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Week end a ZAVATTARELLO

Guide

Mangiare Bere Dormire www.mabedo.it

2014


RAF IN TOUR Sabato 26 luglio 2014

Centro Sportivo di Via Berlinguer, Zavattarello (Pv)


Week end A ZAVATTARELLO

Guide

Mangiare Bere Dormire www.mabedo.it

2014


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a copertina della Guida Mabedo è opera dell’artista contemporaneo Marco Lodola, pavese e notissimo per i lavori a olio e le sculture luminose. Le sue opere sono oggi presenti in tutto il mondo e recensite dai critici internazionali. La poliedricità è un tratto caratteristico dell’arte di Lodola, il quale ha realizzato illustrazioni per copertine di numerosi romanzi e saggi e ha collaborato in campo musicale e teatrale. Lodola ha esposto al Padiglione Italia della 53° Biennale di Venezia, all’Expo internazionale di Shangai; nel 2012 ha partecipato alla 54° Biennale di Venezia con “Cà Lodola”, la magnifica installazione luminosa posta alla Cà d’Oro, un progetto curato da Vittorio Sgarbi. Il logo ideato per noi da Marco Lodola rappresenta il nostro territorio dove vengono identificate graficamente le vie di terra, le vie d’acqua e le terre che a esse si correlano, divise ed intersecate dal tipico cromatismo di Lodola. Lo sfondo è “calpestato” dai passi del viandante, che percorre con lento incedere i nostri territori, in qualità di pellegrino, di turista curioso e di semplice amante delle proprie terre d’origine. Sono, questi, i passi di un turismo lento e radicato, che consente di godere degli aspetti naturalistici, storico-artistici e ambientali in modo nuovo perché guardati con occhi nuovi. Un procedere lento che regala il gusto delle piccole cose, il piacere di momenti importanti ma anche quella poesia del cibo che passa attraverso l’attenzione ad antichi sapori legati alla tradizioni della terra. Nel logo ideato da Marco Lodola, le gambe piegate dall’incedere, a volte anche con fatica, stanno proprio a simboleggiare un percorso intrapreso non solo fisicamente, ma anche e soprattutto, spiritualmente.

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Le guide Week End

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QCommunication ha deciso di lanciarsi in una nuova sfida e crea la nuova Collana Week end.

Una serie di guide volte a promuovere il turismo locale, ad invogliare le persone a visitare le splendide colline dell’Oltrepò Pavese, tra le quali rilassarsi e vivere momenti indimenticabili. Attraverso queste guide, lo Staff di FQCommunication, s’impegna a rilanciare la filosofia e cultura del viaggio. È ora di partire, on the road, con il vento in faccia, quasi a portare via il grigiore cittadino, i pensieri, le preoccupazioni, tra le splendide colline dell’Oltrepò Pavese, tra la natura pressochè incontaminata e rigogliosa.. È lì che di fronte alla maestosità ed alla creatività di Madre Natura, la mente si libera lasciando spazio ad un senso di pace, di libertà, di voglia di scoprire le bellezze culturali, la storia e le leggende che queste splendide terre offrono a tutti noi. Lo scopo dei week end proposti nelle guide di FQCommunication, è quello di raccogliere e proporvi informazioni utili circa cultura e tradizione, soggiorno e ristoro, alla scoperta dei prodotti tipici che da anni dominano il nostro Oltrepò Pavese. 6


Indice

Week end a Zavattarello

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Un po’ di storia

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Monumenti e luoghi di interesse

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MAngiare, BEre, DOrmire... e comprare

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Come raggiungere Zavattarello

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Week End a Zavattarello

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n occhio al tempo e … Si parte!

La nostra meta per questo week-end è un angolo dell’Oltrepò Pavese che è stato annoverato nel circuito dei Borghi più belli d’Italia: Zavattarello. Ci troviamo in Lombardia, nella provincia di Pavia, immersi fra i boschi e le campagne dell’alta Val Tidone a 529 metri sul livello del mare. Appena arrivati in prossimità del paese, subito si delinea, arroccata sulla cima del colle, la mole del castello medievale che domina la zona. Il luogo è carico di cultura, storia, arte e curiosità. Il connubio è reso ancora più piacevole dalla sua collocazione: immerso nel verde del Parco Locale, di cui si può godere una vista panoramica dalla terrazza della torre del castello cosiddetto “Vermesco”.

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È proprio il sindaco, Simone Tiglio, ad accoglierci con una cortesia e cordialità tutte nostrane e a darci le dritte su come muoverci per il borgo.


