Issuu on Google+

RASSEGNA STAMPA STAMPA NAZIONALE

Dal 1 m arzo al 15 ottobre 2012

Festival Francescano 2012 – Chiara Vecchio Nepita: tel. +39 338 4886822 stampa@festivalfrancescano.it www.festivalfrancescano.it


Confessioni donna oro - 15 ottobre 2012


Avvenire - 5 ottobre 2012


laDiscussione

martedì 2 ottobre 2012

7

Festival Francescano il saluto di Rimini DI

ADOLFO SPEZZAFERRO

Il vescovo di Rimini Francesco Lambiasi domenica ha chiuso la quarta edizione del Festival Francescano e durante la celebrazione eucaristica ha salutato le famiglie francescane esprimendo vicinanza e soddisfazione per l’esito della kermesse che in questi giorni ha animato il centro storico della città romagnola con conferenze, incontri di spiritualità e spettacolo. Citando San Tommaso d’Aquino il Vescovo di Rimini ha ricordato come ogni germe di bene e di verità in ultima analisi venga da Dio. «Questo esclude ogni tipo di particolarismo e settarismo all’interno della Chiesa, che è chiamata all’unità e alla comunione, nel rispetto del ministero di ciascuno». Lambiasi ricorda come lo stile evangelico imponga il rifiuto del relativismo e uno stile missionario che respinge liti e dispute, portando l’annuncio della Buona notizia nel rispetto e nella tolleranza. Sempre domenica un migliaio di presenze, in particolare di giovanissimi, ha partecipato all’incontro con Alessandro D’Avenia. Lo scrittore e professore ha ricordato come i ragazzi abbiano bisogno di vicinanza per crescere, di uno sguardo che sappia vedere la bellezza che germoglia dentro di loro. «Dove l’uomo può fallire nella sua capacità di donare questo sguardo verso i più giovani, ecco che interviene lo sguardo di Dio, l’unico sempre stabile. Sguardo che rimette al mondo». Il Festival Francescano è riuscito a portare alla città di Rimini, a poco a poco, quella gioia che, come ha affermato suor Nella Letizia, clarissa del Monastero di S. Bernardino, «è uno degli elementi caratterizzanti della spiritualità di S. Chiara». «La vita dell’uomo non è una lotta ma un’esperienza di compagnia. San Francesco è chiaro esempio di come la persona non è chiamata ad essere contro gli altri ma a vivere per gli altri». Così monsignor Luigi Negri, vescovo di San Marino - Montefeltro, ha salutato, nel pomeriggio di sabato 29 settembre, la manifestazione dei francescani italiani. Il vescovo Negri, nel suo intervento sulla figura della donna nel Magistero della Chiesa, facendo riferimento alla Lettera apostolica di Giovanni Paolo II “Mulieris Dignitatem”, ha osservato come l’individuo, base del vivere sociale, sia chiamato alla pienezza della sua umanità: la maternità per la donna, la paternità per l’uomo. «Eva - ha detto il vescovo

Il vescovo Francesco Lambiasi ha chiuso la quarta edizione Negri - è certamente diversa da Adamo, ma insieme sono profondamente complementari. Nell’incontro con il diverso l’uomo realizza a pieno la sua personalità. Non la donna contro l’uomo, ma la singolare convergenza di due personalità, in cui la donna in particolare è chiamata alla maternità, nell’esprimere le sue capacità di dedizione e di amore». La giornata di domenica è stata ricca di proposte con momenti di spiritualità e preghiera, conferenze e spettacoli, intrattenimento per bambini. Alle ore 11 presso il Duomo il Vescovo Lambiasi si è tenuta la Celebrazione eucaristica. Il vescovo di Rimini era già intervenuto al Festival Francescano in occasione dell’apertura dei lavori di venerdì. “La bellezza sta salvando il mondo” è il titolo dell’intervento di Alessandro D’Avenia, in programma alle ore 14.30 in Piazza tre Martiri. I romanzi dello scrittore, “Bianca come il latte, rossa come il sangue” e “Cose che succedono” hanno ottenuto in questi ultimini due anni un indiscusso successo. Tutto al femminile il confronto interreligioso previsto nel pomeriggio: Renata Bedendo, Serena Di Nepi e Shahrzad Houshmand Zadeh hanno animato la tavola rotonda “Sara, Fatima e il loro Dio”. Le religioni abramitiche si sono confrontate col pubblico riminese nel pomeriggio in Piazza Tre Martiri. A coordinare gli interventi il professore Piero Stefani, esperto in ebraismo e confronto interreligioso. Il momento della predicazione francescana in Piazza Cavour si è celebrato fin dalla presentazione ai visitatori del Festival da Antonio Tofanelli, ministro dei frati Cappuccini dell’Umbria. Due momenti sono stati dedicati alla figura di Chiara di Assisi: l’incontro con le clarisse presso il Monastero di S. Bernardino, seguendo l’esempio di Santa Chiara verrà approfondito il tema “L’esperienza del corpo nella preghiera”. In

Un’immagine di Santa Chiara

Il vescovo di Rimini Francesco Lambiasi

serata il momento musicale presso il Tempio Malatestiano con la suite teatrale di Luciano Sampaoli con Lucia Pagliardini dal titolo “Sorella Carissima”. Il Festival Francescano ha pensato anche ai più piccoli: sempre domenica si è tenutopresso la Corte degli Agostiniani lo spettacolo di Fantateatro “Chiara…una volta” e alle 17.30 al Palasport sarà la volta dell’atteso Concerto del Piccolo Coro “Mariole Ventre” dell’Antoniano di Bologna, con le canzoni dello Zecchino d’Oro. Durante il Festival sono esposte presso il Monastero delle Clarisse di San Bernardino le reliquie di Santa Chiara d’Assisi e di Santa Elisabbetta regina d’Ungheria terziaria francescana. Donne al centro del dibattito “politico”. A moderare la giornalista Rai Tiziana Ferrario, ospite anche la riminese Valeria Piccari in rappresentanza dell’imprenditoria femminile.Tanti i temi discussi. A partire dalla firma a Strasburgo del ministro del Lavoro per conto dell’Italia della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, un problema drammaticamente presente nel vissuto di molte donne, come ha sottolineato anche la leader della Cgil Camusso. Si è parlato delle piaghe che frenano lo sviluppo: «l’evasione ma anche tutto il sommerso più ampio», per la Camusso. «La criminalità e la mancanza di legalità», ha invece sottolineato la Fornero. Punto d’accordo tra le ospiti sulla necessità, per la crescita del Paese, di prestare più attenzione alle persone, con proposte concrete: maggiore partecipazione all’organizzazione del lavoro, come indicato dalla Camusso; la lotta contro le cosiddette “dimissioni in bianco”, come ricordato dalla Fornero; o l’organizzazione del lavoro con orario continuato per conciliare al meglio i tempi di vita con quelli lavorativi, come accade nell’azienda che guida la Piccari. Sulla responsabilità dei rispettivi ruoli, la Camusso ha affermato: «Non penso mai che sarebbe meglio fare qualcos’altro». La Fornero, negando con decisione la possibilità di una sua ricandidatura, ha posto l’attenzione sul senso del dovere e sulla necessità per la politica di avere orizzonti «a lungo raggio». «Credo in un mercato del lavoro inclusivo che tenga dentro giovani e anziani - ha detto il ministro, sulla scia di quanto già detto al Meeting di Rimini - non

che il posto di uno tolga quello dell’altro». Qualche fischio quando il ministro ha parlato della riforma del lavoro, parzialmente compensato anche da qualche applauso. E proprio sul fronte della politica, il ministro ha definito il recente scandalo alla Regione Lazio come «vergognoso». «La crisi della politica è diffusa e non e solo di una parte. Anche se non tutti sono uguali», ha detto, ricordando che «attraverso l’esempio si può dimostrare che esiste una politica diversa». Nell’ottavo centenario dalla consacrazione di Santa Chiara, grazie all’impegno di Festival Francescano, del Movimento Francescano Italiano, delle Edizioni Paoline, della cooperativa “Fratelli è possibile” e della Faustini Produzioni, sabato 29 settembre 2012 - in prima mondiale - in Piazza Malatesta a Rimini è andato in scena “Chiara e Francesco il musical. L’amore quello vero”: ultimo lavoro dell’abile penna di Piero Castellacci, con la regia di Oreste Castagna, musiche di Giampaolo Belardinelli, coreografie di Alberta Palmisano nonché la col-

L’ecumenismo secondo il Poverello DI

CARMINE ALBORETTI

Non tutti sanno che, nel 1220, Francesco d’Assisi maturò la decisione di indirizzare una lettera «a tutti i podestà e consoli, magistrati e reggitori d’ogni parte del mondo». Una iniziativa che ben s’inquadra nella prospettiva del Poverello che intendeva offrire a tutti, nessuno escluso, una possibilità di salvezza attraverso la piena adesione al Cristo povero e crocifisso. In quanto detentori di un potere che, molto spesso, veniva spinto fino alle estreme conseguenze, i “politici” erano più esposti di altre categorie al rischio di smarrire la retta vita. C’era, dunque, bisogno di ammonirli a non perdere di vista il “senso” della propria missione. Sono passati più di otto secoli ma il quadro non appare sostanzialmente mutato. Oggi come allora la politica ha smarrito la propria identità, si mostra lontana dai bisogni e dalle aspettative della gente, desiderosa di conservare le proprie prerogative e i privilegi. Nonostante il lungo intervallo temporale trascorso, la lettera del Santo rivela tutta la sua straordinaria attualità. Vale la pena, perciò, ripercorrerne per sommi capi il contenuto. Il fondatore dell’Ordine dei Frati minori rammenta ai potenti di ieri e di oggi la profezia della Genesi (“il giorno della morte si avvicina”), e cioè che prima o poi la loro supremazia sugli altri finirà e dovranno rendere conto a Dio del loro operato. Li supplica, perciò, «con tutta la reverenza» di cui è capace, «di non dimenticare il Signore, assorbiti come siete dalle cure e preoccupazioni di questo mondo, e di non deviare dai suoi comandamenti, poiché tutti coloro che dimenticano il Signore e si allontanano dai comandamenti di Lui, sono maledetti e saranno dimenticati da Lui». Chi governa la società ha il preciso dovere di agire

Nel 1220 il Santo di Assisi volle indirizzare una lettera a tutti i potenti del tempo dando loro una lezione di umità e la possibilità di redenzione

La missiva di Francesco è ancora attuale

secondo giustizia, evitando di compiere prevaricazioni e soprusi in danno dei più deboli, garantendo a tutti l’accesso ai beni e servizi essenziali. Detto in altre parole, chi occupa un ruolo di primo piano nella vita pubblica deve porre al centro della propria azione la persona con i suoi bisogni materiali e spirituali. La qualità di una classe dirigente si misura proprio dall’attitudine a raggiungere questo equilibrio. Un traguardo per nulla facile che presuppone il riconoscimento del primato dell’uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio, sulla politica e sull’economia. Gli scandali scoppiati negli ultimi tempi dimostrano quanto questa meta sia lontana nell’Italia di oggi e come sia necessario recuperare le nostre radici culturali e religiose per ridare senso e dignità all’impegno politico e sociale. La lettera di Francesco ai reggitori dei popoli può, dunque, aiutarci a recuperare la bussola, partendo da alcuni fondamentali punti fermi. Primo. Il potere e l’autorità che ne deriva vanno gestiti con responsabilità e senso della misura perché attraverso di loro si esplica un servizio alla collettività di cui, prima o poi, si dovrà rendere conto. Non a caso nel libro della Sapienza si legge che «un giudizio severo si compie contro coloro che stanno in alto». Secondo. Nessuno, pur chiamato ad occuparsi del-

le questioni più importanti e delicate, può escludere Dio dalla sua vita, così come da quella degli altri. La Storia, del resto, ha dimostrato che ogni qual volta si è cercato di mettere da parte la dimensione trascendente hanno preso il sopravvento i totalitarismi, la compressione delle libertà fondamentali e dei diritti inviolabili dell’uomo, il predominio assoluto del forte sul debole. Terzo. Francesco ricorda ai reggitori dei popoli che non si possono disattendere i Comandamenti di Dio, in quanto ci indicano la rotta da seguire, specie nei momenti più delicati e difficili, quando occorre fare delle scelte di campo. Possiamo considerare la lettera in questione quasi una sorta di appello “ante litteram” alla buona politica. Riconoscendo il valore e la dignità del ruolo dei governanti il Santo li sollecita a coltivare la dimensione etica. Settecentocinquantuno anni dopo nella Lettera apostolica “Octogesima adveniens” Paolo VI dirà che «per i fedeli laici l’impegno politico è un’espressione qualificata ed esigente dell’impegno cristiano al servizio degli altri». E il Compendio della Dottrina sociale della Chiesa specificherà, poi, che «il perseguimento del bene comune in uno spirito di servizio; lo sviluppo della giustizia con un’attenzione particolare verso le situazioni di povertà e sofferenza; il rispetto dell’autonomia delle realtà terrene; il principio di sussidiarietà; la promozione del dialogo e della pace nell'orizzonte della solidarietà: sono questi gli orientamenti a cui i cristiani laici devono ispirare la loro azione politica». Francesco aveva previsto la deriva del potere di oggi? Non lo sappiamo. Di certo, con grande spirito profetico, si prodigò per avviare un percorso di pacificazione sociale che riteneva necessario per creare armonia nel popolo di Dio. Quando “sorella morte” lo colse la sera del 3 ottobre 1226 ebbe modo di redarguire i frati che, in lacrime, attendevano il momento del “beato transito”: «Cominciamo, fratelli, a servire il Signore Iddio, perché finora abbiamo fatto poco o niente». Una grande lezioni di umiltà, questa, di cui ci sarebbe bisogno anche oggi.

laborazione a testi e liriche di Achille Oliva e Adriano Maria Maiello. A prestare il volto a Francesco nel musical uno dei protagonisti più eclettici dell’attuale panorama dello spettacolo, l’attore e ballerino Massimiliano Varrese, affiancato sul palco dal soprano leggero Marina Murari oltre che da un cast di professionisti quali Denise Brambillasca, Walter Tiraboschi e Andrea Piervittorio Borin. Il musical prende le mosse dalla battaglia nella quale Assisi viene riconquistata dai nobili della città. Francesco, figlio di un mercante della parte avversa, viene fatto prigioniero e nel carcere di Perugia scopre, anzi meglio “riscopre”, il Vangelo. Proprio lui che voleva diventare un cavaliere, trova in quelle pagine la risposta al suo bisogno di fare qualcosa di speciale per il mondo. Tornato ad Assisi, incontra Chiara e il loro “sposalizio” dei valori avviene immediatamente: la rinuncia al vivere agiato, il senso della preghiera, un’intensa immersione nel Vangelo. Poi si passa alla creazione degli Ordini e all’incontro con Papa Innocenzo III. È il trionfo del sacrificio in favore di malati e poveri fino all’estremo tentativo di avvicinare l’Islam per far finire la guerra fra Crociati e Mori. Per Chiara e Francesco la vita va vissuta per costruire un mondo diverso; è questo “l’amore quello vero” che Chiara e Francesco ci consegnano. A noi farne tesoro. Chiara e Francesco sono due giovani del 1200 ma potrebbero anche appartenere alla nostra epoca. Molti dei temi affrontati dal medesimo Castellacci in “Forza Venite Gente” sono ora dagli autori e dal regista volutamente appena accennati per cercare di avvicinare di più Chiara e Francesco ai giovani del nostro millennio; argomenti come la libertà, la solidarietà, l’amore per chi soffre o per chi è solo non erano stati, secondo loro stessi, sufficientemente considerati nel precedente lavoro. Per questo è sembrato doveroso farlo ora. Dopo il debutto al Festival Francescano di Rimini, “Chiara e Francesco il musical. L’amore quello vero” verrà rappresentato il 6 e 7 ottobre 2012 al Teatro Lyrick di Assisi e proseguirà in un tour attualmente in corso di definizione. Oltre tremila gli studenti delle scuole riminesi che hanno partecipato ai laboratori didattici organizzati da Festival. In particolare, per la Scuola primaria è stato presentato “Il passo nell’orma”: un “viaggio” alla scoperta della biodiversità con un esperto naturalista del Corpo forestale dello Stato. Da non lasciarsi sfuggire, inoltre, lo spettacolo teatrale “Chiara… una volta”, in collaborazione con Fantateatro: una delle realtà più innovative a livello nazionale per quanto riguarda il teatro ragazzi. Proposte allettanti anche per la Scuola secondaria, a partire da “Chiara-mente trasgressiva”: uno spettacolo-laboratorio di parole e musica, attraverso il quale offrire agli studenti l’opportunità di riflettere sulla ricerca di una identità libera e consapevole. Intimo e commovente anche lo spettacolo “Della luce più Chiara”, realizzato da Teatro Minimo, compagnia che cerca di unire la sobria oralità del teatro di narrazione a un tessuto sonoro che si ispira alla musica naturale della quotidianità. Gli studenti della Scuola secondaria di secondo grado e dell’Università invece hanno potuto effettuare visite guidate alla mostra d’arte “Gentile Chiara”, presso il Museo della Città e assistere alle numerose conferenze. Per gli studenti della Facoltà di Scienze della formazione erano previsti anche crediti formativi.


Avvenire - 30 settembre 2012

31

DOMENICA 30 SETTEMBRE 2012

Le lettere di Chiara sono musica S

i era aperto nel segno di Chiara, nello stesso si chiude il Festival Francescano di Rimini. Oggi alle 18.30 il Tempio Malatestiamo ospita la prima esecuzione di Sorella carissima. Lettere di Chiara ad Agnese di Boemia, suite teatrale in quattro movimenti di Luciano Sampaoli, compositore storicamente impegnato nel campo della musica sacra contemporanea e noto soprattutto per il suo sodalizio ventennale con il poeta Mario Luzi che ha dato vita a cicli vocali, opere vocali e oratori. Il brano, che prevede in organico attrice, soli, coro e ensemble musicale, è stato scritto appositamente per il festival e mette in musica l’amicizia epistolare (le due donne infatti non si conobbero mai personalmente) tra Chiara d’Assisi e Agnese di Boemia, figlia del re Ottocaro I e di

MARIANO RIGILLO

Una suite teatrale sull’amicizia della santa di Assisi con Agnese di Boemia chiude oggi a Rimini il Festival francescano 2012

Costanza d’Ungheria, folgorata dall’esempio di Francesco, fondò a Praga un convento dove visse come badessa dedicandosi alla meditazione e alla cura degli infermi. Lo spettacolo, attraverso le tonalità musicali del gaudium, affronterà i quattro temi predominanti nelle lettere di Chiara ad Agnese: la povertà, la perfezione, la trasformazione, lo specchio. Lingua italiana e lingua latina si coniugano nelle parti recitate e nelle parti cantate. A interpretare il ruolo di Chiara è Lucia Pagliardini,

mentre il mezzosoprano Daniela Bertozzi è Agnese. Con loro Caterina Colombaroni (soprano), Laura Palma (soprano), padre Antonio Renzini (tenore popolare), i pianisti Nunzio Dello Jacovo e Antonio D’Abramo, gli organisti Giacomo Fiori e Alex Ugolini, e il coro lirico "A. Galli". Sul podio il maestro Matteo Salvemini. Il Festival Francescano ha pensato anche ai più piccoli: sempre oggi, infatti, si terrà alle ore 15 presso la Corte degli Agostiniani lo spettacolo di Fantateatro Chiara…una volta mentre alle 17.30 al Palasport riminese sarà la volta dell’atteso concerto del Piccolo Coro "Mariele Ventre" dell’Antoniano di Bologna, con le canzoni più famose dello Zecchino d’Oro. Toni Viola © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nei «Choral works» tutta la passione dischi sacra di Imogen Holst per i canti del popolo di Andrea Milanesi ascolto di un disco come quello dedicato alle opere corali di Imogen Holst (19071984) apre molte porte che, per strade diverse, riconducono tutte all’incontro con alcuni tra i più grandi protagonisti della storia della musica inglese del Novecento, ma non solo. Figlia del compositore Gustav Holst – autore della celeberrima suite orchestrale The Planets – Imogen Holst fu allieva di Ralph Vaughan Williams e a lungo assistente di Benjamin Britten, ma plasmò il proprio percorso artistico coltivando differenti passioni musicali che l’hanno portata via via ad avvicinare il mondo delle danze e delle canzoni popolari, lo studio e l’esecuzione dei repertori del passato (nel 1950 attirò l’attenzione della cri-

L’

tica dirigendo la Messa in si minore di Bach al Festival di Dartington), ma anche l’attività didattica a favore di piccoli gruppi amatoriali. Intitolato semplicemente Choral Works, il cd firmato dal Coro del Clare College di Cambridge e dagli strumentisti del Dmitri Ensemble sotto la guida di Graham Ross raccoglie le prime registrazioni mondiali di opere racchiuse in un ampio arco di tempo, offrendo la possibilità di abbracciare con un unico sguardo l’intera traiettoria creativa della Holst attraverso le sue tappe principali (cd pubblicato da Harmonia Mundi e distribuito da Ducale); un cammino inaugurato dalla Messa in la minore (1927) scritta sotto la spinta di Vaughan Williams, passando per il riflessivo Hymne to Christ (1940), i variopinti pannelli sonori dei Three Psalms (1943) o

il festante Welcome Joy and Welcome Sorrow (1950) per coro e arpa; risale invece al 1952 la versione orchestrale approntata per Rejoice in the Lamb di Britten, Cantata originariamente concepita per il solo accompagnamento d’organo e in seguito riarrangiata – su richiesta dello stesso autore – dalla Holst che ne approntò quasi una sorta di drammatizzazione teatrale, mentre spetta al brano Hallo my fancy, wither wilt thou go? (1972) chiudere questo lungo excursus che ha il merito di portare alla luce il disvelarsi di un progressivo affinamento stilistico e la maturazione del talento indiscutibile di una musicista dotata di una vena compositiva pacificante e rassicurante, marchiata a fuoco da un sentimento di positività e da una naturale inclinazione poetica. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Grande protagonista del palco e della tivù italiani, l’artista è in scena al NapoliTeatro Festival Italia con la commedia «O’paparascianno» di Antonio Petito

«Il mio Pulcinella coscienza di Napoli» DI VALERIA CHIANESE

stro e fascino traspaiono dallo sguardo aristocratico di Mariano Rigillo, il Pulcinella deus ex machina di ’O paparascianno (Il barbagianni), la commedia di Antonio Petito che, inserita nel cartellone della tranche settembrina del Napoli Teatro Festival Italia, ha aperto la stagione del Teatro stabile d’innovazione Galleria Toledo. «Un’esperienza che mi ha fatto piacere in un’età forse poco adatta – racconta – anche se è relativo perché la maschera va oltre: è più pensiero, più significato, simbolo, etica del teatro». Per chi è cresciuto a pane,

E

AGATHA CHRISTIE: GIARDINI E MISTERI

cioccolata e Saturnino Farandola, che Rigillo interpretò in una indimenticabile serie per la tv dei ragazzi, incontrarlo è un’emozione cui fa da cornice il ricordo vivido dei mille personaggi che ha portato in teatro e negli sceneggiati televisivi. Ed ora lo ritroviamo Pulcinella, protagonista di una commedia che la regista Laura Angiulli ha tratto dal testo del 1872 di Petito, autore, attore, capocomico napoletano di fama internazionale. È la prima volta di Mariano Rigillo nei panni di Pulcinella, riflesso della sua napoletanità «recuperata – dice – in circostanze precise e che ora mi permette di essere un attore bilingue». Una maschera che è, spiega, «quello che

QUEL CHE PASSA IL CONVENTO

L’attore indossa per la prima volta la maschera: «Mi sto riavvicinando sempre più alla mia città che ha bisogno di ritrovare le sue radici» sta dentro noi napoletani, che neanche conosciamo, ma che viene fuori ogni giorno». Qualcosa di diverso. Ho accettato con grande entusiasmo ed anzi mi piacerebbe mettere in gioco una nuova sfida. In

UDIENZA GENERALE DEL SANTO PADRE

L’attore partenopeo Mariano Rigillo è per la prima volta Pulcinella

quanto a Pulcinella c’era già qualcosa nel Masaniello che ho interpretato a teatro nel 1974. Ma la metamorfosi è alla base del nostro lavoro ed è quello che io intendo come attore: una maschera polimorfa che passa dal comico al tragico. Com’è il suo Pulcinella? Quando inizio un nuovo lavoro mi pongo sempre la domanda di come il pubblico può accompagnare e rispondere. Da Pulcinella vorrei che attraverso la maschera, attraverso la mia interpretazione, il pubblico napoletano potesse ritrovare la coscienza storica. Sarebbe una grande conquista.

BENEDETTO XVI IN VISITA A LORETO

Petito oggi, La Capria lo scorso anno: Napoli è sempre più presente. Il rapporto con Napoli è emozionante anche se più problematico con il passare del tempo. Mi piacerebbe avere una partecipazione stabile e lungimirante di lavoro in città, per poter raccogliere i frutti in un momento storico della mia vita, conquistare dei risultati che con un solo progetto non si possono raggiungere. Ad aprile sarò ancora a Napoli, al Mercadante con Erano tutti miei figli, un testo molto bello di Arthur Miller. Non mi manca il piacere di provare e di giocare.

IL TELEFILM: ISPETTORE DERRICK

© RIPRODUZIONE RISERVATA

VIAGGIO NELLA TERRA DI NESSUNO

COME VEDERLA Per ricevere TV2000 (ex Sat2000) non si paga alcun abbonamento. Basta un ricevitore digitale terrestre da collegare all’antenna televisiva (nelle zone già coperte dal segnale) o un ricevitore satellitare con antenna parabolica (la tv è presente sulla piattaforma Sky al canale 801 e sulla piattaforma TivùSat)


RAI Televideo - 29 settembre 2012


Il Messaggero - 29 settembre 2012 N° e data : 120929 - 29/09/2012 Diffusione : 191078 Pagina : 13 Periodicità : Quotidiano Dimens. : 45 % Messaggero_120929_1_1.pdf 1614 cm2 Web Site: http://www.ilmessaggero.it/

-MSGR

MESSAGGERO

IL

NODIDELL ECONOMIA

I

-

09 12-N RCITTA

-

:

/

/

LA CRISI

'

SABATO

20 CITTA 13 29

-

"

PIANO I 3 PRIMOi

29 SETTEMBRE 2012

Autorità per Energia vara aggiornamento delle tariffeper quarto trimestre Rimane stabile inflazione complessiva

'

'

'

l

L

l

il

'

l

Ancoraaumentiperluce gas stangatasulcarrello della spesa. e

Dal 1?ottobre BARBARA CORRAO

di

caro

ROMA Aumenta aumenta gas un vero salto avanti settembre '

"

l

elettricità

il

e

fa

degli

in

a

'

(

per gas il

L

7 ,6

si

'

'

carburanti salato per

.

conto presenta

Il

si

famiglie che dal

le

primo ottobre pagheranno più luce ,4%% gas il

r

0

/

0

in

la

,

1'

1

,

più chehannogià speso uso più per prodotti frequente dal ciboalla benzina ,7%% più per appunto in

e

i

di

(

l

elettricità

nuovi

Balzo del ,7%% per prodotti largo consumo Benzinarecord

(

Autorità

,

si

l

di

'

l

Il

prezzo del

il

'

l

annoper

e

così 19 ,403 centesimi mentre per metano paghe i

di

gettito

il

si

ricorso

il

petrolio

l

,

considerando

la

trasporti

lavoraalla copertura allarme

4

con un' accelerazione rispetto ad agosto quando crescita erafermata ,2%% annuo. ,

su base annua invece rialzi più

più

la

al

Gliultimi aumenti

bolletta

in

Si

,

,

si

4

Tutto ci? nonostante complessiva siarimasta stabile ,2%% come agosto

Decretocrescita ultimisco

Aggravio annuo per famiglia dal 1? ottobre

'

l

ELETTRICIT?

inflazione

al

+

3

mentre produttori

,6

Gas naturale

di

+

14 euro

+

ROMA

2

Variazioni sul trimestre precedente

«

il

,

di

).

'

LUCE

luce

,8%%

5

,

in

,3%%

e

maggioranza

Come

.

4

zione

di

si

la

(

la

+

PRIMO

garanzia per

il

IIKIEI MAGGIO

di

Nomisma Energia non stato possibile evitare un nuovo rin

0 +

,2%%1

A

e

estensione

Gas

la

che sarà ,7%%

2

+

,6%%

2

1.8%%

+

operativo

Fonte

Autorità per

:

il

.

«è definito

io

LOSCIOPERO

»

e

a

la

;

»

è

di

in

dotazione

è

iniziale

di

50milioni

di

di

euro.

la

«

distribuzione

chiede

»

.

Confcommercio

governo

contenere

accise sui carburanti rinunciareagli aumenti dell Iva Confagricoltura cita su caso delle zucchine dal al

di

e

di

,

campo alla tavola prezzo aumenta volte da ,58 il

:

,

il

4

0

2

a

,

,

«

La benzina aumenta e

Federdistribuzione

tutti

,

i

.

volte piùdel cibo afferma Coldiretti per diventasempre più importante completare liberalizzazione del mercato dei carburanti favorendo operatori efficienti come grande

.

la

di

addebitare

ritardi non siano da

,3

euro.

