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IL PERIODICO DELL’ EST ROMANO

Quindicinale d’informazione, attualità e cultura registrato presso il Tribunale di Roma num. 30/2008 del 25/01/2008 - anno V num 2 - 4 febbraio 2012 - € 1,00

LA POLITICA DEL CONSENSO

MEDICINA SOLIDALE SI SPOSTA NELL’EX CENTRO ANZIANI ‘AI PINI’, NEL QUARTIERE DI GROTTE CELONI. IL VOLANTINO FIRMATO DALLE FORZE DEL CENTROSINISTRA FA DIVAMPARE LE POLEMICHE.

INTANTO

UNA PARTE

DELLA POLITICA STRUMENTALIZZA IL TEMA DELLA SICUREZZA PER GENERARE ALLARME SOCIALE. A QUESTO NOI RISPONDIAMO:

“IO

NON HO PAURA”.

A PAG. 22 E 23

IO NON HO PAURA CASTELVERDE

TOR BELLA MONACA

BORGHESIANA

SCADUTO IL TERMINE PER OPPORSI AL-

LUTTO CITTADINO PER LA SCOMPARSA DEI

DUE

L'INSTALLAZIONE DI UNA

STAZIONE RACASTELVERDE.

5 RAGAZZI MORTI NEL TRAGICO INCIDENTE SUL GRA.

NO IRRUZIONE IN UN LOCALE DOVE SI

IL MUNICIPIO PROPONE DI SPOSTARE IL

UNA CERIMONIA DI ADDIO CHE HA VISTO

RUBANO UN ROLEX ALLA PROPRIETA -

PROBLEMA DI POCHI METRI.

LA PARTECIPAZIONE DI MIGLIAIA DI PER-

RIA. PRESENTI MINORI E GENITORI.

DIO

BASE A

UOMINI ARMATI DI PISTOLA FAN-

SVOLGONO FESTE PER BAMBINI.

SONE.

o non ho paura. Non ho paura di chi è "diverso" da me, non ho paura di stare al suo fianco, di condividere con lui luoghi e risorse. Mi fa paura, invece, tutto quello che il caso di Medicina Solidale ha messo in luce. Da una parte la Chiesa che dice basta perché "i locali non sono adeguati e sono contro le norme sanitarie. Medicina Solidale è una realtà che non può stare in ambito parrocchiale. Li abbiamo tenuti qui proprio per aiutare i più deboli, e per questo noi avevamo dato un'altra opportunità. La situazione era insostenibile, antisanitaria. Noi non volevamo cacciare nessuno, si chiedeva solo uno spostamento". Medicina Solidale, servizio sanitario del Policlinico Tor Vergata, offre cure e ascolto a migranti, senzatetto, famiglie al limite della soglia di povertà. Fino ad un mese fa, il servizio era ospitato nei locali della Chiesa Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca. La Chiesa veniva regolarmente pagata con risorse economiche. Ma la stessa Chiesa decide di 'sfrattare' il servizio. Poi c'è la politica, con tutte le sue contraddizioni. Dall’altra chi dovrebbe governare resta immobile, non si assume alcuna responsabilità. Quasi come se il problema non esistesse. Della serie 'lontano dagli occhi, lontano dal cuore'. Medicina Solidale, in barba ad una decisione del Consiglio Municipale, si trasferisce all'ex centro anziani 'Ai Pini', nonostante il Municipio avesse assegnato quei locali all'Ares 118. Le decisioni del governo municipale di centrodestra alla Centralità non interessano. Sono snobbati, scavalcati e sottomessi ad un Sindaco che se la canta e se la suona. E con questo governo è molto facile! Tanto chi si potrebbe opporre? Chi si dovrebbe opporre, invece, il centrosinistra, sembra avere molto a cuore il tema. Tanto che, nelle scorse settimane, Pd, Api, IdV e Lista Civica (i partiti all'opposizione in VIII) hanno manifestato insieme per chiedere che venisse onorata la decisione del Consiglio e che Medicina Solidale fosse spostata all'interno del Policlinico Tor Vergata. Peccato però che l'ospedale non ne voglia proprio sapere!

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FEDERICA GRAZIANI E ALESSIO CARTA PAGINA 2

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SEGUE A PAG.

PER LA TUA PUBBLICITÀ 0622460838 3357243472 - PROSSIMA USCITA 18 FEBBRAIO

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MUNICIPIO

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Castelverde, l’antenna per telefonia ha captato tanti 'no' SCADEVA LO SCORSO 30 GENNAIO IL TEMPO PREVISTO PER INVIARE OPPOSIZIONI ALL'INSTALLAZIONE DI UNA STAZIONE RADIO BASE A CASTELVERDE. I CITTADINI HANNO ESPRESSO PARERE NEGATIVO. LE ALTERNATIVE DEL MUNICIPIO SPOSTANO IL PROBLEMA DI POCHI METRI. E LA COMMISSIONE AMBIENTE AFFRONTA IL PROBLEMA IN ZONA CESARINI. issensi e qualche assenso sulla possibile installazione di una Stazione Radio Base (SRB) a Castelverde, al civico 406 angolo via Pietrasecca. Il termine di 90 giorni, previsto per l'invio di "comunicazioni e/o di osservazioni di opposizione" a questa nuova stazione radio, è scaduto lo scorso 30 gennaio suscitando pareri negativi soprattutto tra i cittadini del quartiere. La Commissione Ambiente, presieduta da Vanda Raco, presenta in Consiglio una risoluzione per chiedere che l'antenna venga installata nell'area di proprietà comunale al N.C.T. FG. 669 - PART. 3658. E lo fa il 30 gennaio, ultimo giorno utile. Presenta la risoluzione la Raco che con le due solite parole, di più non ne dice mai, dice all'aula che i cittadini sono favorevoli alla proposta. Il consiglio approva all'unanimità, anche se l'opposizione più volte attacca la con-

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sigliere sulla tempistica e su una proposta che non risolve il problema.Nelle scorse settimane sia il comitato di quartiere di Castelverde, sia alcuni cittadini direttamente coinvolti dall'installazione dell'antenna, hanno inviato una lettera esprimendo la loro contrarietà. "Abbiamo fatto una lettera al Comune inviata all'ingegnere del XX dipartimento, al Presidente del Municipio e al Presidente della Commissione Ambiente in Municipio - dice Dino Landi, presidente del comitato di quartiere Castelverde - Anche la gente lì intorno ha fatto la petizione, ma è un problema che non so come si può risolvere lì". "Alcuni giorni fa ci ha convocato il Municipio in commissione ambiente - prosegue Landi - Loro poi hanno fatto un sopralluogo, hanno visto la situazione com'è e hanno fatto una lettera come Municipio. Ma infondo non dipende del tutto neanche dal Municipio". L'antenna, che avrà lo scopo

di captare e trasmettere i segnali per la telefonia mobile in tutta la zona, ha già l'approvazione dell'Arpa e dei proprietari delle case su cui verrà installata la nuova stazione radio che hanno in tasca le autorizzazioni necessarie. A termine dell'incontro in commissione, la sola alternativa possibile sembra lo spostamento dell'antenna su un'area comunale. Ma il rimedio non migliorerebbe di molto la situazione. "Il Municipio ci ha detto che eventualmente la potrebbero installare su uno spazio comunale lì vicino, ma non so se è idoneo - dice Dino Landi - Là vicino c'è una piazzetta dove dovrebbe essere installata, ma è sempre in mezzo alle case. Purtroppo da qualche parte la dovranno pur mettere, ma ancora non sappiamo niente di certo". Il periodo di silenzio assenso è stato interrotto, e si spera che il 'No' dei cittadini sia almeno ascoltato dal Comune. ANNA GIUFFRIDA

PARCO CASA CALDA, IL CONSIGLIO VOTA NO ALLA CEMENTIFICAZIONE

PIANO CASA? SPIEGATELO ALLA RACO!

IL PD PRESENTA UN ORDINE DEL GIORNO PER ESPRIMERE LA CONTRARIETÀ ALLA TRASFORMAZIONE URBANISTICA DEL PARCO. LA MAGGIORANZA APPROVA.

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opo la bocciatura della Commissione Urbanistica, presieduta da Vanda Raco, di discutere della questione del Parco di Casa Calda "perché fa parte del VII municipio", il Pd porta in aula un ordine del giorno. Presenta il tema Scorzoni (Pd): "La trasformazione urbanistica di un'area che scaricherebbe sul nostro municipio il costo dell'inadeguatezza dei servizi, non può essere trascurata. La trasformazione di un'area di 85mila metri quadri, con la nascita di 36 nuovi edifici residenziali per una volumetria di 250mila metri cubi, non può non interessare il nostro territorio. Siamo vicini al VII Municipio, vittima di "una Legge regionale catastrofica", mai chiaramente spiegata ai destinatari". Mentre si discute dell' accordo di programma che interesserebbe la zona tra Alessandrino, Tor Tre Teste e Torre Maura, nota come parco di Casa Calda, la Raco se ne va. In fondo lei ha difficoltà a parlare di VIII figuriamoci se si mette ad ascoltare un problema che riguarda il VII! L'ordine del giorno chiede di procedere nei confronti degli uffici di Roma Capitale, esprimendo il totale dissenso nei confronti dell'ennesimo intervento urbanistico al di fuori di quanto previsto dal vigente PRG di Roma Capitale. E di comunicare, al Municipio VII, la nostra contrarietà, invitandolo ad esprimere un parere negativo per quanto di competenza dello stesso municipio. L'aula è vuota, la maggioranza vede la presenza di solo tre consiglieri. Nelle fila dell'opposizione invece è presente solo il Pd. Cremonesi, provocatoriamente, comincia a riprendere con il suo telefonino i banchi del centrodestra, 'minacciando' di mettere tutto in rete perché "è ora che i cittadini vedano questo scempio". Questo provoca il Presidente del Consiglio Dari, che interviene sul tema: "La questione che oggi portate in aula riguarda il VII municipio. Nessuno chiederà mai il parere dell' VIII. Certo, un intervento del genere andrà a creare problemi anche nel nostro quadrante. Ma sarà la Regione Lazio a dover dire l'ultima parola. Mi fa piacere che il Pd si scandalizzi dell'aumento di cubature, quando pochi giorni fa in Comune avete proposto di realizzare qualcosa di simile nel Parco delle Torri, una striscia di terra che va da Torrenova a Rocca Cencia. Per non dimenticare, che se non ci avessimo pensato noi a fermare tutto, ci avreste lasciato in eredità la realizzazione di 700 palazzine in via delle Cerquete! State parlando di qualcosa che non risulta ancora agli atti". Il Consiglio va in seconda convocazione. Il giorno seguente viene approvato. Da maggioranza e opposizione. Almeno sul VII municipio sono d'accordo. FEDERICA GRAZIANI

l consiglio del 12 gennaio ha visto l'aula consiliare semi deserta. Mancavano i soliti noti: i membri del centrodestra. Aula vuota, o quasi, per la discussione e l'approvazione dell'ordine del giorno proposto dalle forze di maggioranza sulla semplificazione procedurale, il decentramento amministrativo e l'attuazione delle norme del Piano Casa Regionale. A supportarlo, una schiera decisamente sfornita di consiglieri, e difficile da interpretare: presenti il presidente della commissione Urbanistica Vanda Raco e Il consigliere Antonio Villino, presidente della Commissione Cultura che, seppur traghettato sulla sponda dell'UDC, era ugualmente seduto nei banchi della maggioranza. A portare avanti una guerra abbandonata dagli stessi generali. Giocava in casa Vanda Raco durante il consiglio municipale che presentava all'ordine del giorno la semplificazione procedurale per l'attuazione delle norme del Piano Casa Regionale. Roba di Urbanistica, quindi. Pane per i suoi denti, addirittura. E invece, seppure le premesse così favorevoli, è ugualmente riuscita a dar prova di tutta l'inadeguatezza e l'incapacità che caratterizzano il suo ruolo. E lo ha fatto non appena presa la parola, neanche il tempo di farci illudere che potesse dire qualcosa di utile. Padrona di casa per l'occasione, ha esordito con una riuscita sintesi, perché molto breve, su quella che sarebbe la Legge Regionale "Piano Casa". Peccato però che la sede non fosse quella appropriata, perché si è già consumato proprio in Municipio l'incontro con Ciocchetti, concepito appunto per l'illustrazione della norma. Si suppone che la Raco abbia dimenticato che la legge è già stata approvata, e che pertanto una ulteriore sua discussione, al momento, era superflua. Ma facciamo finta che quell'incontro non fosse avvenuto, la Raco ha comunque sbagliato momento per assecondare le sue velleità didattiche, perché a meno che non volesse rendere edotti i suoi colleghi (che si suppone e si spera che, anche se non esperti, conoscano la legge, quanto meno nei termini generali illustrati dalla Raco), non aveva una platea di riferimento, né tantomeno scolaretti da educare. Un promemoria, quindi? E rivolto a chi? Forse a sé stessa; forse per convincersi di essere all'altezza della sua presidenza. Ma così facendo ha spaz-

zato via ogni dubbio, seppure ne fosse rimasto uno. E il consigliere PD Daniele Grasso non si è lasciato scappare l'occasione di farlo notare: "Desolante vedere un presidente di commissione che illustra il Bignami dell'urbanistica". E Scorzoni ha invitato la presidente Vanda Raco a "lasciare la commissione urbanistica, perché l'urbanistica è una cosa seria", mentre "questa commissione è indecente, per ciò che propone e che discute". Ugualmente accorato l'intervento di Durantini, seguito da un Alveti apertamente contrario ad un Piano Casa formulato al fine di ricavarne metrature per edilizia sociale, dato che "il Piano Regolatore della città prevedeva già tutto questo. Bisognava solo riadattare qualcosa". LUCIA BRAICO

CHE TEMPO CHE FA

LIMITATI ...

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l termine limes in latino significa sia confine che limite e la neo Presidente della Commissione Urbanistica e Ambiente Raco fa risorgere la lingua morta nella sua azione politica, non interviene infatti sulla questione delle cubature a Torre Maura, poiché verranno realizzate in settimo Municipio, al di là del confine dell'VIII e porta in discussione la risoluzione sull'antenna di via Massa San Giuliano l'ultimo giorno utile per fare ricorso, nei limiti di tempo per dire "ci abbiamo provato, ma non ci siamo riusciti" (eppure aveva 90 giorni di tempo). Per sua sfortuna (e per il sollievo di tutti i cittadini) una legge è intervenuta lo scorso anno a limitare i suoi rimborsi che erano l'unica voce sulla quale la nostra di limiti se ne poneva ben pochi, essendo record woman con rimborsi che potevano arrivare anche a 7mila euro al mese. Gli abitanti di Torre Maura che subiranno le cubature e chi si beccherà l'antenna possono consolarsi: quantomeno ora ci costa poco lo scarso servizio reso da alcuni consiglieri municipali.Previsioni dl tempo: piovono pietre! BERNACCA


MUNICIPIO MASTRANGELI E IL SUO 'AMICO' CONTINUA LA PROTESTA DEL CONSIGLIERE API CONTRO IL PRESUNTO ARBITRIO DEI LOCALI DI

MEDICINA SOLIDALE E CONTRO L'ASSENSINDACO DA GROTTE CELONI.

TEISMO DEL

empre agguerrito Mastrangeli, ne ha trovata un'altra delle sue: un consiglio lo ha visto in compagnia del cartonato di Alemanno, "unica forma sotto la quale i cittadini di Grotte Celoni stanno vedendo il loro sindaco". Prosegue nella sua protesta che rimane sempre più accesa, almeno fino a quando non riceverà chiarimenti e spiegazioni sulla decisione capitolina di assegnare i locali dell'ex centro anziani "Ai Pini" a Medicina Solidale, e fino a quando non avrà accertato la legittimità di questa decisione, che bypassa quella assunta in sede municipale che voleva quegli stessi locali assegnati a Ares 118. E dubita anche sull'adeguatezza dei locali, Mastrangeli, considerati non idonei alla funzione che si presterebbero a svolgere dopo l'insediamento di Medicina Solidale. Sono stati effettuati i lavori? Esistono le condizioni igienico-sanitarie per garantire un servizio ottimale? C'è spazio a sufficienza per permettere la "compartimentazione" dei diversi servizi specialistici? E poi, non sarebbe meglio offrire servizi sanitari all'interno di strutture sanitarie? Non si rischia, con un centro di medicina delle migrazioni, di discriminare e ghettizzare l'utenza straniera, solo perché straniera? Questi i dubbi di Mastangeli. E la sua protesta non terminerà se non dopo i chiarimenti. E troverà sempre nuove e originali declinazioni. Intanto ha avviato una raccolta firme con i cittadini ... LUCIA BRAICO

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UP&DOWN LA FIERA Compie 5 anni. Li sentiamo tutti

RACO Consigliamo di darsi al decoupage e alla moda. L’urbanistica a chi di dovere.

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Sbloccati i fondi per Ginnastichiamo IL PROGETTO RIPARTE NONOSTANTE LE POLEMICHE. PARLANO PANZARINO E IL CONSIGLIERE PD DANIELE GRASSO. ello scorso numero avevamo illustrato la situazione di impasse nella quale versava il progetto "Ginnastichiamo" rivolto agli anziani del Municipio. Un progetto valido al punto da essersi aggiudicato un bando pubblico nel 2008, che gli ha permesso di accedere ai finanziamenti necessari. Da allora, e per due anni "Ginnastichiamo", coordinato da Michele Panzarino dell'ANCS, è stato finanziato per circa 170 mila euro l'anno. Una cifra che ha coperto il progetto al quale hanno partecipato, entusiasti, sempre più anziani. Purtroppo però le possibilità economiche del Municipio si rivelano oggi desolatamente inadeguate a far fronte a tutte le esigenze del territorio. Così nelle stanze istituzionali si è deciso di distribuire le scarse risorse per tutti i servizi richiesti dalla popolazione. Da questa distribuzione è rimasto fuori il progetto "Ginnastichiamo", nonostante fosse comunque vincitore del bando, che di diritto gli assegnava quei fondi. Questo fino a pochi giorni fa, quando in qualche modo l'im-

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passe è stata superata e i fondi riassegnati. C'è chi dice che questo sia avvenuto deviando le risorse necessarie da servizi per gli anziani ritenuti prioritari. E per questo i sostenitori di questa ipotesi ritengono poco opportuna una manovra simile. Dall'ANCS sostengono invece che l'impasse che ha tenuto fermo il progetto non aveva nulla a che fare con questioni economiche, ma era dovuta esclusivamente ad un cavillo burocratico. Che è stato rimosso dall'amministrazione centrale. Sostengono che non avrebbe potuto trattarsi di una questione economica poiché il totale dei fondi disponibili al bando è predeterminato e contabile. La polemica nata intorno alla questione dell'opportunità o meno di distrarre i fondi da altre destinazioni, o di considerare o meno l'ANCS la legittima titolare di quei 170mila euro, ha generato una sorta di rammarico nel responsabile del progetto Michele Panzarino, che cerca di smorzare i toni polemici già dalle sue prime parole: "Noi, facciamo ricerca! E si sa bene, quando c'è di mezzo la

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ricerca, non c'è guadagno". Non riesce a capire quindi l'interpretazione di quanti vedono qualcosa di poco chiaro o addirittura di forzato nell'assegnazione dei fondi all'ANCS. Tanto più che il progetto, a dispetto del nome, sembra essere un vero e proprio contenitore di attività motorie, artigianali, artistici e di socializzazione per tutti gli anziani del Municipio, e non solo. Daniele Grasso, consigliere PD, ribadisce la validità e la bontà del progetto, che ha sostenuto con tutto il suo schieramento. Ritiene tuttavia inopportuno, da parte dell'amministrazione, l'aver chiuso gli occhi davanti ad esigenze basilari non soddisfatte e liquidate "per mancanza di fondi" mentre riusciva a raccoglierne per progetti ritenuti rimandabili. Sarebbe dunque solo una questione di priorità. "Noi continuiamo a fare ricerca, e i nostri progetti, oltre Ginnastichiamo, sono tanti, e tutti in corso", conclude Panzarino. Non ci sarebbe il motivo, da parte dell'ANCS di forzare le procedure e i meccanismi per ottenere fondi. Perché "non abbiamo nessun interesse oscuro, se non quello scientifico. E il team dell'Accademia è valido e qualificato, e per questo ha la possibilità di accedere ad altri finanziamenti, portare avanti altri progetti". LUCIA BRAICO

APPROVATA RISOLUZIONE PER VIA ADELFIA, MALE PER VIA DEI GIARDINETTI

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ll'ordine del giorno i lavori di via dei Giardinetti e la risoluzione sulla prevenzione dell'inquinamento acustico e ambientale di via Adelfia, causato dai lavori dell'Ama. La situazione di via Adelfia sarebbe insostenibile per i suoi abitanti a causa della mancata installazione delle paratie antirumore e della continua attività che cessa solo nelle ore notturne, e solo per poche ore. L'ordine del giorno è stato presentato dal PD, a firma di Fabrizio Cremonesi; la risoluzione invece è stata presentata dalle forze di maggioranza. Una risoluzione ragionevole, che con i dovuti emendamenti dell'opposizione, è stata infine approvata, all'unanimità, seppure in seconda convocazione. Già, perché anche se mossa dall'intenzione di votare in modo favorevole, l'opposizione è una diva. O quanto meno ci si sente, e decide ogni volta di esprimersi si, ma solo dopo la seconda uscita. Proprio come le star!

MORBIDI OPPOSITORI COMPARIRE SU UN MANIFESTO SOTTO I NOMI DI PICCOLO, LORENZOTTI, RACO, MADAMA (CHE POI NON SI È PRESENTATO) NON DEVE ESSERE PROPRIO IL MASSIMO PER DEI CONSIGLIERI D'OPPOSIZIONE. EPPURE MATTEI (LISTA CIVICA PER RUTELLI) E ALVETI (PD) COMPARIVANO, PROPRIO SOTTO I SUDDETTI NOMI, NEL MANIFESTO DELL'INAUGURAZIONE DEL PARCO DEI GELSI A DUE LEONI.

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ci sono anche andati: si dirà che lo hanno fatto per i cittadini, ma una cosa è partecipare a titolo personale, altra cosa comparire sul manifesto. Di un evento che, pur essendo un'importante inaugurazione, è anche chiaramente parte della campagna elettorale di una precisa corrente del Pdl. La

Più problematica invece l'approvazione dell'ordine del giorno, anch'esso ragionevole, ma col grave difetto acquisito di essere stato presentato proprio dall'opposizione. Che si sa, se chiedessero l'approvazione per produrre l'elisir di lunga vita, non la riceverebbero comunque. Non da questa maggioranza, Così anche se, a detta di più di qualcuno dell'opposizione, c'è chi ritiene anche all'interno delle forze di maggioranza che l'unico progetto valido, funzionale e equo per via dei Giardinetti sia quello originale che prevedeva espropri e allargamento, il gregge compatto avrebbe seguito chi invece vuole propinare marciapiedi senza esproprio. E senza revocare la delibera precedentemente presa. Qualcuno che "sta più in alto", hanno ripetuto più volte i consiglieri, che chiedono quanto meno il rispetto delle procedure. LUCIA BRAICO

peggiore, quella che esprime quel Presidente di cui ben due volte hanno votato la sfiducia. Alveti poi è recidivo: la cena a casa Madama, una lunga uscita (forse un pranzo) con Fonti, D'Angelo, la Raco e Madama un'ora prima di votare la sfiducia a Lorenzotti, (chissà?) magari altre cene. Il consigliere, sia chiaro, è libero di partecipare a tutte le manifestazioni che vuole e di scegliersi i commensali che preferisce. Anche un Presidente che il Pd considera inadeguato, del quale due volte ha votato la sfiducia, anche una consigliera che prendeva rimborsi per 7mila euro al mese, e persino un assessore condannato per uno degli atti più ignobili che si possano fare in politica, vendersi il voto. Ma il rigore che

Alveti utilizza per criticare le incompatibilità etico morali del Pd dell' VIII non vale anche per la parte avversa? Per il consigliere Pd non c'è nessun problema. "Sono qui perchè faccio parte della Commissione Lavori Pubblici (ma di quella Commissione non c'è il Presidente Fonti del Pdl, ndr), e perchè qualsiasi inaugurazione si faccia tra la gente io sono presente. Stavo anche a Largo Monreale. Non bisogna lasciare mai in mano a nessuno queste cose, bisogna essere presenti. E poi, per carità, le cose che sono fatte per la popolazione vanno sempre bene". Sarà, ma noi non siamo convinti. E chissà se è convinto il Pd municipale, che pare non abbia preso bene la cosa. DAVIDE LOMBARDI


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li uomini diretti dal vicecomandante Antonio Di Maggio, hanno passato al setaccio la bellezza di 14 strutture adibite ad asili nido, rilevando che: l'asilo nido situato in via Andria, nel quartiere di Ponte di Nona, adibito per ospitare 14 bambini, nel momento dei controlli ne conteneva 31, praticamente più del doppio. L'asilo nido in via delle Giarre, nel quartiere di Borghesiana, era completamente abusivo e la lista dei cartacea dei piccoli non corrispondeva per niente alla realtà. Gravi irregolarità sono state riscontrate anche ,nell'asilo di via Prestiani (borgata Finocchio) il quale, nella parte adibita al gioco, presentava diverse lamiere sporgenti e scarsa manutenzione. I controlli sono scattati grazie alla segnalazione dei genitori con lo scopo di verificare le autorizzazioni, le condizioni igienico sanitarie e la divisione degli spazi. A 48 ore dalla notizia del blitz, eseguito da-

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Qualche commento sulle guerre intestine nel PDL? Quali? Ad esempio il caso Biferi che a volte ha preso iniziative del tutto personali? Biferi è una bravissima e crede molto in quello che fa e questo lo porta a volte ad assumere delle posizioni perché alla sua coscienza non piacciono e lo dice. Ma alla fine non ha mai creato problemi, anzi, ha sempre cercato di aiutare la maggioranza. A volte nelle nostre riunioni interne ci ha votato contro ma ci ha sempre avvertiti, motivando le sue scelte ed essendo una persona intelligente, capace e preparata può capitare che si abbiano delle divergenze. Cosa pensa del traguardo raggiunto dal PDL, il disastro nel settore sociale? Non mi sembra ci sia il disastro visto che dal centro ci dicono il contrario, chi lo dice Cremonesi, Scorzoni? Non mi sembra ci sia questo disastro, poi, io non mi occupo di sociale, non ho deleghe tant'è che l'altro giorno è venuto il capo staff del Vicesindaco a presentare la riforma sperimentale per l'assistenza diretta e indiretta alle persone che ne necessitano. Noi siamo uno dei Municipi che parteci-

MUNICIPIO

Irregolarità in alcuni asili nido dell’ VIII A 48 ORE DAL BLITZ CHE HA PORTATO GLI AGENTI DELLA POLIZIA DI ROMA CAPITALE A SCOPRIRE IRREGOLARITÀ ED ABUSIVISMO IN ALCUNI ASILI NIDO PRIVATI DEL MUNICIPIO DELLE TORRI, IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE SCUOLA, SPORT E POLITICHE GIOVANILI DEL MUNICIPIO NON NE SAPEVA NULLA. A CHE SERVONO LE COMMISSIONI? gli agenti della polizia di Roma Capitale, che ha permesso di scoprire numerose irregolarità all'interno degli asili nido privati dell' VIII municipio, il presidente della Commissione Scuola, Sport e Politiche giovanili del Municipio delle Torri, Gabriele Paparelli (PdL), contattato al telefono, ci informa di non sapere nulla di tutta la vicenda. Rivelazione, quella del Presidente, a dir poco preoccupante. Come è possibile che il Presidente della Commissione Scuola non fosse al corrente di una notizia ha riempito le pagine di tutti i quotidiani nazionali? Contattato un seconda volta, il consigliere Paparelli spiega: "Avevo già appreso la notizia, mi sono informato meglio sull'ac-

caduto. E' assurdo che si speculi sui bambini, la commissione che presiedo si riunirà per fare il punto della situazione, ben vengano questi controlli". Ricordiamo al consigliere Paparelli che l'Assessore alla Famiglia, all'Educazione e ai Giovani di Roma Capitale De Palo ai quotidiani nazionali aveva commentato che è compito dei municipi vigilare sullo stato degli asili privati del territorio. Qui non solo non si vigila, ma nemmeno non si sa di cosa si stia parlando. Caterina Fida, del Coordinamento Nidi USB, ben infornata sulla situazione dichiara: "Molte sono le situazioni limite, soprattutto nelle strutture private, dove operatrici sottopagate e per di più non in regola, devono assistere 30 bambini. Molto spesso, come in questo

caso, sono gli stessi operatori a denunciare le irregolarità, non ci dobbiamo stupire di questi controlli, che dovrebbero essere all'ordine del giorno". I controlli eseguiti dagli agenti hanno permesso di accendere i riflettori su una scomoda realtà di cui poco si parla, quella degli asili nido. Realtà che diventa ancora più cruda pensando che i controlli sono stati eseguiti a poco più di quattro giorni di distanza dalla morte, dovuta ad un rigurgito, di una bambina in un asilo nido del quartiere di Parco de Medici. La disinformazione, quando si parla di argomenti come tutela e sicurezza dei bambini, ma in generale di questioni di un certo spessore politico/sociale, è inammissibile. Soprattutto se si detiene una carica istituzionale. ANDREA CAVADA

MARCO DARI, GRATIFICATO E UN PO’ DELUSO

VILLINO SI SPOSTA AL CENTRO

PARLA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MUNICIPALE IN MERITO AL MOMENTO STORICO DELLA MAGGIORANZA E DELLA POLITICA MUNICIPALE.

