. In particolare, Octopus si appassionò al basket e non era raro vederlo agitarsi negli spalti del palazzetto di Gotam e afferrare, con i suoi temibili tentacoli, un impaurito giocatore, fino a stritolarlo, perché magari aveva sbagliato una tripla o commesso un fallo di sfondamento. Riuscì, perfino, ad entrare nella storica corsa equestre cittadina: acquistò un cavallo veloce come il vento, che faceva mangiare la polvere agli altri e che vinceva ogni anno, per la grande gioia del suo illustre proprietario. Divenne, quindi, il vero padrone di Gotam. Ma il grande capo non si accontentò di questi privilegi ottenuti in città e la sua bramosia aumentò a tal punto da spingerlo ad estendere i suoi possedimenti. In quattro e quattr’otto, insieme al fido consigliere Antoine de La Vigne, mise su un esercito di banchieri, varcò il Rubicone e mosse guerra alla tribù degli Antonveneti a suon di soldi: ne sarebbero bastati pochi ma Octopus ne offrì così tanti che gli Antonveneti si consegnarono spontaneamente, felici e contenti per tanta generosità. A Gotam, però, tutti assistettero alle scelte

FM


scellerate del Dottor Octopus senza opporsi. Tutti tranne uno: Gasperinik. Costui, in passato, era stato uno scugnizzo del suo rione, avendo trascorso la sua adolescenza in osterie malfamate insieme a loschi personaggi e a spendere i suoi denari in pericolose bische clandestine. Poi, tuttavia, GK si rattristò molto per il declino della sua città e decise di liberarla da quella morsa tentacolare. Così in una notte di luna piena, lo videro partire da Salicothon, a capo di un gruppetto di ragazzi, alla volta della Rocca, la sede del suo nemico. Portò con sé le sue armi predilette: in una mano afferrò il fiasco di vino e nell’altra la sua amata sigaretta. Arrivati al Nannini, una curiosa figura destò l’attenzione di GK: su di una grande lettiga portata da quattro servi, stava un uomo avvolto in una tunica bianca, con in testa un grosso cappello, somigliante ad una grossa meringa, sotto di lui danzatrici del ventre di rara bellezza ballavano in suo onore. Era il Marajà (anche se lui amava farsi chiamare Barajà) ed era arrivato fin lì, da una terra molto lontana, per degustare i vini prelibati di Gotam, di cui andava ghiotto. Il Marajà era scortato da un esercito di trecento mamelucchi, tutti ubriachi, e, dopo qualche drink di presentazione, strinse amicizia con il supereroe di Salicothon e accettò di unirsi a lui nella lotta contro Octopus, in cambio di numerose casse di vini pregiati. Fra canti e gotti vari, attraversarono il Corso e giunsero alla Rocca. Dalla sua finestra, il Dottor Octopus fece scendere una cascata di banconote e di monete sonanti, che avrebbero fatto gola a chiunque. Ma Gasperinik prese un mazzetto di quelle banconote e strappandole, urlò: ”Non ci comprerai mai con il tuo vile denaro”. Stupito da quella risposta, il perfido dottore allungò i suoi tentacoli verso il suo sfidante, ma il Marajà e i suoi mamelucchi respinsero l’attacco con un cannone da cui fuoriusciva un getto potentissimo di vino rosso. Subito dopo GK portò la sigaretta alla bocca e ne fece uscire un’ondata incredibile di fumo che si propagò nell’aria e finì per stordire il nemico, già un po’ brillo. Il colpo di grazia non tardò ad arrivare: Octopus sentì una melodia vibrarsi nell’aria, una canzone che non aveva mai ascoltato, che conteneva note a lui sconosciute, parole che si susseguivano senza un apparente ordine perché erano libere, narravano di gioia e di giovinezza. A quella melodia, Octopus svenne tramortito. Il monopolizzatore della città era stato sconfitto. Quella notte i festeggiamenti proseguirono fino all’alba, tutti i cittadini si riversarono nelle strade per acclamare GK, che li aveva liberati dai tentacoli di Octopus. Fra fiumi di vino, inni e balli, la prima brezza del mattino accarezzò Gotam Rossam City: nell’aria c’era un sapore nuovo, di leggerezza e di libertà.

MMX


SUPEREROI E...

SUPEREROTICHE!

