Issuu on Google+

IL PERIODICO DELL’ EST ROMANO

Quindicinale d’informazione, attualità e cultura registrato presso il Tribunale di Roma num. 30/2008 del 25/01/2008 - anno IV num 2 - 5 febbraio 2011 - € 1,00

MUNICIPIO

ALLO SBANDO. NEL CENTRODESTRA CERCANO DISPERATAMENTE UN LEADER, NEL CENTROSINISTRA LO HANNO APPENA PERDUTO. E MENTRE IL PDL DEVE RISOLVERE I PROBLEMI DEL PRESENTE, IL PD GUARDA AL FUTURO DIMENTICANDO ORMAI COMPLETAMENTE IL PASSATO.

DA PAG. 2 A 9

GLI SBANDATI CORCOLLE Agguato in via Maiolo. Freddato un ragazzo di 20 anni e colpito con due colpi di pistola un giovane di 28 anni. A distanza di dieci giorni le forze dell'ordine catturano il responsabile. PAGINA 10

TOR BELLA MONACA

BORGHESIANA

La Romeo invia le lettere di conguaglio degli oneri e accessori ai cittadini delle case popolari. Migliaia e migliaia di euro da pagare alla ditta che non fa mai manutenzione.

Istituto Comprensivo Marco Polo. Insegnanti e genitori denunciano gravi episodi di bullismo nella scuola. Vandalismo e criminalità minorile dettano legge.

PAGINA 22

A PAGINA 30

'DI PARTITO' DI CHI? n giornale di partito". E' questa l'accusa, anzi l'offesa, che ci è stata rivolta da alcuni amministratori municipali. Non ci sorprende. Siamo abituati, soprattutto nelle realtà piccole come i municipi, ad avere giornali che seguono correnti politiche o poteri economici di vario tipo. Asserire di essere liberi ,quindi, per una cultura radicata e consolidata nel tempo, sa di balla. E allora, è uso comune di molti utilizzare parole a sproposito. Nei nostri riguardi accade ormai da tre anni. Una cultura bassa, spregevole e schiava ha permesso che si radicasse nella mente delle persone la convinzione che non esistano più ideali, che non esistano più realtà nate solo per dire la loro. Senza ottenere nulla in cambio. Oggi tutto è subordinato all'interesse. Per dirla chiara, cari lettori, credono che La Fiera dell'Est sia il giornale del Partito Democratico. Se così fosse, raccoglieremmo certamente i frutti. Così come fanno altri giornali del territorio. Per fortuna invece raccogliamo poco, ma vantiamo ancora un grande privilegio: quello di non dover dire grazie a nessuno. Abbiamo sicuramente una nostra idea politica, che ogni lettore attento avrà capito che pende molto a sinistra e per niente a destra. Ma se qualcuno pensa che la sinistra oggi sia rappresentata dal Pd, dovrebbe rivedere un po' le cose. Ci sentiamo politicamente non rappresentati. Esistono ancora partiti che valorizzino il lavoro, che combattano contro le ingiustizie, che mettano il popolo, e quindi il cittadino al centro, che valorizzino le minoranze? Noi non li vediamo, e, se ci sono, si fanno sentire davvero poco . Dare man forte all'opposizione, oggi quella del Pd, domani chissà quella del Pdl, è una scelta. Nasciamo per fare le pulci all'amministrazione di turno. Per scuotere coloro che hanno la facoltà di decidere e di scegliere. Che siano di destra o di sinistra. Il nostro è il partito della gente, di quella gente troppo spesso dimenticata in periferia. Invitiamo quindi, chiunque ne avesse voglia, a passare una settimana nella nostra redazione e a vedere come vive un giornale di un 'non partito'. Vi aspettiamo numerosi! FEDERICA GRAZIANI

“U


2

NUMERO

MUNICIPIO

2 ANNO IV

PRESENTATO IL NUOVO DIRETTORE TECNICO

Un po' per uno non fa male a nessuno

NELLA SALA CONSILIARE VIENE PRESENTATO IL NUOVO DIRETTORE TECNICO DELL' VIII MUNICIPIO, GAETANO ALTAMURA. i presenta all'aula con tono fermo e deciso. "Sono stato destinato a questo municipio con l'ordinanza del sindaco Alemanno numero 17/01. Spero si possa aprire un percorso di collaborazione con voi amministratori. Lavoro da 15 anni nell'amministrazione e mi onora stare in questo municipio. Ho 37 anni e sono il direttore tecnico più giovane di Roma. Devo ringraziare Lorenzotti che ha coltivato con tenacia la mia candidatura. Metterò tutto il mio impegno, vi chiedo solo di avere un po' di pazienza". A salutare il nuovo direttore intervengono alcuni consiglieri. Maurizio Mattei, Lista Civica: "A 37 anni diventare direttore vuol dire stoffa, mi auguro che sia presente e che avvii un confronto con la politica". Come vice capogruppo della maggioranza interviene Ezio D'Angelo: "Qui è una palestra continua e sono necessari interventi immediati". Una nota polemica la regala Vittorio Alveti ,Pd: "Che il nuovo direttore sia garante nel confronto tra i politici e una guida per i dipendenti. Ci vuole una sferzata perché la gestione precedente non mi è proprio piaciuta". Auguriamo al nuovo direttore tecnico un buon lavoro anche noi e aspettiamo di incontrarlo presto.

S

FEDERICA

GRAZIANI

UP&DOWN MASTRANGELI “Non ho un partito” La libertà è tutto

VENDETTI Vanga che ti passa

RISTABILITO L’EQUILIBRIO DEI CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE ALL'INTERNO DELLE COMMISSIONI CONSILIARI

siglio delibere che zompano a piè pari le commissioni competenti. Soprattutto per alcune. Sociale e Lavori Pubblici, i due settori in cui si spende la maggior parte dei fondi del municipio. Ma è forse un caso che ad oggi ci siano due presidenti di minor peso politico e polso, Amici e Fonti, rispetto a quelli che c'erano prima, Biferi e Battistini? Forse la giunta oggi riesce ad imporre le proprie decisioni con meno bastoni tra le ruote. Ed il lavoro delle commissioni diventa inutile. Forse oggi sarebbe stato utile vedere anche un rimpasto delle presidenze sulla scia di quanto ha fatto Alemanno. Magari. ELENA BRUNI

n nuovo assetto per le commissioni consiliari: dopo il passaggio di alcuni consiglieri da una parte politica all'altra ci si è ritrovati con proporzioni sballate. Infatti come cita il regolamento "ciascuna commissione permanente è composta da un numero di consiglieri(…) tenendo conto delle designazioni dei Gruppi Consiliari in modo da rispecchiare la proporzione dei Gruppi medesimi..". Nella commissione cultura infatti, dopo che il consigliere Disli passò all'opposizione, ci si ritrovò con più consiglieri del Pd che del Pdl. Esce quindi dalla commissione un consigliere Pd, Contartese, e subentrano,due del Pdl, Fonti e Biferi. Così le proporzioni si riequilibrano. FUOCO AMICO Nella commissione Bilancio e PatriIL NUCLEO DI FORZA NUOVA TORRE ANGELA HA DATO IL VIA AD UNA RACCOLTA FIRME monio entra invece il consigliere ConPER CHIEDERE LE DIMISSIONI DELLA GIUNTA MUNICIPALE E DELLA GIUNTA CAPITOLINA. tartese , Pd, al posto di Massimo Sbardella,ex Pd. Ossia: il consigliere Sbarimissioni della giunta Alemanno e della giunta Lorenzotti. A chiederle, con una della rimane all'interno della commisraccolta di firme (che si è svolta il 15 gennaio scorso al centro "Le Torri" di Tor Belsione ma, essendo passato dal Pd al la Monaca) non è questa volta il centrosiPdl (per questo Biferi,Pdl, non poteva nistra ma è niente di meno che Forza Nuova, norimanere, perché altrimenti sarebbetoriamente di estrema destra. "Ci siamo stancati ro stati troppi della maggioranza) ladella sua politica (di Alemanno) a favore dei pascia un posto vacante per i consiglieri lazzinari e delle lobby. Un esempio? La scellerata dell'opposizione che viene preso dal decisione di privatizzare l'acqua, dando una granconsigliere Contartese: "Me l'ha ordide percentuale dell'Acea a Caltagirone, che è annato il partito" dice. che al centro del progetto di speculazione di Tor Le commissioni consiliari sono 7 e Bella Monaca", tuona Daniele Lopolito, responsasono divise per settori (politiche sobile del nucleo di Forza Nuova dell'ottavo municipio. E spiega come in periferia si senta maggiormente il fallimento del centrodestra: "Dai ciali e sanitarie - urbanistica e amtagli alla sicurezza ai pochissimi fondi disponibili per i giovani in ottavo municipio". Ed è biente - lavori pubblici e mobilità indirizzata anche al municipio questa raccolta firme: bilancio e patrimonio - commercio e "Questa giunta municipale è in crisi da oltre un anno, proprio come la giunta capitolipersonale -scuola,sport e politiche na, si barcamenano per non cadere e mollare le poltrone, ma i risultati sono sotto gli ocgiovanili,cultura). Svolgono ciascuchi di tutti. Non c'è accordo nemmeno all'interno della stessa giunta Lorenzotti. Chiediana nell'ambito di competenza, funmo dunque, come stiamo chiedendo per il Comune di Roma, le dimissioni della giunta zioni istruttorie, referenti, proposimunicipale e nuove elezioni subito, perchè l'VIII è in crisi profonda e non può permettertive e di verifica al fine di ottenere, si di perdere altro tempo dietro alle beghe del PDL e dintorni". Lopolito vede "a pezzi" sia attraverso una più approfondita e la maggioranza che l'opposizione del municipio: "Il fatto che il capogruppo del Pdl muspecifica trattazione, un migliore nicipale abbia chiesto un rimescolamento ne è un chiaro segno". esercizio delle funzioni di indirizzo Un chiaro segnale di come ormai nessuno, nemmeno chi ha concorso alla vittoria del e di controllo politico -amministraticentrodestra nelle scorse elezioni, sia soddisfatto dell'operato dal 2008 ad oggi. Nè di Alevo svolte dal Consiglio stesso. Ma manno nè di Lorenzotti. Un partito massacrato al suo interno dalle numerose correnti che spesso la funzione propositiva viene guerreggiano l'una contro l'altra. "Beghe interne ed attaccamento alle poltrone": e se a meno, perché tanto decide tutto la dirlo è chi è stato sempre a fianco di questa giunta non possiamo credere che "la nostra" giunta (Lorenzotti e gli Assessori). sia una mera visione di parte. ELENA BRUNI E capita spesso che arrivino in Con-

U

D

LA NUOVA GIUNTA CAPITOLINA DOPO L'ANNUNCIO DEL RIMPASTO ECCO LA NUOVA SQUADRA CAPITOLINA. 5 ASSESSORI EPURATI E LE DELEGHE DIMEZZATE. TANTI I DELUSI. l tanto atteso rimpasto voluto da Alemanno è finalmente arrivato: sono 5 gli assessori epurati. Fabio De Lillo, Umberto Croppi, Laura Marsilio,Maurizio Leo e Sergio Marchi. E a grande sorpresa le deleghe sono state ridotte . Una furbizia che scontenta non pochi consiglieri ma che riscuoterà successo tra la popolazione, dopo "Parentopoli" un pò di economia va anche fatta. É stato un inferno per il primo cittadino: dapprima le nomina dei nuovi assessori che ha scontentato un pò tutti. Più eclatante di tutti l'epurazione di Umberto Croppi, assessore alla cultura, che dopo esser stato cacciato ha ricevuto solidarietà e attestazioni di stima da tutto il mondo culturale e dal mondo politico, da destra e da sinistra. L'unica sua colpa è d'essere troppo vicino a Futuro e Libertà, ed essendosi Alemanno legato mani e piedi a Silvio Berlusconi è chiaro che non poteva fare altrimenti. Altro grande epurato è Fabio De Lillo, , ex, assessore all'ambiente, con tanto di fratello senatore, che parla dell' (ex) amico Alemanno con toni pesanti. Parla di un Pdl massacrato dalle troppe correnti interne e annuncia di voler scendere in piazza. Non bastasse tutto questo ad aver creato scompensi nella giunta , il sindaco decide anche di tagliare le deleghe. Un gesto coraggioso, che gli va riconosciuto ma che probabilmente gli causerà non pochi mal di pancia. Tante deleghe in meno, e ovviamente molti scontenti in più che magari paleseranno il proprio malcontento al momento della votazione in sala consiliare. Altra nota dolente: una sola donna detiene una delega (Liviana Mennuni, Pari Opportunità) e una sola donna è assessore (Sveva Belviso, assessore alle politiche scolastiche). E le quote rosa saltano. A rimpasto finito la situazione è di rinnovato disaccordo interno e se l'intento del primo cittadino era di ritrovare nuovi collaboratori in grado di poter governare si teme che il risultato sia l'opposto. Con il nuovo assetto qualcosa cambierà anche nei municipi? É solo una questione di tempi, perchè si sa, non sono autonomi, ma strettamente legati al Comune. Dopo la mozione di sfiducia di Romolo Biferi e Sandro Battistini ancora tutto tace, ma è una calma apparente. ELENA BRUNI

I


MUNICIPIO

I m p e r a t o r e MAX imo on una mozione del Pd arriva in aula una questione rovente, quella di largo Monreale. Da tempo ormai arrivano segnalazioni di poca chiarezza e trasparenza. A presentarla Cremonesi che spiega: "Il tema del toponimo di Borghesiana deve essere aperto a tutti. Una prospettiva di riqualificazione deve passare per un processo di trasparenza. I consorzi sono troppo autoreferenziali, rischiano di non tenere in considerazione tutto. A Borghesiana c'è una commistione pericolosa perché il presidente del toponimo è anche il presidente del consorzio. Fino ad oggi, sul tema della riqualificazioni della piazza e sugli allargamenti non ho alcuna visto apertura. C'è una mancanza politica, i colleghi non sanno di cosa si parla. Questa amministrazione non fa questo o per incapacità o per interessi di parte del presidente, che sta diventando il feudatario del quartiere. E sta creando una spaccatura all'interno del territorio. Con me o contro di me. Anche il comitato, che dovrebbe essere la voce critica del quartiere, sembra sia diventato il trampolino di lancio per un nuovo candidato". Rispetto al tema del toponimo Borghesiana arriva il mea culpa di Ezio d'Angelo, presidente della commissio-

C

BORGHESIANA. POLEMICHE E ACCUSE SULLA GESTIONE DEL QUARTIERE DOVE È LORENZOTTI. SOTTO ACCUSA IL COMITATO DI QUARTIERE, IL CONSORZIO E IL TOPONIMO. LUI RESPINGE LE ACCUSE: "LE SOLITE STRUMENTALIZZAZIONI".

NATO, CRESCIUTO E VIVE IL PRESIDENTE

ne urbanistica: "C'è stata una mancanza di comunicazione da tutti i livelli. Al momento in cui qualcuno mi farà capire quello che dovremmo realizzare io sono disponibile. Non mi sembra sia avvenuto un dialogo e questo è un errore". Scorzoni rincara la dose gettando altri interrogativi sull'operato del presidente Lorenzotti: "Bisogna chiarire anche la posizione del comitato Borghesiana rispetto alla nuova sede. Ci sono molti punti poco chiari. Chi ha deciso la nuova collocazione del comitato? E' stato stipulato un regolare contratto di affitto? Perché non si è proceduto ad emettere regolare bando di affidamento dei locali?". Il comitato di quartiere ha infatti cambiato da poco la sede. E non sono mancate le polemiche, soprattutto sul metodo. Lorenzotti rinvia tutte le accuse al mittente: "Non ci sono polemiche. Il dirigente della scuola ha dato l'ok e quindi è tutto in regola. Il comitato non è politicizzato. E comunque potrei fare un milione di nomi di persone politicizzate con il centro-

TORNANO I CARBONARI IL PD PRESENTA UNA MOZIONE PER CHIEDERE IN AULA LE TELECAMERE E TRASMETTERE IN BATTISTINI, VENDETTI, FONTI, D'ANGELO E SBARDELLA DICONO NO E SI APPELLANO ALLA PRIVACY, ALLA GESTIONE DELL'IMMAGINE E ALLA STRUMENTALIZZAZIONE. MA LE SEDUTE NON SONO PUBBLICHE?

STREAMING LE SEDUTE MUNICIPALI.

mbarazzante è l'unico commento che ci viene in mente rispetto alla seduta municipale del primo febbraio. Tra i vari temi del giorno, quello della richiesta del Pd di introdurre le telecamera all'interno dell'aula, così come succede in Comune, per permettere ai cittadini di vederle sulla rete in streaming. Si chiede inoltre di cambiare il sistema di registrazione audio delle sedute, che sono ancora su vecchie cassette stereo 4. Presenta la proposta Scorzoni: "Le riprese servirebbero a rieducare l'aula. Si eviterebbero interventi poco consoni e le assenze sarebbero calmierate". Entusiasta anche Massimo Mancuso, presidente commissione Bilancio: "Per modificare il sistema di registrazione audio basta un hard disk, che può arrivare a registrare fino a 15 giorni e si aggira sui 50 euro di costo. Per le telecamere possiamo cavarcela con 400/500 euro. Credo possa essere una buona opportunità, anche perché in questo modo i cittadini possono farsi un'opinione propria". Interviene Durantini, Italia dei Valori: "Se togliete dalla mozione il simbolo del Pd io voto a favore". Fino a qui tutto bene. Ma ecco, come spesso succede spesso in quest'aula, il colpo di scena. Prende la parola Battistini e annuncia che il suo voto sarà contrario: "Se mettiamo le telecamere viene meno il contatto con i cittadini. Che ci vengono a fare in municipio se possono vedere tutto su internet?". Ma perché i cittadini vengono in municipio per vedere il consiglio oppure per fare iscrizioni, documenti eccetera eccetera? Alle parole di Battistini si associa Vendetti, ex presidente commissione sicurezza: "Sono a favore del cambiamento del sistema audio ma contrario alle riprese". Anche D'Angelo si inserisce nella discussione appellandosi alla legge 300 e tirando fuori anche il dirit-

I

to alla privacy. Grasso (Pd) tuona: "E' assurdo che si chieda di conservare la privacy in un'aula pubblica. State costruendo una piccola Arcore!". Altro contrario alla mozione Sbardella (Pdl - ex Pd): "Le immagine visive possono essere distorte e soggette a cambiamenti". Si associa Mastrangeli, Gruppo Misto ma anche Pd, ormai mina vacante dell'aula, che commenta: "Non ho le idee chiare. Ho paura di chi e come gestirà la mia immagine". Di fronte a questo teatrino, arriva violenta la reazione di Scorzoni: "Sono inorridito da quello che ho sentito fino a qui. Privacy di che? Le sedute sono pubbliche. Me la prendo con lei presidente Dari che non informa i suoi del regolamento dell'aula. Avete un'immagine del potere tipico della casta. I cittadini hanno il diritto di vedere!Votare si è una battaglia di democrazia". Villino (Pdl ) si dissocia dai suoi: "Sono a favore, è giusto dare la possibilità ai cittadini di vedere quello che succede qui". Costretto ad intervenire e visibilmente imbarazzato Marco Dari, presidente del consiglio: "Non capisco perché portare in aula una mozione che impegna me stesso. Se ne poteva parlare anche in altri luoghi. Comunque tranquillizzo il consigliere Mastrangeli che non siamo in televisione. Non c'è la 3, la 4 e la 5. Quindi nessuno distorce nulla. Invece di parlare di questo, magari parliamo di costi e fattibilità". E tra privacy, strumentalizzazione, gestione di immagine, torna ad intervenire Durantini: "Mi dissocio da tanta pochezza". Il consiglio alla fine non approva. L'ultimo commento, quello più apprezzabile, ce lo regala Massimo Mancuso: "E' grazie alla rete che sono caduti i governi dittatoriali". Ma Battistini, Vendetti, D'Angelo, Fonti e Sbardella forse l'hanno dimenticato. Meglio fare tutto alle vostre spalle cittadini. Come i vecchi carbonari. FEDERICA GRAZIANI

sinistra. Tra l'altro il comitato di Borghesiana è l'unico comitato romano in cui avvengono le elezioni. E' la zona mia e quindi mi devono attaccare su questo". In realtà sono moltissimi i comitati di quartieri dove avvengono le elezioni, ma questa è un'altra storia. Intanto nel quartiere di Borghesiana si stanno creando preoccupanti spaccature che rischiano di esplodere. Ma questo a chi fa politica interessa poco. Esattamente come accadde a San Vittorino per la scuola, anche qui si sente puzza di bruciato. E' la politica del dare avere. La politica dei prepotenti, quella dello stile berlusconiano dove il potere (anche se effimero) diventa un lasciapassare per tutto. FEDERICA GRAZIANI

MEDAGLIA D'ARGENTO AL VALORE CIVILE PER IL CONSIGLIERE VENDETTI Poco più di due anni fa, un cittadino cinese rischiò di essere aggredito, mentre aspettava l'autobus, da un gruppo di adolescenti proprio a Tor Bella Monaca. Grazie al tempestivo intervento del consigliere, che si trovava nei pressi della fermata, si evitò il peggio. Difese il cittadino, prestandogli soccorso, e mise in fuga i teppisti. Grazie a lui si individuarono anche i responsabili dell'ignobile episodio. "Condivido questa medaglia con il consigliere Mattei ed il Consigliere Cremonesi" ha dichiarato nella seduta del consiglio dello scorso primo febbraio, giorno in cui ha ricevuto l'onorificenza. ELENA BRUNI

NUMERO

2 ANNO IV

3

CARO LUCIANO n seguito ad un articolo apparso sul nostro giornale in merito al Consorzio di Borghesiana, in cui il presidente dello stesso raccontava d i alcuni illeciti siamo stati contattati dal presidente dei consorzi di Roma, Luciano Bucheri, che ci ha redarguito dicendo che in futuro prima di pubblicare qualsiasi cosa avremmo dovuto chiedere a lui. Le solite manie di grandezze, niente di nuovo. Contattiamo settimane dopo Bucheri per avere informazioni su un'altra questione e ci risponde che con noi non parla più. Bene. E allora lo contattiamo di nuovo, per mezzo del direttore responsabile, Federica Graziani, per chiedere spiegazioni di questo silenzio. Bucheri risponde: "Parlerò da oggi con voi solo di persona e non per telefono. Vi concederò le interviste solo se avrò la possibilità di rileggerle prima. Vi diffido da contattare i vari presidenti dei consorzi dell' VIII municipio, che per la maggior parte sono ex muratori che non sanno spiegare con precisione le varie situazioni tecniche. O così o non se ne fa nulla". Ovviamente noi rispondiamo che non se ne farà nulla e che saranno di volta in volta i presidenti a scegliere di rispondere alle nostre domande. Che non chiederemo il permesso di fare un'intervista a cittadini capaci di intendere e di volere, tra l'altro con un ruolo istituzionale definito. Ricordiamo inoltre al sig. Bucheri che è proprio grazie a quei muratori che oggi ha la fortuna di ricoprire il suo ruolo e che non è affatto apprezzabile delegittimare la posizione di qualunque persona, specie se scelta con la sua approvazione e il suo benestare. Sig. Bucheri le persone non sono roba sua. Forse si sta facendo prendere un po' la mano, lei che dice?

I

FEDERICA

GRAZIANI


4

NUMERO

"I MANIFESTI LI SUBISCO" urante il consiglio municipale, di fronte ai cittadini di Corcolle, Scorzoni tira fuori il suo asso nella manica. Un manifesto in cui si riportano una serie di interventi previsti nel quartiere. Sul manifesto si scrive: "Finalmente siamo riusciti con la giunta del centrodestra a far accogliere le nostre richieste per lo sviluppo del nostro quartiere. Vittoriosamente siamo stati partecipi alla decisione insieme alla giunta dei lavori che seguiranno prossimamente: rifacimento manto stradale via Fermignano con realizzazione marciapiede, realizzazione marciapiede via Spinetoli, via Monteprandone, via Cantiano, manutenzione straordinaria centro anziani Corcolle …. Eccezionale Risultato … Buone feste di Natale e un 2011 vincente dai vostri delegati del municipio. Maurizio Damiani - Francesco Lanza, il Presidente VIII municipio Massimiliano Lorenzotti e tutto il Consiglio VIII Municipio". Il manifesto getta non poco imbarazzo tra i consiglieri di maggioranza, completamente all'oscuro della faccenda. Imbarazzo ma anche ira, soprattutto da parte del presidente del consiglio Marco Dari che urla ai suoi "Mi ha rotto il c…. La mozione di sfiducia aumenta di un voto". Tutto questo lontano dai microfoni, ma di fronte ai cittadini. Gongola invece l'opposizione. La maggioranza incassa l'ennesima gaffe. Scorzoni urla: "Mandate in giro manifesti in cui scrivete il falso. Opere mai eseguite e fondi mai richiesti. Siete come il muro di gomma, ogni cosa che arriva la respingete". Non può non prendere allora la parola Dari che deve dare ai cittadini una spiegazione sul 'manifesto farsa': "Non ho autorizzato nessuno a mettere quel manifesto, qualcuno ne risponderà in questo consiglio e in questa maggioranza". Quel qualcuno lo abbiamo contattato noi. Il presidente Lorenzotti rispetto al manifesto commenta: "Io i manifesti li subisco. Non sono stato io a fare quel manifesto e non so chi lo abbia fatto". Chissà forse qualche tipografia nemica... FEDERICA GRAZIANI

D

AREA ARTIGIANALE PER VIA DI LUNGHEZZINA proprietari terrieri del lotto di terra che si estende per circa di 19 ettari hanno proposto al municipio un "accordo di programma per la realizzazione di un'area artigianale in via di Lunghezzina", che, non senza polemiche, alla fine si è espresso in maniera favorevole. Un' area, nel quadrante più ad est del municipio, sulla quale i proprietari edificheranno capannoni ad uso artigianale per circa 25.000 mq,qualora ci fosse il via libera definitivo.Di contro però spetterà loro "compensare" la comunità con una serie di interventi a favore del pubblico, le cosiddette "opere a scomputo". La realizzazione della viabilità interna all'area e i parcheggi pubblici, rotatoria di allaccio al comprensorio all'altezza di via Montottone con il prolungamento di quest'ultima via, allargamento di via Lunghezzina dall'area di proprietà fino all'imbocco dell' A24. Oltre ad un edificio per i servizi pubblici di 840 mq da cedere all'amministrazione, un parco e un impianto sportivo. Un intervento che sconvolgerà l'intera area. Sostenuto a gran voce dalla maggioranza municipale, soprattutto dal presidente della commissione urbanista Ezio D'Angelo e dal presidente del consiglio Marco Dari, ha invece incontrato non pochi contrasti da parte dell'opposizione. ELENA BRUNI

I

MUNICIPIO

2 ANNO IV

Corcolle che fine hanno fatto i soldi? CORCOLLE, DIMENTICATA COMPLETAMENTE DAL GOVERNO MUNICIPALE ATTUALE, ARRIVA IN CONSIGLIO GRAZIE ALLA MOZIONE DEL CONSIGLIERE ALVETI (PD).

i sono risorse disponibili per il quartiere di Corcolle, ma non si decidono ad utilizzarle. E così il consigliere Alveti (Pd) porta in aula una mozione per porre la questione alla maggioranza. Di fronte un'aula gremita di cittadini arrabbiati. "Un quartiere che ha avuto una storia importante - esordisce Alveti - chi ha costruito però non ha avuto rapporti con la politica e quindi non ci sono stati interventi costruttivi. Quando governavamo noi eravamo presenti e parlavamo con i cittadini. A Corcolle non c'è un intervento da un anno a questa parte. Ci sono dei soldi che erano destinati a Corcolle, che vanno spesi per non rischiare di perderli. Utilizziamo il consorzio e studiamo il modo migliore di spenderli. Non vorrei che da un'oasi, Corcolle divenisse un inferno". L'opposizione è tutta presente, non si lasciano sfuggire l'occasione di farsi belli di fronte ai cittadini. La maggioranza invece presenta una fila di sedie vuote. L'assenza più pesante è quella del presidente Lorenzotti. Tanto che un cittadino, Antonio Piccirilli, interverrà dal pubblico urlando: "Dove sta il presidente, è una vergogna! E' uno schifo!". E i suoi concittadini non possono che applaudire l'intervento. Francesco Saltini, presidente del comitato di quartiere, viene chiamato ad intervenire: "Non ci sono risposte da anni. Non sappiamo più cosa si fa o cosa non

C

si fa. Si è bloccato tutto. I lavori eseguiti non sono stati fatti a regola d'arte. Fonti lo sa bene. Per via Femignano e via Ripatransone è un anno e mezzo che facciamo richiesta di potatura degli alberi. Chiediamo delle risposte concrete". E Fonti, presidente della commissione lavori pubblici, chiamato in causa come spesso succede quando intervengono i cittadini e non solo, dichiara: "Abbiamo inserito alcune opere nel piano investimenti. Mi scuso se non ho mai convocato il presidente del consorzio, mi impegno a farlo. I fondi sono quelli che sono ci stiamo lavorando. Mi attiverò con l'assessore Dominici, in modo che si attivi con il Dipartimento". La giunta non siede nei banchi e oggi più che mai l'assenza pesa, soprattutto quella dell'assessore ai lavori pubblici. E Grasso non perde l'occasione: "La maggioranza è talmente attenta che i banchi sono vuoti. Fu presentata dal Pd una mozione degli alberi che fu approvata ma poi non fu fatto niente". Mastrangeli, che in questa occasione si sente un po' più Pd e un po' meno Gruppo Misto, si allinea: "L'unica cosa concreta sono i 600.000 euro stanziati dalla vecchia giunta per via Sant'Elpidio a Mare". Pungente Scorzoni, capogruppo Pd, che non perde l'occasione per attaccare Fonti: "Queste situazioni accadono quando ci si dimentica di inserire nel piano investimenti le opere che si approvano". E da uomo, oramai noioso, di partito interviene per ultimo Marco Dari, presidente del consiglio: "A Corcolle è sbagliato il progetto per questo non se ne esce. Almeno Fonti a differenza di altri ci mette la faccia". Il consiglio approva come potrebbe non farlo? FEDERICA GRAZIANI

