Issuu on Google+

IL PERIODICO DELL’ EST ROMANO

Quindicinale d’informazione, attualità e cultura registrato presso il Tribunale di Roma num. 30/2008 del 25/01/2008 - anno V num 16 - 20 ottobre 2012 - € 1,00

LIBERI DI 'MILITARE'

S

GAME

OVER Il consigliere Paparelli lascia la maggioranza e passa all'opposizione nel partito dell'Udc. Ora il centrodestra può contare solo su 12 consiglieri, compreso il Presidente, e l'opposizione diventa di fatto maggioranza con 13. E' la fine dell'Amministrazione Lorenzotti. A PAG. 2 E 3

COLLE DEGLI ABETI CONTINUANO LE OCCUPAZIONI NEL PIANO DI ZONA CASTELVERDE B4. DOPO QUELLA LAMPO DELLO SCORSO AGOSTO, STAVOLTA TOCCA ALLE PALAZZINE DI VIA PADRE GIUSEPPE FILOGRASSI, SUBITO SGOMBERATA, E VIA DAVID MARIA TUROLDO, ANCORA IN CORSO. PAG. 8

GROTTE CELONI

FINOCCHIO

IN

ANCO-

DUE PETIZIONI, QUELLA DEL COMITATO SPONTANEO BORGATA FINOCCHIO E QUELLA DEL CENTRO ANZIANI, PER CHIEDERE CHE

RA UNA VOLTA L'AMMINISTRAZIONE DIMEN-

SIA ASSEGNATO UN FUTURO CASALE DELLA

VIA DEL

FUOCO SACRO

SORGE UN CEN-

TRO ACCOGLIENZA CHE OSPITA UNA CINQUANTINA DI RAGAZZI MINORENNI.

TICA DI AVVISARE I CITTADINI CHE ACCOL-

COLLINA

GONO LA NOTIZIA CON PREOCCUPAZIONE E

IN PROGRAMMA L'APERTURA DI UN CENTRO

ANSIA.

CULTURALE.

PAG. 19

DELLA

PANE

cegliere di essere un giornale indipendente si paga e non sapete quando. Noi questa scelta l'abbiamo fatta 5 anni fa. Sono tanti i periodici che circolano in VIII Municipio, molti sono legati a partiti politici, altri finanziati da partiti politici. Noi invece siamo semplicemente di parte, quale parte? La nostra! Non siamo un periodico partitico, ma solo di parte. Ci definiscono un giornale comunista, ultimamente ci legano alla Federazione della Sinistra, non tanto per un'affinità di pensiero, quanto perché abbiamo deciso di aderire al Movimento Articolo 0. In tempi lontani ci vedevano vicini al Pd. In altri addirittura a qualche consigliere del Pdl. I partiti più o meno hanno provato ad accostarceli tutti, sempre con scarsi risultati. E se ce li hanno accostati tutti, alla fine questo dimostra che abbiamo fatto un buon lavoro. Non siamo filo qualcuno. Abbracciamo delle idee, sosteniamo contenuti e persone che le rappresentano con i fatti. Ci sentiamo vicini a coloro che incarnano la nostra idea di società ideale. E lo facciamo non perché ci aspettiamo qualcosa in cambio, ma solo per un credo, che in maniera utopica, portiamo avanti anche nella nostra vita privata. In tutti questi anni abbiamo pubblicato gratuitamente tutti i consiglieri municipali. Lo sottolineiamo perché siamo uno dei pochi giornali a farlo: di solito la politica paga. Nonostante questo, abbiamo ricevuto insulti e minacce. Ci hanno chiamato comunisti, che per noi è un complimento. Ci hanno accostato ai brigatisti, che per noi è un'offesa. Hanno fatto compravendita dei nostri collaboratori, che oggi scrivono per altre testate l'esatto contrario di quello che scrivevano per noi, dai quali ci dissociamo. Il giornalismo per noi non è una merce da concedere al miglior offerente, per noi l'unico modo per poter continuare a scrivere è quello di non rinunciare alla nostra libertà e alla verità. Ci hanno tolto sponsor, ostacolato nel nostro lavoro. Nonostante tutto siamo ancora qua, pronti a scrivere un nuovo pezzo, a scendere in strada con voi cittadini contro questo sistema ingiusto e barbaro. Oggi ci definiscono un soggetto politico, un giornale militante. Ogni giorno dobbiamo lottare per rivendicare la nostra indipendenza e la nostra idea di società. E se questo ci rende un soggetto politico, quindi militante, lo siamo. FEDERICA GRAZIANI

AGLI ANZIANI, MA È

PAG. 23

PER LA TUA PUBBLICITÀ 0622460838 - 3357243472 - PROSSIMA USCITA 3 NOVEMBRE


2

NUMERO

PAPARELLI PASSA ALL'UDC L'ORMAI EX PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE SCUOLA, SPORT E POLITICHE GIOVANILI LASCIA IL PDL PER ADERIRE AL PARTITO DI CASINI. pero che il mio ingresso nel partito possa consolidare il progetto politico dell'onorevole Casini, a Roma e soprattutto in un Municipio che ad oggi, dopo 4 anni di inerzia politica e programmatica, ha depresso e ignorato l'importanza ed il ruolo determinante della formazione scolastica e dello sport, nel Municipio più giovane d'Italia, che continua a detenere tutte le leadership del disagio sociale soprattutto giovanile". Si è accorto presto il consigliere Paparelli che le politiche giovanili nel nostro territorio funzionavano poco e male. Proprio lui che presiedeva la relativa Commissione, oggi si riscopre deluso e amareggiato. A pochi mesi, guarda caso, dalle elezioni municipali, il passaggio di Paparelli più che politico sembra un salvataggio personale per non farsi trascinare giù dal dramma del Pdl, e un tradimento nei confronti di una maggioranza che per 4 anni e mezzo ha sostenuto e incoraggiato. Troppo facile! FEDERICA GRAZIANI

“S

MUNICIPIO

16 ANNO V

La maggioranza diventa opposizione CON IL PASSAGGIO ALL'UDC DEL CONSIGLIERE PAPARELLI, IL CENTRODESTRA PUÒ CONTARE SOLTANTO SU 12 UOMINI, COMPRESO IL PRESIDENTE, A DISPETTO DELL'OPPOSIZIONE CHE NE CONTA 13. finita. L'amministrazione più drammatica della storia del nostro Municipio è giunta alla fine. Per regolamento possono continuare a governare, nulla vieta al Presidente Lorenzotti di rimanere abbarbicato sulla sua poltrona. Politicamente, invece, la dignità vorrebbe che se ne andassero tutti a casa, con il conseguente commissariamento del Municipio. Ora è tutto nelle mani dell' Udc che, nel corso dell'ultimo consiglio, presenta una nuova mozione di sfiducia. Se veramente tutti i consiglieri di opposizione (13) si presenteranno a votare, Lorenzotti e i suoi toglieranno il disturbo e andrebbero a casa. Il capogruppo Pdl Battistini commenta con ironia, nel corso del Consiglio, il passaggio di Paparelli, suo pupillo e candidato, e la presentazione della mozione di sfiducia: "Diciamo che l'Udc ha fatto quello che il Pd non è riuscito a fare in 5 anni. Ora vediamo se riu-

E’

PD E UDC, LA COPPIA CHE SCOPPIA DUE PARTITI CHE TRA LORO AVREBBERO BEN POCO DA CONDIVIDERE E CHE CONTANO AL LORO INTERNO TROPPE 'PRIME DONNE'. l Pd non piace mai arrivare secondo. Questo lo sa bene il capogruppo Biferi. Che stavolta decide, in completa autonomia, di presentare una mozione di sfiducia senza consultare i suoi colleghi di opposizione. Paparelli, come un fulmine a ciel sereno, nel Consiglio Municipale del 15 ottobre lascia la maggioranza di centrodestra e aderisce al partito dello scudo crociato di Casini. Improvvisamente, tra lo stupore di tutta l'opposizione, il capogruppo Udc, Romolo Biferi, presenta la sua mozione di sfiducia. Ad essere cattivi, e noi lo siamo, si potrebbe pensare che Pd e Udc si siano messi d'accordo: una mozione a te, una a me. Noi invece diremmo: una sconfitta per noi, una sconfitta anche per voi. Mentre Pd e Udc preparano le cartucce da sparare in vista delle prossime elezioni municipale e si accordano sulle future poltrone da occupare, l'Italia dei Valori, la Lista Civica e l'Api subiscono inermi l'arroganza delle prime donne dell'opposizione. Lo dimostra la dichiarazione di Biferi, appena presentata la mozione di sfiducia: "Voglio che il secondo firmatario sia il mio amico e collega Fabrizio Scorzoni", tanto che sarà il consigliere Mattei (Lista Civica) a far sentire le sue rimostranze per l'atteggiamento scorretto politicamente del capogruppo dell'Udc. Qualcosa però nei banchi dell'opposizione si muove: mentre i due

A

scirete a portare tutti e 13 a votare per la sfiducia". Vista la confusione di alcuni consiglieri del Pd, in particolare di Grasso, ci troviamo costretti a spiegare il Regolamento Municipale: non serve presentare una mozione, che comunque darebbe un altro mese di vita alla maggioranza, visto che nei tempi si può discutere entro i 30 giorni, basterebbero le dimissioni della metà più uno dei consiglieri per far decadere il Consiglio, quindi 13, quanti sono quelli dell'opposizione. La surroga, con 13 dimissionari, non è prevista, in quanto c'è una nuova maggioranza. Mentre il centrodestra si pone di nuovo al pubblico ludibrio, con un Presidente che, nonostante sia di fatto diventato opposizione di se stesso non vuole proprio andare, il centrosinistra certifica la sua non volontà di fare vera opposizione. Lo avevamo già capito durante la discussione della terza mozione di sfiducia, quan-

partiti alleati giocano al rimpallo di strumentali vittorie, c'è chi sceglie di fare opposizione davvero: l'Italia dei Valori, che fredda tutti lanciando un comunicato in cui chiede le dimissioni personali di tutti i consiglieri di opposizione. Perché se davvero si vuole andare a casa, se davvero il Pd e l'Udc sono stanchi e nauseati dall'amministrazione Lorenzotti, allora non si capisce il motivo per cui non siano stati proprio loro a proporre le dimissioni di massa. Sarà perché poi la voglia di andare a casa tanto forte non sè? Sarà perché proprio i due capigruppo non hanno la certezza della firma di tutti i loro compagni di partito? Sarà perché restare ancora un po' seduti su quelle sedie potrebbe dare il tempo ai due partiti di organizzarsi meglio e 'acchittarsi' improbabili vittorie politiche da rifilare alla stampa mediocre e pecorona? Questa volta però i due volponi si sono visti rubare l'uva da sotto il naso da chi proprio non si sarebbero aspettati. Di risposta alle loro pseudo strategie da quattro soldi, il gruppo appartenente al partito di Di Pietro gioca loro un colpo politico di tutto rispetto: volete vincere per prendervi gioco dei cittadini? Vediamo se fate sul serio! Ecco allora che la richiesta di dimissioni di tutti i consiglieri di opposizione, che vedrebbero la caduta del Consiglio e quindi di Lorenzotti, diventa la vera vittoria. Qualcuno che per una volta fa una mossa che non è solo vincente sulla carta, ma che potrebbe esserlo anche nei fatti. L'Italia dei Valori dimostra di non avere paura, Pd e Udc sembrano un po' meno impavidi. FEDERICA GRAZIANI

do, nonostante l'occupazione dell'Aula del Movimento Articolo 0, in segno di protesta per la maggioranza assente, il Presidente del Consiglio Vicario Cremonesi continuava, contro il regolamento, la votazione, solo per strappare una vittoria politica che tale non è stata. Infatti piccoli, ma proprio piccoli, e vaghi i manifesti attaccati per le strade del Municipio per ribadire il successo politico. Mentre il balletto continua, i cittadini sperano in un minimo di serietà. Se avete a cuore non solo la vostra poltrona, ma le sorti di questo Municipio, è ora che ve ne andiate di corsa a casa. Avete perso da una parte e dall'altra credibilità e dignità politica. Scendete dalla giostra e magari per i prossimi mesi occupatevi di altro. FEDERICA GRAZIANI

DARI: "UN FULMINE A CIEL SERENO" IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMMENTA IL PAPARELLI NEL GRUPPO DELL'UDC.

REPENTINO PASSAGGIO DI

orpreso e attonito il Presidente del Consiglio del Municipio VIII, Marco Dari, commenta così la decisione dell'ex collega di partito Paparelli: "Un fulmine a ciel sereno. Non vedo mai di buon occhio il cambio di casacca, perché il voto degli elettori va rispettato". Rispetto alla mozione di sfiducia presentata dall'Udc e alla disfatta numerica della maggioranza commenta: "Credo che stavolta la situazione sia molto più seria perché hanno i numeri, sono 13. Se non dovessero arrivare a 13 voti sarebbe una nostra vittoria, sono quattro volte che ci provano! E' difficile ora governare in 12, dobbiamo sperare nella collaborazione dell'opposizione, almeno su temi condivisi. Non so se questa volta non ci presenteremo in Aula come l'altra volta, la mozione va in discussione entro 30 giorni, mi atterrò al regolamento, mi consulterò con i capigruppo. Probabilmente non c'è un'unità tra loro, altrimenti si sarebbero dimessi in massa. Se ci sono 13 persone che si dimettono decade il Consiglio. Concordo con Battistini: l'Udc è riuscito a fare quello che in 5 anni non è riuscito a fare il Pd". FEDERICA GRAZIANI

S


MUNICIPIO

L'Italia dei Valori chiede le dimissioni di massa on si è fatta attendere la risposta al comunicato del 15 ottobre diramato dal Movimento Articolo 0 che chiedeva le dimissioni in massa di tutta l'opposizione per staccare subito la spina all'Amministrazione Lorenzotti, come previsto dal regolamento. Sono i consiglieri dell'Italia dei Valori gli unici a raccogliere l'appello. Con un comunicato inviato alla nostra redazione, il gruppo municipale dell'Italia dei Valori spiazza tutti con un colpo di teatro: la richiesta di dimissioni di massa della nuova maggioranza, l'opposizione, in modo da fare decadere il Municipio. "La decisione del consigliere Paparelli di abbandonare la maggioranza e di passare all'UDC porta a concludere l'esperienza della giunta Lorenzotti. Un' esperienza che la cittadinanza ha già da tempo valutato negativamente, anticipando nel giudizio, come spesso accade, una classe politica incapace di approvare una mozione di sfiducia a seguito dei mal di pancia, in senso letterale, di chi a parole si diceva opposizione

N

ESCLUSI DALLA DECISIONE DI PRESENTARE LA MOZIONE DI SFIDUCIA, IL GRUPPO RILANCIA E CHIEDE LE DIMISSIONI DI TUTTA L'OPPOSIZIONE PER FAR CADERE SUBITO LA GIUNTA LORENZOTTI. e poi, alla prova dei fatti, veniva clamorosamente meno. Non ci sorprende quindi che le stesse persone propongano al solo PD una mozione di sfiducia, in continuità con quanto sta accadendo dalla nascita del governo Monti in poi: UDC e PD a braccetto e le altre opposizioni relegate in un angolo. Questo disegno ci convince poco, specie in ambito locale dove chi è passato all'opposizione di Lorenzotti da cinque minuti pretende di dettare la linea a chi sta all'opposizione di questa giunta e della destra capitolina e laziale da anni. Per questo l' IDV propone le dimissioni in blocco di tutti i consiglieri della nuova opposizione, partendo dai nostri tre e finendo a quelli eletti nel PDL e folgorati lungo la via di Damasco. Basta questo gesto, invece di una mozione di sfi-

BIFERI, UN UOMO SOLO PRESENTA UNA MOZIONE DI SFIDUCIA, NONOSTANTE PROPRIO NEL SUO GRUPPO C'È CHI POTREBBE NON VOTARLA, COME ACCADUTO IN QUELLA PRESENTATA UN MESE FA. Udc in VIII è formato da 'pentiti', ex consiglieri Pdl che in vista del tracollo del centrodestra hanno preferito rifugiarsi nel partito di Casini. Tre consiglieri: Biferi, Villino e ultimo acquisto Paparelli. Solo tre che però nelle fila dell' opposizione hanno portato parecchie gatte da pelare. Una su tutte quella relativa a Villino, che nonostante sia passato in opposizione detiene ancora, nel silenzio assordante del suo capogruppo Biferi, la Presidenza della Commissione Cultura. Colui il quale si è astenuto nel voto del bilancio, colui che nell'ultima mozione di sfiducia (la terza) non si è presentato in Aula a votare, nonostante l'avesse firmata. Colui che rappresenta l'uomo in più del centrodestra e del Presidente. E ora si aggiunge al gruppo il consigliere Paparelli, che, forse, attirato dall'ennesima promessa del capogruppo Biferi passa all'Udc, nella speranza di trovare una nuova collocazione in vista delle prossime elezioni. Ma su tutti c'è lui, la punta di diamante di questo partito che al suo interno già manifesta guerre intestine e incoerenze madornali: Romolo Biferi. Per lui conta solo il suo tornaconto elettorale, non ha scrupoli, tanto che nell'ultimo Consiglio presenta una mozione in totale autonomia, tra-

L’

ducia presentata strumentalmente da tizio o da caio, per decretare la fine tecnica della giunta Lorenzotti, già sottoscritta da tempo dalle tante realtà sociali e civiche del territorio", dichiarano in una nota congiunta il gruppo consiliare IDV municipale e il coordinatore Marco Argenti. L'Italia dei Valori con questa mossa compie la prima vera azione di opposizione all'Amministrazione Lorenzotti. Lancia una sfida ai suoi avversari politici e traccia una linea guida per dare una svolta alle sorti del territorio dell'VIII Municipio, salvo ripensamenti. Mentre Pd e Udc continuano a presentare sterili mozioni, il gruppo dell'Italia dei Valori sembrerebbe deciso a compiere fatti concreti. Auspichiamo che i buoni propositi del gruppo legato a Di Pietro non siano il solito fuoco di paglia, ma che si concretizzino nell'Aula Consiliare al più presto. Se così non fosse, l'Italia dei Valori cadrebbe nel ridicolo e in un baratro dal quale non troverebbero più un appiglio per uscire.

NUMERO

16 ANNO V

3

RECINTATO IL PARCO DI VIA ERICE IL

CONSIGLIERE

MASTRANGELI

RIVENDICA

L'OPERA E PUNZECCHIA I COLLEGHI CONSIGLIERI:

"MENTRE

TUTTI GIÀ STANNO CON LA TE-

STA IN CAMPAGNA ELETTORALE, IO CONTINUO A LAVORARE PER I CITTADINI".

rano anni che i cittadini attendevano un'opera che salvaguardasse il parco di via Erice dai vandali e dal degrado. Tre anni fa, a prendersi l'impegno, fu il consigliere Mastrangeli, allora appartenente al gruppo municipale del Pd, che con la collaborazione del consigliere comunale Panecaldo riuscì ad ottenere un emendamento di 20mila euro per la recinzione del parco.

