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PERIODICO DI INFORMAZIONE A CURA DI FIDAS VERONA – DONATORI VOLONTARI DI SANGUE

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N. 30 - giugno 2017

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OSPITÒ IL 45° CONGRESSO NAZIONALE FIDAS E LO SLOGAN IDEATO PER L’OCCASIONE – CHIAMA DONA – FACEVA LEVA SULLA SOMIGLIANZA TRA L’EDIZIONE DEL CONGRESSO E IL PREFISSO TELEFONICO DELLA NOSTRA CITTÀ.

ll’epoca l’esortazione a chiamare si riferiva alla semplice disponibilità ad avvicinarsi al mondo della donazione attraverso un contatto telefonico con la nostra associazione. I tempi sono cambiati, sono arrivati i social network e gli smartphone, ma quello slogan non ha perso significato ed è talmente attuale che oggi lo definirei profetico. Per capire il senso moderno della “chiamata” serve ricordare alcune cose. Dieci anni fa la nostra provincia godeva di una solida autosufficienza, ed era addirittura possibile inviare ogni settimana decine di unità di sangue verso gli ospedali del Lazio e della Sardegna. In questi anni non è diminuita la generosità dei veronesi, ma si è ampliata l’offerta sanitaria ed è aumentata la complessità degli interventi eseguiti, ad esempio, presso il Polo Confortini (il più grande polo chirurgico d’Italia, inaugurato nel 2010), ma anche presso le cliniche di Peschiera e Negrar. Anche le strutture di eccellenza in ambito trapiantologico, oncologico e medico hanno contribuito a far crescere il fabbisogno di emocomponenti, arrivando così al paradosso per cui Verona da un paio di anni non è più autosufficiente, pur rimanendo di gran lunga la città con il maggior numero di donazioni annue nella Regione Veneto. Per completezza va ricordato che oltre il 20% dei ricoveri riguarda cittadini di altre regioni, che spesso 2

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NEL 2006 VERONA

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Presidente Fidas Verona

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Massimiliano Bonifacio

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vengono a farsi curare da noi per patologie più complesse della media e, a volte, con maggior necessità trasfusionali. Con buona pace di chi propone derive autonomiste, noi siamo orgogliosi di sostenere un sistema sanitario che garantisce il diritto alla salute e in particolare i Livelli Essenziali di Assistenza (tra cui la terapia trasfusionale), a ogni cittadino italiano; per sostenere questo carico, però, è necessaria una migliore organizzazione interna e un continuo supporto di compensazione regionale e, all’occorrenza, extraregionale. Ragioniamo solo su quanto ci compete, l’organizzazione interna. Tutti i donatori hanno ormai imparato che la donazione non avviene più per presentazione spontanea ma, preferibilmente, su appuntamento. Ciò che all’inizio è stato propagandato in maniera un po’ troppo semplificata come un miglior servizio al donatore, un modo per fare meno coda, è in realtà uno strumento di programmazione indispensabile per armonizzare la richiesta di sangue e la disponibilità dei volontari. Anche se poco noto, è utile far sapere che ogni settimana l’azienda sanitaria capofila del Dipartimento indica alle associazioni lo stato delle scorte, gruppo sanguigno per gruppo sanguigno, e l’eventuale previsione di maggiori necessità per trapianti o attività cliniche programmate. Ricevuto questo bollettino, le associazioni


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individuano negli elenchi dei propri soci coloro che per gruppo sanguigno e distanza dall’ultima precedente donazione potrebbero andare a donare nei giorni successivi, e li chiamano. La chiamata che i donatori ricevono, in genere in orario serale e a cura di volontari come loro, non è un promemoria generico, ma l’indicazione che di quella donazione avremmo bisogno entro pochi giorni. Purtroppo, a volte anche per nostro difetto di comunicazione, ci sentiamo liquidare con le frasi che tutti usiamo per liberarci dalla telefonata promozionale delle compagnie telefoniche o delle pay-TV, oppure i donatori ci dicono che “sì, so che chiamate per ricordarmi che dovrei prenotare ma io vado quando posso”. Nulla di male: la donazione è un gesto volontario ed è sacrosanto rispettare la libertà di tempi e modi; tuttavia dobbiamo far crescere la consapevolezza che in un sistema complesso come il nostro la chiamata non è “informativa promozionale” ma uno strumento indispensabile per far giungere ogni giorno nei servizi trasfusionali i donatori “giusti”, quelli di cui c’è maggiormente bisogno per evitare carenze o sprechi.

La campagna che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha proposto per il 14 giugno, Giornata mondiale della donazione di sangue, invita a non ricordarsi di donare solo nei momenti di emergenza, ma di donare ora (se possibile) e di donare con frequenza (Give blood. Give now. Give often), perché solo la periodicità garantisce la serena programmazione delle attività sanitarie a beneficio di tutti. Il bollettino veronese di queste settimane segna purtroppo, come molte altre volte all’inizio dell’estate, allarme rosso per molti gruppi sanguigni. Noi possiamo dare solo due risposte: convocare i nostri soci e aumentare il numero dei nuovi donatori. In merito al secondo punto, leggerete nelle pagine seguenti le tante iniziative che Fidas Verona propone nei mesi estivi non solo per la generica sensibilizzazione al dono, ma per il fattivo reclutamento di nuove leve (uno dei requisiti per partecipare al torneo di calcio a Dossobuono o di pallavolo a Bovolone è di aver fatto almeno una donazione). In merito alle convocazioni, dobbiamo poter contare sulla disponibilità di tutti: se un socio ci dice di non chiamarlo più, rispetteremo la sua decisione ma si sappia che così affronteremo le situazioni critiche con meno efficacia e con il rischio di chiamare più volte le stesse persone che, a lungo andare, avranno ragione di stancarsi. Ricordiamocelo: chi-ama risponde! 3

Periodico della FIDAS VERONA Donatori Volontari di Sangue Via Polveriera Vecchia, 2 - 37134 Verona Tel. 045 8202990 - Fax 045 8278521

www.fidasverona.it

Autorizzazione Tribunale di Verona n.1535 del 13.03.2003 Presidente Fidas Verona: MASSIMILIANO BONIFACIO Direttore responsabile: ADRIANA VALLISARI Grafica e stampa: FIDES srl - via Pacinotti, 11A 37135 Verona Hanno collaborato a questo numero: Angelica Baldo, Fausto Bazzani, Massimiliano Bonifacio, Andrea Burato, Giulia Campara, Monica Cardo, Chiara Donadelli, Loreta Cordioli, Maria Cristina Fontanarosa, Mirco Ghellere, Massimo Giacopuzzi, Mauro La Bella, Valentino Massella, Sara Melotti. Un grazie alle segretarie Eva e Vanna.


