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PERIODICO DI INFORMAZIONE A CURA DI FIDAS VERONA – DONATORI VOLONTARI DI SANGUE

N. 32 - aprile 2018 Edizione speciale

2018 °

Vent’anni dalla parte della Vita

www.fidasverona.it


Massimiliano Bonifacio

LA NASCITA DI

Presidente Fidas Verona

P

rima di scrivere queste righe, ho tirato fuori dal cassetto i 31 numeri di Noi Donatori: li ho conservati tutti. Due numeri all’anno, il primo datato aprile 2003 l’ho ricevuto che ero appena stato eletto presidente della mia sezione. Il presidente provinciale Salvagno scriveva che quella prima uscita del giornale, a 5 anni dalla costituzione di Fidas Verona, certificava che eravamo cresciuti come organizzazione, come coscienza del nostro ruolo e come identità. In quel numero, che definirei profetico, c’erano già tutti i contenuti futuri: la promozione tramite lo sport, la pagina scientifica, la divulgazione del dono nelle scuole, le storie delle sezioni, delle famiglie, dei singoli donatori.

ATTO COSTITUTIVO

In quegli anni Verona godeva di una solida autosufficienza, ma dalle pagine del giornale risuonava l’invito a non fermarsi (dicembre 2003: “chi ha bisogno di sangue ha diritto ad averlo”; giugno 2006: “aumentano i donatori ma resta l’emergenza”). Fidas Verona ospitava prima il meeting nazionale dei giovani e poi il “mitico” 45° congresso nazionale (aprile 2006: “dal congresso una ricchezza per tutti”). Grazie all’impegno condiviso (dicembre 2007: “la nostra squadra” – dicembre 2008: “ le sezioni, la nostra forza”) si raggiungevano tangibili traguardi, superando per la prima volta le 20.000 donazioni (maggio 2009: “quota 20.313”) e i 10.000 donatori (aprile 2011). In qualche caso il giornale è diventato strumento di sfogo e di denuncia (dicembre 2011: “a chi interessa cosa fa la Fidas?”; dicembre 2013: “sanata una iniqua situazione ma… siamo sicuri che vada tutto bene?”), altre volte è servito a informare i donatori sui grandi cambiamenti organizzativi del sistema trasfusionale (dicembre 2012: “100% donatori e 100% volontari”; dicembre 2014: “in equilibrio tra solidarietà e responsabilità”; giugno 2015: “donazione programmata, oggi sei atteso tu”). è del 2016 il restyling grafico e la divulgazione non più solo cartacea ma tramite il web, e le copertine di questi ultimi anni hanno raccontato estesamente 2


EDITORIALE

UN SOGNO il nostro rinnovamento comunicativo, dalla App al sito. La storia dei 20 anni di Fidas Verona e dei 15 anni di Noi Donatori è stata ripresa più volte, a mano a mano che si raggiungevano traguardi significativi, e il numero speciale che avete in mano non ha quindi la pretesa di essere originale. Credo tuttavia che le foto e i ricordi di queste pagine possano dare idee, stimoli e consapevolezza ai rinnovati direttivi di tutte le nostre 78 sezioni, in cui nei prossimi 4 anni lavoreranno fianco a fianco soci di vecchia data e nuove leve. “L’augurio quindi è che questa pubblicazione risponda ai principi che l’hanno fatta nascere e crescendo possa soddisfare i singoli donatori, le sezioni e la provinciale con contenuti adeguati alla conoscenza e allo sviluppo della nostra magnifica Fidas Verona”. Non l’ho scritto io, sono sempre le parole del primo editoriale del 2003 di Silvano Salvagno, ma sembrano fatte apposta per la ricorrenza di oggi, e le faccio mie per augurare alla nostra associazione il miglior futuro possibile.

ALE LEA GENER B M E S S A PRIMA 1997 OTTOBRE

ASSEMBLEA

COSTITUEN T 30 SETTEMB E DI FIDAS VERONA RE 1997

Periodico della FIDAS VERONA Donatori Volontari di Sangue Via Polveriera Vecchia, 2 - 37134 Verona Tel. 045 8202990 - Fax 045 8278521

Questa fo to storica raffigura A Rosa e Silv rrigo Scap an ini, Sergio Verona. Co o Salvagno: i soci me fondatori di Fidas loro firme su responsabili dei tre gruppi cost gli atti rap ituenti, le presentava hanno volu no tutti i do to la nascit natori che a dell ’asso ciazione.

www.fidasverona.it

Autorizzazione Tribunale di Verona n.1535 del 13.03.2003 Presidente Fidas Verona: MASSIMILIANO BONIFACIO Direttore responsabile: ADRIANA VALLISARI Grafica e stampa: FIDES srl - via Pacinotti, 11A 37135 Verona Hanno collaborato a questo numero: Massimiliano Bonifacio, Silvano Salvagno e Stefano Tassini.