E

FEDERICA GRAZIANI

dendo di fatto il patto di alleanza con il Pd, nella figura del capogruppo Scorzoni. Colui che potrebbe gettare nell'umiliazione l'opposizione se proprio Villino non si presentasse a votare la mozione presentata proprio da lui. Ma a Biferi piace stare in prima fila, sempre meno attento agli equilibri già precari dell'opposizione, va avanti dritto per la sua strada per inseguire il sogno di diventare il prossimo Presidente del Municipio. Ad oggi può rifilare ai piani alti del suo partito l'acquisizione di un terzo elemento, può rivendicare la paternità di una mozione che, qualora passasse, vedrebbe lui come primo firmatario. Il suo profondo ego lo ha spinto su un terreno impervio: pagherà politicamente a caro prezzo l'eventuale sconfitta nella mozione di sfiducia se proprio Villino non si presenterà a votare. Sarà il Pd a chiedere il conto! Calcare la scena da protagonista a tutti i costi, solo questo conta per Biferi. Intorno a lui, coloro che lo sostenevano, oggi sono pronti a dargli battaglia. Il suo egoismo politico, la sua incontenibile voglia di emergere, lo hanno portato a sottovalutare l'importanza di avere un gruppo unito intorno a sé in funzione di quella ascesa a cui tanto ambisce. Un uomo solo, che oggi rivendica la paternità di una mozione che è stata presentata male nei modi e nei tempi e che mette tutta l'opposizione a repentaglio di una possibile sconfitta politica che sarà tutta a firma di Romolo Biferi. FEDERICA GRAZIANI

"Dopo numerose richieste dei cittadini esasperati dai numerosi atti di vandalismo, sono riuscito, tramite un emendamento del consigliere Pd Panecaldo, a far recintare il parco con un costo di 20mila euro. L'opera risale a quando militavo nel Pd. Ci sono voluti tre anni, perché con il tempo sono cambiati 3 geometri, i cittadini avevano quasi perso le speranze". Il parco, ormai recintato, sarà custodito dai cittadini che si preoccuperanno di vigilare e mantenerlo in buono stato: "I cittadini hanno le chiavi del parco, hanno formato un'associazione. In questo periodo che parlano tutti di campagna elettorale, io continuo a lavorare per i cittadini". STEFANIA PANETTA


4

NUMERO

MUNICIPIO

16 ANNO V

D'Angelo si dimette e attacca il Presidente

“H

o scelto di revocare le deleghe di Ezio D'Angelo in seguito all'evoluzione della questione che lo vede coinvolto. Il mio atto è stato compiuto soltanto a questo punto della storia perché ho voluto appositamente aspettare i risvolti del caso che aveva coinvolto il nostro municipio. Nessuno mi ha detto di fare ciò che ho fatto, ma ho creduto fosse necessario viste le vicissitudini dell'ultimo periodo. Probabilmente si sarebbe dimesso anche se non l'avessi sfiduciato io". Sono le dichiarazioni rilasciate dal Presidente del Municipio Lorenzotti al periodico Ottavo News che spingono l'ex Assessore ai Lavori Pubblici, Ezio D'Angelo, a contattare la nostra redazione per dare la sua versione dei fatti. D'Angelo era rimasto coinvolto nell' inchiesta legata a Samuele Piccolo, suo referente comunale, e aveva ricevuto un avviso di garanzia. Dopo varie pressioni da parte dell'opposizione, ma anche del gruppo dei rampelliani, che poche settimane fa annunciavano che avrebbero disertato i lavori dell'Aula, facendo quindi mancare i numeri legali, fino a quando il Presidente non avesse ritirato le deleghe a D'Angelo, Lorenzotti annuncia le "volontarie dimissioni dell'ormai ex Assessore in Consiglio". Quale è la sua versione dei fatti? Leggo su Ottavo News che il Presidente dice di aver avviato la procedura della revoca delle mie deleghe al momento in cui c'è stata un'evoluzione sul mio caso. Da quel 13 luglio di questa storia non si è saputo più niente, non sono mai stato chiamato e non c'è stata nessuna evoluzione. Il Presidente inoltre dichiara che questa decisione l'ha presa direttamente lui, quando invece ha

FONTI: "VIA CARTOCETO È OPERA MIA" IN SEGUITO ALLE SEGNALAZIONI DI ALCUNI CITTADINI CHE DENUNCIAVANO LA PRESENZA DI MANIFESTI A FIRMA DEL PRESIDENTE DEL CONSORZIO CARDELLA, CHE RIVENDICAVA LA PATERNITÀ DELLE OPERE

CARTOCETO, ABBIAMO PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE LAVORI PUBBLICI FONTI. REALIZZATE IN VIA CONTATTATO IL

el quartiere di Osa, nella giornata del 17 ottobre, sono apparsi numerosi manifesti che hanno fatto arrabbiare non poco i residenti del quartiere. Il Presidente del Consorzio Cardella, sulle affissioni, comunicava ai cittadini che i lavori per l'illuminazione e la messa in sicurezza di via Cartoceto erano opera sua. I cittadini non ci stanno e vogliono che la verità venga fuori e ci indicano il consigliere Fonti come autore degli interventi. Contattato Fonti dichiara: "Queste opere sono state realizzate grazie al mio interessamento e quello dell'AssessoreGhera, al quale ho indicato quali fossero le opere necessarie per la strada. Ho i documenti che attestano il mio impegno, che risale a due anni fa, e la paternità di queste opere, sfido Cardella a fare lo stesso e parlare con carte alla mano".

N

L'ORMAI EX VICEPRESIDENTE DEL MUNICIPIO RISPONDE ALLE DICHIARAZIONI DI LORENZOTTI E ATTACCA IL PRESIDENTE PER LA CATTIVA GESTIONE DEL GRUPPO DI MAGGIORANZA. detto davanti al gruppo di maggioranza che questa scelta veniva dal partito. Quindi è il partito che ha scelto di revocarle l'incarico? Questa sua iniziativa di revocarmi le deleghe nasce a prescindere da quello che erano le decisioni del partito, ma per un fatto suo personale, non c'è stata nessuna evoluzione delle decisioni del partito. In Aula Lorenzotti ha detto che lei si è dimesso volontariamente… Mi sono prima dimesso personalmente da Vicepresidente per non creare problemi, per un atto di responsabilità, dopodiché quello che accaduto dopo non riguarda la questione giudiziaria. E' inutile che lui va dicendo che in seguito a qualcosa di nuovo nell'inchiesta ha dovuto prendere questa decisione, soprattutto lui che ha sempre dichiarato di essere garantista. Che ci sono state delle evoluzioni è una bugia. Le mie dimissioni vengono anche dalla presa di posizione dei rampelliani, ha accelerato la mia scelta. Negli ultimi mesi ha sentito la solidarietà della maggioranza?

Solo i rampelliani mi sono stati contro, la maggioranza devo dire che mi ha sostenuto, l'opposizione invece ha fatto il suo lavoro. Cosa pensa della gestione del Presidente del gruppo di maggioranza? Gli ultimi fatti dimostrano il male politico che questo Presidente ha sviluppato nel centrodestra, un Presidente che non riesce a collegarsi con il gruppo di maggioranza, che perde 4 consiglieri, alimenta un clima di tensione all'interno del gruppo. La maggioranza, che ha lavorato duramente, si è stancata, si è rotto qualcosa. Lorenzotti ha tenuto per sé le deleghe che lei ha lasciato… Il Presidente si è tenuto le deleghe anche del sociale e vediamo che il sociale in Municipio non è migliorato. Oggi mantiene anche le mie deleghe, ma tanto le ha sempre gestite in modo personale. Il Pd ha denunciato la cattiva gestione delle somme urgenze nei Lavori Pubblici lei c'entra qualcosa? Io non sono a conoscenza di nessun capitolo di somma urgenza, non ho mai segnalato nessun capitolo di somma urgenza. Io come assessore non ho mai avuto nessuna comunicazione di somma urgenza. Continuerà con la politica? Le prospettive politiche sono difficili da immaginare per me, ho preso quasi mille voti tramite una campagna personale e spero i miei elettori possano continuare a seguirmi. FEDERICA GRAZIANI

REGIONE LAZIO: OCCUPATA SEDE DELLA GARBATELLA NESSUNA CERTEZZA SULLE FUTURE VOTAZIONI IN REGIONE LAZIO DOPO LO SCANDALO PDL E LE DIMISSIONI DI RENATA POLVERINI. LE OPPOSIZIONI TUTTE, ECCEZION FATTA PER I RADICALI ITALIANI, OCCUPANO L'ANDRONE DELLA REGIONE LAZIO ALLA GARBATELLA PER CHIEDERE CERTEZZE SULLE ELEZIONI NEL LAZIO ccuperemo a oltranza in attesa di una data per le elzioni". Così i consiglieri regionali di opposizione hanno cominciato la loro protesta il 16 ottobre. Hanno occupato l'androne della sede della Regione sulla Cristoforo Colombo. Unici assenti i Radicali Italiani che in un comunicato post-occupazione avvenuta hanno dichiarato come siano favorevoli alle elezioni in tempi brevi ma contrari a tali forme di protesta. La causa scatenante dell'occupazione è stata una conferenza stampa organizzata dalle opposizioni per "ripristinare la legalità" come ha dichiarato Nieri, in quota Sel. I due consiglieri regionali della Federazione della Sinistra affermano:"Se entro og-

“O

gi non verrà comunicata la data delle elezioni non ci muoveremo di qui: occupazione ad oltranza"; il capogruppo Pd Montino afferma che è disposto a "passare la notte" se non uscirà una data certa mentre il Consigliere dei Verdi Bonelli rincara la dose dichiarando in una nota come "l'inattività del Consiglio costa 54 milioni di euro alla collettività". Presente anche Celli, Lista Civica che caratterizza l'azione di stamattina da parte dell'opposizione atta a "smuovere una situazione incomprensibile: Formigoni in Lombardia dice che si può votare entro 40 giorni, la Polverini aspetta quando si potrebbe sistemare una volta per tutte la faccenda delle dimissioni" dell'ex sindacalista UGL. MARCO PICCINELLI

BUFERA IDV: COINVOLTO MARUCCIO NELLO SCANDALO DELLA REGIONE LAZIO CAPOGRUPPO IDV IN CONSIGLIO REGIONALE INDAGATO PER PECULATO. PUNTO DELLA SITUAZIONE DAL GRUPPO MUNICIPALE DEL PARTITO DELL'EX MAGISTRATO MOLISANO.

embra strano scrivere la parola "peculato" a fianco a quella di "Italia dei Valori". E invece è proprio così: il partito-creatura dell'ex magistrato all'epoca di Tangentopoli Antonio Di Pietro si trova così sotto le luci dei riflettori per la seconda volta. Dopo Fiorito che girava denaro nei suoi conti correnti, c'è Maruccio, capogruppo in Regione Lazio del gruppo IdV. La bufera arriva anche in VIII Municipio, laddove è presente il consigliere Durantini, il cui referente sarebbe proprio Maruccio. "Il10 ottobre è stata una giornata amara, una batosta che non mi aspettavo", esordisce l'esponente locale. "Siamo indeboliti da questi

S

eventi ma confidiamo sempre nelle persone preposte a valutare i candidati alle elezioni, ecco perché diciamo che devono essere votati e non nominati. Speriamo che la gente capisca, speriamo di riprenderci, personalmente queste cose non me le aspettavo dal nostro partito ". Un po' meno amareggiato del suo collega Durantini è il capogruppo in Municipio Rossi, che afferma con convinzione: "A livello municipale questa faccenda non avrà molte ripercussioni perché viviamo un'altra realtà: siamo il primo organo vicino ai problemi reali dei cittadini". MARCO PICCINELLI

ADDANTE VS. PD L'EX

VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO RACCONTA BEGHE E RIVINCITE SUI CONSIGLIERI EX DS DELL' VIII MUNICIPIO.

on le manda certo a dire Annamaria Addante, Presidente dell'Associazione Inquilini e Proprietari ATER e consigliere municipale dal novembre 1997 ad aprile 2008. Fuoriuscita dall'API di Rutelli nel giugno scorso, l'ex vicepresidente del consiglio si scaglia soprattutto con la componente Ds dell'attuale PD.

N

Che in VIII municipio avrebbe tentato in tutti i modi di darle addosso e di ostacolare ogni sua proposta o decisione. Per il solo gusto della ripicca. "Sinceramente i miei più grandi oppositori sono stati quelli della mia maggioranza quando ero consigliere nell' VIII Municipio" racconta. E fa riferimento soprattutto a due battaglie portate avanti in consiglio per Torre Spaccata e su cui oggi sembra riprendersi le sua rivincite. La prima, l'installazione di una rotatoria. "Fui attaccata ferocemente perché feci spendere 150.000 euro per salvare la vita alla gente a piazza Sor Capanna, dove c'era un incidente al giorno, facendo fare quella rotatoria. Dopo un anno e più che l'avevo messa, iniziarono i lavori per la metro e la rotatoria fu tolta. Alcuni cittadini assieme a quelli del PD che gli hanno dato fiato alle corde hanno detto che avevo sperperato il denaro pubblico. Le mie difese non sono state sufficienti quando suggerivo che la rotonda sarebbe stata rimessa al suo posto a termine dei lavori e niente sarebbe andato sprecato". Oggi la rotatoria, con gratificazione dell'ex consigliere, è, infatti, stata ripristinata. Con il tempo che sembra averle dato ragione. Come per la seconda lotta, quella sulle opere di compensazione della Metro C. "La cosa che più mi amareggia di tutti è la battaglia contro i parcheggi di via Namusa. Durante un incontro che la commissione lavori pubblici fece con Metro Roma e con Atac per realizzare 500 parcheggi sulla lingua di via Namusa come opera di compensazione alla Metro C, feci più volte presente che l'idea era sbagliata in quanto quelle strisce di terra erano con vincolo archeologico assoluto. Non c'è stato verso di farglielo capire e nell'accordo il risultato è che oggi i 500 posti non possono essere fatti e noi abbiamo perso una grande occasione per realizzare il grande parco della Torraccia. Tutto per la stupidità dei consiglieri PD dell' VIII. Ora io questo lo dico perché i cittadini devono sapere delle cose perché chi va a governare deve andare lì a fare le cose per far dispetto agli altri ma deve andare lì solo ed esclusivamente per migliorare la vita dei suoi cittadini" SILVIO GALEANO


MUNICIPIO

NUMERO

Sociale, abbiamo toccato il fondo era Lorenzotti sta per terminare e tutti coloro che operano nel sociale, gli assistiti e i familiari di questi ultimi stanno facendo il conto alla rovescia. Con arroganza, incapacità e incompetenza, colui che dovrebbe svolgere il ruolo di Assessore al Sociale in VIII, Lorenzotti, comunica con una lettera alla cooperativa Iskra che dal 31 ottobre non sarà più possibile portare avanti il servizio di assistenza domiciliare agli anziani e quello di assistenza ai ragazzi disabili nelle scuole. Sono terminati i fondi, dicono dal Municipio. Ad agosto però si apre e si chiude un mese dopo il bando per la ginnastica agli anziani di circa 125mila euro, per far saltellare i nonni in tuta rossa, si avviano due servizi identici Pronto si e Pronto nonno, e si lasciano alla canna del gas servizi vitali per i cittadini del nostro territorio. Servizi

L’

IL 31 VA

parlare dell'avventurosa impresa è un esponente del Movimento Articolo 0, Maurizio Santoprete, da sempre impegnato nel sociale, ex presidente del comitato di quartiere di Corcolle. Vicepresidente del consorzio di Corcolle, ex assessore alla scuola a Zagarolo, ex consigliere municipale. Su quali temi si baserà la vostra lista? Sono quelli dei movimenti che chiedono da sempre più rispetto per il sociale e una vera partecipazione, soprattutto non bisogna solo fare i passacarte rufffiani di chi al momento detiene il potere. Collaborazione significa confrontarsi e scegliere insieme il campo di battaglia e il modo col quale agire. Dico insieme perchè noi non chiediamo di essere i rappresentanti delegati dei movimenti, ma una componente di essi. Ci sono delle battaglie a cui noi abbiamo partecipato e continuiamo a partecipare come il riconoscimento della periferia come risorsa vitale del Lazio, il mantenimento e il miglioramento dello stato sociale, lo svilup-

A

MAURIZIO SIMMINI, PRESIDENTE DELLA COOPERATI-

ISKRA,LANCIA L'ALLARME.

che mai nessuno in passato ha lasciato sospesi o senza risorse. Lui, Lorenzotti, ci riesce e dimostra tutta la sua inadeguatezza politica. Così Maurizio Simmini, Presidente della cooperativa Iskra, organizza insieme ad altre realtà, un incontro venerdì 19 ottobre alle ore 10 presso la Sala Cinema del Municipio per comunicare agli utenti la prossima chiusura dei servizi. "Diamo queste informazioni - spiega Simmini - perché l'amministrazione non si è curata di farlo e crediamo che gli utenti debbano essere a conoscenza del fatto che il servizio potrebbe non essere più attivo. Ho inviato una lettera alle istituzioni capitoline perché la questione potrebbe essere argomento di discussione nel bilancio comunale. Qui in Municipio dicono di aver

5

UP&DOWN

OTTOBRE SARANNO SOSPESI I SERVIZI DI ASSISTENZA AGLI ANZIANI E AI RA-

GAZZI DISABILI NELLE SCUOLE.

16 ANNO V

finito le risorse per questi servizi. Ho difficoltà a pensare che ci sia un municipio che non riesca a soddisfare le esigenze delle persone più deboli e svantaggiate. Ho invitato a questo incontro anche presidenti di cooperative di altri municipi e nessuno sta in queste condizioni. Ci sono municipi di serie A e municipi di serie Z (il nostro). L'assistenza ad anziani è un servizio di base, è rivolto a persone molto gravi, che non hanno risorse economiche. Tutta gente che verrebbe abbandonata. Il servizio di assistenza per i bambini disabili alle scuole è un servizio di sostegno, che faranno poi i bambini? Stiamo parlando di servizi così essenziali che sembra tutto inverosimile. Non ci era mai capitata dal 1980 una situazione così paradossale! Il Presidente è stato particolarmente assente rispetto ai temi del sociale! Non ti metti a spendere

ITALIA DEI VALORI Opposizione vera

BIFERI In solitaria

LORENZOTTI Attaccato alla poltrona!

PAPARELLI Dalla padella alla brace

GRASSO Non conosce il regolamnto! soldi per un servizio telefonico che esiste o a pagare la ginnastica per gli anziani se poi non hai le risorse per i servizi di base!". Se il primo cittadino del Municipio se ne frega, invitiamo quei pochi consiglieri degni ancora del nostro rispetto politico a trovare una repentina soluzione a questo grave problema. FEDERICA GRAZIANI

IL MOVIMENTO ARTICOLO Ø LANCIA LA SFIDA UNA

LISTA REGIONALE IN COLLABORAZIONE CON TUTTI

I MOVIMENTI, I CITTADINI E LE ASSOCIAZIONI DEL

LA-

ZIO PER CAMBIARE IL SISTEMA.

po della partecipazione in tutti i campi, ribadire che la Regione deve essere uno specchio in cui tutti devono poter vedere il bello e dove tutto sia trasparente. Dove non si avvallino forme di finanziamento occulto ai partiti, siamo contro i vitalizi, perchè riteniamo che chi è eletto debba andare in pensione con quello che ha versato come tutti, che non ci sia più l'assegno per il reintegro nella vita normale dopo la fine della legislatura. Nella vostra piattaforma sono presenti i partiti saranno presenti in questa lista? I partiti non sono presenti nella nostra lista, perchè loro ragionano ancora come chi sta dalla parte del giusto e che

se vuoi chiedi a loro che ti aiuteranno, noi chiediamo di alzarsi dalla poltrona (di casa) e di essere protagonisti. Noi siamo tra la gente nei comitati per la difesa della scuola pubblica per ribadire che l'acqua è un bene comune, che il diversamente abile e la sua famiglia non vanno ghettizzati, ma aiutati, che il nostro territorio è stufo di perdere verde solo per far piacere alla lobby dei costruttori, non possiamo pensare che il compito primario di un ente sia esso Comune o Regione diventi soltanto un esattore per conto del governo nazionale, e abbiamo un dubbio anche sull'eliminazione delle Province, per la loro vicinanza e utilità, sono più utili le Regioni (visto anche gli ultimi tagli del governo sui compiti) o erano forse meglio le Province? FEDERICA GRAZIANI


6

NUMERO

MUNICIPIO

16 ANNO V

IDV E SEL: PRIMA I PROGRAMMI, POI LE ALLEANZE PROVE

TECNICHE DI TRASMISSIONE/AL-

LEANZA IN OTTAVO MUNICIPIO.

NON

CI

SI ESPONE E SI VUOLE PARTIRE DAI PROGRAMMI SIA SECONDO L'ITALIA DEI LORI, SIA SECONDO

VASINISTRA ECOLOGIA

LIBERTÀ. arco Argenti, coordinatore dell'Italia dei Valori in VIII municipio, vuole partire dal programma. Niente numeri, niente coalizioni immaginarie che poi al momento della preparazione alla tornata elettorale vengono disilluse. Programmi, carta alla mano. E' chiaro su questo punto il coordinatore del partito di Di Pietro: "Non vorrei parlare di alleanze sulla base di numeri ma sulla base di teste, sulla base di cittadini che ascoltano un programma e lo ritengono valido". Stesso discorso quello del coordinatore di Sinistra Ecologia Libertà che afferma "prima di un discorso di sigle vorremmo un discorso sui programmi che verranno presentati e discussi". Una sola differenza marca l'IDV e Sel: la partecipazione alle primarie. Simeoni afferma chiaramente come Sel vorrebbe partecipare alle primarie "stiamo valutando, al momento, se candidare un nostro esponente. Se non dovessimo averne la forza, si vedrà". Sul nome che Sel proporrà, Simeoni rimane reticente affermando come sia "inutile fare nomi perché dobbiamo sentire gli altri coordinatori di sezione prima di proporre la candidatura". Secondo Argenti, invece, "le primarie del Pd sono una sorta di 'dibattito interno'. Certo, personalmente si può parteggiare per uno o per un altro candidato ma non sapevamo quali fossero i candidati, sapevamo che c'erano ma non sapevamo chi" e conclude "noi stiamo alla finestra per capire la situazione". MARCO PICCINELLI

M

Approvato il Toponimo Osa il primo toponimo ad essere approvato in Municipio. Nel consiglio dell'8 ottobre, di fronte ai cittadini del quartiere Osa, maggioranza e opposizione dicono si al percorso che porterà questa zona ad ottenere finalmente i servizi. Da una zona abusiva, Osa finalmente potrà godere degli stessi diritti degli altri quartieri: quindi acqua diretta, illuminazione pubblica, scuole, case e parchi. A presentare il toponimo un emozionato Marco Dari, Presidente del Consiglio, in assenza della Presidente della Commissione Urbanistica, Vanda Raco. "E' stata dura approvarlo perché è stato un percorso lungo, ci abbiamo messo

E’

IL CONSIGLIO

APPROVA IL TOPONIMO CHE PORTERÀ FINALMENTE I SERVIZI AI CITTADINI DEL QUARTIERE OSA. ORA MANCA SOLO L'APPROVAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE.

due anni. Parte dal 1997, i cittadini avevano perso ogni speranza. In questo dobbiamo ringraziare i consiglieri comunali Di Cosimo e Ghera. Ora deve andare in Consiglio Comunale per l'approvazione definitiva, che ci dicono avverrà entro Natale, da quel momento tutti i cittadini potranno presentare il progetto per il quartiere". In un momento così importante per la maggioranza municipale, Dari non può fare a meno di dare una stoccatina ai consiglieri assenti: "Chi è assente, nel giorno dell'approvazione del toponimo, se ne prende la responsabilità.