Un po’ di storia

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embra che una prima fondazione “leggendaria” risalga al 218 a.C. quando un manipolo di legionari romani si rifugiò in questa zona sfuggendo dalla battaglia del Trebbia, vinta da Annibale. I reperti archeologici ritrovati all’interno della necropoli romana non sono gli unici, infatti ve ne sono anche di più antichi che suggeriscono un insediamento precedente.

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L’edificazione del nucleo originario del castello, formato dalla rocca e dal borgo, sembra risalire al X secolo e rimane un possedimento del vescovo di Bobbio insediato nell’Abbazia di San Colombano fino al 1169, quando, durante le lotte tra Pavesi e Piacentini, fu conquistato da questi ultimi. Venne poi ceduto nel 1390 a Jacopo del Verme, figlio di Gian Galeazzo Visconti e rimase in mano al Ducato di Milano fino al 1743 quando passò sotto il Regno di Sardegna. Durante tutto l’Ottocento il paese passa parecchie volte di mano venendo annesso alla Francia Napoleonica prima e passando poi alla Liguria, al Piemonte e infine alla Lombardia (nel circondario di Bobbio prima, e nella nuova provincia


di Pavia poi). La vicenda viene bissata anche nel Novecento venendo rimpallato fra le province di Piacenza, dell’Emilia Romagna e, infine tornando a Pavia dov’è tutt’ora. Del resto, le lotte per il possesso del Castello affondano le loro radici a metà del Duecento quando il Vescovo di Bobbio consegnava il feudo a Umberto Landini, signorotto pluriscomunicato e che, con le sue razzie, diventerà il terrore della zona. Al Landini si dovrà anche la prima fortificazione delle rocca.

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Monumenti e luoghi di interesse

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avattarello prende il suo nome da “savatén” che in dialetto va a identificare la figura del ciabattino. Il borgo antico, infatti, a motivo del luogo dov’è stato fondato ha dovuto sviluppare da subito un’economia che permettesse la completa autosufficienza. Il nucleo originale del borgo si è mantenuto praticamente intatto fino ad oggi: si parte da piazza Dal Verme e si percorre per via Marconi collegandosi a via Carlo Dal Verme che porta al Castello. Il percorso è suggestivo e porta il visitatore a perdersi in un’atmosfera sospesa a metà fra passato e presente.

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Il Castello, in pietra, svetta sul rilievo che volge a nord rispetto al paese, si articola su una quarantina di stanze con vari livelli separati. Unico nel suo genere, presenta collegamenti fra i piani grazie alle scale interne in spessore di muro. Il tutto è poi completato da un ricetto fortificato, una cappella privata, le scuderie e un’alta torre da cui si gode la vista panoramica dell’intero Oltrepò Pavese e la Val Tidone con gli altri castelli della zona: Montalto Pavese, Valverde, Torre degli Alberi, Pietragavina. Ma è nelle giornate più


limpide che la visuale offre il meglio di sé spaziando fino alla catena delle Alpi che “circonda le colline quasi a volerle stringere in un abbraccio”.

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Dal punto di vista architettonico, il Castello è un complesso medievale a carattere militare collocato in un punto strategico che ha resistito a numerosi assedi nell’arco dei secoli. La visita guidata, che ci viene gentilmente offerta dal direttore del Museo di Arte Contemporanea: la dottoressa Sara Rossi. La nostra guida ci spiega che il luogo è veramente unico nel suo genere ed il sistema interno di livelli, collegati da numerosi passaggi e scale secondarie sembra quasi un labirinto “escheriano”, aspetto che suscita numerose interpretazioni e curiosità, essendo troppo particolare per essere soltanto un riflesso dei numerosi rimaneggiamenti che la struttura subì nel corso del tempo. Il restauro della struttura architettonica è terminato da pochi anni ed ora ogni angolo del maniero è tornato al suo antico splendore: dalla Sala delle Feste alla cucina, dalla Sala della Musica alla Sala delle Armi, dalla camera da letto barocca all’affascinante cortile interno. Ma ciò che colpisce di più il visitatore è l’imponenza, la solennità, l’emozione che suscita essere completamente immersi in oltre mille anni di storia, il ripercorrere passo dopo passo, gradino dopo gradino, la vita di centinaia di persone che passando di qui hanno in


qualche modo lasciato una loro traccia, un frammento della loro vita e del loro tempo. Sebbene in epoche passate la collina su cui sorge sia stata mantenuta in uno stato di quasi totale disboscamento, oggi l’area (che ricopre poco meno di un’ottantina di ettari) è ricoperta di vegetazione ed è definita territorio protetto. Vi è stato creato, infatti, un Parco Locale di Interesse Sovracomunale che presenta una grande rilevanza paesaggistica, geografica, orografica ricco di biodiversità. All’ultimo piano della rocca, è la nostra guida ci apre le porte al Museo di Arte Contemporanea “Giuseppe e Titima Dal Verme”. La rosa degli artisti spazia fra gli emergenti e i già affermati che hanno donato, in alcuni casi, le loro opere al Comune dopo una loro esposizione personale o collettiva. Fra gli altri, la raccolta annovera nomi di fama internazionale quali Mimmo Rotella, Gianfranco Rontani, Rastelli, Oliviero Masi.

