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OLTRE IL RUOLO l’agente immobiliare si rinnova

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MEDIACONSUM LA SFIDA DEL NUOVO MODELLO DI CONCERTAZIONE

dossier

SEMAFORO VERDE PER IL FEDERALISMO DEMANIALE AGLI ENTI LOCALI LAGHI, FIUMI E TERRENI

mattone e finanza

MEDIAZIONE CREDITIZIA ANCORA TROPPI OMISSIS NELLA RIFORMA

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FEDERALISMO MUNICIPALE MADE IN TREMONTI La casa al centro delle nuove politiche di via XX settembre Le politiche immobiliari entrano nella partita del federalismo a pieno titolo. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti decide di utilizzare la leva della fiscalità immobiliare optando per un federalismo municipale attraverso cui Via XX Settembre riprende in mano il timone del rapporto con la Lega. Le Regioni intanto si preparano a restituire le chiavi delle deleghe del federalismo amministrativo, non essendo ancora riuscite a concertare con il governo criteri perequativi sui tagli nella manovra correttiva che rischiano di incidere fortemente sui servizi locali. Guardando il quadro congiunturale del mercato immobiliare nel primo trimestre 2010 si fotografa una significativa ripresa delle compravendite che fa ben sperare, sebbene l’incertezza sul futuro per il comparto immobiliare regna sovrana. In un paese come il nostro dove il deficit annuale è cresciuto al 5,3%, e al netto della crisi segna il 3,2%, il debito pubblico è esploso sino ad arrivare alla fine di quest’ anno al 117% del Pil, e vi é una stretta delle famiglie sui consumi, che allocano oltre 1/3 della spesa media ogni mese per l’abitazione (mutui, locazioni). In questo quadro, dalle tinte grigio scure, risplende una partogenesi difficile come quella del federalismo fiscale, che utilizza la casa, un bene per definizione immobile, per una nuova stagione propositiva per il centrodestra. Giulio Tremonti ha optato sul decentramento fiscale e sul federalismo demaniale, scommettendo sull’asse con Bossi, sempre più indispensabile per la stabilità di Palazzo Chigi. Ancora poco, però, si è fatto per combattere l’evasione fiscale: non si comprende il perché rimandare ancora un provvedimento come la cedolare secca che potrebbe avere subito un gettito nelle casse dello Stato. Sugli affitti si stimano evasioni per almeno 1,6 miliardi di Irpef perdute l’anno, su 530 mila locazioni in nero, a cui si aggiunge una fetta delle 3 milioni di case vacanze. Se analizziamo la manovra correttiva vediamo come Tremonti ha agito su più fronti. Da un lato si fa un primo passo verso il federalismo municipale che, tra i tributi locali, dovrebbe contenere la “ser-

vice tax” sulla casa. Il tutto purtroppo senza la minima concertazione con gli enti locali, le Regioni e le categorie. Il ministro nella sua relazione al Parlamento sull’attuazione della delega sul federalismo fiscale ha tracciato la proposta del passaggio alla finanza comunale delle imposte sui trasferimenti immobiliari e la possibilità di prevedere a livello comunale l’imposta unica sui redditi da locazione. Per quanto ingiusta possa essere giudicata questa manovra, che ha ridotto Regioni ed enti locali a lottare per la sopravvivenza, l’idea di Tremonti responsabilizza ancora di più gli enti locali. Buona l’idea di passare alla finanza locale le imposte sui trasferimenti immobiliari con un fondo perequativo e di optare per la cedolare secca sebbene il tutto venga previsto nei prossimi anni. Numerose infine le novità previste nella manovra correttiva per gli immobili. Si prevede per il Catasto un’integrazione per assicurare l'unitarietà del sistema informativo nazionale, e si dispone l’utilizzo da parte dei Comuni delle banche dati messe a disposizione dall’Agenzia del Territorio per contribuire ad una devoluzione delle funzioni. La regolazione fiscale dei fabbricati “fantasma” e la regolarizzazione urbanistica dei fabbricati, insieme a nuove norme in materia di trasferimenti vengono previste insieme all’istituzione, senza oneri per la finanza pubblica, di un organo paritetico d’indirizzo, costituito nell’ambito della Conferenza Stato-Città, sulle modalità di attuazione e sulla qualità dei servizi assicurati dai Comuni e dall'Agenzia del Territorio nello svolgimento delle funzioni catastali. Questo nuovo organo dovrà riferire al ministro dell'Economia che potrà proporre al governo modifiche normative e di sviluppo sul processo di decentramento. La manovra correttiva servirà quindi a dare un segnale ai mercati, ma rinvierà ancora gli aggiustamenti strutturali, rimandando alcune scelte sui conti pubblici. La scommessa di un carico fiscale più equo, al momento è inevasa, e non bisogna illudersi purtroppo che la sola leva del fisco possa fare molto per far uscire l’Italia dalla crisi. direttore@aimagazine.it

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s o m m a r i o

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editoriale 05 Federalismo municipale made in Tremonti

cover story 12 Fiaip raccoglie la sfida dell’innovazione 15 Al di là del ruolo: l’agente immobiliare si rinnova

primo piano 20 Arriva il primo Ccnl per i mediatori creditizi

attualitĂ  24 In Parlamento le soluzioni alla crisi del mattone 26 Trasparenza e mattone: nasce Mediaconsum 27 Mediaconsum: il primo passo nella tutela di consumatori e soggetti economici leali intervista a Pietro Giordano

dossier 36 Via libera al federalismo demaniale: agli enti locali laghi, fiumi e terreni

mattone&finanza 40 La Fiaip promuove il confronto sulla riforma della mediazione creditizia

42 Troppi omissis nella riforma

new trend 44 Grecia: il mattone rischia la speculazione 45 Agenzia del Territorio: ancora in crisi il mercato immobiliare nel 2009

viaggi 50 Brisighella, magia medievale

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rubriche

L’Agente Immobiliare Quadrimestrale di cultura, politica ed economia di proprietà della Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali

08 Economix

Internet: www.aimagazine.it E-mail redazione@aimagazine.it

di Bruno Ceccarini

00196 Roma - Piazzale Flaminio, 9 Tel. 06 4523.181 - Fax. 06 9670.00.20 Internet: www.fiaip.it - E-mail: info@fiaip.it Anno XXVIII Suppl. n°2-2010

09 Foreign Press

Autorizzazione del Tribunale di Roma - N°368/2006 del 29/09/2006 Iscriz. ROC n° 14024 del 20 aprile 2006

22 Previdenza e Lavoro

DIRETTORE RESPONSABILE Vincenzo M. Campo 06 4523.18.25 | direttore@aimagazine.it

28 Vita Associativa

HANNO COLLABORATO AL NUMERO Bernardo Canini, Bruno Ceccarini, Paola Del Gaudio, Alice Panoschi, Francesco Tucci, Mario Valeri, Rosa Valletta, Gianluca Lustri, Andrea Ciani, Daniele Mancini, Raffaella Cramarossa, Luciano Passuti, Marco Soprani, Donato Menichella

32 Panorama Normativo di Paola Del Gaudio

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42 Credito e regole

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economix

IN VENDITA GLI IMMOBILI DI BANKITALIA: ALL’ADVISOR 6,5 MILIONI PIÙ EVENTUALI PREMI

CASE ALLA MODA: IL LOFT È OUT, È L’ORA DELLA MANSARDA Per anni al centro dei desideri di chi cercava casa, i loft, con i loro caratteristici grandi spazi, i soffitti alti, i soppalchi e l’arredamento minimalista o iper moderno, sembrano ormai destinati a dover abdicare a favore della nuova protagonista delle ristrutturazioni o delle riconversioni immobiliari: la mansarda. Il dato emerge inequivocabile da uno studio effettuato da Immobiliare.it tra gli oltre 2,5 milioni di annunci disponibili sulle pagine del suo network. La ricerca di appartamenti ottenuti da sottotetti ha sopravanzato quella di loft e lo ha fatto, segnale ancor più chiaro del declino, soprattutto grazie a single e giovani coppie, settori di mercato in cui la domanda di ex capannoni industriali la faceva da padrona. Protagonisti assoluti dell’immaginario immobiliare fin dagli anni ’80, anche grazie al cinema americano, i loft si sono imposti in Italia soprattutto in città molto legate allo sviluppo delle grandi industrie, come Milano e Torino tanto che, solo nel capoluogo lombardo, se ne contano ormai più di 38mila. In città con una storia industriale diversa, e architettonicamente più ancorate alla tradizione, prima fra tutte Roma, queste case sono invece poche e, essendo pezzi rari, estremamente costose. Ma tutte queste considerazioni sembrano ormai legate al passato. Troppi infatti, gli aspetti che rendono le mansarde più attraenti. I loft, infatti, sono immobili commerciali, quindi non possono essere oggetto di un mutuo prima casa, non ci si può prendere la residenza e non si possono ottenere gli sgravi fiscali legati all’abitazione principale. Al di là degli aspetti modaioli, in tempi di crisi, sono variabili che pesano. Ancor di più se si considera che le mansarde, a parità di caratteristiche con un altro appartamento, hanno un costo contenuto e, in media, consentono un risparmio del 17% sull’acquisto.

Si è chiuso lo scorso 30 giugno il bando di gara europeo organizzato dalla Banca d’Italia per selezionare l’advisor che dovrà promuovere la vendita di alcuni immobili del portafoglio dell’Istituto centrale per un valore di 326 milioni di euro. Si tratta, in gran parte, delle sedi delle filiali chiuse o trasferite (39 immobili) dopo il profondo processo di riorganizzazione della rete e di alcune pertinenze delle filiali a uso residenziale. Nel pacchetto di immobili messo sul mercato da Via Nazionale anche il teatro Salone Margherita di Roma, storica sede de Il Bagaglino. Dopo aver valutato altre ipotesi per la dismissione, come il conferimento a un fondo immobiliare, la Banca d’Italia ha scelto la procedura più trasparente anche per garantirsi un consulente con specifiche competenze nei settori della gestione, valorizzazione e dismissione di patrimoni immobiliari di proprietà pubblica e privata. L’advisor di Bankitalia godrà di un contratto della durata di tre anni, prorogabile per altri due, per un valore di 6,5 milioni di euro, pari al 2% del valore di bilancio dell’asset patrimoniale. La Banca prevede anche di riconoscere un premio percentuale incentivante in base ai metri quadri di immobili alienati. Il premio massimo si otterrà se, entro l'arco di tempo previsto, verranno ceduti immobili per oltre 235mila metri quadri.


economix

IN VENDITA LA CASA DI CAPOTE: 18 MLN PER VIVERE DOVE È “NATO” COLAZIONE DA TIFFANY

“RE ARMANI” RAFFORZA LA SUA PRESENZA NEL MATTONE E NELL’OSPITALITÀ

Oltre ad essere uno dei principali protagonisti del mondo letterario del ventesimo secolo, Truman Capote, scrittore, giornalista e drammaturgo nato a New Orleans nel 1924 e morto a Bel Air, in California, nel 1984, sarà d’ora in poi famoso anche nel mondo immobiliare. La casa di Brooklyn Heights, a New York, dove l’autore visse tra il 1955 e il 1965 e dove diede vita a numerosi racconti e sceneggiature, oltre che al romanzo Colazione da Tiffany, diventato l’omonimo film del 1961 con Audrey Hepburn, è stata infatti venduta per 18 milioni di dollari, un record assoluto per quello che è uno dei quartieri più costosi, eleganti ed esclusivi della Grande Mela. Messo all’asta da Sotheby’s International Realty, agenzia immobiliare della rinomata casa d’aste, lo stabile, costruito nel 1839, ha cinque piani e 11 camere da letto, altrettanti caminetti, due cucine, una biblioteca, una master suite con bagno e cabina armadio e un giardino sul retro di 230 metri quadrati. Negli anni ’50 e ’60 la casa fu di proprietà di Oliver Smith, noto art director di Broadway e creatore delle scenografie di diversi musical come, tra gli altri, West Side Story, che l’affittò a Capote per un decennio.

Giorgio Armani, lo stilista a capo di un gruppo che, nel 2008, poteva contare su un capitale di 1,6 miliardi di euro, rafforza sempre più la sua immagine “immobiliare” e “milanese”. La sua “L’immobiliare” ha chiuso il 2009 con 231 milioni di euro di attivo e 4,2 milioni di utili. Al ramo delle attività di Armani legato al Real Estate fanno capo le case dello stilista, da quella familiare di Broni, in provincia di Pavia, a quelle di Forte dei Marmi e Pantelleria. Altre case sono state comprate all’estero e, sempre nella società, sono concentrati gli immobili milanesi che rappresentano la vita imprenditoriale dello stilista: la prima sede di via Durini, quella di via Borgonuovo e il nuovo complesso di via Borgognone. Tutti edifici mai rivalutati e, quindi, con forti plusvalenze inespresse. Nell’elenco delle proprietà situate nel capoluogo lombardo figura poi il grande palazzo di via Manzoni, futura “location” dell’Armani Hotel di Milano, che sarà completato quest’anno e andrà a far coppia con l’altro Armani Hotel, quello di Dubai. Inaugurato ad aprile scorso, quest’ultimo occupa, con 160 lussuose stanze e suite, otto ristoranti, negozi e una società per azioni, lo spazio che va dall’atrio fino all’ottavo piano, e i livelli 38 e 39, del Burj Khalifa, l’edificio più alto del mondo. Milano e Dubai sono, comunque, solo i primi due passi nel comparto dell’ospitalità per il gruppo dello stilista. Nata nel 2005, da un accordo con la società immobiliare Emaar Properties PJSC, attiva in 36 mercati in tutto il mondo, la Armani Hotels & Resorts si propone infatti di aprire almeno dieci strutture entro i prossimi dieci anni.

The West End's latest icon is selling fast (The Times, Uk)

Immobilier: moins d'aides à l'accession en 2011 (Le Figaró, Francia)

Sono già in vendita gli appartamenti del complesso londinese di Central St Giles, il primo progetto residenziale del Regno unito firmato dall’architetto italiano Renzo Piano tuttora in costruzione. Il complesso situato nel West End's, composto da 100 appartamenti – di cui 56 destinati alla vendita privata, mentre i restanti saranno affittati a prezzi calmierati – uffici, ristoranti e bar, si caratterizza per i colori sgargianti delle facciate arancioni, verdi, rosse e gialle. Ben 51 unità abitative sono già state acquistate da investitori di Hong Kong, Singapore e Kuala Lumpur, mentre le ultime 5 disponibili potranno essere comprate solo da acquirenti inglesi.

Il governo francese sta lavorando a una riforma degli aiuti per favorire l’accesso alla proprietà immobiliare, nell’ambito di una politica finanziaria improntata al rigore. Attualmente, il governo transalpino spende sette miliardi di euro per finanziare 12 misure tra le quali le più importanti sono la deducibilità degli interessi del mutuo, il prestito a tasso zero e il “pass” fondiario, un meccanismo che permette il differimento dei pagamenti del terreno sul quale è costruito l’immobile. Benoist Apparu, segretario di Stato per l’Abitazione, è personalmente impegnato nell’elaborazione del nuovo pacchetto per favorire l’acquisto delle case, e intende seguire la formula “più semplice, più efficace, più potente e meno costosa”.

S&P ve "síntomas de mejoría" en el mercado de la vivienda (El País, Spagna)

District streets that border states create jurisdictional confusion (The Washington Post, Usa)

Secondo l’agenzia internazionale di rating Standard & Poor il mercato immobiliare spagnolo è in leggera ripresa dopo aver attraversato un periodo – durato due anni – di caduta libera. Infatti, i dati contenuti nello studio economico “Síntomas de mejoría en los mercados de la vivienda en Europa, que apuntan a la estabilización de precios... por ahora” evidenziano come nell’ultimo trimestre del 2009 il valore delle abitazioni sia diminuito del 6,1% rispetto all’anno precedente – ma molto meno del 2007, quando il calo raggiunse il 7,8% – mentre ora questa corsa al ribasso è fortemente rallentata. Un segnale della ripresa è costituito dall’aumento della vendita di case nuove, sebbene il quadro economico europeo sia ancora quello della recessione.

Gran parte degli abitanti del posto non sa dove finisce lo stato di Washington DC (District of Columbia) e comincia il Maryland. Neppure coloro che vivono proprio sul confine ne sono certi, ma imparano ad adattarsi a un'insolita confusione giurisdizionale. Il malinteso è causato dal fatto che il confine tra le due amministrazioni si trova nel bel mezzo di tre strade del District: Western, Eeastern e Southern avenue. Infatti, Washington DC controlla tutte e tre le strade e molti metri sul versante del Maryland, spesso anche le abitazioni. I problemi sorgono proprio quando si tratta di riparare strade, stabilire la giurisdizione di eventi e anche i prezzi delle case. Comunque, per quanto riguarda le abitazioni, alcuni agenti immobiliari riferiscono che "è più una questione di preferenze individuali, se essere di Washington o del Maryland".

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COVER STORY

È l’ora della cedolare secca? La relazione sul federalismo fiscale, presentata a palazzo Chigi dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il 30 giugno scorso, getta le basi per introdurre a livello comunale l’imposta unica sui redditi da locazione. “Pensiamo che ci sia la base per fare la cedolare secca sugli affitti”, ha spiegato Tremonti illustrando il documento sul quadro generale di finanziamento degli enti territoriali e sulle ipotesi di definizione delle strutture fondamentali dei rapporti finanziari fra Stato, Regioni, Province autonome ed Enti locali, che il governo ha contestualmente inviato alle Camere così come previsto dalla legge delega sul federalismo fiscale (legge 42/2009, articolo 2, comma 6). La cedolare secca è rispuntata anche nel decreto legge sui conti pubblici varato a giugno scorso dal governo, con un emendamento presentato al Senato da Maurizio Saia del Pdl

che al momento di andare in stampa non è stato ancora posto in votazione. L’iniziativa di Saia ripropone una questione che si dibatte ormai da anni e sulla quale la Federazione italiana agenti immobiliari professionali ha avanzato diverse proposte. “Fiaip, che in Italia rappresenta oltre il 50% delle agenzie immobiliari – ha dichiarato Paolo Righi, presidente della Federazione, commentando la manovra governativa – si batte da tempo per l’introduzione della cedolare secca al 20% per i redditi da locazione, ed è contraria a un eventuale aggravio di ulteriori imposte sugli immobili”. Intanto anche le iniziative legislative in materia riprendono vita: il 30 giugno la commissione Finanze di Montecitorio ha ripreso l’esame congiunto, accantonato nel marzo scorso, dei provvedimenti che introducono l’imposta sostitutiva al 20% sui redditi che derivano da canoni da locazione.


Fiaip raccoglie la sfida dell’innovazione Una federazione coesa, costruttiva e propositiva per affrontare i cambiamenti: l’Assemblea del 10 e 11 giugno rafforza gli agenti immobiliari nel nome della trasparenza

Il bene casa e le politiche immobiliari sono oggi sempre di più al centro degli interessi della politica, del governo e della stessa manovra economica, ed è per questo che è necessario definire al meglio le linee guida per una riforma professionale”. È questo l’impegno con il quale il presidente della Federazione italiana agenti immobiliari professionali (Fiaip) Paolo Righi ha introdotto il Consiglio nazionale della Federazione il 10 e 11 giugno a Roma. Un Consiglio vivace, molto partecipato, dal quale la Fiaip è venuta fuori ancor più forte e coesa, con strategie da applicare a breve e medio termine per rilanciare la professione. All’indomani dell’entrata in vigore della direttiva servizi, che ha abolito il ruolo dell’agente immobiliare, mantenendo comunque i requisiti per l’accesso alla professione, la Federazione avverte infatti la necessità di un rinnovamento che parta dall’interno e faccia breccia, con una proposta di legge, nel programma nazionale di governo, intercettando i bisogni dei consumatori. Per questa ragione, Righi ha presentato al Consiglio nazionale un documento politico-programmatico, che in nove punti ha riassunto le principali misure che la Federazione deve attuare per una riforma globale della legge n. 39 del 1989, che disciplina la professione dell’agente immobiliare. Il documento ha ottenuto vasto consenso tra i presenti, federati e uditori, ed è stato approvato all’unanimità in un clima ampiamente costruttivo. Formazione, criteri di accesso professionale, standard di servizi e lotta all’abusivismo sono alcuni degli argomenti trattati nel documento, ma il nodo della questione, secondo Gianni Bacco, presidente del Consiglio nazionale, è che “ciò che deve cambiare è l’atteggiamento degli agenti immobiliari nei confronti del cliente”. Si tratta, secondo Bacco, di un processo globale, nel quale il mediatore deve andare oltre la semplice transazione, e porsi come professionista, in grado di offrire servizi qualificati e dare risposte al consumatore, proporsi come punto di riferimento nelle fasi legate alla transazione (legali, fiscali) ma anche in quelle successive. Per fare questo, non si può prescindere da una formazione mirata e continua, né da un elevato standard di servizi. L’intento della Fiaip è di riqualificare la professione, che nel tempo si è evoluta con nuove prerogative, individuando un percorso formativo differente dal semplice corso presso le Camere di commercio. Con un diploma di scuola media secondaria specifico, o con un corso di laurea breve dedicato, sarebbe possibile innalzare il livello formativo e permettere a quanti vogliono intraprendere la professione di avvicinarvisi già durante la formazione scolastica, prevedendo anche l’inserimento di materie facoltative nel percorso didattico. Inoltre, operando un

cambiamento nei criteri di accesso alla professione, la categoria sarebbe inquadrabile nell’ambito delle professioni intellettuali, e si renderebbe particolarmente necessario il continuo aggiornamento delle conoscenze, attraverso la partecipazione a corsi e convegni promossi dalle associazioni di categoria. In questo modo, l’agente immobiliare diventerebbe il “professionista di fiducia” del cliente, al quale offrire servizi sempre più specifici e mirati alla tutela del consumatore. Per questo motivo, Fiaip propone anche di garantire per legge, da parte della categoria, uno standard di servizi minimo, basato su quattro punti fondamentali: fornire al cliente il titolo di provenienza dell’immobile, le visure ipo-catastali, la conformità dell’immobile e gli ultimi tre verbali delle assemblee di condominio. L’acquisizione di questa documentazione confermerebbe la posizione di terzietà e imparzialità che l’agente immobiliare occupa rispetto alle parti nella mediazione, costituendo un servizio “tutelante per il cliente”, ma sarebbe anche una qualificazione ulteriore per i professionisti rispetto a quanti esercitano abusivamente. A questo scopo, Fiaip ha anche proposto la creazione di un osservatorio congiunto tra i ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico, le associazioni di categoria e i consumatori, che possa garantire un esercizio sempre trasparente e corretto della professione. Tra le misure allo studio, il contrasto all’abusivismo in rete con la previsione dell’obbligo per chi inserisce gli annunci su portali internet di qualificare la propria figura, come agenzia o proprietario dell’immobile. L’agente immobiliare dovrà infatti qualificarsi con la denominazione aziendale e il numero di iscrizione al REA (Repertorio economico amministrativo) o al registro delle imprese, mentre il privato dovrà dimostrare di essere il proprietario del bene oggetto dell’annuncio.