RIPRODUZIONE RISERVATA

problemi copertura Hopaura invece ha detto che sia una certa resistenza da parte ai

di

:

-

degliapparati dell amministrazione

,

non stato

,

'

e

dichiarato

iporizzando che

'

,

la

sette

le

che dovranno essere adottati ,

5

'

l

è

»

la

sono

ci

»

'

«

di

quindirischiamo andare oltre durata della legislatura ha allarmato StefanoParisi presidente Confindustria Digitale

d

al

:

l

Parlamento ma poi 50 provvedimenti

in

di

'

di

fine

la

,

particolare quelle coinvoltenella

realizzazione dell Agenda digitale Serviranno 60 giorniper

ministeriali

al

in

le

,

l

la

Per gli italiani una stangata '

4

ritardo preoccupa imprese

il

più

prima

la

della

,

,

,

I

Capo dipartimento alle delministero dello economico Roberto

Il

Anch'

:

si

delle associazioni dei consumatori Federconsumatori Adusbefvalutano 263 euro maggior costo per famiglie.

spesa

al

approvazione

di

possibilità pagare Iva momento dell emissione fattura maquando questa viene seconda effettivamente saldata norma riformulazione quella relativa fondo garanzia che una prevedeva origine non

pacchetto haspiegato nel corso della trasmissione Radio Sambuco

ANSA-CENTIMETRI

Energia

è

Sviluppo

LUGLIO

'

l

»

milioni

e

Comunicazioni

DAL PRIMO

LICEI IIIfiGIE

»

immediatamente

«

start-up

le

dei

).

preoccupazioni

le

il

'

allestart-up innovativecon affari non superiore

volumi

«

,

è

,

+

concentrano

e

'

«

il

normadovrebbe prevedere

descrivere tempi contenuti deldecreto legge chearriverà sicuramente prossima settimana

,

ma

'

e

2

la

tecnici dei ministeri hanno tempo ancora fino Consiglio

'

»

,5?k

+

(

commenta Cia-agricoltori riferimento all aumento del carrello della

,

due

di

i

,

.

le

è.

riformula

in

l

Consiglio dei ministri.

,4%%

1

avevaanticipato giovedì sullabase delle previsioni Messaggero

« ,

,

il

in

54

il e

freschi

e

)

senza

il

in c'

particolare

in

i

e

,

DAL

Il

50

il ,

dopo rilievi del ministero dell Economia delle Finanze che fondo riguardano Ivaper cassa

di

oggetto

le

)

articoli

riguarda un paio articoli attenzione da parte del Tesoro su cui cercherà quadra entro ottobre tempo per prossimo

quanto

famiglie del mercato vincolato stragrande gas per

tratta

Si

:

4 +

A

Sui nuoviaumenti

«

dei ministri fissato per ottobre per trovare necessarie coperture

,

qualche intoppo ancora

in

,9%%

4 +

e

l

,

'

+ .

l

'

di

.

i

l

dei prezzi

'

,

'

l

trimestrale

,

»

I

dunque

,

Monti ancoraimpegnatonegli Stati Uniti Guardando ultima bozza disponibile tuttavia emerge che

decreto

il

,

la

farina soia Ieri Autorità per Energia havarato aggiornamento

?

Sviluppo bis ormai definito nelle grandi linee ma su cui lavori sono ancora corso almeno stando all ultima bozza particolare per

nel 2012

+

(

'

,

.

,5

livello

.

il

/

(

,

impegnarsi di

-

ci

'

che non hanno voglia

di

permantenere propricentri i

potere

».

i

Scontro Fornero-Camusso statali trentamila piazza

SIETAllal PLU23

in

mai921

,

LUCIANO COSTANTINI

di

Fornero pensa soluzione per -

ROMA

Trentamila

"

Cgil Uilcontro CiskBonanni ha sbagliato evitare piazza

in

poco piùdel per cento

piazza

il

,

»

«

,

,

,

;

flop replica Cisl Lo generale deidipendenti del pubblico impiego rispetta la

Fiat

.

,

sciopero

a

la

di

i

l

si

è

la ,

«

Camusso

c'

i

'

,

lavoratori sono

è

che

di

'

L

al

:

«

lui quando ha

accordo fatto

»

I

e

tornare alla trattativa. Laprotesta ieri statoun è

unavvertimento

governo rinfoderare a

.

,

7

T

?PRO IDCA7115

FUNZIONI

CLASSE

11?1411t

A

difficoltà che

le

cambiamento

pubblico tra Camusso ministro Fornero festival e

le

for

Francescano

i

,

il

«

è

»

,

:

«

pure

coeso ma arrivato ancora governo dice è

,

al

,

limite

»

«

.

E

:

Il

opinioni

il

-

è

ogni tanto abbiamo

diverse Bonanni replica »

.

qualche ora più tardi

: «

ritenuto opportuno non rinunciare un giorno lavoro Abbiamo

a

Paese coeso Camusso reagisce duramente Sarà sacrifici

.

Cisl rapporto

VIACASILINA 1585 TEL 011.2030312 ADIACENTE

TORRE GAIA

-

A /

MCDOMI »

,

CONAD

di

con buste paga così leggere.

Chihavoluto sciopero dato dei qualunquisti lo

ci

ha

».

VIA AURELIA 2849 111.06 618 ,97710

RIPRODUZIONE RISERVATA

1/1 Copyright (Il Messaggero) Riproduzione vietata

"

Euro199

»

,

la

?La

lool94 111

Euro199

'

,

Rimini uno scontro due Quando Fornero di

è

l

fraterno

.

le

dice chenel sopportare

errore

«

il

,

tra

L

si

con

?né..

:

'

.

.

4ir

ci

nonoffrire una

dice dispiaciuto ma non consideriamo unità un tabù

Angeletti

al

e

,

non chiedono altroche di

bici La giornata ha fatto anche registrare nel primo confronto ,

segretari

.

Cisl Ugl Bonanni

,

e

non essendo qui oggi

fa

esattamente questo ,

messaggio

INCIES1 AILS.CIUGATIRICC

FRANKE FORNO INCASSO

,

ai

,

,

è

risolvono problemi.

si

l

:

,

'

r.051?

di

Con tutto affetto possibile pensiamo che un grande sindacatonon possa mai non dire

dellaCgil Susanna Camusso garantisce che tornerà tavolo ha l

Euro199

Euro239

/

-

che

confron leader

Centrella

i

di

il

prospettiva

cancellato

GERI

A4

09Euro1

-

iniziare

abbandonato

1

ICII-A155

Il

RaffaeleBonanni un po' convitato pietra. Mi dispiace attacca se chi pensa che bastino delle rassicurazioni per dire

a

Il

In

.

Filippo Patroni

.

KG

,

che deve

to

I

»i

5

A

»

.

sindacato

,

Una partita

il

111110E15111

ItWSC.5 10513

le

12 COPERTI

,

licenziamenti.

al

badanti sottolinea una calda mattinata

di

forma

possibili

ministro

itioesrr LAVASTQVIGL

TRIPLA CLASSE

i

un settembre romano unainsolita alleanza Cgil Uil con esclusione della Cisl di

i

di

e

specie

,

pronto

il

esecutivo taglia poi chiama sindacaticome fossero una

Angeletti

di

review

«

,

tagli previsti dalla gli esuberi mobilità

.

'

piedi con

tutti rischi

riprendere

:

»

chiediamo trattare lavoro pubblico come gli altri lavori

La degli

Griffi

a

«

più chemai

il

la

,

statali resta

ancora

at

lo

ai

vertenza

spending

COAR

.

il

Nel comizio per

di

,

più che

in

»

anche su tutto resto.

il

di

Numeri .

la

Fiat

la

la

,

interpretati verificati

Se

«

fine crisi della Fiat

,

sciopero

delle .

:

leaderdella Cgil Roma haammonito governo Segue semplicemente una logica tagli lineari senzafare attenzione servizi pubblici Noi

prassi

protesta

E

dellacrisi diventerà irreversibile

la

giornate

.

Battibecchi

la

,

classica

Camusso

»

per investire aspetta

la

Cgil Uil Confsal un .

dicono

a

futuro per quantoriguarda

il

e

7

fuori dagli uffici secondo ministero Un successo ;

F

/

"TORREIN PIElt&

WWW.J=.IT

la

gasolio

il

)

in

l

del

di

e

+

varato ieri solo per assenza del presidente Consiglio Mario

Un pacchetto che costa ma chene

-

300 milioni euro smuove miliardi

il

dei prezzi delle materie prime 76 ,5%% girasole 72%%

e

,alimentari

)

libri scolastici

,

,6

'

l

per vero proprio boom

allarme

21euro

,

i

zootecnici lanciano

mangimi

euro

7

e

in

,

i

è

20 ,2%%

decisi riguardano vegetali -F7 ,50 caffè prezzi

,

Confindustria digitale sulritardo

di

e

)

o

mensile ,. rincari

i

,

fortineiservizisono per abita

è

/

+

aumentano delg.h 2 ,8%%

'

,

in

il

)

7

(

21 ,7%%

+ (

e

per accr) Il record per +

(

benzina

'

l

, elettricità

,

combustibili -F7 ,4%%

e

)

Venendo all inflazione

.

Si

zione ,

tre mesi dal

in

basso cambio euro-dollaro.

e

di

20%%

+

(

i

solo quelli dei contratti costosi lungo periodo

il

della materia prima

influenzato dai rialzi del

,

copertura degli incentivi

a

Authority hafatto alla Quota energia anche prezzispot non

'

l

a

aumento

'

'

gas

riusciti così dimezzare

si

apre all insegna dei rincari

.

'

raggiunge

autunno

'

L

degli incentivi prevista anche nel 2013 Nel caso del crescita

,

è

,

e ,

la

'

costo dell elettricità stata necessità aumentare

2011

il e

il

L

kilowattora

,

2009

il

precisa comunicato finale assicurare copertura alla

riscaldamento

a

tra

accumulato

.

che far salire

L

,5

e

,

. )

1

ai

unavolta

'

6

di

luce Costi

la

(

e )

deverecuperare undeficit

miliardi su questa componente della bolletta

a

divenuti ormaipesanti saliti massimi proprio allavigilia della stagione del invernale. Autorità spiega ancora

i

fotovoltaico

il

cosiddetto Cip

il

assimilate

il

,

euro

4

)

a

.

soprattutto

'

nonfosse che va sommare agli altri incrementi che preceduta hanno

la

metano

il

alle fonti rinnovabili

al

di

famiglia-tipo 1.277 euro annoper gas 524 per

e

euro per se

'

.

'

l

e

essere spintadalla volatadei

tratta

Si

costo annuale della bolletta

14 curo

Vanno

1

,

.

massimi storici che portano

relativamente

è

cubo

metro

1?i?

+

e

ranno 91 ,24 centesimi

ottavo consecutivo

'

l ,

spesa moderata

,

apre purtroppo all insegna dei rincari inflazionecontinua ad monitorato

l

.

il

,

1

ultimi due anni La maggior

,

carrello della spesa dall Istat autunno

elettricità

'

,4%%

+

elettrodOrnestici


Primo Piano

Corriere della Sera Sabato 29 Settembre 2012

Riforme Il presidente del Senato

Il ministro Elsa Fornero e la norma anticorruzione

L’appello di Schifani: «Giustizia, una legge in tempi rapidissimi» «Non alterare la sostanza del testo» I nodi

Il voto di giugno La Camera ha approvato a giugno il ddl contro la corruzione. Tra i punti c’è la norma che impedisce ai condannati con sentenza di condanna passata in giudicato a più di 2 anni per reati gravi o contro la p.a. di entrare in Parlamento

La posizione del Pdl Il Pdl ha minacciato di dire no al disegno di legge in Senato, anche nel caso in cui il governo ponga la fiducia: chiede che il ddl vada in parallelo con quello sulla responsabilità civile dei magistrati e sulle intercettazioni

Le norme più discusse Tra i punti discussi della nuova norma, ci sono l’introduzione dei reati di concussione per induzione, traffico illecito di influenze e corruzione per l’esercizio della funzione. E, soprattutto, quello che regola la corruzione tra privati

L’esame del provvedimento La commissione Giustizia di Palazzo Madama sta esaminando il ddl. Ieri il presidente del Senato ha rivolto un appello ai partiti: «È urgente e indifferibile una seria e severa legge anticorruzione»

ROMA — La corruzione pesa all’anno per sessanta miliardi di euro che corrispondono a quasi quattro punti di Pil. Non solo. Il malaffare fa fuggire le imprese straniere che volessero investire in Italia perché incide come fosse una tassa occulta pari al 20 per cento. La consistenza del fenomeno in Italia vale circa la metà di ciò che avviene in tutto il resto del continente europeo. Di fronte a questa piaga, sostiene il presidente del Senato, Renato Schifani, parlando al congresso dell’Unione camere penali, «è urgente e indifferibile una seria e severa legge anticorruzione, fondamentale per l’affermazione di un’etica pubblica e per tornare a essere competitivi all’interno dei nostri confini, in Europa e nel mondo». Una normativa, rimarca

9

Schifani, «che deve essere approvata in tempi rapidissimi». In Senato, presso la commissione Giustizia è in corso l’esame di provvedimento che, sostiene Schifani, «è certamente perfettibile, suscettibile di modifiche ma il cui contenuto sostanziale non deve essere alterato». Posizione, questa, condivisa da Anna Finocchiaro (Pd). I tempi, insomma, stringono. Del resto lo stesso Guardasigilli, Paola Severino, che sta studiando gli emendamenti, conviene con entrambi quando afferma: «Avvertiamo tutti l’esigenza di una nuova legge sulla corruzione che va fatta al più presto e nel migliore dei modi, spero fortemente che riusciremo ad approvarla prima della scadenza della legislatura». Le ragioni dell’urgenza sono

«Sarà colpa dei partiti se non passa»

«Conosco la determinazione del ministro Severino nel dare all’Italia norme anticorruzione. Se questa cosa non avverrà, sarà una precisa e grave responsabilità del Parlamento, perché il governo le cose le ha fatte». Così ieri il ministro del Lavoro Elsa Fornero, che ha parlato al festival Francescano di Rimini (nella foto Ansa, Fornero tra Susanna Camusso, a destra, e la giornalista Tiziana Ferrario)

molteplici. Lo sostiene anche la Cei che sollecita «contro corruttela e scandali un nuovo patto sociale». Occorre, afferma Schifani, contrastare la sfiducia nelle istituzioni. Le modifiche normative devono portare «trasparenza nella pubblica ammini-

strazione, inflessibilità verso i corrotti, siano amministratori o politici». Del resto, aggiunge, approvare rapidamente quel testo è l’unico modo per recuperare la fiducia del Paese e «per tornare a essere un vero autentico punto di riferimento per le esi-

genze e i bisogni delle persone, dobbiamo fare autocritica e avere il coraggio di allontanare chi ha tradito la fiducia dei cittadini. Nessuno sconto, nessuna indulgenza, nessuna protezione dei corrotti». Serve poi una seria riflessione autocritica che

porti a soluzioni coraggiose e forti perché «nessuno dei grandi schieramenti politici è stato immune da fatti di corruzione e malaffare». Queste sono misure urgentissime, ma da sole non bastano. Bisogna riformare la giustizia e, aggiunge Schifani, realizzare «un’effettiva terzietà del giudice attraverso la fine della spettacolarizzazione dei processi», evitando di coinvolgere mediaticamente «soggetti estranei ai procedimenti che troppo spesso finiscono sui giornali per notizie che non hanno alcuna attinenza con le inchieste ma che vogliono soddisfare solo la curiosità morbosa di qualche lettore». Va evitato, fa notare, anche «l’uso generalizzato delle intercettazioni per fatti di minore importanza che invadono, spesso senza esito per le indagini, la sfera privata dei cittadini, fermo restando che esse sono necessarie per i reati di mafia e per accertare i fatti di criminalità organizzata». Quanto poi alla violazione del segreto istruttorio, Schifani auspica «una soluzione definitiva» perché è «inammissibile che non venga mai punita, benché il nostro codice penale preveda espressamente il reato di violazione del segreto di ufficio».

Lorenzo Fuccaro Lorenzo_Fuccaro © RIPRODUZIONE RISERVATA

La ricerca Cresce il divario tra la percezione di scambi illeciti e l’azione della magistratura. Siamo quart’ultimi in Europa per trasparenza

E in Italia lo «spread del malaffare» continua a salire Fenomeno in aumento ma calano le condanne ROMA — Si fa presto a dire corruzione. C’è quella reale, che nessuno conosce nei suoi termini esatti, giacché si tratta di un fenomeno sommerso per definizione. C’è quella percepita, calcolata sulla base di diversi indici. E c’è quella individuata o provata nei palazzi di giustizia (le cui cifre non coincidono, perché un conto sono le inchieste e un altro le sentenze). Per avvicinarsi a una stima affidabile dell’entità del malaffare legato a politica e pubblica amministrazione, ci si affida ai dati della corruzione percepita — attraverso statistiche e sondaggi — e di quella perseguita, forniti dagli uffici giudiziari. Ma i numeri vanno in direzioni opposte. Perché se la corruzione percepita sembra in costante aumento, quella accertata da pubblici ministeri e giudici continua a diminuire. La distanza tra i due fenomeni è quella che il professor Alberto Vannucci, docente universitario che da anni conduce ricerche su questo tema, ha definito lo «spread della corruzione», cioè «il differenziale tra le attività illegali

Il libro «Atlante della corruzione», di Alberto Vannucci, professore dell’Università di Pisa, appena pubblicato da Edizioni Gruppo Abele

condotte nell’ombra e la quota che emerge dando vita a procedimenti penali e alla sanzione dei responsabili». E quando lo spread sale è un brutto segnale per il Paese, come accade per quello che indica il divario tra i rendimenti dei titoli pubblici. In Italia accade proprio questo: «A partire dagli anni Duemila, per un verso è lievitata la cifra nera della corruzione, l’ammontare di reati portati a buon fine senza destare scandalo; per un altro, visto il crollo delle condanne, è cresciuta in misura ancora più marcata quella che potremmo definire la cifra grigia della corruzione, quell’ammontare di episodi che, per quanto diano vita a un procedimento giudiziario, di fatto si traducono in un nulla di fatto, a causa del proscioglimento o dell’assoluzione dei protagonisti, o ancora più spesso a seguito del mero trascorrere del tempo, grazie alla prescrizione», scrive Vannucci nel suo Atlante della corruzione, appena pubblicato da Edizioni Gruppo Abele. Le curve delle denunce per reati di corruzione e concussione hanno avuto un’impennata dopo il 1992, sull’onda delle indagini di Mani Pulite, che ha raggiunto il suo apice nel ’95 con circa 2.000 episodi e più di 3.000 per-

sone, da allora s’è registrata una vertiginosa discesa, fino alle 223 denunce nel 2010 (circa un decimo rispetto a quindici anni prima). È difficile immaginare che ciò sia conseguenza di una diminuzione del fenomeno, giacché i dati sulla sua percezione e diffusione, invece, appaiono in aumento. Piuttosto è sintomo della difficoltà a raggiungere risultati giudiziari adeguati, soprattutto a causa della difficoltà delle indagini e dei tempi troppo brevi di prescrizione del reato. In Europa, le rilevazioni del Global corruption barometer istituito dall’associazione non governativa Transparency International, fanno precipitare l’Italia a uno degli ultimi posti. Nel 2009, in Italia il 17 per cento dei cittadini ha riferito di aver ricevuto nell’ultimo anno una richiesta di pagamento di tangente, rispetto alla media continentale del 9 per cento. Esiste un indice di percezione della corru-

Richieste di tangenti Nel 2009 in Italia il 17% dei cittadini ha riferito di aver ricevuto una richiesta di pagamento di tangente, la media continentale è del 9%

zione (Cpi) attraverso il quale a ciascun Paese viene assegnato un punteggio che va da 0 (massimo grado di corruzione) a 10 (assenza di corruzione). La classifica dei Paesi più immuni, nel biennio 2009-2010, è guidata da Danimarca e Finlandia attestate su 9,4, mentre l’Italia è quart’ultima con 3,9, seguita da Romania (3,6), Grecia (3.4) e Bulgaria (3,3). «La corruzione in Italia è un fenomeno pervasivo e sistemico che influenza la società nel suo complesso», sottolinea nel suo rapporto il Greco, il Gruppo anti-corruzione collegato al Consiglio d’Europa. E lo spread crescente deriva da diversi fattori. Uno è l’idea che lo scambio corrotto sia un «crimine senza vittime», come le scommesse clandestine o lo spaccio di droga, a causa della «partecipazione volontaria dei suoi protagonisti» che di solito non hanno interesse a denunciare. Ma nella realtà le vittime ci sono, ricorda il professor Vannucci illustrando i danni imposti dalla corruzione con l’inquinamento della democrazia e della libera concorrenza, il rafforzamento delle mafie. E con l’aumento dei costi dei beni e servizi pubblici pagati dai cittadini, sui quali normalmente vengono caricate le spese extra sostenute per tangenti e «mazzette».

Giovanni Bianconi © RIPRODUZIONE RISERVATA


Grand Hotel - 28 settembre 2012


Avvenire - 28 settembre 2012 VENERDÌ 28 SETTEMBRE 2012

24 faccia a faccia

PREMI A SEVERINO IL «MANZONI» ◆ Il filosofo Emanuele Severino è il vincitore del riconoscimento alla carriera dell’ottavo Premio letterario internazionale «Alessandro Manzoni – Città di Lecco», in quanto «con il suo pensiero ha illuminato questi nostri anni di straordinario sviluppo tecnologico e di sempre maggiore stupore di fronte al mistero della vita umana, al suo manifestarsi e occultarsi». Il premio sarà consegnato oggi alle 17 nell’auditorium della Casa dell’Economia di Lecco e per l’occasione Severino terrà una lectio dal titolo «Del Sacro», uno dei temi fondamentali della sua opera. Negli anni scorsi il premio è stato conferito a Umberto Eco, Ermanno Olmi, Luca Ronconi, Mario Botta.

CULTURA E RELIGIONE

La tappa del Cortile nella città del Poverello, che fu precursore del dialogo con ogni creatura: parlano il priore di Bose e il filosofo non credente «Dio, questo Sconosciuto» è il titolo sotto il quale si svolge ad Assisi, il 5 e 6 ottobre prossimi, una nuova sessione del Cortile dei Gentili, organizzata dal Pontificio Consiglio della Cultura e dal Sacro Convento. Dopo l’ouverture con il presidente Giorgio Napolitano e il cardinale Gianfranco Ravasi (venerdì 5, ore 17), il giorno seguente alle 10 priore di Bose Enzo Bianchi e il filosofo Giorgio Giorello partecipano a un incontro su «Contemplazione e meditazione».

«Sant’Antonio abate nel deserto» di Beato Angelico (Houston, Museum of Fine Arts)

Meditate, Gentili, meditate

Rimini Giorello: non solo Nietzsche, anche Giovanni della Croce...

Dal «femminismo» di santa Chiara un modello per le donne

Bianchi: un antidoto sicuro verso le polemiche reciproche

via questa "metà del cielo". Il punto di vista religioso, che per noi è soprattutto quello ebraico-cristiaiovanni della Croce e no, lo considero interessante. E Bonhoeffer tra le letture penso che esso dovrebbe rivalutare preferite di un pensatore il metodo dei grandi pensatori illu"laico" come Giulio Giorello, filoministi – mi vengono in mente Spisofo della scienza e sferzante polenoza, Hume e Voltaire – nel realizmista in chiave secolare sulle quezare il principio della tolleranza. stioni di attualità (vedi bioetica e Che non è un atteggiamento di sualtro). Il Cortile dei gentili riserva perbia ("tollero quel che disprezanche queste sorprese. Di certo zo") né di disinteresse ("tollero Giorello, docente all’università di quel che non capisco"), quanto inMilano, ne offrirà altre nel suo invece costituisce il meglio che la tervento ad Assisi, previsto in diacultura illuminista ha prodotto sullogo con Enzo Bianchi, John Borelli le due sponde dell’Atlantico. Quee Giuseppe Piemontese. sto principio deve servire anche in Lei si è dimostrato più volte fiero quei regimi teocratici in cui, ad eoppositore delle posizioni della sempio, cristiani ed eChiesa, ma ha pure brei risultano minoscritto libri con autoranza. Per arrivare a revoli personalità catquesto tolleranza c’è toliche (vedi il cardistato bisogno di molnal Martini, i filosofi ta "spiritualità laica", Dario Antiseri e Franintesa come lavoro cesco D’Agostino). costante su se stessi Cosa si cela dietro tanella convinzione che le contraddizione? il proprio pensiero «Qualche anno fa non è un assoluto». scrissi un libro, Di Dunque, bando agli nessuna chiesa (Cortiestremismi e rivaluna), in cui riprendevo «Chi non sta in tiamo il meglio di oun’espressione riferialcuna Chiesa gni filone di pensieta al poeta Milton, ro, credente e laico? autore del Paradiso sa confrontarsi «Io non penso assoperduto. In quel volucon tutte lutamente che i creme esprimevo una ridenti siano ottenechiesta di laicità, cioè le istituzioni brati da qualche allul’idea che chi non è in religiose cinazione. E al conuna Chiesa possa diatrario vorrei che i crelogare con tutte le Siamo il meglio denti ci guardassero persone e le istituziodella cultura non come persone ni religiose. Vedo in che non possiedono questa scelta di uscire illuminista» nessun senso spiridalle istituzioni la tuale. Lo sa che, acpossibilità di garanticanto ai vari Spinoza, Hume, re la libertà stessa a tutti i soggetti Nietzsche e Popper, tra le mie letistituzionali di fede. Mi sento porture preferite vi sono Giovanni deltatore di una spiritualità di laico la Croce e Dietrich Bonhoeffer?». intesa come la prima attività di chi Il prossimo Cortile si terrà ad Assinon ha un credo religioso ma sesi. Ad un «laico» come lei, cosa gue una via filosofica: questo apre suggerisce la figura di Francesco? ad ogni spiritualità, pur non consi«Francesco è una figura epocale in derandole tutte uguali. Personalquello che chiamo "ripensamento mente sento più consona quella eilluministico" della seconda metà braica, per la sua apertura a una del Medioevo. Basti poi pensare lettura continua della Scrittura. Il all’importanza che il francescanecristianesimo ha oscillato invece simo ha avuto in economia, arte, tra un’applicazione letteralistica e politica. Ho un sogno: un giorno, a una maggior libertà ermeneutica». lezione, leggere in parallelo le pagiAl recente Cortile di Stoccolma i ne di Francesco sulla natura, per il non credenti si sono presentati quale anche il lupo di Gubbio era come «umanisti secolari». Le agun fratello, e quelle di Darwin che grada tale auto-definizione? parlava di "noi tutti fratelli, presi «Non molto. Anche perché ci sono nella rete della natura"». degli umanisti che non si considerano secolari e non si può tagliar ©

argherita da Cortona, Angela da Foligno, Chiara da Montefalco, ma anche madre Teresa, Madeleine Delbrêl e Dorothy Day. Sante, poetesse e attiviste sociali che costituiscono un esempio e una prova: il cristianesimo è stato terreno fertile per l’emancipazione delle donne. In questa ricerca d’autonomia, che mantiene vivo il valore della differenza femminile e lo favorisce, santa Chiara e il filone francescano rappresentano una tappa fondamentale; Chiara è l’unica di sangue non reale fra le donne canonizzate del XIII secolo e la prima nella storia della Chiesa a scrivere una Regola. A far luce sulla scelta della fondatrice delle Clarisse, nell’VIII centenario della sua consacrazione, è il Festival francescano «Femminile, plurale» di Rimini: cento occasioni di spiritualità, conferenze, spettacoli, arte e incontri da oggi a domenica. Il Festival alla quarta edizione è approdato sulla Riviera dopo le prime stagioni a Reggio Emilia: «Del resto l’itineranza è un frutto caratteristico di 800 anni di spirito francescano», spiega padre Alessandro Caspoli, presidente del Comitato scientifico. Il vescovo Francesco Lambiasi apre stamattina con «Donne nel Vangelo». Sempre oggi alle 19.30 il ministro Elsa Fornero e la leader Cgil Susanna Camusso discuteranno di famiglia, politica e lavoro. La candidata al Nobel Rita El Khyat testimonierà la presenza delle donne nella "Primavera araba". Ancora: il genio femminile e Giovanni Paolo II è il tema del vescovo di San Marino Luigi Negri; l’editorialista di «Avvenire» Marina Corradi leggerà il suo «Diario quotidiano» domenica alle 17, mentre suor Eugenia Bonetti racconta la sua missione a favore delle donne vittime di violenza e sfruttamento: «Un affare che produce 32 milioni di dollari l’anno, terza fonte di guadagno dopo commercio di armi e droga». Per finire con le donne nel mondo dell’arte (illustrate da Chiara Frugoni, Timothy Verdon e Philippe Daverio), mentre Alessandro D’Avenia interverrà sulla «bellezza che sta salvando il mondo»; per dimostrare che quel «femminile, plurale» ispirato da secoli da Francesco e Chiara, pare in grado di portare ancora una profezia praticabile.