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Ma il Castello ha ancora una sorpresa da offrirci!!! Incredibile, ma vero, un’oscura storia di intrighi e passioni si sviluppa fra le pieghe di questo affascinante luogo… Il Castello Dal Verme è stato infatti testimone di eventi al limite del paranormale che restano ancora senza alcuna spiegazio-


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ne. Dalle parole e dai resoconti diretti di chi vi lavora, queste apparizioni spettrali sono attribuite allo spirito di Pietro Dal Verme, signore del castello nel XV secolo. Pietro era promesso sposo a Chiara Sforza, la figlia del potente signore di Milano Galeazzo Maria: si trattava di pure nozze di convenienza che miravano ad unire due esponenti di due ricche e potenti famiglie del Nord Italia. Pietro però si era innamorato di Cecilia Del Maino, figlia del consigliere ducale Andreotto. Con quest’ultimo, Pietro iniziò a trattare per poter sposare la sua amata, ma agli Sforza la cosa non piacque. Galeazzo Maria lo fece arrestare per disobbedienza, nel tentativo di convincerlo alle nozze con sua figlia Chiara. Il Dal Verme fu infine liberato grazie alla mediazione di Federico da Montefeltro e ottenne anche il consenso alle nozze con Cecilia. La coppia trascorse insieme alcuni felici anni, fino alla morte prematura di lei nel 1479. Poiché Chiara Sforza era ancora nubile, in breve tempo nelle sale del castello di Zavattarello venne celebrato il matrimonio tra lei e Pietro. Però gli storici dell’epoca dicono che la sposina non avesse accettato il fatto che Pietro le avesse preferito un’altra donna: il matrimonio era stato sì di convenienza, ma lei era pur sempre una Sforza. Così, istigata forse dallo zio Lodovico il Moro, che avrebbe ottenuto discreti vantaggi dalla morte del Dal Verme, Chiara uccise suo marito. Si vocifera che il 17 ottobre 1485 la donna


abbia aggiunto un potente veleno alla colazione di Pietro: per il Dal Verme non ci fu scampo. Qui finisce la storia, e comincia la leggenda… Numerose sono le testimonianze di avvenimenti inspiegabili accaduti nelle sale del castello di Zavattarello: sedie spostate, strani rumori, porte aperte misteriosamente, spartiti scomparsi durante i concerti, voci maschili senza volto. Su queste testimonianze indagano i ricercatori di Hesperya che hanno compiuto alcuni sopralluoghi durante i quali hanno potuto registrare anomalie sospette.

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Riscendendo verso il borgo, e addentrandoci all’interno dell’abitato, spiccano altre tre perle: la chiesa patronale di San Paolo (via della Chiesa, 3) e il cimitero ottagonale di Carlo Alberto di Savoia (allocato dietro la chiesa) e l’oratorio di San Rocco (piazza Dal Verme, 1). Gli studiosi, a seguito di ricerche storico-artistiche e documentarie, sono giunti a indicare per la chiesa come periodo di prima edificazione il X secolo e successivamente ampliato e riconsacrato fra il 1500 e il 1520. La facciata è una sovrapposizione Settecentesca ed è stata restaurata nel 2000 all’interno dei progetti di rivalutazione dell’arte cristiana indetti per il Giubileo. Degna di considerazione e la grande pala d’altare Secentesca che è attualmente allo-


cata nell’abside centrale. La cornice è finemente scolpita in legno dorato e il dipinto ad olio del Quattrocento che vi è stato inserito raffigura una “Madonna con il Bambino e il diavolo”. Il cimitero, la cui planimetria ricalca appunto la forma di un ottagono, è invece una aggiunta successiva. Iniziato nel 1689 con la fondazione della confraternita del Pio Suffragio ad opera di papa Innocenzo XI, vide il completamento sotto Carlo Alberto di Savoia circa due secoli più tardi. Fra le altre tombe è possibile vedere quella della famiglia dei Conti Dal Verme. Arriviamo infine all’oratorio di San Rocco: ultima vestigia di un monastero cistercense purtroppo scomparso. È addossato al municipio e, cosa particolare, comunica con esso per mezzo del campanile. Nell’oratorio Trecentesco due sono le cose degne di nota: sull’altare maggiore, in legno dorato e decorato, sta un’ancona tardo barocca che accoglie una statua del XVI secolo raffigurante la Madonna del Rosario con il Bambino. Appese alle pareti, invece, si possono ammirare quindici tele della “Via Crucis” che sono state attribuite alla scuola del Tintoretto. 26