Gianni Bacco, presidente del Consiglio nazionale: “Ciò che deve cambiare è l’atteggiamento degli agenti immobiliari nei confronti del cliente”. Trasparenza è quindi la parola d’ordine della Federazione, che ha portato alla creazione, a maggio scorso, dell’ente bilaterale Mediaconsum da parte di Fiaip e dell’associazione consumatori Adiconsum, per creare un nuovo modello di concertazione tra agenti immobiliari e consumatori. A riguardo, Bacco ha precisato che “con questo Protocollo Fiaip non cerca titoli di co-


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pertura, ma trasparenza, e fa in modo che i consumatori abbiano prova delle nostre capacità”. In tema con l’attualità del federalismo fiscale, il Consiglio nazionale ha poi discusso una proposta per il decentramento della Federazione, messa a punto dalla commissione tecnica in due incontri e sottoposta poi all’Assemblea: il progetto tracciato è quello di un decentramento operativo sostenibile e virtuoso, per radicare la Fiaip sul territorio e poter armonizzare le esigenze di ogni collegio regionale e provinciale. Prerogativa degli associati è, in questo senso, ribadire la centralità e l’unicità dell’appartenenza alla federazione, caratteristiche che non vanno in alcun modo intaccate con l’attuazione del decentramento. Il centro, dal canto suo, deve comunque poter contare sulle territorialità e sul loro partecipare alla vita della Federazione. In questo senso, Bacco ha dichiarato che decentramento vuol dire anche “diretta re-

sponsabilità per le Federazioni regionali sulla gestione: con la presenza in loco occorre garantire l’operatività assoluta degli agenti immobiliari”. Su questo punto, il dibattito è stato particolarmente vivace, con la preoccupazione da parte degli associati di ribadire l’unicità della Federazione, accanto alla necessità di gestire in modo funzionale i rapporti tra centro e periferia. “Siamo comunque un’unica Federazione, – ha precisato Giovanni Infortuna, presidente di Fiaip Veneto – il risultato del consiglio nazionale è proprio questo: la Fiaip è una e deve rimanere una. Quando si parla di decentramento si pensa immediatamente a una divisione. Invece, questa proposta di Righi è la strada perfetta per l’applicazione del decentramento: si tira fuori l’energia dai territori, il che comporta maggiori vantaggi sia localmente che per tutta la Federazione”.

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“Non si può prescindere dalla premialità di chi amplia le potenzialità della Federazione, lavorando con istituzioni, categorie, associazioni – è l’opinione di Fabrizio Floriani, presidente di Fiaip Piacenza – ma neanche dalle esigenze di coloro che non possono farlo, perché hanno condizioni geografiche, sociali, umane differenti, o sono in posizioni marginali, tali da non poter operare al meglio”. Per questa ragione, quindi, è necessario da una parte dare la libertà ai territori di gestirsi in base alle esigenze locali, ma dall’altra non si possono disattendere gli impegni a livello centrale. Gestire localmente alcuni aspetti vuol dire anche avere opportunità differenti: si potrebbero, ad esempio, stipulare convenzioni specifiche con banche e istituti di credito differenti da quelle nazionali, cosa che porterebbe comunque prestigio e nuova linfa anche alla direzione centrale.

dalla commissione prevede particolare attenzione per le piccole realtà, che dal decentramento potrebbero non ottenere risorse a sufficienza. Sono previsti infatti contributi per le sedi locali, fino al raggiungimento di una soglia di 3mila euro, per la realizzazione delle attività connesse alla gestione delle periferie. L’erogazione dei contributi sarà comunque legata alla realizzazione di attività nei collegi. Il Consiglio nazionale ha inoltre deliberato la nomina di due membri onorari, Alessandro Gatto Monticone e Gianfranco Civoli, e la nomina a moderatore del Forum dei presidenti di Ercole Valle. Infine, i nuovi componenti della Commissione disciplinare sono Gianna Torriti, Pietro Camillo, Alessandro Moli, Ettore Ametis e due membri supplenti dei Revisori dei Conti, Giulio Pieretti e Giuseppe Spagnol. R.C.

L’agente immobiliare deve diventare il “professionista di fiducia” del consumatore, al quale offrire tutela e trasparenza

Credito al consumo, al via la riforma

Tuttavia, non vanno sottovalutate le ricadute che questo processo potrebbe avere sulle piccole realtà: Renato Troiani, presidente di Fiaip Marche, ha rimarcato la necessità che il decentramento sia attuato nello spirito di mutualità che vige in ogni federazione. “Togliere risorse – ha dichiarato – a zone che hanno meno possibilità di sviluppo si tradurrebbe in una crescita disomogenea”. “Tuttavia – ha poi aggiunto – con i lavori della commissione tecnica che ha sicuramente operato gli aggiustamenti necessari sarà possibile agire in maniera equa”. A sollevare i dubbi degli associati, il progetto messo a punto

Novità anche per la mediazione creditizia: è ormai imminente la riforma del credito al consumo, con l’avvio dell’esame, da parte delle Camere, dello schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva comunitaria sul credito al consumo (2008/48/CE). Il provvedimento, tra le altre cose, rivede la disciplina dei soggetti che operano nel settore finanziario, quella degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi. Alla luce di questi cambiamenti nel panorama normativo, il Consiglio nazionale ha quindi stabilito di costituire una nuova struttura societaria per l’intermediazione creditizia. Il nuovo istituto permetterà agli associati e ai mediatori creditizi Fiaip di operare e collaborare in un contesto legislativo sicuro.


COVER STORY

Al di là del ruolo: l’agente immobiliare si rinnova Allo studio di Fiaip una proposta di riforma della professione, per ripartire dalla direttiva servizi. Intervista al presidente Paolo Righi sul documento programmatico approvato in Consiglio nazionale

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na riforma unitaria per garantire il futuro della professione e la tutela dei consumatori: è stato questo il nodo centrale del Consiglio nazionale della Federazione italiana agenti immobiliari professionali (Fiaip). Riforma da attuare attraverso una proposta di legge, e sulla quale il presidente della Federazione Paolo Righi ha ottenuto vasto consenso da parte della platea. Dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo di attuazione della direttiva servizi, che per un verso ha soppresso il ruolo degli agenti immobiliari ma per un altro ha confermato la necessità dei requisiti per l’esercizio della professione, Fiaip ha manifestato la necessità di una riforma unitaria con il documento programmatico approvato dal Consiglio. Qual è il prossimo passo? Il Consiglio nazionale del 10 e 11 giugno ha deliberato all’unanimità sulla linea politico-programmatica da adottare. Lo stadio successivo sarà condividere il progetto e le proposte anche con le altre associazioni di categoria, per trovare un disegno comune sulla figura dell’agente immobiliare nei prossimi cinque o dieci anni. Sarà creato consenso con vari incontri che si svilupperanno su tutto il territorio nazionale e poi, verso la fine dell’anno, si approderà a un disegno di legge complessivo di riforma, o anche all’introduzione di vari emendamenti in materia, nel momento in cui ci sarà occasione e argomento attinente. In che modo l’agente immobiliare dovrà rinnovarsi nei prossimi anni? Quali sono le peculiarità dalle quali non si può prescindere? In primo luogo occorre la formazione continua: oggi la profes-

sione dell’agente immobiliare è professione in tutti i sensi, e chi la esercita deve conoscere la parte fiscale della compravendita e tutte le altre componenti. Deve poter stimare, valutare l’immobile, conoscere la regolamentazione edilizia. Il percorso formativo che Fiaip ha pensato passa per la laurea breve. È quasi ridicolo che oggi un agente immobiliare possa diventare tale dopo solo un corso di 80 ore alla Camera di commercio. La nostra proposta di accesso alla professione mediante laurea triennale. Le norme fiscali contenute nel decreto legge 78 del 2010 (decreto legge cosiddetto conti pubblici) prevedono, tra le altre cose, l’obbligo, a pena di nullità, di indicare negli atti pubblici e nelle scritture private autenticate, il riferimento alle planimetrie depositate in catasto e le dichiarazioni di conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie. Quindi, in questo continuo movimento legislativo che caratterizza il nostro Paese, è necessario che ci sia formazione continua, soprattutto perché il 90% degli agenti immobiliari ha come clienti le famiglie. Nell’ottica di una maggiore tutela del consumatore, quindi, è necessario che siano preparati e capaci, con gli strumenti giusti per assistere le famiglie nell’acquisto più importante della loro vita. Con quali particolari misure intendete tutelare i servizi e il cliente? Il cliente dà sempre meno peso alle semplici informazioni e sempre più alla qualità dei servizi e alla tutela del suo investimento. Per questa ragione Fiaip sente la necessità di offrire una standardizzazione di servizi regolata per legge, anche in attuazione della direttiva Bolkestein. Per fare questo è necessario 15


COVER STORY che tutti gli agenti immobiliari abbiano standard minimi di servizi, così che il consumatore, entrando in agenzia, sappia perfettamente quali sono i passi per procedere a un acquisto sicuro. In questo modo, oltre a garantire elevata qualità di servizi al cliente, l’agente immobiliare potrà anche acquisire un livello sociale migliore. Inoltre, così facendo, si avrà un ulteriore elemento di qualificazione tale per cui il cliente possa senza ombra di dubbio riconoscere un mediatore professionale rispetto a un abusivo. Inoltre, un ulteriore segnale di trasparenza nei confronti del consumatore viene dalla nostra proposta sul franchising. In merito a questa tipologia di attività, il cittadino ha la percezione che in caso di problemi potrà rivolgersi al marchio. In realtà, invece, le case madri non forniscono know-how intellettuale (come gli studi legali associati), ma esclusivamente servizi a pagamento, attrezzature e un questionario. Il cittadino dovrebbe in caso di problemi rivolgersi al titolare dell’agenzia, e non al marchio del franchising, che non ne è responsabile. Il consumatore è quindi male informato in merito. Tuttavia, non è corretto che nelle insegne delle agenzie e nella carta intestata il nome dell’azienda sia scritto in piccolo, e che quindi sfugga il nome del titolare e risalti invece il marchio. La nostra proposta è che il marchio della casa madre, in tutte le sue comunicazioni, non possa superare il 35-40% del totale della superficie, in modo che il cliente possa percepire che dovrà per ogni evenienza rivolgersi all’agenzia e non al marchio. Quali altri misure saranno messe in atto per contrastare l’esercizio abusivo della professione? Il fenomeno dell’abusivismo oggi si sta ingigantendo, perché mentre agli agenti immobiliari sono stati imposti molti vincoli, e si richiedono diverse capacità per esercitare la professione, molti agiscono abusivamente, svincolati totalmente da ogni legge e da ogni pratica. È un’attività assolutamente da combattere, con la collaborazione del ministero dello Sviluppo economico e con quello dell’Economia. L’idea è di costituire un osservatorio congiunto, insieme ai due ministeri, alle altre associazioni di categoria e ai consumatori, per contrastarlo. Il più delle volte esercitare la professione abusivamente implica l’evasione totale, anche fiscale, e danneggia il mercato, che invece ha bisogno di valori, correttezza e professionalità. Per la stessa ragione, poi, il documento programmatico contiene una proposta per regolamentare gli annunci pubblicati su internet: l’abusivismo in rete dilaga, accade spesso che qualcuno pubblichi un annuncio e si finga proprietario di appartamenti, facendosi poi pagare la provvigione dal cliente sprovveduto. Dunque, Fiaip avanza un insieme di proposte per istituire l’obbligo di inserire negli annunci internet, con un’autodichiarazione, la qualifica di chi propone l’immobile, agenzia, privato o pubblica amministrazione. Solo il privato proprietario dell’immobile può mettere il proprio bene in vendita. Nel caso dell’agente immobiliare, invece, questi dovrà inserire in ogni annuncio la denominazione aziendale e il numero

di iscrizione al rea o al registro delle imprese. Il controllo sarebbe in questo caso demandato ai portali, i quali, se non provvedessero, potrebbero essere sanzionati con la chiusura. Anche questo è un segno di trasparenza che gli agenti immobiliari chiedono al mercato. Quali sono invece i futuri sviluppi che la professione potrebbe avere? Il messaggio che lanciamo da tempo in vari interventi, è che in Italia ci sono 3 milioni di seconde case, utilizzate in modo misto, sia dai proprietari che per l’affitto. Tuttavia il turismo italiano è monopolizzato dagli albergatori. Noi pensiamo invece che l’offerta turistica del nostro Paese debba essere sviluppata su più livelli: ad esempio, una famiglia americana composta da quattro persone che voglia soggiornare un mese in Italia non ha altre strade che affittare un appartamento, perché gli alberghi hanno costi proibitivi. La nostra proposta è innanzitutto di formulare un’offerta globale e stratificata del turismo italiano, che comprenda sia le case vacanze, che gli alberghi, che i bed & breakfast in modo da offrire alla clientela mondiale il massimo delle possibilità. E in seconda battuta, vorrei evidenziare che queste seconde case sono per il 55-60% in gestione degli agenti immobiliari. L’agente immobiliare però non può, per legge, offrire nessun servizio di accoglienza turistica (incaricare qualcuno delle pulizie, ad esempio). Sarebbe quindi opportuno introdurre, almeno nel settore della locazione turistica, la possibilità per gli agenti immobiliari di non essere incompatibili con le “ agenzie di servizi o di gestione dedicate alla locazione”, cosa che permetterebbe di offrire un servizio a 360 gradi, organizzando cataloghi, procedendo a una vendita all’estero, presentando un modello turistico articolato anche presso le ambasciate estere. Infine, continuiamo a chiedere, per il turismo, ma in generale per tutte le locazioni, la tassazione separata del 20% sui redditi da locazione, la famosa cedolare secca. Raffaella Cramarossa


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PRIMO PIANO

Collegato lavoro: risolto l’arbitrato, ancora incerti i tempi di approvazione Dopo tre passaggi a Montecitorio, una prima approvazione definitiva, il rinvio alle camere da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il disegno di legge in materia di diritto del lavoro, collegato alla Finanziaria 2009, approda per la terza volta nell’Aula di palazzo Madama. Il 15 giugno scorso le commissioni Affari costituzionali e Lavoro del Senato hanno licenziato il testo. Durante il secondo passaggio parlamentare, deputati e senatori hanno cercato di accogliere i rilievi avanzati dal capo dello Stato. Con il primo via libera di Montecitorio, il 29 aprile, il provvedimento ha subito alcune

modifiche. Le principali riguardano l’articolo 31 su conciliazione e arbitrato, quello su cui Napolitano aveva sollevato i maggiori dubbi: non sarà più possibile impugnare un licenziamento davanti a un arbitro mentre il lavoratore potrà accettare volontariamente di firmare la clausola che lo vincola all’arbitrato per la composizione delle controversie solo dopo aver superato il periodo di prova o, nel caso non fosse previsto, dopo un mese dall’assunzione. I tempi per l’approvazione restano comunque incerti. Il testo al Senato ha subito ulteriori modifiche e dovrà quindi tornare alla Camera.


Arriva il primo Ccnl per i mediatori creditizi Fiaip e sindacati siglano l’accordo: aumenta il numero di chi potrà usufruire dei servizi dell’Ente bilaterale nazionale agenti immobiliari professionali (Ebnaip)

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razie all’accordo sottoscritto dalla Fiaip con le parti sindacali (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil), il 22 aprile scorso, i mediatori creditizi italiani hanno ottenuto il primo contratto nazionale della categoria. Per la prima volta nel nostro Paese, infatti, l’attività e le funzioni svolte dagli operatori di settore e dalle imprese della mediazione creditizia saranno regolate in maniera indipendente senza essere ricomprese nel Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl), vero e proprio “omnibus”, del settore terziario. Questa distinzione si è resa necessaria, come spiegato anche dal presidente nazionale Fiaip Paolo Righi, in base alle recenti innovazioni apportate alle attività della mediazione creditizia, in particolare dalla legge Comunitaria 2008 (Legge 88/2009) e dalla direttiva europea sulla liberalizzazione dei servizi (dlgs 59/2010, che ha previsto la cancellazione del ruolo per intermediari e agenti immobiliari). Novità che hanno reso ancora più evidente, se fosse necessario, come le attività sviluppate dai mediatori abbiano raggiunto qualità e specificità imprenditoriali. La chiusura dell’accordo tra la Federazione italiana degli agenti immobiliari professionali e le organizzazioni sindacali è stata caratterizzata da una serrata trattativa. Tra le novità elaborate in sede di confronto, e inserite nel contratto che regolamenterà i rapporti di lavoro tra i mediatori creditizi e le loro imprese, si segnala, in particolare, la definizione di specifiche

tuale responsabilità di uno o più settori che implichi coordinamento e controllo dell’attività di altri dipendenti. I lavoratori di primo livello saranno dunque: capi servizio o responsabili dei settori contratti, vendite, contabilità e pubblicità; oppure promotori e/o consulenti immobiliari. Al secondo livello sono stati inseriti quei lavoratori che svolgano mansioni che comportino particolari conoscenze ed esperienze tecnico-professionali. Tra gli altri si segnalano: gli addetti alle informazioni ai clienti e all’organizzazione degli archivi degli immobili disponibili alla vendita e alla locazione; gli addetti ai servizi di gestione degli immobili turistici; gli interpreti e i traduttori simultanei e gli addetti alle vendite. Del terzo livello fanno parte invece: i dipendenti preposti all’accettazione clienti nell’ambito della locazione in località turistiche; bozzettisti, pubblicitari e responsabili del rilevamento dei dati statistici della pubblicità; gli operatori informatici e gli incaricati alle visite immobiliari con delega di trattativa. Stenodattilografi; dattilografi; disegnatori lucidisti e altri lavoratori che svolgono esclusivamente compiti d’ordine, con adeguate conoscenze tecnico-pratiche, sono stati inquadrati nel quarto livello. Il possesso di semplici conoscenze pratiche, e comunque di carattere ausiliario, è il requisito per essere inseriti al quinto livello che, tra gli altri comprende: conducenti di autoveicoli; archivisti e centralinisti. Il sesto e il settimo livello comprendono, infine: fattorini;

Tra le novità elaborate: definizione di specifiche “classi di mansioni” suddivise per livelli retributivi e attività svolta nell’azienda “classi di mansioni” suddivise per livelli retributivi e attività effettivamente svolta all’interno dell’azienda. Nel contratto viene così specificato che ai Quadri appartengono quei lavoratori, esclusi i dirigenti, che, muniti di laurea o di diploma di scuola media superiore, “svolgono funzioni direttive di rilevante importanza loro attribuite per lo sviluppo e l’attuazione degli obiettivi dell’ufficio nell’ambito di strategie e programmi definiti”. In base al documento sottoscritto, queste figure hanno inoltre “poteri di discrezionalità decisionali e responsabilità gestionali nella conduzione e nel coordinamento di risorse e persone”. Rientrano nella categoria: il direttore commerciale; il capo del personale; il responsabile pubbliche relazioni e i responsabili di filiale operativa. Dopo i Quadri i dipendenti vengo suddivisi in sette categorie, dal primo al settimo livello. Dai capi servizio agli addetti alle pulizie. Al livello più alto si trovano i lavoratori che svolgono mansioni di elevato contenuto professionale, con autonomia di iniziativa e con even-

uscieri; custodi; portieri e addetti alle pulizie anche con mezzi meccanici. L’accordo siglato tra la Fiaip, che, dal 2001, raccoglie oltre 3.500 mediatori creditizi, e le parti sociali prevede poi la creazione di particolari corsi di aggiornamento per l’apprendistato professionalizzante organizzati in una prima parte, relativa alle competenze trasversali, uguale per tutti, e in una seconda parte, collegata alle competenze tecnico-professionali specifiche, differenziata. Anche i dipendenti dei mediatori creditizi potranno inoltre usufruire di un contratto specifico, che regolamenterà tutti i rapporti di lavoro presso le imprese gestite da questi professionisti. I contenuti, le norme e i regolamenti saranno immediatamente applicabili all’interno di tutte le realtà del settore che applicano, o applicheranno, il Contratto collettivo nazionale di lavoro della Fiaip. Samuele Lupidii, vicepresidente nazionale Fiaip con delega alla Mediazione creditizia, ha voluto evidenziare l’assoluto rilievo dell’accordo sottoscritto: “Con questo Contratto collet-


PRIMO PIANO

tivo nazionale di lavoro – ha dichiarato – forniamo ai nostri associati un ulteriore strumento che utilizzeranno le imprese della mediazione. Fiaip – ha proseguito – è soddisfatta del lavoro svolto in perfetta sintonia con il vicepresidente del settore Lavoro e previdenza Salvatore Stolfi, e con i consulenti di settore Donato Menichella e Andrea Ciani”. Lupidii ha poi voluto ringraziare le organizzazioni sindacali per la disponibilità mostrata e ha concluso sottolineando come per la Federazione italiana degli agenti immobiliari professionali sia un motivo di orgoglio l’essere la prima associazione di categoria italiana a fornire un Ccnl di primo livello nel settore. Un accordo ritenuto di fondamentale importanza anche dallo stesso Stolfi che, in particolare, ha voluto mettere in evidenza come la stipula del contratto rappresenti un addendum rispetto

al Contratto collettivo nazionale di lavoro per dipendenti da agenti immobiliari, e mandatari a titolo oneroso, sottoscritto dalla Fiaip nel 2001 e rinnovato nel 2007. Il nuovo Ccnl, ha specificato il vicepresidente del settore Lavoro e previdenza, va infatti a coprire il campo d’azione delle agenzie che possono avere mediatori creditizi o degli stessi mediatori che fanno parte della Fiaip. Sempre secondo Stolfi, un aspetto di assoluta rilevanza è poi rappresentato dal fatto che con il contratto si allarga l’utenza di coloro che potranno usufruire dei servizi dell’Ente bilaterale nazionale agenti immobiliari professionali (Ebnaip) che gestisce il Fondo di assistenza integrativa e assicurazione infortunistica per dipendenti e datori di lavoro. Proprio con riferimento all’Ebnaip, il vicepresidente del settore Lavoro, ha indicato quello che sarà il suo principale obiettivo

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previdenza e lavoro per la durata del suo mandato. Con la collaborazione di Luciano Passuti, segretario regionale Fiaip Emilia Romagna, Aurelio Amerio, vicepresidente provinciale Fiaip Torino, e del consulente Donato Menichella, Stolfi mira a estendere il più possibile la platea di coloro che usufruiranno del nuovo contratto e dei servizi dell’Ente bilaterale nazionale. Al momento, infatti, ha specificato, sono circa 200 i mediatori che hanno optato per l’accordo sottoscritto ad aprile e ancora meno coloro che utilizzano l’Ebnaip. È quindi necessario, per Stolfi, estendere il più possibile la conoscenza di questo strumento che comporta meno costi rispetto a quanto previsto dal contratto

Stolfi: Per estendere il più possibile l’utenza del nuovo contratto necessario sostegno consulenti del lavoro del terziario, dà maggiori vantaggi a chi ne usufruisce ed, essendo concepito per i lavoratori della categoria, è certamente più “mirato”. Aspetti non secondari legati all’aumento dei lavoratori che scegliessero di usufruire delle nuove regole contrattuali sarebbero poi l’acquisto di una maggiore forza negoziale, la disponibilità di più fondi e, di conseguenza, maggiori possibilità di crescita a livello nazionale. Per il raggiungimento dell’obiettivo però, ha tenuto a precisare Stolfi, è indispensabile la collaborazione dei consulenti del lavoro, i soggetti deputati all’applicazione del contratto che dovrebbero evidenziare ai potenziali utenti i vantaggi che ne trarrebbero. Oltre all’auspicabile collaborazione dei consulenti del lavoro, per promuovere i vantaggi offerti dal nuovo contratto e dall’Ebnaip, Stolfi ha annunciato che nei prossimi mesi, attraverso i delegati di settore presenti in ogni regione e provincia, verrà avviato un programma di informazione su tutto il territorio nazionale. Molte, dunque, anche per quanto riguarda la volontà di garantire maggiore sicurezza per il futuro della categoria, le speranze riposte da Fiaip nel nuovo Ccnl. Bruno Ceccarini