M

educe da due giorni a Kiev, di Gesù, vera Parola di Dio». in Ucraina, dove ha tenuto Guardando al dialogo tra credenti alcune conferenze all’Accae «umanisti secolari», come si sodemia teologica ortodossa, Enzo no auto-presentati a Stoccolma: Bianchi, priore della comunità modall’inizio del «Cortile», nota qualnastica di Bose, guarda al prossimo che diversità nel confronto? Cortile dei gentili di Assisi con rin«Mi pare che ci sia stato un miglionovata fiducia: «Il dialogo con chi ramento in questo dialogo e un’otnon crede sta migliorando». tima accoglienza dell’iniziativa, soContemplazione e meditazione: il prattutto in Francia e nei Paesi euCortile fa tappa ad Assisi. Nella sua ropei dove si è svolto. In Italia le ocesperienza personale e monastica, casioni del Cortile hanno mostrato cosa le ha trasmesso Francesco sul una certa volontà di dialogo, septema della contemplazione? pur ci troviamo ad essere in un «San Francesco è uno di quei santi Paese malato di identità schierate. dopo i quali la vita religiosa non è Inoltre, quelli che vogliono essere a stata più la stessa, così come la tutti i costi laici e non credenti tropratica monastica non è stata più vano mille ragioni per non imbauguale dopo san Bestire un dialogo con i nedetto e Charles De credenti, dialogo che Foucauld. Si tratta di Benedetto XVI e il cartre santi che hanno dinal Ravasi vogliono inciso fortemente suldavvero, senza nessula vita religiosa. Franna imposizione. Trovo cesco insegna la conmolta diffidenza nel templazione delle conostro Paese sul tema, se, che egli chiama mentre incontri del con il loro vero nuovo genere risultano teranome, cioè creature, e peutici per guarire le del libro della natura. ferite causate dai catPer questo egli ha tolici "identitari" e «Incontri composto il Cantico dai "laici a tutti i cocosì sono delle creature. Fransti". Da parte sua il cesco ha insegnato a corpo ecclesiale non terapeutici per me, e a tutto l’Occideve delegittimare i guarire le ferite: laici nè arroccarsi suldente, questo sguardo di meditazione le proprie posizioni. ci sono atei sulle cose come creaVedo in giro ancora troppo ture di Dio». troppa voglia di sconOggi varie forme di tro e di polemiche reideologici e meditazione (lo yoga ciproche». cattolici troppo «Dio, questo Sconoe altre) vanno molto di moda: che rapporsciuto» è il titolo arroccati» to deve avere il cridell’incontro di Assistiano con queste si, facendo eco a pratiche? un’espressione del Papa quando «Vorrei dire due cose semplici. La lanciò l’idea del Cortile. Gesù, per i vera meditazione cristiana è quella discepoli, ha rivelato il volto di Dio sulla Parola di Dio contenuta nella in maniera definitiva. Di quale diBibbia. Il cristiano non chiama mensione di Cristo la società omeditazione un alto esercizio dierna ha più urgente bisogno? mentale, bensì la sua riflessione «Personalmente, credo che la parosulla Parola. Bisogna però dire la "Dio" non goda di molto ascolto qualcosa di chiaro sulle tecniche e simpatia, soprattutto tra le nuove dell’Estremo Oriente che oggi si generazioni. Vorrei invece invitare i stanno diffondendo molto (cito cristiani ad annunciare di più il fatper esempio meditazione trascento che il nostro Dio è stato raccondentale, silenzio, respiro, yoga…) tato da Gesù nella sua profonda uin Occidente e si sono "volgarizzamanità. Parlare maggiormente di te": si tratta di strumenti per la meGesù Cristo: verso di lui c’è simpaditazione cristiana sulla Parola, tia e ascolto, esiste una maggior dinon la possono sostituire. Questo sponibilità ad ascoltare quanti parva detto con chiarezza ai cristiani: lano e testimoniano di lui. Questa la meditazione cristiana è quella mi pare l’urgenza più evidente». sulla Parola, altrimenti si rischia un Lorenzo Fazzini pericoloso sincretismo a discapito ©

R

DI LORENZO FAZZINI

G

San Giovanni della Croce

Dietrich Bonhoeffer

VATICANO La Sistina è per tutti: Paolucci replica a Citati È «impensabile un numero chiuso per la Sistina». Così il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, risponde all’articolo «La Sistina oltraggiata dai turisti» apparso ieri sul «Corriere della Sera». Per l’autore Pietro Citati «fra qualche tempo bisognerà provvedere a restaurare la Sistina un’altra volta; e così senza fine, via via che il greve respiro umano riempirà il vasto soffitto della Cappella». Sull’«Osservatore Romano» Paolucci replica: «È il problema di tutti i grandi musei, siamo nell’epoca del turismo dei grandi numeri. Da due anni è in corso uno studio per rinnovare il sistema di aerazione e controllo dell’umidità. Ma si può mettere un numero chiuso a Lourdes?»

RIPRODUZIONE RISERVATA

RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Guiducci

Roma

Melograni: dalle delusioni politiche a Mozart

DI PAOLO SIMONCELLI

iero Melograni è morto a Roma ieri, a 81 anni, sopravvissuto silenziosamente a cicli di cultura politico-ideoloPiero Melograni gica di cui era stato protagonista. Già da ragazzo, nell’immediato dopoguerra, miliLa scomparsa a 81 anni tava nelle file del Pci; anzi fu lui ad acdello storico paladino cogliere tra le orgadell’antifascismo, uscito nizzazioni giovanili del Partito un altro dal Pci nel 1956 giovane entusiasta, Renzo De Felice. con Renzo De Felice Insieme si ritrovae protagonista degli rono, subito dopo la laurea, borsisti esordi di Forza Italia dell’Istituto Croce

P

a Napoli, diretto dal grande storico liberale Federico Chabod. Erano a Napoli quando giunsero le prime notizie sul XX Congresso del Pcus con le critiche a Stalin e, terminata la borsa di studio nell’ottobre ’56, i successivi mesi romani si arroventarono ancor più a seguito dell’aggressione sovietica all’Ungheria. Discussioni infinite, al termine delle quali venne redatto il famoso manifesto di critica al Partito, firmato da 101 esponenti intellettuali comunisti; tra questi anche Melograni che, con De Felice, fu tra i pochi a non rientrare progressivamente nel Pci, in un’epoca

in cui in ambito culturale l’«egemonia» era definita ed escludente. Melograni ne subì le conseguenze, in un limbo difficile da vivere che comunque non lo convinse ad adesioni politiche di opportunità. Anzi continuò una rischiosa battaglia di libertà intellettuale. Ancor prima di giungere all’insegnamento universitario (iniziato e concluso a Perugia dal 1971 al 1996), collaboratore del Dizionario Biografico degli Italiani, fu protagonista di una querelle non molto nota: la voce Arturo Bocchini (capo della polizia fascista fino al 1940) da lui redatta risultò fuori dai ca-

noni dell’ortodossia antifascista e Melograni si rifiutò di sottoscriverne il rimaneggiamento. Né sarebbe stato l’unico caso di censura subito da Melograni! Queste esperienze lo spinsero progressivamente verso quell’area politica moderata, non per questo senza dialettica e critica, che ne avrebbe connotato gli anni dell’impegno politico. Sintomatico che – dopo i volumi che ne definirono il profilo culturale, Storia politica della Grande guerra (1969) e Mussolini e gli industriali (1972) – ebbe notorietà e polemiche dall’Intervista sull’antifascismo (1976) cui sotto-

pose Giorgio Amendola: un’iniziativa che, grazie all’onestà intellettuale dell’anziano esponente del Pci, fece cessare la campagna di aggressioni a De Felice scatenate dalla sua Intervista sul fascismo (1975). Alla serietà scientifica di Melograni (che vantava la filologia come arma antica per smontare il monolite dell’ideologia) non recava disturbo né danno un’attività di divulgazione storica seria, che andava dalla collaborazione a programmi televisivi a edizioni del Principe di Machiavelli a una rassegna delle Bugie della storia (2006). Nel 1995 la sua partecipa-

zione politica alla Convenzione liberale lo portò ad aderire a Forza Italia: deputato dal 1996 al 2001, avrebbe dovuto dare, assieme ad altri nomi noti della cultura italiana (da Pera a Colletti a Urbani), una struttura culturale al nuovo raggruppamento parlamentare. Il seguito è sotto gli occhi di tutti. Si ritrasse allora in una sua antica passione: raffinato intenditore di musica, scrisse le biografie di Mozart (2003) e di Toscanini (2007); a chiudere un ciclo emotivo di speranze e illusioni comunque intensamente vissuto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE ESEQUIE «Vi sorrido dal cielo»: il messaggio agli amici Camera ardente dalle 10 alle 16 oggi nella Protomoteca del Campidoglio per lo storico Piero Melograni, i cui funerali saranno celebrati domani alle 11 nella chiesa di San Giuseppe alla Lungara. La moglie Paola Severini ha diffuso una lettera in cui l’intellettuale saluta gli amici: «Come sempre capita, anche io me ne sono andato e – come si suole dire – ho fatto ritorno alla casa del Padre...Vi prego di non affliggervi troppo per questa partenza perché la mia vita è stata assai intensa e ricca. Ho ottenuto da essa assai più di quanto speravo... Pietro Melograni vi sorride dai cieli»


Vero - 27 settembre 2012


laMDiscussione ondo Cattolico

giovedì 27 settembre 2012

5

A cura di Carmine Alboretti e-mail: mondocattolico@ladiscussione.com

A Rimini il Festival francescano 2012 L’attesa è terminata. Il Festival Francescano prenderà il via domani. Oltre cento appuntamenti tra attualità, cultura, arte e spiritualità, estesi su tre giornate all’insegna del “Femminile, plurale”. Questo lo slogan scelto dagli organizzatori. Dopo tre anni di permanenza a Reggio Emilia, il Festival Francescano arriva a Rimini per animare le vie e le piazze della città con più occasioni di riflessione, ritrovo, spettacolo e preghiera. «In perfetta sintonia con l’itineranza che da ottocento anni caratterizza lo spirito francescano» e con il sostegno, per la prima volta, del Movimento francescano nazionale, come sottolineato dal presidente del Festival, fra Alessandro Caspoli. Nell’ottavo centenario della consacrazione di santa Chiara, la quarta edizione non poteva dimenticare l’universo femminile e l’importanza che il carisma clariano viene ad avere ancora oggi. Partendo dall’esempio di Chiara, nelle tre giornate si rifletterà sul ruolo delle donne nella società contemporanea, dalla politica all’economia, ma anche nella dimensione religiosa e culturale. Per fra Caspoli «esiste una multiformità del femminile nella storia anche se ci sono ancora tanti passi da percorrere”. La presentazione del Festival, avvenuta nei giorni scorsi al Museo della Città di Rimini, è stata anche occasione per inaugurare la mostra “Gentile Chiara” che rimarrà allestita fino al 25 novembre. Il tema delle donne nel Vangelo e nella Chiesa verrà affrontato dai vescovi di Rimini e San Marino-Montefeltro, rispettivamente monsignor Francesco Lambiasi e monsignor Luigi Negri, dal rettore della Pontificia Università Antonianum, fra Priamo Etzi e dalla presidente del Coordinamen-

Attesi giovani da tutta Italia L’edizione attuale celebra Chiara

Giovani al Festival francescano

to teologhe italiane, Marinella Perroni. Sui modelli femminili, dall’agiografia alla cultura dei diritti, rifletteranno gli storici Lucetta Scaraffia, esperta di religiosità al femminile, Marco Bartoli, tra i principali conoscitori della figura di Chiara d’Assisi, e Jacques Dalarun, già direttore dell’Institut de Recherche et d’Histoire des Textes di Parigi. Spazio anche all’attualità con il dibattito sul lavoro con il ministro Elsa Fornero, la sindacalista Susanna Camusso e l’imprenditrice Valeria Piccari, e alla tavola rotonda su “Le donne nella primavera araba” con le giornaliste Paola Caridi, Manuela Borraccino e Rita El Khayat. Attesi anche fra Antonio Tofanelli, ministro provinciale dei Cappuccini dell’Umbria, suor Eugenia Bonetti, missionaria in Africa, e Rita Borsellino. Non mancheranno i momenti di preghiera nelle strade del Centro in collaborazione con le suore clarisse. Sono loro a custodire due reliquie arrivate a Rimini per l’occasione: una ciocca di capelli di santa Chiara e un frammento sacro di santa Elisabetta, patrona dell’Ordine francescano secolare. c.a.

Santo del giorno

Vincenzo de’ Paoli Nacque nel 1581 da una famiglia d’umili condizioni. Fondò perciò i «preti della missione» per rievangelizzare le campagne. Poi creò una “Confraternita di Dame della Carità”, dotata di opportuni regolamenti, in modo che l’assistenza ai poveri fosse assieme generosa e intelligente. Ad aiutarlo provvidenzialmente giunse nel 1624 la giovane vedova Luisa di Marillac. A lei affidò la direzione di un nuovo tipo d’istituto religioso femminile, operante nel sociale. I due si presero così successivamente cura dell’Hotel-Dieu (l’ospedale dove centinaia di malati languivano nell’abbandono); poi dei «bambini trovatelli»; poi dei carcerati e dei galeotti; poi dei soldati feriti nei campi di battaglia; poi dei mendicanti, dei vecchi, degli storpi e dei pazzi che affollavano le periferie di Parigi. In pratica Vincenzo divenne una specie di «Ministro dei poveri», molto ascoltato a corte. Ciò gli permise di lottare contro il progetto della «grande reclusione» che prevedeva l’ospedalizzazione forzata di tutti i mendicanti, dei senza-dimora, dei senza-lavoro. Morì nel 1660, compianto da tutti.

Catechesi del Santo Padre Nel giorno del nostro Battesimo la Chiesa ci innesta come tralci nel Mistero Pasquale di Gesù, nella sua Persona stessa. Da questa radice riceviamo la preziosa linfa per partecipare alla vita divina. Come discepoli, anche noi, con l’aiuto dei Pastori della Chiesa, cresciamo nella vigna del Signore vincolati dal suo amore. «Se il frutto che dobbiamo portare è l’amore, il suo presupposto è proprio questo “rimanere” che profondamente ha a che fare con quella fede che non lascia il Signore». È indispensabile rimanere sempre uniti a Gesù, dipendere da Lui, perché senza di Lui non possiamo far nulla (cfr Gv 15,5). In una lettera scritta a Giovanni il Profeta, vissuto nel deserto di Gaza nel V secolo, un fedele pone la seguente domanda: Come è possibile tenere insieme la libertà dell’uomo e il non poter far nulla senza Dio? E il monaco risponde: Se l’uomo inclina il suo cuore verso il bene e chiede a Dio l’aiuto, ne riceve la forza necessaria per compiere la propria opera. Perciò la libertà dell’uomo e la potenza di Dio procedono insieme. Questo è possibile perché il bene viene dal Signore, ma esso è compiuto grazie ai suoi fedeli (cfr Ep. 763, SC 468, Paris 2002, 206). Il vero «rimanere» in Cristo garantisce l’efficacia della preghiera, come dice il beato cistercense Guerrico d’Igny. Regina Caeli del 6 maggio 2012

TUTTI I CONTATTI CHE CONTANO

45

AnnI

due volumi 2.000 pagine anche in versione digitale www.agendadelgiornalista.net

tel. 06 6791496 • fax 06 6797492 • www.agendadelgiornalista.it


50

S pazioCivile

Il Salvagente 27 settembre-4 ottobre 2012

Spazio

Civile Al via la campagna Lilt-Gruppo Estée Lauder

Festival Francescano

Rimini, Chiara e le altre

S

ante come Chiara d’Assisi (nell’VIII centenario della consacrazione). E donne di oggi, impegnate nell’economia, nella cultura, nelle professioni, nel dialogo inter-religioso e inter-culturale, nella Chiesa. Al loro apporto decisivo è dedicato il Festival 2012 dei Francescani italiani che riunisce a Rimini, dal 28 al 30 settembre, per raccontare l’universo femminile, religiosi, accademici, artisti. Il tema di quest’anno, “Femminile, plurale”, sarà declinato in un centinaio di appuntamenti di spiritualità, conferenze, spettacoli, arte e incontri . Tra le ospiti, Marinella Perroni, presidente del Coordinamento teologhe italiane, con Serena Di Nepi e Shahrzad Houshmand Zadeh; la ministra Elsa Fornero e la sindacalista Susanna Camusso; l’editorialista di “Avvenire” Marina Corradi e l’europarlamentare Rita Borsellino; suor Eugenia Bonetti; la candidata al Nobel Rita El Khayat; la medievista Chiara Frugoni. Un evento nell’evento: la mostra “Gentile Chiara” e il musical (al debutto) “Chiara e Francesco il musical. L’Amore quello vero” (di Castellacci, Belardinelli e Oliva, regia di Oreste Castagna). Tutto il programma è su www.festivalfrancescano.it.

Ottobre, la prevenzione mette il Nastro Rosa Fernando Guerci

O

gni anno colpisce in Italia 40mila donne. “Complici” l’allungamento dell’età media e l’aumento dei fattori di rischio, il tumore al seno ha maggiore incidenza, insorge più precocemente che in passato (nel 30% dei casi prima dei 50 anni) e resta il nemico N. 1 del genere femmi-

Giornata di Abio PER I BAMBINI IN OSPEDALE

Si

chiama Abio la Onlus che dal 2001 porta il sorriso ai bambini e agli adolescenti in ospedale. Sabato 29 settembre i suoi volontari saranno in 100 piazze (su www.abio.org) per l’VIII Giornata nazionale perAmore, per Abio. Una festa dedicata alla solidarietà e al volontariato, per farsi conoscere, per divulgare la Carta dei diritti dei giovanissimi ricoverati e per raccogliere fondi. I bambini troveranno in piazza palloncini e giochi. Gli adulti che vorranno sostenere Abio a fronte di una piccola donazione riceveranno un cestino di pere, simbolo della Giornata.

nile. Ma è anche meno letale: la mortalità è in costante diminuzione, dicono gli esperti. Gioca a favore in questo caso, insieme alle diagnosi sempre più precoci, la maggior cura di sé delle donne. In una parola, la prevenzione. A questo mira la prossima edizione (la XX nel mondo, XIX in Italia) della campagna Nastro Rosa di sensibilizzazione contro il cancro condotta dalla Lilt-Lega italiana contro i tumori e dal Gruppo Estée Lauder, società leader nella profumeria. Dedicata quest’anno a Eve-

S

ono quasi due milioni le persone che, in Siria, la guerra ha disperso. Un’enorme massa di sfollati (in gran parte donne e bambini) che non ha neppure l’essenziale per sopravvivere. Dei 193 milioni di dollari necessari i paesi donatori hanno versato la me-


N° e data : 21238 - 27/09/2012 Diffusione : Non disponibile Periodicità : Settimanale PuntoIIl_21238_28_1.pdf Web Site: http://www.ilpuntontc.it

'

L

Pagina : 85 Dimens. : 90 % 1454 cm2

INTERVISTA MASSIMILIANO VARRESE /

Gliinizicome ballerinocon Raffaella Carrà

"

0

in

,

questi

giorni protagonista delmusical Chiara Francesco il

Santo

di

,

Assisi BARBARA LEONE

1/3 Copyright (Il Punto) Riproduzione vietata

1'

4 ,

*

e

nelquale interpretaproprio

.441

4


N° e data : 21238 - 27/09/2012 Diffusione : Non disponibile Periodicità : Settimanale PuntoIIl_21238_28_1.pdf Web Site: http://www.ilpuntontc.it

Pagina : 86 Dimens. : 90 % 1454 cm2

TEATRO

albadel1200 Assisicontro

-

.

Guelficontro Ghibellini. Tra tanti giovani duellanti anche Francesco figlio un ricco mercante assisano cheanela allafieragloria g

Perugia

.

c'

è

i

di

,

,

cavalleresca

Laprigionia

.

e

malferma

la

Ma tutto nel profondo sarà incontro

salute gli farannoriscoprire Vangelo il

.

'

più

l

di

,

,

con Chiara sancire

sue definitiva

la

a

radicaleconversione

.

e

Losposalizio delle

idee Così potremmo definire .

unione

'

l

indissolubile edincondizionata traChiara

e

Francesco due ragazzi semplici forti. Benprima esser santi illuminarne cuore destino parola Cristo e

,

'

.

A

il

d

e

la

il

di

e

fu

certezza che tutto possibile patto spogliarsi ogni fallace dote precostituita perabbandonarsi alla fede ed alla carità trionfo delsacrificio della rinuncia Ed trionfo della resto Storia Comunque preghiera pensi Chiara Francesco hannocambiato .

A

è

la

'

di

d

.

.

E'

E'

il

il

trionfo

il

.

è

.

la

.

Il

si

è

e

,

mondo maicome oggi loro vitapu? esser esempio auspicio per nostri giovani dainutili beni materiali che sprofondano nel desertodelleidee e

la

il

'

testimonianza

d

e

di

'

di

i

d

,

sopraffatti

.

A

valore pensaanche teatro che nell ottavo centenario della Santa Chiara propone pubblico musical Chiara Francesco cheha come sottotitolo amore quello vero Uno spettacolo scritto daPiero Castellacci direttoda Oreste Castagna cheandrà prima mondiale prossimo 29 settembre Festival Francescano perpoi spostarsi proprioad Assisi più importanti piazze italiane panni Francescosarà poliedrico Massimiliano Varrese affiancato dal richiamarne

il

il

ci

,

'

consacrazione

al

il

di

e

,

'

.

L

e

in

,

scena

il

in

di

al

Rimini

e

,

nelle

vestire

.

A

il

i

di

il

messaggio cheintendeva anche Chiara Francesco avevanoun amoreincondizionato Vivevano loro legame come due ragazzi semplici Anche se poi hanno fatto quello chehanno

Francesco

.

.

il

.

fatto

Marina Muraricheinterpreterà Chiara oltre chedauncast di

,

professionisti

qualiDeniseBrambillasca Walter

Come

interpretazione

AndreaPiervittorio Borin

e

spettacolo

.

non solo.

. E

Massimiliano in

il

,

amore quello come temacentrale vero eccezionalmente incarnato dalle amore vite deidue santi Ma qual vero? amorevero quello incondizionato quello senzapretese senza calcoli Un amore ascolto questopenso che sia '

L

,

'

è

l

.

'

«

L

è

,

.

,

'

.

d

86

E

II

articolato qualeSanFrancesco

e

Assisi? La responsabilità tanta Misto documentando moltissimo ancheattraverso dei frati francescaniconcui stodialogando da tempo proprioper scavarequellache storia Francesco primache lui diventasse santo Mi interessa soprattutto capire persona che eradietro questa figura. Anche perché spettacolo parte da lui ragazzo dalla battaglia tra nobili mercanti Parte daquesta sua da ragazzo chevuole ribellarsi agli schemi da parte suopercorso che poi diventerà spirituale Cosa affascina Francesco? '

d

.

la

e

.

la

c'

lo

quando

i

è

,

e

i

.

energia

il

e

».

'

di

l

PUNTO

27 W2012 /

2/3 Copyright (Il Punto) Riproduzione vietata

di

glistereotipi Mipiace molto libertà che lui hatrovato capacità quello chesentiva andando mezzo allagente senzaalcuna paura del .

la

la

di

e

comunicare

E

di

Chiara Francesco musical scritto daPieroCastellacci cheha

debutterà

di

in

giudizio

è

trapochigiorni

,

di

è

Lo abbiamo incontrato perparlarci dello

Tiraboschi

importante

stapreparando all unpersonaggio così '

si

«

,

al

al

e

».

,

soprano

Misento moltovicino suodesiderio stareunpo' fuori quellichesono

«

di

e

».

fattodel suo rapporto con che idea Chiara? credoche loro fosse un grande cheva oltre amicizia anche un nelvero senso della parola Insieme capitoche potevano rimanere uniti seguendo stessa strada che era quella si

è

«

Io

il

'

amore

l

,

,

amore

.

hanno

la

spirituale

».

Laloro vita trionfodel sacrificio favoredeidisperati Cosa vuol dire oggi parola sacrificio? Secondo me parola sacrificiooggi ha perso un po' significato Persacrificio in

il

è

.

la

«

la

.

di

intende dolore doversoffrire per essere felici Invece pensoche Francesco intendesse comesacrificio rinunciare qualcosa proprio per donarla spesso

il

il

si

,

.

di

la

di

a


N° e data : 21238 - 27/09/2012 Diffusione : Non disponibile Periodicità : Settimanale PuntoIIl_21238_28_1.pdf Web Site: http://www.ilpuntontc.it

Pagina : 87 Dimens. : 90 % 1454 cm2

stopersonaggio un musicista che ha perso sorella per ,

la

sua perché una sera aveva bevuto unpo' mette alla colpa

,

si

,

guidaedha unincidente dopo

qualeluisopravvive muore Quindi lui deve conviverecon questo enorme senso colpa annulla fino cheproprio presenza Laura sotto forma spirito gli farà capire che comunque sia valesempre pena il

e

sorella

la

.

di

e

si

a

la

di

di

la

di

vivere Tutti personaggi quest' ultimo periodo. Lasua carriera per? parte manierapiù lieve come ballerino prediletto continuare

impegnativi

a

».

in

in

,

di

,

Raffaella

Carrà...

Un' esperienza bellissimache mihadavvero insegnato «

molto

Massimiliano Varrese con Marina Murari durante provedel musical. Due immagini

:

,

,

le

superfluo cercando

qualcun altro Magari volte oggi sacrificio anche non avere iPhone Quanto attuale messaggio Francesco? Penso chesia attualissimo Noi dimentichiamo sempre più spesso che siamo delle persone che provano dei sentimenti delle emozioni Non ascoltiamo piùquello cheabbiamo intorno a

delle

.

a

è

5!

».

e

Nell etàdella fondo semprequestavoglia ribellarsi verso tutto ci?che schema voglia affermare propria volontà. Secondo me hanno molto moderno Ancheoggi ragazzicredochenon ascoltati più tantoanchedalle famiglie semprequesta ribellione La stessaribellione che ha avuto Francesco deinostri giorni

'

.

in

c'

è

di

è

c'

,

la

la

di

di

.

i

vengano

di

.

C'

è

.

è

e

.

di

e

.

L

è

E

«

è

è

il

il

la

,

,

cantare ballare recitare

'

.

possibilità

e

chenullaera come

la

ci

si

è

.

E

a

,

'

punto

l

di

di

il

e

'

a

».

,

In

è

Il

di

il

,

la

di

.

è

«

.

è

.

è

.

dato

la

possibilità

di

e

,

fareuna ricerca sul

e

personaggioche quasicinematografica è

non sempre facile questo della mia vitahosentito proprio esigenza spogliarmi tutto quello cheera superfluo tornare un po'anche alle origini partire dall amicizia vera questi mesi lei stato impegnato anche con mistero Laura film uscito quest' estate per regia Giovanni Galletta Come andata? Moltobene Anche quello un abbastanza introspettivo personaggio Giovanni Galletta poi una persona dalla cultura cinematografica grandissima Miha aspettava

di

contemporaneamente

la

,

consapevolezza

scavare dentro que

è

«

.

.

è

.

,

».

è

di

.

le

«

piace sapere comeinfluiscono

stelle personalità Per? previsioni lasciarlefare qualcun altro Non guardo Vivo presente Vivo oggi quello che verràverrà! sulla

le

.

le

preferisco

a

.

le

'

.

il

.

.

l

».

029970

3/3

».

vero che lei untimido? Abbastanza Nella vita privata sono molto timido Poi quando salgo sulpalco diverso Per? nella vita privata sono unpo' unafrana! Sappiamo che lei un appassionato astrologia Che cosadicono stellesul tuo prossimo futuro? Sono un appassionato nelsensoche mi E'

27

Copyright (Il Punto) Riproduzione vietata

».

ruolo che sente piùvicino? Sicuramente musical cheoffre qual

'

è

E

raggiungere unacerta credibilità

è

la

«

il

in

e

ai

Di

si

ci

giovinezza

di

,

si

.

,

si

Si

A

si

Se seiattore seiattore se seicantante sei cantante ma se sei attore non puoi fare cantante viceversa così bisogna sicuramente darsi ancora piùda fareper

.

e

.

etichettare

si

è

,

a

è

si

,

è

,

americana

.

.

e

c'

è

.

».

in

La spinta sicuramente una necessità interiore mia volte passano dei momenti cui un bilancio se stessi dove arrivati delle persone che hanno accanto cominciaadriosservare come unfilm quelloche successo quello che diventati adolescenza sicuramente unodei periodipiù belli della vita un' esplosione della vita Passare all età adulta con disillusione fa

è

,

a

in

è

'

l

A

questa

E

.

Sicuramente

'

.

.

unamiaesigenza interiore all inizio statoun po'difficile perché Italianon questa cultura 360 gradi che unapeculiarità più Quidanoi tende spesso ad

proprio

è

«

,

li

estate

traspare quelloche sento

fortunatamente

scrivere

A

distruggendo Siamosempre inchiodati sui telefonini sui computer sui social network chiediamo diamoamicizie con un clicksenza dialogo né ascolto volte bisognerebbedavvero lasciaretutte queste cose che condizionano interferiscono con nostra anima per ritrovare una dimensioneunpo' più naturale Chiara Francesco sono due ragazzi del 1200 Cosa lega ragazzidegliAnni Duemila? Secondo meChiara Francesco potrebbero benissimo essere dei ragazzi

«

,

'

,

.

'

L

'

dalla natura che stiamo

.

la

all

.

cominciare

la

e

,

ci

.

e

già finita cheparla appunto delpassaggio dall adolescenza età adulta Cosa ha spinta questolibro? intitola

«

e

verità facendosi

la

».

si

e

.

.

A

il

di

Chiara

domande

e

proposito del mondo adolescenziale leiha dapoco scritto unlibro che

'

è

l

».

Quindi ballerino attore scrittore anchecantante Questa sua poliedricità artistica quanto premia quanto invece penalizza? Mi premia nel senso che

nei confronti del padrespogliandosi del

di

9 /

/

2012

87

E


8

C U LT U R A

giovedì 27 settembre 2012

Religioni

Narrativa

Premi

Festival

Dal 30 agosto al 5 settembre, giorno per giorno, L’addio a Carlo Maria Martini nel racconto di Aldo Maria Valli. In libreria dal 3 ottobre per Ancora editrice.

Paolo Maurensig torna agli scacchi, cifra del suo libro di esordio (La variante di Lüneburg, 1993), con L’ultima traversa, in libreria dal 30 ottobre per Barbera editore.

Va a Carlo Ossola con Introduzione alla Divina Commedia (Marsilio) la quarta edizione del premio De Sanctis per la saggistica. Premiazione a Roma, a Villa Doria Pamphili, il 10 ottobre.

Al via oggi l’ottavo Poesia Festival che fino a domenica si snoderà tra l’Unione Terre di Castelli, Castelfranco Emilia e Maranello. Tra gli ospiti, Lamarque, Montero e Piovani.

