Issuu on Google+


Che cosa può evocare i suoni del Mediterraneo più dell’ ’ud, lo strumento musicale simbolo della cultura persiana, araba e ottomana e del liuto suo corrispettivo nella cultura europea del rinascimento e barocco? Questo sarà il tema portante della XI edizione del Festival di Musica Antica del Mediterraneo Mousiké, che pur coincidendo con uno dei momenti più difficili per lo spettacolo e la cultura non intende cedere al pessimismo ed anzi rinnova gli entusiasmi allargando le collaborazioni nazionali e internazionali e le fasce di pubblico potenziali. Per un progetto sui “Liuti del Mediterraneo” il partner più naturale non poteva che essere la Fiera del Levante. In questa seconda edizione di “È qui la musica” siamo presenti con una esuberante rassegna che comprende una Mostra dello specialista e collezionista Davide Rebuffa, una Giornata Internazionale di Studi che coinvolge esperti di Italia, Spagna, Francia, Tunisia, Turchia e Australia, workshop e seminari, oltre naturalmente ai concerti. Tutto rigorosamente legato ai liuti agli strumenti a pizzico del Mediterraneo antico e contemporaneo. Anche l’omaggio al centenario di Caravaggio, con la presentazione del film “Voluptas Dolendi. I gesti del Caravaggio” (tratto dall’omonimo spettacolo che Mousiké accolse al debutto nell’edizone 2003) parte dai celebri liutisti dipinti da Michelangelo Merisi. Di liuti sono appassionati anche i nostri specialissimi sostenitori che ringraziamo calorosamente: un artista del gioiello e un produttore di vini pregiati, oltre alla sempre illuminata Alleance Française diretta da Domenico D’Oria, alla nuova amica Confraternita di San Michele Arcangelo, agli amministratori dei Comuni di Bari, Bitritto, Mola, Sannicandro, alla Direzione Regionale per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Puglia, e alla Soprintendenza per i Beni architettonici e per il Paesaggio per le Province di Bari - Barletta - Andria - Trani e Foggia. Dopo aver incontrato ancora suonatori di liuti, ’ud e chitarre barocche, tra Bisanzio, Venezia, il Seicento italiano e l’Oriente, il Festival si conclude con un recital e masterclass del più grande liutista del mondo, l’americano Hopkinson Smith, docente della Schola Cantorum Basiliensis. Tornano per la quarta edizione i Corsi internazionali di musica antica, che affiancano al prestigio di Dan Laurin (flauti) le nuove presenze di Bruna Gondoni (danza) e Jean-Marc Aymes (clavicembalo). Le collaborazioni internazionali, auspicate dal cofinanziamento europeo concesso attraverso la fiducia dell’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, in questa edizione sono numerose e di grande importanza: Fondazione Marco Fodella per la musica antica di Milano, Alleance Française di Bari, Società Italiana del Liuto e quella spagnola della Vihuela, Corpus des Luthistes del Centre Etudes Supérieures de la Renaissance di Tours, Study Group Tablature dell’International Musicological Society, Ensemble Calixtinus, Centre de Musique Arabes et Mediterraneennes di Sidi Bou Said (Tunisi), Centro Musica Medievale Adolfo Broegg di Spello, Istituto Abruzzese per la Storia Musicale, e poi istituzioni e musicisti di Grecia, Turchia, Francia, Palestina, Tunisia, Spagna, Australia, Svizzera e Svezia. Un unico mare spumeggiante di suoni antichi per ricordarci che, come i liuti, siamo affratellati dal Mediterraneo. Patrizia Gesuita & Dinko Fabris

Mousiké 2010


calendario

“Liuti del Mediterraneo” MOSTRA, CONCERTI, SEMINARI ALLA FIERA DEL LEVANTE DI BARI

Domenica 12 settembre BARI, FIERA DEL LEVANTE, PAD. 116 ore 11 “Voluptas Dolendi: I Gesti del Caravaggio” Presentazione del film in DVD prodotto dalla Fondazione Marco Fodella, con la partecipazione di Francesco Vitali, Clara Gelao, Carlo Gentile. ore 12,30 Concerto Aperitivo in collaborazione con Tenuta Patruno-Perniola, vini pregiati (Gioia del Colle) Gianluigi Bello liuto, Jacopo Raffaele clavicembalo ore 16 Workshop di Liuteria Samele-Scaramuzzi ore 17 “Liuti del Mediterraneo” BARI, FIERA DEL LEVANTE, PAD. 116 Inaugurazione della Mostra (12-18 settembre), a cura di Davide Rebuffa e Dinko Fabris ore 18 Concerto in Mostra Davide Rebuffa liuti, Rosanna Turone clavicembalo Lunedì 13 settembre BARI, FIERA DEL LEVANTE, PAD. 116 ore 16 Workshop di Liuteria Samele-Scaramuzzi ore 18 Concerto in Mostra BARI, FIERA DEL LEVANTE, SPAZIO 7 ore 19 “Viaggio nella musica Rom” Lezione-concerto a cura di Mimmo Semisa con I Lautári di Craióva: Paul Guguci violino, Octavian Guguci fisarmonica, Joana Guguci sonagli e voce, Liviu Negrila˘ chitarra Martedì 14 settembre BARI, FIERA DEL LEVANTE, PAD. 116 ore 16 Workshop di Liuteria Samele-Scaramuzzi ore 17 Concerto in Mostra Mercoledì 15 settembre BARI, FIERA DEL LEVANTE, PAD. 116 ore 16 Workshop di Liuteria Samele-Scaramuzzi


ore 17 Concerto in Mostra ore 18 Lezione-concerto sui plettri storici con Fedele De Palma BARI, FIERA DEL LEVANTE, PAD. 116 ore 16 Workshop di Liuteria Samele-Scaramuzzi MOLA DI BARI, CASTELLO ANGIOINO ore 20.30 “Pizzicata” Mauro Squillante cetra, chitarrino, mandola e mandolini Giovedì 16 settembre BARI, FIERA DEL LEVANTE, PAD. 116 ore 11 “Voluptas Dolendi: I Gesti del Caravaggio” Proiezione del film in DVD prodotto dalla Fondazione Marco Fodella, ore 16 Concerto in Mostra - Workshop di Liuteria Samele-Scaramuzzi ore 17,00 “Il liuto e la vihuela di Spagna” Masterclass con John Griffiths ore 18 “La Virtù Temporale Musiche napoletane del XVIII secolo” Marialuisa Dituri soprano, Mauro Squillante mandolone e direzione, Leonardo Massa colascione, Luca Tarantino chitarre, Dinko Fabris arciliuto. BARI, CHIESA DI S. MICHELE ARCANGELO ore 21 “La Musique des Anges” Musiche per liuto del ’600 francese Franco Pavan liuto barocco a 11 cori Venerdì 17 settembre BARI, FIERA DEL LEVANTE, PAD. 116 ore 10 – 16 “I Liuti del Mediterraneo” Giornata Internazionale di Studi ore 12,30 Concerto Aperitivo in collaborazione con Tenuta Patruno-Perniola, vini pregiati (Gioia del Colle) Ramiro Amusátegui liuto medievale andaluso e Ensemble Calixtinus: Giovannangelo De Gennaro viella e canto Nicola Nesta, Adolfo La Volpe ’ud, Paolo Pacciolla percussioni ore 16 Workshop di Liuteria Samele-Scaramuzzi BARI, CASTELLO NORMANNO SVEVO ore 20 “Musica dalla Spagna, Italia e Napoli spagnola” John Griffiths vihuela

calendario


calendario

“I concerti del Festival” Mercoledì 22 settembre ore 20 BARI, CASA PICCINNI “Une Larme” Presentazione del CD di Rosario Conte, musiche per chitarra di Francesco Corbetta Mercoledì 13 ottobre ore 20,30 SANNICANDRO DI BARI, CASTELLO NORMANNO SVEVO “Venezia e l’Oriente. Vertigini del Sacro” Moneim Adwan voce e ’ud - Ensemble Concerto Soave: Maria Cristina Kiehr soprano, Jean-Marc Aymes clavicembalo, organo e direzione in collaborazione con la Alliance Française di Bari Sabato 16 ottobre ore 20,30 MOLA DI BARI, CASTELLO ANGIOINO “Capriccio Stravagante. Seicento e Settecento: musiche da due mondi” Ensemble Stockholm Newbaroque Antonio Giummarella flauti dolci, Catalina Langborn e Johannes Jakobsson violino Andrea Ravandoni viola, Magnus Malmros violoncello, Giovanni Rinaldi contrabbasso, Mayumi Kamata cembalo, Gianluigi Bello arciliuto e chitarrino Sabato 23 ottobre · ore 20,30 ore 20,30 BITRITTO, CASTELLO BARONALE “La Grecia nell’Italia rinascimentale” Ensemble Ex Silentio. Theodora Baka voce, Elektra Miliadou e Andreas Linos viella, Dimitri Kountouras flauto e direzione In collaborazione con la Fondazione Marco Fodella di Milano Venerdì 29 ottobre ore 20 BARI, AUDITORIUM VALLISA “Milano ~ Milan”


VOLUPTAS DOLENDI I Gesti del Caravaggio

ore 11 Un film di Deda Colonna danza recitazione Mara Galassi arpa doppia Francesco Vitali adattamento cinematografico, fotografia e regia UNA PRODUZIONE DELLA FONDAZIONE MARCO FODELLA PER LA MUSICA ANTICA, MILANO

Visione e Presentazione del DVD del film con la partecipazione di Clara Gelao direttrice della Pinacoteca Provinciale di Bari Carlo Gentile critico cinematografico, Francesco Vitali regista Domenica 12 settembre Bari, Fiera del Levante, Padiglione 116

“Liuti del Mediterraneo” Mostra, Concerti, Seminari


“Liuti del Mediterraneo” Mostra, Concerti, Seminari

PER CORDE E TASTI

Concerto Aperitivo in collaborazione con Tenuta Patruno-Perniola vini pregiati (Gioia del Colle) Gianluigi Bello arciliuto Jacopo Raffaele clavicembalo Domenica 12 settembre ore 12,30 Bari, Fiera del Levante, Caffè Luttazzi, Padiglione 116


Alessandro Piccinini (1566-1638)

Toccata XXII e Gagliarda XI Corrente sopra un’aria francese detta l’Alemana Gianluigi Bello arciliuto

Jan Pieterszoon Sweelinck (1562 – 1621) Girolamo Frescobaldi (1583 – 1643) Johann Jacob Froberger (1616 – 1667) Georg Böhm (1661 – 1733)

Pavana Lachrimae Canzona I dal II libro di Toccate Canzon [II] dal I libro di Toccate Chaconne Jacopo Raffaele clavicembalo

Gianluigi Bello. Diplomatosi in chitarra classica presso il conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari e laureatosi comtemporanemente in Ingegneria, dopo un iniziale interesse per la musica elettronica, ha successivamente approfondito lo studio e la prassi esecutiva della musica antica, in particolare per quanto attiene il repertorio degli antichi strumenti a pizzico, perfezionandosi nello studio del liuto con i maestri Andrea Damiani e Paul O’Dette. Ha operato in numerose formazioni vocali e strumentali tra le quali “Il Palazzo Incantato”, ensemble “Il Dodicino” e Associazione coro “Harmonia”, “La confraternita dei musici”, effettuando registrazioni in studio e dal vivo. Attualmente è membro dell’associazione “la Chirintana”, dedita alla ricostruzione e riproposizione del repertorio di danza storica ove opera come liutista e arrangiatore.

