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PERIODICO DI INFORMAZIONE A CURA DI FIDAS VERONA – DONATORI VOLONTARI DI SANGUE

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N. 29 - dicembre 2016


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Presidente Fidas Verona

CHE CI CREDIATE O NO

l mattino del 24 agosto tutti ci siamo svegliati con la notizia, catastrofica e angosciante, del terremoto che ha devastato il Centro Italia. Già dalle prime ore la Protezione Civile, attraverso le sue articolazioni organizzative, si è messa all’opera e, in parallelo, si è attivata la rete di solidarietà civica, quella ormai consueta gara per mettere a disposizione beni di prima necessità e offerte economiche. Accade in questi contesti che venga lanciato anche l’appello a donare sangue e, poiché la percezione comune è che in uno scenario sismico questo invito sia scontato e necessario, il messaggio ha trovato rapida eco nei mezzi di informazione. In realtà, le statistiche dicono che il fabbisogno di sangue nei grandi terremoti è decisamente inferiore rispetto ad altre catastrofi (deflagrazioni, incidenti ferroviari) perché, purtroppo, sono più le vittime che i feriti bisognosi di trasfusione. Proprio per indirizzare nei giusti binari la disponibilità dei cittadini, il Centro Nazionale Sangue già nella tarda mattinata del 24 agosto aveva indicato che la situazione era sotto il pieno controllo del piano nazionale per le maxiemergenze e invitava a programmare la propria donazione, contattando il servizio trasfusionale di riferimento. Nelle stesse ore, tuttavia, molti cittadini continuavano a lanciare appelli allarmistici attraverso i social network, amplificandoli e corredandoli di riferimenti più o meno verificabili. Anche nella nostra provincia una volenterosa cittadina decide di pubblicare su un gruppo Facebook (privato, ma con quasi 4.000 membri iscritti) un accorato messaggio: “Vista l’emergenza di stanotte a causa del terremoto si chiede di donare sangue… presso il centro di Negrar… se doveste e lo spero presentarvi in molti, l’importante è che vi presentiate entro le 10.30, anche senza prenotazione”. Le prime reazioni sono ovviamente di condivisione, incluse richieste di informazione da parte di chi non aveva mai donato. A un certo punto, un altro utente però commenta: “C’è un comunicato ufficiale di Fidas Verona, leggere attentamente grazie!”. Il rimando era a una nota che, a poche ore dal messaggio del Centro Nazionale Sangue, ho scritto personalmente e fatto diffondere tramite il nostro sito, la nostra pagina Facebook e la App: “Molte persone da ieri ci stanno contattando per chiedere informazioni sulla donazione del sangue e dare la propria disponibilità a supporto delle vittime del terremoto: una bella testimonianza di solidarietà e di condivisione. Al momento, tuttavia, non è stata richiesta la movimentazione di unità dal Veneto, né

dalla nostra provincia: Fidas Verona invita, quindi, i propri donatori a programmare la donazione con la consueta modalità, chiamando il Centro Unico di Prenotazione. Non è necessario, né utile in questa fase, che donatori non prenotati si riversino in massa e senza prenotazione rispondendo ad appelli che non sono diffusi dalle associazioni e non rappresentano la reale necessità del momento”. Al che la zelante cittadina, fin qui giustificabile e in buona fede, risponde piccata: “Mi sento di smentire, in quanto dalla regione Veneto ieri sono partite 300 sacche!”. Alla successiva replica (“Hai l’assoluta certezza di questa informazione?”), ribadisce convinta: “Ieri la regione Veneto ha diffuso la circolare con le sacche spedite”. Ora, a posteriori e lontani dalla concitazione di quei momenti, è facile verificare come nemmeno una sacca sia stata inviata dalla nostra Regione agli ospedali di Lazio e Marche; anzi, qui l’eccesso di donazioni spontanee ha portato a un esubero e, di fatto, a un doloroso sperpero. Il punto, tuttavia, non è questo: nell’era della comunicazione digitale l’affidabilità di una notizia non risiede nell’autorevolezza (istituzionale o giornalistica) di chi la pubblica, ma nella pervicacia di chi la sostiene, in genere senza evidenze, e nel tam tam di chi la condivide, rilancia e diffonde. L’equilibrio tra la domanda sanitaria di emocomponenti e la disponibilità di tanti generosi donatori di sangue richiede una cabina di regia complessa, in cui i responsabili delle associazioni sono quotidianamente attivi. È un dovere morale che è stato ribadito anche dalla recente assemblea provinciale di Fidas Verona, che ha approvato un documento che impegna tutte le sezioni a concorrere con i propri volontari all’attività degli uffici di chiamata, per convocare e prenotare i donatori secondo le reali esigenze. In questo modo si supera la variabilità della raccolta, che non raramente in passato ha portato ad alterne concentrazioni e carenze, a seconda dei diversi periodi dell’anno. Il singolo donatore non è tenuto a conoscere i meccanismi della programmazione, ma deve sapere che dietro il coordinamento di decine di migliaia di volontari c’è un lavoro quotidiano, silenzioso, evidentemente non riconosciuto ma certo non meno efficace degli strilli che possono risolvere nell’immediato una situazione critica, ma con una strategia di corto raggio. Anche se non lanciamo allarmi sui giornali, anche se vi sembra che abbia ragione chi fa la voce più grossa, anche se condividere un certo appello vi sembra sensato e giusto, fermatevi un attimo, chiedete a noi… e fidatevi! 2

