Page 1










non è solo l’abbreviazione di Bilancio Sociale, ma anche una importante indicazione del nostro agire, BSocial infatti è omofono di (To) Be Social, Essere Sociale. Il BSocial è nato dall’esigenza di dare ampio spazio e risalto ai singoli progetti, ai servizi ed alle attività in termini qualitativi e quantitativi.

Bilancio Sociale 2011 Fondazione Giovanni Paolo II onlus


Bilancio Sociale 2011 Fondazione Giovanni Paolo II Onlus

Fondazione Giovanni Paolo II Onlus Via Marche, 1 - 70132 Bari tel. 0809758750 / 0809758762 fax 080 9645247 bilanciosociale@fgp2.it www.fondazionegiovannipaolo2.it

Fond Giovanni Paolo II FGPIIOnlus Fgponlus

Š Fondazione Giovanni Paolo II onlus Responsabile: Teresa Masciopinto Redazione: Stefania Monopoli Progetto grafico ed impaginazione: Orazio Nobile Fotografie: Archivio della Fondazione Tutte le foto sono pubblicate con il consenso di chi vi è ritratto


Indice 1. Identità



2. Attività



3. Qualità



4. Contabilità

5. Comunità




Questo quarto Bilancio Sociale della Fondazione Giovanni Paolo II Onlus vede la luce mentre la società italiana accusa gli effetti dolorosi di una recessione che coinvolge molti paesi del mondo strutturalmente globalizzato. Le fasce più povere della popolazione ne subiscono le conseguenze in misura drammatica. Le “periferie”, nel senso sociologico di emarginazione, si allargano e la nostra Fondazione si sente direttamente interpellata in quanto “concorrere alla promozione morale, umana e sociale delle periferie” è la sua specifica ragion d’essere e la sua missione. L’esame delle attività e dello stile che la caratterizza, illustrato in questo Bilancio Sociale 2011, va condotto in tale contesto. Con questo spirito è stato redatto dagli amministratori, operatori e, in generale, dal team di consultazione della Fondazione. Un esame ora affidato ai lettori in vario modo interessati alle nostre attività per averne sostegno, suggerimenti e soprattutto collaborazioni. Da parte della Fondazione l’esame delle attività svolte nel 2011 ha voluto essere “realistico” ma, ugualmente, sostenuto e illuminato da una “speranza” reale radicata nella “storia” ormai ultraventennale che è disseminata, e direi meglio costruita, da una serie di azioni impregnate di solidarietà, senso di accoglienza e inclusione, gratuità che si muovono, per scelta, in un orizzonte che orienta il nostro cammino. Di questo consolidamento e crescita, ancora da incrementare, è necessario rendere merito a tutti i collaboratori della Fondazione ed anche ai destinatari delle sue attività, che si rendono sempre più consapevoli e protagonisti di questa crescita. Non tocca a me rilevare gli aspetti più significativi e rilevanti delle attività documentate in questo bilancio, come pure di eventuali lacune da colmare. La Fondazione attende e accoglie con gratitudine ogni contributo in questo senso sotto ogni forma, soprattutto come cordiale e fattiva collaborazione. Il mio ringraziamento più vivo e affettuoso va ai compilatori di questo rapporto, che sono tanti, ma che sono soprattutto generosi e intelligenti artefici delle attività qui raccontate. Mons. Nicola Bonerba Presidente


Introduzione e nota metodologica Per il quarto anno consecutivo la Fondazione Giovanni Paolo II Onlus con il Bilancio Sociale presenta la propria dichiarazione di impegno in rapporto all’assunzione di responsabilità di fronte alla comunità sociale, ai cittadini ed alle famiglie e agli enti con i quali sviluppa forme di collaborazione. Il percorso avviato da tempo e finalizzato al graduale e costante miglioramento della qualità dei servizi e del livello di ascolto e di coinvolgimento, utilizza il Bilancio Sociale come importante strumento di comunicazione e di rendicontazione sociale che va oltre la rilevazione di meri dati statistici ed economici e che testimonia l'impegno costante per il perseguimento dei fini statutari. Destinatari del Bilancio Sociale sono, prima di tutto, gli operatori della Fondazione, ma anche gli utenti, i sostenitori, le istituzioni, i fornitori, i volontari; attraverso la redazione del Bilancio Sociale, la Fondazione ha avviato uno scambio utile per la comprensione reciproca e la sempre migliore interpretazione della Mission. Ogni anno dal Bilancio Sociale emergono alcune importanti indicazioni, che la Fondazione si impegna ad utilizzare per disegnare le priorità e le strategie future. L'individuazione e l'analisi delle informazioni hanno infatti delineato margini di sviluppo rispetto alla completezza informativa, alla sistematicità di raccolta, di gestione e di elaborazione dei dati, di strutturazione di metodi condivisi di confronto e partecipazione fra i soggetti coinvolti. I riscontri provenienti dall'interno della struttura, dalle osservazioni dei soggetti coinvolti e dai lettori di questa quarta edizione del Bilancio Sociale costituiranno elementi fondamentali per migliorare le edizioni che seguiranno.

Gruppo di lavoro La redazione del Bilancio Sociale ha visto il coinvolgimento del Presidente (Mons. Nicola Bonerba), del Segretario Generale (Gianni Vessia), del Responsabile dell’Area Sviluppo e opportunità (Piero Rossi) del personale Amministrativo (Mariagrazia Fumai, Vittorio Amoruso, Maria Di Leo) di tutti i responsabili dei servizi (Orazio Nobile, Rosanna Spizzico, Francesca Bottalico, Maria Alfonso, Antonella Favia), dei coordinatori dei progetti (Antonella Fumai, Alessandro Pascazio, Rosy Paparella) dei responsabili della Logistica (Luigia Summo), della Comunicazione (Luigia Bottalico), degli impianti tecnici (Enzo Fiore) e degli operatori tutti che hanno messo a disposizione dati, informazioni e foto raccolti alla fine dell’anno. Il Bilancio Sociale per l’attività 2011 è stato presentato e approvato nel corso del Consiglio di Amministrazione convocato in data 29 Maggio 2012.




Definizione dei contenuti Il Bilancio Sociale risulta composto di quattro Aree di Rendicontazione: IDENTITÀ:

in cui sono evidenziate la visione e la missione, gli interlocutori, l'organizzazione e le risorse

umane e strutturali. RELAZIONE SULLE ATTIVITÀ:

in cui sono analizzate le iniziative e i risultati ottenuti durante il 2011 e sono

indicate le linee di sviluppo per il futuro. PROFILI ECONOMICO- FINANZIARI:

in cui sono esposti i dati dell'andamento gestionale e la riclassificazione

dello stato patrimoniale e del conto economico a valore aggiunto; tale modalità di riclassificazione consente una relazione con il bilancio di esercizio e rende evidente l'effetto economicamente esprimibile che l'attività della Fondazione ha prodotto sulle principali categorie di soggetti con i quali intrattiene relazioni significative e che rappresentano portatori di interessi nei confronti della Fondazione. COINVOLGIMENTO DEGLI INTERLOCUTORI:

in cui sono illustrate le modalità con le quali la Fondazione ha

coinvolto i propri interlocutori – portatori di interessi nella redazione del presente Bilancio Sociale. Le aree di rendicontazione riprendono le sezioni definite nel decreto 24 gennaio 2008 del Ministro della Solidarietà Sociale, Adozione delle linee guida per la redazione del Bilancio Sociale da parte delle organizzazioni che esercitano l'impresa sociale, ai sensi dell'articolo 10, comma 2, del decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155. (GU n. 86 del 11-4-2008). Ad integrazione di queste aree si è ritenuto importante sviluppare con maggiore forza anche la qualità, come caratteristica fondante del lavoro della Fondazione, l’insediamento nella nuova sede e la capacità di promuovere modelli di governance integrata attraverso alleanze significative con il territorio.

Strategia di comunicazione e divulgazione Il Bilancio Sociale deve essere pensato come strumento non solo utile, ma anche facilmente utilizzabile, dunque accessibile e fruibile al più vasto pubblico di stakeholder interno ed esterno. Il Bilancio Sociale 2010 si presentava in una forma più asciutta ed immediata rispetto alle precedenti edizioni, per l’edizione 2011 l’intento resta lo stesso: coniugare la sintesi con l’approfondimento utilizzando elementi grafici che evidenzino concetti - chiave e risultati e le immagini a richiamo delle esperienze più significative. In continuità con lo scorso Bilancio verrà per tanto riproposta la timeline quale strumento veloce ed efficace di narrazione della storia della Fondazione, arricchito con gli ultimi eventi significativi, come l’inaugurazione della nuove sede del centro Polifunzionale avvenuta il 22 Giugno 2011. L’elaborazione grafica e la stampa del Bilancio dovranno conciliare con le esigenze di economicità della Fondazione e con la volontà di impattare sull’ambiente nel minor modo possibile. E’ previsto un momento di presentazione ufficiale del documento durante il quale verranno indicate le modalità di divulgazione nei confronti dei principali stakeholders della Fondazione e definito il piano ufficiale di distribuzione.




1 . IdentitĂ




Chi siamo ................................................................................................................ 9 La nostra storia ..................................................................................................... 10 Visione .................................................................................................................. 13 Missione ................................................................................................................ 13 Codice Etico ......................................................................................................... 13 Struttura organizzativa ........................................................................................ 14 Le risorse umane .................................................................................................. 17 Le risorse strutturali: Il Nuovo Centro Polifunzionale ......................................... 19 Il Centro Multimediale "Giovanni Paolo II" ........................................................... 21 Una scelta etica e sostenibile: l'impianto fotovoltaico ........................................ 22 La Comunicazione ................................................................................................ 23 La Formazione ..................................................................................................... 25 Fund Raising ......................................................................................................... 27 People Raising ...................................................................................................... 28 Gli stakeholders ....................................................................................................29




Chi siamo Sono passati quasi vent’anni dal 16 maggio 1992, giorno in cui veniva inaugurata la tensostruttura prefabbricata che avrebbe ospitato, da quel momento in poi, le attività della Fondazione Giovanni Paolo II. Il 22 giugno 2011 è stato inaugurato il nuovo Centro Sociale Polifunzionale della Fondazione Giovanni Paolo II Onlus, costruito sulla stessa area dove sino a pochi anni fa sorgeva il “capannone”, com’era affettuosamente definita la precedente struttura dai residenti del quartiere San Paolo. Testimonianza dello straordinario spessore profetico della vicenda terrena del beato Pontefice, la Fondazione è nata per volontà del Santo Padre che, proprio dal Quartiere CEP (Centro di Edilizia Popolare) divenuto Quartiere S. Paolo in suo onore, affermò:

Le parole del Papa non caddero nel vuoto e nel 1986 Mons. Mariano Magrassi, Arcivescovo di Bari-

Identità

“…io so che questo quartiere, relativamente nuovo, ha particolari problemi di ordine strutturale e sociale, derivanti da una rapida urbanizzazione e dalla situazione dei servizi. Ma so anche che unanime è la volontà di superare presto le accennate difficoltà.” Bitonto, inviò un Vicario Episcopale Territoriale per l’area S. Paolo - Stanic, Mons. Bonerba, e sempre per volontà dell’Arcivescovo, nel gennaio 1990, fu costituita la Fondazione Giovanni Paolo II Onlus. La prima pietra “materiale” della Fondazione fu posta grazie alla donazione di un suolo di oltre 3000 mq da parte del sig. Alberotanza e del “Capannone” da parte della società Fratelli Dioguardi S.p.A. Tale struttura prefabbricata, del tipo “Binistar”, è stata sede della Fondazione dal 1992 sino al 2008, anno in

9

cui è stata demolita per dare avvio alla costruzione del nuovo Centro Sociale Polifunzionale.

Bilancio sociale 2011




La nostra storia Raccontare oltre vent’anni di attività risulta impresa sempre piÚ ardua. Come già specificato nella nota metodologica per creare continuità con il BSOCIAL 2010 riproponiamo la timeline quale strumento veloce ed efficace di narrazione della storia della Fondazione, arricchito con gli ultimi eventi significativi, come l’inaugurazione della nuove sede avvenuta il 22 Giugno 2011.L’intento è raccontare la nostra storia fissando dei momenti particolari, ricordando quelle iniziative che hanno dato vita a nuovi ambiti di intervento e di applicazione per la Fondazione, sottolineando l’intensità di un cammino di crescita professionale e personale per tutti gli operatori.

identitĂ

Inizia dal 1993 perchÊ gli anni di vita embrionale sono stati raccontati in precedenza (cfr.�Chi Siamo�), termina nel 2011 con l’inaugurazione della nuova struttura, ampiamente illustrata all’interno di questo BSocial..