Vermeer, lo strapotere delle immagini

La teledipendente

Sky rischia e raddoppia: ecco Diabolik

Da oggi alle Scuderie del Quirinale i capolavori del maestro olandese

STEFANIA CARINI

U

n mese e mezzo per pensare alla tuta del supereroe, e a dove diavolo metterà il coltello. Problemi non da poco quando si deve ricostruire un immaginario di carta in pellicola. Sky ha annunciato le sue prossime produzioni, ben sei nel giro di due anni, un raddoppio di quanto fatto finora. E fra i prodotti ecco la trasposizione di Diabolik, celebre personaggio nato dalla fantasia delle sorelle Giussani. Dunque Sky sceglie una linea editoriale impostata sui grandi personaggi, ma invece delle biografie stantie stile Rai, si getta nell’universo pop. Sfida non facile, visto che adattare i miti comporta sempre diverse critiche. Sfida però che si inserisce in un filone internazionale, quello dell’adattamento di famosi personaggi a fumetto al cinema e in tv. E proprio per superare gli stretti confini nazionali, il progetto Gomorra ha cambiato formato, e sarà di 12 puntate da 50 minuti. Visto l’interesse suscitato oltreconfine, Sky ha modificato l’impaginazione della serie, un accorgimento che altri produttori dovrebbero iniziare a tenere a mente. A capo di Gomorra Stefano Sollima, che fungerà da showrunner, seguendo dunque una formula produttiva americana, con un occhio a 360° sul progetto, dalla scrittura alla regia. Grandi titoli che si fanno anche tv, dunque, come già successo con Romanzo Criminale, per sfruttare al meglio la lunga scia di quei brand. Ma anche remake di serie straniere cult, come In Treatment, diretto da Saverio Costanzo e con protagonista Sergio Castellitto, per continuare a portare in tv celebri attori di cinema. Stesso discorso per Filippo Timi protagonista de I delitti del BarLume, già famosa saga romanesca, che si inserisce in un filone classico della nostra produzione, il crime all’italiana. Stessa operazione di revisione per il telepanettone Un Natale coi fiocchi: come ripensare un de-genere classico in versione commedia d’evasione, come già successe lo scorso anno, ma stavolta accanto a Gassman c’è Silvio Orlando. E infine con 1992 si tenta l’affresco storico, ma staccandosi dall’abusata ricostruzione del dopoguerra e pensando invece al passato prossimo, a tangentopoli, letta attraverso la vita di sei persone sconvolte da quegli eventi. Avendo a che fare con un pubblico pagante, Sky cerca di alzare il tiro rispetto al resto della produzione italiana. Buoni i propositi, si attende ovvio la visione. Sperando che il servizio pubblico rialzi la testa: più concorrenza creativa è un bene per tutti.

SIMONE VERDE

D

i Johannes, Jan o Johan Vermeer si sa molto poco. Anzi, oltre a qualche aneddoto familiare, della sua storia di pittore, degli anni della formazione non si sa quasi niente. Per questa ragione, e come avvenuto per pochi altri maestri come lui avvolti in un una certa oscurità storiografica – Giorgione, Caravaggio o La Tour –, è diventato la celebrità che è. Il motivo è molto semplice e sembra dar ragione a Benedetto Croce. Difficile da sottoporre ai riduzionismi della critica che non può appoggiarsi a fatti certi, le opere di Vermeer sono diventate uno specchio del tempo, parlano per sé e accusano sempre uno scarto con le giustificazioni che si vogliono addurre a loro riguardo. In questo senso, cioè, e come si torna a constatare con Vermeer. Il secolo d’oro olandese da oggi e fino al 20 gennaio 2013 alle Scuderie del Quirinale, le immagini si esprimono con un linguaggio dall’autonomia irriducibile, si prestano alla babele delle interpretazioni e la letteratura secondaria che si accumula negli anni alla fine sembra parlare più di se stessa che del suo oggetto. La riscoperta di Vermeer è dovuta al giornalista e critico Jean Theophile Thoré (anche se si firmava William Bürger) ed è rivelatrice degli orientamenti “realisti” della pittura di metà Ottocento. Non è un caso che l’intellettuale francese era amico di Courbet e di Millet, si batté per la repubblica democratica contro il dispotismo di Charles Louis-Napoléon Bonaparte e condusse le sue ricerche sul pittore olandese durante l’esilio politico nei Paesi Bassi. Sfuggiva, o forse non interessava, al gusto impegnato per il “realismo” in voga in quel momento la vicenda spirituale del pittore, la conversione alla Chiesa di Roma nell’aprile del 1653 per sposare la moglie, Catherina Bolnes e la casa

familiare nel piccolo quartiere cattolico della città, vicino a una chiesa “nascosta” dei gesuiti. Sarebbe interessata al Novecento, invece, la storia spirituale del pittore, le sue vicissitudini tormentate nell’ambito delle tensioni politiche e civili dell’Europa barocca. Quanto alla mostra delle Scuderie, vuole ora inserire l’opera nel suo contesto. Lo fa in maniera esageratamente light, forse, e con troppe opere da collezioni private, per ciò che in termini di mercato ne consegue, o quasi tutte da musei americani. Ma persegue la giusta scelta di suddividere quelle di Vermeer portate a Roma – 8 su 36 in tutto – a seconda dei generi e dei sottogeneri che la pittura olandese andava codificando, accompagnandola, sezione per sezione, con esempi analoghi di artisti coevi. Tre, le date da ricordare, il 1566 e la rivolta iconoclasta fomentata dal clero protestante con enorme distruzione di immagini sacre; il 1618, quando gli Orange iniziarono la loro signoria sui Paesi Bassi; e il 1650, che portò la morte prematura e tragica del giovane Guglielmo II, da pochi anni succeduto a Federico Enrico. Progressivamente, cioè, dalla fine della grande committenza cattolica e con la scomparsa dei due sovrani dediti più di tutti al mecenatismo, gli artisti si trovarono senza padroni, drammaticamente liberi di cercare nuovi referenti e di inventarsi un mercato. Si tratta di una serie di accidenti provvidenziali che segna la storia dell’arte e scandisce le svolte professionali ed estetiche di Vermeer. Il passaggio quasi meccanico, nel giro di appena un ventennio da un barocco allegorico imposto dalla gerarchia accademica dei generi pittorici, alla metafisica della luce piena del simbolismo delle ultime opere. Una parabola che la mostra fa partire dalla Santa Prassede della collezione privata Barbara Piasecka Johnson, opera datata 1655 ma di dibattuta attribuzione, e conclude con le due Gio-

vane donna seduta e/o in piedi al virginale del 1670-72, registrando nel mezzo tutta la rivoluzione culturale, scientifica, politica del secolo d’oro. Immensa, in effetti, è la differenza tra la pompa retorica e classicista di un cattolicesimo che vede la vita fatta di materia corruttibile, poiché intrisa di peccato, e pone Dio in alto, al di fuori dal mondo, e il pacato ordine razionalista dove ogni cosa è al suo posto, dove il creatore è energia visibile, sta nella luce immanente che proviene dalle cose. Il Novecento, intellettualistico per natura, avrebbe visto in questa svolta l’influenza di Spinoza, al punto da congetturare una serie di incontri tra il filosofo e il pittore. Oggi, come racconta il saggio di Sandrina Bandera in catalogo (edito da Skira), si propende più per circoli scientifici come quello di Constantijn Huygens, che a Vermeer avrebbe fatto scoprire la famosa Camera oscura (scoperta di cui non c’è nessuna prova però) da cui deriverebbe la sapienza ottica delle composizioni, la precisione maniacale e microscopica con cui far apparire le cose alla luce, la tecnica del pointillé, gli angoli sfocati, le prospettive soggettive per illudere lo spettatore di una sua reale presenza nello spazio. Molta scienza e meno umanesimo, secondo la critica di questi anni tecnocratici. Tanto più che se la descrizione della realtà nella sua esattezza matematica ci piace tanto perché ci sembra un avvicinamento alla nostra modernità tecnologica, nei Paesi Bassi del tempo aveva un profondo significato religioso, era la capacità di un popolo operoso di avvicinarsi alle regole assolute ed essenziali che rivelavano la presenza di Dio nelle cose.

In alto, Johannes Vermeer “Ragazza con cappello rosso”, (1665-1667 ca.) conservata alla National Gallery of Art di Washington e ora in mostra alle Scuderie del Quirinale

Diario CINEMA

Oscar, l’Italia punta sui Taviani Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani è il candidato italiano all’85ma edizione del premio Oscar. Lo ha deciso la commissione di selezione, istituita presso l’Anica su incarico dell’Academy Award, e composta da Angelo Barbagallo, Nicola Borrelli, Francesco Bruni, Martha Capello, Valerio De Paolis, Piera Detassis, Nicola Giuliano, Fulvio Lucisano e Paolo Mereghetti, che si è riunita ieri. Il film dei Taviani, già premiato con l’Orso d’Oro a Berlino, ha prevalso sugli altri nove titoli in lizza: Bella addormentata di Marco Bellocchio, Il cuore grande delle ragazze di Pupi Avati, Diaz di Daniele Vicari, È stato il figlio di Daniele Ciprì, Gli equilibristi di Ivano De Matteo, La-bas, Educazione criminale di Guido Lombardi, Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek, Posti in piedi in Paradiso di Carlo Verdone e Reality di Matteo Garrone.

RICOSTRUZIONE

Nuovo auditorium per L’Aquila Domenica prossima alle ore 18, l’Orchestra Mozart diretta da Claudio Abbado inaugurerà il nuovo Auditorium del Parco della Città dell’Aquila, con un concerto alla presenza del presidente della repubblica Napolitano. La struttura è stata progettata dal Renzo Piano Building Workshop in collaborazione con lo studio Atelier Traldi e costruita grazie al sostegno della provincia autonoma di Trento. La prova generale, che si terrà la mattina della stessa domenica alle 10.30, sarà aperta al pubblico.

TEOLOGIA

Rimini, Chiara d’Assisi e il ruolo delle donne Cinquanta protagonisti tra religiosi, accademici, artisti per raccontare il mondo delle donne, nell’ottavo centenario della consacrazione di Chiara d’Assisi. L’appuntamento è a Rimini, da domani a domenica, per il quarto festival francescano, che con lo slogan “femminile plurale” rifletterà sul ruolo delle donne nella società, nell’economia, nella cultura, nelle professioni, nelle religioni. Interverranno, tra gli altri, Lucetta Scaraffia, storica della religiosità femminile; Marco Bartoli, esperto della figura di Chiara d’Assisi, Jacques Dalarun, già direttore dell’Institut de Recherche et d’Histoire des Textes di Parigi.


Donna Moderna - 26 settembre 2012


Avvenire - 25 settembre 2012 MARTEDÌ 25 SETTEMBRE 2012

CULTURA RELIGIONI TEMPO LIBERO SPETTACOLI SPORT

AGORÀ E D I TO R I A L E

A N Z I T U T TO

Cividale indaga i sacerdoti nella Roma antica

LA TESTA ALTROVE DEI LETTORI SFAVORISCE I LIBRI GIULIANO VIGINI

N

ella crisi generale dei consumi, per le difficoltà che tutti conosciamo dell’economia e del lavoro, non si poteva certo pretendere che quella del libro fosse un’isola felice, lontana dalle turbolenze del momento. Di solito, anzi, è la cultura a essere tagliata o sacrificata per prima, considerati più essenziali da parte delle istituzioni, a volte a ragione, spesso a torto, altri servizi pubblici o, da parte dei cittadini, altri tipi di consumo privato. C’è probabilmente, tuttavia, anche un disagio psicologico e un frastornamento mentale generalizzato, che porta inconsapevolmente molti, se non a ritrarsi nel loro guscio protettivo, a vivere la realtà in modo distorto o rallentato, come effetto di sfiducia o preoccupazione o eccessiva prudenza. Il meno che si possa dire è che ci si distrae e si pensa ad altro rispetto a quello che normalmente si faceva prima. In realtà, non sempre bisogna tirare in ballo la mancanza di soldi per giustificare un calo delle vendite; spesso non comprano libri neanche quelli che erano abituati ad acquistarli e possono ancora permetterseli comodamente, allo stesso modo in cui si conosce gente ricca che si mette a "tirare" sulle spese o, all’opposto, fa la scorta di beni per

paura che si esauriscano, come succedeva con il riso, lo zucchero o l’olio in tempo di guerra. Per i libri, è prima di tutto il lettore "forte" (che è poi anche il cliente "forte", ossia quello che tiene in piedi gran parte del mercato) ad aver perso smalto, nel senso che, pur non rinunciando alla lettura, ha frenato molto gli acquisti. Naturalmente, anche i lettori abituali si sono indeboliti, così che gli uni e gli altri creano gravi difficoltà agli editori, ai librai e a tutta la catena del libro, generando perdite che vanno anche al di là di quelle che si dichiarano. A che cosa attribuire il disagio di cui s’è detto? Fra le varie cause, si potrebbero certamente indicare: lo stordimento da politica, la sbornia da informazione (pericolosa forma di etilismo cronico difficile da curare), la confusione babelica delle lingue. A proposito di quest’ultima, si corre effettivamente il rischio di non capirsi più. Ai nostri tempi, come si usava dire una volta, la lingua italiana sembrava meno equivoca e più trasparente. Certo, se uno leggeva sull’etichetta di un vestito: «Confezionato in traffico di perfezionamento passivo», aveva anche allora qualche problema di comprensione. Ma se esprimeva un pensiero semplice e lineare nessuno capiva un’altra cosa. Oggi, invece, tutto si è complicato, visto che si capisce spesso il contrario e la verità va a farsi benedire. Se non altro, si deve sempre rispiegare tutto. In politica, poi, si pronuncia una frase al mattino, la sera stessa si deve smentire e, il giorno dopo, bisogna convocare una conferenza stampa per chiarire esattamente che cosa si voleva dire. In questo contesto, si comprende facilmente come la testa della gente possa essere dall’altra parte di dove dovrebbe essere e come anche i libri, che pur servono a rafforzarla, passino momenti difficili. © RIPRODUZIONE RISERVATA

■ Arte Gli anni Trenta in mostra a Firenze PAGINA

■ Intervista Cacciari: il mio Cristo è un profeta che sorride

24

PAGINA

25

■ Spettacoli Chiara e Francesco, un nuovo musical a Rimini PAGINA

27

■ Calcio Adesso in serie A è buio fitto per Milan e Inter PAGINA

29

IL CASO. Cresce il malcontento fra i docenti italiani sui criteri scelti per la valutazione negli atenei: penalizzata la storia della disciplina DI LUIGI DELL’AGLIO

è malcontento fra gli storici della matematica italiani, una piccola avanguardia della cultura scientifica nazionale minacciata da provvedimenti sull’università che rischiano di spazzare via studi di altissimo livello per i quali l’Italia ha eccellenti quotazioni all’estero, non meno decisive dello spread. A provocare la protesta sono gli indicatori bibliometrici introdotti nella valutazione dei lavori scientifici. «La valutazione delle università è necessaria, ma in Italia stiamo introducendo un sistema unico al mondo che valuta a priori, invece che ex-post, e con criteri statistici», spiega Giorgio Israel, ordinario di Matematiche Complementari all’Università La Sapienza di Roma. «Per la gioia dei fautori delle "due culture" - aggiunge il professore- si è diviso il settore "scientifico", in cui vale il numero di citazioni dei lavori, dal settore "umanistico" in cui vale il numero di lavori pubblicati, soprattutto su riviste la cui qualità è stata classificata dall’Anvur (l’Agenzia di valutazione). La bibliometria per citazioni è criticata proprio in ambiente scientiUna nota fotografia di Albert Einstein del 1931, all’Università della California. fico da autorevoli istituzioni internazionali come la European Physical Society o la International Mathematical Union e da personalità come il Nobel per la chimica Richard Ernst. Nessun paese l’ha adottata come procedura di stato e in Australia è stata proscritta. Ma qui si fanno orecchie da mercante a costo di creare situazioni incresciose: l’Anvur ha cambiato le procedure di calcolo varie volte, dimostrando la mancanza di oggettività della bibliometria. Nel settore umanistico, la classifica delle riviste ha stimolato l’arrembaggio a farsi accreditare certe riviste come di serie A, producendo esiti penosi». più ignorate e detestate, secondo Perché le novità introdotte colpiquantitativi in luogo di giudizi lo di questa disciplina nella ricerscono in particolare la storia delca e nell’insegnamento, Del resto, stereotipi che la contrappongono qualitativi. le matematiche? «In condizioni normali un appel- un altro grande matematico, Hen- falsamente alle scienze umane, «La bibliometria ricorre a base dalo firmato dai maggiori storici del- ri Poincaré, sosteneva che l’unico quasi fosse una forma di sapere oti gestiti da ditte private (ISI, Scola matematica del mondo dovreb- modo di prevedere il futuro della stile all’umanità. Ed è certo che, se pus) che indicizzano solo certe ribe condurre a un ripensamento. Al matematica è studiarne la storia e è vista in modo acritico e meramente pratico, lo è davvero». viste, prevalentemente di scienza contrario, si risponde che qualche lo stato presente». applicata: medicina, biotecnoloingiustizia è accettabile pur di ap- I giovani che s’iscrivono a mate- Come superare questo rifiuto? gie, ingegneria. Gli storici della maplicare il sistema. È un modo di ra- matica avranno interesse a intra- «In libro appena uscito, Pensare in tematica pubblicano su riviste pogionare da commissari politici più prendere ricerche di ampio respi- matematica (Zanichelli), Ana Millán Gasca ed io sosteniamo che la co indicizzate, e soprattutto libri ro? che da professori». ed edizioni critiche, che sono i«I settori più colpiti so- via non è quella - apparentemenQuesta gnorati. D’altra parno le ricerche di base e te facile, di fatto sbagliata e falliParla Giorgio Israel: te, in quanto profesinterdisciplinari. Da mentare - di ridurre la matemati«Gli indicatori sori di matematica, tempo declina l’inte- ca a un insegnamento pratico, alappartengono al setresse a imbarcarsi in ri- la "matematica del cittadino", bibliometrici tore bibliometrico. cerche "disinteressate" quella che serve per fare la dichianon bastano, così Dovrebbero essere come la storia della razione dei redditi e la contabilità premiati per gettare scienza. Figuriamoci di casa. È bensì quella di restituire si perpetua la divisione un ponte tra le due ora che arriva la maz- la matematica alla cultura, di mofra le due culture, strarne i profondi legami con le diculture e invece sozata finale». no bastonati senza Più in generale, oggi la scipline umanistiche. L’interesse umanistica e scientifica. pietà dagli algoritmi matematica che cosa per la matematica è stimolato dalLa nostra tradizione la consapevolezza che il suo modo dell’Anvur: tutti gli offre ai giovani? di pensare è una componente delordinari del settore «La matematica pervadi prim’ordine viene sono stati esclusi de ogni aspetto della la cultura essenziale quanto le arGiorgio Israel gettata al vento» come commissari nostra esistenza, è il ti, la letteratura, la filosofia, la lin(salvo, per caso, il fondamento della tec- guistica o l’antropologia e che i sottoscritto che comunque non ha disciplina ha uno spiccato ruolo nologia, ha un ruolo sempre più ri- suoi concetti hanno origine nell’ofatto domanda). È uno scandalo levante in un numero crescente di perare umano. L’esperienza d’informativo sui giovani? che grida vendetta tenendo conto «Non c’è dubbio. In Italia abbiamo discipline e quindi l’ignoranza ma- segnamento ci ha convinti che sudella qualità e intensità della loro una tradizione di prim’ordine nel- tematica diventa un vero ostacolo scitare la passione per il valore coproduzione scientifica». la storia della matematica che ri- nell’esercizio di molte professioni noscitivo della matematica conUn appello rivolto da 150 docensale a Aldo Mieli e Federigo Enri- e attività, teoriche o pratiche. Ep- duce ad apprezzarne anche i tecti di 14 Paesi al governo italiano ques, uno dei maggiori matemati- pure, il più grande paradosso del nicismi. E la storia ha un ruolo cenesprime "viva preoccupazione" ci del Novecento e un grande in- presente è che la matematica con- trale in questo». per l’esclusivo uso di parametri tellettuale che ha promosso il ruo- tinui a essere una delle discipline ©

C’

Matematica sotto attacco

RIPRODUZIONE RISERVATA

◆ La commistione fra sacro e profano e il ruolo dei sacerdoti nel mondo politico dell’antica Roma. Da domani al 28 settembre si tiene a Cividale del Friuli il XIV convegno internazionale della Fondazione Canussio sul tema "Sacerdos: figure del sacro nella società romana". Oggetto dell’incontro di studi sono i sacerdoti della Repubblica e dell’Impero analizzati attraverso l’influsso da essi esercitato, attraverso la loro concreta attività, sia nell’ambito religioso che in quello politico, culturale e sociale. Si studierà l’organizzazione dei gruppi sacerdotali, il rapporto tra i sacerdoti e la vita pubblica nel senso più ampio del termine, le modalità attraverso cui le diverse pratiche sacrali giungevano a determinare lo svolgimento della vita politica a Roma. La formula è quella del seminario con dibattito fra i relatori. Prevista la partecipazione di 20 studiosi provenienti da Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Stati Uniti e Italia esperti di storia, letteratura, religioni, archeologia e arte antica.

Medicina e magia all’Istituto Petrarca a Milano ◆ L’Istituto studi umanistici Petrarca tiene un ciclo di lezioni su «Medicina, magia e astrologia dall’antichità al Rinascimento» dal 9 ottobre all’11 dicembre a Milano, all’Università del cardinale Colombo in piazza san Marco alle ore 18. Nella locandina, il convegno è introdotto da una citazione di Marsilio Ficino (1433 – 1499) dall’«Apologia», in cui si afferma che i sacerdoti, nell’antichità, furono medici e astronomi (tra i Caldei, i Persiani e gli Egiziani) e che «senza il favore del cielo la medicina è spesso inutile e anche nociva» ed è di pertinenza della «medesima carità del sacerdote anche l’astronomia che è strettamente congiunta con la medicina». Le prime lezioni sono di Gianantonio Borgonovo (La simbologia dell’esoterico nel cap. 28 di Giobbe), il 9 ottobre, di Antonietta Porro (Amoree magia negli «Idilli» di Teocrito) il 16 ottobre, di Nicola Criniti («Medica»: la donna e la medicina a Roma) il 23 ottobre. Info: tel. 02 6709044, www.lrst.net.

Torino, portici di carta e vetrine per Elsa Morante ◆ Da «Portici di carta», la più lunga libreria al mondo che sarà allestita a Torino il 6 e 7 ottobre, è partito l’invito a tutti i librai e alle biblioteche d’Italia, attraverso l’Associazione Librai Italiani e l’Associazione Italiana Biblioteche, a dedicare nella settimana di Portici una vetrina ad Elsa Morante nel centenario della sua nascita. «Portici di carta» prevede 64 librerie grandi e piccole che esporranno su 174 bancarelle, lungo due chilometri sotto i portici di via Roma, piazza San Carlo e piazza Carlo Felice, nel centro città. Promossa dalla Città di Torino e dal Salone Internazionale del Libro, quest’anno, giunta alla sua 6/a edizione, propone molti momenti di particolare interesse, tra cui: la Costituente del Libro, gli incontri con Sebastiano Vassalli, Salvatore Niffoi e il premio Campiello Carmine Abate che presentano i loro nuovi romanzi, una retrospettiva nazionale sulla Morante. All’editore Sellerio saranno dedicate 100 vetrine personalizzate con altrettanti volumi storici e recenti scelti personalmente dall’editore.


Avvenire - 25 settembre 2012

27

MARTEDÌ 25 SETTEMBRE 2012

Green Day stop Il cantante in cura per abuso di droga

Cineincassi: inizio di stagione flop per i film italiani

LOS ANGELES. Il leader dei Green Day, Billy Joe Armstrong, si sta sottoponendo a cure per abuso di sostanze. È la stessa band a darne notizia sul proprio sito, scusandosi con i fan che si sono sentiti offesi dal recente show a Las Vegas, interrotto anzitempo. Il gruppo era stato costretto a far saltare il concerto a Bologna, lo scorso 2 settembre proprio per un malore del cantante, ricoverato in ospedale. Domani, intanto è in programma l’uscita di «Uno!», prima tappa del nuovo album concepito come una trilogia.

ROMA. Non sono bastate le luci del Festival di Venezia per attirare spettatori in sala, i film italiani non riescono a decollare al box office nella prima parte della stagione. Secondo i dati Dati Cinetel per il tanto propagandato «Bella Addormentata» di Bellocchio gli spettatori sono stati solo 1.079 milioni, per «È stato il figlio» di Ciprì 492mila, «Il rosso e il blu» di Piccioni 394mila, «Come non detto» di Silvestrini 237mila, «Gli equilibristi» di De Matteo 215mila, «Una donna per la vita» di Casagrande 163mila.

MATTEO GARRONE Premiato a Cannes, arriva venerdì nelle sale «Reality» Il regista: «Racconto i nostri contrasti, attraverso la storia di un aspirante concorrente al Gf»

Emmy Awards, è un trionfo per «Homeland» La serie sul terrorismo sbanca gli Oscar della tv

Da stasera conTatti Sanguineti su Rete 4 dietro le quinte di «Don Camillo» MILANO. Don Camillo e Peppone come non li avete mai visti. È la promessa di Tatti Sanguineti che da stasera presenta su Retequattro il ciclo di film ispirato ai personaggi di Guareschi. Sanguineti racconterà aneddoti sconosciuti, retroscena e accoglienza intellettuale. dell’annosa lotta tra il combattivo parroco di un paesino della pianura emiliana (Fernandel) e il sindaco comunista Giuseppe Bottazzi, detto Peppone (Gino Cervi). Apre la rassegna, «Don Camillo» di Julien Duvivier, 1952.

Opera di Roma, sciopero minaccia prima balletto

LOS ANGELES. «Homeland»

ROMA. Rischia di saltare

miglior serie drammatica e la discussa «Modern Family» miglior serie comica è il podio dei 64esimi Emmy’s Award, gli Oscar della tv assegnati dall’Accademia di Arti e Scienze della televisione a Los Angeles. «Homeland», serie sul terrorismo interno agli Usa (trasmesso in Italia su Fox), ha scalzato la già pluripremiata «Mad men», arrivata agli Emmy con 17 nomination. La seconda stagione di «Homeland» ha incassato anche i premi ai due protagonisti, Claire Danes e Damien Lewis. Un premio anche per Kevin Costner per la miniserie «Hatfields & McCoys».

per uno sciopero dei ballerini domani al Teatro dell’Opera di Roma la prima di «Romeo e Giulietta» di Prokof’ev. Cgil e Cisl denunciano la «smobilitazione» del corpo di ballo, con una pianta organica «ridotta del 50%» (38 effettivi assunti su 70 previsti) ma anche «l’assenza di progettualità che possa dare concrete garanzie di continuità per il futuro: mentre si precarizza e si svuota un complesso artistico vitale per il teatro si moltiplicano assunzioni per consulenze, collaborazioni, assistenti».

«La mia Italia stravolta dalla televisione»

DI LUCA PELLEGRINI

embra tutto sospeso: è il mondo di Reality. Lo stordimento di Luciano, il protagonista dell’ultimo film di Matteo Garrone, Gran Premio della Giuria a Cannes – in sala da venerdì – sembra quello che assale Riccardo nel verdiano Ballo in maschera: «È scherzo od è follia siffatta profezia», si domanda. Il regista romano a questo proprio non vuole rispondere: la lunga risata finale del suo protagonista, che invade la casa del Grande Fratello, non si sa quale origine abbia e dove porti. «Non lo svelerei mai, ognuno ci deve vedere quello che vuole, in quella risata. Era l’unico finale possibile nella storia di Luciano». Pescivendolo napoletano, sostituisce la mercanzia dei suoi banchi col richiamo delle sirene televisive, pericolose quanto mai: partecipa, spinto dai parenti, a un provino del Grande Fratello, ci crede, la finzione prende il posto della realtà. «Un film ispirato a un fatto realmente accaduto, girato per divertire – precisa Garrone – e per creare delle emozioni». La parabola malsana di Luciano, però, rappresenta in qualche modo una Italia succube della televisione. L’idea è stata quella di raccontare un Paese e i suoi cambiamenti attraverso un personaggio che diventa un eroe tragicomico, ingenuo e buffo. Mi affascinava l’idea di poter raccontare i contrasti e i conflitti che viviamo, senza voler giudicare o denunciare. Ma il modello dell’Italia cui aspira Luciano è quello rappresentato dalla casa del Grande Fratello. E questo è davvero inquietante. Tengo a far notare che noi tutti viviamo in una società dei consumi, attirati dai paradisi artificiali. Luciano ha il suo modello: aspira a entrare nel mondo dello spettacolo e cambiare il proprio destino e quello dei familiari. Io non lo sento un personaggio lontano da me, sinceramente io pure sono

S

Sopra, Aniello Arena in «Reality» di Matteo Garrone (a sinistra il regista)

fragile, sono vittima di mille seduzioni. Per questo non me la sento di fare discorsi moralistici, di dire: "guardate come siamo ridotti". L’ambientazione del film è molto ricercata. È fondamentale. Nel caso di Reality volevo raccontare una realtà un po’ magica, quindi dovevamo trovare dei luoghi che ricordassero la dimensione favolistica, però al tempo stesso che fossero credibili e verosimili. In Gomorra, invece, ogni storia era legata a un luogo che direttamente spiegava qualcosa dei personaggi: le Vele di Scampia, la dimensione claustrofobica e carceraria in cui va a vivere Totò il ragazzino, mentre la storia di Marco e Ciro, i due amici anarchici, l’abbiamo ambientata in un luogo fatto di campi e mare, per evocare un senso di libertà. Quella libertà che Luciano perde, ossessionato da un reality televisivo. Per molti poter entrare dentro la televisione non è soltanto un fat-

to narcisistico, ma una certificazione della propria esistenza: ciò che accade nella televisione spesso è più vero di quello che si vive nella vita di tutti i giorni. È il motivo per cui Luciano sprofonda in questa ossessione. Con il mio film non ho voluto fare una critica a certi programmi televisivi, ma una riflessione più ampia e più legata alla società in cui viviamo, con i suoi vantaggi e svantaggi. Un pensierino all’Oscar? Tutto è legato al caso, devi avere la fortuna che la tua idea di cinema si sposi con la sensibilità di chi sceglie. Di certi atteggiamenti che sono nati a Venezia, dove ero giurato, dopo la premiazione per non aver dato alcun premio maggiore ai film italiani, me ne dispiaccio: si vogliono vedere soltanto i lati negativi delle cose. Ribadisco: non mi trovo molto a mio agio a giudicare gli altri, lo lascio fare al mio cinema. E poi, un premio è soltanto un’ipotesi, il tempo decide se un film vale oppure no.

