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IL PERIODICO DELL’ EST ROMANO

Quindicinale d’informazione, attualità e cultura registrato presso il Tribunale di Roma num. 30/2008 del 25/01/2008 - anno V num 13 -

LUGLIO/AGOSTO 2012

- € 1,00

LEVATE LE TENDE ... ra l’aprile 2011, un anno e mezzo fa, quando pubblicammo sul nostro giornale l’inchiesta sullo scandalo dei rimborsi d’oro in VIII ai consiglieri. Con 7mila euro lordi al mese, la Consigliera Raco, corrente Samuele Piccolo, si era aggiudicata il primo posto nella classifica dei ‘rimborsati’. La stessa che nella nostra intervista, ormai datata, non ricordava dove si trovasse la sede della Conser Consorzio, la società per cui perecepiva il rimborso, nè il nome del titolare. Oggi che i grandi quotidiani nazionali, in seguito alle indagine della Guardia di Finanza sul gruppo Piccolo, stanno mettendo in luce un sistema malato che vede il ‘rampollo’ dell’ VIII agli arresti domiciliari, fateci dire che noi ‘lo avevamo detto’. Coloro che sapevamo e hanno fatto finta di nulla, l’ammiccamento del Presidente del Municipio agli esponenti della corrente Piccolo in VIII, in questi anni, ha fatto in modo che la situazione degenerasse. Lasciateci dire che mai questo Municipio aveva toccato un livello politico così basso. Quei pochi esponenti di maggioranza che si sono distinti nel loro lavoro, si sono comunque macchiati della colpa più grande: quella dell’indifferenza. Oggi abbiamo una situazione a dir poco riprovevole. Il Vicepresidente del Municipio Ezio D’Angelo, voluto da Lorenzotti, ha ricevuto un avviso di garanzia. Mentre il suo mentore Samuele Piccolo si è dimesso dalla carica di consigliere comunale, lui resta lì, fermo sulla sua poltrona. Il Presidente del Municipio fa orecchie da mercante, anche se il buon senso vorrebbe che si dimettesse anche lui per non mettere a repentaglio la stabilità istituzionale del nostro territorio. Il centrosinistra presenta, di nuovo, una mozione di sfiducia che sancirà definitivamente con il suo esito il DNA di questa maggioranza. Ora tutto il governo municipale è sotto scacco. I consiglieri di centrodestra fanno pressioni sul Presidente per sostituire D’Angelo, altrimenti non voteranno la fiducia. Lorenzotti è succube del Vicepresidente. Le correnti del Pdl sono in guerra tra loro per aggiudicarsi l’ Assessorato di D’Angelo, che dovrebbe andare agli esponenti municipali di Rampelli. Mentre quella di Vicepresidente dovrebbe passare a Brunetti, che poco cambia visto il Patto politico Piccolo - Antoniozzi (suo referente). Scordatevi un colpo di reni da questa maggioranza cittadini, questi le tende non le leveranno facilmente.

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VACANZE ROMANE

Arrestato Massimiliano Piccolo, ai domiciliari il fratello Samuele con l'accusa di associazione a delinquere, frode fiscale e finanziamento illecito ai partiti. Avviso di garanzia invece per il Vicepresidente dell'VIII Ezio D'Angelo. Al vaglio la posizione della Consigliera Vanda Raco. Quest’anno le solite vacanze esotiche potrebbero trasformarsi in un lungo soggiorno nella Città Eterna.

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CASTELVERDE

TORRE MAURA

FINOCCHIO

PIEDE DI GUERRA I GENITORI DEGLI

A VIA DEI CODIROSSONI ARRIVA UN CENTRO

NIENTE

CATIGNANO. IL NUOVO ISTITUTO IN VIA CAMARDA, CHE SPETTAVA A LORO, È STATO ASSEGNATO A VIA CITTÀ SANT'ANGELO.

IMMIGRATI, SENZA CHE LA CITTADINANZA SIA

MOTRICITA’ NELLA SCUOLA DI VIA

STATA AVVISATA PRIMA DALLE ISTITUZIONI.

FIORITO. SARANNO TRASFERITI IN ZONA AP-

120 RAGAZZI STRANIERI SOGGIORNERANNO

PIA PER CARENZA DI FONDI.

NEL QUARTIERE. PROTESTANO GLI ABITANTI.

I GENITORI DEI BAMBINI CHIEDONO AIUTO.

SUL

STUDENTI DELLA SCUOLA DI VIA

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PIÙ CORSI DI LOGOPEDIA E PSICO-

CAMPO-

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FEDERICA GRAZIANI

PROSSIMA USCITA 22 SETTEMBRE... LA FIERA AUGURA A TUTTI BUONE VACANZE!


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Bufera su Campidoglio e Municipio: Piccolo ai domiciliari ssociazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, finanziamento illecito ai partiti e appropriazione indebita: queste le accuse mosse all'ormai ex vicepresidente del consiglio comunale Samuele Piccolo e ai suoi più stretti familiari. Samuele e il padre Raffaele sono ai domiciliari, mentre il fratello maggiore, Massimiliano, considerato a capo dell'associazione a delinquere, è in carcere a Rebibbia. I Piccolo, secondo le investigazioni del Nucleo Tributario della Guardia di Finanza, avrebbero dato vita ad un sistema di consorzi e cooperative gestite in maniera 'occulta': un giro di fatture false per decine di milioni di euro finalizzate a garantire una serie di crediti Iva fittizi. Sarebbero circa 60 le cooperative al vaglio degli inquirenti, così come le perquisizioni di venerdì 13 luglio. Fra queste ce n'è stata una anche in VIII municipio, negli uffici del Vicepresidente D'Angelo. L'ipotesi avanzata dagli inquirenti vorrebbe che parte dei soldi sottratti al fisco sarebbero stati destinati alla campagna elettorale del rampollo di famiglia, Samuele: cene da decine di migliaia di euro, call center da 500mila contatti utilizzati a fini elettorali. Ed è proprio per un call center sulla Casilina, finanziato con 122mila euro, non dichiarati in bilancio, che spunta fuori il nome del Vicepresidente del Municipio. Per lui al momento c'è solo un avviso di garanzia: il GIP Filippo Steidl ha respinto la richiesta di arresti domiciliari ai suoi danni. Le cooperative dei Piccolo spesso nascevano e morivano nel giro di un anno, spesso erano intestate a ultranoventenni, o a persone ignare. Le società servivano per finanziare le campagne elettorali di Samuele Piccolo. Inoltre, sembrerebbe che alcuni consiglieri comunali e municipali a lui afferenti siano stati assunti, di proposito, da queste cooperative in modo da incassare anche i rimborsi elargiti dal Comune per l'attività politica di questi amministratori. E' il caso di Giorgio Ciardi, delegato del

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L'ACCUSA È DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, FRODE FISCALE E FINANZIAMENTO ILLECITO AI PARTITI. C'È INOLTRE UN AVVISO DI GARANZIA ANCHE PER IL VICEPRESIDENTE DELL' VIII EZIO D'ANGELO. Sindaco alla Sicurezza, assunto in una di queste cooperative dopo le elezioni: nel 2009 quasi 200mila euro di soli rimborsi. Così come lo stesso Piccolo. Al vaglio degli inquirenti anche la posizione della nostra consigliera municipale Vanda Raco. Sono partiti gli interrogatori. Massimiliano Piccolo ammette e scagiona il fratello ("Il respon-

sabile sono io"), Samuele e il padre non ne sanno nulla. "Faccio politica - spiega Samuele al GIP - ai soldi non ho mai pensato. Mio fratello si occupava di finanziare alcune delle iniziative elettorali, ma non ho mai saputo se questi finanziamenti fossero stati messi a bilancio oppure no dalle società del gruppo". Le indagini, intanto, van-

no avanti: sarebbe al vaglio dei PM anche l'ipotesi del voto di scambio. Gli inquirenti stanno inoltre verificando la cifra su cui si aggirerebbe l'evasione fiscale, che sembrerebbe di quasi 100 milioni di iva evasa con false fatturazioni, che equivarrebbe quindi ad un fatturato presunto di un miliardo di euro. Samuele Piccolo al secondo interrogatorio dichiara agli inquirenti: “Restituirò tutto”. Ma non aveva detto di non saperne nulla? DAVIDE LOMBARDI E ANDREA CAVADA

L'ASCESA DI 'MR PREFERENZE' E I CONTATTI IN VIII chi è questo?', si chiedeva mezza Roma nella primavera del 2006, militanti di An compresi. Proprio in quel periodo iniziavano a comparire per l'intera città migliaia e migliaia di manifesti con la sua faccia pulita e da bravo ragazzo: Samuele Piccolo aveva appena 25 anni, e di lì a poco tutti avrebbero dovuto cominciare a fare i conti con lui. Nel 2006, alle elezioni che confermano Veltroni al Campidoglio, fa il primo boom di preferenze (8mila), ma è nel 2008, quando An confluisce nel Pdl e Alemanno batte Rutelli, che il bravo ragazzo venuto dal nulla, a soli 27 anni, straccia tutti superando quota 12mila. Il più votato della capitale, con 4mila preferenze in più del secondo. Sgombero dei campi rom, sicurezza, periferie, difesa dei piccoli e medi commercianti, Gran Premio di Formula Uno a Roma, queste le sue parole d'ordine. E, soprattutto, nonni. Un vero e proprio bacino elettorale: è lui, all'età di 22 anni, a inventare la 'Festa dei Nonni'. Sugli anziani ha scritto persino un libro, pubblicato dalla casa editrice di famiglia. Samuele Piccolo viene dalla periferia est di Roma: il suo bacino elettorale è l'VIII municipio, in cui ha preso ben 4500 preferenze, ma anche in X non scherza. Cattolico praticante, molto vicino alla Chiesa e all'Opus Dei, è stato insignito del Cavalierato dall'Ambasciata Somala presso la Santa Sede. Le voci sulla sua rapidissima scalata si sprecano: dai contatti con l'Opus Dei ai Casamonica, al fratello Massimiliano, vero deus ex machina, come confermano i PM che lo ritengono a capo dell'associazione a

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L'ASCESA DI UN FENOMENO VENUTO DAL NULLA CHE NEL GIRO DI 2 ANNI ARRIVA A RACCOGLIERE 12MILA PREFERENZE. UN FENOMENO PIANIFICATO A TAVOLINO, PARE, DAL FRATELLO E DAL PADRE, E DAI RAMIFICATI CONTATTI CHE PARTONO DA TOR BELLA MONACA E BORGHESIANA FINO A GIUNGERE NELLE SEGRETE STANZE VATICANE. L'EGEMONIA DEL GRUPPO PICCOLO IN VIII E IL PATTO DI FERRO CON LORENZOTTI. delinquere. C'è ancora molto da scavare, ma il mistero dell'uomo venuto dal nulla che in un batter d'occhio diventa 'Mr Preferenze' inizia a trovare risposte. Il Campidoglio si scala con i soldi ovviamente: quelli per stampare e affiggere migliaia di manifesti di un signor nessuno, quelli per le cene elettorali da decine di migliaia di euro e le super convention, quelli per allestire e far funzionare i call center da 500mila contatti. Fondi neri, secondo l'accusa, frutto della gestione illecita delle società che fanno capo alla sua famiglia. Tra i fondi neri ci sono anche i 122mila euro per l'attività di un call center, storia per cui il Vicepresidente e Assessore municipale Ezio D'Angelo, uomo di punta del gruppo in VIII, si è guadagnato un avviso di garanzia. Anche lui, secondo i PM, fa parte dell'associazione. Anche lui, come Piccolo, ama le cene e i centri anziani, anche lui è solito tappezzare i muri di manifesti per ricordare a tutti che esiste. E i Piccolo in VIII la fanno da padroni, se non altro perchè è proprio da noi che il consigliere comunale oggi ai domiciliari ha il suo bacino elettorale. E grazie al patto stretto con Antoniozzi può contare su ben tre assessori: Brunetti, Madama e, appunto, Ezio D'Angelo, imposto dallo stesso Samuele al Presidente Lorenzotti. I due hanno stretto un patto di ferro che ha di fatto emarginato le altre componenti del Pdl in VIII, e se D'Angelo sognava e studiava da Presidente oggi ne

esce certamente ridimensionato. Non sono in pochi nel Pdl a ridere a denti stretti, e fra questi di certo non c'è Vanda Raco, anche se non è indagata. Lei è la numero due della corrente in Municipio, la classe dirigente del gruppo Piccolo non ha eguali. La Conser Consorzio, azienda che ha assunto la Raco nel 2009 arrivando a percepire dal Comune di Roma rimborsi fino a oltre 7mila euro lordi al mese, pare sia una delle cooperative dei Piccolo. Se Piccolo è stato sospeso sia dal partito che dal consiglio comunale, dimettendosi definitivamente nelle ultime ore da consigliere comunale dichiarando: "'Mi ritengo assolutamente estraneo ai fatti che mi vengono contestati, ma il rispetto che debbo alle istituzioni della nostra città mi impongono di separare immediatamente le mie vicende personali da quelle della pubblica amministrazione" , in Municipio non si muove foglia. Eppure ci stiamo dentro con tutte le scarpe: ci sta dentro il Vicepresidente D'Angelo, così come ci sta dentro politicamente il Presidente Lorenzotti, in virtù del rapporto sempre più avvolgente creatosi con la corrente a cui ha affidato le chiavi del Municipio. Un Presidente screditato, vittima di ricatti incrociati da parte della sua stessa maggioranza, che farebbe bene a dimettersi e restituire un po' di dignità all' VIII municipio. E' ora di ricominciare da zero, con uomini meno 'piccoli', possibilmente. DAVIDE LOMBARDI


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Finanza in Municipio: perquisiti gli uffici di D’Angelo ono le prime ore del mattino di venerdì 13 luglio quando il Nucleo Tributario della Guardia di Finanza si reca in Municipio per perquisire la sede dell'Assessorato di Ezio D'Angelo. Per il Vicepresidente, nonché Assessore ai Lavori Pubblici e Mobilità del Municipio VIII, c'è un avviso di garanzia giunto nell'ambito della maxi operazione contro il gruppo Piccolo. Ezio D'Angelo per ora se l'è cavata: secondo l'accusa è parte integrante dell'associazione, ma il GIP ha respinto la richiesta di domiciliari avanzata dai PM. Così sulla testa del Vicepresidente del Municipio, imposto al Presidente Lorenzotti dallo stesso Piccolo, pende un avviso di garanzia. La vicenda riguarda l'attività di un call center, con 500mila contatti, messo in piedi sulla Casilina per sostenere la campagna elettorale di Piccolo: attività pagata per 122mila euro con fondi neri dalla Gruppo Servizi Globali srl, società che si trova al quartier generale dei Piccolo in via Schiavonetti e di cui D'Angelo sarebbe rappresentante legale. I call center, i manifesti 6

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IL VICEPRESIDENTE DELL' VIII HA RICEVUTO UN AVVISO DI GARANZIA NELL'AMBITO DELLA MAXI OPERAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA CONTRO IL GRUPPO PICCOLO. A INCHIODARLO SAREBBE UN ASSEGNO DI 122MILA EURO, NON RIPORTATO IN BILANCIO, EMESSO PER PAGARE L'ATTIVITÀ DI UN CALL CENTER SULLA CASILINA. x 3 e le cene strapagate erano i mezzi della campagna elettorale di Piccolo. Così come del nostro sempre abbronzato Vicepresidente. Anche di lui non si sapeva nulla prima della comparsa su tutti i muri del Municipio dei suoi manifesti: una sorta di predestinato, il prescelto dei Piccolo, l'uomo proiettato alla guida del nostro Municipio. E poi la nascita di comitati di quartiere spontanei (Due Leoni, Villa Verde eccetera dove si tiene ogni anno una festa organizzata da Piccolo), che, guarda caso, lo appoggiano; il predominio su alcuni centri anziani, a suon di cene e regali; persino un display luminoso avvistato all'incrocio tra via di Tor Bella Monaca e via di Torrenova, dove saluta i cittadini; è un tenore di vita decisamente elevato, fra viaggi (il weekend in Sardegna è un must, le gite in Polinesia e nei più svariati angoli del pianeta non mancano) e persino "autista e auto privata" co-

me denuncia il capogruppo Pd Scorzoni. Ci sono, agli atti, anche due cene per 64mila euro complessivi finanziate da Piccolo, ad un ristorante in zona Giardinetti. C'è poco da esultare, quindi, anche se Ezio D'Angelo si è risparmiato la misura cautelare. Quello che è venuto alla luce è un sistema di potere ben oliato. Un sistema di potere che ha portato ai vertici del Municipio un personaggio dallo spessore politico decisamente discutibile. Un personaggio che è solo una faccia e un nome su un manifesto 6 x 3, che mai si è distinto in aula consiliare. Un personaggio che preferisce raggiungere il consenso con mezzi riprovevoli piuttosto che conquistarselo sul campo. Ma ora i nodi vengono al pettine, e mentre D'Angelo è costretto in fretta e furia a tornare dalle vacanze sarde, l'aura dei Piccolo inizia a svanire e ad assumere connotazioni inquietanti. Forse ora il Vicepresidente volerà più basso … Almeno si spera. DAVIDE LOMBARDI

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UNA GIUNTA … DA PAURA! DUE

INQUISITI

(DI

CUI UNO GIÀ CONDAN-

NATO) SU QUATTRO, ROBA CHE NEANCHE NEI PEGGIORI BAR DI

CARACAS...

uesta è la Giunta Lorenzotti: cosa potevamo aspettarci da chi è espressione della corrente Sammarco - Previti (l'avvocato di Berlusconi, quello delle mazzette ai giudici)? Il Presidente Lorenzotti si è trovato costretto in VIII a dover fare i conti con la corrente Piccolo, che ad oggi, grazie al patto stretto con Antoniozzi, esprime ben tre assessori su quattro. C'è Mario Brunetti, Assessore al Commercio e alle Case Erp, di stretta fede Antoniozzi. C'è Antonio Madama, che ha patteggiato in piena tangentopoli un anno e 10 mesi di pena per aver venduto il suo voto favorevole al Presidente di Circoscrizione. E' stato nominato nel 2009 in fretta e furia defenestrando improvvisamente Romano Amato, guarda caso dopo il patto stretto da Samuele Piccolo con Alfredo Antoniozzi. E c'è lui, la punta di diamante del gruppo in VIII, il Vicepresidente Ezio D'Angelo, sulla cui testa pende un avviso di garanzia per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale. Una Giunta sin troppo inquisita. Fermo restando l'indubbia moralità del Presidente, gli consigliamo di fare più attenzione nel selezionarsi le amicizie. In politica sono importanti... DAVIDE LOMBARDI

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LA RAGNATELA DEI PICCOLO iale Schiavonetti 98, lo stabile chiamato "Supercondominio", al sesto piano della palazzina B, la Consulit, centrale operativa dei Piccolo, gestita dal fratello maggiore Massimiliano, era il luogo fisico e giuridico al quale facevano capo le cooperative (reali o fittizie) dalle quali si attingevano i liquidi per foraggiare una campagna elettorale che non ha badato a spese. Manifesti, cene, call center messi su per raggiungere (illegittimamente) gli elettori e suggerire loro la preferenza di voto. Un buon numero di associati dei diversi centri anziani del nostro territorio riferisce infatti di aver ricevuto telefonate "promozionali" durante la scorsa campagna elettorale. "Sono stata contattata e mi hanno offerto 100 euro per votare Piccolo alle elezioni. Io mi sono rifiutata, ma conosco un'intera famiglia che, per forza di cose, ha ceduto alla proposta", dice una testimone. E laddove

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LE MIGLIAIA DI EURO DISTRATTE DAL LEGALE FLUSSO FINANZIARIO DA PARTE DELLA FAMIGLIA PICCOLO ERANO L'ASSO NELLA MANICA PER IL SUCCESSO ELETTORALE DI SAMUELE. non è stato possibile prodinetti, altri 18mila sulcedere per questa via, il l'Appia Antica, ancora 10micomitato elettorale di Picla a Saxa Rubra. Luciano colo ha optato per metoTitocci del centro anziani di più soft, ma altrettandi Giardinetti, è testimoto subdoli: inviti a cena ne di questo metodo: "AnIl centro anziani Giardinetti ad intere fette di popolache se io non ho mai parzione. tecipato personalmente. Non conosco PicCome ad esempio agli associati dei cencolo, e con Ezio D'Angelo ho avuto rapportri anziani cittadini, prelevati in massa da ti sempre e solo di natura istituzionale". Ropullman appositamente preposti e condotmano Chilelli, associato del centro, dice: "Ho ti nei diversi ristoranti e pizzerie che ospiassistito personalmente a questi inviti, so tavano le cene. Un ristorante e un famoso di cene a rotta di collo. Io non ci sono mai hotel in zona Giardinetti sono solo due dei andato, perché sono un uomo di sinistra e locali visitati dal re Mida e dalla sua corte. perché non approvo questo modo di fare Anche qui fonti certe testimoniano della nupolitica. Spero solo che la Magistratura facmerosa presenza dei commensali: a volte cia il suo corso"! 300 persone, altre volte 500. I conti, da caÈ proprio il caso di dire che Piccolo ha prepogiro, erano variabili: 64mila euro a Giarso gli elettori per la gola!

Il Quartier Generale in via Schiavonetti

Purtroppo però per il piccolo Samuele, il 13 luglio 2011 la Guardia di Finanza, percependo l'illecito, ha sequestrato i documenti custoditi proprio nella centrale operativa di via Schiavonetti. Quel giorno sono volati giù dal sesto piano della palazzina B una serie di documenti, di faldoni e di dischetti. "C'era una specie di manifestazione per il licenziamento di alcune persone. Abbiamo rischiato di farci colpire da tutti i faldoni che venivano giù. Si può aggiungere il tentato omicidio alle accuse?", ha scherzato un testimone che in quella palazzina ci lavora. Non è gratificante vincere facile! LUCIA BRAICO