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UN DONO DA

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giunto al termine, anche per quest’anno, il nostro viaggio negli istituti veronesi, volto a informare e far conoscere il mondo della donazione. Otto istituti superiori contano una sezione Fidas Verona al proprio interno, ma il rapporto tra donatori e mondo scolastico cresce ancora. Nel corso degli anni, infatti, Fidas Verona ha sentito la forte necessità di ampliare il “Progetto Scuola”. Da un lato, per il positivo riscontro nella risposta da parte degli studenti e dei dirigenti; dall’altro, per la forte percezione che, ancora oggi, riguardo al tema della donazione rimangono troppo radicati luoghi comuni e informazioni errate. Ci sono bufale che, anche grazie all’uso incontrollato del web, invece di sparire rischiano di diventare virali, se non combattute capillarmente e quindi anche attraverso il contatto con le scuole. Forti di questa convinzione, grazie a un’idea supportata da Maria Dorina Crescente e realizzata da David Conati (già autore di libri per la scuola) e proposta alle educatrici da Maurizia Grisi, il progetto ha coinvolto in modo assolutamente positivo anche la scuola dell’infanzia, che si è aggiunta alle già consolidate scuole primarie, secondarie

Maria Cristina Fontanarosa

Nell’anno scolastico 2016/2017 abbiamo incontrato 219 classi, 4.884 alunni e 580 insegnanti, reclutando 154 nuovi aspiranti donatori. e superiori. Il nostro obiettivo è di arrivare a creare una rete di informazione e sensibilizzazione, che ponga nei bambini il primo seme di un futuro senso di collettività e porti i maggiorenni verso una scelta di altruismo, fornendo loro gli strumenti necessari per una scelta consapevole, sia etica che civile. Sappiamo che per il raggiungimento del nostro obiettivo è necessaria la continua e costante collaborazione di tutte le sezioni. Siamo però fiduciosi di poter ampliare ulteriormente questo impegno, che agisce sul presente guardando al futuro.

ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

ESTATE IN FIDAS PER 10 RAGAZZI Da giugno a settembre 10 ragazzi e ragazze del liceo Galileo Galilei e dell’Istituto Seghetti faranno dei percorsi di alternanza scuola-lavoro in Fidas Verona. Si tratta di studenti di terza e quarta superiore che stanno frequentando la nostra sede per apprendere il funzionamento dell’ufficio e l’attività di segreteria. Una bella occasione di crescita reciproca! I ragazzi, inoltre, potranno prestare servizio al Centro trasfusionale di Borgo Roma, accanto al nostro volontario di sala, assistendo a una parte delle attività di lavorazione trasfusionale. 4


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ECCO IL NUOVO SITO WEB L

’avete notato? Il nostro sito web www.fidasverona.it ha cambiato pelle. In occasione della 14a Giornata mondiale del donatore di sangue (il 14 giugno), è stata messa on line la versione rinnovata del sito web www.fidasverona.it. Il portale, migliorato nella grafica e nei contenuti, è stato sviluppato dalla web agency Colombo 3000 srl, che ha messo a punto la piattaforma, pensata per dare informazioni, notizie e risposte sulla donazione del sangue. Rifare un sito non significa solamente ripensarlo graficamente, rappresenta un progetto molto più ampio: ecco perché il restyling è frutto di un continuo confronto tra l’esperienza di web design dell’agenzia incaricata e i valori di Fidas Verona. Ora le pagine rendono più facile le ricerche ai visitatori e più veloce la gestione delle pubblicazioni agli editori. Il sito, infatti, è stato realizzato con un sistema ideato per facilitare la gestione dei contenuti, svincolando gli amministratori da competenze specifiche di informatica e programmazione, garantendo l’inserimento di testi, immagini o video in modo veloce e intuitivo. Inoltre, la navigazione risulta piacevole

grazie a un design fresco e alla tecnologia responsive, che permette al sito di adattarsi alle diverse grandezze dei monitor, garantendo un’ottima navigazione anche da smartphone e tablet. Una maggiore interattività è assicurata dalla funzione di ricerca testuale e dai commenti, spazi di dialogo inseriti nelle sezioni news ed eventi. La nuova grafica è moderna, chiara e mantiene lo stile e i colori del logo dell’associazione. Anche questo giornale potrà essere letto con molta più facilità e immediatezza. «L’obiettivo del rifacimento del sito di Fidas Verona era quello di trasmettere un’immagine aggiornata e funzionale, rimanendo coerenti con gli scopi dell’associazione, il tutto per favorire un’esperienza di navigazione migliore ai visitatori», precisa il segretario organizzativo Stefano Tassini, che ha seguito passo dopo passo il percorso di restyling. Obiettivo centrato, a giudicare dal risultato finale. Continuate a seguirci su

www.fidasverona.it

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MAI COSÍ TANTE DONAZIONI MA IL BISOGNO AUMENTA

Donatori in crescita del 2,3% rispetto all’anno precedente, grazie agli 11.970 associati delle 77 sezioni, in città e provincia. Questi i numeri presentati alla 23a assemblea provinciale annuale di Fidas Verona, che si è tenuta il 22 aprile a Salizzole, nella sala convegni del ristorante Ambassador. La nostra associazione si è ritrovata per valutare i risultati raggiunti e parlare delle sfide future. Con un obiettivo: promuovere sempre più il dono del sangue, reclutando nuovi donatori.

Nel 2016 sono stati ben 1.127 quelli che hanno teso il braccio per la prima volta; in crescita giovani e donne: la metà dei neo donatori ha meno di 28 anni e il 43% è di genere femminile. Il 2016 ha segnato pure il record di donazioni: 21.949, in aumento dello 0,9% rispetto al 2015, soglia storica, mai raggiunta dalla nostra fondazione. I numeri testimoniano la vivacità della nostra attività di promozione e l’impegno nella formazione dei volontari degli uffici di chiamata, che affiancano l’ufficio centrale di prenotazione interassociativo, in cui ogni giorno si raccolgono 200-300 richieste da donatori di tutta la provincia. 6