Âľ Âľ

Il Volontariato nella CittĂ : Rapporto sui benefici sociali ed economici di una risorsa a costo zero. Desiderato- Santandrea-Masciopinto-

Cannillo.

10

Bilancio sociale 2011

Ripartire dalla Periferia: Tracce di un itinerario per la ricostruzione dell’identitĂ dei “ragazzi di periferiaâ€? Desiderato - Lupoli.

Âľ Âľ

Âľ Âľ

Realizzazione della ricerca Giovani senza futuro. Le aspettative, le ansie e le speranze al futuro degli studenti anni ’90. A. Desiderato;

Ecumenica Ed., Bari. Istituzione del CDF Centro di Documentazione e Formazione, una banca dati a servizio della comunità , specializzata sulle periferie urbane e sui temi dell’animazione e della formazione sociale.

Primi classificati al Premio nazionale della solidarietĂ , con “Animare la solidarietĂ â€? , corso di formazione per Operatori di periferia. “Il peggiore dei mondi possibili. Dal tabĂš all’abusoâ€?: corso di sensibilizzazione alle tematiche della violenza sui minori.

Scuola per formatori “AgorĂ â€?: corso di sperimentazione per animatori e formatori socialiâ€?.

Âľ Âľ

Inaugurazione del Centro Territoriale per le Famiglie al quartiere San Paolo. Centro Antiviolenza “Albachiara� prevenzione e cura di casi di maltrattamento su minori e donne.




Âľ Âľ

Chidde: realizzazione progetto per l’inclusione scolastica e di educativa di strada nel q.re San Paolo. Progetto Fenice: stage formativi in aziende italiane per giovani cittadini europei, residenti in Germania in partnership col Berufsbildungswerk ENAIP, sostenuta dal Ministero per gli Affari Sociali tedesco, in collaborazione col Ministero del Welfare italiano.

Inaugurazione del Centro Territoriale per le Famiglie al quartiere Japigia. Convegno “Extrascuola. Scuola Extra: pratiche di inclusione sociale ed educativa tra la scuola e la strada�. Strade a colori: educativa territoriale finanziato dalla Banca Carime con la supervisione scientifica della Fond. Dioguardi.

Âľ Âľ

Lavoro‌ anch’io: interventi di inserimento lavorativo rivolti a 18 ragazzi segnalati dal Servizio Socio-Educativo della II Circoscrizione. Educazione all’ascolto e all’immagine: partecipazione degli utenti della Fondazione agli spettacoli della Camerata Musicale Barese, con il finanziamento di Banca Carime.

Target 50 – Il quartiere crea impresa: Progetto di orientamento ed accompagnamento alla creazione di impresa. Via del Campo: progetto di educativa territoriale e inserimento lavorativo nel quartiere S. Paolo di Bari finanziato dalla Fondazione Vodafone Italia.

Do’-MèST: progetto finalizzato all’inserimento lavorativo di 60 minori a rischio di esclusione sociale residenti a Bari.

Âľ Âľ

Cacciatori di Aquiloni: realizzazione di un servizio di integrazione socio-culturale per immigrati. Auditum: rapporto sull’esperienza dei Centri d’Ascolto per le Famiglie di San Paolo – Stanic e di Japigia – Torre a Mare.

Âľ

Inaugurazione Nuovo Centro Sociale Polifunzionale

11

Bilancio sociale 2011

Âľ Âľ

IdentitĂ

Âľ Âľ




identità

Iscrizioni e certificazioni

12

2009

CCIAA di Bari con numero di Repertorio Economico Amministrativo (REA) 514770.

2008

Certificazione UNI EN ISO 9001:2008 per quanto concerne la progettazione e gestione di servizi socio educativi alla persona e di integrazione dei migranti.

2004

Registro Regionale delle Strutture e dei Servizi per Minori della provincia di Bari: iscrizione del “Centro Sociale Polifunzionale” al n. 17/Ba ai sensi dell’art. 32 comma 1 lett. a) della L.R. 17/2003 n.323.

2001

Registro delle Persone Giuridiche: in essere presso la Regione Puglia al n. 167, istituito ai sensi e per gli effetti dell’art. 7 del D.P.R. del 10.02.2000 n. 361 e D.P.G.R. del 19.02.2001 n. 103.

1998

Anagrafe Tributaria delle ONLUS ai sensi del D.Lgs n. 460/97 Albo Comunale degli Organismi no-profit operanti nel settore socio-assistenziale, istituito con deliberazione di G.M. n. 198.

1991

Persona Giuridica con decreto del Presidente della Giunta della Regione Puglia n.443 Registro delle Persone Giuridiche presso il Tribunale di Bari al n° 677.

Bilancio sociale 2011

Premi e riconoscimenti 2011

Segnalazione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali da parte del Comune di Bari del Centro di Ascolto per le Famiglie Torre a Mare e del Progetto “Cacciatori di Aquiloni” come buona prassi nell’ambito delle politiche di integrazione socio culturale per famiglie straniere.

2010

Segnalazione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali da parte del Comune di Bari del Progetto “Chidde” di contenimento e prevenzione della dispersione scolastica come buona prassi.

2010

Riconoscimento del Dipartimento per le Politiche Sociali della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’attività del Centro di Ascolto per le Famiglie Japigia Torre a Mare in quanto servizio alla famiglia di particolare significato e meritevole di menzione nell’ambito del “Premio Amico della Famiglia 2009".

2006

Individuazione del Centro Territoriale per le Famiglie San Paolo - Stanic come buona prassi nel contesto di Bari e provincia da parte del Formez Puglia nell’ambito dei seminari di progetto“I cantieri dell’innovazione sociale nella provincia di Bari”.

2001

Riconoscimento come buona prassi da parte dell’istituto degli Innocenti di Firenze per il progetto di accompagnamento alla maternità "Stelle Nascenti" nell’ambito del Centro Territoriale per le Famiglie San Paolo – Stanic.

1997

Premio Nazionale della Solidarietà” istituito dalla Fondazione Italiana per il Volontariato.




Visione La Fondazione definisce la sua Visione in quattro ambiti specifici: 1.

La periferia, come contesto urbano e come condizione della marginalità;

2.

Le politiche sociali, come valutazione degli interventi pubblici a sostegno dell’inclusione;

3.

La cittadinanza, come strategie e scenari per recuperare il senso di comunità;

4.

L’animazione, come dimensione qualificata dell’agire sociale ed educativo.

La Visione della Fondazione ha un terreno privilegiato: la promozione umana e sociale; essa sceglie un orizzonte etico su cui orienta il suo cammino. È l’etica dell’accoglienza e dell’inclusione, la costruzione di un percorso di animazione che traduce i bisogni in desideri e i desideri in progetti di vita. Guardarsi

Missione

Identità

intorno significa anche interpretare gli scenari in cui si collocano gli interventi sociali.

La Fondazione Giovanni Paolo II Onlus, come recita l’art. 3 dello statuto, “mira a concorrere alla promozione morale, umana e sociale del quartiere S.Paolo-Stanic e delle altre zone periferiche della città di Bari, persegue finalità di solidarietà sociale mediante lo svolgimento di attività nel campo dell’assistenza sociale, della tutela dei diritti civili e della ricerca scientifica di particolare interesse sociale”.

13

Codice etico principi etici ed i valori che ispirano la cultura e l’attività dell’ente, alla cui osservanza sono tenuti tutti coloro che intrattengono, a qualsiasi titolo, rapporti e relazioni con essa.

Bilancio sociale 2011

La Fondazione nel 2008 si è dotata di un Codice Etico al fine di definire con chiarezza l’insieme dei




Struttura organizzativa Consiglio di Amministrazione Mons. Nicola Bonerba Presidente e Legale Rappresentante



Donato Calace Vice Presid. Consigliere



Nicola Costantino Consigliere



Aurora de Falco Consigliere



Don Mimmo Lieggi Consigliere



Vito Micunco Consigliere



Marianna Pacucci Consigliere



Guglielmo Antonacci Revisore effettivo

identitĂ



Segretario generale 

Giovanni A. Vessia 

Collegio dei revisori dei conti 14





Oreste Fornarelli Revisore effettivo

Nicola Notarnicola Revisore effettivo

Bilancio sociale 2011

Gestione economica e amministrativa 

Mariagrazia Fumai Responsabile



Vittorio Amoruso Segr. amministrativa



Maria Di Leo Segr. amministrativa

Servizi Trasversali e di Supporto 

Orazio Nobile Resp.QualitĂ Resp. C.Multimediale



Teresa Masciopinto Resp. Bilancio Sociale



Stefania Monopoli Resp.Tirocini e stage Redazione B. Sociale



Roberto Cillo Operatore Video



Saverio Tomasicchio Resp. Comunicazione



Luigia Bottalico Ufficio comunicazione



Daniela Capozzi Medico Competente



Enzo Fiore Resp.impianti tecnici



Nicola Mongelli Resp.Sicurezza RSPP

Logistica 

Summo Luigia Responsabile Add. Sicurezza ASPP



Berardi Nicola Add. servizio ausiliario



Cassano Giuseppe Add. servizio ausiliario



Signorile Dina Add. servizio ausiliario



Lacalendola Antonio Add. servizio ausiliario



Buonamico Giuseppe Add. servizio ausiliario




Formazione 



Rosy Paparella Responsabile

Stefania Monopoli Progettazione 

Sviluppo e opportunitĂ 



Piero Rossi Responsabile

Stefania Monopoli People raising



Maria Alonso Fund raising

Servizi alla persona 

IdentitĂ

Teresa Masciopinto Responsabile

Centro ludico per la prima infanzia 

Maria Alfonso Responsabile



Tania Romanazzi Educatrice Professionale



Tiziana Traversa Educatrice



Anna Barbara Pacifico Psicologa Psicoterapeuta

15

Ludobus 

Antonella Favia Responsabile



Giuseppe Sciacovelli Operatore



Nuccia Vino Operatrice

Orazio Nobile Responsabile

Operatori impegnati Antonella Favia Educatrice

Maria Claudia Olivieri Educatrice Professionale

Ilaria Pagano Educatrice

Giuseppe Sciacovelli Istruttore Sportivo

Tiziana Traversa Educatrice di Supporto

Stefania Monopoli Auditing - Assistente Sociale

Rosanna Spizzico Auditing - Psicologa

Chiara Bottalico Auditing - Medico Pediatra

Piero Rossi Auditing - Sociologo della devianza

Bilancio sociale 2011

Centro socio educativo diurno per minori




Centro di ascolto per le famiglie - Centro aperto polivalente per minori

identitĂ

Francesca Bottalico Responsabile

16

Bilancio sociale 2011

Operatori impegnati Antonio Bottalico Esperto lab. informatica

Rosalba Castoro Educatrice

Antonella De Giosa Educatrice Professionale

Marco Tedone Educatore Professionale

Addolorata Martella Educatrice Professionale

Luca Pellegrino Educatore - Orientatore

Federica Ungaro Educatrice

Nuccia Vino Educatrice

Geremia Capriuoli Psicologo - Psicoterapeuta

Antonia Natale Assistente Sociale

Mariangela Colaianni Assistente Sociale

Sergio Bisciglia Sociologo - Urbanista

Patrizia Gesmundo Consulente Legale - Mediatrice

Rosy Paparella Counselor

Kejhan Morteza Mediatore Interculturale

Giuseppe Moro Sociologo - Valutatore

Laura Lupo Volontaria - Educ. Professionale

In foto anche: Carmen Tatamaro - Coop. ITACA Educatrice Professionale

Eliseo Corsini - Coop. CREA Educatore Professionale

Ursi Pasquale - Coop. CREA Educatore Professionale

Pasqua De Marco - Coop. ITACA Counselor

Mimmo Bianco - Coop. ITACA Psicologo - Psicoterapeuta

Rosanna Santoro - Coop. ITACA Counselor




Le risorse umane Le risorse umane rappresentano il patrimonio fondamentale della Fondazione, in termini di capitale intellettuale, sviluppo, crescita e relazioni. Al 31 Dicembre 2011 gli operatori in Fondazione, tra dipendenti, collaboratori e consulenti sono 38.

donne uomini

Identità

2 6 5

10

3 3 dipendenti tempo indeterminato

dipendenti tempo determinato

17

5

3

4

Collaboratori Occasionali

Collaboratori a Progetto

Consulenti

Il Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs.81/2008) cita lo stress lavoro - correlato come uno dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, in particolare l’art.28 fa riferimento alla valutazione di tutti i rischi per la salute dei lavoratori compresi quelli legati allo stress da lavoro. La valutazione del rischio correlato al lavoro si è limitata ad una ricognizione degli indicatori oggettivi di stress lavoro-correlato così come percepiti da parte dei lavoratori della Fondazione I risultati hanno mostrato la presenza di un rischio basso, pertanto la valutazione può essere ripetuta tra due anni in concomitanza con eventuali interventi e/o cambiamenti organizzativi. Tuttavia, un’analisi più dettagliata degli indicatori utilizzati ha messo a fuoco alcuni aspetti che meritano attenzione. In particolare, l’area del contenuto del lavoro mostra punteggi più alti in riferimento alla difficoltà di gestire carico ed orari di lavoro oltre che pianificare compiti. Nell’area del contesto invece l’indicatore maggiormente saliente risulta quello relativo alla carriera. Alla luce dei risultati emersi si possono ipotizzare interventi psico-sociali che mirano a produrre cambiamenti nella percezione che i lavoratori hanno del proprio contesto di lavoro ed a rinforzare il sentimento di attaccamento al lavoro.