PIATTO RICCO MI CI FICCO GLI

ANZIANI DEL CENTRO DI FINOCCHIO CHIEDONO A GRAN VOCE UNA NUOVA SEDE COME ERA DAI PROGETTI.

i sa, quando i politici vedono chiome grigie, meglio ancora se bianche, sembrano andare in estasi. Gli anziani sono sempre un bacino elettorale che fa gola a tutti. La dimostrazione è avvenuta durante il consiglio in cui si discuteva la mozione sul centro anziani di Finocchio presentata dal Pd a firma del consigliere Grasso. La mozione chiedeva di trovare un nuovo locale per gli anziani di Finocchio. Come era già in progetto nel 2006. Ma tra crisi e avvicendamenti vari la situazione è rimasta immobile. E così si presenta una delegazione dei soci durante il consiglio municipale. E tutti, nessuno escluso, non perdono occasione per farsi vedere. Inizia Grasso che con uno slogan che ultimamente va tanto di moda in VIII dichiara: "Siete intervenuti nel centro anziani di Torre Maura e lo avete fatto chiudere. Speriamo che non accada anche a Finocchio". Interviene per l'occasione anche il presidente del municipio Lorenzotti: "La municipalità è sensibile ai centri anziani. Con il Pdl siamo favorevoli, l'impegno ci sarà per la realizzazione di un nuovo centro". E il presidente, che non parla mai, ma quando parla riesce a far scoppiare sempre qualche polemica, anche stavolta non delude. Parla a nome del Pdl, senza esserne il capogruppo. E l'opposizione non si fa sfuggire l'occasione. Contartese (Pd) infatti tuona: "Lorenzotti ha preso un impegno per il Pdl . E' diventato anche capogruppo, oltre che presidente e assessore!". Più tecnico ma non meno strumentale, Scorzoni, capogruppo Pd: "I soldi ci sono, potevamo già avere il primo mattone a giugno 2011 se vi foste attivati. Quei soldi non sono ancora impegnati, speriamo che il Comune confermerà quelle risorse. Eccolo qua il governo del fare !". E allora interviene lui, l'immancabile Ezio D'Angelo (Pdl), che quando vede gli anziani rotea le pupille come fosse uno squalo prima di attaccare: "È umiliante per le persone che stanno nel centro debbano vivere così. Noi ci attiveremo, apriremo un tavolo. E' importante dare un impulso nuovo a queste realtà". E gli anziani aspettano e sotto i baffi se la ridono. Stavolta a strumentalizzare sono stati loro. Alla faccia dei panettoni che gli amministratori amano portare nei centri a Natale. Lo conferma Enrico Di Pietro, presidente del centro Pierino Emili: "Crediamo in questo impegno perché finalmente abbiamo messo gli uni contro gli altri. Abbiamo dato il via ad una gara che tutti e due le parti vogliono vincere". E se anche gli anziani si sono svegliati stavolta a che santo si appelleranno i nostri amministratori? FEDERICA GRAZIANI

S

CAPOLINEA 056. IL VOLTAGABBANA DEL PD l Pd presenta una mozione per sollecitare lo spostamento del capolinea 056 approvato il 9 aprile 2009 con la risoluzione n. 15. Sulla mozione c'è scritto votarono all'unanimità. Peccato però che leggendo il verbale di deliberazione, lo stesso Pd abbandonò l'aula e non votò la proposta. A votarla invece furono i consiglieri di maggioranza. Nella mozione presentata da Scorzoni si chiede di migliorare l'utilizzo della linea per i cittadini e maggiori servizi per i conducenti. Nel 2009 probabilmente i consiglieri del Pd non sentivano così forte l'esigenza di stringersi intorno ai cittadini e di migliorare la loro vita. E infatti non votarono. Un esempio, anche un pò impietoso, di come spesso, troppo spesso, il Pd utilizzi i cittadini e ne strumentalizzi le cause. FEDERICA GRAZIANI

I


6

NUMERO

SERVIZIO A CURA DI ELENA BRUNI

MACELLERIA SOCIALE IL PD PRESENTA UNA MOZIONE SUL TEMA DELL'ABBATTIMENTO DELLE LISTE D'ATTESA PER I SERVIZI SOCIALI. BATTISTINI (EX CAPOGRUPPO PDL) E BIFERI (EX PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE SOCIALE) ESCONO DALL'AULA. NON VOGLIONO PIÙ DIFENDERE L'INDIFENDIBILE? "Il bilancio della morte" lo definisce Fabrizio Scorzoni, capogruppo del Pd. Liste d'attesa per l'assistenza che crescono e persone assistite che diminuiscono. Non bastasse, 336.000 euro di avanzo di cassa dal piano regolatore sociale approvato qualche settimana fa. Il dramma sociale del municipio ottavo continua a consumarsi. E la mozione presentata dal Pd per dare immediata autorizzazione all'impegno di quei 336mila euro per abbattere le liste d'attesa riaccende gli animi. Il numero delle persone in assistenza diminuisce mentre il numero delle persone in liste d'attesa aumenta. "Il Presidente sembra Cetto La Qualunque quando parla di sociale", tuona Scorzoni. A salvare la disfatta della maggioranza il consigliere Massimo Mancuso al quale tocca diventare esperto anche di altre materie per colmare le assenze pesanti: "É vero c'è un disavanzo di cassa, ma non andrà perso. 140mila euro sono già stati impegnati e ho chiesto di reperire le altre determine". A mancare, come sempre, è il Presidente della commissione sociale e l'assessore al sociale, Lorenzotti. Poco avrebbero potuto replicare perchè i numeri parlano chiaro e sono sconfortanti. Dal 2007 al 2009 ci sono 40 anziani in meno in assistenza domiciliare, 29 adulti disabili in meno in assitenza domiciliare e contemporaneamente 671 persone in liste d'attesa per accedere a questi due servizi. Un dramma per le persone che attendono e per le loro famiglie. La mozione viene approvata all'unanimità, ma di quei 336mila euro, che se impegnati nell'immediato non diventeranno avanzo di cassa (che comporterebbe una riduzione dei fondi che il Comune da al municipio,) quanto andrà per abbattere le liste d'attesa? Purtroppo non basterà per abbattere interamente le liste d'attesa. Ma dopo due anni qualcosa è sempre meglio di niente.

“NON VOTERÒ PIU’ MOZIONI DEL PD” n seguito alla mozione da lui proposta, e firmata dall'ex capogruppo Pdl Battistini, di revocare le deleghe alla giunta municipale, Romolo Biferi rincara la dose. La sua è una presa di posizione forte, vuole che la sua maggioranza ritrovi l'orgoglio e inizi a fare politica. Per questo, nel corso di una seduta municipale, in seguito all'ennesima mozione proposta dal Pd e approvata dalla maggioranza, prima della dichiarazione di voto, prende il microfono e dichiara: "Ogni volta che ci sarà da votare una mozione del Pd uscirò dall'aula. Sono stanco di assistere impassibile ad una maggioranza che si fa tirare per la camicia. Siamo noi a dover fare le proposte, non loro. Avete votato ultimamente addirittura una mozione che ci definiva schizofrenici. Siamo al paradosso e io non parteciperò più a tutto questo". Peccato che a firmare insieme a Biferi e Battistini furono proprio tutti i consiglieri del Pd. Scorzoni infatti commenta: "Il coraggio se rimane a metà strada diventa altro". FE. GRA.

I

MUNICIPIO

2 ANNO IV

Levategli anche quello! Ai ragazzi disabili dell'ottavo municipio è stato tolto il servizio di autobus da un giorno all'altro. Per il momento il municipio si farà carico di ripristinarlo pagandolo per i prossimi due mesi. Poi toccherà al Comune. Se sarà d'accordo a ripristinarlo ovviamente. mprovvisamente le persone disabili si sono trovate senza il pullmino. Così, da un giorno all'altro. Come di consueto chiamano per prenotare il servizio autobus a loro riservato ma si sentono rispondere dalla Tpl Tevere, la ditta che effettua il trasporto, che dal 31 gennaio verrà soppresso. Il servizio funziona a chiamata: ogni lunedì chi ne ha bisogno chiama il centralino e prenota secondo le disponibiltà di posti liberi. Già perchè il pullmino ha 5 posti ed è uno solo. I disabili sono tanti e le necessità diverse. C'è chi deve andare a fare delle visite, chi ha il centro diurno, chi deve andare a fare terapia. Francesca Genoese, mamma di una ragazza disabile, ha avuto anche lei come gli altri l'amara notizia al telefono, dallo stesso centralino. "Come faccio ora? Sono senza macchina e non le dico mio marito in che condizioni sta! Già era una guerra tra poveri, perchè ce n'è solo uno con cinque posti, adesso ce lo levano del tutto!". Ed appena saputa la triste notizia si precipitano a protestare in municipio dove incontrano, evento fortunato, il Presidente della Commissione Sociale, Emanuele Amici che promette loro che sarà al più prima ripristinato. Ne è talmente sicuro che ci invia un messaggio sul cellulare assicuran-

I

do d'aver risolto la questione. Ma le mamme dei ragazzi disabili assieme ad alcuni degli stessi che usufruiscono del servizio richiamano il centralino che ripete loro che il servizio è ancora sospeso. E tornano a protestare in municipio: " Non ce ne andiamo fino a quando non c'è qualcosa di ufficiale." A risolvere la situazione è Marco Dari, che riesce quantomeno a tamponarla per almeno un paio di mesi: "Siamo riusciti a trovare nel bilancio municipale una piccola cifra che ci permette di far funzionare il servizio per altri due mesi. Per ora facciamo un affidamento diretto noi del municipio e nel frattempo lavoriamo per fare una gara d'appalto affinchè il servizio venga garantito anno per anno. Dovrà però pagare il comune. Noi come municipio al 90% non riusciamo a pagare il servizio mentre per le casse comunali non è una grossa spesa. Se però non troviamo l'accordo con la centralità il 31 marzo andiamo insieme a strillare al centro per riavere il servizio". Non c'era bisogno che lo dicesse Dari, sono pronti a far battaglia per aver un servizio che è per loro di vitale importanza.

SCHIZOFRENICI E INCAPACI” ella mozione presentata dal Pd, per l'abbattimento liste d'attesa servizi sociali, c'è stato un unico astenuto nelle fila della maggioranza, il Presidente Marco Dari. Forse perchè è stato l'unico a leggere attentamente la mozione. Nel preambolo infatti si legge "(..) Visto che tale profondo disaccordo è motivato da un atteggiamento schizofrenico della gestione politico - amministrativa del tema dei servizi sociali (..)" e come se non bastasse "Visto che tale gestione insufficiente è aggravata dall'assessore preposto e dall'incapacità dei suoi collaborati". La maggioranza, approvandola, conferma anche queste parole: incapace e schizofrenica. Una svista colossale. Normalmente quando viene presentata una mozione da parte dell'opposizione ed anche la maggioranza intende votarla, si legge e se presenti parole "forti" contro il Pdl, dopo una riunione dei capigruppi, si corregge nella forma e la si approva. Questa volta l'ormai ex capogruppo Pdl, Sandro Battistini, non c'è, esce dall'aula con Romolo Biferi, vuoi per fatalità vuoi per l'argomento: il sociale. I due consiglieri hanno firmato una mozione di sfiducia per la giunta municipale e Romolo Biferi si dimise dalla commissione Politiche Sociali in contrasto col Presidente del Municipio. Nemmeno il vicecapogruppo, Ezio D'Angelo, si accorge di nulla. E via, la si approva. "Schizofrenici e incapaci" a questo punto. E l'ira funesta di Marco Dari si scaglia contro i compagni di partito. Scorzoni, che ormai è legittimato a definirli incapaci, se la ride sotto i baffi: " Se i miei avessero fatto una cosa del genere li avrei ammazzati".

N

VILLINO VS AMICI ncora una volta una mozione sul sociale: si sa, l'opposizione ci marcia ma forse troppo torto non ha, sembra pensare il consigliere Villino durante la discussione sulla mozione per l'abbattimento liste d'attesa servizio sociale. E mentre il Pd incalza e colpisce la maggioranza, il consigliere si incupisce sempre più. Fino ad esplodere al momento delle dichiarazioni di voto : "Giustamente veniamo attaccati! Ancora una volta la persona preposta (Emanuele Amici, Presidente della Commissione Politiche Sociali) non è in aula!". E fioccano gli applausi dell'opposizione, ed il silenzio, eloquente, dei consiglieri della maggioranza che approvano quanto detto ma che non proferiscono parola, in fondo l'hanno votato loro come Presidente.

A

SANITA’ ALLO SBANDO agliati 12 posti letto al reparto di Neurochirurgia determinandone così la chiusura. Il Pd porta in aula una mozione che chiede di aprire un tavolo di confronto con la Regione Lazio per ridiscutere dei tagli ai posti letto nella Asl RM B. La mozione passa all'unanimità, con 16 voti favorevoli. É l'ennesimo schiaffo ad un territorio che vede compiersi l'ennesimo ingiustizia in virtù di tagli alla Sanità.

T


MUNICIPIO

Le avventure di Lady De Angelis PRESENTATA UNA MOZIONE IN CUI SI CHIEDE IL RITIRO DELLA DELEGA DI RITA DE ANGELIS. LEI, UNICA ASSENTE DI FRONTE AD UNA GIUNTA AL COMPLETO, TROVA NEL SILENZIO DELLA MAGGIORANZA IL LASCIA PASSARE PER L'OTTAVO MUNICIPIO. i torna a parlare di Rita De Angelis in sala di consiglio. Stavolta alla presenza di una giunta tesa ma al completo e, in platea, di alcuni operatori dell'Ares 118. Con la mozione presentata dal consigliere Mastrangeli si è chiesto il ritiro della delega dopo che, come recita il documento, il "18 dicembre 2010 la delegata del Presidente del Municipio Rita De Angelis si recava in compagnia del Sindaco di Roma al Centro di Medicina Solidale, in maniera completamente autonoma dalle istituzioni del governo del municipio". Uno scavalcamento delle decisioni del consiglio municipale che la De Angelis avrebbe fatto anche "agendo per motivi personali". La delegata del presidente "non ha fatto il suo dovere quando non ha informato il sindaco che un intero quartiere ha fatto una manifestazione perché quei locali andassero all'Ares - spiega Mastrangeli - non si è comportata bene né con noi, né con lei Presidente del municipio, né con i cittadini". Dal pubblico gli operatori delle associazione ascoltano con attenzione. Viene ricordato che i responsabili dell'Ares aspettano da due anni di avere quel sito e che "non hanno dove stare". Ma arriva il colpo di scena. Il presidente Lorenzotti, al termine dell'intervento, allarga un foglio di carta e inizia a leggere quella che come si scoprirà è una lettera -tampone destinata al sindaco Alemanno. "La visita del sindaco rientrava nel programma di solidarietà - precisa intanto Lorenzotti - quindi la De Angelis è andata in veste di cittadina per avere il locale per Medicina Solidale". Prosegue leggendo la lettera, inviata alcuni giorni prima del consiglio, in cui ribadisce al sindaco lo scopo di quell'incontro. Dall'opposizione c'è chi ribatte: "Non si manda una lettera così al sindaco. Lei lo vuole risolvere il problema o se ne lava le mani?". Ma quella resterà l'unica volta in cui prenderà la parola Lo-

S

renzotti. La questione per molti poteva chiudersi là, almeno per quanti hanno sottoscritto quelle dichiarazioni di non colpevolezza. Passivamente la maggioranza ha ascoltato interventi e accuse, come quella pronunciata da Cremonesi quando ha ribadito che "è leggermente umiliante che il consiglio del municipio, dopo essersi espresso all'unanimità, faccia una lettera su quanto già deciso. O voi riacquisite il ruolo di governo oppure avete la De Angelis che decide per voi". E il consigliere Grasso a seguire chiede se "le assegnazioni avvengano attraverso le letterine". Ci pensa Sandro Battistini ad interrompere nuovamente il silenzio della maggioranza sulla vicenda. "Sono certo che il presidente andrà a perorare la causa presso il gabinetto del sindaco, pertanto non posso votare questa sfiducia presentata poi dall'opposizione. Se c'è da chiedere il ritiro della delega ci penso da solo". Nel vai e vieni di alcuni consiglieri della maggioranza e di fronte ad un dibattito che registra interventi solo dell'opposizione, molti dei responsabili Ares spazientiti abbandonano l'aula e chi resta commenta "Che vergogna, che schifo". Intanto Scorzoni, che nel tempo non le ha mandate a dire alla delegata, accusa "Qui siete conniventi, voglio sentire cosa ne pensate della De Angelis". E incalza: "La Rita De Angelis è uno strumento che serve ad aggirare consiglieri che sul territorio si stanno impegnando, assumendo il ruolo di consigliera pur non essendo stata eletta. Siamo alla guerra tra bande di persone, reclutate per strada per sanare vicende personali pregresse. Lei che qui non ci dovrebbe proprio stare, perché ha 26mila euro di debito con il comune nelle case popolari?". Ma con 12 voti contrari, 6 favorevoli e 2 astenuti, il consiglio non approva in attesa della prossima puntata. ANNA GIUFFRIDA

BATTISTINI SI DIMETTE ra il capogruppo del Pdl. Questo ruolo però stava cominciando a stargli stretto. Il segnale della rottura è stata la mozione Biferi, che chiedeva al consiglio di sfiduciare la giunta municipale. Lui, Sandro Battistini, è stato l'unico firmatario. L'unico che si è preso la responsabilità di rompere degli equilibri, che poi, a giudicare dal finale, tanto equilibri non erano. Non poteva continuare ad essere il capogruppo di una maggioranza che, con quella firma, lui stesso aveva condannato. "Credo fosse un atto dovuto - spiega - dal momento che ho firmato la mozione per chiedere di sfiduciare la giunta municipale. Le mie dimissioni politicamente significano un riesame di tutto, staremo a vedere. Dimettendomi ho fatto un' autocritica a me e alla mia maggioranza. Mi sono messo in gioco. Non so quali potranno essere i possibili scenari futuri. Ora aspetto. Come capogruppo credo che il mio successo più grande sia stato quello di tenere unita la maggioranza, anche dopo la richiesta di sfiducia. Il consiglio che do al mio successore è quello di avere senso critico e il coraggio di prendere, se questo fosse necessario, decisioni forti, come ho fatto io". Tra i successori di Battistini nel ruolo di capogruppo ad oggi sembra il più gettonato Massimo Mancuso, che si limita a dire "Ci sto pensando, sto valutando. Devo prima risolvere alcune incomprensioni con il presidente Lorenzotti. Vedremo…" FEDERICA GRAZIANI

E

NUMERO

2 ANNO IV

7

ESAME DI CULTURA PER LA MAGGIORANZA opo un immobilismo di sei mesi della maggioranza attuale rispetto alla questione della biblioteca, ho deciso di metterla all'attenzione del consiglio". Spiega così, il vicepresidente del consiglio Cremonesi, le ragioni della mozione contro la chiusura della Biblioteca Papillon di Ponte di Nona, dallo stesso presentata in sala consiliare lo scorso 17 gennaio. In un'aula ormai svuotata, è intervenuto il presidente della biblioteca Vittorio Antonini raccontando le alterne vicende di questo polo culturale. Il centro, che rientra in un progetto di reinserimento sociale di detenuti ed ex detenuti, è stato accolto con favore dal quartiere e non solo. Dei 7.200 libri presenti, molti sono frutto di donazioni dei cittadini alla biblioteca. "Quello che è mancato e che adesso rischia di far chiudere per sempre questi locali - spiega Antonini - è la mancanza di fondi. Un taglio alle risorse, destinate a finanziare questo progetto, che ha portato alla "chiusura al pubblico della biblioteca lo scorso 19 novembre". Compatti i consiglieri di opposizione firmatari della mozione nel sostenere la richiesta di "stanziare con urgenza una somma per riaprire la biblioteca e di prevedere in bilancio per il triennio 2011/2013 somme sufficienti a proseguire le attività". L'eco della vicenda ha raggiunto il palazzo della Regione, facendo ottenere dalla presidente Renata Polverini la promessa di interventi in favore della biblioteca, e arrivando anche il Ministero della Giustizia a cui il radicale Matteo Mecacci ha presentato un'interrogazione, in cui chiede di aprire un'istruttoria sulle sorti del centro. Dal canto suo Antonio Villino, presidente della commissione cultura, ha assicurato "La biblioteca non chiude. Da parte nostra c'è un intervento, anche presso il comune di Roma, tramite il nuovo assessore Gasperini e con lui cercheremo di trovare una soluzione affinché la biblioteca non solo non chiuda ma diventi luogo di aggregazione per i giovani. L'impegno nostro ci sarà tutto". A seguire da vicino la vicenda Cremonesi, che precisa "Una parte di questa amministrazione ha messo interesse per la biblioteca Papillon, ma non basta. Purtroppo questa maggioranza ha un atteggiamento distante rispetto ai temi della cultura".

"D

ANNA GIUFFRIDA


8

NUMERO

MUNICIPIO

2 ANNO IV

"Non mi candido come presidente”

ROSSI PASSA ALL’ ITALIA DEI VALORI stato un anno sabatico per il consigliere Massimo Rossi. Uscito dal Pd per incomprensioni interne è transitato nelle fila del Gruppo Misto. E lì ha aspettato che si presentasse a lui il miglior offerente. Entra così nell' Italia dei Valori. Una scelta politica. Sceglie il suo nuovo partito per perseguire quegli ideali di giustizia ormai dimenticati. I giovani e le donne saranno i suoi referenti più importanti. Perché ha scelto l'Italia dei Valori? Perché solo l'Italia dei Valori sta facendo battaglie importanti. Una fra tutte quella inerente alle leggi sulla giustizia. Dopo un incontro con il senatore Pedica, ho notato che gli ideali del partito mi rappresentavano. E così ho deciso. E il ruolo di capogruppo? Ho la consapevolezza che dovrò lavorare molto, mi devo rimboccare le maniche e cominciare a lavorare. Sono contento di avere un compagno come Durantini che ha una grande esperienza territoriale. Spero di aumentare il dato elettorale e diventare il secondo partito di centrosinistra in VIII municipio. I dati del Pd sono in calo, sono arrivati al 22 - 23 per cento. A cosa si deve questo calo? Alla mancanza di organizzazione e alle guerre interne al partito. Il contrasto interno agevola solo chi governa. Ha mai pensato di rientrare nel Pd? No, perché ho visto sempre un calo e il caos è andato aumentando. Spero che il Pd possa ritrovare un equilibrio e riacquisire quei voti in quanto partito di centrosinistra. Come IdV a chi vi rivolgerete? Soprattutto ai giovani e alle donne, due fasce che si sono allontanate molto dalla politica. In questo territorio poi il delegato alle pari opportunità del municipio VIII non ha mai presentato niente, neanche a mezzo assessore. Un consiglio ai compagni del Pd … Di non fare guerre interne, serve un' organizzazione per cercare di riportare nel partito gli elettori stanchi. Sarà avversario o complice del Pd? I miei ideali sono di centrosinistra quindi non potrò andare contro il Pd, ma nelle riunioni di coalizioni l'Italia dei Valori dirà la sua. FEDERICA GRAZIANI

E’

“E’ GRAZIE A CELLI SE C’È QUEL PARCO!” l consigliere Mattei ci tiene a far delle precisazioni in merito all'articolo sul parco di via delle Cince uscito nello scorso numero de "La Fiera dell'Est". Nell'articolo parlava il consigliere Daniele Grasso del Pd. Vuole precisare che il progetto nasce con la giunta Giuseppe Celli e che non se ne è occupato solo il consigliere, ma che il progetto nasce con il suo referente politico, per l'appunto Celli. Una precisazione che tiene a fare e che fa pensare che ci sia non poca maretta sulla questione. "E' un impegno preso dall' allora giunta Celli. Il parco di via delle Cince è una promessa che Celli ha fatto con ai cittadini di Torre Maura e l'ha portato avanti con Bucari. É una cosa del 2001, 2002. Poi quel parco è stato affidato al comitato di cittadini. Il Presidente del comitato, Sergio Becattini, infatti si è impegnato a trovare tre, quattro persone che se ne prendessero cura aprendelo e chiudendolo ogni giorno. Poi che Grasso se ne sia occupato e grazie a Scorzoni chiamava Bucari, quella è un'altra questione".

I

ELENA BRUNI

STRATEGIA POLITICA O REALE CONVINZIONE? FABRIZIO SCORZONI, CAPOGRUPPO PD, PER STEMPERARE I TONI DECIDE DI USCIRE ALLO SCOPERTO E DI DIRE PUBBLICAMENTE CHE NON ESISTE LA POSSIBILITÀ PER UNA SUA RICANDIDATURA PER LE PROSSIME ELEZIONI.

Nel centrosinistra è già iniziata la campagna elettorale, lei parteciperà? Molte persone vorrebbero capire quale è la mia disponibilità. In questi giorni mi sforzo di spiegare che non voglio fare il presidente. Ho scoperto però un fatto bizzarro: ci sono tra gli 8 e i 10 candidati possibili per questo municipio. Vi dico anche in che misura e da che partito provengono: 1 Alleanza per l' Italia, 2Unione di Centro, 2 Partito Democratico, 1 Sinistra e Libertà, 1 Italia dei Valori, 1 Lista Celli e poi 2 ipotetici, diciamo indecisi. Se le cose stanno così, non vorrei che alla fine qualcuno me lo chieda per forza di candidarmi. Vedo molta incertezza e una corsa sfrenata che temo possa portare problemi. Io non sarò più il parafulmine in questo territorio e per questo mi faccio da parte. Siccome continuo a sentire da varie persone che la mia preoccupazione non è il partito ma la mia parte politica, libero il campo. Perché vuole farsi da parte? Non voglio fare assolutamente il presidente. Non voglio perché non ci sono le condizioni politiche. È tanto tempo che sto in questo municipio e penso che un politico debba cercare di fare anche altro e se non ci riesce deve smettere e lasciare la poltrona alle nuove generazioni. Il problema è chi lo sostituirà. Questa mia scelta aprirà una fase di discussione. C'è qualcuno per cui tifa? Certo, ma il nome non lo dico altrimenti lo brucerei. Però posso fare un identikit del mio candidato tipo: una persona che ha lavorato in questi anni, che si veda sul territorio, ab-

"NON HO UN PARTITO" el corso della seduta consiliare del primo febbraio 2011, Valter Mastrangeli dichiara di "non avere un partito". Una piccola gaffe, che però ci offre lo spunto per fare una piccola analisi politica. Mastrangeli è tesserato Pd, ma in municipio fa parte del Gruppo Misto, perché non si sente rappresentato dal gruppo di opposizione municipale del Partito Democratico. Ultimamente si è fatto pesante il contrasto con il capogruppo Scorzoni e entrambi non hanno nascosto la rottura, tanto da discutere pubblicamente, spesso in maniera plateale. Abbiamo chiesto a Mastrangeli il significato di una frase che lascia presagire un addio: "In municipio io non ho un partito. Certo sono iscritto al Pd, ora però sto valutando se rientrare anche nel gruppo di opposizione municipale del Pd o allontanarmi definitivamente". Nei corridoi i commenti e le indiscrezioni si moltiplicano. Daniele Grasso, consigliere Pd dichiara: "Non rientrerà nel Pd". Più tranquillo Contartese che commenta"Ma dove vuole andare…". Ironico e poco eloquente Scorzoni che si limita ad un semplice "Aborro!". Aperte le scommesse arriva anche qualche commento dagli esponenti del Pdl. Uno fra tutti Massimo Mancuso che commenta: "E' un battitore libero" e Marco Dari: "Infatti non ha un partito, ma fa parte del Gruppo Misto". E se Mastrangeli promette che i nodi verranno sciolti tra una settimana, i possibili scenari futuri ad oggi potrebbero essere: un ritorno nel Pd, sia in municipio che fuori, l'entrata nelle file della Lista Civica o addirittura UdC. Staremo a vedere, menomale che mancano solo 2 anni alle elezioni! FEDERICA GRAZIANI

N

bastanza giovane. Bisogna vedere se gli altri faranno un passo indietro e lasceranno il posto a quello più adatto, oppure se prevarrà la logica dei voti, di quale partito è, il più votato. A questo punto verrebbe distrutta la competenza guadagnato con il lavoro degli anni. E lei che ruolo avrà nella scelta del candidato? Tutto il mio peso politico lo userò per individuare la persona migliore. Può essere anche un'occasione per individuare un metodo per pacificare questo territorio. Lavorerò per una soluzione che pacifichi e lavorerò anche per un'altra certezza che il presidente dei questo municipio non sia Lorenzotti. Se non dovessi vedere però un atteggiamento di unione sono pronto a fare la guerra. Non abdico però sul poter dire la mia. Cercherò di far capire che qui non c'è un regno, l'unico requisito che pretendo è che il prossimo presidente abbia lavorato su questo territorio. Della sua presidenza di cosa va fiero e cosa rimpiange? In quei 20 mesi la cosa positiva che ho fatto è quella di valorizzare questo territorio, di cancellare il luogo comune che questo territorio fosse di serie B. Di negativo, nella seconda campagna elettorale, ho dato troppo per scontato che il mio avversario era poca cosa. Potevo fare di più. Un giudizio sui compagni di opposizione nel municipio? Se si vuole fare opposizione le due caratteristiche importanti sono saggezza e inflessibilità. Non si deve essere attaccabile. Dall'aprile 2008 non sono mai più salito nella stanza del presidente. Quando si fa opposizione non si può andare a inciuciare perché si diventa ricattabile. Questo purtroppo non lo fanno tutti. Su questo non ho notato in tutti la stessa forza ognuno ha il suo metodo. Sta dicendo addio all' VIII municipio? Se dovessi valutare quanto ho a cuore il municipio farei il presidente tutta la vita. E' un distacco sofferto ma bisogna rendersi conto se continuare a farlo fa bene solo da una parte o fa bene a tutti. Se con addio intende che abbandonerò questo territorio la risposta è no. FEDERICA GRAZIANI