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Massimiliano Bonifacio

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EDITORIALE

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ALESSIA A CAPO DEI GIOVANI

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na donatrice veronese ai vertici della Fidas Giovani. È la 23enne Alessia Balzanello, eletta coordinatrice nazionale il 2 ottobre scorso, durante l’assemblea nazionale di Roma. Consigliere Fidas Verona e delegata alle attività giovanili per la sezione Fidas Terme di Giunone di Caldiero, dove abita, Alessia è già stata per un anno segretaria nazionale del coordinamento giovanile. Assieme a lei (al centro, nella foto), sono entrati a far parte del coordinamento Gabriele Pesce di Fidas Novi Ligure (per il Nord Ovest), Enrico Mazza di Fidas Treviso (per il Nord Est), Emanuele Coco di Fidas Caltanissetta (Centro Sud e isole) e il segretario Luca Molinaro, di Fidas Paola. - Alessia, complimenti! Sei stata investita di una carica importante: coinvolgere i giovani donatori. Con che spirito affronti questa sfida? «Ci tengo molto. Quando ho iniziato a partecipare attivamente in Fidas, sono stati proprio i giovani che mi hanno fatto vivere momenti splendidi, di grande crescita. Devo a loro un grande grazie. Ora essere stata eletta mi permetterà di offrire il mio contributo ai giovani che si affacciano per la prima volta al dono, affinché possano vivere al meglio questa esperienza. Ho l’opportunità di costruire un percorso formativo che li aiuti a credere sempre nel

volontariato e che li renda partecipi il più possibile all’interno della nostra associazione». - Quali sono le azioni che hai messo in campo in questi primi mesi di lavoro? «All’inizio non è stato semplice, ma il sostegno non è mancato. Siamo partiti con le videochiamate ai miei vice coordinatori, provenienti da diverse parti d’Italia. Insieme abbiamo programmato i prossimi eventi, tra cui gli incontri di fine anno. Abbiamo poi iniziato a progettare il Meeting Giovani, che nel 2017 si terrà a Caltanissetta. Inoltre, settimana dopo settimana, sto conoscendo nuove realtà da tutta Italia». - Cosa ti auguri di portare a casa, alla fine di questo incarico? «Quando ho iniziato la mia esperienza in Fidas non pensavo di dover portare con me una valigia. È diventata una compagna di viaggio, che pian piano si è riempita di amicizie e di informazioni. Ho approfondito la conoscenza di Fidas e capito quanto sia fondamentale valorizzare sempre più i giovani al suo interno. Tutto questo bagaglio rappresenta un grande arricchimento personale, che spero di continuare a trasmettere a chi mi circonda, anche quando l’incarico si concluderà».

PREMIO DI POESIA “LA CAREZZA DI UN VERSO” Fidas Verona, insieme al Comune di Verona, organizza il 7° premio di poesia “La carezza di un verso”. Tutto ciò che non viene donato va perduto è il tema dell’edizione 2017. Le poesie dovranno giungere entro le ore 12 del 15 gennaio in sede provinciale, oppure via mail (info@fidasverona.it). Le premiazioni si terranno l’11 febbraio 2017 in Biblioteca Civica. 3

Periodico della FIDAS VERONA Donatori Volontari di Sangue Via Polveriera Vecchia, 2 - 37134 Verona Tel. 045 8202990 - Fax 045 8278521

www.fidasverona.it Autorizzazione Tribunale di Verona n.1535 del 13.03.2003 Presidente Fidas Verona: MASSIMILIANO BONIFACIO Direttore Editoriale: SILVANO SALVAGNO Direttore responsabile: ADRIANA VALLISARI Grafica e stampa: FIDES srl - via Pacinotti, 11A 37135 Verona Hanno collaborato a questo numero: Cristiano Ambrosi, Giorgina Ambrosi, Alessia Balzanello, Fausto Bazzani, Massimo Begnoni, Federico Bertin, Massimiliano Bonifacio, Monica Cardo, Giovanni Di Biase, Mirco Ghellere, Riccardo Guardini, Rolando Imperato, Moira Molani, Giovanni Maria Molinaroli, Deborah Permunian, Massimo Piazzola, Stefano Tassini, Nicola Trande.


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CIAK… SI GIRA!

“Scegli un posto in prima fila. Dona il sangue” è il tema della nuova campagna comunicativa integrata di Fidas Verona, presentata durante l’assemblea provinciale del 19 novembre, a Grezzana. Lo slogan verrà utilizzato per i calendari 2017 (con le fotografie di Enrico Marcolungo), nei manifesti promozionali e nella comunicazione sui social network. E, novità assoluta, nel nuovo spot cinematografico che verrà proiettato nei cinema veronesi dal prossimo anno. Il 31 ottobre scorso, infatti, il Centro trasfusionale dell’ospedale di Borgo Roma si è trasformato in un set. Per cinque ore i tecnici della casa di produzione ZetaGroup di Treviso, diretta dal regista Massimo Belluzzo, hanno ripreso i protagonisti dello spot: Giuseppe Nitti di Belluno ed Eleonora Panizzo di Padova, due giovani attori di teatro, cinema e televisione. Un intenso lavoro di post-produzione ha permesso di ottenere i venti secondi di video promozionale. «Abbiamo creato un piccolo gioco cinematografico: partendo dal primissimo piano di uno spettatore che guarda un film in sala, l’inquadratura si allarga e si sfuma, mostrando che la poltrona in realtà è quella dell’ospedale, mentre è in corso l’atto della donazione», spiega Dario Sanna, direttore creativo e titolare della Sanna Communications, l’agenzia padovana incaricata di realizzare il filmato. La sensibilità al dono nella nostra provincia è molto alta, come testimoniano gli oltre 11.800 iscritti a Fidas Verona. Tuttavia, bisogna mantenere alta la guardia: ecco perché si è pensato a nuovi modi di comunicazione del dono. Un tema, quest’ultimo, affrontato anche con una tavola rotonda durante l’assemblea provinciale autunnale (foto a lato). «È necessario tenere viva l’attenzione e coinvolgere nuovi volontari – sottolinea il presidente Massimiliano Bonifacio –. Per questo lo spot andrà in onda quotidianamente anche sulle tv locali: vorremmo che lo spettatore si identificasse nel protagonista e si chiedesse: “Posso donare anch’io?”».

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UN DON-ATTORE SPECIALE È

volato dalla Spagna al centro trasfusionale di Borgo Trento per donare il sangue d’estate, quando le scorte rischiano di assottigliarsi. L’attore veronese Francesco Testi, associato alla sezione Fidas di Caselle di Sommacampagna, ha risposto subito all’appello. Il 22 agosto, dopo aver chiesto ai volontari Fidas di prenotargli la donazione, ha allungato il braccio a Borgo Trento. Una visita lampo – giusto il tempo di salutare i volontari e scattare un selfie con il nostro fotografo Angelo Fasoli – prima di rientrare nella penisola iberica. Qui, infatti, il “donattore” stava girando le nuove puntate di Velvet, la serie trasmessa su Rai1 in cui interpreta l’imprenditore italiano Marco Cafiero. Da alcuni anni Francesco Testi ha deciso di sposare la causa di Fidas Verona, diventando un associato e decidendo pure di tipizzarsi come aspirante donatore di midollo osseo.