MAngiare, BEre, DOrmire... e comprare

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n questo week end che lo staff MaBeDo si è ritagliato a Zavattarello, si è posto l’obbiettivo di farvi conoscere e scoprire questa zona ricca di tradizioni e specialità. Fra i diversi locali che abbiamo potuto visitare, noi ve ne proponiamo tre: uno dove potrete pernottare, uno fantastico per quanto riguarda la ristorazione e, infine, uno per fare i vostri acquisti gastronomici! Curiosi? Eccoveli …

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Agriturismo Valtidone Verde

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’Agriturismo Valtidone Verde è gestito dalla signora Ludmilla Wolf e si trova a Zavattarello, in provincia di Pavia. Immerso in una natura rigogliosa, è un luogo ideale per disintossicarsi fisicamente e spiritualmente e per trascorrere un soggiorno all’insegna del benessere a 360°: un luogo ideale per rilassarsi e staccare totalmente la spina e dove farsi coccolare. Ci si sveglia con il profumo dei dolci fatti in casa e del pane lievitato con pasta madre centenaria e grano appena macinato a pietra, serviti in combinazione a diverse marmellate casalinghe, frutto della produzione dell’azienda biologica fin dal 1985. È invece disponibile, per i pranzi e le cene, una convenzione molto vantaggiosa per chi volesse assaggiare la cucina locale tipica nei ristoranti vicini. La cascina in pietra è un’oasi di silenzio, interrotto a volte dal cinguettio degli usignoli o dallo scrosciare del torrente Tidone, che si erge in una posizione geografica felice e rasserenante, dove la brezza proveniente dalla Liguria rende fresche le calde giornate estive e mite l’inverno. La struttura si trova infatti sul cucuzzolo di una collina, sovrastante la vallata e di fronte al castello di Zavattarello le cui luci di sera donano un’atmosfera speciale.

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La piscina panoramica con acqua salata, il wifi gratuito, il ping pong ed il campetto di beach volley sono alcuni dei servizi tradizionali offerti. Servizi invece peculiari della loro azienda (che vede nel suo approccio olistico al benessere la sua tipicità) sono le sessioni di kinesiologia, in particolare per il rilascio dello stress, e la conversazione in inglese. Inoltre, vi aiuteranno a scoprire questo splendido territorio, con le sue mille offerte enogastronomiche e dalle cantine di grande qualità e fascino, per rendere il vostro soggiorno davvero unico. I proprietari dell’agriturismo credono nell’importanza di essere sostenibili (abbiamo pannelli fotovoltaici e termo solari, piscina con sistema di filtraggio a sale, certificazione Legambiente) e aderiscono alla rete d’impresa “Tra le terre - custodi d’emozioni” (www.traleterre.it) in modo da poter ampliare l’offerta di servizi e prodotti innovativi, per una proposta turistica particolare e di qualità.

Agriturismo Valtidone Verde Casa Canevaro, 3 - 27059 Zavattarello Pavia Tel: 0383 589668 info@valtidoneverde.it


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Agriturismo La Valle

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’Agriturismo La Valle della famiglia Perelli è pronto ad offrirvi un’esperienza unica! Si trova in una delle zone più belle e verdi della Val Tidone, a pochi minuti di distanza dal Castello di Zavattarello; qui sarete coccolati, seguiti con attenzione e potrete godere dell’aria pura immersi in un’atmosfera rilassata. L’agriturismo offre la possibilità di alloggio in stanze fresche e silenziose, perfette per il vostro relax e di ristoro con una scelta dei migliori piatti della tradizione lombardo-emiliana. Dagli affettati locali, ai primi piatti tradizionali, dai secondi di carne e di pesce alle crostate fatte in casa, il tutto innaffiato dai migliori vini dell’Oltrepò Pavese, il menù non mancherà di saziare anche i palati più difficili. Per di più, parte dei terreni agricoli dell’Agriturismo La Valle viene sfruttata per l’allevamento di animali da fattoria e per la coltivazione di frutta e verdura. Facendoci visita avrete la possibilità di acquistare uova di produzione propria da galline allevate a terra e prodotti dell’orto a Km 0. Se siete amanti dell’equitazione o se siete proprietari di un cavallo e non volete lasciare il vostro amico di passeggiate, è possibile usufruire del maneggio gestito dai Perelli stessi. “Quando ad una grande passione per i cavalli si unisce una