IL CONSIGLIERE VILLINO, PASSATO DA POCO ALL'UDC, MANTIENE LA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE CULTURA, GRAZIE ALL'ASSENSO DELLA MAGGIORANZA DI PDL, MA CAMBIA SEDIA.

perà alla sperimentazione e quando siamo andati a presentare i progetti, giù nel dipartimento, ci hanno fatto i complimenti ma queste sono cose che apprendo così non occupandomi di sociale, poi è chiaro che l'opposizione fa la parte sua. Spesso lei si è ritrovato a richiamare l'ordine in Consiglio e purtroppo avrà dovuto constatare che quelli del suo partito sono spesso assenti. Crede sia corretto? Credo che da parte di tutti ci voglia un po' più di responsabilità da parte di tutti i Consiglieri. Naturalmente ci sono da considerare poi i fatti personali, a volte, i consiglieri sono assenti per motivi seri, per cui ampiamente giustificati. Bisogna naturalmente valutare il motivo dell'assenza. Per quanto riguarda il passaggio del Consigliere Villino all'UDC cosa ne pensa, invece? Che ha fatto un grandissimo errore di valutazione e glielo ho anche detto. Ma bisogna

considerare che la sua scelta non è né personale né tantomeno politica ma è legata al suo referente politico che è l'Onorevole De Luca, che in consiglio comunale passa all'UDC, per cui passa anche lui all'UDC. Non ha mai avuto problemi con noi, infatti, mantiene la carica di Presidente della Commissione di regola dovremmo toglierla, ma non ci pensiamo affatto. Se volesse tornare, le porte per lui non sarebbero chiuse anche perché ha lavorato bene, come Cremonesi. Si sente mortificato, appagato o gratificato dalla sua Presidenza del Consiglio? Sono gratificato dai consensi riscontrati, sono deluso perché forse avremmo potuto fare di più. In cosa? Dalla stessa mancanza di numero legale raggiunto in aula o quando l'aula non si è comportata benissimo ma ci sono stati anche dei grandi momenti in cui l'aula ha toccato dei punti altissimi. Quando si sono discussi i temi importanti. Le riforme fatte. Quando ci si è confrontati su alcuni passaggi sull'urbanistica. In generale parlando dell'aula consigliare e non solo della maggioranza devo ammettere che, facendo il bilancio complessivo, l'aula ha dimostrato di avere delle capacità. STEFANIA PANETTA

PARCHEGGIO VIA DELLE DUE TORRI È FATTA! REALIZZATO IL PARCHEGGIO DI VIA DELLE DUE TORRI. E NON È OPERA DEL PD.

e polemiche sul suo cambio a metà di partito dovranno avergli fatto venire qualche dubbio. E se qualche tempo fa il consigliere Mastrangeli dell'Api gli chiedeva "di passare all'opposizione, altrimenti non ci potrà essere Terzo Polo in VIII" e altri invocavano per coerenza la rinuncia alla presidenza della Commissione Cultura, Villino risponde con un atteggiamento sobrio e politicamente incomprensibile. Non lascia la commissione, per un consiglio si siede nei banchi dell'opposizione, si astiene dal votare con la maggioranza e alla fine, in accordo con i colleghi di maggioranza, si side al posto della consigliera Breccia, posizionata in aula in una zona più centrale rispetto al vecchio posto di Villino. "La Breccia - spiega - mi ha lasciato il posto che è nella zona centrale". Il Presidente del Consiglio Marco Dari commenta: "Non ha mai avuto problemi con noi, infatti, mantiene la carica di Presidente della Commissione di regola dovremmo toglierla, ma non ci pensiamo affatto. Se volesse tornare, le porte per lui non sarebbero chiuse anche perché ha lavorato bene". Più severo il capogruppo Pd Scorzoni: "Quando si esce dal Pdl si dovrebbe uscire anche dalla maggioranza. Se si rimane a metà strada il rischio è che uno non sta da una parte e non sta dall'altra. Siamo felice di lasciargli la Commissione Cultura, però gli chiediamo chiarezza. Sui rapporti personali è perfetto, ma le responsabilità politiche sono altro. Non ci si può astenere per tutta la vita". FEDERICA GRAZIANI

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TG LAZIO APPIATTITO SU ALEMANNO IL

ROMA DOMINA IL TG REGIONALE RAI. ALEMANNO E LA POLVERINI SURCLASSANO NEL MINUTAGGIO ZINGARETTI, UNICO DEL PD FRA I PRIMI 10. SINDACO DI

DELLA

empo fa, avevamo smascherato il tentativo da parte del Pd di mettere il cappello sulla realizzazione del parcheggio di via delle Due Torri. Il consigliere Contartese aveva presentato una mozione dove si chiedeva di finanziare l'opera. La maggioranza votò contro. Infatti la richiesta del consigliere Contartese era un goffo tentativo di metterci il cappello. Tanto che lo stesso aveva organizzato una raccolta firme con i genitori dei bambini che vanno alla scuola lì vicino. Dimenticandosi di dire ai firmatari che il parcheggio era già stato finanziato dal Consorzio di Autorecupero Urbano. Dimenticanza o furberia? Peccato che i fatti dimostrino che le nostre informazioni sulla questione era fondate: il parcheggio è stato eseguito, manca solo la segnaletica. Un goffo tentativo di portarsi un risultato a casa di altri e rivenderselo come proprio ai cittadini è fallito. La maggioranza stavolta ci ha visto bene e ha mantenuto le promosse. FEDERICA GRAZIANI

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iccoli Minzolini crescono al Tg Lazio. Il Pd da tempo denuncia l'appiattimento sul sindaco del notiziario regionale della Rai, diretto da Nicola Rao. E gli ultimi dati dell'osservatorio di Pavia, che analizzano il telegiornale dall' 11 giugno al 30 settembre 2011, sembrano confermare la denuncia dell'opposizione. Netta la prevalenza del sindaco Alemanno e della governatrice Polverini rispetto al Presidente della Provincia Zingaretti, unica istituzione del Pd. Ad Alemanno va una bella fetta della torta: 75 minuti e 29 secondi (con 13,5 minuti di parola). Per la Polverini 50 minuti e 39 secondi con 10,25 minuti di parola. Solo 14 minuti e 26 secondi (3,47 minuti di parola), per Zingaretti, che è anche l'unico del Pd fra i primi 10. Alle spalle delle tre istituzioni tutte persone del Pdl, con il vicesindaco Sveva Belviso davanti a tutti (9,33 minuti). Decimo Ciocchetti (Udc). Il confronto con il Tg Lombardia è spietato, perchè la forbice tra Pisapia e Formigoni nel minutaggio è molto più stretta (Pisapia 54 minuti e 59 secondi, Formigoni 40 minuti e 41 secondi). Il Pd parla di dati scandalosi. Miccoli parla di "TeleAlemanno". Basterà il Minzolini in formato regionale ad evitare la disfatta di Alemanno alle prossime amministrative? DAVIDE LOMBARDI


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i voterà il 12 febbraio. In molte strade del nostro Municipio saranno allestiti gazebo per l'occasione. L momento in cui scriviamo le liste ufficiali non sono ancora uscite, ma per certo sappiamo che non ci saranno nomi riconducibili all'area veltroniana, che vede proprio in VIII una folta rappresentanza. Tra l'altro l' VIII municipio è l'unico che esprime consiglieri di questa corrente con Scorzoni, Contartese, Grasso. Che sono di fatto la maggioranza all'interno del gruppo all'opposizione in VIII. A commentare questo spiacevole notizia è il capogruppo Pd VIII Fabrizio Scorzoni: "Non siamo assolutamente convinti che questo sia il giusto modo di presentare liste sul territorio. Una decisione che interpretiamo come troppo apparato e poca apertura verso l'esterno. Al momento stiamo ragionando con chi invece nelle liste c'è, per vedere se si trovano delle soluzioni a questo problema". Sui motivi che avrebbe portato l'esclusione, Scorzoni continua: "L'area veltroniana è stata fatta fuori perché non stava lì a dividersi i posti, ma poneva questioni di apertura, un

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compagni lanciano l'alternativa. Contro il conformismo dilagante. Contro la schiavizzazione dei rapporti di lavoro, contro la privatizzazioni dei beni e servizi pubblici, contro lo smantellamento della scuola e della sanità, contro la devastazione del territorio. Contro Berlusconi ma anche contro Monti. Contro Alemanno e la Polverini. E per una vera alternativa alle politiche neoliberiste portate avanti da ogni partito e schieramento. Sono in pochi il 28 gennaio alla sala cinema, ma si fanno e si faranno sentire, giurano. Monica Natali, portavoce FdS in VIII, chiede di "creare una vera e propria democrazia", difendendo quelli che sono i beni comuni che le politiche neoliberiste vorrebbero affidare ai privati. "Trasporto pubblico locale, scuola, si pensi al dimensionamento, rifiuti, e pensiamo alla discarica". Poi è la volta dell'economista Domenico Moro, che spiega com'è nata la crisi e parla di continuità fra le politiche di Berlusconi e Monti. "Hanno utilizzato il debito pubblico per imporci misure contro i lavoratori. Il vero obiettivo del governo Monti non è estinguere il debito, ma fare due cose: le riforme per rendere il lavoro ancora più precario e le liberalizzazioni, per offrire nuove occasioni d'investimento ai capitalisti nostrani, che non vogliono stare nelle aree dove c'è competizione e diminuiscono i prezzi, e preferiscono i mercati in cui non c'è concorrenza. Ossia i monopoli di stato privatizzati". Dopo aver spiegato la nascita della cri-

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Primarie Pd Lazio, esclusi i veltroniani NELLE LISTE NON FIGURA NESSUN CANDIDATO DELL'AREA CHE FA RIFERIMENTO ALL'EX SINDACO VELTRONI. PARLA SCORZONI, CAPOGRUPPO VELTRONIANO PD IN VIII MUNICIPIO.

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PRIMARIE REGIONALI PD: È PACCIOTTI L'ESCLUSO IL

CANDIDATO PIÙ A SINISTRA FUORI DALLE

I CIRCOLI CERGASBARRA, CHE FA IL PIENO CON IL 70% DEI VOTI.

PRIMARIE DEL

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FEBBRAIO.

TIFICANO LA LEADERSHIP DI

partito che rivaluti la propria vocazione a governare". Tra i candidati confermati invece il nemico Scipioni. "Un segnale dal Pd romano molto preoccupante. A livello cittadino lo strappo ormai è duro. Speriamo che dentro la Federazione ci sia qualcuno che voglia discutere per ricostruire qualcosa. E' evidente che noi non voteremo mai la lista 'Uniti per vincere' in VIII municipio". Sugli scenari futuri Scorzoni conclude: "Le ipotesi sono due o un completo disimpegno da parte nostra nelle primarie, oppure l'impegno a sostenere qualche lista che comunque ha tentato di fare delle proposte più aperte al territorio. Io protendo per l'ipotesi che fa salvare il Pd, anche se in questo momento non so quale delle due lo possa fare". Miccoli si è assunto, prima dell'inizio dei lavori, la responsabilità di fare da garante e tutta la responsabilità politica ricadrà su di lui. Di fatto, a livello romano, si è deciso di da-

DOVE SI VOTA Via Caltagirone - gazebo Via Massa San Giuliano 337 - Circolo Pd Via Giglioli 74 - Circolo Pd Via Prenestina 1221 - gazebo Largo Ferruccio Mengaroni Sindacato disabili Via Annibale Calzoni 1 - Circolo Pd Via Augusto Lupi (Parco Mancini) - gazebo Via dell'Archeologia 59 - Circolo Pd Via Eleonora Canori Mora 7 - Circolo Pd Via F. Conti - Sala Cinema Municipio Via Giglioli 74 - Circolo Pd Via Merope 24 - gazebo Via Osteria del Finocchio 1/B - Circolo Pd

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SEGGI SOPRA INDICATI NON SONO UFFICIALI E

SONO PASSIBILI DI MODIFICHE

re una forte spallata all'area veltroniana, a favore di chi lo capiremo presto. FEDERICA GRAZIANI

FDS, L'ALTERNATIVA A SINISTRA INCONTRO DELLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA ALLA SALA CINEMA IN VIA FERNANDO CONTI, PER

"REAGIRE E COSTRUIRE L'ALTERNATIVA". si dai mutui subprime americani chiude: "La crisi la paghino i padroni tramite un nuovo sistema fiscale che ristabilisca la progressività". Più politico il discorso di Roberto Catracchia, che avvisa: "Se vince la speculazione finanziaria ora si mette in discussione la democrazia, lo stato sociale e tutto un insieme di tutele per i prossimi 40 anni. Per questo dovevamo essere 300, ma siamo noi, abbiamo il compito di tenere aperta questa porta di speranza, determinazione e lotta. Un gruppo anche se picco-

lo, se coeso e con le idee chiare può essere forte". Catracchia lamenta i media "che ci ignorano volutamente", e cita le varie battaglie sul territorio per sottolineare la presenza del partito. "Ci siamo stati: sul masterplan, sul dimensionamento scolastico, sui rifiuti. Ma c'è un problema: come tutte queste tematiche particolari possono trovare una sintesi generale, su questo dobbiamo lavorare". Poi chiude con un appello: "Noi vogliamo metterci a disposizione con comitati e associazioni, per riprovarci. Porre 3 o 4 questioni centrali e vedere chi ci sta. Perché nessuno ci regala l'alternativa, ce la dobbiamo conquistare noi, nel territorio municipale, comunale e nazionale". DAVIDE LOMBARDI

IL PIANO RIFIUTI SECONDO IL MOVIMENTO 5 STELLE LE PROPOSTE, I MODI , LE SOLUZIONI AD UN GRAVOSO PROBLEMA. L'INCONTRO- DIBATTITO "DA CAPITALE DELLA MONNEZZA A RIFIUTI ZERO".

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i è tenuto nella serata di sabato 14 gennaio l'incontro - dibattito organizzato dal Movimento 5 Stelle, all'interno dei locali del Centro Sociale El Che, in Largo Ferruccio Mengaroni a Tor Bella Monaca. Il secondo appuntamento per gli abitanti del quartiere. La presenza è stata decisamente numerosa e l'evento organizzato dai "grillini" Angelo, Enrico e Stefano ha sentito la presenza partecipata dei cittadini che hanno animato la discussione a suon di domande. Un incontro diviso in tre parti: ad una prima introduzione all'argomento, dove si sono riassunti i punti affrontati nel precedente appuntamento, è succeduta l'illustrazione del progetto "Rifiuti Zero", dove è stato considerato anche l'aspetto economico dell'impatto del progetto, e per concludere si è parlato di cosa fare nella propria quotidianità per affrontare singolarmente e con senso civico la que-

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i è chiusa la fase delle riunioni dei circoli del Pd Lazio, e Enrico Gasbarra con il 70% dei voti è nettamente avanti. Avanti a Marta Leonori, 13,64 %. Giovanni Bachelet con l'8,48% batte di un'incollatura, per 150 voti, Marco Pacciotti (7,34%), staccando così il biglietto per le primarie del 12 febbraio, in cui si sfideranno i tre candidati più votati dai circoli. In VIII municipio la vittoria di Gasbarra è stata ancora più schiacciante. Il candidato buono per tutte le correnti ha prevalso anche al circolo di Torre Spaccata, solo a Breda - Giardinetti è stato battuto dalla Leonori. In totale Gasbarra ha totalizzato 293 voti, il 76,3%. La Leonori si attesta al 12,7%, con 49 voti, Bachelet al 6,25% (24 voti) e Pacciotti con 18 voti al 4,75%. Il Pd municipale ha messo a disposizione sul suo profilo Facebook tutti i risultati dei vari circoli, man mano che si svolgevano le riunioni. Tutti, tranne quello del circolo di Ponte di Nona. Forse perché hanno votato solo in 10. A quella riunione si è presentato anche Sgrulletti in rappresentanza del Pd municipale. Riappacificazione? Incontro chiarificatore? Non proprio, spiega il coordinatore del circolo di Ponte di Nona Franzetti. "Abbiamo avuto un incontro, alla presenza di Micaela Campana (responsabile organizzazione Pd Roma, ndr), ma i distinguo politici restano. Sono venuti al congresso, siamo stati molto tranquilli, hanno verificato che tutto si svolgesse in piena trasparenza. Anche se per questo c'era già il garante che bastava". Si va dunque verso l'elezione di Gasbarra, che per statuto dovrebbe essere anche il futuro candidato governatore. E verso un Pd che inizia a definire meglio i suoi contorni in vista delle prossime elezioni. Con Gasbarra alla Regione e Zingaretti, che gode di un appoggio altrettanto trasversale nel partito, al Comune. In municipio invece pare sia Cremonesi, da buon democristiano, il candidato su cui possono convergere le varie anime del Pd. Forse … DAVIDE LOMBARDI

stione rifiuti. È stata poi mostrata e spiegata la rappresentazione grafica del ciclo dei rifiuti.Un incontro fatto di riferimenti ai sistemi esteri di riciclaggio e smaltimento che ha denunciato la situazione italiana come al di sotto della media europea in fatto di gestione del problema. Complessivamente l'invito a partecipare alla realizzazione collettiva di una speranza: "Un piano elaborato la scorsa estate al fine di gettare il seme delle buone abitudini domestiche tra la popolazione. Le regole che ogni cittadino può impegnarsi a rispettare quotidianamente" hanno detto. "Partecipazione e orizzontalità" sono state le parole più usate dai membri del movimento. "Partire dal basso perché nessuna ricetta può essere calata dall'alto".Sono stati poi proiettati alcuni filmati sulla discarica di Colleferro definita dallo Enrico "un cimitero". L'amara denuncia di come gli uomini decidano del loro tragico destino. L'assemblea più che mai partecipata e sentita si è poi conclusa all'italiana, davanti ad un pasto caldo. STEFANIA PANETTA


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l piano tumori, come lo chiamano i vari comitati, è legge. E' il 18 gennaio, e mentre una ragazza 'Zero Waste' del comitato di Riano si crocifigge sopra un mucchio di immondizia, il consiglio regionale del Lazio approva con 40 voti favorevoli e 23 contrari il piano rifiuti. "Una giornata straordinaria per i rifiuti del Lazio", esulta la Polverini. Il voto in consiglio fa infatti il paio con la sentenza del Consiglio di Stato che in mattinata aveva respinto il ricorso di Cerroni e confermato lo stato d'emergenza. Si va avanti dunque, ed è la stessa Polverini ad avvisare tutti con una frase che pare una velata minaccia: "Da oggi si fa sul serio, la maggioranza siamo noi". Il piano rifiuti è in sostanza un libro di favole per le prime 200 pagine, in cui si disegna il migliore dei mondi possibili senza mettere regole, soldi ed eventuali sanzioni. Poi, nel caso la favola non diventi realtà, c'è lo scenario di controllo, fatto di discariche, inceneritori e impianti di Tmb. Ed è proprio questo lo scenario reale secondo le opposizioni. A seguire la seduta consiliare c'è anche il Presidente del municipio Lorenzotti, che subito dopo diramerà il solito comunicato congiunto con Folgori. I verdi parlano di piano

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Regione, passa il Piano Rifiuti IL CONSIGLIO REGIONALE APPROVA IL PIANO RIFIUTI CON 40 VOTI FAVOREVOLI E 23 CONTRARI. DAVANTI ALLA REGIONE LA CONTESTAZIONE DEL POPOLO 'ZERO WASTE'.

fuffa, che non affronta la vera questione che è Roma. Per i radicali mancano i soldi per raggiungere gli obiettivi prefissati, Nobile (Fds) parla di "scenario da incubo", mentre il Pd denuncia la mancanza di un piano industriale. A difendere il provvedimento ci pensa Roberto Carlino (Udc), noto palazzinaro e for-

se per questo Presidente della Commissione Ambiente. "Ci dotiamo di uno strumento fondamentale , che assicura la chiusura del ciclo dei rifiuti, la salvaguardia e la tutela dei cittadini e dell'ambiente". Dopo le varie dichiarazioni il voto, senza che la Polverini prenda la parola. La governatrice incassa la vittoria e fila via. Si chiude così il consiglio, mentre appena fuori ci sono i manifestanti dei vari comitati rifiuti zero, che già annunciano un referendum abrogativo e incassano l'appoggio di Bonessio dei Verdi. Postilla per Alemanno, che nel tessere le lodi del piano regionale sancisce lo strappo definitivo con Corcolle. "E' tempo di archiviare il passato e rimboccarci le maniche, sostenendo il Prefetto Pecoraro nei suoi sforzi, e dando attuazione a questo nuovo piano rifiuti". DAVIDE LOMBARDI

BLITZ DI CORCOLLE ALLA COMMISSIONE DI FONTI BLITZ IN COMMISSIONE LAVORI PUBBLICI DEL COMITATO "GIARDINI DI CORCOLLE", IN SEGUITO ALL'ENNESIMA MANCATA CONVOCAZIONE.

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on è la prima volta che in Commissione Lavori Pubblici, quando si discute di opere per Corcolle, il comitato 'Giardini di Corcolle' non viene convocato. Così lo scorso 20 gennaio il Presidente del comitato Francesco Saltini e sua moglie Simonetta, non contattati ancora una volta, si sono presentati mostrando al presidente Fonti tutte le rimostranze del caso. Fonti non la prende bene, e almeno all'inizio la tensione si taglia a fette. "Voi dovete solo fare le segnalazioni e dire qual è il servizio mancante, non venire qui a dire come dobbiamo comportarci noi consiglieri". Poi si scusa per la mancata convocazione e la butta sui lavoratori. "Non voglio verbalizzare per non mettere in difficoltà chi lavora, affinchè non venga richiamato dal proprio dirigente. Non danno la colpa a me". Fonti continua: "Vuole mettere a verbale ? Mettiamo, lei si assume la responsabilità. Ci sono dei lavoratori che in buona fede hanno sbagliato. Se li vogliamo processare mettiamo a verbale, decidete voi. Visto che siete amici dei lavoratori…" Simonetta prova a par-

lare, ma viene più volte interrotta da Fonti, che alza la voce. "Signora sto parlando, quando le do la parola parla lei". Saltini mantiene la calma e, pur accettando le spiegazioni sul singolo episodio, fa notare che non è la prima volta che si verifica. E quando Simonetta chiede al consigliere se non rientri nei suoi compiti accertarsi che tutti siano convocati, Fonti risponde: "Il Presidente non sta a fare il facchino dell'amministrazione, non ho la mia segretaria da tre mesi, quando mi fanno il turnover vallo a pescare il responsabile. La pratica la prendono in mano tante persone". Alla fine Saltini fa verbalizzare: "Cdq Giardini di Corcolle fa presente che la mancata convocazione in data odierna non è il primo episodio che si verifica. Tali avvenimenti mettono in grave difficoltà il comitato a partecipare alle commissioni". Poi si inizia a discutere del prolungamento delle raccolte d'acqua meteoriche in via S. Elpidio a Mare, dell'ufficio postale fino a via Polense. Si chiede che questi 400 metri mancanti di via S Elpidio a Mare vengano anche riasfaltati. DAVIDE LOMBARDI

TAXI, NON SI LIBERALIZZA COSÌ ABBIAMO INTERVISTATO NICOLA DI GIACOBBE, SEGRETARIO NAZIONALE DI UNICA TAXI CGIL E PRESIDENTE DELLA POLISPORTIVA BORGHESIANA. Cosa non va nel decreto Monti? Mette in discussione due principi fondamentali: quello della territorialità della licenza e quello del taxista come lavoratore della strada, imprenditore di sé stesso. Spieghi meglio … Dire che c'è bisogno di più taxi significa aver fatto uno studio sulla mobilità del territorio. Non può un'authority fare le veci di comuni e regioni. Il fabbisogno del Comune di Roma deve deciderlo il Comune di Roma. Un'authority non può

aumentare il numero delle licenze venendo meno ai principi della territorialità. E il secondo principio? Il decreto crea le condizioni perché ci siano più licenze in mano ad un unico soggetto. Una licenza deve essere l'economia per una famiglia. Il taxista con più licenze da libero imprenditore di sé stesso, da lavoratore della strada diventa quasi un imprenditore delle licenze. Se c'è bisogno di altre licenze si diano ad altre persone. Più lavoro, più mercato,

più licenze. Così non si creano più possibilità di lavoro, ma la possibilità di sfruttare il lavoro degli altri. A Roma il numero dei taxi è sufficiente? Sì, è addirittura contingentato. Il Comune di Roma obbliga i taxisti del turno di mattina a essere 2700, perché parcheggi e corsie preferenziali non sarebbero in grado di supportarne di più. Quanto guadagna un taxista? Consideriamo che se il taxista si ammala, la macchina si rompe, lui interrompe le giornate di lavoro. Se sta bene 365 giorni l'anno e deve togliere solo i 15 giorni di ferie imposti dal Comune può guadagnare 1300 - 1400 euro al mese. Con costi e rischi tutti a carico suo.

MUNICIPIO VIII, UNA CARTA D'IDENTITÀ LUNGA UN GIORNO MARIA VITMOLINARI E ALTRI CITTADINI, PASSANO UNA GIORNATA IN MUNICIPIO TRA "NUMERETTI A NUMERO CHIUSO" E INTERMINABILI FILE AGLI SPORTELLI AMMINISTRATI. MA LA DIGITALIZZAZIONE DOVE STA? PER

FARE UN CARTA D'IDENTITÀ,

TORIA

ono venuta in Municipio nei giorni scorsi per fare una carta di identità - racconta sconfortata Maria Vittoria Molinari, presidente del comitato di quartiere di Tor Bella Monaca - Sono arrivata nell'orario di ricevimento, ma avevano già terminato i numeri e c'era una fila lunghissima". Proprio a causa di quella interminabile fila, è stata costretta a desistere dal suo intento, sia a causa della mancanza dei "numeretti", sia perché, non sarebbe mai riuscita a sbrigare tutta la pratica prima della chiusura, che in genere come mostra il sito istituzionale, avviene alle 12.00, tranne il giovedì che si protrae per un'ora e avviene alle 13.00. Naturalmente Maria Vittoria non si è certo data per vinta. Così, nel pomeriggio, poco prima dell'apertura degli uffici è salita al primo piano e finalmente ha fatto la sua carta d'identità. Più di mezza giornata trascorsa all'interno del Municipio per fare una carta d'identità. "Ci vuole tanto - conclude Maria Vittoria Molinari - a mettere in rete i moduli che si comprano alla cassa, evitando così file inutili? Inoltre, non si potrebbe mettere la prenotazione, come fanno già molti uffici pubblici, in modo che chi lavora può organizzarsi e decidere quando e' meglio andare nei vari uffici per le proprie cose?". A questa domanda saprebbe di certo rispondere a tono l'ex ministro Brunetta, l'uomo che asseriva di aver digitalizzato la burocrazia, rendendola velocissima e facendo risparmiare soldi alla Pubblica Amministrazione. Di quella digitalizzazione tanto declamata, qui nell' VIII municipio, forse sono arrivate solo le parole, come dimostra la disavventura di Maria Vittoria Molinari. ANDREA CAVADA

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I consumatori ne trarranno benefici? No. Se guardiamo il lungo periodo avremo una concentrazione di licenze in mano a pochi soggetti. I prezzi cominceranno a aumentare e ci sarà il monopolio dei pochi che gestirà il servizio pubblico, e costerà di più. Come succede negli altri paesi in cui sono state fatte queste liberalizzazioni. E gli scioperi selvaggi? Siete un servizio pubblico … Anche durante assemblee e presidi abbiamo garantito il servizio ad anziani e disabili. Questo scandalo dello sciopero dei taxisti che va a colpire i cittadini non lo vedo proprio, anche perché la nostra utenza non si può definire un'utenza sociale. DAVIDE LOMBARDI


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Villaggio Prenestino. Maretta al centro di accoglienza PER PROTESTARE CONTRO IL SOVRAFFOLLAMENTO, ALCUNI RIFUGIATI POLITICI TENTANO DI BLOCCARE VIA FOSSO DELL'OSA. o scorso 24 gennaio a Villaggio Prenestino alcuni rifugiati, ospitati nel centro di accoglienza gestito dalla cooperativa sociale Domus Caritatis, di fronte all'istituto comprensivo Villaggio Prenestino, hanno provato a bloccare la strada in segno di protesta. La piccola e innocua manifestazione, portata avanti da una manciata di persone, è scaturita dal sovraffollamento delle tre palazzine di recente costruzione ubicate proprio di fronte all'istituto comprensivo Villaggio Prenestino in cui i rifugiati dormono. Fino a qualche mese fa, i migranti erano ospitati in un centro di accoglienza ad Anguillara ma, a causa di problemi strutturali dell'edificio, i responsabili del centro hanno dovuto in poco tempo trasferirli in una nuova sede. È così che i rifugiati sono arrivati a Villaggio Prenestino, dove però lo spazio non è sufficiente ad accogliere tutti a causa della nuova ondata di nigeriani provenienti dalla Libia. Un gruppo di persone, in attesa del permesso di soggiorno, è stato trasferito a Guidonia, dove però lo spazio a disposizione è comunque esiguo. In seguito alla segnalazione di alcuni cittadini è intervenuta la polizia. Gli agenti hanno chiesto chiarimenti al responsabile della struttura che ha minimizzato i motivi della protesta. Ha affermato infatti che si tratta di un luogo in cui gli immigrati non vogliono andare "perché non piace". Ma alla richiesta di ulteriori chiarimenti si tira indietro spiegando "di non poter fornire informazioni di alcun tipo" nascondendosi dietro vaghi pretesti. I rifugiati invece hanno un'altra versione: "Dobbiamo dormire in 12 in tre stanze piccole!" spiegano in inglese. "In segno di protesta ieri notte siamo venuti a dormire lungo la strada di fronte ai cassonetti". Non si tratta dunque di un semplice capriccio. Momenti di panico anche nella giornata del 30 gennaio, quando i rifugiati hanno messo in piedi una rissa tra loro. Una situazione, quella del centro, che sembra poter esplodere da un momento all'altro. La cooperativa Domus Caritatis si occupa principalmente di dare assistenza agli immigrati e ai richiedenti asilo politico. Il centro di Villaggio Prenestino ospita per la maggior

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DOMUS CARITATIS: "IL CENTRO È AL DI SOPRA DEGLI STANDARD"

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immo Zurlo, presidente della cooperativa sociale Domus Caritatis chiarisce la situazione del centro di accoglienza di Villaggio Prenestino. Perché hanno protestato i rifugiati di Villaggio Prenestino? Questi ospiti, che risiedono in via Fosso dell'Osa, prima erano in un altro centro a Guidonia. Poi, dal momento che la struttura era vecchia, abbiamo pensato di spostare i rifugiati nella struttura a Villaggio Prenestino. Una volta trasferiti però ci sono stati problemi con l'occupazione degli spazi. I rifugiati hanno parlato di sovraffollamento. È questo il problema? No. In realtà sono alcuni dei rifugiati che hanno preteso appartamenti tutti per loro senza volerli condividere. Così alcuni si sono trovati a dormire nei corridoi. Ma se avessero rispettato la collocazione che avevamo dato noi, non ci sarebbero stati problemi. Ma i somali hanno affermato che nella struttura in cui erano stati mandati avevano a disposizione solo tre stanze per 12

persone … Il gruppo di somali era stato trasferito in un albergo di Guidonia. Ma lì non potevano usare i fornelli all'interno della camera. E questo non è piaciuto e sono voluti tornare a Villaggio Prenestino, dove avrebbero avuto una maggiore autonomia. In realtà sono loro che preferiscono stare tutti insieme, quindi è normale che stiano stretti se non vogliono dividersi equamente per le stanze. Alcuni nigeriani lamentavano l'assenza di coperte … Non è vero. Noi forniamo tutto l'occorrente per garantire una situazione più che dignitosa. Non solo tre pasti al giorno, ma anche lenzuola, coperte e vestiti nuovi. Ai nostri ospiti viene dato anche di più di quello che dovremmo dare. Perché avrebbero dovuto mentire? I somali, per la tragica situazione della loro nazione, hanno diritto all'asilo politico. I nigeriani, invece, non possono richiedere lo status di rifugiati politici perché nel loro paese al momento non ci sono le condizioni che

parte una comunità di nigeriani, ma anche alcuni nuclei familiari provenienti dal Ghana, Mali e Congo. Tra i richiedenti asilo politico c'è anche una piccola comunità di somali, vittime di storie raccapriccianti. Storie di persone che per fuggire dalla guerra civile ed arrivare in Europa hanno attraversato il deserto a piedi e perso i propri cari. CRISTINA CORI

VILLAGGIO PRENESTINO, CENTRALINE ACEA SICURE PER UN FILO A VILLAGGIO PRENESTINO AUMENTANO I CONTENITORI DELLE CENTRALINE ACEA INSTALLATI E GIÀ ROTTI. ALCUNE, POSTE ANCHE VICINO ALLE ABITAZIONI, DA ANNI VERSANO IN QUESTE CONDIZIONI. DI RECENTE IL COMITATO DI QUARTIERE HA SEGNALATO LA SITUAZIONE ALL'ENTE, E SI ATTENDE UN INTERVENTO.

PARCO FOSSO SCILICINO, SI ACCENDE LA POSSIBILITÀ DEL COLLAUDO

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er alcuni giorni si sono aperti i cancelli del parco di via Fosso Scilicino a Villaggio Prenestino. Nell'area verde, completa da tempo di giochi per bambini, sono iniziati i lavori per l'illuminazione che ancora mancava. Un primo passo verso il tanto atteso collaudo, che dia al quartiere un parco. "La commissione ha dato l'ok, e adesso vediamo se così lo possono aprire subito - dice Fabio Capitanelli, presidente del consorzio di Villaggio Prenestino - Noi nel frattempo completeremo l'illuminazione".

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ono una decina, tra via della Riserva Nuova via Onna e via Fosso dell'Osa, i contenitori delle centraline elettriche Acea scoperchiate o chiuse con rimedi fai-da-te. Una condizione in cui versano ormai da anni, come confermano dei cittadini la cui abitazione confina con alcune centraline: "Sono sempre state così, rotta, da quando sono state messe". Un pericolo ai margini della strada, soprattutto per i più piccoli che facilmente potrebbero toccare i cavi che sporgono dalle scatole. Per evitare questo il comitato di quartiere ha segnalato la situazione all'Acea, che ancora non ha effettuato nessun intervento. "So-

determinano una tale emergenza. A molti dei nigeriani infatti è stato dato il diniego. Il che vuol dire che non verrà loro rinnovato il permesso di soggiorno e quindi devono ritornare in Nigeria. Chi ha ricevuto il diniego deve necessariamente tornare nel proprio paese di origine? Non può fare nulla? Può fare ricorso attraverso la mediazione di un avvocato. In alcuni casi la prestazione è pagata dal centro, in altri casi no. Ci risulta che l'affitto delle palazzine ammonta a circa 50.000 euro. Come fate a pagare una cifra così alta? Da chi siete finanziati? Abbiamo un regolare contratto di affitto... però non le saprei dire a quanto ammonta. Comunque la nostra cooperativa sociale partecipa ai bandi pubblici per erogare servizi socio- assistenziali ai rifugiati. Quindi quando una cooperativa vince l'appalto stipula una convenzione con il Comune. CRISTINA CORI

no un po' in tutto il quartiere e sono tutte penzoloni, un pericolo per i bambini che passano e giocano" dice il signor Fabio Capitanelli. Una necessaria sicurezza, che finora è stata accomodata con fili di ferro e nastri adesivi. Quando il rimedio è peggiore del danno.