PRECISAZIONE IN SEGUITO ALL'ARTICOLO PUBBLICATO NELLO SCORSO NUMERO DAL TITOLO 'I DISSIDENTI', IN CUI SI SPIEGAVA CHE DUE CONSIGLIERI AVEVANO DECISO DI VOTARE CON LA MAGGIORANZA DURANTE LA SEDUTA SUL BILANCIO, VALTER MASTRANGELI HA TENUTO A FARE DELLE PRECISAZIONI IN MERITO:

vero che ho votato un emendamento con la maggioranza, ma un emendamento di cui io stesso ero l'artefice. Infatti il giorno 28 dicembre 2010, la maggioranza che governa il municipio ci presentava il piano investimenti dei lavori pubblici per il 2011 - 2013 dove non c'era per l'ennesima volta alcuna risorsa, cioè niente, per Grotte Celoni. Dopo un duro anzi durissimo scontro in commissione lavori pubblici, commissione della quale faccio par-

“E’

te, riuscivo ad inserire cospicue richieste di finanziamento per il nostro quartiere e limitrofi e cioè 140mila euro per asfaltatura via Villabate 105mila euro per asfaltatura via Enrico dell'Acqua 430mila euro per i marciapiedi di via Acquaroni 100mila euro per la realizzazione di un marciapiede (un solo lato) in via Fuoco Sacro Si fa presente che le cifre sopra riportate al momento sono solo richieste che ho voluto fortemente inserire e che tali cifre debbono essere confermate in approvazione di bilancio comunale in quanto il municipio non ha un bilancio autonomo". FEDERICA GRAZIANI

CHI HA INCASTRATO ROSSI? Per le strade dell' VIII è stato visto un manifesto dell'Italia Valori che invitava i cittadini a partecipare ad un'iniziativa del partito il 31 gennaio. Il manifesto riportava le personalità politiche presenti all'incontro. Spunta il nome di Durantini, consigliere municipale Italia dei valori, ma manca quello del neocapogruppo IdV Massimo Rossi. Svista oppure si è già aperta la campagna elettorale? Durantini commenta: "Avevamo già stampato i manifesti quando Rossi è passato nel nostro partito". Se lo dicono loro… FEDERICA GRAZIANI

GRAZIANI EDITORE DIRETTORE RESPONSABILE FEDERICA GRAZIANI STAMPA FOTOLITO MOGGIO Strada Galli 5, 00100 Villa Adriana (RM) REDAZIONE VIA MONTEPAGANO, 50

00132 - CASTELVERDE (RM)

tel. 0622460838 - info@fieradellest.it facebook: La Fiera dell’Est Grafica PIXEL scarl - Impaginazione Alessio Carta TUTTE LE COLLABORAZIONI SONO GRATUITE SALVO DIVERSI ACCORDI SCRITTI


MUNICIPIO

NUMERO

2 ANNO IV

9

SENZA NORME NULLA CAMBIA baraccata un'altra mini baraccopoli. Proprio dietro il Liceo Amaldi, a Tor Bella Monaca, a pochi passi dal municipio. Un mininsediamento nel terreno con vincolo archeologico. Ma questo è solo l'ultimo intervento di numerosi che vengono effettuati dai vigili dell' VIII gruppo nel nostro territorio. É la solita prassi: un terreno abbandonato ricco di sterpaglie, tre/quattro "capanne" di legno costruite alla buona, l'abbattimento, e nel giro di un mese le baracche "risorgono" dalle ceneri. Le forze dell'ordine non possono fare più di questo. Spesso infatti in questo tipo di insediamenti ci sono polacchi o romeni che non possono essere espulsi perché cittadini comunitari. E, al massimo, il reato che si può loro imputare è di occupazione di suolo pubblico. In altri paesi d'Europa questo non si vede, forse non si permette che possa esistere. Non si lasciano le persone vivere itinerando da una baracca di legno all'altra. E

S

prive di qualsivoglia forma di igiene. É un continuo abbattere. Butti giù e dopo un paio di settimane rinascono. In ottavo inoltre, complice anche lo stato di abbandono di molti terreni, spesso di proprietà pubblica, i mini insediamenti sono numerosi. E ben nascosti. I cittadini ne segnalano in continuazione ma come fermare il fenomeno se non c'è una normativa che lo prevenga o lo impedisca? Intanto si dovrebbe evitare di lasciare tutti questi terreni abbandonati a se stessi, pubblici o privati che siano. Già limiterebbe di molto il fenomeno. Poi c'è da risolvere l'emergenza casa, di italiani e non. Impedendo così che persone disperate debbano vivere in questo modo. ELENA BRUNI

BRACCIA TOLTE ALL’ AGRICOLTURA uando non si hanno gli strumenti culturali e politici per controbattere ad una critica, alcuni amministratori municipali usano l'offesa come unica forma di difesa. E' quello che è accaduto con il consigliere Fernando Vendetti, ex presidente della commissione sicurezza dell' VIII municipio. In seguito all'articolo 'Commissione sicurezza: tanto è mia', a firma di Elena Bruni, in cui ci si chiedeva perchè Vendetti non fosse stato rinominato presidente, il consigliere invia un sms alla redattrice : "Cambia mestiere vai a vangare la terra avrai più successo". E così, come direttore responsabile, decido di rispondere via sms all'offesa. Ecco di seguito gli sms per intero giudicate voi. 16/01/2011 Federica Graziani "Ciao sono Federica della Fiera, ho saputo che hai inviato un messaggio a Elena molto offensivo. Ti pregherei di utilizzare altri strumenti se non ti sta bene un articolo. Grazie". Fernando Vendetti "Non ho offeso e non ho usato insulti, ma come voi vi permettete di criticare pubblicamente mi sono permesso di dare un consiglio, visto che il vostro giornale di partito sta perdendo di qualità. E poi voi potete fare critiche e io no? Non siamo nel comunismo ma in democrazia. Rispetto la persona ma stavolta non il suo operato. Buona domenica". Federica Graziani "Quindi se sul prossimo numero scriviamo Vendetti vai a zappare invece di far politica la prendi come cri-

Q

tica e non come offesa giusto? Siamo in democrazia no? Grazie per il consiglio e stai sereno". Fernando Vendetti "Si, si mi sta bene anche perché lo sto facendo ho 5.000 metri di terreno qui a casa e una mano mi serve se vuoi venire mangiamo anche qualcosa di sicuramente sano, e poi non è declassante l'agricoltura … Coi prezzi della verdura al mercato al giorno d'oggi". Il consigliere non si è fermato qui. Il 18 gennaio sui messaggi della pagina di Facebook de La Fiera dell'Est manda un a sua foto con scritto "Io già lo faccio tu quando ci vieni a zappare ?". Non abbiamo mai pensato che l'agricoltura fosse declassante, come ha scritto il consigliere, ma è lui stesso che la vede come tale, visto che ci consiglia di zappare invece di scrivere. Il consigliere scrive 'giornale di partito'. Se lo fossimo non staremo tutto il giorno per strada, con un guadagno economico ai limiti della fame, ma piuttosto riempiremo il giornale con tante interviste a pagamento ai politici di turno come fanno tanti. 'Non siamo nel comunismo ma in democrazia' scrive Vendetti, ma questo episodio è l'esempio di come la stampa libera in questo Paese sia boicottata. Un saluto caloroso al compagno Vendetti! FEDERICA GRAZIANI

MENOMALE CHE LA FIOM C'È !

UN PRESIDIO CONTRO IL RAZZISMO

Il 27 gennaio nella sala cinema del municipio si è svolto un incontro per discutere dei cambiamenti che porterà il voto degli operai della Fiat di Mirafiori al piano Marchionne.Organizzato dalla Federazione della Sinistrra dell'ottavo municipio ha visto tra i relatori Raoul Mordenti, docente universitario, Gianni Seccia, Fiom, Vera Stufano,precari della scuola, Francesco Guido e Sirio Zolea , rappresentante del consiglio nazionale degli studenti e rappresentante dei giovani comunisti di Roma tre. A coordinare il giornalista, Stefano Galieni. La Fiom - il sindacato dei metalmeccanici - è stato protagonista della vicenda "Marchionne". É stato l'unico sindacato ad opporsi alla proposta dell' amministratore delegato della Fiat che ha voluto un nuovo contrattoper gli operai, pena la chiusura dello stabilimento. Un ricatto. "Chi ha votato no a Mirafiori è in numero superiore agli iscritti della Fiom", dice Mordenti,sottolineando come la classe operaia arretra sì, ma mai più di un certo limite. Gianni Seccia, della Fiom, parla di periodo di profonde modifiche al modo di concepire il lavoro."La Fiom ha intenzione di andare fino in fondo". Ed infatti questo dibattito avviene il giorno prima della manifestazione indetta dalla Fiom che ha visto la partecipazione di cinquemila persone. É un cambiamento epocale il nuovo contratto, del quale la politica parla poco: per scelta consapevole. ELENA BRUNI

Il 7 gennaio scorso Jasbir Singh (noto come Baba) è stato aggredito dopo mesi e mesi di continue minacce ed estorsioni. Un incendio del suo negozio, in via Casilina, che per fortuna lo ha solo ferito lievemente. É per non dimenticare quanto successo a Baba che si è svolto il presidio sotto il commissariato Casilino di Torre Maura lo scorso venerdì 14 gennaio. La manifestazione è stata organizzata dall'associazione Senza Confine che si occupa di immigrazione e razzismo. Abbiamo contattato il presidente dell'sssociazione, Alessia Montuori. Perchè questa manifestazione? La manifestazione nasce per rispondere alla violenza subita da Baba, per dare un segnale di sostegno e solidarietà. Il signor Singh aveva già ricevuto numerose minacce ed episodi di violenza . Ed aveva denunciato tutto a maggio scorso. Ma purtroppo non è bastato. Questo presidio è per lanciare un segnale a tutti gli immigrati che vivono spesso in un clima di paura, è per questo che le denunce sono poche. La maggior parte preferisce non denunciare le violenze o le minacce che subisce per paura di ritorsioni. ELENA BRUNI

Sagaro-Z.One, un sodalizio di sicuro successo ra poco festeggerà il suo secondo compleanno, ma già il calendario di Sagaro è ricco di appuntamenti. E già arrivano i primi nuovi successi: Sagaro è stato premiato come miglior colorista del 2010 grazie alla collaborazione con la Z.One Concept. I due marchi hanno in serbo un nuovo appuntamento, previsto per il 28 febbraio a Varese, per presentare la collezione estate 2011. Appena il tempo di respirare che lo vedremo volare a Londra, dove si recherà all’Hob Accademy per la presentazione della sua nuova collezione per l’anno 2011. Continua quindi il binomio vicente Sagaro - Z.One Concept. Non finiranno qui gli appuntamenti. A partire da marzo, così come in passato, Sagaro tornerà a lavorare con i volti del piccolo schermo per le trasmissioni della Rai. In programma una prima serata. Non male no? Come dire, dove c’è Sagaro c’è spettacolo! Una filosofia quella di Sagaro che vuole, sì una donna elegante e femminile, ma con un pizzico di stravaganza e unicità. Mai banale, sempre al passo con i tempi e originale. Per questo Gaetano e Catherine propongono tagli e tinte che vogliono donare alla donna una bellezza semplice ma allo stesso tempo sofisticata. Contrasti nei colori, tagli scalati senza trascurare mai lo studio della personalità e della fisionomia della donna. Il tabacco e i biondi chiarissimi (ghiaccio) saranno i colori più trend della stagione. E poi gli aranci, ottenuti dalla miscela di varie tonalità di rame, e il cioccolato. Un marchio, quello di Sagaro, che ha l’ obiettivo di valorizzare al meglio la bellezza di ogni donna. Perché ogni donna da Sagaro è speciale. Per l'anno 2011 Gaetano e Catherine hanno in serbo tante sorprese.

T

Che spettacolo Sagaro!


10

NUMERO

2 ANNO IV

PRENESTINO

-

COLLATINO

Corcolle. Agguato a colpi di pistola n morto ed un ferito. Questo è il tragico epilogo di una vera e propria esecuzione, avvenuta intorno alle 22 del 24 gennaio scorso, in via Maiolo nel quartiere di Corcolle. Un uomo, o forse più di uno, su questo gli inquirenti ancora indagano, si avvicina a due ragazzi seduti su un muretto, forse in attesa dell'arrivo di qualcuno. A poco meno di dieci metri da loro, l'assassino fa esplodere quattro colpi di pistola calibro 7,65. Carlo Ciufo di 20 anni, residente a Tor Bella Monaca, viene raggiunto da due colpi uno alla nuca ed uno al torace. Per lui non c'è niente da fare, muore nell'ambulanza durante il trasporto verso il Policlinico di Tor Vergata. Diversa la sorte di Alessio Nataletti, di anni 28, residente a Corcolle, il quale, accortosi immediatamente di quello che stava succedendo, si da alla fuga. Purtroppo anche lui viene raggiunto da due proiettili alla schiena, uno in prossimità della spina dorsale. Nataletti viene immediatamente caricato sull'ambulanza per essere trasportato anche al Policlinico di Tor Vergata, dove viene sottoposto ad un intervento chirurgico. La compagnia dei carabinieri di Tivoli e quella del gruppo di Frascati, hanno dato subito il via alla caccia del killer e, allo stesso tempo, stanno eseguendo indagini incrociate sull'accaduto per capire che tipo di rapporti ci fossero tra le due vittime dell'agguato. Mentre si cerca ancora il movente di questa esecuzione, le varie piste che gli inquirenti stanno vagliando sembrano portare a un' unica soluzione: quella del regolamento di conti per il controllo del territorio e lo spaccio nella zona della periferia est di Roma. Il nome di Carlo

U

FINISCE IN TRAGEDIA L'INCONTRO TRA DUE RAGAZZI IN VIA MAIOLO, NEL QUARTIERE DI CORCOLLE ALTO. UN UOMO ALLA GUIDA DI UN'AUTO ESPLODE QUATTRO COLPI DI PISTOLA. LA PROBABILE PISTA UN REGOLAMENTO DI CONTI PER QUESTIONI DI DROGA. Ciufo non risulta nuovo alle Forze dell'Ordine. Già nel 2008 venne condannato agli arresti domiciliari perché coinvolto nella maxi operazione antidroga sempre dei militari dell'arma, denomi-

nata "Matrix", nella quale ci furono molti arresti, tra il quartiere di Tor Bella Monaca e quello del Laurentino. Fu condannato anche Alessandro Sardelli, meglio conosciuto come "Svastichella", di recente condannato in appello a quattro anni per l'aggressione ad un gay nei pressi del Colosseo a Roma. Unica testimone oculare, la ragazza di Carlo Ciufo, che mentre si consumava la tragedia era seduta in macchina. E' stata proprio lei ad avvertire i carabinieri. Come conferma il Capitano Emanuela Rocca al telefono. Nonostante la sua presenza sul luogo, la ragazza non ha potuto vedere con chiarezza né i killer né l'evolversi degli eventi. Al momento è ancora in stato di shock. Alessio Nataletti, al momento risulta incensurato, sopravvissuto all'agguato del 24 gennaio, dopo l'operazione, è stato ricoverato al quinto piano del reparto degenza del Policlinico di

Tor Vergata. La sua stanza è stata piantonata da due carabinieri. Purtroppo né le forze dell'ordine, né familiari, né amici, hanno voluto rilasciare dichiarazioni sulla vicenda. Le uniche parole che siamo riusciti a carpire durante il colloquio tra i carabinieri e qualche amico di Nataletti sono: 'Non ho visto niente, il nostro quartiere si trova in una zona isolata e nessuno se lo sarebbe mai aspettato, era un bravo ragazzo'. Le stesse parole si sentono anche nel quartiere di Corcolle, dove Alessio Nataletti è residente. In merito a tutta la vicenda abbiamo contattato il Colonnello Aquilio di Frascati, responsabile delle indagini, il quale ci ha confermato che tutto è ancora fermo alla sera del 24 e che non ci sono stati sequestri di droga e quindi ad oggi tutte le piste rimangono aperte. Si continua ad indagare sul rapporto tra le due vittime, mentre si cercano eventuali connessioni con l'operazione "Matrix". A giudicare dalle parole del colonnello, non c'è ancora chiarezza su tutta la vicenda e ci sarà ancora molto da lavorare per arrivare alla verità e prendere i colpevoli di questo crimine. Come ci sarà da lavorare per tutte le caserme dell' hinterland capitolino, dato che negli ultimi 23 giorni ci sono sta-

OPERAZIONE MATRIX l 28 luglio 2010 i carabinieri del Nucleo investigativo del gruppo di Frascati, guidati dal Capitano Iacovello, scoprono nell'ambito dell'operazione antidroga denominata "Matrix" avviata nel novembre 2008 , una fitta rete pusher che spacciano hashish e cocaina in tutto l'Hinterland capitolino. Da quel momento in poi seguiranno una serie di arresti tra il quartiere di Tor Bella Monaca ed il Laurentino 38 oltre che in altri quartieri romani. In tutto sono state 21 le persone sopraggiunte da un provvedimento restrittivo con le accuse di associazione in traffico di stupefacenti, spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. Tra le 21 persone esce fuori anche il nome di Alessandro Sardelli, meglio conosciuto agli albori della cronaca capitolina con il soprannome di "Svastichella" , il quale era già stato denunciato per l'aggressione contro due gay nei pressi del Colosseo e recentemente condannato a 4 anni di carcere. ANDREA CAVADA

I

ti cinque morti ammazzati. A differenza di quello che le emittenti televisive hanno riportato nelle cronache, non è stata trovata droga sul luogo dell'agguato né tantomeno sono state fatte perquisizioni in merito. A dieci giorni dalla tragedia, le indagini condotte dai carabinieri del nucleo investigativo di Frascati, hanno portato prima all'individuazione e poi all'arresto di Enrico Lanoni di anni 36, già noto alle forze dell'ordine. A quanto pare i motivi che hanno portato Lanoni a sparare sarebbero scaturiti da un diverbio nato tra i due per questioni economiche. Un movente ancora da verificare. Enrico Lanoni è stato fermato a bordo di un' auto nei pressi dell'abitazione del padre. Era pronto per la fuga. ANDREA CAVADA


PRENESTINO 'NUOVE' AREE CANTIERE A LUNGHEZZA C2 ARRIVANO NELLE ULTIME SETTIMANE AUTOBUS E SCUOLABUS PER I CITTADINI DI COLLE DEGLI ABETI. MA A QUESTI INTERVENTI SEGUE IL PARADOSSO DI UNA SEGNALETICA A METÀ E IN PARTE SCORRETTA.

ue battaglie per altrettanti servizi indispensabili sono state vinte nella zona delle case popolari di Lunghezza C2: il passaggio dello 051, che da poco prima di Natale collega gli abitanti del quartiere alla stazione di Lunghezza passando anche per la scuola Ciriello, e dello scuolabus con destinazione gli istituti scolastici Gastinelli

D

e Corbellini. Quest'ultimo, ottenuto in via straordinaria solo per quest'anno scolastico, ha già risolto il problema di tante famiglie in difficoltà della zona. "Ho detto cerchiamo di fare un progetto che possa accontentare un po' tutti e avere il pulmino è stato tanto", dice Barbara Nadolska, del comitato case popolari di Colle degli Abeti. Ma i cittadini del quartiere continuano a piangere con un occhio. O forse a ridere con amarezza. "Hanno messo un po' dappertutto altri cartelli 'area di cantiere' - prosegue Barbara - Fanno un po' ridere questi cartelli, perché arrivano fin dove c'è la segnaletica, cioè dove gira l'autobus, e da lì in poi scompaiono. Ho chiesto anche per questo all'assessore Aurigemma, che si è interessato della questione autobus, di fare un sopralluogo e vedere cosa è cambiato fino ad oggi". I paradossi che caratterizzano i lavori a Colle degli Abeti hanno prodotto così un quartiere nel quartiere. A segnarne i confini sono le linee tratteggiate che si interrompono lungo le strade del centro abitato. Per chi vive al di là delle nuove aree di cantiere, non è stata realizzata neanche la segnaletica provvisoria. E chissà che, a quel punto, non si prenda in considerazione di ridisegnare quella esistente che all'incrocio con via Don Tonino Bello ha già causato incidenti. AN. GIU

-

COLLATINO

2 ANNO IV

11

Castelverde B4, tutto tace DOPO LE INNUMEREVOLI PROMESSE, SI È PASSATI AL SILENZIO. NULLA DI FATTO PER I CITTADINI DI CASTELVERDE B4, DALLE DECISIONI SULL'ESPROPRIO AGLI ALLACCI DI ACQUA, LUCE E GAS.

U

na continua ripartenza. A Colle degli Abeti la vergogna, per un quartiere relegato ad area di cantiere e per i disagi in cui vivono migliaia di cittadini, da tempo si è deciso di aggirarla dando promesse in risposta a dei diritti insoddisfatti. Capita così che la ditta responsabile della realizzazione dell'asse interquartiere, dopo la consegna delle aree avvenuta prima di Natale, pur dichiarandosi pronta a far partire i lavori ancora non abbia azionato le ruspe. Oppure che 32 famiglie, in attesa dell'esproprio che come una patata bollente passa di mano in mano in giunta comunale, continuino a sobbarcarsi il mutuo di un'altra casa non riuscendo ad avere una risposta concreta sul futuro di quella acquistata a Colle degli Abeti. Dell'incontro con l'assessore Corsini e il presidente Di Cosimo e con consorzi e ditte costruttrici, dello scorso novembre, restano date di inizio lavori che senza una spiegazione sono rimaste lettera morta. Scaduta l'ultima data, il 10 gennaio, in cui molti dei lavori previsti da tempo dovevano ripartire, resta il silenzio che adesso rischia di soffocare anche la voce di chi chiede di poter riavere una casa o la fornitura di acqua, luce e gas. Forse è troppo gravoso, anche per i comizi spot da campagna elettorale che da mesi in questo quartiere la politica si limita a fare. ANNA GIUFFRIDA

DISCARICHE E ANIMALI, CONVIVENZE MALSANE AUMENTANO

LE DISCARICHE ATTORNO ALLE CASE DEL QUARTIERE. E NELL'INDIFFERENZA GENERALE DEL COMUNE, TOPI E ZECCHE PRENDONO POSSESSO DELLE AREE ABBANDONATE E DELLE ZONE ABITATE.

T

opi, pecore e zecche. Dopo mesi di discariche e spazzatura accumulata lungo il ciglio delle strade, anche animali e insetti avanzano verso le case dei cittadini di Colle degli Abeti. "Chi abita là vicino i topi

LUNGHEZZA C2, PIOVE SUL BAGNATO TRASCORSO UN MESE DALLE GELATE CHE HANNO GHIACCIATO LE TUBATURE E CAUSATO PERDITE DI ACQUA DAI PANNELLI SOLARI DI ALCUNE PALAZZINE. LATITANO ANCORA I RESPONSABILI DEPUTATI ALLA MANUTENZIONE. elle case popolari di Lunghezza C2 si convive ancora con i disagi causati, oltre un mese fa, dalle gelate. Allagamenti, flusso di acqua calda interrotto per settimane e una continua pioggia su balconi e terrazzi. "Abbiamo mandato una lettera alla Romeo e alla fine sono venuti gli operai napoletani per un sopralluogo, ma non so quando torneranno - dice Antonella Ranisi, cittadina di Colle degli Abeti - Noi per le perdite abbiamo tamponato facendo intervenire a pagamento un idraulico. Ma al momento il problema non è risolto del tutto". Anche chi non è stato interessato dalla rottura dei tubi del proprio pannello solare subisce le conseguenze di una mancata manutenzione. "L'acqua piovuta sul mio terrazzo ha rovinato tutto - spiega Irene Caleca, osservando dal suo terrazzo i pannelli solari gocciolanti - Siamo intervenuti noi economicamente per bloccare tutto e i danni sono ammontati a 1800 euro. Così l'acqua andata persa, ogni giorno, la dovremo pagare come acqua calda usata". In queste case, consegnate nell'aprile dell'anno scorso, molti servizi del palazzo sono rimasti inutilizzabili ed altri, su cui non è stato fatto neanche il collaudo, lo sono diventati per la scarsa qualità dei materiali utilizzati. "Non è tanto colpa della Romeo, che ha la gestione della manutenzione del palazzo - chiarisce Antonella - ma del costruttore che ha messo un impianto inadeguato senza prevedere che ci sono le gelate". La vicenda intanto è approdata in municipio, con un'interrogazione del consigliere Daniele Grasso. "Il problema è che non si sa chi debba intervenire là. La Romeo non avrebbe in carico la palazzina, ma ce l'avrebbe il costruttore - dice Grasso - Quello che serve ora è sapere chi deve intervenire e quando pensa di farlo. L'interrogazione è fatta anche per mettere in allerta. Almeno non possono dire che non sapevano". ANNA GIUFFRIDA

N

COLLE DEGLI ABETI: DISCARICHE ABUSIVE DAVANTI ALLLE ABITAZIONI OLTRE AL DANNO ANCHE LA BEFFA. SI POTREBBE DEFINIRE COSÌ LA SITUAZIONE CHE STANNO VIVENDO MOLTE FAMIGLIE DELLA PERIFERIA EST DI ROMA. STIAMO PARLANDO DI COLLE DEGLI ABETI, QUARTIERE, SE COSÌ SI PUÒ DEFINIRE DATE LE DIFFICOLTÀ E LA CARENZA DI SERVIZI, CHE STA NASCENDO TRA PONTE DI NONA E CASTELVERDE. ui le problematiche di certo non mancano, a cominciare dal fatto che tutta l'area è ancora considerata zona di cantiere, e proprio per questo motivo i servizi indispensabili per poter vivere come fognature, acqua, gas eccetera non sono ancora stati allacciati. Manca l'asfalto sulle strade, le indicazioni delle vie e, in caso di emergenza, le ambulanze non potrebbero arrivare, in quanto l'area non è segnalata. Oltre questi disagi, come se non bastassero, negli ultimi tempi se n'è aggiunto un altro. Le discariche abusive. In molti punti all'interno del quartiere stanno crescendo cumuli di immondizia, dove si trova di tutto, sanitari, vecchi televisori e materiali edili di scarto. Il tutto a pochi metri di distanza dalle abitazioni. Questo avviene perché non ci sono controlli nella zona. Le forze dell'ordine latitano, ed è fin troppo semplice per costruttori e privati cittadini venire nel cuore della notte per disfarsi gratis di rifiuti ingombranti. "Vengono a scaricare la mattina alle cinque ci racconta il Sig. Di Francesco residente a Colle degli Abeti da circa un anno - ne approfittano perché non li vede nessuno con

Q

NUMERO

il buio. Scaricano dai cantieri, ma vengono anche persone con il furgone che buttano calcinacci e tutta altra roba che non gli serve più. L'AMA qui non c'è perché è zona di cantiere e non ci sono le strade, per cui non viene nessuno a ripulire". La situazione appare quanto mai complicata. "Noi per buttare l'immondizia dobbiamo arrivare dall'altra parte del quartiere dove ci sono le case popolari - prosegue il Sig. Di Francesco - perché non abbiamo neanche i cassonetti". Sembra incredibile ma è proprio così, per i residenti non ci sono neanche i cassonetti, mentre i costruttori scaricano a cielo aperto tutti i loro scarti invece di portarli nelle apposite aree di smaltimento. Inoltre molto spesso queste discariche divengono punto di raccolta per nomadi che vengono a rovistare in cerca di qualcosa di utile, da poter riutilizzare. A Colle degli Abeti di promesse ne sono state fatte tante, ed è ora che le istituzioni comincino a tener fede alla parola data. La pazienza dei cittadini non è illimitata. PAOLO LUSTRI

li ha visti e alcuni li hanno uccisi anche dentro il giardino" spiega Federico Verdicchio presidente del comitato di quartiere. Una realtà che si aggrava spostandosi nell'area tra i terreni del Piano di zona Lunghezza C2 e quelli confinanti della Convenzione 1 Ponte di Nona, di proprietà Caltagirone. Qui si concentrano discariche e insediamenti abusivi. Come quella che, in fondo a via Mejo de gnente, ospita da tempo una stalla con decine di pecore e alcune vecchie roulette dove vivono dei pastori. "Le pecore, anche se danno un'immagine bucolica, portano le zecche e quando cadono rimangono sul posto - dice Verdicchio - Lo abbiamo segnalato all'Asl, ai vigili ma non è cambiato niente. Questo inoltre è terreno del piano di zona che, secondo la mappa, dovrebbe essere destinato ai servizi pubblici". Ma non sono solo i terreni del comune, abbandonati alla condizione di eterno cantiere, a diventare succubi dell'abusivismo. Da tempo anche Fosso Benzone, lungo i terreni di Caltagirone, accoglie discariche di ogni grandezza e contenuto. Cumuli di frigoriferi, che ogni tanto qualcuno smaltisce incendiandoli, si trovano a pochi passi da altri scarti dove dimorano topi e insetti. I cittadini, nonostante la convivenza sgradita, provano a dare un contributo per riqualificare la zona. "Un paio di domeniche fa abbiamo organizzato la giornata verde, piantando in diversi punti del quartiere ulivi e arbusti - racconta Verdicchio - Purtroppo alcune piante dell'anno scorso sono state già mangiate dalle pecore. Ma noi continuiamo". ANNA GIUFFRIDA


12

NUMERO

PRENESTINO

2 ANNO IV

-

COLLATINO

Ponte di Nona divorati dall'umidità I rrivati al comparto 3, al civico 22 di via Caterina Usai, a Ponte di Nona, ad accogliere inquilini e ospiti della palazzina è da tempo una forte puzza di umido. Quella che proviene dalle cantine, dove i muri non riescono ad asciugarsi per le continue perdite dei tubi, e che negli ultimi giorni si è accentuata dopo l'esplosione delle tubature e l'allagamento degli scantinati. "L'acqua è arrivata all'altezza della prima mattonella - racconta Giovanna Vatra, inquilina del palazzo - l'abbiamo raccolta per tre giorni ed io ho dovuto buttare i mobili che avevo in cantina. Poi con l'aiuto di un idraulico siamo intervenuti, provando a bloccare la perdita anche con un asse di legno, ma non sapevamo che il pozzo è otturato e non tira". Disagi su disagi che, in assenza di una manutenzione, si sono estesi ad altri inquilini. "Una mattina alzandomi ho trovato tutto allagato - spiega Marisa Bastianelli che abita al primo piano l'acqua fuoriusciva dal lavandino e dal cesto della lavatrice. Qui è collegato tutto male, perché anche quando apro il rubinetto alla signora accanto non arriva acqua". Un problema che, dopo tante richieste di intervento urgente al municipio, sembra essersi risolto con un'opera di spurgo. L'en-