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I PRIMI PASSI… «Per raggiungere grandi obiettivi bisogna saper sognare». È una frase che il dottor Giuseppe Aprili, l’allora primario del Centro trasfusionale di Verona, pronunciò alla prima assemblea di Fidas Verona. A lui, come ad altre persone a noi vicine, avevamo chiesto un parere da amico e da tecnico organizzativo, perché l’unificazione delle tre associazioni, già aderenti alla Fidas nazionale, avrebbe comportato dei cambiamenti pure per il Centro trasfusionale, oltre che per noi. Oggi potrebbe sembrare una decisione semplice e ovvia, ma per i tempi fu un passaggio epocale. L’unificazione fra il Gruppo Francescano, Il Samaritano e il San Camillo de’ Lellis era un sogno partito da lontano, diventato pian piano speranza e poi necessità. Di fronte alle grandi difficoltà quelle tre buone associazioni risultavano fragili a causa delle loro piccole dimensioni.

A AVERON R T S A L R A PE IAZZA BR O 1998 P IN I T T TU MARZ

L’individuazione del virus dell’Aids negli anni ’80 e, successivamente, dell’epatite C negli anni ’90, lasciò tanti donatori interdetti. A questo si aggiunsero tempi più lunghi tra le donazioni, per le analisi preventive che dessero più sicurezza al dono tanto generosamente offerto. L’effetto logico fu una diminuzione sensibile di donatori e donazioni, con un ridimensionamento numerico dei gruppi. I tre presidenti provinciali cominciarono allora dei contatti più concreti, ma le difficoltà erano tante. Parliamo di tre realtà che avevano alle spalle oltre 40 anni di storia: non è stato semplice accettare di rinunciare ai simboli a cui alcuni avevano dedicato una vita. Raccontare il tempo dedicato per individuare la via da seguire, i numerosi incontri con tutti i donatori, la ricerca per trovare punti in comune da inserire nel nuovo statuto e regolamento… Be', sarebbe quasi un’impresa, ma chi ha vissuto questa pagina la ricorda di sicuro. Giorno dopo giorno, però, il sogno ha preso forma. Il 30 settembre 1997 si realizzò con l’approvazione all’unanimità dei delegati all’assemblea. La presidenza eletta per il primo mandato era formata da donatori di tutti e tre i gruppi costituenti. Partì così la locomotiva Fidas Verona che, anno dopo anno, avrebbe completato il suo treno con tutti i mezzi e le persone, diventando un’unica e grande associazione. Silvano Salvagno Presidente onorario di Fidas Verona 4


I PRESIDENTI DI FIDAS VERONA I

n questi 20 anni Fidas Verona ha eletto tre presidenti diversi con un impegno comune: la donazione del sangue, la sua promozione e sviluppo.

Silvano Salvagno Dal 1998 al 2002 e dal 2002 al 2006 L’obiettivo della prima presidenza fu cercare con tutti i mezzi disponibili le opportunità che potessero dare visibilità e credibilità alla neonata Fidas Verona, attraverso incontri e relazioni con le istituzioni. Al secondo rinnovo lo sforzo riguardò la promozione nelle scuole, l’uscita del giornale associativo (dal 2003) e la programmazione di eventi col Gruppo Giovani.

Silvano Salvagno

Andrea Campara Dal 2006 al 2009 Il cammino intrapreso continuò con lo sviluppo di manifestazioni in tutta la provincia. Fu ampliato il raggio d’azione, in modo che anche le sezioni geograficamente più lontane si sentissero parte integrante di Fidas Verona. All’inizio del mandato di Campara, inoltre, arrivò il pulmino che ancora oggi scorrazza sulle nostre strade.