ANNA GIUFFRIDA


PRENESTINO

LICEO CASTELVERDE, TRE INDIRIZZI IN UNO NELLA SCUOLA SUPERIORE DI CASTELVERDE SORGERÀ LA SUCCURSALE DELL' AMALDI. TRE GLI INDIRIZZI DEL LICEO: CLASSICO, SCIENTIFICO E LINGUISTICO. ufficiale. Lo scorso 25 gennaio è arrivata la comunicazione della Provincia che ha scelto l'indirizzo scolastico dell'istituto superiore di via Picciano. La scuola, che aprirà le porte agli studenti a settembre 2012, è stata affidata al liceo Edoardo Amaldi di Tor Bella Monaca. La sede ospiterà non solo i due indirizzi dell'Amaldi, classico e scientifico, ma anche il linguistico, che fino ad oggi mancava sul territorio. Soddisfatto il preside Roberto Bianchet. "Da quest'anno le famiglie dell' VIII municipio potranno scegliere tra tre indirizzi: scientifico, classico e linguistico. E sarà possibile esprimere la preferenza anche riguardo la sede: quella centrale a Tor Bella Monaca, o la succursale di Castelverde. È una bella notizia per i cittadini della periferia est. Infatti è raro che ad una stessa scuola vengano concessi tre indirizzi". Intanto sono state aperte le preiscrizioni per l'anno scolastico 2012-2013. "Stiamo accogliendo le domande dei genitori delle scuole medie", afferma Gabriele Paparelli, presidente della Commissione Scuola. Ma è ancora presto per sapere quante classi verranno aperte a Castelverde. "Le iscrizioni termineranno solo il 20 febbraio" ci fa sapere Bianchet. Si dichiara felice della scelta della Provincia anche Marco di Cosimo, presidente del-

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la Commissione Urbanistica e uno dei promotori della nascita della scuola superiore di Castelverde. "Nel 2002 con la giunta Moffa per Castelverde pensammo proprio a un liceo classico - scientifico. Il fatto che sia stata data la sede all' Amaldi mi pare una giusta decisione perché si tratta di indirizzi che mancano in questa zona della città. Inoltre, considerato anche che l' VIII municipio è ampio e i ragazzi sono tanti, penso che inserire in un'unica struttura più indirizzi scolastici sia stata la scelta migliore". Liceo pronto, preiscrizioni aperte, ma ancora manca una strada adeguata per l'istituto superiore. "Siamo sicuri che collegheremo la scuola in tempo per l'apertura. Su questo non ci sono dubbi", assicura Di Cosimo. I fondi del XII dipartimento sono stati stanziati, ma ci sono delle complicazioni. "Forse bisognerà attuare degli espropri perché le strade sono molto strette, ma cercheremo di evitarli". Il liceo, costato 5 milioni di euro, dispone di un'ampia palestra, biblioteca, teatro e laboratori, tutti locali che in fase di progettazione erano stati pensati anche per un uso extrascolastico, a servizio degli abitanti. "Credo che la Provincia non abbia nulla in contrario ad aprire la struttura ai cittadini negli orari pomeridiani" dice di Cosimo. "Spero che questa impostazione sia stata mantenuta". Lo speriamo anche noi. CRISTINA CORI

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LA

RISPOSTA DELLA

PRESIDE DEL SERENI CASTELVERDE.

ALLA DECISIONE DI APRIRE UN LICEO IN LUOGO

DI UN ISTITUTO TECNICO A

novembre un gruppo di genitori aveva raccolto adesioni per richiedere l'apertura di un liceo nella scuola superiore di recente costruzione a Castelverde. Nel giro di pochi giorni hanno raccolto circa 500 firme. Ma davvero le periferie hanno bisogno di licei? Abbiamo sentito il parere di Patrizia Marini, dirigente scolastico dell'istituto agrario Emilio Sereni in via Prenestina. Lo scorso novembre c'è stata una raccolta firme dei genitori di studenti delle scuole medie del versante prenestino a favore dell'apertura di un liceo a Castelverde. Cosa ne pensa della possibilità che la Provincia apra un liceo scientifico? Al nostro istituto non bastano più le aule, abbiamo 800 iscritti che dobbiamo distribuire in tre sedi, quindi speravamo che nell'edificazione di nuove scuole superiori si pensasse un po' di più agli istituti tecnici. Il mondo del lavoro non richiede liceali, ma sempre più tecnici perché l'Italia ne ha bisogno, visto che ce ne sono pochi. Quindi sembra assurdo che in un momento in cui i posti di lavoro scarseggiano ci siano ancora genitori che insistono a iscrivere i propri figli al liceo. Chi va al liceo è "costretto" ad andare all'università, mentre chi fa il tecnico può scegliere se lavorare subito, visto che ne ha le competenze, o proseguire gli studi. Non capisco dunque questa propensione verso un liceo piuttosto che un tecnico o un professionale che avviano al mondo del lavoro. Penso che la scelta della Provincia di aprire un liceo non sia condivisibile. Molti genitori hanno la tendenza a spingere i propri figli verso il liceo. Sembra che oggi si punti a formare solo "colletti bianchi" o intellettuali. Alcuni quindi guardano alle scuole professionalizzanti con distacco, come se negli istituti tecnici non si studiasse o non ci fosse qualità nell'istruzione. Cosa ne pensa? Guardare ai licei come l'unica fonte di istruzione e qualità è un atteggiamento dettato da preconcetti. La scuola viene fatta non solo dall'indirizzo, ma anche dai docenti che sono al suo interno e dalla volontà di creare un ambiente e una formazione validi. Ad esempio la nostra scuola ha vinto in due anni diversi due premi della Confindustria come miglior istituto per la progettualità in Italia e in Europa. Spendiamo molte energie nella nostra programmazione didattica per attivare quelle buone pratiche che sono essenziali per il futuro della scuola. Poi, dal momento che nel nostro caso stiamo parlando di scuole ubicate in periferia, penso sia importante far notare che in queste zone non c'è lo stesso numero di possibilità lavorative che si trovano in centro. Quindi è meglio pensare al futuro dei propri figli invece di ostinarsi a scegliere un percorso formativo che relega i giovani a rimanere precari a vita. C'è anche chi sostiene che nelle periferie sia meglio investire sugli istituti tecnici piuttosto che in licei perché i ragazzi delle periferie sembrano più orientati verso scuole professionalizzanti. Secondo lei è vero? Assolutamente sì. Infatti noi abbiamo dovuto smontare tre laboratori per far spazio alle aule per i ragazzi. CRISTINA CORI

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L'ISTITUTO COMPRENSIVO CASTELVERDE DISPONE DI UN'INSUFFICIENTE POTENZA ELETTRICA CHE CAUSA l 9 gennaio bambini e docenti della scuola elementare e materna di via Città Sant'Angelo di Castelverde sono rimasti al freddo. Fuori - 4 gradi, dentro appena 13. Infatti i termosifoni non si sono accesi. Non è la prima volta: è successo anche a novembre e dicembre. Il problema, che si trascina da tempo, è originato da un' insufficiente potenza elettrica a disposizione della scuola. L'interruzione di corrente elettrica a sua volta causa il blocco della caldaia che viene comandata elettricamente. Il frequente problema non solo fa scattare l'elettricità e manda in protezione la caldaia, ma determina anche malfunzionamenti alla linea telefonica, al servizio mensa e alla segreteria scolastica. I collaboratori della preside da

parte loro negli ultimi mesi hanno inoltrato ben cinque solleciti per richiedere il potenziamento del contatore elettrico. "Abbiamo segnalato alle autorità competenti ogni disfunzione. Lo facciamo sempre tempestivamente. Ora le richieste sono state accolte, ma bisogna aspettare i tempi della burocrazia per gli interventi di Comune e Municipio", ci riferiscono i collaboratori della preside Maria Teresa Corea che, per attirare l'attenzione delle istituzioni sul problema e velocizzare i tempi, sono costretti a inoltrare continui solleciti fino alla risoluzione del problema. "Insistere continuamente. È l'unico modo che abbiamo per farci ascoltare". Il 9 gennaio la situazione è stata analoga anche in altre scuole. Ma il problema

IL BLOCCO DI CORRENTE E CALDAIA.

non è stato solo il contatore elettrico. La situazione sembra sia stata aggravata anche dal fatto che, come è consuetudine, il riscaldamento era stato tenuto spento durante tutte le vacanze natalizie. Costringendo i docenti, attivi anche nei giorni di chiusura, a lavorare al freddo. Quando c'è da risparmiare, il settore istruzione pubblica è sempre in prima linea. CRISTINA CORI

CONFERMA NÉ SMENTITA SUL POSSIBILE DEFINANZIAMENTO DEL CENTRO POLIFUNZIO-

NALE CHE DOVREBBE SORGERE A

VILLAGGIO PRENESTINO. INTANTO

LA DITTA COSTRUTTRICE SI

PREPARA A FARE PARTIRE I LAVORI ENTRO I PRIMI DI MARZO.

vanza, nonostante il ventilato definanziamento, la realizzazione del centro polifunzionale di Villaggio Prenestino. In attesa che le voci di corridoio, che vorrebbero tagliati i fondi pubblici per quest'importante opera nel quartiere, vengano smentite o confermate la ditta che ha in carico l'opera assicura che tra poco più di un mese partirà con i lavori. "Tra fine febbraio, massimo primi di marzo, il discorso per noi parte - dice l'ingegnere Antonello Piroldi, della ditta Barbieri Costruzioni che realizza l'opera - I

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dubbi non sono superati, ma noi andiamo avanti con il lavoro. Non possiamo abbandonare per un sentito dire, anche perché abbiamo un contratto in mano e ci adeguiamo agli impegni assunti". Con un contratto firmato e le aree consegnate, manca solo attendere che passi questo periodo di piogge perché la ditta consegni i lavori e azioni le ruspe. Resta questa al momento la sola garanzia, aspettando che dagli uffici di Comune e Regione arrivi la conferma che questo centro ricco di servizi approdi in periferia. ANNA GIUFFRIDA

OPERE E TOPONIMI, DUE INCONTRI PER CASTELVERDE E LUNGHEZZA ue giorni di incontri con i cittadini, tra Lunghezza e Castelverde, per il presidente della commissione urbanistica al comune Marco Di Cosimo. Tra il 20 e il 21 gennaio, gli abitanti della zona si sono informati con il consigliere sullo stato e l'avanzamento di alcune opere attese da tempo nei quartieri. Dal campo di calcio a Castelverde ai toponimi che coinvolgono l'area di Casalone, sono diverse le opere che sono da tempo al vaglio del comune in fase di studio o di approvazione. "Abbiamo parlato con i cittadini e ascoltato quelle che erano le problematiche - dice il presidente Di Cosimo - In un incontro ci hanno chiesto in particolare del campo di calcio: lì è stato perso un mese e mezzo per lo studio dell'impatto acustico, e purtroppo bisognava prevederlo prima. La conferenza di servizi si chiuderà in questi giorni comunque, e a quel punto con il progetto approvato si potrà partire con i lavori". La sera del 20 gennaio si è discusso in particolare dei toponimi, e l'incontro è servito a "sensibilizzare gli abitanti di quel piccolo quadrante ad aderire al consorzio di Casalone - prosegue Di Cosimo - Abbiamo spiegato la situazione: il toponimo è già stato presentato negli uffici del dipartimento e adesso lo stanno elaborando. Nel giro di un mese e mezzo avremo la delibera e la porteremo in aula". ANNA GIUFFRIDA

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CENTRO POLIFUNZIONALE, DEFINANZIAMENTO SI O NO? NESSUNA

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"ALL' ITALIA SERVONO TECNICI, NON PRECARI"

CASTELVERDE, BAMBINI E INSEGNANTI AL FREDDO

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Castelverde, la materna di Largo Rotello aprirà a settembre L'ASILO È PRONTO. L'ASSESSORATO ALLA SCUOLA HA INSERITO LA MATERNA DI LARGO ROTELLO TRA LE SCUOLE IN APERTURA PER SETTEMBRE. o parlato con l'assessore De Palo, che mi ha confermato che la materna di Largo Rotello è stata inserita tra le scuole che apriranno sicuramente per l'anno 2012-2013". Sono le parole di Marco Di Cosimo, Presidente della Commissione Urbanistica Roma Capitale. I lavori all'asilo di Largo Rotello sono quindi ultimati e l'assessorato alla scuola l'ha preso in carico. Finanziata con i soldi delle opere a scomputo, la materna, che sarà operativa a partire dal prossimo settembre, potrà ospitare fino a 60 bambini. Non è ancora stato reso noto se si tratterà di un asilo a tempo pieno o ridotto "Per ora non siamo in grado di dirlo. Quella sarà una scelta che l'assessorato farà tra tre mesi, quando verranno aperte le iscrizioni tenendo anche conto delle richieste e delle risorse".

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A settembre c'è stato un sopralluogo del Comune che però non ha dato il via libera all'apertura. Lo slittamento dell'anno scolastico è dovuto ai tempi burocratici spiega Di Cosimo. "Sebbene la struttura fosse pronta dal punto di vista edilizio, fatta eccezione per piccole rifiniture, bisognava ancora nominare il personale. I tempi sono lunghi: ispezioni, controlli di agibilità dell'edificio e poi è necessario organizzare il corpo docenti, il per-

sonale addetto alle pulizie e mettere a bilancio tutte quelle spese necessarie per aprire l'asilo". Ma in progetto ci sono altre scuole materne in zona."Stiamo costruendo un altro asilo nelle vicinanze di questo che aprirà a settembre. Abbiamo fatto un sopralluogo quattro mesi fa e devo dire che i lavori sono a buon punto. Ci stiamo muovendo anche per la materna di Lunghezzina 2. Spero che nel giro di due mesi riusciremo a presentare la progettazione e quindi a far partire la gara d'appalto", conclude di Cosimo. Le materne di Castelverde e Lunghezzina 2 sono un traguardo da tempo agognato per le famiglie della zona. I genitori infatti hanno spesso lamentato la carenza di posti negli asili comunali e molti bambini sono rimasti fuori dalle liste per più di un anno a causa dell'insufficienza di posti. CRISTINA CORI

LA POLISPORTIVA CASTELVERDE SI ALLARGA PROGETTI E NOVITÀ ALLA POLISPORTIVA. IL 10 FEBBRAIO CI SARÀ DARE CLAUDIO ROSONE E L'11 IL II MEMORIAL A LUI DEDICATO. uone notizie per la Polisportiva Castelverde. Le donazioni promesse durante l'inaugurazione del centro sportivo Claudio Rosone sono arrivate. 4000 euro dal consorzio Castelverde e 5.000 euro da Monsignore Andreatta, rappresentante del Vicariato. "I soldi che ci ha offerto Monsignore saranno destinati alla pista di pattinaggio" dice Christian Cilia, presidente della Polisportiva. E prosegue: "Dalla prossima primavera ci attiveremo per avviare l'opera di rifacimento della pista che al momento è sconnessa e viene utilizzata come parcheggio. Purtroppo non possiamo cominciare ora i lavori, perché le condizioni climatiche non sono favorevoli". In attesa di riportare in auge il corso di pattinaggio, i volontari del centro stanno ampliando le attività. Molte le proposte che arrivano da istruttori di arti marziali. "Stiamo avendo tante richieste per allargare l'offerta dei corsi, ma ancora non abbiamo gli spazi. Dovremo attendere l'apertura del liceo di Castelverde, a settembre. Infatti

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UNA MESSA PER RICOR-

abbiamo vinto l'appalto per utilizzare gli spazi della palestra della scuola: ci sono stati concessi lunedì, mercoledì e venerdì pomeriggio. Così potremo spostare lì qualche attività". Intanto dal 26 gennaio sono attivi i corsi di raggeton e salsa per adulti e bambini, attività nuove per la Polisportiva. Tra le novità anche una nuova veste grafica per il sito internet del centro sportivo "Ora siamo on line, con un nuovo sito in cui si possono trovare tutte le informazioni sul centro". Intanto il prossimo 10 febbraio la Polisportiva ricorderà il maestro Claudio Rosone, ad un anno dalla sua scomparsa, con una messa che si terrà alle 18:30 presso la nuova sede di via Manoppello. Mentre il giorno seguente alle ore 13.30 al palazzetto dello sport di Settecamini si terrà il secondo Memorial Claudio Rosone. E domenica alle ore 9 allenamento agonistico presso la Polisportiva Castelverde con

Christian Cilia, presidente della Polisportiva

il Maestro Renato Venturi. "Si tratta di una gara di judo a squadre alla quale parteciperanno 8 regioni italiane". La Polisportiva sta tornando a crescere e, sia grazie ai nuovi corsi che alla maggiore visibilità acquisita con l'apertura della nuova sede, il numero di iscrizioni sta aumentando. L'obiettivo è tornare ad essere un punto di riferimento per il quartiere. Come negli "anni d'oro" quando la Polisportiva contava 600 iscritti e rappresentava un luogo di ritrovo e di crescita per i ragazzi delle periferie. CRISTINA CORI

CAMPO SPORTIVO CASTELVERDE,

ENTRO L'ESTATE (FORSE) LA CONSEGNA DELL'OPERA TARDA AD APRIRE IL CAMPO DI CALCIO, CHE SORGE A CASTELVERDE TRA VIA CORVARA E VIA MONTEPAGANO. A RITARDARE LA CONSEGNA DELLA STRUTTURA STAVOLTA SONO LE NUOVE REGOLE

CONI, CHE HANNO IMPOSTO VARIAZIONI AL PROGETTO PER UNA MAGGIORE SICUREZZA DELL'IMPIANTO.

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uovo slittamento di data per la conclusione dei lavori del campo sportivo di Castelverde. I cancelli della struttura, controlli del Coni permettendo, dovrebbero aprirsi entro la prossima estate. "Sono cambiate le norme sulla sicurezza del Coni e recentemente ci hanno chiesto di fare delle correzioni al progetto - spiega Luciano Bucheri, Presidente dei Consorzi di Roma impegnati nella realizzazione dell'opera - Alcune devono essere approvate dal comune perché erano legate al vecchio progetto, altre le stiamo facendo noi". Proseguono intanto i lavori sul resto della struttura, la cui conclusione è prevista per il prossimo marzo. Gli interventi di adeguamento del progetto su alcune zone dell'impianto proseguiranno invece per almeno un mese e mezzo, ma della data certa di consegna dell'opera "ancora non siamo sicuri" ammette il Presidente Bucheri. "L'altra parte dell'opera è molto avanzata, quindi a marzo consegneremo il vecchio lavoro - aggiunge Bucheri - Il problema è legato agli spalti e agli spogliatoi che ci hanno chiesto di ridimensionare. Regole che sono cambiate, ma delle quali siamo stati avvisati solo da poco". Stagione calcistica rinviata quindi al prossimo autunno, sperando che in zona cesarini arrivino tutte le approvazioni alle varianti. ANNA GIUFFRIDA

PRECISAZIONE SULLA FESTA DELLA BEFANA DELLA POLISPORTIVA PONTE DI NONA

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n merito all'articolo pubblicato sull'ultimo numero del nostro giornale, riguardante la festa della Befana che si è svolta sui campi di calcio della Polisportiva Ponte di Nona, precisiamo che le calze distribuite al termine del torneo ai bambini presenti alla manifestazione sono state donate e finanziate dal Municipio. All'evento è intervenuto anche il Presidente dell'ottavo municipio Massimiliano Lorenzotti che ha portato i doni ai bambini e fatto gli auguri ai presenti. La mancata indicazione dell'ente donante non è dovuta né all'intenzione di fare una maldestra propaganda anti-politica nei confronti del presidente Lorenzotti e del Municipio, né per un'imprecisione del signor Mimmo Gaglio responsabile della Polisportiva Ponte di Nona. ANNA GIUFFRIDA


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Ponte di Nona, tempo pieno dimezzato I GENITORI DELL' ISTITUTO COMPRENSIVO NUOVO PONTE DI NONA RACCOLGONO LE FIRME PER CHIEDERE UN AUMENTO DEL PERSONALE DOCENTE. ISTITUTI NUOVI, SPAZI AMPI PER I LABORATORI E LA MENSA. MANCANO SOLO GLI INSEGNANTI. l paradosso è che sia qui che all'altro plesso ci sono servizi all'avanguardia, è una scuola nuova. Spazi vari, per i laboratori, per la mensa. Però non hanno personale, non hanno insegnanti. O gni classe a tempo pieno necessita di due insegnanti anziché del maestro unico", esordisce Gabriella. L'istituto in questione è composto da due scuole elementari: la Corbellini e la Piazza Muggia. I genitori interessati sono davvero tanti, un centinaio le firme raccolte il 22 gennaio. E il 29 le mamme hanno replicato.. "Negli anni scolastici passati e nell'anno in corso - recita la raccomandata da inviare a svariate istituzioni assieme alle firme raccolte - le richieste del tempo pieno sono accolte solo in minima parte, con l'esclusione di un numero elevato di bambini". E ancora: "Oggi il problema del mancato tempo pieno investe centinaia di famiglie

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del nostro quartiere". Due sono le richieste: assicurare per l'anno prossimo un numero adeguato di prime elementari a tempo pieno e rinfoltire il personale scolastico. "Affinchè venga garantita a tutti i bambini eguaglianza di possibilità e opportunità educative". Anni di tagli targati Gelmini - Tremonti - Berlusconi si sono fatti sentire. "Lo scorso governo ha cercato di favorire la scuola privata a discapito di quella pubblica; dice Gabriella - e dall'anno prossimo c'è il rischio che soprattutto qui, a Piazza Muggia, non ci sia neanche una classe a tempo pieno. Non hanno risorse economiche, non hanno personale docente", spiega. Mancanze che si sentono ancor di più in un quartiere giovane quale è Ponte Di Nona. "E' una scuola nuova e di periferia, con tanti genitori giovani, e oggi per mante-

nere un bambino i genitori devono lavorare entrambi. Io e mio marito andiamo via la mattina e torniamo la sera; - continua Gabriella - noi facciamo anche una scommessa per stare in questi quartieri nuovi. Ma così un quartiere giovane lo ammazzi". Se qualcosa non cambia, saranno molti i genitori costretti a portare i bambini a scuola fuori dal loro quartiere. "In centro li prendono tutti, lì i bambini sono pochi", spiega Elisa. Ma sorge un problema anche qui. "Non ci permettono di fare domanda a più di una scuola, in modo che se un bambino non viene preso nella classe a tempo pieno di Ponte di Nona può almeno cambiare scuola". La raccomandata raggiungerà varie istituzioni: il Ministero della Pubblica Istruzione, nella persona di Francesco Profumo, il Presidente della Regione Lazio, il Presidente della Provincia,e, per chiudere, Presidente e Assessore alle politiche Scolastiche del municipio VIII. Speriamo che possano accogliere le richieste e fare il possibile per esaudirle, e fare in modo che un quartiere giovane non muoia così presto per mancanza di servizi. DAVIDE LOMBARDI

PONTE DI NONA VECCHIA, PARCHI E VERDE (PERICOLO) PUBBLICO NESSUNA TRACCIA DI MANUTENZIONE, NESSUN ALBERO POTATO E NESSUN RAMO CADUTO RIMOSSO. IL VERDE PUBBLICO A PONTE DI NONA VECCHIA È DA SEMPRE UN OPTIONAL PER L'AMMINISTRAZIONE. DOPO LE ULTIME PROMESSE DI UN ANNO FA, DEI TECNICI CHE HANNO VERIFICATO LO STATO DEI PARCHI, L'ASSESSORE MADAMA DÀ UNA RISPOSTA AI CITTADINI. rami spezzati degli alberi nelle strade e di fronte alle case, dopo mesi, stanno già seccandosi. E solo uno dei parchi, simbolo di tutti gli impegni dell'amministrazione mai mantenuti con il quartiere, porta ancora i segni dell'ultima potatura fatta dai cittadini in estate. Si presentano così le strade e i parchi del quartiere popolare di Ponte di Nona vecchia, il cui verde pubblico è da tempo un pericolo per chi transita nel quartiere. I rami degli alberi mai potati, che il pe-

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so ha spezzato, non sono neanche stati rimossi da dove si trovavano mesi fa. E le radici dei pini, che confinano con le palazzine continuano a crescere liberamente, sollevando l'asfalto o peggio raggiungendo le abitazioni. Un pericolo per chi, anziano e non, decide anche solo di uscire di casa. Condizione che si replica nei tre par-

chi ridotti o a discarica come per l'ex vasca distrutta, o a trappola per i bambini o, in certi casi, a oggetti per vandali. Un degrado da tempo segnalato, sia dai cittadini che dal nostro giornale, che non ha mai scalfito i responsabili in Municipio e al Comune. Ma l'Assessore all'Ambiente Antonio Madama una risposta e una garanzia ce l'ha data, quando alcuni giorni fa gli abbiamo sottoposto il problema. "Fate una domandina e io intervengo - fa sapere l'assessore Madama - Alla stanza 101 c'è la mia segretaria che raccoglie le richieste, e poi io intervengo". Basta la richiesta scritta di un cittadino, quindi, per vedere realizzate le promesse. Noi intanto vigileremo sulla realizzazione dei futuri interventi. ANNA GIUFFRIDA

PONTE DI NONA, IL PEDAGGIO COSTA 1,10€ RINCARO DEL 10% PER USCIRE AL CASELLO DI PONTE DI NONA: UNA MEDIA DI 10 CENTESIMI ALL'ANNO. nche quest'anno il pedaggio autostradale di Ponte di Nona ha subito un rincaro del 10%. Dal 1 gennaio costa €1,10. Dieci centesimi in più rispetto al 2011. Per chi abita o lavora nel nuovo quartiere vicino al centro commerciale, è il terzo aumento in tre anni. Nel 2010 infatti si pagavano 0,90 centesimi e nel 2011 il costo del pedaggio arrivò a 1 euro. Si tratta di un aumento ingiustificato tanto più se si pensa che la tariffa del casello è forfettaria e non calcolata su base chilometrica. Un prezzo onesto per i chilometri percorsi non supererebbe i 50 centesimi. Per i cittadini del versante prenestino che tutti i giorni percorrono i dieci chilometri dell'A24 per arrivare a Roma, la spesa mensile si aggira intorno ai 60 euro. L'alternativa all'autostrada è prendere il raccordo uscire a La Rustica e proseguire sulla Collatina. Insomma, o si paga il casello o si paga in termini di tempo e di consumi. Arrabbiati i residenti di nuova Ponte di Nona e Colle degli Abeti, stufi di dover pagare per un tratto urbano dell'autostrada all'interno del Comune di Roma. "Quando siamo venuti ad abitare qua il pedaggio costava 0,80 centesimi. Adesso siamo a 1,10. È troppo. Io cerco di passare sulla Collatina per evitare il casello", racconta Andrea di Ponte di Nona. "Chi abita da queste parti dovrebbe essere esente dal pedaggio. O almeno dovrebbe esserci uno sconto per i residenti", dice Silvia. L'idea di sopprimere il casello non è nuova. "Due anni fa avevamo presentato una proposta per eliminare il casello autostradale a Ponte di Nona e Lunghezza - spiega Massimo Mancuso, Presidente della Commissione Bilancio, nonché residente nel quartiere in questione - ma la richiesta non è stata accolta. E dal momento che le Autostrade S.p.A. sono una ditta privata, il Comune non può fare niente". Si era anche parlato di eliminare il casello almeno fino alla fine dei lavori delle complanari dell'A24 previsti per il 2014. Ma non è stato raggiunto nessun compromesso. Per arrivare a Roma velocemente (e gratuitamente) i cittadini della periferia est dovranno dunque aspettare il completamento delle complanari che da Lunghezza percorreranno tutta la tangenziale fino alla capitale. Non c'è da stupirsi insomma che le Autostrade siano irremovibili sul casello di Ponte di Nona. Si tratta infatti dell'uscita più vicina e facile non solo per i residenti, ma anche per tutte quelle persone che ogni fine settimana si riversano al centro commerciale Roma Est. Per le Autostrade rinunciare al casello significherebbe rinunciare ad un introito consistente. CRISTINA CORI

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PONTE DI NONA, L'AMA BONIFICA VIA DON PUGLISI UNA DISCARICA IN MENO IN OTTAVO MUNICIPIO. L'UNITÀ BONIFICA DISCARICHE DELL'AMA HA RIPULITO UN'INTERA AREA DEL QUARTIERE POPOLARE PONTE DI NONA IN VIA DON PUGLISI INVASA DA TEMPO DA CIRCA 30 TONNELLATE DI RIFIUTI VARI. uasi due giorni di lavoro, con l'intervento di due operatori e l'ausilio di un bobcat e un autocarro con braccio meccanico. Si è concretizzata così, lo scorso 16 e 17 gennaio, la bonifica di una discarica a cielo aperto che sorgeva in via Don Giuseppe Puglisi nel quartiere popolare di Ponte di Nona. L'area, invasa da circa 30 tonnellate di rifiuti di vario tipo, è stata oggetto di intervento ad opera dell'unità bonifica discariche di Ama su richiesta dell'assessorato all'Ambiente del Comune di Roma. Un intervento che restituisce ai cittadini una zona, che si trova a pochi metri dalle abitazioni e dalla scuola elementare e media Ciriello. Soddisfatto il presidente dell'Ama, Piergiorgio Benvenuti, che parla dell'intervento come dell' "ennesimo impegno quotidiano di Ama per combattere il degrado nella nostra città". E in una nota, aggiunge: "Affinché i risultati siano duraturi, è indispensabile la collaborazione di tutti. Il mio auspicio è coinvolgere i romani nell'attività di vigilanza, perché solo così potremo debellare questo triste fenomeno". Contiamo tutti quindi sulla collaborazione di ogni cittadino, confidando anche in altri interventi necessari di Ama sul territorio. ANNA GIUFFRIDA

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Complanari Lunghezza, sospensione salva - famiglie dal Campidoglio Assemblea Capitolina impegna il Sindaco e l'Assessore ai Lavori Pubblici ad avviare le opportune verifiche del progetto approvato nel 2007, sospendendo temporaneamente gli interventi in essere che risultano allo stato attuale incompatibili con le abitazioni soprastanti". Si conclude così l'ordine del giorno, approvato lo scorso 16 gennaio in Campidoglio, che fornisce al Comune uno strumento prezioso e forse decisivo per la sorte delle dodici famiglie le cui case sorgono a pochi centimetri dai lavori delle complanari della A24 a Lunghezza. Una stretta sulla vicenda che arriva a meno di un mese di distanza dal sopralluogo su via Casoni dei consiglieri firmatari, Di Cosimo, Rocca e Quarzo, e dalle dichiarazioni della società Autostrada dei Parchi che, oltre a confermare la prosecuzione degli interventi, ha reso nota l'intenzione di trasferire a proprie spese queste famiglie in un

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APPROVATO LO SCORSO 16 GENNAIO L'ORDINE DEL GIORNO IN CAMPIDOGLIO PER SOSPENDERE I LAVORI DELLE COMPLANARI A LUNGHEZZA, NEL TRATTO DI VIA CASONI CHE COINVOLGE LE CASE DI DODICI FAMIGLIE. LAVORI FERMI AL MOMENTO, MA LA PAURA PER LA SORTE DELLE PROPRIE ABITAZIONI SERPEGGIA ANCORA TRA QUESTI CITTADINI.

residence per la durata dei lavori. Una possibilità che viene rispedita al mittente da questi cittadini, che da sette anni convivono con la paura di restare senza la loro casa. "Non possono fare una proposta del genere - dice il signor Pietro Lippo (nella foto), il cui ingresso di casa un paio di mesi fa è stato bloccato senza avviso dall'avanzare dei lavori - Non c'è

nessuna legge che ci obbliga ad andare nel residence mentre loro costruiscono". Della stessa idea è la signora Anna Maria Venditti (nella foto), che ha subìto negli anni la nascita e lo sviluppo della A24: "Da casa non mi possono cacciare, come io non posso fermare le loro ruspe. La nostra vita si è svolta qui già dai nostri genitori. E ora dovrei andare dove dicono loro?". E poi aggiunge "L'autostrada già è venuta dopo che ci stavamo, vi permettete il lusso di allargare. Per me possono fare quello che vogliono, ma non nella mia camera da letto". Paura e stanchezza miste a determinazione per una vicenda che, tra carte bollate e accordi firmati, vede questi cittadini come i terzi incomodi. "Loro sono forti del fatto che avevano tutto firmato, ma anche per

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loro la situazione non credo sia tranquilla: dove lo prendono qui tutto lo spazio che gli serve per lavorare? - prosegue con preoccupazione la signora Venditti - Qui poi se passa un camion, tremano le ante dell'armadio. Ormai sono terrorizzata, perché penso che la strada la devono fare e di noi non si curano affatto". Un timore legittimo, alla luce delle ruspe apparse sotto casa all'improvviso, e mitigato dal fatto che da alcune settimane i lavori nel tratto di via Casoni sono fermi e il solco per le tubature, a meno di un metro dalle abitazioni, è stato coperto con la terra. Una sospensione a cui può dare seguito il Comune. "Da questo momento il Sindaco e l'assessore ai Lavori Pubblici hanno lo strumento in mano per convocare la società spiega Marco Di Cosimo, Presidente della Commissione Urbanistica e firmatario dell'ordine del giorno - La nostra parte amministrativa sta verificando la situazione, e dopo così avremo la possibilità di dire questa cosa lì non si può fare". Un primo passo, in attesa di quello definitivo. ANNA GIUFFRIDA