A

CITTADINI DI UN ALTRO COMPARTO, SEGNATO DA CREPE PROFONDE E INVA-

SO PERIODICAMENTE DALL'ACQUA, SI SONO MESSI IN ALLARME A

PONTE DI NOL'UMIDO QUI HA DANNEGGIATO COSE E SOPRATTUTTO PERSONE. RESPONSABILE IL COMUNE, CHE INTERVIENE CON UN ALTRO SPURGO. NA.

scivamo a fare neanche la doccia". Qui dove il nemico principale è l'umido, anche lo spurgo si riduce ad un semplice contentino momentaneo. "Qui sprofonda la palazzina per le condizioni in cui stiamo - aggiunge Anna Costantini abitante del quartiere popolare - Un signore, poco fa, ha sollevato un pezzo di marmo degli scalini e abbiamo visto che sotto è vuoto. Ma qui è tutto così. Ci hanno messo qua e hanno detto fate come vi pare: se cadete, cadete e se campate, campate". Ed è proprio sopravvivere, e in salute, la sfida più dura per chi da anni convive con l'umido in casa. La signora Tecle è straniera, ma vive da dieci anni a Ponte di Nona. La sua casa è stata una condanna per il suo stato di salute. "Ho dovuto mettere una coperta tra il muro e il letto - dice con difficoltà Tecle, che porta i segni dell'artrosi e dei reumatismi anche alla bocca - Io pago sempre da quando sono qui. Non è giusto, vergogna!". Nella sua casa fredda

e umida, neanche aver ripitturato le pareti è servito a camuffare sbagli e superficialità che si trascinano da decenni. "L'umidità, quando si propaga, rimane anche se accendi i riscaldamenti - spiega una condomina del palazzo - All'inizio stai, ma mica puoi tenerli tutta la notte accesi. Già tre ore al giorno sono 400 euro, io ne prendo 430. Dove vado a mangiare poi?". In questo palazzo, dove vivono anche tanti anziani, l'acqua calda è spesso un lusso e quella fredda arriva centellinata dalle tubature che perdono. Una condizione che esiste da sempre, da prima che le case venissero assegnate ai primi inquilini. "Le fogne non hanno mai funzionato - chiarisce un'inquilina del comparto - Questo palazzo doveva andare a dei privati, ma poi hanno capito che non era il caso e così ora ci stiamo noi. Queste case non le dovevano proprio dare". "Vivere in questa realtà surreale, forse è questo che vuole per noi il comune di Roma" aggiungono altri con rabbia. Ma quel degrado è reale, come lo sono le responsabilità di cui si aspetta che il Comune si faccia carico. ANNA GIUFFRIDA

ROMEO, C'È POSTA (ANCHE) PER VOI

nesimo e il solo intervento di emergenza che i cittadini ricevono da 14 anni. "Adesso almeno possiamo fare la lavatrice, senza rischiare di allagare tutto e tutti - dice Franca Giovannini - Per diversi giorni, abbiamo tenuto chiusa la lavatrice e non riu-

DOPO PERIODI DI ASSENZA E MANCATA MANUTENZIONE DEGLI STABILI, LA ROMEO TORNA A FARSI SENTIRE CON MIGLIAIA DI RACCOMANDATE RECAPITATE SOLO NELL'ULTIMO MESE AI CITTADINI DELLE CASE POPOLARI DI ROMA. DAL SINDACATO ASIA INTANTO ALTRETTANTE LETTERE DI DIFFIDA SONO RISPEDITE ALLA SOCIETÀ E AL COMUNE. Si parte da 30 euro, fino a richieste che ammontano a 40mila euro. tando alle lettere, inviate a tappeto dalla Romeo ai cittadini di mezza Roma, tutti gli inquilini delle case popolari gestite dal gruppo sono morosi. Debiti con cifre da capogiro "dovuti a titolo di conguagli per oneri accessori non ancora quantificati", come scritto indifferentemente su tutte le lettere recapitate. Servizi, come la pulizia delle scale o peggio la manutenzione degli edifici, che da anni i cittadini sostengono a proprie spese. Ne sanno qualcosa gli abitanti di Ponte di Nona, che anche dopo l'arrivo dell'addebito hanno continuato a fare a meno degli interventi della Romeo. "Le pulizie non le fanno più, abbiamo preso una ditta privatamente; gli ascensori li stanno privatizzando e dobbiamo pensarci noi, quindi che sono questi oneri accessori?" dice una signora che vive nel quartiere popolare. "Abbiamo ricevuto queste lettere mandate senza un criterio - aggiunge arrabbiato un cittadino di Ponte di Nona - è facile dire dammi tanto, poi devi dimostrare perché te lo devo". "Io ho

S

il contatore dell'acqua e non è mai venuto nessuno a leggerlo, stessa cosa per il consumo della luce delle scale: se è stato fatto voglio vedere il consumo - prosegue un altro inquilino - O se è stato riparato l'ascensore, voglio vedere la fattura da cui risulta che il comune ha pagato per la riparazione". Bollettini e documenti alla mano, in questi giorni in molti si sono rivolti al sindacato per non cadere in costosi errori. Sono molti infatti i cittadini, spesso anziani, che pagano facendosi rateizzare le somme richieste per paura di risultare anche morosi. "Ti danno venti giorni di tempo per il pagamento, ma se fai una lettera il 15 dicembre metti in difficoltà tanta gente spiega Pasquale Nappo del sindacato ASIA, che sta raccogliendo la documentazione dei cittadini da rispedire al mittente - Abbiamo preparato delle lettere di diffida che verranno spedite al comune e alla Romeo,con cui chiediamo di dimostraci di che servizio fornito si tratta. Chi tra l'altro è rientrato nella sanatoria dal 2000 al 2007 ha avuto un carico sanzionatorio in bolletta, ma dal 2007 ad oggi si dovrebbe pagare il base al reddito. Ci aspettiamo comunque

che alla fine l'assessore chiami e ci dica di metterci seduti e ragionarci". Tra i tanti che si continuano a recare negli uffici dell'ASIA, molti hanno arretrati anche sull'affitto. "Nel caso mio si sono fatti sentire un paio di volte, anche perché sono stato fuori per vicissitudini familiari - racconta uno dei destinatari della lettera - Ho lasciato perdere un po', anche perché ero senza lavoro, e così ho un po' di arretrati. Io ho anche l'acqua che scola dentro casa e avevo mandato dei fax per chiedere un intervento, ma alla fine ho fatto da solo". Realtà diverse e complicate su cui l'amministrazione contabile della Romeo passa sopra, schiacciando i diritti di chi è in regola e non considerando degni di una richiesta trasparente né questi né gli altri. Meglio tutelarsi e chiedere chiarimenti, come suggeriscono dall'ASIA che ha registrato anche casi di rimborso. "Ad un signore avevano chiesto di pagare circa 7mila euro. Bollette in mano, siamo andati come sindacato a chiedere chiarimenti. Alla fine era lui che doveva avere dalla Romeo mille euro. Capita anche questo". ANNA GIUFFRIDA


PRENESTINO

-

COLLATINO

NUMERO

2 ANNO IV

13

OGNI PROMESSA È DEBITO rosegue la lotta contro il degrado e l'abusivismo nell' VIII municipio di Roma. Questa lotta prosegue talmente bene, che le cose non cambiano. Ne è la dimostrazione, la vergognosa situazione in cui versa via Don Primo Mazzolari, ad un anno dallo sgombero del campo abusivo, che si trova proprio di fronte alla scuola, ex Ciriello. In molti ricorderanno quella mattina di aprile 2010, quando il campo venne demolito e si iniziò un processo di presunta bonifica, grazie alle ruspe e all'intervento degli agenti della polizia municipale dell' VIII gruppo. L'intervento fu fortemente voluto dal Presidente della Commissione Urbanistica ed Ambiente Ezio D'Angelo, su nostra segnalazione. L'operazione ebbe talmente successo e riuscì così bene che D'Angelo, forte di questa riuscita, promise agli abitanti del quartiere, che già da tempo si lamentavano della situazione di degrado e insicurezza in cui erano costretti a vivere, un impegno affinchè gli abitanti di questa zona potessero vivere in condizioni migliori e sicure. Peccato che solo il giorno dopo, i nomadi erano di nuovo lì. Presidente D'Angelo nessuno le ha detto che ogni promessa

P

AD UN ANNO DALLO SGOMBERO DEL CAMPO ABUSIVO, LA SITUAZIONE È SOLO PEGGIORATA. I RAGAZZI CONTINUANO AD ANDARE A SCUOLA PASSANDO TRA MONTAGNE DI RIFIUTI. I NOMADI SONO ANCORA LÌ. E TUTTE LE PROMESSE FATTE DOVE SONO FINITE?

è un debito? Ad un anno dall'operazione di sgombero, la situazione appare peggio di prima. I nomadi hanno costruito nuovamente le loro baracche, simbolo della scon-

fitta delle istituzioni. I rifiuti sono aumentati. Si possono trovare tutti i tipi di rifiuti, dagli scarti di cantiere agli elettrodomestici per la casa. Questa è una fortuna per gli abusivi, che in mezzo a questi mucchi di rifiuti scavano e riescono a trovare sempre qualcosa per "arredare" le loro baracche. Il panorama che si scorge è spaventoso, sembra di essere in una favela. Proprio a pochi metri da questi campi abusivi c'è l'entrata della scuola (ex Ciriello). Quindi ogni mattina bambini e ragazzi prima del suono della campanella, fanno una bella passeggiata proprio in mezzo a questa discarica, così iniziano a capire cosa vuol dire essere considerati cittadini di serie B. Forse qualcuno dovrebbe informali che colui che fece quella famosa promessa (Ezio D'Angelo) è ancora il Presidente della Com-

missione Urbanistica ed Ambiente dell' VIII municipio. Anzi forse qualcuno lo dovrebbe ricordare anche a lui. Il malcontento dei cittadini ormai è arrivato alle stelle. Su internet si possono leggere le lamentele dei cittadini riguardo questa situazione, ma questo il presidente D'Angelo lo sa molto bene, dato che anche sul suo profilo Facebook sono presenti denunce dei cittadini riguardo a questo problema. Chissà se chi ha fatto tutte quelle promesse manderebbe suo figlio in quella scuola? ANDREA CAVADA

DOPOSCUOLA DI PRECARIETÀ

VIA SCHWEITZER: NOI INVISIBILI ALL'AMA

LE OPERATRICI DELLA DATACOOP DI PONTE DI NONA DALLO SCORSO 31 DICEMBRE NON HANNO RICEVUTO PIÙ FINANZIAMENTI PER IL DOPOSCUOLA. IN ATTESA DEL PROMESSO STANZIAMENTO DI FONDI, LE ATTIVITÀ PROSEGUONO A CARICO DELL'ASSOCIAZIONE E DELLE LAVORATRICI VOLONTARIE.

Dopo anni di segnalazioni, l'AMA ha inviato le sue macchine a spazzolare e ripulire via Albert Schweitzer nella zona popolare di Ponte di Nona. Ma i commercianti aspettano ancora di sapere se avranno diritto ad un servizio efficiente.

a che eravamo un punto di riferimento, siamo diventati un punto interrogativo". È questa la preoccupazione maggiore delle operatrici Datacoop di Ponte di Nona, da quando il progetto relativo al doposcuola non è stato rifinanziato. "Dal 1° gennaio non riceviamo soldi - dice Daniela Blondelli della Datacoop - tutte le spese sono a nostro carico, dall'affitto alla merenda per i bambini. Siamo stati in municipio e abbiamo parlato anche con Lorenzotti: alla fine ci hanno detto che il progetto è stato approvato e partirà tra una ventina di giorni". Da circa un mese intanto le attività proseguono, non senza disagi. Le responsabili del doposcuola, che tre volte a settimana dalle 15 alle 18 seguono i tanti bambini e ragazzi del quartiere con progetti educativi, hanno dovuto chiedere rinforzi alla vicina Coospexa. "Al momento siamo in due, solo il venerdì arriva una collega della Coospexa, pagata da loro spiega Daniela - Noi stiamo lavorando da volontarie e se chiude questo centro per noi vuol dire anche perdere il lavoro. Un'altra collega infatti ha dovuto lasciare". Una rete di rapporti quella della Datacoop tra associazioni presenti sul territorio e scuole, che da cinque anni a questa parte è diventata una garanzia e una certezza per una zona che sopravvive all'assenza di servizi e strutture. "Questo quartiere è assolutamente privo di qualunque aiuto e dove manca tutto non ci si può attaccare ad 11mila euro di finanziamento - aggiunge Gaia Brunetti, operatrice della Datacoop - Al-

"D

tri progetti sono stati prorogati fino a giugno e, per il doposcuola, abbiamo in mente di fare molto altro. Ma quando non sai se vai avanti, tutto è più complicato". "Qualcuno si è già perso per stra-

da", come aggiunge dispiaciuta Gaia che non nega la difficoltà di arrivare dal Quadraro a Ponte di Nona sostenendo tutte le spese pur di non far chiudere battenti al centro. E la risposta dei cittadini c'è già stata: altri ragazzi si sono iscritti, unendosi a quanti frequentano le attività della Datacoop da anni. Tra le case popolari del quartiere, a pochi metri dai locali murati e lasciati inutilizzati dall'Ater, la determinazione è a volte la risposta più efficace. "Se entro 20 giorni non ci sono risposte, mi attivo di nuovo fa sapere Daniela Blondelli - Dopo cinque anni non puoi abbandonarli. Come fai a dire: da oggi non ci siamo più, arrivederci e grazie". Lasciamo che a dare la risposta sia il municipio. ANNA GIUFFRIDA

è chi per avere un servizio regolare di pulizia paga e, come regola impone, riceve quanto gli spetta. C'è poi chi, pur pagando, è costretto da anni a segnalare un disservizio e viene liquidato con uno sbrigativo "non è di nostra competenza". Protagonisti dell'ennesima inefficienza sono i commercianti di via Albert Schweitzer che, in assenza della pulizia con le macchine dell'AMA, devono fare da soli. "Siamo noi commercianti che raccogliamo sacchi interi di monnezza, perché non passano mai - spiega Marcella Alesi, del negozio di animali - Io posso pulire il marciapiede ma non posso togliere la sporcizia tra le macchine. Lì c'è di tutto, lattine e vetri". Invisibili secondo le mappe dell'AMA, i cui camioncini per il ritiro della spazzatura dai cassonetti passano regolarmente nelle vie circostanti. "Qui ci sono tre macchine con spazzole, una fa via Don Mazzolari, una via della Riserva Nuova e l'altra il mercato. Ci hanno detto che non hanno il compito di pulire anche questo spazio - precisa Fabio Ajola, dal suo bar - Su nostra segnalazione e dopo aver chiamato, da qualche settimana puliscono anche qui dentro. Ma non mi sembra sia una cosa normale". Alla maleducazione di chi butta ogni genere di spazzatura a terra si unisce l'abbandono in cui versa questo piccolo slargo. L'unico cestino spesso traboccante, svuotato dagli stessi commercianti, deve contenere tutti i rifiuti di chi transita sulla via. "Non c'è un contenitore per le batterie o quello per il vetro - aggiunge Marcella Alesi - La gente non ha dove buttare le cose e purtroppo le butta a terra. Così siamo costretti a far camminare i clienti in mezzo alla sporcizia". La segnalazione, a

C'

cui è seguito l'intervento, lascia sperare i commercianti della zona che si sia trattato di un altro disservizio e non di una cronica disorganizzazione dell'ente. "Speriamo sia tutto risolto, perché a me avevano detto che non risulta la strada sulla mappa che hanno. Ma poi come fa a non risultare, se ci sono i negozi? - si chiede stufo Carlo di Carlo, tra i primi commercianti ad aver vissuto questi disagi - Possibile che per avere un diritto devi telefonare?". La strada verso l'efficienza sembra ancora lunga e sporcata dalla burocrazia.ANNA GIUFFRIDA


14

NUMERO

PRENESTINO

2 ANNO IV

-

COLLATINO

La discarica di Castelverde dagli anni 70 ad oggi Bonificata parzialmente in vista della costruzione della TAV Roma Napoli, si è dovuto attendere fino al 2006 per vedere terminata la prima fase del risanamento, mentre il completamento vedrà la luce solo nei primi mesi del nuovo anno. Nonostante questo, rimangono inquietanti gli interrogativi del "Comitato discarica di Castelverde e Lunghezza" su come questa bonifica sia stata svolta, sulle malattie diffuse in zona ad essa legate e sull'esproprio dell'area in questione uando pensiamo ai traffici di immondizia, alle discariche abusive e alle eco-mafie crediamo sempre che sia qualcosa di lontano dal nostro quotidiano. Quello che sta avvenendo in Campania o in Calabria in realtà non è molto dissimile, anche se in proporzioni minori, a quello che accade proprio sotto la nostra finestra. Dal nord al sud, il problema dello smaltimento illecito dei rifiuti è una piaga, anzi meglio dire un tumore. Un tumore perché gli effetti dell'inquinamento sono soprattutto a lungo termine. L'ex cava "Di Cosimo - Bonanni" per materiali piroclastici, inizia a essere usata per gli scarichi abusivi intorno agli anni 70 - 80: "Sono questi gli anni in cui arrivano le prime segnalazioni alle autorità riguardo l'uso illecito della cava. Purtroppo le denunce fatte dai nostri genitori sono rimaste inascoltate", spiega Daniela Ferdinandi, presidente del "Comitato discarica di Castelverde e Lunghezza". Sono questi gli anni in cui imprenditori di bassa lega, spesso conniventi con le criminalità organizzate, capiscono che la "monnezza" può diventare un vero business, in particolare quella proveniente da attività industriali, i cosiddetti rifiuti speciali. L'amara scoperta avviene nel 1994, a seguito di indagini della magistratura: a via di Castellalto la discarica abusiva viene messa sotto sequestro. Le segnalazioni dei cittadini, quindi, erano fondate su giusti sospetti: all'interno della cava si trovavano circa 100.000 tonnellate di rifiuti, anche tossici e nocivi (così si definivano secondo la legislazione allora vigente). E' sempre nel '94 che iniziano i sopralluoghi e i progetti per la TAV: il tracciato ferroviario passa sulla discarica e Pegaso s.c.r.l (una delle cinque società a cui il "contraente generale" IRICAV UNO ha destinato in conferimento i lavori), concessionario della linea alta-velocità e alta-capacità, presenta un progetto di bonifica.

DOPO

CIRCA VENTI ANNI DI INCENDI, SVERSAMENTI E INTERRAMENTI DI OLII, LIQUAMI TOSSICI, COPERTONI E SCARTI DI

OGNI GENERE NEL

1994

SCOPPIA IL CASO DELLA DISCARICA DI VIA DI

Q

LA PRIMA BONIFICA Nel 1999 gli enti competenti (Asl Roma B, Arpa, Comune e Regione Lazio) decidono, nell'ambito della conferenza dei servizi, di approvare il progetto del consorzio: in circa tre anni i rifiuti vengono tritati e trattati sul posto e il quaranta per cento di questi vengono inertizzati, cioè resi non pericolosi. I rifiuti trattati rimangono sul sito e vengono spostati di alcuni metri nella vasca di stoccaggio per consentire il passaggio dei treni veloci, e per un periodo rimangono stoccati a "cielo aperto" (cioè senza un telo che li ricopra), e questo per i cittadini rappresentati dal comitato non è corretto. Per queste operazioni erano stati stanziati, sempre nell'ambito della conferenza, 9 milioni di euro, come testimonia lo stesso comitato.

SECONDA BONIFICA DA TERMINARE Parte essenziale della seconda fase della bonifica, avviata ma ancora da terminare, era il trasferimento dei rifiuti più pericolosi per la salute umana in impianti adatti. Su questi interventi c'è uno dei principali dubbi della vicenda, in particolare sulle "bolle d'accompagno" che devono testimo-

CASTELLALTO (TRAVERSA

niare i movimenti dei rifiuti: "Voi - spiega la presidente dell'organo che fa da eco alla voce dei cittadini, rivolgendosi alle istituzioni- dite che sono state portate via 40.000 tonnellate di rifiuti, ma dove sono finiti? I rifiuti devono essere "tracciabili" sulle "bolle d'accompagno", noi siamo in attesa di vedere queste carte". Nel 2005 continua la conferenza dei servizi, cioè un "tavolo" in cui partecipano gli enti e i soggetti interessati a semplificare le procedure per una specifica questione amministrativa, e si vuole attuare la seconda parte della bonifica. Inizialmente era previsto l'incenerimento di quella parte di rifiuti pericolosa (ossia quella non inertizzata, particolarmente nociva alla salute), ma le autorità presero atto che sul territorio nazionale non c'era un impianto in grado di accogliere quel tipo di scarti. Alla fine sono stati inviati con circa 1.900 viaggi di camion fino al 2008 fuori dai confini dell'Italia, come racconta il comitato di quartiere. Intanto l'altra parte dei rifiuti, quelli che sarebbero stati inertizzati (e quindi non pericolosi se stoccati in maniera adeguata) resta ancora nella cava dal 2006 e attualmente si trova in una vasca ricoperta da un telo bianco (come nelle foto). L'organismo presieduto dalla Ferdinandi, che conta circa 600 iscritti, ha espresso pesanti dubbi sulla maniera in cui è stata svolta la bonifica del sito ed è ancora in attesa di tutte le procedure che devono essere svolte per restituire il territorio alla cittadinanza. Ma intanto, se si vuole essere scrupolosi su un argomento così importante come la salute, non bisogna abbassare la guardia: "Bisognerebbe fare uno studio epide-

DI LARGO

ROTELLO).

miologico tramite i medici di base per vedere se alcune patologie della zona (leucemie, tumori ai polmoni e malattie alla tiroide) hanno un nesso con la presenza della discarica. Non possiamo dire con certezza che c'è una connessione tra la discarica e la salute, ma noi abitanti di Castelverde siamo allarmati". L'ultima conferenza dei servizi c'è stata a luglio 2010 e probabilmente in questi primi mesi del nuovo anno dovrebbero portare via anche la seconda parte di rifiuti. Intanto oltre allo scempio ambientale rimane anche la beffa, poiché "Il proprietario della discarica, secondo me, spiega ancora la Ferdinandi- doveva essere punito. Invece è stato quasi "premiato" con l'esproprio che ha fatto il Comune". Non a caso, sempre nell'ultima conferenza dei servizi, il comitato ha chiesto gli incartamenti relativi al procedimento espropriativo e i contratti di acquisto del terreno che insiste sulla discarica. IL FUTURO RIPRISTINO "Una volta che sarà terminata la bonifica, e che sarà pianeggiato il terreno, quest'ultimo non dovrà essere "toccato" per almeno cinque anni, prima che sia innocuo per la salute" racconta Daniela Ferdinandi sognando un futuro fatto di verde e non di "monnezza" per gli abitanti della borgata: "A Castelverde abbiamo dei piccoli spazi verdi ma non c'è un vero e proprio parco. Una volta bonificata del tutto l'area, vorremmo farci un parco, un'area verde di circa ventimila metri sarebbe importante per tutta la zona di Castelverde. Verrebbe realizzata con i fondi delle opere di compensazione della TAV".

LA VICENDA GIUDIZIARIA E L'INQUINAMENTO DELLA FALDA A seguito della mancata risposta delle istituzioni al comitato che chiedeva un tavolo tecnico con gli enti per discutere dei danni all'ambiente, alla salute e le responsabilità istituzionali, il comitato, tramite l'avvocato Francesco Rosi, si era rivolto al Tar. Attualmente quel ricorso è "congelato" (cioè bloccato come da prassi). Intanto c'è un altro ricorso che dovrebbe essere discusso quest'anno davanti alla Corte Europea. I danni dell'inquinamento non si pagano solo nell'immediato, e gli effetti nefasti della barbarie ambientale si protraggono negli anni. Una delle notizie che spicca sui giornali in questo periodo è quella dell’ alto livello di arsenico nell'acqua. C'è una recente analisi delle acque che circolano sotto i terreni della discarica, inviata dalla Pegaso scrl consortile al dipartimento X del Comune di Roma e relativa esclusivamente ai parametri "per i quali sono stati rilevati superamenti dei limiti di legge dall'Arpa Lazio sui campioni prelevati" a dicembre del 2009: il nuovo prelievo di campioni della Pegaso viene fatto il 30/06/2010 e in quella data risultano sopra i limiti di legge arsenico e alluminio.

SOTTO LA DISCARICA "Cosa c'è sotto la discarica?" Questa domanda la giriamo al presidente del comitato: "Se noi abitanti fossimo stati certi della non pericolosità del contenuto della cava non avremmo tenuto alta l'attenzione su questo problema". PAOLO MARIA ADDABBO


16

NUMERO

2 ANNO IV

PRENESTINO

-

COLLATINO

Colle Prenestino è disconnesso enersi informati, condividere pensieri, scaricare musica e film o magari fare una ricerca assegnata dall'insegnante, sono tutte azioni rapide e all'ordine del giorno per chi a casa ha un PC con una connessione veloce. A quanto pare, per gli abitanti di Colle Prenestino svolgere queste semplici azioni diventa sempre di più una chimera. Questo a causa della mancanza di copertura della connessione veloce ad internet, più comunemente conosciuta come ADSL. Quei pochi cittadini che hanno internet riescono ad accederci solo con la vecchia linea 46k. Ciò vuol dire che quello che i normali cittadini fanno in un minuto, i residenti di Colle Prenestino lo fanno in mezza giornata. La responsabilità di questa mancanza di servizio è della compagnia telefonica Telecom, che ha il monopolio delle linee, quindi solo quest'ultima decide se rilasciarle o meno. Dipende tutto dal guadagno ed è evidente che qui questo guadagno non c'è. "La Telecom ha detto che ci sono troppe poche utenze e troppo poco guadagno, quindi aspetta una maggiore richiesta e poi lascerà le linee", spiega Gaetano Sipari, un residente. "Gli abitanti del quartiere - continua - è dal 2008 che raccolgono firme e l'ultima volta le hanno inviate direttamente alla Provincia. Per questo problema si è interessato anche Zingaretti, presidente della Provincia di Roma". Infatti, due mesi fa, le firme raccol-

T

A VIA PERANO LE COSE NON CAMBIANO. MUTANO.

ontinua l'indifferenza delle istituzioni e dei cittadini per quanto riguarda la discarica abusiva in via Perano nel quartiere di Castelverde. Nessuno fa niente e i rifiuti continuano ad accumularsi. A tener duro insieme ai rifiuti c'è anche il cartello affisso dal comitato di quartiere che invita i cittadini senza senso civico nè spirito di convivenza a non gettare i rifiuti in quella zona. ANDREA CAVADA

C

UN QUARTIERE DESTINATO A RIMANERE SENZA L'ADSL A CAUSA DI INTERESSI PRIVATI E INDIFFERENZA.

VIVAVOCE

ANTONIO: Alcuni operatori della telecom, ci hanno detto che per portare qui l'adsl, ci conviene dare fuoco alla vecchia cabina cosi ce la cambiano in poco tempo. STEFANO: Noi qui cerchiamo solo di lasciare una situazione migliore ai nostri figli, ma le cose non cambiano mai è dal 2005 che va avanti sta storia DANIELE: Lasciamo perdere è vergognoso.

te dagli abitanti del quartiere sono state inviate direttamente alla Provincia di Roma e Zingaretti ha dato disponibilità ad un incontro nei prossimi 3 - 4 mesi. La situazione è veramente paradossale, ci sono cittadini che per migliorare la loro qualità di vita, ma soprattutto quella dei loro figli, sono disposti a

pagare senza problemi (ma questo non interessa né a Telecom né alle istituzioni, ndr). Colle Prenestino però non è l'unico quartiere dove l'Adsl non arriva, come dimostrano i risultati dell'inchiesta che ha portato alla luce dati che avrebbero fatto arrossire un qualsiasi responsabile delle telecomunicazioni . Infatti, nell'ottobre 2010, risultava che il 75% dei 90.000 abitanti dei 14 quartieri che fanno parte della periferia est di Roma, sono collegati a vecchie centrali Telecom, non idonee a svolgere questo servizio. Altro motivo per il quale l'Adsl in questo quartiere non arriva. In merito alla questione accesso ad internet, durante l'Internet Governance Forum si è espresso anche Stefano Rodotà, giurista e costituzionalista italiano, il quale ha proposto di inserire nella Costituzione (nell'art. 21) il diritto all'accesso ad internet per tutti, riconoscendo internet come diritto costituzionale e fondamentale di tutti i cittadini. Se internet venisse riconosciuto come un diritto sancito dalla Costituzione sarebbero le istituzioni per prime a doversi interessare per garantire questo servizio e magari anche a Colle Prenestino accedere alla rete sarebbe un sogno possibile. Le parole comunque rimangono sempre parole ed il vento troppo spesso se le porta via. In questo quartiere i cittadini hanno bisogno di fatti... ANDREA CAVADA

STIAMO LAVORANDO PER NOI ontinuano le iniziative bizzarre dei cittadini di Castelverde, che per portare all'attenzione degli amministratori i problemi del quartiere stanno organizzando tante piccole, ma incisive, manifestazioni. Dopo la protesta per il problema buche, arriva quella delle strisce pedonali. Stavolta su via Massa San Giuliano, di fronte a via Città Sant'Angelo (la strada della scuola), armati di pennelli e vernice hanno disegnato sull'asfalto delle strisce pedonali. Un segno di protesta per ricordare alle istituzioni che esiste un problema di sicurezza, soprattutto per i bambini, costretti ad attraversare la strada per andare a scuola, senza poter passare sulle strisce pedonali. E così i manifestanti hanno cercato di disegnare alla meno peggio le strisce. Una manifestazione goliardica ma incisiva. I 'pittori' hanno anche indossato dei nasi rossi da pagliaccio: un modo per sbeffeggiare le istituzioni e per puntare il dito sulla loro indifferenza e incapacità. In bella vista un cartello con scritto 'Stiamo lavorando per noi'. Purtroppo la pioggia e l'usura della strada hanno già cancellato quelle strisce. Magari se chi di dovere venisse a farle davvero non sarebbe male no? FEDERICA GRAZIANI

C

VILLAGGIO PRENESTINO.