Massimiliano Bonif

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Andrea Cam

Massimiliano Bonifacio Dal 2010 al 2014 e dal 2014 al 2018 Data la sua professione di ricercatore universitario in Ematologia, in questi anni ha profuso energie per trasmettere la cultura medico-scientifica della donazione fra i donatori stessi, con numerosi incontri di zona e provinciali. Ha dato impulso all’impegno di divulgazione nelle scuole, che si è ampliato anche agli istituti superiori: oggi sono otto le sezioni scolastiche di Fidas Verona. Durante i suoi due mandati sono stati avviati eventi di rilievo nazionale, come la staffetta di nuoto “24 ore del donatore”. 5


45° CONGRESSO

C

hiudo gli occhi e col pensiero ritorno a quella splendida domenica del 24 aprile 2006 che chiudeva, con una grandiosa sfilata, il 45° Congresso nazionale Fidas a Verona. Rivedo i pullman carichi di donatori, da cui scendevano donne, uomini, giovani e ragazzi con i loro segni associativi e si assembravano con i tanti già arrivati in via città di Nimes. E quindi il corteo lungo corso Porta Nuova, con in testa i vigili veronesi e i soci della sezione di San Martino Buon Albergo, guidati dallo storico presidente Carlo Lanciai, intenti a ordinare le file. Lungo il corso, i trenta striscioni da sette metri ciascuno conducevano a piazza Bra. Un colpo d’occhio notevole: il gonfalone del Comune, la bandiera italiana donataci da Carlo Azeglio Ciampi, i 30 sindaci giunti a rappresentare il loro territorio, i dirigenti nazionali con il presidente di Fidas Aldo Ozino Caligaris, le associazioni divise per regione e, a chiudere, i festanti donatori di Fidas Verona. Il giro davanti al liston e all’Arena, l’arrivo di fronte al municipio, la Messa e gli interventi celebrativi; i saluti istituzionali, tra cui quello dell’allora sindaco Paolo Zanotto. Poi, all’improvviso, dall’interno dell’Arena ecco il lancio di migliaia di palloncini colorati, gonfiati dai volontari di Dossobuono e corredati dai bigliettini delle scuole. Mentre tutto questo si svolgeva, l’amico Lino Tirelli pedalava avanti e indietro per controllare che tutto andasse bene. È stata una mattinata memorabile, animata dalle corali di San Martino Buon Albergo e 6


NAZIONALE FIDAS 22-24 aprile 2006

Marchesino, riuscita grazie all’accorta organizzazione di Giuseppe Brigo, attento a ogni dettaglio. Riapro gli occhi e tutte le difficoltà e le richieste quasi imploranti per ottenere spazi e autorizzazioni mi sembrano poca cosa. Non è stato facile avere la sala conferenze della Gran Guardia, eppure quel giorno le nostre giovanissime “hostess”, con i vestiti fatti confezionare da Maurizia Grisi, accoglievano le più alte personalità cittadine. Di sopra, Antonio Merlin, Francesco Rossetto e Gilberto Bresaola le accompagnavano ai posti assegnati, mentre Filippo Dalle Pezze e Stefano Tassini si occupavano dei loro giovani coetanei. Il Congresso di Verona è entrato nella storia. Non a caso, nei successivi, i partecipanti dicevano: «Bello sì, ma Verona è stata un’altra cosa». Silvano Salvagno 7


COME CI SIAMO FATTI CONOSCERE C

ostruire un’associazione assemblando mattoni provenienti da costruzioni diverse comporta senz’altro delle complessità. Ma fin dall’inizio la strada risultò più facile del previsto per il senso di responsabilità di tutti i protagonisti della nostra storia. Democraticamente furono scelti il logo e i colori associativi che conserviamo tuttora. Lo stesso accadde con i labari, gli striscioni, le medaglie e i distintivi, i cappellini e le magliette, i manifesti e gli slogan, e tutto quanto serve a un’associazione per rendersi riconoscibile.

UNA DELL E DEL GRUP PRIME USCITE PO GIOV ANI

ANIFESTO

PRIMO M IL NOSTRO

RAPPORTI CON LE ISTITUZIONI SILVANO SALVAGNO CON IL SINDACO MICHELA SIRONI Un particolare che ci regalò grandissima visibilità nel campo sportivo e a livello nazionale fu la consegna del nostro “mitico cappellino” ai giocatori dell’Hellas Verona durante le interviste tv di fine partita. Per anni siamo finiti in diretta con la Serie A e tutti ci invidiavano questa possibilità che avevamo ottenuto con l’impegno del Gruppo Giovani. Oggi l’impegno per rendere Fidas Verona sempre più visibile continua!

E NEL 2005 SI CONCRE TIZZA IL SOGNO D ELLA NUOVA SEDE! 8


10 ANNI

ARRIVANO IN FRETTA!