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La Raco e quei rimborsi da capogiro

nche la consigliera Raco, il cui caso deè inoltre titolare di un'agenzia di assicurazionunciammo un anno e mezzo fa per i ni, l'agenzia 'Wanda', e gestisce un Caf a Borsuoi rimborsi d'oro, percepiti grazie al ghesiana assieme a Ezio D'Angelo. Anche lei I RIMBORSI DA CAPOGIRO DI VANDA RACO GRAZIE ALLA CONSER CONSORZIO, SOCIE- era in Sardegna a godersi il maestrale, con il contratto di lavoro con la Conser Consorzio TÀ CHE L'HA ASSUNTA DOPO LA SUA ELEZIONE AL MUNICIPIO, CHE IN MOLTI SOSTENcooperativa, azienda che molti quotidiani nafedele amico D'Angelo, mentre la Finanza perGONO ESSERE UNA DELLE 60 COOPERATIVE DEL GRUPPO PICCOLO. zionali riconducono alla famiglia Piccolo, ruoquisiva gli uffici dell'Assessorato Lavori Pubta intorno all'inchiesta sull'affaiblici dell'VIII. Va detto che il tenore di vita Ma sono dettagli: Quasi nessuno si ricorda di questa Conser re Mister 12mila voti. della consigliera è decisamente elevato: i weequel che conta è che Consorzio, e se se ne ricorda è in modo vaLe cooperative della famiglia, kend in Sardegna si fanno con la stessa frela Conser Consorzio go, magari perchè ha letto il nome su una spesso intitolate a prestanome quenza con cui il romano medio si concede non si trova più in via porta. Nessuno ci riesce a dire in quali uffici (persino a ultranovantenni), spesuna giornata di mare a Terracina, per non Francesco Antolisei, e si trovasse di preciso. Una circostanza quanso nate e morte nel giro di poparlare delle vacanze da sogno nei vari ansembra aver lasciato tomeno singolare, ma neanche tanto se si chi mesi, servivano ai Piccolo angoli del pianeta. Ma se fino a poco tempo fa davvero poche tracce pensa che persino la dipendente Vanda RaVanda Raco e Samuele Piccolo che per spillare al Comune di la Raco si difendeva e rispondeva colpo su di sé, cosa che accaco non conosceva l'indirizzo del suo posto di Roma i rimborsi ai datori di lavoro, assumencolpo, addirittura si permetteva di querelare de spesso alle società dei Piccolo. Solo alla lavoro. do consiglieri comunali e municipali 'amici'. chi le rinfacciava i rimborsi da capogiro, da reception ricordano bene che la società era La Raco non ha ancora ricevuto avvisi di Assunzioni regolari, sulla carta: i datori di laoggi la rossa consigliera dell' VIII sarà ancolì, ai piani alti del centro direzionale 'La Rogaranzia, ma sarebbero proprio quei rimborvoro hanno diritto a rimborsi da percepire sulra un po' più rossa. Di vergogna... manina'. Negli uffici, controllati a tappeto, sosi da capogiro ad inserirla nel filone di inchiela base delle assenze per gli impegni politici DAVIDE LOMBARDI prattutto ai piani alti, la memoria scarseggia. sta. La numero due del gruppo Piccolo in VIII dei consiglieri, ma l'ipotesi dell'accusa è che si tratti solo di contratti di comodo per spartirseli (fra datore e consigliere 'dipendente'). La versione integrale dell'intervista rilasciata nell'aprile 2011 dalla consigliera Raco alla nostra ex collaboratrice Elena Bruni in merito allo Rimborsi pagati, è bene ricordarlo, metten- scandalo rimborsi d'oro in VIII. Specifichiamo che questa è la seconda versione, nella prima la Raco dichiarava di non prendere i rimborsi. do le mani nelle tasche dei cittadini romani. Si evince che la consigliera è confusa tra le varie attività lavorative che svolge. Prima si definisce dirigente, poi dipendente ed infine lavoLa Miss 'Anta' del Municipio VIII, Vanda Ra- ratrice autonoma. Dichiara di fare le 4 di mattina presso la sua agenzia per poter svolgere l'attività consiliare. Non si capisce quando opeco, numero due del gruppo Piccolo sul terri- rerebbe invece per la Conser Consorzio, società per la quale percepisce rimborsi. Non si capisce inoltre cosa faccia la Conser e lei per estorio, dopo essere stata eletta, nel 2009 vie- sa. Servizi, colloqui, catering… In conclusione la Raco sta sempre in Municipio a detta sua, lavora per la Conser e fino alle 4 di mattina per ne assunta dalla Conser Consorzio: finchè la la sua società Agenzia Wanda. Non ricorda né la sede né il Presidente della Conser, società con la quale ha un contratto a tempo indeterminato da 3000 euro netti al mese. Dichiara che così fan tutti, anzi che hanno sempre tutti "sfruttato" questo sistema e che qualcuno in nuova legge sui rimborsi non pone fine alle Municipio percepisca rimborsi come i suoi. Peccato però che le determine dirigenziali dicano altro. È lei la 'Paperona' del Municipio. Confuvacche grasse, la Raco arriva a costare alle sa, smemorata ma pur sempre 'Paperona'. casse comunali anche più di 7mila euro lordi Lei l'altro giorno mi ha dichiarato che non ta presso la mia ditta No non è una sorta di giustificazione ho detto al mese. Pagata profumatamente: eppure la percepisce rimborsi dal Municipio oltre ai La sua ditta quale? soltanto che fino adesso che io l'ho fatto, è un Raco, nella nostra intervista, ormai datata, gettoni presenza, io ho le determine che Agenzia Wanda anno, gli altri lo fanno…. non ricordava il nome dell'azienda, non ricorL'Agenzia Wanda, quella a via Porto Emattestano il contrario … Cosa vuol intendere con questo che non è dava il nome del titolare né l'indirizzo del suo pedocle? Ah sì Conser Consorzio… ah ma io si allora ci l'unica in questa condizione? siamo interpretate male… Quella a via Porto Empedocle, quella è una soNo è che è il sistema è… se vogliamo metterposto di lavoro. La Conser Consorzio ad ogIo le ho specificato cinque volte.. cietà, dove io ho una quota della società. Più lo sul discorso che può essere corretto o sbagi è una società fantasma. Il numero di telePerò mi hai detto che io prendevo il rimborso c'è la soc… vabbé c'ho questa società, questa gliato potrebbe essere sbagliato, forse potrebfono risulta 'inesistente'. Così come la sede: cooperativa E lei mi ha risposto? be essere giusto che ci passino più gettoni presi trova in via Francesco Antolisei, al centro Lei quando è stata assunta da questa soChe io non prendo rimborso senza, poi comunque tu lo vedi io sono semdirezionale 'La Romanina', a due passi dal cietà? Lei mi ha risposto: io non prendo rimborpre presente ma non sono presente solo da quartier generale dei Piccolo di via SchiavoOttobre duemilaeeee… nove si e che… quando sono stata assunta, perdipiù essendo netti. Lì c'è la cooperativa cattolica 'La CasciLa Conser non è la mia società Che ruolo ha in questa società? un lavoratore autonomo per cui io levo veraDirigente Non è sua? mente il lavoro alla mia ditta, perché io faccio na', che occupa gran parte dei locali. 'La CaE questa società da chi è composta? No, nella Conser c'è un presidente le 4 di notte ma nessuno mi viene a guardascina', così come Piccolo, è molto vicina alla Più persone, io collaboro sempre con le solite Che si chiama? re alle 4 di notte perché tolgo il tempo alla mia Chiesa e all'Opus Dei, vicina al gran tessitotre, quattro persone, poi quanti sono non lo so Eh non c'ho adesso qui il nome attività, quindi questo lo facevo prima quando re dei governi Berlusconi - Letta, che finì inLei è dipendente della Conser? Ho capito. Nel mese di novembre 2009 c'è non ero dipendente e lo continuo a fare oggi, dagato proprio per una storia di appalti alla Si, quindi ecco perché, forse qui c'è stato il maun rimborso di 7000 e passa euro, lei quannessuno è mai venuto a guardà quando io facooperativa. linteso, la ditta è la mia ma io non sono assunto guadagna mensilmente? cevo il lavoratore autonomo che io per stare 3.000 un anno in municipio la sera faccio le 4 di not3.000 euro per ogni mese? te li dentro Io, ecco il rimborso non è… però questo rimLei tra giugno e dicembre ha preso 37.000 borso è della coop… di questa cooperativa, …. euro di rimborsi… dove sono assunta… non nella mia Se la legge ha permesso finora questa cosa l'È una società che si occupa di? ha permesso per tutti, non per Vanda Raco ma Servizi, vari servizi… alberghi.. quindi contratper tutti i consiglieri che mi hanno preceduto, ti con la Federalberghi….. per poi proporre le io è la prima volta che sono eletta, siccome la nostre proposte di servizio… politica è andata avanti sempre in questa maServizi ossia? niera e quindi comunque credo questo è semSocietà di servizi, io faccio il servizio, noi poi pre stato fatto. proponiamo, che so, faccio un preventivo con Lei il contratto fino a quando ce l'ha? l'albergo che ha bisogno di quelle cose, quindi Indeterminato noi comunque abbiamo…. Che so l'assistenza Lei è dipendente o socia? per le pulizie che so il pacchetto completo… Dipendente Tutto quello che si può trovare in un albergo… È passato il Mille Proroghe che prevede il Quindi lei ha tre lavori e la consiliatura. rimborso massimo di 950 euro … Ha il suo Caf e l'agenzia Faremo qualcosa Agenzia e Caf sono insieme Lei non è d'accordo? Conser consorzio non ha sede a Roma? No alla fine ci obbliga a fare una scelta, o fare Cioè non me lo ricordo però c'ha sede a Roma politica o il dipendente, quindi la politica la conLei costa alle casse del Municipio 7.000 tinueranno a fare i ricchi, poi vediamo se coeuro più i gettoni presenza, non le semstiamo più noi o qualcun altro. bra una cifra esagerata? I cittadini spendono 7000 euro è chiaro Questo è quello che è stato preventivato fino che vanno al suo datore di lavoro che paad adesso, non è che sono arrivata io ed è sucga delle tasse e che a lei di netto arriva cesso questo, sono anni che va avanti in que3000 euro a meno che poi non ci siano assta maniera, tutti quanti ne hanno usufruito fisunzioni finte, dove c'è un lavoro finto in no ad adesso, io quindi questa colpa non me cui datore di lavoro e consigliere si becla sento perché comunque l'hanno usufruita cano il rimborso, è questo il caso? tutti quanti, in più sono un dipendente privato No io vado, vado a fare i colloqui posso portae faccio il mio lavoro da privato re persino persone cioè fino all'altra mattina Nel momento in cui noi scriveremo che lei sono stata alla Federalberghi, io faccio il mio viene rimborsata … lavoro Per me io te lo sto dichiarando, ovviamente è Vuole aggiungere altro? una violazione della privacy. È una violazione Solo che sia chiaro che io non prendo 7000 eudella privacy, perché non è che io vado a chiero dere ad altri colleghi quanto percepiscono Lei costa 7000 euro… Non me lo ha detto un suo collega … Io non lo so quanto, a me arriva solo la busta Cioè non ce lo siamo mai posto il problema perpaga e l'assegno ché su 25 sappiamo in quanti siamo in queste Vuole aggiungere altro? condizioni Queste regole non sono state messe ora e da ...Che guadagnano quanto lei? tempo che vanno avanti quindi le hanno sfrutSi tate… maggioranza e opposizione Quindi questa è una sorta di giustificazioLei è il caso più eclatante… ne? Ci sono altre persone che stanno come me.

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LA RACO VERSIONE INTEGRALE


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Terremoto ai vertici del Municipio: le reazioni della politica on ha perso un attimo l'opposizione a portare in aula la mozione di sfiducia al Presidente Lorenzotti: le notizie su Piccolo e l'avviso di garanzia al Vicepresidente Ezio D'Angelo bastano e avanzano come motivazioni. "La Giunta Lorenzotti vanta tra le sue fila un assessore implicato in vicende giudiziarie gravi negli anni '90 (Madama ndr) e, da oggi, un Vicepresidente inquisito all'interno di un'indagine che mostra profili di particolare gravità", dichiarano in una nota congiunta Sgrulletti, Scorzoni e Cremonesi per il Pd. Per poi chiedere le dimissioni del Presidente "in virtù di un rapporto fattosi giorno per giorno sempre più vincolante con la corrente Piccolo, che possiede nel centrodestra del Municipio VIII uno strapotere dovuto esattamente alle pratiche che oggi emergono dall'inchiesta". Va giù duro anche l'Idv, con una nota del coordinatore municipale Marco Argenti: "Alemanno e Lorenzotti rassegnino urgentemente le dimissioni e concedano alla magistratura l'accertamento delle responsabilità penali. Quelle politiche sono evidenti a tutti e bisognerebbe solo prenderne atto e liberare le istituzioni da questa peste del malaffare. Le dimissioni di D'Angelo, ovviamente, non sono nemmeno oggetto di discussione: ce le aspettiamo e le pretendiamo". Mattei (Lista Civica) dal canto suo firma la mozione e si dice addirittura 'fiducioso' sulle dimissioni spontanee di Lorenzotti. "Credo che si dimetterà, che farà un ge-

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PD, IDV, PDL E UDC: DAI DURI COMUNICATI DI MARCO ARGENTI E DEL TRIO SCORZONI - SGRULLETTI - CREMONESI ALL'APPASSIONATA DIFESA DEL CONSIGLIERE GRAZIOSO. sto di responsabilità", dice in aula. Ardita previsione... Il capogruppo Udc Biferi fa un breve passaggio, e ricorda la sfiducia che portò in aula un anno fa, firmata col capogruppo Battistini: "Uno dei pochi momenti di lucidità di questa maggioranza". E prosegue: "La richiesta di sfiducia presentata oggi dovrebbe essere accolta per porre fine a questa agonia. Quando presentai la sfiducia vi avevo avvertiti. Questa inchiesta è il naturale risultato di un'amministrazione nata sotto una cattiva stella". Molto duro il capogruppo Udc Onorato in Campidoglio, al quale si allinea anche Biferi, che si scaglia proprio contro i nostri consiglieri municipali: "Al di là dei reati, lo spaccato più inquietante che emerge da questa vicenda è un modo di fare politica che ricerca il consenso a tutti i costi attraverso il coinvolgimento massiccio della terza età, lo sfruttamento delle relative difficoltà e di alcuni consiglieri municipali 'ingaggiati' attraverso società private come braccio armato nei territori. L' VIII Municipio è un esempio per tutti". La maggioranza invece fa quadrato, e anche quelli che ridono a denti stretti devono mantenere il silenzio, o una linea almeno

OLTRE I CONFINI DELLA REALTÀ i aspettavamo un consiglio caldo lo scorso 16 luglio, a tre giorni dalla serie di perquisizioni che ha terremotato il gruppo Piccolo e colpito al cuore l' VIII Municipio, con la perquisizione negli uffici del Vicepresidente Ezio D'Angelo. Ma si sa, l'aula di via Cambellotti è fatta così, riesce sempre a stupirci con effetti speciali e superare le aspettative. Altro che consiglio caldo, quello che ci ritroviamo è un vero e proprio consiglio 'hot', tutto incentrato sul sesso e sulla sessualità. E così, mentre il Vicepresidente riceve un avviso di garanzia, mentre Datacoop vorrebbe dire la sua (ma ci rinuncia), mentre c'è Roberto Cupolino che attende ancora una sistemazione, l'aula consiliare parla di omosessuali e prostituzione, approvando due mozioni totalmente inutili, una favorevole alle coppie di fatto, l'altra favorevole alle case chiuse.

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moderata. Il capogruppo Battistini fa un passaggio in aula senza dire praticamente nulla: si rifà alla linea del partito romano che ha sospeso Piccolo, ma riesce a parlare della vicenda senza nominare D'Angelo. Dari ricorda invece la differenza tra l'avviso di garanzia ricevuto da D'Angelo e la misura cautelare inflitta a Piccolo: le due cose, spiega, non si possono paragonare. Grazioso invece è corrente Piccolo, è subentrato in consiglio pochi mesi fa proprio in seguito alla nomina ad Assessore di D'Angelo. Lui dell'amico Ezio non dubita: "Lo conosco per amicizia, lui secondo me non c'entra niente. E' troppo bravo come animo, come persona. Chi ha sbagliato pagherà: Ezio è indagato ma secondo me non c'entra nulla, poi sarà la magistratura a decidere". Ovviamente di dimissioni, di passo indietro, non se ne parla: "Se fosse rinviato a giudizio sarebbe un'altra storia. Ma qui rischiamo un altro caso Tortora, o di ricreare il caso delle maestre di Riano. Fermo restando l'onda emozionale iniziale ora deve essere la magistratura a fare tutti gli accertamenti. Bisogna essere garantisti". Facile aspettare la magistratura: spesso arriva tardi, spesso è lenta, spesso porta alla prescrizione, soprattutto se hai i soldi e ottimi avvocati. Così tutti dimenticano le enormi responsabilità politiche e i fatti che emergono dall'inchiesta restano sotto il tappeto. E la battaglia si fa sui cavilli giuridici. DAVIDE LOMBARDI

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"UN ALTRO 'PICCOLO' LADRO" E' LO STRISCIONE ESPOSTO DAI MILITANTI DI FORZA NUOVA A TOR BELLA MONACA IN PROSSIMITÀ DEL MUNICIPIO VIII PER DENUNCIARE L'ENNESIMO ATTO DI "FURBIZIA POLITICA". nche Forza Nuova scende in campo sulla vicenda Piccolo. "Siamo stanchi di chi fa della politica una mera fonte di guadagno privato - spiega Daniele Lopolito, responsabile di Forza Nuova in VIII - Ci stu-

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piamo solo di chi cerca di difendere colpevoli provati di "furti di popolo",visto che anche in questa occasione la vera vittima è la gente che ha riposto la sua fiducia in determinati personaggi, millantatori di ideali e sogni, ma che in realtà si dimostrano sempre di essere i i soliti arrivisti egoisti”. “Non sottovalutiamo anche il fatto di un regolamento di conti fra forze di potere per scardinare la potenza di Piccolo e di tutti i suoi castelli di soldi. Non per questo vogliamo giustificare Piccolo e tutti i suoi alleati, anzi al contrario lo riteniamo un truffatore, non solo per aver riciclato soldi, ma per aver truffato migliaia di romani".

NEL CONSIGLIO MUNICIPALE DEL 16 LUGLIO, A TRE GIORNI DALL'AVVISO DI GARANZIA CHE HA COLPITO D'ANGELO, SI PARLA DI COPPIE DI FATTO E CASE CHIUSE. RINVIATA LA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE DI SFIDUCIA PRESENTATA DALL'OPPOSIZIONE. C'è un clima surreale il 16 luglio in via Cambellotti: l'opposizione presenta subito la mozione di sfiducia a Lorenzotti, e la motiva con un duro discorso del capogruppo Pd Scorzoni. Poi si passa ai 'temi del giorno'. E in quelle transenne che separano l'emiciclo dal pubblico c'è un oceano. In aula ci sono una ventina di persone: chi per l'Educativa di Strada a Villaggio Falcone, chi per Roberto Cupolino, chi per chiedere le dimissioni di D'Angelo e Lorenzotti. Di certo nessuno è venuto per vedere approvare due mozioni inutili, per assistere a discussioni che i nostri consiglieri potrebbero benissimo fare in un bar o davanti a una pizza e una birra. Questione di regolamenti, ovvio: ma il consiglio municipale dello scorso 16 luglio fotografa alla perfezione la distanza della politica dal territorio. Anche della politica più a contatto coi cittadini, come dovrebbe essere

quella municipale. Lorenzotti non si presenta; D'Angelo non si presenta; arriva la Raco, superabbronzata e tacco alto, ma mentre sfila verso la sua poltroncina subisce l'attacco di Grasso ("Querelami ancora, denunci me per diffamazione e non denunci le frodi fiscali?") e capisce che la giornata non è quella giusta. Così va a chiudersi nella stanza del Pdl, non si farà mai più vedere. I momenti concitati non mancheranno, difficile la gestione dell'aula per il Presidente Marco Dari. Ma alla fine di tutto questo non resta nulla: resta solo l'immagine di Grazioso, Alveti, Mancuso, Durantini, Vendetti, Mattei, che parlano con tutta calma di coppie di fatto e case chiuse a tre giorni da una perquisizione della Guardia di Finanza nell'Assessorato ai Lavori Pubblici. Un'immagine, consentitecelo, un po' desolante. DAVIDE LOMBARDI


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Un calvario lungo 7 anni

"C'È MALUMORE NEGLI UFFICI TECNICI"

DUE DIPENDENTI DEGLI UFFICI TECNICI DELL' VIII FINITI SOTTO ACCUSA PER UN INCIDENTE STRADALE SONO STATI ASSOLTI.

LA DENUNCIA DEL CONSIGLIERE PD FABRIZIO CREMONESI. IL PROBLEMA RIGUARDEREBBE GLI INCENTIVANTI, OSSIA GLI EMOLUMENTI AGGIUNTIVI CHE SPETTANO AI DIPENDENTI QUAN-

n incidente mortale in via di Borghesiana alle 6:20 di mattina del 10 gennaio 2005; un verbale dei vigili accorsi sul posto, firmato dal Comandante Antonio Di Maggio, che si rivelerà completamente sbagliato. Inizia così il lungo calvario, durato 7 anni e mezzo, di due dipendenti della Uot municipale: Sergio Della Torre e Lorenzo Di Meo. Il motociclista, nel sorpassare una Fiesta, scivolava su una lastra di ghiaccio e cadeva: dopo un contatto con l'auto appena sorpassata andava a finire sotto un furgone Ducato proveniente dalla corsia opposta. Questa la ricostruzione della Polizia Municipale: la causa è il ghiaccio. E il verbale si spinge oltre, parla apertamente di "condotta colposa/omissiva degli organi della Pubblica Amministrazione competenti", dato che "questo Comando aveva evidenziato più volte la pericolosità della via". "Non è vero, - spiega Della Torre - erano state mandate segnalazioni all'Ama per lo spargimento sale". "Mai fatto: gli fa eco Lorenzo - si parla di varie comunicazioni nel verbale, ma l'unica da noi ricevuta riguardava un guardrail danneggiato, e lo facemmo riparare. E' questa parte che ci fa pensare male, sembra quasi che si voglia creare un ambiente negativo per avvalorare qualcosa". Il PM prende per buono il verbale dei vigili, così Sergio e Lorenzo (il primo responsabile Ufficio Strade, il secondo direttore dei lavori di manutenzione ordinaria) vengono rinviati a giudizio per omicidio colposo. E nel corso del processo la perizia del consulente incaricato dal Tribunale dà ragione ai due tecnici. La dinamica è un'altra: la lastra di

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ghiaccio è lontana, "non è da porsi in nesso causale con l'evento". In sostanza il motociclista nel sorpassare la Fiesta si è visto arrivare di fronte il furgone, ha provato a rientrare ma ha toccato la Fiesta ed è stato sbalzato sull'altra corsia. Di qui il frontale con il Ducato e la morte del centauro. E bastano le immagini, il Ducato danneggiato e ricoperto di chiazze di sangue a due metri d'altezza, a sconfessare la tesi del centauro scivolato e finito sotto al furgone. C'è un concorso di colpa di tutti e tre, conclude la perizia. L'assoluzione, giunta tre mesi fa perchè "il fatto non sussiste", è stata preceduta da una requisitoria in cui la stessa accusa chiedeva il proscioglimento e parlava di "indagine grossolana". Il calvario è finito, ma giustizia è fatta? Chi ripagherà i due tecnici di anni di sofferenze, di spese legali (come ci spiega Lorenzo Di Meo infatti solo i dirigenti degli uffici, nonostante gli stipendi a 5 zeri, hanno la copertura legale garantita dallo Stato)? E i familiari del centauro morto che hanno chiesto per anni risarcimenti ai due indagati? Adesso il tempo è scaduto. "Sono molto avvelenato; - spiega Sergio Della Torre - quel verbale è stato fatto contro qualcuno. E c'erano delle cose capziose che parevano messe per rendere l'accusa più pesante". Come hanno vissuto questi 7 anni? "Siamo due persone piuttosto emotive, e queste cose non le vivi bene per niente. Ad un certo punto dell'iter provavo a staccare la spina, ma è ovvio che quando ti avvicini a un' udienza, un interrogatorio non ci dormi la notte. Ci siamo molto accalorati", chiude Lorenzo. DAVIDE LOMBARDI

SCORZONI: OPERAZIONE VERITÀ SULLE SCUOLE SULLE

CASTELVERDE, VISITATE LO SCORSO 6 LUGLIO DAL PD ANNUNCIA: "A SETTEMBRE NON APRIRANNO".

SCUOLE DI

IL CAPOGRUPPO

ncora bugie per i cittadini della periferia! Il sindaco Alemanno ha inaugurato scuole che a settembre di sicuro non apriranno". Comincia così il comunicato al vetriolo del capogruppo Pd Fabrizio Scorzoni in merito alla visita del sindaco alle scuole di Castelverde. "Largo Rotello non apre perchè mancano una serie di certificazioni necessarie per aprire. Bisogna poi fare la convenzione con una struttura privata che gestisca. La convenzione ancora non è stata fatta, e vi ricordo che siamo al 10 luglio. Via Rosciano, una materna comunale da 75 posti e tre aule: lì man-

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SINDACO

ALEMANNO,

cano sia gli arredi che gli insegnanti, che vanno pagati e sono dipendenti del Comune di Roma". Chiude sulla elementare di via Camarda: "Mancano 135mila euro di arredamenti. La realtà è che nel nostro municipio non ci sono neanche i soldi per traslocare gli arredi vecchi dalla scuola elementare attuale in affitto a via Camarda". Scorzoni ricorda che la scuola di via Camarda è frutto di un finanziamento del centrosinistra, e ovviamente si augura che le sue previsioni siano sbagliate: "Ma questa è la realtà, addolcire la pillola sarebbe avvelenare i cittadini. E lo stesso fatto che si parli

solo di emergenza vuol dire che abbiamo cancellato 4 anni di programmazione". In risposta Di Cosimo lo corregge, almeno su Largo Rotello: le autorizzazioni ci sono tutte, dice. Il problema dell'affidamento e del bando può essere aggirato con una procedura d'urgenza, tramite affidamento diretto per un solo anno. Il tempo di fare il bando e affidare la struttura dal 2013. Non è detto che si possa fare. "Ci proveremo", dice Di Cosimo, che auspica una procedura d'urgenza anche per aprire a settembre via Rosciano. Ma sulle scuole a Castelverde e la loro apertura a settembre, in definitiva, ci sono davvero poche speranze, ed era lo stesso Di Cosimo ad ammetterlo fino a poco tempo fa. DAVIDE LOMBARDI

DO ASSUMONO UN RUOLO COME DIRETTORE DEI LAVORI O RESPONSABILE UNICO DEL PROCEDIMENTO.

osa strana, lo scorso 9 luglio in aula consiliare si assiste ad una discussione su questioni puramente tecniche, che dovrebbero essere interne agli uffici. Si parla degli incentivanti ai dipendenti degli uffici, un processo non governato bene a quanto pare. Il Pd ha portato in aula una mozione per chiedere che la direzione emetta una nota, una lettera chiarificatrice. Tra i più attivi in aula si segnala il consigliere Cremonesi, per questo lo abbiamo intervistato. Cosa succede? Quando non stai sereno sul posto di lavoro non lavori bene, pensi che il tuo vicino ti possa fregare. Io ho parlato con molti dipendenti, è c'è del malumore: la questione degli incentivanti non è governata bene. Alcuni si lamentano, ci sono anche persone andate a giudizio: 'Quando mi devo prendere la responsabilità mi cercano, se ci sono da dividere 50 euro per un progetto non mi cercano mai', dicono. Questa storia deve finire, e se non è così bisogna che si chiarisca tutto. Voi cosa chiedete? E' una cosa che va gestita dagli uffici, in cui la politica non deve entrare mai. Noi demandiamo tutto alla direzione, segnaliamo che ci sono 20 - 30 dipendenti che non lavorano serenamente. E' necessaria una lettera, una nota della direzione o della dirigenza che metta tutto a tacere. I dipendenti non lavorano bene, pensano che ci sia qualcosa che non va. Ci sono colpe della maggioranza anche? E' stata proprio la mancanza di questa maggioranza nel controllo dei processi a ingenerare questo malumore. Quando gli uffici arrivano a questo punto significa che non c'è governo, che non sai governare i processi. DAVIDE LOMBARDI

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CONSIGLIO MUNICIPALE, MAI COSÌ IN BASSO!