Bilancio sociale 2011

Valutazione Stress lavoro - correlato




Anni di anzianitĂ del personale da sedici a venti

6

da undic i a quindici

2

da sei a dieci

1

3

2

da due a cinque

1

3

4

meno di due

5

1 1

2

1

1

tempo indeterminato tempo determinato

1

collaboratori a progetto

2

identitĂ

collaboratori occasionali

3

2

Dis tribuzione personale attivitĂ di supporto

1

ludo teca

1

spazio gioco prima infanzia

1

2

1

centro diurno amministrazione

3

1

2

dipendenti tempo determinato dipendenti tempo indeterminato consulenti

1 2

centro famiglie

18

consulenti

3

4 1

1

5 2

5

collaboratori occasionali

3 collaboratori a progetto

1 1

Bilancio sociale 2011

EtĂ dei lavoratori consulenti

1

collaboratori occasionali

4 2

1

4 1

18 - 25

1

26 - 35

3

36 - 45 collaboratori a progetto

1

7

1

3

1 46 - 55

tempo determinato

2

1

tempo indeterminato

5

56+ 1

2

Tipologia di contratti 4

Consulenti

6 uomi ni

Collaboratori a Progetto

3

10 donne

Collaboratori Occasionali dipend enti tempo determinato dipend enti tempo indeterminato

5

2

3 3

5




Le risorse strutturali: Il nuovo Centro Polifunzionale Il 22 giugno 2011 è stato inaugurato il nuovo Centro Sociale Polifunzionale della Fondazione Giovanni Paolo II Onlus, costruito sulla stessa area dove sorgeva il “capannone”, com’era affettuosamente definita la precedente struttura dai residenti del quartiere San Paolo. La nuova sede del Centro Sociale Polifunzionale è stata realizzata grazie ad un intervento congiunto di forze ed energie che hanno creduto nel progetto di dotare il quartiere San Paolo di una struttura di eccellenza per l’erogazione di servizi sociali ed educativi in favore della comunità. Nel corso del 2007 è stato sottoscritto un accordo tra Comune di Bari, Arcidiocesi di Bari-Bitonto e di sua proprietà e l’Arcidiocesi ha fatto redigere a proprie spese il progetto del nuovo Centro. Il Comune di Bari, utilizzando fondi del POR Puglia 2000-2006 e fondi propri, ha realizzato l’opera e l’ha concessa in gestione per 60 anni alla Fondazione Giovanni Paolo II Onlus.

Identità

Fondazione Giovanni Paolo II Onlus, in base al quale la Fondazione ha donato al Comune di Bari il suolo

19

Bilancio sociale 2011


identità

 







Bilancio sociale 2011

20

Il nuovo Centro Sociale Polifunzionale, realizzato su un’area di 3000 mq in via Marche, è una struttura capace di rispondere in modo innovativo e completo ai bisogni socio-educativi e assistenziali dell’intera comunità locale: minori, anziani, adulti, migranti e famiglie della comunità. La struttura è divisa in due corpi di fabbrica divisi in tre piani distinti. È dotata di un hall di ingresso per l’accoglienza degli ospiti, di uffici, infermeria, aule didattiche, di informatica e musicali, spazi a verde, area parcheggio ed è dotata di un impianto energetico fotovoltaico. Al primo piano sono situati: il Centro socio educativo diurno per minori, la Scuola di formazione avanzata in campo sociale, 2 Aule didattiche, il Laboratorio di informatica e il Laboratorio musicale. Il Centro ludico per la prima infanzia è situato al piano rialzato. Nel piano seminterrato sono localizzati il Centro Multimediale, e la Ludoteca. Al secondo piano, infine, sono situati il Centro aperto polivalente per minori e il Centro di ascolto per le famiglie.




Il Centro Multimediale “Giovanni Paolo II” Il Centro Multimediale "Giovanni Paolo II" è un contenitore culturale e multimediale, unico nella periferia della città di Bari. L’Auditorium, dotato di 140 poltrone, può operare come Centro Conferenze. È inoltre dotato di tecnologie Full HD e fa parte del Digital Network Microcinema, un network di oltre 200 sale in Italia, per la proiezione di film ed eventi culturali in trasmissione bidirezionale via satellite.

Identità 21

collegamento diretto con i principali teatri italiani ed europei, come Lirica, Teatro, Concerti, Eventi Culturali. Il Centro è stato realizzato grazie al contributo di Fondazione Vodafone Italia e del progetto “Educare all’immagine” nato nel 2010 con l’obiettivo di dotare il nuovo centro sociale di attrezzature e tecnologie per promuovere percorsi di educazione all’immagine e di alfabetizzazione cinematografica.

Bilancio sociale 2011

Il circuito Microcinema consente la proiezione di film in prima visione e di spettacoli, anche in




Una scelta etica e sostenibile: l’impianto fotovoltaico Sull’edificio è stato realizzato un impianto di produzione di energia elettrica da fotovoltaico. L’impianto si propone di conseguire un significativo risparmio energetico, per la Fondazione che lo ospita, poiché tutti gli impianti tecnologici, incluso l’impianto di climatizzazione, sono alimentati da energia elettrica. Inoltre consente:

x la produzione di energia elettrica senza alcuna emissione di sostanze inquinanti;

identità

x il risparmio di combustibile fossile; x nessun inquinamento acustico; x soluzioni di progettazione del sistema compatibili con le esigenze di tutela architettonica e ambientale. L’ impianto fotovoltaico, della potenzialità di 63,45 kWp, è costituito da 270 moduli in silicio policristallino ciascuno della potenza di 235 Wp. Il campo fotovoltaico è posizionato sulla strutturapergola in acciaio zincata disposta a Sud con inclinazione di 5°, (Tilt 5°, inclinazione rispetto al piano orizzontale solaio di copertura dell’edificio) al fine di massimizzare la produzione energetica. I moduli per un numero di circa n°210 sono stati fissati ai profili in modo da poter consentire il montaggio e 22

lo smontaggio in modo indipendente tramite opportuni morsetti; i rimanenti n° 60 moduli sono stati montati in tre file su di una struttura triangolare in alluminio, appoggiata ed opportunamente zavorrata, sul solaio di copertura del primo edificio; In questo caso i moduli hanno un angolo di Tilt di 30° ed un angolo di azimut “180°. Pertanto, la Producibilità annua E attesa, tenendo conto di s = rendimento di

Bilancio sociale 2011

sistema = 0, 82, sarà E = 63,45 x 1.730 x 0, 82 = 90.010 kWh/anno.

Il rendimento di sistema tiene conto delle perdite. L’impianto è stato fortemente voluto dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione che successivamente alla consegna della struttura ha dato mandato all’Ing. Vincenzo Fiore per la progettazione e direzione dei lavori. I lavori si sono conclusi ad aprile 2011 con avvio della produzione energetica.




La Comunicazione Nel 2011 il piano di comunicazione interna ed esterna della Fondazione ha integrato strategie e strumenti molteplici al fine di supportare la promozione del nuovo Centro Sociale Polifunzionale, incrementare la visibilità della Fondazione e ampliare i canali di interazione, ascolto e coinvolgimento della comunità territoriale e dei diversi stakeholder. Le attività sono state inoltre orientate all’innovazione e all’integrazione tra strumenti tradizionali e nuovi media facendo leva sull’efficacia che quest’ultimi svelano in particolare nell’ambito della comunicazione sociale. Le attività di comunicazione sono state veicolate mediante gli strumenti qui di seguito descritti.

L’efficacia delle strategie comunicative veicolate dal sito www.fgp2.it è stata valutata monitorando costantemente il sito web con strumenti di web marketing e analisi del traffico dati. Da tale monitoraggio emerge che nel periodo 1 gennaio – 31 dicembre 2011 il sito ha registrato 4.242 visite.

1 gennaio 31 marzo

1 aprile 30 giugno

1 luglio 30 settembre

1 ottobre 31 dicembre

832

995

1267

1148

Identità

Sito web

23

Ripartendo il traffico nei 4 trimestri si evidenzia un andamento coerente con le strategie di comunicazione adottate evidenziando punte di traffico in corrispondenza dell’organizzazione di eventi

Social Media Al fine di implementare la circolarità delle informazioni e la condivisione dei contenuti multimediali, di incrementare il numero di accessi al sito e permettere una “conversazione” costante con la comunità territoriale, sono stati creati “account” della Fondazione Giovanni Paolo II Onlus sui più diffusi social network: Facebook profilo (username: Fond Giovanni Paolo II) pagina (username: Fondazione Giovanni Paolo II)

Issuu (username: fgpII)

Twitter (username: FGPIIonlus)

Youtube (username: fgponlus)

Bilancio sociale 2011

rivolti alla comunità. Il dettaglio del traffico nei quattro trimestri è riportato qui di seguito:




Organizzazione eventi Le attività di comunicazione promozionale ed informativa – tra cui quelle di Ufficio Stampa e Media relations - sono state rivolte, inoltre, a supportare l’organizzazione di eventi ed iniziative tra cui:

Ÿ

22 Giugno 2011, Inaugurazione nuovo Centro Polifunzionale;

Ÿ

14 Settembre, Inaugurazione nuova sede Centro Famiglie via Giustina Rocca;

Ÿ

1 ottobre “L’anima dei luoghi. Pratiche e riflessioni per un nuovo umanesimo urbano” nell’ambito della nota manifestazione annuale Notti Sacre, evento promosso dall’ Area Formazione della Fondazione Giovanni Paolo II Onlus in collaborazione con il Politecnico di Bari;

Ÿ

18 novembre “Michele Fazio, un futuro… per la legalità” con la partecipazione di Mons. Bonerba,

identità

Alfredo Mantovano - Sottosegretario al Ministero dell'Interno, Michele Emiliano - Sindaco del Comune di Bari, Desirè Digeronimo - magistrato dell’Antimafia del Comune di Bari, Pinuccio e Lella Fazio - genitori di Michele Fazio, Francesco Minervini – scrittore, Annamaria Ferretti, direttore Antenna Sud;

Ÿ

“Natale a Bari” in Fondazione con l’ospitalità degli eventi “C'era una volta Ortensia Natale a cura di La Baracca di Monza, “Ragù… di Natale” con Vito Signorile e l’organizzazione di diversi laboratori e feste rivolti a famiglie e minori.

Bilancio sociale 2011

24




La formazione Nel solco della cultura della Fondazione, centrata sulla cura delle persone e della loro partecipazione responsabile all’esperienza comune, l’attività prevista per l’anno 2011 dal piano progetto di formazione ed addestramento interno denominato dal “Cantiere alla Casa”, è nata con l’obiettivo di migliorare la qualità del servizio attraverso la crescita professionale e culturale del personale. Nel corso delle diverse iniziative di formazione realizzate nello scorso anno l’ area Formazione ha raccolto la diffusa esigenza del personale di essere adeguatamente supportata, a livello culturale, professionale e personale nella transizione verso nuovi modelli organizzativi, logistici e gestionali ancora in fase di implementazione. dell’Area Formazione che ha scelto di proporre un momento formativo strutturato per rispondere alla complessità dei cambiamenti che gli operatori tutti stanno vivendo in questo momento storico della Fondazione.