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lunga esperienza nel settore nascono il calore e la competenza necessari a far sentire a proprio agio tanto gli esperti quanto i principianti”. Dotato delle strutture ricettive migliori, stallieri, addestratori e insegnanti saranno sempre a vostra disposizione per prestare il loro aiuto ai cavalli e ai cavalieri che risiedono presso l’agriturismo. Per i bambini, è stato allestito un parco giochi con casetta, una piccola palestra e tunnel cui nei mesi estivi si aggiunge una piscina dell’altezza di 90cm. Segnaliamo infine anche la possibilità, per gli irriducibili della tecnologia, che è a disposizione una wi-fi gratuita cui allacciarsi!

Per info e prenotazioni: Camere: Lorena - Tel.392 896 1655 agriturismolavalle@outlook.it Cavalli: Dario – Tel.331 70 90 136 darioperelli@alice.it Ristorante: Michele – Tel. 393 963 8154 michele.perelli@tin.it

Agriturismo La Valle Frazione Valle Inferiore, 7 27059 Zavattarello Pavia


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Az. Agr. Perelli Gino & Figli

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’Azienda Agricola a conduzione familiare Perelli Gino & Figli si trova in località Campi, vicino a Zavattarello. Agricoltori e allevatori diretti da più di una vita, il testimone è passato di mano dai nonni (che si occupavano di bovini e suini) ai figli e ora anche ai nipoti! Percorrendo le meravigliose pendici dell’alta collina oltrepadana, arriviamo all’azienda all’interno di una costruzione recentemente ristrutturata, a cui è stato annesso uno spaccio con vendita al dettaglio delle carni e dei salumi. Ogni passo della produzione avviene internamente ed è seguito con attenzione e amore. Anche la coltivazione dei foraggi e dei cereali, che viene seguita in prima persona, è utilizzata esclusivamente per l’alimentazione del loro bestiame. La scelta delle carni è variegata: bovina, di manzo, di vitello, pollame, di suino e di coniglio. Qui abbiamo trovato tradizione e genuinità; la pace e la serenità che si provano, volgendo attorno lo sguardo dal cucuzzolo di queste colline sono impagabili! Lo spaccio è aperto tutto l’anno nei seguenti giorni: lunedì, mercoledì e domenica solo la mattina; venerdì e sabato tutto il giorno. Azienda Agricola Perelli Gino & Figli Località Campi 1-B - 27059 Zavattarello Pavia Tel: 366 3503658 - 338 1219412 lorenzo.perelli@coldiretti.it - azagrperelli@libero.it


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Come raggiungere Zavattarello In auto Da Milano e Pavia Autostrada A7 fino a Casei Gerola, quindi seguire per Voghera, poi SS461 Voghera-Varzi e SP207 per Zavattarello. Da Milano SS412 direzione Passo Penice; da Pavia SS35 e poi SP203 CasteggioZavattarello. Da Torino Autostrada A21 fino a Voghera, poi SS461 Voghera-Varzi e SP207 per Zavattarello. Da Genova Autostrada A7 fino a Casei Gerola, quindi seguire per Voghera, poi SS461 Voghera-Varzi e SP207 per Zavattarello. Da Alessandria Autostrada A21 fino a Voghera, poi SS461 Voghera-Varzi e SP207 per Zavattarello. Da Bologna Autostrada A1 fino a Piacenza Ovest, quindi SS10 fino a Borgonovo Val Tidone, infine exSS412 direzione Passo Penice. Da Piacenza e Brescia Autostrada A21 fino a Castel San Giovanni, quindi exSS412 direzione Passo Penice. 48


In treno e pullman Stazione di Voghera (Pv) - poi autobus linea Arfea Stazione di Broni (Pv) - poi autobus linea Arfea Stazione di Stradella (Pv) - poi autobus linea Arfea

Da Milano linea Arfea

In pullman

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Week end A ZAVATTARELLO

Mangiare Bere Dormire Tutti i diritti riservati Realizzato da Fq Communication di Filippo Quaglini Testi: Caroline Francesca Fagioli Grafica: Federica Ferrari Fotografia: Sara Rossi - Graziella Ghillani - Federica Ferrari Webmaster: Zeus Telematica Pavia

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