GRAZIE SIGNORA FLORA! L

e benemerenze di Fidas Verona hanno un tratto distintivo: la bellezza del nome scritto a mano. Un gesto paziente, che si deve a Flora Perbellini: è lei ad aver vergato con maestria i nomi dei donatori sulle pergamene, in tutti questi anni. Ad aver notato la sua ottima calligrafia, oltre trent’anni fa, fu il presidente Silvano Salvagno; i due lavoravano assieme e, quasi per gioco, partì la collaborazione. Così, questa gentile signora di Castel d’Azzano è diventata la penna d’oca dell’associazione. La sua bella scrittura ha accompagnato i momenti più emozionanti di tantissimi donatori; si stima abbia scritto almeno un migliaio di benemerenze l’anno. Nel corso dell’ultima assemblea provinciale, Fidas Verona ha voluto ringraziarla pubblicamente per la sua attività di volontariato. «Ci fa piacere darle un segno di riconoscenza per

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l’impegno profuso in questi anni – ha detto il presidente Massimiliano Bonifacio –. Tutta Fidas Verona le è grata».

CORRIAMO ALLA S T R AV E R O N A Domenica 21 maggio 2017 torna la “Straverona”. Con lo slogan Se corri con Fidas, corri per la vita, la zona Centro sarà presente in piazza Bra con gazebo e mongolfiera. Ai primi 500 iscritti del gruppo Fidas, verrà consegnato un simpatico gadget personalizzato. Per iscriversi on line, consultare il sito

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Silvano Salvagno Presidente onorario Fidas Verona

TEMPO DI BILANCI: L’ IMPORTANZA DEL NUMERO 6

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utti noi siamo capitati in coincidenze che, talvolta, ci fanno pensare a uno scherzo del destino. Nel corso della vita, e anche nelle attività associative, si presentano questi momenti, quasi a voler farci fermare un attimo a riflettere. Nel mio caso sono gli anni che finiscono col 6. Il 1946 è stato il mio primo anno di scuola, il 1956 l’inizio del liceo e il 1966, il più importante, l’anno del matrimonio. Lasciando da parte la sfera personale, vorrei raccontare gli anni che terminano col 6 sotto l’aspetto associativo.

1976, DAL GRUPPO SAN CAMILLO IN AVANTI… In quell’anno i donatori del gruppo San Camillo de Lellis si trovarono in assemblea. Al rinnovo della presidenza, però, mancava il numero sufficiente per procedere alla votazione. Così, alcuni dei presenti offrirono la loro disponibilità: tra questi c’ero anch’io e venni eletto insieme a quasi tutti i consiglieri precedenti. Ero, per dirla in veronese, il bocia nonostante i miei 35 anni. Quel giorno iniziò il mio impegno attivo nel mondo della donazione. Dovetti imparare tutto ed ebbi la fortuna di essere consigliato da un grande presidente, il prof. Paolo Dal Cero. Con lui riuscimmo a dare nuova spinta al gruppo che, nel volgere di pochi anni, raggiunse risultati notevoli. Nel 1986, da vicepresidente mi ritrovai a fare il presidente effettivo. La responsabilità mi dette nuovo entusiasmo e mi convinse, due anni dopo, ad accettare la carica di presidente. Incarico che mantenni fino al 1997, anno di costituzione di Fidas Verona. 1996, PRENDE CORPO L’IDEA DELLA FIDAS Fu uno degli anni più impegnativi. L’idea di un’associazione unica, che già da tempo proponevo agli altri gruppi di donatori, il Francescano e il Samaritano, cominciava a farsi largo. La fortuna fu di incontrare degli amici convinti della bontà del progetto: Lino Tirelli, Arrigo Scapini, l’indimenticato presidente Sergio Rosa, senza contare presidenti e donatori del gruppo San Camillo già convinti. Il 1996 fu un anno di verifica di una situazione che presentava da alcuni anni un modesto ma continuo calo di donazioni. Ci trovammo insieme in decine di incontri, nei quali venne sviscerata la proposta di unirsi, accettata con entusiasmo da alcuni, con molti dubbi da altri. Le assemblee dell’anno successivo confermarono l’unificazione e

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quello che sembrava un sogno divenne una realtà. Contammo circa 8.000 donatori e 14.700 donazioni: non male come inizio. La presidenza era composta dai rappresentanti dei tre gruppi, che mostrarono buona volontà. C’era la necessità di farci conoscere sotto la nuova denominazione. Non dagli addetti ai lavori, ma dalla gente che non ci conosceva, dai media non abituati a quel nome e, soprattutto, dai donatori che non avevano seguito il processo di cambiamento. Non fu facile. Però, li convincemmo che l’identità non è rappresentata dal nome dell’associazione, ma dalla

donazione. Così, il nuovo nome Fidas Verona entrò nel cuore di tutti, portato ancora oggi con orgoglio.