Jacopo Raffaele, diplomato in pianoforte nel 2009 con Luigi Ceci, presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari, dove attualmente è diplomando in clavicembalo con Vera Alcalay e in composizione con Gianluca Baldi. Ha seguito corsi di perfezionamento in pianoforte con Michele Marvulli e Sergio Perticaroli, in clavicembalo con Emilia Fadini e Luca Guglielmi e in musica da camera. Nel 2010 è stato ammesso a frequentare il Bachelor di clavicembalo presso la prestigiosa Schola Cantorum Basiliensis di Basilea con Jörg-Andreas Bötticher. Si è esibito in varie occasioni tra cui il “Gubbio Summer Festival 2008”, i cicli “I concerti del Levante”, “Piacere, Musica!”, il 2° Festival di Musica e Filosofia (Bari 2009), il ciclo “A Nino Rota” (Bari 2010), “Armonie al crepuscolo” (Urbino 2010), da solista e in diverse formazioni cameristiche. Nel 2009 ha ottenuto il 2° posto nel concorso “Città di Barletta”, sezione Musica da camera. Fa parte dell’Accademia dei Cameristi per la quale si è esibito nella stagione 2010 di Bari e Fasano, come pianista, clavicembalista e organista. Vincitore nel 2009 di una borsa di studio del Conservatorio di Bari, è membro e cofondatore dell’ensemble di musica antica Arthemysia, che ha riscosso ottimi consensi dentro e fuori il territorio pugliese.

programma


“Liuti del Mediterraneo” Mostra, Concerti, Seminari

“LIUTI DEL MEDITERRANEO” Mostra a cura di Davide Rebuffa e Dinko Fabris 12-18 settembre 2010

Alla memoria di Maurizio Pratola ed Adolfo Broegg In collaborazione con Fondazione Marco Fodella, la Società Italiana del Liuto, Societad spagnola della Vihuela, Corpus des Luthistes Centre Etudes Supérieures de la Renaissance di Tours, Study Group Tablature dell’International Musicological Society, Ensemble Calixtinus, Centre de Musique Arabes et Mediterraneennes di Sidi Bou Said (Tunisi), Centro Musica Medievale Adolfo Broegg di Spello

Inaugurazione con la partecipazione di Francesco Zimei Presidente dell’Istituto Abruzzese di Storia Musicale Concerto in Mostra Davide Rebuffa liuti, mandolino barocco Rosanna Turone clavicembalo Domenica 12 settembre ore 17 Bari, Fiera del Levante, Caffé Luttazzi Pad. 116


“[…] Ecco un liuto che mi fa conoscere che questa dama sa suonarlo…se potesse suonarvi un solo pezzo sarei il più contento degli uomini perchè è uno strumento che amo appassionatamente. La bella Persiana prese il liuto e dopo averlo accordato pochi momenti suonò e cantò un aria che rapi il califfo: - Ah! esclamò il Califfo, che voce e che mano: nessuno ha mai cantato meglio né meglio suonato il liuto…”: un passaggio a caso tra i tanti delle Mille e una notte (la raccolta di fiabe di origine persiana diffusa nel mondo arabo intorno al X secolo) che dimostrano la centralità del liuto nella cultura araba all’apogeo della sua potenza durante il dominio della dinastia degli Abbasidi. La vera storia del liuto, benché siano prototipi semplificati i cordofoni analoghi in tutte le epoche e civiltà, comincia nella favolosa Persia: a cominciare dal VII secolo d.C. lo ‘ud si diffuse con la stessa rapidità dell’Islam in tutto il vasto e complesso territorio che definiamo genericamente arabo, anche se le prime testimonianze scritte cominciano soltanto tra IX e X secolo. Al ‘ud significa letteralmente “il legno”, esprimendo dunque la caratteristica ancestrale dei liuti. Il modello di ‘ud / liuto che poi si affermerà per mille anni come lo strumento “perfetto” e più importante in tutto il Mediterraneo, arabo e poi cristiano, era il tipo “a manico corto” con perfetto equilibrio di proporzioni costruttive e complessa tecnica esecutiva, mentre esisteva anche un modello “a manico lungo”. Dai due modelli di strumenti derivano centinaia di tipi di strumenti a corde pizzicate diffusi per secoli e ancora ai nostri giorni in ogni angolo del Mediterraneo e nei territori contigui, ad Oriente come ad Occidente. Per tale motivo abbiamo voluto dare il titolo di “liuti del Mediterraneo” a questa mostra. Dopo l’introduzione in Europa di questi strumenti dai nomi più vari (quinterne o guiterne, mandole, cetre, viole etc.), attraverso principalmente la conquista araba della Sicilia, della Spagna e anche della Puglia, si assiste a una storia parallela estremamente appassionante: il ruolo dello ’ud, lo strumento egemone della poesia e del canto d’amore per il mondo persiano e arabo classico, passa al liuto, lo strumento principe del Rinascimento europeo in tutte le occasioni sociali, nel sacro e nel profano: simbolo di armonia cosmica suonato dagli angeli o simbolo di perfezione matematica nella prospettiva dei grandi pittori del Cinque e Seicento. Tanto in Oriente quanto in Occidente lo strumento non ha praticamente mai cessato di esercitare il suo fascino ed oggi, nel pieno del revival della musica antica, sono diffuse in tutto il mondo botteghe di liuteria capaci, grazie agli sforzi di centinaia di ricercatori e di moderni liutisti, di ricreare liuti perfettamente identici a quelli del passato, custoditi dai musei o riprodotti nei quadri antichi. In questa mostra abbiamo voluto esporre alcuni strumenti esemplificativi di una storia millenaria e geograficamente vastissima, per quanto limitata ai territori del Mediterraneo. L’incontro delle due culture, che aveva avviato la storia del liuto europeo dall’VIII secolo in poi, è infine riproposto nella contemporaneità dal confronto tra strumenti costruiti da botteghe europee e quelli costruiti da liutai attivi nei principali paesi arabi e in Turchia. I testi dei pannelli sono liberamente tratti e ridotti dal volume di Davide Rebuffa, Il Liuto, Palermo, L’Epos, 2010 col consenso dell’Autore. Gli altri testi sono di Dinko Fabris con la collaborazione di Davide Rebuffa.


“Liuti del Mediterraneo” Mostra, Concerti, Seminari

I SONATORI SCONCERTATI Sonate italiane per Mandolini e Colascioni, fra Sei e Settecento

Davide Rebuffa mandolino barocco a 6 ordini, mezzocolascione Mauro Squillante mandolino barocco a 6 ordini, colascioncino, mezzocolascione Rosanna Turone clavicembalo Domenica 12 - Lunedì 13 settembre ore 18 Bari, Fiera del Levante, Caffé Luttazzi Pad. 116


Andrea Falconieri (1585 - 1656)

Lo Spiritillo Brando Corrente l’Avellina (Il primo Libro di canzone…Napoli 1650)

Marco Uccellini (1610-1680)

Aria Decimaquinta sopra la scatola degli agghi (Sonate correnti et arie da farsi con diversi stromenti…Venetia 1645)

Giovanni Picchi (1571ca.-1643)

Ballo Ungano (Intavolatura di balli d’arpicordo, Venezia 1618)

Francesco Rusca (1632-1704)

Toccata (Ms. Como, ca. 1700)

Domenico Colla

Sonata per colascioncino Allegro – Andantino – Prestissimo (Ms. Bibl. Naz. Dresda)

I Sonatori Sconcertati è un ensemble fondato da Davide Rebuffa per riscoprire e diffondere il vasto repertorio per strumenti a pizzico negletti, in particolare le varie tipologie di mandolini seicenteschi e settecenteschi, il calascione e le chitarre a 4 e 5 ordini, suonati con le rispettive tecniche e prassi esecutive dell’epoca. I componenti dell’ensemble si sono specializzati nell’uso di strumenti storici e relativa prassi esecutiva presso i più importanti centri di studio internazionali e il gruppo si avvale della collaborazione di solisti di grande esperienza e di fama internazionale per la realizzazione del basso continuo. Le interpretazioni dei Sonatori Sconcertati, pur filologicamente accurate, tendono al tempo stesso a restituire vitalità ai documenti del passato cercando di offrire all’ascoltatore moderno l’esperienza emozionale e spirituale il più possibile vicina alle intenzioni del compositore, attraverso un’attenta percezione della prassi esecutiva storica, che tenga conto del contesto e della destinazione sociale del far musica.

