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NUMERO

REPORTAGE

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I COMMERCIANTI AQUILANI 'OFFESI'

L’Aquila, tutto fermo da due anni e mezzo

PER UN PERIODO L' INPS HA DATO LORO 800 EURO E IL COMUNE HA FATTO RECUPERARE QUALCOSA RISPETTO ALLE DICHIARAZIONI DEI REDDITI. POI L'INPS HA CHIESTO TUTTI I PAGAMENTI ARRETRATI, NONOSTANTE LA CITTÀ SIA FERMA. E CON ESSA IL COMMERCIO.

L'8 GENNAIO 2012 SIAMO TORNATI PER LA SESTA VOLTA NELLA CITTÀ DE L'AQUILA. IN COMPAGNIA DI DUE RAGAZZI AQUILANI EUTIZIO CRUDELE E GIOVANNI MANGIONE ABBIAMO VISITATO IL CENTRO STORICO, LA ZONA ROSSA, VICOLI E CHIESE. CI SIAMO POI AVVENTURATI PER I COMUNI LIMITROFI COME PAGANICA, SAN GREGORIO, BAGNO E ONNA. E PER LA SESTA VOLTA, A MALINCUORE, ABBIAMO CONSTATO CHE NULLA SI È MOSSO. LA RICOSTRUZIONE È ANCORA LONTANA.

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ppuntamento l'8 gennaio. Ad aspettarci Eutizio, Giovanni e alcuni cittadini aquilani. Le feste natalizie si sono appena concluse. Per le vie del centro storico qualcosa si muove. Ci sono persone che stanno passeggiando, un paio di bar sono aperti e qualche negoziante, con estremo coraggio, alza la serranda. Si ha la sensazione che la città abbia ripreso a vivere. Ma è solo una sensazione. Tutto è come lo avevamo lasciato. Le crepe sui muri, i ponteggi, le chiavi di case degli aquilani appese alla rete lungo il corso per protesta. Sono meno, ma ci sono. I negozi sono quasi tutti chiusi e per la maggior parte ci sono cartelli con scritto Affitasi, Vendesi. Incontriamo ancora i militari lungo le strade. Ci dicono che in un paio di giorni se ne andranno definitivamente. I cartelli ad indicare 'Zona Rossa Vietato l'Accesso' sono ancora là. Arriviamo a Piazza Duomo. C'è ancora il tendone dei comitati per la ricostruzione, lo striscione 'RicostruiamolAQ'. Stavolta nella Zona Rossa entriamo senza problemi. Ci sono ancora controlli ed Eutizio ci dice che rischiamo tutti una multa salata se ci scoprono. Ma lo facciamo lo stesso. Strano pensare che sono passati due anni e mezzo dal terremoto del 6 aprile 2009. Ci fa strada Giovanni, che puntualmente torna qui a documentare con scatti fotografici lo stato delle cose. Non c'è ricostruzione, non c'è nemmeno l'idea. Ad accom-

tre anni dal terremoto che ha devastato la città di L'Aquila, siamo tornati per vedere cosa è realmente cambiato e, soprattutto, se la vita degli aquilani di questa città è migliorata e se le attività commerciali sono riuscite a far ripartire l'economia. Molti organi d'informazione ci hanno mostrato attraverso lo schermo le immagini di una città "nuova", dove sembrerebbe che le attività commerciali abbiano ripreso a lavorare. Ma, grazie alla collaborazione di alcuni nostri amici aquilani, abbiamo toccato con mano una realtà complete mante diversa. Incontriamo un signore all'apertura del suo negozio di cartoleria e oggettistica. "C'è poco lavoro, soprattutto ora, alla fine del periodo natalizio. Io ho continuato ad aprire, nonostante la città si sia fermata. Per quanto riguarda la ricostruzione è ancora lunga … Quando inizierà la ricostruzione noi qui dovremo chiudere le serrande e togliere tutto, perché devono rimettere a posto tutti i palazzi. È un'apertura a tempo determinato, con agibilità parziale del locale. Abbiamo perso tutto quello che avevamo investito, sono rimasti solo debiti. Ci hanno dato per un periodo 800 euro da parte dell' INPS e, tramite il Comune, abbiamo recuperato un po' di soldi rispetto alla dichiarazione dei redditi del 2006. Si tratta di poche migliaia di euro. Subito dopo però l'INPS ci ha richiesto i pagamenti arretrati. Da una parte ci hanno dato e dall'altra ci hanno tolto. Comunque non mollo, anche perché so fare solo questo". Gli occhi dei commercianti sono tristi, ma riesce a scorgersi ancora una luce: quella di chi non vuole mollare e vuole combattere con le unghie e con i denti il lavoro di una vita. E se L'Aquila tornerà ai fasti di una volta lo dovrà a chi è rimasto, a chi ha deciso di continuare qui, anche a scapito della propria esistenza. ANDREA CAVADA