FM


PUNTATA N. 4


GASPERINIK e il

buco oscuro

Gotam Rossam City. Dopo l’incidente di via dei Pispini nel lontano 1998, Batman si era ormai ritirato dalle scene pubbliche. Tutti ricordano come, durante uno scontro con Catwoman, si fosse eroicamente lanciato da un armadio contro la donna, legata alla testiera del letto completamente nuda, sbagliando però la mira e sbattendo violentemente la testa in terra. Al suo risveglio, si rese conto di trovarsi in una stanza del Policlinico S. Maria Alle Scotte di Gotam City e che la sua identità non sarebbe mai più stata segreta. Lo sventurato avvenimento costò caro al supereroe che si vide così costretto ad abbandonare per sempre il costume da uomo pipistrello. La cosa ebbe da subito un grande impatto, soprattutto sui malvagi supercattivi che senza più il paladino della giustizia in circolazione, poterono portare a compimento le loro malefatte. Ne approfittò da subito Harvey “Due Facce” Tosenguer, creando un oscuro buco gravitazionale all’interno dell’Università degli Studi di Gotam City attraverso il quale, disse, avrebbe conquistato il mondo. Non fu da meno il suo successore, il subdolo doppiogiochista noto con il nome di Sivano Pinguino, che continuò ad espanderlo in maniera esponenziale, ma la situazione ad un certo punto gli sfuggì di mano e il Buco assunse una vita propria, nutrendosi dei dipendenti precari della stessa Università ed estinguendo ogni tipo di incasso, contibuto della Fondazione, o quant’altro i cittadini e le alte cariche di Gotham City provassero a fare per cercare di arginarlo. Silvano il Pinguino, preoccupato per la situazione, chiese aiuto dapprima a Due Facce, il quale lo cacciò in malo modo affermando di non entrarci niente con il Buco e che la colpa era tutta solamente dello stesso Pinguino. In seguito provò addirittura a cercare di convincere Batman a ritornare in azione, ma quest’ultimo rinunciò dicendo che era diventato un uomo diverso e che la sua vita era del tutto cambiata rispetto a prima; Silvano se ne accorse quando vide Robin in perizoma fare capolino dalla camera da letto e, senza troppi indugi, salutò e se ne andò a gambe levate, pensando che lì di buchi ce ne erano anche troppi. Fece allora tappa dal Nannini: aveva sentito parlare di un potente supereroe che ogni anno si tramuta in un essere

FM


diverso sempre pronto a sconfiggere i potenti di Gotam Rossam City. Dopo aver bevuto un prosecco, tre conca e un cuba libre a sciacquo Silvano il Pinguino chiese aiuto anche al nostro GK. Un secco no accompagnò la risposta:” Io i malvagi li sconfiggo, non li aiuto! E poi un buco così è impossibile da far sparire. Al massimo ci faremo due risate sopra”. L’ultima soluzione possibile era chiedere aiuto al Grande Joker Nazionale, il più cattivo dei cattivi, tanto potente quanto temuto, ma anche lui, dopo aver sfoggiato il suo mefistofelico sorriso a 38 denti ed essersi passato una mano tra la folta chioma verde dollaro disse: - Mi consenta Silvano, ma lei è un comunista! Si vergogni! E così anche l’ultima carta era stata giocata, senza successo. Ma quando le cose sembravano davvero diventare irrecuperabili, il Pinguino riuscì a trovare una temporanea quanto ingegnosa e diabolica soluzione che gli avrebbe ancora garantito il potere per un discreto periodo. Infatti, in una notte buia e tempestosa, riuscì a portare il Buco all’interno del tanto ben visto Policlinico Alle Scotte di Gotam City, lo rinchiuse in una stanza al piano -4, e buttò via la chiave. Silvano sapeva che prima o poi il Buco si sarebbe liberato e avrebbe cominciato ad inglobare anche quel nuovo domicilio e divorarne tutti i dipendenti, ma a quel punto, come gli aveva insegnato Due Facce, il problema non sarebbe più stato suo e la colpa sarebbe andata a qualcun altro. Dopotutto, in un modo o nell’altro, il Male doveva continuare a regnare su Gotam City... almeno fino all’arrivo di un nuovo supereroe, ma questa è tutta un’altra storia.