Davide Rebuffa, prima ancora di diplomarsi in chitarra, ha intrapreso lo studio del liuto come autodidatta, basandosi sui trattati storici, ed ha in seguito approfondito la prassi esecutiva del repertorio rinascimentale e barocco, studiando, in diversi paesi Europei, in particolare con Hopkinson Smith (liuto, tiorba e chitarre antiche). Tra i primi liutisti italiani contemporanei a dedicarsi a strumenti a pizzico storici quali il liuto medievale, il liuto arabo, il calichon e le chitarre storiche barocche e ottocentesche, è anche uno fra i pochissimi mandolinisti a utilizzare i mandolini originali e copie di essi con la tecnica descritta nelle fonti dell’epoca. Dagli anni ’80 svolge - in Europa, Nord-Africa e Vicino-Oriente - un’intensa opera di ricer-

programma


ca e divulgazione sul liuto, rivolta anche al grande pubblico, attraverso attività didattica, concerti, conferenze e registrazioni (RAI 3, TRT 3, Pentagramma, Stradivarius, Glossa, Brilliant Classics). Come liutista ed esecutore di basso continuo ha collaborato con numerosi ensemble, orchestre barocche ed Enti Lirici, prendendo parte ad alcuni dei maggiori festival internazionali. È fondatore e direttore di: Lyocorne Consort (1979), Ensemble Al Farabi (1987), Centro Studi Piemontese di Musica Antica (1991), Accademia Bugella Civitas (1994), Concentus Angelorum (2000), Accademia dei Desiosi (2004), I Sonatori Sconcertati (2005), Ensemble Schifanoia (2006), La Compagnia dei Temperamenti Ineguali (2007) e del Festival Internazionale di Musica Antica Bugella Civitas (dal 1994). Studioso e collezionista di strumenti a pizzico storici e della relativa iconografia, ha curato l’allestimento ed il catalogo di mostre di strumenti antichi ed è stato invitato a tenere conferenze e masterclass presso Conservatori e Istituzioni internazionali fra cui la Schola Cantorum Basiliensis. Insegna strumenti a pizzico storici presso il Centro Studi Piemontese di Musica Antica di Biella, Liuto Medievale e Mandolino Barocco al Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza. È autore del primo testo in lingua italiana sulla storia del liuto, di prossima pubblicazione nella collana Organologia dell’editore L’ Epos.

Rosanna Turone, dopo il diploma in pianoforte sotto la guida di Sonja Pahor, ha intrapreso lo studio del clavicembalo e della prassi esecutiva antica con Paola Poncet diplomandosi presso il conservatorio di Reggio Calabria. Nello stesso anno ha conseguito il diploma accademico di II livello in Discipline Musicali e successivamente il diploma di Didattica della Musica. Ha seguito il corso di Musica su strumenti antichi tenuto da Malcolm Bilson presso il conservatorio “A. Corelli” di Messina e nel 2009, ha seguito il corso di perfezionamento nella classe di clavicembalo di Luca Guglielmi presso i Corsi di Musica Antica a Urbino. Come clavicembalista ha collaborato con l’orchestra del Conservatorio “F. Cilea” di Reggio Calabria ed ha partecipato ai convegni internazionali: “Intorno a Silvio Stampiglia” e “Nicola Porpora musicista europeo”. Ha al suo attivo concerti come solista e continuista e dal 2009 collabora con il Centro Studi Piemontese di Musica Antica di Biella.


“VIAGGIO NELLA MUSICA ROM” Lezione-concerto a cura di Mimmo Semisa

I Lautári di Craióva: Paul Guguci violino Octavian Guguci fisarmonica Joana Guguci sonagli e voce Liviu Negrila˘ chitarra Lunedì 13 settembre ore 19 Bari, Fiera del Levante, Spazio 7 (Sala Ravel)

“Liuti del Mediterraneo” Mostra, Concerti, Seminari


Come per tutti gli aspetti della cultura della “popolazione romanì” (termine politicamente corretto per designare gli “zingari”), anche nell’ambito musicale la problematica è complessa. Vi sono state e vi sono varie scuole di pensiero, ad alcune delle quali appartengono musicologi di etnia romanì che, per motivi assolutamene comprensibili di carattere politico (una sorta di “romani pride”), tendono ad esaltare per esempio l’influenza zingara sulla musica colta, o il rapporto con la musica indiana, a volte a discapito dell’obbiettività scientifica,. Ma esiste una musica romanì? E se esiste qual è la sua natura? A rendere intricata la questione è il carattere stesso molto diversificato della cultura di questa popolazione, costituita da vari livelli dipendenti dai complessi rapporti che si sono instaurati fra le comunità “zingare” e la popolazione maggioritaria, con modalità diverse nelle varie epoche e nei vari luoghi. Per semplificare comunque, come ha sintetizzato il musicologo rom Santino Spinelli, nella musica romanì si possono distinguere tre livelli: Un livello più interno costituito soprattutto da brani vocali in romanés (la lingua tradizionale), frutto della creatività collettiva, eseguiti da non professionisti in occasione di eventi importanti della vita quotidiana: è la musica popolare autentica della popolazione romanì. Un livello intermedio, che Liszt chiamava “musica zigana”, costituito da brani d’autore, essenzialmente appartenenti alla tradizione non-romanì, ma fatti propri da musicisti rom professionisti che li eseguono nel loro stile ricco di abbellimenti, variazioni ritmiche e armoniche e improvvisazioni. È il caso delle danze rumene o ungheresi (ciarda), del flamenco ecc. Un livello più esterno costituito da generi molto diversi fra loro: brani “ever green” del repertorio leggero nazionale o internazionale con stili che risentono dell’influenza della canzone d’amore o della musica commerciale greca, turca o araba con un sapore orientaleggiante e da ballare con tecnica tipo “danza del ventre”. A questo livello appartengono anche brani classici che vengono reinterpretati “alla zigana”. Naturalmente oggi il panorama si complica sia perché la musica della popolazione maggioritaria ha una maggiore capacità di penetrazione attraverso i mass media sia perché la notevole presenza di musicisti colti nella popolazione romanì da impulso a varie forme di contaminazione e di sperimentazione i cui esiti futuri sono del tutto imprevedibili. Oggi in pratica non c’è quasi genere musicale in cui i musicisti rom non si cimentino. Musica romanì e musica “maggioritaria” interagiscono arricchendosi a vicenda e così prefigurando quella interazione sociale positiva fra le due popolazioni, che è l’obiettivo di attivisti e inellettuali impegnati contro ogni discriminazione e segregazione. Domenico Semisa

Domenico Semisa, laureato in Fisica, ha fondato nel 1972 la Compagnia dei Musicanti, uno dei primi gruppi a Bari impegnati nella ricerca sul campo, rielaborazione e riproposta di musica popolare. Dall’81 ha realizzato musiche al computer per varie compagnie teatrali: Progetto Città, Il Granteatrino, la DifférAnce, Lino De Venuto, Leo Lestingi ecc. Dal ‘95 ha studiato come autodidatta alcune tecniche percussive del mondo islamico relative agli strumenti: udu, zarb e tamburello arabo, entrando nel 2000, come percussionista, in alcune formazioni quali il “Maelström” (genere folk-rock) e “La De André Band” (che rielaborava


brani di Fabrizio De André) accompagnando recitals di poesie di Vito Ventrella, Roberto Fuiano, ecc. Nel 2008 ha cominciato a interessarsi in maniera intensiva alle problematiche della popolazione romanì (gli “zingari”) approfondendone storia, cultura e prospettive socio-politiche e contattando con esiti positivi la comunità baresi di Rom rumeni e bosniaci. Nell’ottobre dello stesso ha contattato dei musicisti di strada creando insieme ad Octavian Guguci (musicista rom rumeno) l’ensemble “I Lautari di Craiova” di cui promuove l’attività musicale. Nell’ottobre del 2009 ha organizzato insieme a Progetto Città, il CEDAM, Vox Popolì e Artezian il primo convegno sulla popolazione romanì con relatori rom e sinti al Fortino di Bari. L’8 aprile 2010 ha organizzato per la Giornata Mondiale Romanì quattro eventi (concerto, conferenza, proiezione di film e di video-clips) in quattro pub baresi in collaborazione con i loro gestori.

L’ensemble I Lautári di Craióva si costituisce a Bari nell’autunno del 2008 per iniziativa del fisarmonicista rumeno Octavian Guguci (di etnia rom) e di Domenico Semisa, appassionato di musica dell’Europa orientale. I musicisti che lo compongono sono in numero variabile, ma attualmente la formazione si è stabilizzata ed è costituita da musicisti provenienti dalla regione dell’Oltenia nella Romania meridionale di cui Craiova è la città più importante. In Romania i musicisti del gruppo hanno partecipato a matrimoni, compleanni, feste religiose e patronali, come è nella tradizione dei “lautari” romeni. In Italia, individualmente svolgono attività musicale come musicisti di strada, ma come ensemble hanno partecipato, oltre che a serate nel pub barese “Il Pellicano” e nel Bistrot letterario “Chat Noir”, anche ai seguenti eventi: convegno nazionale dell’Azione cattolica nell’inverno 2008 a Bari; feste private di cui una nel foyer del teatro Kismet; convegno “Nevo Drom” del 30 ottobre 2009 sulla cultura e sulle problematiche socio-politiche della popolazione romanì; manifestazione dei poeti dell’associazione “Vallisa” nella libreria barese “Roma” nella primavera 2009; presentazione del programma della rassegna musicale “Kantun Winka” a Mola di Bari nell’estate del 2009; manifestazioni culturali in piazza a Castellana (estate 2009) e a Casamassima (Primo Maggio 2010); celebrazione della Giornata Mondiale Romanì l’8 aprile 2010 per l’associazione culturale “eKoiné”; manifestazione “Terraterra, Mostra Mercato Stabile” tenutasi a Bari il 29 maggio 2010 a cura di associazioni ambientaliste; manifestazione conclusiva del “Camper dell’amicizia con Rom e Sinti” nella chiesa pentecostale di Bari il 24 giugno 2010 su cui la rubrica televisiva nazionale “Protestantesimo” ha trasmesso un interessante servizio.