CINEMA

L’ATTORE ANIELLO ARENA: «DAL CARCERE AL CINEMA SONO CRESCIUTO»

«Mi sono formato man mano nel teatro e ogni volta che rientravo in cella mi mettevo in discussione e capivo meglio anche la vita. Noi non siamo solo detenuti, siamo anche altro». Così Aniello Arena, detenuto nel carcere di Volterra per un ergastolo e da anni uno dei componenti della Compagnia della Fortezza, parla del suo personaggio nel film di Matteo Garrone, «Reality». «Per me è stato facile fare il personaggio di Luciano, perché la sua parte simpatica e allegra mi appartiene. La televisione per noi carcerati è importante ma io non sono amante dei reality. Amo di più i documentari».

Rondi: «Ritorni il Neorealismo» n nuovo neorealismo per raccontare questa crisi». È l’invito di Gianluigi Rondi verso il «cinema di impegno civile in Italia che è ben vivo ma ancora non si è fatto carico della crisi economica che colpisce il Paese, come a suo tempo fece il Neorealismo per un’Italia alle prese con le difficoltà del secondo dopoguerra». Il decano dei critici cinematografici italiani afferma infatti che: «Oltre a un cinema di impegno civile dovremmo avere anche un cinema di impegno economico, del resto proprio su miseria e povertà si è costruito tutto il

«U

Neorealismo». «Il cinema civile è forse una delle invenzione più belle del cinema italiano, con autori come Rosi e Risi. Credevo quasi che non ci fosse più nessun regista a dargli corpo ma proprio quest’anno Marco Tullio Giordana, con Romanzo di una strage, e Daniele Vicari, con Diaz, hanno dimostrato che vi sono autori in grado di trattare quanto succede intorno a noi», sottolinea Rondi. «È vero che non si guarda ancora al problema economico ma è anche vero che questa nostra epoca non è così disastrata come quella che vide la nascita del Neorealismo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

«Un musical antico e moderno per i santi di Assisi» DA VILLA D’ALMÈ (BG) ALESSANDRO BELTRAMI

a scena è spoglia. Una serie di pedane mobili in legno diventano di volta in volta un chiostro, una prigione, un bosco, la sala delle udienze papali. Sullo sfondo la proiezione di gigantografie di particolari deMassimiliano Varrese e Marina Murari gli affreschi di Giotto e video. Una ragazza e un ragazzo vestono il saio, attorno a loro altri ragazzi, giovanissimi (l’età media non suCon il regista Oreste Castagna pera i 22-23 anni), attori e baldurante le prove di «Chiara e lerini, sono in abito "da lavoro". Sono le prove per Chiara Francesco», al debutto sabato a e Francesco, il musical. L’amo-

L

Rimini

re quello vero, il nuovo spettacolo sui santi di Assisi che debutta sabato al Festival Francescano di Rimini per arrivare il 6 e il 7 ottobre al Teatro Lyric della città umbra prima di partire per un tour. Appoggiato al palco, il regista Oreste Castagna dirigendo con le mani lavora sul disegno di insieme, muove i personaggi e le masse mentre di cesello lima le singole battute. «Il lavoro con gli attori in questo spettacolo è, se possibile, ancora più importante del solito perché si devono mettere in gioco con il corpo e con lo spirito» spiega Castagna (volto noto della tv dei ragazzi come Gipo Scribantino della Melevisione) mentre i dieci balleri-

ni provano le coreografie di Alberta Palmisano. Francesco è Massimiliano Varrese, giovane attore e ballerino con un lungo curriculum al cinema e in tv (Carabinieri), Chiara ha il sorriso dell’esordiente Marina Murari, bella voce di soprano lirico leggero e lungo impegno nella christian music. «Lo staff degli autori è quello di Forza venite gente, Pietro Castellacci e Giampaolo Belardinelli – prosegue Castagna che torna a confrontarsi con temi francescani dopo la regia de L’infinitamente piccolo di Angelo Branduardi – ma rispetto al suo predecessore qui c’è più meditazione, più profondità. Forza venite gente ha avuto molti meriti ma forse anche u-

na prospettiva che privilegiava la gioia e l’allegria a discapito di altre dimensioni. Qui non abbiamo paura di sfiorare temi difficili come la libertà, la guerra o la morte». Ma c’è anche un’altra grande differenza: «Francesco e Chiara hanno parità di ruoli. Sono due giovani in ricerca e che vanno fino in fondo alle loro scelte radicali. Abbiamo cercato la verità emotiva dei personaggi, oltre l’iconografia più tradizionale. Ci siamo chiesti perfino come cammina Francesco… Non mettiamo in scena "la" fede ma un racconto "di" fede attraverso personaggi forti e carismatici. Uno spettacolo spirituale e laico, che parli e soprattutto possa pro-

vocare tutti senza distinzioni». Nell’idea di Castagna Chiara e Francesco è una sorta di musical al quadrato: «È una messa in scena che recupera in maniera esplicita le laude, ovvero la matrice francescana e giullaresca del musical moderno. Ma è anche un antimusical, volutamente spoglio in cui tutto è significativo e simbolico. La sfida che inseguiamo è dare messaggi importanti con un teatro popolare che non teme di confrontarsi con una ricerca sui segni e sui codici dell’epoca di Francesco, il teatro dell’arte e i linguaggi d’avanguardia». Tra Varrese e Murari l’affiatamento è così forte che alle domande rispondono comple-

tandosi a vicenda. «Interpretare Francesco è un sogno che si compie – racconta Massimiliano – Certo è un santo con un lungo passato nello spettacolo, ma per il "mio" Francesco non ho voluto farmi condizionare da nessun modello. Piuttosto ho cercato il Francesco vivo, leggendone le biografie e seguendone le tracce nei luoghi e nei conventi da lui frequentati. E l’ho trovato a me vicino: era un ribelle che ballava e cantava per portare l’annuncio». Per Marina «Chiara è una ragazza che ha un sogno e insieme una donna matura e determinata. Un personaggio semplice perché semplicemente aperto». © RIPRODUZIONE RISERVATA


11

sabato 22 settembre 2012

Timbravano senza lavorare 13 dipendenti siciliani indagati

ROBERTO ROSSI ROMA

Loro giurano che si tratta solo di un equivoco. Una frase scritta male in una bacheca di Facebook, una virgola di troppo, una proposizione saltata, che ha cambiato l’effetto della frase facendola apparire «per quello che non è». E cioè una sorta di chiamata alle armi, un addestramento ad attività paramilitari, fatto in una località nascosta, riservato a pochi militanti, che richiama alla mente gli anni bui della nostra democrazia. Loro sono gli attivisti di Forza Nuova di Rimini. E la frase con la virgola in più e la proposizione in meno, che ha destato preoccupazione racchiusa in un’interrogazione parlamentare, è questa: «Nel pomeriggio corsi di autodifesa, uso del coltello e del bastone. Infine coordinamento e preparativi in vista del corteo del 29 settembre a Rimini». Sono poche righe che si trovano al termine di una tabella o, meglio, di un piano di azione, per una giornata nel «campo comunitario di formazione militante» che si è svolta il 16 settembre scorso sul monte Fumaiolo, tra i boschi di Balze, paese in provincia di Forlì e Cesena, accanto alla sorgente del Tevere. Le poche righe sono state «postate» nel profilo Facebook di Mirco Ottaviani, coordinatore provinciale di Forza Nuova di Rimini. All'invito hanno risposto una decina di persone. L’incontro, secondo il suo giovane organizzatore, è stato in realtà solo una piacevole scampagnata di dieci ore, dove gli attivisti di Forza Nuova, solo «una decina» ha assicurato Ottaviani, e «tra l’altro non tutti militanti», si sono incontrati per chiacchierare, discutere, mangiare e studiare. Va detto che il luogo non è del tutto casuale. Lo spiega il giovane «forzanovista» nella sua pagina Facebook: «Il 15 agosto del 1934, per volere di Benito Mussolini, fu inaugurata la stele che indica la sorgente del Tevere... Sorge su una vasca alimentata da una fontanella che sgorga dalla montagna: l'acqua, dopo aver lambito la stele, inizia il suo cammino verso Roma». Marcia verso la Capitale. Qui, dunque, ogni tanto, l'estate in special modo, giovani simpatizzanti di Mussolini, si ritrovano per onorare la nascita del Tevere. Come il 16 settembre scorso quando Ottaviani e soci si sono trovati a «discutere di massimi sistemi, citando e commentando i pensatori di destra». Chi? «Leon Degrelle», politico belga, fondatore del rexismo, movimento nazionalista di ispirazione cattolica, fascista e nazista arruolato nelle Waffen-SS, o «Corneliu Zelea Codreanu» leader nazionalista rumeno, anche lui di un’era geologica fa, simpatizzante nazista e fascista. Niente di più. E quel richiamo all’addestramento con il bastone e il coltello, allora? «Un errore di battitura. La frase corretta era “corsi di autodifesa dall’uso di bastoni e coltelli”». Coltelli e bastoni ci sono, dice Ottaviani, ma «in quell’occasione abbiamo spiegato come poterli evitare. Dieci minuti di attività fisica e nient’altro». Perché, allora, questa scampagnata ha destato tanto scalpore? In primo luogo perché i giovani che si sono inerpicati fino a Balze non sono dei tipi qualunque.

La pagina di Facebook con la quale si invitavano i militanti di Forza Nuova al «campo di formazione militare»

Corso di Forza Nuova: uso di coltelli e bastoni Il 16 settembre scorso gli attivisti di Rimini si ritrovano a un «campo di formazione militante» presso la sorgente del Tevere. Tra le attività quella di autodifesa con armi ● Interrogazione alla ministra Cancellieri

Mirco Ottaviani, ad esempio, è stato condannato in via definitiva per aver tentato di incendiare nel 2007 il centro sociale Paz a Rimini. Quando la polizia lo intercettò, assieme a una decina di persone, scoprì nel portabagli un vero e proprio arsenale: 14 litri di nitro diluente altamente infiammabile, ricetrasmittenti, baionette, passamontagna, sette metri di corda, catene di ferro, tirapugni, piedi di porco, tre grammi e mezzo di cocaina, e, guarda caso, bastoni e coltelli. Ottaviani e i suoi amici, per lo più giovanissimi, vennero condannati in secondo grado, a oltre due anni. La pena fu aggravata perché fu riconosciuta la fina-

.. . L’attivista: «Abbiamo fatto solo una scampagnata, con attività fisica»

lità eversiva. Accusa che invece la Cassazione, lo scorso marzo, non ha accolto lasciando intatto il restante impianto accusatorio ma rimandando all’appello la definizione delle condanne. Ma c’è anche un’altra ragione che desta allarme. Non si capisce a che cosa servano i corsi di autodifesa da tenersi in boschi isolati. Da chi dovrebbero difendersi? Non c'è stata nessuna aggressione con coltelli e bastoni contro esponenti di Forza Nuova, come ha confermato lo stesso Ottaviani. «Siamo certi ha dichiarato il deputato del Pd Emanuele Fiano, estensore dell’interrogazione parlamentare che porta anche la firma di Elisa Marchioni, - che il ministero dell’Interno non vorrà mancare di verificare con attenzione la pericolosità di tali atti». Avvenuti poi a pochi giorni dalla manifestazione del 29. Forza Nuova ha indetto un giorno di protesta in tutta Italia. «Marcia con la rivoluzione» è lo slo-

gan. Anche Rimini, dove la sede è stata aperta solo da due anni e gli attivisti sono qualche decina, si sta muovendo. Tra l’altro la manifestazione avviene nei giorni in cui in città si svolgerà il Festival francescano e a Rimini affluiranno migliaia di persone. «I nostri cortei sono sempre pacifici» dice Ottaviani. Che porterà Forza Nuova a candidarsi alle prossime amministrative, passando prima per le politiche. Approfittando, spiega Fiano, «anche delle crisi di rappresentanza all’interno del Pdl». Di certo sarà una battaglia alquanto dura. Ma Ottaviani e i suoi amici sanno già come difendersi.

.. . Fiano (Pd): «Il ministro verifichi con attenzione» Il 29 la destra estrema manifesta in tutta Italia

Creavano trust per la camorra, 10 arresti NICOLA LUCI MILANO

Uno studio legale in centro nel capoluogo lombardo e personaggi vicini a clan camorristici, come quello dei Casalesi: è l'asse Milano-Caserta individuato in un'inchiesta condotta dalla Gdf milanese che ha smantellato una presunta associazione per delinquere, capeggiata da un avvocato con uffici anche a Roma e Londra. Il professionista, infatti, avrebbe utilizzato le sue conoscenze «tecniche» per creare dei trust e così proteggere beni immobili e quote di società, riconducibili anche alla criminalità organizzata. Un sistema che avrebbe permesso pure di aggirare il Fisco. Mariano Baldini, legale di 43 anni orginario di Caserta e titolare dello studio di consulenza «Baldini & Partners» di via Sciesa a Milano, è finito in carcere

assieme ad altre 7 persone (due, invece, sono agli arresti domiciliari) in base a un'ordinanza firmata dal gip Antonella Bertoja, su richiesta del pm Stefano Civardi. Le Fiamme gialle del Comando provinciale hanno eseguito il sequestro di 88 immobili, sparsi in tutta Italia: appartamenti di pregio situati in centro a Milano e un intero complesso di ville in provincia di Pavia e poi ancora case a Benevento, Latina, Chieti, Caserta, Novara, Sassari, Varese, Lodi. «Sigilli» anche alle quote di due società e a due auto, tra cui una Aston Martin.

.. . La mente era a Milano Schermavano i beni illegali. In manette anche un professionista romano

Ventidue milioni di euro il valore dei beni «congelati». In particolare, gli inquirenti avrebbero accertato un legame tra alcuni beni sequestrati, perchè protetti dagli 'schermì giuridici creati dall'avvocato Baldini, e Salvatore Izzo, pregiudicato napoletano, morto lo scorso febbraio, e che era stato mandato a processo a Milano per aver accumulato un patrimonio composto da ville, terreni e società in Brianza del valore di alcuni milioni di euro, molti dei quali frutto di un giro d’usura. Altro personaggio finito in carcere è Luigi Sagliano, 58 anni di Casapesenna (Caserta), ritenuto vicino al clan dei Casalesi, tanto che alcuni pentiti lo hanno indicato in passato come autista e factotum della famiglia Zagaria. Sagliano, assieme ad altre cinque persone finite in carcere, sarebbe stato, secondo le indagini, una delle 'teste di legnò al servi-

zio di Baldini per occultare i patrimoni. Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, infatti, con il meccanismo dei trust all'estero sarebbero stati 'nascostì i beni riconducibili a «due pregiudicati (tra cui Izzo, ndr), soggetti a misure di prevenzione evitando così che venissero sequestrati». Il presunto gruppo criminale, poi, avrebbe sfruttato «lo specifico istituto del trust liquidatorio per sottrarre alle procedure concorsuali l'attivo patrimoniale di società fallite», danneggiando i creditori. E avrebbe occultato anche «il patrimonio di imprenditori in difficoltà economica, impedendo ai fornitori ed al Fisco il recupero delle somme dovute». Numerosi i presunti episodi di bancarotta e riciclaggio. Al momento, però, non è stata contestata l'aggravante di aver favorito cosche mafiose, ma le indagini sono tuttora in corso.

C'è chi trascorreva gran parte del proprio tempo al bar sorseggiando caffè, chi assieme ai colleghi passeggiava tranquillamente tenendosi sotto braccio, chi usciva per il pranzo e tornava dopo due ore (la pausa è di 30 minuti) e chi non tornava proprio. Qualcuno addirittura se ne andava chissà dove durante l’orario di lavoro ma risultava regolarmente al suo posto. Per un mese la guardia di finanza ha filmato i movimenti dei dipendenti dell’ufficio per il Garante dei detenuti. Si tratta di un ufficio speciale, dove lavora personale della Regione siciliana, che si trova in una palazzina in via Magliocco, strada pedonale in pieno centro a Palermo. Tredici sono le persone indagate per assenteismo, praticamente tutti i dipendenti dell'ufficio. Il danno per le casse pubbliche secondo gli investigatori sarebbe di 250mila euro. Dietro l'inchiesta c'è un scontro durissimo che va avanti da mesi tra il Garante, il senatore Salvo Fleres (Grande sud), e il dirigente dell’ufficio speciale, Lino Buscemi. È stato proprio Fleres a segnalare «più volte, ma invano, anomalie nella gestione dell'ufficio», in una nota al dipartimento regionale Funzione pubblica e al presidente della Regione, «per i provvedimenti di loro competenza». A marzo era scattata una perquisizione: gli investigatori acquisirono decine di carte per verificare se, dopo i primi accertamenti della finanza effettuati il 30 novembre scorso, gli orari di lavoro fossero stati «aggiustati». All'inizio dell' anno, però, era stato Fleres, nominato garante dall'ex presidente della Regione Totò Cuffaro, a finire al centro delle polemiche, dopo una relazione consegnata proprio da Buscemi al governatore Raffaele Lombardo. Sotto accusa il compenso del senatore (425 mila euro di indennità percepite dal 2006 al 2011) e alcune consulenze. Nell’ultima finanziaria la giunta regionale aveva previsto la soppressione della figura del Garante, con l'obiettivo di tagliare la spesa, e il mantenimento dell'ufficio speciale. La norma però è stata modificata dall'Assemblea regionale: alla fine è stato approvato un emendamento che ha mantenuto il garante, cancellando il compenso ora a «titolo gratuito». Il budget dell'ufficio, intanto, è stato notevolmente ridotto: da un milione e 100 mila euro ad appena 60 mila euro.

NAPOLI

Un altro morto Questa volta nei Quartieri spagnoli Un uomo è stato ucciso ieri pomeriggio a Napoli in quella che sembra una esecuzione di matrice camorristica. Vincenzo Masiello, 23 anni, con precedenti per rapina, è stato avvicinato da sicari in vico lungo Teatro Nuovo, nei Quartieri Spagnoli, e ferito da sette colpi di arma da fuoco. L'uomo è stato portato in ospedale «Pellegrino» ma è giunto cadavere. Masiello poco prima delle 18 camminava lungo il vicolo stretto quando è stato affiancato da una persona a bordo uno scooter TMax che gli ha esploso contro sette colpi di pistola. L'uomo, ferito mortalmente, è stato soccorso da passanti, ma è morto poco dopo.


laDiscussione sabato 22 settembre 2012

7

mondo cattolico a cura di Carmine

Alboretti

AL MUSEO DELLA CITTÀ DI RIMINI

Santo del giorno

Mostra su Santa Chiara e Francesco

ignazio da santhià

Visite dal 25 settembre al 25 novembre L’evocativa simbologia dello specchio - già cara a San Paolo e ai Padri della Chiesa - è la chiave di lettura della mostra sulla spiritualità clariana “Gentile Chiara. Madonna con Bambino tra i santi Francesco e Chiara di Gentile da Fabriano”, presso il Museo della Città di Rimini dal 25 settembre al 25 novembre. L’esposizione, a cura di Maura Favali e Antonello Ferretti, intreccia importanti esempi di arte figurativa e letteraria ed è prodotta da Festival Francescano in occasione della quarta edizione dell’evento sul tema “femminile, plurale” (a Rimini dal 28 al 30 settembre 2012, in occasione dell’VIII centenario della consacrazione di S. Chiara), in collaborazione con i Musei civici di Rimini e la Pinacoteca Malaspina di Pavia. Fulcro della mostra sarà l’opera di Gentile da Fabriano (1360/1370 – 1427) “Madonna con Bambino tra i santi Francesco e Chiara”, un dipinto giovanile del Maestro, mirabile “nella declinazione di sottigliezze lineari e di preziosità quasi da orafo” (cfr. Milvia Bollati, Gentile da Fabriano e l’altro rinascimento). Pervenuta ai Musei Civici di Pavia nel 1892, questa tavola di piccole di-

mensioni (56,5 x 42 cm) era verosimilmente destinata alla devozione privata e proveniente dal monastero pavese di Santa Chiara la Reale, convento delle Clarisse edificato grazie alla volontà della duchessa Bianca Maria Visconti. Cosa rara nelle opere trecentesche (questa data 13901395 circa), Francesco e Chiara sono dipinti assieme, in preghiera ai lati della Vergine con il Bambino e identificati ciascuno da una legenda in eleganti lettere gotiche granite sulla foglia d’oro del fondo, con le figure dell’Angelo e della Vergine Annunciata.

La catechesi del Santo Padre Così anche «i piedi» di Gesù, in cammino per affrontare e distruggere il male, hanno l’incandescenza del «bronzo splendente» (Ap 1,15). La voce di Gesù Cristo poi, «simile al fragore di grandi acque» (1,15c), ha il frastuono impressionante «della gloria del Dio di Israele» che si muove verso Gerusalemme, di cui parla il profeta Ezechiele (cfr 43,2). Seguono ancora tre elementi simbolici che mostrano quanto Gesù Risorto stia facendo per la sua Chiesa: la tiene saldamente nella sua mano destra - un’immagine molto importante: Gesù tiene la Chiesa nella sua mano - le parla con la forza penetrante di una spada affilata, e le mostra lo splendore della sua divinità: «il suo volto era come il sole quando splende in tutta la sua forza» (Ap 1,16). Giovanni è talmente preso da questa stupenda esperienza del Risorto, che si sente venire meno e cade come morto. Dopo questa esperienza di rivelazione, l’Apostolo ha davanti il Signore Gesù che parla con lui, lo rassicura, gli pone una mano sulla testa, gli dischiude la sua identità di Crocifisso Risorto e gli affida l’incarico di trasmettere un suo messaggio alle Chiese (cfr Ap 1,17-18). Una cosa bella questo Dio davanti al quale viene meno, cade come morto. È l’amico della vita, e gli pone la mano sulla testa. E così sarà anche per noi: siamo amici di Gesù. Poi la rivelazione del Dio Risorto, del Cristo Risorto, non sarà tremenda, ma sarà l’incontro con l’amico. Udienza generale del 5 settembre 2012

DALLE SACRE SCRITTURE

segreteria @ladiscussione.com

nella luce dei viventi. Oppure: R. Esalterò davanti a te, Signore, nella luce dei viventi.

Prima Lettura 1Cor 15,35-37.42-49 Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi Fratelli, qualcuno dirà: «Come risorgono i morti? Con quale corpo verranno?». Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore. Quanto a ciò che semini, non semini il corpo che nascerà, ma un semplice chicco di grano o di altro genere. Così anche la risurrezione dei morti: è seminato nella corruzione, risorge nell’incorruttibilità; è seminato nella miseria, risorge nella gloria; è seminato nella debolezza, risorge nella potenza; è seminato corpo animale, risorge corpo spirituale. Se c’è un corpo animale, vi è anche un corpo spirituale. Sta scritto infatti che il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l’ultimo Adamo di

PER CONTATTI:

venne spirito datore di vita. Non vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo spirituale. Il primo uomo, tratto dalla terra, è fatto di terra; il secondo uomo viene dal cielo. Come è l’uomo terreno, così sono quelli di terra; e come è l’uomo celeste, così anche i celesti. E come eravamo simili all’uomo terreno, così saremo simili all’uomo celeste. Salmo R. Camminerò davanti a Dio

Si chiamava, in realtà, Lorenzo Maurizio Belvisotti. Quarto dei sei figli della famiglia Belvisotti, nel 1706 si trasferì a Vercelli per gli studi filosofici e teologici, ispirato dalla vocazione per la vita ecclesiastica. Qui venne ordinato sacerdote nell’autunno del 1710 diventando cappellano della nobile famiglia vercellese degli Avogadro. Fu chiamato a reggere l’insigne collegiata di Santhià e contemporaneamente diventa parroco della parrocchia di Casanova Elvo. Il 24 maggio 1716 rinunciò alle due nomine ed all'abito talare ed entrò nel convento dei frati cappuccini di Chieri (To) prendendo il nome di frate Ignazio da Santhià. Dopo gli anni della formazione cappuccina (trascorsi a Saluzzo, a Chieri e a Torino, sul Monte dei Cappuccini) venne nominato maestro di noviziato nel convento di Mondovì (Cuneo). Afflitto da una grave malattia agli occhi nel 1744 rinunciò all’incarico e si ritirò per cure nel convento di Torino-Monte. Nel 1744 svolse opera di assistenza sanitaria e spirituale con le truppe di Carlo Emanuele III nella guerra franco-spagnola. Nel 1747 rientrò al convento del Monte dei Cappuccini di Torino svolgendo attività pastorale e assistendo i più poveri e gli ammalati della città di Torino. La sua missione è caratterizzata da prodigi per via dei quali il popolo torinese lo ribattezza «il Santo del Monte». Il 22 settembre 1770, festa di San Maurizio, patrono suo e della provincia cappuccina del Piemonte, fr. Ignazio moriva serenamente nella sua cella, all'età di 84 anni. La notizia della sua morte si diffuse rapidamente e fu un accorrere così enorme di popolo per rendere omaggio alla salma che il Superiore del convento, per timore della ressa del popolo, fece celebrare i funerali in anticipo sull'ora stabilita. La fama della sua santità e i numerosi prodigi attribuiti alla sua intercessione inducono ad avviarne immediatamente il processo di canonizzazione. Solo il 17 aprile 1966, dopo oltre un secolo di quasi totale silenzio, Paolo VI procedette alla solenne beatificazione.

Si ritireranno i miei nemici, nel giorno in cui ti avrò invocato; questo io so: che Dio è per me. R. In Dio, di cui lodo la parola, nel Signore, di cui lodo la parola, in Dio confido, non avrò timore: che cosa potrà farmi un uomo? R. Manterrò, o Dio, i voti che ti ho fatto: ti renderò azioni di grazie, perché hai liberato la mia vita dalla morte, i miei piedi dalla caduta. R.

Dal Vangelo secondo Luca Lc 8,4-15

In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza d.i umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché vedendo non vedano e ascoltan-

do non comprendano. Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.


Avvenire - 22 settembre 2012


Vanity Fair - 20 settembre 2012


Oggi - 19 settembre 2012

071160

www.ecostampa.it

Settimanale

Filosofia


32

Sabato 15 Settembre 2012 Corriere della Sera

Viaggi Iniziative fino a ottobre e prezzi ridotti Per gli amanti della movida e per non lasciare lettino e ombrellone

Allungare le vacanze

Quei locali dove l’estate non finisce C’

è ancora tanta estate in giro per l’Italia: spiagge, localini, feste, terrazze, aperitivi. Tanti luoghi delle vacanze che continuano a tenere aperto come se la pagina del calendario fosse ancora da girare. Senza contare che in queste giornate la luce è bellissima e i prezzi più bassi. La pensa così anche un famoso attore americano, Premio Oscar e non più giovanissimo (unici indizi), che fino a ieri era al mare a Forte dei Marmi con la moglie. «Un giorno il cielo era coperto e tirava vento: l’americano è rimasto a riva a guardare le onde con un bicchiere di gin tonic in mano e ad ascoltare i miei racconti», racconta Roberto Santini dei bagni Piero. Vita da spiaggia Ancora aperti (anche se in formula ridotta) i bagni in Liguria per tutto il mese. Parola di Riccardo Borgo, che ha uno stabilimento a Bergeggi (Sv) ed è presidente nazionale del Sib, il Sindacato italiano bagnini. Una giornata con ombrellone, due lettini, spogliatoio costa 25 euro. Attivissimo come in piena estate il Fantini Club a Cervia, stabilimento dedicato agli sportivi e con ristorantino e spa sulla spiaggia. Da qui a ottobre ogni weekend c’è un intrattenimento: oggi e domani sfilate e prove di agilità di cani, show di levrieri. Il 29 e 30 settembre sarà la volta dei cavalli fra gimkane western e volteggi in riva al mare. Il 22 settembre challenge di golf. Il 6 e 7 ottobre c’è un Motor show on the beach con prove aperte al pubblico. Hotel con

La terrazza sul mare in Sardegna e le feste da Rimini a Catania prima colazione e spiaggia da 50 euro. In Romagna sono ancora aperte tutte le spiagge, anche se con servizi un po’ ridotti. Elegante e rilassante come sempre Forte dei Marmi. Al Bagno Piero un ombrellone, due lettini e la piscina costano 60 euro al giorno invece che 95. In Sicilia la temperatura è perfetta, si fa il bagno fra i faraglioni in un mare azzurrissimo al Lido Due Ciclopi ad Aci Trezza, 30 minuti da Taormina: aperto fino a ottobre.

Last minute

Aperitivo in infradito Tramonto che toglie il fiato davanti all’Isola della Maddalena. C’è ancora tutto settembre per godersi lo spettacolo dalla terrazza sul mare di un localino di grande charme: l’Upper di Palau (Olbia Tempio). Ci si va per l’aperitivo o per la serata. C’è sempre un dj o musica dal vivo e

un buffet molto ricco. A Palau molti hotel sono ancora aperti con pacchetti vantaggiosi. Poche, ma ci sono ancora le vecchie rotonde sul mare. Quelle originali. Il Nettuno a Rimini è una costruzione balneare anni 40 (ristrutturata nel 2010). Bella è la piattaforma che guarda tutta la costa. Ci si ferma per un aperitivo al tramonto o una cena. O per un cappuccino alla mattina. Aperto tutto settembre. Dove si mangia Fino al 31 ottobre Le Milton Beach, ristorantino sulla spiaggia, a Rimini, vicino al porto. Atmosfera provenzale, colori azzurro e bianco, ricette sfiziose di pesce. Si mangia sulle terrazze con pavimento di legno da dove si vedono gli yacht ormeggiati al Caffè del Molo 22, alla darsena di Rimini a Borgo San Giuliano. In Sardegna sul lungomare di Quartu Sant’Elena (Ca) ci si dà appuntamento al Frontemare. Stabilimento balneare elegante e iperattrezzato che funziona anche come ristorante e lounge bar. Dove si balla In Liguria, nel Tigullio, una delle discoteche più famose, il Covo di Nord Est di Santa Margherita Ligure fa ballare la gente ogni sabato di settembre e punta a riempire la pista per una decina di giorni anche a ottobre. Ad Albissola non hanno staccato la musica il Sole e Luna e il Golden Beach. Si balla sulla sabbia a Riccione nella zona del Marano dove alcuni stabilimenti aperti di giorno, come l’Hakuna Matata o l’Operà, la sera si trasformano in ritrovi sotto le stelle. A Rimini, a settembre, il Caffè

Dove andare

Hakuna Matata Plus di Riccione Continuano le feste in spiaggia all’Hakuna Matata, il cuore della movida notturna «on the beach» del lungomare adriatico

del Molo 22 o una tappa al Bar della Iole, mentre il Milton beach resta aperto fino al 31 ottobre. Sul lungomare c’è il Coconuts. Per la piadina a due passi dal mare, invece, la Casina del Bosco. In Sicilia, a Catania si fanno le ore piccole fronte mare a Le Capannine, Afro Bar e Bellatrix. A Prato c’è il giardino-dance Villa Fiorelli.

