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P A I N T I N G S

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FILIPPO FANCIOTTI

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Nota dell’autore

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Ho giocato a fare l’equilibrista, a barcollare ubriaco fra il nulla e l’eccesso. Temo la pagina bianca, così l’ho ribaltata e riempita di sciocchezze. Pensieri sparsi, così nascono i miei quadri, così le confuse righe che li accompagnano. Così sono sempre nate le mie idee. In quelle didascalie (c’è chi le chiama poesie) strappate alla memoria ci sono i pensieri che mi urlavano in testa all’atto di metterli su tela. Ogni quadro ha una sua storia, ma il raccontarla è compito suo e, anche se non sempre lo fa con l’eloquenza e la chiarezza appropriate, non mi era permesso rubargli il lavoro. Terribile esperienza, rivevere il già vissuto. E’ un qualcosa che evito, sempre. Ma se da una parte il fine di queste pagine vuole essere creare una raccolta dei miei primi dieci anni di lavoro, dall’altra ho voluto dire, forse dare, a chi mi segue qualcosa di più. Ho provato a condividere più intimamente quei momenti ritagliati dalla vita e appesi a una parete, nel difficile intento di non calcare la mano in direzioni interpretative che devono, comunque, rimanere libere e svincolate dalla sporca materia di storie che appartengono a me. Storie che ho deciso di raccontare così, per simboli, parziali astrazioni: un Iperuranio di emozioni che appartiene a tutti noi e che ho voluto donare a chi, come me, sente l’ esigenza di condividerle con chi sa ascoltarle.

Author’s note I played the part of the tightrope artist, staggering like a drunk between the nothing and the excess. I am afraid of the blank page, so I flipped and filled it with nonsense things. Random thoughts, my paintings are born this way, as well as the confused lines that accompany them. In the end my ideas are always born this way. In those captions (some people call them poems) wrested from my memory, there are thoughts screaming in my head at the act of putting them on canvas. Each painting has its own story, but the job of telling it is its own and, even if not it’s not always done with the appropriate eloquence and clarity, I’m not allowed to steal its work. Terrible experience, reliving what is already past. It’s something I always avoid. But if, on one hand, the purpose of these pages is the will to create a collection of my first ten years of work, on the other, I wanted to tell, maybe to give, those who follow me something more. I tried to share more intimately those moments cut out from my life and hung on a wall, along with the difficult intent of not forcing the hand in some interpretative directions that have to be, in any case, free from the dirty substance of those stories that belong only to me. Stories I decided to tell this way, through symbols, partial abstractions: an Hyperuranion of emotions that belongs to all of us and that I decided to give to whom, like me, needs to share them with whom can listen to them.


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Flusso di nudi olio e acrilico su tela (50x70cm) ottobre 2009

Corpi avvolti, travolti dal colore acido libido contagio animale. Nuove divinitĂ  di stelle di tormenta e piacere. La lussuria della luna. Oro e Argento: il gioco che il tutto scorre. Flusso di nudi.

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Flow of nudes oil and acrylic on canvas (50x70cm) october 2009

Wrapped bodies, overwhelmed by color acid libido animal infection. New divinities of stars of storm and pleasure. The lust of the moon. Gold and Silver: the game that everything flows. flow of nudes.

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Frammenti di abisso olio e acrilico su tela (35x50 cm) agosto 2007

In bilico percorro i confini dell’ombra passeggero incerto buio vuoto assenza assenza assordante assenza. Crollo di apatiche, nostalgiche certezze. Frammenti di abisso. Danza sull’orlo del delirio e ancora la tormenta, il vortice infernale. TU ti trovi lÏ. Frammenti di abisso. 4

Fragments of abyss oil and acrylic on canvas (35x50 cm) august 2007

In balance I walk through the boundaries of the shadow uncertain passenger darkness void absence absence deafening absence. Collapse of apathetic, nostalgic certainties. Fragments of the abyss. Dancing on the verge of delirium and again the storm, the infernal whirl. YOU are there. Fragments of abyss. 4


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Specchio dell’anima

ritratto di chiunque

olio, acrilico, specchi e fil di ferro su tela (50x70cm) luglio 2007 Appartenenza. Proprietà. Identificazione. Nè uomo, nè donna nè Io, nè Tu. Feto nudo, brandello di umanità. Specchio dell’anima vuoto proiezione astrale. Tutti e nessuno. Ritratto per chiunque.