2006, UN MERAVIGLIOSO CONGRESSO NAZIONALE La buona organizzazione raggiunta ci convinse a chiedere il Congresso nazionale a Verona per l’anno 2006. Era la nostra occasione per avere una grande visibilità e mostrare la nostra consistenza. Avevamo già avuto un riconoscimento dalla Fondazione Cariverona, che ci aveva offerto la bella sede in cui operiamo, occupata proprio nei primi giorni del 2006. Il Congresso si rivelò un successo superiore alle nostre aspettative. Fu il successo di tutti i donatori Fidas e dei 200 che si impegnarono nei vari momenti congressuali. Il successo della gente che accolse gli ospiti con la cordialità tutta veronese e quello degli oltre 13.000 donatori arrivati da tutte le regioni, che sfilarono entusiasti con striscioni e labari in una splendida giornata di aprile. A comprendere l’importanza della manifestazione, per la Fidas ma anche per la città, furono le autorità, in primis l’allora sindaco di Verona Paolo Zanotto, accompagnato dai sindaci dei Comuni sede di nostre sezioni. Poco dopo lasciai la carica di presidente, ma il 2006 continuò a produrre frutti. L’aumento delle donazioni di quell’anno superò, per la prima volta nella nostra storia, il numero di 1.000. Certo, restavano molte cose da fare: migliorare l’organizzazione; aumentare la promozione con iniziative mirate a coinvolgere soprattutto i giovani; allargare gli incontri con le scuole; promuovere momenti di formazione per qualificare maggiormente la classe dirigente; partecipare ai vari organismi regionali e nazionali; utilizzare le nuove possibilità che l’informatica offriva. 2016, FRUTTI RACCOLTI E PAGINE DA SCRIVERE Negli ultimi 10 anni questi aspetti sono stati curati con grande diligenza e professionalità; oggi se ne vedono i risultati. Il dibattito nella recente assemblea di novembre ha evidenziato la preparazione di dirigenti e delegati, con proposte competenti. È un nuovo livello di maturità della nostra grande Fidas Verona. Siamo nel 2016, l’ultimo con il numero 6. Ci ha già portato alcune cose buone: le prenotazioni delle donazioni, la partecipazione attiva dei donatori al servizio di chiamata e l’aumento delle donazioni. Il 2016 ci ha fatto un bel regalo: per la prima volta nella nostra storia abbiamo superato le 2.000 donazioni in un solo mese! Ma non è finita, aspettiamo un altro dono: il superamento delle 22mila donazioni. Perché non si vive di sole manifestazioni, attività e progetti, ma anche di numeri. Più questi sono alti, più ottemperiamo alla nostra scelta di donatori. Sarà un’altra tappa del nostro grande sogno, che continua.

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IN 21 AL TORNEO PROVINCIALE Fausto Bazzani

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entuno squadre per il 6° torneo provinciale di pallavolo, tenutosi il 10 luglio a Bovolone. Al Memorial Gilberto Bresaola si sono presentate sei formazioni da Dossobuono, due da Salizzole, Tregnago e San Martino Buon Albergo e altre due del gruppo giovani. Erano presenti con una squadra Colognola ai Colli, Lavagno, Isola Rizza, Bonavicina, Cerea, Castelletto di Soave e Bovolone. Grazie all’agilità del calendario, steso dagli organizzatori Andrea Burato e Mattia Rossignoli, le formazioni hanno potuto giocare fino al termine del torneo. In finale, si sono affrontati San Martino Buon Albergo e Bovolone, che ha prevalso, conquistando il titolo provinciale. I volontari-atleti sono stati premiati dal presidente provinciale Massimiliano Bonifacio, dal vicepresidente regionale Carlo Venturi e dal segretario organizzativo Stefano Tassini. La torrida giornata è stata rinfrescata dal servizio bar, in cui si sono prodigate alcune volontarie Fidas: Roberta Zenti, Elisabetta Lonardi,

Cristina Bassi, Giovanna Berton, Paola Scapini e l’instancabile Giorgio Pagliarini. Dalle 9 alle 13 c’è stata una maratona gastronomica, fino al risotto dello chef Giorgio Maragnoli. Dj Zapp ci ha allietato con la sua splendida musica. Un pensiero particolare va al compianto Gilberto Bresaola, cui è dedicato il torneo, e alla moglie Silvana Campara. Grazie

Gilberto, per tutto quello che hai fatto per Fidas con la tua costante e simpatica presenza. La settima edizione del torneo provinciale si terrà sempre a Bovolone, il 9 luglio 2017. Gli organizzatori si sono presi l’impegno di arrivare a 25 squadre iscritte: ci riusciranno? La palla passa a voi che leggete… Noi vi aspettiamo!

SALIZZOLE VINCE IL TORNEO DEL BASSO VERONESE

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l 16° Torneo di pallavolo del Basso Veronese è stato conquistato da Salizzole. Il 25 giugno, sotto un sole cocente, otto sezioni si sono trovate a Bovolone, in località San Pierino. Hanno gareggiato, con una massiccia presenza di giovanissimi, Bonavicina, Cerea, Isola Rizza, Ronco all’Adige, Roverchiara, San Pietro di Morubio e Bovolone, sconfitto in finale da Salizzole. Il Memorial Agostino Crescente ricorda un infaticabile animatore delle attività di Fidas Verona. La moglie Anna Pia e la figlia Maria Dorina, presenti alla manifestazione, hanno messo in palio un bellissimo premio, assegnato alla sezione di Cerea. Il torneo tornerà a essere itinerante il prossimo anno; già si pensa a Ronco all’Adige, terra di Agostino.

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TU TT I N S I EM E A C AS ALEONE Deborah Permunian

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asaleone si è tinta d’oro a fine luglio, per i 50 anni d’impegno solidale dei donatori Fidas di Casaleone. Per l’occasione, siamo stati onorati di poter ospitare la sesta festa provinciale. Il nostro piccolo paese si è così risvegliato con l’allegria del corpo bandistico e delle majorette di Bovolone. I cuori dei nostri donatori si sono commossi alla vista della sfilata dei numerosi labari, segno di fraterna vicinanza tra le sezioni provinciali. Dopo la Messa e la posa della corona di alloro al monumento dei donatori, al parco della Pace abbiamo ascoltato gli interventi dei presidenti Massimiliano Bonifacio, Silvano Salvagno, Cristiano Ambrosi e del medico del centro trasfusionale di Legnago, Maria Antonietta Frongia. Passato, presente e futuro si sono respirati nella mostra fotografica sul cinquantesimo. Accanto alla testimonianza storica dei donatori, poi, erano esposte le opere degli studenti della scuola media, premiati col concorso “Essere donatore”. La giornata è proseguita in allegria, con la cena preparata dai volontari di Casaleone; al termine, la MerQuryband ci ha coinvolti con gli indimenticabili successi dei Queen. Anche questo momento ludico ci ha ricordato

che dobbiamo mantenere un vitale entusiasmo. “Insieme per la vita”: quale motivo migliore per essere donatori di sangue? Cerchiamo di essere sempre un buon esempio di altruismo e gratuità, certi che il nostro gesto è un silenzioso e nobile

inno alla vita! Cinquant’anni di storia sono un importante traguardo e un ottimo stimolo per fare sempre meglio. Con questo augurio ringraziamo di cuore tutti quelli che hanno condiviso con noi questo momento di festa!