DANIELE LOPOLITO (FN) SCENDE IN CAMPO

CUPOLINO ANCORA IN CAMERATA

NONOSTANTE SI DISCUTA UNA DELIBERA PROPOSTA DAL CENTRODESTRA COMUNALE, LA MAGGIORANZA MUNICIPALE NON

IL COORDINATORE LOCALE DEL MOVIMENTO DI ROBERTO FIORE HA PRESENTATO LA SUA CANDIDATURA IN VIII MUNICIPIO.

SEMBRA INFINITO IL DISAGIO PATITO DAL CITTADINO DI DUE LEONI.

RIESCE AD ARRIVARE AL NUMERO LEGALE NÉ IN PRIMA NÉ IN

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on dobbiamo aspettare nessuno, non dobbiamo stringere alleanze". Così Daniele Lopolito, responsabile venticinquenne di Forza Nuova per il Municipio delle Torri, ha lanciato la sua candidatura a presidente del consiglio municipale. In anticipo su tutte le altre perché giocata "al di fuori degli schieramenti destra e sinistra, senza nessun accordo politico per rappresentare qualcosa di diverso, un cambiamento spirituale". Durante l'incontro, che si è svolto lo scorso 6 luglio presso la Sala Cinema del Municipio, Lopolito, infatti, non solo ha ripercorso la storia locale del partito iniziata "nel 2005 quando la la sezione di Torre Spaccata si staccò da Tivoli per poi aprire anche a Torre Angela" ma ha tenuto a smarcarsi ripetutamente dall'operato del sindaco Alemanno. "Un sindaco a cui - ha ribadito - non chiederemo mai nessun aiuto". Durante la proiezione di alcuni video mostrati a testimonianza dell'operato di Forza Nuova sul territorio municipale - largo spazio a iniziative come la distribuzione di pane contro gli aumenti del prezzo, la befana tricolore, la giornata contro la pedofilia - hanno trovato, posto, infatti, anche le dure contestazioni esibite dal movimento nei confronti del sindaco. Sia durante la presentazione del Masterplan in consiglio che nel corso di un incontro fra il comitato di quartiere locale e Alemanno nel quartiere La Rustica. A sostegno della candidatura, Lopolito ha presentato al pubblico - non particolarmente numeroso, per stessa ammissione degli organizzatori - le proposte sociali del suo programma elettorale. Articolate in sette punti: calmierare il prezzo del pane, istituire strisce rosa e colonie per i bambini, aprire un mercatino del libro dell'usato, fornire più servizi di assistenza agli anziani, progettare case popolari da destinare alle giovani coppie e asili nido da destinare prima alle famiglie italiane perché "non siamo contro gli immigrati ma contro il concetto di immigrazione". Assente Roberto Fiore - segretario nazionale di Forza Nuova - che avrebbe dovuto prendere parte all'incontro. SILVIO GALEANO

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SECONDA CONVOCAZIONE.

ono finiti i tempi in cui era l'opposizione a mandare avanti i normali lavori dell'aula consiliare. Un'opposizione che garantiva ad una maggioranza, sempre decimata nei numeri, di arrivare a 13 per raggiungere il fatidico quorum. Ora però ci si trova di fronte ad un centrodestra che ha gettato l' VIII nello scandalo con l'affaire Piccolo, che presenta delibere che non riesce ad approvare, che non ha più la maggioranza, l'opposizione quindi si defila. Spetta a chi governa trovare i numeri. E i consiglieri di maggioranza quei numeri non li hanno più. Si discute in aula di una delibera "per la predisposizione di azioni di contrasto agli insediamenti abusivi ed al degrado urbano" (proposta n. 15/2012). Alla prima seduta salta il numero, la seconda, in cui basterebbero 8 presenti, arrivano a soli 6 consiglieri. Servirebbe l'aiuto dei rappresentanti del Pd presenti in aula, ma questi decidono di uscire. Perché non si può chiedere a loro di fornire un numero che tra l'altro è per votare una proposta del Pdl, che pensate un po' parla di legalità, sicurezza e ordine. Temi su cui proprio alcuni consiglieri di maggioranza hanno gettato discredito. Si riassume tutto con una frase del consigliere Pd Cremonesi: "Parlate di legalità quando il delegato alla sicurezza del Comune di Roma Ciardi è indagato?". Presenti gli esponenti del gruppo Piccolo al completo, tranne D'Angelo, compreso l'Assessore Brunetti (alleato numero uno). Ma il presenzialismo non basta a dare un messaggio politico che dovrebbe essere di continuità e compattezza. Sono proprio i colleghi di maggioranza delle altre correnti a dare forfait. E' ora di andare a casa, di togliere le tende se avete ancora un briciolo di dignità e restituire a questo Municipio un po' di decoro. FEDERICA GRAZIANI

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a preoccupante cartella clinica di Roberto Cupolino è la ragione per la quale il municipio, o chi per esso, deve trovare una soluzione tempestiva alla sua situazione. In seguito ad una serie di peripezie personali Roberto Cupolino ha perso tutto quello che faticosamente aveva realizzato nel corso della sua vita. Anche la salute. Attualmente Cupolino è ospite della struttura pubblica di accoglienza di via Assisi, luogo che mal si concilia con il recupero del suo stato di salute. Per questo ha iniziato la sua protesta portata avanti in Municipio. Con il supporto dell'Asia, l'Associazione Sindacale Inquilini e Assegnatari, Cupolino sta avanzando le sue richieste al Municipio, al quale chiede attenzione e supporto. Marco Dari, Presidente del Consiglio municipale, si è fatto carico in sede consiliare di questa triste storia. Ma alla data del 18 luglio, nonostante la movimentazione del presidente, della sua segreteria e dell'ufficio Servizi Sociali, dall'Assessorato dei Servizi Sociali e della Salute del Comune non è stata data nessuna risposta. "Lo spinoso caso", come definito da Dari, di un cittadino che chiede una sistemazione temporanea per affrontare in modo ottimale le sue cure e la sua "convalescenza" è diventato anche oggetto di consiglio municipale. Il 16 luglio un agguerrito Fabrizio Scorzoni, proprio ai microfoni del consiglio, ha rinfacciato al presidente Lorenzotti i 20mila euro spesi per la festa di Borghesiana; ventimila euro che avrebbero garantito a Cupolino la permanenza in un albergo per più di un anno. Fatto sta che Roberto Cupolino, supportato nella sua lotta dall'ASIA, non ha intenzione di aspettare ancora a lungo: se entro breve la sua condizione non subirà la svolta attesa, la sua protesta si farà più dura. LUCIA BRAICO


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DI COSIMO: "NON SONO SOLO CASE" IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE URBANISTICA ROMA CAPITALE SPIEGA L'HOUSING SOCIALE. uò spiegarci che cos'è l'housing sociale? Ad oggi non c'è stata ancora alcuna decisione o emessa alcuna delibera. Né sono state concesse cubature. Si tratta di un risultato di un bando amministrativo a cui hanno partecipato alcune centinaia di concorrenti proprietari di alcune aree in zone individuate per raccogliere aree di riserva nel piano regolatore. Aree con vincoli paesaggistici sono state completamente esclusi. L'iter è comunque ancora lungo e nulla veramente è stato ancora deciso. Si tratta, però, spesso di aree agricole - verde - che vengono trasformate in edificabili, conferma? Da definizione del PRG area agricola è qualunque area non sia edificabile. È chiaro che se c'è una zona di un ettaro considerata agricola che si trova fa due toponimi, ad esempio, due zone O, essa non può comunque essere destinata ad uso agricolo perché troppo piccola. Cercheremo quindi di individuare aree agricole vere e non da Piano Regolatore e, a fronte di uno screening, rivalutare quelle zone in cui nessuno può fare agricoltura e destinarle all'housing sociale. Non crede che aumentare le cubature in zone che hanno già troppo cemento sia dannoso e perché farlo con l'housing sociale privato e non con un piano pubblico di case popolari? Sono aree che non saranno destinate esclusivamente ad housing sociale ma hanno anche altre finalità. Il Comune di Roma, sopra, ci potrà fare quello che vuole. Se tra un anno mi occorre di fare una rimessa di autobus, potrò fare anche quella. L'housing sociale va inteso come un ambito esteso che parte dalle case popolari e arriva anche ad altri utilizzi. È diverso da quella brutta accezione del termine che hanno dato da noi. Daremo case anche a iniziativa economica e popolare ERP, comprese all'interno dell'Housing Sociale. Cosa succederà all' VIII Municipio, già densamente popolato e interessato dall'aumento delle cubature anche a causa del Masterplan? In VIII, da quanto ricordo e ho valutato, non mi sembra ci siano progetti così pesanti rispetto ad altri municipi. L'idea è che l' VIII comunque verrà salvaguardato perché in questi anni c'è stata già una difficoltà a livello di volumetrie. SILVIO GALEANO

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Housing sociale… Una colata di cemento entidue milioni di metri cubi, 66.198 nuovi alloggi. Tutto ovviamente nelle periferie carenti di servizi e infrastrutture, con tanto di devastazione dell'agro romano. Inizia a farsi concreto e realmente pericoloso il social housing di Alemanno. Tutto parte con la Delibera di Giunta numero 315, approvata ad ottobre 2008, quando Alemanno si era appena insediato al Campidoglio. "Approvazione dell'invito pubblico per l'individuazione di nuovi ambiti di riserva a trasformabilità vincolata di cui all'art. 67 delle Nta del Prg, finalizzati al reperimento di aree per l'attuazione del Piano Comunale di 'housing sociale' e di altri interventi di interesse pubblico". In sostanza è un pubblico invito per l'individuazione di nuove aree da edificare per il social housing. E non solo... I privati offrono le proprie aree, una Commissione istituita dal Campidoglio le valuta. Così, con determinazione dirigenziale del 16 maggio 2012 si prende atto dei lavori della Commissione, che vengono resi pubblici: su 334 proposte sono 160 quelle accolte, che si trasformano nei numeri sopra elencati. Che si trasformano nella devastazione dell'agro romano, nell'ulteriore impoverimento della qualità della vita in zone già spesso carenti di servizi e infrastrutture. Eppure qualcosa non torna: la necessi-

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NUOVE AREE EDIFICABILI PER UN TOTALE DI OLTRE 66MILA ALLOGGI NELLE PERIFERIE, CON DEVASTAZIONE DELL'AGRO ROMANO. SONO STATI PUBBLICATI I RISULTATI DEL BANDO PER REPERIRE AREE DA DESTINARE AL 'SOCIAL HOUSING'. IL PIANO DEL COMUNE SI FA TERRIBILMENTE CONCRETO, MANCA L'APPROVAZIONE IN GIUNTA CHE DOVREBBE AVVENIRE A BREVE E IL PASSAGGIO IN CONSIGLIO.

tà stimata dalla Delibera numero 315 è di 25 - 30mila alloggi, non di 66mila. Il fatto è che gli ambiti di riserva saranno "prioritariamente" destinati al social housing, e "potranno altresì essere utilizzati per le ulteriori finalità stabilite dall'art 19 comma 3 delle Nta". Stiamo parlando delle ormai famose compensazioni. L'ennesima colata di cemento, col manto benevolo del social housing, dovrebbe essere approvata a breve in Giunta e poi passare in Consiglio Comunale, prima di rendere edificabili aree per oltre 2300 ettari. E tutte, come dicevamo, in periferia. Sono questi i municipi più colpiti: VIII, XII, XV, XVIII, XIX, XX. L'opposizione annuncia battaglia: il Pd è

sceso in piazza con Sel, Idv e vari comitati, il consigliere comunale Nanni parla di una "nuova Acea" in consiglio, e l'unica speranza è che Alemanno non faccia in tempo. Perchè Roma non ha bisogno di altro cemento, basta pensare alle migliaia di alloggi inutilizzati e sfitti per capire come la risposta al problema della casa può e deve essere data in altro modo. Perchè le zone interessate hanno bisogno di servizi e infrastrutture, non di altre case. E perchè con questo social housing il sindaco salda alla perfezione il post campagna elettorale del 2008 con la campagna elettorale del 2013. Con la Delibera 315 subito mostrava le sue intenzioni, dava il segnale ai costruttori che lo avevano appoggiato. Poi, dopo un lungo lavoro di Commissione, a una manciata di mesi dalle prossime elezioni, le nuove aree vengono rese pubbliche. Se dovessero passare anche in Consiglio sarebbe un bel biglietto da visita di fronte agli stessi costruttori che, è bene ricordarlo, a Roma sono i 'grandi elettori'. Ma anche se non dovesse fare in tempo Alemanno potrebbe sempre dire: 'Votatemi, perchè gli altri questa cosa non la approveranno'. DAVIDE LOMBARDI

NANNI (PD): "VOGLIONO CEMENTIFICARE LA CITTÀ" ABBIAMO INTERVISTATO IL CONSIGLIERE COMUNALE PD, SECONDO CUI SOTTO IL MANTO BENEVOLO DELL'HOUSING SOCIALE SI NASCONDE UN'AMMINISTRAZIONE CHE VUOLE DARE RISPOSTE AI PALAZZINARI. edo la volontà di cementificare parti sostanziose di Roma dietro la ragione morale di dare casa a persone che ne hanno bisogno". Così il consigliere comunale Dario Nanni boccia il social housing di Alemanno, proponendo l'utilizzo dei tanti locali inutilizzati e sfitti della capitale. E annuncia battaglia in consiglio: "Questa sarà un'altra Acea". Cosa pensa del piano di social housing di Alemanno? Io personalmente e noi come Pd siamo contrari a questa cosa. Vediamo la volontà di cementificare parti sostanziose della città dietro la ragione morale di dare casa anche a persone che non sono in condizioni di poterla acquistare o di pagare un affitto sostanzioso. Ma non ci si può nascondere dietro a

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questo: ciò che arriverebbe a queste persone sarebbe solo una piccolissima parte rispetto a tutto quello che viene invece cementificato e costruito. Colpite soprattutto le periferie, anche l' VIII municipio... Questa è un'ulteriore aggravante, perchè in periferia i cittadini si aspettano altro, si aspettano servizi, infrastrutture. I territori più colpiti, anche in VIII, sono come al solito quelli più in ritardo: ossia quelli più periferici del versante casilino e del versante prenestino. E quello che dispiace è che spesso si trova questo escamotage perchè in cambio delle cubature si prospettano alcuni interventi che non sono assolutamente compensanti di quello che invece sarebbe il problema

che si verrebbe a creare. Ma un piano di housing sociale serve? Si può realizzare in un altro modo? Prima di pensare di cementificare parti sostanziose e sostanziali della città andrebbero prese in considerazione tutte le possibilità che ci sono a Roma di poter avere locali e abitazioni. Nella nostra città ci sono decine di migliaia di appartamenti sfitti. Vuol dire che non c'è più richiesta, l'interesse dei cittadini romani non si fa dando risposte a qualche imprenditore palazzinaro che pensa che l'unica possibilità sia quella di continuare a costruire. Non si può per l'interesse di qualcuno spingere la politica romana in quella direzione. Un piano di housing sociale si potrebbe fare usando i locali inutilizzati e sfitti. Annunciate battaglia in aula Giulio Cesare? Quando arriverà in consiglio questa cosa sarà un'altra Acea. DAVIDE LOMBARDI

ITALIA NOSTRA, CENSIRE LE AREE IN DISUSO i è tenuta l'11 luglio presso la sede di Italia Nostra Roma la riunione di alcuni comitati ed associazioni preoccupati per le conseguenze del piano dell'housing sociale elaborato dalla Giunta di Roma Capitale. "Si è ritenuto opportuno denominarci come Comitato interassociativo "Salviamo l'Agro Romano " con sede presso di noi - sottolinea Mirella Belvisi, vicepresidente della sezione romana di Italia Nostra - sull'housing sociale faremo un documento apposito per spiegare ai cittadini che questo strumento non servirà a eliminare l'emergenza casa. Che riguarda, del resto, le famiglie che non hanno a disposizione i circa 400 Euro del canone di affitto, agevolato solo per alcuni anni, che i costruttori concorderanno con il Comune in cambio del permesso di costruire alloggi da mettere sul mercato nelle aree agricole dove il piano regolatore vigente non lo permetteva". Iniziative, quelle di Italia Nostra proposte per far rinunciare il Consiglio Municipale a questo progetto ritenuto inu-

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IMPORTANTE RIQUALIFICARE IL DISMESSO PIUTTOSTO CHE

PERMETTERE L'INVASIONE DELL'AGRO RELLA

ROMANO,

SECONDO

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BELVISI.

tile oltre che dannoso: sono state individuate dalla giunta ben 160 aree ricadenti sull'Agro Romano sulle quali realizzare 23.000 metri cubi di edifici. Questo inciderebbe in primis sulla qualità del territorio, straordinario ambiente di rilevanza naturalistica e paesaggistica, forse unico polmone verde della Capitale. Non solo: "Sarebbe in modo assoluto più importante un censimento e una riqualificazione di tutti quei fabbricati in disuso e di tutte quelle aree dismesse o sotto sfruttate" prosegue il vicepresidente. Evitando, quindi una politica urbanistica "casuale"come l'ha definita l'associazione nella lettera ai Municipi. Scongiurando, oltretutto, un ampliamento dell'hinterland senza pianificare un

sistema di servizi connessi, la creazione di sempre più quartieri dormitori e una crescita esponenziale per gli enti locali delle spese per la gestione dei servizi. L'ultimo problema sollevato dalla Belvisi è più di carattere finanziario: "Data la difficoltà di vendere il costruito - circa 4 anni si parla spesso di bolla speculativa immobiliare a Roma. Un incremento esponenziale di terreni edificabili non farà altro che ampliare il fenomeno, che si ripercuoterà sull'economia. Per tutte queste ragioni stiamo preparando una lettera al Ministro Ornaghi del Governo Monti, per chiedere di concludere positivamente la procedura già avviata per l'apposizione dei vincoli sugli importanti comprensori dell'Agro romano quali ad esempio La Storta e Pantano Borghese come è stato già fatto per l'Agro Ardeatino". JESSICA SANTINI


MUNICIPIO a scure del social housing si abbatte sulle periferie, su quelle periferie che già denunciano la carenza di servizi e infrastrutture, destinata a diventare ancora più opprimente in caso di nuove edificazioni. Sono molto colpiti i municipi a est e ovest della capitale: il XV, il XX, il XVIII, e anche, ovviamente, il nostro. Quell' VIII municipio sempre buono per soddisfare gli appetiti dei palazzinari e dei magnati dell'immondizia. Da Castelverde a Villaggio Prenestino, da Finocchio fino a verso Pantano, zone adiacenti a Corcolle: queste le parti più colpite, quelle più estreme, con molti meno servizi ma con tante aree agricole da devastare. Sono 22 i nuovi ambiti di riserva a trasformabilità vincolata individuati in VIII municipio, che si traducono in quasi 3 mi-

Il social housing in VIII municipio

CATRACCHIA (FDS): "L'HOUSING SOCIALE NON SOSTITUISCE L'EDILIZIA POPOLARE"

PAOLO BERDINI: "CON L'HOUSING SOCIALE NON SI RISOLVE L'EMERGENZA ABITATIVA"

GIÀ UN ANNO FA, UN EMENDAMENTO DELLA FDS, PER ALTRO BOCCIATO, IMPEDIVA FINALITÀ SPECULATIVE DEL SOCIAL HOUSING.

L'OPINIONE DELL'URBANISTA IN MERITO AL PIANO DI INTERVENTO DI ALEMANNO.

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er Federazione della Sinistra la questione housing sociale è da considerare un grande ritorno: "La nostra posizione sul social housing è stata presentata un anno fa in consiglio regionale sul Piano Casa ricorda Roberto Catracchia, rappresentante della FdS dell' VIII Municipio - tale emendamento è stato respinto a maggioranza dal centrodestra. Rimane tuttavia la definizione più coerente alle norme europee. Il social housing non è sostitutivo dalla realizzazione di edilizia popolare mentre in Italia e a Roma si tenta di dirottare le risorse pubbliche dall'edilizia popolare all'housing sociale escludendo di fatto gli indigenti totali da una risposta abitativa". La proposta dello scorso anno della FdS consisteva nell'aggiunta di un emendamento alla proposta di legge N. 79 del 2010. Va premesso che la Regione Lazio ha riconosciuto come propria la definizione data dal Cecodhas (Comitato Europeo per la promozione del diritto alla casa) dell'housing sociale: fornire alle famiglie che hanno difficoltà a trovare un alloggio perché non in grado di ottenere credito, residenze adeguate attraverso regole di assegnazione. In linea, del resto con l'idea europea. Non sostituibile in alcun modo ai piani di edilizia popolare perché non in grado di rispondere alle richieste sociali emergenti, ovvero la lunga lista di attesa per la richiesta di case popolari ancora rimasta inevasa, che con la crisi economica si è andata allungando. Al contrario offre la possibilità di un alloggio a canone ridotto rispetto agli standard, 400 - 500 euro al mese, ma comunque non corrispondente all'effettiva necessità. La richiesta di FdS consisteva nell'eliminazione di una parola, che per quanto banale, capovolge completamente il senso dell'housing sociale: se dalla definizione "programmi di edilizia popolare anche sociale", venisse eliminata la parola "anche", non sarebbe più possibile realizzare sotto falso nome piani di edilizia residenziale con finalità puramente economiche. E di conseguenza il compito di Stato, regioni ed enti locali sarebbe quello di promuovere l'edilizia residenziale con finalità sociali, in linea con l'idea Europea e quindi con la regione Lazio Stessa. Ma l'emendamento è stato bocciato. JESSICA SANTINI

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OLTRE 200 ETTARI DI AREE EDIFICABILI PER QUASI 3 MILIONI DI METRI CUBI. 6474 NUOVI ALLOGGI FRA CASTELVERDE, VILLAGGIO PRENESTINO E CASILINO, PASSANDO PER AREE ADIACENTI A CORCOLLE. lioni di metri cubi su oltre 200 ettari, per un totale di 6474 nuovi alloggi. Tra l'altro anche le aree edificabili individuate nel VII e in X ricadono ai confini col nostro municipio. Tra coloro che hanno offerto le due aree più grandi per edificare in VIII segnaliamo due nomi. Il primo è quello dei F.lli Caravita di Sirignano: oltre 40 ettari per 1197 alloggi tra Villaggio Prenestino e Castelver-

osa succederà nel nostro Municipio con il piano di Housing Sociale? In VIII, l'housing sociale riguarda soprattutto due piani di zona fra i quali soprattutto quello di Tor Vergata. Si tratta di aree in cui ci sono ancora addirittura le vigne, terreni agricoli che verranno trasformati in zone edificabili. Trasformare aree agricole in cemento, com'è possibile che avvenga? Il piano regolatore prima e ora anche una legge nazionale prevedono che si possa intervenire con varianti che trasformino la città in questo modo. Costruttori e cooperative che detengono terreni possono mettersi d'accordo per fare quel che vogliono perché ormai si è creata una corsia preferenziale per cambiare le regole urbanistiche. Con le leggi che abbiamo, la variante è quasi automatica. Perché housing sociale e non case popolari? Che differenze ci sono? Sono anni che a Roma non si fa più un piano di case popolari. Quello che non viene detto è che l'housing sociale consiste nell'edificazione di case destinate a persone che hanno un reddito - magari minimo, probabilmente basso - ma ce l'hanno. Perché nella gran parte si tratta di case che verranno vendute e su cui, chi avrà accesso, accenderà un mutuo in banca: solo una piccola parte di esse andrà in affitto concordato. Ma questo affitto concordato, ad esempio, può saltare se il costruttore effettua migliorie - basta un portone blindato - che non rientrano nei canoni per cui esso è stato deciso. Quali sono dunque i rischi? Il problema è: chi decide come sviluppare la città? Con questo sistema, decidono la proprietà fondiaria e il costruttore edilizio che se ne va in giro alla ricerca di nuove zone da acquisire per specularci sopra. Non c'è una regia pubblica. Se spetta al pubblico intervenire per portare infrastrutture, servizi, collegare, fornire un progetto complessivo della città, così è il privato costruttore che decide in base ai suoi interessi e la città non si sviluppa in base a un'idea. Come si risolve l'emergenza abitativa a Roma? Con l'housing sociale non si risolve un problema vero, quello della fascia basa di reddito. Si concede qualcosa alla parte privilegiata di quella fascia bassa. Ma chi non ce la fa veramente è costretto ad uscire da Roma mentre in tutta Europa si costruiscono case pubbliche. Quando Luttazzi nel 1911 fa la legge sulle case popolari, con

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de, in un'area che si trova fra via Fosso dell'Osa e via Massa San Giuliano, a ridosso della Prenestina. C'è poi la Società Cooperativa Anagnina srl che ha offerto oltre 30 ettari di aree nel Casilino, nella zona interna da Borghesiana a Finocchio proseguendo verso Pantano. Trenta ettari che si tradurrebbero in 1357 alloggi. Insomma, ci mancava solo quest'altro piano scellerato ad aggiungersi alle densificazioni già previste in VIII. Non si può proprio accettare: e anche se dall'alto diranno, come diranno, che con più case arriveranno più servizi, c'è poco da crederci visti i precedenti. DAVIDE LOMBARDI

una forte carica di destra sociale, nella sua relazione in parlamento dice che bisogna guardare alla parte di popolazione che non ce la fa e andare contro la speculazione edilizia. Ora si è persa anche la cultura del riconoscere e prendere atto che c'è chi è ricco e chi è povero. Si è perso il senso dello stare assieme nella società, di esprimersi nel complesso. C'è un emergenza abitativa. Si tratta di circa trenta, quarantamila famiglie: 150.000 persone, circa l'8/10 % degli abitanti romani. Una fascia che parte dal giovane lavoratore precario che non riesce a permettersi una stanza e arriva agli immigrati baraccati. La soluzione sarebbe rilanciare l'edilizia pubblica che da sempre è un fattore anticiclico. Per rimettere in moto l'economia attraverso una filiera gigantesca e dare lavoro. SILVIO GALEANO