«Upper» di Palau Per tutto settembre aperitivo e post all’Upper di Palau (Olbia Tempio). Sullo sfondo il dj o musica dal vivo e un buffet molto ricco

In spiaggia Dalla Liguria alla Romagna passando per la Toscana i bagni sono quasi tutti ancora aperti. In Sicilia la stagione va avanti fino a ottobre

Movida di fine estate «Se dovessi scegliere un luogo dove continuare a far festa come in estate, opterei per Catania — dice Roberto Piccinelli, autore della annuale "Guida al piacere e al divertimento" —. Da queste parti c’è una fantasia senza eguali. Si spazia dai dj set del chiringuito Caffè del Porto, nell’area della Darsena, diventata un

a cura di Carlotta Lombardo

Le migliori proposte per un viaggio conveniente

Mantova

Val di Non

Bolzano

Austria

Capo Sant’Andrea

Una spedizione in treno nella città dei Gonzaga

Mele e piatti dolci nella piazza rinascimentale

Mantenersi in forma tra resort e montagne

Relax a cinque stelle sul lago Alla scoperta delle cantine in un castello diventato hotel Il wine-tour all’Isola d’Elba

Con l’iniziativa Trenord free time, tutti i fine settimana di settembre si va a Mantova in treno. In più, sconti per la navigazione sul Mincio, sia con Navi Andes che con Barcaioli del Mincio.

Pomaria è l’appuntamento con la raccolta delle mele dop della Val di Non e con i piatti realizzati con il frutto presentati nella piazza rinascimentale e nelle vie del borgo di Casez il 13 e 14 ottobre.

Nel Parco di San Vigilio di Marebbe (Bolzano), con il pacchetto Activ&Relax, per mantenere la forma. Fino al 4 novembre si può soggiornare all’Excelsior Resort Mountain Spa Resort.

Il Falkensteiner Schlosshotel Velden a Velden am Wörthersee, in Austria, è un castello del ’500 sul lago, oggi trasformato in hotel 5 stelle. Libero accesso all’Acquapura spa.

Il Boutique Hotel Ilio di Capo Sant’Andrea propone un viaggio alla scoperta delle cantine e dei vitigni dell’isola. Il costo del tour è a partire da 150 euro da dividere fino a un massimo di 6 persone.

Prezzi: 10 € (a/r), 5 € per i bambini 4-14 anni Info: 800.500.005, www.trenord.it

Hotel a 143 euro a persona in camera doppia Info: tel. 0463.900177, www.guidavacanze.it

7 notti in doppia a 718 € a persona fino al 5/10 Info: tel. 0474.501036, www.myexcelsior.com

Fino al 28/12: due notti b&b a 289 € a persona Info: +43.427452000, www.falkensteiner.com/it/

Dal 17/9 al 14/10 all’Hi Restaurant dell’Hotel Info: tel. 0565.908018, www.hotelilio.it


33

Corriere della Sera Sabato 15 Settembre 2012

Periscopio di Armando Torno

Quando la Sindone si spostò in Piemonte

I

l 15 Settembre 1578 la Sacra Sindone venne portata a Torino dai Savoia, dopo essere stata conservata a Chambery dal 1453 (questa, del resto, era stata in precedenza la loro capitale). Tra l’altro, il viaggio della celebre reliquia abbreviò quello dell’arcivescovo di Milano, Carlo Borromeo, che aveva fatto voto di recarsi a venerare il Sacro Lino. In quel 1578 ci fu quindi la prima ostensione di Torino. Nei secoli successivi la Sindone sarà continuamente esposta, ma da Torino non si muoverà che in due casi eccezionali. Farà insomma un altro viaggio a Genova, a causa dell’assedio dei francesi nel 1706, e poi nel 1939 per proteggerla dalla Seconda guerra mondiale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Andar per mostre di Marco Gasperetti

Sentire a Firenze il profumo dei Kennedy

S

Il «Covo di Nord Est» Una delle discoteche più famose e grandi di Santa Margherita Ligure (Genova). Situata nel Tigullio, la discoteca fa ballare la gente ogni sabato di settembre e punta a riempire la pista per una decina di giorni anche per il mese di ottobre

polo gastro-socializzante, alle feste sulla terrazza del Blùma di Aci Trezza». Chi deve decidere quando andare a Catania, domenica 23 c’è un maxy pool party all’hotel Romano Palace con tanto di clientela bailante proveniente da Ibiza. «Domani invece — aggiunge Piccinelli — si balla dalle 17.30 in poi al lido Levante 7.2 di Fregene con una serie di dj molto co-

Parchi divertimenti Piacciono sempre a grandi e piccoli. C’è ancora tempo per farsi frullare e centrifugare in qualche attrazione nei più grandi parchi divertimento italiani. A Gardaland, sul lago di Garda, fino al 30 settembre la domenica e il mercoledì ci si può divertire un’intera giornata al prezzo ridotto di 24 euro. A Mirabilandia due giorni di parco (così c’è il tempo di andare in spiaggia) costano 34 euro. Gratis sotto i 10 anni se si compra il biglietto online.

Fantini Club Cervia Lo stabilimento è dedicato agli sportivi e ha ristorantino e spa sulla spiaggia. Fino a ottobre ogni weekend c’è un intrattenimento

nosciuti alla consolle». La movida continua a Milano Marittima (Ra): ogni weekend street bar pienissimi, movimento fino a tardi nelle strade del centro (pedonalizzate). Durante il giorno le spiagge sono ancora aperte, soprattutto quelle private dei vari alberghi come il Palace o il City beach.

Parchi divertimenti A Gardaland domenica e mercoledì a tariffe ridotte fino alla fine del mese. A Mirabilandia occasioni per chi sceglie i «due giorni»

Fra un bagno e l’altro In Romagna potrà anche capitare di incrociare i francescani: provenienti da tutto il mondo, si sono dati appuntamento a Rimini per il loro festival. Sono attese 50.000 persone dal 28 al 30 settembre: oltre cento gli appuntamenti. Sul promontorio del Conero (An), a picco sull’acqua, c’è ancora gente in spiaggia nei weekend. I sabato e domenica di settembre Italia Nostra organizza passeggiate alla chiesina di Portonovo: dalle finestre delle absidi, rivolte verso il mare, entra la luce del sole nascente che illuminava il canto mattutino dei monaci. Se ci si concentra un momento, sembra quasi di sentirlo.

i potrebbe visitare anche a occhi chiusi, «Fragranze», e rimanere stupefatti dai capolavori olfattivi di questa mostra da «annusare» sino a domani alla Stazione Leopolda di Firenze. Protagonisti profumi ed essenze che hanno fatto la storia del mondo (e continuano a farlo): dagli arcaici effluvi ciprioti, sino alle modernissime e tecnologiche fragranze realizzate grazie anche a complicati algoritmi computerizzati. In mostra i prodotti per la cura e il benessere del corpo, specialità cosmetiche e accessori. Tante le curiosità. Come il profumo «Eight and Bob», firmato da Albert Fouquet nel 1937, che aveva stregato John Kennedy e il fratello Bob. I marchi esposti sono quasi 200. © RIPRODUZIONE RISERVATA

In montagna di Massimo Spampani

Giù dagli alpeggi Le valli fanno festa

B

Daniela Camboni

ellissime, coloratissime, amatissime... le mucche e le pecore, ma anche i cavalli, che in autunno ritornano dagli alpeggi nelle loro stalle in valle, in Alto Adige. È un momento di festa: specialità gastronomiche, musica popolare, bancarelle. Domani corteo per il ritorno a valle a Badia (altabadia.org). Da oggi al 30 settembre vanno in scena le Settimane dell’agnello in Val d’Ultimo (meranerland.com). Sull’Alpe di Siusi l’appuntamento è il 30 a Fié allo Sciliar e il 6 ottobre a Castelrotto (alpedisiusi.info). Si replica in Alta Pusteria il 22 settembre con il grande giorno del rientro delle vacche (altapusteria.info), mentre il 13 ottobre a Terento in Val Casies, cento, tra mucche, vitelli e pecore in corteo per il paese (kronplatz.com).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA


6

laDiscussione venerdì 14 settembre 2012

mondo cattolico a cura di Carmine

Alboretti

L’Ac celebra il Concilio Momento di festosa presenza e di preghiera con il Santo Padre Benedetto XVI L’Azione Cattolica Italiana in collaborazione con la Diocesi di Roma ha organizzato per il prossimo 11 ottobre 2012 un momento di festosa presenza e di preghiera, a Roma in Piazza San Pietro, insieme al Santo Padre Benedetto XVI, preceduto da una fiaccolata che partirà da Castel Sant’Angelo. Un’occasione propizia offerta a tutto il popolo di Dio, alle varie associazioni, movimenti e gruppi di tutta Italia, all’apertura dell’Anno della Fede, che ci vedrà uniti nella preghiera per rinnovare il nostro impegno nella missione evangelizzatrice della Chiesa per il mondo e per fare memoria viva del Concilio Vaticano II, dei cinquant’anni dalla sua apertura e dalla fiaccolata della sera dell’11 ottobre 1962 a Piazza San Pietro che fu promossa dall’Azione Cattolica e fu occasione dell’indimenticabile “discorso alla Luna” di Giovanni XXIII. «Oggi come allora - si legge in una nota riportata dal Servizio di informazione religiosa - vogliamo insieme a Benedetto XVI dire la bellezza dell’essere Chiesa e raccontarne le meraviglie. Rivivere la promessa del Concilio, in questo nostro tempo e a misura del nostro tempo. Mettendo insieme fede e vita e sapendo che prima di tutto dobbiamo essere vicini a coloro che soffrono, ai poveri, per dire loro che le loro angosce e le loro speran-

ze sono le stesse del popolo di Dio». Il programma prevede alle ore 18 e 30 l’accoglienza a Castel Sant’Angelo; alle 19.30 ci sarà una Fiaccolata in via della Conciliazione; alle ore 20.30 la Preghiera in Piazza San Pietro e Saluto di Papa Benedetto XVI. Al termine del-

Piazza San Pietro

l’evento le Chiese del centro di Roma resteranno aperte per chi vorrà proseguire la preghiera e l’adorazione eucaristica. Il Concilio Vaticano II è stato il ventunesimo e ultimo concilio ecumenico. Si svolse in quattro sessioni, dal 1962 al 1965, sotto i pontificati di Giovanni XXIII e Paolo VI. Promulgò quattro Costituzioni, tre Dichiarazioni e nove Decreti. L’annuncio della indizione venne dato da papa Giovanni XXIII il 25 gennaio 1959, a soli tre mesi dalla sua elezione al soglio pontificio, nella basilica di San Paolo, insieme all’annuncio di un sinodo della diocesi di Roma e dell’aggiornamento del Codice di Diritto Canonico: «Venerabili Fratelli e Diletti Figli Nostri! - ebbe modo di affermare l’ex patriarca di Venezia eletto al soglio pontificio - pronunciamo innanzi a voi, certo tremando un poco di commozione, ma insieme con umile risolutezza di proposito, il nome e la proposta della duplice celebrazione: di un Sinodo Diocesano per l’Urbe, e di un Concilio ecumenico per la Chiesa universale». Il Concilio fu aperto ufficialmente l’11 ottobre 1962 da papa Giovanni XXIII all’interno della basilica di San Pietro in Vaticano con cerimonia solenne. In tale occasione pronunciò il celebre discorso “Gaudet Mater Ecclesia”.

IN OCCASIONE DEL FESTIVAL FRANCESCANO DI RIMINI

Nuovo musical su Chiara e Francesco L’opera è nata dalla penna di Piero Castellacci per la regia di Oreste Castagna Nell’ottavo centenario dalla consacrazione di Santa Chiara, grazie all’impegno di Festival Francescano, del Movimento Francescano Italiano, delle Edizioni Paoline, della cooperativa “Fratelli è possibile” e della Faustini Produzioni, sabato 29 settembre 2012 - in prima mondiale - in Piazza Malatesta a Rimini andrà in scena “Chiara e Francesco il musical. L’amore quello vero”: ultimo lavoro dell’abile penna di Piero Castellacci, con la regia di Oreste Castagna, musiche di Giampaolo Belardinelli, coreografie di Alberta Palmisano nonché la collaborazione a testi e liriche di Achille Oliva e Adriano Maria Maiello. A prestare il volto a Francesco nel musical sarà uno dei protagonisti più eclettici dell’attuale panorama dello spettacolo, l’attore e ballerino Massimiliano Varrese, affiancato sul palco dal soprano leggero Marina Murari oltre che da un cast di professionisti quali Denise Brambillasca, Walter Tiraboschi e Andrea Piervittorio Borin. Il musical prende le mosse dalla battaglia nella quale Assisi viene riconquistata dai nobili della città. Francesco, figlio di un mercante della parte avversa, viene fatto prigio-

niero e nel carcere di Perugia scopre, anzi meglio “riscopre”, il Vangelo. Proprio lui che voleva diventare un cavaliere, trova in quelle pagine la risposta al suo bisogno di fare qualcosa di speciale per il mondo. Tornato ad Assisi, incontra Chiara e il loro “sposalizio” dei valori avviene immediatamente: la rinuncia al vivere agiato, il senso della preghiera, un’intensa immersione nel Vangelo. Poi si passa alla creazione degli Ordini e all’incontro con Papa Innocenzo III. È il trionfo del sacrificio in favore di malati e

poveri fino all’estremo tentativo di avvicinare l’Islam per far finire la guerra fra Crociati e Mori. Per Chiara e Francesco la vita va vissuta per costruire un mondo diverso; è questo “l’amore quello vero” che Chiara e Francesco ci consegnano. A noi farne tesoro. Chiara e Francesco sono due giovani del 1200 ma potrebbero anche appartenere alla nostra epoca. Molti dei temi affrontati dal medesimo Castellacci in “Forza Venite Gente” sono ora dagli autori e dal regista volutamente appena accennati per cercare di

avvicinare di più Chiara e Francesco ai giovani del nostro millennio; argomenti come la libertà, la solidarietà, l’amore per chi soffre o per chi è solo non erano stati, secondo loro stessi, sufficientemente considerati nel precedente lavoro. Per questo è sembrato doveroso farlo ora. Dopo il debutto al Festival Francescano di Rimini, “Chiara e Francesco il musical. L’amore quello vero” verrà rappresentato il 6 e 7 ottobre 2012 al Teatro Lyrick di Assisi e proseguirà in un tour attualmente in corso di definizione.

riciclaggio

Santa Sede sempre più trasparente Dopo l’Assemblea e il Rapporto di Moneyval su Vaticano e Santa Sede, la Santa Sede continua il suo impegno per rispondere alle raccomandazioni e continuare efficacemente sulla strada intrapresa della trasparenza e dell'affidabilità finanziaria, dell’efficacia delle misure per la lotta contro il riciclaggio. Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha annunciato dai microfoni della Radio Vaticana, che «un segnale forte in questa direzione è il fatto che la Santa Sede ha deciso di avvalersi della collaborazione sistematica di un esperto internazionale nelle attività della lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo». Si tratta di Rene Bruelhart, 40 anni, un legale originario di Friburgo, (Svizzera), che è stato per otto anni Direttore della Financial Intelligence Unit (Fiu) del Liechtenstein, ed è un vero esperto nella lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Come Direttore delle Fiu del Lichtenstein, nel 2012 è stato anche nominato vicepresidente del Gruppo Egmont, la rete globale delle Fiu. Bruelhart ha iniziato con settembre il suo servizio come consultore della Santa Sede in tutte le materie connesse con l’antiriciclaggio e la lotta al finanziamento del terrorismo.

Alzheimer c’è un piano per i malati Con lo slogan “Chi si perde non è mai perduto”, è stato presentato nei giorni scorsi al Palazzo della Provincia di Roma, il progetto Diogene (progettodiogene.com), nato con l’obiettivo di aiutare le persone affette da patologia Alzheimer, sindrome che in Italia riguarda circa 700 mila persone, ossia il 6,4 per cento degli over 65 anni. Grazie alla sinergia tra l’associazione Alzheimer uniti onlus, la società di servizi Sistemi di protezione (Sdp), Vodafone e Federfarma Roma, il progetto prevede la realizzazione di un dispositivo portatile, chiamato “Il filo di Arianna”, che grazie al Gps è in grado di rintracciare il malato, smarrito o fuggito a causa del disorientamento portato dalla malattia. Un’iniziativa che intende privilegiare l’assistenza domiciliare del malato - ha sottolineato Luisa Bartorelli, presidente Alzheimer uniti onlus, soprattutto in Italia dove «c’è ancora la tendenza ad accudire il malato in casa 175. Un’assistenza che, secondo l’associazione, impegna il familiare, o caregiver, in media 13 ore al giorno. L’obiettivo del dispositivo è dunque quello di«aiutare i caregiver e migliorare la qualità della loro vita», ha ribadito Luciano De Petris, ingegnere della Sdp, illustrando il funzionamento dell’apparecchio, da indossare ma “mimetico”.


Touring - Settembre 2012

071160

www.ecostampa.it

Mensile

Filosofia


PleinAir - Settembre 2012

071160

www.ecostampa.it

Mensile

Filosofia


Medioevo - Settembre 2012


Vivere - Settembre 2012

Eventi di Maria Teresa Antognazza

SAN FRANCESCO E LE SUE “SORELLE”

PROTAGONISTI Sopra: alcuni frati durante una passata edizione del Festival e un’anziano religioso che dialoga con una giovane fedele. A destra: suore francescane.

VIVERE

Dal 28 al 30 settembre a Rimini, il Festival dedicato al santo di Assisi racconta il variegato mondo delle donne

C

onferenze, spettacoli, mostre, cinema, spiritualità, attività per bambini e laboratori: torna, con oltre cento iniziative in cartellone, il Festival francescano. La manifestazione, organizzata per il quarto anno consecutivo dal Movimento francescano italiano, va in scena dal 28 al 30 settembre nella città di Rimini per raccontare il mondo delle donne, nell’ottavo centenario della consacrazione di Chiara d’Assisi. Tema del Festival è, infatti, “Femminile, plurale”: cinquanta, tra religiosi, accademici e artisti, racconteranno le ricchezze e le potenzialità dell’altra metà del cielo. Si parlerà del ruolo delle donne nella società, dalla politica all’economia, dall’arte alle professioni, nelle religioni e nella Chiesa, il loro apporto decisivo e plurale (il programma completo è su www.festivalfrancescano.it).

46 SETTEMBRE 2012


Vivere - Settembre 2012

Per dire tutto questo i frati minori cappuccini dell’Emilia Romagna scelgono ancora la piazza. Perché e, soprattutto, cosa c’entra tutto questo con il messaggio francescano? «La figura di Francesco d’Assisi», spiega l’organizzatore padre Giordano Ferri, «continua ad attrarre credenti e non credenti, persone affascinate da quella cultura del rispetto (per gli altri, per se stessi, per il creato) della quale il santo patrono d’Italia si fece incarnazione. Ci siamo chiesti: come far arrivare proprio a tutti, anche e soprattutto ai più distanti che abitualmente non frequentano i nostri ambienti, i valori francescani di fraternità, umiltà, carità, dialogo, pace? Ed ecco che il Movimento francescano ha scelto di affidarsi alla “formula festival”: una manifestazione che permette di uscire nelle piazze tra la gente per annunciare il Vangelo, incontrando e rimanendo aperti al dialogo. Non era forse questo lo stile di Francesco, quando andava a trovare le persone, arrivando sino al sultano in Terra Santa? Non piaceva forse anche a Francesco mescolare la preghiera al canto, la Parola alla poesia?» Ecco dunque quello che cerca di fare il Festival francescano, naturalmente in chiave contemporanea. Negli anni scorsi la spiritualità francescana è passata anche attraverso le poesie di Alda Merini, il canto dell’israeliana Noa e le ballate di Lucio Dalla, le tele ispirate di Guido Reni, le parole di Massimo Cacciari e gli scenari descritti da Stefano Zamagni e don Antonio Sciortino... Tanti gli ospiti che hanno contribuito a fare luce sulla vicenda terrena del santo e sulle

sue implicazioni per l’uomo di oggi. Raccogliendo, nelle varie edizioni, circa centomila presenze. «Il nostro non vuole essere né un simposio, né un congresso», prosegue il frate emiliano, «con questa formula vogliamo arrivare proprio a tutti e coinvolgerli con il messaggio di Francesco». Cinque le prospettive lungo le quali si muoveranno le conferenze, le mostre, i laboratori e i momenti più spirituali: una riflessione sui modelli femminili, dall’agiografia fino alla cultura dei diritti, con interventi di Lucetta Scaraffia, esperta di religiosità femminile, e Marco Bartoli, tra i principali conoscitori della figura di santa Chiara; poi, uno sguardo alle donne nel Vangelo, messo a fuoco, fra gli altri, dai vescovi Francesco Lambiasi e Luigi Negri; famiglia, politica e lavoro saranno al centro di due tavole rotonde, con ospiti del mondo imprenditoriale e del sindacato, come Susanna Camusso. Il Festival non poteva mancare di dare voce a figure che tanto contano nei processi mondiali di pace, come le donne della “primavera araba”, raccontate dalle due giornaliste Paola Caridi e Manuela Borraccino. Infine, come quinta pista di riflessione, una rassegna di sante, Madonne e donne nell’arte, presentate da esperti come Philippe Daverio e il tema della bellezza indagato in incontri letterari, per esempio con la voce di Alessandro D’Avenia, e poi attraverso la danza di Simona Atzori e la musica di Walter Gatti. «Speriamo che in molti accolgano il nostro invito», conclude padre Giordano, dando appuntamento alla fine di settembre. «Nelle passate edizioni sono arrivate persone di tutte le età, provenienti dal centro Italia ma anche dal Sud e dal Nord, fino alla Svizzera».

47 SETTEMBRE 2012

LA TERZA EDIZIONE Sopra: un gruppo musicale francescano. A sinistra: padre Giordano Ferri, l’organizzatore dell’evento.

Una manifestazione che permette di uscire tra la gente per annunciare il Vangelo, rimanendo aperti al dialogo

VIVERE


6

laDiscussione martedì 14 agosto 2012

mondo cattolico a cura di Carmine

Alboretti

Festival nel segno di S. Chiara Tutto pronto per la kermesse francescana in programma a Rimini dal 28 al 30 settembre L’VIII centenario della consacrazione di S. Chiara, da poco terminato ufficialmente con una solenne celebrazione presieduta dal cardinal Agostino Vallini, vicario per la Diocesi di Roma, e da monsignor Domenico Sorrentino, arcivescovo-vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, avrà una coda conclusiva al Festival Francescano, nel centro storico di Rimini dal 28 al 30 settembre. Nel pensare alla nuova edizione della kermesse nell’anno in cui si ricorda “sorella Chiara”, i francescani italiani, che patrocinano l’evento, allargano l’orizzonte all’intero universo femminile, con molti riferimenti all’attualità. Ecco allora che, con lo slogan “Femminile, plurale”, il programma con più di cento iniziative affronterà il ruolo delle donne nella società, nell’economia, nella cultura, nelle professioni, nelle religioni, nella Chiesa; del loro apporto decisivo e plurale. Il programma completo su: www.festivalfrancescano.it. Il 28 settembre sarà una giornata ricca di incontri a partire dalle 9 (intervengono, tra gli altri: il vescovo di Rimini monsignor Francesco Lambiasi, la medievista Chiara Frugoni, il poeta Alberto Bertoni) e, nel tardo pomeriggio, due speciali tavole rotonde. Alle 17.30 si parlerà delle donne che stanno svolgendo un ruolo determinante nel processo di emancipazione e di pace, con Paola Caridi, Manuela Borraccino e Rita El Khayat, tra le più autorevoli intellettuali del bacino del Mediterraneo, prima speaker donna in Marocco e candidata al Premio Nobel per la Pa-

ce nel 2008. Alle 19.15, il tema della posizione delle donne nella società italiana e nelle professioni verrà affrontato dal Ministro del Lavoro Elsa Fornero, dalla sindacalista Susanna Camusso e dall’imprenditrice Valeria Piccari, moderate da Tiziana Ferrario, prima donna a condurre un’edizione serale del Tg su Rai1. Alle 21.15, ci sarà spazio per la raffinata danza di Simona Atzori, ballerina nata senza le braccia, autrice de “Cosa ti manca per essere felice?”. L’esempio fulgido di Chiara d’Assisi sarà illustrato, tra gli altri, dal francese Jacques Dalarun, già direttore dell’Institut de Recherche et d’Histoire des Textes di Parigi, nella lectio magistralis “Da Chiara d’Assisi a Chiara

La Basilica di S.Chiara ad Assisi

da Rimini”, il 29 settembre alle 11. Sempre il 29, si potrà ascoltare: lo storico dell’arte Timothy Verdon, il Vescovo di San Marino - Montefeltro Luigi Negri e la studiosa di religiosità femminile Lucetta Scaraffia. Inoltre, sarà possibile visitare le reliquie di Chiara d’Assisi e di Elisabetta d’Ungheria, trasferite per l’occasione presso il monastero delle Clarisse di Rimini. Alla sera, un evento nell’evento: debutta “Chiara e Francesco il musical. L’Amore quello vero”, degli stessi autori di “Forza venite gente”, per la regia di Oreste Castagna, con Marina Murari e Massimiliano Varrese (“Carabinieri”). I biglietti sono in prevendita su www.ticketone.it. Uno sguar-

do interreligioso sul rapporto donneDio verrà offerto domenica 30 settembre alle 17.30 grazie alla tavola rotonda, moderata dall’ebraista Piero Stefani, alla quale parteciperanno Marinella Perroni, presidentessa del Coordinamento Teologhe Italiane, Serena Di Nepi e Shahrzad Houshmand Zadeh. Alla stessa ora, per le famiglie, si terrà il concerto del Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano di Bologna, con i più grandi successi dello Zecchino d’Oro. Ancora la musica sarà protagonista alle 18.30 nello spettacolo di Luciano Sampaoli “Sorella carissima. Lettere di Chiara ad Agnese di Boemia”, prodotto appositamente per la quarta edizione del Festival. Nella stessa giornata saranno presenti, tra gli altri: lo scrittore Alessandro D’Avenia, l’esperto d’arte Philippe Daverio e la giornalista Marina Corradi. Da non perdere l’allestimento, in Corso d’Augusto, di “Donne al vento”: 14 grandi arazzi dipinti a mano sulla preziosa tela antica di “Pascucci”, con disegni originali di Tonino Guerra. A fine Festival si terrà un’asta di beneficenza per le tele: il ricavato sarà destinato alla ricostruzione del Monastero delle Clarisse di Carpi, colpito dal terremoto. C’è tempo invece fino al 25 novembre per visitare, presso il Museo della Città, l’inedita mostra dedicata a Santa Chiara, che presenta anche la tavola di Gentile da Fabriano “Madonna col Bambino in gloria tra i santi Francesco e Chiara”, un capolavoro del gotico internazionale in Italia.

L’INTERVISTA

Nei terremotati riconosco il vero volto di Gesù Luigi Di Iorio (Sovrano Ordine di Malta), 32 anni, gestisce un campo di accoglienza in Emilia DI

NELLO DI MARCANTONIO

Volontario e cattolico. Luigi Di Iorio, 32 anni di Chieti, violoncellista con già quattro terremoti vissuti al servizio degli altri, è attualmente impegnato nella gestione di un campo di accoglienza in Emi-

lia. «Tutto è iniziato - spiega - quando ero giovanissimo, le prime frequentazioni in parrocchia e nel gruppo scout. Posso dire di essere nato cattolico e ne sono ben feli-

ce, e che la mia famiglia è stata capace di farmi capire che la fede non né solo una questione di ritualità ma anche e soprattutto di quotidianità» La “svolta” arriva «grazie allo scoutismo. Sono passato dal “gioco” al “servizio” verso il prossimo più bisognoso, iniziando a frequentare prima l’orfanotrofio di Chieti, la sua città, per giocare con i bambini. Andavo anche nelle case di riposo per dar da mangiare agli anziani e ai disabili. Queste attività mi hanno permesso di aprire gli occhi e di accorgermi che intorno a noi c’è tanta sofferenza, basta sapere dove guardare». «Intorno ai sedici anni ho fatto il “salto” verso il volontariato più attivo e “operativo” e mi sono avvicinato al servizio ambulanze, scegliendo ovviamente una organizzazione di ispirazione cattolica, una Confraternita di Misericordia. A colpirmi fu l’antico motto della Misericordia: “Che Iddio te ne renda merito” . Per me assunse subito un fascino profondo. Questa frase non è ciò che il malato dice al soccorritore per ringraziarlo, ma è quello che il soccorritore deve dire al malato ovvero, il soccorritore ringrazia la persona in difficoltà perché con la sua sofferenza ha permesso a lui di compiere una buona azione e di fa-

re un passo in più verso la salvezza della propria anima». Come è diventato autista di ambulanza e ha conosciuto i suoi attuali colleghi? Operavamo giorno e notte, d’estate come d’inverno con una squadra di colleghi che poi sono diventati anche amici che tutt’oggi frequento nel tempo libero. Il 1997 è stato un altro anno importante per la sua crescita nel volontario. È l’anno del terremoto nell’Umbria e nelle Marche. Ho iniziato lì la mia attività nell’ambito del sistema della protezione civile. Essere in un campo ad assistere fisicamente e moralmente chi ha perso tutto per la forza della natura mi ha portato ad ampliare la visione di quello che prima era solo un soccorso “sanitario”. Oltre che “soccorrere gli infermi” la protezione civile mi ha permesso di “dar da mangiare agli affamati”, “dar da bere agli assetati”, “vestire gli ignudi”, “consolare gli afflitti”, “alloggiare i pellegrini” e ultimo, ma non ultimo, “pregare Dio per i vivi e per i morti”. Da quell’esperienza il volontariato nella protezione civile è diventato un elemento imprescindibile della mia vita».