Cadono a pezzi i secchioni amminando per via Fosso dell'Osa, è facile imbattersi nei cassonetti per la spazzatura. Ogni cittadino sarà felice di vedere un servizio che esiste anche grazie alle sue tasse. Bisogna però ricordare alla nostra cara AMA o, come meglio conosciuta da altri nettezza urbana, che una volta fornito un servizio o i mezzi che servono per svolgerlo in maniera corretta, questi mezzi dovrebbero anche essere sottoposti al servizio di normale manutenzione e nel caso di rottura anche del cambio. E' evidente che in via Fosso dell'Osa questo servizio non esiste, perchè le condizioni dei secchioni sono veramente vergognose. Dato che ad ogni cittadino dovrebbe interessare il funzionamento dei servizi del quartiere in cui abita, il 26 gennaio 2011 abbiamo contattato il numero verde del servizio AMA al numero 800867035, aprendo la segnalazione n. 1487152, dove facevamo notare che in via Fosso dell'Osa, ci sono una miriade di secchioni che cadono a pezzi e stanno diventando anche pericolosi per le persone che li utilizzano. L'operatore ci ha assicurato che sarà fatta una verifica e quelli più fatiscenti saranno ripristinati. Staremo a vedere che succede. ANDREA CAVADA

C


PRENESTINO

-

COLLATINO

NUMERO

2 ANNO IV

17

VIA COLLATINA VECCHIA, LA NON STRADA ia Collatina Vecchia, forse abbandonata a se stessa, perché si è voluto creare una sorta di nesso logico tra il nome della strada e le sue condizioni. Questa strada lunga pochi chilometri, si estende parallelamente a via Collatina e costeggia tutta la T.A.V. Percorrendola, si attraversano posti veramente angusti. Strettoie, che da un metro all'altro trasformano una via, già stretta per il doppio senso di circolazione, in un senso unico alternato, costringendo gli automobilisti a spostarsi sullo sterrato (dove esiste) ai margini più estremi della strada, facendo lo slalom tra le montagne di rifiuti gettati i in maniera scellerata. In alcuni punti sono stati piazzati dei newjersy in maniera del tutto casuale e molti di questi blocchi di cemento sono andati a finire sulle corsie creando ulteriori problemi alla viabilità, oltre che es-

UNA STRADA LUNGA POCHI CHILOMETRI, ANCORA UTILIZZATA NEI MOMENTI DI TRAFFICO È COMPLETAMENTE ABBANDONATA A SE STESSA, VERO SIMBOLO DELL' INDIFFERENZA DELLE ISTITUZIONI.

V

sere un pericolo per chi si trova alla guida. Il mantello di asfalto, che in genere deve ricoprire una strada, non esiste più, perché ha lasciato il posto a enormi buche causate dall'assenza della manutenzione sia ordinaria che straordinaria. Come può risultare percorribile una strada ridotta in queste condizioni? Come si può rendere percorribile una strada che attraversa un cancello scorrevole? Che attraversa il piazzale che funge anche da parcheggio ad un attività commerciale?

VIA DELL'ACQUA VERGINE, TANTO VERGINE POI NON È UNA

STRADA DI COLLEGAMENTO TRA VIA

COLLATINA

E VIA

PRENESTINA. UN

TOUR TRA

RIFIUTI, BABY PROSTITUTE, INSICUREZZA E INDIGNAZIONE.

ia dell' Acqua Vergine, una strada di collegamento tra via Prenestina e via Collatina, lunga circa 3 chilometri, versa in uno stato vergognoso. Questa via permette in pochi minuti di passare da una strada principale ad un'altra. Peccato che mentre si attraversa questa lingua di asfalto, gli incontri non sono dei migliori. In questa strada non ci sono marciapiedi, la segnaletica stradale non esiste, di lampioni per l'illuminazione notturna, neanche a parlarne. Non ci sono nemmeno posti dove poter accostare o fermarsi nel caso in cui un automobilista abbia un problema. Su questa strada manca proprio l'A,B,C della sicurezza. Quella sicurezza di cui parlano tanto le nostre care istituzioni. Quello della sicurezza qui però non è l'unico problema, anzi è solo uno specchietto per le allodole. Esiste anche il problema rifiuti. Cumuli di rifiuti di ogni tipo, dalle gomme per le automobili ai sanitari dei bagni oltre che molti tipi di elettrodomestici. Tre chilometri di strada completamente abbandonati a se stessi. Questi cumuli di rifiuti sono causa di un viavai di furgoni di proprietà di alcuni zingari che cercano oggetti per arredare i loro campi. Questa situazione è un vero e proprio paradosso: gli zingari sono diventati una sorta di operatori ecologici e fanno il lavoro che dovrebbe svolgere l'A.M.A, per il quale tutti i cittadini pagano le tasse. Tra le montagne di rifiuti, la mancanza della segnaletica ed il viavai di furgoni dei senza fissa dimora, in via dell'Acqua Vergine si possono incontrare anche le prostitute, anzi, le ba-

V

by prostitute. Non è per niente difficile notare queste ragazzine (le più grandi avranno forse 20 anni ndr.) ai bordi delle strade, vestite in maniera molto succinta, che con il gesto che in genere si usa per fare l'autostop, cercano di attirare l'attenzione di automobilisti, camionisti o semplicemente passanti. Via dell'Acqua Vergine è circondata da prati, dove si trovano materassi e piccoli anfratti, che fungono da nido d'amore tra il cliente e le ragazze. Purtroppo la prostituzione nel nostro paese non è reato (questo lo sanno molto bene anche i "signori del Bunga Bunga ndr). ANDREA CAVADA

Se si prova ad attraversarla in una giornata di pioggia, sembra di guadare un fiume, in alcuni punti l'acqua si accumula, perchè non esistono canali di scolo. Figuriamo se in tutta questa situazione si è pensato anche alla segnaletica! Certo che no. Per tutta la sua lunghezza, non è stato messo nemmeno un paletto con un divieto di sosta o un cartello che segnali una strettoia o la strada dissestata. Forse un modo efficace per far intervenire chi di dovere sarebbe quello di

ricordargli che nel nostro paese ogni anno muoiono circa 5.000 persone a causa degli incidenti stradali, come se un paese o un quartiere, venissero completamente spazzati via. Il 30% di questi morti ha meno di 30 anni. Il 20% di questi tragici incidenti è causato dal disfacimento delle strade. Se non si interviene in maniera rapida ed efficiente, via Collatina Vecchia rischia di diventare un cimitero per automobilisti e pedoni che la percorrono. ANDREA CAVADA


18

NUMERO

2 ANNO IV

PRENESTINO

-

CASILINO

Ponte di Nona. 'Dividi e governa'

Q

IL QUARTIERE CHE DOVEVA SORGERE PER RISPONDERE ALLE ESIGENZE DI OGNI CITTADINO, SI RIVELA INVECE UN LUOGO DI DISPERSIONE A CAUSA DELLA MANCANZA DI CENTRI DI AGGREGAZIONE.

uando si pensa alla realizzazione di un nuovo quartiere, si dovrebbe pensare anche alla presenza dei servizi e naturalmente alla realizzazione di centri di aggregazione. Questo è quello che almeno dovrebbe accadere in un paese normale. Ma in Italia no, si pensa esclusivamente a costruire alloggi. Non c'è proprio l'idea di costruire punti di aggregazione in modo da creare delle comunità forti e ben radicate. La parola d'ordine è dispersione. E' la situazione in cui vivono i cittadini di Nuova Ponte di Nona. Questo quartiere oggi conta circa 15.000 abitanti, ed è in continua espansione da 10 anni. Gli unici luoghi di aggregazione sono: il bar, la posta, la parrocchia e il centro anziani. "All'inizio dei lavori - spiega Luciano Spinetti, proprietario di un esercizio commerciale - ci avevano detto che questo quartiere sarebbe stato fornito di tutti i serPoi c'è un piccolo campo sportivo, vizi, soprattutto per dove ogni tanto si vede giocare i ragazzi. Invece, qualche ragazzino". se ti guardi attorLuciano Spinetti Ponte di Nona sembra costruito no, non esiste un per cercare di dividere le persone, punto di ritrovo, per azzerare ogni tipo di comunicazione. una piazza, un parco giochi, un' isola peIn questo quartiere non c'è la possibilità di donale … Niente!". confronto tra la gente, il punto di incontro Come si fa a non dare ragione a Luciamigliore è il marciapiede ai lati della strano. In questo quartiere si vedono solo cada. Viene da sé, che andando avanti in quese. Via Caltagirone, la strada principale, è sto modo, questo quartiere, sarà destinaun lungo rettilineo interrotto solo dalle roto ad essere solo un dormitorio (come si è tatorie. "Gli unici punti di incontro - prosegià rivelato). Chi ha ideato Ponte di Nona, gue Luciano - per chi abita qui sono i bar.

ha pensato bene di far costruire, proprio a ridosso del quartiere, il centro commerciale, in modo da farlo diventare il fulcro di ogni tipo di attività che i cittadini devono svolgere. Come può una società evolversi, e pensare di svilupparsi, se ruota tutta attorno a quello che è il centro commer-

ciale? Semplice non può. Ormai il motto che impera tra i costruttori è lo stesso di quello dei generali dell'antica Roma "Dividi e governa". Già, perché se si tende a non dar modo alle persone di riunirsi e confrontarsi, le stesse persone saranno più deboli. ANDREA CAVADA

CORCOLLE, LA SCUOLA DI BALLO È UN SUCCESSO DA CIRCA QUINDICI ANNI È PRESENTE A CORCOLLE UNA REALTÀ, CHE CON GROSSI SACRIFICI, CON IMPEGNO E ALLENAMENTO COSTANTE STA OTTENENDO GRANDI RISULTATI. STIAMO PARLANDO DELLA SCUOLA DI BALLO. a scuola fa parte dell'associazione dilettantistica danze sportive Aniene, di cui il presidente è Carlo Paniccia, maestro professionista e tecnico federale della Federazione italiana danza sportiva Coni. Gli spazi utilizzati per gli allenamenti sono i saloni della parrocchia San Michele Arcangelo di Corcolle. Qui infatti, almeno due volte a settimana la sera, si ritrovano tutti i ballerini, i quali sotto la guida di maestri professionisti come Luana Paoletti e Mara Scozzi, si allenano con impegno e dedizione. Durante il periodo delle gare, ci dicono le ragazze intervistate, gli allenamenti diventano più intensi. Ma le gratificazioni di certo non mancano, visto i risultati che la scuola sta conseguendo. "Pratico questo sport da 11 anni, ed è una grande passione ci racconta Federica di 16 anni - Il mese scorso abbiamo partecipato al campionato italiano assoluto, ed è andato molto bene, abbiamo raggiunto un secondo posto ed un terzo posto. Ogni volta che si avvicina la gara c'è sempre molta ansia. Poi però è molto divertente, ed ogni volta che ti alleni hai sempre la voglia di tornare in gara per poter vincere." Qui si può iniziare a ballare e a partecipare alle gare già da giovanissimi. Ne è testimone Alessandra, seconda classificata nell'ultima competizione. Lei ha appena nove anni ma già da cinque anni si allena nella scuola. Il ballo è una forte passione per tutti coloro che fanno parte della scuola. Le emo-

L

zioni che suscita spingono ogni volta i partecipanti a dare il massimo, sia in allenamento che in gara. "Il ballo mi piace moltissimo - ci racconta Sara 14 anni, prima classificata nei balli di coppia - Le gare poi mettono un'adrenalina incredibile e ogni volta che entro in pista do il meglio di me". I risultati raggiunti sono indubbiamente molto alti. Un secondo, un terzo ed un quarto posto nei campionati nazionali non si raggiungono per caso. Questo è sinonimo di grande impegno da parte dei partecipanti, ma sicuramente, anche di grande competenza da parte degli istruttori di cui la scuola usufruisce. "Il ballo è un'attività salutare che fa bene al fisico e alla mente - ci dice il maestro Carlo - Si socializza molto e soprattutto nei balli di gruppo c'è il rispetto della persona verso tutti i componenti del gruppo, si instaura una armonia tra tutti i partecipanti. E poi è formativo perché bisogna impegnarsi molto, come nella vita, perché anche lì se non si combatte e non ci si impegna non si conclude niente. Per cui anche in questo il ballo prepara le ragazze ed i ragazzi a competere con se stessi e quindi con gli altri." Detto ciò non ci resta che dire "in bocca al lupo ragazzi, continuate così". PAOLO LUSTRI


20

NUMERO

TOR BELLA MONACA ARRESTATE 4

PUSHER IN ROSA.

Carabinieri della Stazione Roma Tor Bella Monaca il 20 gennaio hanno arrestato 4 donne, madre di 64 anni e le sue tre figlie di età compresa tra i 35 ed i 41 anni, dedite allo spaccio di stupefacenti. Agli arresti si è giunti nell'ambito dei quotidiani servizi eseguiti dai Carabinieri della Compagnia di Frascati per tentare di arginare il fenomeno dello spaccio di droga nel quartiere popolare di Tor Bella Monaca. I militari, infatti, avevano da tempo notato uno strano "via vai" di persone, conosciute alle forze dell'ordine poiché noti tossicodipendenti, da un'abitazione della tristemente nota, per analoghi fatti di cronaca, via dell'Archeologia. Tenendo d'occhio la casa, i Carabinieri sono riusciti a documentare come questa fosse abitata da sole donne, una delle quali aveva consegnato delle dosi di eroina ad un "cliente" attraverso le inferriate poste a protezione del pianerottolo ed erette per eludere i controlli delle forze dell'ordine. All'esterno dell'abitazione, i militari hanno bloccato l'acquirente rinvenendo l'involucro termosaldato contenente l'eroina acquistata poco prima. Subito dopo, con un pretesto, nonostante le inferriate, approfittando di un altro acquirente che si era presentato all'uscio delle donne, i Carabinieri hanno fatto scattare il blitz nell'appartamento: qui i militari hanno rinvenuto e sequestrato numerose dosi di eroina e 250 euro, ritenuti provento dell'attività di spaccio, nonché materiale utile per il taglio e il confezionamento della droga. Le donne-pusher, già conosciute alle forze dell'ordine per reati analoghi, dovranno rispondere dell'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Anche in questo caso si è constatata la sfacciata dissolutezza con cui gli spacciatori utilizzino pesanti cancellate e grate per proteggersi da eventuali controlli a sorpresa delle forze dell'ordine, già più volte in passato rimosse dai Carabinieri nel corso di specifici servizi eseguiti in via dell'Archeologia.

I

TORRI

2 ANNO IV

TOR BELLA MONACA. EROINA KILLER. TROVATO UN CADAVERE IN VIA ASPERTINI stato trovato nella sera del 26 gennaio il cadavere di un uomo di 41 anni in via di Tor Bella Monaca, incrocio via A. Aspertini. Mentre si attende l'esame autoptico della salma messa a disposizione dell'Autorità Giurdiziaria, dai primi accertamenti sembrerebbe che a causarne la morte sarebbe stata l'assunzione di eroina, probabilmente tagliata male. I Carabinieri, in queste ore, stanno svolgendo una frenetica attività volta alla ricerca di chi avrebbe materialmente ceduto la dose killer alla vittima. I Carabinieri della Compagnia di Frascati hanno avviato un'attività di controllo su tutto il territorio per intercettare l'"eroina killer". La caccia alla pericolosa droga, probabilmente tagliata male, tra gli spacciatori della zona, ha portato nella notte del 27 gennaio all'arresto di un pusher romano di 22 anni, già conosciuto alle forze dell'ordine, sorpreso nel popoloso quartiere periferico di Tor Bella Monaca in possesso di 20 grammi di eroina.

E’

TOR VERGATA. "T OPO

TOR BELLA MONACA OPERAZIONE ANTIDROAGA A PARTIRE DALLA SERATA DEL PRIMO FEBBRAIO, I CARABINIERI HANNO ESEGUITO UNA MASSICCIA OPERAZIONE DI CONTROLLO A TOR BELLA MONACA.

La successiva perquisizione effettuata dai Carabinieri nella sua abitazione di via dell'Archeologia ha portato al rinvenimento delle sostanze utilizzate per il taglio della droga e del materiale per il confezionamento delle singole dosi. Il giovane, trattenuto in caserma, dovrà rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e sarà processato con rito direttissimo. L'eroina sequestrata verrà ora analizzata per verificare se fa parte della partita "killer" che sta circolando in questi giorni.

D ' OSPEDALE " ARRESTATO DAI CARABINIERI

I Carabinieri della Stazione di Roma Tor Vergata hanno arrestato un 28enne, già noto alle Forze dell'Ordine, sorpreso a rubare il 26 gennaio all'interno del reparto di terapia intensiva dell'ospedale "Tor Vergata". Nell'ultima settimana a seguito delle decine di furti avvenuti in corsia e negli spogliatoi del reparto di terapia intensiva, dove i familiari dei pazienti ripongono i loro effetti personali in attesa di entrare nelle camere di degenza sterilizzate,

el corso dell' attività, che ha visto anche l'impiego di 40 uomini e unità cinofile sono state arrestate 8 persone di cui 2 su ordinanza di custodia cautelare per violazioni delle prescrizioni imposte con misure restrittive della libertà e sentenza irrevocabile, un cittadino cinese di 19 anni per istigazione alla corruzione commessa ai danni di un Pubblico Ufficiale che aveva provato a dare 200 euro ai militari per evitare i controlli, 2 fermate per rapina aggravata, 2 per evasione dagli arresti domiciliari e spaccio, un ragazzo di 24 anni che, in evidente stato di ubriachezza all'interno di un bar aggrediva i Carabinieri che lo stavano controllando (violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale). Agli arrestati deve aggiungersi anche un invalido civile di 57 anni sorpreso a cedere una dose di cocaina, nascosta nella sedia a rotelle, ad una tossicodipendente. L'uomo, vittima di un incidente sul lavoro e costretto a deambulare su di una sedia a rotelle elettriche era già noto ai carabinieri che lo hanno arrestato. In casa gli sono state rinvenute altre tre dosi di cocaina. Sequestrate complessivamente 30 dosi di eroina, 4 di cocaina ed oltre 1.500 euro in contanti. Dall'inizio dell'anno sono 41 gli arresti compiuti dai Carabinieri a Tor Bella Monaca e centinaia sono le dosi di stupefacente sequestrate.

N

i Carabinieri hanno attivato una serie di servizi di osservazione che hanno portato all'arresto del topo d'ospedale. L'arrestato si trova attualmente in caserma e attende di essere giudicato per direttissima, mentre, la refurtiva è stata recuperata e restituita alle vittime. I Carabinieri stanno ora accertando se la descrizione del ladro, fornita da alcuni testimoni ascoltati per i furti dei giorni scorsi, corrisponda a quella dell'uomo arrestato.

TOR BELLA MONACA A scuola di legalità n stretta intesa con le direzioni scolastiche, con cui sono da tempo state definite grandi collaborazioni, i Carabinieri riproporranno per il 2011 una serie di incontri con gli studenti delle scuole del quartiere di Tor Bella Monaca, du-

I

TOR BELLA MONACA A scuola di legalità roseguono i controlli dei Carabinieri della Stazione di Tor Vergata per prevenire e reprimere il fenomeno del consumo di droghe, in particolare tra i giovani studenti universitari dopo i sequestri di hashish marchiato "TOMMY" delle scorse settimane. Dopo ore di appostamento, e dopo aver notato un via vai sospetto nel parcheggio delle facoltà di scienze e matematica, i militari hanno deciso di intervenire ed hanno arrestato il 18 gennaio un pusher di soli 16 anni in possesso di oltre 30 grammi di hashish pronto da vendere agli studenti universitari. Il ragazzo, già noto alle forze dell'ordine, vistosi scoperto, al fine di giustificare la propria presenza nei pressi dell'ateneo ha dichiarato ai militari di esser lì per capire il funzionamento dell'università per potersi un giorno iscrivere. L'aspirante matematico non ha però fatto bene i calcoli, così invece di avere aperte le porte delle facoltà ha avuto varcare le porte del centro di prima accoglienza per i minori di Roma a disposizione dell'Autorità Giudiziaria competente.

P

rante i quali verranno approfonditi temi quali "L'educazione alla legalità" e "I servizi di prevenzione per lotta agli stupefacenti". Con questa iniziativa, che già lo scorso anno aveva riscosso notevole interesse, i militari sperano di contribuire a creare una nuova coscienza nei giovani di Tor Bella Monaca, affinché possano difendersi dall'illegalità diffusa presente nella zona. Nella giornata del 26 gennaio si è svolto un incontro con i bambini della scuola elementare di via S. Biagio Platani, ove i militari, dopo un dibattito sulla legalità, hanno mostrato loro i mezzi del Nucleo Radiomobile e le unità cinofile, che hanno riscosso grande successo.


TORRI

e si sente male in qualsiasi pronto soccorso gli consigliano di rivolgersi al Policlinico Casilino, dove l'hanno operato e dove conoscono il suo quadro clinico. Una sera si sente male e scopre sulla sua pelle che il reparto di neurochirugia non c'è più.

S

Giuseppe Multari, vive a Torre Maura, ha 60 anni e una vita stravolta dal 2005. Viene operato per delle ernie cervicali, gli vengono apllicate delle sospensioni per mantenere la colonna ma "a causa di una fatalità, che può capitare una volta su un milione, mi si è bucata l'ultima fistola cervicale e ho perso tutto il liquido cervicale". É stato rioperato dopo pochi giorni e adesso per poter camminare ha bisogno di uno stimolatore esterno, senza il quale starebbe su una sedia a rotelle. Non può più essere rioperato, la morte sarebbe sicura.

NUMERO

2 ANNO IV

21

Il taglio di Neurochirurgia inizia a mietere le prime vittime PER UN'OPERAZIONE SBAGLIATA LA VITA GLI CAMBIA IN MANIERA DRAMMATICA. "Non ho fatto causa, sperando che il Policlinico mi aiutasse a star meglio. Lì conoscono il mio quadro clinico e i miei problemi. In qualsiasi altro pronto soccorso mi rechi se sto male tutti mi consigliano di rivolgermi al medico che mi ha curato, perchè su di me nessuno mette più le mani". E nonostante il medico che l'ha operato non sia più al Casilino,e non lavori in ospedale, Giuseppe si rivolge ad un altro medico che, seppur lavora al San Carlo Nancy, l'aiuta perchè ne conosce la cartella clinica. Per le urgenze si rivolge al pronto soc-

corso del Casilino, dove lo staff del reparto di neurochirurgia lo conosce e lo aiuta dal 2005. E si sente un pò più sicuro. Poi all'improvviso arriva la doccia fredda, come se non bastasse l'operazione che gli ha rovinato la vita. Una sera si sente male e corre al "suo " pronto soccorso, ma scopre che non esiste più il reparto di neurochirurgia, nè quindi i medici che lo conoscono da anni. E nemmeno l'hanno avvisato. Da lì allora va a Tor Vergata. Gli fanno la flebo e poi il solito consiglio di rivolgersi a chi lo ha operato. O altrimenti di andare al Sandro Pertini, che certo da Torre Maura dista un bel pò. E pensate cosa possa significare per una

persona come Giuseppe, sempre sotto morfina e che fa fatica a camminare e che rischia di contrarre la meningite al 99% dei casi, non avere più il reparto di neurochirurgia al Casilino. Un dramma. Fortuna vuole che Giuseppe non sia una persona sola: è sposato ed ha anche una sorella che lo aiuta. Ma chi invece questa fortuna non ce l'ha deve attraversare la città. Giuseppe è anche basito dal fatto che non gli abbiano detto nulla, nessuna comunicazione, nessun avviso. E l'ha scoperto proprio nel momento in cui si è sentito male. Ed anche questo, proprio perchè a conoscenza della sua situazione, sarebbe potuto essere evitato. ELENA BRUNI

QUELL' INCROCIO PERICOLOSO…

…E NOI CONTINUIAMO A BALLARE IN UN'ALA DI VIA CANPIGLIE!

TORRE GAIA. MUORE UN ANZIANO TRA VIA CASILINA E VIA CINO DEL DUCA, INVESTITO DA UN'AUTO DELLA POLIZIA.

I SOCI DEL CENTRO ANZIANI TORRE MAURA ASPETTANO NOTIZIE DAL MUNICIPIO.

o scorso 17 gennaio in via Casilina, all'incrocio con via Cino del Duca, Mario Ceraldi, 84 anni di origini casertane, ha perso la vita dopo essere stato investito da un'auto civetta della polizia del Commissariato Casilino. L'auto in corsa, senza sirene spiegate, non si è accorta che lontano dalle strisce pedonali l'anziano stava attraversando la strada. Il tragico evento ha messo sotto l'attenzione di tutti l'elevata pericolosità dell'incrocio. Un luogo dove già altri hanno perso la vita nonostante le lanterne semaforiche. Per correre dall'altra parte della strada e prendere l'autobus, l'uomo ha percosso una diagonale che gli è stata letale, pensando di riuscire ad arrivare in tempo. E questo è un rischio che a quell'incrocio molti corrono, ma c'è un altro problema a quel semaforo. La signora Cristina, cittadina dell' VIII Municipio ci spiega che trent'anni fa in seguito alla morte di alcune persone vennero istallati i semafori. Ad oggi però il problema non sembri essere risolto perché quando scatta il verde pedonale scatta anche il verde per le macchine che vengono da direzione Grotte Celoni e in svolta verso via Cino del Duca. Di qui l'inganno per chi in corsa non si accorge che il verde corrisponde anche per le macchine. Compromettendo l'incolumità degli automobilisti e dei pedoni. È stata la signora Patrizia, che ogni giorno prende l'autobus da quella fermata a indicarci le ragioni del pericolo. Così dall'altro lato della strada vediamo anche i fiori in memoria di qualcun altro che a quell'incrocio ha perso la vita. Che si vada in un senso o nell'altro, l'attenzione non può essere rivolta solo alle indicazioni semaforiche. Basterebbe differenziare ulteriormente il passaggio delle auto che vengono da Grotte Celoni e dirette a sinistra a garantire una maggiore sicurezza. Intanto il signor Ceraldi mentre era di ritorno da una visita alla sua fidanzata e diretto a rientrare in una delle residenze della Caritas la Casa Santa Giacinta di via Casilina Vecchia n° 19, dove viveva da nove anni, ha lasciato un fiore sul bordo della strada a ricordare a tutti che la prudenza non è mai troppa. STEFANIA PANETTA

È

L

l'inizio di dicembre quando la presidentessa del Centro Anziani Torre Maura, Maria Cacciapuoti, decide di segnalare il cattivo stato in cui versa la struttura di via Canapiglie 136. Numerose le telefonate e i tentativi di farsi fissare un incontro con il presidente dell' VIII Municipio Lorenzotti, per spiegare l'urgenza degli interventi e al contempo la necessità che la struttura rimanga aperta come luogo ricreativo per chi di spazi, per passare qualche ora in lieta compagnia, non ne ha eccetto che quello. Vane le speranze, infatti, Lorenzotti non la riceve. Né lui né altri. Ma dopo che gli anziani irrompono nel municipio per farsi ascoltare, la commissione Lavori Pubblici,guidata da Massimo Fonti, va a fare i sopralluoghi nel centro. E subito dopo, il 28 dicembre il corpo della Polizia Municipale interviene apponendo i sigilli alla struttura, con un cartello dove si legge: "Locale chiuso per incolumità pubblica". Olderigo Mancini componente del Comitato Anziani dice: "Lo hanno chiuso senza neanche avvisarci". I soci del Centro non si danno per vinti e preoccupati dalla prossimità del Capodanno, per il quale avevano organizzato un cenone all'interno della struttura si dirigono uniti in Municipio a chiedere che venga riaperto. Nulla da fare i locali del Centro Anziani sono pericolosi pertanto se ne conferma la chiusura ma il Municipio assicura la riapertura di un'ala dove non si registrano rischi. I soci possono così festeggiare la fine dell'anno in una sala di circa trenta metri quadri e dirsi temporaneamente soddisfatti. "Nella stessa settimana - come riporta Maria Cacciapuoti I consiglieri hanno convocato un'assemblea per parlare del Centro Anziani di via Canapiglie 136, nel corso della quale sono giunti a definire lo stanziamento dei fondi per la ristrutturazione dei locali. Per il momento attendiamo". Che il Centro versasse in condizioni di pericolosità per l'incolumità dei soci è una realtà di cui gli stessi sono stati i te-

stimoni ma come racconta Rossana, assidua frequentatrice del Centro, "per molti questo luogo è la vita. Soprattutto per chi come me, con gravi problemi di salute, solo qui può dimenticare la malattia". E di qui l'esigenza di riavere il Centro riaperto per intero al più presto. Eugenio Paese socio di via Canapiglie aggiunge "Siamo avvelenati perché l'ala rimasta praticabile non è sufficiente a garantire quotidianamente tutte le attività che svolgiamo". Dal ballo, alla ginnastica, alla carte, gli irriducibili anziani tutti i giorni si dilettano in queste stanze del piano terra di un palazzo. A chi come il Presidente Lorenzotti crede che questi luoghi "non servano a niente, dal momento che le donne potrebbero starsene a casa a lavorare la maglia", come in una precedete intervista ci aveva riportato Ileana Lusetti presidente del Comitato di quartiere a proposito di un commento del Presidente sui Centri Anziani , gli anziani si appellano e sollecitano per far sapere che invece per loro, la cui attesa non può dirsi infinita, la completa riapertura è necessaria. STEFANIA PANETTA