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LEGAMBIENTE INTERVISTA A LORENZO PARLATI PRESIDENTE DI LEGAMBIENTE LAZIO. uali sono i rischi di un simile progetto? I rischi più visibili sono quelli di sacrificare 2000 ettari di campagna romana. Con il rischio di andare ad intaccare zone dell'Agro romano oggi ritenute protette; di modificare l'assetto generale della città, alterando quello che risulta essere un verde storicamente caratterizzante; di creare ulteriori disagi fra la popolazione, che si vedrà circondata da palazzi senza però usufruire dei servizi necessari a sostenere un'ulteriore colata di cemento. E questi sono i rischi visibili, quelli meno evidenti? Le aree adiacenti ai parchi verranno chiuse fra i palazzi. Si tratterà di verde pubblico e non più di aree protette. Ci saranno pesi insediativi enormi, in quartieri dove già oggi ci sono problemi legati alla mancanza dei servizi e del trasporto pubblico. Quella che oggi corrisponde alla cintura verde fra Roma e i Comuni limitrofi non esisterà più e sarà eliminata del tutto quella che corrisponde ad una pausa urbana. A proposto dell' VIII Municipio? Sono 22 le aree selezionate nella periferia Est e corrispondono solo alla decima parte dell'intero progetto si immagini cosa significa. Non si può pensare di edificare una nuova città senza tener conto delle conseguenze inevitabilmente negative di questa iniziativa. STEFANIA PANETTA

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UP&DOWN MAGGIORANZA CONSILIARE Non tiene mai il numero legale in Aula

LORENZOTTI Affaire Piccolo: “Non vedo, non sento, non parlo” Si dimetta

VILLINO (UDC) Il numero in più della maggioranza


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Residenza Castelverde tornano i sigilli DI el corso dei sopralluoghi a Castelverde di Alemanno arriva il blitz che non ti aspetti. Il blitz di una decina di persone che lavorano alla 'Residenza Castelverde', che arrivano al centro sportivo e mettono letteralmente spalle al muro il sindaco Alemanno. Lo fermano mentre sta uscendo, lo circondano, e lo tempestano di lamentele, alcuni anche in lacrime. "Vogliamo lavorare, anziché incentivare e creare lavoro lo togliete. Dobbiamo fare dei matrimoni fino al 14 e abbiamo le macchine dei vigili davanti alla villa". I toni sono accesi, le lacrime si sprecano. Conosciamo la questione della Residenza Castelverde, posta sotto sequestro lo scorso 16 settembre per 'esercizio di attività musicale non autorizzata' e per la mancanza di alcune autorizzazioni amministrative. I vigili tornano ad apporre i sigilli proprio mentre Alemanno era in visita al centro sportivo di Castelverde. Un sindaco avrebbe cercato di spiegare con calma la situazione dicendo che lui non può interferire su queste cose. Ma Alemanno prende il suo telefonino e chiama in diretta il Comandante Di Maggio. "E' tutto a posto, fino al 14 luglio sospendiamo il sequestro, potete svolgere la vostra attività", è il 'nuntio vobis' a telefonata conclusa. Le lacrime diventano d'un colpo applausi, diventano urla tipo 'Bravo sindaco', e così via. Alemanno avrà pensato di essersela cavata bene, si sarà compiaciuto con sé stesso per la sua brillantezza, per aver affrontato la situazione da vero uomo del fare. Una telefonata e via, tutto risolto. Peccato che neanche superAlemanno possa fermare la Magistratura. "Non è stato fatto niente, abbiamo ancora i vigili qua davanti; - dice Luciano Sconci, proprietario di 'Residenza Castelverde', a tre giorni di distanza - Alemanno ha fatto solo chiacchiere, ha preso in giro una bimba di 16 anni che piangeva. Del resto non parlo, parlerò solo dopo che i miei legali avranno messo a posto le co-

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FRONTE AD UNA DECINA DI PERSONE IN LACRIME IL SINDACO PROMETTE UNA BRE-

VE SOSPENSIONE DEL SEQUESTRO PER PERMETTERE DI CELEBRARE ALCUNI MATRIMONI FINO AL

14 LUGLIO. COSA CHE NON RIENTRA NEI SUOI POTERI.

se. Niente è sotto sequestro, noi siamo in regola". Dalla Polizia di Roma Capitale VIII Municipio spiegano che a Sconci vengono imputati alcuni illeciti: uno per abusi edilizi, l'altro riguarda una determinazione dirigenziale che dice che non si possono com-

piere attività commerciali in un immobile con abusi edilizi. Parlano "un atto dovuto". La cosa quindi non dipende dal sindaco. A volte basterebbe un po' di serietà per fare bella figura. DAVIDE LOMBARDI

VILLAGGIO PRENESTINO: AUTO A FOLLE VELOCITÀ SI SCHIANTA SUL MURO DI UN'ABITAZIONE DOPO L'URTO LE PERSONE A BORDO DELL'AUTO CERCANO DI FUGGIRE, I CITTADINI ACCORSI SUL POSTO LI FERMANO, SI RISCHIA IL LINCIAGGIO.

rano le 14.30 di domenica 22 luglio, quando la tranquillità del quartiere di Villaggio Prenestino, veniva interrotta bruscamente da un enorme boato seguito subito dopo da una nuvola di fumo bianco. In pochi minuti una cinquantina di persone, residenti della zona, si sono riversati in strada per capire cosa stava accadendo. Dissolta la coltre di fumo è apparso il rottame di un'autovettura, un'Audi A3, sopra un marciapiede, su un lato della strada completamente distrutta. Le cinque persone all'interno dell'auto, quattro uomini ed una donna di colore, hanno cercato di abbandonare il veicolo uscendo dai finestrini, perchè gli sportelli erano danneggiati a causa dell'urto. Una volta fuori dall'auto i cinque hanno cercato di prelevare tutti i documenti dalla vet-

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OVILE E CASTELLACCIO, LA NASCITA DI DUE BORGATE

n origine erano Ovile e Castellaccio. Oggi sono Villaggio Prenestino e Castelverde. Due quartieri divisi dal Fosso dell'Osa, ma uniti da una storia comune fatta di coraggio, speranza e plasmata dai sacrifici degli immigrati che hanno fondato queste borgate. I due quartieri sembrano ora piccole città. Ma la loro anima è contadina. Nascono come borghi rurali nel Dopoguerra, quando questo territorio era sconosciuto. I primi abitanti furono gli immigrati marchigiani che abbandonarono la propria terra. "Il posto dove sono nato era privo di risorse - racconta Severino Titti di 87 anni, uno dei pionieri di Castelverde - Si lavorava sempre, ma la fatica non rendeva. Allora partimmo a cercare altri posti finché si diffuse la voce di questo luogo". Inizia l'esodo. Prima arrivano gli uomini, poi le donne. Era il 1950. E i primi contadini marchigiani che giungono in questo versante della campagna romana trovano una distesa di rovi e cardi. "Quando arrivai non c'era niente. Vedevo solo pietre e cespugli di spine. Ma ci siamo fatti coraggio e abbiamo lavorato insieme per rendere abitabile il territorio". Così i coloni si organizza-

PRESENZA DEL SINDACO ALEMANNO E DEI CONSIGLIERI COMUNALI DI COSIMO E

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NANNI VIENE INAUGURATA LA STATUA DEDICATA AI FONDATORI DI VILLAGGIO PRENESTINO E CASTELVERDE. a storia dei 'pionieri' scesi dalle Marche per fondare i quartieri di Villaggio Prenestino e Castelverde adesso i cittadini delle due zone del prenestino ce l'avranno sotto gli occhi tutti i giorni. E' stato inaugurato lo scorso 8 luglio in via Fosso dell'Osa, di fronte alla chiesa di S. Eligio, il monumento ai fondatori. Presenti il sindaco Alemanno con il suo fido scudiero sul versante prenestino Marco Di Cosimo e il consigliere Pd Dario Nanni. L'evento è stato organizzato dal CdQ di Villaggio Prenestino, dal consorzio e dall' Associazione 'Il Castellaccio'. Fa un po' strano vedere Dario Nanni in prima fila durante la celebrazione della messa, con Di Cosimo a separarlo da Alemanno, ormai da anni oggetto delle feroci reprimende giornaliere a mezzo stampa dello stesso consigliere Pd. Ma i due consiglieri hanno collaborato insieme per questo progetto. Simpatico il siparietto durante la messa, quando al famoso 'segno di pace', sia Nanni che Alemanno porgono le mani a destra e a manca ma si ignorano a vicenda. Finchè Di Cosimo non richiama prima il sindaco e poi il consigliere Pd quando le strette di mano sembrano finite per entrambi. Alemanno porge, Nanni accoglie, e il compromesso storico è cosa fatta. Dopo la messa viene tolto il velo tricolore che copre il monumento, poi arriva il discorso di Alemanno. "Grazie per avermi reso partecipe di questa splendida giornata. La vostra storia è bellissima e merita un posto d'onore tra le grandi storie che la città di Roma racchiude in sè e che la rendono unica. Radici, identità, valori: stamattina non abbiamo solo ricordato e commemorato l'esperienza di oltre 100 famiglie che arrivarono nella Capitale per costruire il loro futuro, ma abbiamo trovato dei veri e propri esempi da seguire". Abbiamo chiesto un commento a Nanni, giunto all'inaugurazione su invito del CdQ. "E' una vicenda che ho seguito, è il mio territorio. Sono venuto anche per mantenere il contatto col territorio e coi cittadini. C'è stata una gran partecipazione, la causa era giusta. Detto ciò mi aspetto che il sindaco venga a inaugurare qualcos'altro. Il centro polifunzionale ad esempio, e su questo i cittadini sono stati sin troppo buoni con lui".

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INAUGURATO L'8 LUGLIO IL MONUMENTO DEDICATO AI SOCI FONDATORI DI VILLAGGIO PRENESTINO E CASTELVERDE. LA FIERA DELL'EST INCONTRA ALCUNI DEI FONDATORI. LA STORIA DEI DUE QUARTIERI RACCONTATA DA CHI LI HA VISTI NASCERE.

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VILLAGGIO PRENESTINO: INAUGURATO IL MONUMENTO AI FONDATORI

rono in una cooperativa agricola: la S.A.C.C.Di. I contadini vivevano in una stalla a Villaggio Prenestino: l'Ovile. "Dormivamo su brandine racconta Enrico Zannotti, 89 anni, uno dei soci fondatori della cooperativa - per dividere una famiglia dall'altra utilizzavamo tavole di legno, ma l'aria passava e la mattina ci svegliavamo con la testa gelata". "Ho vissuto nell' Ovile per un anno - spiega Azelio Apolloni, anche lui socio fondatore, arrivato a Castelverde all'età di 20 anni - Stavamo come le bestie. Ci si lavava alla marana e si cucinava in pentoloni enormi". In seguito a Castelverde fu tirato su un capannone, nell'area dove oggi sorge la chiesa, e fu diviso in stanze per ospitare altre famiglie. E in un secondo momento i fondatori costruirono le prime case. Così nascono Villaggio Prenestino e Castelverde. Due luoghi carichi di identità, dove la memoria vive nelle parole dei pochi fondatori rimasti. È per ricordarli che a Largo Scapoli è stato eretto un monumento dedicato a loro. La statua di due contadini rivolti verso l'Ovile, quella stalla che per questi quartieri è storia. CRISTINA CORI

tura e tentato la fuga, ma sono stati bloccati da alcuni ragazzi. Dopo alcuni momenti di tensione in cui i cinque hanno rischiato il linciaggio, si è ristabilita la calma. Due persone però sono riuscite a scappare, in particolare una donna ferita che si è rifugiata poco più avanti dietro un muro della fermata dell'autobus, mentre di un altro uomo si sono perse le tracce. Poco dopo sul posto è arrivata l'ambulanza che ha prestato soccorso alle tre persone rimaste. Il personale de 118 ha poi raggiunto la ragazza che si era data alla fuga e le ha prestato soccorso. I tre comunque hanno riportato solo lievi ferite guaribili i pochi giorni. Dopo la dipartita dell'ambulanza sul posto è arrivata una pattuglia di polizia e una della Polizia di Roma Capitale che hanno effettuato i rilevamenti. La dinamica dell'incidente è ancora tutta da chiarire. Sembrerebbe infatti che l'Audi A3 procedesse a folle velocità in direzione del quartiere di Lunghezza, arrivata all'altezza della fermata dell'autobus di via Massa D'Albe, il conducente avrebbe perso il controllo del veicolo e dopo una frenata lunga più di 100 metri, la vettura si sarebbe schiantata sul muro di recinzione di un'abitazione di via Fosso Dell'Osa distruggendolo completamente, da lì poi la vettura avrebe effettuato un testa coda attraversando tutta la carreggiata terminando la sua folle corsa sul muro di un'altra abitazione. Per fortuna o per caso, in quel momento sia la strada che il giardino dell'abitazione il cui muro è stato distrutto erano completamente vuoti, quindi nessun altro è rimasto coinvolto nell'urto. ANDREA CAVADA

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LARGO ROTELLO: IL NIDO VA AI PRIVATI MANCANO GLI EDUCATORI, L'ASILO REALIZZATO A CASTELVERDE CON SOLDI PUBBLICI SARÀ AFFIDATO A PRIVATI. elle scuole in fase di ultimazione a Castelverde è quella in stato più avanzato. Il nido da 60 posti di Largo Rotello, realizzato come opera a scomputo in seguito a un accordo raggiunto dalla precedente amministrazione, ha ottenuto tutte le certificazioni, come assicura Di Cosimo, ed è già in fase di arredo. Tuttavia, come dice Scorzoni, non si possono mettere i bambini in una scatola vuota, ci vogliono gli educatori. E se il Comune non ce li ha o non li vuole assumere, va a finire che ci si affida ai privati. "Prendi una struttura costruita con soldi pubblici, - spiega Caterina Fida dell'Usb spendi un milione e mezzo e poi la dai in gestione a un privato per anni, per di più contribuendo alle rette. Gli asili infatti sono obbligati a prendere i bambini dalle liste, e il Comune paga". Un suicidio? Non proprio, perchè i nidi comunali hanno costi molto più alti, come ci spiega Caterina Fida. "Nei nidi privati si risparmia sul personale, c'è una vera e propria giungla di contratti a progetto, interinali, a nero. I costi quindi si scaricano sul personale, e necessariamente viene inficiata anche la qualità dell'educazione". DAVIDE LOMBARDI

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ncora scuole, ancora versante Prenestino. Fra liste d'attesa, strutture fatiscenti e strutture quasi pronte, ma non del tutto, si inserisce anche la classica guerra tra poveri. A chi andrà l'ambita scuola elementare di via Camarda? Il grande edificio quasi realizzato (anche se è difficile apra i battenti a settembre) era inizialmente destinato a chi frequenta la scuola di via Catignano. Scuola che è in realtà un edificio privato affittato nel 1979 e adattato a scuola, le cui condizioni sono "pietose", denunciano i genitori. Non ci sono spazi per la didattica e per i laboratori, non c'è una palestra. Per fortuna l'edificio è destinato a chiudere e trasferirsi in via Camarda. Almeno così pensavano i genitori, vista la promessa del Presidente Lorenzotti e la delibera del Consiglio d' Istituto dello scorso maggio. Invece, ci spiegano, a fine giugno si decide, "con un'abile manovra di docenti, Dirigente e componenti del Consiglio d' Istituto che nel nuovo plesso ci andrà la scuola di via Città Sant'Angelo". Via

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Alemanno a Castelverde LO SCORSO 7 LUGLIO IL SINDACO SI È RECATO IN VISITA ALLE OPERE QUASI ULTIMATE, QUASI TUTTE A SCOMPUTO. IL CENTRO SPORTIVO, L'ASILO IN LARGO ROTELLO E LE SCUOLE DI VIA ROSCIANO E VIA CAMARDA. iornata di sopralluoghi (per le inaugurazioni è ancora presto) a Castelverde per il sindaco Alemanno, accompagnato ovviamente dal Presidente della Commissione Urbanistica al Comune Marco Di Cosimo e dai due suoi amici di corrente in Municipio, Marco Dari e Massimo Mancuso. Interessante notare la presenza del consigliere Villino, ormai sempre più in maggioranza. Oggetto dei sopralluoghi del sindaco sono il nuovo campo sportivo di Castelverde e le scuole in costruzione. Si parte dalla grandissima scuola di via Camarda (con sole 10 aule, che però tramezzate diventeranno 15, assicurano Dari e Di Cosimo). Dal consorzio fanno sapere che vogliono dare ad un'associazione del territorio, molto probabilmente la Polisportiva Castelverde, l'utilizzo della palestra il pomeriggio. La casetta del custode sarà invece adibita, sempre nel pomeriggio, a biblioteca aperta al quartiere. L'arrivo al campo sportivo è trionfale, ci sono bambini e ragazzi della Polisportiva ad attendere il sindaco. Per l'occasione è stata anche aperta la strada che conduce direttamente al cam-

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po in onore del Sindaco, chiusa di nuovo a festa finita. Di Cosimo fa la parte del professore che spiega, Alemanno ascolta e annuisce. Un campo "bellissimo", dice Di Cosimo, e l'erbetta sintetica in effetti è qualcosa che raramente si vede in VIII. Un piccolo appunto sulle tribune, prive di copertura e poste di fronte al sole. Il campo, spiega sempre Di Cosimo, sarà pronto per settembre, e subito sarà inaugurato con un triangolare fra Corcolle, Castelverde e Lunghezza. Alemanno annuisce, da buon alunno. Poi le pose e i sorrisi a favor di fotografi, con i ragazzi della Polisportiva, con la Protezione Civile di Lunghezza. Subito dopo arriva il momento di una toccata e fuga alla scuola di via Rosciano prima

GENITORI INDIGNATI A CASTELVERDE SUL PIEDE DI GUERRA I GENITORI DEGLI STUDENTI DELLA SCUOLA DI VIA CATIGNANO. IL NUOVO ISTITUTO IN VIA CAMARDA, CHE SPETTAVA A LORO, È STATO ASSEGNATO A VIA CITTÀ SANT'ANGELO.

Catignano si trasferirà a sua volta in via Città Sant'Angelo, a parte due o tre classi che dovrebbero andare in via Camarda. I genitori non ci stanno e chiedono un incontro alla dirigente dell'I.C. Castelverde, di cui fanno parte entrambe le scuole. "Dobbiamo risolvere questa cosa prima di settembre. Chiediamo un incontro alla Dirigente, entro il 3 agosto", spiega Deborah Daniele, una delle mamme indignate. Ci sono due que-

stioni. La prima è di principio. "La scuola era assegnata a via Catignano, tra l'altro il Consiglio d' Istituto aveva deciso. Siamo stati penalizzati fin troppo, quell'istituto spetta a noi". L'altra è più logistica: "Anche volendo, non ci entrano i nostri bambini nelle aule di via Città Sant'Angelo. Possono ospitare 20 ragazzini, noi ne abbiamo per ogni classe dai 25 ai 28: non ci entriamo materialmente", spiega Deborah.

del gran finale al nido di Largo Rotello. Un gran finale ben studiato, con tanto un manifesto pro - sindaco: 'Grazie sindaco Alemanno per aver difeso Corcolle dalla discarica', difficile credere sia stato messo da cittadini semplici, piuttosto da adepte di Di Cosimo. A Largo Rotello dunque, dopo una breve visita all'interno del nuovo asilo, si chiude la passeggiata elettorale con il solito buffet. Con le domande dei cittadini sulle scuole, con il sindaco e Di Cosimo che, nonostante l'emergenza causata dalle precedenti amministrazioni, "stanno facendo molto". Peccato che non siamo a gennaio 2009, siamo a luglio 2012: questa maggioranza governa da 4 anni, dovrebbe iniziare a prendersi le sue responsabilità. E non si parli di inaugurazioni perchè qui ancora non c'è niente da inaugurare. Difficile che le scuole oggetto del sopralluogo di Alemanno aprano a settembre. Tuttavia una bella passeggiata in onor di fotografi non fa mai male, soprattutto a meno di un anno dalle elezioni. E voi, cittadini, usate il mese di agosto per staccare e rilassarvi, perchè loro sono intenti ad affilare le armi. Da settembre si fa sul serio. DAVIDE LOMBARDI Gregorio Tassone, un altro genitore, spiega: "La Dirigente per iscritto non ha messo ancora nulla, ma pare che sia un problema di organizzare le ore ai docenti. Questa non può essere una scusa per mandare il plesso di via Città Sant'Angelo in quello di via Camarda". Come ha scritto il capogruppo Udc Onorato in una mozione presentata lo scorso febbraio in aula Giulio Cesare l'istituto di via Camarda "è stato progettato e costruito a sostituzione dei locali di via Catignano". E allora perchè si è deciso di ribaltare tutto? Forse per mandare a via Camarda chi fa tempo pieno? DAVIDE LOMBARDI

A SAN VITTORINO, PREMIAZIONE PER GLI ANTI - DISCARICA NEL

CORSO DELLA MANIFESTAZIONE

'BOXE

AL BORGO'

SAN VITTORINO PREMIA COLORO CORCOLLE.

CHE SI

SONO BATTUTI CONTRO LO SCELLERATO PROGETTO DI UNA DISCARICA A

er l'impegno mostrato e la generosità profusa in difesa della salute, dell'ambiente e del territorio": così recitavano le targhe donate da San Vittorino dedicate a chi si è più battuto contro la discarica di Corcolle. Ad essere premiati il consigliere Pd Panecaldo, il Comitato Giardini di Corcolle, il Comitato di Capannelle, e anche noi de 'La Fiera dell'Est'. Un altro premio spettava a Urbano Barberini, impegnato però al festival 'Salviamo Villa Adriana'. L'occasione per distribuire i premi è stata la terza edizione di 'Boxe al borgo', una manifestazione di pugilato dilettantistico che si è tenuta lo scorso 21 luglio nella piazza principale di San Vittorino. Assieme alla targa è stato consegnato anche un cesto di prodotti biologici "salvati dalla discarica". Ed è proprio sull'agricoltura a chilometro zero e sul biologico che pongono l'accento sia Franco Vettori che il vicepresidente del gruppo consiliare del Pd in Campidoglio Fabrizio Panecaldo. "Li vogliamo difendere questi prodotti tipici?", esclama Panecaldo, per poi tornare un attimo sulla battaglia di Corcolle. "Una battaglia vinta dai cittadini, è vero, la politica ha fatto poco. Noi quel poco che potevamo, ossia votare un ordine del giorno contrario alla discarica, lo abbiamo fatto". Invita a non abbassare la guardia il consigliere Pd. "Ancora non è stata trovata una soluzione, e ancora si va avanti con Malagrotta". DAVIDE LOMBARDI

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VIA LIBERTI, METTIAMOCI UNA TOPPA IN ASSENZA DI FOGNE, PER NON RISCHIARE CHE IL PDZ RESTI SENZ'ACQUA, SONO STATE POTENZIATE LE POMPE DI SOLLEVAMENTO CHE GARANTISCONO L'UTENZA IDRICA A CASTELVERDE B4. a fognatura principale andava fatta proprio lì, in via Liberti, ma da anni non la si riesce a realizzare, a causa dei soliti ritardi. Problemi di espropri, problemi di una strada, via Liberti, il famoso 'asse interquartiere', non pronta. Troppi ritardi, troppi intoppi: c'è anche il fatto che lì sotto c'è la Collatina Antica, e anche quello è un problema. Ma è inaccettabile che oltre a 36 famiglie senza una casa acquistata, in via Liberti ci siano anche molte famiglie a cui non può arrivare l'acqua, semplicemente perchè manca la fognatura. "Due anni fa è stata approvata una delibera con cui in sostanza si dava via Liberti al costruttore per fargli fare i lavori. Ma via Liberti non è stata ancora fatta, e non si può dare l'acqua perchè non c'è la fogna", spiega Carmine D'Anzica. A fornire l'acqua a tutte queste case sono delle pompe di sollevamento. Negli scorsi giorni le pompe di sollevamento sono state potenziate, per permettere di offrire utenza idrica all'intero piano di zona. "E' solo una soluzione provvisoria, dice Carmine - ma senza questo potenziamento molti cittadini avrebbero rischiato di rimanere senz'acqua potabile a breve". I lavori sono stati pagati da tutte le cooperative che costruiscono a Castelverde B4: "Ognuno ha dato una quota per il rafforzamento delle pompe. Sono stati chiesti i soldi ai cittadini che hanno già pagato". Cose normali, per chi ha avuto la sventura di prendere casa nel piano di zona Castelverde B4. DAVIDE LOMBARDI

