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Filippo Belletti

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Cinema Teatro Corallo3


Cinema Teatro Corallo

Fotografie e progetto grafico: Filippo Belletti Testi e bibliografia: Erika Bossum 4

Copyright: © 2013 BellettiStudio Fotografie © 2013 Filippo Belletti Testi © 2013 Erika Bossum Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta in alcuna forma, con qualunque mezzo, senza il permesso scritto degli autori.


Casa Della Torre Dolci via Quattro Spade 19 Verona

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Indice

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Verona al Cinema Fotografie Riferimenti bibliografici

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Verona al Cinema Frutto dello sviluppo delle comunicazioni, della diffusione dell’elettricità e della tecnologia, l’invenzione del cinema risale alla fine del diciannovesimo secolo. Il cinematografo era un evento temporaneo e a Verona aveva luogo all’interno di tendoni o presso il teatro Ristori, dove nel 1896 venne presentata la prima opera dei fratelli Lumiére, durante una rappresentazione della Compagnia Teatrale Gallina. Il successo riscontrato dalle opere cinematografiche costrinse le pagine dei giornali a ridurre lo spazio dedicato alle recensioni degli spettacoli che la Compagnia Gallina teneva presso il teatro Ristori. In poco tempo, nel palinsesto teatrale venne inserita la formula “varietà più film”. Le prime pellicole diffuse a Verona a partire dagli inizi del Novecento riguardavano vedute panoramiche della città e scene di vita quotidiana, mostrate in piazze e tendoni allestiti per l’occasione, prima dell’apertura del Cines, una vera e propria sala cinematografica situata nei pressi di San Sebastiano. Ad essa fecero seguito il cinema Bios, diretto da Carlo Borgheri ed ubicato in corso Porta Nuova, il cinema teatro Pathé Frères ed il Radium, situati rispettivamente al civico 15 di via Mazzini e al civico 4 di via Disciplina. Nei mesi estivi l’Arena continuava ad essere il cinematografo all’aperto più frequentato. Negli anni Dieci del Novecento vennero aperte due nuove sale, il cinema Centrale in via Quattro Spade ed il Marconi, poi cinema teatro Edison, situato in via XX Settembre. Gli anni Venti si conclusero con l’avvento del film con sonoro, proiettato per la prima volta al cinema Calzoni e che pose fine all’accompagnamento musicale suonato dal vivo durante le proiezioni. Contrariamente a quanto accadde per il teatro, le vicende belliche non scalfirono l’interesse del pubblico, ma favorirono la nascita di altre sale, tra cui il Supercinema di via Mazzini, nella zona del ghetto. Progettato nel 1930 dall’architetto torinese Mario Dezzutti, l’edificio in stile razionalista era impreziosito con colonnati, vetrine decorate e marmi disposti a formare giochi geometrici, considerato il cinema più capiente e più elegante di Verona. Gli spazi potevano ospitare fino a 2.400 spettatori e venivano interamente occupati il sabato sera e la domenica pomeriggio.

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Locandina italiana “Rose Marie” Mervyn Le Roy, 1954


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Negli anni Trenta del Novecento il cinema raggiunse anche i teatri della provincia veronese; al contempo, nella città storica, si diffusero i cinema all’aperto, come l’Impero in via Arsenale, il Littorio in via del Campone, il Venezia in viale Venezia, il Lux in Borgo Milano. La sala Cines ospitò il CineGuf, club cinematografico frequentato dai giovani universitari che coltivavano qui la passione per il cinema, secondo le ideologie propagandistiche vigenti durante gli anni di Regime. Vennero inaugurati il cinema Rex di via Oberdan ed il cinema Marconi di via Mazzini, sostituitosi al Pathé. Agli anni Quaranta risalgono l’Astra, situato in via Oberdan, il teatro Nuovo, in piazza Viviani, il cinema Marconi, in via Mazzini ed il Cinema Teatro Corallo, in via Quattro Spade, inaugurato il 24 settembre 1947 con la proiezione del film “Sangue e Arena”. Realizzato su progetto dell’ingegner Italo Mutinelli, l’edificio si articola sulle preesistenze di palazzo Della Torre Dolci, pesantemente danneggiato dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale, di cui una parte é importante testimonianza dell’attività di Andrea Palladio nel veronese . Analogamente ad altre sale inaugurate in quegli anni, come il Corso di via Sant’Antonio e l’Astra in via Oberdan, il cinema Corallo era dotato di un congegno meccanico posizionato sulla sommità dell’edificio che permetteva l’apertura del lucernario, soluzione ideale nelle sere d’estate e per garantire il ricambio d’aria nella sala fumatori.