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Mirror of soul

portrait of anybody oil, acrylic, mirrors and iron wire on canvas (50x70cm) july 2007 Belonging. Property. Identification. Neither a man, nor a woman neither I, nor you. Naked fetus, shred of humanity. Mirror of soul emptiness astral projection. Everyone and No one. Portrait for anybody.

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Che cosa guardano? olio su tela (55x38cm) gennaio 2011

Compresenza concerto sordo lungo le arterie del parco. Sguardi incidenti o paralleli? Maschere di quotidiana essenza o assenza? Diverse sfumature di un’antica ricorrenza. Sentieri di un racconto approcci del loro essere vivi tra i petali dei rovi guardano fuori, sÏ. Ma cosa?

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What are they watching? oil on canvas (55x38cm) january 2011

Coexistence deaf concert along the arteries of the park. accidental glances or parallel? Masks of daily essence or absence? Different shades of an old anniversary. Paths of a story overtures of their being alive between the petals of the briars They watch out, yes. But what?

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Tribales contemporaneos olio su tela (45x60 cm) febbraio 2011

Anime della notte figli di Dioniso adunatevi nelle piazze! Spettri variopinti che i semi spargemmo alla Luna abbandoniamoci al magnifico delirio della perdizione. Siamo noi le tue Baccanti noi il folle, psichedelico tuo riso. Accoglici Artemide! Accoglieteci o voi tutte, divinità dell’ombra. Ascoltate il nostro inno Sedete, prendete parte all’adunanza! Tribalità contemporanea sincero sì alla vita. 10

Contemporary tribals oil on canvas (45x60 cm) february 2011

Souls of the night sons of Dionysus Assemble yourselves in the squares! Multicolored specters the seeds we spread to the Moon Let’s abandon ourselves to the magnificent delirium of perdition. We are your Bacchants us crazy, your psychedelic laugh. welcome us Artemis! Accept us, all ye gods of the shadow. Listen to our anthem Sit down, take part in the meeting! Contemporary tribal sincere yes to life.

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Il sogno della fenice olio su tessuto (100x70 cm) luglio 2007

Lasciami godere ancora rubiamo un altro volto al sogno. Sublime visione uccel di bosco incantato magnifiche le tinte stelle appese ad uno sguardo trappola ardente ancora i rovi (c’era anche una fata?) la libertà vestita a festa.

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The dream of the phoenix oil on cloth (100x70 cm) july 2007

Let me enjoy again Let’s steal another face from the dream! Sublime vision bird of enchanted wood magnificent hues stars hung up with a glance blazing trap again the bushes (there was a fairy too?) The freedom dressed up for the party.

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Incendio d’amore olio su tela (50x70 cm) luglio 2009

Genova brucia rossa del mio rosso. Danzano i pensieri ardono gli amanti fantasie rinate sul morire della sera. Incendio d’amore.

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Blaze of love oil on canvas (50x70 cm) july 2009

Genoa burns red of my red. Dancing thoughts burning lovers reborn fantasies on the dying of the night. Blaze of love.

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Burn to be born oil on canvas (50x70cm) june 2008 Gocciola, gocciola come sangue scivola linfa nel mio corpo. Respira e sospira lentamente soffia il vento di una nuova vita. Brucia eterna fiamma delle metamorfosi. Dalla cenere, per tornare, ancora alla cenere.

Burn to be born Drips, drips as blood slips lymph in my body. Breathe and wisper slowly it’s blowing the wind of a new life. Burn eternal flame of metamorphosis. From cinder, to return to cinder again.

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Fenice_3 fasi oil on canvas (50x70cm) may 2010 Sfumature di calore raggi di vita. Fiamme. Morte e rinascita: assurda coincidenza demente rituale di chi vive.

Phoenix_3 phases Shades of heat rays of life. Flames. Death and Rebirth: absurd coincidence demented ritual of those who live.

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Fenice ossimoro oil on canvas (50x70cm) june 2010 Le lacrime che accesero il fuoco della pi첫 ardente passione. Cascata di emozioni risalita capillare di ghiaccio vivo. Ghiaccio, immobile eterno respiro. Fenice, ossimoro.

Phoenix oxymoron The tears that lit up the flame of the most ardent passion. Waterfall of emotions capillary rise of black ice. Ice, motionless eternal breath. Phoenix, oxymoron.

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Il gesto della fenice oil on canvas (50x70cm) august 2011 Bitume residui di catrame. Il gesto l’attimo e ancora il pastore che morse la serpe. Un istante che l’Etterno include. L’impulso della vita per la vita. Il gesto della Fenice.