“Liuti del Mediterraneo” Mostra, Concerti, Seminari

“PIZZICATA”

in collaborazione con

Mauro Squillante cetra, chitarrino, mandola e mandolini

Comune di Mola di Bari

Mercoledì 15 settembre ore 20,30 Mola di Bari, Castello Angioino


Paolo Virchi (1551 - 1610)

Saltarello della Milanessa e Fantasia prima per la cetra

Buono, ma incerto Autore (1645)

Balletto, Corrente e Ricercata per chitarrino a quattro corde alla napoletana

Filippo Sauli (notizie intorno al 1710)

Partita prima per mandola (allemanda, sarabanda, corrente, bourrée, giga, minuetto)

J.S. Bach (1685-1750)

Sonata I in sol minore BWV 1001 (adagio, fuga-allegra, siciliana, presto)

Gabrile Leone (notizie fra il 1760 /1770)

Variazione su L’Avez vous vu mon bien aimè

Giovanni Gioviale (1885-1949)

Fantasia sull’aria “Frena quel Canto” della Lucia di Lammermoor di G. Donizetti

Mauro Squillante, mandolinista, è considerato uno specialista negli strumenti antichi a plettro (mandolini e mandole, mandolone, colascioni, cetra), sul cui repertorio, organologia e prassi esecutiva conduce una costante attività di ricerca. Diplomato presso il conservatorio Pollini di Padova, ha approfondito i propri studi musicali con Hopkinson Smith, Enrico Baiano, Federico Marincola, Emilia Fadini, Edoardo Egüez. Svolge una intensa attività concertistica in Italia e all’estero esibendosi da solista, in duo col clavicembalista Raffaele Vrenna ed con gli ensembles Lirum li Tronc, Micrologus e Scherza l’Alma. Collabora inoltre con i Freiburger Barok Orchestra, la Cappella della Pietà dei Turchini, Arte dell’Arco, l’orchestra del Teatro S. Carlo e l’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, Mozart Synphonietta, diretto fra gli altri da Renè Jacobs, Peter Maag, Louis Bacalov. Ha inciso per le case discografiche Stradivarius, Harmonia Mundi, opus 111, Felmay - Dunya records, Bongiovanni, Niccolò, Oriente Musik, ASV Gaudeamus, Vigiesse, trattando sia il repertorio antico che quello contemporaneo. Ha effettuato inoltre registrazioni radiofoniche per la RAI e le emittenti radiofoniche e televisive francesi e tedesche. Dirige la collana di musiche per mandolino per la casa editrice musicale Mnemes - Alfieri e Ranieri Publishing di Palermo, ed ha inoltre pubblicato per la casa editrice Santabarbara. È presidente della Accademia Mandolinistica Napoletana, associazione riconosciuta per il proprio fondamentale apporto alla rinascita del mandolino a Napoli. Insegna mandolino e strumenti a plettro storici nei Corsi di Musica Antica di Urbino organizzati dalla Fondazione Italiana per la Musica Antica. È docente di mandolino presso il Conservatorio “Piccinni” di Bari.

programma


“Liuti del Mediterraneo” Mostra, Concerti, Seminari

“LA VIRTU’ TEMPORALE” Musiche napoletane per strumenti a pizzico e voce del secolo XVIII

Maria Luisa Dituri soprano Mauro Squillante mandolone, mandolino, colascione Leonardo Massa colascione Luca Tarantino chitarra battente, chitarra spagnola Dinko Fabris arciliuto

Giovedì 16 settembre ore 18 Bari, Fiera del Levante, Caffé Luttazzi Pad. 116


Anonimo

Preludio principio di sonare per D Calascione per C Tarantella per D

Giovanni Maria Bononcini (1642-1678)

Se vedi il mar senz’onde

Anonimo

Fedele per E

Alessandro Scarlatti (1660-1725)

Merito di Morire

Anonimo

Suite per “chitarra abattente” Sfacciata per B

Giovanni Maria Bononcini

Non disprezzar chi t’ama

Anonimo

Ciaccona per C Passacagli per D

Alessandro Scarlatti

Voglio amar chi mi disprezza

Anonimo

Roggiero per A Muta Tedesca per A

[Arcangelo Corelli?] (1653-1713)

Preludio Zinfonia Egia del Corello per B

Dal Manoscritto: La Virtù Temporale “Intavolatura di Chitara a penna, ò vero Leuto co l’ottava” (Napoli, ca. 1720) Milano, Biblioteca del Conservatorio di Musica G. Verdi, Fondo Noseda, A 48 Trascrizioni di Mauro Squillante e di Luca Tarantino.

programma


Nel 1982 fu per la prima volta annunciata la riscoperta di un enorme manoscritto del primo Settecento redatto in una strana intavolatura e intitolato “La Virtù Temporale”, custodito nel Fondo Noseda della Biblioteca del Conservatorio di Milano (cfr. Dinko Fabris, Prime aggiunte al volume RISM B/VII in “Fontes Artist Musicae”, 1982). Si tratta di un volume dall’elegante fattura, quasi certamente redatto per l’uso di un nobile dilettante napoletano del primo Settecento che, come le raccolte di Sanz, Santiago de Murcia, Antonio de Santa Cruz e molti altri, presenta una interessante e smisurata serie di oltre 400 danze, brani strumentali ed arie celebri in molti casi risalenti, cosa singolare, fino ai due secoli precedenti. La sua difficile decifrabilità è dovuta ad un particolare sistema di notazione che pare voglia privilegiare le indicazioni sulla prassi esecutiva: un sistema di scrittura che non vuole prescindere dall’oralità. Come spiegano le tavole inserite nel manoscritto, lo strumento principale al quale è destinata la intavolatura è una “Chitarra à penna, ò vero Leuto co l’ottava”. Mauro Squillante ha per primo identificato lo strumento che corrisponde a questa insolita descrizione, un mandolone, ossia lo strumento basso della famiglia dei mandolini, spesso raffigurato nei presepi napoletani e di cui si conservano meravigliosi esemplari nei principali musei di strumenti storici. Partendo dallo strumento e dalla sua esperienza nel campo dei plettri antichi e della musica di tradizione orale campana, Squillante ha potuto decifrare in gran parte l’arcana scrittura di questa intavolatura finora unica al mondo, con la preziosa collaborazione di Luca Tarantino, che ha verificato la destinazione di una Appendice del manoscritto per la “chitarra abattente”, ossia la tipica chitarra meridionale rimasta a lungo nella tradizione popolare anche pugliese. Composizioni vocali e strumentali di cui esistono riscontri in altre fonti (di Alessandro Scarlatti, di Giovanni Maria Bononcini e soprattutto le interessanti presenze di brani attribuiti ad Arcangelo Corelli, che fu a Napoli nel 1702), hanno consentito una ricostruzione convincente ed appassionante, nella quale si uniscono al mandolone e alla chitarra la voce, il calascione e l’arciliuto, come in una autentica scena di Natività partenopea, non di strada ma in un nobile palazzo della Capitale.

Maria Luisa Dituri. Nata a Bari, si è diplomata in Canto e in Musica Vocale da Camera con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio della sua città. Fin da giovanissima ha affrontato importanti pagine sacre e profane di J.S. Bach, W. A. Mozart, G.F.Handel, A.Vivaldi, H. Purcell, G.Faurè, per soprano e orchestra, nonchè moltissima musica da camera barocca accompagnata da importanti ensembles specializzati (La Confraternita de’ Musici, La Lyra di Amphione per citare i più conosciuti). Nel 2009 ha eseguito tutte le parti solistiche del Combattimento di Tancredi e Clorinda di Claudio Monteverdi nella produzione originale del IX Festival Mousiké nel Castello di Sannicandro di Bari (direzione Debora Del Giudice). Ultimamente si è specializzata anche in canto madrigalistico e rinascimentale frequentando i corsi di musica antica ad Urbino con Alessandro Quarta, Lavinia Bertotti e Stefano Montanari (Accademia Bizantina). Attualmente si perfeziona in Musica vocale da camera con i Maestri Erik Battaglia e Valentina Valente. Luca Tarantino. Sin dagli inizi della sua formazione musicale – fra Lecce, il Dams di Bologna e il Conservatorio Niccolò Piccini di Bari – si è interessato da un lato alla chitarra classica, diplomandosi brillantemente a Bologna nel 1993 dopo aver studiato con prestigiosi docenti, dall’altro alla musica elettronica, coniugando in tal modo una spiccata propensione per il repertorio dei secoli XVI-XVIII con il gusto della ricerca e dello sperimentalismo propri della musica contem-


poranea. Su entrambi tali versanti si sono succedute ulteriori esperienze formative, in particolare alla Scuola di Fiesole e ancora al Conservatorio di Bari (diploma in Composizione di Musica Elettronica nel 2002 e, con lode, in Liuto nel 2004, specializzazione in Teoria e Prassi del Basso Continuo), master biennale in musica antica (università di Potenza, da uditore), nonché specifici corsi di perfezionamento con i maestri H.Smith, R.Lislevand, A.Borghese, E.Egüez. In parallelo, ha composto e realizzato colonne sonore per balletti, spettacoli teatrali, video. Per vari progetti discografici e concertistici ha collaborato,in Italia, Francia, Belgio, Malta, Portogallo, Grecia, Spagna, isole Canarie, in particolare, con Ensemble Terra d’Otranto, Angelo Branduardi, Brizio Montinaro, Cappella Theatina, Clogs, Gopher, Cappella della Pietà dei Turchini, David Cossin, SoundRes, RadioTre, RaiDue. Ha inciso per Velut Luna, Royality, Emi Classic, BrasslandTalitres. Ha pubblicato, in svariate sedi editoriali, studi di carattere analitico. Insegna chitarra presso le scuole medie ad indirizzo musicale. Dinko Fabris. Musicologo e liutista, è uno dei maggiori specialisti della storia musicale di Napoli. Ha studiato musica antica al Conservatorio di Verona, letteratura e musicologia nelle Università di Bari, Bologna e Londra (Royal Holloway). Membro del Comitato Scientifico dell’Edizione Nazionale delle Opere di Andrea Gabrieli (Fondazione Cini di Venezia) e consultant editor di Early Music, fin dalla sua creazione è consulente musicologico del complesso specializzato Cappella della Pietà de’ Turchini di Napoli. Ha condotto dal 1980 ricerche sistematiche soprattutto sulla musica napoletana dei secoli XVI-XVIII, confluite in saggi, edizioni critiche e volumi. Vincitore di borse di studio a Ferrara (1983), Newberry Library di Chicago (1991) e Warburg Institute di Londra (1994), è stato professore ospite alla Ecole Normale Supérieure di Parigi e alla Università di Melbourne. Ha fondato il Dipartimento di musica antica del Conservatorio N. Piccinni di Bari, dove insegna storia della musica e storia della notazione e, dal 1999, coordina il Centro Ricerche Musicali di Casa Piccinni. Con Antonio Florio e Federica Castaldo è socio