Come è, invece, arrivato ad occuparsi di “grandi emergenze”? L’ultimo cruciale passaggio nel mio percorso di volontario e di cattolico è stato l’ingresso nell’Ordine di Malta, l’antico ordine cavalleresco e monastico che da quasi mille anni offre servizio sanitario e di soccorso sotto il vessillo della croce ottagona. A trentadue anni da poco compiuti posso portare a bilancio quattro terremoti Umbria, Molise, Abruzzo ed Emilia Romagna, tre alluvioni Valle d’Aosta, Pianura Padana e Liguria e moltissimi altri interventi legati al maltempo, agli incendi boschivi e ad altre piccole e grandi emergenze come quella degli sbarchi dei migranti a Lampedusa che vede i volontari dell’Ordine imbarcati sulle motovedette a prestare soccorso in mare spesso in condizioni proibitive. C’è ancora posto in lei per la commozione? Da volontario ho vissuto le esperienze più terribili e allo stesso tempo più belle della mia vita, ma sicuramente sono contento di aver avuto la forza di riconoscermi cristiano ed il coraggio di riconoscere nelle persone che sono andato a soccorrere il Cristo sofferente.


Avvenire - 12 agosto 2012 DOMENICA 12 AGOSTO 2012

Vecchioni scrive musiche del film «Ladro di santi» su un uomo autistico

Lamezia, l’ultimo abbraccio a Carlo Rambaldi i sono svolti in forma privata, a S Lamezia Terme, città dove si era ritirato a vivere da un decennio, i funerali di Carlo Rambaldi, creatore di E.T., morto venerdì a 87 anni. I resti di Rambaldi verranno portati a Vigarano Mainarda (Ferrara), dove era nato. Per il suo ultimo viaggio Rambaldi ha indossato lo smoking dei trionfi hollywoodiani. Le esequie del tre volte vincitore del premio Oscar, nella chiesa della Beata Vergine del Rosario, sono state officiate dal parroco don Natale Colafati. Accanto alla bara, con gli occhi pieni di lacrime, la moglie Bruna Basso, e i figli Victor, sceneggiatore e autore di libri per ragazzi, e la figlia Daniela con le nipoti Cristina, Erika e Alessandra. Presenti anche i vicini di casa e gli amici e, tra le autorità, i sindaci con la fascia tricolore e i gonfaloni di Lamezia Terme, Gianni Speranza, e di

Altomonte, Gianpietro Coppola (Rambaldi era cittadino onorario del Comune del cosentino). Don Natale, nell’omelia incentrata su due letture del "Libro dei Re", ha raccontato di un incontro con Rambaldi e delle sue confidenze di quando, ragazzo, nel ferrarese, faceva il chierichetto e serviva la messa. «È stato un creatore di bellezza – ha detto il sacerdote – e la bellezza e la verità si donano solo ai cercatori sinceri. Gli uomini grandi, e lui lo era, ci fanno innalzare lo sguardo verso Dio». «Carlo Rambaldi – ha aggiunto don Natale – è stato un uomo che ha vissuto sempre nella riservatezza, senza alcuno sfoggio lasciandoci, in eredità, anche in questo caso una lezione di vita». Il sacerdote ha parlato ancora della sua visita a casa di Rambaldi, situata a pochi metri dalla chiesa, e di quando la moglie Bruna gli

LO STATO DELL’ARTE/2

mostrò gli Oscar e il prototipo di ET. «Non seppi trattenere in quella circostanza – ha detto ancora il parroco – il mio stupore per il suo genio. Mi aveva promesso di lavorare alla realizzazione di statue per il presepe della parrocchia, una promessa che, purtroppo, non potrà mantenere». An he l’Osservatore Romano ha voluto ricordare l’artista con un articolo uscito ieri: «Un alieno di talento nella fabbrica dei sogni» ha titolato il giornale della Santa Sede. «Che si trattasse di terrorizzare gli spettatori, come gli chiese Dario Argento per "Profondo rosso", o di portarli su pianeti lontani, come fece per "Dune" di David Lynch – scrive il giornale vaticano –, Rambaldi è riuscito nell’impresa di dare forma alle paure e alle fantasie dell’uomo».

I NUMERI DEL MUSICA IN ITALIA 3.723 SPETTACOLI 1.770.397 INGRESSI 44.338.405 EURO DI SPESA AL BOTTEGHINO

21

MILANO. Roberto Vecchioni ed

Enrico Nascimbeni comporranno le musiche e i testi della colonna sonora di «Ladro di santi», scritto e diretto da Stefania Rossella Grassi e Stefano Calcaterra. Nel film ci saranno anche brani Jovanotti mentre il brano «Tutti i colori del mondo» cantato da quaranta artisti tra i quali De Piscopo, Bennato, Spagna, chiuderà i titoli di coda del film. Il ruolo di Lorenzo, un autistico, dovrebbe essere assegnato a Pierfrancesco Favino mentre la mamma di Nella, la nipotita cui è affezionato, potrebbe essere interpretata da Violante Placido. Il promo del film, prodotto da Leone Production, sarà presentato in anteprima al Venice Film Market/Industry Office della 69esima Mostra del Cinema di Venezia.

Vasco Rossi e la droga, è polemica su Facebook BOLOGNA. Le dichiarazioni di Vasco Rossi su Facebook in merito alla legalizzazione della droga hanno fatto esplodere, in rete, una forte polemica. La rock star è intervenuta, infatti, con un post per rispondere a un fan che ha lanciato la discussione. Secondo «il Blasco», legalizzare la droga «non la cancellerebbe dal mondo ma sarebbe una soluzione di molti problemi legati alla tossicodipendenza».

I 5 MUSICAL PIÙ VISTI NELLA STAGIONE 2011/2012 - SISTER ACT 180MILA SPETTATORI A MILANO - MAMMA MIA! 120MILA SPETTATORI A ROMA - HAPPY DAYS 46.800 SPETTATORI IN 28 CITTÀ

(DATI SIAE RIFERITI AL 2011)

il tecnico Parla Matteo Forte ad di Stage Entertainment Italia: «Dopo il boom de "La bella e la bestia" il calo: ma il nostro mercato regge»

Al centro la nuova «Febbre del sabato sera» in arrivo al Nazionale di Milano, a sinistra Matteo Forte ad Stage Entertainment Italia, e sopra, «Grease» di Saverio Marconi

È ancora febbre da musical? «La crisi? Lanciamo "Night Fever" e poi diamo il teatro ai Legnanesi» DI PIERACHILLE DOLFINI

atteo Forte, come sta il musical in Italia in tempi di crisi? Sta bene perché rispetto a qualche anno fa, penso al 2009 quando è partita l’avventura di Stage Entertainment a Milano, la cultura per questo genere di spettacolo è notevolmente cresciuta. Attenzione, però, sta bene anche se non con i risultati sorprendenti di qualche tempo fa: a confronto del boom di incassi che abbiamo avuto con La bella e la bestia i 180mila spettatori che abbiamo fatto con Sister act potrebbero sembrare poca cosa. Anche se, visti i tempi, fanno ben sperare perché, pur nella flessione, il mercato del musical sembra tenere. Da ottobre la nostra sfida è quella della versione italiana de La febbre del sabato sera che, però, abbandonando l’idea di tenere in cartellone uno spettacolo ad oltranza, sarà in scena sino a fine gennaio per poi cedere il palco ai Legnanesi ai quali affitteremo il Teatro Nazionale per rientrare nei costi. Dunque anche il musical, dopo anni in cui è sembrato essere la carta vincente, deve fare i conti con l’austerità? Il musical resta ancora una carta vincente perché si rivolge a un pubblico più ampio rispetto a quello del teatro di prosa: il 30% degli spettatori de La bella e la bestia era costituito da persone che andavano per la prima volta a teatro e che in seguito sono tornate. L’obiettivo è di incrementare il mercato con questo circolo virtuoso. Detto questo e preso atto che un vero e proprio declino non c’è, va rilevato che c’è, però, una presa di coscienza da parte del pubblico che chiede di essere aiutato a discernere tra buone produzioni e spettacoli di scarsa qualità che, purtroppo, ci sono e rischiano di danneggiare anche chi lavora seriamente. Come aiutare il pubblico in questa scelta? Investendo proprio sulla qualità. Oggi lo spettatore vede un musical l’an-

M

Prosegue il nostro viaggio sullo stato di salute dello spettacolo dal vivo in Italia. Capitolo musical. Ci aiuta a leggere la situazione del settore Matteo Forte, amministratore delegato del ramo italiano di Stage entertainment, colosso nel campo della produzione di musical, nato in Olanda nel 1998 e ben presto sbarcato nelle più importanti piazze teatrali del mondo: Londra, New York, Amburgo, Parigi e Vienna. Stage, che oggi gestisce 25 teatri, è approdata in Italia nel 2009 rilevando il Teatro Nazionale di Milano dove – dopo una completa ristrutturazione – è andato in scena il musical Disney campione di incassi «La bella e la bestia». Successo bissato nelle stagioni successive con «Mamma no e spesso non riesce ad accorgersi della differenza tra una produzione e l’altra. Sta a noi produttori convincerli. Stage ha portato in Italia un modo diverso di fare musical, con grandi investimenti. D’accordo, ma la qualità costa e andare a teatro, per una famiglia, rappresenta un discreto investimento in denaro. Un aspetto con il quale fare i conti. Ma ci conforta il modello della Spagna,

le novità

mia!» e «Sister act». Stage nel 2010 è approdata a Roma al Teatro Brancaccio gestito per due stagioni, ma ora chiuso per concentrare l’attività nel capoluogo lombardo. La società, per la quale nel mondo lavorano oltre 4mila addetti, in Italia impiega una trentina di persone assunte a tempo indeterminato e scrittura tra gli 80 e i 100 artisti per ogni nuova produzione. La prossima stagione il titolo scelto è «La febbre del sabato sera» che debutterà al Nazionale di Milano il 18 ottobre. Il sogno è di riuscire a mettere in scena un giorno anche a Milano kolossal come «Mary Poppins» o «Il re leone», titoli che, con la regia originale, Stage propone fedelmente da Broadway al West End. (P. Dolf.)

«Abbiamo un pubblico più ampio della prosa Ma occorre qualità: ci sono troppe produzioni di scarso livello in giro» colpita duramente dalla crisi: a Madrid, Stage produce Il re leone e dopo mesi di esauriti abbiamo date già vendute sino a dicembre. Questo dice che

la qualità paga, ma anche che per mantenere alto il livello è difficile abbassare i prezzi: Sister act è costato 3 milioni e mezzo di euro di pre-produzione (scene, costumi, staff creativo internazionale, prove) cifra alla quale vanno aggiunti i costi delle repliche. Questo non ci consente, ad esempio, di fare spettacoli per le scuole perché con biglietti a 10 euro non riusciremmo a sostenere i costi di una recita.

Marconi rilancia lo storico «Grease» Per i bambini «Shrek» e «W Zorro»

ma va in scena The full monty spettacolo di Terrence Mcl sipario del Teatro Nazionale di Milano si alzerà il 18 Nally tratto dal film: sul palco Pietro Sermonti, Paolo Calaottobre sul musical La febbre del sabato sera: a vestire bresi e Sergio Muniz. L’11 febbraio, sempre sul palco del Sii panni di Tony Manero sarà Gabrio Gentilini che ha astina ecco My fair lady con Vittoria Belvedere e Luca Ward. vuto la meglio su 2000 aspiranti al ruolo del ballerino porAnche Federico Bellone, giovane cresciuto alla scuola deltato sul grande schermo da John Travolta. Le hit dei Bee la Rancia e della Stage, propone due spettacoli: a fine noGees per lo spettacolo prodotto dalla Stage Entertainment. vembre al Nuovo di Milano il kolossal TiMa sono molti i nuovi musical che la tanic che ha scritto insieme a Cristiano prossima stagione si affacceranno alla riIn arrivo anche i nuovi Alberghini, dal 16 aprile a Torino Sugar. A balta italiana. Due i titoli prodotti dalla «Frankenstein junior», qualcuno piace caldo con Justine MatteCompagnia della Rancia: Saverio Marcora, Christian Ginepro e Pietro Pignatelli. ni riprende la sua storica regia di Grease «Full Monty», «My fair Per chi ama le favole ecco Shrek diretto da per una nuova edizione dello spettacolo lady» e «Titanic» Ned Grujic e Claudio Insegno dal 9 ottoininterrottamente in scena dal 1997 e il bre a Milano: Nicolas Tenerani è il simpaprossimo anno in tournée da novembre tico orco e Alice Mistroni è Fiona. Michel Altieri, invece, ad aprile; il regista cura anche l’allestimento della versiosarà il protagonista di W Zorro di Stefano D’Orazio con cone italiana di Frankenstein junior di Mel Brooks, debutto reografie e regia di Fabrizio Angelini. il 24 novembre a Fermo. Pierachille Dolfini Doppia regia anche per un altro specialista del musical, Massimo Romeo Piparo. Il 29 gennaio 2013 al Sistina di Ro©

I

RIPRODUZIONE RISERVATA

IL FENOMENO

Francesco, Chiara e Padre Pio: in scena è trionfo è un genere di musical, C ’ però, che non conosce crisi. È quello di ispirazione

Niente aiuti da fondi pubblici, ad esempio dal Fus? cattolica, che riempie teatri e Per ora non abbiamo nessun sostepalasport unendo musica, gno di questo tipo. Anche se quespettacolo e fede. Un esempio è st’anno stiamo provando a chiedere i «Chiara di Dio», il musical scritto contributi del Fondo unico per lo spete diretto da Carlo Tedeschi sulla tacolo visto che le nostre caratteristisanta, in scena in pianta stabile al che sono quelle di un teatro stabile. Teatro Metastasio di Assisi, che A proposito Stage è arrivata in Italia dal debutto nel 2004 è stato prima a Milano e poi a Roma, ma dovisto da oltre 76.000 spettatori po due anni nella Capitale il Brandi tutte le età, con oltre 600 caccio ha dovuto chiudere i battenti. rappresentazioni e circa 200 tra Come leggere questo dato? artisti, tecnici e collaboratori Roma ha un mercato molto più legacoinvolti. E il 29 settembre to a spettacoli che hanno una relaziodebutterà al Festival Francescano ne con la città e a personaggi che handi Rimini il nuovissimo «Chiara e no uno stretto rapporto Francesco il musical. con la romanità. Milano L’Amore quello vero», ha un respiro più ampio. scritto dagli autori di Detto questo la scorsa sta«Forza venite gente», gione Mamma mia! con Giampaolo Belardinelli, 120mila spettatori è stato Pietro Castellacci e lo spettacolo più visto nelAchille Oliva, per la la capitale. Ma quel dato regia di Oreste non era soddisfacente Castagna. Protagonisti perché rappresenta il 50% Marina Murari e di quello che facciamo a Massimiliano Varrese Varrese è Francesco Milano: non possiamo («Carabinieri»). Dopo permettercelo e quindi gli storici successi di abbiamo chiuso. «Madre Teresa il musical» di Per il prossimo anno si annunciano Michele Paulicelli, di «Don molti musical: non c’è il rischio di saBosco» e del recente «Wojtyla turare il mercato e di stancare il pubGeneration Love-Rock Musical» blico? sui Papaboys, non si contano le No, al contrario, questo mercato deve nuove produzioni grandi e essere largamente esteso a chi decide piccole. Segnaliamo fra queste di spendere in intrattenimento: dobche, dopo il successo di «Un biamo attingere ai frequentatori di rifremito d’ali, la vita di Padre Pio storanti e di cinema e convincerli che vista dagli angeli» di Carlo passare una sera a teatro ne vale la peTedeschi, arriva il nuovo musical na. La concorrenza, purché di qualità, «Il giovane Padre Pio» di Antonio non può che far bene. Coppolaro, Alessandro Grimaldi, Quali risorse mettere in campo per Martino Lo Cascio e regia di risollevarsi dalla crisi? Claudio Insegno. Prodotto da Produrre e dare lavoro a giovani taPassione Educativa, in lenti: nel cast de La febbre del sabato collaborazione con l’Ufficio sera i protagonisti, Gabrio Gentilini e Comunicazioni Sociali Marina Maniglio, sono due ragazzi dell’Arcidiocesi di Benevento e il che hanno iniziato a lavorare con noi Convento dei Frati Cappuccini di e che sono cresciuti di spettacolo in Pietrelcina, debutta il 21 spettacolo. Si scoprono talenti e si ofsettembre al Teatro Massimo di frono concrete possibilità ai nostri gioBenevento. (A.Cal.) vani. ©

RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Avvenire - 11 agosto 2012

25

SABATO 11 AGOSTO 2012

«Chiara e Francesco» a Rimini

Petruzzelli, ben 1411 domande per 111 posti

Beck, niente cd: pubblica solo partitura album

onne, attualità e spiritualità. L’VIII D centenario della consacrazione di S. Chiara, che termina ufficialmente le sue

BARI. Sono 1.411 le

LOS ANGELES. Lo

domande inoltrate da artisti, italiani e stranieri, per partecipare ai concorsi indetti dalla Fondazione lirico sinfonica Petruzzelli e teatri di Bari per coprire 111 posti (63 per l’orchestra e 48 per il coro). Lo annuncia l’ente ricordando che i «concorsi pubblici per esami sono preordinati alla costituzione di una graduatoria di idonei all’assunzione a tempo determinato per la formazione dell’orchestra e del coro della Fondazione». Il termine per la consegna delle domande è appena scaduto.

spartito per battere il download. Il musicista americano Beck ha scelto di guardare ancora più indietro del disco in vinile e tornare alle origini del 19esimo secolo pubblicando il suo ultimo album soltanto come partitura. «Song Reader», questo il titolo dell’opera, consiste in 20 libretti di canzoni con testi e note per diversi strumenti. «Portarli in vita dipende da voi», afferma l’artista di «Loser» che non ha mai registrato i brani del nuovo disco. A pubblicarlo non sarà un’etichetta discografica bensì una casa editrice di San Francisco, McSweeney’s.

celebrazioni oggi, avrà una coda conclusiva al Festival Francescano a Rimini dal 28 al 30 settembre. I francescani italiani, che patrocinano l’evento, allargano l’orizzonte all’intero universo femminile. Tanti gli incontri e gli ospiti (fra cui il vescovo di Rimini monsignor Francesco Lambiasi, il vescovo di San Marino - Montefeltro Luigi Negri, la presidentessa del Coordinamento Teologhe Italiane Marinella Perroni) e grande attesa per un nuovo musical in prima nazionale. Il 29 settembre, infatti, debutta «Chiara e Francesco il musical. L’Amore quello vero», degli stessi autori di «Forza venite gente», per la regia di Oreste Castagna, con Marina Murari e Massimiliano Varrese («Carabinieri») e di cui pubblichiamo le foto in anteprima.

Film, il nuovo Muccino sfida i comici di Natale ROMA. I Vanzina danno l’addio al cinepanettone, e a Natale lo scontro

sarà fra la comicità demenziale de «I 2 soliti idioti», De Sica in «Colpi di fulmine» di Neri Parenti e Antonio Albanese con i suoi personaggi in «Tutto tutto niente niente». Ma ci sarà anche il ritorno di Gabriele Muccino, con «Quello che so sull’amore», con Gerald Butler (foto) nei panni di un ex stella del calcio, che fatica a gestire i sentimenti per l’ex moglie e il figlio. E poi, ancora, il «Pinocchio» di Alò e tra gli stranieri l’attesissimo «Lo Hobbit» di Peter Jackson e Malick («To the wonder»).

CINEMA IN LUTTO I SUOI OSCAR

KING KONG (1976) Era il 1976 quando Carlo Rambaldi vinse il suo primo Oscar per aver dato vita allo scimmione nel remake di John Guillermin con Jessica Lange.

Il mago degli effetti speciali Carlo Rambaldi, scomparso ieri a 86 anni, con la sua creatura più famosa, E.T. l’extraterrestre

Addio a Rambaldi, il papà di E.T. DI ANGELA CALVINI

arlo Rambaldi è volato fra le stelle, sulla rotta verso casa, in compagnia del suo piccolo E.T., quello che puntava il dito rugoso verso il cielo. Lo vogliamo immaginare così, accompagnato dal suo figlio più famoso, l’alieno bambino targato Spielberg che ha commosso generazioni e che nel 1982 gli fece vincere il suo terzo Oscar. E proprio con lo smoking che indossò tutte e tre le volte a Hollywood, verrà sepolto il mago degli effetti speciali che si è spento ieri all’età di 86 anni a Lamezia Terme (Catanzaro). Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, gli rende omaggio scrivendo commosso alla moglie e ai figli: «Conquistando tre premi Oscar per gli effetti speciali aveva espresso e fatto conoscere in un campo innovativo il genio creativo degli italiani». Rambaldi, ferrarese, nato a Vigarano Mainarda nel 1925, abitava in Calabria, terra natale della moglie, da dieci anni e lì, dismessi i lustrini americani, aveva ripreso a dipinge-

C

CINEMA DA SANTAMARIA A FAVINO PER SALVARE SALA

«Quando muore la cultura di un paese, è l’intero paese che sta morendo». Al mensile «Marie Claire», Claudio Santamaria, racconta insieme a Piefrancesco Favino a Carolina Crescentini e Francesco Scianna, il suo impegno per il recupero dell’ex Cinema Airone, storico locale di Roma Sud che diventerà un auditorium multimediale. Il comune di Roma ha già stanziato 1,5 milioni di euro per ristrutturarlo, a gestirlo sarà l’Actor’s Center (quasi 200 tra registi, attori e sceneggiatori).

fortuna e ne fece un re. Perché Rambaldi, Si è spento a 86 anni ambasciatore della uomo semplice e conil mago degli effetti grande arte italiana nel creto nonostante lo mondo. Fu il produttostrepitoso successo speciali. Napolitano: Aurelio De Laurenmondiale, nasceva pro«Con i suoi tre Oscar ha re tiis a portarlo nella prio come pittore e scultore, laureato alfatto conoscere il genio mecca del cinema per Kong di John Guill’Accademia di Belle Aritaliano». Avati: «Artista King lermin, remake del ti di Bologna. Un artigrande classico del giano geniale, che con che amava giocare» 1933. Rambaldi creò le mani è riuscito a un pupazzo alto quincreare mostri, alieni terdici metri, con uno scheletro meccanico e rificanti e creature dolcissime che hanno fatil rivestimento esterno in crine di cavallo. to la storia del cinema. Il primo era stato il Per animarlo servirono dodici persone, l’efdrago Fafner, lungo 16 metri, per il trascurafetto fu impressionante. E fu subito Oscar bile Sigfrido di Giacomo Gentilomo; poi arnel 1976. Si fece notare, così, dal giovane rivarono L’Odissea, Monicelli, Ferreri e PaSteven Spielberg che lo chiamò per creare solini fino a quel Profondo rosso del 1975 che gli alieni di Incontri ravvicinati del terzo tisegnò la svolta. «Una persona coltissima e po (1977). Una coppia vincente che fece «il un genio della meccanica – lo ricorda Dario botto» nel 1982 con E.T. l’extraterrestre: un Argento, insieme a Gabriele Lavia protagoalieno bambino, abbandonato sulla terra, nista del thriller –. Lui riusciva a sopperire al tanto brutto quanto tenero, con un muso digitale, creava delle creature fantastiche. umanissimo «ispirato a quello di un gatto hiPeccato che se ne sia andato in America». malayano». Tutto il contrario di Alien, creaIl grande salto a Hollywood, però, gli portò

tura terrificante e disumana inventata per Ridley Scott che gli portò il secondo Oscar nel 1979. «Gli americani hanno la grande capacità di scegliere i migliori da tutto il mondo: con lui hanno scelto il genio artigianale italiano» commenta Armando Fumagalli direttore del Master in sceneggiatura dell’Università Cattolica di Milano. Poi arrivò il kolossal flop Dune di David Lynch (1984) e, infine, la rivoluzione digitale che spazzò via un mondo. Rambaldi odiava il computer: «Si è persa la magia, come quando un prestigiatore rivela i suoi trucchi ai presenti. Adesso tutti i ragazzi possono creare i propri effetti speciali con il computer di casa – diceva –. E poi il digitale costa circa otto volte più della meccatronica». «L’avvento del digitale l’aveva tagliato fuori – aggiunge il regista Pupi Avati con cui aveva lavorato nel 1973 –. Ma lui era meraviglioso: era rimasto un bambino che amava giocare e fantasticare. Il suo ultimo desiderio era di realizzare un grande parco a tema con tutti i personaggi incredibili che aveva inventato».

ALIEN (1979) Nel kolossal fantascientifico di Ridley Scott, la fantasia di Rambaldi inventa un mostro alieno mutante che diventa un capostipite del genere.

E.T. (1982) Il capolavoro di Rambaldi: il piccolo alieno lasciato sulla terra che vuole tornare a casa farà commuovere generazioni di grandi e piccini.

© RIPRODUZIO NE RISERVATA

«Film per la missionaria martire» Due giovani registi somali: «Noi, islamici, abbiamo dedicato un documentario a Annalena Tonelli che andrà su Al Jazeera» DI LAURA SILVIA BATTAGLIA

i sono decisi a farlo perché «siamo somali, perché crediamo nella convivenza religiosa, e perché lei, per noi, è una seconda Madre Teresa». Queste parole suonano inusuali in bocca a Suleiman Abdullahi e Abdi Latif Dahir,

S

due giovani filmaker africani – uno laureato alla Unites States International University di Nairobi, l’altro giornalista keniota corrispondente per il Daily Nation e l’Africa News Website. Insieme sono gli autori di I’m nobody, un documentario su Annalena Tonelli, la missionaria cattolica italiana di Forlì, uccisa nell’ottobre del 2003 a Borama, dopo 33 anni di attività volontaria in Africa, dal commando islamico Al-Itihaad al-Islamiya. Annalena era stata insignita dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati del Nansens Refugee Award, un premio molto prestigioso che ha laureato

la sua attività, iniziata in Kenia nel Wajir, con un progetto pilota dell’Oms per la cura della tubercolosi nelle popolazioni nomadi. «Abbiamo conosciuto Annalena dopo la lettura del libro Blood on the Runway sul massacro di Wagalla, accaduto in Kenya nel 1984», dice Suleiman. «Annalena era una testimone di questo massacro, avendo vissuto a lungo vicino a questa comunità. In questo libro usava parole forti: era una donna coraggiosa, non comune». Così Suleiman e Abdi sono andati sulle sue tracce di Annalena, hanno cercato le persone che l’hanno conosciuta, molte delle quali

hanno lasciato la Somalia o si sono spostate nel NordEst della Somalia, e hanno iniziato a ricostruire il suo passaggio sulla terra, la sua "verità". «Non c’è uno solo tra coloro che abbiamo intervistato che ce l’abbia descritta in modo diverso da questo: una vera volontaria, piena di umanità, gentilezza, umiltà. Totalmente integrata nelle comunità dove operava, parlava la lingua locale, amava gli abitanti del villaggio, uno per uno». L’immagine che i due documentaristi hanno restituito di lei non è diversa da quella di cui avevano sentito parlare. Semmai aggiunge dettagli comprovati a un’esi-

I giovani registi Suleiman Abdullahi e Abdi Latif Dahir

stenza rara. Abdi: «Abbiamo conosciuto i ragazzi che lei aveva adottato e che oggi fanno i volontari nella sua comunità. Lei era un angelo custode. Una donna che, crediamo, fosse un perfetto bilanciamento tra un’anima gentile e uno spirito libero. Ecco, Annalena è l’altra Madre Teresa, quella di cui nes-

suno ha mai sentito parlare». Il documentario I’m nobody prende questo titolo da una frase che Annalena ripeteva spesso. È stato realizzato in autonomia, dal settembre 2011 in poi, girato tra il Wajir e Nairobi, con un budget limitato, di appena 2mila dollari, per coprire le spese vive di viaggio e di

lavoro del team. Poi è stato "donato" alla Annalena Trust Foundation di Nairobi, in Kenya. Un atto volontario che presto verrà premiato dalla messa in onda su Al Jazeera Documentary. Per Abdi e Suleiman, musulmani, è un onore avere raccontato la storia di una missionaria cattolica. Rispondono insieme: «La storia di Annalena testimonia che siamo tutti uguali, tutti umani. Quelli che hanno ucciso Annalena non rappresentano la popolazione somala e non possono cancellare questa donna dal ricordo di tutti, anche di noi musulmani. Perché Annalena era una di noi». © RIPRODUZIONE RISERVATA


Viaggiando - Agosto 2012


laDiscussione giovedì 21 giugno 2012

7

mondo cattolico a cura di Carmine

Alboretti

A RIMINI DAL 28 AL 30 SETTEMBRE

Santo del giorno

Un Festival per riportare il cristianesimo in piazza

San Luigi Gonzaga

L’iniziativa è del “Movimento francescano” presidente del Coordinamento teologhe italiane, con uno sguardo alle altre religioni e al ruolo delle donne nella Primavera araba; Luigi Accattoli e Susanna Camusso interverranno su famiglia, politica e lavoro; sulle donne e le sante nell’arte si discuterà con Timothy Verdon e Philippe Daverio. Il Festival promuove inoltre la mostra “Gentile Chiara”, con opere di Gentile da Fabriano e Guercino, e il musical “L’Amore quello vero”.