N I BALLERINI O C E N IO Z O OM ATTIVITà DI PR TOGETHER GROUP" N DI "STA D

Gemellaggio con l’Adas di Gela I

l sodalizio risale al 1993, ma fu confermato tra i primi atti di Fidas Verona. «Non riusciamo a far arrivare il messaggio della donazione, abbiamo bisogno della vostra forte testimonianza», così l’allora presidente dell’Adas di Gela, Antonio Granvillano, chiese aiuto ai donatori veronesi. In 25 anni di gemellaggio l’amicizia è stata portata avanti in diverse occasioni, con vari scambi e visite fra le due regioni.

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AL 37° CONG RESSO AD AGRIGENTO NAZIONALE (1998)


AVANTI GIOVANI! 1998, sembra un secolo... eppure non lo è! O forse sì, associativamente parlando. 1998, l'anno in cui la nostra Fidas Verona era neonata e la preoccupazione principale del presidente provinciale Silvano Salvagno (che ha fortemente creduto e investito sui giovani, me compreso) e del direttivo era di far conoscere la nuova creatura nel panorama veronese della donazione. Un compito importante se l'assunse un gruppo di giovani provenienti dal Gruppo San Camillo che, unitisi ad altri provenienti dal Francescano e dal Samaritano, diede vita al Gruppo Giovani guidato dal carismatico (a dir poco) Claudio Zaninelli. Questa realtà iniziò a raggruppare decine di giovani che organizzavano o partecipavano a manifestazioni per far conoscere ai veronesi la nuova sigla FIDAS VERONA. Sembra un secolo fa...

Ricordo la presenza un tantino folle che ci ha visti metterci con la tecnica che chiamavamo "a cuneo" in mezzo a corso Porta Nuova durante la Straverona; provate a immaginarvi una montagna di corridori che ci veniva "incontro" sfilandoci a fianco, e noi... fermi immobili in centro alla strada a farci vedere con le nostre magliette giallo cangiante con scritto sopra Fidas Verona! E come dimenticare poi la nostra mongolfiera con scritto "Dona sangue, Dona vita" portata in giro su un carrello artigianale in piazza Bra e alimentata con un generatore che portavamo a mano, semplicemente perché il Comune di Verona non ci aveva autorizzato a montarla fissa in un punto della piazza. Che tribolazione tenere in equilibrio la mongolfiera che dondolava da ogni parte! E poi ricordo le uscite nelle discoteche, i mondiali di ciclismo abbarbicati per ore e ore sulle Torricelle a sventolare le bandiere Fidas, ripresi dalle telecamere al passaggio dei corridori, con la regia televisiva che mandava il proprio personale a dirci di non sventolarle davanti alle telecamere perché

NOCO

DEL G COL PAPà

SEMPRE IN STRAVE PRIMA FILA... RONA ( 2002)

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PRES DIOCES ENTI AL MEET IN ANO G IOVANI G (2002) impedivano la visuale. Ma noi proprio quello volevamo! Si dovevano vedere le nostre bandiere! E i cappellini... Chi non ricorda i cappellini portati da noi ai giocatori dell'Hellas Verona per farglieli indossare nelle interviste del dopopartita? Divennero per diversi anni un copricapo ricercato: ecco, questa grande idea ci ha veramente fatti conoscere a Verona, assieme all'immagine che il portiere Gianluca Pegolo ci concedette per i nostri manifesti! È sull'onda di quei successi che poi sono nati i sodalizi sportivi con il Cus Verona Rugby e con la squadra di volley maschile Canadiens, poi diventata Marmi Lanza e infine Calzedonia. Quest'ultima è ancora una collaborazione ben viva e attiva. A Claudio Zaninelli è succeduto Filippo Dalle Pezze poi Chiara Fratton, Alessandra Nicolis, Mario Imperato, Valentina Di Biase, e ora a capo del gruppo c'è Mauro La Bella, che nel 1998 era un bimbo di pochi anni. Come passa il tempo... Ora tanti di quei primi giovani sono diventati adulti e hanno figli. Eppure quando capita ci si rivede ancora con piacere e si sorride a pensare a quando eravamo anche in 70-80 a partecipare alle riunioni nella sala parrocchiale di S. Pio X in Borgo Trento, perché in sede provinciale Fidas non ci potevamo stare... E come non ricordare che nei primi anni 2000 prendevamo il telefono per avvisarci l'uno con l'altro che il tal giorno c'era la riunione dei giovani. Non stupitevi: non c'era WhatsApp! Eravamo amici e siamo ancora semplicemente amici con la passione per la nostra associazione, grazie a quell'impeto un po' folle e tipico della gioventù. Qualcuno di noi nel corso degli anni è diventato presidente o consigliere di sezione e c'è chi è entrato a far parte della presidenza provinciale; tanti altri sono donatori attivi, segno che il Gruppo Giovani forma i ragazzi e li rende consapevoli dell'importanza di dedicare del tempo all'associazione. Appassionarsi e sentirsi parte di una storia di umana solidarietà avvicina i volontari a quella parte di persone che attendono un gesto di attenzione e conforto. E allora buon ventennale Fidas Verona! E auguri a tutti i donatori e donatrici!