Identità

Le indicazioni raccolte durante gli incontri hanno rappresentato gli elementi orientanti il lavoro

Si tratta di cambiamenti logistici, legati al trasferimento di uffici e servizi presso la nuova sede del Centro Sociale Polifunzionale pronto ad ospitare tutti gli uffici e sedi operative dei servizi già attivi, e di cambiamenti legati alla necessità di predisporre nuove linee di servizio e di ampliare la visione progettuale della Fondazione nella sua complessità, senza trascurare quella di ogni singolo operatore. 25

Bilancio sociale 2011


identità



26

Bilancio sociale 2011

Inoltre, la programmazione delle attività formative per gli operatori della Fondazione nel 2011, ha colto una irripetibile offerta regionale: l’accesso ai corsi di Alta formazione in rete, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con fondi PON. L’avviso, rivolgendosi esclusivamente a occupati, laureati o diplomati, fornisce la giusta occasione per uno sviluppo professionale di alto livello che la Fondazione è riuscita a garantire per 4 operatori per i seguenti corsi:

x

Esperto in qualità, certificazione etica e bilancio sociale;

x

Applicare tecniche di intervento efficaci nelle relazioni di aiuto preservando il proprio sé;

x

Esperto nella direzione amministrativa e finanziaria della imprese sociali;

x

Esperto in Mediazione Familiare e dei Conflitti.

36 877 Operatori formati

Ore di formazione nel 2011

5

7

10

Eventi formativi aperti alla cittadinanza

Corsi di formazione interna

Corsi di formazione esterna




Fund raising “Non pensare mai di doverti scusare per aver chiesto a qualcuno di erogare per un progetto che vale.” John Davison Rockefeller Le azioni di fund raising del 2011 sono state:

x Inserimento nel progetto “Brutti ma Buoni” della Coop Estense, donazioni di prodotti non distribuiti negli ipermercati perché danneggiati negli imballaggi. estivi da parte della COOP Estense

x “Ri-leggimi” attività di promozione della Fondazione a supporto delle iniziative di

Identità

x Donazione della spesa per i campi scuola

raccolta libri realizzate in collaborazione con Ikea

x Campagna 5 x 1000. x “Soft - toys” attività di promozione della

27

Fondazione a supporto delle iniziative di raccolta giochi realizzate in collaborazione con Ikea. Bilancio sociale 2011




People raising “Chi regala le ore agli altri, vive in eterno.” Alda Merini I recenti studi su volontariato dimostrano che esistono due tipi di motivazione: la prima del tutto personale legata al concetto di utilità sociale, l’altra è quella legata alla costanza e alla continuità di offrire il proprio tempo. Quest’ ultima è strettamente connessa alla sensazione di benessere, gratificazione e coinvolgimento percepita. L’area People Raisig per il 2011 ha cercato di curare maggiormente questi aspetti riducendo il rischio di

identità

drop out o di prestazioni volontarie estemporanee. In sinergia con l’Area Formazione sono state pianificate azioni formative volte a qualificare e migliorare la capacità di accoglienza da parte degli operatori della Fondazione e momenti formativi comuni. Nel 2011 la Fondazione ha potuto e continua a contare sull’ impegno di 35

volontari.

Genere

Età

Status

Servizi

Frequenza

Durata

Bilancio sociale 2011

28




Gli stakeholders La Fondazione, da statuto, mira a “concorrere alla promozione morale, umana e sociale” delle periferie. La parola concorrere, cioè correre insieme, sottolinea l’importanza dell’operare con altri. Mons. Nicola Bonerba, definito “missionario urbano” da Gianfranco Dioguardi sottolinea: “Nelle periferie degradate, soprattutto per i giovani, talvolta, sembra non esserci futuro. E spesso neanche un presente accettabile. La nostra Fondazione, opera nel cuore del disagio. Grazie ai diversi progetti si è consolidata la rete delle relazioni e della collaborazione con enti e istituzioni del territorio (Scuola, Provveditorato, Circoscrizione, Servizi Sociali Educativi, Ministero della Giustizia – Ufficio Adulti e Ufficio Minori, Stranieri, Associazioni Sportive, Socio Culturali e di Volontariato). Questa rete dedicata ci sostiene a restare sempre ‘sul pezzo’ e in prima linea nel contrasto alle forme del disagio, perché questi problemi si affrontano con cuore e competenza: non è più tempo di

Identità

Tribunali per i Minorenni, Parrocchie, Forze dell'Ordine, Servizi Socio Sanitari, Centri di Accoglienza

improvvisazioni.”

associazioni di volontariato 29

fornitori

donatori

studenti

comunità



volontari

utenti

Banca Etica

terzo settore periferie

università e istituzioni scolastiche

USSM UEPE

aziende nazionali e multinazionali

Fondazione Giovanni Paolo II Onlus

enti locali e pubblici

centro per l’impiego

quartieri San Paolo Stanic

quartieri Japigia Torre a Mare Circoscrizioni Comune di Bari

il fondatore e la comunità diocesana

Società Ginnastica Angiulli

enti di formazione professionale Banca Carime Camerata Musicale Barese

fondazioni di impresa

Bilancio sociale 2011



dipendenti e collaboratori




Le relazioni che legano la Fondazione Giovanni Paolo II Onlus ai propri stakeholders sono plurime e diversificate e possono essere così schematizzate:

Stakeholder

Politica di relazione

Utenti e privati cittadini

Modalità di relazione

Garantire la qualità del servizio nel

Beneficiari di tutte le attività offerte

rispetto

nei servizi

della

centralità

della

persona. Favorire l’informazione e il confronto

identità

Studenti universitari e scuola media superiore

della

Garantire la qualità del servizio nel

Beneficiari

rispetto

professionalizzanti, di tirocinio e

della

centralità

della

persona. Favorire l’informazione e il

di

percorsi

stage

confronto

Fondatore diocesana

e

la

comunità

Perseguire un modello di società più

Garante

giusto e attento ai più deboli, in

coerente dei fini statutari

del

perseguimento

coerenza con i valori cristiani

Enti locali ed Enti pubblici in generale

Garantire la qualità del servizio, in

Committenza

coerenza

convenzioni e partenariati per la

con

i

documenti

di

programmazione generale. Essere

30

attraverso

realizzazione di progetti

soggetti attivi per il confronto e la pianificazione sul territorio. Recepire

Bilancio sociale 2011

linee di indirizzo e di valutazione

Università e scolastiche 

le

istituzioni

Garantire

la

qualità

dell’offerta

formativa

Organizzazioni del terzo settore

Committenza attraverso progetti e attività di formazione

Mantenere

relazioni

proficue

nell’ottica della cooprogettazione e

Collaborazioni e partenariati per la realizzazione di progetti

dell’approccio di sistema

Fornitori

Avviare relazioni non basate solo su

Consulenze e approvvigionamenti

criteri economici e di qualità, ma anche di condivisione dei principi statutari e della territorialità

Dipendenti, volontari

collaboratori

e

Organizzare il lavoro a partire dalla

Prestazioni d’opera, consulenze e

centralità della persona. Favorire

collaborazioni

l’informazione,

il confronto e la

condivisione delle scelte

Donatori (Banca Carime, Fond. Vodafone, Fond. Dioguardi, privati…)

Impostare

Collettività

Perseguire

relazioni

basate

sulla

coerenza e sulla condivisione della

Sostenitori

attraverso

il

finanziamento di progetti

missione con

coerenza

e

in

Beneficiaria

dell’azione

maniera non autoreferenziata i fini

promozione

morale,

statutari

sociale delle periferie 

umana

di e




2  . AttivitĂ




Il Centro Socio Educativo Diurno per minori ........................................................ 33 Il Centro di Ascolto per le Famiglie e Centro Aperto Polivalente per Minori ....... 35 Il Centro di Japigia - Torre a Mare: un nuovo inizio .............................................. 37 Il Centro Ludico per la prima infanzia "Piccole Orme" .........................................38 Ludobus ............................................................................................................... 40 Tirocini e Stage ..................................................................................................... 41 Progetto CHIDDE .................................................................................................. 42 Progetto CHIDDE ESTATE .................................................................................... 43 Progetto “Do' Mést: 60 occasioni di incontro a Bari tra giovani e lavoro” ......... 44 Progetto "Cacciatori di Aquiloni” - Integrazione socio culturale per migranti .... 45 Progetto "P.I.P.P.I." ............................................................................................. 46 Progetto "il Viaggio delle Storie" .......................................................................... 47

PROGRAMMAZIONE 2012 - Servizi e Progetti .................................................... 48




Il centro socio educativo diurno per minori Attivo dal 1992, in convenzione con il Comune di Bari, è una struttura di prevenzione e recupero aperta a tutti i minori che, attraverso la realizzazione di un programma di attività e servizi socio-educativi, culturali, ricreativi e sportivi, mira in particolare al recupero dei minori con problemi di socializzazione o esposti al rischio di emarginazione e di devianza. Gli obiettivi e le attività sono progettate e programmate con il pieno coinvolgimento sia dei genitori che degli stessi ragazzi nell'intento di avviare importanti processi partecipativi utilizzando metodi di facilitazione particolarmente attenti alla gestione della comunicazione. attività 33

Bilancio sociale 2011




Le attività del Centro Diurno 1.Supporto alle attività didattiche Ritenuto prioritario poiché genera processi di gratificazione e appagamento nei ragazzi. Inoltre concorre ad incentivare le competenze, gli interessi e le capacità di cui sono portatori. La frequenza dei ragazzi al Centro Diurno contribuisce in maniera significativa a contenere il fenomeno della dispersione scolastica nel quartier San Paolo, fenomeno assai diffuso che racchiude comportamenti negativi all’interno del sistema scolastico: apatia, scarsa frequenza, bocciature, casi di analfabetismo e di scarso apprendimento anche quando la

attività

scuola viene frequentata regolarmente.L’apporto degli educatori del Centro concorre a:

xCreare sinergie con le scuole del territorio xCreare rapporti efficaci tra genitori ed insegnanti xCreare un attività complementare alla didattica scolastica xCreare un’organizzazione nei compiti e sostegno alla creazione di un metodo di studio. xMotivare allo studio attraverso il raggiungimento di piccoli successi scolastici. 2.Attività laboratoriale e ludico espressiva 3.Laboratorio di sostegno alla genitorialità

34

Nasce dal bisogno crescente da parte dei genitori di avere degli spazi di riflessione e di aiuto per migliorare la relazione con i propri figli. Il laboratorio ha rappresentato un percorso di crescita autonomo del genitore,

Bilancio sociale 2011

per acquisire la capacità di risolvere problemi e di trovare risposte valide ai dubbi, alle insicurezze, alle

4.Laboratorio di educazione all’ascolto e all’immagine genitori - figli Anche nel 2011 è continuata la collaborazione tra la Fondazione, la Banca Carime e la Camerata Musicale Barese. Gli eventi proposti hanno richiamato fortemente l’attenzione dei ragazzi con nomi importanti nella

5.Attività sportiva Parte indispensabile del progetto educativo di ogni bambino, deve essere considerata sia come occasione di facilitazione di competenze funzionali biologiche, sia come oggettive azioni di relazione interpersonale tra i componenti del gruppo. Prosegue la ormai consolidata collaborazione con l’associazione sportiva Angiulli “settore Lotta” e con la Fijlkam Puglia.

6.Attività estiva: Campi Scuola È la possibilità di creare spazi (luoghi reali e metaforici) che permettano di “dare espressione” alle esperienze radicate nella storia di ogni bambino. È uno spazio e un tempo per fare esperienza, privilegiando l’incontro in e con contesti di apprendimento naturali dove si entra pienamente in relazione diretta con ciò che apprende e dove prevale una dimensione ludica e laboratoriale di processo creativo.

7.Attività di supporto alla famiglia e di raccordo interistituzionale.