Una vera e propria contrattazione collettiva per il comparto A seguito della recente stipula con le Organizzazioni dei lavoratori Filcams, Fisascat ed UilTucs, dell’intesa riguardo ai dipendenti da Mediatori creditizi, in forza della quale il CCNL FIAIP ha assunto una nuova denominazione: Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti da Agenti Immobiliari, Mandatari a titolo oneroso e Mediatori creditizi, il contratto collettivo sottoscritto dalla FIAIP assume un ruolo di contrattazione collettiva per il comparto. Premesso che già prima della stipula era legittimo e possibile applicare il Contratto collettivo nazionale di lavoro per dipendenti ad Agenti Immobiliari e Mandatari a titolo oneroso; oggi l’applicazione da parte dei mediatori creditizi iscritti o meno alla FIAIP è di fatto automatizzato stante l’inserimento di una regolazione ad hoc dei rapporti di lavoro subordinato presso la categoria, in qualità di contrattazione delegata sulla categoria specifica presso il CCNL FIAIP, attraverso la stipula con le O.o.S.s. di un accordo ad hoc allegato al contratto nazionale di 1° livello, al cui interno sono state sviluppate le declaratorie mansionali delle varie categorie professionali del settore, prevedendo per conseguenza un insieme di regolazioni per molteplici istituti e fattispecie contrattuali, attuando l’adeguamento e la riconciliazione ai fini contrattuali delle varie figure professionali potenzialmente in organico presso i mediatori creditizi, al sistema di classificazione professionale del CCNL FIAIP, al fine di pervenire ad una omogenea identificazione delle qualifiche professionali, dei livelli correlati e quindi di tutti gli istituti che da essi dipendono, come ad esempio: periodo di prova; preavviso, retribuzione mensile; lavoro straordinario; indennità varie; apprendistato professionalizzante; contratto d’inserimento/reinserimento. All’iniziativa di cui sopra, centrale nella regolazione dei rapporti di lavoro settoriali, è seguita la predisposizione di piani formativi specifici per l’apprendistato professionalizzante presso datori di lavoro esercenti attività di mediazione creditizia, fondamentali per poter applicare, e fin da subito, la fattispecie dell’apprendistato professionalizzante anche da parte dei datori di lavoro mediatori creditizi, costruendo quindi meccanismi formativi di adeguamento e raccordo nelle materie oggetto del percorso di formazione dell’apprendista, con caratteristiche immediatamente applicabili, poiché derivanti da intese tra la FIAIP e le organizzazioni sindacali a livello nazionale, ed a cui tutti i mediatori creditizi potranno fare riferimento nell’instaurazione di apprendistati. Ulteriore effetto dell’accordo del 22 aprile 2010, è l’estensione ai dipendenti da mediatori creditizi delle previsioni contrattuali in materia di previdenza complementare ed assistenza integrativa. Da ultimo si sono sviluppati contrattualmente meccanismi in grado di regolare e gestire le migrazioni al CCNL FIAIP per la parte inerente i Mediatori creditizi da altri ccnl, sia in materia di retribuzioni consolidate, sia in materia di altri istituti quali le ferie, i permessi. Donato Menichella info@menichella.org


In Parlamento le soluzioni alla crisi del mattone Fiaip ascoltata ancora una volta nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul mercato immobiliare. Prevista per fine luglio la chiusura dei lavori

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ighi (Fiaip) e Angeletti (Fimaa) tornano in commissione Ambiente. In primo piano requisiti professionali ed effetti distorsivi sul mercato dell’invenduto Una proposta di legge per rafforzare i requisiti necessari a svolgere la professione di intermediazione immobiliare, alla luce delle novità introdotte con il recepimento della direttiva europea sulla liberalizzazione dei servizi (dlgs 59/2010, che ha previsto la cancellazione del ruolo per intermediari e agenti immobiliari) e della necessità di garantire la professionalità di chi opera su un mercato delicato, come quello immobiliare, in un momento di crisi economica. È questo l’annuncio fatto, in commissione Ambiente di Montecitorio, dai presidenti della Fiaip, Paolo Righi, e della Fimaa (Federazione italiana mediatori e agenti d’affari), Valerio Angeletti, intervenuti alla Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul mercato immobiliare avviata quasi un anno fa dall’VIII gruppo di lavoro. Già il 29 settembre scorso i rappresentanti delle due Federazioni erano stati ascoltati insieme ad Ance, Assoimmobliare e Confedilizia ma, visto il poco tempo avuto a disposizione all’epoca, hanno ritenuto necessario tornare per ribadire e chiarire le proprie posizioni sugli interventi necessari per rivitalizzare il mercato immobiliare. Oltre al rafforzamento della qualifica professionale, come chiave di volta per la tutela del consumatore, Righi e Angeletti hanno rilanciato, come già altre associazioni del settore, la necessità di una riforma e semplificazione della fiscalità sugli affitti, sponsorizzando ancora una volta l’introduzione dell’imposta sostitutiva (cosiddetta cedolare secca) sui redditi da locazione. Sempre in materia di affitti, i due hanno poi sollecitato l’aggiornamento del codice civile per fare del contratto di locazione un titolo esecutivo, per semplificare, in caso di necessità, le operazioni di sfratto. Solo in questo modo, secondo Fiaip e Fimaa, sarà infatti possibile garantire ai proprietari il diritto di rientrare in possesso del proprio immobile dato in affitto e di veder riconosciuto il valore del proprio investimento nel mattone. Se la maggiore professionalità e la questione degli affitti sono argomenti sui quali si discute da tempo, i rappresentanti delle due Federazioni hanno messo sul tavolo anche una problematica in parte nuova per il settore, e che si sta rafforzando per effetto della crisi economica: la questione dell’invenduto. Per correggere l’effetto distorsivo che ha sul mercato immobiliare la massa di abitazioni residenziali rimasta senza acquirenti, secondo Righi sarebbe necessario un intervento normativo che, nello specifico, potrebbe essere indirizzato verso un ripensamento delle politiche di housing sociale. A una specifica domanda posta dal deputato dell’Unione di centro (Udc) Pierluigi Mantini, il presidente della Fiaip ha infatti sottolineato come, ad oggi, sul mercato, ci siano circa due milioni di alloggi invenduti. Piuttosto che puntare sulla realizzazione di nuove abitazioni,

ha quindi proseguito Righi, per affrontare la questione sociale della casa si potrebbero studiare delle agevolazioni che consentano di “smarcare” la massa d’invenduto e ottenere, allo stesso tempo, la riqualificazione, anche sul piano della sostenibilità energetica degli immobili, e la risposta alla domanda di abitazioni da parte delle classi meno abbienti. La Fiaip, tramite il suo primo rappresentante, non ha comunque espresso particolari riserve sugli altri tipi di politiche di housing sociale delineate in questi mesi dal governo, a partire dalla realizzazione delle cosiddette New Town, sul modello utilizzato per la ricostruzione del dopo terremoto in Abruzzo. L’argomento su cui la Federazione degli agenti immobiliari ritiene invece possibile un solo tipo di intervento è quello che riguarda la definizione, una volta per tutte e a livello nazionale, di una normativa unitaria sulla casa che faccia chiarezza tra le svariate discipline regionali cui ha dato vita l’attuazione della riforma del Titolo V della Costituzione. Una riforma che, secondo Righi, ha avuto effetti devastanti in un settore chiave per l’economia del Paese come quello del turismo. A causa della mancanza di una normativa nazionale in materia, infatti, milioni di affitti per le case vacanze sono pagati in nero. Sollecitati dal gruppo di lavoro sul tema del governo del territorio e della riforma urbanistica, Righi e Angeletti hanno infine concordato sulla necessità di introdurre nuove norme di carattere nazionale sulla destinazione d’uso dei suoli ai fini della costruzione di nuovi immobili. Confabitare presenta progetto “Una casa per tutti” L’attuale congiuntura economica ha di fatto privato il settore immobiliare, e quello dell’edilizia, dei flussi d’investimento a favore delle imprese e della domanda per l’acquisto e la locazione delle abitazioni. È quindi sulla ripresa del mercato degli affitti e sul recupero del patrimonio immobiliare esistente che bisogna puntare per il rilancio immediato del settore. Questi, in sostanza, i punti su cui si è concentrato, nel corso della sua audizione, il presidente di Confabitare, Associazione per la proprietà immobiliare, Alberto Zanni. Anche quest’ultimo, al pari di Righi e Angeletti, ha avanzato alcune proposte, tra le quali quella dei certificati immobiliari. Con questo strumento, attraverso la mediazione del Comune, si consentirebbe di affittare alloggi a privati cittadini che, partecipando per il 20% alla proprietà, avrebbero dopo alcuni anni il diritto di prelazione sulla vendita del bene. Zanni si è poi detto favorevole alla promozione dei contratti a canone concordato per le famiglie a basso reddito e a un ulteriore sviluppo di costruzione di alloggi di Edilizia residenziale pubblica (Erp). Il presidente di Confabitare ha poi annunciato di stare collaborando con consulenti dei settori economico, finanziario, fiscale, pedagogico e sociale alla realizzazione del progetto “Una casa per tutti”. Un piano che, at-


ATTUALITÀ traverso il pagamento di canoni con modalità atipiche, mira a garantire il possesso di un’abitazione a famiglie e soggetti che si trovano in situazioni di particolare disagio e a facilitare, allo stesso tempo, il conseguimento dell’integrazione sociale. Il progetto prevede, nello specifico, la cessione a imprese private, da parte del Comune, di terreni senza imposizione di oneri di urbanizzazione, quindi con un risparmio di partenza da parte del costruttore. Agli alloggi così realizzati dovrebbero essere poi applicati canoni di locazione “calmierati”, più bassi di quelli cosiddetti “concordati” e, alla fine di un periodo di concessione di cui godrà l’impresa costruttrice, assumendosi i costi di manutenzione, le case entrerebbero automaticamente a far parte del patrimonio comunale. Federcasa: necessari interventi a favore del settore pubblico Superare la disparità di trattamento tra settore pubblico e privato riconoscendo anche all’Edilizia residenziale pubblica la detrazione del 36% sulle spese di ristrutturazione, e quella del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici, da scalare su quanto gli enti gestori versano allo Stato tramite il pagamento, tra le altre cose, di Ires, tassa di registro e bollo. Questo il punto principale messo in luce, nel corso della propria audizione, da Luciano Cecchi, presidente di Federcasa, la federazione che riunisce i 108 soggetti che gestiscono la parte più corposa del patrimonio Erp in Italia. In assenza di incentivi o finanziamenti specifici, ha evidenziato Cecchi, gli enti che detengono la gestione di questi edifici non sono infatti in condizione di intervenire sul proprio patrimonio dal momento che, al contrario dei privati, non hanno la possibilità di recuperare l’investimento né attraverso un aumento degli affitti né attraverso il risparmio conseguito. Dopo aver evidenziato che è ormai dal 31 dicembre 1998 che il settore non riceve finanziamenti al contrario di altri servizi pubblici rivolti ai cittadini, il presidente di Federcasa ha poi messo in luce quella che, a suo avviso, rappresenta un’ulteriore riprova della “discriminazione fiscale” cui sarebbero fatti oggetto gli enti gestori. In caso di interventi di manutenzione o riqualificazioni deliberate dalle assemblee condominiali, ha sottolineato Cecchi, gli ex inquilini diventati proprietari degli appartamenti godono delle facilitazioni previste dalla legge, mentre, sugli alloggi non venduti, comunque oggetto degli stessi interventi, le medesime condizioni non sono garantite all’ente.

Conia: a tutela degli inquilini con il Federalismo dell’abitare Dopo agenti, mediatori e proprietari, l’ottava commissione di Montecitorio ha ascoltato anche gli inquilini. Tiziano Maramotti, presidente della Confederazione nazionale inquilini associati (Conia) ha iniziato il proprio intervento con un breve excursus storico. A suo parere, infatti, la crisi dell’abitare non sarebbe iniziata nel 2008 ma ben dieci anni prima, quando, con l’approvazione della legge 431 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti a uso abitativo), si è passati, all’improvviso, dai canoni amministrati, dall’affitto previsto per legge e dalle proroghe dei contratti ripetute in oltre 60 anni alla liberalizzazione selvaggia, senza passaggi intermedi e senza sostegno alla domanda e all’offerta. Maramotti ha poi voluto evidenziare le responsabilità degli enti locali, e dei Comuni in primo luogo, che, dopo, un decennio di urbanizzazione selvaggia, sembrano essersi dimenticati di provvedere alla casa per chi non può procurarsela da sé non pensando di destinare fondi specifici al recupero (e non alla costruzione) di abitazioni a scopi sociali. Ma per quanto responsabili, i comuni, sui quali comunque ricade tutto il peso dei servizi sociali, non vanno lasciati soli. Ad avviso del presidente della Confederazione, infatti, dovrebbe essere costituito un fondo che, attraverso le Regioni, vada a incentivare operazioni di recupero per interi quartieri abbandonati. Altri interventi urgono poi a livello normativo. Maramotti ha infatti proposto di correggere la 431/1998 con una nuova legge che introduca il “Federalismo dell’abitare”. In pratica, la regolamentazione e l’attuazione degli accordi dovrà avvenire esclusivamente a livello territoriale. Solo così, ha continuato il presidente Conia, si potranno avere schemi contrattuali non in forza di legge ma come risposta alle esigenze che si agitano sul territorio. Con questo ulteriore ciclo di audizioni (ricordiamo che, tra gli altri, erano già stati ascoltati Ance, Anama, Confedilizia, Assoimmobiliare, Agenzia del Territorio, Censis, Nomisma, Tecnoborsa, Cresme, Assogestioni e Genworth Financial) l’indagine conoscitiva sul mercato immobiliare si avvia verso la fase conclusiva. Il gruppo di lavoro sarebbe infatti intenzionato a tirare le somme dell’approfondimento con la stesura del documento conclusivo e la sua approvazione che dovrebbe avvenire entro la fine di luglio. (B.C)

Piano Casa 1 e 2: Mantovani illustra gli interventi del governo Anche il governo è stato chiamato a dire la sua nell’ambito dell’indagine conoscitiva. Il 16 giugno scorso i senatori dell’ottavo gruppo di lavoro hanno ascoltato il sottosegretario alle Infrastrutture Mario Mantovani. Il rappresentante dell’esecutivo ha innanzitutto evidenziato come, con il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 16 luglio 2009, sia stato avviato il Piano nazionale di edilizia abitativa (cosiddetto Piano Casa 1). Dopo aver descritto i contenuti del progetto (incentivi agli investitori privati, finanziamenti all’Erp e interventi correlati), Mantovani ha dichiarato che a breve partiranno le convocazioni di Regioni e Comuni per impostare gli accordi di programma. Oltre al Piano per l’edilizia abitativa, ha continuato il sottosegretario, sono state avviate, con la collaborazione degli enti locali, procedure di gara per individuare gli interventi da ammettere nel programma di realizzazione di alloggi a canone sostenibile per le categorie svantaggiate. In conclusione, Mantovani ha parlato del Piano Casa 2 (snellimento delle procedure e promozione dell’attività edilizia). Pur riconoscendo maggiori difficoltà del previsto, dovute soprattutto alla disomogeneità a livello regionale, il sottosegretario si è detto convinto della bontà del programma sostenendo che demolire per ricostruire può rappresentare il modello operativo di riferimento per trasformare e riqualificare il patrimonio edilizio del nostro Paese.

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Trasparenza e mattone: nasce Mediaconsum I

l 5 maggio scorso il presidente nazionale di Fiaip Paolo Righi e il segretario nazionale di Adiconsum (l’Associazione difesa consumatori e ambiente) Pietro Giordano hanno sottoscritto il protocollo d’intesa per la creazione dell’ente bilaterale paritetico per il settore della mediazione immobiliare e creditizia, denominato MediaConsum. È la prima volta che nel nostro Paese due associazioni di primo piano come Fiaip e Adiconsum, che perseguono interessi apparentemente divergenti, danno vita a un ente bilaterale dalle finalità e dagli scopi condivisi, che svolgerà congiuntamente una serie di attività di tipo politico-sindacale nei confronti di altre parti sociali e delle istituzioni, risolvendo in via prioritaria le problematiche tra i consumatori e le agenzie immobiliari. Tra le altre finalità previste dal protocollo spiccano, inoltre, la ricerca di nuove modalità comuni per rendere sempre più trasparenti le condizioni del mercato, lo sviluppo di iniziative congiunte in materia di formazione e informazione degli operatori dei settori della mediazione immobiliare e creditizia, l’assistenza all’attività d’impresa e per i professionisti del comparto nel rapporto con gli stessi consumatori. In pratica, con MediaConsum nasce un nuovo modello di concertazione tra i fruitori dei servizi e le imprese immobiliari e creditizie, con l’obiettivo non solo di garantire i diritti dei clienti, ma anche di monitorare e vigilare sui comportamenti leali delle aziende.

L’iniziativa, infatti, si prefigge tra l’altro la ricerca di nuove modalità comuni per rendere sempre più trasparente il mercato immobiliare e finanziario, l’attività di impresa e professionale nel mattone rapportati alle necessità dei consumatori. Nello specifico, con la firma dell’intesa Fiaip e Adiconsum si impegnano a realizzare iniziative territoriali per la promozione del nuovo ente MediaConsum e per collaborare nello sviluppo della professionalità degli operatori del comparto dell’intermediazione immobiliare e creditizia. ”Si è aperta una nuova stagione di concertazione tra chi opera nel settore immobiliare e il mondo dei consumatori. Fiaip – ha dichiarato Paolo Righi, Presidente nazionale – ha finalizzato la creazione del nuovo ente bilaterale MediaConsum affinché si possa aprire un nuovo modello di relazioni tra le parti e le istituzioni, oltre che essere un momento di crescita per gli associati e i loro interlocutori”. ”Fiaip – ha sottolineato infine Paolo Righi – è un’ associazione che non vuol difendere interessi particolari, ma che sviluppa, già oggi, un nuovo modo di fare ed intendere l’associazionismo per rilanciare la trasparenza del mercato immobiliare e del sistema della mediazione creditizia in Italia. Con MediaConsum Fiaip intende sviluppare un progetto finalizzato a far percepire il vero ruolo dell’agente immobiliare nella filiera del mattone, e del mediatore creditizio nella filiera del sistema finanziario”.


ATTUALITÀ

Mediaconsum: il primo passo nella tutela di consumatori e soggetti economici leali Pietro Giordano, segretario nazionale di Adiconsum, commenta il protocollo d’intesa siglato con Fiaip

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ual è il ruolo di Mediaconsum nella strategia definita dall’Associazione dei consumatori? Il ruolo che questo Ente sarà chiamato a svolgere è fondamentale perché costituirà uno strumento per superare le situazioni conflittuali che spesso vivono i consumatori con gli operatori e i mediatori economici. L’idea è quella di giungere a una gestione condivisa dei problemi e all’elaborazione di soluzioni comuni per via stragiudiziale, senza giungere allo scontro in tribunale, tutelando sia i consumatori che gli attori del settore.

In quest’ottica abbiamo già sottoscritto nel mese di novembre scorso l’accordo con Unirec (Unione nazionale delle imprese di recupero, gestione e informazione del credito, ndr) per l’istituzione dell’ente bilaterale Ebitec in materia di recupero crediti, e intendiamo continuare su questa strada coinvolgendo ulteriori operatori economici e finanziari.

Secondo lei come si caratterizza il settore immobiliare per le garanzie che offre ai consumatori? Il settore immobiliare ha bisogno di maggiore trasparenza e di nuovi luoghi d’incontro tra le diverse necessità dei soggetti che vi operano. Per questo motivo noi abbiamo promosso la conciliazione paritetica (la risoluzione extragiudiziale delle controversie, ndr) tra le parti per limitare il ricorso al giudice – e giungere in tempi certi a una soluzione soddisfacente –, e attivato un osservatorio sul settore immobiliare i cui dati saranno condivisi dai consumatori e dagli operatori. Inoltre, bisognerà intervenire sulla modulistica delle transazioni immobiliari, favorendone una maggiore trasparenza e chiarezza. Quanto conta l’appoggio di Fiaip? La Federazione italiana degli agenti immobiliari è la più grande organizzazione rappresentativa del settore, che a sua volta fa parte di Confindustria, quindi costituisce un interlocutore di primo piano nell’ambito delle iniziative a favore della maggiore trasparenza del comparto. Iniziative del genere saranno predisposte anche con altri operatori economici? Adiconsum vuole favorire la diffusione di best practice, promuovendo la tutela stragiudiziale dei diritti dei consumatori da affiancare al sistema dei ricorsi individuali alla magistratura, quando necessari.

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AL VIA IL TAVOLO DI CONSULTAZIONE PERMANENTE Più responsabilità ai delegati regionali all’editoria, comunicazione ed informatica Ha preso le prime mosse a Marina di Massa lo scorso Aprile il “Tavolo di Consultazione Permanente sui temi dell’editoria, comunicazione ed informatica". A promuovere ed organizzare questa prima riunione è stata la vice presidente nazionale Fiaip del settore Annabella Covini che ha posto le condizioni e le linee guida del tavolo di consultazione permanente con il compito di dare voce alla Federazione nel suo complesso. “L’idea del tavolo permanente – dichiara Covini – è un progetto lanciato da tempo e inserito nel nostro programma di mandato che costituisce una struttura di comunicazione efficace e reale tra i dirigenti del settore e le strutture territoriali, e vuole convogliare in una unica sede strategie e priorità per la Federazione”. Un luogo di confronto in cui l’obiettivo è quello di coinvogliare tutte le notizie e le proposte, sia quelle dal centro alla periferia, sia viceversa, condividendo tra i dirigenti la loro importanza e il loro sviluppo. “Si tratta di un nuovo modello di lavoro – precisa Covini - per ben operare a tutti i livelli che dà più responsabilità agli stessi delegati regionali di settore che sono chiamati a promuovere e proporre per conto delle loro strutture locali idee, campagne di comunicazione, progetti che possano essere condivisi a tutti i livelli”. Nel primo incontro si è parlato di comunicazione istituzionale, lobbying, comunicazione interna ed esterna, editoria cartacea ed online e informatica. Un quadro complesso di azioni che Fiaip ha già messo in campo ormai da mesi per dar manforte al nuovo corso della Federazione che ha deciso di scommettere su un’informazione chiara, trasparente e sempre più condivisa a tutti i livelli. “Solo attraverso una corretta informazione e un’adeguata formazione - ha sottolineato Annabella Covini - possono essere create le basi concrete per combattere fenomeni dilaganti come l’abusivismo, in aumento dopo il decreto di recepimeto della direttiva europea sulle liberalizzazioni delle professioni”.