fondatore del Centro di Musica Antica di Napoli, del quale è stato responsabile scientifico fino al 1998. Come direttore della Stagione lirica del Teatro Petruzzelli di Bari dal 1996 ha promosso la prima esecuzione scenica moderna di grandi capolavori dell’opera barocca napoletana, sempre nell’interpretazione di Antonio Florio e della Cappella della Pietà de’ Turchini (Provenzale, Latilla, Vinci) e in collaborazione con Opus 111, presso cui è responsabile musicologico della collana Tresors de Naples. Leonado Massa. Nato a Napoli, inizia lo studio del violoncello sotto la guida del M° S. Altobelli. Si è diplomato e perfezionato con maestri di fama internazionale quali M. Flaxsman, K. Haenkel, M. Centurione. Ha seguito dal 1992 al 1997 i corsi di perfezionamento di musica da camera di Portogruaro con i maestri K. Bogino, P. Vernikov, P. Gallois, A. Pay, suonando nel Festival Internazionale con il Quartetto Johannes. Si è perfezionato nello studio e nella prassi esecutiva in violoncello barocco con il M° G. Nasillo e su strumenti a pizzico antichi con il M° F. Marincola. Ha frequentato e frequenta lezioni di teoria, basso continuo e prassi esecutiva rinascimentale e barocca con i maggiori specialisti del settore: Christensen, Coen, Smith, Dolci, Dall’Albero, Della Sciucca, Balestracci, Acciai, Meucci. Vincitore di concorsi nazionali e internazionali, partecipa a vari festivals in Italia e all’estero (Germania, Francia, Spagna, Olanda, Finlandia, Urugay, Argentina, Bolivia, Canada, U.S.A., Marocco, Israele etc.). É direttore artistico dell’Accademia Mandolinistica Napoletana, con la quale svolge un’intensa attività concertistica e di ricerca come mandoloncellista e violoncellista. Ha collaborato e collabora come continuista (violoncello barocco e/o calascione) e violoncellista col Teatro San Carlo di Napoli, Teatro dell’Opera di Roma, con diversi ensemble nazionali ed internazionali: l’Ensemble Daedalus di Roberto Festa, Collegium Pro Musica di Stefano Bagliano, Musica Fiorita di Daniela Dolci, con l’Ensemble Vocale di Napoli, col Mysterium vocis, con l’Europa Galante di Fabio Biondi. Ha fatto parte del complesso vocale e strumentale Media Aetas del M° R. De Simone. Ha curato la revisione strumentale della parte di violoncello di due sonate di D. Scarlatti per Trio con mandolino e chitarra, ed. Santabarbara. Fa parte degli ensembles barocchi di cui è stato membro fondatore: Scherza l’alma, Tempera Menti, Cecere, Sansevero, Labirinto. Ricercatore, musicista, musicoterapista di ASTRA Project Ancient instrument Sound/Timbre Reconstruction Application, e di Lost Sounds Orchestra. Ha inciso per Accent, Nìccolò, Opus 111, Tactus, Vigiesse, Konsequenz, Felmay, Prikosnovenie, Oriente musik, RAITRADE, Musique du monde. Nìccolò-BMG-Ricordi, Eloquentia, Vienna Modern Master - Opus One, SONY, Il manifesto, Amadeus ecc. Ha conseguito il Master di Musica Rinascimentale e Barocca all’Università di Potenza. Si è laureato in Musica da Camera II° Livello presso il Conservatorio “Duni” di Matera e insegna violoncello nei corsi di scuola media ad indirizzo musicale.


“LA MUSIQUE DES ANGES” Musiche per liuto del ‘600 francese

“Liuti del Mediterraneo” Mostra, Concerti, Seminari

Franco Pavan liuto a undici cori in collaborazione con Stephen Gottlieb, London, 1982, da un originale di Hans Frei Giovedì 16 settembre ore 21 Bari, Chiesa di San Michele Arcangelo

ARCICONFRATERNITA DI SAN MICHELE ARCANGELO Bari


programma

“LES ANGES ET

LE

PARADIS”

Ennemond Gaultier, dit Le Vieux (ca.1580-1651)

Le Testament du Vieux Gaultier, Allemande

Jacques Gallot, dit le Vieux (?-ca. 1695)

Les Larmes, Sarabande La Comminge, Sarabande Ennemond Gaultier L’Adieu, Courante Tombeau de Mezangeau, Allemande Canaries

“LES ANGES ET LA COMÈTE” Jacques Gallot, dit le Vieux

Tombeau du Marechal de Turenne, Allemande La Moscovitte, Sarabande La Comète, Chaconne

“LES ANGES ET MADAME” Charles Mouton (ca. 1626-1710)

Prélude Tombeau de Madame, Pavanne La Volage La Libertine, Canaries La belle Florentine, Courante La belle Danseuse, Gavotte

“LES ANGES SUR LA TERRE” Jacques Gallot, dit le Vieux Monsieur Du Faux Charles Mouton

La Basilique, Allemande Sarabande Le Doux Hymen, Passacaille


Franco Pavan. Liutista e continuista, collabora con diverse formazioni specializzate nella prassi della musica antica, quali Accordone, Concerto Italiano, Cappella della Pietà de’ Turchini, Trinity Baroque, La Venexiana, La Risonanza. Ha registrato oltre quaranta CD per le etichette Virgin, Emi, Opus 111, Glossa, Naive-Astrée, ORF, alcuni dei quali hanno ricevuto importanti riconoscimenti: Gramophon Award, Diapason d’or, Premio della Fondazione Cini, 5 stelle di Goldberg, Choc de la Musique. Ha registrato per tutte le emittenti radiofoniche europee e per la televisione italiana, norvegese e tedesca. In collaborazione con il liutista Gabriele Palomba ha dedicato tre CD al repertorio per due liuti del Cinquecento europeo, pubblicati dall’etichetta “E lucevan le stelle” e premiati come migliori dischi del mese dalla rivista Amadeus. Un disco solistico contenente musica del liutista francese secentesco Charles Mouton, dal titolo “Le Mouton fabuleux”, di recente pubblicazione per la stessa etichetta, ha ottenuto anch’esso il riconoscimento di disco del mese dalla medesima rivista. Suona in duo con la violoncellista svedese Ingrid Andersson, porgendo particolare attenzione al repertorio italiano del XVII e XVIII secolo. Oltre all’attività musicale si dedica alla ricerca storica, dopo aver concluso gli studi musicologici sotto la guida di Francesco Degrada presso l’Università di Milano, con particolare attenzione al repertorio liutistico. Ha collaborato alla redazione del New Grove Dictionary of Music e del repertorio Die Musik in Geschichte und Gegenwart. È docente di Liuto presso il Conservatorio “E. F. Dall’Abaco di Verona”.


“Liuti del Mediterraneo” Mostra, Concerti, Seminari

“I LIUTI DEL MEDITERRANEO” Giornata internazionale di studi

ore 10-16 Giornata di Studi

ore 12,30 Concerto Aperitivo in collaborazione con Tenuta Patruno-Perniola vini pregiati (Gioia del Colle) Ramiro Amusátegui liuto medievale andaluso e Ensemble Calixtinus: Giovannangelo De Gennaro viella e voce Nicola Nesta e Adolfo La Volpe ’ud Paolo Pacciolla percussioni Venerdì 17 settembre Bari, Fiera del Levante, Caffè Luttazzi, Pad. 116


ore 10-16 Interventi di: Ramiro Amusátegui liutista (Madrid, Spagna) Hedi Bellasfar liutaio (Tunisi, Tunisia) Gianluca Campanino suonatore di ‘ud (Napoli) Fedele De Palma dottore di ricerca all’Università di Bari e mandolinista (Bari) Giovannangelo De Gennaro direttore dell’ensemble Calixtinus (Molfetta, Bari) John Griffiths musicologo e vihuelista, Corpus des Luthistes Tours e Sociedad de la Vihuela (Università di Melbourne, Australia) Gianluca Lastraioli docente di liuto al Conservatorio di Trapani e Società Italiana del Liuto (Firenze) Franco Pavan docente di liuto al Conservatorio di Verona e Study Group Tablature IMS (Milano) Davide Rebuffa docente di liuto medievale e mandolino barocco al Conservatorio di Vicenza (Biella) Juan José Rey musicista e specialista di liuto e vihuela (Madrid) Gianfranco Salvatore esperto di ’ud e docente di Civiltà musicali afroamericane all’Università del Salento (Roma) Mauro Squillante docente di plettri storici al Conservatorio di Bari (Napoli) Faruk Türünz Liutaio e studioso di storia dello ’ud ottomano (Istanbul, Turchia)

Coordina Dinko Fabris docente al Conservatorio di Bari e all’Università della Basilicata (Potenza)

con il patrocinio di


“Liuti del Mediterraneo” Mostra, Concerti, Seminari

MUSICHE DI SPAGNA, ITALIA E NAPOLI SPAGNOLA

in collaborazione con Direzione Regionale per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Puglia

Soprintendenza per i Beni architettonici e per il Paesaggio per le Province di Bari - Barletta Andria - Trani e Foggia

John Griffiths Vihuela Stephen Gottlieb, London, 1982, da un originale di Hans Frei Venerdì 17 settembre ore 20 Bari, Castello Svevo


Alonso Mudarra (ca. 1508-1580)

Fantasía fácil [nº 7] (1546)

Luis Milán (ca.1500- ? 1561)

Pavana del primero y segundo tono [nº 1] (1536)

Luis de Narváez (1500-ca. 1560)

Fantasía del quarto tono [nº 10] (1538)

Joan Ambrosio Dalza (metà sec. XV- 1508)

Calata alla spagnuola (1508)

Anonimo

Folias

Alonso Mudarra

Fantasía que contrahaze la harpa en la manera de Ludovico (1546)

Anonimo

Diferencias de la çarabanda

Francesco Canova da Milano (1497-1543)

Ricercar [nº 49]

Francesco Spinacino

Recercare

Josquin Desprez

La cancion del Emperador Mille regres

Anonimo

A tierras agenas

Fabrizio Dentice (1539-1581)

Recercata

Joanambrosio Dalza

Pavana alla ferrarese Saltarello Piva

Francesco Canova da Milano

Recercar [nº 51]

programma


John Griffiths: musicologo ed esecutore specializzato nella musica antica per strumenti a corde pizzicate di Spagna e Italia. Ha tenuto concerti in tutta l’Australia, Europa, Stati Uniti e Sud America, sia come solista che con ensembles specializzati. Il suo campo di ricerca lo vede particolarmente impegnato sulla storia del liuto, della vihuela e del loro repertorio. Ha scritto numerosi articoli su vihuela e vihuelisti in opere di riferimento come The New Grove Dictionary of Music and Musicians (1980; 2001) e ha curato libri sulla musica in Spagna e a Napoli tra cui Políticas y practicas musicales en el mundo de Felipe II (2004) con Javier Suárez-Pajares, e Neapolitan Lute Music (2004) con Dinko Fabris. Negli ultimi anni, dopo essere stato tra i protagonisti del primo database dedicato a tutta la musica dell’Ars Nova Italiana del Trecento, si è impegnato in una vasta ricerca sulla musica nel contesto urbano della Spagna, con un team di ricercatori spagnoli. È co-direttore del “Corpus des Luthistes”, progetto del Centre d’Études Supérieures de la Renaissance di Tours (Francia), vice presidente della Sociedad de la Vihuela (Madrid), la più importante istituzione nel mondo dedicata a questo strumento iberico. Griffiths è inoltre direttore del Gruppo di Studio della Società Internazionale di Musicologia dedicato al tema della intavolatura, la tipica notazione del liuto e della vihuela (Tablature Notation in Western music). È Professore di Musica all’Università di Melbourne in Australia, dove ha fondato e dirige anche l’Early Music Studio.