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L’interesse che a partire dagli anni Cinquanta del Novecento venne rivolto ai programmi televisivi introdusse nuove abitudini nella quotidianità dei veronesi. Per un breve periodo, gli spettacoli cinematografici furono intervallati dalla trasmissione di programmi televisivi che potevano essere seguiti su piccoli schermi posizionati nelle sale. Il Cinema Teatro Corallo fu il primo a dotarsi del CinemaScope, il sistema brevettato dalla 20th Century Fox che consisteva nel deformare in ripresa le immagini restituendole in proiezione con un effetto a largo campo visivo. All’apertura di nuove sale, come il Rivoli di piazza Bra ed il Filarmonico di via Roma, si contrappose la chiusura di altre, come il Bra, che divenne laboratorio di danza per la Fondazione Arena ed il Supercinema, chiuso negli anni Sessanta.


Dagli Anni Settanta ad oggi si è assistito alla diffusione dei cinema a luci rosse nei quartieri, all’avvento dei Multisala nelle aree provinciali. Offrendo una vasta scelta di spettacoli diversificati, il cinema Multisala si è dimostrato vincente nella contrapposizione alla tradizionale attitudine di un pubblico affezionato alle sale ubicate nel centro storico. Al primo decennio del Duemila risale la chiusura del Cinema Teatro Corallo, del cinema Mazziano, dell’Astra in via Oberdan, del Marconi in via Mazzini, dell’Ariston a Porta Vescovo, del Capitol in via Carducci, del Rivoli, ristrutturato di recente e trasformato in cinema multisala. ---Nel 2010 il Cinema Teatro Corallo è stato riaperto al pubblico in occasione di una serie di mostre organizzate dall’ Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della provincia di Verona; Ordine degli Ingegneri di Verona e provincia; Collegio Ingegneri e Architetti della provincia di Verona. Tenutesi dal 16 settembre al 2 ottobre 2010, le esposizioni sono state allestite nei corridoi esterni alla sala cinematografica, inserendosi in un contesto rimasto immutato per un decennio, dal termine dell’ultima proiezione prima della chiusura definitiva del cinema.

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Biglietteria di ingresso


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Fotografie

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Ingresso #1 Biglietteria, foyer


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Ingresso #2


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Ingresso #3 Galleria principale


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Palco #1 Platea, galleria e loggione


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Palco #2 Platea, galleria e loggione


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Palco #3 Cary Grant


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Sala proiezioni #1 Locale tecnico


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Sala proiezioni #2 Proiettori


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Palcoscenico #1 Palco , camerini, quinte


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Palcoscenico #2 Locale tecnico Scenografie, cartellonistica


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Palcoscenico #3 Locale tecnico Camerini


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Uffici Amministrazione


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Servizi #1 Accesso a palco e camerini Uscita di sicurezza


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Servizi #2 Ingresso e uscita del personale


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Uscita


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Riferimenti bibliografici U. Brusaporco, I luoghi del cinema. Dalle origini al 1945, in G. Beltrame e P. Romano, a cura di Luci sulla città: Verona e il cinema, Venezia 2002, pp. 34-43 M. Guidorizzi, I luoghi del cinema. Dal 1945 al 2000, in G. Beltrame e P. Romano, a cura di, Luci sulla città: Verona e il cinema, Venezia 2002, pp. 44-53 47 M. Vecchiato, La casa della Torre Dolci poi cinema Teatro Corallo, in M. Vecchiato, a cura di, Verona, la guerra e la ricostruzione, Verona 2006, pp. 222-225 P. Gazzola, Palladio a Verona, “Bollettino del Centro internazionale di studi d’architettura Andrea Palladio”, II, 1960, p. 34-39 F. Provoli, Centopercento, “Architetti Verona”, 86, Verona 2010, pp. 112-117


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Cinema Teatro Corallo


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BellettiStudio Fotografia di architettura e di interni info@filippobelletti.com http://www.filippobelletti.com 50

Cinema Teatro Corallo (2013)  

Portfolio di immagini dell'ex Cinema Teatro Corallo di Verona. Fotografie di Filippo Belletti. Testi di Erika Bossum

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