CASA: SOCIAL NETWORK, FEEDBACK E VETRINE ONLINE IL MERCATO IMMOBILIARE E' 2.0 Il web è ormai uno strumento chiave per la crescita del mercato immobiliare. Social networking, controllo sulle inserzioni e sistema dei feedback. Sono queste le parole d'ordine del mercato immobiliare nell'epoca del 2.0. Se n'e' discusso nei giorni scorsi al convegno milanese "Il mercato immobiliare nell'era del 2.0" promosso dal portale Casa.it. Al centro dell’appuntamento si è sviluppato un’interessante confronto tra player di mercato, analisti, rappresentanti di associazioni di categoria e docenti universitari, che insieme hanno analizzato le nuove prospettive di evoluzione del settore e le sinergie tra mondo web e dell’ immobiliare. All’incontro è intervenuto il presidente Fiaip Paolo Righi che ha analizzato l’impatto del web sulle professionalità del mondo immobiliare, descrivendo l’utilità degli strumenti della Rete a supporto degli operatori e tracciando l’identikit dell’agente 2.0., di chi oggi utilizza gli strumenti web in modo strategico nel real estate. In virtù delle competenze maturate in aziende italiane e internazionali per sviluppare l’integrazione tra nuove tecnologie e processi di business e dell’esperienza in ambito Real Estate Online, Daniele Mancini, Amministratore Delegato di Casa.it, ha sottolineato come la portata della rivoluzione di Internet è in atto nel mondo immobiliare. "Vediamo – ha sottolineato Daniele Mancini, amministratore delegato di Casa.it - grandi opportunita' derivanti da un utilizzo strategico e business-oriented degli strumenti dell'era del web 2.0 come social network, blog, tool multimediali. Per realizzare con successo questa che consideriamo una fortissima evoluzione nel nostro business e' necessario diffondere una cultura dell'innovazione a tutti i livelli e a tutti gli attori del mercato". Erano presenti anche Paolo Crisafi, Segretario di Assoimmobiliare, e Vincenzo Albanese, Presidente di Sigest Soluzioni Immobiliari, Francesco Errichiello, Provveditore Interregionale per la Lombardia e la Liguria del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Gualtiero Tamburini, Past President e Consigliere di Nomisma, Matteo Abis, Direttore di Ricerca di Makno & Consulting, Andrea Ciaramella, Docente del Politecnico di Milano, Alessio Angiolillo, Digital Media Director di Isobar Communications, Roberto Anedda, Vice President di MutuiOnline, Mauro Danielli, Presidente di Mediofimaa e Federico Filippo Oriana, Presidente di Aspesi. Sono state inoltre illustrate le nuove sinergie tra costruttori, investitori e intermediari immobiliari e analizzato il segmento del real estate online, mettendo in luce l’importanza del comparto residenziale in termini di presenza sul web oltre che sul mercato pubblicitario. L’evento si è focalizzato anche sull’edilizia abitativa, ed un’ampia sessione è stata infine dedicata ai nuovi modelli di business e comunicazione del Real Estate Online.


vita associativa

DIRETTIVA SERVIZI E AGENTI IMMOBILIARI: SALVATA LA LEGGE PROFESSIONALE, SI GUARDA AL FUTURO Con la pubblicazione del 23 aprile scorso sulla Gazzetta ufficiale (serie generale n. 94) del decreto legislativo n. 171/2010, è entrata in vigore l’8 maggio scorso la direttiva comunitaria 2006/123/CE sulla liberalizzazione dei servizi (la cosiddetta direttiva Bolkestein). Questo provvedimento, che mira all’armonizzazione dei regimi normativi di accesso e di esercizio delle attività e all’eliminazione degli ostacoli alla prestazione nel mercato interno, interessa molto da vicino gli agenti immobiliari, visto che ne stabilisce la cancellazione del Ruolo. D’ora in poi sarà sufficiente per l’esercizio della professione – così come per gli agenti di affari in mediazione, i rappresentanti di commercio e i mediatori marittimi – una dichiarazione d’inizio attività, da presentare alla Camera di commercio competente, corredata da autocertificazioni e certificazioni che attestino il possesso dei requisiti soggettivi, morali, professionali, tecnici e finanziari. Durante l’iter di approvazione del provvedimento, “la Fiaip si è mossa a salvaguardia della legge professionale n. 39/1989 e del suo impianto normativo nei confronti delle istituzioni per far modificare e per strutturare al meglio il contenuto dell’art. 72 contenuto nella direttiva servizi, sia dal punto di vista tecnico che giuridico”. Lo ha sostenuto il presidente nazionale della Federazione Paolo Righi intervenuto sia all’affollata as-

semblea romana della Fiap svolta all’ NH Hotel Villa Carpegna, organizzata il 30 aprile scorso, sia al convegno organizzato a Napoli il 14 maggio scorso, presso l’Hotel delle Terme di Agnano, cosi come in altri capoluoghi regionali, sul tema delle liberalizzazioni e della direttiva Bolkestein. Secondo Righi, quindi, si è arrivati a un passo dalla cancellazione della legge professionale e dalla totale deregolamentazione della categoria degli agenti immobiliari, ma il sapiente lavoro della Federazione è riuscito a garantire il mantenimento dei requisiti professionali, del corso con piano di studi regionale ed esame finale in Camera di commercio. In questo modo, sono stati arginati gli interessi delle grandi società di mediazione immobiliare che invece avrebbero voluto una deregulation completa a discapito della professionalità e della competenza, elementi essenziali, indispensabili per esercitare la professione dell'agente immobiliare. Un mestiere, secondo il presidente Righi, di estrema rilevanza sociale per il quale è necessario garantire trasparenza e tutela, continuando a vigilare sull’azione del governo iniziando proprio dal decreto del ministro dello Sviluppo economico che disciplinerà entro sei mesi le modalità e le nuove procedure di iscrizione nel Registro delle imprese e nel Rea (Repertorio delle notizie economiche ed amministrative) conseguenti all’entrata in vigore della direttiva servizi.

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Alle Marche il primo Torneo nazionale Fiaip di tennis Filippo Andreani, presidente Fiaip delle Marche, e Paolo Pieroni si sono aggiudicati il primo trofeo nazionale di tennis nell’ambito della competizione organizzata dalla Federazione degli agenti immobiliari della regione. Il torneo si è svolto dal 26 al 29 maggio scorso al Tennis Club Baratoff di Pesaro, che ha ospitato per l’occasione gli agenti Fiaip giunti dall’Emilia Romagna, dalla Campania, dal Piemonte, dal Veneto e dalla Calabria (questi ultimi riuniti in una sola squadra) per contendersi la coppa. Sette le selezioni scese in campo per la formazione dei gironi singoli e doppi – con i padroni di casa che hanno schierato ben tre squadre – che hanno saputo dare spettacolo entusiasmando gli spalti con un tennis amatoriale di alto livello. Ai vincitori, cui spetta esporre nella bacheca della loro sede il primo trofeo di questa competizione, non rimane che ricominciare ad allenarsi in vista della sfida per il prossimo anno, per difendere il titolo conquistato.

Friuli: lenta risalita dal tracollo delle compravendite Il mattone del Friuli Venezia Giulia nell’ultimo biennio ha subito un forte calo nelle compravendite, raggiungendo il 25%. Malgrado questo dato estremamente negativo, la fase peggiore della crisi è ormai alle spalle e il settore immobiliare sembra aver imboccato la via di una lenta ma solida ripresa. Lo confermano i dati pubblicati nel “borsino regionale”, pubblicato a maggio scorso e presentato a Duino (Trieste) dal presidente Fiaip di Udine Leonardo Piccoli. “Nel 2007 – ha confermato Piccoli – in provincia di Udine erano state effettuate 7.182 compravendite, nel 2008 si era scesi a 6.015, nel 2009 invece sono state 5.575 e per il 2010 le proiezioni parlano di un assestamento sui dati del 2009. Ciò significa, per il primo biennio, un calo del 16 per cento in tutta la provincia e del 25 per cento nella sola città di Udine. Con compravendite non realizzate per circa 225 milioni di euro”.

Molte cifre del borsino, quindi, hanno ancora il segno negativo e le cause, abbastanza chiare, sono da ricercare principalmente nella stretta al credito delle banche e nell’immobilismo del mercato che dura ormai da due anni. Infatti, transazioni importanti e quotazioni di un certo rilievo si registrano solo per le zone di Lignano e di Tarvisio negli ultimi mesi del 2009, in coincidenza con il rientro di capitali dall’estero favorito dallo scudo fiscale. “Qualcuno – ha sostenuto Piccoli – magari si aspettava un calo delle quotazioni. Invece i prezzi sono praticamente fermi, se non addirittura in leggero rialzo per quel che riguarda le ristrutturazioni in centro storico se in classe energetica alta. Il fatto è che il “mattone”, e l’andamento delle Borse di questi ultimi giorni lo dimostrano, resta comunque l’unico vero “bene rifugio””.


vita associativa

Convegno Rovigo sul turismo: gli agenti immobiliari sono pronti a rilanciare il settore Gli agenti immobiliari, su tutto il territorio nazionale, devono poter esercitare la gestione diretta delle locazioni turistiche, fornendo alla clientela determinati servizi come la pulizia degli appartamenti, la manutenzione, la fornitura del cambio della biancheria e l’assistenza durante tutto il soggiorno. Lo ha sostenuto la vicepresidente nazionale Fiaip con delega al turismo, Patrizia Diemoz, intervenuta al convegno organizzato dalla Federazione regionale veneta a Rovigo, il 3 giugno scorso, sul tema “L’agente immobiliare nel settore turistico”. Attualmente, ha ricordato la vicepresidente, l’attività dell’agente immobiliare nel comparto della ricezione è limitata a quella di mandatario o sub-locatore prevista dalla legge n. 39/1989 che disciplina la professione del mediatore. Secondo Diemoz l’esecutivo dovrebbe ripensare a una tassazione separata per i redditi da locazione per le seconde abitazioni, in modo da favorire la ripresa del settore delle case vacanza, il cui potenziale non è stato ancora pienamente realizzato. All’incontro hanno partecipato, oltre alla vicepresidente Diemoz, Nicola Bombonati, presidente Fiaip di Rovigo, Giovanni Infortuna, presidente Fiaip Veneto, Osvaldo Grandin, delegato al settore Turismo Fiaip Veneto, Gilberto Zaiana e Franco Pelosin, commercialisti, Patricia Alampi, responsabile mercato Italia T.O. Interchalet.

Liguria: al via collaborazione sul canone affitti con l’Agenzia sociale per la casa di Genova Il 14 giugno scorso l’assessore alle Politiche della casa del Comune di Genova, Bruno Pastorino, ha sottoscritto con i rappresentanti Fabrizio Segalerba della Fiaip e Massimiliano Zanella della Fimaa (la Federazione italiana mediatori agenti d’Affari) della provincia di Genova, un protocollo d’intesa sul rapporto di collaborazione con l’Agenzia sociale per la casa in via di costituzione. L'Agenzia – che avrà il compito di reperire alloggi sul mercato privato, favorendo l'acquisto o la locazione della prima casa da parte di cittadini e immigrati che si trovano in una situazione di "disagio abitativo" – potrà ora avvalersi della professionalità degli agenti immobiliari e dei mediatori creditizi per promuovere, in modo capillare sul territorio, il ricorso al canone moderato e concordato nel settore degli affitti. L’accordo, infatti, prevede incontri periodici tra rappresentanti di Fiaip, Fimaa e dell’ufficio comunale dell’Agenzia, per verificare l’andamento del mercato della locazione a canone moderato e concordato e per promuovere interventi finalizzati a garantire il successo dell’iniziativa. Ricordiamo che l’istituzione di queste Agenzie nella regione è stata stabilita dalla giunta con la deliberazione n. 333/2009 – relativa alle "Linee di indirizzo per la costituzione delle Agenzie sociali per la casa in Liguria" – e attualmente, con la deliberazione n. 2027/2009 del mese di dicembre scorso, sono stati approvati i progetti di costituzione dei primi due enti nei comuni di La Spezia e Genova.

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LA MANOVRA E LA SOLIDA INSTABILITÀ DEL GOVERNO

Lo scontro Fini-Berlusconi e le tensioni sulla manovra economica: maggioranza e governo sembrano perdere colpi. Intanto arriva un piccolo condono per gli immobili

U

na primavera tormentata quella di Silvio Berlusconi e della sua maggioranza. A pochi giorni dal vittorioso risultato delle elezioni regionali del marzo scorso, arriva lo smacco del rinvio alle Camere del disegno di legge sul lavoro con le critiche del capo dello Stato sulle norme in materia di arbitrato e tutela dei lavoratori. Ad aprile, poi, in diretta tv, la rottura annunciata tra il Cavaliere e il presidente della Camera Gianfranco Fini, ridefinisce d'improvviso gli equilibri interni del Pdl, che diventano meno solidi, nonostante l’accordo di non belligeranza raggiunto poi tra il premier e l’ex leader di Alleanza nazionale e i suoi fedelissimi. Mentre in Italia i fondatori del partito di maggioranza litigano, sul piano internazionale va in onda la tragedia del default finanziario della Grecia, che finirà col mettere in crisi anche il rapporto tra Berlusconi e Giulio Tremonti. Il ministro dell'Economia, l'8 aprile scorso, partecipando alla trasmissione di Michele Santoro Annozero, aveva smentito categoricamente le voci di un imminente intervento correttivo dei conti pubblici per far fronte a un presunto buco di 4-5 miliardi. Non serve nessuna manovra, aveva precisato Tremonti, perché “non c'è alcun buco da coprire”. In realtà, aveva spiegato, i rumors sulla manovra erano frutto di un fraintendimento, dal momento che l’intervento programmato

per luglio riguardava una correzione dello 0,5% di Pil (Prodotto interno lordo) sul 2011 così come concordato con la Ue, alla quale far seguire la nuova legge di Stabilità, che da quest'anno prende il posto della Finanziaria. Perciò, aveva concluso Tremonti, le cose stavano procedendo sulla falsariga di quanto fatto nel 2008 “quando abbiamo fatto un decreto a luglio e poi la finanziaria secca a settembre”. “Sono – aveva concluso – “i nuovi tempi della finanziaria”. Ma da quell’8 aprile la situazione in Grecia precipita e Bruxelles chiama a raccolta gli Stati membri per far fronte alle speculazioni dei mercati sulla moneta unica. Così in meno di un mese il ministro dell'Economia si trova a varare prima un intervento di ricorso al mercato (ovvero emissioni di titoli di Stato) di circa 15 miliardi in tre anni per contribuire al finanziamento del prestito europeo al governo ellenico, e poi ad anticipare la manovra di luglio a fine maggio, con una correzione sul triennio 2011-2013, in parte anticipato sul 2010, di quasi 25 miliardi di euro, anziché i 4-5 miliardi indicati ad aprile. Dal 25 maggio, giorno in cui il Consiglio dei ministri approva il decreto legge sui conti pubblici, al 31 maggio, quando il Quirinale firma il provvedimento per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, la tensione tra Berlusconi e Tremonti appare evidente nonostante le

smentite del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. La parola sacrifici non è scritta nel programma di governo e il premier assicura che anche questa volta non sono state messe le mani nelle tasche degli italiani. La manovra si basa fondamentalmente su risparmi di spesa e sul rafforzamento delle norme anti-evasione. I tagli alla spesa corrente sono lineari e riguardano tutte le missioni iscritte nei bilanci dei diversi ministeri. Tagli anche agli stipendi dei dirigenti pubblici, mentre sono congelati per tre anni i rinnovi contrattuali per il personale della P.A. Nel decreto figurano poi misure specifiche per Roma Capitale e per l'Expo 2015 di Milano, mentre sul piano della lotta all'evasione torna il limite di 5.000 euro per le operazioni in contanti, che due anni fa, con il decreto correttivo del 2008, era stato elevato a 12.500 euro. Rafforzate anche le norme antiriciclaggio con nuovi obblighi di segnalazione per transazioni superiori a 15.000 euro. Ultimo ma non ultimo, tra le misure di natura fiscale del decreto legge (n. 78/2010), l'articolo 19, che stabilisce una riorganizzazione del catasto fabbricati, rafforzando il servizio di censimento e monitoraggio svolto dall'Agenzia del territorio e prevedendo la possibilità di regolarizzare gli immobili o parti di questi non denunciati, ma censiti dall'Agenzia.


panorama normativo Una norma che secondo l'opposizione cela un condono edilizio, ma che invece per maggioranza e governo è un’operazione di razionalizzazione del Catasto attraverso la creazione dell'Anagrafe immobiliare integrata: una banca dati unica in cui raccogliere tutte informazioni oggi in possesso del Territorio, con l'individuazione dei soggetti titolari dei diritti reali sui fabbricati censiti. Il testo affida poi a più decreti del ministro dell'Economia le modalità di accesso da parte dei Comuni all'Anagrafe immobiliare e le procedure di erogazione, effetti e diritti di rilascio di un'attestazione integrata “ipotecario-catastale”. I commi 4, 5 e 6 dell’articolo 19 disciplinano poi l’accesso dei Comuni alle banche dati dell'Agenzia e le funzioni di accettazione e di registrazione degli atti a fini catastali che avverranno in collaborazione fra Comuni e Agenzia, secondo quanto sarà disposto in un decreto del ministero dell’Economia. Con un altro provvedimento saranno poi individuate le competenze catastali che rimarranno allo Stato e che saranno svolte dall'Agenzia del territorio. I commi da 7 a 13 riguardano l'aggiornamento del catasto e il recupero di unità immobiliari attualmente non censite. E’ in queste disposizioni che, secondo l’opposizione, è mascherato il condono. Il comma 7 stabilisce che entro il 30 settembre 2010 l’Agenzia del territorio dovrà trasmettere a ciascun Comune l'elenco dei fabbricati iscritti al catasto terreni senza i requisiti della ruralità ai fini fiscali e di quelli che non risultano dichiarati al catasto immobili. Con il comma 8 è quindi previsto l’obbligo per i titolari di

diritti reali sugli immobili presenti negli elenchi trasmessi ai Comuni e censiti dall’Agenzia attraverso la mappatura fotografica del territorio, di presentare, entro il 31 dicembre 2010, la dichiarazione di aggiornamento catastale a fini fiscali. Lo stesso obbligo (comma 9) è poi previsto, sempre entro il termine del 31 dicembre 2010, per chi risulti titolare di diritti reali su immobili che abbiano subito variazioni di consistenza o di destinazione non dichiarate. Nel caso la denuncia non venga effettuata, l’Agenzia procederà d’ufficio, avvalendosi anche della collaborazione delle organizzazioni professionali di categoria, ad attribuire una rendita all’immobile (commi 10 e 11). Sono poi stabilite (commi 12 e 13) le nuove modalità con cui, a partire dal primo gennaio 2011, l’Agenzia del territorio dovrà effettuare il monitoraggio costante del territorio per individuare i fabbricati non denunciati al catasto. In base alle stime indicate nella relazione tecnica allegata dal governo al disegno di legge di conversione del dl 78/2010, l’operazione permetterà di rendere note al fisco circa 1,3 milioni di unità immobiliari, che in termini di rendita catastale valgono circa 627 milioni di euro. L’intervento di regolarizzazione dovrebbe permettere così di recuperare circa 104 milioni di euro l’anno solo dall’Irpef, cui si sommerebbe il gettito derivante dai diversi tributi regionali e locali che la relazione tecnica non quantifica. Di particolare rilievo infine anche le norme contenute nei commi 14 e 15 dell’articolo. Il primo impone, a pena di nullità, per gli atti pubblici e le scritture

private relative a transazioni immobiliari, l’identificazione catastale, il riferimento alle planimetrie depositate in catasto e la dichiarazione degli intestatari sulla conformità di dati catastali e planimetrie allo stato di fatto. Il secondo prevede che la richiesta di registrazione dei contratti verbali o scritti di locazione o affitto di immobili deve contenere l'indicazione dei dati catastali. I nuovi obblighi sono operativi dal primo luglio 2010. La battaglia sulla conversione in legge del decreto sui conti pubblici è in programma a fine giugno al Senato, quando questo numero de L’Agente Immobiliare va in stampa. Secondo le intenzioni di Tremonti i margini di modifica sono minimi o quasi nulli. Nel testo entrerà l’innalzamento da 60 a 65 anni dell’età per la pensione per le lavoratrici della Pubblica amministrazione, come imposto da Bruxelles, e il taglio agli stipendi dei dirigenti Rai voluto dal Carroccio. Per il resto le aperture su altri temi appaiono difficili, nonostante i senatori fedeli a Fini, con in testa il presidente della commissione Finanze Mario Baldassarri, abbiano presentato emendamenti per introdurre nella manovra la cedolare secca sugli affitti. Un intervento che secondo Baldassari permetterebbe di rilanciare il mercato delle locazioni portando a tassazione “oltre 10 milioni di immobili che non sono utilizzati dai proprietari come abitazioni e risultano sfitte”. Anche questa volta però l’adozione dell’aliquota unica sui redditi da locazione è destinata ad attendere tempi migliori, anche se la sua introduzione è prevista dal programma del governo. Paola Del Gaudio

FIAIP: NUOVI OBBLIGHI SUGLI ATTI NOTARILI CONTRIBUTO DECISIVO ALLA RIFORMA DEL CATASTO Le nuove ipotesi di nullità degli atti notarili relativi a trasferimenti immobiliari e registrazioni di contratti di locazione, previste dai commi 14 e 15 dell’articolo 19 del decreto legge sui conti pubblici (Dl 78/2010) costituiscono un significativo passo avanti verso un’organica riforma del catasto i cui dati censuari, sino ad ora, non possedevano effetti giuridici. Ne è convinta la Federazione italiana degli agenti immobiliari professionali. Le novità introdotte con la manovra a partire dal primo luglio, hanno modificato l’art. 29 della legge 52/1985 relativa all’aggiornamento del Codice civile in materia di servizio ipotecario e introduzione del sistema di elaborazione automatica nelle Conservatorie dei registri immobiliari, sancendo l’obbligo in relazione a trasferimenti di unità immobiliari urbane, di indicare negli atti notarili, a pena di nullità, oltre all’identificazione catastale, il riferimento alle planimetrie depositate in catasto e la dichiarazione (resa dagli intestatari) della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie. La previsione della nullità dell’atto sancita dalla manovra potrebbe comportare un effetto a cascata su tutta la gestazione contrattuale inficiando ab origine le trattative e gli accordi con l’agente immobiliare. La nullità, oltre a costituire la più grave delle sanzioni ordinamentali, può essere fatta valere in ogni momento da chiunque ne abbia interesse. L’obbligo dell’indicazione dei dati catastali è stato previsto anche per la registrazione dei contratti di locazione e tutto ciò che riguarda le vicende modificative dello stesso negozio giuridico. La mancata o errata indicazione dei dati, oltre a comportare una sanzione amministrativa, può costituire prova (rectius: fatto rilevante) per la determinazione effettiva dell’imposta di registro.

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DOSSIER

Faro di Capo Spartivento, quando il demanio si trasforma in lusso E’ di 2.800 euro il canone mensile che l’imprenditore sardo Alessio Raggio paga al Comune di Domus De Maria, a sudovest di Cagliari, per la concessione del Faro di Capo Spartivento, il più antico della Sardegna. La gara per la concessione, avviata nel ’98, è stata vinta nel 2003 da Raggio, che ha poi ottenuto il rinnovo della concessione per altri 38 anni (19+19) e di recente, dopo una battaglia legale davanti al Tar, il cambio di destinazione d’uso dell’immobile che ha potuto così trasformare da bed & breakfast di lusso in un favoloso hotel a cinque stelle. Un’operazione di recupero del

patrimonio pubblico, realizzata grazie alla tenacia di un imprenditore privato che inseguiva il sogno di riportare allo splendore l’antico Faro. Una valorizzazione immobiliare che potrebbe essere un esempio per molte altre aree dimenticate o male utilizzate, ora che il progetto governativo di federalismo ha fatto il suo primo passo con l’approvazione del decreto legislativo sul demanio federale. Anche se è probabile che i Comuni, diventando proprietari degli immobili, saranno forse più accorti e chiederanno cifre più consistenti del canone chiesto per il Faro di Capo Spartivento.