UNE LARME

presentazione

Musiche per chitarra barocca di Francesco Corbetta da La Guitarre Royale (1671)

in collaborazione con Rosario Conte chitarra spagnola MercoledĂŹ 22 settembre ore 20 Bari, Casa Piccinni


VENEZIA E L’ORIENTE Vertigini del Sacro dall’Italia del ’600 alla Palestina

in collaborazione con

Moneim Adwan canto e ’ud Concerto Soave María Cristina Kiehr soprano Jean-Marc Aymes clavicembalo e organo Comune di Sannicandro

Mercoledì 13 ottobre ore 20,30 Sannicandro di Bari, Castello Normanno Svevo


Moneim Adwan

Walaw

Claudio Monteverdi (1567–1643)

O Quam Pulchra es Da Ghirlanda sacra, Venezia, 1625 (2 parti alternate)

Luigi Rossi (c.1598-1653)

Passacaglio Ms. Parigi, Bibliothèque Nationale “Manuscrit Bauyn”

Tarquinio Merula (1595-1665)

Canzonetta Spirituale sopra la Ninna Nanna da Curtio precipitato et altri capricii. Libro II, Venezia, 1638

Moneim Adwan

‘Achiaq min falastin (Un innamorato che giunge dalla Palestina)

Autore Incerto

Lamentazione per il Sabbato Santo Ms. Bologna, Biblioteca del Conservatorio

Moneim Adwan

‘Arif (Je sais)

Alessandro Grandi (1586-1630)

Tota pulchra es da Motetti a voce sola, Venezia, 1621

Claudio Merulo (1533-1604)

Toccata del V tono Toccate, Libro Secondo, Roma, 1604

Claudio Monteverdi

Laudate Dominum da Selva Morale e Spirituale, Venezia, 1640

Moneim Adwan

Bethléem

programma


All’inizio, vi fu un incontro, con Moneim Adwan e la sua musica. Questa sua musica a un tempo tanto ornamentale e così lacerante. Non erano queste le stesse caratteristiche della musica di Monteverdi? E inoltre, le caratteristiche di una intera città, Venezia, tanto voltata verso Oriente? e le caratteristiche di una intera epoca, l’inizio del Seicento, tanto libero nell’espressione delle passioni umane, la fragilità della loro condizione terrestre. È nato così il desiderio di riunire queste esperienze, di confrontarle amorevolmente. E gli scambi fecero risaltare inaspettate e perturbanti affinità. Fin dalle prime note del canto di Moneim (Walaw: «Nonostante tutto, tu sei parte… »), si è imposta una prima musica. La musica di Monteverdi, soave, eterna evocazione d’amante, spiegando dolcemente i suoi vocalizzi come l’amata prepara i suoi lunghi boccoli neri, evocazione di una felicità passata («ricordati dei nostri sorrisi sulle labbra della fedeltà»), interrotta e tuttavia iscritta nel cuore per sempre. La lacerante poesia d’esilio del grande Mahmoud Darwich di un subito ci sovrastava, immensa, al di sopra di noi. Evocava per nostro conto quel compianto immemore di una madre, che cerca di far dormire il suo bimbo allontanando l’inquietudine che la sommerge. Cominciano dapprima quelle quattro note della Passacaglia di Piccinini, immutabili come la marcia del mondo, sulle quali l’arciliuto, cugino europeo dello ‘ud, svolge dei teneri arabeschi. Poi semplcemente due note, come il dolce cullare della culla, sono sufficienti a sostenere il canto di Maria: malgrado le sue terribili visioni, riuscirà a calmare il suo Bambino. Jean-Marc Aymes

Concerto Soave In pochi anni Concerto Soave è divenuto un gruppo di riferimento per l’interpretazione della musica italiana del Seicento. Nato dall’incontro del soprano Maria Cristina Kiehr e del clavicembalista Jean-Marc Aymes, l’ensemble riunisce solisti specializzati nel repertorio italiano del XVII secolo. Si presenta sotto forma di un “concerto” nel senso in cui si intendeva all’epoca, ossia uno scrigno strumentale riccamente colorato (arciliuto, arpa, viola da gamba, violini, cembalo, organo…) destinato a incastonare una o più voci. La soavità che Concerto Soave infonde nelle esecuzioni rinvia a quella che privilegiavano gli esecutori barocchi per convincere il loro uditorio. Più che la forza, la soavità permette loro di conoscere i misteri del mondo, siano essi sacri ovvero profani. Così Concerto Soave diviene strumento di riscoperta di un repertorio che non cessa di rivelare le sue bellezze e la sua ricchezza. L’Italia agli inizi del Seicento presenta un paesaggio sonoro di una ricchezza e di una raffinatezza unici. Ogni esecuzione concertistica ed ogni registrazione di Concerto Soave (Empreinte digitale e Harmonia Mundi), sono accolte unanimemente come eventi dal pubblico e dalla critica specializzata. È appena uscito nell’ottobre 2010 l’ultimo cd Il Canto delle Dame, dedicato alle compositrici italiane del Seicento (etichetta del Festival di Ambronay). L’ensemble è regolarmente invitato dai maggiori festival e si produce nelle principali capitali europee. Per la stagione 2010-2011, Concerto Soave si arricchisce dell’incontro con musicisti venuti da lontano, come il cantante e suonatore di ’ud palestinese Moneim Adwan.


Maria Cristina Kiehr si è imposta assai presto, presso pubblico e critica, come una delle maggiori interpreti di canto barocco del nostro tempo. Riesce infatti a mettere insieme la soavità del suo timbro unico a un fervido rispetto dei testi poetici che “difende” con umiltà e calore. Forse dipende dalla sua nazionalità argentina e dalle sue origini danesi riuscire a miscelare a meraviglia questa soavità senza pari al massimo rigore musicale e stilistico. Formata alla Schola Cantorum di Basilea con René Jacobs, ha cominciato presto ad essere invitata dai maggiori direttori (René Jacobs, Philippe Herreweghe, Franz Bruggen, Jordi Savall, Gustav Leonhardt, Nikolaus Harnoncourt...) e dalle formazioni più prestigiose (Hesperion XXI, Concerto Köln, Ensemble 415, Seminario Musicale, Concerto Vocale, Elyma, La Fenice...). Oltre alla sua costante partecipazione a importanti produzioni di opere barocche (Orontea di Cesti a Basilea, Incoronazione di Poppea di Monteverdi a Montpellier, Dorilla di Vivaldi a Nizza...), viaggia per il mondo (Europa, Giappone, Australia, America Centrale e del Sud) participando a oltre un centinaio di registrazioni discografiche. La sua doppia passione per la polifonia e per la monodia italiana del XVII secolo si realizza pienamente con Concerto Soave, di cui è cofondatrice.

Jean-Marc Aymes è allo stesso tempo un solista, un direttore artistico e un docente. Come clavicembalista e organista, ha compiuto una ciclopica impresa: la registrazione integrale della musica da tasto di Girolamo Frescobaldi di cui il volume III, comprendente il Secondo Libro delle Toccate e le Canzoni del 1645 ha vinto nel 2009 il Diapason d’Or così come era successo per i primi due: Primo Libro delle Toccate (Diapason d’Or, Joker della rivista belga Crescendo, 5 Goldberg) e Capricci. Jean-Marc Aymes è cofondatore insieme a Maria Cristina Kiehr, nonché direttore artistico, di Concerto Soave, ensemble oggi considerato di riferimento per l’interpretazione della musica italiana del Seicento. Le registrazioni realizzate per Harmonia Mundi sono state accolte in maniera trionfale a livello internazionale. Con l’ensamble e come solista viaggia attraverso il mondo (Regno Unito, Paesi Bassi, Germania, Svizzera, Belgio, Spagna, Italia, Austria, Usa, Canada) producendosi nei più prestigiosi Festival. Ha partecipato inoltre a più di una sessantina di registrazioni discografiche e innumerevoli concerti e trasmissioni radiofoniche. Dal settembre 2009 è Professore di Clavicembalo al Conservatoire Supérieur de Musique et de Danse di Lione in Francia.

Moneim Adwan è nato a Rafah nel sud della banda di Gaza. Ha cominciato a cantare dall’età infantile canti popolari e lodi del profeta Maometto. A 17 anni ha cominciato a interessarsi dello ’ud e qualche anno più tardi si è trasferito a Tripoli in Libia, dove ha ottenuto all’Università la Laurea di Musicologia coi maestri Fateh el-Ramiz (canto) e Abdallah Sebaï (’ud). Dopo una tournée in Egitto, Tunisia, Giordania e Irak, ha cominciato dal 1994 a collaborare per svariati eventi col nuovo governo palestinese, col Ministero dell’Educazione, Teatro e Cinema, fino al gennaio 2000, anno in cui ha diretto una prima musicale a Betlemme. Ha inciso diversi cd e si è esibito nelle maggiori città europee. I canti di Moneim Adwan sono creazioni ispirate al patrimonio tradizionale della regione del Al-Châm (Siria, Giordania, Libano, Palestina) e al repertorio classico arabo. I suoi testi, scritti per la maggior parte da poeti della banda di Gaza, parlano di storia del suo paese, della vita quotidiana palestinese, dell’amore. La voce calda, a volte potente a volte tenera, di questo cantore è uno strumento perfetto per veicolare un messaggio umano al di là delle frontiere e della prigione-Gaza. In esilio in Francia dall’estate 2007, Moneim ha partecipato al Festival International d’Art Lyrique d’Aix-en-Provence durante il quale ha prodotto due concerti e ha collaborato con musicisti dell’Académie européenne de Musique.