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ASSEMBLEA PROVINCIALE


UN INNO PER UN ACCORDO STORICO CANTARE IL DONO TUTTO INIZIÓ 20 ANNI FA

«Donare il sangue rende l’umanità migliore, per questo bisogna cantarlo al mondo!». Ne è convinta Roberta Zenti, presidente della sezione Fidas Verona di San Pietro di Morubio, autrice del nuovo inno associativo. “Dona il sangue per l’umanità” ha una melodia semplice e orecchiabile, adatta in particolare ai cori giovanili. «Il canto, dallo sfondo religioso, nasce con l’idea di essere proposto in chiesa durante le celebrazioni eucaristiche, in occasione della festa dei donatori di sangue», racconta Roberta, che attualmente suona la chitarra nel coro delle voci bianche di San Pietro di Morubio. «Il canto vuole essere un inno alla fraternità, che unisce il donatore di sangue allo sconosciuto ammalato – precisa –. Il dono del sangue: un gesto così unico e indispensabile per ridare la vita, la speranza e il sorriso a tanta gente, un gesto di grande amore e di grande umanità». L’inno è stato presentato in anteprima all’assemblea provinciale di aprile. Roberta Zenti era affiancata dai Giovani di San Pietro di Morubio (Oscar, Alberto, Michele, Roberta, Francesca, Aurora, Alice, Nicolò e Luca), che hanno accolto con grande entusiasmo l’idea di cantare e suonare per Fidas Verona. «La nostra associazione ha lo scopo di promuovere il dono del sangue, anche attraverso le forme artistiche – conclude l’autrice –. Sant’Agostino diceva che chi prega cantando prega due volte, così noi aggiungiamo che chi promuove il dono del sangue cantando lo promuove due volte! E quando in quello che facciamo aggiungiamo un po’ di brio ed entusiasmo, tutto è più bello». Chi vuole richiedere lo spartito, può farlo scrivendo a info@fidasverona.it.

È iniziato tutto così. Tre gruppi di donatori riuniti attorno a un tavolo: il Samaritano, il San Camillo de Lellis e il gruppo Francescano. Nel 1998 nasceva Fidas Verona, l'associazione che conosciamo oggi. L’idea di proporre un’associazione unica venne a Silvano Salvagno, nostro presidente onorario, insieme agli amici Sergio Rosa e Arrigo Scapini, co-firmatari dell’impresa. A Salizzole, nel corso dell’assemblea provinciale, si è ricordato un pezzo di storia: da qui infatti partì il Samaritano, guidato da Arrigo Scapini. L’89enne volto del volontariato della Bassa, per 25 anni presidente della sezione di Salizzole, è stato ringraziato con una targa commemorativa, “per aver contribuito a rendere reale un sogno”.

IL SILENZIO DELLA POLITICA... A Salizzole, nonostante gli inviti, non c’era nessun rappresentante della politica regionale, né dell’Ulss 9. Un’assenza che non è passata inosservata in sala. «Noi donatori ci impegniamo a più non posso per portare quante più persone a donare, ma nei centri trasfusionali si registrano attese lunghissime, nonostante le prenotazioni – ha evidenziato il presidente di Fidas Veneto Fabio Sgarabottolo –. La situazione è tamponata in qualche maniera dai medici, che spesso operano in modo eroico. Ma è evidente lo stato di inadeguatezza nella programmazione, che andrebbe pianificata meglio a livello centrale». Il problema della carenza di personale pesa non solo per le figure mancanti, ma si ripercuote su coloro che sono rimasti, come ha spiegato la dottoressa Loredana Martinelli, direttrice del dipartimento di Medicina trasfusionale e dell’Unità operativa complessa di Medicina trasfusionale di Bussolengo. Le difficoltà sono state segnalate più volte alle istituzioni, anche al direttore generale dell’Ulss scaligera, ma non è ancora arrivata alcuna risposta formale. «È vero che la nostra provincia ha perso da qualche anno la propria autosufficienza, ma conserva di gran lunga il primato regionale del numero di unità raccolte – ha rilevato il presidente di Fidas Verona Massimiliano Bonifacio –. La sofferenza del nostro Dipartimento interaziendale di Medicina trasfusionale dovrebbe trovare una risposta più sollecita e condivisa da parte della politica e degli amministratori della Sanità». 7


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A BERGAMO E MILANO: PRESENTI!

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er la prima volta nella storia di Fidas, il Congresso nazionale e la Giornata del Donatore si sono svolti a fine aprile in due diverse città in collaborazione tra loro: Bergamo e Milano. A Bergamo, i delegati hanno discusso sulla corretta gestione delle attività svolte, sui compiti assegnati alle associazioni dei donatori, sugli ultimi aggiornamenti normativi dell’attività sanitaria per giungere agli obiettivi in termini di autosufficienza, qualità, sicurezza, tutela del donatore e del ricevente. In tale prospettiva, il

volontariato del dono svolto dalla Fidas si qualifica, si valorizza e si accredita come partner autorevole e affidabile. A Milano, invece, sono stati diecimila i donatori arrivati da ogni parte dello stivale per ritrovarsi e sfilare durante la 36a Giornata

LA CAREZZA DI UN VERSO

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a passione per la poesia non ha confini, nemmeno d’età. Hanno partecipato anche due fratelli ultra ottuagenari, al settimo concorso di poesia “La carezza di un verso”, organizzato da Fidas Verona. I concorrenti sono stati premiati in biblioteca civica, all’interno della manifestazione Verona in Love.

del Donatore. Venti le sezioni Fidas Verona che hanno partecipato al corteo lungo le vie di Milano. Il passaggio del testimone fra i rappresentanti della Fidas Lombarda e di quella di Napoli, dove si svolgerà il Congresso 2018, ha ricordato che il dono del sangue attraversa l’Italia da un capo all’altro, nel segno dei valori della solidarietà e della gratuità.

STRAVERONA, SEMPRE PRIMI!

“Tutto ciò che non viene donato va perduto”

è un vecchio proverbio indiano, ripreso da Madre Teresa di Calcutta. Partendo da questo spunto, i partecipanti hanno sviluppato le poesie, ricordando in versi l’importanza della donazione. La giuria ha decretato due vincitrici: Beatrice Portioli di Verona, che si è aggiudicata il primo premio con la poesia Dono, e Rossana Verzelloni di Pegognaga (Mantova), seconda con Dono vitale. Una menzione speciale è andata a una ventina di bambini della parrocchia di San Martino Vescovo (San Martino Buon Albergo), che hanno aderito al concorso insieme alle loro catechiste. 8

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nche quest’anno siamo stati il gruppo più numeroso della Straverona! Ben 375 sportivi, domenica 20 maggio, hanno aderito alla squadra della nostra associazione. Gazebo, mongolfiera e tantissimi palloncini rossi a pochi passi dall’Arena hanno dato la carica ai partecipanti, che hanno percorso le vie della citta all’insegna del nostro slogan:

“Se corri con Fidas, corri per la vita”.