MONTE GIARDINO, UNA PROPOSTA DI PERCORSO PEDONALE PONTE CHE SOVRASTA L'A24 TAGLIA IN DUE UN POSSIBILE PERCORSO PEDONALE, CHE COLLEGHEREBBE LA ZONA DIRETTAMENTE AL CENTRO COMMERCIALE ROMA EST. UN CIT-

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TADINO DI LUNGHEZZA LANCIA UNA PROPOSTA AFFINCHÉ L'AREA, SOTTO LA QUALE PASSA LA LINEA FERROVIARIA, VENGA RIPROGETTATA PER UN CAMMINAMENTO.

n percorso pedonale nel verde lungo 5 chilometri, che potenzialmente da via Donegani raggiunge Monte Giardino e quindi il centro commerciale Roma Est. Un tragitto in parte già esistente, ma in cui l'ultimo tratto di circa 500 metri non è mai stato pavimentato e adattato a questo scopo. Una mancanza segnalata da un cittadino di Lunghezza, che sollecita un progetto ad hoc. "Questo è un tratto Tav, che passa sopra la

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ferrovia, che doveva essere espropriato perché tra i progetti per le opere compensative era previsto che sorgesse un centro anziani - dice il signor Antonio Palozzi, mostrando la grande area che confina con la A24 - Finora è stato usato da chi porta i cani a passeggiare e ci hanno piantato due piante, ma poi non ha mai pulito nessuno. Questo potrebbe essere la normale prosecuzione del percorso a piedi che prosegue fino a via del Casalone". Un'area mai utilizzata che in futuro anche il consorzio Valle Pantanella ha intenzione di rendere sfruttabile. "Abbiamo parlato con l'architetto dell'idea di fare un percorso e ci ha detto che è fattibile - spiega Osvaldo Flamini, presidente del consorzio Valle Pantanella - Adesso stiamo facendo altre opere più

impellenti, come i marciapiedi e le acque chiare che mancano, ma in seguito con i soldi della Bucalossi avevo pensato di fare anche un centro anziani e in caso una pista ciclabile. In ogni caso, bisognerà poi vedere se il terreno è di proprietà delle Ferrovie oppure no". Opere che potrebbero convivere e portare in alcuni casi servizi, che mancano a tutta la zona. Quello che al momento è un percorso ad ostacoli, tra "gli scalini che vanno fatti per arrivare al centro commerciale" e un passag-

gio a piedi abusivo che "passa attraverso un terreno privato", potrebbe in ogni caso essere un'occasione per qualificare un'area abbandonata. ANNA GIUFFRIDA

SCUOLA MARTELLI, 4 ANNI ASPETTANDO UN INTERVENTO DALL'ULTIMA OPERA DI RISTRUTTURAZIONE, LA SCUOLA ELEMENTARE IN VIA MEDAIL A LUNGHEZZA NON HA PIÙ RICEVUTO GLI INTERVENTI ATTESI. E DOPO IL FURTO DELLA SCORSA ESTATE DI TUTTE LE GRONDAIE, SI TEMONO NUOVI DANNI. INTANTO, I FONDI DESTINATI ALLE OPERE SONO BLOCCATI DAL PATTO DI STABILITÀ. n'impalcatura per ricordare i lavori fatti quattro anni fa e quelli ancora da realizzare. Dopo l'ultimo intervento di ristrutturazione dell'antica scuola elementare di via Medail a Lunghezza, mancava solo il ripristino della meridiana posta nel cortile interno. Ma dopo tanti anni e tanti solleciti, gli interventi da fare sono aumentati e le promesse del Comune svanite. "Ci siamo fatti lasciare l'impalcatura perché avevamo il desiderio di ripristinare la meridiana, e avevamo chiesto al Comune se poteva farlo - dice Miretta Mencarelli, insegnante e responsabile del plesso di via Medail - Quest'estate inoltre hanno rubato le grondaie di rame: non ne hanno lasciato neanche una. Quando sono venuti a fare il sopralluogo mi sono raccomandata affinché intervenissero, anche perché con la pioggia e senza le grondaie il muro si gonfia. È uno spreco rovinare tutto, anche perché la ristrutturazione era stata fatta benissimo". A metà anno scolastico però non è stata ripristinata neanche una grondaia. E i danni non sono tardati ad arrivare. "Sulla facciata c'è lo scolo dell'acqua che cade sulla centralina della rete WiFi della Provincia. E ora con l'acqua non funziona più aggiunge la professoressa Mencarelli - Questo mi dispiace, perché entro fine anno arriveranno delle lavagne interattive e senza internet non potremo usarle a pieno". Lavori urgenti, per dare un degno servizio ai piccoli studenti di questa scuola, che il sindaco Alemanno nell'incontro a Castelverde

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dello scorso autunno aveva incluso tra le opere da realizzare a breve. Ma dalle parole ai fatti, c'è di mezzo il Patto di Stabilità. "Il Patto di Stabilità ha fermato alcune cose che avevamo inserito in bilancio e a cui non possiamo dare corso - spiega il Presidente della Commissione Urbanistica al Comune Marco Di Cosimo - Stiamo verificando se riusciamo a superare quest'ostacolo del patto, e se non sarà possibile riproporremo nel prossimo bilancio le stesse opere". Piccoli ma importanti interventi, i cui fondi sono bloccati, in una scuola che ogni anno che passa si confronta con nuovi disagi che impongono al corpo docenti di inventarsi soluzioni e spazi. Niente sala computer, che in assenza di altro è diventata aula per il sostegno. Ma anche nessuna palestra, nessun auditorium o stanza per le riunioni. Una scuola ben ristrutturata, ma mai adeguata alle nuove esigenze. E che ora rischia di diventare un monumento, rovinato, allo spreco. Gli insegnati e le famiglie intanto non demordono e, forti di un legame con questa scuola, stanno valutando di far da - se. "C'è un genitore che si sta interessando per fare i lavori, anche a prezzo di costo. Altrimenti o faremo noi insegnati o facciamo una colletta con gli alunni - prosegue la professoressa - Ma non possiamo più aspettare il Comune". Lezioni di vita dalla scuola. ANNA GIUFFRIDA


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orniamo a parlare del famoso incrocio della via Prenestina con via di Torrenova e via dell'Acqua Vergine. Al prenestino lo chiamano incrocio delle quattro strade, ed è tristemente noto per il traffico che blocca i cittadini in auto, soprattutto la sera. Per risolvere il problema i cittadini del prenestino richiedono da sempre una rotonda. Si era parlato anche di corsie di accumulo, per cui furono stanziati 900mila euro. Quei soldi, spiega il coordinatore Api in VIII Pietro Spagnuolo, il Comune se li è risucchiati come tutti i soldi dei progetti che non vanno avanti. "La scorsa estate abbiamo avuto un incontro con Presidente e vice della Commissione Lavori Pubblici del Comune di Roma, Giovanni Quarzo del Pdl e Dario Nanni del Pd. C'erano anche dei tecnici, e si decise di fare uno studio sulla fattibilità della rotonda". Il risultato degli studi è che la rotatoria non serve a nulla, non snellirebbe il traffico. "Così il 12 dicembre scorso ci hanno presentato un altro progetto, con delle anomalie secondo me pazzesche", spiega Spagnuolo, che definisce il progetto "un aborto". E ce lo spiega così, anticipando che non

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Le ‘quattro strade’ e quel progetto che è “un aborto” BOCCIATA IN SEGUITO AD UNO STUDIO DEI FLUSSI DI TRAFFICO LA PROPOSTA DELLA ROTATORIA, PER RIDURRE IL TRAFFICO SU QUEL TRATTO DELLA PRENESTINA C'È UN ALTRO PROGETTO. CHE COSTA 3 MILIONI E MEZZO E IL COORDINATORE API IN VIII MUNICIPIO PIERO SPAGNUOLO SPIEGA: "NON SONO CONTRARIO ALLO STANZIAMENTO DI FONDI, PROPONGO SOLO UN PROGETTO ALTERNATIVO, PER RISOLVERE REALMENTE QUESTO PROBLEMA".

è preciso ancora sulle vie. "La Prenestina diventa a senso unico, ad andare verso il centro, grossomodo dall'altezza di via di Valle Bagnata a via Calabritto. Chi viene dal centro all'altezza di via di Valle Bagnata sarà costretto a girare a destra per una strada che lo porterà ad incrociare via di Torrenova. Lì c'è un cancello da cui parte una strada privata: andrebbero espropriati i terreni per fare una strada che porti fino a via Nusco. E' un aborto". E i motivi non sono

FOSSI CORZANO E SAPONARA, IN ARRIVO NUOVI INTERVENTI DOPO UN PRIMO STOP AGLI INTERVENTI DI MANUTENZIONE E PULIZIA DEI FOSSI CORZANO E SAPONARA A CORCOLLE, DAL CONSORZIO BONIFICA TEVERE AGRO ROMANO GARANTISCONO LA PROSECUZIONE DEI LAVORI CON NUOVI MEZZI SUI DUE CORSI D'ACQUA. on esiste che iniziamo un lavoro e poi ce ne andiamo". Commenta così l'ingegnere Debora Pesa, responsabile dell'ufficio manutenzioni del consorzio Bonifica Tevere Agro Romano, la temuta sospensione degli interventi sui fossi Corzano e Saponara. Dopo un primo intervento lo scorso dicembre, che aveva interessato parte del fosso che costeggia via Polense, i lavori di pulitura e manutenzione dei corsi d'acqua non sono più avanzati. I due fossi, che da quasi quattro anni necessitano di un intervento, presentano ancora della vegetazione cresciuta indisturbata sulle spallette e cumuli di terra e detriti che alzano il livello d'acqua dei fossi. Una situazione che, come previsto nel piano di manutenzione 2011-2012, porterà altri interventi con l'ausilio di mezzi adeguati. "Alcuni interventi sono stati avviati. Ci sono poi dei tratti dove non era possibile effettuare la manutenzione, perché risultano case costruite sul lato: lì dovremo tornare con altri mezzi per eseguire una tipologia diversa d'intervento" spiega l'ingegnere Pesa. Interventi sempre più impellenti per il quartiere che convive con questi corsi d'acqua e che, dopo anni di attesa, non può permettersi di aspettare altri mesi nell'incertezza. ANNA GIUFFRIDA

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pochi, secondo Spagnuolo: intanto la Prenestina, una strada che non può essere a senso unico; poi il problema che il traffico si andrebbe a creare nelle strade strette di Colle Prenestino; infine, si rischiano giri cervellotici in mezzo al traffico e in strade strette se bisogna fare alcuni tragitti. "Un progetto da 3 milioni e mezzo", continua Spagnuolo. Lui ha una proposta alternativa, l' ha presentata ai consiglieri e ai tecnici. "Così non si risolve niente: esproprio per esproprio, andiamo avanti. La strada facciamola andare oltre, in modo che sbuchi sulla Prenestina oltre Colle Prenestino. Così la Prenestina resta a doppio senso, e il problema è risolto. Ma bisogna far subito, perché adesso qui è tutto prato, ma un giorno potrebbero costruire, e gli espropri diventerebbero più problematici". In questo

modo, spiega Spagnuolo, il traffico si snellirebbe davvero, perché chi deve andare oltre Colle Prenestino non attraversa più le tragiche quattro strade. "Non si possono spendere 3 milioni e mezzo senza risolvere il problema e creando ulteriori disagi. Io dico anziché 3 milioni spendiamone 4, 5, ma almeno risolviamo il problema seriamente", spiega il coordinatore Api. "L'ho detto, sia a Quarzo che a Nanni. Volete essere ricordati per aver fatto uno schifo? O perché avete fatto una cosa buona da qui a 30 anni? E si sono detti tutti d'accordo con me, anche i tecnici". Il problema sono i soliti soldi. "E allora non ci sono neanche i 3 milioni e mezzo per quel progetto", si chiede Spagnuolo. Che ci tiene a sottolineare: "Non sono contrario allo stanziamento di soldi, propongo solo un progetto alternativo, per risolvere realmente questo problema". DAVIDE LOMBARDI

COLLE DEL SOLE, POLEMICHE SUGLI SCAVI ARCHEOLOGICI LA POLEMICA DEL COMITATO DI QUARTIERE DI COLLE DEL SOLE SUL PRESUNTO SPERPERO DI TEMPO E SOLDI DELLE INDAGINI ARCHEOLOGICHE PRELIMINARI DEI LAVORI DI VIA MODOLO. LA SOPRINTENDENZA: "STIAMO SOLO SEGUENDO LA NORMALE PROCEDURA". roppo lente le indagini archeologiche che precedono l'avvio dei lavori di via Modolo. Questo il parere di alcuni membri del comitato di quartiere di Colle del Sole dove è in progetto una strada a quattro corsie che congiungerà la Prenestina con via di Borghesiana tagliando in due la borgata. Da una parte, la rabbia dei cittadini che lamentano lo sperpero dei soldi della collettività con i quali si potrebbero costruire i marciapiedi che mancano nel quartiere. Dall'altra, le leggi che impongono precise procedure da seguire per le ricerche archeologiche preliminari. "Le indagini sono troppo lente. Avanzano solo di 12 metri al giorno nonostante non abbiano trovato nulla. E allora non si capisce perché perdono tempo a "pulire la terra con i pennelli"- lamenta Luigi Isola del comitato di quartiere di Colle del Sole, che però ci tiene a precisare - è giusto che vengano fatte ricerche archeologiche prima di avviare dei lavori. Noi non stiamo contestando la legittimità delle indagini, ma solo le modalità". La pensano diversamente alla Soprintendenza."È la legge che prevede questo tipo di indagini. E le ricerche hanno una loro procedura - spiega l'archeologo che monitora il luogo - Non vedo il perché di queste accuse da parte di alcuni cittadini - commenta Vitale della Soprintendenza per i Beni Culturali - non mi sembra si vada a rilento. Anzi, fino ad ora abbiamo scavato solo al centro della strada per accorciare i tempi. Solo in caso di ritrovamenti avremmo allargato gli scavi a tutta la carreggiata. Una parte dei tratti sono già stati ispezionati e chiusi. Capisco che i non addetti ai lavori non conoscono le procedure di indagine, ma bisogna anche tenere in considerazione che ci vuole del tempo". In questo tipo di ricerche, spiegano, non si conoscono le profondità, quindi bisogna andare cauti quando si scava e in alcuni casi non è neanche possibile utilizzare l'escavatore. Le indagini quindi seguono la normale procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico, previ-

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sta dal decreto legge del 26 aprile 2005, che comporta l'esecuzione di carotaggi, prospezioni geofisiche e geochimiche su una campionatura dell'area interessata per recuperare i dati. Indagini assolutamente necessarie, assicurano alla Sovrintendenza. Nelle vicinanze sorge infatti Gabii, l'antica città citata da Virgilio nell'Eneide e da Tito Livio in ab urbe condita, nonché sito in cui sono state rinvenute le più antiche iscrizioni in lingua greca in Italia. "Inoltre non è del tutto corretto affermare che non sia stato trovato nulla. In via Modolo è stato rinvenuto un muro romano e in via Calasetta sembra stia emergendo il tracciato di un'antica via" ci rivelano. "Noi chiediamo solo che i soldi pubblici vengano spesi bene. Nel nostro quartiere non c'è nulla, mancano i servizi più ovvi, primi tra tutti i marciapiedi. Per questo non possiamo tollerare che si ritardino i lavori", conclude Isola. A Colle del Sole infatti si contano pochi marciapiedi, distribuiti sulla via principale, mentre il grosso del quartiere ne resta sprovvisto. Agli angoli delle strade l'erba incolta cresce disordinatamente e gli oleandri, mai potati, sporgono al punto da limitare la visibilità degli automobilisti. In tutto questo i pedoni sono spesso costretti a camminare sulla carreggiata perché i bordi delle vie vengono utilizzati come piccole discariche in cui finisce un po' tutto, dai calcinacci abbandonati dai cantieri alle fronde delle palme potate. Allora forse non è con la Soprintendenza ai Beni Culturali che bisogna prendersela. E' ora che qualcuno si prenda l'impegno di ascoltare i cittadini di Colle del Sole, che altro non vogliono se non ottenere i servizi basilari che tutti i quartieri dovrebbero avere. CRISTINA CORI


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Colle degli Abeti, opere e (in)sicurezza

TAVOLO OPERE TAV CORCOLLE, IN ARRIVO UNA NUOVA SEDUTA

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SCUOLA E VIABILITÀ AL VAGLIO DEGLI UFFICI DEL COMUNE. A DISTANZA DI MESI DAI SOPRALLUOGHI, A BREVE È PREVISTO UN NUOVO INCONTRO TRA AMMINISTRAZIONE E QUARTIERE PER DEFINIRE I PROGETTI DA REALIZZARE CON I FONDI TAV. opo gli ultimi sopralluoghi del Comune, proseguono a distanza i lavori del tavolo per le opere Tav a Corcolle. I progetti su scuola e viabilità aspettano l'apertura del prossimo tavolo per avanzare. "Non riusciamo ancora ad avere una quantificazione per l'allargamento della scuola esistente - spiega il Presidente della Commissione Urbanistica al Comune Marco Di Cosimo - Là le variabili in campo diventano tante, a seconda di come facciamo questo lavoro. Se fosse un edificio nuovo sapremmo quanto costa, ma questo è un allargamento dell'esistente". Dal Comune arriva intanto la certezza che l'impegno con il quartiere e i cittadini è confermato. Un rischio temuto anche dal comitato di quartiere. "Noi temevamo che la cosa si arenasse, ma per fortuna non è così - dice Francesco Saltini, presidente del comitato di quartiere Corcolle - Ma finché non ci si incontra, non si può sapere come procede la situazione". A distanza di alcuni mesi dall'ultimo incontro, il Presidente Di Cosimo aggiunge che "è mia intenzione riconvocare tra dieci giorni al massimo un tavolo con i lavori pubblici e la mobilità, per capire che cosa fare. Ho parlato anche con l'assessore Aurigemma per trovare una soluzione definitiva e chiudere questa questione una volta per tutte". ANNA GIUFFRIDA

TRATTI DI QUARTIERE ASFALTATI NELLE ULTIME SETTIMANE E SULLE COMPLANARI DEL

MIRAGGIO DI VIA

LIBERTI

SI LAVORA PER PREDISPORRE L'ILLUMINAZIONE PUBBLICA.

GOCCE

NELL'OCEANO, INQUINATE DA ALTRI SERVIZI E ALLACCI ATTESI DA TEMPO, E RIMASTI IN BALÌA DI ERRORI TECNICI SU CUI INTERVENIRE.

vanzano a passi piccoli e lenti i lavori nell'eterno cantiere di Colle degli Abeti. E, nonostante questo, si continua ad inciampare anche in ostacoli burocratici e tecnici. Gli ultimi lavori, in programma da mesi, un paio di settimane fa hanno portato all'asfaltatura di alcuni parcheggi e dei 50 metri di via Oliboni, nel piano di zona Lunghezza C2. Interventi resi ancora più impellenti da ragioni di sicurezza e dalla consegna di altre palazzine, che si affacciano sul deserto della futura via Liberti. "Hanno iniziato a fare la predisposizione per l'illuminazione sulla complanare di via Liberti - dice Federico Verdicchio, presidente del comitato di quartiere Colle degli Abeti - Ancora però mancano i pali e l'asfaltatura delle complanari è quella iniziale, anche perché la ditta sostiene che hanno problemi a ricevere i pagamenti". Per un servizio che si scorge all'orizzonte, un altro allaccio resta arena-

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olle degli Abeti. Case popolari. Lui soffre di asma e bronchite, lei combatte con un cancro. E da due anni vivono senza riscaldamenti. Sembra assurdo, ma tutto è possibile in un quartiere dimenticato dalle istituzioni. "Siamo venuti ad abitare qua nel 2010 e i riscaldamenti non hanno mai funzionato" racconta Federico Ummarino che abita al piano terra di una palazzina dell'edilizia popolare. Un appartamento che era stato inizialmente progettato come ufficio e solo in seguito adibito ad abitazione. I termosifoni quindi non ci sono, il riscaldamento è costituito da due condizionatori che però sono guasti. "Ci siamo dovuti comprare una stufetta elettrica. È meglio di niente, ma bisogna se-

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to. Su via Padre Ferro infatti da anni campeggiano pali dell'illuminazione mai accesi dall'Acea. "Prima lì c'era un problema di pagamenti, ora è meramente tecnico - spiega Verdicchio - L'Acea non prende in carico l'impianto perché dice che è stato fatto male da chi lo ha realizzato, e ora ci vuole chi lo renda a norma. Adesso siamo anche in contatto con l'Assessorato ai Lavori Pubblici e abbiamo fatto una raccolta di firme per sollecitare la soluzione del problema". Un ritardo inaccettabile, aggravato da motivi di sicurezza per chi abita su questa strada buia, che confina con un terreno incolto. E l'assenza di sicurezza è il tema ricorrente anche in un altro intervento, quello della segnaletica. In un incontro di alcune settimane fa in Commissione Urbanistica, il consorzio responsabile dell'opera ha posto il problema di una rapida approvazione del progetto provvisorio della segnaletica. Un'urgenza cresciuta con l'aumento dei

procedimenti, a carico dello stesso consorzio, in seguito agli incidenti che si verificano sulle strade del quartiere. "Durante la riunione si è deciso di fare un sollecito all'ufficio tecnico in municipio, ma il consorzio deve ancora trasformare il progetto definitivo della segnaletica in provvisorio - prosegue Verdicchio - Questo perché al momento ci sono strade chiuse, che nel progetto definitivo non dovevano esserci". E aggiunge con preoccupazione: "Il rischio che ci è stato detto è che, se non si fa subito, il consorzio prenderà in seria considerazione la possibilità di chiudere via Mejo de gnente, il che è assolutamente inaccettabile. Così noi saremmo in trappola!". Una conseguenza da scongiurare, che ancora una volta non rientra tra le priorità di chi è responsabile di questo cantiere rattoppato. ANNA GIUFFRIDA

SENZA RISCALDAMENTI DA DUE ANNI COSTRETTI A VIVERE CON IL CAPPOTTO IN CASA DUE ANZIANI SIGNORI DELLE CASE POPOLARI DI COLLE DEGLI ABETI. I TECNICI SONO VENUTI TRE VOLTE A PRENDERE NOTA DEL GUASTO, MA IN DUE ANNI NON HANNO RIPARATO NULLA. dercisi vicino perché il calore non si propaga in tutta la stanza", racconta Federico che si trova costretto ad indossare maglione, sciarpa e cappotto anche dentro casa. Senza riscaldamenti, ma anche senza assistenza sociale. L'avevano ottenuta: due ore al giorno per quattro mesi. Dopodiché lo scorso novembre si sono visti togliere anche l'accompagno. "Siamo anziani, malati ma soprattutto soli. Se non fosse per i vicini di casa che ci aiutano nelle faccende quotidiane, non potremmo nean-

che andare a fare la spesa. I negozi sono lontani e io faccio fatica anche solo ad arrivare alla fermata dell'autobus. Mia moglie ogni mercoledì deve recarsi in ospedale per sottoporsi a controlli. Da sola non potrebbe, allora viene accompagnata dall'Associazione Anvolt Onlus che fornisce assistenza ai malati oncologici grazie all'attività di volontari e alla generosità di privati cittadini". Il problema riscaldamento purtroppo rientra nella categoria delle mancanze croniche della politica che come è consuetudine ignora i quartieri popolari. Infatti il guasto è sta-

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to segnalato ben tre volte e lo scorso 21 dicembre i tecnici del Comune erano venuti per un sopralluogo dei palazzi popolari di Largo Raffaele Domiccoli. Tra le case ispezionate era stato preso atto anche della situazione dell'appartamento dei due anziani signori. Ma nulla sembra cambiato. "A distanza di un mese non si è fatto vivo nessuno. In questi due anni sono venuti tre volte a vedere i guasti, ma poi non hanno mai sistemato nulla. Non so neanche se crederci che verranno a riparare i riscaldamenti". CRISTINA CORI


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IL MIBAC AVVISA: "CORCOLLE È VINCOLATA"

Corcolle, ora indaga la Procura

SE QUESTO È UN PREFETTO …

IL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI CON UNA LETTERA DELLO SCORSO 16 GENNAIO RICORDA AI 'DISTRATTI' PECORARO E POLVERINI I VINCOLI ARCHEOLOGICI PRESENTI NELLA ZONA DELLA FUTURA DISCARICA.

LA PROCURA DI ROMA APRE UN FASCICOLO CONTRO IGNOTI SULL'AFFAIRE CORCOLLE, MENTRE IL CONSIGLIO DI STATO CONFERMA L'EMERGENZA RIFIUTI.

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orcolle è una zona vincolata. E questa volta a dirlo non sono i comitati e le associazioni, nè l'opposizione. E' il Ministero dei Beni Culturali, il MIBAC, che lo scorso 16 gennaio, con una lettera indirizzata alla direzione regionale, a Pecoraro e alla Polverini, ha messo in evidenza i vincoli archeologici presenti, a partire dalla vicinanza a Villa Adriana e a una necropoli medio repubblicana. "Inoltre - recita la lettera - nella zona di San Vittorino sussistono due vincoli archeologici ai sensi del D. Lgs 42/2004: una villa romana, 'Grotta di Paris', e 'Ponte Lupo'. Tutta la zona di San Vittorino - conclude - risulta estremamente ricca di presenze storiche ed archeologiche, come si evince da quanto è segnalato nella Carta dell'Agro". Dovrebbe essere un duro colpo per il cammino del duo Polverini - Pecoraro, ma così non sembra. Se i comitati esultano e tutte le opposizioni chiedono di rivedere questa scelleratezza, la Polverini subito chiosa. "L'unico titolato a rispondere rispetto alle indicazioni contenute nella lettera è il Commissario. So che insieme alla struttura tecnica ha fatto un buon lavoro e quindi risponderà lui rispetto alle sue convinzioni". Poi passano appena due giorni, il Consiglio di Stato approva l'emergenza, il Consiglio Regionale approva il piano rifiuti, e il MIBAC è bello che dimenticato. Così come i vincoli archeologici. DAVIDE LOMBARDI

CHI E' L'AGGRESSORE?

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irami un comunicato e passi per vittima, basta essere un politico. Giornali e tv, proni, annuiscono e distribuiscono la 'notizia'. E le vittime diventano aggressori. Consiglio regionale del Lazio, dopo due anni di attesa si discute la legge di iniziativa popolare 241, il piano rifiuti alternativo del popolo 'Zero Waste'. Una legge già accolta come valida e per questo giunta in consiglio: ma la maggioranza, ubriaca del piano rifiuti approvato il giorno precedente, decide di non votarla, di non entrare nel merito, e la dichiara incompleta e in contrasto con

empre più intricato l'affaire Corcolle. E se la Polverini esulta su piano rifiuti e sentenza del Consiglio di Stato, altre grane le piovono addosso. Prima la lettera del Mibac che enumera i vincoli archeologici di Corcolle, poi la notizia di un'indagine della Procura di Roma proprio sulla vicenda di Corcolle. Il fascicolo è contro ignoti, spiega il quotidiano online Affari Italiani, e sarebbe nato in seguito ad una dettagliata denuncia dei comitati. L'indagine, spiega sempre Affari Italiani, ha messo le mani su quei due atti pressochè identici, su quel doppio studio preliminare della Regione Lazio. Nel primo fra i siti papabili per la discarica c'è Allumiere, che scompare nel secondo lasciando il posto a Corcolle. La Procura vuole capire chi ha apportato quella modifica, quando e perché. "La denuncia accettata dalla Procura e inserita in un fascicolo chiede di poter acquisire alla Regione Lazio gli originali dei documenti e di accertare se vi siano

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state indebite modificazioni e/o alterazioni, e verificare l'ipotesi di un'indebita sostituzione e/o alterazione del primo documento con il secondo", spiega nel suo articolo Fabio Carosi. Non finisce qui, perché nella denuncia ci sarebbe anche la ricostruzione dei vari passaggi di proprietà che hanno finito per portare il terreno di Corcolle in mano a una società anonima svizzera. Staremo a vedere, ma i tempi della giustizia, si sa, sono lunghi, e non sarà quest'indagine a scongiurare la discarica. Certo, potrebbe suggerire a qualcuno che magari non è il caso, ma ci crediamo poco, visti i "qualcuno" interessati. Brutte notizie arrivano dal Consiglio di Stato, che respinge il ricorso della Colari di Cerroni e conferma lo stato d'emergenza rifiuti. Slitta invece al 7 marzo l'udienza del Tar in cui si discuterà il ricorso dei comitati contro lo stato d'emergenza, analogo a quello presentato (e perso) dalla Colari. DAVIDE LOMBARDI

UNITI CONTRO LA DISCARICA SABATO 4 FEBBRAIO grande manifestazione contro la discarica a Villa Adriana. ALLE 9:30 ci si incontra davanti a Villa Adriana per marciare assieme fino a Villa d'Este. Una splendida passeggiata immersi in migliaia di anni di Storia per dire no alla discarica. PARTECIPATE! altre normative. Sei ore di discussione, sei ore di attesa, e possiamo immaginare il disappunto dei comitati 'Rifiuti Zero'. C'è anche quello di Corcolle. Il consigliere Franco Fiorito, capogruppo Pdl, in seguito al voto decide deliberatamente di passare in mezzo alla folla, e subito dopo dirama il comunicato in cui si definisce vittima di un'aggressione da parte dei comitati. Il comunicato diventa la notizia. Ma quel giorno in consiglio c'erano anche Francesco Saltini e tanti altri del comitato di Corcolle. "Fiorito del Pdl ha volutamente provocato la gente passando dinnanzi a noi, che eravamo civilmente adirati per il risultato: - spiega Saltini - ci

ha insultato, ha inveito contro di noi. Le forze dell'ordine presenti infatti lo hanno trascinato via. Hanno trascinato via lui mentre noi eravamo fermi , immobili. Passando continuava a inveire, insultare e strattonare, tanto che uno spintone è arrivato ad una nostra concittadina per la quale abbiamo dovuto chiamare l'ambulanza (è una persona cardiopatica operata da poco)". Ci tiene a ribadire Saltini: "Fiorito non è stato sfiorato da un dito dei cittadini. Noi stavamo a debita distanza abbiamo solo risposto alle sue provocazioni verbali". E adesso chi è l'aggressore? DAVIDE LOMBARDI

ASSENTI INGIUSTIFICATI

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a governatrice Polverini, il presidente della Provincia Zingaretti e il sindaco Alemanno: sono loro i tre disertori. Erano invitati a una conferenza sullo smaltimento dei rifiuti organizzata dall'università 'La Sapienza' e da Federlazio, di cui fa parte anche la Colari di Cerroni. E l'av-

vocato è lì presente, così come professori, operatori del settore, Legambiente, qualche comitato 'Rifiuti Zero'. Manca Corcolle, perchè l'assenza delle tre istituzioni era già annunciata. Perchè questa di-

DA VILLA ADRIANA TANTI NO ALLA DISCARICA

serzione di massa? La Polverini ormai sembra come Pecoraro, parla solo con le istituzioni. Alemanno avrà preferito evitare le prevedibili contestazioni su Corcolle e su Ama. E Zingaretti? Qualche domanda scomoda se l'è risparmiata pure lui. DAVIDE LOMBARDI

ma all'unità di tutti i movimenti, mentre un signore del comitato di Capannelle, che abiterebbe a 200 metri dalla discarica, avvisa i presenti che come comitato hanno fatto analizzare le acque. "E' potabile, anzi è una delle migliori che ci siano, finchè non ce la tolgono...". Si crea un po' di confusione quando prende la parola il sindaco di Tivoli Gallotti. Lui si dice vicino ai cittadini e fa la faccia bella perchè ora ha presentato il ricorso al Tar. Anticipa il suo intervento perchè ha altri impegni, ma quando gli chiedono una data precisa per cominciare con il blocco delle vie d'accesso a Villa d'Este e Villa Adriana fila via senza rispondere. DAVIDE LOMBARDI

TANTI COME I CITTADINI PRESENTI ALL'INIZIATIVA PROMOSSA DAL COMITATO DI QUARTIERE LOCALE. C'È ANCHE IL SINDACO DI TIVOLI GALLOTTI, E NON MANCA CORCOLLE.

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n incontro per unire Villa Adriana e tutto il Comune di Tivoli contro la discarica. Questo lo scopo che aveva il CdQ di Villa Adriana, che da sempre lamenta la scarsa partecipazione e la scarsa consapevolezza del problema da parte dei cittadini di Tivoli. E a giudicare dal numero dei presenti alla scuola meda Pacifici di Villa Adriana lo scopo si può raggiungere. Si parla dei soliti vincoli, dei soliti episodi che fanno storcere il naso, di quella società svizzera, della salute, del MIBAC. Interviene anche Francesco Saltini di Corcolle, e richia-

PD ROMA: 'NO ALLA DISCARICA A CORCOLLE' CONFERENZA STAMPA DEL GRUPPO CONSILIARE LUCA, E IL CAPOGRUPPO UMBERTO MARRONI.