CAPRICCIO STRAVAGANTE Seicento e Settecento: musiche da due mondi

Antonio Giummarella flauti dolci

in collaborazione con

Stockholm Newbaroque: Catalina Langborn violino barocco Johannes Jakobsson violino barocco Andrea Ravandoni viola barocca Magnus Malmros violoncello barocco Thomas Schützer flauto traversiere Gianni Rinaldi contrabbasso barocco Gianluigi Bello arciliuto e chitarrino Mayumi Kamata clavicembalo

Comune di Mola di Bari

Sabato 16 ottobre ore 20,30 Mola di Bari, Castello Angioino


Marco Uccellini (1603 - 1680)

Sinfonia la Virmingarda Sinfonia la Stucharda dalle “Sinfonie boscareccie”

Carlo Farina (1600 – 1640)

Capriccio Stravagante

Andrea Falconieri (1586 – 1656)

Domenico Sarro (1679 – 1744)

La Lira - Il Piferino - Lira variata Qui se bate con il legno del archetto sopra le corde La trombetta - Il Clarino - Die Heerpaucken - La Gallina Il Gallo - Il flautino, pian piano - Il tremolo Fiferino della Soldatesca - il Tamburo Il Gatto - Il Cane - La Chitarra Spagnola

Battalla de barabaso yerno de satanas Passacaglia L’eroica da “Il Libro Primo di Canzoni, Sinfonie, Fantasie, Capricci, sonate per violini, viole”

Concerto in la minore per flauto, 2 violini, viola e basso continuo. Largo - Allegro - Larghetto - Spiritoso

dai 24 concerti del manoscritto di Napoli (1725) Antonio Vivaldi (1678 – 1741)

Concerto in sol maggiore per flautino, orchestra d’archi e basso continuo (Rv 444) Allegro non molto – Largo – Allegro Molto

Johann Sebastian Bach (1685 – 1750)

Concerto brandeburghese in re maggiore n. 5 (bwv 1050) Allegro - Affettuoso - Allegro

programma


Stockholm Newbaroque di recente formazione (Stoccolma 2007), nasce con l’ intento di promuovere la musica barocca per mezzo di un organico composto da archi che si avvale di volta in volta della collaborazione di altri strumenti (flauto, cembalo, tiorba) Propone un vasto repertorio che spazia dalla musica europea del primo Barocco sino al neo-classicismo. Il quartetto utilizza strumenti barocchi che sono copie fedeli di strumenti antichi. Tutti i membri del gruppo studiano presso il Royal College of Music di Stoccolma nel dipartimento di Musica Antica. E hanno dato origine a questa formazione con l’ intento di intraprendere un percorso musicale comune e di scambiare le singole esperienze maturate in contesti ed ambiti di paesi differenti. L’interesse del gruppo è incentrato sulla letteratura musicale del Seicento con particolare riferimento alla musica strumentale italiana e al repertorio che contempla l’impiego del flauto dolce. L’ensemble ha svolto una qualificata attività concertistica in Italia e all’estero riscuotendo lusinghieri consensi di pubblico e di critica e distinguendosi per capacità interpretative di particolare espressività e comunicativa. Antonio Giummarella musicista pugliese, a diciotto anni si diploma brillantemente in flauto traverso presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari. Si perfeziona successivamente a Roma presso l’Accademia Italiana del Flauto e da allora svolge un’ intensa attività concertistica in diverse formazioni. Accostatosi giovanissimo allo studio del flauto dolce, frequenta i corsi di perfezionamento e nel 2008 si diploma con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore presso il Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze. Nello stesso anno è ammesso al Master of Arts in “Early Music” presso il Royal College of Music di Stoccolma dove, sotto la guida del M° Dan Laurin, continua ad esplorare le possibilità interpretative del repertorio rinascimentale e barocco del flauto dolce. Thomas Schützer Si laurea nel 2007 presso il Conservatorio di Birmingham in musica con il flauto moderno. Successivamente coltiva con grande passione la musica antica e inizia a suonare flauti storici. Studia presso il Royal College of Music di Stoccolma, in Svezia con Björg Ollen. Completa i suoi studi nel 2010 laureandosi in musica antica. Frequenta i corsi esitivi di Urbino con Marcello Gatti. Ha suonato con diversi gruppi di musica da camera e ha collaborato con le più note orchestre barocche svedesi. Recentemente ha ricevuto una borsa di studio per partecipare a una produzione operistica organizzata dall’Accademia Vadstena, per eseguire due opere classiche di J.A. Hasse e G.A. Benda. Gianluigi Bello Diplomatosi in chitarra classica presso il conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari e laureatosi comtemporanemente in Ingegneria, dopo un iniziale interesse per la musica elettronica, ha successivamente approfondito lo studio e la prassi esecutiva della musica antica, in particolare per quanto attiene il repertorio degli antichi strumenti a pizzico, perfezionandosi nello studio del liuto con i maestri Andrea Damiani e Paul O’Dette. Ha operato in numerose formazioni vocali e strumentali tra le quali “Il Palazzo Incantato”, ensemble “Il Dodicino” e Associazione coro “Harmonia”, “La confraternita dei musici”, effettuando registrazioni in studio e dal vivo. Attualmente è membro dell’associazione “la Chirintana”, dedita alla ricostruzio-


ne e riproposizione del repertorio di danza storica ove opera come liutista e arrangiatore Mayumi Kamata è nata in Giappone. Dopo il diploma di pianoforte si è recata in Europa per approfondire la musica barocca e il clavicembalo. Nel 1980 ha iniziato a studiare clavicembalo al conservatorio Sweelink di Amsterdam con Anneke Uittenbosch e Ton Koopman diplomandosi nel 1985. Mayumi vive a Stoccolma e svolge attività concertistica come solista di clavicembalo e come componente di ensambles di musica da camera. Dal 1992 è docente di clavicembalo al Royal College of Music di Stoccolma. Giovanni Rinaldi Brillantemente diplomato in Contrabbasso sotto la guida del M°V. Calamita nel 1986, si è in seguito perfezionato con i Maestri L. Salvi, G. P. Simoncini e Y. Goilav. Musicista versatile, vanta un’intensa attività concertistica che spazia dalla musica sinfonica alla cameristica, dal jazz alla direzione d’orchestra. Ha suonato con importanti orchestre quali la R.A.I. di Milano, l’Orchestra Philharmonia Mediterranea, la Junge Schweizer Philarmonie e in qualità di primo contrabbasso con l’Orchestra Internazionale d’Italia, l’Orchestra dell’Amministrazione Provinciale di Bari e di Matera, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari, l’Orchestra della Società dei Concerti di Bari, l’Orchestra del Teatro di Messina, l’Orchestra Nuova Scarlatti di Napoli e l’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo.Dal 1988 ha collaborato con l’orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dove ha suonato con L. Bernstein, C. M. Giulini, G. Pretre, G. Sinopoli, D. Gatti, V. Gergiev, W. Savallisch, C. Thielemann, M. W. Chung. Collabora con gruppi e orchestre da camera tra cui: Collegium Musicum, col quale ha eseguito in prima assoluta un concerto per contrabbasso e orchestra del M°. Ottavio De Lillo, Solisti Dauni, Solisti Aquilani e l’orchestra barocca La Lyra Di Amphione. Ha effettuato tournée in Europa, Asia e America meridionale, registrazioni di programmi radiofonici RAI e incisioni discografiche. Ha studiato composizione ed ha iniziato lo studio della Direzione d’Orchestra con R. Duarte e J. Kalmar, diplomandosi successivamente presso l’accademia Musicale Pescarese nel 1999. Ha diretto l’Orchestra sinfonica “U. Giordano” di Foggia, l’Orchestra dell’Amministrazione Provinciale di Bari, la sinfonica di Plovdiv e Shoumen (Bulgaria), La H. Swarowsky Orchestra, l’Orchestra da Camera di Pescara, la sinfonica di Kiev, la filarmonica di Satu Mare (Romania), Capella Cracoviensis e l’orchestra del Teatro Petruzzelli. Ha già diretto le opere “Don Pasquale” di G. Donizetti, “Tutti in Maschera” di C. Pedrotti , “La Traviata” di G. Verdi, “Cavalleria Rusticana” di P. Mascagni, e “Barbiere di Siviglia” di G. Rossini; prossimamente dirigerà Tosca di G. Puccini. Dal 1990 al 2005 è stato docente ai corsi Musicali Internazionali Estivi di Lanciano. Insegna contrabbasso presso il Conservatorio di Bari.


NELL’ AUTUNNO DI BISANZIO Dufay e il ‘400 tra Occidente e Oriente

in collaborazione con

Fondazione Marco Fodella di Milano

Ex Silentio Theodora Baka canto Dimitris Kountouras flauto e direzione Elektra Miliadou, Andreas Linos viella Comune di Bitritto

Sabato 23 Ottobre ore 20,30 Bitritto, Castello Baronale


Johannes Legrant (?1420-?1440)

Se liesse est de ma partie (Oxford Bodleian Library Ms. 213)

Guillaume Dufay (ca. 1397-1474)

Ce jour de l’an Bon jour bon mois Magister Guglielmo Falla con misuras (Perugia Bibl. Com. Ms 431) (Oxford Bodleian Library Ms. 213)

Anonimo (Italia sec. XIV)

Trotto

Beltram Feragut (ca. 1385 - ca. 1450)

Francorum nobilitati Ave Maria (Oxford Bodleian Library Ms. 213)

Guillaume Dufay

Lamentatio sanctae matris ecclesiae Constantinopolitanae (Bibl. Riccardiana Firenze) C’ est bien raison

Anonimo (sec. XV)

Or sus mon cuer (Ox. 213)

Guillaume Dufay

Vassilissa ergo gaude (Oxford Ms. 213) Seigneur Leon (Vienna Ms.5024) Vergene bella

Anonimo (Italia sec. XV)