I centri di ascolto per le famiglie e i centri aperti polivalenti per minori I Centri di Ascolto per le Famiglie (CAF) e i Centri Aperti Polivalenti per Minori (CAP) dei quartieri San Paolo – Stanic (gestiti dalla Fondazione dal 1999), Japigia - Torre a Mare (gestiti dal 2003), mirano a promuovere i diritti dell’infanzia, dell’adolescenza e della gioventù e al miglioramento della relazionalità coniugale, genitoriale e familiare. Sono centri caratterizzati dalla presenza di professionalità specializzate in ambito socio educativo, psicologico e legale e promuovono, in rete con i servizi territoriali, interventi di ascolto, orientamento, mediazione sociale, familiare e interculturale, sostegno e consulenze specialistiche, in maniera fissa, migranti, minori e adulti, anche diversamente abili e coinvolti in circuiti penali. I centri, gestiti dalla Fondazione attualmente in rete con le Coop. Soc. Caps, Itaca, Crea, hanno coinvolto finora 11000 persone a San Paolo – Stanic e 7000 persone a Japigia – Torre a Mare.

attività

itinerante e in forma domiciliare, nonché attività di reinserimento sociale a favore di famiglie, italiane e

Nell’ambito del CAP sono coinvolti i minori, fra i 6 e i 24 anni, segnalati dai Servizi sociali e dagli enti socio sanitari e gli obiettivi che si intendono perseguire sono quelli di prevenzione, tutela e recupero. Operano in stretto collegamento con i Servizi Sociali Comunali e Circoscrizionali del territorio, con il Consultorio Familiare, il Tribunale Ordinario e per il Tribunale per i Minori, i Servizi di Igiene Mentale, gli istituti scolastici, le Forze dell' Ordine, il Ministero di Giustizia, le parrocchie e le vicarie, le associazioni

35

socio culturali, sportive e di volontariato presenti sul territorio.

Bilancio sociale 2011




Il servizio visto dalle istituzioni e dalle famiglie “Le potenzialità di questo servizio sono infinite in quanto sul territorio il servizio costituisce di fatto l’unica vera risorsa anche in considerazione delle molteplicità dell’utenza e della varietà dell’utenza stessa.” Assistente Sociale

attività

“Si attesta la positiva ricaduta che hanno ottenuto l’intervento di sportello scolastico di ascolto e consulenza per alunni, genitori e insegnanti nonché i percorsi di formazione e sostegno alla genitorialità del centro di ascolto per le famiglie.“ Dirigente Scuola Secondaria di I Grado

“Il centro ha permesso di risolvere i problemi tra me e mio marito, evitando la separazione e ci ha sostenuto nei momenti di crisi, aiutando anche i nostri figli a comprendere il periodo difficile che la nostra famiglia stava vivendo.” Giovane coppia in fase di separazione

36

“Sono venuta qua per cercare uno psicologo perché ero depressa e ho tentato più volte il suicidio, ma appena ho aperto la porta del centro …madò…. e che cosa è qui il paradiso ?! Ho iniziato a frequentare i corsi di artigianato, ginnastica, sartoria a incontrare altre donne e famiglie e ora … non ho neanche più bisogno dello psicologo!! Sono felice e mi sento rinata !!! … grazie non lo dimenticherò mai.”

Bilancio sociale 2011

Anziana sola

SAN PAOLO

JAPIGIA

1896

Utenti Totali 1779 1379

Utenti Totali 2512

833 629

616 400

305

384

11 MINORI

ADULTI E ANZIANI

FAMIGLIE

SEGNALAZIONI

12

AZIONI DECENTRATE




Il Centro di Japigia e Torre a Mare: un nuovo inizio Il 13 settembre 2011 è stata Inaugurata la nuova sede del Centro di Ascolto per le Famiglie e Centro Aperto Polivalente per Minori in Via Giustina Rocca, 9 (ex asilo S. Luca, nei pressi del Palazzetto dello sport) nel quartiere Japigia di Bari. La nuova sede, attrezzata e polifunzionale, offrirà servizi e attrezzature per rispondere ai bisogni di minori, adulti, anziani e famiglie. La sede offre ampi spazi ed in particolare: ne familiare e di coppia, orientamento al lavoro;

x n. 1 aula informatica con n. 10 postazioni informatiche; x n. 1 aula di infermeria;

attivitĂ

x n. 4 aule per segreteria, prima accoglienza, consulenze legali, psicologiche, spazi neutri, mediazio-

x n. 1 aula attrezzata per laboratori artigianali; x n.1 aula di gioco attrezzata con tavoli di ping pong, giochi in legno, da tavolo, biliardini; x n. 2 aule per tutoraggio scolastico e attivitĂ laboratoriali; x n. 1 auditorium di mq 200

37

x n. 2 giardini: interno ed esterno con zone alberate, giostrine, basket e piccolo parcheggio.

Bilancio sociale 2011




Il Centro Ludico per la Prima Infanzia “Piccole Orme” Nasce nel 2011 con l’obiettivo di offrire un servizio educativo e ludico per la prima infanzia e occasioni di incontro e condivisione per i genitori. E’ un progetto realizzato grazie al contributo della Fondazione Aiutare i Bambini, per l’avvio di servizi sperimentali e innovativi per la prima infanzia nel quartiere San Paolo - Stanic di Bari. Il centro ludico della prima infanzia offre una esperienza costituita da spazi organizzati con precisi significati educativi; più o meno differenziati per fasce di età, per fornire ai bambini stimoli e possibilità attività

di esperienze costruttive e complesse. Quando parliamo "di ambiente organizzato" ci riferiamo alle funzioni che, con la disposizione dei mobili e delle attrezzatura, viene attribuita agli spazi: ad esempio funzioni di movimento, di gioco libero, di gioco strutturato ai tavolini, di sosta e riposo, di socializzazione. L’ambiente è stato strutturato ed organizzato a misura dei bambini, dei loro ritmi e dei loro bisogni affettivi, relazionali, di movimento, di gioco e scoperta. La proposta educativa alterna momenti di fruizione libera o guidata delle diverse opportunità di gioco ad altri momenti, più strutturati che scandiscono la giornata e si ripetono quotidianamente per favorire il formarsi nel bambino del senso di sicurezza e padronanza dell'ambiente che contribuisce a creare 38

una solida base di partenza per intraprendere poi tutto ciò che rappresenta novità, esperienze, esplorazioni. Nel mese di settembre hanno iniziato a partecipare alle attività dello Spazio Gioco due bambini con diagnosi di "autismo". Essi sono già seguiti da altri centri per la riabilitazione, ma avevano

Bilancio sociale 2011

bisogno di trovare uno spazio dove socializzare con gli altri bimbi e soprattutto, attraverso l'imitazione, provare anche loro ad imparare a parlare e giocare come i loro coetanei. Con la psicoterapeuta è stato strutturato un percorso specifico finalizzato alla presa di coscienza del dove sono e che cosa possono fare con gli altri. Nelle attività del Centro “Piccole Orme” relative al 2011 sono stati coinvolti 110 genitori e 64 bambini.




attività 39

sviluppo, una patologia dove se il bimbo non riceve per tempo gli stimoli giusti e ripetuti, tende a restare a sé e a chiudersi sempre di più. Essendo impossibilitati economicamente, non siamo riusciti a mandarlo al nido privato con programma individualizzato, come ci fu suggerito dai medici dopo il ricovero, ma grazie alla Fondazione, mostrando la documentazione medica, ci fu concesso di portare nostro figlio sotto la mia sorveglianza al nido un paio di ore per volta. Questa per noi è stata una salvezza, visto che non sapevamo come aiutare nostro figlio, un occasione unica, che gli ha permesso da settembre ad oggi, di aprirsi sempre di più…“

Una mamma

Bilancio sociale 2011

“Mio figlio ha un problema di natura neuropsichiatrica, la diagnosi esatta è disturbo multi sistemico dello




Ludobus Nel 2011 il Ludobus della Fondazione ha fatto giocare in tanti modi diversi quasi 800 persone tra adulti e bambini in diverse piazze pugliesi. Muovere le cose, i giochi, gli attrezzi significa muovere la piazza, farla diventare il gioco.

Il Ludobus crea un “caos organizzato e creativo” che trasforma una piazza in un luogo

attività

di movimento continuo ed incessante.

Bilancio sociale 2011

40

E' una ludoteca itinerante che può avvalersi della professionalità di operatori esperti capaci di organizzare e coordinare: x giochi di movimento x giochi di costruzione x giochi di equilibrio e di abilità x giochi della tradizione popolare x giochi di gruppo.




Tirocini e stage La Fondazione nel 2011 ha accolto e seguito nel percorso formativo 16 tirocinanti per 4826 ore complessive così ripartite:

4826 16

25% 18,75%

Ore di tirocinio e stage Tirocinanti

Continua con Continua come contratto volontario attività



41

1144 12 Mesi di tirocinio promossi dalla provincia

Ore di tirocinio promosse da altre università (unisalento e la sapienza)

Ore di tirocinio promosse dall’università degli studi di bari

Tirocini formativi con la Provincia di Bari La Provincia di Bari, con l’Avviso di gara BA/05/2010 ha avviato un servizio totalmente gratuito per l’attivazione di tirocini professionalizzanti finalizzati all’inserimento o reinserimento in contesti organizzativi per qualificare, riqualificare o specializzare una vasta fascia di utenza con l’obiettivo del loro inserimento lavorativo (art.18 comma 1 lettera d) Legge 196 /97. La Fondazione Giovanni Paolo II Onlus ha ospitato due tirocinanti da Aprile fino a Novembre. Tania Romanazzi ha supportato l’équipe del Centro Socio Educativo Diurno e Maria Di Leo ha affiancato l’area economica - amministrativa, entrambe attualmente continuano a collaborare.

Tirocini formativi con il Comune di Bari nel 2011 Il Comune di Bari ha approvato con delibera n. 868 del 8 Dicembre 2010 progetti di Borsa Lavoro per Tirocini Formativi finalizzati allo sviluppo del’occupazione nelle imprese della provincia di Bari e riservato a giovani disoccupati in possesso del Diploma di Laurea e di età inferiore ai 35 anni. La Fondazione Giovanni Paolo II Onlus La Fondazione Giovanni Paolo II Onlus ospiterà nel 2011 due tirocinanti, fornendo un periodo di formazione guidato all’interno della propria realtà lavorativa della durata massima di 6 mesi.

Bilancio sociale 2011

Ore di tirocinio promosse enti di formazione professionale (ikos, ifoa, aspic, aicis)

840 1150




Progetto “CHIDDE” Il progetto Chidde nasce nel 2001 come segmento di contrasto alla dispersione scolastica. E' un percorso didattico flessibile concordato con le scuole medie del territorio, con l’Ufficio Socio-Educativo e con le famiglie dei minori partecipanti. Viene svolto in orario antimeridiano ed è in linea con le indicazioni legislative (D.P.R. n. 275/1999 e l. 53/2003), pertanto entra a pieno titolo a fare parte dei Piani dell’Offerta Formativa di ciascun istituto scolastico. E’ dimostrato dall’esperienza che ragazzi “difficili”, ostinatamente negati ad ogni contenuto disciplinare “tradizionale”, anche quando preveda ricadute di tipo operativo, siano invece particolarmente brillanti ed efficaci se messi alla prova in situazioni fortemente motivanti. E’ il caso di attività

settori di intervento quali la drammatizzazione, le applicazioni tecniche, l’informatica, ecc. E' questo che ispira il progetto: l'offerta di laboratori formativi. Nello specifico ciascun ragazzo continua ad essere iscritto ed a frequentare la scuola di appartenenza per alcune attività curriculari che sono integrate dai laboratori formativi realizzati presso la Fondazione. La partecipazione ai laboratori costituisce effettiva presenza del minore alle attività istituzionali.

Bilancio sociale 2011

42




Il progetto è rivolto a 20 ragazzi di entrambi i sessi, di età compresa fra i 12 e i 16 anni, in situazione di svantaggio socio-culturale, iscritti presso le scuole medie inferiori del quartiere San Paolo, indicati dai referenti scolastici, sono stati segnalati dall’Ufficio Socio-Educativo Circoscrizionale. Tra questi sono stati selezionati coloro che frequentavano molto saltuariamente e che evidenziavano di subire il disagio di una proposta formativa “tradizionale”, giocata tra l’osservanza di regole comportamentali istituzionalmente imposte e l’obbligo di rispondere agli standard di apprendimento stabiliti all’interno dei curricola disciplinari. Nel 2011 il gruppo partecipante al progetto era accomunato da vissuti personali particolari, che hanno confermato la necessità di preparare con loro un percorso di educazione all'affettività e alla sessualità. A tal proposito si è pensato e programmato, con il supporto della dr.ssa Rosanna Spizzico, un percorso specifico condiviso con le famiglie: tutte hanno fortemente favorito la partecipazione dei loro figli a acquisire i valori del rispetto di sé, dell'altro e della responsabilità; essere in grado di attuare scelte autonome e responsabili relative all'affettività e alla sessualità; favorire un atteggiamento positivo verso la sessualità e il proprio corpo.

attività

questi momenti di confronto formativo. Il progetto ha permesso ai ragazzi di:

Durante questi incontri sono stati trattati i seguenti argomenti:

x la relazione con l'altro sesso e con il Partner; x la “prima volta”; x il rapporto sessuale per i giovani;

43

x le trasformazioni psichiche e fisiche dell'adolescenza; x la contraccezione e le malattie a trasmissione sessuale.