Alcuni hanno messo davanti all'interesse collettivo quello politico e di partito. Chi è assente oggi ha delle gravi colpe". Anche di fronte a temi come il toponimo di Osa, quindi il bene comune, il Pd non risparmia i soliti attacchi politici, fomentato anche dalla presenza tra il pubblico il responsabile dell'urbanistica del Pd VIII Municipio, Bruno Pulcinelli. Sarà Scorzoni colui che farà l'arringa più feroce e rivendicherà l'impegno e la paternità di un successo che "non sarebbe stato possibile senza il Pd". Ma ai cittadini che stanno da anni senza acqua diretta nelle loro case cosa importa? FEDERICA GRAZIANI

SCIPIONI: "ALTERNATIVA PER UN TERRITORIO MARTORIATO” "BATTERE LE DESTRE IN MUNICIPIO" E "CREARE UN'ALTERNATIVA CREDIBILE", QUESTI GLI OBIETTIVI DI SCIPIONI CHE NON VUOLE POLEMIZZARE COL CAPOGRUPPO PD IN MUNICIPIO A SEGUITO DELLE DICHIARAZIONI RILASCIATE SU ALCUNI ORGANI DELLA STAMPA LOCALE. 'ottavo ha bisogno di un cambiamento radicale", così Scipioni, primo candidato alle primarie del Partito Democratico dell'Ottavo municipio. A Scorzoni che aveva dichiarato che Scipioni non è il candidato del Pd ma solo di una parte di esso, il candidato alle primarie risponde così: "A me non interessa la polemica con Scorzoni, ai cittadini non interessa: il 60% dei cittadini non vota, posso mettermi a battibeccare con il capogruppo? I battibecchi non fanno mai bene. A me, personalmente interessa dare una proposta politica nuova al territorio. Forse quando non si ha più niente da dire si mette in campo "la macchina del fango" propria della destra. Scorzoni ha perso tutte le tornate elettorali, se lui usa questa "macchina" è un problema suo". Parte all'attacco Scipioni ma non vuo-

“L

le polemizzare perché, come dice lui stesso, vuole cercare un'alternativa credibile per battere le destre in Municipio. Anche perché, come ricorda il candidato alle primarie "Scorzoni ha votato insieme al centrodestra l'aumento delle cubature" e aggiunge "non si può chiedere cambiamento e alternativa con i soliti noti, c'è bisogno di cambiamento reale. Non sono molto interessato alle sue opinioni e dico soltanto che ho rivendicato un congresso non regolamentare che c'è un fallimento della classe dirigente di cui lui ne è artefice". L'affondo finale è riguardo la presenza elettorale perché Scorzoni, dice Scipioni "ha perso tutte le competizioni elettorali in cui si è presentato, per diventare consigliere municipale ci sono volute quattro elezioni. Inoltre vorrei ricordare che sono stato sempre il primo ad essere eletto". MARCO PICCINELLI

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO EGREGIO DIRETTORE, mi permetta di inviarle questa mia riflessione: le dico solo una parola "Candidite", un virus che sta contagiando i maggiori esponenti politici e non del nostro Municipio, uno fra tutto il nostro minisindaco, capitano di una maggioranza ormai allo sfascio. Esempio plateale di questo virus è il refettorio di San Vittorino, sul quale mi corre l'obbligo di rivendicarne l'assoluta paternità; e non glielo dico per mettere la bandierina partitica su questa importante opera, come qualcuno malignamente potrebbe pensare, mi creda, al momento non ho alcuna velleità di candidatura, bensì per il rispetto dei cittadini e degli insegnanti che in questi anni hanno lavorato con me affinché il refettorio vedesse la luce. Questa infrastruttura, e lo possono testimoniare gli atti in mio possesso, è stata finanziata con i 36mila euro dell'emendamento che il mio referente in Consiglio Comunale, orami ex, ovviamente, ha presentato nell'assestamento di bilancio del 2005 e con i 150mila euro reperiti da Fabrizio Scorzoni, allora Assessore ai Lavori Pubblici, necessari per completare il refettorio e per riqualificare l'intero edificio scolastico. Punto. È stato, come ho dichiarato nel suo articolo, un lavoro in tandem, all'unisono. Consiglio a questi signori, che aleggiano sul Municipio come avvoltoi, di evitare di accaparrarsi opere di cui non conoscevano l'esistenza. Saranno gli elettori a presentare il conto delle vostre menzogne! Sono sempre più convinto della mia scelta di aver abbandonato il centrodestra, che è riuscito soltanto a portare allo sfacelo il nostro territorio. Anzi, se proprio volete fare un favore ai cittadini, dimettetevi in massa; tutti, Presidente per primo. Cordiali Saluti DAVID NICODEMI

LA RACO SE NE FREGA DEL TOPONIMO OSA E'

LA

PRESIDENTE

DELLA

COMMISSIONE URBA-

NISTICA MA AL CONSIGLIO PER L'APPROVAZIONE DEL TOPONIMO

OSA

FIRMA, PRENDE QUINDI IL

GETTONE PRESENZA, E SE NE VA IN SEGNO DI PROTESTA PER L'ALLONTANAMENTO DELL'AMICO

EZIO

D'ANGELO. n'altra caduta di stile per la consigliera Vanda Raco che mette prima l'interesse politico rispetto a quello dei cittadini. L'approvazione del toponimo Osa, infatti, arriva nel giorno in cui Lorenzotti sfiducerà Ezio D'Angelo. Lei per protesta decide di non partecipare alla seduta, nonostante presieda la commissione. Decide di non partecipare ma di non rinunciare al gettone presenza, infatti firma e se ne va. Le cattive abitudini sono dure a morire! FEDERICA GRAZIANI

U


MUNICIPIO

NUMERO

GRA Bis, un mostro lungo 35 Km n'opera che se realizzata avrà un impatto devastante sul territorio. Il Ministero delle Infrastrutture e l'Anas hanno avviato le procedure per la realizzazione di un'autostrada per il collegamento di Tor de Cenci alla A1 Milano Napoli. Si tratta di un nastro d'asfalto di 34,5 Km, 6 corsie + 2 di emergenza con pedaggio a pagamento che solcherà il territorio di 12 comuni ad elevata densità abitativa. Il costo complessivo è di 1 miliardo 660milioni di euro per un totale di circa 48 milioni a chilometro. E' quello che è già noto come il progetto del Gra Bis. "Abbiamo saputo che il 12 luglio è stata convocata la conferenza dei servizi - spiega Bonessio - per quest' opera. Utilizzando lo snodo di Tor de Cenci si svilupperà un asse che andrà a solcare ben 12 aree protette passando per Vallerano, Trigoria, Castel di Leva, Castel Fattoria, Divino Amore, Fioranello, Ciampino, Morena, Anagnina, Tor Vergata, Torrenova, Vermicino, Casilina, Laghetto, Fontana Candida e Valle Martella". Si andranno ad intaccare zone dove si produce il pecorino romano DOP, il Frascati .DOC e il Frascati superiore DOCG. "L'asse solcherà numerose aree protette del litorale romano, Decima Malafede, l'Agroromano, il Praco dell'Appia Antica, la Città di Gabii per dirne alcuni. "Chiediamo che vengano impostate soluzioni che disincentivano il trasporto su gomma, che venga ripristinato il diritto alla mobilità", tuona Bonessio. Il Gra Bis sarà devastante particolarmente per l' VIII Municipio. Dallo svincolo Roma - Napoli passerà vicino l'incompiuta Città dello Sport fino ad arrivare a via di Vermicino, via Grotte di Dama, via Nicolosi, via Prataporci, via Fontana Candida, via Casale del Finocchio, via Quarto Grande, via della Fontana Corviam via Fontana Rotta, via del Ponte di Pantano, via Santa Maria Le Quinte, via Casilina fino a d arrivare a

U

"UNA LINGUA DI ASFALTO A 8 CORSIE A PEDAGGIO CHE SOLCHERÀ12 AREE PROTETTE". E' LA DENUNCIA DI NANDO BONESSIO, PRESIDENTE DEI VERDI LAZIO.

16 ANNO V

7

L A SCHEDA 8 CORSIE 35 KM KM A PEDAGGIO 1,7 MILIARDI DI EURO 48 MILIONI A CHILOMETRO COSTO: 1 MILIARDO 660MILIONI STRADE INTERESSATE NELL' VIII Città dello Sport, via di Vermicino, via Griotte di Dama, via Nicolosi, via Prataporci, via Fontana Candida, via Casale del Finocchio, via Quarto Grande, via della Fontana Corviam via Fontana Rotta, via del Ponte di Pantano, via Santa Maria Le Quinte, via Casilina fino a d arrivare a Valle Martella.

CRONOPROGRAMMA 2012 (DICEMBRE)

FINE FASE DI CON-

CERTAZIONE PROGETTO PRELIMINARE

2013 GARA DI CONCESSIONE 2014 PROGETTO DEFINITIVO E

PROCEDURA

APPROVATA

2015

CONCLUSIONE E REDAZIONE PROGET-

TO ESECUTIVO

2016 (GENNAIO) AVVIO LAVORI 2019 FINE LAVORI

Valle Martella. "Nel territorio dell' VIII Municipio si andranno a toccare numerose zone dell'Agroromano. Si rischia di colpire non solo l'ambiente, ma anche causare danni ai numerosi agricoltori di quelle zone". I lavori dovrebbero iniziare nel dicembre 2012 e concludersi nel 2019. Il sospetto è che si svolgeranno tramite Project Financing, quindi sarà un'ulteriore opera che andrà ad arricchire i privati. "Con i nodi di scambio si massacra il traffico. Inoltre quest'opera è stata pensata non valutando i nuovi insediamenti, Rischiamo di congestionare ancora di più il traffico e di realizzare un'opera che potrebbe rilevarsi un autogol. Nel 2012 c'è bisogno di alternative sostenibili. Bisogno incentivare il trasporto pubblico. Con le risorse stanziate per quest'opera, avremmo potuto costruire una metropolitana di tutto rispetto. Il Gra Bis sarà una nuova opera inutile che pagheranno i cittadini", conclude Bonessio. Ancora una volta viene deturpato il territorio dal cemento. E molto appartiene all' VIII Municipio. FEDERICA GRAZIANI

ASSOCIAZIONE COLLINA DELLA PACE SUL PIEDE DI GUERRA PARLA NORIS PIVETTA, VICEPRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE: a ns. associazione si sta attivando per denunciare questo inutile scempio a danno dei cittadini e delle aziende agricole che vivono di lavoro della terra . E' insulso spendere tutti questi soldi in trasporto privato a danno di quello pubblico, quando in questo versante si potrebbe rafforzare il trasporto ferroviario per i pendolari (FR6 Stazione Colle Mattia e Stazione Tor Vergata) che viaggiano a mo' di carro bestiame, o finire questa benedetta Metro C, la cui apertura è stata rinviata dall'A.D. di Roma Metropolitane a settembre 2013, senza contare che dovremmo accontentarci della tratta Pantano Borghese-Parco Centocelle. Il Gra bis passerà su case, su vigne ad uva DOC, su uliveti, su verde pubblico e sulla scuola mai costruita, ma progettata 20 anni fa per i 400 ragazzi/alunni pendolari di Pantano Borghese. Come al solito un progetto insulso che viene dall'alto senza chiedere il parere e la condivisione dei cittadini e che non rispetta la dignità abitativa della periferia e degli ultimi spazi verdi dell'Agro Romano. Noi, in periferia, non possiamo aspirare alla bellezza e al decoro del centro storico. Ora vogliamo vedere CHI si mobilita accanto ai cittadini, i quali invece di trovare aiuto e sviluppo dalla politica e dall'amministrazione, si trovano sempre a lottare contro ostacoli insormontabili. BASTA!

“L


8

NUMERO

PRENESTINO

16 ANNO V

-

COLLATINO

Colle degli Abeti, tre nuove occupazioni on trova pace Castelverde B4. Un piano di zona bloccato a causa del mancato esproprio del terreno di alcune palazzine e dal continuo ritardo di opere di urbanizzazione primarie. Con il risultato che le famiglie che hanno acquistato case, stanno ancora aspettando di poterci entrare. Nell'ultimo mese, l'area è stata oggetto di tre nuove occupazioni. Dopo quella lampo di quest'estate in via delle Cerquete, ad opera di 11 famiglie italiane sostenute dall'Opera Nomadi e sgomberate in una settimana, è toccato agli appartamenti di via Padre Giuseppe Filograssi e via David Maria Turoldo. Se la prima è durata meno di 24 ore, con lo sgombero forzato avvenuto nella mattinata del 5 ottobre, le seconde sono ancora in corso. Si tratta di due palazzine. La prima occupata da circa 15 giorni. Ventidue appartamenti per ventidue famiglie, tutte italiane. Ex sfrattati, alcune donne incinta. Dicono di non appoggiarsi a nessuna associazione e si fanno scudo sul fallimento della cooperativa costruttrice, avvenuto, a loro dire, da tre anni. Venerdì 12 ottobre la polizia ha effettuato un sopralluogo per eleggere il domicilio dei residenti e lo sgombero potrebbe essere imminente. La seconda palazzina è stata occupata, sulla scia dell'entusiasmo della prima, il 10 ottobre. Si

N

DOPO L'OCCUPAZIONE LAMPO DELLO SCORSO AGOSTO, NUOVE OCCUPAZIONI. QUESTA PADRE GIUSEPPE FILOGRASSI, SUBITO SGOMBERATA, E VIA DAVID MARIA TUROLDO, ANCORA IN CORSO.

VOLTA IN VIA

tratta di 32 famiglie per un totale di 40 bambini. In larga parte donne incinta Di nazionalità mista: italiana e marocchini, di prima e seconda generazione. Il giorno in cui sono penetrati è scattata una rissa con gli occupanti di fronte. Preoc-

cupati che l'arrivo di una seconda occupazione potesse scatenare esiti negativi anche sulla loro. Anche in questo caso non si riesce ancora a capire se la palazzina sia opera di una cooperativa di costruttori fallita o se le case siano già state assegnate.

Le forze dell'ordine effettueranno i dovuti accertamenti. E intanto, però, i poveri abitanti di Colle degli Abeti che si sono sobbarcati i mutui, stanno ancora aspettando la loro, di casa. SILVIO GALEANO

ECCO CHI SONO GLI OCCUPANTI DI VIA TUROLDO IL

GIORNO DELLA SECONDA OCCUPAZIONE IN VIA

TUROLDO AVVENUTA IL 10 OTTOBRE, LA FIERA UNO SPACCATO DELLE LORO STORIE.

DELL'EST HA PARLATO CON ALCUNE DONNE OCCUPANTI.

iù di sessanta persone. Trentadue famiglie. E un totale di circa 40 bambini, senza contare quelli in arrivo. Qualcuno italiano, qualcuno marocchino. Ma tutti in attesa di una soluzione abitativa. Si tratta degli occupanti della seconda palazzina di via Turoldo. Che hanno forzato l'edificio lo scorso 10 ottobre, andandosi ad aggiungere alle 22 famiglie italiane che avevano occupato una settimana prima di loro nella palazzina di fronte. "Ho dormito nove mesi in macchina" racconta Azzurra Paris, giovanissima e agguerrita, già madre e in attesa di un altro bambino. Racconta di Gino Chiapparelli "il più grande di tutti" e di quando "ci volevano buttare in una casa famiglia sulla Nomentana ma ho detto di no". Come lei, anche Angela Caldiero ha vissuto in una macchina "Non vogliamo rubare niente a nessuno. Ho già un bambina di 10 anni e sono all'ultimo mese di attesa per un altro figlio. Abbiamo dormito in macchina fino a quando ad agosto non ci hanno trasferito in un residence. Ma mio marito è disoccupato". Sono tutte storie molto vicine fra loro, di donne spesso sfrattate o separate, che vengono da altre occupazioni. Come Susi, l'ingiunzione di sfratto un anno fa, separata con due bambini. "Vivo in appoggio da un'amica. Il giorno dello sfratto hanno provato a mandarci in una casa

P

famiglia ma ero preoccupata che mi togliessero i bambini". A lei qualcuno aveva già proposto di vivere in un'occupazione, per la cifra di 6000 euro. O Rita Taddeo che ha vissuto altre occupazioni dall'86 ma che, una volta separata dal marito, non ha ottenuto la scissione. Ha una figlia con problemi cardiaci e lei stessa ne soffre. "Sono un pacco postale. Mi sposto di qui e di là. Io e mia figlia non abbiamo domicilio né un punteggio per avere in assegnazione delle case popolari". E ancora Zara L. che ha vissuto a L'Aquila fino a quando il terremoto non l'ha costretta a ritornare a Roma. "Io e mio marito lavoravamo in un albergo a L'Aquila. Poi abbiamo perso il lavoro e io sono rimasta incinta. Infine il terremoto che ci ha fatti tornare nella capitale in appoggio in un'altra casa. Lavoro in nero fino alle due". E infine Miriam, anche lei incinta, la più discreta, un fil di voce: "Mio marito faceva il muratore. Poi ha perso il lavoro". Vive in appoggio da un'amica che, per le sue convinzioni religiose, non vuole che il marito si trasferisca a vivere con loro. Per tutte quelle notti è rimasto a dormire in un casale. SILVIO GALEANO

SCUOLA DI VIA CATIGNANO, IL PRANZO SI CONSUMA NELLE AULE DOVE SI STUDIA ANCORA UNA SEGNALAZIONE PER L'ISTITUTO FATISCENTE DI CASTELVERDE. LA NUOVA DENUNCIA DI UNA MAMMA: "RIENTRO SETTIMANALE CON PRANZO DA CASA MA CONSUMATO NELL'AULA DOVE SI STUDIA". NELLA SCUOLA NON CI SONO GLI SPAZI E CI SAREBBERO NUOVI RITARDI PER IL TRASFERIMENTO NELLA SCUOLA DI VIA

CAMARDA

U

na media di ventotto alunni a classe, un unico bagno per un totale di duecentosettanta bambini e bambine, un cortile impraticabile a causa della scala antincendio, la trasformazione della palestra in aule didattiche, la mancanza delle uscite di sicurezza, il trasferimento nel nuovo istituto di via Camarda continuamente rinviato. Le problematiche e le conseguenti ripercussioni sui bambini della scuola elementare di via Catignano, ricavata da un edificio privato con grandi difficoltà logistiche, le conosciamo bene.

E sono state più volte denunciate dai genitori che ne hanno chiesto la chiusura. Ci si mette ora anche il rientro settimanale. Secondo una delibera d'istituto, infatti, viene ora chiesto ai bambini di portare il pranzo da casa. Ma se nella scuola non esistono spazi comuni e ricreativi, il risultato è che il pasto viene direttamente consumato nelle aule dove si fa lezione. La nuova denuncia è di Valentina D'Alessandri, una delle mamme. "Ci hanno consegnato l'orario provvisorio per il mese di ottobre e, nonostante la Asl non abbia dato il consenso per mangiare all'interno, dell'istituto hanno deciso di fare un rientro settimanale, fino all'apertura della nuova scuola. Le maestre ci hanno spiegato che accostano tutti i banchi in una parte dell'aula didattica creando uno spazio per il pranzo. Ma la Asl aveva stabilito che lì dentro i bambini non potevano assolutamente mangiare perché mancavano le condizioni igieniche". A quanto pa-

re, il rientro stabilito nei giorni di lunedì e mercoledì si protrarrà fino a quando i bambini non saranno trasferiti nel nuovo plesso di via Camarda. Che doveva essere assegnato per intero ai bambini di via Catignano e che, invece, è risultato particolarmente ambito e sarà consegnato per metà, vista la presenza della mensa, anche alla scuola di via Città Sant'Angelo che svolge il tempo pieno. L'assegnazione della nuova scuola è prevista per il 5 novembre ma, stando a quanto comunicato dal Municipio alla signora D'Alessandri, forse non sarà pronta prima del nuovo anno. "Qualcuno dice che stiano dividendo in due le aule per far entrare più bambini e che sia per questo che ancora non è stata consegnata. Quando mi sono recata al Municipio delle Torri per presentare il modello Isee mi è stato detto che il trasferimento avverrà dopo le vacanze di Natale". SILVIO GALEANO


10

NUMERO

PRENESTINO

16 ANNO V

ia Capitini è una strada senso unico, ma la segnaletica non la si rispetta molto. Quasi mai, a dire la verità. Capita spesso che un'automobile che sta percorrendo la via in questione nel normale (e obbligatorio) senso di marcia si incroci con un'altra che arriva contromano "ma ha ragione quella che viene al contrario", ironizzano i cittadini. Il problema delle unità abitative ATER (ex IACP), ad un primo sguardo non sembrano essere molti: sono case colorate, composte da massimo 4 piani. E' il contorno che è problematico. Già nel precedente numero, ci eravamo occupati della situazione del civico 16 di via Capitini. Questa volta la lente d'ingrandimento si posa su tutto quel corollario di situazioni che rendono tale un quartiere o un agglomerato urbano. I marciapiedi di via Capitini, con annessi tombini, sono in condizioni pessime per-

V

-

COLLATINO

Via Capitini, tutto bello... da fuori DAL

CAMPO DI CALCIO CHE OCCUPA PARCHEGGI ASSEGNATI, ALLA FOGNATURA PRATI-

CAMENTE COMUNE CHE FUORIESCE E RIMANE STANTÌA NEI LOCALI SOTTOSTANTI ALLE PALAZZINE PREPOSTI AL PARCHEGGIO DELLE AUTOMOBILI.

ché i parcheggi assegnati ai residenti delle case di fronte al campo sportivo sono perennemente occupati dai frequentanti dello stesso campo. Essendo perennemente occupati, gli operai che quest'estate hanno dovuto riparare i guasti alla fognatura, parcheggiavano i loro camion sul marciapiede. Anche perché la fognatura è unica per tutti i palazzi:

"Dovevano finire di costruire in fretta e invece di fare gli allacci come si deve hanno solo realizzato delle calate". Il risultato è che si intoppa facilmente, tant'è che quest'estate i residenti della zona sono stati per più di un mese con un miasma insopportabile appena aprivano le finestre e infine l'acqua della fognatura fuoriesce continuamente nei box sottostanti le palazzine di fronte i complessi realizzati dalla Romeo Srl. L'unico tombino che non ha visto riparazioni ma solo transenne è quello del civico 21. La sorte vuole che il primo piano non sia

stato costruito molto distante e che lo abiti una signora anziana che afferma di aver visto di tutto in quattro anni che l'hanno lasciato aperto: "fauna di ogni tipo, topi, odori indescrivibili". Ma il tombino sta ancora così. Ultima menzione la meritano gli affittuari dei negozi che stavano al piano terra delle palazzine: sono entrati, hanno riparato tutto di tasca propria - compresa la fognatura che fuoriusciva periodicamente - hanno reso vivibile un posto abbandonato come più o meno stanno facendo da due anni a questa parte i cittadini che hanno occupato l'istituto Hertz. Gli occupanti, però, si sono beccati le denunce di "routine". E se quegli uffici fossero rimasti ancora così abbandonati? O meglio, se al posto di essere abbandonati fossero stati sfruttati dagli amministratori locali? MARCO PICCINELLI

CENTRO FAMIGLIA DI PONTE DI NONA, TAGLI SUL PERSONALE E I SERVIZI a Giunta Municipale, in barba al Piano Regolatore Sociale, mesi fa ha dimezzato i fondi destinati al Centro Famiglia di Ponte di Nona, motivando la decisione con la necessità dell'apertura di un centro famigliare su via Casilina. Immediate sono state le ripercussioni per il Centro Famiglia di Ponte di Nona che, in seguito allo spacchettamento, ha dovuto ridurre le ore di lavoro per tutti gli operatori e chiudere il rapporto lavorativo con alcuni. "Ritengo che in una zona problematica come quella di Tor Bella Monaca, un centro per la famiglia sia necessario -

L

NELL'APRILE SCORSO, NONOSTANTE LA PRECEDENTE APPROVAZIONE DEL PIANO REGOLATORE SOCIALE, IL CENTRO FAMIGLIA DI VILLAGGIO FALCONE SI È RITROVATO CON LA METÀ DEI FONDI A DOVER GESTIRE LE ATTIVITÀ AVVIATE. TRA PROMESSE E REALTÀ, L'ATTIVITÀ DEL CENTRO CONTINUA TRA INEVITABILI TAGLI AL PERSONALE E AI SERVIZI. ci dice Concetta Ricco, Presidente della Cooperativa Cospexa - ma tutta la periferia dell' VIII Municipio presenta delle urgenze". Si tratta, infatti, di intere zone decentrate e spesso isolate dal resto della città. La drastica riduzione dei giorni di apertura della ludoteca ha creato disagi alle famiglie che avevano contato sulla possibi-

PER L'EDUCATIVA DI STRADA SERVONO SANTI IN MUNICIPIO LA COOPERATIVA SANTI PIETRO E PAOLO SI È AGGIUDICATA IL PROGETTO DI EDUCATIVA DI STRADA PER VENTIQUATTRO MESI, MA NEL QUARTIERE NON C'È TRACCIA NÉ DEGLI OPERATORI NÉ DELLA SEDE. a cooperativa Santi Pietro e Paolo è stata ritenuta idonea a gestire il progetto di Educativa di Strada, nonostante il monte ore messo a disposizione fosse inferiore a quello proposto nel progetto della cooperativa concorrente, la Data Coop, e la mancanza di un'esperienza specifica nell'intervento di strada, ben diverso dalla gestione di centri di aggregazione per adolescenti. La sede operativa, inoltre, non è sita nella zona popolare di Ponte di Nona, ma in quella più residenziale di via Caltagirone e ad oggi non risulta operativa. La Data Coop, che per anni ha gestito il progetto a Ponte di Nona, dopo le perplessità suscitate dalle modalità poco chiare dell'esito del bando, ha pubblicamente contestato degli elementi di incongruità logica del progetto presentato dalla Cooperativa vincitrice. L'Amministrazione ha convocato una riunione per ridiscutere la questione, ma non ha infine ritenuto di dover prendere in considerazione le obiezioni sollevate. La Giunta non ha messo in discussione la propria decisione, ignorando il lavoro svolto dalla Data Coop in questi anni, il suo radicamento nel territorio e le specifiche competenze maturate. La torbida atmosfera che avvolge questa vicenda non è che un'aggravante alla già difficile situazione delle cooperative che operano nel sociale: le risorse che le amministrazioni hanno destinato all'intervento sociale si sono progressivamente ridot-

L

te e con la crisi economica hanno subìto un'ulteriore contrazione. Poche le risorse, tanti, invece, i dubbi e le perplessità sul criterio col quale queste risorse vengono indirizzate e una ragionevole preoccupazione rispetto alla garanzia di continuità di un intervento sociale necessario a Ponte di Nona. Il mancato affidamento del progetto chiude un capitolo per la Data Coop e per il quartiere, ignorando il capitale importante di relazioni sociali e di successi ottenuti. Mario Battisti, Presidente della Data Coop, dichiara: "La criticità finanziaria ha costretto le amministrazioni a orientare i fondi verso referenti di sistema. Noi non siamo di sistema e c'è la possibilità che possano venire meno le condizioni della nostra stessa sopravvivenza. Dobbiamo ragionare per orientare diversamente il nostro intervento, o con fondi europei, meno condizionati da dinamiche politiche locali, o con interventi nuovi e ripensati completamente". A tal proposito, Battisti sostiene che "un monitoraggio e una valutazione costanti, da parte dell'amministrazione, dei progetti messi in campo, avrebbe consentito la creazione di un sistema di valutazione efficace e la garanzia del riconoscimento delle specificità e del successo o meno di ogni intervento". Nel frattempo, aspettiamo di vedere come, quando e se ripartirà il progetto di Educativa di Strada a Ponte di Nona. NATASCIA CIRIMELE

lità di usufruire di questo servizio e altri problemi ci saranno se il prossimo anno non si riuscirà a mettere in piedi il centro estivo. La scorsa estate, venuti improvvisamente a mancare i fondi che ne avrebbero garantito la realizzazione, la cooperativa aveva inizialmente rinunciato al progetto del centro estivo. "Anche se solo per due settimane, rispetto alle tre consuete - prosegue la Ricco - abbiamo deciso di fare comunque il centro estivo in seguito alle innumerevoli richieste pervenuteci dai genitori dei bambini che sono venuti nelle scorse estati. Si tratta di un servizio completamente gratuito per le famiglie e indispensabile per una realtà come Ponte di Nona". Se non

perverranno fondi sarà difficile pensare il centro estivo si farà nuovamente. La realizzazione ha comportato, per la cooperativa, spese di gestione che non può sostenere, per il pagamento degli operatori. Ora la Cospexa spera in un rimborso da parte del Municipio: la gratuità del servizio è una condizione che può essere preservata solo se in futuro perverranno fondi da parte dell'Amministrazione. Fondi che, forse, potrebbero arrivare con l'approvazione del prossimo bilancio. NATASCIA CIRIMELE

NASCE IL PROGETTO DELPHI DATA COOP, COSPEXA E INTEGR@ZIONE, INSIEME PER MONITORARE LA DOMANDA SOCIALE E I BISOGNI DEL TERRITORIO.

a periferia romana, in particolare quella del Municipio delle Torri, ha conosciuto cambiamenti rapidi e netti, ha visto sorgere nuovi quartieri ed è una realtà composita, dalle condizioni sociali, economiche e infrastrutturali diverse e spesso distanti. L'Amministrazione ha quindi la necessità di mappare le situazioni e i diversi tipi di bisogni delle aree periferiche e mettere in campo un intervento adeguato per promuovere processi di crescita e di integrazione delle diverse componenti sociali che vivono sul territorio. A questo proposito nasce il Progetto Delphi, un Centro di Osservazione dei Fenomeni Sociali, in collaborazione tra le Cooperative Data Coop, Cospexa e Integr@zione. L'osservazione sarà realizzata grazie a un impianto permanente di ricerca e progettazione basato sulla gestione di sistemi informativi a base geografica (GIS), che permetterà la raccolta e la comparazione dei dati sul territorio. I sistemi GIS consentono la creazione di mappe utili agli utenti per prendere decisioni nella progettazione delle aree urbane, nella costruzione delle infrastrutture sul territorio e a valutarne la sostenibilità, consentendo di fare accurate previsioni e stime sugli esiti futuri. Le tre società, che vantano una lunga esperienza come operatori sociali, si propongono di rilevare e monitorare la domanda sociale nei territori del Municipio delle Torri e di intervenire mettendo a disposizione personale, competenze, tecnologie e informazioni. La Cooperativa Cospexa gestisce il Centro Famiglia di Ponte di Nona e opera da oltre vent'anni con interventi rivolti soprattutto a minori, giovani, disabili e anziani. Sempre a Ponte di Nona, la Data Coop ha operato per anni con il progetto di Educativa di Strada, col quale si è aggiudicata il primo premio a Bruxelles, col progetto "Un Ponte ai Diritti" realizzato tra il 2007 e il 2008 con i ragazzi di Ponte di Nona, all'interno del programma "Youth in Action" co-finanziato dall'Unione Europea. Da oltre quattro anni, gestisce il Segretariato sociale, lo Sportello socio-sanitario e lo Sportello famiglia del Municipio Roma V. Integr@zione, il cui corpo sociale è composto in maggioranza da soci lavoratori disabili, si impegna nel settore sociale con interventi di progettazione e gestione di sistemi informativi a carattere pubblico e di ricerca. Gestisce un polo informativo, tra i primi in ambito nazionale, sulle tematiche dell'handicap (Cidha) ed è impegnata da tempo nello studio degli effetti dell'applicazione della legge 68/99 sull'inserimento lavorativo delle persone con disabilità. NATASCIA CIRIMELE

L


PRENESTINO e immagini parlano da sole. Fontanelle senza acqua. Erba incolta che cresce alta invadendo i passaggi pedonali. Bagni ridotti in macerie, giochi per bambini divelti e abbandonati. E una grande buca verde, nel mezzo del parco, che una volta era un bel laghetto con tanto di zampilli d'acqua e oggi è un cratere ridotto a ricettacolo di rifiuti. Questo sono diventati i tre parchi di Villaggio Falcone abbandonati al degrado più totale. "Poteva essere un parco stupendo. Quando sono venuto era nuovo: c'era il laghetto di carpe con gli zampilli - racconta Antonio Salamita, che abita in una palazzina di edilizia popolare del quartiere da 15 anni All'inizio ho pensato 'mi hanno dato casa in un posto fantastico!', ma qualche tempo dopo è andato tutto in malora. Sono stati spesi molti soldi per fare il parco, ma poi lo hanno abbandonato a se stesso". Anni addietro il comitato di quartiere e i cittadini chiesero al Comune di assegnare dei custodi ai tre parchi. "Invece hanno preferito lasciare questi luoghi all'abbandono - continua Antonio - E non mi stupisco visto che ci considerano citta-

L

ono preoccupati e indignati genitori e personale docente della scuola elementare: nello spiazzo antistante la scuola sono stati trafugati alcuni chiusini. Ma la cosa che più sconcerta è che, a distanza di mesi, i coperchi non sono stati sostituiti. E questo crea non pochi problemi a mamme, bambini e insegnanti. "È una situazione vergognosa - commenta Pamela Lolli, una delle maestre che lavora nell'istituto - abbiamo fatto delle segnalazioni, chiamato i carabinieri e i vigili che 15 giorni dopo l'inizio dell'anno scolastico hanno transennato l'area. Ma la transenna è posticcia: metà è già divelta dal vento. Inoltre negli orari di entrata ed uscita si crea grande confusione e traffico. Non sappiamo a chi rivolgerci". Disagi e rischi dunque non solo per i giovani studenti, ma anche per coloro che li accompagnano a scuola.

S

-

COLLATINO

NUMERO

16 ANNO V

11

Villaggio Falcone, il triste degrado dei parchi L'AMMINISTRAZIONE

NON SE NE OCCUPA E, DEVASTATI DALL'INCURIA, LE AREE

VERDI SONO DIVENTATE IMPRATICABILI.

PER

POTERLE UTILIZZARE I CITTADINI

SI ORGANIZZANO DA SÉ.

dini di serie B. Io mi vergogno ad invitare gli amici a cena: non voglio che vedano il quartiere in cui abito". E se i custodi non ci sono, i cittadini cercano di trovare piccoli rimedi per poter usufruire del verde pubblico. "Ogni estate facciamo una colletta - spiega Hanna Morsina, che tutti i giorni porta a spasso il suo cane nel parco - Con 5 euro a persona pa-

ghiamo un signore per ripulire il luogo dall'erba alta. Che va assolutamente tagliata, altrimenti diventa il covo delle vipere ed è pericolosa a causa dei forasacchi che finiscono nelle orecchie dei cani". E quando non ci pensano i residenti, ci pensa il fuoco che puntualmente ogni estate brucia i prati. "A volte le fiamme lambiscono la strada. È pericoloso". Invivibile anche il parco giochi su via Raul Follereau. "È del tutto incustodito. Chiunque può entrare: non ci sono orari e i cancelli si aprono senza sforzi a tutte le ore del giorno e della notte. Addirittura, parte della recinzione del parco giochi è stata strappata via. Avremmo voluto creare una cooperativa di zona e far lavorare la gente di qua o qualche pensionato che ha tempo. Ma il Comune non ci ha mai presi in considerazione", racconta Augusto che abita in uno degli stabili di fronte al parco per bambini. "Io mi sono attrezzata: scopa e paletta e faccio da

EX CIRIELLO, SPARISCONO I CHIUSINI DISAGI E PERICOLO NEL PARCHEGGIO DI FRONTE ALL' ISTITUTO PRIMARIO DI PONTE DI NONA VECCHIA DOVE DA TEMPO MANCANO LE COPERTURE DEI TOMBINI. Gli autisti dei pullman trovano difficoltoso fare manovre evitando i tombini scoperti, mentre durante i primi giorni di scuola, le automobili di alcune mamme sono rimaste impantanate nelle buche non ancora segnalate. "È da quasi un anno che sono spariti i chiusini. Quando abbiamo visto che finalmente transennavano lo spazio in questione pensavamo che il problema fosse risolto - dice Roberta Spingola, mamma di due bam-

bini che frequentano la scuola - invece i tombini non sono stati coperti, ma solo segnalati. In queste condizioni è pericoloso perché se ti 'scappa' un bambino rischia di caderci dentro". Alcuni danno la colpa ai nomadi che avrebbero rubato i chiusini di ghisa per rivenderli, esattamente come accade con il rame. Ma si tratta solo di supposizioni. Non è un'attività monopolio dei Rom il commercio illegale di metalli (basti pensare che il ladro dei 100 chiusini trafugati nei pressi di Torino e arrestato lo scorso agosto era italiano). Indipendentemente dai responsabili del furto, genitori e insegnanti della Ciriello chiedono l'immediata copertura dei tombini nel parcheggio della scuola. CRISTINA CORI

me. Prima di portare mio figlio al parco raccolgo i vetri e tutta l'immondizia che trovo", dice Barbara Telegrafo mamma di 29 anni. Insomma, piccoli escamotage quotidiani per poter permettersi una passeggiata al parco. CRISTINA CORI

PONTE DI NONA, RITARDI SUL NIDO DI VIA ROMERO i sperava di aprire per settembre. E invece "dagli uffici del personale mi hanno detto che deve essere tutto completato entro la fine di ottobre" spiega Caterina Fida, coordinatrice nidi dell'Usb . A guardarlo da fuori, in effetti, l'asilo che si affiancherà all'edificio della scuola primaria, sembra pronto. Se non fosse per un particolare: alcuni bocchettoni che sfiatano nel cortile e che dovrebbero far parte dell'allaccio del gas. "C'è un problema di utenze. Perché c'è una procedura burocratica complicatissima. Questo potrebbe rischiare di non far terminare i lavori". Una versione, quella della sindacalista, confermata anche da Marco Di Cosimo, Presidente della Commissione Urbanistica del Comune di Roma. "Manca solamente l'allaccio dell'utenza Italgas. Perché sono ormai pronti anche gli arredi delle cucine, che verranno consegnati non appena sarà decisa la data di consegna". Secondo la sindacalista, il personale che dovrebbe andare a coprire la nuova sede è già distaccato da due anni in altri asili. Con il risultato che maestre, bambini e genitori stanno ancora aspettando. SILVIO GALEANO

S

NONNI E NONNE ORA TOCCA A VOI! STIAMO CERCANDO NONNI VOLENTEROSI (55 ANNI IN POI) DISPONIBILI A DARE UN AIUTO ALLA COMUNITÀ E IN PARTICOLARE AI BAMBINI DEL NOSTRO QUARTIERE, FACENDO IL SERVIZIO AUSILIARE O MEGLIO DETTO"NONNO VIGILE". ABBIAMO BISOGNO DI VOI!! SI TRATTA DI POCHI MINUTI ALL'ENTRATA E ALL'USCITA DI SCUOLA, PER IL DISTURBO RICEVERETE DEI BUONI PASTO. PER CHI FOSSE INTERESSATO È POSSIBILE RIVOLGERSI PRESSO I NOSTRI PLESSI SCOLASTICI DELL' ISTITUTO COMPRENSIVO CASTELVERDE (SEDE PRINCIPALE VIA CITTÀ SANT'ANGELO, PORTARE UNA FOTO TESSERA E COMPILARE IL MODULO PRESENTE NELLA SCUOLA.


12

NUMERO

16 ANNO V

PRENESTINO

-

COLLATINO

Complanari Lunghezza, resistono le dodici famiglie ei pressi di via Casoni, a Lunghezza, dovranno sorgere importanti arterie che consentirebbero lo smaltimento del traffico in entrata e in uscita dalla città. Ma gli operai lavorano a pochi centimetri dalle abitazioni. E quelle che dovrebbero essere le distanze minime previste qui non esistono: i residenti se ne devono andare. Non con un esproprio che consentirebbe loro di spostarsi da un'altra parte. "Ci hanno intimato di andarcene, dicendo che le nostre case sono abusive. - racconta Pietro Lippi, portavoce dei sventurati residenti - Niente di più falso, perché abbiamo tutta la documentazione in regola che attesta la legittimità delle nostre abitazioni. I lavori vanno avanti a suon di minacce e di intimidazioni. Se chiamiamo la polizia o i vigili ormai ci attaccano il telefono in faccia prosegue Lippi - e intervengono solo quan-

N

ANCORA IRRISOLTA LA VICENDA DEI CITTADINI DI LUNGHEZZA CHE ABITANO NEI PRESSI DELLA A24. do sono chiamati dagli operai perché facciamo ostruzione ai lavori. Ma è l'unica arma che possediamo". Infatti i progetti sono stati approvati nonostante l'errore di stima delle distanze, che invece di 50 metri, come previsto dal progetto, è di pochi centimetri. Oltre allo stabile tagliato a metà, la casa affiancata dalla complanare e il tunnel che sarà scavato sotto il palazzo. Nonostante i vari interventi della politica, la soluzione non è risolvibile anche perché Anas, avendo il progetto autorizzato, non è tenuta a fermare i lavori: "non fare la complanare qui significa farla poco più in là, a danno di altri inermi cittadini - sottolinea Lippi - Noi saremmo anche disposti a lasciare le case, al limite. Ma vogliamo essere risarciti". Il problema, infatti, è proprio questo: oltre a non aver ricevuto comunicazioni uffi-

LE GIORNATE ECOLOGICO -CULTURALI ciali dei lavori, non sono mai partite vere e proprie procedure d'esproprio: Regione, Provincia, Comune, la società Autostrade dei Parchi e la stessa Anas non si sono mosse in tal senso. Così rischiano di dover andar via avendo in cambio poco, se non nulla. O di vedersi costruire la strada a ridosso del proprio cortile. Così venerdì 13 ottobre sono di nuovo tornate le ruspe. Per un sopralluogo dicono. Che ha rivelato delle interessanti novità: il sondaggio del luogo dove dovrà essere scavato il tunnel - sotto al palazzo - ha mostrato un terriccio smosso. Per cui, secondo quanto riferiscono i cittadini, non sarebbe possibile a detta dei tecnici scavare un tunnel sotto il palazzo. Un incontro tra la società Autostrade, Anas e il Comune potrebbe rivelare inaspettate sorprese. In attesa di buone notizie - speriamo - alle dodici famiglie resta solo una cosa da fare: "faremo ostruzionismo e bloccheremo i lavori. E' l'unica carta che ci possiamo giocare. Loro proseguiranno a suon di minacce ed intimidazioni ma non abbiamo scelta". JESSICA SANTINI

COLLE PRENESTINO, SEGNALETICA FAI DA TE I

RESIDENTI SI SONO DATI DA FARE CON

BOMBOLETTE SPRAY PER TRACCIARE SULL'ASFALTO I SEGNALI DI PRECEDENZA.