Biancha nel Bruno

Guillaume Dufay

Se la face ay pale Las que feray Par droit je puis bien (Oxford Bodleian Library Ms. 213)

programma


Il programma “NELL’ AUTUNNO DI BISANZIO” presenta musiche della prima metà del ‘400 da manoscritti riconducibili con l’Italia come l’“Oxford Bodleian Library Ms. 213” (compilato propabilmente a Venezia), il manoscritto della Biblioteca Riccardiana di Firenze e il manoscritto 431 della Biblioteca Comunale di Perugia. Musiche di Dufay relative all’ultimo periodo dell’impero bizantino, mostrano le fonti storiche dell’epoca e i collegamenti tra Bisanzio e l’Italia. Il mottetto «Vassilissa ergo gaude» è scritto per il matrimonio del principe Teodor Paleologo di Moreas (figlio dell’imperatore bizantino Manuel) con la principessa Cleofe Malatesta da Rimini. Il lamento per la caduta di Constantinopoli “Lamentatio sanctae matris ecclesiae Constantinopolitanae” scritto nel 1455, apparteneva a un ciclo di quattro lamenti (tre sono persi) che dimostrano l’impressione causata all’Occidente dalla caduta della capitale bizantina. Le chanson di Feragut “Francorum nobilitati” e il “C’ est bien raison” di Dufay sono dedicate al principe Lionello d’ Este di Ferrara che ha ospitato il Concilio di Ferrara (1438) dedicato all’Unione delle chiese d’Oriente e Occidente. Il rondeau “Seigneur Leon”, invece è probabilmente dedicato a Leonardo di Chio, Archivescovo di Mytilene all’isola di Lesbo. Musiche di compositori meno conosciuti come Legrant, Feragut e l’immagine della musica del primo Quattrocento. Ensamble Silentio Fondato nel 2001, è uno dei pochi gruppi greci specializzati nella prassi esecutiva della musica antica usando strumenti originali o copie. Concentrato sulla musica antica del Mediterraneo dal tardo Medioevo fino al Barocco, si è esibito in concerti in Olanda, Grecia, Austria e Germania e svolge progetti pedagogici per la promozione di musica antica in Grecia e all’estero. Ha inciso per la casa discografica tedesca Raumklang. Theodora Baka Nata in Grecia ha studiato canto e musica da camera presso l’ Accademia di Musica di Hannover con William Reimer e Norma Enns. Segue una carriera internazionale con diversi gruppi cameristici, e di musica antica e anche come cantante d’opera. Si è esibita come solista nei teatri lirici europei: Brema, Bielfeld, Wiebaden, Bilbao, Ferrara, Atene, presso il Markgräfisches Opernhaus a Beyreuth, il Theater an der Wien (Vienna) e il prestigioso Champs-Élysées (Parigi). Collabora col Duo Cancion, con Erato Ensemble, col consort inglese Fretwork, con United Continuo Service, Atalante (Erin Headley), con il Complesso Barocco (Alan Curtis) e con i gruppi greci Latinitas Nostra ed Ex Silentio. Ha inciso CD per le case discographiche per Concordia (Duo Cancion), Raumklang (Ex Silentio) e la prima mondiale dell’opera “Ariana in Creta” di Handel per MDG. Il suo ampio repertorio include musiche dal Medioevo fino al XX secolo. Dimitris Kountouras Ha studiato il flauto dolce e il traversiere presso il Conservatorio di Utrecht in Olanda (diploma di solista 2001), presso l’ Accademia Internazionale di Musica di Milano come borsista della Fondazione Marco Fodella e poi presso i Conservatori di Vienna e di Trossingen, con Kees Boeke, Heiko ter Schegget, Marcello Gatti e Daniele Bragetti. Ha fondato il gruppo di musica antica Ex Silentio e il Duo Goliardi con Konstantinos Raptis (fisarmonica). Si è esibito in diversi festival e nelle rassegne in Europa ed in Asia, tra cui i festival: J.S. Bach di Riga, il


Festival di musica antica Trigonale in Austria, Festival Mousiké di Bari, Festival di Bahrain e Festival di Atene. Come solista si è esibito a Sala Verdi di Milano, nella Pablo Casals Hall di Tokyo e a Megaron di Atene. Ha inciso per Arkys, per Raumklang e per la MDG. Insegna flauti storici a Vienna e ad Atene ed effettua ricerche sulle relazioni tra la musica e l’ Umanesimo rinascimentale. Elektra Miliadou Dopo il diploma di violoncello a Salonicco, sua città di nascita, ha proseguito i suoi studi di violoncello barocco, viola da gamba e prassi esecutiva, presso il Royal College of Music a Londra, dove ha studiato con Catherine Rimer, Richard Turnicliffe e Reiko Ichise. Ha tenuto concerti con il suo gruppo Amaranthos e anche con Florilegium, Latinitas Nostra e il Saraband Consort, presso il Fraenkischer Sommerfest, il London Handel Festival, il Brighton Early Music Festival, il St. Martin-in-the-Fields Early Music Festival e il Feldkirchen in Austria. Insegna musica d’ insieme presso il Royal College of Music di Londra in collaborazione col dipartimento di musica antica. Andreas Linos Ha studiato viola da gamba con Nima Ben David presso il Conservatorio di BoulogneBillancourt, a Parigi. Ha seguito corsi di musica tradizionale greca e dell’Asia Minore con Ross Daily e Derya Tourkan. Come membro di diversi gruppi di musica antica (Il Bagatto, La Camera delle Lacrime, Latinitas Nostra) si è esibito in concerti in diversi paesi europei e anche in Messico e in Marocco. Ha inciso per le case discografiche Alpha, Zig Zag e Raumklang. Si occupa anche di scenografia e di la costruzione di strumenti ad arco.


MILANO ~ MILAN Musica italiana e spagnola del Rinascimento Serata sponsorizzata da

Auditorium Vallisa

Hopkinson Smith liuto e vihuela VenerdĂŹ 29 ottobre ore 20 Bari, Auditorium Vallisa


Luys Milán (ca. 1500-?1561)

Fantasía 4 del Segundo tono Pavana 2 del tercero y quarto tono Fantasía 18 de redobles largos para tañer de gala septimo y octavo tono Pavana 4 del septimo y octavo tono Fantasía 6 del primero y segundo tono La bella francesquita Fantasía 11 de consonancias y redobles del primero y segundo tono Pavana 6 del octavo y octavo tono (da El Maestro, Valencia 1536)

Francesco da Milano (1437-1543)

Recercar (41) dal quinto tono Doma la donna se lo si sona Fantasia (51) dal primo tono Che glia strazza la socha Pavana: Mi fato e miserabil sorte Saltarello la Mantuanella Fantasia (33) sopra mi-fa-mi Fantasia (55) “La più bella & divina ache abbia fatto” Pescatore che va cantando

programma


Hopkinson Smith. Nato a New York nel 1946, laureato con lode alla Harvard University nel 1972, si trasferisce nel ‘73 in Europa per studiare in Catalogna con Emilio Pujol e in Svizzera con Eugène Dombois. Stabilitosi a Basilea, collabora con numerosi gruppi e fonda con Jordi Savall l’ensemble Hesperion XX. Dalla metà degli anni ’80 si dedica principalmente al repertorio solistico per liuto e chitarra barocca dando concerti e producendo oltre 20 registrazioni, numerose delle quali premiate con il Diapason d’Or. Territori d’esplorazione d’elezione, la musica per chitarra spagnola e vihuela, la musica francese per liuto rinascimentale e barocco, e il repertorio italiano e tedesco del primo Seicento. Attraverso i recitals e le incisioni, il suo percorso musicale continua a svelare e a riportare in vita opere tra le più espressive e intimiste del repertorio rinascimentale e barocco. L’incisione delle sue trascrizioni per liuto delle Sonate e Partite di Bach per violino solo, apparsa nel 2000 e acclamata universalmente dalla critica musicale, è stata definita “the best recording of these works on any instrument”. Più recentemente, la registrazione delle opere di Pierre Attaignant (“superbe” per Le Monde), ha vinto il Diapason d’Or. Dell’incisione dedicata a Dowland nel 2005 (anch’essa Diapason d’Or) il New York Times ha scritto: “Wonderfully personal”; il CD monografico su Francesco da Milano, descritto come “the first recording to do justice to Francesco’s reputation”, ha ricevuto il Diapason d’Or nel dicembre 2008. Hopkinson Smith suona e tiene master classes in tutta Europa, in America del Nord e del Sud, in Australia e in Giappone, combinando uno stile di vita di ricerca eremitica a quello del viaggiatore; nel marzo 2007 si è esibito e ha insegnato in Palestina invitato dalla Barenboim-Said Foundation e dal Swiss Arts Council. Insegna alla Schola Cantorum Basiliensis. “Hopkinson Smith is without doubt the finest lute player in the world today…” (San Francisco Chronicle) “The lutenist Hopkinson Smith is one of the most spectacular instrumentalists of the present time” (Der Standard, Vienna). “Hopkinson Smith is the supreme ‘poet’ of the lute” (Gramophone, Londra). “…a major artist of our time” (Répertoire, Parigi).


Premio Mousiké Regione Puglia 2010 V EDIZIONE per la diffusione della musica antica del Mediterraneo

Serata sponsorizzata da

Il premio Regionale Mousiké è assegnato a

Hopkinsons Smith con la seguente motivazione:

“A Hopkinson Smith, maestro dei maestri, massimo interprete delle musiche per liuto dell’antica Europa Mediterranea”. Il premio sarà consegnato dall’Assessore al Mediterraneo Silvia Godelli

Venerdì 29 ottobre, ore 20 Bari, Auditorium Vallisa Il Premio Mousiké Regione Puglia 2006 assegnato ad Antonio Florio direttore e fondatore della Cappella della Pietà dei Turchini II Premio Mousiké Regione Puglia 2007 assegnato a Vladimir Ivanoff e complesso Sarband III Premio Mousiké Regione Puglia 2008 assegnato a Patrizia Bovi complesso Micrologus IV Premio Mousiké Regione Puglia 2009 assegnato a “Katarina Livljanic complesso Dialogos

Regione Puglia Presidenza Assessorato al Mediterraneo


Patrocinata dal Comune di Bari Assessorato al Marketing Territoriale

Corsi Internazionali di Musica Antica

Jean Marc Aymes clavicembalo (12 ottobre) Dan Laurin auto dolce

Anna Paradiso accompagnatore al cembalo

(29 ottobre - 1 novembre) Hopkinson Smith liuto (30 ottobre) Bruna Gondoni danza rinascimentale* *In collaborazione con La Chirintana

(30 ottobre - 1 novembre) I corsi si terranno a Casa Piccinni Vico Fiscardi 2 (Piazza Mercantile) Bari Per informazioni e iscrizioni: tel. 3398449605 - 377751775 - 3391156857 patmuse@libero.it - angelo_de_marzo@hotmail.com - agiummarella@email.it

dal 12 ottobre al 1 novembre 2010 Bari, Casa Piccinni


Festival Mousiké: programma 2010