CAPITOLINO CON

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Luca attacca l'Ama, che non riesce a fare la differenziata a Roma. "Con la Tarsu aumentatadel 20% e 100 milioni in più che entrano in cassa il servizio deve migliorare". Poi difende Corcolle, "sito inadeguato", e parla di un sindaco che "tira a campare". Nanni presenta le sue due mozioni: la prima impegna la Giunta a raggiungere alme-

l Pd batte un colpo, e tre consiglieri convocano una conferenza stampa sul tema dei rifiuti e delle discariche, soprattutto quella di Corcolle. Sono Dario Nanni, il capogruppo Umberto Marroni, e Athos De Luca, vicepresidente della Commissione Ambiente. La conferenza dura circa mezz'ora. Prima De

DARIO NANNI, ATHOS DE

no il 50% di differenziata entro il 2012, la seconda chiede l'avvio di un progetto di sperimentazione del vuoto a rendere, perchè "una bottiglia di vetro può essere riempita più di 50 volte, che corrisponde a una vita media di 6 anni". Il consigliere poi attacca su Corcolle, "una scelta folle", e annuncia la prossima mossa del Pd. "Domani chiederemo un consiglio straordinario sui rifiuti a Roma". Chiude brevemente Marroni, che ci tiene a sottolineare un punto: "Va evitata per forza la discarica di Corcolle". DAVIDE LOMBARDI

avanti ai cittadini si può anche permettere di dire 'Io parlo solo con le istituzioni'. Davanti ai giornalisti si può anche rispondere dicendo 'Qual è il problema?' e 'Io so chi sono i proprietari della cava ma non te lo dico'. Ma quando poi va in Commissione Parlamentare Ecomafie il Prefetto e Commissario all'emergenza rifiuti Pecoraro deve parlare. Non può fare il reticente né l'arrogante. E colleziona figure una dietro l'altra. Tanto che il Presidente della Commissione Pecorella deve spiegargli cosa è una società anonima. Il problema è quello della cava di Corcolle. Quell'oscuro contratto d'affitto con Ecologia Corcolle srl sarà superato perchè si procederà con esproprio, ma di problema così ne sorge un altro. "Forse non ci siamo capiti: - dice due volte Pecorella - è notorio che nelle società svizzere non c'è nulla di documentato che ci dica chi sia il reale proprietario. Con l'esproprio a chi andiamo a dare i soldi? Siamo sicuri che non vanno alla criminalità organizzata?", si chiede, visto che il terreno è di proprietà di una società anonima svizzera. Il Prefetto dopo aver cincischiato sui due rappresentanti legali che "sono due cittadini italiani" parla di controlli da effettuare dopo aver consegnato i soldi ai rappresentanti stessi. E quando Pecorella gli spiega che, ovviamente, non si danno soldi in mano a nessuno ma si fa un bonifico alla società, il Prefetto tocca l'apice. "Sì, ma il bonifico va consegnato ai rappresentanti legali". Pecorella non ne può più: "Ma lei sa che un bonifico non si consegna a nessuno? Sono un po' sorpreso di questa sua osservazione". E siamo sorpresi anche noi. Spiacevolmente sorpresi dal fatto che Pecoraro possa condizionare con le sue decisioni il futuro del nostro territorio. DAVIDE LOMBARDI

'SALVIAMO VILLA ADRIANA' ATTO SECONDO FRANCA VALERI

E IL COMITATO CONTINUANO

LA BATTAGLIA CONTRO LA DISCARICA: QUESTA VOLTA AL

TEMPIO DI ADRIANO, A PIAZZA DI

PIETRA.

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econda conferenza stampa di Franca Valeri e del comitato 'Villa Adriana' contro la discarica a Corcolle. Questa volta, simbolicamente, al Tempio di Adriano. E se nella prima conferenza si è parlato soprattutto di Villa Adriana ora è la volta di Corcolle. Moderatore ancora una volta il principe Barberini, che ricorda i vari sberleffi che ci siamo presi dalla stampa straniera. Non ultimo un lungo servizio della Cbs che si chiudeva così: SPQR, Sono Porci Questi Romani. La Valeri si diverte a stuzzicare gli attori protagonisti di questa discarica. "Penso che il Prefetto non sarebbe un interlocutore molto gradevole", e "C'è un evidente divario fra Adriano e la Polverini". Il professor Zevi della Sapienza ci mostra come anche Corcolle sia un luogo pieno di storia, e con lui un'archeologa che ha compiuto degli scavi nella zona, Flavia Marimpietri. Tombe, sarcofagi, vasi: davvero tanti i reperti. Carlo Ripa di Meana lamenta l'assenza dei politici, anche di Zingaretti. Antonio Biondi, geologo, spiega tutti i rischi connessi a una zona molto attiva dal punto di vista idrogeologico. Parla di una "zona pericolosissima", di rischio inquinamento delle falde acquifere più profonde. Ezio Curti mostra invece le rare specie di minerali che si trovano nella cava, attiva da tanto. "Noi già nel '64 la frequentavamo. Qui si sono formate delle vere e proprie specie, che chiamiamo le geodi di Corcolle. E' una particolarità di questa cava, sono cose uniche al mondo. Ora la cava non è più accessibile purtroppo, e se facessero una discarica lì perderemmo tutta una serie di minerali". L'incontro si conclude con gli interventi di Vanessa Ranieri del WWF Lazio e del consigliere comunale Pd Athos De Luca. Presente al convegno anche il capogruppo Marroni. Il Pd municipale? C'è quello parallelo, con Scipioni. DAVIDE LOMBARDI


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estino, drammatica fatalità, tragedia. Comunque si definisca l'incidente avvenuto nella notte tra il 17 e il 18 gennaio sul GRA, intorno alle 2 del mattino, resta solo il dolore. Cinque ragazzi, cinque amici, cinque vite spezzate. Erano questo Mario Ferruzzi, di 22 anni, Mattia Campaniello, (21), Emilia Di Genova (22), Matteo Giovannetti, (23), Arianna Gatti (22). Cinque giovanissimi, quattro originari del quartiere di Tor Bella Monaca e uno di Centocelle. Cinque ragazzi, prima di tutto amici, cresciuti insieme, due di loro dirimpettai. Ognuno con dei sogni, con una vita e una storia personale, unica, ma che in un modo o nell'altro si intrecciava con quella degli altri. Cinque ragazzi affamati di futuro, di voglia di vivere, quella voglia di vivere che si ha solo a 20 anni, quella voglia di conoscere il mondo, di fare esperienze. Amici complici, compagni, colleghi di lavoro dietro a quel bancone del Mc Donald's di via di Tor Bella Monaca. Il quartiere è in lutto, piange i suoi ragazzi. Piange per Mario ed Emilia, fidanzati di sempre, due ragazzi sorridenti, a breve sarebbero andati a vivere insieme.. Piange per Mattia, diplomato al Sandro Pertini, una scuola in via di Vermicino, con la passione per La "Soft air" ( la guerra simulata), che faceva insieme al suo amico Matteo, altro ragazzo vittima dell'incidente, appassionato di Luciano Ligabue. E poi piange per Arianna, ragazza dal viso pulito, bella, solare. In via Santa Rita da Cascia, dove vivevano Mario e Mattia, cresciuti insieme, sullo stesso pianerottolo, c'è un grande viavai di persone, silenziose, che entrano ed escono da quel portone. Sono tutti in lutto, nessuno ha voglia di parlare. "Erano splendidi, erano veramente bravi ragazzi". Emilia, Arianna, Mario e Mattia sono la dimostrazione, che Tor Bella Monaca non è solo cronaca nera. Ci sono ragazzi che hanno sogni, che hanno voglia e fame di futuro. Quel futuro che a questi cinque angeli è stato negato per sempre. ANDREA CAVADA

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Gli angeli di Tor Bella Monaca

LUTTO CITTADINO PIAZZA GREMITA PER I FUNERALI DEI CIN-

TRAGICO INCIDENTE SUL GRA PERDONO LA VITA QUATTRO VENTENNI DI TOR BELLA MONACA E UNO DI CENTOCELLE. FERITI DUE AGENTI. QUARTIERI IN LUTTO.

QUE GIOVANI AMICI E COLLEGHI MORTI

EMILIA, ARIANNA, MARIO, MATTIA E MATTEO, ROMANI, DI TOR BELLA MONACA E CENTOCELLE, TORNAVANO DA UNA SERATA TRASCORSA A GIOCARE A BOWLING, FERMI SULLA CORSIA DI EMERGENZA, CON LA MACCHINA IN PANNE, VENGONO TRAVOLTI DA UN CAMION - FRIGO E MUOIONO SUL COLPO. NELL'IMPATTO VENGONO FERITI DUE AGENTI, CHE SI ERANO FERMATI PER PRESTARE SOCCORSO. È LUTTO CITTADINO.

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LA DINAMICA

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a Citroen C1 era ferma sulla corsia più a destra del GRA, quella di emergenza, all'altezza dell'uscita 18 (Ardeatina) poco prima di imboccare la galleria di via Appia, a causa di un guasto. Il camion frigo, gli è arrivato alle spalle travolgendo l'auto con i cinque ragazzi a bordo per circa cinquanta metri per poi fermare la sua corsa, poco dopo aver colpito anche la volante della polizia, che secondo i primi rilievi stavano effettuando un controllo sull' utilitaria. Secondo le prime informazioni, i due agenti si sarebbero salvati perché in quel momento non si trovavano a bordo del mezzo. La polizia stradale insieme ai vigili del fuoco e al personale dell'ANAS hanno lavorato per ore raccogliendo i rottami e solo alle sei del mattino il tratto del GRA è stato riaperto.

LA POLITICA SI STRINGE ATTORNO ALLE FAMIGLIE DELLE VITTIME

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nche i personaggi del mondo della politica, spesso così lontana, dalla vita quotidiana dei cittadini, in questa occasione, attraverso media e social network ha voluto dedicare un pensiero ai ragazzi e alle loro famiglie sul fatto che non è ammissibile morire a 20 anni. uno dei primi a "scrivere" su twitter è stato il sindaco di Roma: "E' inaccettabile morire a 20 anni per un camion impazzito sul Gra. Sono vicino alle famiglie dei 5 ragazzi e insieme a me tutta la città". Gianni Alemanno. Appresa la notizia anche la presidente della Regione Lazio Renata Polverini ha espresso il suo rammarico per il tragico evento: "A nome mio e di tutta la Regione voglio rivolgere tutta la nostra vicinanza alle famiglie dei cinque giovani ragazzi che hanno perso la vita nel terribile incidente di questa notte. Quanto accaduto ci lascia sgomenti e ci addolora profondamente". Vicino alle famiglie anche il Presidente della Provincia di Roma Zingaretti: "Quanto avvenuto è pazzesco e drammatico. In un momento così tragico non riesco nemmeno a immaginare la disperazione e il senso di vuoto e impotenza che i parenti e gli amici stanno provando, ma vorrei che a queste persone arrivasse forte il messaggio di solidarietà da parte dell'amministrazione provinciale e di tutta la nostra comunità". Ha espresso il suo dolore , infine, anche il Presidente del Municipio Lorenzotti: "Sono vicino alle famiglie dei 5 ragazzi deceduti questa notte sul G.R.A. ? difficile trovare parole che non siano di rito, a volte il destino ? così crudele che si fa davvero fatica a rendersi conto di quanto succede soprattutto se le vittime sono ragazzi di 20 anni". ANDREA CAVADA

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RACCORDO ANULARE

a mattina di sabato 21 gennaio Roma si è svegliata avvolta dal dolore. Ha pianto i suoi giovani morti; si è messa a lutto per la scomparsa, tragica e prematura, di cinque suoi cittadini: Mattia, Arianna, Mario, Matteo e Emilia, i ragazzi del nostro territorio che la notte del 18 gennaio hanno perso la vita sul GRA, in modo assurdo, fatale, inaccettabile. Al rito funebre, celebrato sul grande piazzale Beato Giovanni Paolo II, a Tor Vergata, ha partecipato la cittadinanza commossa: sono state circa duemila persone quelle che hanno voluto condividere il dolore profondo delle cinque famiglie piegate dalla tragedia. Tor Vergata, sabato mattina, era avvolta dalla nebbia, che sembrava volesse rendere meno graffianti gli artigli della sofferenza delle famiglie e dei numerosi amici, presenti per l'ultimo saluto. Subito però la nebbia ha lasciato il posto ad una giornata raggiante, che sembrava celebrare l'energia e la vitalità, falciate su una strada, che più di duemila persone hanno voluto celebrare. E proprio la strada, con le sue insidie, i suoi agguati, la sua crudeltà, con la sicurezza che quotidianamente nega ai cittadini, è stata l'incipit dell'omelia celebrata da mons. Marciante, vescovo ausiliario di Roma, che ha parlato di "una guerra con troppe vittime". Nel dolore e nella partecipazione commossi, ma sobri e contenuti, della cittadinanza, Mons. Marciante ha ammesso l'enorme difficoltà di celebrare i funerali di cinque giovani vite spezzate, riconoscendo nel "silenzio la parola più forte". Dello stesso parere sono stati i rappresentanti politici, che hanno preferito non parlare pubblicamente e mantenere la solennità e il rigore del momento. Così il sindaco Gianni Alemanno, l' assessore alle Politiche sociali Gianluigi De Palo, il presidente dell'Ama Piergiorgio Benvenuti, il Presidente del Municipio VIII Massimiliano Lorenzotti hanno presenziato nell'opportuno riserbo che spetta a momenti così struggenti.Solo un bacio, da parte del sindaco, ai familiari dei cinque giovani amici che, uniti nella vita e nel lavoro, uniti sono volati via. La partecipazione delle istituzioni è stata ribadita con il lutto cittadino indetto per la giornata, che ha visto chiuse alcune attività commerciali e sventolare bandiere a mezz'asta. Ma non in ottavo municipio, dove, per dimenticanza o per indelicatezza, le bandiere sono restate sgualcite attorno alle proprie aste, in cima al pennone. I dovuti omaggi alle salme sono stati resi lì, in un assolato piazzale colmo di gente, sotto un cielo terso, di un azzurro primaverile, macchiato solo dai palloncini colorati liberati in volo per Mario, Mattia, Emilia, Arianna e Matteo. Gli omaggi sono stati resi dalle lacrime contenute dei partecipanti, dalla struggente lettura dell'ultima lettera che sua sorella e un'amica hanno scritto per Matteo. Sono stati resi dal rombo assordante delle moto che gli amici di Matteo hanno fatto tuonare per salutare l'amico che, con loro, condivideva la stessa passione. Il rombo dei motori non ha però coperto il dolore, la rabbia e l'incredulità che, per tutta la funzione, hanno riempito l'aria. Sabato 21 gennaio è stato un giorno di dolore per la città, un dolore suggellato dalle note e dalle parole di Ligabue, che hanno accompagnate verso le auto le bare ricoperte di fiori bianchi. LUCIA BRAICO


TORRI ennesima rapina subita, a mano armata, "come sempre". C'è chi dice la sesta, chi la settima. Noi ricordiamo che 7 ne aveva subite lo scorso aprile, quando ci fu la famosa serrata dei commercianti di via Acquaroni e via del Fuoco Sacro. E al tabacchino in questione, dove non hanno molta voglia di parlare, ci dicono che son di più. "Di più, di più, non si contano". Sembrano abituati, rassegnati alla tabaccheria di via Acquaroni. Francesco Mecci ha un centro Tim lì vicino, con tanto di porta rinforzata, e ci ricostruisce, secondo testimonianze che ha ricevuto, la dinamica. "Sono arrivati due ragazzi, hanno lasciato il motorino acceso in mezzo alla strada e sono entrati coi caschi. Con grande tranquillità: uno alla cassa dei giochi, l'altro alla cassa dei tabacchi, e hanno portato via i soldi. Hanno preso anche un po' di pacchi di sigarette. E' una cosa vergognosa, e il bello è che lo fanno anche con una certa tranquillità". Al bar di Ashish Purkayastha, che partecipò alla serrata dello scorso aprile proponendo anche una sorta di rete fra i vari commercianti della zona per supportarsi a vicenda, da allora hanno tentato un'altra rapina. Lui l'ha sventata, ci racconta il fratello, ed è riuscito a farli scappare. E sentendo gli altri commercianti, anche quelli non vessati dal fenomeno, si comprende come poche cose siano cambiate dopo quel grido d'allarme. "Noi alla serrata c'eravamo, anche se rapine non ne abbiamo subite, per fortuna; - dice incrociando le dita Irene Di Bartolomeo, fruttivendola - credo dipenda anche dall'attività, noi non vendiamo cose molto costose. Ma il problema nella zona c'è. Ricordo che la settimana della serrata c'erano spesso forze dell'ordine

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TOR VERGATA, ARRESTATI DUE MEMBRI DEL CLAN DEI CASAMONICA UNA NOTTE DI ARRESTI QUELLA TRA L' 11 ED IL 12 GENNAIO. I CARABINIERI DI FRASCATI, DOPO L'ARRESTO DI UN GIOVANE CASAMONICA, CHE AVEVA VIOLATO IL REGIME DI ARRESTI DOMICILIARI, NELLA STESSA NOTTE, ESPUGNANO "UN' ABITAZIONE - ROCCAFORTE" PER ARRESTARE UNA DONNA COLTA POCO PRIMA A SPACCIARE COCAINA.

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i stringe sempre di più la morsa dei militari nei confronti degli appartenenti al clan dei Casamonica. Nella notte tra l'11 ed il 12 gennaio, infatti, i carabinieri della Stazione di Frascati, diretti dal Capitano Giuseppe Iacoviello, hanno tratto in arresto due membri della "famiglia" dei Casamonica. I militari, sulla base di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Roma, a causa di reiterate violazioni degli obblighi imposti dal regime degli arresti domiciliari, in tarda notte, hanno fatto irruzione all'interno dell'abitazione del ragazzo traendolo in arresto. Nella stessa, quando tutto sembrava essersi calmato, gli uomini della stessa compagnia, in un servizio di pattuglia, in via Giuseppe Denvers, nei pressi del quartiere di Tor Vergata, hanno sorpreso una donna di origine nomade anche lei appartenente al clan Casamonica, mentre consegnava dosi di cocaina in cambio di denaro ad un tossicodipendente. La 47enne, già nota alle forze dell'ordine per reati compiuti in precedenza, quando ha capito di essere stata scoperta, ha tentato di darsi alla fuga, mentre nello stesso tempo cercava di distruggere le dosi di droga che gli erano rimaste addosso. Dopo aver cercato di divincolarsi dai militari, la donna si è rifugiata in una sorta di "abitazione - fortino" munita di cancelli ed inferriate. A nulla sono serviti gli sforzi della fuggitiva, dopo pochissimo i carabinieri sono riusciti ad espugnare la "roccaforte" e a trarre in arresto la donna. I due, una volta arrestati, sono stati messi a disposizione del'autorità giudiziaria della Capitale, che dovrà predisporre l'interrogatorio. ANDREA CAVADA

Grotte Celoni, VIII rapina alla tabaccheria DALLA SERRATA DELLO SCORSO APRILE POCO O NULLA È CAMBIATO. UN'OPERAZIONE DI GROTTE CELONI È RIPIOMBATA NEL DISINTERESSE GENERALE. SABATO SCORSO ENNESIMA RAPINA ALLA TABACCHERIA DI VIA ACQUARONI.

COSMESI DURATA POCO, E POI

in giro, ma ti parlo davvero della prima settimana. Poi tutto è tornato come prima, e non è cambiato assolutamente niente". Agnese Di Lauro è un'anziana signora con un negozio di abbigliamento. "La zona non è tanto sicura, stiamo sempre con la tensione, soprattutto quando si fa sera. Infatti chiudiamo alle 7 e mezza". Alla macelleria che si trova accanto al tabacchino in questione confermano la versione di Irene Di Bartolomeo. "All'inizio si vedevano auto delle forze dell'ordine, anche

la mattina e il pomeriggio, poi tutto è tornato come prima e si è ricominciato a sentire il problema della sicurezza. Non si vive più: al bar più giù sono andati due volte in 15 giorni". Antonio Tintisona, altro commerciante della stessa via, non è sorpreso. "E' normale, qui non va bene niente. Dalla serrata? Io non ho visto nessun cambiamento, poi se vengono in borghese a fare i controlli non lo so", ironizza. "Da una parte gli entra dall'altra gli esce", dice, per poi fare un identikit di chi di solito compie queste rapine. "Sono tutti drogati, italiani e stranieri non fa differenza. Una volta c'erano i veri ladri che facevano colpi fatti bene, la notte, e non andavano a togliere i soldi dal tabaccaio. Così ti compri un paio di dosi e poi devi fare l'altra rapina". Anche lui conferma che il tabacchino in questione sia particolarmente bersagliato. "Due o tre all'anno gliene fanno". DAVIDE LOMBARDI

ALCUNI A TORRE SPACCATA PERDONO LA MEMORIA

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Torre Spaccata sono apparse ignobili scritte antisemite, precisamente in via Marcio Rutilio, sul muro adiacente al parco pubblico. Grazie alla collaborazione del Pd VIII municipio che ci ha inviato le foto e la segnalazione, abbiamo potuto denunciare questa aberrante scoperta. Nel giorno della Memoria, il 27 gennaio, c'è chi invece di ricordare dimentica. Anzi peggio, nega. Perché la scritta riporta "Torre Spaccata nega l'olocausto", E ancora "10,100, 1000 Auschwitz". A queste ignobili persone, che si sono macchiate di un gesto così orrendo, tra l'altro in maniera vigliacca e codarda, vogliamo ricordare la poesia 'Se questo è un uomo' di Primo Levi, deportato nel campo di concentramento di Auschwitz: "Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo che lavora nel fango che non conosce pace che lotta per mezzo pane che muore per un si o per un no. Considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome senza più forza di ricordare vuoti gli occhi e freddo il grembo come una rana d'inverno. Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore stando in casa andando per via, coricandovi, alzandovi. Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi". Negare l'Olocausto e augurare ad altri esseri umani di rivivere quello che è stato è un crimine. Se non della legge, della morale. Per la quale vi auguriamo possiate pagare una severa condanna. FEDERICA GRAZIANI

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VIOLENZA DOMESTICA A TOR BELLA MONACA AL CULMINE DI UN'ANIMATA

LITE, PICCHIA LA

SUA CONVIVENTE E LA MINACCIA CON UNA "RONCOLA".

ARRESTATO UN 43ENNE ROMANO.

esioni personali aggravate, maltrattamenti in famiglia, tentata estorsione aggravata dall'uso di arma bianca e resistenza a pubblico ufficiale. Con queste accuse i carabinieri della stazione di Tor Bella Monaca, il 27 gennaio scorso hanno arrestato un romano di 44 anni. L'uomo è stato sorpreso dai militari mentre si trovava all'interno della sua abitazione e, in preda all'ira, al culmine di una lite, scoppiata per futili motivi, si era scagliato addosso alla convivente, una donna di 43 anni, dapprima picchiandola e poi minacciandola con una "roncola" . Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri, tutto è accaduto perché la donna si è rifiutata di dare dei soldi, che il suo convivente gli aveva chiesto. Gli uomini dell'arma, intervenuti tempestivamente a seguito di una segnalazione pervenuta ai centralini del 112 , sono riusciti, con non poca difficoltà, a bloccare il 43enne, per poi riuscire ad ammanettarlo. Trasportato in caserma e trattenuto, è stato messo a disposizione dell'autorità giudiziaria in attesa del processo per direttissima. Diversa la sorte della convivente, che è stata trasportata al vicino Policlinico Casilino, dove è stata medicata e dimessa con sette giorni di prognosi. ANDREA CAVADA

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AUTISTA DELL'ATAC DENUNCIA AGGRESSIONE, ARRESTATI DUE ROMENI GRAZIE

ALLA SEGNALAZIONE FATTA DA UN

CONDUCENTE DELLA LINEA

58 DELL'ATAC, I

CARABINIERI, DOPO UN ROCAMBOLESCO INSEGUIMENTO, ARRESTANO DUE ROMENI CHE, ARMATI DI UNA PISTOLA A SALVE, AVEVANO AGGREDITO UN LORO CONNAZIONALE PER RAPINARLO.

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embra portare i primi risultati il lavoro di collaborazione che da qualche mese stanno svolgendo i carabinieri del comando provinciale di Roma in collaborazione con l'azienda del trasporto pubblico ATAC, per cercare di contrastare episodi di violenza e criminalità a bordo dei mezzi dei mezzi pubblici, in modo da garantire sicurezza sia ai passeggeri, che ai conducenti. Nella tarda serata del 21 gennaio, infatti, i carabinieri della Compagnia di Frascati, grazie alla segnalazione di un autista della linea 58, hanno tratto in arresto due giovani romeni, rispettivamente di 22 e 27 anni, per il reato di tentata rapina aggravata e lesioni personali. I due giovani romeni, nella tarda serata di sabato 21 gennaio, si trovavano a bordo dell'autobus, armati di una pistola ad aria compressa alla quale era stato sfilato il "tappo" rosso di sicurezza. Hanno dapprima fatto partire due colpi all'interno del mezzo e poi hanno scatenato la loro furia picchiando selvaggiamente un operaio loro connazionale nel tentativo di rapinarlo. Il conducente del mezzo, intuito il pericolo, ha immediatamente chiamato i centralini del 112 per denunciare l'aggressione. E proprio grazie alla collaborazione tra l'azienda ATAC e le forze dell'ordine, che ha portato all'aumento dei controlli nei pressi delle fermate degli autobus, in pochi minuti una pattuglia dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Frascati, diretti dal Capitano Giuseppe Iacoviello, sono riusciti a bloccare i due romeni, con ancora indosso l'arma giocattolo, i quali, hanno dato vita ad un inverosimili inseguimento tra le auto ferme in sosta, conclusosi con il loro arresto. Diversa la sorte per la povera vittima che, soccorsa dal personale del 118, è stata trasportata e ricoverata nel vicino Policlinico di Tor Vergata a causa della frattura di ben quatto costole e le numerose ferite al volto . Al momento i militari stanno svolgendo ulteriori accertamenti sui due uomini, che ora risponderanno dei reati di tentata rapina aggravata e lesioni personali davanti all'autorità giudiziaria. ANDREA CAVADA


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uando a marzo 2011 il governo Berlusconi ha approvato un decreto legislativo dal titolo 'Disposizioni in Materia di Federalismo Fiscale Municipale', più di qualcuno è balzato sulla sedia. Comitati per la Casa, comitati di studenti, locatori e locatari. L'articolo 3 del suddetto decreto è infatti quello della cedolare secca. E consente, a chi denuncia il padrone che gli fitta la casa in nero, di restare in casa con un contratto di 4 anni + 4 pagando il triplo del valore catastale dell'appartamento. Una bazzecola, rispetto ai prezzi degli affitti a Roma, e subito i comitati hanno sparso manifesti per la città. A Roma gran parte degli studenti, e non solo, paga un affitto a nero. Ma denunciare il padrone di casa conviene sempre? Economicamente sì, ma se trovi il proprietario 'sbagliato' rischi grosso. Come Giuseppe D'Alessandro, di Lanciano, che da maggio 2010 vive con la sua ragazza Marianna in via Palombi, a Grotte Celoni. "Questa cosa della cedolare secca la conosco da sempre, ma inizialmente ho preferito evitare la denuncia". Poi cambiano gli inquilini, arriva una signora etiope, "amica intima della moglie del proprietario", con cui i due non vanno molto d'accordo. "Così ad agosto 2011 il proprietario ci ha messo alla porta da un momento all'altro", spiega Giuseppe. Giorni febbrili, nella casa in via Palombi: vari litigi, Giuseppe e Marianna vogliono almeno il tempo di trovare un'altra stanza. Finchè un giorno "il proprietario, mentre aggiustava qualcosa alla nostra coinquilina, ha minacciato con un cacciavite la mia compagna. Io non ero in casa, me lo ha detto lei in lacrime. Allora ho deciso di andare all'Agenzia delle Entrate". E da allora la situazione si è ribaltata. Se n'è andata la signora, e ora Giuseppe e Marianna hanno a

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Quando la legalità non conviene GIUSEPPE, UN RAGAZZO CHE VIVE A GROTTE CELONI, HA DENUNCIATO IL SUO PROPRIETARIO CHE GLI FITTAVA LA CASA A NERO. AVVALENDOSI DELLA LEGGE SULLA CEDOLARE SECCA DEL GOVERNO BERLUSCONI, PAGA UNA BAZZECOLA E HA UN CONTRATTO 4 + 4. MA LUI E LA SUA RAGAZZA SONO COSTRETTI A CONVIVERE CON LE CONTINUE MINACCE E VESSAZIONI DEL PROPRIETARIO CONDÒMINO E DELLA SUA FAMIGLIA. disposizione l'intero appartamento al prezzo di 100 euro al mese. Prima pagavano 350 euro una stanza. "Da allora è successo di tutto", spiega Giuseppe, che è stato contro denunciato dal proprietario come occupante abusivo che deve pagare tutti i mesi arretrati. "Sotto casa nostra c'è tutta la famiglia del proprietario in pratica. E il marito della sorella è peggio di lui". Minacce verbali, insulti, due denunce per aggressione. La prima dalla signora etiope, la seconda dal cognato del proprietario, ed è grottesca. "E' salito con un bastone di legno. Io ho una telecamera, e visto lui col bastone l'ho presa. Entra, mi inizia a prendere a schiaffi, mi fa cadere la telecamera e appena la riprendo lui fa prima finta di bastonarmi, poi si butta a terra e chiama l'ambulanza. Arrivano anche due volan-

ti della polizia. Questo signore (cardiopatico) diceva che gli ho dato una botta sul cuore, la polizia pensava che fossi dalla parte del torto. Poi hanno trovato il bastone, hanno visto il video e hanno capito". E adesso l'altra stanza è chiusa, tutti gli elettrodomestici sono scomparsi, anche il frigorifero, la cucina. "Solo le cose della nostra camera non hanno toccato. Ci hanno anche staccato corrente e gas. La corrente l'ho riattaccata a nome mio, e stiamo con un fornellino da campeggio". Da allora niente più corpi contundenti, ma le minacce verbali continuano. E Giuseppe ha lasciato a Lanciano il suo cane, per paura di ritorsioni. La situazione non è delle migliori. "Fosse per me resterei, ma la mia ragazza ha paura a tornare a casa. Ogni volta che deve scendere la mattina si affaccia e controlla, se qualcuno sotto torna indietro. Sembra che siamo stati noi a fare qualcosa di male. Se tornassi indietro non lo rifarei", conclude amaramente. DAVIDE LOMBARDI

AREA DI SERVIZIO TORRE MAURA: RAPINATORE BLOCCATO DAI CLIENTI ENTRA NELL'AUTOGRILL CON LA PISTOLA IN PUGNO MINACCIANDO I CLIENTI E AGGREDENDO LA CASSIERA. DOPO AVER SOTTRATTO I CONTANTI TENTA LA FUGA, MA DUE GIOVANI DI ORIGINE ROMENA LO BLOCCANO, DISARMANDOLO FINO ALL'ARRIVO DELLA POLIZIA.