“N

essuno ci ha ascoltato, allora abbiamo fatto da noi". Spiega così Oriano Rebiscini, Presidente del comitato di quartiere, la singolare iniziativa dei cittadini che, preoccupati per i numerosi incidenti automobilistici, lo scorso 8 ottobre si sono messi all'opera ed hanno verniciato con le sagome i triangoli di precedenza in corrispondenza degli incroci con viale Nusco. "I cartelli stradali si vedono poco, quindi alcuni bivi sono pericolosi e negli ultimi me-

si sono stati gli automobilisti a farne le spese. Per questo abbiamo deciso di agire senza più aspettare i ritardi dell'amministrazione". Così, con pochi euro, alcuni cittadini hanno comprato l'occorrente, diretto il traffico alternando il passaggio delle macchine e, armati di bombolette spray bianche, hanno tracciato sull'asfalto i segnali di precedenza. Nulla è stato improvvisato né lasciato al caso: sono stati presi dal sito ufficiale le sagome adatte e sono stati misurati i triangoli già presenti sulla Prenestina. Dopodiché rispettando rigorosamente la segnaletica verticale è stata tracciata quella orizzontale.

LUNGHEZZINA, TORNANO

Ora, grazie ad alcuni volenterosi, gli incroci di viale Nusco con via Grotta Minarola, via Mirabella Eclano e via Monte Miletto sono diventati più sicuri. "E sta funzionando - spiega soddisfatto Rebiscini - prima gli automobilisti tiravano dritti, ora invece vedo che rallentano". Da più di un anno i cittadini chiedono costantemente al Municipio di tracciare la segnaletica orizzontale sugli incroci pericolosi. E da più di un anno da parte dell'amministrazione ci sono state solo chiacchiere. "Il Municipio non ci ascolta. Io sto quasi tutte le mattine in circoscrizione a consegnare esposti. Finora ho mandato tre lettere protocollate, ma non si muove nulla. Il Presidente stesso è venuto e ci ha promesso tante cose a partire dalla risistemazione dell'asfalto, ma le buche sono ancora lì. Sappiamo che i soldi non ci sono, ma dove c'è da spendere poco per piccoli lavori potrebbero almeno intervenire". Ma anche questa volta ci hanno pensato i cittadini. CRISTINA CORI

ANCORA UNA VOLTA SCENDONO IN CAMPO GRUPPI DI VOLENTEROSI PER RIPULIRE LA

CAVA DEI SELCI. PROTAGONISTA DELLE DUE GIORNATE DI PULIZIA NON SOLO L'ECOLOGIA, MA ANCHE LA CULTURA CON LA MOSAICISTA LUIGINA RECH.

i sono rimboccati le maniche i cittadini di Lunghezzina. Il 6 e 7 ottobre, in occasione della IV giornata ecologica organizzata dall'associazione Nuova Urbe, hanno tagliato l'erba, raccolto cumuli di immondizia, legno marcio, medicinali, ferri, scatole con pasticche non meglio identificate e portato via carrettate di rifiuti trovati ai bordi delle strade. "Eravamo una trentina e tutti molto coinvolti - dice Antonio Cataldi, organizzatore dell'iniziativa - È una bella vittoria: non è facile riunire così tante persone il sabato e la domenica per andare a fare pulizia". Ma c'è ancora tanto lavoro da fare. "Qua dovrebbe venire l'Ama per un intervento eccezionale", spiega Cataldi mostrandoci cumuli di rifiuti ingombranti e calcinacci che si accumulano nei luoghi più isolati. La giornata ecologica di Lunghezzina è anche culturale. Per l'appuntamento della domenica infatti è stata invitata Luigina Rech, mosaicista e restauratrice specializzata nel micro mosaico che, con dimostrazioni pratiche e coinvolgendo anche i bambini, ha spiegato le antiche tecniche romane di questa affascinante arte. "È da sempre che faccio questo mestiere che richiede grande precisione e passione" spiega la Rech che impiega fino a quattro mesi per realizzare un micro mosaico di piccole dimensioni. "Abbiamo pensato di costruire anche un percorso culturale con momenti di approfondimento della storia romana" spiega Cataldi il quale, per allietare i più piccoli, ha invitato all'evento alcuni soci dell'associazione culturale Romanitas SPQR che in costume hanno rievocato la figura dei pretoriani, le antiche guardie imperiali. CRISTINA CORI

S

VIA FRANCIGENA, NIENTE SERVITÙ PERENNE NÉ PISTA CICLO-PEDONALE IL CONSENSO VERBALE DI QUALCHE MESE PRIMA È STATO RIBALTATO DALCOSÌ IL MARCIAPIEDE E LA PISTA CICLABILE NON POTRANNO ESSERE REALIZZATI SULLA FRANCIGENA.

LA VOTAZIONE DEGLI EREDI.

accordo verbale preso con gli eredi dei grandi proprietari Vaselli è saltato. A confermarci quella che in questi giorni sembrava solo un'indiscrezione è stato Franco Boccia, presidente del consorzio recupero urbano Colle Monfortani e del Comitato via Francigena Prenestina. A maggio di quest'anno il signor Boccia aveva dichiarato di esser venuto a conoscenza dell'intenzione, quantomeno verbale, degli eredi dei Vaselli, possessori di molte proprietà nel territorio dell' VIII Municipio, a donare la concessione della servitù perenne - vale a dire l'utilizzo del suolo per pubblica utilità- di un lembo di terra per la realizzazione del marciapiede e della pista ciclabile che avrebbe dovuto affiancare la via Francigena Prenestina. "Si sono riuniti gli eredi e hanno negato il consenso - racconta Boccia- per cui nulla da fare. Non sarà possibile realizzare il progetto

L’

tanto desiderato". La via Francigena Prenestina, quasi tuta realizzata sui terreni dei Vaselli, un remoto percorso ricco di storia e antichi reperti, congiunge Colle Prenestino, Ponte di Nona passando per Prato Fiorito e il Parco dell' Acqua e del Vino. E' proprio in questo tratto che si intendeva realizzare il tanto agognato progetto. Per ora non se ne farà nulla. La negazione della servitù perenne e l'impossibilità all'utilizzo di altri mezzi per recuperare quel lembo di terra rende il progetto praticamente irrealizzabile. I Vaselli hanno cambiato idea: cedere un pezzo di terreno significa non guadagnare nulla da quel terreno. E in tempi di proclami e di esili speranze per realizzazione di altri progetti molto più remunerativi - vedi il Masterplan la ragione del cambiamento di rotta è, purtroppo, facilmente comprensibile. JESSICA SANTINI


14

NUMERO

n fosso a pochi metri dalle case. Un fosso, oltretutto, privo di qualsivoglia manutenzione da parte delle Istituzioni. Così a pagarne le conseguenze, come al solito, i cittadini. L'ennesima denuncia per l'incresciosa faccenda viene direttamente da due dirette interessate. Due signore che hanno il fosso a confine con le loro abitazioni: "Non sono nemmeno riuscita a potare la siepe perché dovrei arrampicarmi in quei pochi centimetri di terra che separano il muro di confine dal fossato - racconta la signora Vincenza Pasquinelli - come ho dovuto provvedere da sola, a mano, a ripulire intorno". Il fosso non è sempre stato dove si trova oggi: fino a qualche tempo fa era spostato pochi metri più lontano dalle abitazio-

U

PRENESTINO

16 ANNO V

-

COLLATINO

Prato Fiorito, il fosso abbandonato A

RIDOSSO DELLE ABITAZIONI.

PIENO

DI SPORCIZIA E STERPA-

GLIE DA NON PERMETTERE IL FLUSSO DELLE ACQUE PIOVANE.

ni. E sembrerebbe, secondo i racconti delle signore, che un intervento per la pulizia dell'area adiacente, di proprietà del signor Panichelli, con delle ruspe, avrebbe traslato il fossato. Avvicinandolo alle dimore. Per questo alle case vicino è stata concessa l'abitabilità.. Perché non si trovavano così a ridosso del canale. "Dobbiamo stare attenti agli animali che escono dal fosso - afferma la signora Mara Preziosi Standoli - topi, serpenti e chissà cos'altro. A spese mie ho tentato di tenere pulita la zona con una colata di cemento. E sono stata sempre io a chiede-

re al consorzio di delimitare il parco dal fosso. E' pericoloso per i bambini". Così tra animali selvatici, sterpaglie e profonde voragini, il fosso non fa altro che creare problemi: "Quando piove poi l'acqua non riesce a defluire e si allaga tutto. Così non può stare". Per l'arrivo di due anni fa di Papa Benedetto XII è stato intubato una parte di fosso e livellato un tratto di strada per consentire il passaggio "e per noi non viene fatto nulla - lamenta la signora Pasquinelli. Sia-

mo qui in balia dei rimpalli di responsabilità. Spetta alla Provincia, che lo rimanda al Comune che, ovviamente la invia al Municipio. E intanto la situazione non cambia". Sta per iniziare la stagione più piovosa dell'intero anno. E nuovi allagamenti sono in programma. I vicini del fosso si preparino ad una nuova ondata di terriccio e sporcizia varia. Perché prima che qualcuno intervenga, ci vorrà del tempo. JESSICA SANTINI

UN CENTRO POLIFUNZIONALE A PRATO FIORITO

PARCO ACQUA E DEL VINO, CI PENSANO I CITTADINI

FINANZIATO CON LE OPERE A SCOMPUTO, IL DISEGNO PREVEDE TRE SALE E UN ANFITEATRO. E MAGARI UNA PISCINA E UN CENTRO MEDICO POLISPECIALISTICO.

UN INTERVENTO CUSCINETTO IN ATTESA DEL BANDO PER LA MANUTENZIONE DELL'OASI DI PRATO FIORITO. PRIMA DATA IL 20 OTTOBRE.

iovedì 11 ottobre il Consorzio recupero urbano Prato Fiorito ha presentato un importante progetto all'assessorato alle periferie all'ufficio speciale opere a scomputo - USOS: un centro polifunzionale. Secondo il piano di lavoro la struttura dovrebbe sorgere su un terreno sito in via Lascari da tempo ceduto dal proprietario per la realizzazione di opere di pubblica utilità . E un centro di aggregazione di questo tipo risponderebbe perfettamente ai canoni: oltre ad un'area verde intorno, il centro disporrebbe di un anfiteatro per gli spettacoli musicali, teatrali e quant'altro. E di tre sale polifunzionali dove fare riunioni, organizzare eventi o laboratori didattici. "Avevamo presentato tempo fa il disegna a Milani, il braccio destro di Ghera, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Roma - racconta Doriana Mastropietro, presidente del Consorzio - il quale si era detto entusiasta. E come non esserlo? Un centro giovani e un centro anziani sotto lo stesso tetto. Con attività ricreative per entrambi. Ma i nostri progetti sono ancora più ambiziosi- prosegue la Mastropietro - nel progetto ancora non è stata inserita la piscina, ma ci piacerebbe pensarla. E poi vorremmo creare, se sarà possibile, una specie di ambulatorio multi disciplinare nella struttura". Parlano di un centro prelievo analisi che, magari bisettimanalmente potrebbe evitare ai cittadini lo strazio di andare alla Asl. Un centro di riabilitazione con fisioterapisti e ortopedici. Un punto di primo soccorso aperto 24 ore su 24, magari odontoiatrico in linea con le riforme in materia di salute che sta pensando il Governo". Servirà tempo, volontà e impegno per organizzare un lavoro del genere: per questo dovrà essere presa in carico da qualcuno. "Stiamo pensando anche a questo ma nel frattempo aspettiamo l'approvazione: dovrebbe essere a breve e, secondo quanto ci hanno detto i lavori potrebbero iniziare a gennaio". Libero da proprietari, vincoli archeologici e completamente finanziato, il progetto potrebbe essere ultimato già entro la fine del prossimo anno. JESSICA SANTINI

G

S

abato 6 ottobre i cittadini di Prato Fiorito si sono incontrati nei locali della parrocchia per affrontare uno degli argomenti più caldi del quartiere: la manutenzione del "Parco dell'acqua e del vino". Il giardino pubblico, di circa 7 ettari, nato dalle ceneri di un'ex discarica, durante questi anni è stato curato dalla cooperativa Prato Fiorito. Dopo il blocco dei fondi dello scorso maggio, la cooperativa ha provato a tirare avanti per un po', ma costretta a licenziare gli operai e a corto di soldi, ha dovuto interrompere i lavori di manutenzione. Lavori per altro impegnativi, visto che oltre al parco, l'area ospita circa un ettaro di vigneto! Durante l'assemblea, alla quale era assente la signora Mastropietro per motivi familiari improrogabili, sono state avanzate diverse proposte: prima fra tutte è emersa la necessità di restituire dignità al parco, unico punto di aggregazione dell'intero quartiere, grazie anche all'operato dell'associazione Pro Prato Fiorito Onlus. D'altro canto è stata da molti sottolineata la difficoltà ad operare esclusivamente con mezzi propri. Proteste per altro, lecite: "Paghiamo le tasse e anche care. E dobbiamo pure farci le cose da soli" tuonano in molti. Ma non c'è soluzione alternativa. Almeno fin quando non sarà approvato il bilancio: un intervento cuscinetto finché non sarà rimessa a bando la manutenzione. I cittadini dovranno provvedere con le proprie forze a rendere il parco vivibile. Peccato che i cittadini impegnati per il quartiere sono sempre gli stessi: non vedere facce nuove demoralizza anche i partecipanti più agguerriti. Così tra lamentele e voci di protestaqualcuno era pronto a manifestare davanti il Campidoglio- si è deciso a votazione per la calendarizzazione delle pulizie e la raccolta fondi per provvedervi: il 20 ottobre il primo incontro per pulire il parco. Poi una volta al mese, fin quando sarà necessario. I soldi raccolti serviranno per i sacchi, la benzina per i trattori e gli attrezzi. L'autotassazione e il volontariato sono le ruote motrici di questo Paese. Perché è solo in questo nodo che è possibile ottenere qualcosa! JESSICA SANTINI


TORRI

Centro anziani Giardinetti, Titocci riconsegna le chiavi LA

VICENDA APPRODA IN AULA CONSILIARE.

IL PRESIDENTE,

CHE ERA STATO ACCUSA-

TO DI AVER SOTTRATTO DENARO DALLE CASSE DELLA STRUTTURA, È STATO SFIDUCIATO.

i erano svolte assemblee di fuoco con accuse incrociate e persino l'intervento dei vigili urbani a sedare gli animi. Tutto a ottobre 2011. Nei mesi successivi, quasi 300 firme erano state raccolte dai consiglieri dissidenti, in disaccordo con le politiche praticate dalla gestione e a loro volta accusati dalla stessa, per chiedere la sfiducia del presidente. Ora arriva, ad un anno di distanza, lo stop ufficiale e definitivo del Municipio. Che, con il voto dello scorso 15 ottobre in Aula Consiliare, dopo un passaggio preliminare in Commissione, ha messo fine alle vicende travagliate del centro anziani Giardinetti rimuovendo dalla carica di presidente Luciano Titocci. Accusato dai "dissidenti" di aver sottratto dalle casse della struttura da dicembre 2009 circa 27mila euro raccolti attraverso le sottoscrizioni dei membri e destinati al finanziamento delle attività, Titocci, che ha sempre smentito di aver commesso illeciti e che proprio nella giornata precedente la votazione aveva denunciato ai carabinieri il furto di, parrebbe, alcune chiavi e documenti dalla sua stanza, è stato sfiduciato. E dovrà riconsegnare le chiavi della struttura. L'intero comitato di gestione sarà assolto da ogni incarico ma per permettere agli iscritti di continuare comunque a frequentare il

S

'SULLA PELLE DEI ROM', PRESENTAZIONE A TOR BELLA MONACA IL LIBRO, CHE DENUNCIA CRITICAMENTE IL PIANO NOMADI DELLA GIUNTA ALEMANNO, SARÀ PRESENTATO A NOVEMBRE GRAZIE ALL'INTERMEDIAZIONE DELLA COOPERATIVE BERENICE IN VIII MUNICIPIO ntonio Ardolino è Presidente della Cooperativa Berenice e ha lavorato sul campo Rom di via Salone per ben 5 anni. A novembre presenterà, assieme all'autore, Carlo Stasolla 'Sulla pelle dei Rom', libro di denuncia sui retroscena del Piano Nomadi voluto da Alemanno. La presentazione è prevista nel teatro di Tor Bella Monaca. Come nasce la cooperativa e quali sono le finalità che vi proponete? La cooperativa apre l'anno scorso ma chi ne fa parte viene da dieci anni di lavoro nel sociale e nelle periferie di Roma e d'Italia. Siamo persone che si sono incontrate nei progetti per i campi Rom e per ora, infatti, stiamo lavorando su questo. Ma l'idea è di lavorare in generale sulla città. Ha lavorato per cinque anni nel campo di Salone, quali sono la sua esperienza e il suo apporto al volume? Ho lavorato cinque anni sulla scolarizzazione prima e sui progetti sociali di inserimento lavorativo che c'è a via di Salone. Ma poi sono andato via per divergenze con i progetti effettivi sui campi. Perché si crede che il problema con i Rom siano i campi. Ed è su questa motivazione che abbiamo deciso di fare da agenti editoriali al libro. Abbiamo fatto incontrare Carlo Stasolla, autore del libro e presidente dell'associazione 21luglio con la casa editrice edizioni Alegre. Sulla Pelle dei rom è il titolo. Con un sottotitolo: il piano nomadi di Alemanno. Sottotitolo importante perché il libro più che essere un libro sulla cultura rom è una denuncia dettagliatissima dell' apartheid e della segregazione continua della comunità Rom romana. SILVIO GALEANO

A

centro, in Consiglio è stata trovata una formula per evitare la chiusura. Il compito è affidato alla dirigente Alessandroni che, nei prossimi giorni, dovrà trovare qualcuno di sua fiducia e al di fuori del comitato di gestione che si preoccupi di tenere aperto il centro e di assicurare lo svolgimento regolare delle attività. Gli iscritti, interrogati sull'esito della vicenda, al momento preferiscono non commentare. "Ne riparliamo quando sapremo qualcosa in più, quando si deciderà chi avrà l'incarico di tenere aperto. Per adesso ci interessa continuare ad usare questo luogo come abbia-

NUMERO

16 ANNO V

15

TORRE SPACCATA, ECCO COME L'ATER TRATTA IL SUO PATRIMONIO UN

GIRO ATTRAVERSO LE PROPRIETÀ CHE

L'AZIENDA TERRITORIALE PER L'EDILIZIA RE-

TORRE SPACUNA RISORSA ENORME CHE POTREBBE FRUTTARE ALL'AZIENDA E AI CITTADINI. SIDENZIALE LASCIA CHIUSE A CATA DA PIÙ DI VENT'ANNI.

mo sempre fatto, continuare a praticare le attività gratuite che ci offre ". Perché, proprio dopo le polemiche e lo scambio reciproco di accuse, ogni forma di pagamento per la partecipazione ai corsi e alle attività era stato sospeso. Le elezioni per la nomina del nuovo presidente e del nuovo consiglio, calendarizzate da tempo, sono attese per il 17 dicembre. SILVIO GALEANO

acciamo un rapido conto, tenendoci al ribasso. Mettiamo che un locale di 50 metri quadri venga dato in affitto per cinque-

F

VILLAGGIO BREDA, UN'OPERA DI ANTINGEGNERIA SPUNTA UN MARCIAPIEDE CHE HA DAVVERO POCO DEL PROFILO RAZIONALE CHE CARATTERIZZA IL QUARTIERE. A RISCHIO L'INCOLUMITÀ DEI CITTADINI MA L'INTERVENTO SARÀ CORRETTO NEI PROSSIMI GIORNI. illaggio Breda è davvero un gioiellino urbanistico. La disposizione geometrica dei fabbricati, l'altezza moderata delle palazzine, due piazze che lambiscono il quartiere conferendo unità a tutto il complesso. Un assetto davvero ben riuscito. Ma di cui, chi si è occupato del rifacimento dei marciapiedi di via Stefano Breda, lo scorso luglio, sembra proprio non aver tenuto conto. Il marciapiedi, infatti, non solo non è stato completato fino al termine della strada che si snoda da piazza Erasmo Piaggio ma, proprio nel punto in cui si arresta bruscamente per lasciare spazio a quello vecchio, irrompe con uno spigolo incomprensibile nel bel mezzo della strada. Un vero e proprio angolo di cemento che, oltrepassando il fil di piombo che delinea tutto il perimetro del marciapiede, fa capolino sulla strada. Testimoniando una logica al di fuori di ogni raziocinio. Il capolavoro di anti ingegneria sta mettendo a dura prova l'incolumità dei passanti e dei guidatori. Che, come raccontano alcuni cittadini, sono incorsi anche in incidenti stradali. "Una signora, per evitare un'altra macchina ha preso in pieno quel marciapiede, bucando una ruota dell'autovettura. Ma non ha voluto sporgere denuncia." Il finanziamento dell'opera è avvenuto grazie ad un emendamento voluta dalla Lista Civica che fa capo a Celli al bilancio municipale proposto nel 2011. Mattei, consigliere municipale Lista Civica, si è subito attivato per interrogare la commissione ufficio lavori pubblici e far correggere il progetto eseguito. "Entro la prossima settimana quel marciapiede sarà modificato dalla ditta che si è occupata del rifacimento. Come da mia proposta, saranno completate anche le strisce per i parcheggi". SILVIO GALEANO

V

cento euro. E mettiamo che nel nostro tour attraverso le proprietà di cui l'ATER è in possesso ma lascia completamente abbandonate nel quartiere di Torre Spaccata abbiamo incontrato circa una ventina di serrande. Tutte chiuse da più di vent'anni. Diecimila euro l'anno per vent'anni fanno duecentomila euro. Viale dei Romanisti 300, ex sede della DC per ben 12 serrande chiuse, via Marco Stazio Prisco, via Emidio Macro dal civico 13 al 21 altre 4 serrande, via Adone Finardi con i locali di un condominio Ina-Casa e l'ex sede del PSI, un enorme capannone in via Filippo Tacconi dove qualcuno ha occupato abusivamente, e ancora via Elisabetta Canori Mora. Un patrimonio enorme che, se fosse utilizzato, potrebbe quindi andare a rimpinzare le casse dell'azienda. Ma anche fornire un servizio a tutti i cittadini che volessero aprire un'attività. E invece viene lasciato in balia di se stesso, in attesa che si deteriori più di quanto già non abbia fatto. Senza alcuna possibilità di riconversione. In alcuni casi si tratta persino di edifici in eternit che, vista l'assenza totale di manutenzione, potrebbero nuocere anche alla salute dei cittadini. Dura la denuncia di Annamaria Addante, Presidente dell' Associazione Inquilini e Proprietari Ater: "Questi stabili non si vendono, stanno lì abbandonati. Mentre si decide, ad esempio, di trasferire tutti i dipendenti dalla quinta zona da via Magnaghi a Piazza dei Navigatori e poi a via Sabatino. Con una manovra che avuto un gran costo ed è servita a vendere la palazzina di via Magnaghi a soli 600,000 euro. Ecco gli affari che fa l'Ater!". Se quello che accade a Torre Spaccata è lo specchio di ciò che avviene in decine di altri quartieri, non osiamo immaginare il risultato. Non basterebbero gli zeri. SILVIO GALEANO

COMITATO INQUILINI ISVEUR TORRE MAURA, ANGELA BARONE È IL NUOVO PRESIDENTE ià vicepresidente durante la gestione di Sergio Becattini, dimissionario dallo scorso maggio, Angela Barone è il nuovo presidente del Comitato Inquilini Isveur di Torre Maura. Eletta lo scorso 16 ottobre con una maggioranza di 110 voti su 130, in seconda convocazione, è chiamata a guidare il nuovo consiglio esecutivo delle case popolari di Piazzale delle Paradisee.