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nuoto nello stretto di Messina per solidarietà. C’erano anche tre donatori veronesi alla decima “Traversata della Solidarietà”, organizzata il 31 luglio scorso dalla Fidas nazionale. Enrico Bresadola e Giorgio Marcolungo, donatori del gruppo giovani Fidas Verona, hanno percorso a bracciate circa 3,5 chilometri di mare, affiancati dal team coach Andrea Sona. I veronesi hanno nuotato insieme ad altri 22 irriducibili. «Se qualcuno era in difficoltà in mezzo alle impetuose correnti dello stretto, subito un altro nuotatore era pronto ad aiutare il compagno – raccontano –. Questo è ciò che facciamo noi donatori: con il nostro piccolo gesto cerchiamo di fare del bene ed essere utili a persone in difficoltà, meno fortunate di noi».

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LA 24 ORE DEI RECORD

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umeri da record per la nona edizione della 24 Ore del donatore Fidas che si è svolta sabato 27 e domenica 28 agosto alle Antiche Terme di Giunone di Caldiero: 291 partecipanti hanno percorso 3.208 vasche, superando i 160 km, record assoluto della manifestazione. «Ancora una volta giovani e meno giovani si sono ritrovati per un appuntamento che coniuga sport e corretti stili di vita, ma anche per ricordare l’importanza di donare il sangue periodicamente, al di là dell’occasionalità in particolari emergenze – ha sottolineato al termine della manifestazione Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale Fidas –. Tendere il braccio è un dovere civico, ma è fondamentale che questo gesto sia programmato con le istituzioni preposte dalle associazioni dei donatori che quotidianamente affrontano le necessità trasfusionali. Solo in questo modo potremo sempre garantire il sangue che serve per assicurare l’attività assistenziale ai cittadini». La 24 Ore del donatore ha preso il via sabato alle 16: a percorrere le prime vasche della piscina olimpionica sono stati alcuni sindaci della provincia di Verona, seguiti da Stefano Mengozzi e Thomas Frigo, giocatori di pallavolo della BluVolley Calzedonia (accompagnati dal presidente Stefano Magrini e dal direttore sportivo Gian Andrea Marchesi). «La staffetta a nuoto è nata da un’idea semplice ma ricca di simboli. Il primo è la continuità: il bisogno di sangue non si ferma mai, giorno e notte, ed è quindi necessario trovare volontari disposti a donare senza interrompere questa catena di solidarietà – ricorda Massimiliano Bonifacio, presidente di Fidas Verona –. In secondo luogo l’avvicendamento: tra i donatori di sangue deve esserci sempre qualcuno pronto “a dare il cambio” per continuare a rispondere ai bisogni trasfusionali».

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Particolarmente emozionante il momento vissuto sabato alle 23.59, quando la 24 Ore si è fermata per un minuto di silenzio per ricordare le vittime del terremoto che ha colpito il Centro Italia. La conclusione della manifestazione è stata affidata ad alcuni atleti che hanno sostenuto con affetto il messaggio della Fidas: Andrea Volpini e Rodolfo Valenti delle Fiamme Oro, Lisa Fissneider delle Fiamme Gialle, Nicola Bolzonello del gruppo nuoto dei Carabinieri e Aglaia Pezzato che ha gareggiato nella staffetta 4×100 stile libero alle Olimpiadi di Rio 2016. Ecco i trofei 2016: - Trofeo categoria assoluta uomini per il maggior numero di vasche percorse: Riccardo Passigato (23) - Trofeo categoria assoluta donne per il maggior numero di vasche percorse: Giulia Tebaldi (20) - Trofeo Fidas Veneto: Nicol Testoni dell’Associazione friulana donatori di sangue di Pordenone per il numero di vasche effettuate come partecipante da fuori regione - Trofeo Fidas Verona: Cristian Zanolla, vincitore della categoria donatori con 21 vasche percorse - Trofeo Carletto Lanciai: sezione Fidas Verona di Perzacco per il contributo dato alla manifestazione con la partecipazione di diversi giovani

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na nuova mongolfiera per Bovolone. Il fiammante pallone aerostatico della sezione – dal notevole impatto visivo, grazie all’illuminazione interna – è servito per incentivare l’incontro con i donatori e per allietare le serate estive organizzate dalla locale Pro Loco. Nei giovedì sera d’estate anche noi eravamo presenti in piazza. Durante la Notte Bianca, parecchi giovani si sono avvicinati alla nostra postazione per saperne di più sul dono del sangue. Grande successo ha riscosso l’evento organizzato dalla nostra sezione il 14 luglio: sul palco centrale si è esibita la Fidas Band di Cristian Montagnani, noto chitarrista che ha radunato eccezionali suonatori, riuniti sotto il marchio Fidas, per uno spettacolo che ha riscosso un plauso unanime. Oltre agli appuntamenti estivi, va registrata la proficua collaborazione con l’Istituto Giorgi e con la squadra di calcio del Bovolone. Molti di questi giovani sono diventati donatori, com’è emerso nella relazione presentata in occasione della castagnata del 5 novembre. Inoltre, per garantire un dialogo proficuo con associati e non, abbiamo attivato un servizio di incontro, tenendo aperta la sede tutte le prime domeniche del mese. Qui ci si può confrontare su idee e problemi o fare quattro chiacchere in compagnia. Chiudiamo così un’annata positiva, grazie ai tanti che si danno da fare e che con generosità vanno a donare.

CIAO, GILBERTO!

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idas Verona ha salutato per l’ultima volta Gilberto Braga. Il 4 giugno scorso, nella chiesa di Casaleone, tantissime persone hanno voluto dirgli addio, a testimonianza del bene compiuto nella sua esistenza, interrottasi all’età di 68 anni. I tanti labari delle sezioni si sono stretti in un abbraccio attorno alla moglie Mara e ai figli Thomas, Matteo e Maddalena. L’impegno nel sociale è stato il segnale distintivo del suo modo d’essere. È stato un esempio per tanti, da presidente della sezione locale di Fidas e poi come coordinatore di zona. Il suo ricordo a Casaleone è testimoniato dal monumento al donatore, edificato in collaborazione con Aido. Quello era il “suo” monumento, al quale aveva voluto sempre rendere omaggio, perfino durante la malattia. Gilberto ha contribuito a dare luce alle persone; vogliamo credere che anche da lassù ci illumini la via.