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ra entrato, armato di pistola, all'interno dell'autogrill per fare una rapina, ma è stato bloccato dai clienti. Tutto è accaduto la notte tra il 15 ed il 16 gennaio, intorno alla mezzanotte quando F.D. un 47enne romano, si è introdotto all'interno dell'autogrill nell'area di servizio del GRA all'altezza di Torre Maura, all'uscita 18 e armato di pistola, si è diretto verso la cassa per cercare di svuotarla e darsi alla fuga. Secondo la ricostruzione degli agenti del Casilino, il 47enne ha fatto irruzione nel locale intor-

no alla mezzanotte , un dipendente, nel frattempo, intuito il pericolo, si è sdraiato a terra dietro un bancone ed ha allertato i centralini del 113. Subito si è rivolto verso i clienti e li ha obbligati a sdraiarsi a terra. Il rapinatore con la pistola in pugno si è successivamente diretto verso la cassa minacciando dapprima una dipendente per cercare di farsi consegnare l'incasso. Quando la cassiera ha avuto un momento di esitazione dovuta al panico, l'uomo, senza pensarci troppo, l'ha aggredita per poi forzare il registratore di cassa e

NUOVI SCENARI ROMANI, IL TESSERAMENTO SI FA FESTA MOSTRE E ARTE PER RIAPPROPRIARSI DEL TERRITORIO

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nche in periferia si produce arte. È un dato, anche se spesso passa inosservato. Per questo in ottavo municipio è nata l'associazione culturale "Nuovi Scenari Romani", che dal primo momento non ha seguito altra missione che quella di cogliere il potenziale artistico di un territorio dall'aspetto brutale e cercare di renderlo un fatto. Il 14 gennaio l'associazione ha proposto il rinnovo del tesseramento degli iscritti. La sala cinema del Municipio si è prestata per l'evento, e ha ospitato la consueta mostra di fotoreportage che gli allievi di Alex Mezzenga hanno realizzato durante i corsi. Non solo fotografia però: "Shengue la tartaruga" di Accorsi Vittore e il libro di poesie "Essenze d'amore, Essenze di vita" di Enzo D. Mirabella sono state le portate letterarie, uno spettacolo tribale quella musicale. L'occasione ha visto esporre anche una giovane pittrice, Maria Caramia, che ha offerto le sue tele alla vista dei presenti.La giornata si è conclusa con un brindisi di augurio per un futuro che raccolga gli stessi successi raccolti fino a questo punto. "E il successo più grande" - per Alex Mezzenga - è quello di esportare la creatività dalla periferia verso il centro della città. Perché la periferia non offre solo degrado, violenza e problemi, ma anche la creatività viva dei ragazzi, che ha dato vita a "You Zoom", rivista sociofotografica dell'ottavo".Sembra essere una buona strategia quella che si propone NSR, che vede nello sviluppo dell'arte e della creatività solo uno dei mezzi per cui passa la riappropriazione del territorio da parte dei cittadini. LUCIA BRAICO sottrarre i contanti. Intascato il bottino, il rapinatore si è poi diretto verso l'uscita, ma due impavidi clienti di origine romena, rispettivamente di 27 e 27 anni, lo hanno raggiunto bloccando la sua fuga. Dopo una colluttazione durata diversi minuti, i due clienti sono riusciti a disarmare il fuggiasco e a tenerlo bloccato fino all'arrivo di una volante della polizia che lo ha tratto in arresto. Gli agenti arrivati sul posto hanno ammanettato il rapinatore, sequestrato la pistola, tipo revolver. Dopo tutti gli accertamenti F.D. è stato arrestato per i reati di rapina aggravata e danneggiamento aggravato. ANDREA CAVADA

FURTI RIPETUTI AL CENTRO ANZIANI TORRENOVA/TOR VERGATA "CHIEDIAMO SOLO SICUREZZA". L'ELENCO DELLA REFURTIVA E' LUNGO. 40MILA EURO SOTTRATTI AGLI ANZIANI. BASTEREBBE SOLO UN SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA. ll'apparenza il centro sociale anziani di Torrenova/Tor Vergata sembra non avere bisogno di nulla. Certo, non ci sono mai limiti al miglioramento, ma diciamo che tutto sommato potrebbe sembrare che si tratti di un centro felice e in buona salute. Invece, al centro, la tranquillità e la spensieratezza sono state rubate via in seguito ai numerosi furti che ne segnano la storia degli ultimi anni. Sembra che nessuno ci badi, che gli associati non si siano lasciati turbare dai frequenti sopralluoghi da parte dei ladri: attività fisica tutte le settimane, balli durante il weekend, organizzazione di eventi, un bar, ampi spazi interni ed esterni sono in realtà la vernice che copre la continua apprensione per un posto che si trova alla mercé dei numerosi malintenzionati. E i segni delle violazioni sono evidenti, così come il vuoto lasciato dopo il passaggio dei ladri. I furti al centro anziani di via della Tenuta di Torrenova sono ormai "familiari": da anni si registrano le irruzioni; da anni ormai si fa l'inventario di ciò che è stato portato; da anni si denuncia. "Abbiamo presentato cinque denunce per furto nel corso degli ultimi anni, ma non c'è stato nessun tipo di riscontro", ci dice Carlo Alberto Coticone, presidente del cen-

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tro. Già, perché nonostante le continue denunce e richieste di sicurezza, dalle istituzioni non spira un alito di vento favorevole. Nessuna intensificazione dei controlli, nessun tipo di servizio di vigilanza, nessuna rassicurazione. Così al centro hanno smesso anche di denunciare: non sono documentati infatti gli ultimi furti avvenuti durante l'estate, ma i segni dello scasso sono ben visibili a tutti. Facendo una sommatoria di quanto portato via nel corso delle ripetute e sgradite visite, è facile rendersi conto dei danni subiti. Sono risentiti al centro anziani: "Non chiediamo che l'amministrazione e le istituzioni intervengano con un risarcimento dei danni, sappiamo che sarebbe una richiesta eccessiva. Vogliamo solo che il centro venga messo in sicurezza, come abbiamo più volte richiesto, anche in modo formale e ufficiale. Guardi qui, è tutto documentato", continua Coticone mentre mostra, tra le denunce, anche le richieste di messa in sicurezza. E spiega quali sarebbero i benefici di un semplice sistema di videosorveglianza, dal costo sopportabile e soprattutto bilanciato dall'enorme beneficio che porterebbe: l'inviolabilità di un luogo e la sicurezza di tutti gli anziani che quel luogo frequentano quotidianamente. LUCIA BRAICO


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DALLA PRIMA PAGINA

on ci sono spazi disponibili. Ci si aspetterebbe, a questo punto, che il centrosinistra proponesse un'alternativa. Visto che, il Policlinico non vuole ospitarli, l'ex centro anziani 'Ai Pini' è stato assegnato all'Ares 118 e la Chiesa li ha sfrattati. All'epoca, per dovere di cronaca, a Medicina Solidale erano stati proposti altri locali: uno a via dell'Archeologia dalle suore, l'altro presso gli ex lavatoi a Tor Bella Monaca. In entrambi i casi, ci fu, e c'è ancora, un rifiuto dei responsabili del servizio di Medicina Solidale. Per "inadeguatezza dei locali e poca sicurezza" dei siti. Il bue che dice cornuto all'asino! Quindi, se l'unica proposta del centrosinistra è spostarli presso il Policlinico, il servizio dovrebbe essere sospeso. E sarebbe una perdita per tutti. Soprattutto per le fasce più deboli della popolazione. L'opposizione si è sì mossa in modo unitario nella protesta, ma vanno sottolineate alcune differenze sostanziali. Il Pd è contrario all' ospedale del popolo, che definisce "iniquo e che relega le fasce più deboli ad un trattamento sanitario di serie B". Non punta sulla sicurezza, sulla paura del contagio e del diverso. Anche se di fatto non propone alternative. Semmai, chiede un confronto con Medicina Solidale e le parti sociali del territorio. Va detto, però, che questa precisazione è venuta dopo le polemiche. Solo il consigliere Grasso ha preso le distanze dal volantino firmato da tutte le forze di centrosinistra che diceva: "Protestiamo vivamente contro la decisione del sindaco di Roma Gianni Alemanno di aprire un Centro di Medicina delle Migrazioni, patrocinato dal P. T. V., in un vecchio sito abbandonato ed inadeguato dove nello stesso piccolo salone, in modo promiscuo e senza controlli, si curano malattie infettive, HIV, tossicodipendenza e pediatria, ostetricia e ginecologia. Ciò è disumano e indegno di un paese civile e non da garanzie di sicurezza né ai pazienti né ai cittadini residenti. Medicina solidale all'interno dell'ospedale. L'Ex Centro 'Ai Pini' al servizio dei cittadini". Il capogruppo Pd Scorzoni commenta il volantino di cui è firmatario: "Si presta a letture differenti". L'Api, con il consigliere Mastrangeli in prima linea, vuole che il servizio vada all'interno dell'ospedale, ma punta anche sul tema della sicurezza. L'opinione pubblica, si sa, usa spesso luoghi comuni, pregiudizi: "i clandestini rubano, sono sporchi, pericolosi, portano degrado e malattie". Come gli italiani, rispondiamo noi! Cavalcare queste forme di pregiudizi, se pur in forma leggera, sicuramente produrrà maggiore consenso elettorale per il consigliere Mastrangeli. Questo però non lo salverà dal giudizio severo di chi lavora per integrare, unire e collaborare. E soprattutto non lo salverà dalla responsabilità di fronte ad una popolazione, che di tutto ha bisogno, fuorché della paura. IdV e Lista Civica, in tutto questo marasma, sono le solite comparse. Ora, se è vero che l'ospedale del popolo non è degno di un paese civile, non offre pari dignità e sarebbe una decisione dovuta portare il servizio all'interno di una struttura pubblica come l'ospedale, è anche vero che, in assenza di alternative, non si può sospenderlo. La politica non può porre come alternativa il tema della sicurezza e della paura. Significherebbe accantonare il problema reale, quello dell'ubicazione, creandone un altro. Con conseguenze drammatiche e irreversibili. Proprio sul tema della sicurezza. Io non ho paura. Del clandestino, del "diverso" (diverso da chi poi ?), del senzatetto, del malato. Io ho paura di questa politica. Che distrugge e non aggrega.

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FEDERICA GRAZIANI E ALESSIO CARTA

Dottoressa Ercoli: “Abbiamo operato un miracolo di vicinanza politica” RISPONDE

DOTTORESSA ERCOLI. SPIEGA PERCHÉ IL CENTRO AI PINI MEDICINA SOLIDALE, DEI RAPPORTI CON IL PARROCO, CON IL POLICLINICO E CON IL MUNICIPIO.

AL VOLANTINO DEI PARTITI DI CENTROSINISTRA LA

SCELTA DELLO STAFF DI

n che situazione vi trovate con il Centro di Medicina Solidale? Formalmente dal 2 gennaio il servizio è stato sospeso dal Direttore Generale del Policlinico Tor Vergata perché non abbiamo avuto ancora tutte le autorizzazioni per l'agibilità dei locali. Siamo in attesa che il PTV riattivi il servizio sulla base della documentazione richiestaci per ottenere le autorizzazioni dell'Asl. Abbiamo dovuto rispondere ad un'urgenza. Diciamo che se avessimo saputo che il servizio sarebbe stato sospeso non ci saremmo trasferiti prima della concessione delle autorizzazioni. Sono stata più volte chiamata dalla Regione per il trasferimento del servizio. E quando ci siamo incontrati, noi avevamo dichiarato che ci sarebbe voluto un po' di tempo per il trasferimento. In quel contesto chi rappresentava il Vicariato ha fatto presente che i locali avrebbero dovuto essere sgomberati nell'arco di pochi giorni, altrimenti avrebbero autodenunciato una situazione irregolare; temevano chissà quali conseguenza per chi frequentava la parrocchia. In che rapporti eravate con il parroco della chiesa Santa Maria Madre del Redentore? Dietro la cosiddetta paura di chissà quale tipo di affezione potesse portare la nostra utenza ai parrocchiani, in realtà si nascondeva la situazione di non più tolleranza rispetto alla nostra presenza. D'altronde, che il parroco non desiderasse il servizio, oramai, era il suo pensiero predominante, che comunicava a tutti e a tutti i livelli e lo ha comunicato per iscritto anche a noi. Era chiaro che c'era una situazione di tensione che andava risolta. Non so se però il parroco si sia mai reso conto che il quaranta per cento dei nostri utenti erano i suoi parrocchiani. La sua ostilità era stata espressa da anni. Ecco perché noi abbiamo chiesto al Sindaco una struttura dove trasferirci. Parliamo delle opzioni che vi sono state offerte … Inizialmente ci è stata offerta la struttura di via dell'Archeologia, messa a disposizione del Vicariato e che cadeva sempre sotto lo stesso parroco. Che in ogni caso aveva spaventato la sua comunità. Quindi, se si tratta-

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va di aver un muro dalla parrocchia ed eravamo fuori da un progetto di condivisione cosa ce ne facevamo di quei locali? Il personale infermieristico, inoltre, aveva esposto delle serie perplessità rispetto alla sicurezza di via dell'Archeologia, un po' per l'immaginario di TBM e un po' per i fatti di cronaca, facendoci presente che non ci sarebbero mai andati. Così abbiamo chiesto quale tipo di strutture avrebbero potuto ospitarci. Non abbiamo accettato l'ex lavatoio dell' R5 perché c'erano gli stessi problemi dei locali di via dell'Archeologia e anche perché la stessa Direzione Generale del PTV vedendo i locali aveva sconsigliato di andarci. Poi vi siete trasferiti qui … Dati i locali sono cominciati gli attacchi politici, tesi a manovrare le paure. Parlano di clandestini e non si rendono conto che il 50 per cento di questa gente è comunitaria. I politici hanno una grandissima responsabilità nei termini in cui si esprimono perché le parole a volte diventano pietre e possono diventare armi e quindi se succede qualcosa ad uno degli immigrati nel territorio loro saranno i primi responsabili. Può spiegarci perché non avete ancora ottenuto le autorizzazioni? Per le autorizzazioni abbiamo consegnato le planimetrie, abbiamo inoltrato la richiesta per l'agibilità dei Vigili del Fuoco. Per sette anni siamo stati in condizioni di dispensario africano, perché non avevamo i riscaldamenti d'inverno dato cheil parroco non ce li accendeva e l'estate avevamo un caldo soffocante, parecchi dei nostri operatori si sono ammalati per queste ragioni, per cui posso dire che non ci fosse nessun criterio per poter essere autorizzati, e quindi, francamente, ha un po' ragione Monsignor Andreatta che cinicamente diceva "ma come per sette anni sono stati lì in quella situazione e adesso avete bisogno di tutte queste autorizzazioni, chiuderete gli occhi". Naturalmente,è giusto dare sicurezza ed è per questa ragione che abbiamo chiesto all'Ospedale di ospitarci nell'attesa che arrivassero tutte le autorizzazioni ma ci è stato detto formalmente "non c'è posto". Il parroco aveva sovvenzioni dall'ospedale?

È STATA LA

Assolutamente, il PTV pagava tutte le spese dell'elettricità, tutto quello che ha presentato come richiesta di rimborso l'ospedale glielo ha pagato. Non c'era un affitto perché inizialmente il comodato fatto con il primo parroco, che aveva avviato il servizio, era in comodato d'uso a titolo gratuito. I suoi rimborsi di 11 mila 12 mila euro l'anno, per le spese, li ha sempre avuti. C'è secondo lei un intento politico oscuro dietro l'azione mossa dai firmatari del volantino? Questo dovrebbe chiederlo a loro, ma piuttosto, il loro comunicato si ritrova identico in IdV, Pd, Api e Forza Nuova, perciò mi chiedo cosa è successo?Abbiamo operato un miracolo di vicinanza politica, oramai, non c'è più alcuna differenza. Come mai si trovano così uniti nella richiesta di portarci in Ospedale affermando che noi concentriamo clandestini, disagio, malattie infettive etc, etc.? Che può rispondere a chi dice che la maggior parte dei vostri malati sono contagiosi? C'è da dire a tal proposito che è tutta una bugia. Ed è documentabile: la visita più frequentemente richiesta qui è quella ginecologica - ostetrica, perché l'80 per cento delle nostre pazienti sono donne, oltre i bambini; le malattie infettive sono nella percentuale della popolazione italiana. STEFANIA PANETTA

MEDICINA SOLIDALE, PARLA IL PARROCO NON

MOLTO IN REALTÀ, MA CI TIENE A SOTTO-

LINEARE CHE LORO NON VOLEVANO CACCIARE NESSUNO. "I LOCALI NON ERANO ADEGUATI, ABBIAMO PROPOSTO UN'ALTERNATIVA ALLA

ERCO-

LI, MA LEI HA SEMPRE RIFIUTATO".

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el Vaticano le gerarchie, si sa, sono temute e rispettate: se dal Vicariato dicono di mantenere il silenzio su Medicina Solidale, un parroco il silenzio lo mantiene. E don Riccardo, parroco della Chiesa S. Maria Madre del Redentore, che ospitava fino a poco tempo fa Medicina Solidale, vuole mantenere un certo riserbo sulla vicenda. Non totale, perché qualcosa ci tiene a dirla. "Medicina Solidale già dal 2004, da quando sta qui, sta in maniera provvisoria. I locali non sono adeguati e sono contro le norme sanitarie. Non abbiamo le strutture adeguate, Medicina Solidale è una realtà che non può stare in ambito parrocchiale. Li abbiamo tenuti qui proprio per aiutare i più deboli, e per questo noi avevamo dato un'altra opportunità alla Dottoressa Ercoli". Don Riccardo parla di locali nuovi, ristrutturati da poco, in via dell'Archeologia, dove c'è il centro sussidiario parrocchiale. "Abbiamo speso 350mila euro della Caritas per rifare quei locali. E li abbiamo fatti seguendo le regole del PTV per l'edilizia sanitaria. Ma la Ercoli non ci è mai voluta andare". Per questo, scaduto il protocollo d'intesa, il Vicariato ha deciso di mandare via Medicina Solidale. "La situazione era insostenibile, antisanitaria. Ma, ripeto, noi non volevamo cacciare nessuno, si chiedeva solo uno spostamento". Quei locali sono pronti dal 2008, spiega don Riccardo. "Infatti da quando si è creata questa possibilità io e la Ercoli siamo entrati anche in conflitto, negli ultimi 3 anni diciamo. Non volevano andare in via dell'Archeologia dicevano, ma forse già allora avevano altre mire". DAVIDE LOMBARDI VISCONTI, PORTAVOCE DEL DIRIGENTE GENERALE BOLLERO: "MEDICINA SOLIDALE SERVE NEL CUORE DEL TERRITORIO"

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seguito delle polemiche sollevate dalla presenza del Presidio Sanitario di Medicina Solidale nella sede di via Aspertini le associazioni del quartiere hanno chiesto un incontro con il Dirigente del Policlinico di Tor Vergata. A riceverli lo scorso venerdì 27 gennaio è stato Visconti, che ha funto da portavoce del Direttore. "Il PTV ha tutto l'interesse a far sì che il presidio sanitario di Medicina Solidale rimanga nel territorio. Pur valutando altre sedi possibili, date le polemiche sollevate, non intendiamo né eliminare il servizio né tantomeno sfrattarlo dal territorio, dal momento che la funzionalità del servizio è data dalla sua presenza nel cuore del territorio. Soprattutto perché molti degli stranieri utenti, molti appartenenti alle fasce più deboli non si rivolgerebbero a noi per essere curati. Spostandolo all'interno del PTV Medicina Solidale non adempirebbe più alla sua ragione sociale", è quanto riferito da Visconti a i volontari di Medicina Solidale e Mario Cecchetti del Centro Sociale El Che, durante l'incontro. STEFANIA PANETTA


TORRI

NUMERO

Scorzoni (Pd): “Rifuggo l’idea di ospedale del popolo” I ,S P P erché avete firmato il volantino promosso da Mastrangeli? "Qualcuno lo ha voluto leggere forzando alcune parole. Voglio sottolineare che la posizione del Pd da un anno e mezzo a questa parte non si è modificata di una virgola. Abbiamo sottoscritto il volantino per richiamare l'attenzione su una questione che va avanti da un anno e mezzo. Che tiene fuori dalle decisioni il Municipio. Si poteva fare sicuramente in altri modi, però non ci siamo formalizzati su una parola o l'altra". Vi hanno definito razzisti … Razzista è colui che pensa che gli immigrati debbano essere curati in un ospedale del popolo, perché l'ospedale degli italiani non va bene. Ricordo a tutti che Scorzoni fu colui che, quando era Assessore, chiamò l'Assessore Battaglia e gli disse che mancavano 130mila euro per la Medicina Solidale, altrimenti il servizio avrebbe chiuso. Non siamo intervenuti in questi anni, perché non abbiamo partecipato come amministrazione locale alla convenzione tra Tor Vergata e il Vica-

IL CONSIGLIERE

MASTRANGELI

Consigliere Mastrangeli, parliamo del suo volantino contro il Centro di Medicina Solidale … Non contro, a favore perché noi vogliamo il servizio migliore, perché tutti devono essere trattati alla stessa maniera, non mi sembra logico che alcune persone debbano essere curate così, in mezzo ad una strada, in un edificio abbandonato, con un solo bagno, per tutta una serie di ambulatori che vanno dalle malattie infettive, malattie tropicali, a pediatria, ginecologia ed ostetricia. Abbiamo chiesto una visita del Sindaco e del Direttore Sanitario dell'ASL affinché si verifichi il rispetto del protocollo sanitario e tutte le garanzie dei pazienti e dei residenti. Grotte Celoni aspetta da anni una riqualificazione dei marciapiedi, una piazza, l'unica cosa che è stata fatta in fretta e furia è il Centro di Medicina Solidale senza informare nessuno. E non ci sembra giusto. Perché? E' offensivo credere che si abbia bisogno di un Presidio Medico. Non siamo un paese del Terzo Mondo, che ha bisogno di un Presidio come Medici Senza Frontiere. Dalle dichiarazione della Ercoli emerge che il 30% sono italiani ma il 70% sono rom e clandestini e la gente è preoccupata, gli vogliamo tappare la bocca? Roma è una città turistica, magari abbiamo anche noi l'ambizione che venga qualche turista, vogliamo abbellire il quartiere. Perché ritiene queste persone diverse dai suoi concittadini e quindi possibile causa di degrado? Non sono persone diverse, è la Ercoli che le tratta come persone diverse non io. Perché per quanto riguarda le persone di Grotte Celoni, per quanto riguarda il sottoscritto, per quanto riguarda la battaglia che stiamo conducendo, noi vogliamo che tutti siano trattati alla stessa maniera e ci stiamo battendo perché tutti vadano all'interno dell'ospedale. Se qualcuno invece pensa di prendere tutto il disagio sociale di Roma e concentrarlo all'interno di un quartiere all'estrema periferia di Roma, che la dottoressa Ercoli dice essere tutti clandestini e rom, dichiarazioni della Ercoli perché io non ci sono mai stato al Centro di Medicina Solidale, è normale che le persone si preoccupino, è naturale. STEFANIA PANETTA

N SEGUITO ALLE POLEMICHE SUL VOLANTINO DEL CENTROSINISTRA

CORZONI RACCONTA LA

SUA VERSIONE DEI FATTI E SPIEGA I MOTIVI CHE HANNO INDOTTO IL

D HA PARTECIPARE AL-

LA PROTESTA CONTRO LO SPOSTAMENTO DI ANZIANI

MEDICINA SOLIDALE NEI LOCALI DELL'EX CENTRO

'AI PINI'.

riato e nessuno ce lo ha chiesto allora. Poi la Chiesa decide di sfrattare il servizio … Il problema è nato quando vengono sfrattati dalla parrocchia e li chiama 'ospiti sgraditi'. Alla faccia del razzismo! Se vengo sfrattato me la prendo con chi sfratta, non con altri … La Ercoli dice che alcuni volontari non sarebbero voluti andare in via dell'Archeologia per problemi di sicurezza … Vede il razzismo quante forme prende? Non si capisce perché ad un chilometro più in qua c'è questo rischio e là no .. Lei si ha chiesto di avere chiarimenti sui permessi Asl … Ho fatto quello che doveva fare un partito serio. Mi sono rivolto al Rettore Lauro, al Prof. Bollero ma ad oggi nessuno mi sta rispondendo. Lo stesso Bollero ci diceva che lui non

sapeva nulla come noi. Era in possesso di una sola lettera della Ercoli che spiegava di un accordo come Alemanno. Perché sostenete che Medicina Solidale dovrebbe andare all'interno del Policlinico? Rifuggo l'idea dell'ospedale del popolo, mi da l'impressione dell'ospedale di serie B. Oggi l'ospedale è quasi terminato, quindi è corretto che la Medicina Solidale stia lì. Noi non abbiamo paura degli immigrati, noi abbiamo paura di chi tenta di cavalcare il tema degli immigrati al rovescio rispetto al tema del razzismo. Trovo sconvolgente che donne e uomini di sinistra accettino l'ospedale del popolo. La Ercoli dice che i partiti dal Pd a Forza Nuova hanno le stesse posizioni … Io rispondo che la Ercoli ha la stessa posizione di Alemanno. FEDERICA GRAZIANI

E L' ARES RESTA SENZA LOCALI L'AZIENDA REGIONALE EMERGENZA SANITARIA, SCAVALCATA DA MEDICINA SOLIDALE, RESTA CON UNA SEDE INADEGUATA. ABBIAMO INTERVISTATO IL COORDINATORE DELLA POSTAZIONE DI TOR BELLA MONACA DELFINO PATACCHIOLA. Qual è il problema della vostra attuale postazione? E' troppo piccola. Come postazione è ottima. Un punto strategico per quanto riguarda via dell'Archeologia, via Aspertini, via Quaglia, via S. Rita da Cascia. Le ambulanze messe qui riducono molto i tempi di percorrenza da questi che sono gli angoli più caldi come popolazione, e da cui arrivano anche molte chiamate. Ma la sede è troppo piccola: siamo 30 dipendenti in 85 mq, cosa inaccettabile anche per legge. Lo dice il decreto legislativo 81, su prevenzione e protezione dai rischi del lavoro. Con la sede in via Aspertini, di 150 mq e altrettanto ottimale dal punto di vista strategico, avremmo anche implementato il servizio da 2 a 3 ambulanze. Eppure il municipio VIII aveva affidato a voi quei locali … Infatti, noi la situazione pensavamo di averla risolta. Nel 2009 sembrava avessimo raggiunto un traguardo con la delibera municipale, poi Alemanno venne qui e decise di passare a Medicina Solidale i locali a noi assegnati. Voi non avete locali, li chiedete sempre ai muni-

cipi. L' VIII come lo avete trovato? Io ho lavorato e lavoro anche in altri municipi. Ad esempio, in VI e in VII, dove avevamo anche dei problemi, i Presidenti si sono mostrati subito molto disponibili nel trovarci dei locali. Quella disponibilità non l'ho riscontrata qui, o perlomeno non si è parlato chiaro. E ora? Noi un po' di tempo fa abbiamo fatto ulteriore richiesta protocollata per ricevere altri locali, perché si era capito che quello non ci sarebbe stato assegnato. Perso quello, datecene altri. Ma prima di procedere loro devono fare una sorta di statistica per sapere che locali hanno. Neanche il municipio conosce i suoi locali, così come non conoscevano l'esatto valore dell'immobile dove stiamo ora. Il servizio ne risentirà? Noi stiamo qui dal 1999, prima con un'ambulanza, poi con due in seguito ad un potenziamento del servizio nei municipi che crescevano a dismisura demograficamente. Potevamo passare a tre con il locale di via Aspertini, ma probabilmente saremo costretti a limitare il servizio a un'ambulanza e dimezzare gli uomini. DAVIDE LOMBARDI

IL COMUNICATO DELLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA importanza del centro di medicina solidale e delle migrazioni,svolgendo il ruolo di presidio sanitario rivolto alla fasce più deboli della popolazione,assume un rilievo o particolare nel nostro territorio. Migranti,senzatetto,famiglie al limite della soglia di povertà,che in molti casi scontano la difficoltà di accesso alle strutture convenzionali,già per altro al collasso, (come per esempio il pronto soccorso di Tor Vergata),trovano invece cura e ascolto e solidarietà attiva in questo presidio sociale e sanitario. Per questo motivo la Federazione della Sinistra dell'ottavo municipio ritiene che l'attività del centro vada mantenuta e sorretta,anche come presidio di civiltà e integrazione. Riteniamo infatti che non ci possa essere alcun pericolo per la salute degli utenti perché all'interno della struttura sono rispettati i protocolli sanitari,ne tantomeno ci pos-

“L’

sano essere pericoli per i residenti (altrimenti sarebbe altrettanto pericoloso recarsi al pronto soccorso,o in una sala del medico curante in cui certo non possiamo sapere se chi siede accanto a noi ha una qualsivoglia malattia contagiosa). Detto questo pensiamo che non sia fondamentale un ubicazione del presidio piuttosto che un altra,ma riteniamo fondamentale la sua continuità ,siamo disponibili al confronto sulla scelta di un altro luogo che abbia però i requisiti di sicurezza interni e ed esterni per gli utenti e per il personale sanitario,e che un eventuale spostamento non debba pregiudicare la continuità di questo importante servizio,in altre parole non pensiamo sia giusto interrompere il servizio in attesa della sistemazione in un altro luogo. Invitiamo pertanto le forze rappresentate in municipio ad individuare al più presto un sito con le caratteristiche necessarie".

FORZA NUOVA APRE AL CENTROSINISTRA "DISPOSTI AD AMMAINARE LE NOSTRE BANDIERE PER UN FINE COMUNE".