G

SILVIO GALEANO


16

NUMERO

TORRI

16 ANNO V

La palestra chiama, il Sindaco risponde uattro mezzi dell'Ama. Circa dodici operai del Decoro Urbano direttamente inviati dal Gabinetto del Sindaco. Una task force come non se ne vedono spesso - forse unica nel suo genere- a via dell'Archeologia. Per ripulire il cortile antistante e il parco adiacente all'ingresso della neo- palestra di boxe. Il Presidente del Cdq Tor Bella Monaca, Maria Vittoria Molinari aveva segnalato alla nostra attenzione le difficoltà di passaggio dal cortile verso il giardino, soprattutto per gli anziani e i portatori di handicap, a causa dei calcinacci, residui dei recenti lavori per la costruzione della nota palestra. Famosa, peraltro, perché al centro di una surreale vicenda: in precedenza la costruzione era destinata alla sede del Centro Anziani del quartiere, ora segregati un una fatiscente struttura al civico 40.Già pronto e assegnato, grazie ad una delibera della giunta Scorzoni, un paio di anni fa, magicamente, ne è stata modificata la destinazione d'uso. Così la Asd Boxing ha provveduto a demolire l'edificio e a

Q

DIRETTAMENTE DAL GABINETTO DI ALEMANNO UNA SQUADRA DELL'AMA INVIATA A RIPULIRE I CALCINACCI ACCUMULATI PER LA COSTRUZIONE DELLA SALA DA BOX DI VIA DELL'ARCHEOLOGIA.

QUELLA CHE DOVEVA ESSERE UN CENTRO ANZIANI…

costruire la propria sede. "Abbiamo trovato più o meno una decina di uomini dell'Ama, soprattutto del decoro urbano. Ho letto sulle loro maglie "Gabinetto del Sindaco" - racconta la signora Molinari - ovviamente io non voglio pensare male ma a pensar male spesso ci si indovina, come diceva qualcuno. Qui c'è questa famosa palestra che doveva essere il centro anziani del quartiere. Dato che è gestita da uno degli ex autisti del sindaco Alemanno … - alludendo ad un altro lato oscuro della vicenda: sembrerebbe che uno dei gestori sia proprio l'ex conducente del primo cittadino del-

la Capitale - perché la cosa grave è un'altra: il figlio di Marinelli è campione di boxe, appartiene a quel mondo e non è contro lui che abbiamo protestato. Ma noi sappiamo bene che la palestra è stata affidata a questo perché si tratta dell'ex autista di Alemanno. Ha tolto il servizio al territorio perché quello è un suo uomo!". Così, secondo i racconti, proprio una richiesta dei titolari della palestra finita sulle scrivanie del Sindaco avrebbe consentito una tale mobilitazione: "Come al solito le telefonate fatte dagli amici ancora funzionano in Italia. Tor Bella Monaca fa schifo, sommersa dall'immondizia. A via dell'Archeologia non ho mai visto una cosa del genere! E' una cosa vergognosa, proprio un'offesa ai cittadini - provoca la signora Molinari - Per avere il mio quartiere pulito devo fare la richiesta scritta magari pure pregando di avere quello che è un nostro diritto. Io sono proprio arrabbiata". JESSICA SANTINI

R7, L'INDECENZA REGNA SOVRANA I FONDI STANZIATI PER LA RIQUALIFICAZIONE DELLE PALAZZINE CON UNA MOZIONE DEL 2009 NON SONO ANCORA STATI UTILIZZATI. L'ATTESA PER GLI ABITANTI DELLE CASE POPOLARI DI VIA ASPERTINI È INFINITA. n milione e 200mila euro stanziati per restituire un po' di dignità. Grazie a una mozione presentata nel 2009 dall'opposizione e approvata. Verrebbe da chiedersi se non siano riusciti a trovarlo, l'R7. Che, a chiedere lungo tutto via Aspertini, quasi nessuno è in grado di indicare. E invece, le istituzioni, sembrano saperlo bene visto che il piazzamento dell'insegna stradale che ora indica anche i numeri civici, è stato, a oggi, l'unico intervento effettuato con tutta quella cifra. Lo scorso 12 marzo alcuni residenti avevano occupato l'aula consiliare per protestare contro chi quei lavori non li aveva fatti ancora partire. Nonostante le ripetute denunce. Ed erano anche riusciti a strappare la promessa al Presidente Lorenzotti: una verifica entro 15 giorni e via, sarebbero dovuti partire i lavori. Eppure siamo a ottobre e della riqualificazione del complesso, ad esclusione del cartello che finalmente attribuisce un indirizzo alle case, non c'è alcuna traccia. "Infiltrazioni dai tetti, discendenti che scaricano direttamente a terra, assenza del sistema fognario, asfalto e terrazzo completamente da rifare", sono solo alcuni dei problemi che toccano questo comparto, spiega Carlo, un inquilino. Sì, qualcuno si è affacciato per "una pulizia dei garage effettuata a giugno" ma oltre non si è andati. Buona parte degli appartamenti hanno infiltrazioni in diverse stanze, ci sono crepe profonde sui muri, umidità, spesso mancano pezzi d'intonaco. Per non parlare degli spazi comuni, una

U

terra di nessuno. Dalle cantine, inutilizzabili, si accede attraverso una porta completamente scardinata. E all'interno i discendenti che sono interrotti si alleggeriscono dei liquami precipitandoli sul suolo. È tutta una grande latrina. L'ama non passa mai e anche ai piani alti il tetto crolla letteralmente a pezzi. Ci sarebbe poi un inquilino che si è appropriato di una parte degli spazi condominiali trincerandosi alla meglio e accumulando di-

versi materiali di scarto, come se fosse cosa sua. Secondo l' Assessore Brunetti "i lavori se non sono ancora partiti dovrebbero partire al più presto. L'ultima comunicazione che ho avuto dal dipartimento è l'avvenuto incarico alla ditta che si occuperà dei lavori.". Noi aspettiamo. Il decoro, infatti, cari amministratori, non si può restituire solo con una palina segnaletica. SILVIO GALEANO

UNA NUOVA DIGNITÀ ALLA PIAZZA DI TENUTA DI TORRENOVA DOVEVA ESSERE UNA DELLE CENTO PIAZZE DI RUTELLI. ORA VERSA IN STATO COMPLETO DI ABBANDONO. erso metà degli anni novanta, Roma è stata per la prima volta oggetto di una serie di interventi riguardanti la progettazione e riqualificazione di spazi aperti. Fra Piani di Recupero Urbano e Contratti di Quartiere, uno dei programmi di interventi che si sono succeduti e maggiormente pubblicizzato è stato quello delle Cento Piazze. Programma lanciato dalla giunta Rutelli e che, nella borgata Torrenova, ha portato una piazza che si snoda lungo via della Tenuta di Torrenova. Non una piazza tradizionale ma un lungo pianoro rialzato rispetto alla strada di scorrimento del quartiere. Attraversata da numerose sedute. "Si

V

tratta di una piazza che è compresa fra via di Tor Vergata e via di Carcaricola e che si estende per la bellezza di 500 metri" ci spiega Luigino Franzini, vicepresidente dell'associazione Noi Roma. Eppure oggi è ridotta in stato di completo abbandono. Erba incolta, cestini dei rifiuti che riversano la spazzatura lungo tutta la piazza già assiduamente invasa, tubi scoperti, pavimento divelto, parte della seduta divenuta una vera e propria latrina dove più di qualcuno puntualmente si reca ad evacuare le proprie deiezioni. "Viene pulita solo ogni tre o quattro mesi. Una volta passa l'Ama, una volta l'Ufficio Giardini, una volta ancora le ditte private: non si riesce mai a capire a chi tocchi la pulizia di questa piazza" continua Franzini. Per non parlare del verde: nei giardini tutte le piante sono morte e l'ultimo taglio dell'erba è un evento di cui nessuno ha memoria. "Abbiamo parlato con il geometra Marini, con il geometra Vitale e con l'ingegnere Contino del Dipartimento Politiche per la Riqualificazione delle Periferie: ogni volta ci viene detto che non ci sono i soldi. Si potrebbe dare invece lavoro ai cassaintegrati per far svolgere la manutenzione. Stamattina (11 ottobre) sono stato dal Presidente Lorenzotti per chiedere la pulizia della piazza e mi ha detto che avrebbe mandato qualcuno". Effettivamente è una vergogna. E anche se si riuscirà a strappare al Presidente l'intervento straordinario di pulizia - e verificheremo che ciò avvenga - anche qui, come in tutto il Municipio, per non sprecare i finanziamenti investiti nella realizzazione di opere, la soluzione è una sola: puntare su un intervento ordinario e costante di manutenzione. Non ci sembra che sia stato fatto. SILVIO GALEANO

GRAZIANI EDITORE DIRETTORE RESPONSABILE - FEDERICA GRAZIANI STAMPA FOTOLITO MOGGIO Strada Galli 5, 00100 Villa Adriana (RM) REDAZIONE VIA MONTEPAGANO, 50 00132 - CASTELVERDE (RM)

tel. 0622460838 - info@fieradellest.it facebook: La Fiera dell’Est Grafica PIXEL - Impaginazione Alessio Carta © RIPRODUZIONE RISERVATA DI FOTO, TESTI E PUBBLICITÀ TUTTE LE COLLABORAZIONI SONO GRATUITE SALVO DIVERSI ACCORDI SCRITTI


18

NUMERO

edicina solidale solo in ospedale". Campeggia ancora sulla palazzina di via della Tenuta di Torrenova 124 lo striscione issato dalle associazioni e dai comitati del quartiere Torrenova - Tor Vergata. Che continuano a riunirsi nell'edificio per discutere dell'approdo a Tor Vergata del presidio sanitario della Dottoressa Ercoli. Non perché siano poco ospitali - hanno già accolto in casa un SERT - ma poiché aspettano ancora di vagliare un documento ufficiale e chiaro. Un progetto dettagliato in cui competenze, autorizzazioni, pareri tecnici e politici siano messi nero su bianco. E poiché chiedono che il PTV allarghi il progetto di integrazione, magari proprio con il supporto di chi conosce il territorio e già opera su di esso, dal settore strettamente sanitario a quello culturale. Non è stata sufficiente, dunque, la presentazione delle linee guida della nuova Medicina Solidale, esposta alla cittadinanza in un'assemblea pubblica nei locali del centro anziani lo scorso 3 ottobre. E che, se realizzata nei termini illustrati esclusivamente a voce dal Prof. Palombi, coordinatore della trasformazione del servizio, potrebbe accogliere il consenso di una buona parte del territorio. Ricordiamo, infatti, che il presidio sanitario della Ercoli, dopo essere stato trasferito da via Cambellotti, ostacolato da uno schieramento trasversale della politica locale e rimbalzato da Grotte Celoni, è approdato a Tor Vergata sotto una nuova veste: una medicina non più rivolta esclusivamente alle categorie svantaggiate e alla popolazione migrante ma a tutti i cittadini, indistintamente. La struttura sarebbe localizzata al terzo piano dei locali di via della Tenuta di Torrenova 124 per supplire alle carenze delle strutture sanitarie della zona e gestita in convenzione con l'Università di Tor Vergata per permettere agli studenti di

“M

TORRI

16 ANNO V

Medicina solidale, continua la discussione a Tor Vergata ALL'ASSOCIAZIONISMO DI TORRENOVA E TOR VERGATA NON BASTA LA DICHIARAZIONE D'INTENTI DEL PROF. PALOMBI. "ASPETTIAMO DI VEDERE UN PROGETTO SU CARTA". vivere sperimentalmente il territorio. Con due nodi fondamentali da sciogliere per la cittadinanza: il ruolo preciso della Dottoressa Ercoli - la cui partecipazione sembra però ormai certa - e l'estrema vicinanza con il PTV e il presidio sanitario della Asl locale.

Una sovrapposizione, quella fra le diverse strutture, che metterebbe in dubbio l'effettiva utilità di una semplice appendice del Policlinico. A conti fatti, in attesa che venga fornito un progetto effettivo, siamo a un sì con riserva. SILVIO GALEANO

ISVEUR TOR VERGATA CHIAMA ROMEO LE CONDIZIONI DI ESTERNI ED INTERNI DELLE TRE PALAZZINE SONO FATISCENTI. I POCHISSIMI INTERVENTI EFFETTUATI NON SONO STRUTTURALI. E ORA, A CAUSA DI ALCUNI LAVORI NELL'AREA CIRCOSTANTE, SONO ARRIVATI ANCHE I TOPI. on ci ascolta nessuno". Così Luana Di Benedetto, Presidente del Comitato Inquilini ISVEUR di Tor Vergata, introduce il tour nelle palazzine di via della Tenuta di Torrenova. Si comincia dal civico 82. La facciata del palazzo sembra quasi messa bene. "E' stata restaurata nel 2003. Quando sono ritornati hanno detto che era tutto sistemato". Ma a guardare da vicino "le mattonelle dovevano essere sigillate e invece le cappotte sono vuote". Con il risultato che la lana di roccia presente all'interno è diventata la dimora ideale per gli animali, dapprima uccelli. E ora soprattutto topi. Il parco, frequentato non soltanto dagli abitanti delle case popolari ma anche dal resto della borgata, è completamente abbandonato. Ci sono muretti rotti, fogne intasate, un gioco pericolante a cui era stata apposto un sigillo e una recinzione ma che i bambini, piano piano, hanno tolto per continuare a giocare. "Ad agosto ci hanno anche portato via le altalene e non sono più tornati a rimetterle". I rami degli alberi, poi, sono a rischio caduta. Per gli interni, il problema, invece, è rappresentato dalle colonne di scarico. Le infiltrazioni sono consistenti in tutti gli appartamenti. In molti casi la Romeo ha eseguito al-

“N

cuni rattoppi e rifatto alcuni bagni. Ma il vero nodo è strutturale: "se non si rifanno le colonne si tratta di soldi buttati". È il caso, ad esempio, del signor Paolo, alla scala D. "Sono venuti e hanno anche portato via il termosifone ma c'è da rifare la colonna montante". Così le infiltrazioni sono continuate e hanno interessato praticamente ogni stanza dell'appartamento. E Paolo, a ogni stuccatura, vede il muro tornare bagnato in pochissimo tempo, nuove crepe che si formano e il cemento armato che cade a pezzi in terra. Per non parlare delle cantine, allagate. E con gli impianti elettrici e i fili scoperti bagnati

dall'acqua che goccia. Ma spostiamoci al civico 84. Ci accoglie Santa Schibano, inquilina del primo piano. "In 30 anni non avevamo mai visto un topo, ora abbiamo anche quelli". Arrivano dalla marana antistante, anche grazie allo smottamento del terreno a causa di alcuni lavori che l'ACEA sta eseguendo nella zona. "Si infilano sotto le griglie del palazzo, trovano la lana di roccia e fanno i nidi". Santa ha ripulito completamente le cantine ricavandone da alcune uno stenditoio. Ma anche qui la situazione è un disastro. C'è una centralina elettrica andata a fuoco tre volte e che la Romeo non ha mai riparato. E ancora, visitiamo il palazzo del civico 120. Alla scala G citofono rotto da mesi, con tutte le difficoltà per ben tre inquilini invalidi. In tutto il palazzo le cantine sono completamente al buio e le luci esterne non funzionanti. Anche se qui, e alla scala A alcune vanno: peccato che restino accese 24 ore su 24 quando non ce ne sarebbe bisogno. Anche la vetrata di ingresso della scala è rotta. E così per la scale B e A dove la sostituzione è chiesta da 5 anni. "Dicono domani, domani, domani ma domani di quale anno?" si interroga la vicepresidente del comitato, Rita Colangeli. Lungo tutta la palazzina, agevolati dalla mancanza di illuminazione, durante la notte continuano a rubare i discendenti. Che ora scaricano diretti a terra. I muretti stanno letteralmente esplodendo e negli spazi comuni sono presenti centraline e fili scoperti. Alla scala D, dalla signora Maria, a causa delle infiltrazioni, lo scaldabagno è crollato a terra. Ma il vero grande rischio di questa palazzina sono i terrazzi. Alcuni cornicioni si stanno staccando. Come in casa di Alessanda Vecera e Giuseppe Bisanti. "E se cadesse?". Qui, al 120, la Romeo aveva promesso di riparare tutto entro il 7 luglio. Siamo già a ottobre. SILVIO GALEANO


TORRI

o stravolgimento del Piano di Recupero Urbano di Tor Bella Monaca, ex Articolo 11, è davvero uno scempio. Il progetto della variante 1, approvato nel 2007, prevedeva, grazie a un percorso partecipato, la costruzione su 65 ettari di 600 appartamenti, 2 centri commerciali, 32 ettari di parco, un mercato, un asilo, l'allargamento di via di Torrenova, la riqualificazione di via del Torraccio e la costruzione delle complanari del Grande Raccordo Anulare. Ma soprattutto la creazione di un grande parco urbano. Attraverso le opere, finanziate sia dal pubblico che dal privato, ci si proponeva una riqualificazione in cambio della cessione di una piccola quota di cubature da destinare ai privati. L'intervento, invece, per mezzo di una delibera emanata dall'amministrazione Alemanno - la numero 74 del 2011 - si è trasformato in una ulteriore concessione di nuove cubature ai privati. Questa volta, però, in quantità massiccia per realizzare per un 30% housing sociale (che, è bene

L

CON LE MODIFICHE AL PRU DI TOR BELLA MONACA, OLTRE ALLA SCOMPARSA DEL GRANDE PARCO URBANO, È A RISCHIO ANCHE LA CREAZIONE DI UNA GRANDE PIAZZA PER IL QUARTIERE.

ricordarlo non è edilizia popolare) e per il restante 70% edilizia privata convenzionata. Andando, insomma ad aggiungere cemento su cemento. Una mossa per ottenere una grande speculazione. Con una previsione di aumento di quasi 4000 abitanti in una zona già densamente popolata. Ma soprattutto con la messa in fuori gioco del grande parco pubblico, destinato al-

la costruzione di una grande fattoria di agricoltura sperimentale, nato con la vocazione di essere l'opera di intervento principale. Al punto tale che il progetto, nell'idea originaria, prende il nome di "Torrenova Città Parco". Ma la cancellazione del parco, che è l'aspetto più evidente, occulta aspetti strutturalmente rilevanti come la creazione di una piazza di quartiere a Torre Angela. C'è infatti il rischio che Torre Angela dovrà privarsi anche di uno degli interventi che meglio avrebbe garantito la trasformazione della borgata in quartiere: piazza Merope, la piazza aspettata a lungo dai cittadini. Ideata con il progetto delle Cento Piazze di Rutelli e ora trasformata da intervento pubblico a intervento privato all'interno PRU.

DOPO L'APERTURA DEL CENTRO DI TORRE MAURA DURANTE L'ESTATE, SPUNTA ANCHE A GROTTE CELONI, IN VIA DEL FUOCO la Salute di RoSACRO, UNA STRUTTURA PER OSPITARE RAGAZZI EXTRACOMUNITARI.