Progetto “CHIDDE ESTATE” L’intervento educativo proposto con il progetto Chidde Estate è stato una opportunità di prevenzione, di socializzazione e di aiuto alle famiglie. Durante il periodo estivo molti bambini trascorrono il loro tempo libero per strada o vengono “parcheggiati” a casa di parenti o amici quando entrambi i genitori hanno impegni lavorativi. Il servizio attivo e continuo da luglio a settembre, gestito da operatori esperti e capaci di operare con metodi e strategie consolidate negli anni, ha registrato una frequenza assidua ed entusiasta degli utenti e grande soddisfazione da parte delle famiglie coinvolte. Il progetto Chidde estate nel periodo luglio-settembre ha realizzato un servizio educativo riservato a 20 ragazzi di età compresa tra i 6 e i 12 anni, residenti al quartiere San Paolo di Bari iscritti nelle liste d’attesa, presso il Servizio Sociale, per l’ammissione alle attività estive. Il percorso offre un supporto sociale educativo e soprattutto operativo, nonché un contenitore protetto all’interno del quale svolgere attività capitalizzabili per un sano percorso di vita. Particolarmente significativa è stata l’uscita organizzata con i genitori, i minori e l’educatrice del Servizio Socio Educativo Circoscrizionale, presso la “Masseria dei Monelli” a Conversano.

Bilancio sociale 2011

L'incontro conclusivo si è tenuto in un consultorio privato con il coinvolgimento di tutti i genitori.




Progetto “Dò MéST: 60 occasioni di incontro a Bari tra giovani e lavoro” Iniziato ad ottobre 2009 e conclusosi il 7 agosto 2011 si è posto in continuità con quanto già realizzato nel territorio barese rispetto al tema delle politiche attive del lavoro ed in particolare riguardo alle opportunità di inserimento lavorativo per minori e giovani adulti a rischio di emarginazione sociale. Il progetto si prefiggeva due obiettivi principali, uno attenente l’utenza diretta, l’altro il sistema, inteso come comunità locale e rete dei servizi.

Z/EhE /EdZZKdd/ dZD/Ed/

1

attività

2

1 2

3

1 2

1 1

2

10 8

1

6

5

6

3

I

II

5

5

VIII

IX

3

III

IV

44

V CIRCOSCRIZIONI

VI

VII

Obiettivi rivolti all’utenza diretta: minori di età compresa tra i 16 ed i 21 anni a rischio di emarginazione

Bilancio sociale 2011

ed esclusione sociale:

x Offrire al minore la possibilità di vivere una esperienza positiva e significativa con i servizi territoriali, il soggetto gestore dell’intervento e l’azienda al fine di sviluppare una comunicazione fondata sulla fiducia e sul rispetto reciproco;

x Conoscere ed imparare i pre-requisiti necessari per inserirsi nel mondo del lavoro (osservanza delle regole, rispetto degli orari e della relazione tra colleghi e datore di lavoro etc)

x Acquisire competenze professionali che possano offrirgli la possibilità di tracciare il personale percorso di vita professionale

x Favorire l’integrazione sociale del giovane all’interno della propria realtà. Obiettivi di sistema (comunità locale e rete di servizi):

x Promuovere la messa in rete delle risorse

38

pubbliche e private che agiscono a favore dell’orientamento, della formazione e dell’inserimento 17

lavorativo dei minori a rischio di esclusione sociale e di 5

illegalità;

x Sensibilizzare il tessuto produttivo locale sui temi e Non hanno trovato collocazione

Continuano l’attività lavorativa

Hanno trovato collocazione autonomamente

sull’utilizzo degli strumenti normativi di attuazione delle politiche di inclusione sociale.




Progetto “Cacciatori di Aquiloni - integrazione socio culturale per migranti” E’ un intervento sociale a carattere innovativo e sperimentale, in collaborazione con gli enti istituzionali, le agenzie educative, il Tribunale per i Minori, l’Ufficio Immigrazioni, le Circoscrizioni, l’Assessorato al Welfare e alla Pubblica Istruzione, Politiche Giovanili, pace e Accoglienza, gli enti scolastici e religiosi, le comunità di migranti, i Campi Rom, il Centro di Accoglienza Richiedenti Asilo, Intento del progetto è quello di creare un luogo in cui il migrante possa esercitare la cittadinanza, intesa come diritto ad apprendere e ad avere esperienze sociali, nella dimensione individuale, adulta e minorile, familiare e comunitaria. Il progetto ha strutturato le seguenti azioni:

x Formazione adulti, orientamento sociale e legale, sostegno socio psicologico; x Mediazione interculturale e socio linguistica, corsi di italiano;

attività

x Servizio di Base per l’Accoglienza, l’Ascolto e l’Orientamento dei migranti;

x Inserimento lavorativo di adulti migranti; x Accompagnamento alla maternità anche in forma domiciliare e presso i campi rom; x Accompagnamento didattico e socio linguistico per minori, anche non accompagnati; x Percorsi di educazione interculturale itineranti e decentrati e promozione di eventi; x Attività di ricerca e documentazione su temi di immigrazione ed integrazione;

45

x Conseguimento della certificazione di qualità ISO 9001:2008. Il progetto, della durata di due anni, si è concluso nel mese di Luglio del 2011 ma attualmente è ancora attivo grazie all’impegno volontario degli operatori e ai fondi ricevuti con il “Premio della Famiglia”. con la creazione di uno “Sportello per l’integrazione degli immigrati” (art.108 Reg.Reg. 4/2007).

Totale utenti coinvolti: 1620

Bilancio sociale 2011

Obiettivo della Fondazione è quello di trasformare questa esperienza progettuale in un servizio stabile




Progetto “P.I.P.P.I.” P.I.P.P.I. è un programma sperimentale di ricerca/intervento, multidisciplinare ed integrato, rivolto a famiglie con figli, in età compresa tra 0 e 11 anni, a grave rischio di allontanamento, della durata di 24 mesi, termine previsto Dicembre 2012. L’intervento si inserisce in un più ampio Programma Nazionale, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dall’Università di Padova e da 10 città Italiane (Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Torino, Venezia). A Bari l’iniziativa è cofinanziata dal Comune di Bari – Assessorato al Welfare e dalla Fondazione Enel Cuore e prevede la collaborazione della Fondazione Giovanni Paolo II Onlus. Il programma

attività

sperimentale ha coinvolto dieci famiglie residenti nei quartieri Japigia/Torre a Mare, San Paolo/Stanic, Libertà/San Girolamo, individuati come territori bersaglio, con le seguenti caratteristiche:

x famiglie multiproblematiche, negligenti rispetto alla cura e all’educazione dei propri figli; x a forte rischio di allontanamento rispetto ai figli minori. La complessa struttura di gestione del progetto P.I.P.P.I. è così composta: GRUPPO TERRITORIALE (GT) Formato da professionalità del territori coinvolti, Comune di Bari e da esperti del gruppo scientifico i quali curano le attività di programmazione, monitoraggio e valutazione del progetto e che concertano e rispondono delle attività svolte nel singolo territorio.

46

EQUIPE MULTIDISCIPLINARI ED INTEGRATE (EM) Composto dal case manager, operatori del territorio(psicologi, psicoterapeuti,educatori,counselour), famiglie target, referenti dell’ambito sanitario ed educativo e scolastico, famiglie di appoggio, che hanno

Bilancio sociale 2011

la funzione di coordinamento e di realizzazione del programma. GRUPPO SCIENTIFICO Composto da referenti dell’Università di Padova, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che si cura della formazione dell’equipe, del tutoraggio, della progettazione e valutazione, raccolta e analisi dei dati e stesura del rapporto finale. GRUPPO OPERATIVO Le azioni previste con il nucleo familiare sono realizzate dalla Fondazione Giovanni Paolo II Onlus in sinergia con gli assistenti sociali e gli educatori referenti del caso, nonché con le istituzioni socio sanitarie e scolastiche coinvolte.




Progetto “Il Viaggio delle Storie” Propone, in collaborazione con la Fondazione “L’Albero della Vita” ed in continuità con il progetto “CHIDDE”, interventi nella lotta alla dispersione scolastica, utilizzando lo strumento ludico come elemento educativo e formativo. Il progetto è rivolto direttamente a 20 minori (tra i 12 ed i 16 anni) a rischio di devianza, in situazione di svantaggio socio culturale, ed iscritti presso le scuole medie inferiori del quartiere San Paolo, indirettamente coinvolge professori, alunni di 7 scuole elementari (all’incirca 1000), genitori. Attraverso un percorso articolato e attivo, il progetto favorisce l’acquisizione di competenze, la valorizzazione della creatività, l'essere esempio positivo per i coetanei, il riscatto agli occhi dei professori. Inoltre concorre a promuovere lo sviluppo di autonomia e senso rispetto reciproco, l’instaurarsi di relazioni positive con gli altri. Promuove attività in favore dei cittadini più piccoli che generalmente hanno poche opportunità di svago e gioco nel quartiere. Il progetto persegue importanti finalità quali:

attività

critico, la socializzazione, l’interazione, la comunicazione, la cooperazione, la sperimentazione, il

x contrastare i fenomeni di dispersione scolastica promuovendo il protagonismo dei ragazzi sviluppando la loro consapevolezza e competenza, per essere promotori del loro benessere all’interno della scuola e del territorio, riavvicinando i ragazzi all’istituzione scolastica, attraverso percorsi di mediazione sociale ed educazione alla legalità;

x sviluppare in ragazzi con scarse aspettative di successo scolastico le dimensioni del saper essere,

47

sapere e saper fare, in un processo educativo integrato, accrescendo il grado di autostima e di riconoscimento del sé, attraverso procedure ed attività con alto contenuto motivazionale;

x aiutare i ragazzi ad impegnare le loro risorse in un processo di crescita che li valorizzi e li renda territorio.

Bilancio sociale 2011

parte attiva e coscienza critica dei processi formativi che li coinvolgono all'interno della scuola e del




Programmazione 2012: Servizi e Progetti Ludoteca “LA LIBELLULA” È uno spazio di incontro e socializzazione, un luogo educativo e ludico a cui possono accedere i bambini diviso fra i 3-5 anni e i 6-12 e alle loro famiglie. Attraverso percorsi educativi, ricreativi e culturali, gli operatori della Fondazione Giovanni Paolo II Onlus promuovono la socializzazione, l'educazione all'autonomia e la valorizzazione delle capacità creative ed espressive dei bambini. L'obiettivo è quello di lasciar vivere al bambino l'esperienza del

attività

gioco, permettendogli di esprimersi autonomamente e liberamente.

Progetto “Melting School” Afferente al Fondo Europeo per l’Integrazione di cittadini di Paesi terzi: Azione 2 – Annualità 2010 – “Progetti Giovanili”, ha come obiettivo quello di favorire l’inclusione sociale dei giovani stranieri e di promuovere il dialogo interculturale sostenendo lo scambio ed il confronto tra giovani extracomunitari e italiani. Il progetto vede come capofila il Dipartimento per lo Studio delle Società Mediterranee dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” in paternariato con l’associazione UNISCO Network per lo sviluppo locale, la Fondazione e l’Istituto Tecnico Commerciale e Linguistico “Marco Polo” di Bari.

48

Progetto “Piccole Orme Colorate” Con il progetto si intende potenziare il servizio di “Piccole Orme” attraverso percorsi di integrazione per bambini e

Bilancio sociale 2011

famiglie migranti della II e della VII Circoscrizione della città di Bari. Il progetto si pone come obiettivi un armonico sviluppo globale del bambino attraverso stimolazioni sensoriali, motorie ed affettive ed inoltre favorire l'integrazione dei bambini.