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ROVERCHIARA

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INSIEME DA 25 PRIMAVERE Mirco Ghellere

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oppia festa per la sezione di Roverchiara. Domenica 29 maggio si è svolta la 14a Festa del donatore di sangue, in cui si è ricordato il 25° della fondazione del gruppo. Data la speciale occasione, sono stati invitati tutti gli ex presidenti di sezione, i passati componenti dei direttivi e i donatori che si sono distinti per l’elevato numero di donazioni. Dopo la Messa, celebrata nella chiesa di Roverchiara, si è proceduto alle premiazioni. Le benemerenze sono state conferite dal sindaco Loretta Isolani, dal rappresentante provinciale Federico Bertin e dal presidente sezionale Mirco Ghellere. Il lavoro assiduo del direttivo nella ricerca di nuovi donatori di sangue ha portato i suoi frutti, arrivando a un ottimo risultato, con la consegna di ben 18 diplomi di benvenuto. Le premiazioni sono proseguite con l’assegnazione di 8 diplomi di benemerenza, 8 medaglie di bronzo, 7 medaglie d’argento, 5 medaglie d’oro, una croce e un distintivo d’oro. In occasione del venticinquesimo, dopo il pranzo sociale, il direttivo ha voluto ringraziare ogni donatore, consegnando un ricordo della festa. Un caloroso ringraziamento va a tutti coloro che hanno contribuito ieri e oggi alla vita della sezione.

SAN PIETRO DI MORUBIO

BICICLETTATA SFUMATA, MA. . . P

Fausto Bazzani

er la sua diciottesima edizione, la biciclettata del Basso Veronese è stata in balia di un tempo capriccioso. All’appuntamento sportivo del 19 giugno si erano iscritte numerosissime persone, tra donatori e simpatizzanti. Peccato che a San Pietro di Morubio la pioggia sia scesa già alle 8 del mattino, quando si iniziava ad allestire la manifestazione. Ma gli organizzatori non si sono dati per vinti e, insieme al comitato sagra, hanno preparato il salone parrocchiale, ospitando lì i duecento partecipanti. La biciclettata si è trasformata così in un pranzo conviviale. Un grazie particolare, oltre che alle rappresentanti di Ronco all’Adige che avevano allestito il punto ristoro, va alla sezione di San Pietro di Morubio: dalla vulcanica presidente Roberta Zenti e il suo vice Gardino Favalli e a tutti i collaboratori.

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ALPO E DOSSOBUONO

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OGGI DONO… NIENTE SCUSE! Moira Molani

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rentaquattro anni all’insegna di solidarietà, impegno e sviluppo della cultura della donazione: la sezione di Alpo ha celebrato lo scorso 27 agosto i volontari che ogni giorno si dedicano al prossimo. Non solo attraverso la fondamentale attività di donazione del sangue, ma anche mediante le numerose iniziative che ne promuovono l’importanza all’interno della comunità. S’inserisce proprio in quest’ottica il concorso DonArte – Oggi Dono… e non ci sono scuse!, organizzato congiuntamente dalle sezioni di Alpo e Dossobuono, in collaborazione con l’assessorato alle politiche sociali di Villafranca e con l’Istituto comprensivo di Dossobuono. Un concorso destinato agli oltre 700 alunni delle scuole primarie di Alpo, Dossobuono e Rizza, e della secondaria di primo grado “Rita LeviMontalcini”. Per mesi, i ragazzi hanno dato sfogo alla fantasia: si sono cimentati con pennelli, matite e colori per rappresentare il tema del dono attraverso disegni, fumetti e pitture. I lavori sono stati esposti il 28 maggio nella scuola media di Dossobuono e riproposti poi alle sagre di Alpo e Dossobuono. Il voto congiunto di genitori e della commissione ha decretato vincitori: per le scuole primarie, la classe 1ª di Alpo, la 1ª B di Dossobuono e la 4ª di Rizza; gli alunni della 2ª C hanno ottenuto il maggior numero di consensi nella secondaria. Una menzione speciale è stata espressa per gli studenti della 5ª di Alpo, che hanno riunito le opere in una sorta di spot davvero originale. Le quattro classi vincitrici si sono aggiudicate un prezioso contributo di 250 euro, da destinare a progetti didattico-educativi per l’anno scolastico 2017/2018. «La scelta non è stata facile: il tema del dono del sangue è emerso in ogni lavoro in modo particolare, offrendo spunti per riflessione e approfondimenti», ha commentato il presidente Massimiliano Bonifacio. La scuola è il primo centro di aggregazione sul territorio e l’istituzione che, insieme alle famiglie, più si dedica alla formazione dei cittadini del futuro. Convinti che la sensibilizzazione alla solidarietà non possa che partire dalle aule, a lato del concorso i rappresentanti Fidas hanno incontrato gli studenti, sempre curiosi e attenti. Hanno fatto conoscere più da vicino l’importante ruolo dell’associazione nel sopperire la costante richiesta di sacche di sangue e nel sostenere i pazienti in cura negli ospedali della provincia. Il grande impegno dimostrato dai ragazzi nella realizzazione delle opere e l’interesse attivo durante gli incontri sono il segno tangibile del successo di un progetto che tutti si augurano possa contribuire ad aumentare il numero di donazioni nel prossimo futuro.

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POVEGLIANO

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IL DONO VA… A TEATRO Massimo Begnoni

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vvicinare il teatro per ragazzi alle donazioni del sangue. Non è poi stato così difficile, anche se impegnativo, perché questa idea nasce da persone con una visione di vita predisposta all’aiuto del prossimo. Il gruppo teatrale Fateàvolatro, con la sezione Fidas Verona di Povegliano, da più di dieci anni collabora in questa direzione: proporre del teatro a bambini e ragazzi gratuitamente, per avvicinare le famiglie a questa forma d’arte e al mondo della donazione. Per visibilità, novità della proposta e concretezza, questa collaborazione ha portato molti frutti e continua ancora a darne. Da qui sono nati molteplici eventi, anche con altre realtà Fidas: dal “Grest in Favola” con la sezione di Caselle, a “Una Montagna da Favola”, con la zona Nord. Il teatro è finzione: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola... Ma è al contempo il posto del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco. Andare dritti al cuore! Questa è la parte del corpo a cui Fidas e Fateàvolatro sono interessati. In questi anni si è puntato a formare un cuore confortato dalle emozioni vere del teatro e alimentato dal buon sangue di molti donatori. Speriamo che questo binomio possa continuare ancora per molto tempo. Da donatore e attore, sono grato di avere la doppia possibilità di far ritornare un timido sorriso alle persone che soffrono, ma anche a quei bambini e ragazzi che assistono e fanno grande il nostro teatro.