22

NUMERO

TORRI

2 ANNO IV

Faccia di Bronzo Romeo LA ROMEO INVIA LE LETTERE DI CONGUAGLIO DEGLI ONERI E ACCESSORI AI CITTADINI DELLE CASE POPOLARI. MIGLIAIA E MIGLIAIA DI EURO DA PAGARE ALLA DITTA CHE NON FA MAI MANUTENZIONE. E A TOR BELLA MONACA DIVENTA ANCORA PIÙ PARADOSSALE SOPRATTUTTO DOPO CHE IL SINDACO HA DEFINITO LA SITUAZIONE DELLE CASE "SCANDALOSA". TALMENTE SCANDALOSA DA VOLERLE ABBATTERE. MA LASCIA CHE I CITTADINI PAGHINO QUEI CONGUAGLI ESORBITANTI. indecente vivere così" disse il Sindaco presentando il progetto di riqualificazione di Tor Bella Monaca. "Butto giù le torri e vi do case nuove e più belle"disse. Arrivò come il Salvatore della dignità umana di questi cittadini, a sbandierare l'ingiustizia che subivano stando in quelle case e in quelle condizioni, anche per colpa della Romeo Gestioni, che in 30 anni non ha mai fatto una reale manutenzione. Promise di sollecitare la Romeo per fare gli interventi necessari. Il sindaco paladino dei diritti degli abitanti di Tor Bella Monaca. L'unica persona a tenerci veramente, tanto da essere presente in questo territorio quasi ogni giorno nel periodo della presentazione del masterplan.Ma dopo queste promesse, ecco che arriva la sorpresa: la Romeo chiede migliaia di euro da pagare come conguaglio degli oneri e accessori. Altro che manutenzione! Altro che case nuove! Altro che riqualificazione! Ma come? E il sindaco dov'è? Lui che ci vuole ridare dignità e che trova ingiusto stare in quelle case, in quelle condizioni che sono dovute all'assenza decenneale di manutenzione dove è finito? E perchè non lo ha impedito? A chi 1.000 euro, a chi 5.000, a chi perfino 13mila euro di oneri e accessori da pagare. I cittadini insorgono negli uffici della Romeo. Nelle lettere non si spiega nemmeno perchè si debbano pagare quelle somme. Solo un avviso di conguaglio e l'importo da pagare. Secco. Pagate per il servizio che vi

“E’

offriamo e zitti. E che servizio! Una media di un'ottantina di persone al giorno si sono presentate a protestare negli uffici del municipio. A ragion veduta! Tutto questo ha origine nel 2004 quando fu il Comune a determinare gli aumenti attraverso una delibera, che però non venne mai applicata. Fino ad oggi. Inoltre, con la rimodulazione del pagamento degli oneri in base alle fasce di reddito, molti cittadini si sono accorti di aver pagato più del dovuto. Ed hanno fatto ricorso. Quindi per poterli risarcire probabilmente si deve fare cassa riscuotendo da chi è moroso e da chi ha pagato meno del previsto. Le lettere inviate, come ci spiegano negli uffici della Romeo del munici-

pio, sono un avviso di pagamento. A marzo, quando la riscossione sarà effettiva verranno recapitate altre lettere con l'importo da pagare suddiviso in voci di spesa anno per anno. L'importo che si dovrà pagare potrà essere rateizzato e, a seconda delle fasce di reddito, si dovrà versare il 5% in contanti (per chi ha reddito inferiore a 5169 euro), il 20 % in contanti (per chi ha un reddito compreso tra i 5.169 e i 25.000 euro), il 40% in contanti (per chi ha un reddito sopra i 25.000euro). Il rimanente si potrà comunque rateizzare. Ma si può chiedere un aumento di oneri e accessori quando le case popolari sono in quelle condizioni? E Alemanno quando affermò che avrebbe dato casa anche ai morosi sembrava aver capito che ogni soldo versato per gli oneri ed accessori è un soldo di troppo per quanto ricevono dalla Romeo. Dai contatori scoperti, la muffa, le infiltrazioni, le crepe sui muri e l'acqua che entra dentro casa. Sono solo alcuni dei mille problemi che hanno gli alloggi di Tor Bella Monaca. Senza contare gli ascensori che funzionano a singhiozzo e gli esterni delle case, dimenticati da Dio, anzi dalla Romeo. Di fronte a tutto questo si chiedono ulteriori soldi. In cambio di cosa? Si sarebbe potuto aprire un tavolo con la Romeo e, a fronte di quanto lo stesso Alemanno ha visto e toccato con i suoi occhi, impedire di chiedere un solo euro in più. L'ha trovata talmente scandalosa, a suo dire, la situazione di Tor Bella Monaca da proporre il piano di riqualificazione. Tanto scandalo, a suo dire, eppure non ha impedito alla Romeo di chiedere i conguagli. Far pagare ai cittadini gli arretrati per una manutenzione mai effettuata per delle case che lui stesso vuole abbattere. Il paradosso del paradosso. ELENA BRUNI

DEVONO PAGARE MA FOGNE PERENNEMENTE INTASATE via S.Rita da Cascia 100 MUFFA SUI MURI DELLE CASE via Aspertini e Piazza Castano (R4) e (R3) MURI CORROSI DALL'ACQUA via Giovan Battista Scozza CANTINE ALLAGATE via dell'Archeologia MURI D'ENTRATA CHE SI STACCANO DAL PALAZZO Largo Mengaroni (R8) e via S.Rita da Cascia ASCENSORI CHE FUNZIONANO UN GIORNO SI E UN GIORNO NO via dell'Archeologia TERRAZZE ROTTE CHE FANNO ALLAGARE GLI APPARTAMENTI via Aspertini (R6)

Parla l'assessore alle case Erp del Municipio, Mario Brunetti. o capisco i cittadini che vivono un momento di crisi, ma il giusto va pagato. Gli aumenti furono decisi nel 2004 ma poi tutto si bloccò.Nel passaggio di legislatura, la Regione sollecitò il pagamento dei conguagli. L' Assessore Alfredo Antoniozzi (delega alle case Erp del Comune) chiese un tavolo per bloccare la riscossione perchè c'era un problema: bisognava stabilire come dovevano essere versati, in quanto tempo,e gli interessi”. “Inoltre con la delibera n.88 si prevedeva il pagamento degli oneri e accessori a seconda delle fasce di reddito.Alcuni utenti si accorsero di aver pagato di più di quanto dovessero, facendo poi richiesta di risarcimento. Quindi si è dovuto di contro anche deliberare che venissero pagati gli oneri e accessori, per poter rientrare dei soldi”.

"I

GLI INQUILINI DELL'EX MERCATO lle soglie del 2010 c'è chi ancora vive in queste condizioni. Vergognoso. Costretti a vivere in un locale dell'ex mercato coperto di Tor Bella Monaca. In lista d'attesa per una casa popolare. Venti mq, e forse anche qualcosa in meno, dove hanno un letto e una cucina a gas. Mariannina e Maurizio vivono al freddo e al gelo, in condizioni pessime: costretti tra quelle quattro mura piene di muffa. Ma non possono andare altrove, non hanno i soldi per permettersi altro. E non hanno nemmeno lo Stato dalla loro parte a fornirgli un alloggio popolare. "Siamo qui da tre anni, avevamo una casa del comune e poi ci hanno cacciato. Ci hanno chiesto se volevamo comprarla pr 190mila euro e poi l'hanno messa all'asta". Negli occhi hanno la sofferenza e il dolore che ha solo chi è costretto a vivere in una situazione così degradante. Solo chi soffre perennemente il gelo e il freddo può capire di cosa si tratta. Costretti ad occupare un locale di un mercato dismesso che , oltre al danno la beffa, dovranno lasciare perchè "a maggio lo buttano giù. Sono venuti a dircelo dal municipio". E continuano: "Ci volevano mandare in un campeggio a Castel di Guido che viene usato come residence, li c'è solo freddo e umidità e per andare a prendere una rosetta ci vuole un'ora. Come facciamo?". Mariannina e Maurizio non godono poi di ottima salute, campano con la pensione di invalidità: come potrebbero mai permettersi una casa. Ed allora in mancanza d'altro va bene questo ex

A

negozio, anche se fatiscente, anche se puzzolente. É vicino al municipio, dove devono andare. Sono vicini anche a chi, vuoi anche un minimo, da loro una mano. E campano perennemente con una coperta addosso, con una stufetta a benzina che accendono quando hanno due soldi. Un fornellino per cucinare quando hanno i pacchi del banco alimentare, o quando possono comprare qualcosa. É vita? É degno di uno Stato che dir si voglia lasciare i propri cittadini in queste condizioni. No. E adesso vengono anche a dir loro che lì non potranno più starci, che tutti quei locali verranno buttati giù. La soluzione per loro? Non si sa ancora. Intanto vivono segregati, che "è sempre meglio che dormire per strada". Una vergogna romana, che consente di avere case popolari sfitte o che si vendono e comprano. Che non investe nel comprare appartamenti e che lascia i più deboli abbandonati a se stessi. Mariannina ha anche dei figli, che sono in affidamento. Come potrebbe lei mantenerli se non ha nemmeno un tetto sopra la testa? E vivono lì, sotto gli occhi di tutti, senza che nessuno ancora abbia trovato una soluzione. ELENA BRUNI


TORRI

NUMERO

2 ANNO IV

23

Rettore Lauro: "Solo strumentalizzazioni" l 21 dicembre scorso il Rettore dell'Università di Tor Vergata, Renato Lauro, anni 71, è al centro di una grossa polemica circa la sua influenza sulla chiamata della Dott.ssa Paola Rogliani, come professore associato della cattedra di Malattie dell'apparato respiratorio presso la stessa Università. Il caso aveva destato sospetti e suscitato polemiche perché la dottoressa in questione è di fatto la nuora del Rettore, moglie di Davide Lauro, professore ordinario di Endocrinologia, successore alla cattedra del padre. Ad aggravare la posizione del Rettore era il conto alla rovescia per il passaggio del ddl del Ministro all'Istruzione Maria Stella Gelmini, che avrebbe impedito di lì a poche ore, l'assunzione all'interno degli stessi istituti universitari dove fossero stati presenti parenti che ricoprissero ruoli dirigenziali. Il divieto si estendeva fino al quarto grado di parentela. Dunque tutto presagiva un nuovo caso di "Parentopoli". Dopo aver lasciato una domanda aperta sulla neutralità della posizione del Rettore Lauro, per dovere

I

IN SEGUITO ALLO SCANDALO PUBBLICATO DA VARI GIORNALI NAZIONALI, RENATO LAURO CHIARISCE LA SUA POSIZIONE SULLO SCANDALO 'PARENTOPOLI'. di cronaca abbiamo chiesto di incontrarlo. Qual è l'iter di chiamata per i vincitori di concorso? Prima di risponderle alla domanda vorrei fare una precisazione. Sul giornale quando hanno scritto della vicenda hanno dichiarato che la Dott.ssa Rogliani era stata assunta. In effetti, la Dott.ssa Rogliani non è stata assunta, per il semplice motivo che è stata assunta dall'Università come ricercatore, che è il primo gradino della carriera universitaria, già otto anni fa o poco più. Quindi l'assunzione all'università è avvenuta in tempi ben lontani da quelli di adesso. Per tornare alla domanda, le dico che periodicamente il Ministero bandisce dei concorsi da ricercatore, concorsi di professore di seconda fascia e concorsi di prima fascia. Questa è la carriera accademica. Nel 2008

nel settore disciplinare in cui lavora la Dott.ssa Rogliani, un settore disciplinare diverso dal mio perché lei è in quello di Pneumologia, cioè di Malattie respiratorie, sono stati banditi dei concorsi nazionali. A questi concorsi partecipano ovviamente i ricercatori di tutta Italia. Lei è risultata vincitrice di uno di questi concorsi. Quando gli atti dei concorsi sono chiusi, i vincitori conseguono una idoneità e possono essere chiamati dalle università per la nuova posizione ma non sono assunti. È un avanzamento di carriera nient'altro. Fra l'altro la Dott.ssa Rogliani è stata chiamata dopo che venti, venticinque persone, erano già state chiamate in Ateneo. Lei crede che sia stata un'amara coincidenza a coinvolgerla in questo caso? Io credo ci sia stata una strumentalizzazione dei fatti. Perché non c'entra niente l'assunzione e non c'entra niente il ddl Gelmini in tutto questo perché parla chiaramente di assunzioni. Mentre questa ragaz-

PERCORSO A OSTACOLI

TORRE MAURA OCCUPATA

STRADA DISSESTATA PER RAGGIUNGERE IL RETTORATO DELL' UNIVERSITÀ DI TOR VERGATA. BUCHE E CREPE DISSEMINATE OVUNQUE.

19 ANNI DI VITA, 19 ANNI DI LOTTA

università Tor Vergata è da un po' di tempo il motore trainante dello sviluppo e la riqualificazione di un'area periferica altrimenti abbandonata a se stessa. Un sapiente lavorio di investimenti, finanziamenti e relazioni sociali mira ad accrescere il ruolo e le qualità dell'Ateneo in ambito sia sociale che universitario. L'Ateneo, e non solo, sta perseguendo un meccanismo di marketing coerente con questo obiettivo. Ciò che invece sembra essere non conforme al progetto è l'incuria che domina la location del cuore pulsante di Tor Vergata: il Rettorato, le facoltà scientifiche e la facoltà di Giurisprudenza. La strada per raggiungere tali centri del sapere sono impervie e piene di ostacoli; e non si tratta di una metafora. Tutto il percorso che conduce all'università è disseminato di buche, crepe, tombini rialzati: un mix di ingredienti che mette a dura prova la pazienza e l'attenzione degli automobilisti. Come anonime e trascurate strade di campagna, così via Bernardino Alimena, via Enrico Ferri, viale Oxford e la più perimetrale via Canonico mostrano le proprie ferite urbane. Solo che a differenza delle strade di campagna, il traffico è l'elemento dominante: un florido insieme di attività commerciali rende l'area molto frequentata. L'essere a due passi dall'ingresso della città ne fa anche un'area di passaggio, quasi una vetrina. Una vetrina però che mostra un negozio di anticaglie, di rottami, di merce di poco valore. E le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: auto costrette ad aggirare gli ostacoli, quando possibile, o stuzzicate da continui sobbalzi che costringono ad abusare degli ammortizzatori. Il mancato comfort dell'automobilista non è l'unico intoppo; durante le giornate di pioggia, frequenti nella città di Roma, le buche del manto stradale tendono dei veri agguati ai pedoni che si ritrovano facilmente investiti dai copiosi schizzi. Sempre che si riesca ad uscire incolumi dalle trappole tese dalle radici degli alberi in superficie, che fanno di via Canonico un percorso continuamente intervallato di ostacoli. Traffico, strade dissestate e molto frequentate, capannoni commerciali e molti negozi, con la totale assenza di luoghi di sosta o di ristoro, pongono l'università di Tor Vergata al centro di uno scenario suburbano, freddo e poco a misura d'uomo. LUCIA BRAICO

L'

un punto di riferimento fermo per tutti i ragazzi che hanno ancora voglia, passione e ottimismo. Elementi che, se alimentati in aree di depressione economica e sociale, e di abbandono da parte istituzionale, facilmente si traducono in un acceso spirito di contestazione. Il centro sociale Torre Maura Occupata ha compiuto 19 anni e, per l'occasione, come del resto lo si fa ogni anno, sono stati organizzati dibattiti di utilità pubblica. L'argomento ispiratore dell'incontro è stato monopolizzato dal problema energetico e dalle soluzioni che la politica ufficiale si dichiara pronta a mettere in pratica: centrali nucleari per un rifornimento "duraturo e sicuro". Su entrambi gli aspetti si potrebbe nutrire quanto meno una legittima diffidenza che, se ben incanalata, può essere la bussola per guidare verso soluzioni alternative e certamente più sostenibili. Questa, forse, la missione che ha catalizzato l'incontro al centro sociale. Un incontro pubblico, ma non troppo.

È

za era già stata assunta in tempi non sospetti a Tor Vergata. Naturalmente si tratta di strumentalizzazione perché si è anche parlato di altri due ricercatori, affermando che fossero i miei nipoti. Questi ragazzi hanno protestato ed è stata pubblicata la smentita dal giornalista. Il giornalista ha inoltre parlato di mia figlia all'interno dell'università ma io non ho figlie. Ha parlato di mia suocera, ma povera donna è morta vent'anni fa. È chiaramente una volgare maniera di strumentalizzare e di dare notizie false per ledere la mia immagine. Tutto qui. Per quale ragione? Penso che quando si ha successo nella vita, a qualsiasi livello esso sia, si suscitano delle invidie, sentimenti che non sono sicuramente nobili. Così si hanno questi risultati. È stata una soffiata da parte di qualcuno con una conoscenza fasulla dei fatti che ha trovato accoglienza in un giornalista che bada a scrivere degli scoop piuttosto che notizie vere. Crede di aver perso credibilità fra i suoi collaboratori? Non credo. Posso dirle di aver avuto un sacco di manifestazioni di solidarietà. E sono contento di questo. STEFANIA PANETTA

Aperte a tutti quelli che desiderassero parteciparvi, le porte di via delle Averle sono rimaste chiuse per La Fiera dell'Est. Conformi all'atteggiamento anarchico che caratterizza la linea del "Torre Maura", gli oratori si sono rifiutati di permettere a qualsivoglia mezzo di mediare la loro voce. Per paura di essere fraintesi, della possibile distorsione dei contenuti, o forse per rimanere coerenti con se stessi. Il messaggio da loro divulgato non potrebbe in alcun modo, stando alle loro motivazioni, essere veicolato per mezzo di un canale legittimato dalla società. E sarebbe stata anche apprezzata come decisione, se non fosse per il piccolo inconveniente di restare chiusi all'interno del proprio nucleo, negando agli altri la possibilità di una condivisione di idee e di dibattito. Per argomenti di importanza generale e soprattutto che meritano di essere gridati al mondo, qualsiasi amplificatore è quello giusto. LUCIA BRAICO

NON SOLO SPAZZATURA… L'AMA IN VIA EMILIANO DEGLI ORFINI n via Emiliano degli Orfini all'altezza dell'incrocio con via Giardinetti e nella stessa via Giardinetti, è possibile osservare, in corrispondenza dei muretti cui sono affianMaria Grazia Pizzuti cati i cassonetti della spazzatura, delle grandi lesioni a carico delle strutture fatte di mattoni, nonché addirittura del loro totale abbattimento. Le ragioni di tale disastro, apprendiamo dai cittadini, paiono essere responsabilità dei mezzi dell'Ama, l'azienda che si occupa della raccolta, del trasporto, del trattamento, del riciclaggio e dello smaltimento dei rifiuti nel comune di Roma. Muretto rotto e ora attende che le riparino l'altra parte, ma "i tempi sono sempre lunghi e le procedure richiedono una certa attenzione difficile da ritagliare nel tram tram quotidiano". Che ne abbiano riconosciuto la responsabilità è un dato di fatto ma ci si chiede chi è a risarcire i danni: l'assicurazione delle macchine addette allo smaltimento o le quote dei contribuenti stanziate per il servizio? Insomma la faccenda porta proprio il cattivo odore della spazzatura.

I

STEFANIA PANETTA


24

NUMERO

TORRI

2 ANNO IV

Quando la memoria può cambiare il mondo ra le mura dell'Aula Moscati della Facoltà di Lettere di Tor Vergata, nel silenzio di una giornata romana intimata dallo sciopero del trasporto pubblico, le voci contro la mafia si sono alzate nel corso dell'incontro Contromafie - Legalità e Libera Informazione in Terre di Mafia, organizzato il 26 gennaio dai giovani dell'associazione culturale Mediapolitika, dall'associazione Da Sud e con la collaborazione del coordinamento Libera di Roma. Un incontro per la memoria, per chi non vuole dimenticare i crimini quotidiani ad opera delle cosche mafiose, senz'altro, ma soprattutto un monito per quanti credono che molto si debba fare in favore della legalità. Con il rapporto redatto dall'Osservatorio Ossigeno per l'Informazione della FNSI e dell'Ordine dei Giornalisti e presentato da Alberto Spampinato, giornalista dell'Ansa e fratello di Giovanni Spampinato, il giovane venticinquenne che fu ucciso mentre era impegnato in un'inchiesta sulla ma-

F

INCONTRO CONTRO LE MAFIE ALL' UNIVERSITÀ DI TOR VERGATA.

lavita siciliana negli anni '70. Con il contributo della testimonianza di Dario Vassallo, fratello di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, in provincia di Salerno, ucciso lo scorso settembre dopo essere stato abbandonato dalle istituzioni che avrebbero di contro dovuto sostenerlo nella lotta contro la malavita organizzata che nell'illegalità stava deturpando la "sua" costa. Uomo "non politico ma amministratore del bene comune" come commenta il fratello.

UNILEFT, UNIVERSITARI A SINISTRA 27

GENNAIO.

ASSEMBLEA

GENERALE DEI LA-

VORATORI E DEGLI STUDENTI IN VISTA DELLE RECENTI E FUTURE RIFORME.

I

GIOVANI SONO

SEMPRE PIÙ PROTAGONISTI DELLA SCENA POLITICA: FERMI NELLE PROPOSTE E NELLE CONTESTAZIONI.

bbiamo contattato Francesco Guido, rappresentante di Unileft, l'associazione universitaria di sinistra dell'Università di Tor Vergata. Cos'è Unileft e cos'ha di diverso dalle altre associazioni studentesche? Si tratta di un movimento nato all'interno dell'Università di Tor Vergata, che raccoglie adesioni da varie facoltà dell'Ateneo. Di diverso dalle altre associazioni è il suo posizionamento politico: esclusi i collettivi studenteschi, che si dichiarano slegati da qualunque bandiera, e per questo "anarchici", Unileft è quanto di più a sinistra si possa incontrare, a livello istituzionale. Quali sono i temi intorno ai quali si concentra la vostra azione politica? Gli stessi che animano le discussioni dentro e fuori i palazzi della politica. Le riforme da fare in modo giusto, quelle fatte in modo completamente sbagliato, la precarietà del lavoro, la totale assenza di una patetica opposizione di governo. Un tema attualissimo, caldo perché tocca gli aspetti più profondi della dimensione del lavoro, è poi quello della cancellazione del contratto nazionale, che va di pari passo con la metodica distruzione della scuola pubblica. L'effetto finale di questo logorio è una dequalificazione delle qualifiche professionali e un annullamento del potere di contrattazione, quindi potere politico dei lavoratori. E per quanto riguarda l'università nello specifico? Quali sono i vostri obiettivi? Prioritario in questo momento è cercare di mantenere vivo il conflitto intrauniversitario, perché siamo consapevoli che con la nostra azione siamo in grado di condizionare le decisioni e l'andamento del Rettorato. Un altro obiettivo è la ferma negazione dei principi di privatizzazione con-

A

tenuti all'interno della "riforma Gelmini", che aprono le porte dell'università a interessi diretti della mafia o di Confindustria. Quali sono gli elementi di questa assemblea su cui riflettere? Certamente la circostanza che dall'assemblea erano assenti quelli che insieme agli studenti sono i diretti interessati dalla riforma. Non c'era la presenza né di ricercatori, né di professori, e questo è abbastanza indicativo. La volontà di fare politica diversa esiste, e deve essere rafforzata all'interno dell'università, così come il rapporto d'unità che lega gli studenti ai lavoratori. LUCIA BRAICO

Con le testimonianze fornite dall'intervento degli autori del testo I dimenticati, attraverso i 250 casi di persone comuni o politici attivi che hanno perso la vita per la lotta alla criminalità e anche con il commento di Vincenzo Arena, direttore e giornalista di Mediapolika e autore di Zagare e sangue, che riporta le interviste di alcuni celebri giornalisti morti perché indagatori di scomode realtà. Ma non sono mancate le polemiche. A scatenarle l'incontro scontro tra le opinioni di Dario Vassallo che ha paragonato 'i partiti alle zavorre' e quelle del consigliere dell' VIII Municipio Arnaldo Contartese che ha difeso l'appartenenza politica, ricordando come anche lui sia stato vittima della mafia che gli ha ucciso il padre sindaco di un paese calabrese perché non si era voluto piegare al volere della 'ndrangheta, e che dall'interno cerca di farsi portatore della legalità. Un dibattito durato tre ore, inaugurato dall'intervento del Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia Lazzaro Caputo. Un incontro vivo senza retorica o luoghi comuni o gratuiti buoni sentimenti, moderato da Carmen Vogani e Valentina Verdini redattrici di Mediapolitika e alla presenza delle classi superiori del Liceo Amaldi di Tor Bella Monaca. Numerosi in sala hanno potuto assistere agli interventi di Federico Secchi di Libera che ha posto l'accento sul Noi al posto dell'Io "come valore fondamentale". O a quello di Alessio Magri coautore di I Dimenticati, che ammonisce con "Fare il proprio dovere un imperativo da non barattare con nulla" ricordando che cadere nel pensiero mafioso è alla portata di tutti quotidianamente. STEFANIA PANETTA

"UNITI CE LA POSSIAMO FARE" FABBRICHE

E

UNIVERSITÀ: LE INCUBATRICI LAVORO E FUTURO

DEL FERMENTO SOCIALE.

SONO LE INCOGNITE INTORNO ALLE QUALI SI GIOCA LA PARTITA DEL DISSENSO.

STALLO

DELLA CRESCITA ECONOMICA, DISOCCUPAZIONE E UN ASTRONOMICO DEBITO PUBBLICO SONO GLI INGREDIENTI CHE NE ESALTANO IL SAPORE.

l "nuovo" contratto di lavoro, partorito dall'arguzia epica di un eroico manager e imposto dalle rinnovate logiche aziendali della Fiat, è stata quella goccia che ha fatto traboccare una misura colma ormai da troppo tempo. Una serie di accesi scontri e manifestazioni di piazza ha concluso il 2010, mentre il nuovo anno è iniziato all'insegna del desiderio del riscatto, che muove lavoratori, studenti, giovani e meno giovani alla mercé del mercato e dei suoi capricci. Per questo in questa fase storica, come già avvenuto in passato, lavoratori e studenti rappresentano gli argini che contengono il fiume del possibile cambiamento. I rispettivi rappresentanti, durante l'incontro-assemblea che si è tenuto il 27 gennaio nell'Aula Moscati della Facoltà di Lettere di Tor Vergata, si sono fatti portavoce del malcontento generale. Unileft, CGIL, FIOM e un rappresentante dei ricercatori precari costituivano la delegazione riunita. A motivare l'incontro è stata l'organizzazione dello sciopero previsto il giorno dopo su tutto il territorio nazionale. Manifestazione finalizzata alla richiesta di chiarimenti circa l'effettiva condizione del lavoro e dei lavoratori, del mondo della formazione o di quel che ne rimane. Finalizzata anche all'invocazione dell'arma che da tempo immemore è la forza dei sindacati dei lavoratori: lo sciopero generale. Più volte caldeggiato dalla Fiom, sarebbe la carta vincente da giocare per riuscire a tener testa all'aggressività e alla pericolosità del modello Marchionne, per il quale si prevede una generale estensione a tutti i rapporti di lavoro. L'imperativo traspirato dalle parole di Pino Di Lullo (Flc CGIL), Lucia Triches (FIOM), Luca Tomassini (Ricercatore precario), come in quelle del rappresentante Unileft per gli studenti, è stato quello della lotta ad oltranza ad un sistema che impone uno svuotamento di risorse e di contenuti per gli aspetti più rilevanti della società. Condizioni di lavoro che tengano conto di una storia sindacale centenaria e dei suoi traguardi, incentivi allo sviluppo economico e produttivo, riconoscimento, legittimazione e incentivi al mondo della ricerca accademica, trasparenza e rappresentatività all'interno delle posizioni decisionali: richieste legittime discusse in aula anticipando il fermento della piazza del giorno successivo. Buoni propositi: purtroppo però l'aula Moscati era semi vuota. Forse per gli esami, forse per la bella giornata: il fatto è che c'è sempre qualche altro impegno che trattiene i giovani lontano dalla "politica". Soprattutto quando gli incontri tra i delegati si svolgono nelle aule, mentre la passione resta in piazza ad aspettarli.

I

LUCIA BRAICO


TORRI

NUMERO

2 ANNO IV

25

LA SELVOTTA NON CI STA PIÙ ia Carlo Fornara e dintorni: se tutto rimanesse così com'è, si farebbe molta fatica a continuare a chiamare area urbana un luogo che sembra essere stato abbandonato dall'abbraccio paterno del Comune. I servizi presenti e disponibili, quelli strettamente necessari, sono stati voluti e realizzati dai cittadini uniti in consorzio. Ora finalmente, dopo una lunga vita indecorosa e trascorsa nel dimenticatoio amministrativo, arriva il piano di "riqualificazione" che fa parte del più generale progetto capitolino di ridare vita e dignità alle borgate e alle periferie più critiche. Quasi una buona notizia, non fosse per il fatto che all'interno dei probabili progetti si aggirava un'ombra: la previsione di allargare l'area destinata agli autodemolitori. Questi sono schierati in assetto da guerra di fronte alle abitazioni di via Carlo Fornara: grigi, aggressivi e deturpanti, sfregiano una via che, pure in loro assenza,

V

SMASCHERATO IN MUNICIPIO QUELLO CHE SAREBBE STATO UN NULLA OSTA PER MENTRE I DISAGI RESTANO ANCORA IRRISOLTI. ALTRO CHE RIQUALIFICAZIONE!