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iao a tutti, mi chiamo Mauro La Bella, ho 23 anni e sono socio donatore della sezione di Fumane. Mi sono avvicinato alla donazione di sangue nella primavera 2012, quando in un’assemblea al liceo che frequentavo dei ragazzi mi hanno fatto conoscere la Fidas. Fin da subito ho appreso l’importanza della donazione e, dopo i dovuti accertamenti, sono entrato a far parte della sezione Fidas del mio paese, crescendo in un ambiente di accoglienza e condivisione. Nel 2014 sono entrato nel gruppo Giovani di Fidas Verona, trovando ragazzi e ragazze come me, diventati poi amici, con la voglia e l’entusiasmo di promuovere e organizzare eventi per

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cercare nuovi donatori. Sotto la guida di Valentina Di Biase, all’interno del gruppo si è creato molto affiatamento, che ci ha permesso di partecipare a molti eventi, tutti diversi tra loro. Ad aprile sono stato nominato nuovo coordinatore Giovani: il mio obiettivo è quello di trovare aspiranti donatori

che vogliano unirsi alla nostra “famiglia”, partecipando alle tante iniziative rivolte al mondo dei giovani.

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«DONARE È STATO IL MIO REGALO PER I 18 ANNI» Ecco la sua testimonianza.

Diventare maggiorenne: il traguardo più atteso per noi giovani. Formalmente, a quest’età diventiamo “adulti” e liberi di scegliere, perciò vorrei parlarvi della mia di scelta. Già da tempo avevo deciso di fare qualcosa per me stessa e per gli altri: così, il giorno del mio diciottesimo compleanno, mi sono recata al centro trasfusionale di San Bonifacio, assieme a mia mamma, come donatrice di sangue e plasma. Inoltre mi sono iscritta all’associazione Admor (Donatori di midollo osseo e ricerca) per diventare potenziale donatrice di midollo osseo, e anche all’Aido per la donazione di organi, tessuti e cellule.

Non tutti i giovani sono sordi all’appello, anzi. C’è chi spontaneamente sceglie di compiere questo gesto. Come Angelica Baldo, che per i suoi 18 anni si è regalata un viaggio al centro trasfusionale. «Angelica ha appreso l’importanza del dono prima nella scuola primaria di Badia Calavena e poi nella secondaria, oltre che in famiglia, dove mamma e papà sono entrambi donatori Fidas – racconta Maurizia Grisi, che ha seguito la classe della giovane –. Sui banchi di scuola mi ha chiesto tutte le informazioni e poi si è registrata come aspirante donatrice: bravissima!».

Lancio un appello a tutti i ragazzi che hanno timore o che, semplicemente, non hanno mai pensato di diventare aspiranti donatori. C’è tanto bisogno di sangue, ma a questo ci si pensa solo quando la questione ci tocca in modo personale. Non c’è motivo di avere paura per il prelievo, anzi: ringrazio i dottori e gli infermieri per la grande bravura, cortesia, umanità e gentilezza che mi hanno dimostrato. Sono orgogliosa di essere donatrice, come i miei genitori. Chi ha la fortuna di essere in buona salute deve ricordarsi che la sua donazione potrebbe risultare fondamentale per salvare la vita a molte persone. 9


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I VOLTI DEL DONO

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VAI MARCO ORA S-FIDAS IL DESERTO! DA MENO 50 A PIÙ 50 GRADI PER IL DONO DEL SANGUE”: È L’ IMPRESA SPORTIVA E SOLIDALE CHE HA COME PROTAGONISTA MARCO MAZZI, ULTRAMARATONETA E DONATORE DI SANGUE FIDAS VERONA - SEZIONE AGSM.

Per il suo cinquantesimo compleanno, Marco si è regalato una sfida avvincente: correre delle ultramaratone in condizioni meteorologiche estreme, per promuovere il dono del sangue. Il 30 gennaio scorso ci è riuscito: è volato fra i ghiacci del Minnesota (Usa) per partecipare, unico italiano, all’impegnativa “Arrowhead 135 mile Winter Ultramarathon”: 220 chilometri di corsa a meno 20 gradi centigradi, con picchi ben più bassi. Li ha percorsi tutti, trainando una slitta, in 46 ore e 31 minuti, senza mai fermarsi, nemmeno per dormire. A breve, invece, toccherà l’estremo opposto: correrà a più 50 gradi, sotto il sole californiano, per la “Badwater Ultramarathon” della Death Valley (la Valle della morte). Lunedì 10 luglio sarà al via tra il centinaio di corridori da tutto il mondo: percorrerà strade infuocate, seguito da una vettura medica. Un obbligo, dal momento che quei 220 chilometri possono essere fatali: dovrà idratarsi di continuo, con una scorta di 50 litri d’acqua. «Questa corsa l’ho già sperimentata nel 2012 e nel 2013: la prima volta l’ho portata a termine in 36 ore, la seconda ho dovuto ritirarmi – racconta Marco –. Sono contento di avere avuto la possibilità di tornarci: dopo l’esperienza in Minnesota, dove ho combattuto col freddo, la fame e la sete, mi cimenterò in questa nuova avventura, portando con me le insegne di Fidas Verona». In valigia, sono già pronti adesivi, magliette e bandiera da sventolare dopo che avrà affrontato la fornace americana e le salite insidiose del percorso. L’iniziativa – sostenuta da Fidas Verona e dagli sponsor Agsm Verona

e Canadiens – ha creato un grande interesse mediatico, sia sulle testate giornalistiche che sui social network. «Marco è un nostro socio donatore da molti anni: anche questa volta saremo accanto ai suoi familiari per fare il tifo per lui – commenta il presidente di Fidas Verona Massimiliano Bonifacio –. Con queste impegnative imprese sportive testimonia l’importanza di donare il sangue, di cui è sempre alto il bisogno». Alla vigilia della partenza, l’emozione si fa sentire. «Speriamo bene: in questi mesi mi sono allenato e ho percorso la Nove Colli running (202 chilometri), arrivando settimo – dice –. Se tutto va bene, a settembre parteciperò alla “Spartathlon” (246 chilometri tra Sparta e Atene), ripercorrendoli a fine novembre per “Asa Atene-SpartaAtene” (492 chilometri)».

Vai Marco, s-Fidas il deserto anche per noi! 10


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DALLA TOSCANA CON FURORE

Questa è la storia di un donatore speciale: Pasqualino Gerace.