Via libera al federalismo demaniale: agli enti locali laghi, fiumi e terreni Approvato in via definitiva a fine maggio, il decreto legislativo consentirà a Regioni, Province e Comuni di acquisire e gestire beni finora detenuti dallo Stato

U

n piatto ricco per Regioni, Comuni e Province: il decreto legislativo sul federalismo demaniale, approvato il 20 maggio scorso e subito pubblicato in Gazzetta ufficiale, consentirà allo Stato di cedere terreni per un valore complessivo di 1,3 miliardi di euro, e immobili per 1,9 miliardi. Rispetto al testo originario (ricordiamo che si tratta del primo provvedimento a vedere la luce tra quelli previsti per dare attuazione al più ampio disegno di federalismo, scritto nel programma dell’esecutivo), il decreto legislativo uscito dall’esame parlamentare e che a sorpresa ha incassato i voti favorevoli anche dell’Italia dei valori, contiene alcune novità sostanziali, a partire dal fatto che è scritto nero su bianco il vincolo di destinare alla riduzione del debito gli incassi che deriveranno dalla vendita dei beni, che potrà avvenire solo dopo la loro valorizzazione e una valutazione di congruità dei prezzi eseguita dallo Stato. I beni trasferibili sono un bottino ricchissimo da un punto di

vista numerico (quello economico potrà essere calcolato solo in un secondo momento, quando terreni ed edifici saranno tutti valutati): 9.127 immobili, 9.832 terreni, 5.150 chilometri di spiagge, 550 chilometri quadrati di laghi, 1.300 fiumi, un milione di ettari di demanio agricolo, 2.990 miniere e circa settanta aeroporti per un valore di 3,2 miliardi di euro. Saranno ceduti a titolo non oneroso ai Comuni che li richiederanno affinché vengano valorizzati ed eventualmente venduti. I beni demaniali, cioè spiagge, laghi e fiumi, passeranno a Regioni e Province e potranno essere ceduti esclusivamente in concessione, ovvero non potranno mai essere venduti. Nel corso dell’esame parlamentare, il testo si è arricchito dell’obbligo di mantenere allo Stato i fiumi che attraversano più Regioni (salvo diverse intese fra queste ultime). Alle Province andranno invece le miniere e i laghi che si trovano per intero sul loro territorio, e una parte dei canoni di concessione sul pa-

Il cammino in Parlamento e gli umori politici: la Lega festeggia, Di Pietro vota sì a sorpresa Il Parlamento ha impiegato poco meno di un mese, per la precisione 28 giorni, per approvare lo schema di decreto legislativo sull’attribuzione a Comuni, Province, città metropolitane e Regioni di un proprio patrimonio demaniale. Assegnato all’esame, in sede consultiva su atti del governo, alla commissione bicamerale per l’Attuazione del federalismo fiscale e alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, il testo ha infatti cominciato il proprio iter parlamentare il 22 aprile scorso, che si è concluso il 19 maggio con l’espressione di un parere ampio e articolato, di cui il governo, che ha dato il via libera definitiva al testo il giorno successivo, il 20 maggio, nel corso del Consiglio dei ministri, ha tenuto conto (vedi l’articolo precedente). Il provvedimento, fortemente voluto dalla Lega, è il primo decreto legislativo di attuazione della delega sul federalismo fiscale previsto dalla legge approvata lo scorso anno (n. 42/2009), volta a dare ampia attuazione all’articolo 119 della Costituzione. Il Carroccio quindi può dire al proprio elettorato di aver mantenuto le promesse, conferma la propria centralità all’interno del governo e la propria capacità di unificare il centrodestra e scompaginare il centrosinistra. Il testo infatti, è passato con i voti favorevoli del Pdl e della Lega, ma anche, a sorpresa, con quelli dell’Italia dei valori di Antonio Di Pietro. Il Pd si è invece astenuto, mentre hanno votato contro l’Udc e Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli e Bruno Tabacci. Il risultato è che l’opposizione si è ritrovata spaccata in tre tronconi. L’ex magistrato di Mani pulite e il ministro leghista per la Semplificazione Roberto Calderoli hanno annunciato il singolare (e temporaneo) sodalizio nel corso di una conferenza stampa congiunta. La riforma, ha chiarito Di Pietro spiegando le ragioni del suo sì, farà in modo che i beni demaniali “abbiano un’identità certa: allo Stato quelli dello Stato, agli enti locali, che ne saranno responsabili, gli altri. Se applicato bene il federalismo demaniale permette di avere vantaggi e tagliare costi”. A proposito dell’astensione del Pd, che nel corso dell’iter parlamentare del provvedimento aveva invece dato il proprio contributo migliorativo del testo, il leader dell’Idv ha commentato: “Ci dispiace che alcuni, dopo aver contribuito a costruire un buon strumento, non hanno il coraggio di assumersene la responsabilità. L’Italia dei valori non si astiene mai”. Ma l’astensione il Pd l’ha motivata come una meditata scelta politica, non un modo di non scegliere fra due linee politiche opposte. Questo il commento del capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini, che ha comunque rivendicato il ruolo centrale del Pd che ha spinto la biacamerale a riscrivere quasi per intero il testo, giudicato molto carente soprattutto nella parte relativa all’immobiliare dove si metteva al centro la vendita piuttosto che l’uso ottimale del patrimonio.


DOSSIER

I fiumi che attraversano più Regioni rimarranno allo Stato, spiagge e laghi potranno essere ceduti in concessione, ma mai venduti trimonio idrico. Ai Comuni potranno andare, insieme con gli immobili ceduti, anche parte degli arredi e dei mobili, e le aree portuali dismesse. Aree protette, parchi nazionali, giacimenti di petrolio e gas, rete autostradale rimarranno invece patrimonio dello Stato, insieme con il demanio militare che per il momento non verrà dato via. La Difesa ha un anno di tempo per comunicare al governo di quali beni non ha più intenzione di godere e che potranno quindi essere ceduti. Esclusi dal provvedimento, e che quindi rimangono patrimonio

Complessivamente il valore dei terreni ceduti è pari a 1,3 mld di euro, per gli immobili raggiunge quota 1,9 mld

ulteriori 60 giorni, arriveranno i decreti per il passaggio di proprietà. Questo vuol dire che i primi beni a essere trasferiti potrebbero far data a partire dal marzo 2011. Per impedire speculazioni, i beni patrimoniali potranno essere venduti o ceduti a fondi immobiliari chiusi solo dopo essere stati valorizzati. I fondi dovranno essere largamente partecipati dagli enti locali e dalla Cassa depositi e prestiti. L’incasso che deriverà dalla vendita dovrà andare per il 75 per cento a ridurre il debito (nel caso in cui non esista, alla spesa per investimenti). Il rimanente 25 per cento concorrerà ad abbattere il debito pubblico nazionale. La dismissione dei beni potrà avvenire solo dopo che l’Agenzia del demanio o quella del territorio avranno accertato la congruità dei prezzi di vendita. Quei beni cui nessuno sarà interessato, torneranno allo Stato. Rosa Valletta

Cos’è un decreto legislativo inalienabile dello Stato, i beni della Presidenza della Repubblica, della Camera, del Senato e degli organi costituzionali. Due i vincoli importanti chiesti e ottenuti dal Parlamento: il passaggio dal demanio al patrimonio disponibile potrà essere deciso solo dallo Stato, mentre sui beni demaniali non potranno mai essere costituiti diritti di superficie. Vuol dire che chi costruisce un locale sulla spiaggia non potrà mai esserne il proprietario, né potrà mai negare il diritto all’accesso all’arenile. Quanto ai tempi di realizzazione delle alienazioni, questi si sono fatti leggermente più lunghi, come richiesto dal parere parlamentare sul testo reso al governo. Entro 90 giorni dalla pubblicazione del testo in Gazzetta ufficiale, le amministrazioni centrali dovranno indicare i beni che intendono conservare, motivando la richiesta sulla quale l’Agenzia del demanio potrà chiedere chiarimenti. Dopo ulteriori 90 giorni, il governo pubblicherà l’elenco dei cosiddetti beni residui, ovvero quelli che potranno essere ceduti agli enti locali. Trascorsi due mesi, Regioni, Province e Comuni dovranno farne richiesta indicando come intenderanno utilizzarli. In caso di destinazione diversa rispetto a quella originaria, sono previste sanzioni (indicate dal parere parlamentare di cui il governo ha tenuto conto). Dopo

Si tratta di un provvedimento emanato dall’esecutivo in forza di una legge delega. Infatti in base all’articolo 76 della Costituzione al governo può essere delegato l’esercizio della funzione legislativa in base a particolari principi e criteri direttivi previsti da una legge e soltanto per un tempo limitato e per situazioni ben definite. Lo schema del decreto viene approvato in via preliminare nel corso del Consiglio dei ministri, quindi inviato in Parlamento, dove viene assegnato alle commissioni competenti che lo esaminano in sede consultiva su atti del governo (ovvero il parere espresso non è vincolante né obbligatorio). In genere il Parlamento ha due mesi di tempo per fare le proprie osservazioni. Scaduto questo termine, il Consiglio dei ministri approva in via definitiva il decreto, apportando o meno modifiche, anche se il previsto parere parlamentare non è stato espresso. A questo punto il testo ha concluso il proprio iter e viene pubblicato in Gazzetta ufficiale.

I beni Regione per Regione Valle d’Aosta: Lombardia: Veneto: Friuli Venezia Giulia: Toscana: Umbria: Molise: Sardegna: Puglia: Calabria:

1,12 315,70 364,61 93,11 181,33 12,65 21,28 34,74 112,13 129,71

Piemonte: Trentino Alto Adige: Liguria: Emilia Romagna: Marche: Abruzzo: Lazio: Campania: Basilicata: Sicilia:

211,30 67,67 184,74 133,06 38,27 53,82 859,75 230,43 48,60 125,87

Patrimonio espresso in milioni di euro, aggiornato al 31.12.2008

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LE SINERGIE TRA MONDO WEB E MERCATO IMMOBILIARE “Internet? Un’opportunità di business strategica” Daniele Mancini, AD di Casa.it, ripercorre i Top Benefit del canale online per il settore Real Estate. Il web rappresenta sempre più uno strumento fondamentale per il Real Estate, che si sta rapidamente trasformando da nicchia di mercato sul mezzo Internet a uno dei segmenti in più rapida crescita e di maggiore interesse per i navigatori italiani. Nonostante la delicata fase dell’economia globale, il Real Estate Online sta conoscendo infatti un momento di grande espansione e i contatti sui portali immobiliari continuano a crescere in modo esponenziale, collocando l’area Real Estate tra le categorie web più visitate. Internet si rivela sempre più un utile strumento a supporto della ricerca di soluzioni immobiliari e offre notevoli benefici sia ad agenti e costruttori, sia ad utenti e potenziali clienti. Da un’indagine Casa.it-Makno emerge che ai fini della ricerca il 54% degli interessati dal processo d’acquisto di un’abitazione ricorre a Internet e il Web si rivela un grande alleato delle agenzie immobiliari proprio in virtù dei vantaggi che è in grado di offrire all’utente finale e che lo rendono sempre più il mezzo privilegiato per sondare l’offerta del mercato. Gli agenti non possono quindi esimersi dall’essere presenti in Rete ed è fondamentale che acquisiscano consapevolezza delle potenzialità del Web e delle possibili sinergie del mondo immobiliare, aprendosi all’innovazione per migliorare il proprio posizionamento di mercato e cogliere nuove opportunità di business. Ma quali sono i Top Benefit del canale online? Ripercorriamoli brevemente insieme:  Convenienza: il costo contatto è molto più competitivo della carta stampata;  Tracciabilità: l’online è molto più controllato e permette di aver chiara visibilità dei risultati di un’inserzione;  Presenza continuativa: gli annunci online sono sempre consultabili, 24 ore su 24, 7 giorni su 7;  Ampiezza dell’audience e target mirato: il web consente di entrare in contatto con un pubblico non solo vasto e diversificato, raggiungendo praticamente chiunque ovunque e in qualunque momento, ma anche realmente interessato, rivolgendosi a un target selezionato con esigenze in linea alle caratteristiche dell’immobile oggetto dell’annuncio;  Visibilità delle inserzioni: gli annunci travalicano i confini del singolo portale immobiliare e grazie alla natura ipertestuale del web, possono essere facilmente disponibili su altri siti. Inoltre un portale immobiliare affermato può amplificare la visibilità delle inserzioni, cercando di posizionarsi al meglio sui motori di ricerca e sviluppando partnership in esclusiva con i principali portali generalisti;  Ricchezza di informazioni e aggiornamento costante: gli agenti immobiliari possono descrivere nel dettaglio gli immobili e inserire foto, video, piantine, mappe e commenti per rendere più appealing i propri annunci, che possono essere facilmente aggiornati, modificando o aggiungendo particolari ed eliminando offerte non più disponibili;  Interattività: gli agenti immobiliari posso relazionarsi in modo diretto e immediato con gli utenti e possono servirsi degli strumenti del Web 2.0 (Facebook, Twitter, Blogs, ecc.) per dialogare con loro;  Passaparola: grazie alla semplicità e immediatezza delle interazioni, le reti di relazioni fondamentali nel mondo immobiliare acquisiscono sul web una portata senza precedenti. Gli utenti soddisfatti diventano facilmente portavoce della qualità del servizio e possono attivare un efficace passaparola. Le agenzie immobiliari che desiderano crescere e competere con successo nell’epoca di Internet devono quindi prendere coscienza di questi Top Benefit e informazione e formazione sono essenziali per porre le basi di un cambiamento culturale che possa contribuire al rilancio del mercato Real Estate. A tal fine Casa.it s’impegna, in partnership con FIAP, per offrire occasioni di dialogo e approfondimento e, in virtù della posizione di leadership nel mercato immobiliare e delle competenze maturate in ambito real estate online, mette il proprio know-how a disposizione degli agenti per traghettare il settore verso l’evoluzione in una logica 2.0. Lo sviluppo del mercato passa proprio dalla consapevolezza delle opportunità offerte dalla rete e dall’utilizzo strategico e business-oriented degli strumenti del Web 2.0 (tool multimediali, blog, social network e community). L’online può quindi costituire la chiave di volta per la crescita del real estate e se gli agenti adottano un approccio innovativo, possono diventarne protagonisti.


MATTONE& FINANZA

Novità per contratti fiduciari e Codice del consumo Una nuova disciplina specifica per i contratti di fiducia e modifiche al Codice del consumo (dlsg 206/2005): il 7 maggio scorso il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge delega per modificare, con decreti legislativi, la normativa in materia. Il provvedimento si è poi arenato, e non è ancora approdato alle Camere per l’avvio dell’esame. Il disegno di legge prevede, con l’obiettivo di rispondere alla crescente domanda del mercato italiano di prestazioni legali e più ampiamente professionali inerenti a operazioni di tipo fiduciario, nuove regole per i contratti fiduciari e una delega per la definizione del contratto autonomo di garanzia, volto a favorire la chiusura di rapporti commerciali che richiedono forti garanzie

per essere avviati e proseguiti. Due modifiche, poi, al Codice del consumo: il testo governativo interviene in materia di tutela del consumatore, all’articolo 42 del dlgs 206/2005, e in tema di contratti di vendita di pacchetti turistici. Il primo intervento stabilisce di estendere la tutela del consumatore, permettendogli, nell’ipotesi di credito al consumo e inadempimento del fornitore, l’azione contro il finanziatore per ottenere la restituzione delle somme a lui corrisposte nei limiti del credito. La seconda, invece, prevede che i contratti di vendita di pacchetti turistici, “a pena di nullità relativa ma rilevabile anche dal giudice”, dovranno essere redatti in termini chiari e precisi e dovranno avere forma scritta.


La Fiaip promuove il confronto sulla riforma della mediazione creditizia Trasparenza, rigore e nuova professionalità al centro del Convegno al Tempio di Adriano

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iscutere serenamente con tutte le parti in causa sui delicati temi della riforma che cambierà i connotati alla mediazione creditizia. Con questo obiettivo, Fiaip, che rappresenta qualcosa come 4000 società che operano nel settore, per la prima volta ha messo uno di fronte all’altro rappresentanti del governo e delle istituzioni, esponenti del mondo delle banche, associazioni di categoria e dei consumatori. Un incontro che ha voluto analizzare la situazione in vista del decreto legislativo di attuazione della legge comunitaria 88/2009 che introdurrà rilevanti cambiamenti nella professione del mediatore

tenti condivisa tra Abi, consumatori ed istituti di credito per rilanciare una riforma che abbia un valore reale per il mercato. La segnalazione di mutui e di prestiti personali finalizzati alle vendite immobiliari fatta da agenti immobiliari viene a cessare, secondo quanto scritto in una prima bozza di riforma. Per Fiaip e molte associazioni del settore si tratta di un assurdo legislativo”. Il nodo centrale della discussione è questo: la nuova normativa prevede la scomparsa dei mediatori creditizi costituiti da persone fisiche, sostituiti da un’unica figura di intermediario finanziario sottoposto al controllo diretto di Banca d’Italia. “Fiaip – chiarisce Righi - ritiene che la formazione possa essere la discriminante futura del mercato dell’intermediazione, ed auspica come la professione del mediatore creditizio possa un domani essere svolta anche da chi opera in forma di società di persona”. Sono molti i punti controversi, secondo Samuele Lupidii, Vicepresidente nazionale Fiaip Mediazione Creditizia, che approfondisce l’analisi della bozza di riforma: “Non possiamo non rilevare come la legge miri a migliorare lo status attuale. Occorreva alzare l’asticella per l’accesso alla professione. Non doveva essere abbastanza il solo diploma di scuola media superiore e generici attestati di onorabilità. Non poteva bastare l’invio di una raccomandata. È bene che sia previsto un corso propedeutico, un esame all’albo come mediatore creditizio, nuovi requisiti per l’accesso alla professione, polizza di responsabilità professionale, strutturazione adeguata per lo svolgimento della professione e formazione con-

“Righi: cancellare la possibilità per gli agenti immobiliari di segnalare mutui bancari crea una barriera per chi intende acquistare un immobilie mediante l'accesso al credito” creditizio, cambiamenti che avranno un impatto su tutta la filiera dell’erogazione del credito. In vista della novità legislativa, il governo ha favorito un confronto con tutte le parti interessate avviando un iter di consultazione pubblica molto apprezzato dagli addetti ai lavori. “La Fiaip - ha sottolineato Paolo Righi, presidente nazionale Fiaip - ha di recente dato vita a un nuovo modello di concertazione tra consumatori e imprese immobiliari e creditizie, e già da tempo auspica una riforma trasparente per il settore della mediazione creditizia per dare maggiore professionalità agli operatori. Abbiamo constatato come oggi c’è una finalità di in-


MATTONE& FINANZA tinua”. E allora, qual è il problema? Per Lupidii “le questioni sono i requisiti patrimoniali, la necessità di costituire società a responsabilità limitata o per azioni per condurre l’attività di mediazione, oltre alla presenza solo per i vertici aziendali di requisiti di professionalità che non sono previsti invece per il singolo operatore, chiamato ad avere altresì contatti con il cliente. Inoltre l’indipendenza delle società di mediazione dal sistema bancario rimane ancora un punto controverso per Fiaip, così come tra i requisiti richiesti manca il superamento di una prova valutativa, di estrema importanza per qualificare la professione di mediatore creditizio”. La formazione come elemento distintivo ed essenziale, dunque, per un mercato sempre più valoriale e sempre meno finanziarizzato. “L’iter di approvazione definitivo dei decreti legislativi – ha annunciato Giuseppe Maresca, Direttore Generale Divisione Antiriciclaggio del Ministero Economia e Finanze - dovrebbe concludersi per la fine dell’anno o al massimo all’inizio del 2011. La priorità del ministero nell’elaborazione degli schemi è quella di garantire l’integrità del settore creditizio riducendo al massimo la sua permeabilità da parte della criminalità organizzata, la diffusione di pratiche “predatorie” e di cattivi comportamenti nei confronti dei consumatori”. Piena apertura da parte di Alberto Giorgetti, sottosegretario all’Economia: “Il governo è aperto a recepire correttivi. L’integrità e la trasparenza sono i due requisiti principali per lo sviluppo della riforma del credito al consumo, e la sfida che sta attorno allo schema di decreto per il Ministero è quella di condividerla con più interlocutori possibili. La tutela dei consumatori, così come quella dei mediatori creditizi, possono lasciar intravedere e immaginare una professione che dia nei prossimi anni maggiori garanzie a tutti i cittadini nel settore immobiliare e creditizio.” Importanti passi avanti sono stati compiuti dal settore bancario. “L’industria bancaria – ha spiegato Massimo Roccia, direttore centrale responsabile Area Business di ABI - fornisce i prodotti creditizi e deve sentire il cliente come proprio. Al credito al consumo si legano grandi aspettative della società, soprattutto riguardo alla sostenibilità delle rate, ma c’è una bassa cultura finanziaria nel nostro paese: i clienti dedicano tempo tre volte di più ai nuovi televisori che ai mutui. Sulla professio-

nalità servono requisiti stringenti e seri, siamo d’accordo con Fiaip. Noi auspichiamo che si affidi alla Banca d’Italia il controllo sulla correttezza dei comportamenti”. Un’esigenza di controllo perfettamente condivisa da Cosimo Ventucci, vicepresidente della Commissione Finanze della Camera: “L’Abi ci informa che i mediatori creditizi sono ben 180mila. Bisogna sfoltire questo numero per dare credibilità a quelli che rimangono. Sono stati compiuti dei misfatti ai danni dei consumatori, della parte debole, in particolare dei pensionati. Ma noi non vogliamo cacciare via chi fa questo mestiere da anni. Nel testo è previsto un corso trimestrale gestito dalle Camere di Commercio”. Il controllo non deve, però, diventare un’invasione di campo. Ne è convinto Pietro Giordano, segretario generale di Adiconsum, che con Fiaip ha appena dato vita a un nuovo soggetto, Mediaconsum. “Lo Stato – secondo Giordano – deve avere un ruolo regolativo e non invasivo. Mediaconsum, ente bilaterale che realizza un importante incontro tra consumatori e mediatori creditizi, realizzerà un osservatorio sul mercato”. La riforma, comunque, è un passo avanti e il mondo bancario non sottovaluta la funzione dei mediatori creditizi. Questa, almeno, l’opinione di Umbarto Filotto, segretario generale di Assofin. “Un terzo di tutti i crediti che vengono erogati lo sono grazie all’opera di soggetti terzi. Il decreto segna un percorso di miglioramento della situazione esistente e, anche se alcune modifiche ci vogliono, si tratta di un’opportunità e di un servizio per i consumatori”. Ragione in più per rendere più virtuosi e professionali gli intermediari del credito. “Non possiamo permetterci che la maggioranza delle persone corrette sia danneggiata da pochi scorretti”, il commento di Roccia. Pochi, ma non pochissimi. “Le mele marce sono una minoranza – sottolinea Andrea Ciani, consulente Fiaip per la mediazione creditizia – ma si tratta comunque di una percentuale sostanziale”. La soluzione è semplice: studiare, studiare, studiare. E sulla formazione chiosa il presidente nazionale di Fiaip, Paolo Righi: “Noi siamo preoccupati che qualcuno metta a rischio la reputazione dei mediatori creditizi. Il discrimine non dev’essere la detenzione di capitali da parte dei mediatori, ma la loro formazione”. Mario Valeri

Mutui in ripresa, protagonista il tasso variabile L’anno 2009 si è concluso con un dato confortante: circa 50 miliardi di euro erogati in mutui per l’acquisto di un immobile. Vero è che, rispetto al 2008, il dato risulta negativo nella misura del 9% (in conto capitale meno 4,5 mld di euro), ma considerando l’andamento decisamente positivo dell’ultimo trimestre dell’anno, gli operatori del settore hanno potuto guardare con maggior ottimismo al 2010. Anche se lo scorso anno la corsa al mutuo per l’acquisto della casa è rallentata, come ha evidenziato il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi nel corso della consueta relazione resa al Parlamento nell’aprile scorso, nei primi mesi del 2010 si evidenziano segnali di ripresa. In base all’indagine condotta dalle filiali della Banca d’Italia presso oltre 400 istituti di credito, emerge come assoluto protagonista il mutuo a tasso variabile (circa l’80% delle sottoscrizioni), favorito dai bassissimi tassi d’interesse e da una favorevole politica delle banche riguardo la protezione della rata, a vantaggio delle famiglie. Il 16% delle nuove erogazioni è stato concesso con un limite massimo all’innalzamento dei tassi d’interesse e il 13% ha riguardato i mutui che possono essere estesi o sospesi senza aggravi di costi. Inoltre nel 2009 è continuata la tendenza a sostituire mutui esistenti con nuovi contratti con condizioni migliorative, nella misura del 19% delle erogazioni (13%nel 2008). Il peso delle surroghe, in cui il cliente preferisce una banca diversa da quella che ha erogato inizialmente il mutuo, trasferendo l’ipoteca, senza modificare l’importo del finanziamento e senza costi, è il 16% del totale del comparto. La quota di sostituzione del mutuo, che prevede l’iscrizione di una nuova ipoteca accrescendo l’importo del credito, è passata dal 5% del 2008 al 3% del 2009. Le rinegoziazioni del contratto con la propria banca hanno riguardato il 3% dei mutui in essere, era del 7.5% nel 2008. 41


credito e regole

Troppi omissis nella riforma Approda in Parlamento l’ultimo confronto sul credito al consumo

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o scorso 10 giugno il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo per il recepimento della Direttiva Comunitaria n. 48/08, avente ad oggetto – fra l’altro – l’attesa riforma delle professione di mediatore creditizio. Si tratta di uno di quei provvedimenti che, per dimensioni e complessità, rischiano di far venire il mal di testa anche al più volenteroso dei lettori non avvezzo ai varii “bis”, “quater”, “duodecies”, ecc. Per chi fosse interessato al suo contenuto ma non avesse la possibilità di dedicare un intero pomeriggio alla sua consultazione, riassumo telegraficamente le novità introdotte in tema di mediazione creditizia. Mi pare utile evidenziare innanzitutto che, dopo la riforma, il mediatore creditizio cesserà di essere “una professione”: questa attività potrà infatti essere svolta esclusivamente da società di capitali (Soc. per Azioni, Soc. a Resp. Limitata, Soc. in Accomandita per Azioni e Soc. Coop.per Azioni) munite di un capitale sociale non inferiore a 120.000 euro (interamente versato). Le nuove società di mediazione creditizia dovranno dotarsi poi di una struttura organizzativa che garantisca la prevenzione di illeciti in danno dei consumatori e delle banche mandanti. In ogni caso esse dovranno dotarsi anche di idonea polizza assicurativa a copertura degli eventuali danni arrecati a terzi nell’esercizio dell’attività (nel rispetto di un massimale minimo pari ad € 1.120.000 per ogni sinistro e 1.680.000 complessivamente nell’anno). Tali enti dovranno iscriversi nel nuovo elenco che verrà tenuto da un “Organismo associativo” da costituirsi sotto l’egida del Ministero dell’Economia e vigilato da Banca d’Italia. Nell’ambito della riforma emergono almeno tre profili di grave incertezza sui quali tutti gli addetti ai lavori dovranno interrogarsi quanto prima: 1. I nuovi standard professionali per i mediatori. La stella polare dell’intera delega legislativa (contenuta nella Legge Comunitaria del 2008) era costituita dall’innalzamento del livello professionale degli operatori nel settore della mediazione. Nelle prime bozze del decreto legislativo (sottoposto a pubblica consultazione sul sito web del Ministero) tale obiettivo era stato [paradossalmente] perseguito mediante la semplice previsione di requisiti di esperienza ed anzianità in capo ai soggetti che rivestono ruoli amministrativi, direttivi o di controllo nella società di mediazione, tralasciando completamente la professionalità dei singoli operatori: nella versione definitiva del decreto è stato corretto il tiro solo in parte, prevedendo anche requisiti “professionali” per i “dipendenti e collaboratori” delle società di mediazione. La norma risulta però formulata in maniera errata, cosicchè allo stato pare impossibile definire con certezza quali siano tali requisiti.