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pagnarci alcuni cani ormai randagi, gli stessi di un anno fa. Loro ci sono ancora, non si sono mai spostati. Nella Zona Rossa si fa sempre più forte il senso di abbandono e desolazione. Ci spostiamo poi alla chiesa di San Bernardino. Ora organizzano visite guidate, Eutizio sarcasticamente ironizza. Lasciamo i ragazzi e ci avventuriamo da soli per i comuni limitrofi. Prima tappa Bagno. Il centro storico, o forse sarebbe meglio dire ciò che ne è rimasto, è ancora un cumulo di macerie. Si sentono solo passi, i tuoi passi. Una sensazione surreale. Ci spostiamo ad Onna, il paese ricostruito. Dove le istituzioni si sono fatte belle attraverso i media di tutto il mondo. Entriamo e ci accolgono ancora le macerie della vecchia Onna, come un pugno nello stomaco. Più avanti inizia la nuova, con le sue case color fantasia. Ad On-

na si sopravvive nel mondo di plastica che è stato confezionato su misura. Ci rimettiamo in macchina e la nostra prossima tappa è Paganica, uno dei più magici paesi dell'Aquilano. Oggi è spettrale, completamente vuoto. Ci sono i gatti a portare un po' di vita. Incontriamo un vecchio abitante, è lì per quelle bestioline. Gli porta tutti i giorni da mangiare. Di nascosto. A Paganica non si può entrare. Comincia a calare la notte, le montagne innevate offrono uno spettacolo meraviglioso. Torniamo però subito alla realtà entrando nel paese di San Gregorio. Qui il 6 aprile persero la vita 9 persone, tra cui una bambina di soli 11 anni. Il terremoto rase al suolo l'intero centro. Fu distrutta la chiesa di San Gregorio Magno e una casa famiglia. Ci fu il crollo totale del mulino cinquecentesco sul fiume Aterno, dove persero la vita i due proprietari. C'è silenzio, però qui si intravede la vita. C'è una casa, le finestre sono illuminate. Dentro c'è vita. E fa male, proprio perché la vita si scontra con la ferocia della morte. La 'casa che vive' diventa una scommessa, un modo per non arrendersi. C'è chi il dolore se lo trova tutti i giorni davanti agli occhi e decide di restare. Finisce il nostro viaggio e in tutti noi resta la convinzione che a L'Aquila la ricostruzione deve ancora cominciare. FEDERICA GRAZIANI

GIOVANNI MANGIONE, ‘OSPITE’ NELLA SUA CITTÀ iovanni Mangione è tutto e per molti versi uno dei tanti ragazquesto ha affievolito e zi che non molla. Al cenindebolito la capacità stestro di L'Aquila va spessa degli aquilani di esseso per documentare l'imre indipendenti, di reamobilismo dei lavori di gire, di rimboccarsi le ricostruzione. Ha paumaniche per provvedera che i suoi concittadire da soli, ove possibile, ni si stiano abituando alle proprie necessità. Da allo stato delle cose. E che mondo è mondo, in non vuole, non può artragedie di questo tipo, Giovanni Mangione rendersi all'inerzia di un si cerca la massima pared Eutizio Crudele tecipazione, condividenpopolo straziato e rasdo quanto più possibile le scelte; qui no, segnato. Il suo è un grido di speranza. tutto è stato calato dall'alto, quasi fosse L'Aquila deve tornare a vivere, deve far una scenografia già pronta, in molti absentire forte la sua voce. biamo avuto l'impressione che volevano A tre anni dal sisma cosa è camtenerci fuori dalle decisioni che comunbiato? que riguardavano la nostra vita. Tutto è Quasi nulla è cambiato, anzi, paradospartito spedito: messa in sicurezza, alsalmente le cose continuano a peggioraloggi negli alberghi, C.A.S.E., scuole provre. In molti si sta facendo strada la convisorie, tutto senza che nessuno avesse vinzione che non ci sia nulla da fare... il tempo o la possibilità di aprir bocca. Oggi come si vive a L'Aquila? Quelli che lo facevano sono stati oscuraSi vive da stranieri tra le proprie vie, ti e censurati in tutti i modi. Il problema quelle aperte, ci si comincia a dimentiè che, ad un certo punto, tutto si è fercare i luoghi della propria infanzia... I nomato; i cantieri sono pochi e vanno avanmi delle vie o delle piazze tra i palazzi ti a stento e solo nelle periferie. della città. Dove un tempo si giocava ora Le promesse fatte dal governo preregna il silenzio. cedente sono state mantenute? In che modo le istituzioni vi hanSi è avuta l'impressione che ciò che si no aiutato e sopratutto stanno confaceva lo si è fatto solo quando l'attentinuando ad aiutarvi? zione dell'Italia attraverso i media era alAll'inizio siamo stati aiutati ed assistita. Man mano che diminuiva, diminuivati quasi in tutto, forse troppo, tanto da no gli interventi e le passerelle... renderci quasi totalmente dipendenti daANDREA CAVADA gli aiuti stessi. Eravamo accompagnati in