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arà stato quel volantino dei partiti del centrosinistra a far credere al gruppo di Forza Nuova che si potesse lottare uniti contro l'ubicazione di Medicina Solidale nell'ex centro anziani 'Ai Pini'. Il comunicato forzanovista in generale ricalca molto quello firmato da Pd, Api, Italia dei Valori e Lista Civica dove si poteva leggere tra l'altro: "… in un vecchio sito abbandonato ed inadeguato dove nello stesso piccolo salone, in modo promiscuo e senza controlli, si curano malattie infettive, HIV, tossicodipendenza e pediatria, ostetricia e ginecologia". E a questo Forza Nuova risponde: "Riteniamo che voler offrire un servizio medico a clandestini, che non per loro colpa ma per il contesto da dove provengono, che hanno un'altissima percentuale di trasmettere malattie infettive, sia una cosa che non possa essere sottovaluta a semplice questione politica". E addirittura lancia una provocazione alle forze del centrosinistra per farle uscire allo scoperto: "Forza Nuova si vuol fare promotrice di un tavolo con tutti le parti in causa, con maggioranza e opposizione, con la Dottoressa Ercoli e con personale addetto del Policlinico Tor Vergata, per capire le motivazioni di una scelta che può essere un errore da cui pentirsene successivamente". Provocazio-

ne non accolta dal capogruppo Pd che ripudia la possibilità di poter collaborare con Forza Nuova. Il capogruppo Pd Scorzoni risponde: "Non collaboro con chi fa del terrorismo psicologico". Meno duro il consigliere Api Mastrangeli che, seppur non prende in considerazione la possibilità di una collaborazione con il gruppo di Forza Nuova, che definisce eccessiva e pesante in alcuni passaggi, apprezza l'interesse sulla questione. "E' l'unico gruppo politico di destra ad aver mostrato attenzione al tema e ad aver preso una posizione, a differenza dell'assente Sindaco e della maggioranza municipale". E non è l'unico ad attaccare il centrodestra. Ci pensa la stessa Forza Nuova: "Ancora una volta il sindaco del centro della città, con prepotenza e senza ascoltare l'opinione della gente, scavalca la maggioranza dell' VIII e decide che Medicina Solidale andrà a Grotte Celoni nel luogo destinato all'Ares 118. Come rispondono i consiglieri a questo ennesimo affronto alla loro dignità? ". Non ci sarà collaborazione tra centrosinistra e Forza Nuova, che con il suo comunicato ha sottolineato l'enorme errore del Partito Democratico, in primis, ad aver appoggiato un volantino che si presta ad equivoche letture. FEDERICA GRAZIANI

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PARLA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MUNICIPALE MARCO DARI Cosa ne pensa del fatto che Alemanno abbia bypassato una decisione del Consiglio di affidare i locali all'Ares 118? Non è esattamente così, noi abbiamo espresso una volontà perché noi non affidiamo i locali. Dal momento che, l'Ares 118 sta scoppiando nel posto dove si trova, avevamo espresso l'idea di affidargli quei locali di via Aspertini. In generale credo che il Sindaco della città sia nella condizione di farlo, specialmente se si tratta dello stesso colore politico. Per noi resta ferma l'idea di affidarli all' Ares 118. Nonostante la Dott.ssa Ercoli ci abbia apostrofato in maniera indegna, non abbiamo alcuna intenzione di mandarla in mezzo ad una strada. Il Vicariato aveva messo a disposizione i suoi locali di via dell'Archeologia. L'Ares non potrebbe andare in via dell'Archeologia per due ragioni: i locali non sono i nostri e inoltre sarebbe troppo lontano dal centro. Le chiavi dell'ex centro anziani 'Ai Pini' chi le ha date alla Ercoli? Credo gliele abbiamo date noi, poi ovviamente c'è stata una sommossa popolare nel merito della quale non voglio rientrare. Nel frattempo i locali erano pronti e quando la dottoressa si è spostata di là i locali del Vicariato non erano ancora finiti, e pare che non si sia voluta più spostare. Il nostro intento era quello di chiudere il cerchio facendo andare Medicina Solidale a via dell'Archeologia e l'Ares al Centro Ai Pini. Poi sa da quando sono stato offeso personalmente dalla Dott.ssa Ercoli non ho avuto più contatti. Ma deve sapere che quando si amministra non si da credito alle beghe personali quello che conta è offrire un servizio che si da a persone in difficoltà, agli immigrati anche quelli irregolari, ci sono, e anche quelli vanno in qualche modo curati non possiamo buttarli al macino. Da questo punto di vista non sono persona drastica. Lo stesso Sindaco ci ha chiesto di risolvere questa situazione dopo aver visto il servizio che svolgevano. Ma poi c'è stata questa sommossa che francamente non ho ben capito. La Dott.ssa Ercoli è stata qui tanti anni e non credo ci sia mai voluto l'intervento delle Forze dell'Ordine. Poterei capire l'accampamento rom perché si potrebbero verificare piccoli furtarelli, ma quelli stanno male si vanno a curare che potranno mai fare? STEFANIA PANETTA MARIO CECCHETTI, CENTRO SOCIALE EL CHE: "POLITICA MIOPE E DI PROPAGANDA"

È nella data del giovedì 12 che le associazioni del territorio in difesa del servizio si radunano dapprima davanti al Municipio denunciandone la miopia e in un secondo momento davanti al PTV per distribuire, a loro volta, un volantino dal titolo "Perché il taglio dei Presidi Sanitari nel territorio?". Quale è stata la vostra reazione al volantino delle forze del centrosinistra? Letto il volantino abbiamo riconosciuto toni altamente razzisti. Ciò che ci ha lasciati maggiormente stupiti è che fosse firmato da PD, Lista Civica per Rutelli, Api e Italia dei Valori. Siamo rimasti praticamente allibiti perché tolte queste sigle saremmo stati convinti che si trattasse di un volantino di Forza Nuova o di qualsiasi altro gruppo di estrema destra. Facendo un volantino del genere alimentano odio e razzismo e conoscendo il territorio non ci avrebbe stupito apprendere che qualcuno più intollerante se la prendesse con qualche straniero che andava lì per farsi curare o che se la prendesse addirittura con la struttura stessa. E quindi cosa avete fatto? Ci siamo rivolti ad alcuni componenti del Partito Democratico, chiedendo loro se si rendessero conto che la campagna di intolleranza e razzismo fosse scatenata da loro non dalla gente del quartiere e come questo dato fosse scandaloso. Non ci siamo rivolti al Consigliere Mastrangeli, che ha fomentato questa campagna, perché crediamo la stia conducendo solo pensando a quanti voti prenderà. Ci siamo poi visti con altre realtà associative del territorio e che credono che un Presidio come quello di Medicina Solidale sia positivo. Con le donne dell'R5, con gli Studenti Link di Tor Vergata, gli utenti di Medicina Solidale dell'R8 e dell'R5 e il SID abbiamo fatto un volantino spiegando le ragioni per cui il Presidio Sanitario è importante. L'abbiamo distribuito anche noi davanti al Municipio dicendo alla politica quanto sia miope e poi siamo venuti a distribuirli al PTV. Siamo stati allontanati e invitati ad andare oltre la sbarra che delimita il territorio del PTV. Non contenti abbiamo scritto un comunicato e lo abbiamo inviato al Direttore Generale chiedendoli un STEFANIA PANETTA


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utti all'erta contro la cementificazione del parco di Casa Calda. Questa volta è il Presidente del VII municipio Roberto Mastrantonio a convocare un'assemblea per mobilitare i cittadini. Tra gli invitati ci sono anche l'assessore comunale all'Urbanistica Corsini e il nostro Presidente Lorenzotti, entrambi assenti. "Ieri il consiglio municipale del VII ha votato una risoluzione di netta contrarietà, e come Giunta abbiamo dato mandato agli uffici tecnici del municipio di esprimere parere negativo a prescindere", comincia Mastrantonio. "Quasi 300mila metri cubi, 1200 appartamenti, 36 palazzine fra i 10 e i 20 metri, su un'area di grande pregio archeologico e ambientale, a 100 metri dall' Acquedotto Alessandrino, in pieno agro romano. E con le infrastrutture che rimangono quelle che noi già conosciamo bene. Bisogna finirla con la logica per cui al centro le opere si fanno,

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Giù le mani da Casa Calda IL PRESIDENTE DEL VII MUNICIPIO HA CONVOCATO UN INCONTRO AL CENTRO ANZIANI DI CASA CALDA PER DIRE NO ALL'ACCORDO DI PROGRAMMA FRA COMUNE DI ROMA E CAPITOLO DI SANTA MARIA MAGGIORE. Urbanistica e Ambiente: come Pd le abbiamo chiesto di discutere la cosa in commissione. Lei ci ha risposto di no, è un problema che non riguarda l' VIII. Voi non avete problemi solo perché questa cosa non si fa da questa parte, ma dall'altra parte di via Tobagi", dice Grasso rivolgendosi ai tantissimi cittadini dell' VIII che gremiscono il centro anziani di Casa Calda. E poi attacca frontalmente la Raco, "che prendeva 7mila euro al mese come rimborso, e non sapeva neanche qual era il suo posto di lavoro". "Torre Maura sarà strozzata", continua il consigliere Pd. Si continua con gli interventi dei cittadini, per difendere una zona ad alto pregio archeologico e paesaggistico. DAVIDE LOMBARDI

FINALMENTE ARRIVANO LE POTATURE A TORRE MAURA. C'È PIÙ LUCE A VIA DELLE ALZAVOLE, GRAZIE ALL'INIZIATIVA DEGLI INQUILINI CHE HANNO CONTATTATO L' ASSESSORATO ALL' AMBIENTE.

a camuffare. "Vivo qui da 34 anni e ho sempre pagato l'affitto: - dice Maggiorina - ma da quando sono caduta non lo pago più, e ho avvisato il Comune. Ho detto venitemi ad aggiustare il pavimento e io vi pago l'affitto come ho sempre fatto per 34 anni. Ho 89 anni, in questa situazione, senza nessuno, senza possibilità di pagare una donna, senza possibilità di rifarmi il pavimento. Non so come fare, con le tavole al posto delle mattonelle". Oriana parla delle innumerevoli segnalazioni e raccomandate inviate alla Romeo. "Quando vengono lo fanno solo per rattoppare. Io lo spiego, il pavimento si gonfia da sotto: l'ho fatto vedere, in corridoio, anche in cucina. E loro mi han detto che non si può fare nulla, che bisogna continuare a fare telefonate e mandare raccomandate. Cioè quello che ho sempre fatto, senza che mai nessuno provvedesse. E il pavimento in certi punti è vuoto, si sente, e scoppierà sicuramente". Una cosa però è stata fatta, ammette Oriana: il bagno. "Dopo tanti anni e tante richieste, non so come, ma sono arrivati e l'hanno fatto. Avevamo anche minacciato di chiamare Striscia la Notizia".

opo anni di attesa e qualche albero crollato arrivano finalmente le potature a via delle Alzavole. E' tutta un'altra storia: più luce nel cortile, più sicurezza, rischio di caduta alberi o rami azzerato. Cinque gli alberi caduti negli ultimi tre anni: l'ultimo grosso ramo, caduto appena due mesi fa, ha danneggiato tre automobili. E per fortuna non c'era nessuno lì sotto. "Finalmente dopo 4 anni l'amministrazione comunale di centrodestra batte un colpo a Torre Maura, e lo fa in maniera importante perché risolve un problema grave", commenta il consigliere Pd Daniele Grasso, che si è sempre interessato alla questione e che qualche mese fa ha aiutato un cittadino che da solo aveva deciso di potare un albero pericolosissimo. Il servizio giardini ha portato via anche i rami tagliati quel giorno, restati a marcire per mesi sul marciapiede di via delle Alzavole. "L'ultimo ramo caduto sulle macchine era solo l'ultimo di una serie di eventi; - continua Grasso - sono contento, così come lo sono i cittadini. L'iniziativa infatti è partita dagli inquilini delle case che hanno contattato l'assessorato all'Ambiente". I problemi non finiscono qui, a Torre Maura, ma finalmente è arrivato un intervento forte, davvero risolutivo. Però, sia chiaro, la potatura degli alberi dovrebbe essere routine, e non una faticosa conquista.

DAVIDE LOMBARDI

DAVIDE LOMBARDI

e in periferia si fanno solo se c'è la compensazione ai privati", chiosa Mastrantonio. Dell' VIII municipio ci sono tanti cittadini, l'unico politico presente è il consigliere Grasso. Che attacca la maggioranza e fa nomi e cognomi. "Gianni Alemanno. Lorenzotti che oggi non è qua, e sarei stupito del contrario. Vanda Raco, Presidente della commissione

TOR VERGATA, UNA CASA PIENA DI TRAPPOLE MAGGIORINA BERTOZZI, UN'ANZIANA DI 89 ANNI, CADE CON IL GIRELLO A CAUSA DI MATTONELLE SCOPPIATE. successo un paio di mesi fa nelle case Isveur di via della Tenuta di Torrenova. Maggiorina, mentre entra nella sua stanza con il solito girello, cade su delle mattonelle scoppiate poste all'ingresso. Mattonelle più volte segnalate alla Romeo, che era venuta a rattoppare alla meglio, e che si erano già rigonfiate. "E' venuto il 118, sono andata in ospedale", ricorda Maggiorina. La figlia Oriana ricorda ancora la scena. " Io quella mattina non dovevo neanche passare, era una domenica, ho pensato di passare un attimo e la ritrovo a terra con tutto il braccio sanguinante. Ha preso anche un colpo al ginocchio e uno alla testa, ha avuto un trauma cranico". Oriana vive nello stesso palazzo della madre, e adesso sta sempre con lei. "Momentaneamente sto bloccata qua, come faccio a lasciarla sola. Da quando è caduta è cambiata, ha preso paura e la botta alla testa l'ha fatta cambiare. Le era andata anche via la parola per un po', poi è ritornata. E per fortuna mi sono trovata subito dopo quando è caduta". Il pavimento a casa di Maggiorina è un mosaico di mattonelle. E ci sono enormi buchi coperti con delle tavole di legno. Anche sotto il tavolo in soggiorno il pavimento è scoppiato, e c'è il tappeto

VIA DELLE ALZAVOLE: ARRIVANO LE POTATURE

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LO STRANO CASO DI VIA DEI GIARDINETTI DUE PROGETTI, NESSUN INTERVENTO urante il consiglio del 23 gennaio l'argomento all'ordine del giorno della componente PD dell'opposizione è stato la riqualificazione di via dei Giardinetti. Anche se discusso in questi giorni, il problema di via dei Giardinetti è ormai datato e metabolizzato dai suoi abitanti e da tutti i suoi fruitori. La strada è una piccola arteria che rischia la congestione in ogni momento. È stretta, con una sola carreggiata per un solo senso di marcia, e certamente molto percorsa. In verità, questo malcontento sembrava essere stato raccolto nel 2004, anno in cui l'amministrazione municipale in carica deliberava per la riqualificazione della strada. Si prevedeva pertanto l'allargamento della carreggiata, per la cui realizzazione il Comune avviò le relative procedure espropriative. Che si sono subito arenate. Da allora il progetto è stato riposto in dispensa, in attesa di tempi favorevoli alla sua realizzazione. Già, perché il costo del progetto sarebbe esoso, dato che prevede grossi lavori di sottofondo stradali che, per un relativo lasso di tempo, complicherebbero la si-

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tuazione già critica della strada. Come se non ci fosse abbastanza carne a cuocere, nel 2011 l'attuale amministrazione ha approvato, sempre per via dei Giardinetti, la realizzazione di un marciapiede, in sostituzione dei parapedonali, senza peraltro abrogare la precedente delibera del 2004. Per questo il 23 gennaio il problema di Giardinetti è tornato attuale: perché, tra le varie mancanze dell'amministrazione che via via affiorano a galla, c'è anche quella del completo e continuo disprezzo delle procedure. La proposta dell'opposizione invece prevede la deviazione delle risorse destinate ai lavori di sottofondo alla realizzazione dell'intero progetto alternativo, quello che prevedeva l'esproprio e l'allargamento della strada. Ironico eppure reale: per via dei Giardinetti sono stati pensati e approvati non uno, ma ben due progetti. E nonostante tanto zelo e tanta creatività, non ne è stato realizzato neanche mezzo. Anzi, un mezzo intervento è stato realizzato: i parapedonali! Per ora facciamoceli bastare … LUCIA BRAICO


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"AL CH'ENTRO DELLA NOTIZIA" SI TINGE DI INCHIOSTRO

Settimana dello studente per il Liceo Amaldi

lare istituito dal Professor Buongiorno. I docenti sono figure esterne proSTUDENTI, RAPPRESENTANTI E DOCENTI UNITI PER INTEGRARE L'OFFERTA FORMATIVA . venienti dall'università di Tor VergaDA GENNAIO, DOPO DUE ANNI DI SILENZIO, IL GIORNALE ta o vecchi studenti dello stesso SCRITTO DAI BAMBINI DELLE SCUOLE DI TOR BELLA MONACA a avuto inizio lunedì 30 gennaio la Settimana dello Amaldi. Abbiamo intervistato i rap- HA RIPRESO LA SUA ATTIVITÀ EDITORIALE. Studente organizzata dai rappresentanti d'istituto del presentanti degli studenti, Rainer Liceo Amaldi di Tor Bella Monaca. Voltano le spalle alopo lunghi mesi di silenzio, Al Ch'Entro della Notizia, Russo, Amr Amhed, Simone De Nil'obsoleta autogestione, per intraprendere una forma più oril giornale scritto dai piccoli studenti delle scuole di colò e Claudio De Blasio: "Voleva- Tor Bella Monaca, ha riattivato le sue periodiche pubbliganizzata e programmatica di uno spazio temporale interamo con questa settimana avere la cazioni. Il giornalino aveva dovuto chiudere i battenti a mente gestito dalle classi e supervisionato dagli stessi rappossibilità di seguire corsi che altri- fronte delle mancate possibilità economiche che potessepresentanti. menti non ci potremmo permettere per questioni economi- ro finanziarne la pubblicazione. Dopo numerose richieste Una settimana interamente dedicata all'integrazione delche e poi perché purtroppo i professori non sono nelle condi- di ripristinarlo, il Centro Sociale "El Che" si è nuovamenl'offerta formativa e approvata dal consiglio dei docenti. Dizioni di uscire dai programmi ministeriali. Un modo per poter te battuto alla ricerca di generosi donatori che potessero versi i corsi istituiti dalla geotecnica, alla biologia, al cinefoessere introdotti ad argomenti non prettamente scolastici ma finanziarlo nuovamente. La cittadinanza ha aperto le rum , alla fotografia, alla storia della mitologia giapponese, ai orecchie e le donazioni sono arrivate. di valido interesse per la crescita di ognuno di noi. Entriamo corsi di spagnolo, cinese, alla storia dell'hip pop, di chitarra, A gennaio la prima uscita bimestrale è stata inauguraalle 8 e 15 facciamo l'appello, dalle 9 e 15 fino alla ricreazio- ta con la gioia dei bambini, dei professori e di quanti conbasso e batteria. Non mancano i corsi di recupero soprattutne c'è un blocco di corsi a libero accesso naturalmente e con- tribuiscono alla realizzazione del progetto. L'editoriale è to per le classi quinte e organizzati dagli stessi docenti, nondotti dagli studenti di Tor Vergata o da ex studenti dell'Amal- di Mario Cecchetti, de El Che, che ne cura l'edizione, tutché quelli meno accademici come storia della musica popodi che ora fanno l'Università, dopo la ricreazione si ricomin- ti gli articoli, invece, degli studenti della Scuola Primaria cia fino all'una e un quarto con altri corsi condotti dai nostri Salvatore Valitutti, della Scuola Media Secondaria Enrico ROMERO, E' QUASI FATTA professori, che magari fanno recupero soprattutto per gli stu- Medi e della Scuola Secondaria e Primaria di via dell'ArLA COMMISSIONE SCUOLA DELLA REGIONE ACCOGLIE ALL'UNANIMITÀ denti delle quinte, e da altri. Ma alcuni docenti si sono impe- cheologia. Un vero e proprio giornale scritto dai più picUNA PROPOSTA DI MODIFICA DEL CONSIGLIERE NOBILE (FDS) E DI STEgnati anche a fare corsi diversi, come, ad esempio, il Profes- coli ma con ideali molto più grandi di molti adulti. Come FANO (PD). RICHIESTA DEI GENITORI ACCOLTA, SI ASPETTA SOLO LA testata non potevamo non esimerci dal fare un augurio sor di Storia e Filosofia Bongiorno, che terrà un corso di StoRATIFICA FINALE DELLA GIUNTA. ai nostri stimati colleghi redattori! STEFANIA PANETTA ria della Musica Popolare". STEFANIA PANETTA cominciato bene il 2012 per bambini e genitori della 'Oscar Romero'. Lo smembramento è scongiurato, e l'accorpamento alla Basile di via Merope (Torra Angela) sembra cosa fatta. Pare che an- "TITOLO DI STUDIO O CARTA STRACCIA?" che gli amministratori si siano accorti che non è possibile complicare IL FLASH MOB DEGLI STUDENTI DI LINK DI TOR VERGATA. NEL CORSO DELLA VISITA AL NASCENTE ISTIgiovani vite con un tratto di penna, e abbiano deciso di dare ascolto TUTO FABRIZIO DE ANDRÈ, IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE ARMANDO PROFUMO È ACCOLTO alle istanze dei genitori e di chi vive la scuola e il territorio. DA ROTOLI DI CARTA IGIENICA STAMPATA CON SU SCRITTA LA RAGIONE DELLA PROTESTA. Come ogni finale che si rispetti, c'è un po' di suspence: il 16 genel tutto inaspettata la protesta studentesca promossa dagli mini, hanno trovato il loro caposaldo nelnaio infatti per la Oscar Romero è doccia fredda. La Giunta Regionale, nonostante i pareri degli Osservatori per la Scuola (provinciale e studenti di Link dell'Università di Tor Vergata in occasione lo slogan "Il Governo finanzi l'università e regionale), approva infatti un documento che non deve essere anda- della visita, ai locali in costruzione dell'istituto Fabrizio De Andrè non tocchi il valore legale del titolo di stuto giù a chi da mesi lotta per i propri bambini. Lo smembramento scom- nel quartiere della Nuova Romanina, del Ministro della Pubblidio" che una voce al megafono amplificapare, e con esso la scuola di Colle Prenestino, ma entrambi i plessi di ca Istruzione Armando Profumo. va. A monte della contestazione il timovia Calimera vengono accorpati all'I.C. via dell'Archeologia. Mai dispeNella giornata di mercoledì 25 gennaio, mentre alle otto del re che passasse tacitamente la riforma rare: l'iter del provvedimento prevede ancora un passaggio in Com- mattino la città lentamente ancora si svegliava, i ragazzi del Coche avrebbe considerato le lauree non tutte uguali rispetto almissione prima della ratifica finale della Giunta. Così, all'ultimo respi- ordinamento Universitario erano già armati di rotoli di carta igiel'origine del conseguimento e quindi "con una svalutazione delro, il 24 gennaio una proposta di modifica sulla Romero del vicepresi- nica con su scritto "Titolo di studio o carta straccia?",da distrile università pubbliche e la creazioni di pochi centri di eccellendente della Commissione Scuola Nobile (Fds) e di Di Stefano (Pd) viebuire a quanti erano lì ad accogliere il Ministro, nonché al Miniza, magari privati, costosi e per pochi". Il Ministro Profumo si è ne accolta all'unanimità. Non più via dell'Archeologia, ma via Merope, stro stesso. Dopo aver aspettato il termine della visita guidata ritrovato a dover accettare il testo de la "Altra Riforma", quella Torre Angela, scuola Basile. E' ciò che i genitori chiedono da sempre, per le aule , si sono avvicinati a Profumo consegnando la carredatta e firmata dagli studenti stessi. Solo il giorno seguente e finalmente è scritto nero su bianco. Prima di stappare le bottiglie c'è ta igienica. Il simbolico e sorprendente flash mob ha denunciahanno potuto apprendere che il decreto è stato lasciato fuori dalperò da attendere la definitiva approvazione della Giunta, che dovrebla Riforma per via del clamore suscitato dalla protesta loro e di be arrivare in questi giorni, il 3 febbraio per la precisione. "In realtà do- to lo stato di allerta in cui l'istruzione italiana si trova. Infatti, le altri studenti italiani che contemporaneamente e in altre città stavrebbe solo fare una sorta di ratifica finale, - spiega Nobile - però po- ragioni della contestazione e la richiesta di un confronto, per cui rivedere la manovra proposta dall'ex Ministro Maria Stella Gelvano manifestando per la stessa causa. STEFANIA PANETTA trebbe anche metterci di nuovo le mani". DAVIDE LOMBARDI

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AL CUBOLIBRO: "UN GIORNO DEDICATO" A LARGO FERRUCCIO MENGARONI GLI APPUNTAMENTI SONO DEDICATI ALLA LETTURA CON I PIÙ PICCOLI. ello spazio della biblioteca Cubolibro, sito in Largo Ferruccio Mengaroni, e sede della stessa Associazione Culturale, si è inaugurato il 28 gennaio il ciclo di appuntamenti dedicati alla lettura con i bambini tra i dieci e i dodici anni. L'iniziativa in realtà era già iniziata a novembre, ogni quarto sabato del mese, con il gruppo dei piccoli tra i cinque e i sette anni ma la proposta si è voluta aprire ai più grandi. Caludia Bernabucci, educatrice e promotrice degli incontri ci ha spiegato da dove è nata l'idea: "È

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nata spontaneamente. Sono un'educatrice e con i bambini lavoro da molti anni all'interno di diversi laboratori. Mi è capitato spesso di sentirmi chiedere di leggergli qualcosa, così, ho pensato perché non provare ad offrirgli un appuntamento dedicato? Questa è la prima giornata con i bambini più grandi. Rispetto a chi c'è naturalmente scelgo cosa fare". Un'offerta fra le tante dell'Associazione che vede coinvolto il lavoro di quattro soci fondatori e di una collaboratrice esterna. In bocca al lupo! STEFANIA PANETTA

OCCHI VIOLA A TOR BELLA MONACA IL GRUPPO RAP A PARTIRE DA FEBBRAIO SARÀ IMPEGNATO NELLA CONDUZIONE DI UN LABORATORIO MUSICALE ALL'INTERNO DELLE SCUOLE DEL QUARTIERE.

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aranno Simone Grisa, in arte Sennit, e Manuel D'Amico, detto Stricchinino, a condurre i laboratori rap che si svolgeranno nelle scuole del quartiere di Tor Bella Monaca. Nati nel 2007 sotto il nome di Occhi Viola i due giovani rappers, rispettivamente di 25 e 23 anni, invogliati e sostenuti dal Centro Sociale "El Che", già da febbraio saranno impegnati a parlare in cattedra della giovane esperienza acquisita. Perché il nome Occhi Viola? È certamente un colore che non si vede negli occhi se non quando la passione dirompe, sembrerebbero rossi ma in realtà il colore è più intenso, per noi vicino al viola, quindi per noi è il colore degli occhi quando esprimono emozioni forti. Di cosa parlate nei vostri testi? Oltre la critica sul sistema, su noi stessi, di quello che facciamo noi e i ragazzi alla nostra età, parliamo del modo per riuscire nella vita. Naturalmente da quando abbiamo cominciato gli argomenti e la

visione sono cambiati perché siamo cresciuti. Cosa accadrà nel corso degli incontri? Prima di tutto ci occuperemo di affrontare la storia del rap, le sue origini e le origini di alcuni degli atteggiamenti tipici dei rappers. Esauriti gli argomenti, trattandosi di un laboratorio ci impegneremo a coinvolgere i ragazzi nell'esecuzione dei pezzi. Quindi affronteremo il modo della composizione invitandoli a realizzare ritornelli e strofe. Insomma li porteremo a fare del rap. A fare musica. Ci sono occasioni messe a disposizione dal Municipio per esibirvi? Ogni volta che ci siamo esibiti nel quartiere è dipeso sempre da altri, con il Municipio ci si muove poco. Il 17 e il 14 febbraio per esempio saremo ospiti a Trastevere e al Mandrione dove presenteremo il nuovo disco di Sennit "Non fare domande non avrai bugie". STEFANIA PANETTA


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igliacco, chi rapina un posto dove si svolgono feste per bambini, è solo che un vigliacco". Queste sono le dure parole con cui Danilo, marito della proprietaria di un locale dove si svolgono feste per bambini, che lo scorso 14 gennaio è stato rapinato. Nessuno si riesce a spiegare come sia stato possibile che due uomini, a bordo di uno scooter, abbiano sceso la rampa d'accesso al locale per bambini, ed armati di pistola abbiano minacciato la proprietaria per poi rapinarla. Tutto si è svolto alla velocità della luce, sabato 14 gennaio, intorno alle 17.15 del pomeriggio, quando due uomini hanno fatto irruzione all'interno del locale, nel momento in cui si stava svolgendo una festa che ospitava quasi un centinaio di persone. Col viso coperto dai caschi, si sono diretti verso il bancone e sotto la minaccia di una pi-

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BECCATO SUL FATTO! Borghesiana. Armati di pistola rapinano locale per feste dei bambini A F

INOCCHIO UN UOMO NEI PRESSI DEL SUO

TERRENO COGLIE SUL FATTO UN UOMO INTEN-

DUE UOMINI ARMATI DI PISTOLA FANNO IRRUZIONE IN UN LOCALE DOVE SI SVOLGONO FESTE PER I PICCOLI E , ALLA PRESENZA DEI BAMBINI STRATTONANO LA PROPRIETARIA SOTTRAENDOGLI UN ROLEX. stola hanno intimato alla proprietaria di consegnargli soldi e oggetti di valore. A causa della paura, la proprietaria è rimasta immobile, cosa che ha fatto innervosire i rapinatori, che l'hanno strattonata per cercare di sottrarle l'orologio da polso. In quel momento è intervenuto Danilo, suo marito, al quale è stato rubato l'orologio, un Rolex da polso. Dopo essersi impossessati del bottino, i due criminali sono risaliti in sella allo scooter facen-

FINOCCHIO, DERUBATI ANZIANI IN CASA A VIA VALDERICE UN GRUPPO DI MALVIVENTI IRROMPE IN CASA DI UN PROFESSORE E RUBANO QUALUNQUE COSA. nnesima rapina a Finocchio, uno dei quartieri più colpiti da questa piaga. Intorno alle ore 18 di sabato 14 gennaio si è consumato l'episodio. Tutto in una manciata di minuti. A farne le spese la famiglia De Santis, residente in via Valderice. La moglie del prof. Raffaele era da poco uscita di casa. Lui, anziano e non deambulante, l'aspettava in cucina davanti alla televisione. Munito di cuffie perche non sente molto bene. Quando i tre malviventi,

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a suon di calci hanno aperto il portone d'ingresso. La porta non era blindata, come quella della quale sono dotati ora. Ma un portoncino vecchio stampo. "Ho visto i tre uomini venire verso di me e intimarmi di rimanere seduto. Non mi ero accorto di nulla e non credevo avessero cattive intenzioni fin quando non hanno iniziato a frugare in casa". Uno dei tre è rimasto a fare il palo e gli altri due hanno setacciato l'intera abitazione, svuotando cassetti, abbattendo la ric-

do perdere le loro tracce. Nonostante la musica all'interno del locale fosse ad alto volume, le persone presenti, compresi i bambini, si sono accorti di ciò che stava accadendo, ma questo fortunatamente non ha scatenato il panico. "Fortunatamente continua Danilo - ai piccoli non è accaduto niente. Solo un grande spavento". Nei giorni successivi, molte sono state le "chiacchiere" nel quartiere su ciò che fosse veramente accaduto quella sera nel locale per bambini. "C'è chi addirittura, commenta Danilo - ha detto che sono stati maltrattati i bambini., non è vero niente". ANDREA CAVADA

ca biblioteca e buttando giù porte chiuse a suon di calci. "Non ho reagito affatto. Era inutile farlo. Così vedendo com'ero indifeso anche il terzo malvivente è accorso in aiuto dei suoi compari. Per velocizzare l'operazione". Così, il Prof. De Santis ha avuto la prontezza di prendere il telefono cordless all'ingresso e risedersi sulla poltrona. E ha chiamato la moglie. I malviventi, quando si sono accorti dell'assenza del telefono dalla postazione, si sono dileguati. Per paura dell'arrivo della polizia. Portando via con loro due computer e un asciugacapelli. Di ritorno, la moglie ha contattato subito le autorità competenti, ma i delinquenti si erano già dati alla fuga. JESSICA SANTINI

IL CAMPER DELLA SICUREZZA È TORNATO A

GRANDE RICHIESTA DEI CITTADINI E DELL'ASSOCIAZIONE DI

COLLINA DELLA PACE HA NUOVAMENTE SOSTATO NEL QUARTIERE DI FINOCCHIO. QUARTIERE

opo l'ultimo incontro di circa un mese fa, dove era stato riscosso un discreto successo, eccolo che torna con il questionario per i cittadini. E questa volta si posiziona in via Casilina 1837, nei pressi della chiesa Santa Maria della Fiducia. Collocazione centralissima. Facile da trovare (al contrario della scorsa volta, che risultava nascosto dai banchi del mercato). E tanto atteso anche perché tanto pubblicizzato. Così domenica 29 gennaio torna in scena il camper della sicurezza.Si crede molto in questa possibilità: un presidio mobile oggi, per un presidio fisso domani. Perché ci sia davvero un giorno qualcuno che raccolga i disagi dei cittadini e faccia rapporto a qualcuno più in alto. Presente all'evento l'On. Fabrizio Santori. Al quale sono stati presentati diversi casi di difficile risoluzione e consegnate alcune denunce anche piuttosto recenti. Per dare un segnale di come il quartiere vive la questione sicurez-

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za. Con i suoi furti. La sua microcriminalità. Il suo bullismo. E la paura dei residenti. "Ho ascoltato le richieste dei cittadini. I loro problemi. Che sono anche tanti - dichiara l'On. Santori - La richiesta maggiore riguarda l'inserimento di un presidio di forze dell'ordine, che siano polizia o carabinieri non fa differenze. Per ora, in attese delle concessioni, si accontenterebbero anche di una stazione mobile". Quindi, presenza delle forze dell'ordine sul territorio. Per sentirsi più sicuri. E denunciare i torti subiti. "Intanto, personalmente, mi faccio portavoce della situazione del quartiere e delle richieste dei cittadini. Riporterò quanto alle autorità competenti". Sono stati riempiti circa 80 questionari. Più i 40 della scorsa volta: "E' andata benissimo - afferma Luigi Di Bernardo, Presidente dell'Adq Collina della Pace - siamo molto soddisfatti. Ottima anche la risposta dei cittadini!". JESSICA SANTINI

TO A SCARICARE MATERIALE DI VARIO TIPO.

MA

RISCHIA DI ESSERE INVESTITO.