AMPLIARE L'ESTENSIONE DELL'AREA DESTINATA AGLI SFASCI.

mostra altre cicatrici. A parte l'evidente isolamento dal resto della città, l'intera zona è disseminata di squarci che caratterizzano il manto stradale e di una "naturale" discarica che corre lungo la strada che dalla Casilina conduce all'interno del quartiere: via Ponte della Catena. Panchine, piazzette e negozi sono elementi inesistenti, metafisici: non esiste niente di tutto ciò, neanche la segnaletica stradale che dovrebbe indicare le condizioni di viabilità. Infatti non c'è nessun cartello a segnalare il pericolo rappresentato dal tron-

VIALE DEI ROMANISTI: LA SICUREZZA PEDONALE E' ANCORA UNA CHIMERA I NUMEROSI INCIDENTI CHE COINVOLGONO I PEDONI HANNO COMUNE. PRESTO (FORSE) LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO

SENSIBILIZZATO IL DI MESSA IN SICU-

REZZA

cone mozzato di un albero proprio al centro della carreggiata, sulla curva che conduce in via Fornara. Così, alla notizia che sarebbero potute sorgere nuove aree di autodemolizione, la popolazione, rappresentata dal consorzio di recupero urbano facente capo all'ACRU, ha deciso di non subire passivamente e di alzare la voce. La proposta sarebbe stata fatta passare sotto il più comodo silenzio da parte delle forze politiche municipali, non fosse stato per Scorzoni che, a detta del sig. Trebbi, presidente del consorzio, ha messo in giro la soffiata circa le future intenzioni urbanistiche. Ora il nuovo progetto di riqualificazione è in fase di ideazione e sono numerose le proposte che definiscono le ipotesi archi-

tettonico - urbanistiche. Sono quelli che fino ad oggi sono stati i grandi assenti ad occupare le posizioni principali all'interno delle proposte: scuole, parchi, aree di socializzazione, servizi. Che si mostrano necessari per un centro abitato che si possa chiamare tale. Infatti, nonostante si tratti di una zona certamente residenziale, come dimostrato dalle abitazioni private, la desolazione è l'elemento dominante. Alla ricerca degli abitanti che percorressero le strade, le uniche anime incontrate sono state quelle degli uomini che lavorano presso i depositi di auto o i demolitori. A quanto pare anche la loro attività è legata alle sorti dell'intera area nell'attesa della realizzazione del tanto ambito sviluppo urbano. LUCIA BRAICO

TORRE SPACCATA, EMERGENZA NOMADI A VIA MICHELE DE MARCO, TORRE SPACCATA, NASCONO INSEDIAMENTI ABUSIVI , SOPRATTUTTO DA QUANDO È STATO SGOMBERATO CASILINO 900. I CITTADINI DEL QUARTIERE NON SANNO PIÙ A CHI RIVOLGERSI.

iale dei Romanisti resta ancora un chiodo battente nell'attenzione dei cittadini. Oltre all'ecomostro di amianto, ai parchi trascurati e alla presenza di edifici fatiscenti e inutilizzati, uno dei problemi più urgenti è dato dalla pericolosità della strada. Alta percorrenza, velocità rilevante e una serie di accessi laterali alle strade interne determinano le tristi statistiche di via dei Romanisti. Si tratta di una strada puntualmente segnata da piccoli e grandi incidenti, che falciano o mettono a repentaglio la vita dei pedoni. Da troppo tempo questa piaga tormenta il quartiere e, nel corso di tutti questi anni, sono state numerose le richieste di intervento da parte dell'amministrazione e delle forze dell'ordine. Quando non totalmente ignorate, tali richieste hanno sortito effetti che purtroppo non si sono dimostrati sufficienti. Non è bastato infatti aggiungere un semaforo ad un incrocio, come non basterebbe chiudere i varchi di ingresso al quartiere. Ancora non sono bastati gli spartitraffico e "la soluzione più ottimale dovrebbe prevedere l'azione congiunta di più deterrenti alla velocità delle automobili". Secondo il signor Antonio Cioffi, ex membro del Comitato di quartiere di Torre Spaccata, "sarebbe utile, come previsto nei progetti, la presenza di una serie di dossi in prossimità degli attraversamenti pedonali, di segnali catarifrangenti, luci stroboscopiche a segnalare le strisce pedonali, di autovelox. Spesso però queste semplici soluzioni diventano merce di scambio per fini di popolarità, quindi elettorali". Per esempio, le amministrazioni passate hanno tutte preferito non prendere in considerazione l'ipotesi degli autovelox. Troppe multe sarebbero potute essere causa di una disaffezione verso i propri amministratori, che avrebbero dovuto pagarne le conseguenze in termini elettorali. Le azioni da intraprendere, quindi, attengono più a escamotage tecnici che a interventi strutturali. Da realizzarsi in poco tempo e con un budget non eccessivamente proibitivo. Il comitato di quartiere è riuscito a far arrivare il problema direttamente nelle stanze comunali, trovando interlocutori disponibili ad una possibile soluzione. Le promesse circa la realizzazione del progetto di messa in sicurezza della strada erano ad un passo dal diventare realtà, quando si sono arenate come effetto della caduta della giunta comunale e dello scandalo dell'Atac. Era stato infatti l'assessorato del Comune alla mobilità a farsi carico di tale impegno. Si tratta ora di attendere le decisioni operative della nuova giunta.

V

LUCIA BRAICO

embrava che dopo lo sgombero di Casilino 900, il più grande campo rom smantellato un anno fa, a Torre Spaccata non si dovessero più vedere insediamenti rom. E invece ci sono ancora tantissimi accampamenti abusivi che nascono, vengono smantellati, e rinascono in continuazione. É la zona compresa tra viale De Marco e la proprietà de Il Messaggero, vicino via di Torre Spaccata, dove abbondano appezzamenti abbandonati a se stessi. E tutto questo, ci raccontano i cittadini, è cominciato tre anni fa, con lo smantellamento del Casilino 900. "Se li prendono per portarli in campi nomadi attrezzati dopo due giorni vengono riportati qui" . É esausta la signora Marzia Saraceno, che vede insediamenti abusivi proprio sotto casa sua. "C'è un vero e proprio problema igienico, non possiamo affacciarci che li vediamo fare i bisogni. Spesso inoltre bruciano le gomme." Sono due aree con due diversi insediamenti, sempre su via Michele De Marco. E le richieste per

S

interventi da parte delle forze dell'ordine sono stati "innumerevoli", hanno segnalato la situazione in cui vivono anche al gabinetto del Sindaco, dal quale non hanno però avuto mai risposte. C'è stata anche una raccolta firme, ma nulla, la situazione non cambia. "Il comandante Di Maggio ha effettuato due interventi, ma non sono mai stati risolutivi perchè li riportano qui. Sono persone che comunque non vogliono stare nei campi attrezzatti, un centinaio in tutto". É da quando ha chiuso il campo nomadi Casilino 900 che i residenti del quartiere vedono nascere baraccopoli acchitate alla meno peggio in questi terreni. Complici il degrado e all'abbandono, si nascondono bene, ci raccontano i cittadini, che non sanno più a chi rivolgersi. Costruiscono delle piccole baracche dove si riparano, proprio nascosti dalle erbacce. "In questo periodo vedo un pullman bianco che li porta via la notte, forse perchè fa freddo, e poi di giorno tornano qui." E ci mostra dove vivono: "Ogni tanto arriva un signore che gli da dei pezzi di legno con i tirano su le baracche, che vengono abbattute e poi ritirate su". Sono tre anni che telefoniamo al sindaco che non ci hai mai risposto, il municipio fa quello che può ma se non c'è una legge che regolamenti tutto, come li sgomberano, poi dopo poco ritornano". É l'apoteosi del fallimento del piano nomadi: nei campi attrezzati non tutti possono e vogliono stare. I campi, come quello di Salone, possono contenere un numero limitato di persone. Tutti gli altri? Si accampano, vengono sgomberati, ritornano. E i cittadini esausti non sanno più a chi rivolgersi. ELENA BRUNI


26

NUMERO

TORRI

2 ANNO IV

Cittadini di Grotte Celoni vi sentite rappresentati? ccolti i continui commenti dei cittadini di Grotte Celoni per il degrado, i disservizi, il cattivo mantenimento delle strade e della cosa pubblica, e per i problemi generati dalla microcriminalità di quartiere, da giornale di informazione che si occupa delle questioni dell' VIII Municipio e da canale di informazione fra le istituzioni e i cittadini, abbiamo scelto di fare un sondaggio fra le strade principali della borgata al confine con Tor Bella Monaca, ai protagonisti di questa realtà: i cittadini. Le domande poste sono state: Vi sentite rappresentati dalla'amministrazione municipale? Quanto sta facendo l'amministrazione per risolvere i problemi del quartiere? Quali sono i problemi più gravi? Quali promesse sono state fatte sui marciapiedi? Il risultato della microinchiesta denuncia subito un malcontento e una disapprovazione generale che vede gli abitanti del quartiere vittime di speranze ripetutamente deluse e mortificate dall'amministrazione. Dura e sintetica la risposta di Mario Marocchini, pensionato, che dice "Sono deluso da tutto. Si vede solo il degrado, il buio la sera e il verde lasciato a sé stesso. Amministrazione pessima. Sia nella maggioranza che nell'opposizione non se ne salva uno. Per me sono tutti uguali". Mentre Petrina, casalinga ci dice: "Promettono, promettono e non fanno niente, vogliono solo il voto". Danilo, agente di commercio, pone l'accento sull'argomento sicurezza "Siamo al confine con il quartiere di Tor Bella Monaca, quotidianamente sulle pagine dei giornali per fatti di microcriminalità, dovrebbero esserci più pattuglie della polizia a sorvegliare. È insufficiente il controllo della borgata". Gennaro, fruttivendolo, risponde con un'altra domanda "Quale amministrazione? Che fa? Sì, hanno messo le panchine su via Acquaroni ma nessuno controlla, così sono destinate ad essere distrutte anche quelle. Come i vasi con le piante che sono state rubate. Tutto quello che si fa qui è tutto perduto. Oltre le amministrazioni dovrebbe cambiare la gente". Quindi anche la responsabilità dei cittadini. Dove il degrado genera degrado. Bettina, barista "Si vede qualcosa, ma

A

SONDAGGIO IN VIA DEGLI ACQUARONI E DEL FUOCO SACRO c'è ancora tanta insicurezza e via Acquaroni è sempre buia alla sera". Ma c'è anche chi come Angela, casalinga, nonostante dica a proposito dei marciapiedi che "Sarebbe ora di farli, quando piove i passanti sono bagnati dalle auto dalla testa ai piedi", a proposito di Valter Mastrangeli (consigliere municipale d'opposizione Gruppo Misto ndr), invece, commenta "…è stato l'unico che ha fatto qualcosa", o chi come Luigi Cedrone, pensionato, può dirsi "personalmente soddisfatto dall'operato di Valter Mastrangeli ma che può fare... Da quarantatre anni le amministrazioni dicono che faranno i marciapiedi. Il costruttore Fra-

la fontana, grazie a Mastrangeli ma per i marciapiedi nulla da fare è dal '55 almeno che dicono che li faranno. Inoltre la borgata è sporca. Solo la via centrale è tenuta meglio. Troppo degrado, rispetto a quello che andrebbe fatto. Sotto certi aspetti siamo molto delusi". Ma c'è anche chi dei progetti per il quartiere non ne sa niente come Luigi, artigiano che dice "sono tutto il giorno a lavoro, non ho modo di accorgermi dei cambiamenti se non sono sostanziali. Posso dire che il degrado è visibile a tutti" o chi come Emiliano Di Giacomo, gruista, dice "Dovrebbero rifare le strade: questo è un problema grave. Dei progetti in cantie-

GROTTE CELONI TRA MITO E REALTÀ er le strade di Grotte Celoni direttamente interessate dal progetto di riqualificazione urbana quest'ultimo è un argomento mitologico. Nessuno sa di cosa effettivamente si tratti, pochi credono all'imminente realizzazione di migliorie previste e rimandate ormai da quarant'anni. "I marciapiedi? Si, dicono che saranno fatti a breve, ma è una promessa che sento fare da troppo tempo", confessa il sig. Guido, abitante del quartiere. Per gran parte dei cittadini ciò di cui necessita Grotte Celoni fa parte di un lungo elenco che, oltre ai marciapiedi comprende anche l'illuminazione, il verde pubblico, il manto stradale. Richieste che ormai non sono più tinte di alcun colore politico, passate di bocca in bocca nel corso del tempo e ascoltate da più orecchie. Destra e sinistra si fondono nell'essere che non ha mai accolto tali richieste. In effetti qualcosa in municipio si sta muovendo, dovuto al sollecito di alcuni consiglieri municipali (Valter Mastrangeli, ndr) e dell’ormai noto circolo, nei confronti dell'amministrazione pubblica. La paternità della riuscita dei lavori spetta a tutto il quartiere, che non è mai stato stanco di chiedere ciò che era dovuto. Strade percorribili in sicurezza e spazi adeguati ad una vita dignitosa sono le richieste che i cittadini del quartiere, in quanto contribuenti, continuano ad avanzare. Numerosi sono stati i messaggi direttamente indirizzati all'amministrazione centrale e molte sono state le risorse umane investite. Gli esiti sono attesi con ansia. LUCIA BRAICO

P

iole, quando fece questo palazzo - e ci indica la costruzione di riferimento - si preoccupò di posizionare le centraline del gas all'interno della strada in previsione del fatto che un giorno si sarebbero fatti i marciapiedi. Ma come vede sono passati 43 anni e nulla è cambiato. Non sarà questa amministrazione a risolvere il problema". Quindi false promesse? Specchietti per le allodole? Ma continuiamo con le testimonianze. Fiorella Panbianco, casalinga, dice "ci sono delle migliorie come le panchine e

re per il quartiere non ne so niente". Per concludere con Franco Cini, pensionato, che dice"Non mi sento rappresentato. Promesse da campagna elettorale. Non c'è sicurezza, c'è la guardia notturna che sorveglia il ponte. Continui fatti di microcriminalità. Non ci sono marciapiedi. E c'è un serbatoio, chiuso che avevano promesso di riqualificare magari per far giocare gli anziani a carte o per farci qualcos'altro ma neanche questo è stato fatto". STEFANIA PANETTA

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

LO SCORSO NUMERO AVEVAMO PUBBLICATO LA LETTERA DI GABRIELE MATTEI, RESIDENTE A GROTTE CELONI, CHE ACCUSAVA IL CIRCOLO NUOVI ORIZZONTI DI ESSERSI AUTOELETTO COMITATO DI QUARTIERE. VISTO LE IMPORTANTI ACCUSE, AVEVAMO CHIESTO AD ANTONIO SBARDELLA, PRESIDENTE DEL CIRCOLO, DI RISPONDERE. AVEVAMO QUINDI PUBBLICATO LE DUE LETTERE A FRONTE IN MODO DA NON PRENDERE UNA POSIZIONE E DI LASCIARE IL LETTORE LIBERO DI FARSI UN'IDEA IN MERITO.

ECCO DI SEGUITO LA RISPOSTA DEL SI-

GNOR MATTEI ALLA LETTERA DI RISPOSTA DEL SIGNOR SBARDELLA.

Gentile Signor Antonio Sbardella, Dopo aver letto la sua lettera ho constatato che le mie buone maniere e le mie domande che era fondate su fatti nei riguardi del comitato "nuovi orizzonti" e non verso le persone che lo compongono sono state ricambiate con accuse verso la mia onestà di cittadino rispettoso della legge ed evidente mancanza di rispetto nei miei confronti. Anche io sono una persona onesta come i membri del suo "circolo" non capisco come mai si rivolga al direttore del giornale dandogli del "lei" e a me dandomi del "tu" con un tono saccente del tipo "so perfettamente chi sei " nonostante io e lei non ci siamo neanche mai incontrati! Questo e' già un indizio del suo modo di pensare. Lei e' stato bravo a travisare ed a capovolgere le mie affermazioni , chiaro segno di esperienza in questo campo. Io mi dissocio totalmente da quello che ha detto su di me: lei è libero di pensare quello che vuole ma si ricordi in futuro di non fare affermazioni dandole come fatti certi ma di specificare che sono sue opinioni. Io non faccio parte dell'ufficio stampa di nessuno e la mia mano la guido io caro signore. Non sono collegato politicamente con il consigliere Mastrangeli come lei pensa caro signore. lo conosco personalmente come lo conoscono tutti gli altri abitanti del quartiere. Si ricordi poi signore mio che il consigliere Mastrangeli è stato votato ed eletto dai cittadini al contrario di lei signor Antonio Sbardella. Lei dice che io vi conosco bene.... ma che significa questa frase? Forse voleva dire che avete già fatto qualcosa di politico in passato? Perchè se il suo circolo è collegato con un partito politico lo deve dire! per correttezza verso i cittadini e comunque se è così non puo' essere un comitato di quartiere perchè il requisito fondamentale è che il comitato deve essere apartitico. Lei con tono da povera vittima mi dice che vi accuso di aver usurpato dei diritti ai cittadini , si un diritto è stato usurpato. Ed è quello di alle persone che avrebbero voluto candidarsi nel comitato di quartiere ma di cui voi avete già monopolizzato le cariche. Prima fra tutte quella di presidente. Comodo vero caro signor Sbardella? Queste cose che vi contesto sono scritte nero su bianco su uno dei vostri "bollettini" che recapitate con tanta frequenza nelle cassette delle posta e da lì cito le sue dichiarazioni. Come ad esempio lei definisce "storici" I suoi obiettivi! Addirittura ? Un po' di umiltà credo che le farebbe bene caro signore , se da un'occhiata all'incrocio a 10 metri dalla sede del circolo le strisce pedonali sono cancellate e a quell'incrocio ci passano tantissime mamme e bambini. Se ne era accorto? Oppure era troppo impegnato per i suoi progetti "storici"? Come si dice "tante parole e pochi fatti" . Saluti, GABRIELE MATTEI


CASILINO

Schianto mortale in via Prataporci n tragico epilogo quello che ha segnato le sorti di due coniugi anziani, il Sig. Gasparri, 83 anni, e la Sig.ra Bernassola di 73. Sabato 29 gennaio, intorno alle 15.45, i due viaggiavano a bordo di una Fiat Punto bianca in via Prataporci (zona Finocchio), provenienti da Frascati ed in direzione Casilina, quando il conducente, pare a causa di un malore, ha perso il controllo dell'auto invadendo la corsia opposta e scontrandosi con una Ford Ka, guidata da una ragazza di 28 anni. Le auto non sembravano viaggiare a velocità particolarmente sostenute, ma per i due coniugi non c'è stato nulla da fare, mentre la ragazza ha riportato diverse fratture da codice giallo. Sul posto è intervenuto immediatamente l' elisoccorso del 118 ed il medico non ha potuto far altro che constatare il decesso dei due anziani, mentre la ragazza è stata trasportata all'ospedale di Frasca-

U

TRE LE PERSONE COINVOLTE NELL'INCIDENTE DI SABATO 29 GENNAIO SU VIA PRATAPORCI. IL BILANCIO: DUE PERSONE MORTE E UNA FERITA.

ti. Ad intervenire sul posto anche gli agenti della Polizia Municipale dell' VIII gruppo, che hanno raccolto la testimonianza di un automobilista che circolava con la sua Opel Meriva nelle immediatezze della Ford Ka, coinvolta nell'incidente. Un tratto di strada, inoltre,quello interessato dall'incidente, che come tanti altri in zona, si presenta alquanto

dissestato e pericoloso, così come confermato da Mauro Tardani, ufficiale della polizia Municipale VIII gruppo : "Sarà la perizia medico-legale a stabilire con più precisione quali siano state cause dell'incidente. Quello che posso dire è che le condizioni delle strade facenti parte dell' VIII Municipio è davvero precaria e c'è un' alta concentrazione di incidenti dovuta proprio a questo problema". Diverse volte abbiamo segnalato la questione insieme agli abitanti di zona e ci auspichiamo che questa volta avvenga il ripristino del manto stradale e di quanto connesso con esso, ossia segnaletica e illuminazione. Condizioni minime per garantire la sicurezza della circolazione. CATIA DEMONTE

COMITATO DI QUARTIERE BORGHESIANA. NUOVA SEDE, NUOVE PROMESSE QUANDO LA POLITICA E L'INTERESSE DEL CITTADINO "VANNO A BRACCETTO" NON CI SI DEVE PREOCCUPARE. COME RISPONDERÀ IL COMITATO DI QUARTIERE DI BORGHESIANA ALLE RICHIESTE PIÙ CHE LECITE DEI SUOI CITTADINI? i recente abbiamo trattato, per ciò che concerne il Comitato di Quartiere di Borghesiana, del fatto che molti cittadini lamentavano la scarsa informazione rispetto alle attività di quest'ultimo contestando l'assenza di avvisi affissi alla sede ufficiale "fantasma". Le comunicazioni, così come avevamo riscontrato dalle varie testimonianze, avvenivano attraverso il vecchio metodo rudimentale del passaparola. Ora pare si sia aperta la prospettiva di un cambiamento, se non altro per ciò che concerne l'ubicazione dei locali riservati al Comitato. Infatti, sabato 22 gennaio abbiamo assistito all'inaugurazione della sua nuova sede in via di Paternò, presso la vecchia Casa del Custode, adiacente all' "Istituto Comprensorio Marco Polo". Un locale rimesso a nuovo, pareti ridipinte e dotato di caminetto a muro funzionante. Una festa in piena regola, dove certo non mancavano vino, porchetta e vettovaglie varie e dove si è celebrato il principio di un nuovo anno di attività del Comitato, il tutto condito dalle rituali promesse fatte ai suoi consociati e cittadini. Per comprenderne le reali intenzioni, abbiamo intervistato il suo Presidente Giuseppe Imbesi:

D

"Questo nuovo Comitato, formatosi a marzo 2010, vuole essere un reale Comitato che non guarda solo all'interesse di pochi ma di tutti i cittadini del quartiere". Un incipit talmente ovvio e banale che nemmeno la peggior satira utilizzerebbe per la caricatura di un comizio. " Viste le esperienze precedenti - continua Imbesi - abbiamo voluto regolarizzare il Comitato di Quartiere perchè non c'era alcuna registrazione. Dunque, il primo passo è stato quello di renderlo giuridicamente reale. Il passo successivo è stato quello di ottenere una sede ufficiale. Sono stati momenti un po' duri, ma grazie al Presidente del Municipio Lorenzotti, che si è occupato delle pratiche burocratiche, ci siamo riusciti." Che dire, quando la politica e "l'interesse del cittadino" "vanno a braccetto" non ci si deve preoccupare, la burocrazia accelera sempre i suoi tempi. Intanto continuiamo a raccogliere proteste di cittadini che si ritrovano a vivere in strade lasciate al buio da oltre 20 anni e che si sentono rispondere che, oltre ad una carenza di fondi, ci sono delle tempistiche burocratiche da rispettare e non valicabili. Questo solo per citare un esempio delle varie problematiche che affliggono il cittadi-

NUMERO

2 ANNO IV

27

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO gregio Direttore, a Finocchio da qualche tempo a questa parte stanno accadendo cose di per se positive, ma sicuramente strane, se paragonate al modo in cui fino a tre mesi fa le stesse non avevano risposta da parte del Municipio. Mi spiego, tutti sappiamo e questo giornale ne ha parlato più volte, che la "Collina della Pace" a seguito della sospensione della guardiania e della manutenzione, si sta inesorabilmente avviando verso il degrado; panchine divelte, giochi dei bambini resi inutilizzabili, recinzione interna ed esterna rotta, cancelli scardinati e pericolanti etc. Il Comitato di quartiere Casilina 18 ha continuamente comunicato al Municipio e denunciato alla polizia, ai vigili urbani e ai giornali, accompagnando con fotografie, quanto stava accadendo, ma le risposte non son state altro che: abbiamo preso atto da parte delle forze dell'ordine, non abbiamo i soldi o provvederemo da parte del Municipio, anzi questo si è spinto fino a sollecitare il CDQ ad intervenire direttamente. Ora le cose sono cambiate, un nuovo Comitato ha il potere di ricevere finanziamenti per manifestazioni varie e gli è possibile ottenere in poche ore, con una telefonata, l'intervento dei vigili urbani, dei vigili del fuoco e di un fabbro per saldare uno dei cancelli danneggiato dai vandali. Ripeto, il fatto è positivo di per se, ma vorremmo capire meglio perché agli stessi quesiti si risponde in modo diverso; le domande sono state poste in modo più efficace? O è soltanto una questione di conoscenze? GIULIO MARCHETTI

E

no di zona. Ma per la nuova sede del Comitato di Quartiere si trova presto una soluzione. Continuiamo la nostra intervista al Sig. Imbesi domandando se il Comitato di Quartiere sia stato allontanato dai locali precedenti perchè inadempiente con l'affitto. "No, non mi risulta. Questo dovreste chiederlo all'ex Presidente. Io allora facevo sempre parte del Comitato e ho scoperto che non c'era nessuna regolarità, che si stava lì "abusivamente", nel senso che bonariamente i precedenti avevano permesso al Comitato di aver sede lì. Non c'era nulla, solo una concessione abusiva". La nuova locazione del comitato sembrerebbe essere stata scelta in totale democrazia. "C'è stata l'approvazione di tutti, compreso l'istituto scolastico. Per ciò che concerne la contrattazione, sicuramente dovremmo pagare qualche quota che sarà a carico degli associati". Infatti all'interno della sede troviamo l' urna all'interno della quale l'associato - cittadino può liberamente fare un' offerta. Ora, in virtù delle promesse fatte ci auguriamo presto di poter scrivere di avvenimenti concreti e che non si concluda tutto come spesso accade " a tarallucci e vino". CATIA DEMONTE


28

NUMERO

2 ANNO IV

a criminalità diventa un fenomeno sempre più allarmante per ciò che concerne le attività commerciali e per chi le esercita in zona Finocchio. Continuano le rapine e i danni causati da chi di giorno o di notte tenta o riesce a svaligiare negozi e supermercati. Diverse nelle ultime settimane le rapine avvenute di giorno ed a distanza di pochi chilometri l'una dall'altra. I negozianti sono stanchi e non sanno come tutelarsi rispetto ad episodi che divengono sempre più frequenti e la paura cresce soprattutto perchè appare evidente che il malvivente in questa zona può agire in maniera alquanto indisturbata. La prima persona che abbiamo incontrato è Emanuele Ansimi, dipendente del negozio di alimentari "Castoro", sito in via Casilina: "Pochi giorni fa, si sono introdotti nel negozio due ragazzi giovani, uno romano e uno napoletano, forse appena maggiorenni, che a volto coperto ed armati di pistola hanno svuotato le casse del supermercato nel quale lavoro. Si sono subito avvicinati alla cassa, dove mi trovavo io e mi hanno puntato la pistola intimandomi di aprire il cassetto. Uno di loro mi diceva di dargli i soldi e che non volevano fare del male a nessuno. Nel frattempo, una cliente a me vicina si è sentita male così come tante altre persone presenti. Hanno dunque preso tutti i soldi che potevano per poi dileguarsi a bordo di uno scooter che li attendeva fuori. Io ho avuto la prontezza di prendere il numero di targa e consegnarlo subito dopo ai carabinieri. Qui non c'è un servizio di sicurezza, eccetto quello che si occupa dell' antitaccheggio e che è presente solo il venerdì ed il sabato .Vor-

L

CASILINO

Criminalità minorile a Finocchio NON C'È PREVENZIONE PER QUANTO CONCERNE LA CRIMINALITÀ IN ZONA FINOCCHIO E A FARNE LE SPESE SONO ANCHE I COMMERCIANTI, SEMPRE PIÙ PREOCCUPATI E BISOGNOSI DI RISPOSTE DA PARTE DI CHI DOVREBBE TUTELARE LA LORO SICUREZZA.

remmo aver garantita un minimo di sicurezza per poter svolgere le nostre mansioni in totale tranquillità". Non rimane difficile venire a conoscenza del fatto che nelle immediate vicinanze, in via Bolognetta, due giorni prima è avvenuta un'altra rapina, questa volta all' ufficio di Poste Italiane sempre ad opera di malviventi che indisturbati si sono introdotti all'interno ed hanno seminato il panico tra i presenti. Amato Pucci, cliente dell'ufficio della zona, infatti conferma quanto accaduto e aggiunge: " Nella zona sono davvero frequenti furti e rapine, sia per quanto concerne le attività commerciali che per quanto riguarda le abitazioni private. Ho notato che sono per lo più ragazzi giovani a compiere questo tipo di atti e molto spesso provenienti da borgate diverse. Manca un punto di aggregazione per loro che potrebbe costituire un'alternativa alla strada". Anche Gianmarco Zagaria, giovane della zona

e lavoratore presso il bar "Zagaria", un'attività gestita dalla sua famiglia in via Rocca Cencia, testimonia quanto già detto dal Sig. Pucci: "In tema di criminalità si potrebbe parlare per ore, soprattutto per quanto riguarda la zona di Finocchio. Infatti qui ci sono diversi gruppi di ragazzi, di età compresa tra i 14 e i 16 anni, ma anche fino ai 20, di nazionalità italiana e non. Sono persone che vivono in strada, che nascono con diversi problemi alle spalle e creano questeasorta di comitive passando dallo spaccio, al furto di motorini, macchine, fino

ad arrivare ai negozi. Avevo carissimi amici che conoscevo da bambino e che hanno preso questa strada. Ora dunque c'è chi si trova a Rebibbia, perchè comunque si sono lasciati trascinare da questo tipo di "vita". La logica di queste persone è quella di chi non si accontenta di guadagnare 50 euro per 8 ore di lavoro e quindi rapinando, in 5 minuti risolvono il loro problema economico per una settimana o addirittura un mese”. “Qui vicino ci sono state diverse rapine e c'è stato un periodo in cui giravano tossicodipendenti che, armati di oggetti vari, svaligiavano i fruttivendoli. Anche noi abbiamo subito una rapina a mano armata ed è capitato che di notte hanno sfondato una porta blindata con una ruspa e in un'altra occasione lo hanno fatto con una macchina rubata". CATIA DEMONTE

A.A.A postino cercasi per Borghesiana Non si tratta di un annuncio recante un'offerta di lavoro ma è piuttosto la segnalazione di un grave disservizio, quale il mancato recapito della corrispondenza da parte di Poste S.p.A e che sta interessando da diverso tempo gli abitanti della zona di Borghesiana.

da diverso tempo che il centro di smistamento postale di via Casilina non effettua regolarmente il servizio di recapito della corrispondenza causando diversi disagi agli abitanti del quartiere di Borghesiana, che per primi ne stanno pagando le conseguenze. Il problema persiste da diversi mesi ed ha avuto inizio dal periodo estivo, in concomitanza con il godimento delle ferie da parte del personale dipendente. Diverse le zone da cui provengono le segnalazioni: via Giarre, via Castelvetrano, via del Padiglione, via Bronte e via Grammichele, ma si riDa sinistra Antonella Aprile, tiene che le zone coinvolte siano molte di più. Ad oc- Attilio Donsanti, Maria Ricciardi e Pierina Govannetti cuparsi della questione, Antonella Aprile responsabile per l' VIII Municipio dell' Italia dei Diritti e che ha prodotto una denuncia nei confronti del centro di smistamento postale di cui sopra. " Il problema persiste da diversi mesi - spiega la Aprile - e come movimento abbiamo deciso di denunciarlo. Un disservizio che va a discapito di tutti e per quanto riguarda le utenze domestiche o per altri tipi di pagamento, più penalizzate sono le persone anziane e coloro che, non avendo domiciliazione bancaria o postale, si vedono recapitare spesso bollette scadute, con la conseguente applicazione di interessi di mora per il ritardato pagamento". Anche i cittadini sono pronti a segnalare la questione: "Quando vado a ritirare la posta - spiega Pierina Giovannetti - trovo sempre delle bollette che non sono le mie, non corrispondono nè alla mia via , nè al mio nome e si tratta di persone che nemmeno conosco. Poi guardo la via ed il nome e diverse volte sono andata a portarle a casa di queste persone, ma io non posso ogni volta andare a cercare il giusto destinatario. Inoltre mi arrivano le bollette in ritardo e sono costretta a dover pagare la mora. Addirittura una volta ho visto il postino recapitarmi una quantità di corrispondenza che a me pareva essere troppa e quando ho controllato infatti ho scoperto che solo una lettera era mia, il resto no. Io chiedo che venga ristabilito il normale servizio di consegna della posta". Anche Maria Ricciardi e Attilio Donsanti raccontano la loro esperienza: "Da noi invece il postino è disperso. E' passato il 12 di gennaio ed era dalla metà di dicembre che non si vedeva. Ha portato le bollette come al solito scadute e poi non si è più visto. Anche noi paghiamo la mora. Noi non sappiamo cosa dobbiamo fare. Ci siamo recati all'ufficio di smistamento il quale ci ha risposto che è stato tutto consegnato al postino, ma di quest'ultimo non c'è traccia". "E' un problema di personale - continua Claudio Splendori - per un periodo c'è stato un secondo postino poi non abbiamo più visto nessuno. Anche a me arrivano le bollette già scadute e di conseguenza pago sempre la mora. Ci sono anche persone, come mia moglie, che aspettano avvisi dall' Inps per poter fare delle visite mediche e a causa del ritardo della corrispondenza c'è il rischio di vedersi saltare anche queste. Chiedo che al più presto venga sanata la situazione". "Mi auguro - conclude inoltre Antonella Aprile - che siano presi i provvedimenti necessari da parte di Poste S.p.A per porre rimedio a quanto denunciato. Nel caso in cui non ci fossero riscontri positivi ci rivolgeremo all'autorità di regolamentazione, affinchè siano avviate delle visite ispettive per verificare se quanto denunciato corrisponde ad interruzione di pubblico servizio".