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Stefano Tassini Segretario organizzativo Fidas Verona

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A SCUOLA SI IMPARA A DONARE E

ra il 1982 quando, da presidente di uno dei tre gruppi che confluirono in Fidas Verona incontrai i primi ragazzi per parlare del dono del sangue. Fu un’esperienza memorabile, che ci indicò una delle strade, forse la migliore, per una promozione efficace e mirata. Negli anni seguenti gli incontri aumentarono e una vera organizzazione capillare fu raggiunta quando fu costituita Fidas Verona. Insieme all’Avis abbiamo iniziato a portare ai giovani studenti materiale informativo e promozionale con le due sigle appaiate, a significare l’unicità della donazione. Pian piano il percorso degli informatori si ampliò con la disponibilità di Gilberto Bresaola, Umberto Bonani, Maurizia Grisi, Maria Cristina Fontanarosa, Lia Valente, Silvano Troiani, Massimiliano Bonifacio, Chiara Donadelli e altri volontari saltuari. Decisivo fu l’apporto dei medici trasfusionisti per le classi superiori delle scuole. Dai 200 ragazzi del 1982, contattati a Bonavicina, siamo passati ai circa 6.000 degli ultimi anni, ai quali si aggiungono quelli intercettati dall’Avis. La scuola è diventata una fonte preziosa da cui escono poi tanti donatori. Silvano Salvagno

L'ULTIMA N SEZIONE ATA IN FIDAS VERO SCUOLE ALLE STIM NA ATE (2018)

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UN FUTURO DA SCRIVERE L

a storia di Fidas Verona è costellata da migliaia di volontari e litri di sacche di sangue donate. Da quel lontano 1998 i numeri sono cresciuti costantemente: dagli 8.000 donatori iniziali si è arrivati agli attuali 11.588, mentre le 14.742 donazioni del 1998 sono salite alle 21.263 del 2017.

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spot promozionale Fidas Verona 2017 15


e i z a r G Sezioni della città: Borgo Trento, Ca’ di David, Verona città, Golosine, Mazzi Maurizio – S. Maria Regina, Parona, Primo Maggio, S. Lucia Extra, S. Massimo / Croce Bianca / Basson, S. Nazaro, Tomba / S. Giacomo / Zai. Sezioni della provincia: Alcenago, Alpo, Badia Calavena / Selva di Progno, Bonavicina, Bosco Chiesanuova, Bovolone, Buttapietra, Casaleone, Caselle di Sommacampagna, Castelletto di Soave, Castelnuovo del Garda, Cerea, Cerro Veronese / Azzago, Colognola ai Colli, Dossobuono, Erbezzo, Fane, Fumane, Grezzana, Isola Rizza, Lavagno, Lugo, Marano e Valgatara, Mazzantica, Mezzane, Mozzecane, Negrar, Pedemonte, Perzacco, Povegliano Veronese, Pozzo, Quaderni, Raldon, Romagnano, Ronco all’Adige, Rosegaferro, Roverchiara, Roverè Veronese, Salizzole sezioni riunite, S. Ambrogio di Valpolicella, S. Floriano, S. Giorgio in Salici, S. Martino Buon Albergo, S. Pietro di Morubio, SS. Redentore – Marchesino, Stallavena, Tregnago, Valeggio sul Mincio, Vallese, Velo Veronese / S. Mauro di Saline, Villafranca di Verona. Sezioni aziendali: Agsm, Cad It, Cattolica Assicurazioni, Ferrovieri, Telecom, Terme di Giunone – Caldiero. Sezioni scolastiche: Educandato Agli Angeli, I.I.S. Calabresi – Levi, Istituto Giovanni Giorgi, Istituto Guglielmo Marconi, Istituto Marco Polo, Istituto Seghetti, Istituto Stefani – Bentegodi, Scuole Alle Stimate. Sezioni istituti religiosi: Ospedale Sacro Cuore, Seminario Vescovile.

"NOI DONATORI" Speciale 20 anni  

Periodico di informazione a cura di Fidas Verona (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) www.fidasverona.it

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