Massimo Giacopuzzi

Ci ha colpito per una scelta molto particolare: lui e la sua famiglia donano il sangue a Verona. E quindi? Ci sono migliaia di persone che lo fanno, dove sta la particolarità? Semplice: Pasqualino vive a San Miniato, in provincia di Pisa, e nonostante i 282 chilometri di distanza, tutti i componenti della famiglia tornano a Verona per donare periodicamente. - Pasqualino, innanzitutto come sei diventato donatore? «All’inizio ero spinto da una forte curiosità. Negli anni ’90 ne avevo sentito parlare e volevo fortemente diventare donatore. All’epoca però lavoravo in un laboratorio chimico e le analisi del sangue purtroppo non erano idonee, per un problema al fegato causato proprio da quel lavoro. Non appena ebbi la possibilità, cambiai mestiere, anche perché così sarei potuto diventare donatore! Sembra strano, ma questa è stata la mia prima motivazione».

vivono e operano. Per me i legami affettivi sono fondamentali. Essere parte dei donatori Fidas è un orgoglio, mi riconosco pienamente nei valori che l’associazione persegue e quindi, per riconoscenza, mi sento in dovere di fare del mio meglio per aiutare. Sembrerà strano, ma quello che io ricevo dall’essere donatore lo voglio “ridonare”, anche se a distanza. Non appena torno, passo dal centro trasfusionale: è un modo semplice, diverso e alternativo per dire grazie ed essere riconoscente».

- Hai trasmesso tu la passione del dono ai tuoi figli? «Assolutamente sì! E ne sono davvero orgoglioso, poiché non lo fanno per fare contento il papà, ma capiscono il senso profondo del gesto e si sentono felici nel farlo. Non è stato difficile convincerli: li ho semplicemente portati con me. Credo che l’esempio dei genitori sia fondamentale per i figli: un padre e una madre donatori hanno un potere immenso nel far capire l’importanza del gesto».

- Che consiglio daresti a chi non è ancora donatore? «Tutte le motivazioni che si adducono per non andare al centro trasfusionale sono solo scuse: bisogna superare la pigrizia e la paura. Chi aspetta il sangue non può e non deve dipendere dall’egoismo».

- Perché donate ancora a Verona e non in Toscana? «Sono nato e cresciuto a Caselle di Sommacampagna e sono ancora molto legato al paese e alle realtà che in esse

DONATORI FUORI DAL COMUNE Il 13 maggio, in Comune a Verona, sono stati ricevuti dall’amministrazione comunale i donatori della città che si sono distinti per numeri da record. Sono state premiate la sezione dell’Educandato “Agli Angeli”, che ha registrato il maggior incremento di donatori nel 2016, e la sezione di San Massimo, per il più alto numero di donazioni. Giancarlo Lugoboni, presidente della sezione Ferrovieri, è stato riconosciuto con un attestato e una medaglia per le 100 donazioni effettuate. A febbraio, per le loro 100 donazioni raggiunte nel 2015, erano stati insigniti a Palazzo Barbieri anche Rita Pasquato, Daniele Riboni, Giovanni Pernigo e Marco Salomone. 11


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VOLONE 9 LUGLIO A BO

Bovolone tivi comunali di or sp ti an pi im i gl no consecutivo, rona. Per il settimo an tto per llavolo Fidas Ve pa di e al ci in ov pr questo il mix perfe : to eo rn en to m il rti ve no di ta o ospi e tant solidarietà. ue, sport, musica all’insegna della a, tiv es Donatori di sang ta na or a si svolgeranno me una bella gi rante la mattinat du 9; e or trascorrere insie le r pe i e la finalissima uadre è previsto finale. Le semifinal di ti ar qu i Il ritrovo delle sq o gi ig entre nel pomer le fasi a gironi, m . ni e iscrizioni 17 e or e alle ni. Per informazio io oz em di saranno disputat ca ric giornata intensa, na.it. Ci aspetta una volley@fidasvero zo riz di l’in al l ai m a un basta scrivere : ti aspettiamo! venta donatore di e i no n co Gioca

CORRI CON LA FIDAS PER I MALATI DI SLA 25 GIUGNO A POZZO DI SAN GIOVANNI LUPATOTO Corsa non competitiva da 6, 12 e 15,5 chilometri. 12


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24 ORE DEL DONATORE DIECI ANNI DI BRACCIATE SOLIDALI

Dieci anni di bracciate solidali per la “24 Ore del Donatore”, la staffetta di nuoto nazionale organizzata da Fidas per promuovere il dono di sangue. Quindici minuti in vasca per coprire le 24 ore e ricordare che il bisogno di sangue non va in vacanza. La piscina olimpionica delle Terme di Giunone, a Caldiero, è pronta ad accogliere i partecipanti, che arriveranno da ogni parte d’Italia. Quest’anno si proverà a superare il record 2016: oltre 160 chilometri percorsi da 291 volontari. «L’organizzazione della manifestazione ormai è ben rodata, anche se per far funzionare tutto servirà come sempre l’impegno di tanti volontari – fa sapere Nicola Martelletto, presidente della sezione di Colognola ai Colli –. Mentre in acqua si dà il cambio chi nuota, fuori si avvicendano coloro che si occupano della segreteria, gli indispensabili “contavasche”, gli chef con i loro aiutanti, chi allestisce e smonta tutte le strutture. Un lavoro enorme,

ma che dà sempre grandi soddisfazioni!». «Nelle settimane precedenti inizia l’ansia per il meteo: abbiamo vissuto 24 Ore di sole e caldo, altre con la minaccia continua del maltempo, in alcune occasioni siamo stati bersagliati dai diluvi estivi – aggiunge il presidente provinciale Massimiliano Bonifacio –. La 24 Ore resta però un evento di grandi emozioni: il countdown iniziale e finale, la mitica campana del 1856 che segna il cambio staffetta, l’ammirazione per le prestazioni degli agonisti, la simpatia per chi scende in acqua sapendo a malapena stare a galla. Tutti uniti per lo stesso scopo». Dalle Terme di Giunone sono passati in tanti: migliaia di volontari e pure molti atleti famosi e testimonial d’eccezione, dai nuotatori professionisti ai volti noti del piccolo schermo. A questa decima edizione, il 26 e 27 agosto, ne vedremo delle belle.

C’è tempo fino al 19 agosto per prenotare i propri 15 minuti di nuoto: basta telefonare al numero 346/8780965 o scaricare il modulo di prenotazione sul sito www.fidasverona.it.