N

approdo ora, in una veste rinnovata nel quartiere di Tor Vergata e più volte contestato. Più precisamente, la struttura è sita in via del Fuoco Sacro, a pochi passi dal ponte di Grotte Celoni. Si tratta di una palazzina di tre piani, di proprietà privata ma concessa al Dipartimento XIV Promozione dei Servizi Sociali e del-

VIA UGONIA, I CITTADINI NON CI STANNO LA

MAGGIORANZA BOCCIA LA MOZIONE CHE AVREBBE DOVUTO INSERIRE LA STRADA

NEL PIANO GENERALE DELL'AMA. VIZIO DA

25

I

RESIDENTI PROTESTANO:

"PAGHIAMO

IL SER-

ANNI: VOGLIAMO SOLO CHE LA NOSTRA STRADA SIA PULITA".

n questa strada c'è un'illuminazione pubblica, c'è la segnaletica stradale pubblica, eppure noi, per l'AMA non esistiamo" spiega Raffaele Floris. In via Giuseppe Ugonia, come lui, abitano almeno 120 famiglie. Che, regolarmente, da venticinque anni pagano le tasse per i rifiuti. Ma che - scoperta recente - non sono inseriti nel piano di pulizie generale della città e, quindi, non possono usufruire della pulizia della strada da parte dell'AMA. Come invece fanno tutti gli altri cittadini che, esattamente come loro, mettono mano alle tasche per ricevere un servizio. Fino a qualche tempo fa pensavano fosse una negligenza della nettezza urbana. Poi la scoperta presso gli uffici dell'AMA: la via non è inserita nel programma generale di pulizia. Così la strada, che confina con via Santa Rita da Cascia in cui due volte a settimana si tiene il mercato e da cui, dunque, al primo vento precipitano i rifiuti, era stata oggetto di una mozione presentata in Consiglio dal Consigliere di opposizione Valter Mastrangeli. Che si era attivato per risolvere il problema, senza immaginare che, sulla pelle dei cittadini si sarebbe giocata una macchinazione esclusivamente politica. La maggioranza del Consiglio, infatti, pur di non aderire ad una proposta venuta dall'altra parte, ha dato parere contrario alla mozione. Che, invece, niente aveva a che vedere con il teatrino politico e le battaglie fra mag-

16 ANNO V

19

Articolo 11, Torre Angela rimane senza piazza?

ANCORA UN CENTRO DI ACCOGLIENZA PER MINORI

on sappiamo ancora come la stia prendendo la cittadinanza. Che non è stata informata e potrebbe, almeno ad un primo impatto, infastidirsi. Spesso abituata, com'è, a fare dello straniero uno spauracchio da temere. Comunque da lunedì 8 ottobre, in VIII municipio, dopo l'arrivo di quello di Torre Maura nel mese di luglio, è aperto un nuovo centro di accoglienza per immigrati. Questa volta a Grotte Celoni. Un quartiere già interessato dal presidio di Medicina Solidale delle migrazioni, in

NUMERO

“I

gioranza e opposizione. Si discuteva, infatti, semplicemente dell'ottenimento di un diritto dei cittadini. "Come avevo previsto la Commissione non si è affatto riunita commenta il Consigliere Mastrangeli - sono passati più di 20 giorni, si trattava di un bluff della maggioranza. Sapevo che non si sarebbero riuniti perché è impossibile trovare i soldi per fare un piano per tutte le strade dell'VIII". "Ormai siamo al buon cuore dell'operatore ecologico che passa a cui chiediamo, ogni tanto, di pulire anche qui. Ma vorremmo capire qual è il principio per cui la mozione è stata bocciata. Ma soprattutto cosa c'è da votare? Il servizio è pagato, non ci dovrebbe nemmeno essere nulla da deliberare" interviene Franco Ceccarelli, un altro abitante. Chiedono spiegazioni, i residenti di via Ugonia. Perché hanno deciso di farsi ascoltare attraverso lo strumento di diritto più idoneo - l'assemblea municipale - piuttosto che mettersi a far la voce grossa o improvvisare barricate. E invece, si sono ritrovati a subire il ricatto più vergognoso e inappropriato: le bandiere politiche. SILVIO GALEANO

ma e che offrirà riparo a una cinquantina di ragazzi stranieri. Tutti minorenni e privi dei genitori o di altri adulti legalmente responsabili della loro rappresentanza. E, quindi, bisognosi di asilo. La cooperativa che gestisce la struttura e si occuperà di fornire ospitalità e accoglienza qualificata sul piano educativo, non a caso, si chiama Domus. "Non ne sapevamo niente" spiega un passante. "Qui è un piccolo paese e quando abbiamo visto del movimento nella palazzina ci siamo subito chiesti cosa stesse succedendo. Ma nessuno ci ha informato". Le informazioni al momento disponibili sono, infatti, davvero poche. Ma se il regolamento è lo stesso del

"E' una piazza che dovrebbe sorgere dietro la scuola, su via Merope, dove c'è un appezzamento di terreno. L'Articolo 11 non è passato in Consiglio perché il centrodestra ha ritenuto di non farlo passare" spiega il Consigliere Municipale Vittorio Alveti (PD). "Ma a Torre Angela, come in tutti i quartieri, c'è bisogno di fare una piazza e di avere uno spazio di socializzazione di incontro. Nella zona in cui è stata decisa sarebbe l'ideale perché è un punto di incontro centrale nel quartiere". Forti le preoccupazioni del presidente del comitato di quartiere Arcacci Luigi Casella: "L'unica certezza è che, con quello stravolgimento, la piazza come intervento pubblico è sparito. Rimarrebbe come intervento privato ma non conosciamo il progetto e siamo sicuri che si faccia? Restiamo in attesa di un incontro con le amministrazioni locali per accertamenti". SILVIO GALEANO

centro che accoglie 120 ragazzi a Torre Maura, non ci sarà alcun problema di sicurezza per il territorio: i ragazzi, infatti, saranno obbligati a rientrare nella struttura entro le 20 e 30. A Torre Maura, dopo un primo impatto negativo su alcuni abitanti, la cittadinanza ha sposato con tranquillità la situazione e, dopo un paio di mesi, il processo di integrazione si è stabilizzato senza alcun intoppo. Siamo convinti che lo stesso accadrà anche per il centro via del Fuoco Sacro. Con un solo pericolo in più. Che vale per qualsiasi ragazzo al di sotto della maggiore età, straniero o italiano che sia. A pochi passi dal centro, sotto il ponte, pare che spesso ci si ritrovi per bucarsi. Per genitori o educatori, le preoccupazioni nei confronti dei figli sono, in fondo, sempre le stesse. SILVIO GALEANO


20

NUMERO

TORRI

16 ANNO V

Università Tor Vergata, sgomberato il bar della facoltà di Scienze l bar giallo della facoltà di Scienze dell'Università Tor Vergata ha avuto il via libera per lo sfratto esecutivo e l'11 ottobre la Cyrano Golosità, il sindacato in Rsa (CGIL), ufficiali giudiziari, avvocati, fabbri, rettori, e chi più ne ha più ne metta, sono accorsi per chiudere e cambiare le serrature al bar. I dipendenti del bar in questione hanno dovuto incontrare le prime difficoltà già di prima mattina per il fatto che la struttura era stata lasciata chiusa senza che si potesse entrare per prestare regolare servizio. I lavoratori non si sono persi d'animo e hanno iniziato il turno all'altro bar, detto bar rosso. Alle nove e quaranta del mattino, circa, arriva tutto lo stuolo di avvocati, ufficiali giudiziari, commissari di polizia per sancire l'effettiva chiusura del bar. Intorno alle nove e quarantanove arriva anche Pascali, il padrone della "Cyrano Golosità" che assiste al cambiamento irrevocabile delle serrature del bar giallo di Scienze. In un paio d'ore si sistema la situazione: i fabbri fanno il loro lavoro e all'interno del locale, a porte rigorosamente chiuse, le parti sociali discutono con avvocati e società il "divenire" dei mesi seguenti. Tutto questo per uscire dal bar alle undici di mattina per ratificare che la Cyrano Golosità entro il 9 novembre deve sgomberare, lasciare libero il bar alla società che su-

I

COMPORTAMENTI ANTISINDACALI, PAGAMENTI NEANCHE A PARLARNE E PROMESSE MAI MANTENUTE. "SIGILLATO" IL BAR GIALLO DI SCIENZE.

LINK, DALLA PARTE DEI LAVORATORI CRONISTORIA DELLA VICENDA CHE VEDE COINVOLTA LA "CYRANO GOLOSITÀ" DI DIEGO CIARAFONI, RAPPRESENTANTE DI LINK

a società che gestisce il bar della facoltà di Lettere, di Economia, di Ingegneria e Scienze dell'Università di Tor Vergata è la "Cyrano Gobentrerà, altrimenti sarà l'unilosità". versità a fare piazza pulita di "La società sostanzialmente non ha pagato né l'affitto e né a giugno ciò che c'è dentro. 2011, quando scadeva il contratto con l'università, se ne sono andati". SoI dipendenti nel frattempo no rimasti in barba a contratti e pagamenti. "Abbiamo perso però rimaniasono stati posti a ferie obblimo dentro...ma non paghiamo neanche i dipendenti", sottolinea ironico il gate. giovane rappresentante di Link Diego Ciarafoni che prosegue "in realtà dieGiuseppe Alessandrini RSA tro c'è un disegno chiaro: questo è un comportamento che si tiene quanCGIL, dopo l'incontro fra azienda e tutto l'indo si sta ad un passo dal dichiarare il fallimento". Si smette di pagare i disieme di persone presenti, afferma come le pendenti e si rimane nel luogo che dovrebbe essere abbandonato. "Si è promesse di pagamento proceduto con tre ricorsi. Al TAR, precedella Cyrano non sono asdentemente usato per il bar della facoltà di Lettere, il solutamente da prendere tempo di risposta è stato di tre mesi. Stavolta, per per buone perché anzi, quanto riguarda Scienze il responso è stato immediaNIHIL NOVI SUB SOLE. quando i dipendenti incroto perché hanno usato la sentenza precedente". SecCosì Giuseppe Alessanndrini, RSA CGIL: "La sociavano le braccia, l'aziencati in partenza. "Dopo il TAR si procede alla Corte Cocietà avrebbe dovuto pagare entro l'ulteriore da assumeva persone alstituzionale e a quella Europea ma alla facoltà di Letscadenza di lunedì. Dovevano versare 500€ a la giornata per rimpiaztere hanno perso tutti e tre i ricorsi. Stavolta già daltutti quanti i dipendenti ma di 21 ne hanno pazarci. l'inizio parte lo sfratto che non è quello esecutivo (che gati solamente 10 e anche i lavoratori che stanComportamento del tutparte dopo l'ultima sentenza), partito quello esecutivo no in cassa integrazione rientrano nella scadento antisindacale. hanno centottanta giorni per 'uscire' che comunque soza dei cinquecento euro. La società ha promesA questo va ad aggiunno sei mesi." Durante lo sfratto esecutivo, nell'arco dei so che entro le 13.00 di lunedì pagherà e saldegersi il fatto che il contratsei mesi può succedere, quindi, che i dipendenti non rà i conti altrimenti i lavoratori incroceranno le to con la seconda univervengano riassorbiti dalle ditte che subentreranno, il braccia". MARCO PICCINELLI sità di Roma era scaduto servizio manca e viene meno a tutta una facoltà per nel giugno del 2011 e con un batti e ribatuna quantità di tempo non indifferente. Il "bar giallo" della facoltà di Scienze, ad esemti di "ti pago - non ti pago" i dipendenti hanpio, è stato messo "sotto chiave" grazie/a causa dello sfratto esecutivo già arrivato tra le no portato avanti azioni di lotta in modo tamani della Cyrano. le da avere almeno qualche mese saldato Gli studenti quindi appoggiano i lavoratori della Cyrano perché "è giusto che sia così, in busta paga. Tra i dipendenti della Cyraperché è da giugno che non li pagano e perché la società sta adottando anche un comno c'è ancora chi aspetta le mensilità di luportamento fortemente antisindacale nei confronti dei dipendenti in sciopero". glio. MARCO PICCINELLI MARCO PICCINELLI

L

DAL FRONTE "CYRANO GOLOSITÀ"

SPENDING REVIEW SUL POLICLINICO TOR VERGATA, PROTESTE DEL PERSONALE tagli sulla struttura d'eccellenza del nostro territorio erano stati denunciati da tempo. I medici licenziati erano stati otto, su una struttura che agisce in un territorio in cui il rapporto fra cittadini e postiletto in strutture sanitarie è già decisamente scarso e il sovraffollamento all'ordine del giorno. Gli esposti avevano portato a un esito positivo: la riassunzione di tre nuove unità nell'organico medico. Ma le agitazioni del Policlinico Tor Vergata, a quanto pare, non si fermano. La scure, ora, si abbatte sui lavoratori esternalizzati. Parliamo di tutte le maestranze che offrono beni e servizi all'interno del policlinico ma sono concesse in appal-

I

I

LAVORATORI CHE FORNISCONO BENI E SERVIZI IN AP-

PALTO AL

PTV,

IN PRESIDIO DAL

16

OTTOBRE.I LAVO-

RATORI CHE FORNISCONO BENI E SERVIZI IN APPALTO AL

PTV, IN PRESIDIO DAL 16 OTTOBRE. to. Sostenuto dall'Usb Roma e Lazio, il personale, a partire dallo scorso 16 ottobre, ha iniziato un presidio di protesta per respingere con forza le misure della spending review. Dopo un primo incontro con il con il Direttore Amministrativo Pirazzoli, ottenuto nella tarda mattinata del 16 a fronte della pressione dei lavoratori e con riscontro negativo dei lavoratori - ci sarebbe bisogno di un provvedimento politico regionale - le agitazioni

proseguiranno nelle prossime settimane. L'obiettivo, stando ai sindacati, è di dare vita a un'iniziativa di carattere generale e diffusa in tutte le strutture sanitarie interessate dai tagli. "Ci hanno raccontato per decenni che con le esternalizzazioni si risparmiava - dichiara Pino Congi dell'Usb - invece al PTV vengono richiesti tagli enormi al servizio di pulizie e all'attività di ausiliari e OSS. Naturalmente le ditte e le cooperative che in questi anni si sono arricchite sulle spalle dei lavoratori non riducono il costo complessivo dell'appalto, ma le ore di lavoro e il salario dei dipendenti e conseguentemente i servizi ai cittadini. Una scelta drammatica che mette a repentaglio la salute dei romani e l'occupazione degli esternalizzati, che da decenni garantiscono i livelli essenziali di assistenza." SILVIO GALEANO


CASILINO

Metro C, altri sei mesi ritardo l 9 ottobre con una lettera indirizzata al Sindaco di Roma Gianni Alemanno, Federico Bortoli, amministratore delegato della soc. capitolina Roma Metropolitane srl, rassegna le dimissioni. Ma stavolta, a differenza di quanto è accaduto nel febbraio scorso, sono irrevocabili. Il motivo? Lo slittamento di ulteriore 6 mesi dell'apertura della sezione terminale della diramazione della Linea B (Jonio) e della tratta Pantano-Centocelle della Linea C, che dovrebbero vedere la luce rispettivamente a settembre e a ottobre del 2013. Sei mesi di ritardo quindi per la tratta che consentirebbe di collegare il versante Casilino più estremo - Pantano e Finocchio almeno a Centocelle. Se tutto va bene e non escono altri intoppi, visto il continuo

I

e caditoie per via Fontana del Finocchio non sono più soltanto un miraggio. O almeno così sembrerebbe dai cartelli: i lavori sono imminenti! La segnaletica di divieto di sosta apposta dai vigili urbani, che prevede l'impedimento a parcheggiare dall'11 ottobre fino a fine lavori, e la delibera dirigenziale che spiega il motivo del cartello stradale farebbero ben sperare: sono vent'anni che la situazione della strada, in occasione di abbondanti precipitazioni, è pietosa. E lo racconta Cinzia Giansanti, proprietaria del ristorante sulla via che si è vista più di una volta entrare l'acqua nel locale: "Abbiamo fatto una richiesta protocollata qualche anno fa, alla precedente giunta. Ma nessun segno". Così da oltre vent'anni le acque provenienti dalla parte alta della strada e dalle

L

BORTOLI ANNUNCIA L'INAUGURAZIONE NON PRIMA DI OTTO2013. INTANTO L'ORGANIZZAZIONE DEL TRASPORTO LOCALE DEL CASILINO È OBSOLETA. E ANCORA NON SI PARLA DI MODIFICHE. IL

DIMISSIONARIO

BRE

prolungarsi dei lavori. Eppure è da giugno, secondo il sito "Metro C, ultime dal cantiere" che i lavori sarebbero ultimati. Si starebbe provvedendo, secondo questi dati, alle rifiniture e al collaudo. "Posticipare ulteriormente l'apertura della Metro C sarà devastante per i cittadini afferma David Nicodemi, ex delegato ai Trasporti del Municipio VIII - soprattutto per gli abitanti dell'area più estrema raggiunta dalla linea". Ma c'è un altro cruccio da risolvere: "Il sistema dei trasporti in super-

21

caricare il nodo di scambio di Centocelle, in quanto allo stato attuale non è sufficientemente in grado di far defluire gli utenti stessi”. “Il mio studio prevedeva, una volta aperto il primo tratto della metropolitana, una linea celere Pantano-Colle Mattia, da effettuarsi in corrispondenza degli arrivi e delle partenze dei treni, che si potrebbe far benissimo con lo 054, e la deviazione del 511 su via di Vermicino, in modo da velocizzare la linea e raccogliere gli utenti di quel quadrante. Poi, a mio avviso, è opportuno far partire le linee di adduzione del versante prenestino (051 e 055) sempre da Pantano invece che da Grotte Celoni, in modo da risparmiare tempo e chilometri. Così da una parte non si carica il nodo di Centocelle e dall'altra si velocizzano le navette. In questo modo, inoltre, si potrebbero redistribuire i chilometri su quei quartieri che fino adesso non hanno uno straccio di autobus, in quanto, ripeto, la nostra rete Tpl è anacronistica". JESSICA SANTINI

IL PRESIDENTE LORENZOTTI AVREBBE RISOLTO IL PROBLEMA DEGLI ALLAGAMENTI. FORSE PERCHÉ SIAMO VICINI ALLE ELEZIONI. PECCATO CHE I LAVORI, NONOSTANTE I CARTELLI, TARDINO AD INIZIARE. vie limitrofe, tutte con una pendenza notevole, che si intersecano con via Fontana del Finocchio, riversano qui tutto il torrente che si è venuto a creare, anche le altre strade sono, ovviamente, sprovviste di caditoie. Così gli abitanti per percorrere una carreggiata già dalla difficile viabilità stretta, a doppio senso, hanno bisogno dello scafandro per le immersioni subacquee. Tanta è l'acqua che devono attraversare. La scorsa settimana, però, c'è stata la svolta: "Qualche mese fa un signore qua vicino ha chiamato in Municipio per raccontare al Presidente Lorenzotti quale fosse la situazione. Ha chiamato due - tre volte. Senza fare protocolli. Solo richieste verba-

CE L'HANNO FATTA CON IL PULMINO DELLA SCUOLA. MA OTTENERE UN TRASPORTO PUBBLICO SEMBRA UN'IMPRESA IMPOSSIBILE. IL DIPARTIMENTO DICE CHE È IN PREVISIONE PER L'APERTURA DELLA METRO C. opo la beffa dell'asfalto ,che ha visto via Savoca appena toccata dalla colata per soli 500 metri, si tenta di recuperare un po' di visibilità con la già battuta via della richiesta per il trasporto pubblico. Con l'aiuto del Comitato di Quartiere Borghesiana 2 si è riusciti ad ottenere il passaggio della linea scolastica. Che fino allo scorso anno si fermava su via di Borghesiana e risultava, quindi, difficilmente accessibile ai bambini che abitano parecchio lontano da via di Borghesiana. Soprattutto d'inverno, quando piove e la strada si allaga. E senza caditoie e marciapiedi, risalire via Savoca a piedi è impossibile. Lo sanno bene anche i cittadini che si recano a via di Borghesiana per prendere lo 055: stessi identici problemi legati sia alla sicurezza per l'assenza di parapedonali e aree riservate ai pedoni. Sia perché quando le precipitazioni sono abbondanti, per la mancanza di un valido sistema per la raccolta delle acque piovane, la strada si allaga. Non solo: la pendenza rende molto difficile soprattutto agli anziani, raggiungere via di Borghesiana e, quindi, la fermata dell'autobus. Lo scorso anno, alla richiesta di un cittadino affinché fosse quantomeno instituita una navetta per il trasporto locale, la risposta del Dipartimento alla Mobilità è stata molto chia-

16 ANNO V

FINOCCHIO,PER LE CADITOIE BASTA UNA TELEFONATA

UNA NAVETTA PER VIA SAVOCA

D

ficie -continua Nicodemi - che, come ho evidenziato in varie occasioni, risulta essere obsoleto, ormai lontano dalle esigenze dei cittadini e dei territori. La maggior parte delle linee della direttrice Casilina, infatti, sono dei doppioni e si impantanano nel traffico, lasciando altresì scoperti vie importanti come la Fontana Candida, la Prataporci e via Bolognetta. Quando ero delegato stavo studiano la ristrutturazione del servizio di questo versante, in funzione dei quartieri nominati poc'anzi e dell'apertura della tanto agognata Metro C, ma sono andato prima che il lavoro fosse presentato". Quali sono le linee guida della sua idea? "Innanzitutto - afferma l'ex delegato - quando aprirà la Linea C bisognerà evitare di

NUMERO

ra: è in fase di studio avanzato la ristrutturazione dell'intero sistema di trasporto pubblico locale, in prerevisione dell'apertura della Metro C. Quindi: stiamo lavorando per voi. Nel frattempo è trascorso un anno da quella lettera. E sembra che per l'apertura della Metro C ci vorrà ancora molto. Oltre al fatto che non si sa ancora nulla di questo nuovo progetto per la riconfigurazione del sistema trasporti. Ma i cittadini continuano ad avere difficoltà. Ricordano quando è stato chiesto loro di costruire lo spartitraffico a via di Torregrotta con la promessa di una linea urbana che passasse di lì. E come, qualche politicante di turno, ha sottolineato lo scarso bacino elettorale costituito proprio da via Savoca. Purtroppo il fatto che ci siano dietro interessi di questo tipo è stato dimostrato di recente con la triste storia della strada asfaltata a metà al contrario di altre vie del quartiere, dove addirittura sono state fatte le linee di mezzeria oltre alla delimitazione delle banchine. E pensare che l'8 agosto Lorenzotti è venuto a raccogliere gli applausi. E con un volantino propagandistico si è ringraziato da solo. Gli conviene non tornare a via Savoca: potrebbe ricevere un'accoglienza.. non proprio ospitale. Jessica Santini

li. Ed ora inizieranno i lavori". Una nota pubblicità recitava "una telefonata allunga la vita". A Finocchio basta per far realizzare un sistema di acque piovane, con progetti, investimenti e tutto quello che consegue. Una semplice telefonata ha sistemato una situazione irrisolvibile da anni. E a pochi mesi dalle elezioni: che assurda coincidenza! Comunque i lavori non sono ancora iniziati: "Non ne so nulla della faccenda - afferma il Presidente della Commissione Lavori Pubblici Massimo Fonti - non conosco la questione, se n'è occupato il Presidente". In mancanza dell'Assessore, dimissionario, il Presidente Lorenzotti prende in ma-

no la situazione. Raccogliere qualche voto con i lavori pubblici è una trovata vecchia, ma che non passa mai di moda. Peccato che i lavori ancora non siano iniziati. Dargli un po' di tempo? Forse, anche se le auto già cominciano a parcheggiare dove sarebbe vietato. Può darsi che dopo tanti giorni di attesa, ai lavori non ci credono più nemmeno i residenti. Jessica Santini


22

NUMERO

16

ANNO

V

CASILINO

Colle Mattia denuncia le istituzioni

VIA MEZZOIUSO, LA CABINA DELLA DISCORDIA

QUESTA È LA SOLUZIONE DI ENZO META, PRESIDENTE DEL CDQ DI COLLE MATTIA PER RISOLVERE IL PROBLEMA VIABILITÀ. PERCHÉ COSTRUIRE IL PARCHEGGIO SEMBRA UN'IMPRESA TITANICA.