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LE DOMANDE SENZA RISPOSTA CHE VORREMMO RIVOLGERE AL DIRETTORE. L'ENNESIMO 'SCIPPO' A PONTE DI NONA VECCHIA, CON IL SERVIZIO EDUCATIVA DI STRADA CHE PASSA DALLE CASE COLORATE A PDN NUOVA. e non a caso. La cosa era prevista dal bando iniziale. Con l'affidamento a SS. Pietro e Paolo la sede si sposta nella Ponte di Nona residenziale, in via Gastinelli. In tutto questo fa molto rumore il silenzio della politica,

e fa cattivo gioco un'opposizione che non rema tutta dalla stessa parte. "Scherza coi fanti ma lascia stare i santi", recita un vecchio adagio. A maggior ragione se quei santi si chiamano Pietro e Paolo. DAVIDE LOMBARDI

MARIO BATTISTI: "CRITERI DEL BANDO ALTERATI" ABBIAMO INTERVISTATO IL PRESIDENTE DELLA DATACOOP, A CUI È STATO TOLTO L'AFFIDAMENTO DELL' EDUCATIVA DI STRADA A PONTE DI NONA IN FAVORE DELLA COOPERATIVA SS. PIETRO E PAOLO. riteri alterati, "tali da garantire qualte con la natura di quest'intervento. Non è cuno rispetto a qualcun altro", "conun intervento di profilo socio - sanitario. clamata e colpevole incompetenza Noi non abbiamo messo i nostri ottimi fisidella commissione esaminatrice", un proci nucleari che operano con Datacoop e ci getto, quello di SS. Pietro e Paolo, che "milaiutano nei progetti. lanta". E intanto l'Educativa di Strada si Tutto fatto per favorire SS. Pietro e sposta dalle case colorate a Ponte di Nona Paolo? Nuova, ennesima beffa per Villaggio FalcoNon lo so, di certo ha sfavorito noi e fane. vorito loro. Con la Dott.ssa Alessandroni ho Perchè ha parlato di un bando su mifatto questo esempio: se qui avesse parsura? tecipato il gruppo Abele di Torino, Loro sullo specifico dell'educariferimento teorico, intellettuale e tiva di strada non hanno la stessa pratico dell'intervento di strada, nostra esperienza: ma nel bando avrebbe perso. Loro avrebbero avunon viene valutata la specificità del to 0 punti (perchè non gestiscono progetto, perciò noi anche al caun centro per adolescenti in VIII) pitolo esperienza perdiamo un pune SS. Pietro e Paolo che non ha fatto. Si valuta l'esperienza nei centri per adoto un giorno di educativa di strada qui ne lescenti e non sulla specificità del progetavrebbe presi 16. Sono rimasti ammutolito. Poi c'è un affidamento consistente (due ti. E poi bisogna finirla con la cattiva prasanni) che può mettere al riparo la coopesi di frequentare le parrocchie del municirativa da eventuali futuri cambiamenti nelpio, tecniche e politiche, prima dei bandi. l'amministrazione. In questo bando scomE' una prassi che non mi piace, noi non abpare il riferimento a Ponte di Nona zona cabiamo mai avuto questo modo di agire. se popolari, luogo dove era opportuno e Sta dicendo che SS. Pietro e Paolo necessario l'intervento di strada, e resta frequenta la parrocchie amministratisolo Ponte di Nona: noi abbiamo una sede ve? alle case colorate, loro nella Ponte di Nona C'è evidenza di queste cose, ci sono riresidenziale. Sono tutte circostanze che scontri. Lo stesso assessore che segnala la non ci favoriscono, ma favoriscono SS. Pievittoria in anticipo evidenzia un problema. tro e Paolo, che inoltre millanta cose incoeE' da allora che noi ci siamo allertati, che renti con le risorse economiche disponibiabbiamo capito che la partita avrebbe asli. E poi i punteggi... sunto contorni diversi, in cui gli interessi Ad esempio? sarebbero stati forti. Che poteva essere, in La localizzazione: loro documentano una qualche modo, una partita alterata. sede che ancora devono affittare, e hanno E adesso? preso un punto in più di noi che abbiamo Intanto partiamo col ricorso al Tar, e veuna sede da 272 mq già attiva e in servirifichiamo se è configurabile un'ipotesi di zio da anni. Poi otteniamo due punti in mealterazione dei bandi e quindi turbativa no sul personale qualificato impiegato: SS. d'asta. Nel caso andremo anche in ProcuPietro e Paolo ha presentato curricula non ra. E comunque chiederemo una sorta di operativi all'interno del progetto. Ad esemravvedimento operoso al municipio, la legpio una posizione di medico valutata come ge ne prevede la possibilità. DAVIDE LOMBARDI curriculum molto buono che non è coeren-

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BASTA TAGLI A VILLAGGIO FALCONE

Scherza coi fanti ma lascia stare i santi i rivolgiamo al direttore dell'Uot perchè con il Presidente Lorenzotti ormai abbiamo perso le speranze. Ed è un peccato che Gaetano Altamura, dall'alto dei 130mila euro che arriva a percepire in un anno con le tasse pagate dai cittadini, si trinceri dietro il silenzio che le regole e la politica imporrebbero agli uffici. "Per noi parlano solo gli atti amministrativi", spiega. Davvero un peccato, noi proprio di quegli atti amministrativi volevamo parlare. Perchè in un bando di educativa di strada non si valuta la specificità del progetto e si valuta 'l'esperienza specifica nella gestione di centri di aggregazione per adolescenti' (cosa che ha poco a che vedere e che non era valutata dal precedente bando)? Forse perchè SS. Pietro e Paolo gestisce centri per adolescenti mentre, come documentato sul suo sito e dimostrato dalla loro non risposta alla nostra domanda in merito, non ha mai fatto educativa di strada? Perchè l'affidamento per due anni? Perchè, Direttore Altamura, ha avocato a sé tutta la documentazione per una ventina di giorni? Perchè il risultato alla Datacoop è stato annunciato così in ritardo e in maniera così irrituale, con una telefonata della Dott.ssa Alessandroni? Perchè quei punteggi sulla localizzazione? Perchè dal bando è scomparso il riferimento a Ponte di Nona (Case Popolari) ed è rimasto solo il rifermento a Ponte di Nona? Guarda caso Datacoop ha una struttura nel cuore delle famose case colorate, SS. Pietro e Paolo a Ponte di Nona Nuova, in via Luigi Gastinelli. E ancora: è un caso che SS. Pietro e Paolo lavori parecchio anche in X municipio (a guida centrosinistra), di cui lei, Direttore, è stato dirigente Uosecs dal 2008 al 2011? Perchè è stato stravolto il PRS senza passare dal consiglio con uno spacchettamento che ha favorito, guarda caso, la cooperativa SS. Pietro e Paolo? Perchè l'anticipazione di Amato? E le voci sull'affidamento a SS. Pietro e Paolo, questo per rassicurare i trombettieri del Presidente, sono precedenti alla pubblicazione del bando. Altamura, insomma, poteva rispondere a tutte queste domande, entrare nel merito, dare spiegazioni dall'alto delle sue competenze tecniche e procedurali. Poteva fugare i dubbi, ma non lo ha fatto. Ci sarebbe poi un' altra questione, più politica, che è l'altra preoccupante faccia della medaglia di questo bando. Perchè un altro 'scippo' a Ponte di Nona vecchia? Il progetto Educativa di Strada aveva la sede operativa nella zona delle case popolari colorate,

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SCORSO 13 LUGLIO IL MOVIMENTO ARTICOLO Ø ORGANIZZA UNA SERIE BLOCCHI STRADALI SULLA PRENESTINA ALL'ALTEZZA DI VIA DELLA RISERVA NUOVA. CONTRO I TAGLI SUL SOCIALE, CONTRO IL DIMEZZAMENTO DEL CENTRO FAMIGLIA E LO SPOSTAMENTO DELL' EDUCATIVA DI STRADA.

renestina bloccata contro i tagli a Villaggio Falcone. E' successo lo scorso 13 luglio: la chiamata alle armi è stata del Movimento Articolo Ø , hanno risposto la Datacoop, la Cospexa, il Comitato No Masterplan, il Comitato Case Popolari Colle degli Abeti e ragazzi di Villaggio Falcone. Una trentina di manifestanti ha deciso di scendere in strada e bloccare (con brevi blitz uno dietro l'altro, per evitare un blocco permanente che avrebbe certamente attirato sul posto le forze dell'ordine) la Prenestina all'incrocio di via della Riserva Nuova. Già, perchè di tagli a un quartiere stiamo parlando, anche se i trombettieri cibernetici del Presidente negano. Prima si spacchetta, con un atto di Giunta, il bando per il centro famiglia, e 120mila euro si spostano da Villaggio Falcone al casilino. Poi, con un metodo ancora più subdolo (è bastato togliere dal bando la dicitura 'Case Popolari' accanto a Ponte di Nona) altri 100mila euro vanno da Villaggio Falcone a Ponte di Nona Nuova. 120mila più 100mila fanno 220mila euro in meno in una zona già disagiata come Ponte di Nona Vecchia. Ma quando si cerca di difendere l'indifendibile anche la matematica può diventare un'opinione. 'Vogliamo i servizi'; 'Non siamo cittadini di serie B, difendiamo i nostri diritti e quelli dei nostri ragazzi'; 'Case popolari Ponte di Nona: serve il sociale, ma il centrodestra lo elimina'; e ancora, 'Lorenzotti dà il colpo di grazia a Ponte di Nona, vergogna'; 'Lorenzotti massacra il sociale a Ponte di Nona'. Un blocco permanente non autorizzato non si può fare, per questo i circa 30 manifestanti hanno fatto dei veri e propri blitz da un minuto circa, a intervalli abbastanza brevi. Di persone in strada bisognerebbe portarne 200, 300, 500: non si può continuare a chinare la testa mentre il proprio territorio subisce un vero e proprio massacro. DAVIDE LOMBARDI

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L'OPPOSIZIONE DICE NO AI TAGLI A PONTE DI NONA

MILLANTA E VINCI

ALLA PROTESTA ORGANIZZATA DAL MOVIMENTO ARTICOLO Ø PARTECIPANO FDS, PD, UDC E LISTA CIVICA.

TRE AUTO E NEANCHE UN EURO DI BENZINA; IL CURRICULUM DI UN MEDICO, "INCOERENTE" CON IL PROGETTO. IL GIALLO DEI LOCALI: DATACOOP PERDE UN PUNTO CON UN LOCALE QUATTRO VOLTE PIÙ GRANDE.

lla manifestazione del Movimento Articolo Ø contro i tagli al sociale a Ponte di Nona c'erano anche alcuni esponenti dell'opposizione municipale e regionale, tra cui Scorzoni e Grasso (Partito Democratico), Natali e Catracchia (Federazione della Sinistra), Nicodemi (Unione di Centro), Mattei (Lista Civica). Scorzoni parla senza mezzi termini di "massacro" poiché, secondo il consigliere, è il termine "più adatto per Ponte di Nona" dal momento che "questa giunta in quattro anni e mezzo non ha prodotto assolutamente niente e le poche cose che c'erano sta tentando di smantellarle. Mi sembra che la protesta dei cittadini sia una corretta e responsabile reazione". Il suo collega di partito Grasso definisce le decisioni della maggioranza "miopi" perché "Ponte di Nona è un quartiere ad alto disagio sociale e non può diventare il pozzo del territorio". Sulla stessa linea d'onda Roberto Catracchia (FdS) che incalza duramente l'amministrazione municipale ricordando una lettera datata 28 giugno 2012 inviata all'amministrazione locale "per chiedere la legittimità degli atti sul Piano Regolatore Sociale che il Municipio sta conducendo. Il Campidoglio ha risposto chiudendosi nel mutismo. Lorenzotti e Alemanno si stanno rendendo irresponsabilmente artefici di una riduzione dei fondi sul sociale in questo Municipio". Anche Nicodemi (Udc) giudica severamente l'operato della maggioranza: "Un'azione vigliacca quella di dimezzare i fondi per il centro famiglia. Hanno di fatto modificato senza passare per il Consiglio il Piano Regolatore Sociale. Abbiamo bisogno di politici seri e competenti per le politiche sociali in questo territorio". Mattei (Lista Civa) commenta: "Lorenzotti è assente ingiustificato su tutte le cose che riguardano il sociale. Celli e Scorzoni avevano investito in questa zona lui è distruggere tutto". MARCO PICCINELLI

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l progetto presentato da SS. Pietro e Paolo "millanta cose incoerenti con le risorse economiche a disposizione", sostiene il Presidente della Datacoop Mario Battisti. A partire dai curricula, con la presentazione di una posizione di medico valutata molto positivamente, ma che, spiega Battisti, "è incoerente con la natura di questo intervento, che non è di tipo socio - sanitario". Medico tra l'altro non menzionato fra le spese del personale nel preventivo economico di SS. Pietro e Paolo. Possiamo continuare con i mezzi di trasporto: "Ss Pietro e Paolo ne presenta addirittura tre, mentre Datacoop usa da tempo un furgoncino. Come fanno a rientrare nelle spese di carburante?", si chiede Mario Battisti. E in effetti nel preventivo di SS. Pietro e Paolo non c'è traccia delle spese per il carburante. Difficile fare educativa di strada senza spendere un euro di benzina, a meno che non si decida di presentare tre auto nel progetto e poi andare in giro a cavallo. In totale nel preventivo economico di SS. Pietro e Paolo ci sono quasi 90mila euro fra personale e altri costi, e c'è un 10% di costi di gestione.

"Decisamente elevato; - spiega Mario Battisti ammonta a 8.971 euro contro le circa 800 (meno del 2%), del preventivo di Datacoop". Con l'Iva al 4% si arriva ai 102.630 euro annuali del bando. Ma il vero giallo è quello dei locali. "Datacoop ne ha uno già operativo da anni di oltre 250 mq; SS. Pietro e Paolo ne presenta uno ancora da prendere in affitto e arredare, da 60 mq circa. E guadagna un punto anche sul fattore localizzazione". Senza contare il fatto che noi pochi giorni fa, volendo, avremmo potuto prendere in affitto quel locale sul quale, ci spiegano dall'agenzia, c'è una trattativa in corso ma non è conclusa. Nulla di male nell' individuare un locale di cui non si è in possesso, ma se noi lo avessimo preso in affitto dove sarebbe andata SS Pietro e Paolo? E, soprattutto, su che basi la commissione esaminatrice valuta migliore un locale non ancora arredato e attrezzato, e per di più 4 volte più piccolo del suo concorrente? E poi, sarà per favorire alcuni a scapito di altri che i bandi da un po' di tempo a questa parte non passano più per la Commissione Politiche Sociali? DAVIDE LOMBARDI


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CONVENZIONE M2, LA PRIMA PIETRA PER L'ASILO NIDO SONO COMINCIATI IL 10 LUGLIO, CON LA POSA DELLA PRIMA PIETRA, I LAVORI PER L'ASILO NIDO VICINO AL CENTRO COMMERCIALE ROMA EST. ono partiti i lavori per la realizzazione dell'asilo nido da 60 posti che la Master Engineering doveva costruire nell'ambito della convenzione del centro commerciale Roma Est. La mattina del 10 luglio c'era Di Cosimo personalmente a porre la prima pietra dell'asilo che nascerà in via Luigi Crocco, a due passi dal presidio della C.r.i. e dalle 94 case assegnate qualche mese fa agli anziani nelle graduatorie per le case popolari. "L'amministrazione Alemanno dà l'ennesima risposta positiva a un quadrante della capitale che per fin troppo tempo ha patito una forte carenza di servizi alla cittadinanza", è il commento del Presidente della Commissione Urbanistica. "Alle politiche insensate del passato, irrispettose delle esigenze dei residenti dei versanti nelle periferie, continua Di Cosimo - rispondiamo con atti concreti capaci di dare nuove certezze ai cittadini: l'asilo, previsto dalla convenzione urbanistica M2 e finanziato come opera a scomputo, è fondamentale per Ponte di Nona e una volta terminato potrà accogliere 60 bambini". Toni un po' troppo trionfalistici per un nido da 60 posti che la Master Engineering doveva realizzare da tempo: la Dia risale a giugno 2010. Ma tutto fa brodo nell'emergenza attuale, e ben venga quest'asilo che, stando alle previsioni dei responsabili dei lavori e stando a quanto scritto sul cartello di cantiere, potrebbe alleviare le sofferenze del quartiere già dall'anno scolastico 2013 - 2014. La data di fine lavori è infatti prevista per il 30 marzo 2013. DAVIDE LOMBARDI

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Assemblea pubblica a Colle Prenestino TEMA DEL GIORNO IL PROBLEMA DELLA VIABILITÀ SU VIA PRENESTINA. stata indetta il 12 luglio scorso l'assemblea pubblica che ha visto la partecipazione dei cittadini, all'interno dei locali del Centro Anziani di via Avella, a Colle Prenestino. A coordinare la discussione c'erano il Presidente del Comitato Oriano Rebiscini e il Vicepresidente Severino Di Stefano. Ospite dell'assemblea il Consigliere comunale Dario Nanni. Argomento dell'incontro il problema della viabilità sulla via Prenestina. All'origine dell'incontro, il progetto di una rotatoria attraverso lo stanziamento pubblico del valore di 900 mila euro. Già mesi addietro, infatti, era stato presentato il progetto di una rotatoria che per-

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mettesse una più rapida circolazione dei veicoli con una proporzionale riduzione del traffico. Il costo della spesa sarebbe coperta da un finanziamento già disponibile nelle casse comunali. Nel corso dell'Assemblea però il consigliere Nanni è intervenuto per

LUNGHEZZINA: ROMA URBE OTTIENE UN'ASSEMBLEA PUBBLICA CON DI COSIMO FERMATO A CASTELVERDE NEL CORSO DELLA SUA ALEMANNO, IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE URBANISTICA PRENDE L'IMPEGNO PER IL 7 SETTEMBRE. VISITA COL SINDACO

unghezzina chiede opere e riqualificazione da tempo: è solo uno dei tanti quartieri abbandonati del versante prenestino. Chiede, intanto, la riapertura del quartiere di Largo Montenerodomo, che dovrebbe avvenire a settembre. Così, nel corso della visita a Castelverde, Antonio Cataldi dell'associazione Roma Urbe ne ha approfittato per fermare il sindaco Alemanno e Marco Di Cosimo. "Abbiamo organizzato un incontro pubblico con i cittadini - spiega Antonio Cataldi - per il 7 settembre". Altro problema è la bonifica dell'area abbandonata nella cava dei Selci: "Abbiamo raccolto 900 firme per ottenerla, ad Alemanno l'ho detto. - continua Antonio - Non gliele ho portate lì perchè preferisco portarle al Campidoglio. Ora sto aspettando la chiama-

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ta del segretario del sindaco, che mi ha detto che voleva le firme". L'associazione Roma Urbe è particolarmente sensibile ai temi ambientali, e a Lunghezzina non c'è solo la cava dei Selci, c'è anche la questione Ama. "Chiediamo l'avvio del servizio regolare dell'Ama: mi hanno detto che con il piano ferie è difficile, e poi c'è la soli-

chiedere alla cittadinanza la delega di poter presentare la proposta di un altro progetto che risolverebbe del tutto il grande problema della viabilità Prenestina. "Quello della rotatoria darebbe l'illusione di una maggiore viabilità. I tecnici dicono che la rotatoria servirebbe solo a far defluire il traffico e non ad eliminarlo. Per fare questo il progetto dovrebbe essere un altro. Ovvero una nuova strada che parta dopo lo svincolo di via di Torrenova, attraversi il quartiere dall'interno e riconduca alla via prenestina con il senso unico di marcia in direzione centro, solo per quel tratto di percorrenza". Un progetto che costerebbe intorno ai 4 milioni di euro. Bisognerà ora aspettare che passi agosto per sapere qualcosa di più preciso solo a settembre. STEFANIA PANETTA Antonio Cataldi, Ass. Roma Urbe

ta storia che le aree non sono del comune. Per questo qui è uno schifo", dice Antonio. Insomma, tanti problemi, ma per Antonio Cataldi l'impegno a partecipare ad un incontro pubblico è una 'piccola ma significativa vittoria'. "E' comunque una buona notizia, è un impegno: quando facciamo gioco di squadra si raggiungono i risultati", chiude. DAVIDE LOMBARDI

RIFIUTI: RESPINTO IL RICORSO DEI COMITATI AVANTI COL COMMISSARIAMENTO. IL TAR HA RESPINTO IL RICORSO DEI COMITATI CHE CHIEDEVANO IL RITORNO AGLI ENTI LOCALI DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI. espinto il ricorso dei Comitati Rifiuti Zero Riano e Corcolle: la gestione dei rifiuti non tornerà in mano agli enti locali. Confermato il commissariamento dunque, e confermato il commissario Goffredo Sottile. La scelta dei giudici del Tar è motivata proprio con il recente cambiamento nella struttura commissariale, con il fatto che le scelte del Prefetto Pecoraro non sono più attuali. Il provvedimento d'occupazione di Riano è stato revocato, l'autorità di bacino ha detto no a Corcolle: vengono meno dunque le basi sulle quali i comitati avevano fatto il loro ricorso. Sul sito che dovrà ospitare la discarica del post - Malagrotta è ancora buio pesto: forse tutti hanno le bocche cucite, basta tirare fuori un nome per scatenare un comitato. Il ministro Clini invece ce l'ha sempre di più con gli enti locali, tutti e tre: "Si astengano dall'intervenire sui siti proposti, hanno detto che non sono in grado di scegliere e per questo c'è un commissario, lo lascino lavorare". E a proposito di Clini: c'è sempre il suo piano per Roma, per raggiungere il 50% di differenziata nel 2014. Perchè nessuno, né Comune né Provincia né Regione, lo ha ancora sottoscritto? DAVIDE LOMBARDI

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Spettabile redazione, ora che non sono più Presidente del CSA N.PONTE DI NONA ma solo Presidente dell' Associazione G.I.O.S.E. posso far sentire la mia voce forte e chiara in nome e per conto di tutti gli iscritti e simpatizzanti con i quali abbiamo valori condivisi. Parliamo di politica e veniamo alle note dolenti della politica dell'VIII Municipio rappresentato da una destra prevaricatrice, da un centro composto da ignavi e da una sinistra che dovrebbe essere al servizio del cittadino che è a mezzo servizio per mancanza di forza elettorale. Noi in qualità di rappresentanti del C.S.A. abbiamo preso le distanze, allontanandola, dalla politica del potere. Ci siamo adoperati, noi cittadini, a tutelare quello che sarebbe divenuto il nuovo Presidente del C.S.A. Gino Antonini ribadendo colpo su colpo tutti i tentativi di danneggiarlo, da parte della politica del potere che ha utilizzato tutti i mezzi a disposizione per non farlo eleggere, coadiuvata da alti dirigenti di questo Municipio e pertanto lo abbiamo invitato pubblicamente ad essere il presidente di tutti gli iscritti e a non prendere le distanze dalla maggior parte dei suoi elettori che gli hanno consegnato il centro e l'associazione C.S.A. formata a suo tempo non con i soldi del comune ma bensì frutto delle capacità del direttivo precedente su un piatto d'argento, per seguire la volontà di quei pochi, a dire il vero, pusillanimi e infingardi che tentano di fagocitarlo, altrimenti non volta pagina ma chiude un libro consegnando di fatto il centro alla politica del potere. Loro certe cose non le sanno, in quanto dimessisi subito, a suo tempo, da 2 anni non sono entrati più al centro ed è per questo che lo

diciamo pubblicamente. Il termine amico era in uso nella vecchia Democrazia Cristiana ed io sono un vecchio socialista, ora solo vecchio, con Scorzoni e Cremonesi, come li chiama lei, abbiamo avuto in questi ultimi tre anni solo rapporti istituzionali, anche se a dire il vero noi abbiamo guardato sempre con attenzione l'operato politico dell'onorevole Scorzoni, anche se lui non lo sa e ne abbiamo un' alta considerazione, politico di intuito, lungimirante, di poche parole e molti fatti, riconosciuto da noi a rappresentare la politica del servizio nell'VIII municipio ed è per questo che lo invitiamo a prendere coraggio e spezzare quelle catene che legano gli interessi di tutte le caste di questo Municipio per poter poi curare gli interessi di tutti i cittadini, sia essi italiani che stranieri, con interventi veloci ed efficaci, lui ci metta il coraggio e porti il cuore oltre l'ostacolo, noi cittadini gli daremo la forza del consenso. Come associazione G.I.O.S.E., a settembre, inizieremo una raccolta di firme tendente ad abbattere tutte le barriere architettoniche esistenti nell'VIII municipio. Politicamente parlando, stiamo prendendo in seria considerazione, visto che il gruppo acquista consistenza numerica ogni giorno che passa, di portare all'VIII municipio un nostro consigliere scelto dai cittadini che possa aiutarci a battere il potere e l'antipolitica che è al servizio del potere. La politica deve prendere atto, qualora non lo avesse ancora capito, che nell'VIII municipio è nato un gruppo antagonista, non a questo o a quel politico, sarebbe riduttivo, ma alla politica del potere per il potere. Dobbiamo ridare ai cittadini l'entusiasmo e la dignità che è stata mortificata e tolta, loro malgrado, dal potere per asservirli. GIOSE FERRARA