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“Ricostruzione? Mancano le idee” EUTIZIO CRUDELE È STATO IL NOSTRO CICERONE NELLA MATTINATA CHE CI HA VISTI AL CENTRO STORICO DE L'AQUILA. CI RACCONTA LA SUA VERITÀ SULLA SITUAZIONE DELLA RICOSTRUZIONE. un ragazzo come tanti de L'Aquila. Fa il pendolare, lavora in una scuola di Roma come insegnante di Educazione Artistica. Eutizio Crudele ha deciso di restare, qui si è sposato con la sua ragazza di sempre. Qui hanno deciso di iniziare la loro vita insieme. Nonostante tutto. Nonostante abbiano dovuto pagare un affitto esorbitante per vivere nella loro città, che ad oggi non offre più nulla. Ci accompagna lungo le vie del centro storico de L'Aquila. Ci racconta la sua verità, che noi ci sentiamo di definire LA verità. Ci parla di speculazione sugli affitti, della mancanza di progettualità delle istituzioni, di una città ferma al 6 aprile, di terreni espropriati alla "povera gente" che ancora deve ricevere un euro, degli anziani abbandonati a se stessi, dei giovani che si stanno perdendo. Eutizio ci accompagna nella zona rossa, che a due anni e mezzo dal sisma è ancora rossa. Ci fa camminare nelle vie storiche del centro, ci fa entrare nella chiesa di San Bernardino. Ci racconta quanto oggi sia grande la rabbia, anche verso i suoi concittadini, immobili prima del terremoto, ancorati ad una cultura chiusa, che ora, invece, si inventano delle idee per incentivare un turismo che tarda ad arrivare. Ormai non c'è neanche più quello dell'orrore. Alcuni emittenti televisive hanno

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detto che a L'Aquila si vive bene … Si, ho sentito. Dicono che si vive bene in Abruzzo perché non c'è caos. Ci prendono in giro, non c'è caos perché non c'è vita. Come è invece la situazione oggi? Qui non ci sono le idee, se tu mi dai un'idea si parte da qualcosa. E' tutto così da anni. Non ti chiedo di rimettere in piedi la città, qui ci vorranno 15 anni! Abbiamo una classe dirigente che litiga quotidianamente. Non ci sono state le proposte. Ad oggi pagate le tasse? Cominceremo a ripagarle da gennaio 2012 al 40%. Il Presidente di Regione ha detto anche che dovevamo ringraziarlo. Io pago per avere un servizio, ecco a voi il servizio! Sono tornati gli aquilani in città? Ci sono ancora persone che vivonosulla costa, negli alberghi. Ad oggi tra gli abitanti che vivono in assistenza nel Progetto CASE e nei MAP e chi vive in autonomia non arriveremo nemmeno a 50mila persone. Fai conto che questa città contava 70mila persone … E i lavori di ricostruzione? I lavori per le case E (inagibili) non si sa se partiranno mai. Ogni settimana c'è una nuova ordinanza. Ogni volta che presen-

"SI VIVE TANTO PER NON MORIRE" NEL SILENZIO SPETTRALE DEL PAESE DI PAGANICA, INCONTRIAMO UN ANZIANO SIGNORE CHE IN MODO FURTIVO ENTRA NELLA SUA CASA. OCCHI LUCIDI, SGUARDO SPENTO. "SONO RIMASTI QUI I MIEI GATTI, NON POSSO FARLI MORIRE. SONO GLI UNICI ABITANTI RIMASTI”. urante il quinto viaggio della redazione de La Fiera dell'Est nei paesi colpiti dal sisma nel 2009, abbiamo ripercorso tutti quei luoghi, già visitati in precedenza, tornando anche a Paganica. Mentre ci trovavamo tra i vicoli di questo splendido paese, con grande stupore, ci siamo imbattuti in un signore che usciva da casa sua, il quale ha voluto raccontarci quello è costretto a passare da quando la sua abitazione è stata dichiarata inagibile. Lui continua ad andare, ci entra due volte a settimana per dare da mangiare ai suoi gatti. Per raccontare tutto ciò che abbiamo ascoltato, useremo un nome di fantasia, Roberto, perché se l'intervista fosse rintracciata, rischierebbe di essere denunciato e costretto a pagare diverse centinaia di euro di multa. Roberto come si "vive" oggi a Paganica? Si vive così tanto per non morire. Qual è la situazione? E' grave, è ancora al punto di partenza. Stanno facendo, ma non si vede niente. Hanno sistemato qualche casa, ma non nel centro storico. Adesso dove abita? Sto nel PROGETTO CASE, ancora non so che fine farò. Io qui non ci potrei nemmeno venire, è stato dichiarato tutto inagibile, però ho un po' di gatti e gli porto da mangiare, altrimenti rischiano di morire.