GOLOSINE

PREMIATO PURE IL PARROCO Rolando Imperato

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a medaglia d’oro, quest’anno, è andata pure al nostro parroco. È suo uno dei quattro ori conferiti il 16 ottobre scorso dalla sezione di Golosine, che ha festeggiato i 46 anni dalla fondazione. Don Michelangelo Bacilieri, parroco della Madonna della Fraternità, è stato insignito del prestigioso riconoscimento durante la festa del donatore. A lui e ad altri donatori da record sono state date le medaglie e i diplomi. Con 165 donatori attivi, la sezione ha effettuato nei primi tre trimestri dell’anno 230 donazioni, in linea con il 2015. Durante quest’anno i nostri associati hanno contribuito, insieme ai gruppi di Verona Centro, al concorso di poesia “La carezza di un verso” e alla Straverona. Inoltre, siamo stati alla manifestazione nazionale di Gorizia e al Giubileo del donatore a Roma. Consultando il sito www.fidasgolosine.it si può già prenotare il viaggio del 30 aprile 2017 sul lago Maggiore e a Milano, dove si terrà il prossimo raduno nazionale.

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NEGRAR

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NOZZE D’ORO PER LA FIDAS Nicola Trande

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randi festeggiamenti a Negrar, che domenica 20 novembre ha celebrato il 50° compleanno della sezione Fidas locale con una sfilata e una Messa animata dalla banda comunale. A gioire per il prestigioso traguardo, insieme ai quasi 200 donatori, c’erano Dino Degani, fondatore e presidente della sezione per oltre trent’anni, il presidente provinciale Massimiliano Bonifacio, il sindaco Roberto Grison e Clemente Fedrigo, per decenni medico del centro trasfusionale dell’ospedale Sacro Cuore. A nome dell’intera sezione, vorrei ringraziare tutti i donatori che per 50 anni si sono messi al servizio della società, donando costantemente e disinteressatamente il loro prezioso sangue. Un grazie particolare va ai nuovi giovani donatori, che porteranno avanti il nostro impegno con vitalità e rinnovato spirito d’iniziativa. Non posso esimermi poi dal ringraziare tutti i componenti del direttivo per la proficua collaborazione e la grande dedizione in tutte le attività promosse dalla sezione. Nel 2016, ad esempio, abbiamo destinato un’ampia fascia delle nostre risorse economiche alle materne presenti sul territorio comunale. Grazie alle direzioni delle scuole, durante la festa di fine anno abbiamo avuto l’onore di comunicare ai giovani genitori l’importanza della donazione. Speriamo di vederli presto tra gli iscritti della nostra, ormai storica, sezione.

FANE

DONATORI IN FESTA N

Riccardo Guardini

on c’è Fane senza festa Fidas: anche nel 2016 la piccola frazione di Negrar si è stretta attorno ai donatori di sangue per celebrare un altro anno vissuto all’insegna di solidarietà. La presidente Giorgia Guardini ha accolto associati, simpatizzanti e autorità all’evento che dal 1975, anno di fondazione della sezione, coinvolge tutta la comunità. Domenica 9 ottobre gli oltre 100 donatori, ben il 10% della popolazione, hanno assistito alla sfilata del corpo bandistico comunale e alla Messa, cui hanno partecipato anche trenta rappresentati delle altre sezioni. Il consigliere della Fidas provinciale Federico Bertin, presente all’evento, ha ricordato l’importanza della donazione costante e del coinvolgimento degli amici; Gianfranco Dalle Pezze, consigliere del Comune di Negrar, ha rinnovato la vicinanza dell’amministrazione alle associazioni che si impegnano per il prossimo. A suggellare la giornata di festa, la premiazione dei donatori che hanno raggiunto importanti traguardi nel numero di donazioni.

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ROMAGNANO

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DA 50 ANNI INSIEME Monica Cardo

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a Fidas di Romagnano ha preso coscienza della fecondità del suo impegno. Nel cuore di questa piccola sezione della Lessinia è stato palpabile il desiderio di rendere omaggio agli 80 donatori attivi e a tutti quelli che, in mezzo secolo, si sono spesi per il bene comune. I festeggiamenti sono stati accompagnati da una serata di testimonianze. In un intimo contesto di condivisione, ci sono stati due racconti sulla ricezione del dono del sangue. Roberto, papà di Matteo, ha parlato del suo bimbo ammalato di leucemia, guarito anche grazie alle trasfusioni; Andrea, che invece ha perso il padre a causa della stessa malattia, ha spiegato come, per mezzo delle sacche ricevute, la sua famiglia abbia vissuto più serenamente gli ultimi momenti con il proprio caro. Determinato a onorare i 50 anni di attività, il direttivo guidato dalla giovane presidente Elisa Viviani si è preparato a dare vita al “grazie”. Il coinvolgimento della comunità è stato naturale e sentito. Dopo la celebrazione nella chiesa parrocchiale, la famiglia

Fidas di Romagnano ha accolto tutti i rappresentanti provinciali, quelli della zona Nord, l’amministrazione comunale di Grezzana, la comunità e i donatori, in un clima di serenità.

ZONA NORD

UNA MONTAGNA DA FAVOLA Monica Cardo

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settembre, il mese del ritorno al ritmo quotidiano. Ma la montagna chiama i volontari e i donatori a ritrovare il passo. La promozione del dono del sangue e una camminata in montagna viaggiano ancora a braccetto. Quest’anno, partendo da San Giorgio, i volontari della zona Nord sono riusciti a radunare su un monte 550 persone: associati, col presidente provinciale Massimiliano Bonifacio, famiglie, amici e curiosi. Questa iniziativa ha sempre un fascino speciale. La filosofia del dono non ha nemmeno bisogno di essere spiegata. È immediata. Sta negli gnocchi di malga, quanto nel percorso impegnativo. Sta nel lavoro dei numerosi volontari, quanto nei bimbi radunati ad ascoltare le fiabe. La montagna diventa una favola. Un posto unico, dove si può aprire gli occhi e cogliere il mondo all’infinito. Dove grandezza e semplicità, dono e servizio, non hanno bisogno di lezioni. Semplicemente, si amano e si vivono.