FORTU-

NATAMENTE PRENDE LA TARGA.

hanno beccato sul fatto. Intento a scaricare, non curante della legge. Dell'ambiente. E del rispetto della pubblica e privata proprietà a gettare rifiuti. E' stato

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avvisato da grida e minacce e di tutta risposta ha tentato di investire il signor Maggi. Il triste evento si è svolto in via Camigliatello Silano, piccola traversa di via Rocca Cencia a Finocchio. La storia ce la racconta il fratello, accorso sul posto qualche istante dopo. Fortunatamente, non ci sono stati feriti. Ma quello che accaduto è comunque grave. Fortunatamente c'è stato il tempo di leggere la targa del veicolo. Così è stato presentato l'esposto al comando dei carabinieri. "Sono anni che va avanti questa storia. Ci siamo stancati anche di ripulire. Perché, oltre il danno al terreno, c'è pure un dispendio economico non indifferente". Perché chiamare ogni volta una ruspa che ripulisca l'area costa. Portare in discarica tutta quella roba ha un prezzo elevato. Trattasi in prevalenza di materiali di scarto edili: sacchetti contenenti calcinacci e vecchie guaine rimosse dai solai. Ma anche di spazzatura varia come bottiglie e buste di plastica. Non mancano poi i materassi, sempre presenti nelle discariche abusive. E i copertoni usati. "Più di una volta abbiamo recintato il terreno per evitare che anche all'interno buttassero robaccia. E messo un cancello a protezione - continua amareggiato il signor Maggi - ma a nulla è valso. Ogni volta troviamo la rete rotta e il cancello buttato a terra". "Non mi è mai successo di beccare qualcuno nell'intento di buttare immondizia da queste parti - afferma il signor Lombardi, residente poco distante dal terreno - e sono contento che finalmente qualcuno ci sia riuscito. Non è solo il degrado. Si tratta di materiali altamente inquinanti. E noi viviamo a ridosso di questo letamaio". JESSICA SANTINI


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L'ASSOCIAZIONE È DIVENTATA COMITATO BORGHESIANA. IL PRESIDENTE, SIMONE PAOLETTI, SPIEGA IL MOTIVO DI QUESTA STERZATA. Abbiamo letto la vostra decisione di non rinnovare l'accordo con la WWF Lazio. Perché? La decisione è maturata in seguito al pessimo rapporto con l'attuale presidente WWF Lazio. Tutto ha avuto inizio nel novembre 2010, quando il sindaco Alemanno ha presentato il Master Plan di Tor Bella Monaca: una colata di 1 milione e mezzo di metri cubi di cemento su 35 ettari di suolo agricolo. Noi del WWF Borghesiana, coerentemente con i nostri fini ambientalisti, ci siamo opposti. Abbiamo chiesto una presa di posizione anche al WWF Lazio. Ma la Presidente, ignorandoci, ha sempre taciuto. Non solo, invitata ad un nostro convegno, organizzato con l'urbanista Paolo Berdini sullo stesso tema, non ci ha neppure risposto. Infine ci ha censurati con toni al limite dell'insulto quando, sempre sulla medesima questione, abbiamo inviato una lettera aperta al Sindaco in difesa del nostro territorio. Abbiamo, a quel punto, cominciato a sospettare che la Presidente fosse più interessata al rapporto istituzionale con l'attuale giunta comunale che all'ambiente della nostra periferia. Accuse gravi quelle che muovete contro il WWF Lazio. Non credete? Sospetti alimentati da un altro episodio clamoroso. Quello scaturito dalla nostra inchiesta sulla distruzione del verde pubblico di Pratolungo, con la quale abbiamo svelato un danno erariale al Comune di Roma procurato da amministratori di diverso colore a vantaggio di immobiliaristi. Tra questi Roberto Carlino, presidente dell' Immobil Dream e, Presidente della Commissione Regionale Ambiente. L'inchiesta, lungi dal suscitare la curiosità della nostra Presidente, che non ha mai espresso parere in merito, ha invece provocato la reazione stizzita. Abbiamo irritato, infatti, il Consigliere- immobiliarista Carlino. Il quale, chiamato in causa da un comitato WWF, ha rifiutato l'appuntamento. La Presidente dal canto suo, invece di disapprovare un tale irresponsabile comportamento, ha attaccato noi. Quindi a causa dei vostri scontri col WWF Lazio avete deciso di costituire un gruppo a parte, il Comitato Borghesiana? Per aver segnalato queste ed altre contraddizioni il WWF Borghesiana è stato costantemente bersagliato dalla Presidente, con accuse e critiche volte ad emarginarci dall'associazione. Calunnie che abbiamo smentito una per una con un documento letto nel Consiglio del WWF Lazio. Dove abbiamo dichiarato la nostra volontà a non rinnovare l'accordo. Pur mantenendo la nostra fedeltà all'associazione. JESSICA SANTINI

l Comitato di Quartiere Borghesiana 2 e i cittadini da molto tempo chiedono una riqualificazione dell'area dove sono situate le tanto discusse baracche. Posizionate su dei terreni che un tempo ospitavano i tralicci dell' Enel, quindi demaniali. E poi riscattati per pochi soldi dagli attuali proprietari. A nulla sono valse le lamentele e le proposte. A sorpresa, nelle ultime settimane, i possessori dei terreni tanto discussi hanno stravolto la situazione. E con una mano di vernice, una nuova copertura e un cancello d'entrata immacolato hanno cambiato la facciata. Il versante opposto richiede ancora qualche lavoretto di sistemazione. E' vero. Ma ferraccio e calcinacci non sono più lo spiacevole spettacolo di un tempo. A qualcuno questa cosa non va bene comunque: "Non importa che siano state ri-

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INUTILE IL TENTATIVO DEI PROPRIETARI DI GETTARE ACQUA SUL FUOCO CON OPERE DI MIGLIORIA. IL CDQ BORGHESIANA 2 CHIEDE CHE VENGA CONTROLLATA LA LEGALITÀ DELLE COSTRUZIONI.

sistemate le baracche - afferma Pietro Giansanti, portavoce del Cdq Borghesiana 2 perché quelle costruzioni sono abusive. Non è stato pagato il condono edilizio per le baracche in questione. E oltre a costituire uno scempio, sono illegali". Parole dure quelle del comitato. Il quale sostiene, inoltre, che i tecnici che hanno fatto il sopralluogo in seguito alla richiesta della Dia, non sono a

conoscenza della reale condizione di illegalità delle strutture sotto esame. La situazione è piuttosto spiacevole. Anche perché indiscrezioni hanno rivelato che sono stati spesi quasi duemila euro da ciascun proprietario. Solo per i piccoli ritocchi realizzati. Forse la difficoltà economica ha reso impossibile a qualcuno le migliorie necessarie. Se quanto sostenesse il comitato fosse appurato dalle autorità competenti, quel denaro sarebbe stato speso inutilmente. Con l'aggiunta che sarebbe stata concessa una Dia senza le verifiche opportune. E' ora che su questa storia venga fatta chiarezza. Una volta per tutte! JESSICA SANTINI

GIORNO DELL'INAUGURAZIONE, LA DISCUSSA PIAZZA ERA PIENA DI CARTACCE E

SPORCIZIA VARIA.

E LA SITUAZIONE CONTINUA A PEGGIORARE.

ono trascorsi meno di due mesi da quel grigio giorno di dicembre. Durante il quale personalità più o meno note del quartiere Borghesiana hanno partecipato all'inaugurazione di Largo Monreale. La famosa Piazza parcheggio che ha trascinato con sé, sin dal posizionamento della prima transenna, un fiume di polemiche. E già il giorno stesso dell'inaugurazione lasciava un po' perplessi vedere come cumuli di spazzatura varia si raccogliessero agli angoli delle aiuole. Strano che fosse accaduto proprio il giorno dell'inaugurazione. Quando era presente il Presidente Massimiliano Lorenzotti, Consiglieri, Comitati e Associazioni varie. Potrebbe apparire meno strano che la stessa situazione si presenti oggi. Sebbene, ovviamente in misura maggiore: i cumuli di sporcizia si sono moltiplicati. Cicche di sigarette adornano ogni angolo a ridosso dei marciapiedi. Cartacce e resti di bevute contornano uno spettacolo non certo piacevole. Un orrendo cadavere di topo sta da qualche giorno davanti ai negozi. "Abbiamo contattato l'Ama ma non sono intervenuti - afferma Vincenzo, un residente del quartiere - C'è voluto un po' perché la carcassa del roditore fos-

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BORGHESIANA

E

COLLE

DEL

SOLE. PER

ADESSO È

SOLO UN INFINITO AMMASSO DI RIFIUTI ABBANDONATI.

ia Borutta. Strada senza uscita del quartiere Borghesiana che collega la via principale, via di Borghesiana appunto, con il nulla. Sì, perché il cantiere è ancora aperto. I lavori per il congiungimento con il quartiere Colle del Sole vanno avanti. A lavori ultimati, non sarà più necessario fare il giro del quartiere, affogare nella trafficata via Prenestina per poi ripercorrere inutili chilometri in senso inverso. Tutto questo per percorrere un solo un chilometro in linea d'area. Stavolta però il punto in questione non è la lentezza dei lavori. Non sono i disagi per i cittadini in questa valle di cantieri e burocrazia. No. Quello che spaventa e la grande quantità di rifiuti che sta aumentando di giorno in giorno. La porzione antistante il cantiere di via Borutta, quel tracciato sterrato che dovrebbe essere protetto da un cancello ma che, in realtà, è perennemente aperto, è diventata una discarica abusiva. Alla mercé di tutti. Con scarti di ogni genere: dai calcinacci agli elettrodomestici in disuso. Dalle comuni bottiglie di plastica a mobilia rotta di varia natura. E poi buste, materassi. Il tutto a ridosso di un vigneto. La maggior parte dei materiali presenti nella discarica a cielo aperto sono inquinanti. E la situazione può solo peggiorare. Visto che lo scarico aumenta. E' importante intervenire prima che a qualcuno venga in mente di sotterrare tutto. Inoltre, esiste un cancello d'ingresso; perché, allora, resta aperto? Possibile che nessuno abbia visto? JESSICA SANTINI

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LARGO MONREALE, BRUTTA, MAL FATTA E PURE SPORCA!

PIÙ CHE UN CANTIERE, UNA DISCARICA ESSERE IL CONGIUNGIMENTO TRA

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Baracche a via Borghesiana, la polemica continua

WWF BORGHESIANA CAMBIA NOME

DOVRÀ

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se portata via. Non si sa nemmeno bene da chi". Nelle aiuole, oltre a cartacce e sigarette ci sono in abbondanza escrementi di cani. "La responsabilità ovvio è dei padroni maleducati. Ma anche di chi non sorveglia per fare in modo che ciò non succeda - sentenzia Pietro Giansanti portavoce del Cdq Borghesiana 2 - e poi la condizione della parete

della biblioteca che da verso la parrocchia è orribile: a colpo d'occhio si capisce che si è trasformata in un orinatoio". Fatto sta che pulire la piazza è diventata un'impresa difficile. Per farlo, dovrebbe essere sgombera delle auto in sosta. Ma poi, perderebbe l'unica funzione per la quale è stata costruita, quella di parcheggio. Allora forse conviene tenercela così: brutta,mal fatta e pure sporca! JESSICA SANTINI


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Partiti i lavori alla Collina della Pace iovedì 26 gennaio è iniziata la cantierizzazione del parco: l'area destinata all'attività di rifacimento, ovvero quella adiacente ed in prossimità dell'antico casale, è stata recitata. I lavori, sono iniziati. A confermarcelo è l'Architetto Leonello Iacovacci, addetto della ditta appaltatrice 'La Torre Costruzioni': "Non solo si sta provvedendo alla recinzione ma anche agli assestamenti da cantiere. Ci accingiamo a posizionare dei bandoni per schermare le polveri all'interno", perché si procederà con degli scavi. Inoltre parte della strut-

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LA NON - ROTATORIA DI ROCCA CENCIA IL

PROGETTO PREVEDEVA UN SISTEMA DI

DEFLUSSO DEL TRAFFICO BEN DIVERSO DA QUELLO REALIZZATO.

COSÌ NULLA È CAMBIATO RISPETTO A PRIMA. A PARTE IL DENARO SPESO. E LA DELUSIONE DEI CITTADINI. o stupore è il primo sentimento che invade gli animi di chi attraversa l'incrocio tra via Rocca Cencia e via Torre del Greco: finalmente ce l'hanno fatta. Dopo dure

L

lotte per un quartiere senza capo né coda, senza servizi e con pochi abitanti (difficile decidere di vivere in un quartiere abbandonato dalle istituzioni e con un compattatore Ama che dispensa il suo putrido fetore) è stata finalmente completata la rotatoria per rendere l'incrocio più sicuro. Il reticolato arancione preannunciava il fatidico momento, così tutti noi in trepidante attesa abbiamo aspettato la conclusione dei lavori. Pazienti e ben fiduciosi. Perché questa volta tutto sarà fatto a regola d'arte. Tolte le transenne, trovata la magagna. E che vi pare una rotatoria questa? Del progetto esecutivo il piano realizzato ha ben poco: solo uno spartitraffico per far andare le auto o di qua o di là. Niente rotatoria. Niente sicurezza. Così uscire da via Torre del Greco oggi, forse, è ancora più difficile. Il progetto prevedeva una megarotatoria al centro tra via Rocca Cencia, via Sellia e via Torre del Greco. Un circuito che permettesse di far defluire il transito senza code, senza intoppi. Che aiutasse a moderare la velocità e a rendere fluente il traffico. L'idea di base è stata stravolta completamente. Almeno una buona notizia, però, la portiamo dal quartiere: la scuola è in fase di costruzione. Le mura di cinta sono già state innalzate e fra non molto verranno tirate su anche le pareti della palestra e dell'Aula Magna. C'è voluto tanto, troppo tempo ma, finalmente, ce l'hanno fatta. Aspettiamo pazienti e in trepidante attesa la conclusione dei lavori. Fiduciosi. Sperando che l'opera non si guasti col crescere. JESSICA SANTINI

DOPO

TANTA ATTESA IL CANTIERE È IN FASE DI ALLESTIMENTO.

PER GIUGNO

CONSEGNA

PREVISTA

2013. MA LA DITTA SPERA DI FARLO PRIMA.

tura, da restaurare e riqualificare, come da progetto, verrà demolita. Si proseguirà quindi allo scalcio e all'abbattimento di alcune piante indicate dalla perizie del Comune. Sempre per un

problema di cantierizzazione: l'accesso dei mezzi d'opera avverrà da via Bompietro. Verranno sradicati i salici in quel versante, sostituiti poi a lavori conclusi con altri alberi. Inoltre da quel lato, un'area dove non è presente il muro di recinzione ma solo una rete metallica, avranno accesso i veicoli di cantiere. Con una pista a loro dedicata. Senza intralciare la vita del par-

co. E l'intera superficie adiacente al marciapiede costituirà anch'essa zona di cantiere per l'intera durata dei lavori. Lunedì 31, in mattinata, si sono recati sul posto gli operatori Ama per la bonifica del casale: all'interno sono state trovate molte siringhe e materiale simile utilizzato da tossicodipendenti. I tempi contrattuali prevedono la fine dei lavori per giugno 2013 ma l'Architetto e la ditta sperano di ultimare i lavori prima della scadenza: " Ci siamo resi conto che facciamo parte di un progetto ben più ampio di quello che è affidato a noi conclude l'Arch. Iacovacci - utile al quartiere e all'intera comunità. Il nostro obiettivo e di terminare l'opera prima dei termini contrattuali. Per dare un forte segnale al territorio". JESSICA SANTINI

DUE LEONI, INAUGURATO IL PARCO DEI GELSI IL PARCO NASCE IN VIA DI ROCCA FIORITA, GRAZIE AD UN EMENDAMENTO DI SAMUELE PICCOLO APPROVATO NEL 2008. ALL'INAUVIII. OLTRE A QUALCHE CONSIGLIERE D'OPPOSIZIONE. E AL PRESIDENTE DEL MUNICIPIO.

GURAZIONE IN POMPA MAGNA C'È IL CONSIGLIERE COMUNALE CON TUTTA LA SUA CORRENTE IN

ncora un parco a Due Leoni: dopo quello inaugurato da Zingaretti è la volta del parco dei Gelsi, lungo via di Rocca Fiorita. E' frutto del lavoro di una corrente, a vedere i presenti all'inaugurazione. Piccolo, il capo corrente, e poi gli altri, tutti più piccoli di lui. D'Angelo, Raco e Grazioso. Con la presenza dell'assessore municipale Brunetti e, ahinoi, dei consiglieri Alveti (Pd) e Mattei (Lista Civica). Oltre alla comparsata di Villino (UdC). La festa è ben preparata, con tanto di pranzo. Lungo il parco ci sono i disegni dei bambini che immaginavano come sarebbe stato il parco stesso durante la sua realizzazione. I giochi ci sono, c'è anche l'area per i cani, ma i bambini immaginavano un parco verde che verde non è. I sentieri tagliano la terra, e durante l'inaugurazione i bambini piantano un albero d'ulivo. Mancano anche le illuminazioni, ma "al più presto manderemo i soldi anche per quelle", assicura Piccolo. Le chiavi sono in mano al cdq che chiuderà il parco la sera. Fabio Pettinato del cdq Due Leoni ringrazia tutti e chiede un applauso "per questa grande squadra". Ringrazia Lorenzotti per le chiavi, Piccolo per aver trovato i soldi, D'Angelo per come ha seguito il territorio e soprattutto quell'area in cui "prima c'erano macerie, macchine bruciate, eternit". Ma il ringraziamento più istituzionale va alla Raco, "che ha gonfiato 300 palloncini e ci ha aiutato a organizzare quest'iniziativa". WonderWanda può aggiungere un altro lavoro alla sua trafila. Consigliera e Presidente di Commissione, dipendente o ex della Conser Consorzio, proprietaria dell'agenzia Wanda, del centro

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Caf, e oggi anche animatrice e organizzatrice di eventi. Il primo intervento è di D'Angelo, che ringrazia comitato e cittadini e li invita a rispettare il parco. Poi Piccolo: "Vedo già bambini che giocano e mi gioisce il cuore". Un suo emendamento nel 2008 ha dato il via all'iter per la realizzazione del parco. "Ci abbiamo messo 4 anni per fare un parco. Appena siamo entrati in consiglio comunale e municipale abbiamo iniziato a fare queste cose. Noi lavoriamo dal 2008 ma i frutti si vedono oggi. Se avete pazienza vedrete tante altre cose da inaugurare, su tutta Roma. Stiamo mandando diversi milioni di euro sull' VIII municipio per far sì che si avvicini al centro". Annuncia operazioni su strade e marciapiedi: "Via Villabate, via S. Rita da Cascia, le rifaremo tutte". Lorenzotti ringrazia tutti. "Ci stiamo riappropriando di territori abbandonati da troppo tempo. Roma non è solo il centro, Roma è anche questa". Poi Brunetti, la Raco e Grazioso: interventi brevi e di rito. E si parte con la musica. La festa continua per tutto il pomeriggio. E, se è sempre un bene che si apra un parco, questa 'festa di corrente' non è certo un buon disinfettante per le ferite aperte del Pdl.

Moreno Paggi è "Atleta dell'anno 2011" TRA I GRANDI NOMI GIANI, RAUL BOVA OSVALDO E KLOSE. MA ANCHE FINOCCHIO HA FATTO UNA BELLA FIGURA CON L' ALLENATORE DELLA ELCOM. IN CERCA DI UNA CASA PER LA SUA SQUADRA. a premiazione di Moreno Paggi, allenatore della Lottomatica Elcom Roma, ha messo in risalto il quartiere Finocchio. Perché è qui che la squadra ha avuto origine. E perché è qui che vorrebbe la propria sede. Giunti alla terza edizione, il 23 gennaio si è svolta la premiazione "Atleta dell'anno 2011" presso il Campidoglio. Il delegato allo Sport, Alessandro Cochi, ha sottolineato che ''lo sport e' un aggregatore sociale importantissimo" mentre il sindaco Gianni Alemanno ha ricordato che ''quando una famiglia, pur tra i sacrifici economici, investe per i propri figli sullo sport, punta ad una alternativa di educazione contro la cultura dello sballo''. Tra gli atleti premiati i giocatori di Roma e Lazio , Pablo Daniel Osvaldo e Miroslav Klose, e l'allenatore della M.Roma Volley, Andrea Giani. Premiato anche Raul Bova per i suoi trascorsi da nuotatore. " Un grande momento per la Elcom Roma - ricorda Moreno - ma il nostro sogno è ancora più grande: avere una casa per i nostri ragazzi". JESSICA SANTINI

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DAVIDE LOMBARDI

GIORNO DELLA MEMORIA A LARGO MONREALE a biblioteca di piazza Monreale, a Borghesiana, ha ospitato l'incontro con lo storico Ugo Mancini, per celebrare il giorno della memoria in modo diverso. Il pomeriggio del 25 gennaio, ad una platea a dir la verità assente, si sono ripercorse le strade della Resistenza e della lotta partigiana vissute intorno alla capitale. Lo zoom si è stretto sui Castelli, su paesi come e sul contributo offerto alla lotta antifascista. Purtroppo però le celebrazioni della memoria, almeno qui a Borghesiana, sono cadute nell'oblio. La popolazione non ha accolto l'invito e la sala della biblioteca che ha ospitato l'evento è rimasta più o meno vuota. Sarà che in questo momento le priorità le detta il presente, e la commemorazione del passato non rientra tra queste, ma resta pur vero che uno sguardo alla Storia, al ricordo e al rispetto non potrebbe che renderci migliori. LUCIA BRAICO

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CASILINO ella prima presentazione avvenuta l'11.09.2011 presso la Biblioteca Goffredo MAMELI - scrive Vendetti nel suo comunicato - sia la Casa Editrice "Dante Alighieri" , che lo scrivente stesso, il Presidente della Commissione Cultura del Comune di Roma On. Federico Mollicone, e il Presidente delle Biblioteche Roma Dott. Francesco Antonelli abbiamo assistito a nostra insaputa ad una totale autonomia della Narratrice, visto lievitare il prezzo del libro stampato da 10,00 euro a 15.00 euro. Il prezzo dell'opera senza preventiva autorizzazione o giustificazione dei su citati e menzionati e senza avere giustificati motivi dall'autrice Signora Francesca Aquilini. Abbiamo pensato di non sostenere più l'operazione poiché non chiara e trasparente e anzi ambigua e sospetta al fine speculatorio, e finchè la scrittrice non ci chiarisce, quanti introiti o libri ha venduto, a che prezzo, quanto effettivamente va alla Casa Editrice e quanto all'Associazione AIRC e o a lei stessa noi non siamo palla a speculatori o a approfittatori. Inoltre diffido la Signora Aquilini a spendere il nome del Consigliere Fernando Vendetti e dei su citati esponenti istituzionali per la divulgazione dell'opera finché non sia fatta maggior chiarezza sui proventi su citati e sul prezzo reale da Lei alterato dal prezzo reale che la casa Editrice menzionata giustamente e Legalmente ha stampato". Doveva essere una semplice presentazione, una festa, quella organizzata il 14 gennaio alla Biblioteca Borghesiana, ma una doccia fredda è caduta sopra la scrittrice Francesca Aquilini, tra l'altra volontaria presso La Casa del Cittadino, di cui è referente Vendetti, dalla quale si è dimessa. Il Consigliere accusa la scrittrice di aver aumentato il

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‘Memorie di una madre’, ad ognuno il suo prezzo NEL CORSO DELLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI FRANCESCA AQUILINI ALLA BIBLIOTECA BORGHESIANA, ARRIVA UN COMUNICATO STAMPA DEL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE SICUREZZA, NANDO VENDETTI, CHE DENUNCIA UNA SITUAZIONE POCA CHIARA. prezzo del libro, lei conferma, l'editore non ne era a conoscenza e gli acquirenti si infuriano. "Così 5 euro sarebbero andati all'AIRC - sostiene la scrittrice E avrei guadagnato un po' più io. E Nando Vendetti lo sapeva da settembre". Quindi, sempre secondo la scrittrice, Vendetti era a conoscenza del nuovo prezzo del libro. "A luglio devolverò il denaro all'associazione e mostrerò la ricevuta. Sono disposta a rimborsare di 5 euro chi ha comprato il libro a prezzo maggiorato". La casa editrice Dante Alighieri dal canto suo com-

menta: "Non so quanta volontà ci fosse a delinquere - afferma il Dott. Spinelli - perché il prezzo lo poteva mettere lei quando abbiamo firmato il contratto. Io ho suggerito 10 euro. Le copie le ha acquistate Lei e poteva rivenderle: è come rubare facendo il solitario. E poi, di quante copie si tratterà mai? Mica stiamo parlando dell'ultimo libro di Bocca …" La casa editrice quindi minimizza l'accaduto, ma gli acquirenti che hanno acquistato il libro con un aumento di 5 Euro non sono dello stesso avviso. E sono tutti molto adirati. Insolita la dichiarazione di Villino, Pre-

sidente della Commissione Cultura che, prima ci ha dichiarato di non poter rispondere ad alcuna domanda a riguardo perché non a conoscenza dei fatti. Poi, nonostante il dubbio, ha invitato la Aquilini alla Fiera del Libro. Beneficienza significa privarsi di qualcosa e donarlo agli altri, non aumentare il prezzo di un libro (di 5 euro) per poi donare una parte del ricavato. E poi cosa c'entra la politica con la letteratura? A volte si sceglie di percorrere la strada più facile, che è più corta ma è piena di insidie. Magari con quella più lunga si fatica di più, ma sai che soddisfazione poi … JESSICA SANTINI

PARLA NANDO VENDETTI (PDL)

P

erché ha deciso di dissociarsi dalla presentazione del libro a Borghesiana? La mia decisione è stata presa dopo la sicurezza che l'AIRC non era stata interessata direttamente e legalmente alla donazione: quando si fa' una donazione per una causa nobile al momento della firma del contratto ci deve essere anche l'associazione insieme all'editore e allo scrittore ed essere definito il congruo che va' all'associazione, allo scrittore, allo Stato in materia di tasse e all'associazione mediante conto corrente bancario o postale. Questo non è avvenuto. Nel suo comunicato denuncia la possibilità di una frode. Lei ne sapeva qualcosa visto che è stato per molti mesi promoter della scrittrice e c'era alla presentazione al Pigneto? Ho solo sponsorizzato un libro per una nobile causa, ma se vedo che vengo preso in giro o usato mi arrabbio. Non ha senso dire "poi mando i soldi". Quando ha presentato il libro sia l'editore che io avevamo subito espresso perplessità. L'ave-

va portato già prezzato da casa. Non conosco i termini del contratto e li ho saputi solo dopo che ho parlato con l'Editore. Penso che la signora Aquilini abbia agito con leggerezza. Alcuni cittadini denunciano di aver pagato 15 euro. Molti sono suoi conoscenti. Tutto per donare più soldi all'AIRC. Come la fa sentire questo? Ho spiegato che la Signora Aquilini è pronta a ridare il dovuto. Così mi e' stato detto da loro. Ma farebbe meglio a darli all'AIRC almeno il fine giustifica il mezzo. Quando si donano soldi si deve fare un concordato con chi ne è beneficiario e stipulare un contratto e indicare il fine e la fonte. Questa è la Legge. Ciò non e' avvenuto Il suo comunicato è venuto in seguito alla scoperta del prezzo maggiorato o perché la Aquilini si è dimessa dalla cooperativa di cui lei è referente? La Cooperativa è di mia moglie. La Signora Aquilini ci ha lavorato dal 10 Ottobre al 15 No-

ROCCA CENCIA. IL PARCO PAESAGGISTICO DIVENTA UN BENZINAIO DECADUTI I TERMINI, I PROPRIETARI HANNO RIPRESO IN MANO LA SITUAZIONE. E STANNO REALIZZANDO UN DISTRIBUTORE DI BENZINA. MA, FORSE, GLI ANTICHI ROMANI CI HANNO MESSO LO ZAMPINO … uello della casa per la Lottomatica Elcom Roma era e resterà solo un sogno. Anche se per il terreno di via Rocca Cencia un progetto era stato già stilato. E per quel progetto erano stati anche stanziati dei fondi da Luigi Nieri, Assessore al Bilancio della Regione Lazio nella precedente legislatura. Beh, quel terreno è tornato ai vecchi proprietari. E' vero che il piano esecutivo risale al 2009. Ma è anche vero che già nel 2008 il Piano Particolareggiato era decaduto. E non fu votato dall'Amministrazione appena entrata in carica. Inoltre il Comune di Roma più volte ha dimostrato di non essere più disposto a fare espropri. Allora, ecco qua che i proprietari del terreno tornano alla riscossa: costruiranno sull'area destinata al Parco Paesaggistico un bell'impianto di rifornimento carburante, nonostante fosse stato messo a punto dall'architetto paesaggistico M. Cristina Tullio. E presentato al Comune. Così un terreno, che il Piano Particolareggiato aveva destinato a

vembre e per cause personali da tale data non ha lavorato. Ha rassegnato le dimissioni il 9 Gennaio cioè 6 giorni prima della presentazione del libro Perché ha deciso di pubblicizzare il libro? Ho perso due genitori con questa patologia. Molti parenti,amici e colleghi. Ne sono stato colpito anche io. In più dimostrare che anche la periferia poteva essere una fucina per la cultura. Proseguirà con una denuncia come Presidente della Commissione Sicurezza? Non voglio rovinare nessuno. Posso solo affermare il mio più totale distacco da un'operazione sin dall'inizio poco chiara. Mi limiterò da oggi in poi a stare attento a chi mi adula e mi osanna criticando gli altri per poi chiedermi altro. La Aquilini ha dichiarato che lei sapeva da settembre e che ha sostenuto il libro per "farsi campagna elettorale Cosa risponde? Allora gli faccio scrivere la bibbia in romeno così divento Presidente della Repubblica!

PISTA CICLABILE PANTANO- GENAZZANO: AL VIA LA RACCOLTA FIRME COMITATI

E

ASSOCIAZIONI

CREANO UN PROGETTO

PER PROMUOVERE LA COSTRUZIONE DEL NUOVO AS-

Q

SE.

“I

incontro del 9 gennaio tra le associazioni, i comitati e i cittadini per la tanto agognata pista Pantano -Genazzano potrebbe essere l'inizio di un importante progetto, che insiste su come l'utilizzo della bicicletta possa contribuire nello sviluppo di un sistema di vita ecosostenibile. La realizzazione della pista ciclabile da Genazzano fino al capolinea della linea C a Pantano Borghese potrebbe avvenire utilizzando il corridoio già esistente, in disuso oltre che degradato. Costituito dallo spazio che ospitava la vecchia ferrovia del trenino Roma - Fiuggi. Ci sarebbe quindi anche la possibilità di congiungere questa pista ciclabile a quella già esistente Fiuggi - (Genazzano) - Paliano creando così un continuum lungo più di 100 km. Durante l'incontro, le Associazioni e i comitati presenti, compreso il Comitato Borghesiana (ex WWF Borghesiana) si sono fatti carico di sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni locali sui vantaggi della costruzione di una pista ciclabile. E, di conseguenza, all'elaborazione di un progetto di pista ciclabile sul tratto Genazzano - Pantano Borghese (Capolinea Metro C),tentando di trovare fondi per la realizzazione della pista, attraverso la partecipazione a bandi provinciali, regionali, nazionali e dell'Unione Europea per la rivalutazione di strutture in abbandono (la ex ferrovia) e per il sostegno alla mobilità sostenibile. "Oggi il nostro impegno si indirizza verso il bellissimo progetto "RiCicliamo la Ferrovia" (Pantano -Genazzano)", afferma Simone Paolini, presidente del Comitato Borghesiana - che ha preso il via con una raccolta firme per la conversione ciclo pedonale della vecchie rotaie abbandonate". JESSICA SANTINI

ANCHE

IL

COMITATO BORGHESIANA

ERA PRE-

SENTE ALL'EVENTO.

L'

verde pubblico, diventerà un benzinaio. Adirati i rappresentanti dell'Associazione di Quartiere Collina Della Pace. Che credevano in questo progetto. Per la squadra per disabili di pallacanestro. Per i giovani. E per la comunità in generale. Nel frattempo i lavori di scavo per sondare il terreno sono già iniziati. E sembra di scorgere, tra il reticolato arancione che separa la strada dal cantiere, un ritrovamento archeologico. Indiscrezioni sembrano confermare la presenza di una antica cisterna romana. Per il convoglio delle acque piovane. Sarà vero? Magari, sarebbe meglio verificare … JESSICA SANTINI

LE SOLUZIONI DI EZIO D'ANGELO

o voglio risolvere il problema". Così si è preCasale. E di conseguenza invertire il flusso anche sentato, a detta di Luigi di Bernardo e Noris ABBASTANZA SODDISFATTA L'ASSOCIAZIONE a via Basicò. Sede, oltretutto del parcheggio, non Pivetta, dell'Associazione Collina della Pace, al- COLLINA DELLA PACE PER L'INCONTRO CON ancora completamente ultimato, ma certo utilizzabile, nei pressi dell'edificio scolastico". Già questo, l'ennesimo incontro Ezio D'Angelo, Assessore La- L'ASSESSORE LAVORI PUBBLICI. vori Pubblici, nonché Vicepresidente del Municisecondo i promotori alleggerirebbe il traffico. Era pio VIII. Per affrontare alcuni dei problemi che rendono stato richiesto, durante l'incontro, anche la presenza della polizia municipale all'uscita di scuola, alle ore 14. Ma poco sicure le strade di Finocchio. Si tratta del terzo appuntamento in due settimane. Il questo è stato negato per un motivo molto semplice: "A quell'ora - ricorda Di Bernardo - c'è il cambio turno tra primo bucato per importanti impegni politici. Il secondo poco produttivo, a detta di Di Bernardo. Visto che non gli operatori della Polizia Municipale. Così è impossibisono riusciti a parlare con le persone giuste. Quest'ultile stabilire un presidio in quei frangenti". Assurdo?! Nemmeno troppo. mo sembra abbia preso la giusta direzione. All'incontro era presente anche un funzionario della Polizia municiL'altro problema che era stato presentato riguardava il ponte su via Tortorici. Irraggiungibile da via Letopale delle Torri, la Responsabile di Reparto Pacitto. "D'Angelo ha preso di petto il problema della sicurezza davanti la scuola ianni poiché i 50 metri che separano le due strade sono a senso unico inDomenico Savio a via Casale del Finocchio - afferma sempre il Presidente verso. Problema aggirato grazie ad un senso unico, sulla stessa via Letoianni, ad uscire su via Casilina. Così non serve più un doppio senso in quei dell' Associazione di quartiere - per quanto riguarda il problema della car50 metri, perché è stato vietato il transito in quel verso sull'intera strada. Ora tellonistica abbiamo ridimensionato la proposta. Visto che il divieto di transito non era applicabile secondo il Comandante Di Maggio. "Così abbiamo bisogna, per forza, fare il giro per raggiungere qualsiasi posto. JESSICA SANTINI proposto di invertire il senso unico di via Cerda, a salire quindi verso via del


La Fiera dell'Est num. 2 del 4 febbraio 2012  

Il periodico dell'VIII municipio di Roma

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