2. Il regime delle incompatibilità. Lo schema di decreto prevede una sola ipotesi di incompatibilità con l’attività di mediazione e riguarda gli agenti in attività finanziaria. La stessa riforma però rimette al Ministero la possibilità di introdurre – con decreto – altri casi di incompatibilità: ciò potrebbe creare in futuro qualche preoccupazione per gli agenti immobiliari, ai quali è stata peraltro inspiegabilmente sottratta la possibilità di raccogliere richieste di finanziamento in via accessoria e strumentale all’attività di intermediazione immobiliare. 3. Il regime transitorio. La riforma – come noto – è stata motivata principalmente dalla necessità di ridurre il numero di soggetti iscritti all’albo dei mediatori e degli agenti; è quindi necessario comprendere come gli odierni iscritti potranno (se potranno) “transitare” nel nuovo elenco. A tal proposito meriterebbe di essere chiarita la norma “transitoria” contenuta nello schema di decreto, la quale prevede che i soggetti già iscritti nell’albo dei mediatori alla data della sua entrata in vigore abbiano 6 mesi di tempo per chiedere l’iscrizione nel nuovo elenco sempre che dimostrino di avere i requisiti richiesti dalla nuova disciplina (requisiti di capitale, di onorabilità, ecc.). Per gli iscritti che possano provare di avere svolto in concreto l’attività per almeno tre anni nell’ultimo quinquennio sarà possibile chiedere l’iscrizione al nuovo elenco senza dover affrontare la prova valutativa introdotta con la riforma (sempre che – però - “siano giudicati [da chi? n.d.r.] idonei sulla base di una valutazione, condotta con criteri uniformi e predeterminati, dell’adeguatezza dell’esperienza professionale maturata”). La norma attuale non spiega però se coloro che oggi siano iscritti come persone fisiche all’albo possano chiedere l’iscrizione al nuovo elenco e con quali modalità (verrebbe da chiedersi come potranno le persone fisiche dimostrare di possedere i requisiti di capitale e se sarà permesso loro, ad esempio, chiedere l’iscrizione di una società di cui siano diventati amministratori). In ragione del suo rilievo - numerico e pratico – la questione del “passaggio” dal vecchio al nuovo regime avrebbe meritato indubbiamente maggiore attenzione o, quanto meno, maggiore chiarezza. Dobbiamo quindi accontentarci di sperare che gli aspetti ancora oscuri della riforma possano essere rivisti o almeno chiariti nel corso dei lavori parlamentari, in quanto lo schema di decreto legislativo verrà sottoposto nelle prossime settimane al parere delle competenti commissioni di Camera e Senato. Inutile dire che una ulteriore rimeditazione di alcuni aspetti del decreto appare quanto mai utile per una riforma che appare dibattuta e contrastata come lo sono state poche altre in passato. Andrea Ciani - andrea@studiociani.com


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L’immobiliare Usa fa tremare ancora Il mercato immobiliare americano continua a destare preoccupazioni: a maggio, secondo i dati diffusi dall’Associazione nazionale degli agenti immobiliari Usa (Nar), le vendite di case esistenti hanno subito una flessione del 2,2% rispetto ad aprile, equivalente a 5,66 milioni di unità rispetto ai 5,79 del mese precedente. Eppure, le aspettative degli esperti erano ottimistiche: si attendeva una crescita a 6,11 milioni di unità. Va anche peggio per la compravendita di case nuove: il Census Bureau degli Usa ha comunicato che nello stesso mese si è registrato un crollo record del 32,7% rispetto alle

446mila unità di aprile, il livello più basso dal novembre 1970. Anche in questo caso gli analisti si erano pronunciati con ottimismo, prevedendo un aumento fino a 441mila unità. Motivo principale del crollo è la fine degli aiuti fiscali per l’acquisto di case. C’è chi teme una nuova recessione, e tra questi l’analista che aveva predetto la bolla immobiliare del 2008, Meredith Whitney: “E' incredibile - ha dichiarato in un’intervista - che la gente ancora abbia dei dubbi sulla possibilità di una seconda recessione nel mercato del mattone”.


Grecia: il mattone rischia la speculazione Il settore è sceso di 20 punti percentuali. Sul mercato un surplus di immobili venduti da imprenditori spinti dalla necessità di fare fronte ai buchi di bilancio

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a recente crisi finanziaria della Grecia ha evidenziato i problemi strutturali di un Paese in cui la pubblica amministrazione è sovradimensionata e la spesa pubblica non è stata tenuta a freno con necessarie misure di contenimento. Tutti i settori economici sono stati travolti (l’inflazione ha raggiunto il 4,6%) e per evitare il paventato default – cioè l’insolvenza dello Stato nel far fronte al debito pubblico – l’Unione europea è dovuta intervenire con un piano di aiuti dal valore complessivo di 110 miliardi, necessario a sostenere la ripresa di Atene. È in questo quadro che bisogna considerare l’andamento del mattone greco – che secondo le ultime stime è crollato in media del 20% – di cui il residenziale costituisce la spina dorsale con circa quattro milioni e mezzo di abitazioni. Questo settore attualmente è esposto a possibili manovre speculative visto il rallentamento generale del mercato, in cui operano circa 7.500 agenti immobiliari, già evidente nel 2009, quando il numero delle licenze edilizie si è attestato sulle 65mila, mentre l’anno precedente aveva superato le 120mila. Nei prossimi sei mesi, infatti, il settore sarà sicuramente interessato da una riduzione dei prezzi e delle transazioni – il calo di queste ultime dall’inizio della crisi fino al mese di maggio è stato del 46% – in linea con la recessione generalizzata che interessa l’intera economia del Paese. In particolare, il ribasso dei prezzi è stato causato principalmente dal fallimento di moltissimi imprenditori che per coprire in tutta fretta i buchi dei bilanci societari e per far fronte alle pressioni dei creditori, hanno messo in vendita ville a prezzi stracciati, con sconti fino al 50%. Ma non sono solo i ricchi a

vendere: secondo uno studio della Banca di Grecia e della Facoltà di economia di Atene, già nel 2009 si è verificata una riduzione generale delle vendite immobiliari del 41,2%, rispetto alla riduzione del 23,5% iniziata dal 2008. Una tendenza riscontrata anche nei primi sei mesi del 2010. Vista la situazione si sarebbe indotti a ipotizzare che investitori stranieri si rechino in Grecia per fare affari d’oro, ma non è necessariamente così. Infatti si assiste anche a un altro fenomeno preoccupante per l’economia ellenica, in quanto molti stranieri residenti, perlopiù pensionati inglesi e tedeschi, spaventati dal battage giornalistico sul rischio di fallimento dello Stato, hanno deciso di vendere per monetizzare al più presto il valore del proprio immobile e tornare in madrepatria. Eventuali segnali di ripresa non sono previsti dagli analisti economici neanche nel medio termine, perché la nuova legge di Bilancio, proponendo una cura d’urto per allineare la spesa ai parametri europei, determinerà necessariamente un giro di vite per l’accesso al credito, elemento fondamentale per l’acquisto di un’abitazione. Infatti i greci ricorrono al mutuo per finanziare il 70% del costo del valore dell’immobile, scegliendo per lo più il tasso fisso (cinque o dieci anni) rispetto a quello variabile. Le ripercussioni della stretta al credito dovrebbero farsi sentire non solo sul tempo necessario a concludere la transazione, oggi compreso tra i nove e i 12 mesi, ma anche sulla disponibilità economica delle famiglie e sulla loro propensione all’acquisto. Su questa, infine, incidono anche le tasse, che ammontano all’8-10% del valore complessivo per i terreni e le vecchie case, mentre nel caso delle abitazioni costruite dopo il 2006 si applica l’Imposta sul valore aggiunto (Iva) fissata al 23%. (F.T.)


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Agenzia del Territorio: ancora in crisi il mercato immobiliare nel 2009 Secondo le Note territoriali pubblicate a giugno scorso la Lombardia è il mercato più reattivo, al sud numeri “difficili”

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tasi nelle compravendite e difficoltà nella ripresa regolare della transazioni. È questa la fotografia scattata dall’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi) dell’Agenzia del Territorio, che ha pubblicato il 16 giugno scorso le Note territoriali sui mercati immobiliari residenziali locali relative all’anno 2009. Queste Note, la cui prima redazione risale al 2005, rappresentano uno strumento estremamente importante per approfondire la conoscenza del mercato immobiliare in base alle sue dimensioni e alle differenze territoriali esistenti in Italia. L’Omi infatti illustra nel dettaglio le dinamiche e i livelli dei valori di mercato delle abitazioni di 12 città principali (Bari, Catania, Crotone, Genova, Milano, Modena, Napoli, Padova, Perugia, Roma, Torino e Venezia) e di alcune province, in base agli effetti del ciclo immobiliare che ha attraversato buona parte del nostro Paese. I dati emersi sono stati ottenuti tenendo presente alcune caratteristiche strutturali, come il numero di transazioni normalizzate (Ntn) nell’anno 2009, la variazione percentuale del Ntn nell’anno 2009 e la variazione delle quotazioni tra il secondo semestre 2009 paragonato a quello del 2008. E i risultati sono davvero interessanti: nel 2009, rispetto all’intero territorio nazionale, la Lombardia si conferma essere il mercato immobiliare più grande e reattivo per quanto riguarda il residenziale, con ben 121.609 transazioni, malgrado la piazza di Milano registri solo 41.487 Ntn e una loro diminuzione del 14,2% rispetto al 2008. La provincia di Roma, invece, che rappresenta il 76% dell’intero mercato immobiliare del Lazio, continua a stentare, con un calo del 6,52% nelle compravendite e solo 46.873 Ntn, sebbene queste siano in aumento del 2% rispetto all’anno precedente. Va meglio nella Capitale, dove gli scambi hanno subito una flessione, rispetto al 2008, solo del 2,56% con 29.426 transazioni. Non si salva neanche il Veneto, dove l’Omi ha registrato un decremento nel Ntn dell’11,7% (solo 51.445 transazioni) con Belluno (-25,6%) e Venezia (-17,1%) a contendersi il primato negativo nella regione. Comunque, è il Sud il vero fanalino di coda in questa classifica: la Campania segna solo 35.973,9 Ntn (-6,4% rispetto al 2008), la Sicilia 45.171 transazioni (-9,07% sul 2008) – che conferma la crisi del settore, con la stasi delle compravendite consolidata oramai in tutto l’ambito regionale – e la Calabria, dove sono state rilevate solo 16.955 Ntn rispetto alle 18.716 dell’anno precedente. Per quanto riguarda la situazione nelle città monitorate del Mezzogiorno, Napoli continua a mantenersi sullo stesso volume di transazioni rispetto al 2008 (6.315,3), perdendo solo

l’1,7%, Crotone aumenta, anche se di poco, il volume delle transazioni (637 rispetto alle 586 del 2008), mentre Catania vive un vero e proprio crollo (-15,17%) con solo 2.882 Ntn. (F.T.)

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Studi di settore, è ora di rivedere le anomalie sui dati rilevanti L’

agenzia delle entrate con l'emanazione della circolare 30/E del 4 giugno 2010 propone un suggerimento in vista dell'appuntamento con la dichiarazione dei redditi 2009 e "avvisa" i contribuenti che qualcosa non va nei dati rilevanti comunicati per l'applicazione degli studi di settore, da indicare obbligatoriamente nella dichiarazione dei redditi. Quindi sembra che siano 109 mila le lettere, relative al triennio 2006 - 2008, che segnalano le possibili anomalie emerse dal riscontro informatico dei modelli compilati. Riceveranno la "missiva" dalle Entrate anche i contribuenti "congrui", che però non hanno inserito correttamente i dati o hanno omesso di presentare i modelli. In pratica, l'Amministrazione finanziaria invita i destinatari a rivedere attentamente la propria situazione in vista della presentazione di Unico 2010. La nuova circolare infatti chiarisce le modalità e termini di invio delle comunicazioni in arrivo, raggruppando le anomalie riscontrate in quattro principali categorie: incoerenze di magazzino ,mancata indicazione del valore dei beni strumentali ,incongruenze nei dati dichiarati nel modello studi di settore, ovvero tra questi e i dati dichiarati nel modello Unico ,indicatore "incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi" superiore al doppio della soglia massima. Le segnalazioni partiranno con due differenti modalità: una comu-

nicazione, in formato cartaceo, sarà recapitata direttamente a domicilio del contribuente, attraverso il canale Postel, a partire dall'inizio di giugno e dalla seconda settimana dello stesso mese, invece, partiranno i messaggi telematici indirizzati all'intermediario che ha provveduto alla trasmissione della dichiarazione. Nella bozza della lettera diretta al contribuente, già allegata alla circolare stessa, viene precisato che, nel caso in cui le anomalie segnalate risultassero anche nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno d'imposta 2009, la posizione evidenziata ricadrebbe tra quelle inserite nelle "apposite liste selettive utilizzate per la formazione dei piani annuali di controllo". A questo proposito, il documento di prassi, informa che gli uffici riceveranno a breve le indicazioni operative per procedere ai controlli fiscali relativi alle liste scaturite dalla medesima operazione riferita all'anno d'imposta 2008. I contribuenti sapranno di risultare "anomali" anche tramite gli intermediari che hanno trasmesso le loro dichiarazioni dei redditi per l'anno d'imposta 2008. Questi ultimi, infatti, riceveranno via web l'elenco dei clienti che non hanno passato il controllo informatico per incoerenze sulla gestione del magazzino e sui beni strumentali, per insufficienza dei dati richiesti o altre incongruenze (fac-simili nell'allegato 2 alla circolare). A loro il


ufficio studi compito di informare i propri assistiti in modo che possano compilare correttamente la dichiarazione per i redditi del 2009. Per chiarire la propria posizione con il Fisco, in arrivo un contatto telematico ad hoc. Entro giugno sarà infatti pubblicato sul sito dell'Agenzia delle Entrate, nella sezione relativa agli "studi di settore", il software "comunicazioni anomalie 2010", attraverso il quale il contribuente che ha ricevuto la comunicazione potrà rappresentare eventuali spiegazioni. Tale applicazione permetterà ai contribuenti, oggetto di comunicazione, di fornire eventuali chiarimenti o precisazioni in riferimento alle anomalie in argomento. Le comunicazioni di anomalia in parola non comportano, allo stato, l'espletamento di specifiche attività da parte delle diverse articolazioni dell'Agenzia. Nel caso vengano segnalati eventuali errori nei dati riportati dalle comunicazioni, gli stessi potranno essere verificati dagli Uffici utilizzando le applicazioni Ser.Pi.Co e GE.RI.CO. UFFICI, che consentono di consultare i dati comunicati ai fini dell'applicazione degli studi di settore anche per i periodi d'imposta 2006, 2007 e 2008. Al riguardo, le Direzioni Regionali nel coordinare la gestione delle problematiche emerse e nel fornire assistenza alle dipendenti articolazioni, garantiranno un costante ed attivo collegamento

con la Direzione Centrale Accertamento. L'agenzia delle entrate precisa comunque che pur trattandosi di anomalie che necessitano di ulteriori approfondimenti, le stesse potrebbero anche derivare da errori od omissioni nella trasmissione telematica. E' stato quindi ritenuto opportuno portarle a conoscenza, onde consentirle di tenerne conto in sede di trasmissione telematica del prossimo modello di dichiarazione relativo al periodo d'imposta 2009. Qualora le anomalie in questione siano attribuibili ad altre cause, si offre inoltre l'opportunità di informare i contribuenti interessati, affinché possano tenere conto della segnalazione in sede di compilazione del prossimo modello di dichiarazione relativo al periodo d'imposta 2009, così evitando che la reiterazione ingiustificata di anomalie del genere possa costituire fonte di innesco di controlli fiscali da parte dell'amministrazione finanziaria. Con riferimento alle anomalie riscontrate si rappresenta, infine, che eventuali chiarimenti o precisazioni, potranno essere comunicati utilizzando il software "comunicazioni anomalie 2010", disponibile gratuitamente, a partire dall'ultima decade del mese di giugno p.v., sul sito internet dell'agenzia delle entrate (www.agenziaentrate.it), nella sezione relativa agli "studi di settore". (A.B)

Il Ministero dello Sviluppo Economico chiarisce le differenze tra agenti e procacciatori d’affari Il Ministero dello Sviluppo Economico in un parere inviato a Fiaip, a seguito di alcuni quesiti posti dalla Federazione italiana Agenti Immobiliari Professionali negli scorsi mesi in merito all’attività di procacciatori d’affari, osserva come il quadro normativo contempla per il procacciatore un ruolo o un albo abilitante, al contrario invece di quanto è previsto per l’agente/rappresentante di commercio. Secondo la nota di Via Sallustiana al contratto atipico di procacciamento d’affari vengono applicati i principi generali in tema di contratti e in via analogica, la disciplina prevista per il contratto di agenzia. Per quanto le due fattispecie siano molto simili, le norme relative al contratto di agenzia, contenute nella legge 240/385, si applicano solo in parte al contratto di procacciamento d’affari. Nella sostanza il porcacciatore d’affari si occupa di favorire la conclusione dei contratti, per conto di una o più ditte, in modo occasionale e non continuativo. Tale figura come, l’agente il commissario e il mediatore è retribuito a provviggione. Il contratto del procacciatore d’affari si differenzia inoltre dal rapporto di agenzia per l’assenza del diritto di esclusiva in capo al procacciatore e per la facoltà, e non l’obbligo dello stesso, di promuovere, verso corrispettivo, affari fra proponente e terzi. Il procacciatore d’affari si distingue anche dalla figura del mediatore, il quale mette in relazione due o più parti, per la conclusione di un contratto,senza essere legato da rapporti di collaborazione o di dipendenza delle parti stesse (art. 1754 c.c.). Il contratto di procacciamento d’affari si perfeziona, secondo il Ministero dello Sviluppo Economico, con la stipulazione della cosidetta “lettera di incarico”, contenente l’indicazione dell’ammontare delle provvigioni, le modalità di pagamento delle stesse, i patti di non concorrenza ed i tempi di preavviso per la risoluzione del contratto. Una ulteriore differenzazione ai fini concreti tra le due figure: al mediatore la provvigione è dovuta per il solo fatto della conclusione dell’affare da lui promosso, nel caso del procacciatore è necessaria non solo la conclusione, ma altresì, la regolare esecuzione del contratto, in analogia con quanto la legge prevede in tema di agenzia. La figura del procacciatore d’affari viene utilizzata frequentemente dall’aziende in quanto con tale figura l’imprenditore sostiene minori costi rispetto alla figura dell’agente di commercio o ad un lavoratore subordinato. Il Ministero dello Sviluppo economico ricorda infine come la Corte Suprema della Cassazione con la sentenza della III^ sezione civile n°27729 del 16 dicembre 2005 ha statuito che la figura del mediatore e quella del procacciatore si distinguono per la posizione di imparzialità del mediatore rispetto al procacciatore, che agisce invece su incarico di una delle parti interessate, dalla quale soltanto può petendere la provvigione. La Corte di Cassazione ha inoltre ribadito come il procacciatore oneroso d’affari non è soggetto all’applicazione della Legge 3 Febbraio 1989, n°39 (art.6). Pertanto il Ministero dello sviluppo economico ritiene censurabili tutti quei casi in cui i procacciatori d’affari esercitano, in maniera abusiva, l’attività di mediazione riservata agli iscritti al ruolo Agenti di affari in mediazione. In tale ipotesi spetta al Giudice, in caso di controversie, rilevata in concreto la stabilità dell’incarico e l’obbligatorietà dell’attività promozionale, accertare l’esistenza di un reale rapporto di agenzia.

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Antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo N

el quadro istituzionale delineato dal d.lgs. 231/07 è stato significativamente valorizzato il ruolo della Banca d'Italia chiamata, nell'esercizio dell'attività di vigilanza bancaria e finanziaria, a sovrintendere al rispetto degli obblighi antiriciclaggio. In particolare, alla Vigilanza della Banca d'Italia sono attribuiti ai sensi dell'art. 7 del d.lgs. 231/07 compiti di natura regolamentare, da esercitare d'intesa con le altre Autorità di controllo del settore finanziario, in materia di: •adeguata verifica della clientela; •registrazione e conservazione dei relativi dati nell'archivio unico informatico; •organizzazione, procedure e controlli interni atti ad assicurare l'assolvimento degli adempimenti antiriciclaggio, ivi compreso l'obbligo di segnalazione delle operazioni sospette. Il Decreto ha stabilito che la Banca d'Italia eserciti i propri poteri regolamentari anche nei confronti delle società fiduciarie di cui alla legge 23 novembre 1939, n. 1966 (cd. fiduciarie statiche). La Banca d'Italia verifica, anche in sede ispettiva, l'adeguatezza degli assetti organizzativi e procedurali degli intermediari

vigilati e il rispetto da parte di questi ultimi degli obblighi previsti dalla normativa con particolare riguardo all'adeguata verifica della clientela, alla corretta alimentazione dell'Archivio Unico Informatico, all'idoneità dei controlli interni nonché alla costante formazione del personale. I controlli ispettivi sono articolati su un triplice livello: approfondimenti nell'ambito delle ispezioni di carattere generale; ispezioni mirate presso le Direzioni Generali e accertamenti presso singole dipendenze. In relazione alle risultanze delle verifiche vengono assunte, ove del caso, le opportune iniziative. Alla Banca d'Italia sono poi attribuiti poteri sanzionatori in caso di inosservanza delle disposizioni emanate da parte degli intermediari del settore finanziario, fatta eccezione per le compagnie di assicurazione e per le società di revisione; si applica la procedura di cui all'articolo 145 del d.lgs. 385/93 (TUB). Infine la Banca d'Italia, nel caso di riserve formulate dal FAFTGAFI (Financial Action Task Force - Gruppo d'Azione Finanziaria) sull'adeguatezza dei sistemi di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo di alcuni paesi, intraprende iniziative di sensibilizzazione nei confronti del sistema bancario e finanziario. (A.B.)