COSTRUITA

ercoledì 10 ottobre i cittadini di Colle Mattia si sono riuniti in assemblea, alla presenza dell'ex delegato ai Trasporti David Nicodemi, per parlare dei problemi che rendono difficile la vita nel quartiere: all'ordine del giorno la sicurezza stradale. La questione ruota intorno alla stazione di Colle Mattia e alla mancanza di un parcheggio per i pendolari. Questi, visto la grave carenza di spazi, si trovano costretti a posteggiare le loro automobili in strada. La conseguenza? Via della Lite ridotta ad una corsia scarsa con pericolo per i residenti. In primo luogo per le mamme con i bambini che a piedi tentano di raggiungere la vicina scuola. Già difficile percorrere la strada per l'assenza di marciapiedi e parapedonali. Con le auto posteggiate e il continuo viavai, percorrere la carreggiata a piedi è pericolosissimo! Come è pericoloso per i veicoli incrociare altre auto in quel tratto in prossimità di una delle curve più pericolose della strada. Numerosi sono gli incidenti avvenuti: "Siamo stanchi noi cittadini di Colle Mattia. Non ne possiamo più! - tuona Enzo Meta, Presi-

M

dente del comitato Colle Mattia - Ogni tanto si affacciano i vigili a fare le multe ai pendolari che lasciano l'auto in strada: tra le ammende per sosta vietata, il rischio di danni ai veicoli e le pessime condizione nelle quali sono costretti a viaggiare, non conviene tanto prendere il treno! "Devono dircelo perché non riescono ad andare avanti con i lavori del parcheggio provvisorio. E del parcheggio definitivo. Per piccolezze burocratiche sono progetti entrambi bloccati e noi ne paghiamo le conseguenze sulla nostra pelle". Per quanto riguarda il parcheggio provvisorio, progetto da oltre un anno approvato e finanziato, dovrebbe sorgere su un terreno volontariamente ceduto dal proprietario. Né un esproprio né altro. Lasciato perché fosse realizzato il parcheggio. Ma i lavori stentano a decollare. "Per quanto riguarda il parcheggio definitivo sono stato contattato dall'architetto che lo ha realizzato per far avere loro gli atti della sanatoria degli stabili sul terreno in questione si arrabbia Meta - e avrei 10 giorni di tempo per consegnarli. Con una telefonata al Comune avrebbero tutto nel giro di due

giorni. Stiamo cadendo nel ridicolo: sono 8 mesi che il progetto del parcheggio definitivo è completato". Si continua con le auto parcheggiate nella proprietà privata, con gli incidenti. Hanno fatto anche un filmato, inviato all'On. Santori, Presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma: "Non frega niente a nessuno. Perché questo territorio regala pochi voti. E' diventata una barzelletta questa storia a forza di raccontarla. Ma abbiamo deciso: procediamo con la denuncia al Sindaco e ai Vigili alla Procura della Repubblica - annuncia Meta - ci dispiace per i pendolari perché, per proteggersi, i vigili urbani inizieranno a fare multe a tutto spiano. La mia è una situazione imbarazzante: ho sempre cercato di difendere i pendolari. A svantaggio nostro. E se mi comporto in modo diverso rischio ritorsioni". Meta conclude il suo sfogo con una scottante provocazione: "La politica locale è assolutamente inutile. Quando ti rivolgi a loro come unica risposta ottieni la manfrina "non ci sono soldi". Potremmo risparmiare molto abolendo i municipi e tutti quelli che vi gravitano intorno. Lasciare solo un servizio anagrafe. Intanto ci raccontano la storia che non hanno i carriattrezzi per portare via le macchine e scattano le foto con I - pad". JESSICA SANTIN

BIBLIOTECA BORGHESIANA, UNA GIORNATA DI RICORDO PRESENTATO

IL PROGETTO DI COSTITUZIONE DI UNA LAPIDE AI CADUTI DI TUTTE LE

BORGHESIANA. ANDRÀ A SOSTITUIRE IL MURALES IN MEMORIA DELLA ANNA. UN PEZZO DI STORIA DEL QUARTIERE CHE, COMUNQUE, SARÀ RECUPERATO ALL'INTERNO DELLA BIBLIOTECA.

GUERRE DELLA GIOVANE

l Presidente Lorenzotti è impegnato per delle occupazioni a Ponte di Nona". Così, l'Avvocato Ceccarelli, in sua rappresentanza, ha introdotto l'incontro, giustificando l'assenza della massima carica del Municipio nella biblioteca di largo Monreale. Anche se a Ponte di Nona nessuno lo ha incontrato. Per la presentazione del progetto di apposizione di una targa commemorativa dedicata ai caduti della Borghesiana. Ed è davvero un peccato perché nel pomeriggio del 10 ottobre, nella sala incontro della biblioteca, si è svolta una piccola cerimonia, intima ma, allo stesso tempo, molto partecipata. L'incontro, promosso dall'associazione Amici della Borghesia e dal suo presidente Michele Valerioti, è stato organizzato per commemorare la memoria dei caduti di tutte le guerre. Ma anche di Anna, la ragazza vittima della strada e a cui il murales che decora le pareti esterne dei locali è stato dedicato. Un filo conduttore: quello di giovani vi-

“I

te spezzate nel fiore degli anni spesso a causa di ragioni o ideali a loro totalmente estranei, che ha accompagnato tutti gli interventi. A cominciare dalla relazione sulle caratteristiche del territorio dal punto di vista storico, culturale ed urbanistico, per voce della Professoressa Livia De Pietro dell' Associazione Marel, passando per l'illustrazione sulle caratteristiche delle targhe commemorative, dei monumenti e delle lapidi con gli interventi della Dottoressa Cerioni e degli Architetti Crescentini, Filacchione e Patrizia Lombardi cui è spettato anche il compito di illustrare il progetto della targa dell'architetto Filacchione, e ancora la relazione del vicepresidente delle Biblioteche di Roma Graziella Baratta del sul ruolo e l'azione della Biblioteca sul territorio. Il pomeriggio si è concluso con la lettura di alcune poesie antimiltariste e pacifiste di Brecht, Quasimodo e Bellezza a cura dei bibliotecari. Presente, con discrezione, anche la signora Maria Rosaria, mamma di Anna. Nel-

le parole di Silvio Cinque, il responsabile della biblioteca Borghesiana "Così i caduti di tutte le guerre consegnati alla Storia attraverso una lapide commemorativa e le vittime della strada che appartengono a quella microstoria sancita dal murale del re leone in memoria di Anna sono uniti da questo filo sottile che è la pietas e la memoria e che la Biblioteca abbraccia e raccoglie". SILVIO GALEANO

LARGO MONET NON C'È PACE!

er l'ennesima volta Largo Monet, nel quartiere Fontana Candida, è stata ripulita. Diventato da tempo uno dei luoghi più gettonati per l'abbandono dei rifiuti, venerdì 12 ottobre un'attenta opera di bonifica ha restituito dignità al piazzale vicino al fosso. Mobilia varia, scarti di materiali edili e immondizia varia sono stati portati via. La preoccupazione però resta sempre la stessa: quanto resterà così? JESSICA SANTINI

P

PROPRIO ALL'INCROCIO, RI-

SCHIA DI LIMITARE LA VISIBILITÀ DEI CONDUCENTI.

na cabina elettrica costruita a ridosso dell'intersezione tra via Mezzoiuso e via di Borghesiana. In un'area già bacino di polemiche per come sono stati realizzati i lavori per l'edificazione del fabbricato. A sotto il viadotto della Metro C. A confine con la carreggiata. "E' stato fatto un faxsimile di una cabina dell'Acea - tuona Giansanti, portavoce del Comitato di quartiere Borghesiana 2 - e invece di realizzarla la società elettrica l'ha fatta il costruttore. Tramite una variante. E non curandosi dei problemi che causerà". Giansanti parla di sicurezza stradale perché la cabina in questione limita di molto la già compromessa visibilità In un strada dalla viabilità piuttosto difficile come via Mezzoiuso. "E' scandaloso come sia stato possibile permettere l'acquisto di un terreno a prezzo così basso perché demaniale. I vigili affermano che deve esserci stato un nullaosta direttamente del Municipio per la cabina. Abbiamo fatto un esposto il 25 maggio per l'abuso commesso dall'edificio. Il mese dopo per la Dia asseverata per la cabina elettrica - prosegue Giansanti - e il Municipio che si dichiara a conoscenza dei fatti non si è mosso". E pensare che il progetto prevede la costruzione a ridosso di via Mezzoiuso di una pista ciclabile e di un marciapiede. Peccato che manchi lo spazio per la realizzazione di questi impianti "sarà necessario espropriare i terreni di fronte arrivando fino ai cortili delle case - tuona Giansanti- beati coloro che abitano in questo quadrante perché grazie ad una Dia gli è stato permesso di ampliare lavatoi e cementificare coperture con la scusa del fotovoltaico". Il 13 luglio è iniziata la raccolta firme per buttar giù la cabina. E ripristinare la visibilità per quell'incrocio. Anche perché, confida Giansanti, il tecnico con il quale ha parlato, ha discusso di un progetto molto più ambizioso: chiudere l'uscita per via di Borghesiana per prolungare via Mezzoiuso. Progetto ormai noto, ma che sembra sempre più lontano dalla realtà. "Dietro agli amministratori dell'edificio conclude Giansanti -ci sono di sicuro degli investitori noti di zona che non stanno rispettando il bene pubblico".

U

JESSICA SANTINI


CASILINO

NUMERO

16 ANNO V

23

Collina della Pace, biblioteca o centro anziani? ue petizioni popolari distinte. Un obiettivo comune: la richiesta a Roma Capitale affinché sia assegnato un locale del futuro casale della Collina della Pace -quando i lavori saranno ultimati - agli anziani di Finocchio. Per il centro anziani c'è un progetto risalente ai tempi della precedente giunta: tra finanziamenti, definanziamenti e nuovi finanziamenti, sono previsti a bilancio 500mila euro per la realizzazione del progetto. I due terzi circa dell'intero importo! Già designato il terreno: a via Villarosa, una traversa di via Fontana Candida dove, addirittura, è in corso d'opera anche la realizzazione di un parcheggio, un paio di cento metri di distanza dal terreno in questione: così da parcheggio "condominiale" anche se pubblico -pochi i cittadini che potranno usufruire di quel posto auto così dislocato - potrebbe diventare posteggio per gli iscritti del centro anziani. Allora perché la petizione? "E' la volontà popolare" risponde seccamente Angelo Colagrossi, Presidente del Comitato Spontaneo Borgata Finocchio, che proprio in questi giorni sta distribuendo un volantino dove i cittadini vengono invitati a firmare una istanza per avere il centro anziani nel parco. Senza spiegare qual è il progetto del casale. A firma del Direttivo, quindi sua. Sarebbe il caso di spiegare di chi sia la volontà, in realtà. Il neo-Presidente del Centro anziani Franco Grimolizzi ha, riguardo alla loro raccolta firme, al contrario, le idee ben chiare: "Sa cosa significa che i soldi sono a bilancio? Segue la politica? (riferendosi alla mancata approvazione del bilancio stesso) tuona alla domanda del perché questa petizione - non possiamo aspettare altri dieci anni. Qualcuno ha deciso che nel casa-

D

IL COMITATO SPONTANEO BORGATA FINOCCHIO E IL CENTRO ANZIANI RACCOLGONO LE FIRME PER AVERE UN LOCALE NEL CASALE NEL PARCO. EPPURE PER LORO C'È UN TERRENO PRONTO E UN FINANZIAMENTO A BILANCIO. le deve andarci il cineforum e la biblioteca. I locali vanno assegnati. Noi ci vogliamo il centro anziani. Come negli altri paesi all'interno del parco dove possono fare due passi", conclude indispettito dall'interrogativo, crediamo lecito. Eppure il progetto della ristrutturazione del casale della "Collina della Pace" è nato con intenti ben precisi, non decisi da "qualcuno" in particolare. La questione è facilmente verificabile: "Il rimodellamento e il ricongiungimento della collina e il recupero di alcuni casali rurali in abbandono, infine daranno vita ad un vero e proprio parco urbano, ispirato alla memoria dell'agro, dove saranno introdotte nuove

a Collina della Pace, grande opportunità per i cittadini. Area contesa dalle associazioni locali. Punto di aggregazione per i tanti giovani del quartiere. Fiorente bacino elettorale da prosciugare nei mesi che seguiranno. In molti sono passati in sopralluogo. Tanti hanno promesso. Qualcuno ha fatto qualcosa. Sempre troppo poco. Risale al 20 febbraio l'invito che l'AdQ Collina della Pace ha fatto al Presidente della Commissione Ambiente Vanda Raco. Per mostrarle la situazione in cui versano gli alberi ad alto fusto del parco. Qualche tempo dopo è venuto l'Assessore Marco Visconti a far visita all'area che, garantendo un intervento, ha inviato pochi giorni dopo gli addetti della Pics per una sommaria pulizia. E la potatura della siepe di recinzione. I quali hanno pensato bene di lasciare i rami secchi, frutto di una veloce potatura, a terra. Poi

L

SONO SOLO VOCI CHE CIRCOLANO NEL QUARTIERE MA LA PREOCCUPAZIONE È TANTA. C'È UN DECRETO LEGISLATIVO APPENA APPROVATO CHE DOVREBBE IMPEDIRLO. na sala slot nei locali adiacenti al parco pubblico di Finocchio. L'indiscrezione non è ancora stata confermata ufficialmente, ma l'AdQ Colina della Pace è piuttosto preoccupata per le eventuali conseguenze. E' di qualche giorno fa l'approvazione del cosiddetto decreto legge Balduzzi che contiene, tra i vari emendamenti anti ludopatia - ovvero la sempre più diffusa mania del gioco d'azzardo - anche un emendamento salva minori: alle parole "dislocazione dagli edifici scolastici primari e secondari è stata sostituita una ben più chiara indicazione di lontananza al comma 10 dell'articolo 7, distanza di almeno 500 metri dai nuovi punti gioco rispetto a scuola, campi sportivi, ora-

posto dove sorgere - a danno del centro culturale polivalente? O della biblioteca?. "E' incredibile quello che si sta cercando di fare - afferma Luigi Di Bernardo, Presidente della AdQ Collina della Pace - togliere lo spazio ai giovani. Togliere loro la biblioteca con una petizione popolare. Dovrebbero spiegare ai firmatari chi ci rimetterà. Siamo nel Municipio con il maggior numero di giovani e su di loro non si investe, non si progetta. E portar via loro anche uno spazio qui nel parco è davvero una crudeltà!". C'è chi vuole trasformare la biblioteca comunale in CUP e chi in centro anziani. Sembra proprio che la cultura non interessi a nessuno. JESSICA SANTINI

GLI ANGELI CUSTODI DELLA COLLINA DELLA PACE

SLOT MACHINE VICINO ALLA COLLINA DELLA PACE

U

funzioni pubbliche rappresentative delle attività culturali e sociali, quali una biblioteca di quartiere e un centro culturale polivalente: tutti quei servizi che, attraverso il processo di partecipazione e la verifica in pubbliche assemblee, sono stati identificati dai cittadini come necessità o bisogni", recita testualmente il sito di Roma Capitale in merito. Quindi non la volontà di qualcuno per proprio tornaconto, ma la decisione è stata presa da pubbliche assemblee. Inoltre, l' assegnazione di cui parla Grimolizzi consisterebbe nel togliere una destinazione d'uso, per altro già indicata, in favore del centro anziani - che ha già un

tori, centri frequentati da minori e della dislocazione territoriale".Con una programmatale ricollocazione delle sale preesistenti che non rispettano le nove distanze sancite. Una cosa è certa: in termini di legge tra il parco pubblico e la chiesa, sarebbe impossibile qualsiasi concessione: "Speriamo si tratti solo di un'indiscrezione- sottolinea Noris Pivetta, della'Adq Collina della Pacequesto quartiere avrebbe bisogno di altro piuttosto che sale slot, agenzie immobiliari e simili: per tornare a far vivere il quartiere anche di sera. Per non far allontanare i giovani. E magari creare un nuovo indotto economico che ruoti proprio intorno ai ragazzi". JESSICA SANTINI

TANTE LE PERLUSTRAZIONI E LE PROMESSE. POCHI GLI INTERVENTI. COSÌ A PRENDERSI CURA DEL PARCO DI FINOCCHIO CI PENSANO I RESIDENTI. il problema dell'interruzione dei finanziamenti per la cooperativa: così dal primo di giugno, coi rubinetti per la manutenzione del verde chiusi, i cittadini con i Ramazza-day e le varie manifestazioni si sono preoccupati da soli di ripulire l'area. Portando via i resti dei precedenti interventi, con il coinvolgimento degli anziani e dei bambini delle scuole. Qualche settimana fa la Presidente della Commissione Ambiente, Vanda Raco, ha fatto finalmente visita alla Collina della Pace. Dopo la solita manfrina "non ci sono i soldi" ha garantito un aiuto. "Sia-

mo andati avanti fino ad ora e continueremo fin quando non sarà istituito il bando - proclama Di Bernardo - Avevamo chiesto l'affidamento ufficiale della manutenzione del parco, come con piazza Serrule, ma non c'è stata concesso. Questo non significa che non continueremo nel nostro intento. Facciamo quello che possiamo. Abbiamo chiesto un aiuto per la potatura degli alberi ad alto fusto, ancora con i rami spezzati dalla neve, e del'aiuola vicino via Casilina. Aspettiamo fiduciosi". JESSICA SANTINI

A.S. D. DAISHO: UN NUOVO ANNO RICCO DI SFIDE nche per quest'anno si riapre la stagione sportiva: e nel DOJO DAISHO (fondato dal M° Marco Locuratolo, V° DAN Karate Shotokan) si respira già un clima di frizzante attività in vista dei prossimi Campionati Mondiali WTKA (World Traditional Karate Association - Associazione Mondiale Karate Tradizionale ). Il Maestro Locuratolo, è nato a Torre Angela, uno degli storici quartieri dell'VIII° municipio: iniziando con judo e kobudo sin dai primi anni '80, ha alle spalle una lunga carriera nel Karate Shotokan tradizionale, confrontandosi con Maestri internazionali del calibro di Shirai, Kase e Miura. La piccola ma promettente squadra di Azzurrini è composta prevalentemente da ragazzi delle nostre zone, quali Borghesiana, Colle del Sole, Villaggio Prenestino e Fosso San Giuliano: i molti sacrifici, la dedizione ed il lavoro svolto durante lo scorso anno ha permesso loro di qualificarsi alle Finali Mondiali che si terranno dal 1° al 4 novembre a Massa Carrara, dove atleti di livello internazionale si batteranno contendendosi il titolo mondiale. Nel Team anche tre adulti, che oltre a dare un ottimo esempio ai piu' giovani, apportano un valido contributo in successi e medaglie grazie alle quali hanno meritatamente vinto il Primo Premio al "Terzo Trofeo città di Orentano" lo scorso anno."Potremmo sentirci arrivati, ma non è così: c'è ancora tanto da fare per raggiungere al traguardo..." e con queste parole il Maestro apre le porte del suo Dojo ed invita bambini, adulti e ragazzi ad una LEZIONE DI PROVA completamente GRATUITA nel Centro Sportivo BIG - M di Cocciano (Frascati) via di S. Croce - tel. 06/ 97 60 81 44 - 345/ 23 91 500.

A



La Fiera dell'Est num. 16 del 20 ottobre 2012