Progetto “MATCH POINT” Finanziato dal Comune di Bari, persegue l’obiettivo di favorire l’inclusione sociale e lavorativa di 60 minori inoccupati di età compresa tra i 16 e i 21 anni che hanno completato l’obbligo scolastico, residenti nel Comune di Bari , in carico ai Servizi Sociali Circoscrizionali e all’Ufficio di Servizio Sociale per Minorenni (USSM), attraverso una esperienza di tirocinio formativo presso aziende locali. I tirocini formativi della durata complessiva di 6 mesi per un numero minimo di 24 ore settimanali prevedono un corrispettivo a titolo di rimborso spese pari a € 500,00 .

Progetto “Dal Cantiere alla Casa” Presentato all’avviso pubblico BA/06/2011 - POR PUGLIA 2007 – 2013 ASSE I – Adattabilità “FORMAZIONE E SERVIZI ALLE IMPRESE” e finanziato dalla Provincia di Bari, si prefigge lo scopo di analizzare il sistema organizzativo e di indicare le strade per un rinnovamento dell’assetto gestionale in senso lato, individuando strumenti formativi e di accompagnamento che diano risalto e risvolto concreto alla condivisione tra i professionisti destinatari. L’obiettivo è quello di trasferire competenza manageriale e valorizzare in modo efficace le competenze di ciascun lavoratore attraverso un nuovo posizionamento strategico.




3  . Qualità




La certificazione di qualitĂ ........................................................................... 51 Analisi degli indicatori ................................................................................... 52 Procedure relative ai processi ...................................................................... 54 La politica di individuazione dei fornitori ...................................................... 54




La certificazione di qualità Agli inizi del 2008, la Fondazione ha avviato la realizzazione di un proprio Sistema per la Gestione della Qualità che è divenuto operativo dal 1 giugno 2008. Tale sistema copre: Servizio Socio Educativo Diurno per minori Servizio Centro di Ascolto per le Famiglie alcuni processi di supporto quali: Procedura per la gestione delle forniture e degli acquisti Procedura per la gestione della formazione e dell’addestramento interno Procedura per la gestione dei documenti e dei dati Procedura per la gestione di offerte, ordini e contratti Procedura per la gestione di tirocini formativi e stage Procedura per la gestione delle azioni preventive

qualità

Procedura per la progettazione del servizio

ed un processo gestionale, quale: Procedura per la pianificazione della qualità ed il riesame della direzione. Il 4 novembre 2008, la Fondazione ha conseguito la certificazione di qualità UNI EN ISO 9001:2000, nel campo della “Progettazione e gestione di servizi socio educativi alla persona”. Nel 2010, a seguito

51

di una attenta analisi dei flussi migratori e dei nuovi bisogni del territorio la Fondazione ha ampliato l’offerta e questo ha comportato una estensione dell’oggetto della certificazione: “Progettazione e gestione di servizi socio educativi alla persona e di integrazione degli immigrati”. Bilancio sociale 2011




Analisi degli indicatori Rilevazioni CSD 100%

100%

100% 93,4% 89%

87%

89,3% 85%

qualità

69%

Bilancio sociale 2011

52

Valore target 45%

Tasso di scolarità

Valore conseguito

Partecipazione dei Interesse dei successo scolastico genitori alle attività genitori al Progetto formative Educativo Dei figli

Soddisfazione famiglie

Rilevazioni CAF-CAP San Paolo Stanic 100% 90%

100% 91,65%

100% 88%

1 00% 87%

65% 60% Valore Target Valore Conseguito

a1: capacità del Centro di coprire i bisogni degli utenti

a2: capacità di radicamento ed autopromozione del Centro

a3: efficacia negli interventi individualizzati

b1: soddisfazione delle istituzioni

c1: soddisfazione degli utenti




Rilevazioni C AF-C AP Japigia Torre a Mare 100%

100%

90%

100%

100%

88%

87%

81,81%

65% 60%

Valore Cons eguito

a1: capacitĂ del Centro di coprire i bisogni degli utenti

a2: capacitĂ di radicamento ed autopromozione del Centro

a3: efficacia negli interventi individualizzati

b1: soddisfazione delle istituzioni

c1: soddisfazione degli utenti

53

Bilancio sociale 2011

Rilevazioni Formazione

83,3%

24,36

Valore Target

50%

10,00

ore di formazione pro capite annue

Valore Target Valore Conseguito

Valore Conseguito

personale formato/personale totale

qualitĂ

Valore Targ et




Procedure relative ai processi Le aree individuate, gli obiettivi definiti, gli indicatori scelti per la misurazione degli obiettivi ed i valori target (valori di riferimento) determinati per tali indicatori, al fine di verificare il raggiungimento o meno degli obiettivi, sono di seguito riportati. Centro Socio Educativo Diurno per Minori (CSD) e Centro di Ascolto per le Famiglie - Centro Aperto Polivalente per Minori (CAF-CAP) Obiettivi: monitoraggio della soddisfazione dell’utente e miglioramento del servizio Gli obiettivi di qualità del servizio risultano dalle reali necessità dei minori e delle loro famiglie e dalla capacità del Centro di soddisfarle. A tale scopo sono utilizzati indicatori idonei per valutare la qualità

soddisfazione dei Clienti e le misure necessarie per il continuo miglioramento del servizio. Area: Formazione interna degli operatori Obiettivo: miglioramento delle prestazioni del servizio L’attività formativa interna degli operatori rappresenta un obiettivo strategico della Fondazione. Sono definiti pertanto precisi indicatori per valutare i risultati del servizio reso e le necessarie azioni volte a migliorarlo dal punto di vista dell’incremento della consapevolezza del cambiamento e dell’efficacia dei risultati. 54

La politica di individuazione dei fornitori La Fondazione Giovanni Paolo II Onlus classifica i propri Fornitori di servizi e materiali, sulla base

Bilancio sociale 2011

dell’importanza e dell’impatto che questi stessi hanno sui servizi forniti sia al committente sia agli utenti, in due categorie: fornitori RILEVANTI fornitori non RILEVANTI La scelta della rilevanza dipende dalla verifica di requisiti di qualità tecnica, economica, organizzativa, del rispetto delle norme ambientali e di sicurezza, nonché sulla condivisione del quadro etico - valoriale in cui la Fondazione si muove e opera, che dall’influenza diretta della qualità del materiale o del servizio sul risultato verso il cliente. Esiste in Fondazione un Elenco di Fornitori Rilevanti Approvati che è conservato e aggiornato dal Responsabile Approvvigionamenti. Il processo per ogni nuovo Fornitore da inserire nell’Elenco di Fornitori Rilevanti Approvati prevede le seguenti fasi:

x

Selezione

x

Valutazione ed Approvazione

x

Sorveglianza e rivalutazione.




4. ContabilitĂ 




Produzione e distribuzione del valore aggiunto ................................................... 57 Tabella di determinazione del valore aggiunto .................................................... 58 Tabella di riparto del valore aggiunto ................................................................... 59 Profili patrimoniali e finanziari ............................................................................ 60 Analisi delle entrate e dei proventi ...................................................................... 60 Analisi delle uscite e degli oneri .......................................................................... 60 Stato patrimoniale dal 01/01/2011 al 31/12/2011 .............................................. 60




Produzione e distribuzione del valore aggiunto Il valore aggiunto determina la ripartizione delle risorse economiche gestite dalla Fondazione tra i principali stakeholder, misurando la ricchezza prodotta dall’impresa nell’esercizio amministrativo ed ancorando il bilancio sociale a dei dati contabili che acquistano, in questo modo, una valenza sociale. La Fondazione sta perfezionando il sistema di contabilità sociale attraverso la sperimentazione di un sistema di indicatori sociali che rendano possibile ed immediata la determinazione del valore aggiunto, infatti , l’elemento qualificante nella ricerca del modello di determinazione risiede nella misurabilità e comparabilità dei dati a disposizione. termini di oneri assunti a carico della Fondazione e benefici per la comunità. Il valore aggiunto della Fondazione viene di seguito rappresentato attraverso due distinti prospetti:

x

il prospetto di determinazione del valore aggiunto individuato dalla contrapposizione dei ricavi e dei costi intermedi;

x

contabilità

Un adeguato sistema di contabilità sociale consente di misurare l’impatto sociale della gestione in

il prospetto di riparto del valore aggiunto formato dalla sommatoria delle remunerazioni percepite dagli interlocutori interni all’azienda e delle liberalità esterne.

I due prospetti risultano essere bilancianti. La configurazione prescelta è quella del Valore Aggiunto Globale che può essere considerato sia al netto che al lordo degli ammortamenti.

57

Bilancio sociale 2011




Tabella di Determinazione del Valore Aggiunto

contabilità

Descrizione

58

A

VALORE DELLA PRODUZIONE 

1

Ricavi da prestazioni di Servizi:

2010

2009

792.782 

723.689

733.466







730.967

699.584

499.186

61.815

24.105

234.244



da Enti Pubblici



da Privati



+

rettifiche di ricavo (sconti, abbuoni, arrot.ecc attivi)



5

35



-

rettifiche di ricavo (sconti, abbuoni, arrot.ecc passivi)



-4



326.456

185.262

221.294

49.705

11.101

17.870

167.075

96.813

119.699

3.704

3.704

655

105.971

73.644

83.070

466.326

538.427 

512.172 

B

COSTI INTERMEDI DELLA PRODUZIONE 

6

Consumi di materie di consumo

7

Costi per servizi

8

Costi per godimento di beni di terzi

11

Costi diversi di gestione

A - B

Bilancio sociale 2011

2011

VALORE AGGIUNTO CARATTERISTICO LORDO 

C

COMPONENTI ACCESSORI E STRAORDINARI

6.861

624

5.264

12

+/- Saldo gestione accessoria (a - b)

3.351

124

3.007



a)

Ricavi accessori (rendite da patrimonio investito-raccolta

3.351

1.564

3.007



b)

Costi accessori (oneri per raccolta fondi)

0

1.440



3.510

500

2.257

3.510

500

2.257







13

+/- Saldo gestione straordinaria (c - d) 

c)

Ricavi straordinari



d)

Costi straordinari



VALORE AGGIUNTO GLOBALE LORDO

473.187 

539.051

517.435 



- Ammortamenti della gestione

-59.032

-35.019

-17.468



VALORE AGGIUNTO GLOBALE NETTO

414.154

504.032

499.967

Dall’esame comparato del prospetto di determinazione del Valore Aggiunto Globale Lordo rispetto all’esercizio degli anni scorsi si evince la tendenza ad una crescita più che proporzionale fino al 2010, l’ultimo anno si è registrata una inflessione di circa l’8%, si passa infatti da € 539.051 del 2010 a € 473.187 del 2011, determinata da un aumento dei costi fissi per i servizi e dei costi in generale.




Tabella di Riparto del Valore Aggiunto 

Descrizione

2011

2010

2009

562.940

489.957

467.308

REMUNERAZIONE DEL PERSONALE 

1

Personale non dipendente

321.005

247.247

234.913

2

Personale dipendente

241.935

242.710

232.395



a) Remunerazione diretta

167.696

167.347

161.680



b) Remunerazione indiretta

73.110

74.509

69.535



c) costi formazione

1.129

853

1.180

B

REMUNERAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

3.615

1.981

1.180

1

Imposte dirette

2

Imposte indirette



- Sovvenzioni in c/esercizio





3.615 



1.981 

1.180 

59

REMUNERAZIONE DEL CAPITALE DI CREDITO 

8.214

1.433

1.092

1

Oneri per capitali a breve termine

8.214

1.433

1.092

2

Oneri per capitali a lungo termine

D

REMUNERAZIONE DEL CAPITALE DI RISCHIO



E 

F 





0 



0 

0 

REMUNERAZIONE DELL'ENTE

-161.860

8.131

27.857

+/- Avanzo/Disavanzo di gestione

-161.860

8.131

27.857

1.245

2.530

2.530

414.154

504.032

499.967

LIBERALITA' ESTERNE VALORE AGGIUNTO GLOBALE NETTO

L’analisi dei comparti evidenzia che la quota di Valore Aggiunto distribuito alle risorse umane, compresi i compensi erogati ai collaboratori, è in costante crescita, infatti da € 467.308 nel 2009 passiamo a € 562.940 nel 2011 pur registrando un disavanzo di gestione pari a € 161.860. Di particolare rilievo è la percentuale della quota di valore aggiunto distribuito alle risorse umane in riferimento al totale del valore aggiunto globale netto; essa è sempre superiore al 90%, in particolare nel 2011 la remunerazione del personale è maggiore di € 148.786 rispetto al valore aggiunto globale netto.