FIAIP PIEMONTE FESTEGGIA I SUOI PRIMI 20 ANNI Il collegio regionale scommette sui più giovani per far crescere i professionisti del futuro Per il ventennale del Collegio regionale della Federazione italiana agenti immobiliari professionali, che si è celebrato a fine giugno al cinema Massimo di Torino dalle 16, è stato proiettato il cortometraggio «Quando sarò grande...» scritto e diretto da Ketty Increta, delegata regionale al settore editoria, comunicazione ed informatica e girato a Verbania, con protagonisti gli agenti immobiliari del Verbano Michele Barbieri, Joanne Barley, Giovanna Carla Di Palo e Alexandrina Irena Maldare. Il cortometraggio è stato girato a Verbania sul lago Maggiore, per raccontare Fiaip Piemonte dal 1990. Alcuni di loro allora erano bimbi, ma sono riusciti ugualmente a ripercorrere la grande storia della Federazione. Non mancano riferimenti al mondo della cultura, del cinema ma anche al calcio , come i mitici mondiali di Italia 90. Protagonista del cortometraggio è un giovanissimo casalese, Gabriel Pozzato, di soli 4 anni. Per rimanere in tema di magia, è prevista inoltre la performance del Prestigiatore illusionista Marco Aimone. La magia non vuole essere per gli agenti immobiliari lo stratagemma estremo per scongiurare la crisi economica o le avversità che incontrano in questa difficile quanto importante professione, ma un modo per giocare con la leggerezza dell’autoironia. Perché anche nel sindacato, solo chi non si prende sul serio, può affrontare la vita e le difficoltà del lavoro con serietà e Fiaip Piemonte puntando sui giovani ha tutte le carte in regola per continuare ancora a lungo in questa direzione.


VIAGGI

Settore turistico: tengono le località vip, contenuto il calo generale Il settore delle case vacanza, oltre tre milioni di abitazioni private, sembra non aver risentito troppo della crisi e anche nella fase più nera dei mercati, con il numero delle transazioni immobiliari crollato negli ultimi tre anni del 25%, il real estate turistico ha limitato i danni con una flessione del 12,8%. I dati sono quelli del Centro studi nazionale della Fiaip che all'andamento del settore turistico immobiliare ha dedicato uno studio relativo al secondo semestre 2009. Nonostante la tendenza generale negativa, i danni, secondo il presidente del Centro studi della Federazione Mario Condò, sono contenuti. Se, infatti, fino al 2007 si concludevano in media circa 800.000 compravendite all'anno, oggi se ne stipulano circa 600.000. Un motivo, questo, per leggere senza allarmismi il calo delle transazioni delle locazioni turistiche, perché "vuol dire che il mattone delle seconde case ha tenuto

ed è ancora considerato il bene rifugio per eccellenza". I valori di compravendita al metro quadro hanno oscillato, nel secondo semestre 2009, tra i 2.500 euro e 6.300 euro, in calo rispetto alla precedente rilevazione. Solo cinque località hanno registrato risultati in linea con i rilevamenti precedenti: Courmayeur e Madonna di Campiglio per le Alpi; Santa Margherita Ligure, Forte dei Marmi, Capri e Porto Rotondo per il turismo balneare. Quanto ai mutui, cui si è fatto ricorso nel 25% degli acquisti di immobili ad uso turistico, sono stati stipulati per un importo mediamente pari a circa il 60% del prezzo dell'immobile, con una durata media di 16,2 anni. Le previsioni per il 2010: un calo meno marcato per le abitazioni di pregio e centrali (rispettivamente -1,50% e -2,25%), leggermente più evidente nel caso delle abitazioni periferiche ( -3,15%).


Brisighella, magia medievale Sorge su tre scogli uno dei borghi più belli d’Italia. Una sosta doc all’insegna dell’arte, dell’olio e dei tartufi

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risighella, Comune della Provincia di Ravenna che sorge sull'Appennino Tosco-Romagnolo tra Ravenna e Firenze, è insignita di prestigiose certificazioni (Borghi più Belli d'Italia, Cittàslow, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano), a testimonianza delle sue eccellenze e della sua qualità di vita. Questo borgo suggestivo si caratterizza per tre pinnacoli rocciosi, su cui poggiano la Rocca manfrediana "dei Veneziani" (sec. XIV), il santuario del Monticino (secolo XVIII) e la torre detta "dell'Orologio" (sec. XIX). La Rocca fu costruita inizialmente per volere di Francesco Manfredi, signore di Faenza nel 1310, e poi modificata da un suo discendente, Astorgio, intorno alla metà del Quattrocento. Il suo nome deriva dalla conquista fatta dalla Repubblica di Venezia nel 1503, anno nel quale la fortificazione venne ampliata e modificata, con l'aggiunta di parti dalla forma originale a "torricino". In seguito passò nelle mani della Chiesa, fino a quando il territorio non venne definitivamente annesso all'Italia nel 1860. Riaperta al pubblico e raggiungibile a piedi tramite un'impervia salita che parte da via degli Asini, oggi la Rocca può essere visitata tutti i giorni, offrendo una splendida veduta della valle dell'Amone e della città.

CENNI STORICI Le origini di Brisighella risalgono alla fine del XIII secolo, quando il condottiero Maghinardo Pagani edificò, su uno dei tre scogli di selenite, la roccaforte più importante della Valle del Lamone. Nei documenti antichi si scoprono varie grafie - da Braxeghella a Brissichella, e dal 1550 Brisighella - così come diverse sono le interpretazioni del toponimo. Alcuni studiosi lo collegano alla base celtico-longobarda Brix (luogo scosceso), altri propongono il tardo latino Brisca (terra spugnosa) e altri ancora ritengono che derivi da Brassica (cavolo), una pianta spontanea diffusa in passato nella zona. Nel XIV secolo i Manfredi, signori di Faenza, avviarono su un secondo picco la costruzione della Rocca, la cui veste attuale è stata conferita duecento anni dopo dai Veneziani.

IL BORGO E’ addossato a una rupe gessosa e sovrastato da tre scogli di selenite sui quali si ergono la Rocca, la Torre dell'Orologio e il Santuario del Monticino. A Brisighella, che ha dato i natali a otto cardinali, gli edifici sacri sono numerosi: su tutti spicca la Pieve di San Giovanni in Ottavo (o Pieve del Thò), eretta attorno al quinto secolo e ricostruita in forma più ampia tra il XI e il XII secolo, all’ottavo miglio dell’antica via romana che da Faenza portava in To-

scana. All'interno della parte storica, l'atmosfera medievale è conservata dai saliscendi delle strade e delle viuzze, dagli edifici maestosi come nelle case basse e arroccate, dai vicoli in ombra, dagli angoli nascosti, dalle piazze e dai cortili animati nei giorni di festa e di mercato. Il cuore del borgo, magico nella quiete notturna, è piazza Marconi, sulla quale si affacciano Palazzo Maghinardo, sede del municipio, e l'originalissima via del Borgo, detta anche via degli Asini. Si tratta di una strada coperta, illuminata da archi a forma di mezzaluna di differente ampiezza, unica al mondo. Nata nei secoli XII e XIII come baluardo di difesa, in seguito fu utilizzata dai birocciai (carrettieri) che abitavano nei locali sovrastanti per il trasporto del gesso a dorso d'asino dalle cave della valle circostante. Questi lavoratori disponevano di "cameroni", stalle per gli animali, di fronte agli archi mentre le loro abitazioni erano poste nel piano superiore. I carri da trasporto (birocci) erano collocati invece nella piazza sottostante. La Torre dell'Orologio sovrasta il borgo, che fu il primo baluardo di difesa, risalente al 1290. Ricostruita nel 1548, è stata danneggiata più volte e ridimensionata nella forma attuale nel 1850. Oggi è la sede del Museo del Tempo. Sul vicinissimo scoglio di selenite si erge la Rocca manfrediana, sorta per il controllo della valle del Lamone. Il complesso di questa fortezza si compone del cosiddetto Torrione veneziano (inizi sec. XVI) e del trecentesco Torricino, edificato dai Manfredi di Faenza. Riportata a nuovo splendore, la Rocca costituisce un pregevole esempio dell'arte militare del Medioevo. Attualmente è sede del Museo della Civiltà Contadina. Dagli spalti della fortezza si ammira un bellissimo paesaggio, così come dal Santuario del Monticino, risalente al XVIII secolo, posto sul terzo colle, un tempo noto come Calvario. Da lì, la vista spazia sul borgo sottostante e sull'intera valle, fino ai confini con la Toscana. All'interno dell'abitato, appena fuori dell'antica linea delle mura, si trova la Collegiata: la Chiesa situata in Piazza Carducci dedicata a San Michele Arcangelo, ultimata nel 1697. La facciata originale è stata modificata di recente. Da rilevare il portale in bronzo, opera dello scultore Angelo Biancini, su disegno di Antonio Savioli. All’interno si possono ammirare un crocifisso scolpito in legno d’olivo, del secolo XVI, notevole per la forza espressiva del Cristo, e l’altare in stile neo-barocco dedicato alla Madonna delle Grazie, la cui stupenda immagine (tavola lignea) è attribuita a certi pittori Mingarelli nel 1410 circa. All’interno (Cappella del Sacramento) due pannelli in bronzo, sempre opera del Biancini in onore dei due fratelli Cardinali Gaetano e Amleto Cicognani. Oggi la Collegiata, nella cosiddetta ex cappella di S. Antonio, conserva una magnifica tavola del pittore forlivese Marco Pal-


VIAGGI

mezzano (sec. XVI), proveniente dall’antica Pieve di Rontana, che rappresenta l’adorazione dei Magi. Il tutto è completato da una lunetta, sempre dello stesso autore, con la scena di “Gesù fra i dottori nel tempio”, tema trattato raramente nella storia della pittura. Al limitare dell'abitato, lungo la strada che porta a Firenze, sorge l'Osservanza, eretta nel 1525 in nome di Santa Maria degli Angeli. All’interno vi sono conservate alcune pregevoli ceramiche di validi artisti e una pietà di Giuseppe Rosetti, detto il Mutino (1864-1939). La navata della chiesa è ricca di stucchi del 1634. Sull’altare maggiore spicca una magnifica tavola firmata dal Palmezzano. La cancellata e il lampadario (sec. XX), del terzo altare di destra, sono opere pregevoli in ferro battuto di Eugenio Baldi (18951948) di Brisighella, mentre le tempere sono di Giuseppe Ugonia (1881-1944). Proseguendo lungo la strada per Firenze, troviamo, poco fuori il paese, la Pieve del Tho. Le origini di questa chiesa sono assai remote e la fanno risalire a Galla Placidia, figlia di Teodosio, che

lì l’avrebbe fatta erigere con i resti di un tempio dedicato a Giove Ammone. L’epoca della sua costruzione è ignota, probabilmente sorse tra l’VIII e il X secolo. Suggestivo tempio in stile romanico, a pianta basilicale, a tre navate, divise da archi che poggiano sopra undici colonne di marmo grigio e una di Verona, molto diverse fra loro come spessore e larghezza (forse di materiale di reimpiego di un antico preesistente tempio dedicato al dio Giove Ammone). I muri della navata centrale, all’esterno, presentano pregevoli decorazioni di archetti e di lesene, poste fra le monofore. Un miliare romano con iscrizione dedicata ai quattro imperatori della decadenza (anni 376-378), una lastra, ora paliotto dell’altare centrale (VIII-IX sec.) lapide funeraria in ceramica (XVII sec.), affreschi dei secoli XIV-XV-XVI, capitello corinzio (acquasantiera) del primo secolo d.c., altro materiale rinvenuto negli scavi, testimoniano l’antichità di questa “Chiesa-Madre” della valle del Lamone, oggi meta continua di visitatori, attratti dalla sua storia e dalle sue bellezze artistiche. 51


UN PROGETTO PER IL FUTURO

LA TRADIZIONE ENOGASTRONOMICA

Un impianto fotovoltaico da un megawatt di potenza, per tre milioni di euro di investimento, dovrebbe alimentare con energia pulita il parco tematico “Labirynth Park”, in avanzata fase di pianificazione nella zona di Moreda, a valle di Brisighella, in una vasta area di dieci ettari delimitata da un’ansa del fiume Lamone. Quest’area, per la quale è previsto un investimento complessivo di sei milioni di euro, è stata concepita per un turismo orientato alla natura, alla scienza e all’arte, con funzioni sia didattiche che ludiche, di intrattenimento e relax. Il complesso, ideato come una piattaforma articolata in diverse funzioni e immersa nel verde e in giochi d’acqua, comprende un Planetario con una cupola per proiezioni di 10 metri e varie strumentazioni al coperto e all’aperto per conoscere e sperimentare le leggi fondamentali del cosmo. Un altro edificio ospita un labirinto coperto, elaborato sul disegno di quello pavimentale della basilica di San Vitale, che offre un percorso didascalico e interattivo sull’evoluzione dell’umanità e delle sue espressioni artistiche. Infine, le strutture di servizio e di accoglienza prevedono un ostello di classe superiore – suddiviso in otto edifici dotati di tutti i confort (tv, wireless, aria condizionata, angolo cottura) per 128 posti letto complessivi – e un ristorante con 300 coperti dedicato alla cucina tipica romagnola e della collina. L’obiettivo del progetto è quello di catturare un turismo interessato all’ambiente e alla divulgazione scientifica, formato principalmente da giovani, famiglie e scolaresche.

La specificità della cucina brisighellese s’inserisce nei sapori e nelle ricette della cucina romagnola, estremamente ricca e alla quale si abbinano degli ottimi vini tipici locali. Il prodotto che più rappresenta questa terra è senz’altro l’olio extravergine di oliva, il primo ad aver ottenuto dall’Unione europea, nel 1996, il riconoscimento della Denominazione di origine protetta (Dop). Nel frantoio sociale si estraggono il Pieve-Thò, il Brisighella Dop e il Nobil Drupa, oli riferiti alla tradizionale coltivazione dell’ulivo che in questa terra risale all’epoca romana. Attualmente, la denominazione di origine controllata “Brisighella” deve essere ottenuta dalla varietà di olivo "Nostrana di Brisighella" presente negli oliveti in misura non inferiore al 90%. Le specialità di Brisighella, però, non si limitano all’olio ma spaziano dai prodotti caseari, come il famoso formaggio conciato con stagionatura nelle grotte di gesso, alla carne della Mora Romagnola, un’antica razza suina autoctona, da frutti ormai dimenticati, come la pera Volpina, al carciofo Moretto, tipico della zona dei calanchi, le aree erose dell’Appennino.

Il versante faentino, inoltre, è ricco di tartufi, e per questo motivo ogni anno si svolge la “Sagra del Tartufo”, appuntamento d’obbligo per gli appassionati di questo prezioso e ricercato tubero. Durante la sagra sono in vendita il caratteristico tartufo bianco autunnale e la sua variante nera. Ottima anche la produzione enologica, legata ai vitigni autoctoni della Romagna, come il Sangiovese Doc e l’Albana di Romagna Docg. Non bisogna dimenticare, infatti, l’adesione di Brisighella al circuito nazionale delle “Città del Vino”, che traccia idealmente un itinerario attraverso l’Italia dei borghi storici, delle città d’arte, di mare e di montagna con una propria storia enogastronomica.


VIAGGI

EVENTI Oltre al tradizionale appuntamento del mercato serale che si svolge ogni venerdì sera in centro storico tra antiquariato, artigianato artistico e prodotti agroalimentari d'eccellenza, a Brisighella sono in calendario numerose manifestazioni legate alla storia e al territorio. In particolare, nel mese di giugno si svolgono le “Feste Medioevali – Le Lance di Dionisio” che celebrano l’anniversario della morte del condottiero rinascimentale Dionisio di Naldo, famoso comandante di ventura della fanteria veneta. Durante il loro svolgimento, sono previsti spettacoli in piazza e rievocazioni storiche delle battaglie vinte dal condottiero brisighellese. “La Magia del Borgo”, invece, è l’evento musicale serale – giunto alla sua ventiduesima edizione – che per tutto il mese di luglio e i primi giorni di agosto alterna concerti e corsi di perfezionamento a cui partecipano numerosi musicisti anche nella veste di docenti. Marco Soprani

IL MERCATO IMMOBILIARE Anche nel Comune di Brisighella si avverte la crisi nel settore immobiliare, pur se in modo inferiore rispetto alle grandi città. Vari sono al momento gli interventi edilizi nel centro del paese e nella prima fascia periferica. Sorgendo in una zona appenninica confinante con la Toscana, sono molte le richieste per l’acquisto di casolari in campagna – magari costruiti in pietra – con ampie porzioni di terreno circostanti. Sono molto richiesti anche gli appartamenti nel Centro Storico, nuovi o usati, purché caratteristici: solo in questo modo mantengono una buona commerciabilità e costituiscono una forma diversa e intelligente d’investimento. I prezzi di mercato variano dai 1600 ai 1800 euro (immobili nuovi o completamente ristrutturati) e dai 1000 ai 1400 euro al metro quadro per immobili usati in buono stato. La clientela è molto varia ed è composta da brisighellesi, da persone provenienti dall’Italia e anche dall’estero: non mancano infatti inglesi, francesi e tedeschi che apprezzano la vicinanza ai servizi e alle principali vie di comunicazione. Brisighella, infatti, dista solo 11 chilometri dalla via Emilia e 14 chilometri circa dall’autostrada A 14. Interessante anche il numero di richieste di locazione per una durata minima di uno o due mesi per il periodo estivo, fino a una durata compresa tra i 12 e i 18 mesi per chi è in attesa di acquistare casa oppure semplicemente per passare un periodo di relax lontano dal traffico e dal caos delle grandi città.

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VIAGGI

COME ARRIVARE Brisighella costituisce un valido punto di partenza per le escursioni, godendo di una buona posizione geografica situata tra l'Emilia Romagna e la Toscana, fornite di ottimi collegamenti stradali  In auto Percorrendo l’autostrada A14 bisogna uscire al casello di Faenza o Imola e successivamente seguire le indicazioni presenti sulle strade interne.  Con il treno È raggiungibile scendendo alla stazione locale linea Faenza-Firenze, oppure dalla stazione di Faenza (linea Milano-Lecce/Bologna-Ancona) proseguendo poi con altri mezzi di trasporto.  In aereo Tre sono gli aeroporti vicini: il Marconi di Bologna, il Ridolfi di Forlì e l’Aeradria di Rimini.

DOVE DORMIRE  ALBERGO LA ROCCA Via delle Volte, 10 - Tel. 0546.81180 - info@albergo-larocca.it - www.albergo-larocca.com  ALBERGO DEI TRE COLLI Via Gramsci, 9 - Tel. 0546 81147  HOTEL LA MERIDIANA Viale delle Terme, 19 - Tel. 0546 81590 - info@lameridianahotel.it - www.lameridianahotel.it  BED & BREAKFAST AL MULINO DI S. EUFEMIA Via Rio Cò, 24 S. Cassiano di Brisighella - Tel. 0546 86106 - almulinodiseufemia@virgilio.it - www.almulinodiseufemia.it  BED & BREAKFAST VILLA POGGIALE Via Poggiale, 4 Castellina - Tel. 0546 675133 ppcamiz@racine.ra.it - www.bbvillapoggiale.com

MANGIARE&BERE  AGRITURISMO OASI GIARDINO D’AUTORE Via Pideura, 11 - Tel. 0546 33112 - oasiweb@email.it - www.agriturismooasi.it  LOCANDA LA CAVALLINA Via Masironi, 8 - Tel. 0546 80520 - www.locandalacavallina.com  RISTORANTE LA GROTTA Via Metelli, 1 - Tel. 0546 87050  AGRITURISMO BORGO FREGNANO Via Baccagnano, 37 - Tel. 0546 81536 - borgofregnano@libero.it - www.borgofregnano.com  RISTORANTE TRATTORIA LA CASETTA Via Giuseppe Ugonia, 6 - Tel. 0546 80250 - www.trattoria-lacasetta.it - info@trattoria-lacasetta.it  CANTINA DEL BONSIGNORE Via Recuperati, 4a - Tel. 0546 81889 cantina@cantinadelbonsignore.com - www.cantinadelbonsignore.com


photography by Roland Halbe courtesy Zaha Hadid Architects

cultura e spettacoli

Index Urbis, l’architettura di Roma in festa Roma capitale dell’architettura: a distanza di dieci giorni dalle monumentali inaugurazioni di Maxxi e Macro, dal 9 al 12 giugno la Capitale è stata ancora al centro dell’attenzione di esperti e profani del settore, con la prima edizione della Festa dell’architettura, promossa dal Comune, dalla Casa dell'Architettura e dall'Ordine degli Architetti di Roma. Obiettivo dell’evento, raccogliere spunti di riflessione sulla città da parte di esperti e appassionati, anche attraverso il confronto con altre metropoli. Roma rappresenta, infatti, un patrimonio sto-

rico inestimabile di monumenti e spazi urbani, ma anche un laboratorio di nuovi progetti in evoluzione. Approfondendo i temi della trasformazione architettonica e urbanistica, gli addetti ai lavori si sono divisi tra quattro eventi fondamentali, ai quali se ne sono aggiunti altri collaterali. I principali si sono svolti alla Casa dell’architettura, all’Auditorium Parco della Musica (progettato da Renzo Piano), al Maxxi (di Zaha Hadid) e al Macro Testaccio, nei quali si sono susseguiti incontri, lezioni, convegni e conferenze.


photography by Iwan Baan courtesy Zaha Hadid Architects

MAXXI e MACRO proiettano Roma nel futuro Dopo dieci anni di lavori, la Capitale mette in mostra i suoi nuovi poli museali frutto del genio creativo di due donne architetto, star internazionali

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oma, la Città eterna, apre le porte alla modernità: da oggi la Capitale potrà vantare, oltre alle straordinarie vestigia del passato, anche due poli museali all’avanguardia, Maxxi e Macro, che le assegneranno un posto nel panorama internazionale dell’arte contemporanea. Con un’inaugurazione gemellata, che si è tenuta tra il 27 e il 29 maggio, Roma ha dato il benvenuto a esposizioni di artisti italiani e internazionali di spicco in un contesto di architettura post-moderna. MAXXI, l’“astronave” atterrata nella Capitale Dieci anni, sei diversi ministri ad avvicendarsi sulla poltrona dei Beni culturali, oltre 100 milioni di euro: sono i numeri del Maxxi, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, che ha visto la luce il 27 maggio scorso. Il Museo, pensato come luogo pluridisciplinare, e destinato a ospitare sperimentazione e innovazione nel campo delle arti e dell’architettura, è una creazione della già nota “archistar” anglo-irachena Zaha Hadid, prima donna a essere insignita del Premio Pritzker (il Nobel degli architetti) e autrice, tra le altre opere, delle Dancing towers di Dubai. Se il fine è assurgere Roma a capitale europea dell’arte contemporanea, le premesse ci sono tutte: il New York Times ha paragonato il Maxxi alle opere di Borromini e il Wall Street Journal l’ha descritto come “una combinazione tra architettura fluttuante e rispetto per la tradizione”. Dalle forme sinuose e dalle linee sovrapposte, il museo sorge sul complesso delle officine e dei padiglioni militari della ex caserma

Montello a Flaminio, da anni in disuso, della quale ha recuperato due volumi, diventati parte integrante dell’edificio. Già ribattezzato da qualcuno “l’astronave”, il Maxxi è una vera e propria casa della cultura, che si estende per trentamila metri quadrati e che ha cambiato il volto del quartiere Flaminio. E dire che fin da quando, nel 1999, la Hadid si era aggiudicata il concorso bandito dalla Soprintendenza speciale arte contemporanea per la realizzazione a Roma del nuovo polo nazionale, culturale ed espositivo, a ogni tornata elettorale aveva “il cuore in gola, temendo sempre di non poter mandare avanti il cantiere”.