10 SETTEMBRE

Una Montagna da Favola EMBRE 2017 DOMENICA 10 SETT0 Malga San Giorgio. 10.0

ore ra. PER TUTTI: ritrovo 0 a Malga La Casa PERCORSO FACILE con arrivo ore 12.0 0 per passeggiata Partenza ore 10.3 Malga San Giorgio. TE: ritrovo ore 9.30 ENA ALL a. E SON tagn mon PERCORSO PER PER ssarie calzature da percorso 3 ore; nece

Passeggiata da San Giorgio a Parparo Vecchio, organizzata dalla zona Nord in collaborazione con la sezione di Povegliano. 13


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DONARE È UN GIOCO DA RAGAZZI I giochi senza frontiere targati Fidas Verona hanno fatto il pienone anche quest’anno. Per il sesto Palio del donatore ZugarDonando, in tantissimi si sono riversati a Dossobuono (che ha pure vinto). L’11 giugno, negli impianti sportivi del paese, è andato in scena l’ormai tradizionale trofeo di giochi all’aperto, in cui ci si sfida a colpi di giochi creativi e prove di abilità. Un’occasione di divertimento, ma soprattutto di promozione del dono, perché possono parteciparvi solo donatori attivi o aspiranti donatori.

TORNEO DEL BASSO VERONESE Il 17° Torneo di pallavolo delle sezioni Fidas Verona del Basso Veronese è stato conquistato anche in questa edizione dalla sezione di Salizzole. Il 17 giugno, nei campi sportivi di Ronco all’Adige (terra di Agostino Crescente, donatore alla cui memoria è intestato il torneo) si sono affrontati i giovani rappresentanti delle dieci sezioni promotrici: Bonavicina, Bovolone, Casaleone, Cerea, Isola Rizza, Mazzantica, Ronco all’Adige, Roverchiara, Salizzole e San Pietro di Morubio.

TUTTI SUI PEDALI PER DIRE OGGI DONO! Fausto Bazzani Piccola sezione, grande evento: si potrebbe riassumere così la 19a edizione della biciclettata Fidas del Basso Veronese, organizzata dai donatori di Mazzantica. Il 21 maggio scorso il sole ha accompagnato i partecipanti lungo tutto il tragitto, partito dal cortile delle scuole. Qui, davanti alla mongolfiera Fidas Verona, sono stati consegnati i gadget e il pacco gara. E poi via attraverso la meravigliosa pianura, passando per Villafontana, Ca’ degli Oppi, Oppeano e Isola Rizza, dove la sezione locale ha preparato un punto ristoro. Il serpentone di ciclisti è poi ripartito verso Bovolone e Mazzantica, condividendo in un clima di festa i valori di Fidas. Oltre al presidente provinciale Massimiliano Bonifacio, ha partecipato alla biciclettata anche il sindaco di Oppeano Pietro Giaretta, a testimonianza della vicinanza delle istituzioni. 14


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SAN MASSIMO CROCE BIANCA-BASSON

L’UNIONE FA LA FORZA Una stretta di mano fra presidenti, sotto il campanile di San Massimo, ha coronato la nascita della nuova sezione San Massimo – Croce Bianca – Basson. Il cammino di unificazione tra le sezioni di San Massimo – Croce Bianca e quella, poco lontana, di Basson è ultimato. Le due realtà si sono fuse sul finire dello scorso anno, per ottimizzare la presenza sul territorio. La sezione di Basson, infatti, era nata nel 2012 su impulso del giovane Alex Vantini, che voleva creare un gruppo di donatori in quest’area periferica, rendendo più vivo e collaborativo un quartiere-dormitorio della città. «L’idea mi era venuta ancora sui banchi di scuola, dopo aver ascoltato le testimonianze di alcuni donatori in classe: Fidas Verona ha accolto la mia richiesta e sono riuscito a reclutare 25 donatori per dar vita alla sezione», racconta Vantini, ex presidente della sezione Basson (di cui era l’unico componente del direttivo), oggi consigliere della sezione unificata. A distanza di alcuni anni, però, a Basson non si era riusciti a strutturare un consiglio; su proposta del segretario organizzativo provinciale Stefano Tassini, la sezione ha iniziato il processo di fusione con la vicina San Massimo – Croce Bianca. Un cambiamento che i donatori hanno accolto favorevolmente, in un’ottica di maggiore funzionalità. «Da parte nostra c’è piena collaborazione: in questo modo non si disperde un patrimonio raccolto con fatica in questi anni e si può continuare a fare promozione sul territorio dei tre quartieri», commenta Vincenzo Ronca, presidente della sezione San Massimo – Croce Bianca, che ora affianca al nome anche la dicitura “Basson”. Il labaro “a tre”, nuovo di zecca, è già stato usato nelle cerimonie pubbliche e continuerà a essere mostrato nelle future occasioni. Come la festa sezionale del prossimo 15 ottobre, che si terrà proprio al Basson, a testimoniare l’attenzione a questa zona. I 25 donatori che facevano parte della sezione sono stati avvisati del cambiamento; riceveranno la tessera con la nuova denominazione in occasione della loro prossima donazione. In totale, i donatori della “nuova” sezione unica salgono così a 160.

MOZZECANE

DIVERTIRSI È UNA COSA SERIA A Carnevale ogni scherzo vale, si sa: ma non era uno scherzo l’attività di promozione messa in piedi dalle sezioni di Fidas Verona. Molti volontari, vestiti da gocce di sangue (sezione di Mozzecane, nella foto), hanno partecipato alle sfilate in maschera, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione. C’è persino chi ha pensato ad allestire un carro intero, come i giovani delle sezioni di San Martino Buon Albergo, Lavagno e Mezzane, che hanno rappresentato su un ring il tema “Non mettere a tappeto la vita, dona sangue”. 15


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BOVOLONE

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QUANDO IL VINO FA BUON SANGUE

Con il patrocinio di

Città di Bovolone

DONATORI VOLONTARI DI SANGUE sezione di

BOVOLONE

La FIDAS Verona Donatori Volontari di Sangue Sez. di Bovolone organizza con il patrocinio del Comune di Bovolone un incontro sul tema:

IL VINO FA BUON SANGUE

BERE BENE PER VIVERE MEGLIO E DONARE DI PIÙ

GIOVEDÌ

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2017 MAGGIO

DONATORI VOLONTARI DI SANGUE sezione di

BOVOLONE

ore 20.45 Auditorium Biblioteca Civica - Via Vescovado, 7 Programma: Tema: Effetti collaterali dell'abuso di alcool A cura di ULSS 9 Scaligera

Tema: Metodi di produzione del vino Relatore: Marco Stevanini Enologo delegato della cantina Rizzi. Tema: Guide al bere bene Relatori: Enrico Fiorini Miglior Sommelier Veneto 2014 Gianluca Boninsegna Miglior Sommelier Veneto 2015 Marco Scandogliero Miglior Sommelier Veneto 2016

Al termine degli interventi degustazione guidata da parte dei sommelier L'ingresso è libero e gratuito.