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l secondo tempo c'è stato, ma la sensazione è quella di essere ancora fermi all'intervallo. In attesa, seduti sulle poltroncine e con la scatola dei pop corn ancora piena. Perchè delle famose risposte che gli amministratori dovevano portare ai cittadini ne sono arrivate ben poche. Cambiano gli interpreti intanto: De Palo se l'è data a gambe, la stessa Colosimo proprio non si poteva presentare dopo la figuraccia sui locali Ater (ma di questa storia parleremo a parte). Di Alemanno e delle istituzioni del Municipio neanche a parlarne, così per la maggioranza a metterci la faccia sono Mancuso e Di Cosimo. I comitati e i cittadini si aspettano risposte, ma la sensazione è quella di assistere ad una passerella politica. Sulle aule di via Prampolini il Municipio non si è mai attivato, difficile si faccia in tempo; sui locali Ater

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Ponte di Nona e scuole, assemblea parte II DOPO L'ASSEMBLEA DEL 18 MAGGIO, A DISTANZA DI QUASI DUE MESI, L'AMMINISTRAZIONE DOVEVA PORTARE RISPOSTE. DOVEVA... l'interesse della Colosimo si è rivelato un bluff. Le stesse scuole di Castelverde difficilmente apriranno a settembre. E quando Scorzoni lo dice chiaro e tondo Di Cosimo fa i debiti scongiuri rivolgendosi ai gioielli di famiglia. Nanni porta le sue carte, i suoi OdG e le sue richieste. "Io ho preso degli impegni, non sono né Assessore né Presidente di Commissione, sono un consigliere d'opposizione. Ho presentato due OdG da discutere in bilancio, che chiedono soldi per una scuola a Colle degli Abeti e per un prefabbricato; e altri due per verificare la possibilità di acquistare dei locali idonei a essere usati come aule. Vedremo in bilancio".

inecittà, un pezzo di storia del Paese, la location per eccellenza del cinema italiano, sta per essere smantellata per creare il solito super - albergo con parcheggi, piscina, e chi più ne ha più ne metta. Questo il progetto di Luigi Abete, amministratore delegato di Cinecittà Spa e fratello di Giancarlo, Presidente della Figc. Un pezzo di storia italiana sommerso da metri cubi di cemento, insomma: un'operazione a cui si oppongono, manifestando e occupando , i lavoratori. Manuela Calandrini, ad esempio: lei lavora a Cinecittà Studios, il progetto di Abete prevede anche un spacchettamento dei lavoratori, che vanno a finire in multinazionali americane o in società che si occupano di centri commerciali. "Siamo in sciopero dal 4 luglio e occupiamo perchè si decide di smantellare un pezzo di storia italiana. Abete vuole costruire all'interno del sito un albergo da 200 stanze, parcheggi sotterranei, un ristorante, una piscina. E tre mesi fa ha reso nota la seconda parte del suo progetto, quella che prevede la vendita e l'affitto dei lavoratori a terze società. Siamo circa 220: una parte va a una multinazionale americana, in affitto, le maestranze vanno a finire in un'altra società creata da Abete, una società che si trova sulla Pontina ed è specializzata in parchi a tema e centri commerciali. Ci sono poi una ventina di licenziamenti, e circa 40 persone rimarrebbero qui nel sito, a fare cosa non si

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Di Cosimo parte da quello che lui ritiene il vero problema, ossia Colle degli Abeti, e non certo per colpa dei colleabetini. Colpa di chi ha concepito una 167 con scarsa densità abitativa, per cui "non si potranno mai fare opere di urbanizzazione secondaria". Rivendica le scuole quasi pronte (la maggior parte a scomputo, o anche con finanziamenti del centrosinistra). Prospetta una procedura d'urgenza per provare ad aprire a settembre le scuole di Castelverde. E torna su Colle degli Abeti: "C'è una convenzione con Caltagirone che porta quasi 2 milioni di oneri. Abbiamo chiesto, anche formalmente, di realizzare una scuola anziché una strada . E' ovvio che un imprenditore preferisce fare la strada, perchè ha un margine di guadagno maggiore, ma credo che riusciamo a convincerlo". La scuola sareb-

be una materna, nell'area sotto via Mejo de Gnente. Insomma: le risposte sull'emergenza non sono arrivate. Niente prefabbricati, niente aule in via Prampolini (a meno di un miracolo), niente locali Ater perchè la maggioranza se n'è bellamente infischiata. Mentre si fa sempre più difficile l'apertura a settembre delle scuole di Castelverde. La buona notizia è sul nido Oscar Romero, che a settembre aprirà. E quel che è peggio è che in questa situazione la maggioranza non si impegna a metterci un po' di soldi per realizzare una scuola. "Non ci sono", ovviamente. Per le scuole, perchè per acquistare l'immobile di Casa Pound i soldi ci sono. Così come ci sono per le assunzioni allegre, per le super - convention del sindaco Alemanno e per le luminarie natalizie in via del Corso. Persino per l'estate romana a Borghesiana... DAVIDE LOMBARDI

OCCUPY CINECITTÀ I LAVORATORI IN FIBRILLAZIONE CONTRO IL PROGETTO DI ABETE, CHE PREVEDE UN ALBERGO DA 200 STANZE CON PARCHEGGIO SOTTERRANEO NEGLI STUDIOS. E CHE SPACCHETTA I LAVORATORI, TRASFERENDOLI IN MULTINAZIONALI O IN SOCIETÀ CHE SI OCCUPANO DI TUTT'ALTRO. è capito bene. Ma al di là del posto di lavoro, non possiamo rassegnarci al fatto che si possa fare un'operazione del genere con un pezzo dello Stato, un pezzo di storia italiana". Abete e soci sono solo gestori: i terreni e gli immobili sono dello Stato, tra l'altro quando il sito fu affidato c'era il

vincolo a mantenere la vocazione cinematografica. Quello che chiedono i lavoratori è che "lo Stato intervenga sulla vertenza, perchè è chiaro che l'obiettivo finale è la speculazione". Intanto le procedure per quanto riguarda i lavoratori si sono concluse: tutti potrebbero ricevere da un momento all'altro la lettera. Mentre un altro pezzo di storia italiana sta per essere sommerso di cemento, con la compiacenza delle autorità che dovrebbero preservarlo. DAVIDE LOMBARDI

FESTEGGIAMENTI A PRATO FIORITO AL PARCO DELL'ACQUA E DEL VINO L'ASSOCIAZIONE PRO PRATO FIORITO CONCLUDE IL CENTRO ESTIVO lle 17 e 30 di sabato 7 luglio al Parco dell'Acqua e del Vino, nel quartiere di Prato Fiorito, si sono svolti i festeggiamenti di fine centro estivo. "Al termine di ogni progetto organizziamo i festeggiamenti. Questa volta si tratta del centro estivo, che si è concluso dopo 15 giorni - ci spiega Bruno Baroni , Presidente dell'Associazione Pro Prato Fiorito- il Parco dell' Acqua e del Vino è stato rimesso a disposizione del quartiere a seguito di una caccia al tesoro nel corso della quale trovammo 12 bustine di polvere bianca nascoste fra le erbacce. L'unico modo che avevamo, per conferirgli dignità e non lasciare che rimanesse un ricettacolo di delinquenza era ridarlo alla cit-

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tadinanza del quartiere. Di lì è prima nata l'idea 'Incontriamoci in Casetta', riprendendo l'espressione che usavamo per darci appuntamento all'interno del parco, poi abbiamo cominciato a mettere su l'impalcatura della nostra associazione,avendo ottenuto la concessione dello spazio da parte del Municipio. Dal 2008 diamo vita ad una serie di attività che mirano all'aggregazione sociale del quartiere. Gli abitanti ci sostengono in ogni modo. Tutto questo serve a creare comunione fra la gente, bambini e anziani". Come dire dove non arriva la circoscrizione, la periferia fa da sé! STEFANIA PANETTA


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Via dell’Archeologia, Torre 1 chiama Romeo! ALLA TORRE 1 DI VIA DELL'ARCHEOLOGIA 241 PERDITE D'ACQUA E DISAGI PER I CITTADINI. tecnici della Romeo non venendo a capo di niente, hanno visto nelle fontane la causa più probabile della perdita. Chiuse le fontane si sarebbe dunque dovuta contenere la perdita. Che invece è ancora li, ed è causa di una pozza che per gran parte dell'anno occupa il vano dell'ascensore, provocando muffa sulle pareti e uno stato d'ansia continuo, legato al fatto che l'ascensore è soggetto ad un sistema elettrico alla mercé di acqua e umidità. La signora V.G. che abita al dodicesimo piano della torre in questione denuncia con rabbia e intolleranza una situazione che si ripropone immutata negli anni. Tolto l'eccesso di acqua dovuto alla perdita menzionata però, anche la torre di via dell'Archeologia ha un problema con la pompa idraulica che dovrebbe permettere il rifornimento fino all'ultimo dei quattordici piani. Delle tre pompe presenti una sola è funzionante, quella che dovrebbe essere la pompa di emergenza. "La Romeo manda i tec-

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ollegamento, ristrutturazione dell'esistente, creazione di spazi di relazione, reinserimento sociale, verde e sostenibilità ecologica. Sono alcune delle parole d'ordine con cui Francesco Montillo - urbanista del comitato No Masterplan - e alcuni studenti del Dipartimento di Architettura de La Sapienza - guidati dalla Professoressa Domizia Mandolesi - hanno presentato le rispettive proposte di riqualificazione per Tor Bella Monaca, in un incontro che si è tenuto lo scorso 24 luglio nel parco di via dell'Archeologia. "Perché da via dell'Archeologia bisognerebbe ripartire e ragionare con chi usa la testa", ha spiegato MariaVittoria Molinari, Presidente del comitato di quartiere Nuo-

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TORRE MAURA, QUEI CASSONETTI IN VIA DELLE ALZAVOLE

denunciarlo è il gestore di un bar nel centro commerciale Torrema, nel quartiere di Torre Maura. Ogni volta che si ritrova a portare i rifiuti della sua attività dall'altra parte della strada, dove i cassonetti sono posizionati, rischia non solo di inciampare nei marciapiedi divelti - che lungo tutta la strada sono parecchi - ma di dover lasciare i sacchi fuori, appoggiati ai contenitori. Perché, a quanto pare, l'AMA, anche qui, non starebbe svolgendo regolarmente la propria attività. "Non solo i cassonetti sono rotti e andrebbero sostituiti ma per la maggior parte del tempo strabordano di rifiuti. L'azienda municipale, da queste parte, non si vede molto spesso con il risultato che il pattume si sparge per la strada.". In VIII, inoltre, come più volte documentato, spesso qualcuno decide di smaltire senza troppa accortezza anche gli ingombranti con il risultato di dare vita a vere e proprie discariche abusive. Così "per ben due mesi nel parcheggio adiacente i cassonetti è stato abbandonato un frigorifero". Vediamo se qualcuno si darà da fare.

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SILVIO GALEANO

nici solo per fare foto su foto. Si realizzano i book", dice con rabbia la signora V. che è testimone di un'incuria e di una cattiva gestione che durano ormai da trent'anni. Trent'anni di abbandono e di mancata manutenzione che sono la causa degli allagamenti,

dell'invecchiamento del cemento che cade via a toppe, della presenza di muffa, di spaccature sulle pareti, tra le mattonelle dei ballatoi, delle tettoie. Come se non bastasse, anche gli areatori che servono i bagni ciechi degli appartamenti sono rotti; questa circostanza, unita alla mancata disinfestazione, sarebbe la causa di potenziali vespai che periodicamente si creano all'interno del sistema di areazione. Ulisse Muglia, abitante della torre che versa in condizioni di salute critiche, porta su di sé tutti i segni del disagio. Dopo aver subito un trapianto di polmoni e costretto a far uso della bombola di ossigeno, lamenta le condizioni che è costretto a subire nel suo appartamento: continua umidità e rumori dovuti a quell'unica pompa che lavora incessantemente. "Qui ce la dobbiamo vedere noi, come e quando possiamo. Se aspettiamo l'intervento della Romeo stiamo freschi", dice sconsolato Antonio Ercolani, mentre arrampicato sulla sua sedie cerca di risistemare il portone di ingresso. LUCIA BRAICO

TOR BELLA MONACA, LE PROPOSTE ESISTONO DOPO L'ATTACCO DI ALEMANNO AI MOVIMENTI, UN NUOVO INCONTRO PUBBLICO PER PRESENTARE PROGETTI ALTERNATIVI PER LA RIQUALIFICAZIONE DEL QUARTIERE. va Tor Bella Monaca, fra i promotori dell'incontro. Stando alle carte, infatti, "non c'è alcun intervento di riqualificazione né traccia di abbattimento per l'R8: c'è solo l'arrivo di nuovo suolo edificabile" ha illustrato Francesco Montillo. Le proposte sono frutto di un percorso di dialogo e partecipazione della cittadinanza: il Ce.s.p.p., i comitati di quartiere, i Blocchi Precari Metropolitani per il progetto dell'ingegnere; il comitato di quartiere ma anche altre sette università italiane tra cui gli studenti de La Sapienza. Quella di Montillo è incentrata su una grande fattoria sociale e azienda agricola di produzione biologica che valorizzi il verde ma assicuri anche il reinserimento lavorativo della fasce sociali basse del quartiere. Quella degli studenti si basa sull'utilizzo dell'agricoltura attraverso la creazione di orti urbani, sulla creazione di una linea di trasporto leggera, sul rimodellamento senza aumento delle cubature, sul risparmio energetico. In entrambi i casi, proposte volte a legare l'urbanistica al sociale e ad implementare i desideri degli abitanti del quartiere. Ma, soprattutto, alternative alla svendita del patrimonio pubblico e alla speculazione dei privati. L'incontro si è svolto a pochi giorni dall'attacco che il sindaco ha indirizzato ai movimenti che non "vogliono demolire Tor Bella Monaca ma tenerla così perché è bella". "La verità è che Alemanno - ha replicato Maria Vittoria Molinari -

ha sempre rifiutato il dialogo con i cittadini che avevano proposte alternative perché non accetta un contraddittorio". Contraddittorio, impedito anche agli studenti. "Quando abbiamo presentato i progetti all'Eire di Milano, davanti ad Alemanno, non c'è stata possibilità di discutere: ci hanno chiesto di collaborare ma solo su quello che volevano loro" ha raccontato la Professoressa Mandolesi. Nel frattempo, il 30 luglio scadranno i termini per la presentazione delle proposte per il progetto di variante all'intervento n. 1 del PRU di Tor Bella Monaca. Un intervento per un'area compresa fra via Laerte e via della Tenuta di Torrenova che avverrà, a differenza del progetto originario, con il finanziamento dei privati e, grazie alla delibera 74/2011 della Giunta Alemanno andrà a consumare ancora una volta suolo agricolo. L'ennesima operazione di facciata - una commissione tecnica ha già stabilito l'incremento delle cubature concesse ai privati di una Giunta la cui sola cartuccia è fingere che le istanze e le proposte dei cittadini non ci siano. SILVIO GALEANO

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Antonio Ercolani

QUELL'AREA VERDE ATTORNO ALLA TORRACCIA IL TERRENO CHE CIRCONDA L'ANTICA TORRE MEDIEVALE DI CENTOCELLE, A TORRE SPACCATA, VERSA IN STATO DI ABBANDONO DA ANNI

davvero un peccato vederla così. La Torraccia accantonata in un angolo e per niente valorizzata, i calcinacci scaricati da chissà chi, l'erba incolta. Parliamo dell'area compresa fra via Palmiro Togliatti e via Casilina in cui si staglia la storica torre di Centocelle, eretta nel XII secolo. Una zona a cui bisognerebbe dare valore e ricca di memoria. Una zona, già mortificata, tempo addietro, dall'installazione del Teatro Tenda. Rimosso, dopo il sequestro per presunti abusi edilizi su interessamento dall'allora ex vice presidente dell'VIII Municipio, Annamaria Addante e con il parere favorevole del Consiglio di Stato e del Tar del Lazio. Buona parte di quel terreno è di proprietà dell'Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale - l'Ater - e, stando al Piano Regolatore, sarebbe destinato a verde e servizi pubblici di livello locale. A quanto ci risulta, l'azienda nel 2009 ha deliberato per assegnare l'area alla cooperativa sociale Zoe che si dovrebbe preoccupare di riqualificare il terreno, in totale stato di abbandono, e allestire un parco pubblico. Dando lavoro, al tempo stesso, ad ex detenuti per aiutarli nel reinserimento postcarcere. Ad oggi, però, è stata realizzata solo la recinzione e, qui e là lungo l'area, appaiono alcuni segni di bonifica, forse anche di livellamento - ci chiediamo se sia a norma - del terreno. Per quanto al di là della staccionata, si scorgano anche detriti depositati magari irregolarmente e ricoperti un po' alla carlona. Certo è che, in merito alla zona, bisogna rimanere vigili e prestare una particolare attenzione poiché su di essa pesano tre vincoli. Il primo è di rispetto di acque pubbliche: dal lato di via Namusa infatti, scorre nel sottosuolo un corso idrico. Gli altri due sono vincoli di natura archeologica e monumentale e vietano l'edificazione entro i 150 metri dallo spazio tutelato della Torre. Il punto è che, sin da quando è stato concesso il terreno nessun'opera è stata veramente realizzata e non si conoscono pubblicamente la destinazione d'uso né il progetto che la cooperativa ha in mente per la cittadinanza. Probabilmente l'Ater e il resto delle istituzioni - sull'iniziativa ha dato parere favorevole anche la Giunta Municipale - avrebbero dovuto essere più accorti nel concedere un territorio così ricco di cavilli e di insidie e nell'affidare con leggerezza un'area con una regolamentazione così stratificata. Oppure ci deve essere stato un anello dell'ingranaggio in cui qualcosa si è bloccato. Con il risultato che gli abitanti non possono ancora usufruire liberamente dell'area e beneficiare di tutto il verde e dei luoghi pregni di memoria storica che hanno a disposizione nel quartiere. SILVIO GALEANO

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a partita elettorale del sindaco Gianni Alemanno in VIII Municipio vede un campo privilegiato, secondo solo a quello di Tor Bella Monaca e del suo Masterplan. Si tratta di Grotte Celoni, che solo due mesi fa ha assistito all'ultima tornata propagandistica del primo cittadino che aveva promesso, nel lasso di due mesi, di far partire tutti i lavori per il quartiere che da anni sono in incubatrice. Trascorsi i due mesi però, niente è cambiato per Grotte Celoni, né per i suoi cittadini, che oggi vedono smascherate le promesse del sindaco da un PD agguerrito e dal circolo "Nuovi Orizzonti", in assetto di battaglia. Il problema più pressante per il territorio è quello della sicurezza: via Acquaroni e via del Fuoco Sacro, le principali strade di raccordo del quartiere, sono ancora oggi prive di marciapiedi, nonostante fossero stati stanziati proprio a tal fine dei fondi che attendono solo di essere sbloccati e messi in circolazione. Svincolati i fondi,

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La delusione di Grotte Celoni UN QUARTIERE SEDOTTO DALLE PROMESSE DEL SINDACO. E ANCORA ABBANDONATO.

gli interventi per Grotte Celoni sarebbero numerosi: marciapiedi, manto stradale, viabilità, segnaletica. Via del Fuoco Sacro, in realtà, ha visto effettuato il suo intervento, e cioè l'installazione di parapedonali che assicurano l' incolumità ai pedoni. Su via del Fuoco Sacro però è possibile notare i parapedonali posti dall'amministrazione e quelli privati che i commercianti hanno provveduto a sistemare davanti alle proprie attività. E ancora per quanta riguarda i parapedonali, questi sono delle vere e proprie

barriere architettoniche, che impediscono il passaggio ai disabili in carrozzella perché troppo stretti. Solo su via Mario Cora sembrano essere funzionali e ben posti. Via Pietro Cardella, da parte sua, soffre della presenza di un ingiustificato e pericoloso doppio senso di marcia, che da tempo i cittadini chiedono venga soppresso. La mancata sicurezza a Grotte Celoni è determinata anche dalla segnaletica, assente o poco visibile, come le strisce pedonali su via Acquaroni: sbiadite e poco funzionali deter-

PIAZZA PIAGGIO, A BREVE I PARCHEGGI! SEMBRA IMMINENTE LA CONCLUSIONE DEI LAVORI PER I MARCIAPIEDI DELLA BREDA. iazza Erasmo Piaggio sembra immobile, esposta alla calura estiva che pare abbia immobilizzato anche i lavori di ripristino dei marciapiedi. Sono settimane infatti che un pezzo di cantiere vige indisturbato sulla piazza, perimetrando una piccola area che dai lavori non è stata toccata. Questo a causa della presenza di alcuni tubi del gas che intralciavano lo svolgimento dei suddetti lavori. Solo che l'intervento di Italgas non è stato sufficientemente celere, e la piccola area cantierizzata è rimasta per un po' nello stato in cui l'abbiamo potuta osservare fino a non molti giorni fa. Il consigliere municipale Maurizio Mattei commenta: "Si è dovuto richiedere una determina che impegnasse l'ufficio

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tecnico del municipio ad intervenire per il ripristino dell'asfaltatura in seguito all'intervento di Italgas, non volendo attendere i tempi dell'azienda alla quale spettava l'onere e la realizzazione del lavoro. Solo che i tempi si sarebbero allungati ulteriormente, mentre il ripristino di pochi metri quadrati di marciapiede non determineranno il fallimento delle casse de municipio. L'attesa ds parte dei cittadini però sarebbe dimezzata, e in questo modo potranno iniziare anche i lavori di completamento dell'intervento, quelli su via Stefano Breda". Entro breve i posti auto su piazza Piaggio saranno pronti, il cantiere smantellato e l'umore dei cittadini rinvigorito. O almeno così ci auguriamo! LUCIA BRAICO

TORNA L'ACQUA ALLE TORRI DI VIA BRANDIZZI IL 13 LUGLIO IL SISTEMA IDRAULICO DELLE DUE TORRI È STATO RIPRISTINATO, ATTRAVERSO L'INSTALLAZIONE DI UNA POMPA IDRAULICA. e torri 1 e 2 di via Brandizzi, a Tor Bella Monaca, sono state vittime di una disavventure che ha portato i suoi abitanti a sfiorare il limite della tolleranza conservata fino ad ora nei confronti della Romeo Gestioni. Fino al 13 luglio, e per più di due settimane, le torri non hanno potuto godere del servizio dell'acqua corrente. Dal sesto/settimo piano in poi infatti la poca pressione dell'acqua non ha permesso il rifornimento di un gran numero di famiglie, di anziani, di disabili. La causa dell'immane disagio è da ricercarsi in un danno alle pompe idrauliche che, una volta individuato, è stato lasciato al suo decorso per settimane. Il consigliere municipale Nando Vendetti, presidente della Commissione Sicurezza, ha seguito personalmente tutta la vicenda, cogliendo l'occasione, ennesima, per sporgere denuncia contro la Romeo. Una denuncia per inadempienza del contratto, per attentato alla salute pubblica e un invito ad aprire un'indagine che vada a fondo dell'anomalia del contratto che fino ad oggi ha legato la Romeo al Campidoglio. Il 13 luglio il sistema idraulico delle due torri è stato ripristinato, attraverso l'installazione di una pompa idraulica di una potenza superiore a quelle sostituite, che sola è in grado di servire entrambe le torri. "Questo non significa che la Romeo ha pagato per la sua cattiva gestione, anzi la denuncia avanzata nei confronti dell'ente sta procedendo dopo essere stata formalizzata", specifica Vendetti. LUCIA BRAICO

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minano un attraversamento difficile soprattutto per i bambini, dato che una banda di strisce invisibili sarebbe proprio antistante la scuola "E. Medi". Su via Acquaroni inoltre sarebbe necessario il rifacimento del manto stradale, soprattutto dal civico 97 fino all'incrocio con via Attilio Bisio, tratto che sembra cedere ad ogni passaggio di autobus, che determina addirittura fortissime vibrazioni all'interno delle abitazioni che lo delimitano. Felice Sinistri, vicesegretario PD VIII Municipio, illustra tutti i lavori di cui necessita il quartiere "che sono finanziati da anni ormai, per 1 milione e 200mila euro, ma che purtroppo non sono ancora stati realizzati. Il sindaco, portato qui da qualcuno, aveva promesso finalmente la loro realizzazione, ma oggi ancora tutto tace". Si riferisce probabilmente al consigliere Api Valter Mastrangeli che proprio un paio di mesi fa aveva invitato il sindaco a Grotte Celoni per mostrargli i bisogni del quartiere. Sinistri parla di emendamenti presentati dal Pd in consiglio, approvati e arenati in Municipio, come per quello di via Raffaele De Ferrari che ne richiedeva una nuova asfaltatura. Oppure ancora di lavori eseguiti male e in circostanze "ambigue", come per via Alessandro Nelli, per la quale l'Api ha fatto approvare lo stanziamento di 40mila euro per il rifacimento del manto stradale. I lavori sono stati eseguiti in maniera visibilmente sommaria e a detta dei tecnici del Municipio sarebbero costati la metà della somma finanziata. Sorge il dubbio in Sbardella che l'altra metà sia stata indebitamente deviata per accontentare i cittadini di altre strade, che richiedevano anch'essi l'asfaltatura. "Questa è la politica del consenso facile, che si accontenta solo di soddisfare richieste particolari per raccogliere voti, perdendo di vista i fini generali, quelli che servirebbero a tutto il quartiere" dice Sbardella. LUCIA BRAICO

IL GIARDINO DI TOR VERGATA COME UN CAMPO DI GRANO L'UNICO PUNTO VERDE DIVENTA UNA ZONA OFF LIMITS PER I CITTADINI.

ra febbraio quando riportammo il successo raggiunto dal Comitato di Quartiere Tor Vergata/Torrenova e l'Associazione Culturale Noi Roma per essere riusciti ad ottenere l'aratura dell'erba alta di quello che i cittadini chiamano il Giardino di Tor Vergata sull'omonima via. Sono passati pochi mesi eppure sono stati sufficienti per far ricrescere l'erba ad un'altezza proibitiva a chiunque voglia accedervi. Sembra un vero campo di grano con la sua erba arsa dal sole. Luigi Franzini, Presidente del Comitato ha così commentato: "Lo stato di incuria e di nuovo abbandono è visibile a tutti". Già allora si aspettava un sopralluogo del Presidente della Commissione Ambiente Vanda Raco,ad oggi, quell'intervento non è ancora avvenuto, e peggio, non risulta a nessuno che verrà fatto data l'attuale situazione. Ora i cittadini si dicono indignati e la bella stagione sta andando via senza che gli abitanti possano aver usufruito dell'unica area verde a loro disposizione.