The gesture of the Phoenix Bitume residual tar. The gesture the instant and again the shepherd who bits the snake. A moment that the eternity includes. The pulse of life for life. The gesture of the Phoenix.

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Gnocca triste oil on canvas (35x50cm) december 2010 Attesa angosciante attesa di un passante di un’ombra di te stessa. Tu, anima scarlatta tu, maestoso rapace appollaiato sul gradino della vita. Tu che sei la stasi il tutto fluisce ruscella al di sotto zampilla davanti alla tua maschera di noia.

Sad pussy Waiting agonizing wait for a passer for a shadow for yourself. You, scarlet soul You, majestic perched eagle on the gap of life. You, who are the stasis everything flows runs below wells up in front of your mask of boredom.

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Entalpia di Chiara oil and plaster on canvas (35x50cm) october 2012 Non ho voce. L’ho perduta in un’eco, fra i cavi della vita. Gomitoli, sciolgo trame di sogni muti. Ridatemi la parola. Poi il Decoro, non un suono: Io, signora nel silenzio di questo eterno crepuscolo. Il mio silenzio che urla, annuncia l’ultima ora, quella che uccide. Ed è la vita. L’inferno non è mai stato il grido. Piccola luce vespro di un mattino al di là del cavedio fidata guardiana della notte parla per me parla che ti legga solo chi ha occhi per ascoltare.

Enthalpy of Chiara I have no voice. I’ve lost it in an echo, between the cables of life. Wool balls, I melt plots of dumb dreams. Give me back the word. Then the Decorum, not a sound: Me, a lady in the silence of this eternal dusk. My silence that screams, announces the last hour, the one that kills. And that is the life. Hell has never been the cry. Little light vesper of a morning across the airshaft trusted guardian of the night speak for me speak what they may only read those who have the eyes to listen. 20

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Alchimia di donna oil and acrylic on canvas (50x70cm) november 2011 E poi ti spogli sprigioni potere quella luce ti consuma dentro ed è il colore. Prisma nudo energia velo di fatica alchimia di donna.

Alchemy of woman And then you undress give off power that light consumes you inside and that’s the color. Naked prism energy veil of fatigue alchemy of woman.

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Porta primavera sull’inverno oil and acrylic on cardboard (35x50cm) 2005 Donna che semini amore porti la primavera sull’inverno gelido inferno tradito da un tocco di vita. Donna, petalo di neve sul viale della desolazione. Guardi oltre, più in là eterno mattino del presente impassibile serena forte. Madre.

She brings the spring on the winter Woman who seed love you bring the spring on the winter icy hell, betrayed by a touch of life. Woman snow blossom on the walkway of desolation. Look over, beyond eternal morning of the present impassible peaceful strong. Mother.

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My Klimt Kiss oil, iron wire and mirrors on canvas (18x24cm) march 2010 Inverno nel mio cuore gelido ricordo di baci rapiti a un giorno di sole. Faccio l’amore con l’oscurità il volto che mai vedemmo. Qui, nel buio conosco me stesso.

My Klimt Kiss Winter in my heart frozen memory of a kiss kidnapped to a sunny day. I make love with the dark The face we never saw. Here, in the darkness I know myself.

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Pensieri soffocati oil and iron wire on canvas (40x50cm) april 2010 Parole intrappolate tra i rami rovi soffocano tutti i miei pensieri sguardi incastrati nel divenire fondali di bosco abisso del fuoco occhi presi in prestito per non vedere tutta la luce che cade gi첫, nelle viscere di un paradiso dimenticato.

Smothed thoughts Trapped words in the branches the briars smother all my thoughts framed glances in the becoming depths of wood abyss of fire eyes, borrowed eyes not to see all the light falling down, in the bowels of a forgotten paradise.

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Svegliati angelo! acrylic and makeup on canvas (35x50cm) january 2005 Straccio impolverato della notte regina del dubbio qui governa il nulla qui dimora il non sonno. Cerco la tua mano, pallida mano viva sul corpo più inerme. Prego che si scomodi non già qualcuno che l’angelo, dal suo schifoso alone biancastro avorio ingiallito mi prelevi mi riconduca a volare. Sveglati angelo. Sveglati angelo.

Wake up angel!

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Dusty rag of the night queen of doubt here governs the Nothing here dwells the No-sleep. Seeking your hand pale hand alive on the very dead body. I pray that someone gets a move on not someone but the angel, in its disgusting whitish halo yellowed ivory picks me up leads me back to fly. Wake up angel. Wake up angel.