INFO: ca.venturi@outlook.it

Come conciliare il piacere di un bicchiere di vino con la donazione? Di questo si è parlato il 4 maggio a Bovolone, dove la sezione locale ha organizzato un incontro di approfondimento sul tema del bere responsabile, all’insegna dello slogan “Bere bene per vivere meglio e donare di più”. Come è noto, è sconsigliato assumere alcol subito dopo la donazione. In generale, però, il vino bevuto con moderazione può apportare nutrienti utili all’organismo; in particolare il ferro, minerale prezioso per la sintesi dell’emoglobina. Se un bicchiere di vino rosso al giorno non è da demonizzare, va invece evitato il consumo eccessivo: l’abuso di alcol ha conseguenze negative per il fegato e per l’assorbimento dei nutrienti necessari per la sintesi dei globuli rossi (ferro, vitamina B12, folati). I consigli per la salute sono stati forniti dal dottor Florindo Bernardini, assessore ai servizi sociali del Comune di Bovolone, che ha spiegato gli effetti collaterali per l’organismo. L’enologo Marco Stevanini, della Cantina Rizzi, ha illustrato invece i metodi di produzione del vino. All’incontro hanno partecipato anche il presidente di Fidas Verona Massimiliano Bonifacio, il vicepresidente di Fidas Veneto Carlo Alberto Venturi e, per la sezione di Bovolone, il presidente Federico Bertin ed Emanuele Venturi. La serata si è chiusa con una degustazione guidata da parte di tre sommelier pluripremiati: Enrico Fiorini (Miglior sommelier Veneto 2014), Gianluca Boninsegna (Miglior sommelier Veneto 2015) e Marco Scandogliero (Miglior sommelier Veneto 2016).

S. MARTINO BUON ALBERGO

NUOVA SEDE, NUOVO SLANCIO Giulia Campara Sabato 24 dicembre si è tenuta la tanto attesa inaugurazione della nuova sede della sezione San Martino Buon Albergo, all’interno di uno stabile comunale in cui trovano spazio molte altre attività di volontariato. Ora abbiamo a disposizione un’ampia sala, con accesso alla terrazza, per rendere ancora più piacevoli i nostri incontri. Per una sezione numerosa come la nostra, che cresce e conta già 300 donatori, uno spazio adeguato è e sarà nei prossimi anni il centro del nostro entusiasmo per coinvolgere sempre di più gli abitanti di San Martino e far capire l’importanza di donare il sangue. 16


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LA FIDAS A SCUOLA

Loreta Cordioli

Ecco alcune impressioni della classe quinta: “I volontari di Fidas ci hanno fatto capire il significato della parola donazione. È stata veramente una giornata magnifica, che ha convinto e ispirato molti di noi a donare il proprio sangue quando saremo adulti”. (Nicholas e Mattia) “Ho capito che donare il sangue è donare speranza a molte persone; più sangue si raccoglie più vite si salvano! Donare vuol dire aiutare gli altri!”. (Clara ed Emma) “La cosa che mi ha colpito di più è che i donatori non lo fanno per soldi, ma soltanto per fare del bene”. (Martina) La nostra scuola primaria “Don Giovanni Calabria” ha aperto nuovamente le porte agli amici della sezione Fidas Verona di Alpo. Sabato 25 marzo Denis, Alessandra e il giovanissimo Giacomo, nostro ex alunno, hanno parlato con i bambini dell’importanza della donazione come gesto di amore verso gli altri. Tutta la scuola è stata coinvolta in un gioco sull’atto spontaneo della donazione, raccogliendo delle simpatiche “goccioline di sangue”. Per i ragazzi di quinta c’è stato poi il momento della lezione in classe. Attraverso la proiezione di un video e le testimonianze dirette, i volontari hanno guidato gli alunni in una discussione sugli aspetti scientifici e sul significato morale e civile della donazione. Da anni come scuola accogliamo con entusiasmo i progetti e le proposte di Fidas e siamo orgogliosi di contribuire a divulgare il messaggio dei volontari. Noi insegnanti crediamo che queste iniziative servano a gettare un piccolo seme nel cuore di ogni bambino e speriamo che ognuno di loro, da adulto, saprà farlo germogliare nel meraviglioso fiore dell’altruismo.

“Chi dona il sangue per me è un eroe, perché aiuta le persone a stare bene”. (Sofia) “Da quando sono alla scuola primaria i volontari della Fidas sono sempre venuti a spiegarmi come funziona la donazione e mi hanno trasmesso il suo grande valore. Io da grande diventerò donatore!” (Giacomo) “La Fidas è un’associazione importantissima, perché aiuta le persone a guarire” (Kaveen, Federico, Giovanni) “La lezione della Fidas mi ha insegnato che il diritto di avere sangue in caso di necessità e il dovere di donarlo hanno lo stesso peso sulla bilancia della vita” (Aurora) “La giornata con la Fidas mi è piaciuta tantissimo: mi ha fatto capire che la vita è importantissima e tutti abbiamo il dovere di donare a chi ne ha bisogno” (Anita, Giulia)

ROVERCHIARA

A DONARE S’IMPARA

Mirco Ghellere

Sabato 25 febbraio si è svolto presso la scuola secondaria di primo grado di Roverchiara il consueto incontro informativo sul tema della donazione del sangue. L’incontro, rivolto agli alunni del secondo anno, ha visto la partecipazione di 40 ragazzi. Dopo una breve introduzione su chi è Fidas Verona e su come opera nel territorio la locale sezione di Roverchiara, è stato proiettato il filmato “Verso i tuoi 18 anni”. A seguire, si è aperta la discussione con i ragazzi, che hanno espresso tutte le curiosità e chiesto chiarimenti inerenti il sangue e le sue funzioni. Gli studenti si sono dimostrati interessati a questo mondo a loro sconosciuto. Tutto questo ci sprona ancor di più, come impegno istituzionale, a diffondere la cultura della donazione.