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Non avete paura ad entrare in queste case pericolanti? Si verificano ancora piccole scosse, simili a quelle che hanno preceduto il terremoto del 6 aprile … Cosa state facendo per cercare di rientrare nelle vostre case? Si sono costituiti dei gruppi di lavoro con degli ingegneri, che hanno presentato diversi progetti, il problema poi è che questi progetti dovrebbero essere anche approvati. Non si sa se si ristrutturerà quello che c'è o se si butterà giù tutto per ricostruire. Io spero che ristrutturino, alla mia casa ci sono affezionato. È, come sempre, una questione si governo. Già siamo stati fortunati a cacciare il precedente I suoi amici, la gente che conosceva la vede ancora? Ci siamo tutti perduti, chi è andato nella casetta di campagna, chi è stato assegnato al PROGETTO CASE, ma questo non è successo solo a Paganica. Quel terremoto è stata veramente una bomba, in televisione cercano di minimizzare, ma è stata una catastrofe. Che tipo di aiuti avete ricevuto? Una tenda per i primi 6 mesi, poi mi hanno promesso un container, ma non è mai arrivato. Mi sono arrangiato in un'altra casa colpita dal terremoto. Spero solo che tutto questo abbia una fine. ANDREA CAVADA

tano un progetto lo bloccano. Non c'è la volontà di ricostruire. Se provi ad entrare a casa tua, per dare una controllata o per prendere qualcosa, rischi pure una multa salatissima e una denuncia. C'è ancora la voglia di combattere? I comitati ci sono ancora, ma è subentrata un sacco di stanchezza e umiliazione. Siamo presi in giro … Tra quattro mesi ci sono le elezioni per il nuovo sindaco e chi eleggi? Chi si prende la responsabilità di amministrare una città terremotata? Il sindaco uscente è invotabile, si vede solo dalle telecamere. E gli anziani come vivono? Sono aumentati i suicidi, sono stati sradicati e portati in un albergo o a vivere nelle 'New Town', dove non ci sono mezzi di collegamento. Se non hanno aiuto da figli o conoscenti restano là. Le New Town hanno disgregato completamente, non c'è neanche un bar all'interno. Quindi se io voglio andare ad incontrare persone non ci posso andare, non c'è una fermata dell'autobus, se non hai la macchina sei tagliato fuori. Costano 2700 euro al metro quadro. Hanno preso i terreni alla povera gente e li hanno espropriati, senza dare loro nemmeno un euro.Hanno reso terreni agricoli edificabili. Però i terreni della Chiesa non sono stati toccati. E i giovani? Il sindaco ha dato l'ordinanza che i locali del centro storico devono chiudere a mezzanotte. Una città che è sempre stata città universitaria … Hanno messo questa ordinanza perché ci sono problemi di

ordine pubblico, perché dicono che i ragazzi si ubriacano, ma non è un rimedio! Creano in più un danno ai proprietari dei locali del centro. I ragazzi che fanno? Non avendo niente da fare si ubriacano e a volte può succedere la rissa o qualche altra cosa. In questa città non c'è un campo di pallone, perché sono stati presi tutti per le tendopoli e sono rimasti così. Se tu non dai delle possibilità … Cosa non raccontano de L'Aquila? La verità, che racchiude un sacco di sfaccettature. E' una città con 49 comuni abbandonati, anzi qua in centro qualcosa si è fatta, ma ci sono comuni come San Gregorio che sono rimasti al 6 aprile. La realtà è che c'è stato un terremoto due anni e mezzo fa e siamo rimasti a quella data. Ci sono ancora milioni di cassaintegrati che dovranno ricominciare a pagare le tasse, c'è una speculazione sugli affitti perché nessuno controlla. Arrivi a pagare anche 1.000 Euro al mese per abitare in una città terremotata. Non potreste trovare voi cittadini un candidato sindaco? C'è l'idea di trovare un candidato comune tra noi, ma è difficile perché si dovrebbe sedere al tavolino con i cittadini e decidere insieme cosa fare. Ma chi trovi? Forse con l'entusiasmo di due anni fa si poteva fare, oggi è subentrata la stanchezza … FEDERICA GRAZIANI

L'Aquila 2012 - Tutto fermo da due anni e mezzo  

L'8 gennaio 2012 siamo tornati per la sesta volta nella città deL'Aquila. In compagnia di due ragazzi aquilani Eutizio Crudele e Giovanni Ma...

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