MMX


apertura dell’anno accademico 8 novembre 2009

FM


PUNTATA FINALE


o r t n o c s o l FINALE:

A I O N R E P U S

Gotam Rossam City. Un’ombra malvagia si aggira nella notte, una presenza sottile e costante che s’insinua nelle persone e le rende tristi e insoddisfatte. La presenza è Supernoia che si appresta a dare il colpo finale a una città già moribonda! Supernoia: “Allora vediamo: ho rovinato il Muzik e il Papillon riempendoli di adolescenti con le loro ascelle pulsanti di feromoni. Ho fatto chiudere presto il Barone Rosso, ho introdotto, come presenza costante, il Fresco al Cambio. Ho dato il Tunnel al Minnetti, ho infighettito la Birreria con l’aperitivo del Bigelli, il Gallery lo faccio aprire il giovedì e lo riempio fino a farlo scoppiare e il Caffè del Corso? È lui la piaga di questa città!”. Lunedì, giorno di gloria di Supernoia, dove a Gotam Rossam tutto tace, la vendetta del SuperCattivo si abbatte sul Caffè del Corso. E così, sulle grigie serrande del locale, appare incredibile e inequivocabile la mascanica scritta: CHIUSO PER TURNO! Nooooooooooooooooooo! Aiuto GK! Ecco appare il nostro Supereroe, lo sguardo fisso con scure occhiaie, cappello del Rhum e Pera, passo veloce, trippetta alcolica rassicurante e mantello. Gasperinik:” ‘boia! Basta dare soldi a Minnetti e Vincenzino, adepti di SuperNoia, che con le loro scadenti feste appiattiscono il divertimento di questa città! Dobbiamo fare qualcosa! Vediamo chi posso chiamare a darmi una mano......ma certo! Chiamo Supermen-to, non posso fare altrimen-ti!” Così Gasperinik e Supermento si trovano nel supernascondiglio segreto: l’angolo dell’unto. Seduto sulla sua poltrona di pelle di matricola Gasperinik suggerisce a Supermen-to di affrontare SuperNoia con la ment-alità giusta. Così i due supereroi si dirigono verso il nascondiglio del supermalvagio: casa del Mascagni il Venerdì sera!

FM


SuperNoia: “Alla fine vi ho distrutto tutti i divertimenti!” SuperMen-to:” Stai ment-endo!” Gasperinik: “Ti sconfiggeremo a suon di feste!! Festa di Halloween, Festa di Carnevale, Acclamazione, Festa di Primavera...” SuperNoia: “Muzik, Papillon, Tunnel, Cambio martedì sera, Barchè...” SuperMen-to: “Palio dei ciuchi, Cuscinata, bagno in Fonte Gaia, Operetta!” SuperNoia:” Trenino, tequilere, Festa brasiliana, Squole 2009, Donno!” Gasperinik:” Colpo di grazia: Madrina, Pranzo del decennale, Giro del Chianti, Venezia, sabato delle Feriae, cena del fritto, spettacolino, apertura anno accademico, Giro a Montalcino e a Montepulciano, pranzo del Billo, contributo della Setta, PBQS Calcio, pesce d’Aprile...” A quelle parole SuperNoia comincia a vacillare, cade in terra senza energia e, spazzato via da un bolloroso vento goliardico, si rifugia in una trasmissione del Masoni. Gasperinik: “E’ stata dura, ma anche stavolta abbiamo ricacciato via il vero Supernemico di Gotam Rossam City!” SuperMen-to: “Me-mento gaudere semper!”

GASPERINIK HA VINTO ANCORA!