Bilancio sociale 2011

C



contabilità

A




Profili patrimoniali e finanziari Analisi delle entrate e dei proventi

contabilità

Descrizione

2009

792.781,70

657.600,32

602.011,94

Proventi e Ricavi da Attività Tipica

B

Proventi da Raccolta Fondi

0,00

837,00

0,00

C

Proventi e Ricavi da Attività Accessorie

2.846,81

0,00

0,00

D

Proventi Finanziari e Patrimoniali

4.013,80

1.227,32

5.263,76

799.642,31

659.664,64

607.275,70



TOTALE

Analisi delle uscite e degli oneri A

Oneri da attività tipica

B

Oneri promozionali di Raccolta Fondi

C

Oneri da attività accessorie

D

Oneri finanziari e patrimoniali

E

Oneri di Supporto Generali TOTALE

Bilancio sociale 2011

2010

A

Descrizione

60

2011

2011

2010

2009

800.412,82

612.941,51

600.825,41

2.273,28

9.066,24

3.371,52

0,00

0,00

0,00

8.214,12

1.433,14

1.092,27

150.602,12

94.185,75

105.583,52

961.502,34

717.626,64

710.872,72

Stato patrimoniale dal 01/01/2011 al 31/12/2011 

Attivo

A

Quote associative da versare

2011

2010 0,00

2009

0,00

0,00

B

Immobilizzazioni

579.353,35

301.875,61

162.710,94

C

Attivo circolante

571.788,01

628.448,05

699.566,96

D

Ratei e risconti

6.894,02

6.837,65

5.314,46

1.158.035,38

937.161,31

867.592,36

2011

2010

2009

346.936,11

337.835,79

TOTALE ATTIVO

 Passivo A

Patrimonio

309.201,14

B

Fondi per rischi e oneri

36.741,87

32.608,64

37.813,33

C

Fondo TFR

87.475,58

74.923,09

61.884,67

D

Debiti

848.741,85

483.663,14

430.836,28

 TOTALE PASSIVO RISULTATO DI GESTIONE TOTALE A PAREGGIO

1.319.895,41

929.030,66

839.735,42

161.860,03

8.130,65

27.856,94

1.158.035,38

937.161,31

867.592,36




5 . ComunitĂ 




Il team di consultazione ........................................................................................63 Le modalitĂ di coinvolgimento degli interlocutori ...............................................63 I risultati della consultazione ............................................................................... 64 La tua opinione ..................................................................................................... 65




Il team di consultazione per il Bilancio Sociale 

Anche per la redazione del Bilancio Sociale 2011, la Fondazione ha scelto la strada del confronto, consapevole che la cultura della responsabilità sociale sia un processo che si costruisce nel tempo e che rappresenti un'occasione importante per ragionare sui valori fondanti. La Fondazione ha provato, pertanto, a costituire un ampio e rappresentativo gruppo di consultazione che, attraverso consigli, opinioni, critiche, idee e suggerimenti, ha cercato di rendere questo primo bilancio uno strumento efficace di trasparenza e comunicazione. Il team risulta così composto:

1 Rappresentante degli enti pubblici (UEPE) 1 Rappresentante delle istituzioni scolastiche 1 Rappresentante dei volontari 2 Rappresentanti delle Cooperative o Associazioni del privato sociale 1 Rappresentante di Confcooperative 1 Rappresentante dei dipendenti della Fondazione 2 Rappresentanti dei collaboratori della Fondazione 1 Referente della realtà parrocchiale del territorio 2 Rappresentanti del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Presidente della Fondazione Giovanni Paolo II Onlus

comunità

Le modalità di coinvolgimento

Bilancio sociale 2011

 Le modalità di coinvolgimento sono state differenti a seconda del gruppo di portatori di interesse di riferimento. Per poter individuare il rappresentante dei dipendenti, dei collaboratori e degli utenti, sono stati istituiti dei focus specifici tra i responsabili dei vari servizi della Fondazione per poter definire, considerando le disponibilità raccolte, i referenti adeguati. Gli altri referenti sono stati individuati direttamente dai responsabili degli enti di riferimento. Nella settimana precedente la data di convocazione del team di consultazione, è stata inviata (via mail, tramite fax, brevi manu), ad ogni stakeholder, una lettera esplicativa del percorso della Fondazione. Alla lettera di convocazione è seguita una telefonata da parte del team di lavoro del Bilancio Sociale per poter accertare le presenze o registrare eventuali assenze. Il team di consultazione si è incontrato il 19 Giugno 2012 presso la nuova sede della Fondazione Giovanni Paolo II Onlus, in Via Marche, 1 al Quartiere San Paolo.

63




Gli esiti della consultazione Durante l’incontro è stato fornito a ciascun partecipante copia degli ultimi due BSOCIAL della Fondazione e la bozza della edizione 2011. E’ stata data la possibilità di visionare il materiale e successivamente, sono state illustrate tutte le sezioni, il percorso metodologico, il processo di redazione del bilancio e le novità rispetto alle scorse edizioni.

comunità

Gli esiti della consultazione son di seguito schematizzati. La rappresentante delle istituzioni scolastiche ha sottolineato come la sinergie con la Fondazione ha sempre portato esiti molto positivi. In riferimento all’ultima esperienza progettuale appena conclusasi “Il Viaggio delle Storie” ha precisato che la partecipazione dei suoi studenti ha permesso loro di acquisire crediti formativi. Ha invitato i referenti della Fondazione ad essere parte attiva nella prossima riprogrammazione dei POF, per definire nuove progettualità nella pianificazione delle attività dell’Area a Rischio. La referente dell’UEPE, soffermandosi sulla disponibilità e professionalità della Fondazione 64

nell’accogliere soggetti sottoposti a misure alternative alla detenzione, suggerisce di confrontasi per pianificare nuove strategie di intervento per lo svolgimento di servizi di utilità e rilievo sociale con l’obiettivo di offrire attraverso un percorso educativo individualizzato vere opportunità di recupero. Il contesto di impegno sociale per il detenuto è motivo di riflessione ed è ricco di sollecitazioni per avviare

Bilancio sociale 2011

un percorso che sia il presupposto per il suo recupero. Il rappresentante della cooperativa CAPS, suggerisce di investire maggiori risorse e forze sul discorso di integrazione multiculturale, soprattutto a seguito del progetto “Melting school” ha rilevato il bisogno espresso dagli italiani di seconda generazione di progetti finalizzati al recupero delle proprie origini e della propria cultura d’origine. La necessità è quella di riuscire ad intercettare nuove fonti di finanziamento. Il referente di Confcooperative sottolinea l’importanza di allargare la rete di Stakeholder considerando anche altre realtà che in questo momento riescono a beneficiare di importanti fondi. Evidenzia come sia stata implementata l’area comunicazione della Fondazione che sicuramente è cresciuta ma che ritiene non essere funzionale all’intessitura e al rinforzo dei rapporti di rete. La metodologia migliore e strategicamente efficace è quella del face to face, tornando al contatto diretto.




La rappresentante della cooperativa Itaca, esprimendo il proprio piacere a partecipare al team di consultazione perché il Bilancio Sociale non deve essere solo un documento ma soprattutto un processo, descrive la Fondazione come una realtà che risponde a svariati bisogni, indica l’opportunità di rivolgere i propri servizi a fasce di cittadinanza, meno svantaggiate, che potrebbero accedere previo pagamento. Si interroga sulle motivazioni che hanno portato il gruppo di lavoro del Bilancio Sociale ad escludere dal Team la presenza degli utenti del servizio e suggerisce, onde evitare imbarazzi o interventi decontestualizzati, di fornire un percorso di supporto e di preparazione alla partecipazione degli utenti al prossimo team di consultazione. L’ultima riflessione riguarda il coinvolgimento dell’ente pubblico che deve essere sempre sollecitato soprattutto nella fase di riprogrammazione di quei servizi che realizzano risultati importanti.

immutata negli anni, quando invece sarebbe meglio stimolare una riflessione comune in virtù dei mutamenti del contesto di riferimento in cui opera la Fondazione ed una acquisizione di responsabilità sul futuro, la vision deve essere riattualizzata. In riferimento alla sezione dedicata alle attività della

comunità

La rappresentante del Consiglio di Amministrazione della Fondazione rileva che la Vision è rimasta

Fondazione, il suggerimento espresso dalla consigliera è quello di inserire in apertura un cappello esplicativo sul senso unitario dell’agire Fondazione perché il fare deve essere supportato dal pensare. Inserire esclusivamente l’elenco delle attività e dei progetti realizzati non è esplicativo del perché si sono scelte quelle azioni rispetto ad altre. L’ultimo suggerimento riguarda il paragrafo dedicato agli Stakeholder, la rappresentazione grafica della mappa dei portatori di interesse non chiarisce la natura

65

dei rapporti che intercorrono tra Fondazione ed ogni singolo Stakeholder e in quale attività o servizio questi rapporti si concretizzano e consolidano.

la collaborazione tra parrocchia e la Fondazione e come si possa valorizzare questa relazione che nasce dalla condivisione della stessa cultura dell’analisi e della progettualità. La Fondazione, soprattutto in ambito formativo ha coinvolto le parrocchie e ha sempre mostrato apertura e disponibilità, queste esperienze dovrebbero essere il motore per promuovere una continua interazione. La Fondazione ha costruito il proprio habitat su alcuni territori, per tanto non si può prescindere dalla collaborazione con le realtà parrocchiali presenti. L’intervento termina con la proposta di aprire un laboratorio sperimentale tra Fondazione e la parrocchia rappresentata nel team per la definizione di buone prassi da disseminare il più possibile.

Gli spunti raccolti durante il primo incontro del team di consultazione, insieme ad ogni altro contributo che arriverà, costituiranno la base per la programmazione delle attività future e saranno oggetto di approfondimento del prossimo Bilancio Sociale.

Bilancio sociale 2011

Il rappresentate delle realtà parrocchiali del territorio si interroga su come si possa sviluppare al meglio




La tua opinione È possibile contribuire alla realizzazione del prossimo Bilancio Sociale e proporre osservazioni sull’attività della Fondazione Giovanni Paolo II Onlus, restiamo a disposizione per chiarimenti ed ulteriori informazioni all’indirizzo: Sito internet: www.fondazionegiovannipaolo2.it Indirizzo mail: bilanciosociale@fgp2.it

Il tuo sostegno con il 5 per mille La tua dichiarazione dei redditi è importante per la Fondazione Giovanni Paolo II Onlus. Il tuo 5 per mille si trasforma subito in un aiuto concreto a bambini, adolescenti, giovani, adulti e famiglie in difficoltà delle periferie della città di Bari; una donazione che non ti costa nulla, ma che per la Fondazione fa la differenza. Per destinare il tuo 5 per mille alla Fondazione Giovanni Paolo II Onlus basta firmare nel riquadro “sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale...” ed inserire il codice fiscale 93038870726. Il tuo 5 per mille sarà destinato a bambini, adolescenti, giovani, adulti e famiglie in difficoltà.



con le donazioni Una donazione in favore della Fondazione può effettuarsi attraverso: Versamento Banco Posta intestato a: Fondazione Giovanni Paolo II Onlus Banco Posta IBAN IT 87 K 07601 04000 000002104038 Versamento con Bollettino Postale intestato a: Fondazione Giovanni Paolo II Onlus Conto Corrente Postale n.2104038 Bonifico bancario: Banca Popolare Etica IBAN: IT02K0501804000000000125303

con il volontariato Se ti va di conoscerci meglio, di dedicarci tempo, energie, idee ed emozioni, se ti va di donarci la tua professionalità e la tua voglia di esserci...noi ti aspettiamo!


¨ÊźÇ˾ȾÄú¼Ç¶IJ¸¶¥¤¤®– ›¾Ã¾ÉĹ¾ÈɶÂŶǺ¹¶ÁÁ¶ɾÅļǶIJ¶˜ÄÇÅƋ úÁºȺ¹¾¤ÉÉķǺ‡…†‡


Profile for Fondazione Giovanni Paolo II Onlus

BSocial 2011  

Bilancio Sociale 2011 Fondazione Giovanni Paolo II Onlus

BSocial 2011  

Bilancio Sociale 2011 Fondazione Giovanni Paolo II Onlus

Profile for fgpii
Advertisement