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STEFANIA PANETTA


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Via dei Codirossoni, arriva un centro immigrati n quella che era la struttura dell'Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata a via dei Codirossoni, e oramai sgomberata da anni, fra il 5 e il 6 luglio sono stati trasferiti circa 130 immigrati minorenni. Sono partite subito le proteste degli abitanti: perché vivono in case dove i portoni non si chiudono; dove e illuminazioni fanno i capricci;e in un quartiere dove i controlli non sono molto frequenti. È così che lo straniero diventa lo spauracchio da temere. Per il timore di perdere la propria tranquillità. Ma soprattutto se di questi nuovi abitanti nessuno si preoccupa di darne avviso è allora che inizia la guerra fra poveri. "Non ci hanno avvisato di niente dalla sera alla mattina ci siamo ritrovati con più di cento abitanti accanto alle nostre case. Noi non li vogliamo. Io sono in fase di sfratto, perché mi hanno aumentato l'affitto e non posso permettermi di pagarlo, e devo vedere che loro hanno tutto e che mettono anche a repentaglio la nostra tranquillità", commenta la signora Anna S. abitante delle case Isveur di via dei Codirossoni. Catello Cozzolino, invece, spiega: "Qui è un piccolo paese con degli equilibri interni. Questa situazione ha scombussolato tutto.

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A TORRE MAURA ARRIVANO CIRCA 120 RAGAZZI IMMIGRATI E IL QUARTIERE VA IN TILT.

Barbara Savona, Caitello Cozzolino, Fedora Bianchedi e Anna S. In alto l’ingresso del centro immigrati

Perché non essendo stati avvisati e non sapendo chi sono, negli abitanti si è insinuata la paura. Soprattutto per i bambini che sono abituati a giocare in libertà". E ancora, Barbara Savona: "Senza luci, con i portoni aperti, è normale che abbiamo paura. Facciamo continue lotte per garantirci la sicurezza e ora portano 130 persone in più senza pensare di dirci niente? Noi non ci

stiamo". Mentre la signora Fedora Bianchedi commenta: "Certo non vogliamo negargli l'aiuto, glielo possiamo dare ma devono tornare a casa loro. Non ci sentiamo più sicuri da quando ci sono loro e nessuno è venuto a rassicurarci di niente!". C'è chi poi fra gli abitanti delle case Isveur fa falsi allarmismi e dice di aver visto nel corso delle notti gruppi di ragazzi composti da 4 o 5 elementi fare le ronde nei cortili delle abitazioni, ma dalla Cooperativa In Opera, che gestisce l'integrazione dei ragazzi, arriva la smentita. Una delle operatrici del centro spiega: "Non è assolutamente possibile perché i ragazzi sono obbligati a rientrare entro le 20 e 30. Da quell'ora in poi a nessuno è permesso uscire. Ci rendiamo conto che il quartiere avrebbe dovuto essere avvisato in qualche maniera, ma noi non abbiamo avuto il tempo sufficiente per stabilire un rapporto con il territorio perché il trasferimento da Rebibbia a qui è avvenuto nel corso di pochi giorni". Ci chiediamo la responsabilità di avvisare il territorio per le eventuali non avrebbe dovuto essere delle Istituzioni? O alla collettività ci si rivolge solo in campagna elettorale? STEFANIA PANETTA

R7, ANCORA NIENTE ALL'ORIZZONTE A DISTANZA DI 4 MESI DALLA PROMESSA AGLI INQUILINI DELL'R7, ANCORA NON SONO PARTITI I LAVORI ALLO STABILE IN VIA ASPERTINI. on abbandoniamo nessuno, i lavori partiranno al più presto". Un Brunetti piccato, quello che due mesi fa rispondeva alla nostra domanda sui famosi lavori di riqualificazione dello stabile R7, sito in via Aspertini. Peccato che l' Assessore Municipale al Commercio e alle Case Erp non abbia ancora mantenuto la promessa, e che ormai si sia fatto tardi per mantenerla del tutto. Brunetti così come Lorenzotti. Ricapitoliamo: il 12 marzo 2012 vari cittadini dell'R7 irrompevano in consiglio municipale per protestare e chiedere l'inizio dei lavori di riqualificazione dello stabile, per cui sono stanziati un milione e 200mila euro. Il Presidente Lorenzotti e l' Assessore Brunetti promisero solennemente: 'entro 15 giorni cominciano i lavori'. Dopo due mesi il nostro sopralluogo di verifica, e la risposta pic-

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cata di Brunetti. Ancora due mesi, e ad oggi fanno quattro: noi, malfidati, siamo tornati all'R7, e nulla è cambiato. "Lo vedi da te, cosa devo dirti?". Ci accoglie così il signor Carlo. Solita immondizia negli spazi comuni, centralina dell'acqua aperta, che perde, fogne completamente da risistemare. "Le devono rifare, è inutile che ogni tanto le vengano a ripulire. L'unico lavoro che sono venuti a fare è un terrazzo di un privato, ma perchè sono stati costretti. Il terrazzino stava crollando", spiega Carlo. Anche i lampioni nel parcheggio antistante non funzionano da un po', la cantina del degrado è stata chiusa. Almeno questa volta ci risparmiamo i topi morti. Non possia-

OSTIA E TOR BELLA MONACA, DUE SITI 'DEALEMANNIZZATI' LO SCORSO 6 LUGLIO PRESSO L'IDROSCALO DI OSTIA È NATO IL GEMELLAGGIO DEI DUE QUARTIERI CONTRO ALEMANNO E I SUOI PROGETTI FARAONICI. ue progetti faraonici e dall'impatto devastante che non vedono la luce, e nel frattempo non si fanno quelle piccole cose che potrebbero rendere i due quartieri della capitale migliori. Contro il waterfront e il masterplan è nata, in un incontro tenutosi lo scorso 6 luglio, l'unione di tra Ostia e Tor Bella Monaca, due zone che hanno molte cose in comune. "E' una sorta di unione, una presa di consapevolezza ancora maggiore che l'unione fa la forza; - spiega Maria Vittoria Molinari del CdQ e del comitato 'No masterplan - quando dei progetti sono sbagliati dall'inizio perchè non rappresentano le reali finalità per cui sono proposti, ma sono solo speculazioni a vantaggio di pochi, i cittadini coscienti si organizzano e si incontrano". Evelina Forgetta ci spiega come è nato tutto: "Si è creata subito una forte amicizia, prima con Andrea Schiavone, poi con altri anche su Facebook. Ci parlavamo, ci dicevamo le cose che succedevano nei nostri quartieri, e da tempo pensavamo a quest'incontro. Alla fine ci siamo decisi ad andare noi, e ci hanno accolto davvero bene. E' un'unione nata contro le cementificazioni". Un incontro anche 'simbolico' per Maria Vittoria: "Può rappresentare una sorta di simbolo per dire che noi sul territorio ci siamo, esistiamo, e siamo consapevoli che quelle che ci raccontano sono tutte baggianate". DAVIDE LOMBARDI

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mo risparmiarci invece la centralina della corrente con i fili intrecciati e pendenti. "E poi da un paio di settimane ogni due o tre giorni scatta la corrente". Forse qualcuno si è attaccato abusivamente, il rischio è che vada tutto a fuoco. Anche sulla questione toponomastica è tutto fermo: e, ricordiamo a chi di dovere, a volte anche l'ambulanza ha difficoltà a trovare il luogo. Perchè i cittadini dell'R7 non hanno un indirizzo, non hanno un civico. Si identificano in uno stabile: sono solo cittadini dell'R7. Cittadini di serie B...DAVIDE LOMBARDI

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IL CESPP PRESENTA ‘IL CASALESE’ BIOGRAFIA POLITICA DI NICOLA COSENTINO, IL POLITICO ITALIANO CHE DA CASAL DI PRINCIPE ARRIVA A DIVENTARE SOTTOSEGRETARIO DELL'ECONOMIA, CON DELEGA AL CIPE. critto con la collaborazione di 9 giornalisti, il libro inchiesta Il Casalese. Ascesa e tramonto di un leader politico di

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Terra e di lavoro, è stato presentato negli spazi del Cespp di via Dullio Cambellotti, nel tardo pomeriggio di venerdì 13 luglio. "Un lavoro giornalistico corale - come lo ha definito Mariella Magazù, moderatrice dell'incontro - che ha permesso di analizzare un sistema di potere folle".Una biografia non autorizzata per la quale il fratello di Cosentino ha portato l'editore Pietro Valenti in Tribunale, chiedendo la distruzione del testo, oltre che un risarcimento danni. Ciro Pellegrino, giornalista e autore de Il Casalese, ha così illustrato gli intenti dell'inchiesta: "L'intenzione è stata di far comprendere come si è giunti a selezionare una classe politica simile e come a questa classe politica sia stato concesso di ricandidarsi. Interrogarsi su chi da il consenso". Stefania Catallo ha poi voluto rispondere a chi le ha chiesto le ragioni per voler presentare Il Casalese all'interno del Cessp "Nel corso della conferenza stampa organizzata per Il Casalese, si avvicinarono gli avvocati di Cosentinoagli autori e all'editore in tono intimidatorio. Ciò ha destato la mia attenzione verso il problema generale della divulgazione di certi argomenti e tenendo conto di Tor Bella Monaca ho considerato opportuno che qui fosse dato spazio alla discussione di una storia di attualità politica; qui che di ingiustizie, riciclaggio e infiltrazioni mafiose ce ne stanno per tutti i gusti". L'incontro si è concluso fuori dei locali del Cespp dove Mariella Magazù ha letto un estratto dell'inchiesta. STEFANIA PANETTA


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a Romeo fa orecchie da mercante indossando la sua migliore faccia di bronzo, e mentre sfila impudica nei suoi abiti altre torri di Tor Bella Monaca affrontano problemi ormai risaputi. È il caso della torre 1 di largo Ferruccio Mengaroni, rimasta a secco proprio mentre l'acqua corrente avrebbe potuto in qualche modo contrastare la calura infernale degli ultimi giorni. Non volendo considerare poi che l'acqua corrente sarebbe il primo servizio basilare di un conglomerato urbano. Invece, come per quelle di via Brandizzi, anche la torre di largo Mengaroni ha patito tutti i numerosi e immaginabili disagi legati al mancato servizio. "Abbiamo affrontato il disagio con le energie personali, scendendo a fare carichi di acqua alla fontana, o chiedendo ospitalità a familiari e amici almeno per i bisogni di base, come il bucato, la doccia. Fino a qualche giorno fa prendevamo l'acqua dal sistema di irrigazione del giardino. Anche questa soluzione però non è più praticabile, forse per problemi di pressione - dice Barbara Suriano, inquilina - Il problema non è stato affrontato allo stesso modo da tutti, basta pensare a tutte quelle persone che

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ALLARME SPORCIZIA A LARGO MENGARONI IL SIDI ALLERTA IL MUNICIPIO DANDO UN ULTIMATUM. ccadeva nella mattinata del 22 giugno che il Presidente del Sidi Pietropaolo, Mario Cecchetti de il Centro Sociale El Che e alcuni cittadini di Tor Bella Monaca si dirigevano in Municipio forniti di buste di spaz-

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Acqua bene di lusso la Torre 1 di largo Mengaroni LA ROMEO SEMBRA NON AVER RECEPITO IL MESSAGGIO CHIARO CHE SAREBBE TA DAL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE SICUREZZA NANDO VENDETTI.

Barbara Suriano e Orsola Q.

vivono in condizioni più disagiate: chi è solo, gli anziani, i disabili". Per questo un piccolo gruppo, guidato da Maria Vittoria Molinari, presidente dell'Asia, e dal consigliere Daniele Grasso, si è recato in Municipio a far sentire la propria voce presso l'Assessore Mario Brunetti, che de-

DOVUTO ARRIVARE DALLA DENUNCIA INOLTRA-

tiene le deleghe al Commercio, alle Case ERP e alle Attività culturali. Il problema sembra essere lo stesso: la totale assenza di manutenzione che nel corso degli anni ha ridotto la torre a servirsi di una sola elettropompa che, esausta, ha smesso di funzionare. Chiamati gli idraulici della Romeo il problema non è stato risolto, essendo dovuto, a detta loro, ad un malfunzionamento elettrico e non idraulico. Quindi, firmata la chiamata, la squadra è andata via con un nulla di fatto. Esasperati i condomini hanno visto l'unica soluzione nella protesta in Municipio, "intenzionati a bloccare il Municipio in assenza di una rapida risoluzione", come proposto da Maria Margherita Di Luca, inquilina della torre. Mentre Orsola Q. rin-

NIENTE CLASSICO PER L'AMALDI NON APRIRÀ LA SEZIONE DEL CLASSICO DEL LICEO AMALDI NÉ ALLA SEDE CENTRALE TOR BELLA MONACA, NÉ ALLA SUCCURSALE DI CASTELVERDE. IL PRESIDE: "ME ASPETTAVO". IN FORTE CALO LE ISCRIZIONI AI LICEI CLASSICI DI TUTTA ITALIA.

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on c'è stato nulla da fare per il Classico. Già a marzo si era paventato il rischio di una mancata apertura della sezione del classico, ma il personale docente sembrava ancora fiducioso. Era stato lanciato un appello per spingere le famiglie dell' VIII ad iscrivere i propri figli all' Istituto superiore Amaldi. E nonostante la proroga del termine ultimo per le iscrizioni, la sezione del classico non ha raggiunto il numero minimo di iscritti. "Saremmo dovuti arrivare a 27 alunni per poter avviare la classe, ma abbiamo ricevuto solo 8 richieste" spiega il dirigente scolastico Roberto Bianchet che fa sapere che la sezione del Classico non aprirà neanche in centrale. Ma per il preside non si tratta di un fenomeno isolato. "Non mi ha stupito il basso numero di ri-

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chieste. Io che sono del mestiere me lo aspettavo: c'è stato in tutta Italia un crollo delle iscrizioni al Liceo Classico. Non è un problema solo del nostro istituto, ma un calo generalizzato forse dovuto al fatto che questo tipo di indirizzo è percepito come troppo difficile. Alcuni sono portati a pensare che non offra sbocchi professionali e quindi che non valga la pena studiare latino e greco, materie considerate antiquate ed inutili". Dai dati forniti dal Miur emerge un aumento di preferenze per gli istituti tecnici e professionali e una diminuzione di iscrizioni ai licei. Gli studenti che hanno scelto un istituto professionale sono il 20,60%, mentre il numero di chi ha optato per un tecnico sale al 31,50%. I licei invece scendono al 47,90%

cara la dose: "Quello dell'acqua non è l'unico problema. Mancano le condizioni di sicurezza in caso di un eventuale incendio, dato che è stato rubato il rame dei bocchettoni antincendio, mai più ripristinati. I vigili del fuoco non avrebbero bocchettoni a cui poter attaccare le pompe". Per il consigliere Grasso lo stato di cose attuale "è determinato da un gioco di scarica barile tra Comune e Romeo, un gioco che fa comodo a entrambe le parti". La protesta dei cittadini ha visto un lieto fine, se così lo si vuol chiamare. Il 13 luglio una squadra di elettricisti accorsa a largo Mengaroni ha ripristinato l'elettropompa. Che dovrebbe reggere e fare il suo lavoro per un bel po' di tempo. Almeno questo è quanto ci si augura! LUCIA BRAICO rispetto all'anno scorso quando la percentuale si era assestata al 49,88%. Il classico è quello che soffre di più scendendo dal 7,52% al 6,66% rispetto all'anno scolastico precedente. Tra i licei quelli che resistono meglio sono lo scientifico (nonostante il calo significativo rimane il liceo più scelto dagli studenti italiani) e il linguistico che anche nella succursale di Castelverde hanno riscosso più successo. In particolare quest'ultimo è stato il liceo, insieme a quello artistico, ad avere un incremento rispetto all'anno passato. Brutte notizie dunque per tutti quei ragazzi che speravano di poter avere un Liceo Classico a poche fermate di autobus da casa. Ma non è detta l'ultima parola. Il prossimo anno sarà possibile riprovare: verranno nuovamente aperte le iscrizioni per il Classico. E chissà che non vada meglio. CRISTINA CORI

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO ono nata e cresciuta a Montesacro ma vivo a Tor Bella Monaca da tanti anni e ho sempre frequentato il bellissimo teatro che è nel nostro quartiere e che appena due settimane fa ha concluso splendidamente la stagione con lo spettacolo dei ragazzi del laboratorio di Antonio Giuliani. "Meglio sul palco che per strada", ci ha ricordato, tra l'altro, il bravissimo attore. Nel mio piccolo vorrei che questo messaggio si diffondesse sempre più forte e chiaro, a dispetto della crisi economica che impone sacrifici soprattutto ai più deboli e nei settori già poco valorizzati e sostenuti, tra cui, appunto, il teatro. La sera del 13 luglio scorso ho assistito con emozione ad uno spettacolo organizzato da un gruppo di bambini nell'androne di una palazzina comunale e vorrei tanto si potesse pubblicare un articolo o una mia lettera a riguardo, affinché la creatività, il talento e l'entusiasmo che spesso vivono all'ombra dell'informazione (per le priorità di una cronaca principalmente nera) abbiano un po' di spazio e luce in più. In attesa di un Vostro cortese riscontro, porgo distinti saluti ALESSANDRA ZADRO

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zatura, in segno di protesta contro lo stato di abbandono e sporcizia in cui versa largo Ferruccio Mengaroni. E lo avevamo riportato. Ora il Presidente Pietropaolo oltre a precisare che promotore dell'iniziativa è il Sindacato dei Disabili, tiene ad avvisare il Municipio che allo scadere del mese di tempo dato come soglia limite oltre cui non poter più tollerare la sporcizia "il Sidi farà una vera azione di rottura. La scadenza è prevista per il 22 luglio -Pietropaolo continua Non sarà una semplice manifestazione di protesta e se dovessero partire le denunce ce ne assumeremo la responsabilità. Abbiamo inviato una richiesta all'Assessore all'Ambiente di far pulire il piazzale tre volte al mese. Questo è uno spazio dove i bambini giocano, gli anziani vengono a fare una passeggiata. Non ci sono panchine, ci sono le luci perché noi ci siamo battuti per averle ma alla sporcizia non possiamo cedere. Siamo abbandonati ed è sorprendente come le zone dove vivono i consiglieri siano di contro tutte ripulite. Mi chiedo cosa ha fatto il Presidente di questo Municipio? Avesse almeno la compiacenza di presentarsi in sala consiliare. Di blatte, spazzatura e degrado non se ne può più". STEFANIA PANETTA


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Niente più terapia nella scuola di via Campofiorito rmai è dato per certo: da settembre non si potrà più praticare il percorso riabilitativo prescritto dalla psichiatra infantile nei locali della scuola di via Campofiorito,a Finocchio, come è accaduto fino allo scorso anno scolastico. Ma ci si dovrà recarsi nella struttura di via Acerenza, zona Appia. "Per noi è un problema portare il bambino due volte a settimana lì - spiega la signora Ponzo, madre di un bambino - Significa per lui perdere anche tre ore di scuola ogni volta. E per noi non poter portare avanti l'attività che ci permette di vivere". Il piccolo Giorgio ha un disturbo borderline cognitivo e da quando era molto piccolo segue una terapia sia dal logopedista per i problemi di linguaggio, sia di psicomotricità. Fino allo scorso anno dei terapisti inviati dall'Associazione "La nostra scuola" si recavano presso l'istituto e due volte a set-

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LA

PAURA DELLA SIGNORA

MATA. NO A

DA SETTEMBRE VIA ACERENZA.

PONZO,

E DI MOLTE ALTRE FAMIGLIE, È CONFER-

I CORSI DI LOGOPEDIA E PSICOMOTRICITÀ SI TERRAN-

timana seguivano il bambino. E tutti gli altri ragazzi con analoghe problematiche. Ma la Asl, adempiendo agli obblighi di una normativa, a detta della segretaria della neuropsichiatra che tiene in cura il piccolo Giorgio, non permette più una procedura simile. A noi è stato detto che le motivazioni di tale cambiamento sono due: i locali della scuola non sono idonei e è il neuropsichiatra a decidere l'iter terapeutico. La signora Ponzo riferisce altro: "La dottoressa sostiene che non ci sono i fondi per portare avanti il progetto com'era. E che noi genitori dobbiamo imparare a fare sacrifici. Dobbiamo sacrificarci per i nostri figli portandoli alla struttura". Dal canto loro "La scuola Nostra" ha di-

chiarato di non poter fare altrimenti. E' la Asl che decide il protocollo. Ed è quella che ha l'ultima parola. Così se prevede che i ragazzi si rechino da loro per fare la terapia invece che viceversa, loro devono eseguire e basta. Il fenomeno dei disturbi cognitivi e dell'attenzione, disturbi comportamentali, dislessia e disturbi nel linguaggio, oltre ai vari deficit psicomotori, sono in aumento. Probabilmente il fenomeno è legato alla maggiore conoscenza della materia e quindi ad una diagnosi delle diverse problematiche., fino a poco tempo fa misconosciute. "Sono molte le mamme, anche solo nella scuola di Giorgio, con lo stesso problema. Ma solo con una terapia adeguata è possibile migliorare la situazione. E' probabile che sarò costretta a portare avanti una terapia privata perché rispettare i tempi della Asl

VIA VILLAFRANCA, UNA PISTA DA RALLY IL SENSO UNICO HA PEGGIORATO UNA SITUAZIONE GIÀ DIFFICILE. SI PROPONGONO I DOSSI MA SONO VIETATI PER LEGGE. ALLORA COSA FARE PER EVITARE IL PEGGIO? gente e quando passano così velocemente a quando è stato istituito il senso uninon si rendono conto che potrebbero inveco, via Villafranca si è trasformata in stire qualcuno". Peccato che il Comune di una pista da rally. E attraversare la strada Roma abbia da tempo bandito l'utilizzo dei è diventato estremamente pericoloso. dossi nelle strade. Perché sulle vie ad alto "In questa via le persone hanno avuto scorrimento sono vietati. Ma non è il sempre la cattiva abitudine di corcaso, certo, di via Villafranca. Menrere - ricorda il signor Zafferino Ostitre per le consolari è necessaria una li, residente proprio nella stradina forzatura del codice della strada. Semdi Borghesiana in questione - solo pre perché i dossi sono riservati alle che da qualche tempo la situazioaree residenziali e private. Così semne è peggiorata. Prendono la cur- Mirko Vigilio e va a tutta velocità, non preoccu- Zafferino Ostili bra che questo mezzo di limitazione della velocità non sia proprio utilizpandosi di rispettare i limiti". L'hanzabile. Allora come fare a costringeno definita una pista da rally. Facire i conducenti a moderare la velocile immaginare la folle velocità con tà? A nulla servono i segnali stradacui si transita sulla carreggiata. li. Si potrebbe optare per le bande "Ci vorrebbero dei dossi per lirumorose. Ma recano fastidio ai remitare un po' l'andatura delle vetsidenti. Le strisce pedonali del resto potrebture in transito - sottolinea Mirko Vigilio, un bero indurre un atteggiamento più prudenaltro residente della zona - qui abita molta

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IL TEMPIO DELLE ARTI MARZIALI A FINOCCHIO A FINOCCHIO L'A.S.D. SPORT CONNECTION CLUB, DELLA QUALE È PRESIDENTE ROBERTO VEZZANI, CAMPIONE OLIMPIONICO DI PESI, RAPPRESENTA IL CONTESTO DOVE SI FORMANO E SI ALLENANO I CAMPIONI DI ARTI MARZIALI. a palestra e le attività che propone sono un motivo di vanto su tutto il territorio, anche perché l'associazione sportiva, una delle più titolate, è l'unica sul territorio cittadino ad essere riconosciuta dal C.o.n.i. come una Federazione. Andrea Torre, atleta e maestro di Karate, ha della disciplina una visione esalta il sano spirito sportivo: "Da noi la persona viene prima dell'atleta. Per questo ai ragazzi che vengono da noi ad apprendere le diverse discipline vengono ricordate le priorità, che in età adolescenziale sono rappresentate sicuramente dallo studio. Gli orari, la portata degli allenamenti e i metodi di "educazione" vengono proposti in virtù di una collaborazione con le scuole e i genitori". E alla Sport Connection Club, oltre alle discipline sportive in senso stretto, vengo-

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no trasmessi lo spirito di sacrificio, l'umiltà, l'autocontrollo, ingredienti indispensabili alla formazione del vero atleta. La scuola ha il vanto di allenare numerosi campioni di Karate nazionali e internazionali, come Giada Menichetti, pluricampionessa italiana, Veronica Colantuono, atleta di livello europeo, Manuel Angelini, Danilo Di Marco, Francesca Tufi, Danilo Esposito che, con la sola eccezione di Danilo Di Marco, ancora piccolo, compongono la squadra dell'A.S. che ha ottenuto un prestigioso ventesimo posto al campionato di Montecatini Terme. Altri componenti della squadra sono Mauro Clazer, Valerio Schiavello, Gabriele D'Amico e Giordano Micheletti. Le iscrizioni sono gratuite e aperte a tutti, naturalmente secondo i criteri e le direttive imposti dal C.O.N.I. e le mensilità hanno una portata popolare. LUCIA BRAICO

te e essere garanzia maggiore per i pendoni. Ma sono sempre supposizioni. Spetta alle istituzioni farsi garante dell'incolumità dei cittadini. Con maggiori controlli e i mezzi più appropriati. Noi possiamo solo accogliere le segnalazioni. E le proposte di chi in prima persona ogni giorno, deve aguzzare la vista per non essere investito. JESSICA SANTINI

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per una famiglia dove i genitori lavorano è impossibile". Giorgio ha un fratello più grande. Al quale è stata diagnosticata ansia da prestazione. Ma non ha diritto a cure perché per gli studenti delle medie non è previsto un programma terapeutico come per i più piccoli. Così la famiglia si trova a dover affrontare senza il dovuto sostegno una situazione difficile. "Ci ha aiutato la psicologa dello sportello di sostegno, finanziato da noi genitori, presso i locali della scuola. Ha preso per mano la causa dei miei figli e ci sta aiutando. Al contrario del neuropsichiatra della Asl". JESSICA SANTINI

SERATA DANZANTE A BELVEDERE l Comitato di Quartiere Belvedere ha organizzato per giovedì 26 luglio una serata danzante nell'area del parco intitolata al piccolo Michelangelo Savioli, inaugurato il 19 maggio scorso. "Sarà una prova tecnica - dichiara il presidente del Comitato di quartiere Alvaro Basilio - un'iniziativa adatta a promuovere delle serate festose estive anche nella periferia". Sarà una sola serata dedicata ai balli di coppia e di gruppo. Per coinvolgere la cittadinanza e far divertire piccoli e grandi. Oltre a sfruttare il neo augurato parco, unica area verde del quartiere sufficientemente grande ad ospitare manifestazioni del genere. "Se dovesse riscuotere il successo sperato, a questa seguiranno altre serate. Non abbiamo mai organizzato nulla del genere e stiamo chiedendo la collaborazione dei cittadini. Oltre che la loro adesione. Abbiamo bisogno di iniziative di questo tipo per valorizzare la periferia di Roma e per offrire un'opportunità di svago anche alle persone residenti in questi quartieri".