MMX


io ci credo Torno a casa. E’ notte fonda e sono anche parecchio caldo: di sicuro domani dovrò sorbirmi la solita paternale del post serata. Entro in camera in silenzio, non voglio aggravare la mia situazione, ma non riesco a prendere sonno. Ripenso a tutto quello che mi è successo stasera. Stasera ho riso, ho scherzato, ho preso in giro il passante di turno che non ci capisce, che ci invidia. Stasera ho avuto una discussione con uno di quelli bravi, uno di quelli che: “Ai miei tempi era tutto meglio”, uno di quelli che: “Noi sapevamo come divertirci”, uno di quelli che : “Voi ragazzi non credete più a niente”. Non è così, anch’io credo. Credo negli gnocchi cacio e pepe di Pippo Fineschi e nella pasta al pesce delle 6 di mattina. Credo nel gotto a sciacquo e a quanto si sta a male il giorno dopo. Credo nella libidine di entrare in scena la prima volta e alla tristezza di quando ti butti dal palco. Credo che Mido abbia fatto un errore: quello di invitare a pranzo anche Busi. Credo che tutti possono indossare lo smoking ma non tutti riescono poi a smacchiarlo. Credo che bere e ribere porti dall’alcolismo ma a volte se non gli dai una birra di mattina non riparti. Credo che l’Operetta venga dopo le Squole, ma credo anche che difficilmente le Squole verranno fatte. Credo nel Baliota addetto al tempo e che se piove a Venezia è colpa sua. Credo che se Ribery avesse fatto l’operaio sarebbe riuscito a frullare solo a pago. Credo che anche se uno non lo fa apposta per le Feriae nasce il tormentone. Credo che se Bubbolo continuerà a fare imitazioni difficilmente ricorderà la sua vera identità. Credo che chi ha fatto le Feriae e non fa il contributo sia veramente uno squallido. Credo che sia facile frullare la fica ma credo che per la fica sia difficile frullare noi. Credo che chi parcheggia la vespa dove gli pare meriti una multa. Credo che nella vita tutto non è facile, ci son momenti che piangere dovrai. Credo che Biccio Neri si butterà dal palco e che Berny Lomax si laurerà entro il 2010. Credo che le stanze siano un sacrificio anche troppo piccolo per quello che si prova i giorni delle Feriae. Credo che sia facile fare una polemica ma sia più difficile trovare un’alternativa. Quando cominci una cosa credo sia più facile smettere che portarla in fondo. Ma credo anche che se la porti in fondo, superando qualche piccola difficoltà, la soddisfazione raddoppi...

Credo che...domani qualcosa mi mancherà...

FM


IL PRINCIPE E LA BALIA 2010 DESIDERANO RINGRAZIARE:

-Il Sindaco -Il Magnifico Rettore per l’ispirazione e per l’autoironia -I Questori (quello vecchio e quello nuovo) -Il Prefetto -Il Comandante dei Vigili Urbani (e in particolar modo il Maggiore Fontani) -La Dott.ssa Pollini e alla Dott.ssa Vedovini per il Teatro -Il Fresco per la regia dell’Operetta -Il Fresco perchè smettendo di bere ha fatto bere più noi -Duccio Rossi, Carlo Castellani e Tagliatella per la preziosa collaborazione -Sogliola e Roby Ricci per le musiche -Carla Sensi, Fregnaccia, Cix e Pinguino per le scenografie -L’ingegner Leo Luchini per l’accurato controllo delle scene -Loriano Bernazzi per le stanze -Carla Sensi per lo stendardo e gli stemmi dei mantelli -Franco Cecchi per la fidejussione -Michele Dreassi per la stampa del Numero Unico -Stene per il mega assegno -Filippo Salvini per l’aiuto nella realizzazione dello scherzo -Carlo Bartalini per la madrina -La Setta e i dottori anni ‘90 -La Contrada del Drago per la diponibilità dimostrata (vedi luci per le feste) -Tutti i dottori che hanno collaborato con noi -Tutti coloro che con la loro pubblicità hanno reso possibile tutto questo -Tutti gli osti che ci hanno dato da bere e da mangiare -Tutti i goliardi -Il Tirchiedimi per il lauto contributo elargito -La famiglia Pagni per aver sostenuto legalmente la famiglia Heinzmann -Camilla Marzucchi e Chiara Bologni per il trucco -Il PBQS 2000 per l’organizzazione del decennale e augurare: -Pronta guarigione a Fabio Lusini perennemente malato

MMX


Di questo nettare berrem... Il male non potrà mai essere sconfitto: ci saranno sempre le inguistizie, i soprusi e le persone senza scrupoli. Ma finchè ci sarà ancora qualcuno che alzerà al cielo i calici e brinderà alla gioia di vivere, i malvagi si renderanno conto che non potranno mai infrangere i nostri sogni, le nostre speranze, e mai nessuno ci ruberà la consapevolezza di godere il nostro momento. Non siamo proprio dei Supereroi, ma la nostra energia contagiosa li farà ugualmente tremare perché capiranno che su di noi le loro imposizioni non avranno mai alcun effetto...

Non cada per essi la nostra virtù!


Il Supereroe