Il MAXXI, opera di Zaha Hadid costata 100 mln di euro, è stato paragonato dal Wall Street Journal alle opere del Borromini La struttura ospita al suo interno due istituzioni, il Maxxi arte e il Maxxi architettura, il primo diretto da Anna Mattirolo e il secondo da Margherita Guccione, oltre a un auditorium, una biblioteca e una mediateca, una libreria, una caffetteria e gallerie per esposizioni temporanee, performance, iniziative educational. Anche gli spazi esterni, poi, delimitati dalla grande piazza, possono accogliere opere ed eventi dal vivo. È il caso de “La calamita cosmica”, opera di Gino De Dominicis, che dà il benvenuto ai visitatori sotto il porticato d’ingresso. Si tratta di uno


cultura e spettacoli scheletro in vetroresina, che misura ventiquattro metri e introduce al tema dell’immortalità, oggetto dell’esposizione dell’artista curata da Achille Bonito Oliva, una delle quattro mostre inaugurali. Appena nell’atrio del museo, poi, un’altra opera di De Dominicis, una carrozza d’epoca nera, all’apparenza nota stonata in tanta modernità, sui cui sedili posteriori è adagiata una mozzarella (di cera). L’opera, dal titolo “Mozzarella in carrozza”, testimonia la volontà dell’artista anconetano di giocare con le parole a proprio piacimento. Il corpo maggiore delle

metri quadrati di spazi, tra sale espositive e auditorium, più 2500 metri quadrati di giardini pensili, tutto, a eccezione dell’auditorium, realizzato in cristallo e cemento nero (il “colore naturale” della Decq, “evoca l’idea della sfida”). L'idea alla base del progetto, secondo Luca Massimo Barbero, direttore del Macro “è di camminare e respirare le potenzialità di questo spazio". L’ingresso del museo, un prisma sospeso, rappresenta non solo uno spazio espositivo, ma si propone come luogo per la città: si potrà entrare nel foyer senza pagare il biglietto, e da lì arrivare alla terrazza panoramica, concepita dall’architetto come una piazza, con una fontana, lampioni e ristorante. Al museo si accede poi attraverso pareti trasparenti e nere, che conducono al monolite rosso centrale, quello che Odile Decq considera il “cuore” della struttura, l’auditorium: rosso lucido al suo interno e rosso satinato fuori, appare come un meteorite incastrato nel pavimento e può ospitare fino a 200 persone. Nelle sale espositive, invece, il design ha lasciato il passo alle opere d’arte: le aree si presentano neutrali, e danno spazio al protagonismo delle esposizioni. La preview architettonica di fine maggio, in contemporanea con il gemellato Maxxi, è stata un successo di visitatori e critica, e ha ospitato, tra le altre, le installazioni di Daniel Buren, i settemila aquiloni di Jacob Hashimoto, gli oggetti concettuali di Aaron Young. L’ala nuova ha subito dopo serrato i battenti, in attesa di completare i lavori (bookshop, caffetteria), e in vista dell’apertura definitiva a fine 2010. Tuttavia, per tutta l’estate il ciclo espositivo del Macro sarà ricco di appuntamenti importanti: fino al 22 agosto, “Macro summer” intratterrà il pubblico con revival degli anni ‘80 ed esposizioni di artisti del calibro di Gilberto Zorio e Alfredo Pirri.

10mila metri quadri di spazi realizzati in cristallo e cemento nero: per il Macro, frutto del genio di Odile Deck, l’apertura definitiva è prevista per la fine del 2010 opere dell’artista è tuttavia esposto all’ultimo piano del Maxxi, dove sono state installate 130 sue opere legate al tema dell’immortalità. Al secondo piano, invece, c’è un’esposizione permanente con la mostra “Spazio. Dalle collezioni di arte e architettura del Maxxi”, che riesce a cogliere l’elemento essenziale della ricerca artistica e architettonica attraverso la visione di molti contemporanei. Nelle gallerie, infine, è possibile ammirare l’opera dell’architetto Luigi Moretti, tra i maggiori protagonisti del Novecento, e le video-installazioni dell’artista turco Kutlug Ataman sul tema della costruzione dell’identità. MACRO, “un’esperienza per tutti i sensi” Dal genio di Zaha Hadid a quello di un’altra archistar, la francese Odile Decq, che ha progettato il “suo” Macro, il Museo di arte contemporanea di Roma, dal 1999 nella ex Birreria Peroni nel quartiere Nomentano, e che dal 27 al 29 maggio scorso ha celebrato l’inaugurazione in anteprima della nuova ala. Per la Decq, il Macro deve rappresentare “un’esperienza per tutti i sensi”. Anche in questo caso, come per il Maxxi, l’attesa è stata lunga (la committenza risale al 2001, quando sindaco di Roma era Walter Veltroni), ma il risultato non delude le aspettative: diecimila

Raffaella Cramarossa

Roma si rifà il look all’insegna della grandeur “È come se accanto al Colosseo avessero deciso di costruire un grattacielo”. Il commento tranchant di un gruppo di lavoro specializzato nel marketing territoriale non lascia scampo alla scelta di inserire tra i placidi edifici del quartiere Flaminio a Roma l’astronave ipertecnologica che dallo scorso 30 maggio ospita il Maxxi, cioè il Museo di Arte e Architettura del XXI secolo. È assai discutibile, però, che l’evidente estraneità della nuova creatura rispetto all’immediato contesto urbano debba essere necessariamente un elemento di disturbo: il Maxxi, ricavato da una caserma in disarmo e non più alto dei palazzi che gli si fronteggiano, nasce in uno strano quartiere, non lontano dal centro e giusto ai piedi dei ricchi Parioli, una zona in cui nobiltà e degrado sembrano andare a braccetto, così come le splendide ex case popolari anni ’30 che si affacciano sul museo sembrano sfidare le più recenti e più modeste case popolari poco distanti ricavate dagli alloggi costruiti in fretta e furia per ospitare gli atleti delle olimpiadi romane del 1960.Il Maxxi, realizzato dall’archistar irachena Zaha Hadid, si trova a non più di cento metri dal monumentale auditorium di Renzo Piano da una parte e ad altrettanta distanza dal nuovo Ponte della Musica, che entro un pugno di mesi collegherà l’altra sponda del Tevere all’altezza del Foro Italico. Un fermento che rende la zona una delle più stuzzicanti della capitale e uno dei pochi posti in Italia dove veramente si sono stanziati soldi e si sono spese energie per cercare soluzioni architettoniche innovative. Fatalmente, tutta questa spinta innovatrice ha messo un po’ in ombra la contemporanea apertura dell’ampliamento del Macro, altro luogo dedicato all’arte contemporanea inglobato negli spazi dell’ex Mattatoio a Testaccio. Look diverso ma altrettanto innovativo, il Macro gioca su contrasti cromatici forti e sul ruolo decisivo dei punti luce, ma rispetto al Maxxi ha molte affinità, a cominciare dal fatto che a realizzarlo è stata un’altra archistar straniera, la parigina Odile Decq, che sintetizza in modo efficace l’improvvisa accelerazione della capitale sul fronte della cultura e dell’innovazione urbanistica: “Roma è una città che ha deciso all'improvviso di svegliarsi, ha dormito molto fino ad oggi e solo ora sta dando una svolta. E partecipare a questa svolta è molto bello perché Roma sta entrando nel vivo del ventunesimo secolo”. M. V. 57


cultura e spettacoli

Dal 13 al 28 agosto il Salento torna a danzare al ritmo di Taranta La pizzica, la danza legata alla grande famiglia delle tarantelle, e al rito etnocoreutico del tarantismo, tipica del Salento, in particolare, ma presente anche in tutta la Puglia e in Basilicata, tornerà anche quest’anno protagonista per la tredicesima edizione della Notte della Taranta. Dal 13 al 28 agosto nelle piazze della Grecìa Salentina, l’isola linguistica ellenofona in provincia di Lecce che comprende i comuni di Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano de’ Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino, risuoneranno i ritmi tipici del tamburello della fisarmonica e di tutti gli altri strumenti che concorrono alla creazione di questo ballo travolgente. Come in ogni edizione, il concerto finale si terrà a Melpignano, sabato 28 agosto, alla presenza di centinaia di migliaia di persone (150mila nel 2008, 100mila lo scorso anno). Dopo tre anni consecutivi, Mauro Pagani lascerà il compito di Maestro Concertatore al pianista e compositore torinese di fama mondiale Ludovico Einaudi. La Notte della Taranta è promossa e organizzata da Regione Puglia, Provincia di Lecce, Fondazione La Notte della Taranta, Unione dei Comuni della Grecìa Salentina e Istituto Diego Carpitella.

Eventi in breve Molto cambiato rispetto alla prima edizione del 1973, l’Umbria Jazz (a Perugia dal 9 al 18 luglio), rimane un punto di riferimento nel mondo della musica e uno dei festival di maggior qualità in Italia. Tra i nomi in cartellone per l’edizione 2010 si segnalano: Sonny Rollins, Pat Metheny, Chick Corea, Stefano Bollani e Mark Knopfler.

Sarà l’opera inedita del musicista giapponese Hans Werner Henze, “Gogo No Eiko”, ad aprire la 53esima edizione del Festival dei due Mondi di Spoleto, in programma dal 18 giugno al 4 luglio. Come ogni anno, musica, teatro e danza si avvicenderanno in un repertorio che intreccia le esperienze internazionali di attori come Fanny Ardant e John Malkovich a numerose esperienze d’avanguardia.

“Cosmophonies. Festival internazionale di Musica, Teatro e Danza” al Teatro Romano di Ostia Antica dal 12 giugno al 28 luglio, “Roma incontra il Mondo” a Villa Ada dal 18 giugno al 7 agosto e “Rock in Roma” dal primo al 27 luglio. Sono solo alcuni degli appuntamenti che accompagneranno le notti capitoline nei mesi più caldi dell’anno per l’edizione 2010 dell’Estate Romana

Raccolta differenziata pneumatica direttamente dalla cucina di casa al raccoglitore condominiale, acqua minerale liscia, frizzante o gassatissima direttamente dal rubinetto di casa, pannelli fotovoltaici a go go e palestra panoramica dedicata ad “housewives” tutt’altro che “desperate”. Questa la ricetta messa in campo da una sapiente campagna di comunicazione per risvegliare l’immaginario collettivo su un eterno oggetto del desiderio: il grattacielo. Nel giro di due anni, se i tempi saranno rispettati, ne nascerà uno di 120 metri di altezza nel bel mezzo del quartiere Eur di Roma, proprio a ridosso della Nuvola di Fuksas, il nuovo palazzo dei congressi in costruzione da anni. Si chiamerà Eurosky, il grattacielo, e sarà dedicato in buona parte a edilizia residenziale. Case di gente che se le potrà permettere, certo, e che non vivrà neanche lo scrupolo di avere in qualche modo concorso alla nascita di un nuovo gigante di cemento. La grande attenzione verso l’ambiente, mescolata con la moda imperante della green economy, pompata a viva forza da stampa e tv, ha generato infatti un capovolgimento assoluto nei ruoli. Negli anni sessanta l’ampliamento delle metropoli legato al boom economico faceva cantare a Celentano “Laddove c’era l’erba ora c’è una città (…) solo case su case, catrame e cemento”. Oggi, al contrario, può essere considerato più virtuoso ed ecocompatibile un grattacielo costruito con tutte le attenzioni del caso che un campo agricolo mal colti-

vato. La nuova torre di Roma, progettata dall’architetto Franco Purini e benedetta dal sindaco Gianni Alemanno, che colto dall’entusiasmo ha annunciato la realizzazione di altri grattacieli ai margini della capitale, risponde a tutti i requisiti possibili immaginabili che un pasdaran dell’ambiente possa pretendere. “Sulla copertura – spiegano i costruttori - saranno installati pannelli fotovoltaici con potenza di 180KW; è prevista la raccolta differenziata pneumatica dei rifiuti, che saranno in tal modo convogliati in una centrale dove saranno trasformati in pallet combustibile. Sarà inoltre installato un sistema di trigenerazione per la produzione di caldo, freddo (con piastre radianti a pavimento) ed energia elettrica, con notevole abbattimento delle emissioni di CO2; sono previsti dispositivi per il recupero dell’acqua piovana, il risparmio dell’acqua sanitaria e la produzione di acqua microfiltrata. La domotica in tutti gli appartamenti migliorerà comfort e sicurezza dei residenti. Il sistema è già predisposto per un impianto anti intrusione volumetrico collegato a un servizio di vigilanza centralizzato”. E Roma non resterà un caso isolato. La rinata attenzione per i grattacieli residenziali a elevato rispetto ambientale ha contagiato molte città italiane, a partire da Milano. Un segnale di crescita per il Paese, in tutti i sensi, con la malcelata aspirazione di guardare in alto per dimostrare che la crisi, ormai, è acqua passata. Mario Valeri

m e d i a m e n t e

m e d i a m e n t e

Se la tv risveglia l’immaginario collettivo sui grattacieli residenziali


l’avvistatore librario

BUYING IN SICILY di Ramsey Girderdale, acquistabile online su www.buyinginsicily.com, € 5,00 Dare la possibilità a tutti i cittadini britannici di comprare casa in Sicilia, ma anche in altre zone del Bel Paese, senza rischiare di inciampare nella rete della burocrazia italiana o in intermediari senza scrupoli. E’ questo l’obiettivo della guida Buying in Sicily realizzata da Ramsey Girderdale. Passato di attore per la BBC, già insegnate all’Università Orientale di Napoli, oggi agente immobiliare e associato Fiaip, Girderdale vive e lavora a Modica in provincia di Ragusa, dove ha la sua agenzia. L’autore, che da quasi dieci anni risiede in Sicilia, ha contatti esclusivamente con la sua terra di origine e ha pensato di scrivere una guida per acquistare immobili in Sicilia e in Italia in generale, cercando di sfatare il cliché di terra di mafia dell’Isola. Il volume è scritto in inglese ed è destinato in particolare al possibile acquirente britannico, proponendo un vademecum delle normative e procedure e prassi che uno straniero deve affrontare per acquistare una casa o un altro immobile in Italia. Un percorso che l’autore mantiene costantemente aggiornato dando la possibilità a chi acquista la guida di scaricare dal sito www.buyinginsicily.com gli aggiornamenti. Girderdale, nominato da qualche mese delegato provinciale per il settore estero della Fiaip di Ragusa, offre inoltre la sua collaborazione per aiutare stranieri che hanno avuto esperienze negative di compravendita con altri agenti.

LA CASA DEGLI ITALIANI

Le nuove regole antiriciclaggio

di Massimo Baldini, Ed. Il Mulino, pp. 230, € 13,00

AA.VV, editore Classeditori, € 9,90

Rappresenta senza dubbio la forma di investimento preferita e prevalente delle famiglie italiane: per acquistare la propria abitazione gran parte degli italiani fa grossi sacrifici, indebitandosi a volte oltre la capacità del proprio reddito. E’ forse per questo motivo che la casa ha per gli italiani un altissimo valore simbolico e, come ha dimostrato la crisi immobiliare degli Stati Uniti di due anni fa, quello che accade nel mercato delle abitazioni si riflette in modo speculare sull’andamento generale dell’economia del Paese. Partendo proprio dall’analisi dei molteplici aspetti del rapporto tra casa, economia e società Massimo Baldini, docente di Scienza delle finanze alla facoltà di Economia Marco Biagi dell'Università di Modena e Reggio Emilia, ha realizzato il volume “La casa degli italiani”, pubblicato ad aprile nella collana di saggi de Il Mulino. Confrontando il contesto italiano con quello delle altre realtà dell’Europa e del Nord America, Baldini mette a fuoco in che modo il bene casa incide sui bilanci delle famiglie e come questo si rifletta sull’assetto del mercato immobiliare residenziale, dove la prevalenza della proprietà sull’affitto è un tratto distintivo del nostro Paese. Il volume dedica inoltre ampio spazio alla questione del disagio abitativo, esaminando l’evoluzione della politica in materia, dai piani casa alle agevolazioni fiscali, evidenziando come il mercato della casa, monopolizzato dall’iniziativa privata, faccia da contraltare alla centralità dell’intervento pubblico, sia sul piano della regolazione sia su quello del sostegno ai redditi bassi.

Tutta la normativa antiriciclaggio sintetizzata in un volume con allegato un cd per la tenuta dell’archivio unico previsto dalla legge. E’ questo il contenuto della serie speciale n. 13 della Guida fiscale del quotidiano Italia Oggi, disponibile in edicola. Un capitolo è dedicato agli adempimenti a carico degli agenti immobiliari, curato da Armando Barsotti coordinatore dell’Ufficio studi Fiaip.

L

Strategie di acquisizione e vendita immobiliare di Salvatore Coddetta, editore Franco Angeli, pp. 171, € 21,00 Seconda edizione aggiornata per il libro, uscito nel 2008, di Salvatore Coddetta, docente e socio Aif (Associazione Italiana Formatori) e Aidp (Associazione Italiana per la Direzione del Personale). Il volume è considerato da molti addetti ai lavori una vera e propria bibbia per il perfetto agente immobiliare.

Apartment therapy. Come portare equilibrio, salute e benessere nei propri spazi di Maxwell Gillingham-Ryan, editore Il punto d’incontro, pp. 224, € 13,90 Trasformare la propria casa in un rifugio dove rinfrancarsi dalle fatiche del quotidiano. È l’obiettivo della terapia basata sul design d’interni (apartment therapy) lanciata da Maxwell Gillingham, che ora arriva da noi con l’omonimo volume.

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FIAIP E IL SUO TERRITORIO COLLEGIO REGIONALE FIAIP ABRUZZO - MOLISE VIA CARDUCCI, 97 - II° piano 65125 - PESCARA (PE) Tel: 0852056517 Fax: 0854228388 Email: segreteria@abruzzo.fiaip.it Sito Collegio: www.abruzzo.fiaip.it Orario: Lunedì: 16.00 - 20.00 Martedì-Venerdì: 09.30 - 13.30 COLLEGIO REGIONALE FIAIP BASILICATA VIA PIERRE DE COUBERTIN,8 85100 - POTENZA (PZ) Tel: 0971650737 Fax: 0971440019 Email: segreteria@basilicata.fiaip.it Sito Collegio: www.basilicata.fiaip.it Orario: Lunedì, Mercoledì, Venerdì: 09.00 - 13.00 Martedì e Giovedì: 14.30 - 18.30 COLLEGIO REGIONALE FIAIP CALABRIA VIA ROMA,128 88900 - Crotone (KR) Tel: 0962665226 Fax: 0962665578 Email: segreteria@calabria.fiaip.it Sito Collegio: www.calabria.fiaip.it Orario: Lunedì e Giovedì: 15.30 - 19.30 Martedì, Mercoledì, Venerdì: 9.00 - 13.00 COLLEGIO REGIONALE FIAIP CAMPANIA VIA CIMAROSA, 84 - 2° piano 80127 - NAPOLI (NA) Tel: 0815562829 Fax: 0812295252 Email: segreteria@campania.fiaip.it Sito Collegio: www.campania.fiaip.it Orario: Dal Lunedì al Venerdì: 09.00 - 13.00 e 14.00 - 18.00 COLLEGIO REGIONALE FIAIP EMILIA ROMAGNA PIAZZA DEI MARTIRI, 1 40121 - BOLOGNA (BO) Tel: 0516390572 Fax: 0514228455 Email: segreteria@emiliaromagna.fiaip.it Sito Collegio: www.emiliaromagna.fiaip.it Orario: Dal Lunedì al Venerdì: 09.00 - 13.00 e 14.00 - 18.00 COLLEGIO REGIONALE FIAIP FRIULI VENEZIA GIULIA VIA TAVAGNACCO, 63 33100 - UDINE (UD) Tel: 043244178 Fax: 0432425057

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COLLEGIO REGIONALE FIAIP SICILIA VIA MESSINA,15 90141 - PALERMO (PA) Tel: 0916112278 Fax: 0916110556 Email: segreteria@sicilia.fiaip.it Sito Collegio: www.sicilia.fiaip.it

COLLEGIO REGIONALE FIAIP VALLE D'AOSTA CORSO PRINCIPE EUGENIO,42 10141 - TORINO (TO) Tel: 0114364560 Fax: 0114319156 Email: segreteria@valledaosta.fiaip.it Sito Collegio: www.valledaosta.fiaip.it Orario: Dal Lunedì al Venerdì: 09.00 - 13.00 e 14.00 - 18.00

COLLEGIO REGIONALE FIAIP TOSCANA VIA STRADIVARI,19 50127 - FIRENZE (FI) Tel: 055413649 Fax: 0554362523 Email: segreteria@toscana.fiaip.it Sito Collegio: www.toscana.fiaip.it Orario: Dal Lunedì al Venerdì: 9.00 - 13.00 e 14.00 - 18.00

COLLEGIO REGIONALE FIAIP VENETO VIA CHIESANUOVA,127/A 35136 - PADOVA (PD) Tel: 0498722025 Fax: 0498711760 Email: segreteria@veneto.fiaip.it Sito Collegio: www.veneto.fiaip.it Orario: Dal Lunedì al Venerdì: 09.00 - 13.00 e 14.30 - 18.30


agenda

AL SALONE DI BARI PER CONFRONTARSI CON AGENTI, IMPRESE E BANCHE In cerca di casa? Dall’11 al 19 settembre la Fiera del levante di Bari offre l’occasione giusta per trovare l’abitazione più adatta alle proprie esigenze. In un solo spazio, agenzie immobiliari, imprese di costruzione, cooperative edili e gruppi franchising permetteranno di vagliare tante diverse proposte per acquisto o vendita di ogni genere di immobile residenziale. La Fiera renderà possibile anche il confronto con istituti di credito e società finanziarie, per comparare le condizioni di pagamento del mutuo più conveniente e le proposte delle banche. Il Salone è un’opportunità anche per i professionisti del settore, che potranno rilanciare la propria attività a un pubblico ampio e confrontarsi con gli altri operatori. Fiera del levante - Bari 11-19 settembre 2010

OLTRE L’ARREDAMENTO: A RECAM PER PARLARE DI ECOLOGIA E RISPARMIO ENERGETICO Anche quest’anno, alla sua undicesima edizione, Recam si presenta puntuale al suo pubblico per offrire un panorama ricco di tendenze e di novità nell’arredo, nella ristrutturazione e nei settori complementari per la casa. A Montebelluna (Treviso), il 18 e 19 e dal 24 al 26 settembre, esposizioni dall’arredo classico al moderno, tecnologie e materiali, cucine, arredobagno, oggetti e complementi d’arredo, infissi e vetri, caminetti, ceramiche e pavimenti, rivestimenti murali, design: spunti e soluzioni da copiare o personalizzare. Oltre che una vetrina, però, la rassegna è un momento di approfondimento e sensibilizzazione su tematiche importanti quali l’ecologia e il risparmio energetico. Recam promuove infatti i canoni della bioedilizia e dell’efficienza energetica, sempre nel nome del Made in Italy. RECAM 2010 Montebelluna (Treviso), 18-19 e 24-25-26 settembre 2010

ARREDAMENTO E SOLUZIONI ABITATIVE: A FERRARA TORNA HABITAT Alla sua nona edizione, torna l’evento di riferimento in Emilia Romagna per l’arredamento e le soluzioni abitative. Alla Fiera di Ferrara, nei weekend 23-24 e 30-31 ottobre (e 1 novembre), arredare, abitare, il benessere in casa e fuori casa e i servizi immobiliari saranno al centro dell’attenzione, per svelare le ultime tendenze ed entrare in contatto con i professionisti del settore, dalle agenzie immobiliari, alle assicurazioni, alle banche e agli istituti di credito. HABITAT - Salone dell'arredamento e delle soluzioni abitative Ferrara, 23 - 24 - 30 - 31 ottobre e 1 novembre 2010

SULL’ONDA DEL SUCCESSO: A CERNOBBIO TORNA LA TRE GIORNI DI CASAMIA Nata nel settembre del 2007, Casamia, oggi alla sua quarta edizione, è la Fiera dell’immobiliare interprovinciale di Como, indirizzata al consumatore finale. Come ogni anno, la Fiera si svolge nel Centro espositivo Villa Erba a Cernobbio (Como). Casamia è un momento d’incontro fondamentale per tutti gli addetti ai lavori del settore immobiliare, edile e finanziario, offrendo spunti di confronto e di approfondimento con seminari a tema e momenti di dibattito. Durante i tre giorni di rassegna, il visitatore potrà trovare all’interno di un unico spazio espositivo tutto quello che gli occorre per soddisfare le proprie esigenze, in modo comodo e immediato. Casamia living & interiors Cernobbio (Como), Villa Erba, dal 24 al 26 settembre 2010


N°2 - 2010