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BADIA CALAVENA

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UN MONUMENTO AL DONO C

Massimo Piazzola

ome si rappresenta il dono del sangue? Quando ci siamo avventurati nell’idea di realizzare a Badia Calavena un monumento dedicato ai donatori, ci siamo posti una serie di interrogativi. Abbiamo pensato a qualcosa che racchiudesse sì il messaggio del dono del sangue, ma anche che la singola donazione non è fine a se stessa, anzi. Come unire questi due concetti? Abbiamo voluto legarli sotto un unico denominatore comune: il tempo. Ecco perché questa nuova struttura è a forma di clessidra. “Cogli l’attimo, confidando il meno possibile nel domani”, recita una famosa citazione latina di Orazio. Un’esortazione che non vuol essere un invito alla sola ricerca del piacere, ma piuttosto a godere ciò di cui la vita ogni giorno ci offre, ad apprezzare ciò che si ha. Un appello a dare un po’ di noi subito, donando. Questo monumento ricorda a tutti che c’è bisogno di sangue, continuamente. Ciò che più desideriamo è che tra la nostra gente, soprattutto tra i giovani, il dono diventi un normale “dovere”: una meravigliosa abitudine, che faccia parte per sempre della nostra vita.

LAVAGNO

MARCO SALE A QUOTA 130 Giovanni Maria Molinaroli

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abato 15 ottobre il nostro donatore Marco Turco ha effettuato la 130a donazione di sangue al centro trasfusionale di Borgo Roma. Per noi ragazzi del direttivo, Marco non è un semplice donatore, ma l’anima della nostra sezione. Ha iniziato a donare all’età di 18 anni e a circa 20 è entrato a far parte del direttivo, come segretario e tesoriere. Oggi partecipa sempre attivamente, col suo modo d’essere scherzoso. Averlo come “vecchietto” del nostro gruppo è un valore aggiunto. Siamo convinti che se la sezione di Lavagno è arrivata oggi ad avere più di 260 donatori attivi, il merito è anche suo. Dal 1969 ai giorni nostri, Marco è sempre stato una costante, un simbolo e un esempio di generosità per tutti. Per lui è stata una sorpresa vederci entrare al centro trasfusionale mentre stava donando: un piccolo gesto di rispetto e ringraziamento per tutto quello che ha fatto e sta facendo per noi. «Non me l’aspettavo proprio, sono stato molto contento – commenta il donatore –. Ho iniziato a

donare quando la sezione era parte del Gruppo Francescano e ho potuto partecipare alla nascita di Fidas: da allora abbiamo fatto tanta strada, ribadendo l’importanza del dono».

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L’ANGOLO DEI LETTORI

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SANGUE, UN DONO PREZIOSO!

«Il paziente ha bisogno di una trasfusione di sangue!». «Non ne abbiamo…».

Sono parole che nessuno di noi vorrebbe mai sentire. Per fortuna, in Italia, non si rischia che un ospedale rimanga senza sacche di sangue sicuro. Purtroppo non è ovunque così. Ci sono posti, come in Africa, dove i pazienti devono chiedere ai propri familiari di donare loro un po’ della propria linfa vitale. E se il gruppo non è compatibile? Bisogna cercare tra gli amici, i conoscenti o gli sconosciuti: qualcuno che si incontra per strada e che accetti di farsi prelevare il sangue di cui c’è bisogno. In questo caso, però, non si tratta di dono: si deve pagare il “donatore”. Ma quel sangue è sicuro? Be’, qualche esame si fa, però si tratta di test rapidi; inoltre, non c’è tempo di aspettare il periodo-finestra in cui le malattie sono già presenti e trasmissibili, ma non ancora riscontrabili tramite gli esami, specialmente l’HIV che in quei Paesi è molto diffuso. E quindi che si fa? Si trasfonde lo stesso, subito, perché non c’è alternativa: piuttosto di morire per mancanza di sangue… So cosa state pensando: «Sono situazioni da Terzo Mondo!». È proprio così: sono cose che succedono, ad esempio, nel continente africano, dove il bisogno è tanto e grande è la solidarietà tra i poveri; tuttavia, qui la cultura della donazione e il sistema trasfusionale sono concetti lontani. Sono appena rientrata da un anno di volontariato in Tanzania, dove ho lavorato come medico in un ospedale distrettuale, cioè di medie dimensioni e con sale operatorie. Quanti pazienti anemici ho visto a causa della malnutrizione, con valori di emoglobina che sui libri di scuola sono definiti come “incompatibili con la vita”! Quanti traumi in seguito a incidenti stradali, che dovevamo trattare con poche risorse, senza possibilità di trasferirli in ospedali più grandi, perché troppo lontani. E poi gli interventi chirurgici, rimandati oppure eseguiti lo stesso, sperando che prima o poi il sangue arrivi. Quando ho spiegato come funziona il nostro sistema trasfusionale, in Africa sono rimasti più che sorpresi: non potevano immaginare che esistesse una tale organizzazione. E dire che io l’ho sempre considerata normale: sono una donatrice Fidas dall’età di 18 anni e non mi sono mai chiesta “perché?”, ma piuttosto “perché no?”. Ora che sono tornata in Italia capisco ancora di più l’importanza di quel piccolo grande sacrificio di tante persone, che decidono di condividere la loro salute con chi invece sano non è. Capisco l’importanza della periodicità della donazione, per garantire la sicurezza e la tracciabilità del sangue raccolto. Capisco quanto siano fondamentali il colloquio prima della donazione, i periodi di sospensione e i tanti esami cui viene sottoposto ogni campione prelevato. Anch’io ora sono sospesa, perché da poco rientrata da un Paese a rischio. Ma non importa: so che è necessario per garantire la sicurezza a chi riceverà il mio dono, quando sarà il momento. Per questo dico GRAZIE, grazie a tutti gli anelli di una catena tra le più resistenti che io abbia mai visto: la catena della donazione. Giorgina Ambrosi

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"NOI DONATORI" n. 29 - Dicembre 2016  

Periodico di informazione a cura di Fidas Verona (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue). www.fidasverona.it

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