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“Abbiamo atteso perché ci fidavamo delle istituzioni” I MERCATARI DI BORGHESIANA HANNO DECISO DI RIPRENDERSI I LORO SPAZI. eravamo lasciati il mese scorso con le misurazioni prese dagli stessi mercatari, in presenza della Polizia Municipale e dei tecnici del Dipartimento per vedere se c'era posto per tutti nella piazza. E, stringendosi un po', ovvero riducendo sensibilmente gli spazi per i quali vengono pagati fior di euro, era possibile per tutti tornare a Largo Monreale. Il Presidente Lorenzotti, dopo questa notizia, aveva garantito ai commercianti che entro un paio di settimane tutto si sarebbe risolto. E' passato un anno dalla forzata migrazione per cui aspettare due settimane era sembrato un'inezia: "Il Presidente ha dato forfait - racconta Giancarlo Oddi (nella foto), portavoce dei venditori - sono due settimane che non risponde ai messag-

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gi che gli lasciamo e penso che non ne voglia più sapere". Eppure sembrava tutto risolto: "Lo credevamo pure noi. Ma vista la situazione - prosegue Oddi - abbiamo deciso di fare una cosa. Una cosa che avremmo dovuto fare già da tempo considerato l'estratto delle delibera del 7 giugno 2011". La delibera dello spostamento dei mercatari recita testualmente :"Gli operatori del mercato di Borghesiana qui sotto elencati , visto l' estratto del verbale delle deliberazioni del consiglio del municipio VIII Roma le Torri , con seduta pubblica del 7 giugno 2011 in merito allo spostamento del mercato settimanale " Borghesiana " martedì da Largo Monreale a via A. Puccinelli , via G. Toma per consentire ur-

DAL GABINETTO DEL SINDACO, L'ESTATE 2012 DI BORGHESIANA LA PRIMA EDIZIONE DI UNA MANIFESTAZIONE CHE HA COINVOLTO I CITTADINI DEL QUARTIERE E NON SOLO. FINANZIATA CON 20MILA EURO DA ALEMANNO

genti lavori di riqualificazione architettonica e arredo urbano in Largo Monreale per un tempo strettamente necessario all'esecuzione dei lavori". Peccato, però che i lavori da tempo siano terminati: lo scorso dicembre è stata inaugurata la piazza. I mercatari avevano accettato di spostarsi, fermo restando un loro ritorno nelle aree per le quali avevano pagato: "Abbiamo scritto una lettera al Municipio, rammentando loro la delibera dello scorso anno , sottolineando l'inidoneità del nostro posto in termini commerciali rispetto alla piazza - sottolinea Oddi - dove, oltretutto, l'accesso ai mezzi di soccorso risulta impossibile. Inoltre sono gli stessi cittadini, frequentatori del mercato, ad avere richiesto uno spostamento a Largo Monreale.Il trasloco era momentaneo. E i termini sono scaduti". Questa volta i mercatari fanno sul serio: "Abbiamo deciso che se nulla cambierà ci riprenderemo i nostri posti. Con o senza il loro permesso. E' la delibera a stabilirlo. Il tempo di organizzarci e, come abbiamo avvisato nella lettera, gli operatori del mercaziamento - sostiene il Consigliere del Pd Fabrizio Cremonesi - e quello che più risulta strano è che con quei soldi potevano essere portate avanti manifestazioni di più alto spessore culturale. Vada per le braciolate e i balli di gruppo, ma con 20mila euro poteva essere pianificato altro". Si allinea anche il capogruppo Pd Scorzoni. "Mentre il sindaco non ha fondi per garantire asili e scuole il suo Gabinetto trova i soldi per la festicciola dell'estate romana a Borghesiana, quartiere amico del Presidente Lorenzotti. L'impegno fondi lo fa il municipio VIII, credo al CdQ Borghesiana, perchè mi sembra l'unico soggetto che può spendere nell'organizzazione di questa festa. In più vedo che ci sono 41 sponsor, di cui alcuni importanti come BCC Roma e Pewex". JESSICA SANTINI

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a sabato 7 luglio a domenica 22 il parco "Yaron Salatino" di via Lentini a Borghesiana ha ospitato una serie di giornate annoverate sotto il nome di "Estate Romana". L'iniziativa, con il patrocinio del Municipio VIII e finanziata direttamente dal Gabinetto del sindaco di Roma Gianni Alemanno, è stata promossa e organizzata dal Comitato di quartiere Borghesiana, i rappresentanti del quale hanno riferito in più di un'occasione di ritenere la manifestazione "una leva di comunicazione che permette il contatto diretto con gli spettatori. Per questo, il comitato di quartiere si propone alla realizzazione della I° edizione dell'Estate Romana di Borghesiana. L'iniziativa è finalizzata a creare l'opportunità di

socializzazione, di sviluppo dell'autonomia, di divertimento, di pratica sportiva, musicale, culturale". Di certo una manifestazione importante per i residenti del quartiere. Per la quale sono stati ottenuti ben 20mila euro di finanziamento! Oltre all'animazione per bambini e agli stand gastronomici, sono state organizzate serate con dimostrazioni di giovani talenti della scuola di musica Backstage Studios. Non sono mancate le esibizioni canore e il cabaret. Gli spettatori hanno potuto partecipare con balli di coppia e di gruppo. Piccoli grandi spettacoli, una ritrovata coesione sociale, che forse giustifica l'arbitraria donazione del Comune. "E' strano questo finan-

edificio della Biblioteca di Largo Monreale a Borghesiana è considerato dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali patrimonio storico. E per questo dovrebbe essere protetto. Evitando danneggiamenti da parte dei soliti vandali. E rispettando l'integrità e l'originalità della struttura. Peccato che le istituzioni per prime non abbiano capito il concetto. Già in occasione dell'inaugurazione dei lavori della piazza, la spersonalizzazione di uno dei pochi di centri di aggregazione del quartiere, previa sostituzione con un parcheggio male organizzato e taglio dei secolari platani per il restyling completo, era stata sollevata la polemica della targa commemorativa sulla facciata ottocentesca. L'importanza storica della struttura era

LARGO MONREALE, UN PATRIMONIO DETURPATO

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AFFISSIONE DI TARGHE E MANIFESTI ABUSIVI DA PARTE DI CHI DOVREBBE TUTELARE IL BENE COMUNE. SU UN EDIFICIO OTTOCENTESCO PROTETTO DALLA SOVRAINTENDENZA AI BENI CULTURALI. stata declassata rispetto alla fondamentale ostentazione dei responsabili dell'opera di riqualificazione: per onorare il Consorzio recupero urbano di certo può essere deturpata una facciata. Sulla parete laterale, oltre allo splendido murales - non ottocentesco - dedicato alla tragica scomparsa di una giovane, sono spuntati da poco i primi manifesti: poster celebrativi della festa parrocchiale e di quella del Cdq Borghesiana. Ma non uno ciascuno, una miriade di cartelloni! E poi i condizionatori che scaricano direttamente sul marciapiede, una telecamera messa lì con tutto il proprio impianto a rendere meno ot-

tocentesca una facciata già con molti problemi estetici. Tutte questioni, del resto, risolvibili con una presa di posizione delle istituzioni. JESSICA SANTINI

to di Borghesiana ritorneranno nella sede originaria di Largo Monreale. Vogliamo attuare quello che c' è scritto sulla delibera cioè andare in piazza finiti i lavori. Abbiamo aspettato così tanto tempo perché ci fidavamo delle istituzioni, ma..". JESSICA SANTINI

ABUSO A VIA MEZZOIUSO? E' L'IDEA DEL PORTAVOCE DEL COMITATO GIANSANTI. CHE CHIEDE CONTROLLI PERCHÉ RITIENE NON VENGANO RISPETTATE LE DISTANZE MINIME DALLA STRADA.

resce a vista d'occhio l'edificio residenziale a via Mezzoiuso a Borghesiana. Cresce a dismisura e in tutti i sensi, sotto gli occhi dei cittadini increduli che continuano la loro inascoltata protesta. "Non è possibile che vi sia così poca distanza tra il confine del terreno, dove del resto c'è un passaggio pedonale - tuona Pietro Giansanti, portavoce del CdQ Borghesiana 2 - dovrebbero essere rispettate delle distanze minime dalla strada e credo che vi sia un abuso". Perché, secondo Giansanti, è impossibile che sia stata concessa un'autorizzazione che prevede distanze del genere. Anche se un cartello, adiacente il cantiere, ricorda il permesso concesso risalente al 2009. Rimanda, allora Giansanti, al buon senso del costruttore? "La vicinanza esagerata dei balconi al ciglio stradale potrebbe comportare dei pericoli per i pedoni". Oltre a ribadire, nuovamente, un fatto importante per l'intera viabilità: "Una costruzione lì impedisce la possibilità di un allargamento di via Mezzoiuso, una importante strada che permetterebbe di far defluire il traffico in maniera diversa. Evitando la congestione, ora continua, di via di Borghesiana". Diverse le segnalazioni da parte del comitato dei cittadini alle amministrazioni. Che sembrano non aver dato alcuna risposta per quanto concerne la faccenda. Ma la battaglia continua "perché ci sono delle distanze da rispettare, secondo la legge - conclude Giansanti - e l'abuso in corso deve essere immediatamente bloccato". JESSICA SANTINI

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QUELL'INUTILE SEMAFORO A VIA DI CASTELVETRANO SOPRA UN SEGNALE DI "STOP" UN DISPOSITIVO LUMINOSO CHE HA BEN POCO VALORE IN TERMINI DI SICUREZZA. PERCHÉ, INVECE DI MAGGIORI CONTROLLI, SI PREFERISCE ACCENDERE UNA LAMPADINA? n segnalatore luminoso sopra uno stop. Un intervento degno della strada a più alta percorrenza dell' VIII Municipio. Installato, invece a via di Castelvetrano. Un segnalatore indispensabile al fine di evitare incidenti, su una strada dove i segnali precedenza, ben quattro, si susseguono. Cartelli già di per sé sufficienti per richiamare al buon senso i cittadini a limitare la velocità . E a prestare attenzione agli incroci. Eppure, qualcuno ha ritenuto indispensabile installare al penultimo incrocio due lampadine. Oppure un altro inutile e fastoso strumento di consenso popolare? E chissà quanto sarà costato alle istituzioni un semaforo lampeggiante solo per richiamare l'attenzione! Il Comitato di Quartiere Borghesiana, orgoglioso dell'operato del Presidente del Municipio Lorenzotti, ha pubblicato la strepitosa notizia sulla propria pagina Facebook. Peccato che i commenti dei cittadini non siano stati proprio di acclamazione: chi afferma che il problema di quell'incrocio è la scarsa visibilità e sarebbe stato sufficiente installare uno specchio; chi sostiene l'inutilità e lo spreco di de-

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naro per il semaforo, richiamando i cittadini al rispetto del codice della strada; e chi ancora chiede i dossi, poco prima dell'incrocio, per evitare la folle corsa di alcune persone. I dossi, è vero, non sono consentiti. Ma maggiori controlli potrebbero fare molto. In un momento dove ci sono scarse risorse per i lavori stradali, le poche disponibili vengono sperperate per opere piuttosto inutili e dispendiose. Per quale motivo? La domanda va a chi ha preso questa decisione. E a chi continua ad acclamare scelte poco ponderate.. solo di facciata! JESSICA SANTINI

GRAZIANI EDITORE DIRETTORE RESPONSABILE - FEDERICA GRAZIANI STAMPA FOTOLITO MOGGIO Strada Galli 5, 00100 Villa Adriana (RM) REDAZIONE VIA MONTEPAGANO, 50 00132 - CASTELVERDE (RM)

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Grimolizzi è il nuovo presidente del Centro Anziani di Finocchio FINOCCHIO FESTEGGIA a giovedì 19 luglio è ufficiale la carica del nuovo presidente del Centro Anziani di Finocchio Franco Grimolizzi. Le elezioni erano da tempo attese: dopo i ritardi causati dal Municipio e il lento ma inesorabile abbandono del consiglio da parte di tutti i membri nello scorso mandato, il nuovo insediamento si appresta ad affrontare problemi ritenuti insormontabili. Ha già partecipato alla vita del quartiere in altri modi, vero? Fino a cinque anni fa ero membro dell'ormai ex Comitato Casilino 18. Ma a causa di divergenze con altri membri dello stesso ho lasciato. Nell'ultimo mandato del centro anziani sono stato membro nel consiglio di garanzia. Quindi conosco molto bene la borgata e le sue esigenze. E bene conosco anche il centro anziani. Per cosa combatterete durante il vostro mandato? La nostra prima e più importante richiesta è in continuità con l'ex presidente: una

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embra che qualcosa si stia muovendo in via Fontana Rotta a Finocchio. Dopo tante richieste avanzate a tutte le cariche istituzionali disponibili, almeno qualche piccolo passo sta per compiersi. La notizia arriva dal presidente del CSCB Finocchio Angelo Colagrossi che dopo un incontro con il Presidente della Commissione Lavori Pubblici del Municipio Massimo Fonti e all'Assessore Lavori Pubblici e Periferie di Roma Capitale Fabrizio Ghera, ha ottenuto significative conferme. Sembrerebbe, infat-

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I 100 ANNI DI UMBERTO

CAMBIA IL PRESIDENTE MA NON LA RICHIESTA: È NECESSARIA UNA NUOVA SEDE. OLTRE ALLA DISPONIBILITÀ DEL RIMBORSO DEL MUNICIPIO. nuova sede. Questa è troppo piccola e insufficiente per gestire la quantità di iscritti. Le istituzioni hanno già segnalato la possibilità di una nuova sede in via Villarosa, una strada dall'altra parte di via Casilina, traversa di via di Fontana Candida. Per il progetto sono già stati spesi 50mila euro. E ce ne sono altri 300 mila circa disponibili per la realizzazione. Abbiamo circa 600 iscritti. In 200 partecipano attivamente alla vita del centro. Abbiamo bisogno di spazi maggiori. Gli iscritti chiedono a gran voce un nuovo centro. La contiguità con le abitazione non ci permette di dare feste o organizzare molte serate danzanti. L'ex Presidente aveva dei problemi con il bilancio. Com'è la situazione? Non abbiamo entrate sostanziali. La legge ci impedisce di chiedere più di 2 euro

a iscritto. Cosa, oltretutto impossibile e troppo dispendiosa di suo: non è facile chiedere 2 euro a tutti coloro che nemmeno partecipano alla vita del centro. Quindi i nostri introiti provengono dai guadagni del bar, per altro molto scarsi e dalle serate danzanti. Oltre che da donazioni volontarie degli iscritti. Il Municipio fornisce parte delle risorse che abbiamo in servizi: alcune aziende ci forniscono oggetti di cartoleria, stoviglie in plastica o cibi per i rinfreschi, per un massimo di duemila euro circa l'anno. Peccato che dobbiamo ancora avere parte del contributo del 2010 e tutto il 2011 e il 2012. E poi ancora non sanno come gestire la quota dei rimborsi al comitato di gestione: il nostro lavoro, che è volontario e quindi non retribuito, ci costa molto perché impegniamo per portarlo avanti i nostri mezzi. JESSICA SANTINI

VIA DI FONTANA ROTTA, ITALGAS AL LAVORO SONO

INIZIATI I LAVORI PER L'ISTALLAZIONE DEL GAS DIRETTO.

PER L'INCONTRO

CON

L'ACEA BISOGNERÀ ASPETTARE LA FINE DI LUGLIO.

ti che lo stesso Fonti abbia comunicato a Colagrossi l'inizio dei lavori per l'istallazione della rete per il servizio del gas diretto da parte dell'Italgas su via di Fontana Rotta. In seguito, dopo le dovute richieste, anche le via limitrofe potranno allacciarsi alla rete. Per quanto riguarda invece la rete fognaria e la raccolta delle acque la situazione

è più complessa. "E' impensabile che una zona di Roma Capitale sia in queste condizioni - tuona Colagrossi - ed è impensabile far cadere nel dimenticatoio la questione. Ogni volta che ce ne sarà l'occasione ricorderò a che di dovere la necessità di intervenire. Andrò all'incontro con i responsabili Acea anche i cittadini. Dovranno sentire dalle loro bocche in quale condizione sono costretti a vivere". JESSICA SANTINI

'8TTOEBREZZE' FA TAPPA A COLLINA DELLA PACE SI È TENUTO DAL 24 AL 29 LUGLIO IL QUINTO APPUNTAMENTO DELLA RASSEGNA TEATRALE: PER LA SECONDA VOLTA IL LUOGO SCELTO È IL PARCO DI FINOCCHIO, NATO SU TERRENI CONFISCATI ALLA MAFIA. ttoebrezze" giunge al quinto appuntamento: la manifestazione di musica e teatro organizzata dall'Associazione Seven Cults con il sostegno dell'Assessorato alle Politiche Culturali di Roma Capitale si è tenuto quest'anno al Parco della Collina della Pace, dal 24 al 29 luglio. Si comincia con una serata di festa in musica, per poi continuare con la rappresentazione del libro di Walter Veltroni sulla tragica storia di Alfredino Rampi: 'Vermicino, un salto nel buio', è il titolo della rappresentazione. Il 26 in scena 'In nome della madre', il 27 'Il Pigiama', il 28 'Come può ridursi un uomo' e il 29 si chiude con 'Recital irrequieto'. Non mancano i nomi altisonanti: da Massimo Wertmuller a Giancarlo Ratti, da Francesco Montanari (il

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famoso Libanese di 'Romanzo Criminale') ad Alessandro Benvenuti. Nella conferenza stampa di presentazione dell'evento in Campidoglio sono intervenuti il direttore artistico Filippo D'Alessio, il consigliere comunale Dario Nanni e i vicepresidenti delle Commissioni Cultura in Campidoglio e al Municipio delle Torri, ossia Giulio Pelonzi e Fabrizio Cremonesi. Filippo D'Alessio ricorda l'importanza del luogo in cui si svolge la manifestazione: "Un parco fatto su terreni confiscati ai mafiosi, non a caso è la seconda volta che questa manifestazione si tiene a Collina della Pace, un parco un po' abbandonato negli ultimi anni". Simile il discorso di Cremonesi: "E' un luogo che deve avere sempre più riconoscimenti culturali: è una location adatta ed è l'ulti-

COLLINA DELLA PACE, IL COMUNE DIMENTICA I SACCHI DELLA SPAZZATURA NONOSTANTE

FOSSERO ATTREZZATI DI FURGONCINO, SONO STATI LASCIATI NEL PARCO

MOLTI SACCHI NERI.

passato quasi un mese dall'intervento di emergenza del Comune al Parco della Collina della Pace a Finocchio. E ancora non sono stati tolti i sacchi neri della spazzatura. La pulizia dell'area del giardino pubblico, per altro più volte richiesta a gran voce dai comitati e dalle associazioni dopo che a maggio era scaduto il bando della cooperativa che se ne stava occupando fino a quel momento, è stata vista dai cittadini, che godono dell'unica area verde del quartiere, come un piccolo miracolo. Ma a veder oggi cosa è stato lasciato dopo quel provvidenziale intervento c'è poco da gioire: oltre ai sacchi della spazzatura qua e la pieni di foglie e di sporcizia raccolta dentro e fuori i cestini, vicino agli alberi a basso fusto e alle siepi, sono rimasti a giacere i resti di una approssimativa potatura. JESSICA SANTINI

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mo lembo di Roma. E' bello far vedere che Roma riesce ad arrivare fino a lì". Pelonzi parla di "grande qualità artistica" della manifestazione. "Anche con poche risorse si possono fare manifestazioni di qualità e, ne sono convinto, la partecipazione del territorio sarà forte". Dario Nanni non dimentica il "mostro di cemento" che c'era lì prima del parco. Ringrazia Villino: "E' anche grazie a lui che questo evento si realizza". E chiude sull'importanza di tali manifestazioni in determinate zone di Roma: "C'è sempre un valore aggiunto quando arrivi così lontano e la gente risponde positivamente, apprezza. Roma è una: vanno riequilibrate le periferie con il centro". DAVIDE LOMBARDI

CENTRO ANZIANI IN FESTA PER IL COMPLEANNO DEL SIGNOR TULLI. UN UOMO CHE HA PERCORSO L'ITALIA A PIEDI PER COSTRUIRE LA FERROVIA. a compiuto cento anni. E solo una grande festa poteva celebrare un così importante compleanno. Umberto Tulli ha festeggiato sabato 4 luglio al Centro Anziani di Finocchio insieme alla sua famiglia e ad altre settanta persone. Un evento organizzato dal neopresidente del Centro Anziani Franco Grimolizzi e dai neoconsiglieri. Il signor Tulli rappresenta per tutti un pezzo di storia: nato a Valmontone, una cittadina a circa 30 chilometri da Roma, ben presto si è trasferito insieme al fratello nella grande città. Dopo una prima permanenza nel quartiere San Lorenzo, il signor Tulli e la sua famiglia vanno a vivere a Finocchio. Ben 66 anni fa. E da allora non si sono più spostati. Per molti anni si è occupato di manutenzione per le linee ferroviarie: "Ho percorso tutta Italia a piedi - ricorda commosso il signor Umberto - per costruire la rete che tutt'oggi permette il passaggio dei treni". Da Roma a Reggio Calabria, rammentando quando passo dopo passo sono stati montati i tralicci e le rotaie dei treni. Grande è la commozione mentre ricorda la guerra del '41 : "Sono stato ferito in Grecia e sono stato rimandato in Italia. Ma io non volevo combattere. Non ho mai ucciso nessuno. E, come dire, sono sempre stato comunista. Così mi sono nascosto, per non combattere quella guerra che non aveva senso". Tanto dolore, ma anche tante gioie: due figli, 2 nipoti e 5 pronipoti. "Trascorro le mie giornate con la famiglia e poi vengo qui, al centro anziani". E' tesserato da ben 40 anni. E tra quattro chiacchiere e una partita a carte trascorre la giornata in compagnia degli altri tesserati. Tutti stupiti di come ancora tenga loro testa nel gioco e ricordi le carte durante le partite! "Siamo molto contenti della riuscita della festa - sottolinea il presidente Grimolizzi - e a nome del consiglio ringrazio la famiglia per averci permesso di organizzare tutto, il comitato di gestione, così attento anche con un preavviso così minimo. Infine vorrei ringraziare il CSCB Finocchio e l'AdQ Collina della Pace per l'intervento. E il Presidente della Commissione Lavori Pubblici Massimo Fonti e i Consiglieri Fabrizio Scorzoni e Fabrizio Cremonesi per aver partecipato alla nostra festa". JESSICA SANTINI

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La Fiera dell'Est Num. 13 luglio/agosto 2012