Dare una corretta informazione è un compito che spetta alla nostra associazione: tramite i ragazzi, cerchiamo di entrare nelle famiglie, per far arrivare anche ai genitori e ai fratelli più grandi il nostro messaggio. Grazie agli insegnanti e al dirigente dell’Istituto Comprensivo “Berto Barbarani” di Minerbe per la disponibilità e l’organizzazione di questo momento formativo. 17


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SANT’AMBROGIO DI VALPOLICELLA

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UN MONUMENTO SPETTACOLARE Un bellissimo pellicano, esempio di altruismo estremo, adorna il nuovo monumento al donatore di sangue, inaugurato il 27 maggio a Sant’Ambrogio di Valpolicella. «Per noi è stata una giornata memorabile: l’opera è stata realizzata dallo scultore Matteo Cavaioni, partendo da un pregiato progetto grafico del maestro Milo Manara», spiega il presidente della sezione ambrosiana, Lino Lavarini. Per secoli il pellicano è stato usato come immagine di dono supremo: Dante adoperò questo simbolo nella Divina Commedia, per identificare Gesù, ma la leggenda del pellicano che si ferisce il petto con il becco per nutrire i suoi piccoli col proprio sangue è molto più antica. Rispetto all’iconografia tradizionale, il maestro Manara ha apportato un cambiamento: affinché l’immagine risultasse più chiara e coinvolgente, al posto dei cuccioli di pellicano ha inserito un cucciolo d’uomo. «Ringrazio i volontari, l’amministrazione comunale e gli innumerevoli sostenitori e sponsor che hanno permesso la realizzazione di quest’opera – conclude Lavarini –. È un monumento che rimarrà ai posteri, con l’intento di sensibilizzare al dono del sangue tutti quelli che si fermeranno ad ammirarlo».

ZONA NORD

GENEROSITÁ AD ALTA QUOTA

Valentino Massella, Sara Melotti, Monica Cardo

Festa, allegria e divertimento, per coinvolgere in modo diretto e spontaneo alla donazione: una ricetta vincente per noi della zona Nord. L’entusiasmo delle nostre iniziative sta dando risultati molto positivi, visto l’aumento dei donatori e degli aspiranti. I ragazzi vengono accolti in amicizia, senza sentirsi obbligati al dono, e questo li fa sentire parte di un gruppo. Dopo il successo delle precedenti tre edizioni, Fidas Verona zona Nord ha riproposto Fidasnow, gita rivolta agli appassionati degli sport invernali, finalizzata alla promozione. L’evento ha coinvolto 50 giovani, provenienti da Lessinia, Valpantena e Valpolicella, attratti dall’aspettativa di una giornata insieme. Così, l’11 febbraio le piste di Obereggen hanno subito l’invasione delle nostre gocce di sangue: la giornata si è rivelata un grande successo. Il giorno seguente abbiamo proposto Fidas on ice, un pomeriggio di pattinaggio al palaghiaccio di Bosco Chiesanuova. La formula, simile alla precedente, prevedeva un piccolo incentivo sul prezzo del biglietto di entrata nella struttura. L’aperitivo offerto a tutti i partecipanti e un dj set sempre acceso hanno permesso di ottenere una risposta forte dei donatori della zona Nord. Infine, il 5 marzo si è svolta la ciaspolata tra San Giorgio, Malga Malera, Malga Grolla, Parparo di Sopra, con arrivo a Malga la Casara. Ci sono state 241 adesioni: un vero traguardo, vista l’inclemenza del meteo. Ogni anno stupisce che lo sfondo della montagna richiami tanta gente e riesca sempre a suggerire argomenti efficaci alla promozione. Fidas Verona zona Nord gode di un dono grande: lo spirito di gruppo saldo e vero che le permette efficacia e risultato. Nella soddisfazione presente vive il desiderio di lavorare ancora senza sosta per il bene della comunità. 18


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L’ANGOLO DEI LETTORI

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GRAZIE DONATORI, SE NON CI FOSTE VOI… Riceviamo e pubblichiamo una lettera di elogi indirizzata alla nostra associazione. «Anche se i problemi sono tanti, anche se spesso facciamo i salti mortali per coprire le carenze, anche se siamo a volte degli impropri parafulmini, manifestazioni come queste, semplici ma piene di gratitudine, danno la carica per andare avanti», commenta il presidente Massimiliano Bonifacio. Il ringraziamento è esteso a tutti i volontari dei centri trasfusionali.

di Bussolengo per ricevere le na sio sfu tra o Buongiorno a tutti, ntr ce al ziente che si reca sovente sono un familiare di un pa da tempo. in questo a malattia che lo tormenta un di a us ca a , ue re a quello che succede ng te sa sis l as de di no me a re fa . Queste ttesa, non posso ano i donatori di sangue riv ar Mentre io sosto in sala d’a na rtu fo r pe e to tut nti, ma soprat preziosa e vitale come il a nz sta so a un o centro. Arrivano sì i pazie nd na do tempo e una parte di sé, persone offrono il proprio sangue. ! i. Proprio a tutti i donatori di sangue esto che sono qui a scriverv qu r pe GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE è re: gia elo a i ma e ti a criticare stra, c’è un tavolino con de lla su ti tra en Di solito siamo sempre pron na pe ap o d’attesa e ho visto che, buona maniera, sia con lor a un o nn ha e ieri ero ancora nella sala ch to No ri. o l’arrivo dei donato due signore che coordinan che sono dici. a, invece mi hanno detto ov pr che con le infermiere e i me in e ier erm inf ro sse fo to: pensavo disponibili, discrete. Due li, nti ge , nte te at e, Incuriosito, mi sono informa av br ero: queste persone sono tricarsi. delle volontarie. Non esag la gente non sa come dis i cu in i bit am ri alt in e ch ero an belle figure che ci vorrebb ti! enti per quello che fate tut Grazie ancora e complim Lettera firmata

CONCOI RSO D FOTOGRAFIA

Un calendario per ricordare l’importanza della donazione del sangue, ogni giorno. È l’idea lanciata dalla sezione Fidas Verona di Perzacco (Zevio) per festeggiare il traguardo dei 50 anni di attività. L’anniversario scadrà nel 2019, ma il gruppo di donatori locali si è già messo all’opera. Il concorso fotografico è aperto a tutti gli appassionati di fotografia, non professionisti. Le immagini si potranno inviare fino al 3 dicembre 2017 all’indirizzo mail perzacco@fidasverona.it. Sul sito web www.fidasverona.it è pubblicato il regolamento, insieme il modulo di adesione da compilare. 19


"NOI DONATORI" n. 30 - Giugno 2017  

Periodico di informazione a cura di Fidas Verona (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) www.fidasverona.it

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