E'

CATIA DEMONTE


CASILINO

NUMERO

2 ANNO IV

29

Borghesiana. La Sicurezza ora è ‘fai da te’ riste realtà quella che vede come protagonisti i commercianti di Borghesiana, costretti da tempo ad autogestirsi per far sì che nella loro attività non si verifichino incidenti. Negli ultimi anni infatti molte sono state le segnalazioni da parte di questi nei confronti delle forze dell'ordine, che in un primo momento hanno risposto alla denuncia dei commercianti per poi dimenticarla completamente. Gabriele M., responsabile in borghese alla sicurezza del supermercato Eurospin su via Casilina, racconta di averne viste molte: "In quindici anni sono stato spettatore di almeno centocinquanta rapine, organizzate in particolar modo da extracomunitari e zingari disperati che non avevano nulla da perdere - tiene a precisare che non è uno dei tanti razzisti che tendono a puntare il dito contro gli abitanti dell'Est - Ci siamo trovati costretti ad assumere una guardia privata, sotto consiglio delle forze dell'ordine, che dopo l'ennesima nostra chiamata hanno deciso di non venire più in nostro soccorso". L'esigenza di protezione e di sorveglianza in questo supermercato non si limita però soltanto ai furti: molti clienti compravano infatti alcolici per poi stazionare nel parcheggio interno, recando non pochi disturbi e preoccupazioni alla clientela, quella pacifica. "Non siamo mai riusciti a farli sfollare poiché non si trattava di singoli, ma di raggruppamenti che arrivavano fino a cin-

T

PARLANO I COMMERCIANTI DI BORGHESIANA, QUELLI CHE HANNO SUBITO FURTI E RAPINE, CHE HANNO CHIESTO AIUTO ALLE FORZE DELL'ORDINE, INTERVENUTE SOLO PER LE PRIME SEGNALAZIONI.

POI LA RISPOSTA È STATA: "CAVATEVELA DA

SOLI, NOI NON POSSIAMO FARE PIÙ NULLA".

Da sinistra in senso orario: Andrea Amici, Diego Scaglione, Tiziana Tarozza e Emanuele M. A lato alcuni degli esercizi che hanno subito furti.

quanta persone; anche in questo caso la polizia, chiamata all'intervento una decina di volte al giorno, alla terza occasione ci hanno detto 'basta, non possiamo più intervenire, pensateci voi'. Il supermercato si è dovuto quindi far carico di tutte le spese che comportavano l'assunzione di guardie private, senza alcun rimborso dagli enti pubblici. I risultati, fortunatamente, sono stati all'altezza degli au-

UN RAPPORTO EPISTOLARE CON IL COMUNE A SENSO UNICO

spici: negli ultimi sei mesi una sola rapina e parcheggio libero da molestatori ubriachi. La domanda è però un' altra: può un cittadino sentirsi protetto più da una guardia giurata piuttosto che da chi dovrebbe svolgere il proprio lavoro, pagato dallo Stato e dai contributi degli stessi cittadini? Stando alle dichiarazioni di un'altra commerciante che ha avuto trascorsi poco piacevoli con la polizia, si! La signora Tiziana Tarozza, proprietaria di un bar tabacchi sulla Casilina dichiara di aver subito furti e aggressioni alla propria attività e di aver chiamato in causa i carabinieri, arrivati però sul luogo con un ritardo di quattro ore. "La rapina è avvenuta alle 7 del mattino, ma le forze del-

l'ordine sono arrivati qua alle 11, naturalmente non hanno fatto altro che constatare il danno per poi andarsene. È davvero poco rassicurante abitare in una zona con un tasso di criminalità così elevato e sentirsi così poco tutelati da chi dovrebbe farci sentire al sicuro". Ad unirsi alle voci della giustificabile polemica anche Diego Scaglione, responsabile di un altro market sulla via. "I furti avvengono spesso, i ladruncoli appaiono tutti i giorni, la sorveglianza è davvero poca e le spese per una guardia privata non possiamo di certo permettercele." prosegue Scaglione" La polizia poi non passa mai e quando viene chiamata in causa arriva sempre con almeno un' ora di ritardo, come è avvenuto per l'ultima rapina". La richiesta del signor Scaglione e dei commercianti è univoca: "Che siano intensificati i controlli durante la giornata, specialmente dopo le 18, quando, con il buio, c'è da tenere gli occhi particolarmente aperti". I malintenzionati ed i ladri, nel frattempo, sono ancora a piede libero e la cosa non rassicura di certo nessuno. Tutte le attività sopracitate sono munite di un sistema di sorveglianza a circuito chiuso, le rapine e le loro registrazioni sono state da tempo consegnate nelle mani di chi ha il dovere di indagare sui fatti; nessuna notizia di un arresto è pervenuta ai commercianti, che chiedono ancora una volta di essere tutelati. CLAUDIA DELLA VERDE

VIA BRONTE, IL DANNO È SERVITO!

CONTINUANO A NON RICEVERE RISPOSTA I CITTADINI DEL QUARTIERE PRATOLUNGO CASILINO. LA RACCOLTA FIRME È STATA CONSEGNATA IN CIRCOSCRIZIONE, MA NESSUNA NOTIZIA È PERVENUTA AI MITTENTI A RIGUARDO DELLA BONIFICA DEL FOSSO

i torna a parlare della puzza che presto arriverà con la bella stagione e le condizioni igienico-sanitarie non sono migliorate da settembre, mese in cui i cittadini, coalizzati per sollecitare il Comune ai lavori di bonifica, hanno inviato una lettera allo stesso. La raccolta firme ha riscosso un adesione di quasi tutti i residenti delle vie limitrofe al corso d'acqua; quasi duecento persone hanno inserito il loro nome nell'allegato alla lettera, ma nessuna di queste, dal giorno della consegna, ha avuto più alcuna notizia. I promotori Giovanni Lunghi, Alessio Battella ed un cittadino anonimo hanno cercato l'attenzione del presidente del municipio Lorenzotti, il presidente alla commissione Ambiente D'Angelo, il delegato alle politiche giovanili De Angelis e il comandante dei vigili Di Maggio, ma ad oggi nessuna risposta è mai pervenuta. Nella lettera si chiede con urgenza un sopralluogo che porti a qualche intervento e si cita un altro, avvenuto nell'anno 2006, a cui però non è stato dato seguito. Ad unirsi alla protesta anche altri signori residenti nel quartiere: Ugo Tagliabue, Giacomo Gaviglia, Franco Boccia e Marino Avati, che afferma: "Abito a 15 metri dal fosso e non credo si tratti di un ruscello di acque vergini, come qualcuno ci ha voluto far credere. Da cittadino chiedo soltanto che il fosso sia bonificato e che i trasgressori (chi butta rifiuti al suo interno o eventuali scarichi nocivi) siano puniti". Negli anni le richieste del quartiere si sono sovrapposte senza alcun esito e la condizione del "ruscello" è notevolmente peggiorata. Il fiumicello infatti straborda nei periodi di pioggia, allagando le strade adiacenti e rilascia cattivi odori e sciami di zanzare l'estate. Che sia il caso di interrompere questa relazione epistolare a senso unico? Il quartiere spera proprio di si.

S

CLAUDIA DELLA VERDE

I RESIDENTI LAMENTANO ANCORA GRAVI MANCANZE NELLA PROPRIA VIA, SPROVVISTA ANCORA DI MARCIAPIEDI E COSTELLATA DI BUCHE, CREPE E TOMBINI CHE TREMANO. "C'È DA RIFARE TUTTO, MA NON FERMIAMOCI SOLO ALLA NOSTRA STRADA", DICONO IN CORO. cittadini di Borghesiana, in particolare coloro che hanno la residenza in via Bronte, chiedono che sia eseguito, una volta per tutte, un lavoro accurato sulla propria strada. Non è da trascurare il fatto che via Bronte sia diventata una delle strade più trafficate della borgata, quasi al pari con la vicina Vermicino. Una prima mossa da parte della circoscrizione per mettere in sicurezza la via fu quella di abolire il doppio senso di marcia, molto pericoloso per i pedoni, i quali non potevano passeggiare su marciapiedi (inesistenti in quasi tutta la zona). A parte il senso unico però, le condizioni della strada rimangono le stesse e buche che somigliano a crateri non sono ancora state coperte. Il Campidoglio ha approvato nel 2010 uno stanziamento straordinario per 9 milioni di euro, più della metà dei quali destinati ai municipi per rispondere all'emergenza dissesto. A raccontare la propria esperienza di cittadini e genitori sono Pietro D. (nella foto) e la signora Paola D.M. Parla per primo il signor Pietro: "Ho una figlia a cui ho comprato una macchina poco tempo fa, ebbene, a forza di transitare nella via ed in queste limitrofe, si è persa la marmitta per strada, le buche hanno rovinato già gli ammortizzatori ed il danno è servito". La signora Di Matteo, invece, la pensa diversamente, non vuole colpevolizzare nessuno ed è convinta che l'unione dei cittadini possa risolvere il problema senza sollevare pro-

I

teste: "Non ce l'ho con il Comune, so che è difficile trovare fondi per la manutenzione, credo che se tutti noi cooperassimo per la copertura della nostra strada e dedicassimo un po' del nostro tempo ai lavori manuali, ci sarebbe meno malcontento generale". A rilasciare una propria testimonianza anche il signor Baccilieri, residente nella via dagli anni '70: "Il problema delle buche persiste da anni, soprattutto adesso che è stata edificata la parte iniziale della via; il passaggio di mezzi pesanti ha reso ancora più disastrosa la situazione e molti tratti sono stati rattoppati; i tombini tremavano al transito degli autobus, almeno quelli pare che li abbiamo sistemati, per ora". Il disagio aumenta soprattutto quando il tempo si accanisce sulle crepe e la pioggia allaga tutta la strada. Continua Baccilieri: "Andrebbe rigettato tutto l'asfalto e riasfaltato come si deve, mettere una toppa non serve a molto, soprattutto in una via che raccoglie tutto il traffico proveniente da Grotte Celoni". I nuovi toponimi si stanno occupando anche di questo: cercare nuove uscite per diluire il traffico nelle vie interne in modo che via Nicolosi dia una scrematura al delirio di auto che si accalcano tutte in una via. Il problema della borgata non è dunque solo riferito alle condizioni della strada, bensì alla viabilità, ai parcheggi, ai luoghi di aggregazione e quan-

t'altro. Ad attestarlo anche Natale Gareffa: "Vorrei passeggiare senza pensieri, qualche marciapiede sarebbe utile, chiudere qualche buca o rifare interamente la strada". I residenti invitano dunque a prendere del-

Buche e tombini in via Bronte. A sinistra

le misure definitive, o semplicemente più durature, augurandosi che il metodo "nascondiamo la polvere sotto i tappeti" passi di moda. CLAUDIA DELLA VERDE


30

NUMERO

2 ANNO IV

CASILINO

Bulli e vandali all' Istituto Marco Polo Istituto Comprensivo "Marco Polo" di via Paternò, è uno degli esempi, ma non l'unico per quanto attiene i fenomeni di vandalismo e bullismo all'interno delle scuole dell' VIII Municipio. Lascia alquanto perplessi il fatto che la Preside si rifiuti di parlare con la stampa a riguardo, impedendoci di raccontare quanto accade all'interno dell' Istituto e che neghi il permesso ai suoi collaboratori ed insegnanti, peraltro disposti a rilasciare dichiarazioni perchè stanchi e provati dalla situazione. Attendiamo all'esterno l'uscita di alcuni insegnanti, che a questo punto si limitano a rilasciarci dichiarazioni in forma anonima per timore di ripercussioni lavorative, ma non solo. La prima a parlare con noi è un'insegnante delle elementari, che per quanto riguarda il fenomeno del bullismo racconta: "Nelle quarte e quinte elementari si sono verificati vari episodi di bullismo. Ho notato in queste occasioni non solo un atteggiamento di sfida nei confronti dell'insegnante, ma anche il fatto che alcuni bambini già a 9 o 10 anni tendono ad assumere un ruolo all'interno della classe e quindi il crearsi di una vera e propria gerarchia dove c'è un capo e dei collaboratori. E' capitato ad esempio che due bambini litigassero nella mia classe e ho sentito dire ad uno di loro "io ti ammazzo". Quando ho chiesto al bambino che per primo ha aggredito, il motivo della litigata, quest'ultimo mi ha risposto "io maestra dovevo farlo, altrimenti perdo la faccia". Quindi ciò significa, "io ho una faccia da difendere, io ho un ruolo". C'è dunque uno schema ben preci-

L’

QUANDO NELLA SCUOLA A DETTARE "LEGGE" SONO IL BULLO E IL VANDALO.

so già a quell'età. Molti di questi ragazzi, già in quarta elementare vivono praticamente da soli, vengono a scuola con il telefonino ed hanno le chiavi di casa, perchè rientrano da soli dopo la scuola. Inoltre hanno accesso totale a tutto, addirittura ti cercano su "Facebook" e qualcuno di loro ha la foto nel profilo con la sigaretta in bocca". Proseguiamo chiedendole se nella scuola è mai accaduto qualche episodio di rilievo per ciò che concerne il bullismo. "Si, tra gli episodi più eclatanti l'anno scorso e successo che in una terza elementare, una collega supplente venisse aggredita dai ragazzi e accantonata al muro riportando diverse contusioni per le quali si è dovuta recare in ospedale. Nonostante il trauma e lo spavento, ha deciso di non fare denuncia e tutto questo per evitare poi di non essere richiamata, dato che non era per l'ap-

punto un insegnante di ruolo". Passiamo subito dopo ad intervistare un insegnante della scuola media, che racconta il clima di terrore nel quale sono costretti a lavorare gli insegnanti: "E' difficile parlare a viso aperto del fenomeno del bullismo perchè anche noi insegnanti veniamo spesso minacciati e non solo dai ragazzi ma anche dai genitori stessi. Se si porta un ragazzo dalla preside perchè responsabile di comportamenti sbagliati verso la classe e il corpo docente, può accadere che il genitore ti si rivolti contro. Non sono poi mancati episodi in cui un insegnante si è ritrovato la macchina rovinata più volte proprio a causa di ciò, tanto da dover venire a scuola con i mezzi propri per evitare danni". Anche una mamma, Valeria Favilla conferma la situazione: "Io porto mia figlia alle elementari ma è da diverso tempo che sento parlare di episodi di bullismo all'interno della scuola media e di ragazzi che minacciano gli insegnanti". Ma anche la scuola materna, facente parte del comprensorio, non è esente da danni ad opera di giovani vandali e disadattati che di notte si diverto-

no a scagliare massi contro i vetri della stessa. Così come confermato da Stefania Baiani, giovane mamma di uno dei bambini frequentanti: " L'ultimo episodio degradante è stato quello che ha visto dei ragazzi giovani scagliare, di notte un masso sia contro il vetro della mensa scolastica, ora inagibile, che contro la palestra. Io spero si possa trovare una soluzione che possa determinare la fine di questi episodi incresciosi." Della stessa opinione anche un'altra mamma, Valentina Guida: "Pochi giorni fa, dei giovani vandali, hanno distrutto i vetri della mensa e della palestra. Ora i nostri figli sono costretti a pranzare al sacco e a rinunciare all'attività fisica. La situazione delle scuole statali è molto critica". Tra atti vandalici e fenomeni di bullismo, anche precoce, molte delle scuole dell' VIII Municipio si ritrovano ad essere dei piccoli Bronx, dove spesso a dettare "legge" sono dei ragazzi che alle spalle hanno un tessuto familiare assai fragile. Partire dalla risoluzione dei problemi relativi alla scuola, significherebbe dare un'opportunità in più anche a questi ragazzi che non dimentichiamo sono il futuro. CATIA DEMONTE

DIVENTA UN'OPPORTUNITÀ IMPARARE LA LINGUA ITALIANA L' "ASSOCIAZIONE DEDO" È ALLA QUARTA EDIZIONE DEL CORSO DI ALFABETIZZAZIONE PER STRANIERI. l corso di lingua italiana per stranieri è una delle tante ed interessanti iniziative portate avanti dall'Associazione culturale " Dedo"( Associazione Dedicato Donne), presente sul territorio dell' VIII Municipio dal 2006, con sede presso la Biblioteca di Borghesiana. Ogni anno l'associazione porta avanti progetti inerenti alla salute, dal 2007 organizza presentazione di libri di poesia e narrativa, si è occupata anche della trattazione del tema della Shoah e da quest'anno è iniziato anche un corso di pittura e decoupage. Il corso di alfabetizzazione per stranieri in particolare, è alla sua quarta edizione e durante i primi anni è stato tenuto dalla Presidente dell'associazione Maria Oresta, mentre quest' anno, data la richiesta degli associati, circa la realizzazione di un corso di pittura, è stato passato il testimone, per quanto concerne l'insegnamento della lingua italiana a Simonetta Capanna, la quale ci ha parlato di questa iniziativa: "Questo corso dura due ore e prevede due appuntamenti settimanali. Le persone che vi prendono parte sono per lo più romeni, africani e bengalesi. L'approccio che ho con queste persone varia a seconda del grado di conoscenza della lingua. Quando mi trovo di fronte a persone che non riescono ad esprimersi, si comunica attraverso i gesti e segni. Poi piano piano e dopo circa due mesi e mezzo iniziano a Maria Oresta, parlare. Mi è capitato di scoprire che alcuni di loro sono proprio presidente Dedo analfabeti e quindi devo rallentare e scrivere solo in stampatello per farmi comprendere. Altri invece hanno studiato e quindi è tutto più semplice. Il rapporto che si crea è molto cordiale e molti di loro hanno proprio voglia di imparare". "Oltre ad imparare la lingua per poter comunicare con gli altri - continua la presidente Maria Oresta - il corso si propone di insegnare loro anche le basi della grammatica per poi metterli in grado di scrivere e comprendere una lettera o compilare un curriculum vitae. Io ho notato che i partecipanti sono molto contenti e devo dire che a fine anno c'è sempre stata un'ottima riuscita. Sarebbe auspicabile inoltre poter tenere dei veri e propri esami in modo tale che l'attività che svolgono qui possa essere maggiormente certificata e possa ciò essergli utile per inserirsi nel mondo del lavoro. Per ora rilasciamo un attestato di partecipazione ma speriamo in futuro di poter fare ancora di più". Maria Oresta inoltre ci informa anche di un progetto molto interessante che porta avanti il tema della Shoah, al quale hanno aderito la Scuola Media e la Scuola Superiore Sandro Pertini, che si terrà nei mesi che vanno da marzo a maggio. In questa occasione saranno invitate delle persone che hanno vissuto i campi di concentramento e che porteranno la loro testimonianza diretta. Inoltre i ragazzi assisteranno alla proiezione di alcuni filmati e dovranno produrre del materiale rispetto al dramma della Shoah. CATIA DEMONTE

I


CASILINO

NUMERO

2 ANNO IV

31

Arriva la metro e trema la Scuola Kolbe anta paura per le vibrazioni avvertite il giorno 18 gennaio nella scuola Kolbe, da attribuire, alla luce dei sopralluoghi, ai lavori della Metro C non molto distanti dall'edificio. Quel pomeriggio infatti, intorno alle due, veniva utilizzato uno speciale rullo compressore che avrebbe fatto tremare non solo due classi dell'istituto, ma anche abitazioni limitrofe. A tranquillizzare i genitori c'è il preside, Giancarlo Galanti, il quale ha provveduto a mettersi in contatto con la centrale dei vigili del fuoco di via Gaeta, i quali, insieme all'ingegner Pongetti, si sono recati sul posto per verificare quanto accaduto. Alla luce delle indagini l'istituto è stato dichiarato agibile, con una sola nota: un accumulo di umidità sotto la sala mensa. I vigili del fuoco hanno dunque consigliato di non sovraccaricare il pavimento soprastante alla fonte di interesse, che sarà presto aspirata per riportare le cose al loro posto. Le mamme palesano comunque una certa apprensione. Paola Tappolani dichiara: "Sono stata rassicurata dal preside e dai vigili del fuoco, ma la tranquillità è relativa,

T

"SOMMERGIAMO L'ITALIA

TANTA LA PREOCCUPAZIONE DEI GENITORI A SEGUITO DELLE SCOSSE CHE HANNO INTERESSATO DUE CLASSI DELLA SCUOLA KOLBE. IL PRESIDE RASSICURA, I VIGILI DEL FUOCO ANCHE, MA QUALCHE LAVORO PER LA SICUREZZA DEGLI ALUNNI ANDRÀ COMUNQUE FATTO.

specialmente perchè la scuola non risulta a norma con le misure di prevenzione per gli incendi; noi genitori abbiamo richiesto delle indagini approfondite per far sì che i nostri bambini siano messi in totale sicurezza". Prosegue poi un altro genitore, Simonetta M.: "Ci siamo allarmati un po' tutti, specialmente perchè non sapevamo di cosa si trattasse; abbiamo deciso di far rimanere i nostri figli a casa per un giorno, il tempo di verificare la fonte delle vibrazioni". Diversamente da quanto scritto su al-

DI CEMENTO E FACCIAMO GIRARE

L'ECONOMIA", QUESTA LA MENTALITÀ DELLA POLITICA E DEI

petenti e tutto è tornato alla tranquillità". Il preside della scuola tiene a precisare che i suoi interessi sono gli stessi dei genitori ed ha pensato bene di chiamare, il giorno seguente all'accaduto, un secondo controllo dei pompieri, stavolta del dipartimento di FrascaMassimo De Santis, ti, che hanno constatato anch'essi insegnante e il presil'agibilità delle classi. Una questione de Giancarlo Galanti. però rimane in sospeso: le misure A sinistra alcune antincendio. Come è noto a molti, la mamme. maggior parte degli istituti scolastici a Roma non è provvista di un certificato cuni quotidiani romani quindi, le mamme di prevenzione incendi. La presidenza ha non hanno deciso di non portare i propri fidunque scritto in Circoscrizione una richiegli a scuola in segno di protesta verso il presta d'intervento urgente (all'attenzione delside, ma per appurare semplicemente che l'ufficio tecnico) per sanare l'area sottostanl'edificio fosse sicuro, con la dovuta apprente alla mensa e provvedere al rilascio di tasione di genitori. le certificato. A rilasciare un commento anche un inÈ altresì chiesto l'intervento della comsegnante: Massimo De Santis: "Ero premissione "stabili pericolanti" per un ulteriosente al momento delle scosse, i bambini re controllo e verifica delle condizioni delsi sono agitati, ma abbiamo avuto modo di l'istituto. Il preside invita infine i genitori a tranquillizzarli per poi mettere in pratica le star tranquilli, la sicurezza è la prima preesercitazioni di evacuazione e farli confluioccupazione per un dirigente scolastico. re nell'area di sicurezza, il cortile esterno; lì abbiamo atteso l'intervento dei vigili comCLAUDIA DELLA VERDE

BERDINI INCONTRA IL PANDA IN BIBLIOTECA

BELPAESE. PAOLO BERDINI, SCRITTORE, WWF LAZIO E PROFESSORE UNIVERFACOLTÀ DI INGEGNERIA DI TOR VERGATA,

PALAZZINARI NEL

BLOGGER, SEGRETARIO SITARIO NELLA

RACCONTA I RETROSCENA E LE SPECULAZIONI SUL NOSTRO TERRITORIO, INCONTRANDO IL SO LA

WWF BORGHESIANA BIBLIOTECA DI LARGO MONREALE.

PRES-

ri ai quali era affidato l'incremento delle citegli ultimi quindici anni tre milioni di ettari del tertà, che assicuravano la tutela dell'ambienritorio nazionale (una superficie pari a Lazio e Abruzte, garantendo un quadro di legittimità tra zo messi insieme) sono stati edificati. Il "Piano Cai cittadini e gli operatori economici, sono sa" aggrava la situazione, dando possibilità di maggior stati ormai sostituiti dagli accordi di promanovra agli speculatori (politici e palazzinari di lungo pergramma che modificano i vincoli paesagcorso). gistici e cambiano la struttura delle Ad aprire il dibattito sulla cementificazione e città. Berdini cita dei dati: "Una meillustrare le zone implicate nell'ottavo municitropoli come Roma, che dal 1991 al pio Paolo Amarisse e Simone Paoletti, esponen2004/05 ha registrato una perdita di ti del WWF Borghesiana, che lanciano un mesquasi 200mila persone che si sono saggio chiaro contro il cemento ed il desiderio trasferite nell' hinterland, prevede di una politica trasversale che presenti alternadi qui al 2020/25 un incremento deltive allo sfruttamento e speculazione sul suolo le costruzioni per 70 milioni di metri pubblico. "Con la scusa dell'abusivismo edilizio, cubi aggiuntivi rispetto alla città, corsi sono tirati fuori termini come "riqualificazio- Paolo Berdini, rispondenti a 350/400 mila persone ne", trovando così una giustificazione alle get- urbanista. in più". tate di cemento". Considerando che nell'ottavo muA focalizzare poi l'attenzione della sala ci ha nicipio ci sono circa il 40% degli immigrapensato il Professor Paolo Berdini, che ha affrontato molti di Roma, l'area che va dalla Casilina siteplici argomenti, tutti incentrati sul conflitto tra economia, no al confine urbano si presta ad ogni tipo di speculazione speculazione e sfruttamento ambientale. Nel discorso sotedilizia. Poco importa se la gente comune non ha possibitolinea come la legge del mercato sia più forte delle norlità di acquistare unità immobiliari, perchè ci sarà sempre mative sui limiti alla edificabilità. I "vecchi" piani regolato-

N

qualcuno disposto ad investire, sfruttando poi la possibilità di affittare a stranieri e ghettizzare i quartieri dell'ottava circoscrizione". Continua Berdini: "Occorre evitare che le persone si arricchiscano sulle inadempienze del Comune, che, non avendo più fondi per i servizi (scuole, parchi, servizi sociali, infrastrutture e trasporti), si nasconde dietro il paradosso "ma pagano i privati". Se non ci sono progetti pubblici non ha alcun senso espandere". Nella rete degli speculatori si sono incagliati politici di ogni schieramento, la raccomandazione per tutti è di affrontare l'impegno contro il cemento consapevoli che è bene non sedersi in un tavolo dove le carte sono truccate. CLAUDIA DELLA VERDE

MANDA LA MOGLIE IN OSPEDALE DOPO UNA LITE Carabinieri della Stazione Roma Tor Bella Monaca hanno arrestato il 28 gennaio un cittadino romeno di 41 anni, già conosciuto alle forze dell'ordine, con l'accusa di Resistenza, violenza, lesioni a pubblico ufficiale e maltrattamenti in famiglia. L'uomo, durante l'ennesima lite con la moglie, una connazionale di 33 anni, l'ha violentemente aggredita nella sua abitazione di via Capaci procurandole lesioni giudicate guaribili in 10 giorni. Le urla della donna hanno attirato l'attenzione di alcuni vicini che hanno contattato il "112": i militari, giunti sul posto, hanno dovuto faticare non poco per tentare di bloccare l'esagitato romeno che, alla loro vista, gli si è scagliato contro a calci e pugni. Una volta immobilizzato, il romeno è stato trattenuto in caserma: anche uno dei Carabinieri intervenuti è dovuto ricorrere alle cure del Policlinico Casilino per i colpi ricevuti dal 41enne. Se la caverà in pochi giorni.

I



La Fiera dell'est