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Incontri oil and acrylic on canvas (35x50cm) may 2007 Si incontrino i mari, le fiamme e i colori. Si amalgami la candida roccia, la carne di cera. Forgi Efesto una nuova corazza d’ oro. Incontri. Proiezione di vortice astrale. La dimensione altra quella che esclude gli sguardi indiscreti.

Meetings Come together seas, flames and colors. Amalgamate the white rock, the waxy flesh. Hephaestus mold a new armor of gold. Meetings. Projection of astral vortex. The other dimension the one that excludes the nosy eyes.

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Cucciolo postindustriale oil on canvas (35x50cm) march 2010 Catrame meraviglioso grumo dell’ombra conflittuale affezione verso te mammifero industriale diletta carogna del mio mare.

Postindustrial pet Tar wonderful lamp of shadow conflicted affection for you industrial mammal beloved carcass of my sea.

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Profilo di Zena #1_tramonto Zena skyline #1_sunset oil on canvas (30x60 cm) march 2010

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Spegniti Genova guardati sprofondare in un ultimo grido di sangue, vivido orgoglio per la Superba decorosa fatiscenza dei tuoi poggioli. Conta con me le lacrime dei tuoi sordi tramonti. Riposati amor mio getta quello strascico di assopito splendore.

Switch you off Genoa look yourself sinking into a last cry of blood, vivid pride for the Superb decent decay of your balconies. Count with me the tears of your deaf sunsets. Rest, my love throw away the aftermath of sleeping radiance.

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Profilo di Zena#2_battaglia industriale Zena skyline #2_industrial fight oil on canvas (25x60 cm) december 2010

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Marciano le fiere The beasts march hanno occupato il tuo cuore they have reached your heart cielo che piangi battaglia Sky that cry the fight l’ora del Demonio The hour of the Devil che tutta Genova divora. that all Genoa devours.

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Profilo di Zena #3_tramonto acido la marcia industriale Zena skyline #3_acid sunset the industrial march 30

Marciano le fiere indelebile orizzonte dell’anima. Domestica visione oggi tinta di acida aurora alba dislocata assenzio, strage fuori e dentro.

Marching beasts indelible horizon of the soul. Familiar vision today tinted of acid sunrise displaced dawn absinthe, massacre in and out. 30


Biografia Filippo Fanciotti nasce il 15 aprile 1988 a Genova. Dopo aver conseguito il diploma di maturità classica a Savona -luglio 2007- intraprende gli studi accademici presso la facoltà di architettura di Genova, dove sta attualmente lavorando alla tesi. La pittura entra far parte della vita di Filippo nel 2002, anno in cui muore la nonna, alla cui volontà è legato il passaggio dal disegno alla tela. Completamente autodidatta si abbandona a sperimentazioni di diversa tecnica e gusto, ispirandosi con noncurante eclettismo ai grandi maestri che accompagnano la sua vita da sempre: dai genii dell’Espressionismo alla Secessione viennese, dalla Transavanguaria alla Pop art. Dipingere è una componente inscindibile dagli altri aspetti della sua vita: le musiche che egli compone al pianoforte danno vita ad immagini che si possono tradurre in altre immagini, quadri, canzoni, versi o progetti formali. Ogni elemento è liberamente intrecciato agli altri e, insieme, danno forma alla sua produzione artistica.

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Biography Filippo Fanciotti is born on April 15 1988 in Genoa. Graduated in classical studies in Savona -july 2007- he began his Academic career at the Faculty of Architecture in Genoa, where he is currently working on his thesis. The painting comes part of Filippo’s life in 2002, when his grandmother died, to whose will is linked the transition from drawing to painting. Completely autodidact, Fanciotti abandons himself to experimentations through different tastes and techniques. His nonchalant eclecticism draws from the great masters, companions of his whole life: from the genius of expressionism to the Vienna Secession, from transavanguaria to Pop Art. Painting is an inseparable component of the other aspects of his life: the music that he composes at the piano creates images that can be translated into other images, pictures, songs, verses or form finding projects. Each element is freely intertwined to the others and, together, they give form to his artistic production.


Finito di elaborare a febbraio 2013 Quadri, fotografie, testi, traduzioni ed elaborazione grafica di Filippo Fanciotti Diritti di riproduzione di immagini e testi riservati Immagine di copertina dalla fotografia di Edoardo Mota contatto: email : ippofancio@hotmail.it portfolio of architecture : http://issuu.com/filippofanciotti/docs/portfolio 32

dedicato a mia nonna


portfolio of art_Filippo Fanciotti