Il Festival francescano, in programma a Rimini dal 28 al 30 settembre, intende riportare il cristianesimo nelle piazze, dove la gente fa esperienza della vita quotidiana». Questa la “mission” della kermesse secondo padre Alessandro Caspoli, presidente del Festival francescano. Tema della quarta edizione è “Femminile, plurale”, scelto in occasione dell’VIII centenario della consacrazione di Chiara d’Assisi: personaggio - ha sottolineato padre Prospero Rivi, segretario del Movimento francescano nazionale - «inseparabile dalla figura di Francesco di cui è stata sostegno e interprete geniale del suo carisma». Chiara d’Assisi ma anche Margherita da Cortona, Angela da Foligno, Elisabetta d’Ungheria: donne, «espressione dell’esperienza mistica ma anche della dimensione femminile del Vangelo, della maternità, della pace, del dialogo, per una società fondata sull’amore». Alla conferenza stampa di presentazione ha preso parte suor Eugenia Bonetti, per 24 anni missionaria in Kenya, dove «le donne vivono accanto alla Madre Terra la quotidianità cantata da Francesco». Per Remo Di Pinto, presidente nazionale dell’Ordine francescano secolare la scelta di dar vita al festival anche nelle zone colpite dal terremoto, «rafforza ancora di più l’impegno a vivere la Chiesa sul territorio”. Il programma del Festival prevede circa cento eventi nella città di Rimini, in cui l’anno prossimo si celebrerà l’VIII centenario del passaggio di Francesco. Tra gli incontri proposti, si parlerà di donne nel Vangelo e nella Chiesa con interventi di Marinella Peroni,

Pillole di catechesi del Santo Padre

Cari fratelli e sorelle, la nostra vita e il nostro cammino sono segnati spesso da difficoltà, da incomprensioni, da sofferenze. Tutti lo sappiamo. Nel rapporto fedele con il Signore, nella preghiera costante, quotidiana, possiamo anche noi, concretamente, sentire la consolazione che viene da Dio. E questo rafforza la nostra fede, perché ci fa sperimentare in modo concreto il «sì» di Dio all’uomo, a noi, a me, in Cristo; fa sentire la fedeltà del suo amore, che giunge fino al dono del suo Figlio sulla Croce. Afferma san Paolo: «Il Figlio di Dio, Gesù Cristo, che abbiamo annunziato tra voi, io, Silvano e Timoteo, non fu “sì” e “no”, ma in lui ci fu il “sì”. Infatti tutte le promesse di Dio in lui sono “sì”. Per questo per mezzo di lui sale a Dio il nostro “amen”, per la sua gloria» (2Cor 1,19-20). Il «sì» di Dio non è dimezzato, non va tra «sì» e «no», ma è un semplice e sicuro «sì». E a questo «sì» noi rispondiamo con il nostro «sì», con il nostro «amen» e così siamo sicuri nel «sì» di Dio. La fede non è primariamente azione umana, ma dono gratuito di Dio, che si radica nella sua fedeltà, nel suo «sì», che ci fa comprendere come vivere la nostra esistenza amando Lui e i fratelli. Tutta la storia della salvezza è un progressivo rivelarsi di questa fedeltà di Dio, nonostante le nostre infedeltà e i nostri rinnegamenti, nella certezza che «i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!», come dichiara l’Apostolo nella Lettera ai Romani (11,29). Udienza generale del 30 maggio 2012

DALLE SACRE SCRITTURE Sir 48,1–14 Dal libro del Siràcide Sorse Elìa profeta, come un fuoco; la sua parola bruciava come fiaccola. Egli fece venire su di loro la carestia e con zelo li ridusse a pochi. Per la parola del Signore chiuse il cielo e così fece scendere per tre volte il fuoco. Come ti rendesti glorioso, Elìa, con i tuoi prodigi! E chi può vantarsi di esserti uguale? Tu hai fatto sorgere un defunto dalla morte e dagl’inferi, per la parola dell'Altissimo; tu hai fatto precipitare re nella perdizione e uomini gloriosi dal loro letto e hai annientato il loro potere. Tu sul Sinai hai ascoltato parole di rimprovero, sull'Oreb sentenze di condanna. Hai unto re per la vendetta e profeti come tuoi successori. Tu sei stato assunto in un turbine di fuoco, su un carro di cavalli di fuoco; tu sei stato designato a rimproverare i tempi futuri, per placare l'ira prima che

Nacque nel castello di famiglia a Castiglione delle Stiviere. Fu battezzato il 20 aprile 1568 dal parroco Giambattista Pastorio (m. 1569) nella chiesa dei Santi Nazario e Celso (ora Duomo di Castiglione) ed ebbe come padrino il cugino Prospero Gonzaga (1543-1614) di Luzzara. Primo di otto figli, e quindi erede al titolo di marchese, fin dalla prima infanzia fu educato alla vita militare. Nel 1580 ricevette la Prima Comunione da Carlo Borromeo in visita nella Diocesi di Brescia (della quale Castiglione faceva parte a quel tempo). Nel 1581 si recò a Madrid per due anni, come paggio di corte (il padre era al servizio di Filippo II di Spagna). Studiò lettere, scienze e filosofia, lesse testi spirituali e relazioni missionarie, pregò e maturò la sua decisione di farsi gesuita e nonostante l'opposizone del padre inizialmente contrario, all'età di 17 anni entrò nel noviziato della Compagnia di Gesù a Roma, rinunciando nel 1585 al titolo, in favore del fratello minore Rodolfo. Studiò teologia e filosofia. A Roma ebbe tra i suoi insegnanti e direttore spirituale San Roberto Bellarmino. Nel 1590/91 una serie di malattie infettive uccisero a Roma migliaia di persone inclusi i Papi (Sisto V, Urbano VII, Gregorio XIV). Luigi Gonzaga, insieme a Camillo de Lellis e ad alcuni confratelli gesuiti, si prodigò intensamente ad assistere i più bisognosi. Malato da tempo, dovette dedicarsi solo ai casi con nessuna evidenza di contagiosità, ma un giorno, trovato in strada un appestato, se lo caricò in spalla e lo portò in ospedale. Pochi giorni dopo morì, all'età di soli 23 anni. Il suo corpo è tumulato nella chiesa di Sant’Ignazio a Roma, nello splendido altare barocco di Andrea Pozzo e Pierre Legros, mentre il cranio è conservato nella basilica a lui intitolata a Castiglione delle Stiviere. La mandibola è Custodita nella Chiesa Madre di Rosolini, in provincia di Siracusa. Fu papa Paolo V a beatificarlo il 19 ottobre 1605. Il 31 dicembre 1726 venne canonizzato con un altro gesuita, Stanislao Kostka, da papa Benedetto XIII. Lo stesso papa lo dichiarò «protettore degli studenti» nel 1729. Nel 1926 fu proclamato patrono della gioventù cattolica da papa Pio XI.

divampi, per ricondurre il cuore del padre verso il figlio e ristabilire le tribù di Giacobbe. Beati coloro che ti hanno visto e si sono addormentati nell'amore, perché è certo che anche noi vivremo ma dopo la morte la nostra fama non perdurerà. Appena Elìa fu avvolto dal turbine, Elisèo fu ripieno del suo spirito; nei suoi giorni non tremò davanti a nessun principe e nessuno riuscì a dominarlo. Nulla fu troppo grande per lui, e nel sepolcro il suo corpo profetizzò. Nella sua vita compì prodigi, e dopo la morte meravigliose furono le sue opere. Salmo Gioite, giusti, nel Signore. Il Signore regna: esulti la terra, gioi-

PER CONTATTI:

segreteria @ladisussione.com

scano le isole tutte. Nubi e tenebre lo avvolgono, giustizia e diritto sostengono il suo trono. Un fuoco cammina davanti a lui e brucia tutt'intorno i suoi nemici. Le sue folgori rischiarano il mondo: vede e trema la terra. I monti fondono come cera davanti al Signore, davanti al Signore di tutta la terra. Annunciano i cieli la sua giustizia, e tutti i popoli vedono la sua gloria. Si vergognino tutti gli adoratori di statue e chi si vanta del nulla degli idoli. A lui si prostrino tutti gli dèi! Acclamazione al Vangelo Alleluia, alleluia. Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Alleluia.

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 6,7–15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».


9

C U LT U R A

mercoledì 20 giugno 2012

Handicap

Arte

Installazioni

Cinema

Sarà il ministro Severino a presentare oggi, alle 18 al Maxxi di Roma, Diario diversamente affabile di Fiamma Satta (il blog è diversamente affabile-diario di un’invalida leggermente arrabbiata).

La Gam di Torino inaugura la programmazione estiva con la prima grande mostra personale in Italia dell’artista cinese Fang Lijun: Il precipizio sopra le nuvole (da domani al 30 settembre).

I grandi personaggi del Rinascimento diventano installazioni luminose, simbolo dei miti d’oggi, nelle opere di Marco Lodola, esposte a Palazzo Medici Riccardi a Firenze: Lodola alla corte de’Medici.

Commedia, famiglia, horror e formazione nella splendida cornice del Teatro Antico: è TaorminafilmFest. La 58esima edizione prenderà il via il 22 per concludersi il 28 giugno

Le mafie sconfitte dai libri

IL CENTENARIO

Due libri sul grande enigma Nel centenario della nascita del geniale matematico inglese (23 giugno 1912) Codice edizioni ristampa L’uomo che sapeva troppo. Alan Turing e l’invenzione del computer di David Leavitt. Una storia affascinante raccontata da un maestro della letteratura americana. Bollati Boringhieri ripropone

Al via la seconda edizione di “Trame”, che rischia però di chiudere

iinvece la biografia scritta da Andrew

INDAGINE

La carica della terza età nei musei Nell’ultimo decennio i musei italiani sono cambiati e il loro pubblico anche. I dati parlano chiaro: triplicano i visitatori anziani, calano le donne e i giovani. Le sale museali segnano inoltre un calo di presenze tra gli stranieri e un maggior numero di italiani. Sono alcuni dei dati che emergono Il museo in ascolto. Nuove strategie di comunicazione per i musei statali, un’indagine svolta da Ludovico Solima per la direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del MiBac.

Hodges, Alan Turing. Storia di un enigma. H «Probabilmente – sostiene Hodges a « proposito del suicidio del p grande matematico – con i gr suoi incontrollabili viaggi all’estero e i suoi contatti con giovani sconosciuti, Turing era diventato un rischio per la sicurezza dei servizi segreti inglesi e americani: che anche il padre dell’intelligenza artificiale e del computer, come già Oppenheimer, sia

FESTIVAL FRANCESCANO

stato sacrificato sull’altare della sicurezza nazionale?».

segnarono le sorti della battaglia dell’Atlantico. A guerra finita, però, il trentenne Turing non fu capace di capitalizzare i successi personali e i crediti verso il proprio paese. Già in pieno conflitto era stato inviato negli Stati Uniti, diventati punto di riferimento per la scienza mondiale (e per le sue applicazioni belliche), a studiare i primi calcolatori. Anche l’Inghilterra ne voleva uno e Turing l’accontentò, introducendo alcune idee che – come sostiene il logico Gabriele Lolli – sono pietre miliari dell’informatica. Primo, memorizzare i programmi all’interno della macchina in modo che essa possa scegliere, per esempio, tra due percorsi alternativi in base al risultato ottenuto precedentemente; secondo, suddividere il calcolo in operazioni sussidiarie, organizzate gerarchicamente, le subroutine; terzo, usare varie forme di scrittura delle istruzioni, soprattutto una da affiancare a quella numerica per rendere più immediato il significato dell’istruzione. Peccato che il progetto procedette tra rallentamenti e cambi di laboratori, finché fu realizzato nella periferica università di Manchester senza che ne fosse percepita tutta la rilevanza. È anche per questo che gli interessi di Turing si spostarono ancora, verso quella che solo nel 1956 verrà chiamata “intelligenza artificiale”. Una macchina può simulare facoltà cerebrali umane? Si chiese. E alla fine degli anni ’40 immaginò un cervello elettronico, dotato di vista, udito e parola, per vedere se una simile macchina potesse imparare giochi, apprendere lingue, risolvere problemi matematici e crittografici. Insomma – sostiene ancora Lolli – fare le cose che nell’ultimo mezzo secolo sono gli obiettivi della I.A.. Nel 1950 Turing formalizzò queste riflessioni nel leggendario articolo “Computing Machinery and Intelligence”, dove descrisse il “gioco dell’imitazione”, poi noto come Test di Turing. Ci sono un uomo e una donna, a cui una terza persona pone domande scritte senza poterli vedere. Quest’ultima deve riconoscere dalle risposte chi è l’uomo. Che succederebbe – si chiese Turing – se l’uomo fosse sostituito da una macchina? Cambierebbe la probabilità di indovinare? Il che non è proprio come chiedersi se le macchine possono pensare, disse Turing, ma apre enormi spazi di riflessione ricchi di conseguenze ancor oggi. Nel 1951, al culmine della sua produttività scientifica, ecco la catastrofe. Turing ebbe una relazione con un giovane londinese che cercò di ricattarlo. Lui lo denunciò e fu arrestato perché omosessuale. Si era in piena guerra fredda, i casi Fuchs e Pontecorvo avevano appena ridicolizzato i servizi britannici. Anche il lavoro di Turing a Bletchley Park era ancora top secret, e lo sarà fino a metà anni Settanta, sicché la sua ricattabilità era inaccettabile per la sicurezza nazionale. Ciò non toglie che la sorte riservata a Turing fu orribile: costretto a sottoporsi a devastanti cure ormonali che comprensibilmente minarono la psiche oltre che il corpo. Si uccise il 7 giugno del 1954 con una mela al cianuro. Una tragica Biancaneve. Dicono che la mela sbocconcellata arcobaleno della Apple sia un omaggio di Steve Jobs al suo talento. Forse. Anch’esso in ritardo, come tutti nei confronti del genio che correva troppo.

Diario

Chiara d’Assisi e l’universo femminile

NICOLA MIRENZI

L

a seconda edizione di Trame, il festival dei libri sulle mafie – che si apre oggi a Lamezia Terme e dura sino al 24 giugno – potrebbe anche essere l’ultimo organizzato dal sindaco che l’ha pensato e istituito, Gianni Speranza. Il tutto perché i ripetuti tentativi di riorganizzare le sedi giudiziarie – spiega a Europa Speranza – rischiano di portare alla chiusura del tribunale della città, «uno strumento insostituibile per combattere la ’ndrangheta sul territorio». Di fronte a questa eventualità il sindaco – oltre a lanciare un appello al presidente del consiglio Mario Monti perché eviti questo rischio – è corso agli estremi rimedi: «Se questa scelta non verrà corretta farò un passo indietro, ho già firmato le dimissioni davanti a un notaio». In effetti impegnarsi a fare dibattiti, portare la cultura dell’antimafia per le strade di una città difficile come quella di Lamezia Terme, cercare di smuovere i meccanismi del potere ’ndranghetistico a suon di interventi dal palco è un’operazione importantissima e degnissima, ma è del tutto monca se non è accompagnata dalla presenza minima della giustizia e dello stato sul territorio. La seconda edizione di Trame si apre dunque con questa spada di Damocle puntata sulla testa, trasformandosi in un richiamo alla responsabilità non solo dei lametini ma anche di chi detiene il potere di mantenere in vita il tribunale cittadino. Così, nell’attesa che chi di dovere batta un colpo, Lamezia Terme si trasformerà nella «capitale italiana dell’antimafia» (sono sempre parole di Gianni Speranza), portando in piazza tra le altre cose «il coraggio delle donne che

hanno detto no alla mafia» (questa volta le parole sono di Lirio Abbate, giornalista, direttore del festival). Ci saranno poi dibattiti, presentazioni di libri, incontri con giornalisti, magistrati, scrittori che raccontano e combattono la mafia (il programma completo si trova all’indirizzo www.tramefestival.it). Saliranno sul palco tra gli altri Enzo Ciconte (precursore degli studi sulla ’ndrangheta), Attilio Bolzoni (giornalista d’inchiesta di lungo corso), Don Pino De Masi (parroco impegnato da tempo con Libera nella piana di Gioia Tauro), il

video blogger Diego Bianchi (in arte Zoro) il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. Nonché il procuratore di Bologna Roberto Alfonso, simbolo di quella penetrazione a nord della ’ndrangheta che è stata ben raccontata dal giovane cronista Giovanni Tizian nel libro Gotica (Round Robin Editore), che gli ha procurato diverse minacce di morte e l’ha costretto a vivere sotto scorta (anche lui sarà al festival). Tizian – che è di origini calabresi ma vive ormai da anni a Modena – è convinto che l’idea di fare un festival di questo tipo in una città del mezzogiorno è ancora valida e decisiva, nonostante la dimensione globale che ha assunto la ’ndrangheta e tutte le altre mafie. «Il cuore della ’ndrangheta rimane in Calabria e aprire un discorso pubblico in questa regione consente di parlare finalmente di cose che noi giornalisti di solito tendiamo a trascurare».

Secondo Tizian, il Sud Italia ha rispetto al Nord una consapevolezza di gran lunga maggiore di cosa sia la mafia e della penetrazione che essa ha nella società legale: grazie a una cultura, un attivismo e una sensibilità che si è sviluppata negli anni e che ha prodotto infine dei risultati. «Al Nord solo pochissime associazioni e una piccola parte della cittadinanza si rendono conto del problema: ma non sanno come affrontarlo», spiega. «Gli imprenditori fanno affari con i clan senza badare a chi c’è dietro i cantieri. Per loro è importante abbattere i costi dei lavori, e le mafie gli consentono di farlo». Almeno per una volta il Sud si pone così all’avangguardia rispetto a un Nord che ha sempre N cconsiderato la criminalità organizzata n come qualcosa di alieco no, quasi legato antropologicamente ai meridionali. Ma è evidente che non è così. Anche le figure più importanti dell’antimafia (non solo quelle della mafia) provengono dal Sud: basti pensare a Peppino Impastato e a Leonardo Sciascia. I bravi giornalisti e gli scrittori capaci di occuparsi di criminalità organizzata al Nord non mancano di certo. Ma «forse i giornalisti che vengono dal sud sentono come un dovere civico quello di raccontare la mafia e la penetrazione della criminalità al Nord». Sarà perché da più tempo ne subiscono l’insulto e cercano di liberarsene? Forse. «Quello che voglio sia chiaro però – aggiunge Tizian – è che liberarsene è possibile». La foto è di Letizia Battaglia ed è uno dei 25 scatti raccolti nella mostra “Dignità e libertà”, promossa da Banca Etica, in scena al festival “Trame”

Sarà “femminile, plurale” lo slogan del Festival Francescano, a Rimini dal 28 al 30 settembre prossimi. Nell’ottavo centenario della consacrazione di Chiara d’Assisi, cinquanta protagonisti tra religiosi, accademici, artisti racconteranno l’universo femminile attraverso un centinaio di appuntamenti di varia natura, per riflettere sul ruolo delle donne nella società, nell’economia, nella cultura, nel lavoro, nelle religioni, nella chiesa. Tra gli ospiti, Marco Bartoli, tra i principali studiosi della figura di Santa Chiara, Lucetta Scaraffia, docente di storia contemporanea, e suor Eugenia Bonetti, da ventiquattro anni in Africa accanto a donne e minori vittime di violenza. In programma anche due tavole rotonde su famiglia, politica e lavoro con ospiti dal mondo imprenditoriale e del sindacato come Susanna Camusso, la mostra Gentile Chiara con opere d’arte sacra da Gentile da Fabriano a Guercino, e poi Chiara e Francesco il musical. L’amore quello vero per la regia di Oreste Castagna.

CINEMA

Jessica Alba e Jean Reno a Giffoni Star internazionali come Jessica Alba, Jean Reno, Patti Smith e la protagonista di Glee Dianna Agron, nonché molti ospiti italiani, da Pieraccioni a Luca Miniero: saranno loro i protagonisti della 42esima edizione del Giffoni Film Festival, che si svolgerà dal 14 al 24 luglio. La più importante rassegna cinematografica per ragazzi, diretta da Claudio Gubitosi, quest’anno si prepara ad accogliere circa 180mila persone, 30mila in più rispetto allo scorso anno. In programma 75 lungometraggi e 84 cortometraggi, con giurie formate da 3300 giovani dai 3 ai 23 anni, e le anteprime dei film per ragazzi più attesi per la prossima stagione.


Avvenire - 20 giugno 2012


8

laDiscussione venerdì 6 aprile 2012

MONDO CATTOLICO

Il Papa conferma il “no” alle ordinazioni femminili Ratzinger contro i preti austriaci autori dell’appello alla disobbedienza DI

CARMINE ALBORETTI

Sarà pure avanti negli anni - il 16 aprile prossimo ne compirà 85 - e, forse, anche un po’ stanco per i continui impegni ai quali è chiamato come guida della Chiesa universale e capo dello Stato della Città del Vaticano, ma quando si tratta di difendere i principi su cui si poggia l’impianto ecclesiale il Santo Padre non si risparmia. L’ennesima dimostrazione è arrivata ieri mattina, durante l’omelia della Messa “crismale” celebrata nella Basilica di San Pietro. Benedetto XVI, senza nascondere la circostanza che la Chiesa di oggi si trova in «una situazione spesso drammatica», attraversata da fibrillazioni e segnali di rivolta, ha difeso a spada tratta la linea già seguita dal predecessore, il Beato Giovanni Paolo II, riguardo alle cosiddette “riforme” auspicate da più parti. Ratzinger ha citato

quanto sta accadendo in Austria, raccontando che «un gruppo di sacerdoti ha pubblicato un appello alla disobbedienza, portando al tempo stesso anche esempi concreti di come possa esprimersi questa disobbedienza, che dovrebbe ignorare addirittura decisioni definitive del Magistero, ad

esempio nella questione circa l’Ordinazione delle donne, in merito alla quale il beato Papa Giovanni Paolo II ha dichiarato in maniera irrevocabile che la Chiesa, al riguardo, non ha avuto alcuna autorizzazione da parte del Signore». «Vogliamo credere - ha proseguito il successore di

Pietro - agli autori di tale appello, quando affermano di essere mossi dalla sollecitudine per la Chiesa; di essere convinti che si debba affrontare la lentezza delle Istituzioni con mezzi drastici per aprire vie nuove, per riportare la Chiesa all’altezza dell’oggi». Ma per il pontefice non basta a giustificare simili posizioni: «La disobbedienza è veramente una via? - si è chiesto il Vicario di Cristo - si può percepire in questo qualcosa della conformazione a Cristo, che è il presupposto di un vero rinnovamento, o non piuttosto soltanto la spinta disperata a fare qualcosa, a trasformare la Chiesa secondo i nostri desideri e le nostre idee?».

FESTIVAL FRANCESCANO 2012

Ora c’è anche il Comitato scientifico Nell’organismo è stata chiamata a far parte la storica e giornalista Lucetta Scaraffia Il Festival Francescano si dota di un nuovo organismo, il Comitato scientifico, con il compito di indicare agli organizzatori le linee guida che sviluppano il tema dell’edizione in corso e che stanno alla base della composizione del programma, affinché la manifestazione ponga basi ancora più solide da un punto di vista teologico, culturale e filosofico. Per l’edizione 2012, il comitato scientifico è composto da Marco Bartoli, fra Priamo Etzi, Alberto Melloni, fra Ugo Sartorio e Lucetta Scaraffia. Il professor Marco Bartoli ha focalizzato da tempo i suoi interessi nell’ambito degli studi di storia delle istituzioni e dei fenomeni religiosi; il suo primo oggetto di studio è stato Chiara d’Assisi nel contesto della società del XIII secolo. Fra Priamo Etzi, appartenente all’Ordine dei frati minori, è il Rettore della Pontificia Università Antonianum e specialista di Storia del diritto francescano. Il professore Alberto Melloni dirige la Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII di Bologna, è esperto di Storia del cristianesimo. Fra Ugo Sartorio, appartenente all’Ordine dei frati minori conventuali, è Direttore generale dell’Opera Messaggero di sant’Antonio. La professoressa Lucetta Scaraffia è anche giornalista e si è occupata soprattutto di storia delle donne e di storia della religiosità, con particolare attenzione a quella femminile. La manifestazione dei francescani italiani viene coordinata da fra Alessandro Caspoli, appartenente all’Ordine dei frati minori, attraverso un comitato direttivo che è espressione delle diverse realtà francescane (Ordini maschili, femminili, laici). Il Festival, inoltre, si avvale di un’equipe di professionisti in ambito culturale, della comunicazione ed organizzazione eventi con il supporto di moltissimi volontari provenienti da varie realtà regionali. Il Festival Francescano 2012 si terrà a Rimini il 28, 29 e 30 settembre. La kermesse ha ottenuto il patrocinio del

Una immagine del Festival francescano (foto di Massimo Bassano)

MORTO IL VESCOVO EMERITO DI FOLIGNO Si è spento monsignor Arduino Bertoldo, vescovo emerito di Foligno. La notizia è stata annunciata attraverso un comunicato della Conferenza episcopale umbra. I vescovi della Regione hanno espresso ai familiari del compianto confratello e alla comunità diocesana, che l’ha avuto suo pastore per ben sedici anni, il loro profondo cordoglio. Il presule è morto nell’ospedale di Vicenza, dove era ricoverato.

Movimento Francescano italiano, presieduto da fra Francesco Patton. Come è noto la manifestazione, organizzata dai francescani dell’Emilia-Romagna, è già riuscita negli anni passati a coinvolgere innumerevoli realtà provenienti da tutto il Paese e diventa, con il nuovo patrocinio, a tutti gli effetti, un evento nazionale, unico nel suo genere. Fra Patton ha espresso la propria soddisfazione, sottolineando che questa iniziativa, a Dio piacendo, potrà crescere sempre più nell’ottica di condividere ben oltre i confini regionali un’importante esperienza di comunione per la famiglia francescana, permettendo a un crescente numero di persone di fruire della ricchezza umana, spirituale e di contenuti. c.a.

L’EVENTO

A Cancellara una reliquia di Bernadette La comunità ecclesiale di Cancellara si è raccolta in preghiera per rendere omaggio alla Reliquia di Santa Bernadette Soubirous, l’umile pastorella di Lourdes protagonista delle celebri apparizioni mariane. Un evento, questo, fortemente voluto dai volontari dell’Unitalsi, con la collaborazione di altri benemeriti sodalizi del territorio. Ad accogliere la teca con la Reliquia della Santa, in Largo Monastero, è stato don Giuseppe Calabrese, parroco del paese - unitamente al Sindaco, alle autorità militari, nonché agli alunni, agli insegnanti e a una folla com-

mossa di fedeli. Dopo i saluti del primo cittadino, l’intero paese si è riversato nel Convento dell’Annunziata, dove la Sacra Reliquia è rimasta esposta per alcune ore. Alla recita del Santo Rosario, particolarmente coinvolgente, è seguita una solenne celebrazione eucaristica. La storia e la figura di Santa Bernadette sono state illustrate da don Tommaso Fradusco, assistente regionale dell’Unitalsi, il quale, durante l’omelia, si è soffermato sul significato dei segni biblici presenti nelle apparizioni di Lourdes: la roccia, la luce e l’acqua, facendo emergere in essi messaggi utili per un cammino di fede. Al termine della celebrazione eucaristica, tra canti, preghiere e meditazioni, è seguita la venerazione personale davanti alla Sacra Reliquia, consistente in un frammento di epidermide staccato dal dito di Santa Bernadette il cui corpo, ancora intatto, è custodito in un’urna a Nevers. Poco prima che la Reliquia fosse prelevata, don Giuseppe si è rivolto ai fedeli invitandoli a ricambiare la visita a Lourdes per abbracciare, ancora più forte, il messaggio di amore, penitenza e preghiera che Maria volle affidare a questa umile creatura e poter seguire un percorso di vita sulle orme della Santa. Un appello che, conoscendo la devozione degli abitanti della comunità interessata, non cadrà certamente nel vuoto. Poco meno di una settimana fa Cancellara ha ospitato la visita pastorale dell’arcivescovo di Acerenza, Giovanni Ricchiuti.


laDiscussione martedì 29 maggio 2012

9

MONDO CATTOLICO

A REGGIO CALABRIA INCONTRO CON L’ARCIVESCOVO MONDELLO

Manifesto per lo sport educativo L’iniziativa si terrà domani pomeriggio nella sala “Monsignor Ferro” della Curia metropolitana DI

CARMINE ALBORETTI

Sarà presentato domani alle ore 18.30 presso la Sala “Monsignor Giovanni Ferro” della Curia Metropolitana di Reggio Calabria (in via Campanella 63) dall’Ufficio per la Pastorale Tempo libero, Turismo e Sport il Manifesto dello Sport Educativo redatto dalla Conferenza episcopale italiana. Il documento definisce gli indirizzi guida per rendere lo sport uno strumento di attuazione degli orientamenti pastorali “Educare alla vita buona del Vangelo”. Lo sport è una delle matrici significative della mentalità attuale e consente di formare persone umane che abbiano uno stile di vita esclusivo. Il programma prevede i saluti di monsignor Vittorio Mondello, Arcivescovo Metropolita, e quelli del dottor Mimmo Praticò, presidente Regionale del Coni. L’introduzione dei lavori è affidata a don Antonio Cannizzaro, direttore dell’Ufficio per la Pastorale Sport che presenterà il Manifesto dello Sport Educativo e all’architetto Paola Panuccio, nella sua qualità di segretario dell’Ufficio per la Pastorale Sport. Sono previsti gli interventi dei responsabili degli enti di promozione sportiva di ispirazione cristiana, ossia Centro sportivo italiano, Acli, Anspi, e Pgs. La proposta di un progetto for-

Dal 7 ottobre

Due nuovi Dottori della Chiesa

mazione Operatori Pastorali dello Sport è curata dall’Ufficio Pastorale Giovanile (diretto da don Domenico Cartella) dall’Ufficio Pastorale Educazione Scuola Università, (affidato a don Valerio Chiovaro) e dell’Ufficio Pastorale Sport, tempo libero e turismo (diretto da don Antonio Cannizzaro). L’interesse crescente della Chiesa verso il mondo dello sport risale a molti anni orsono. Da ultimo si può menzionare il messaggio inviato dal Santo Padre in occasione del Semina-

rio internazionale di studio sullo sport tenutosi in Vaticano nel 2009, nel quale rifletteva su come, attraverso lo sport, la comunità ecclesiale contribuisca «alla formazione della gioventù, fornendo un ambito adatto alla sua crescita umana e spirituale». Benedetto XVI metteva l’accento su due fattori chiave, necessari a creare un ambiente formativo: che le iniziative sportive mirino allo sviluppo integrale della persona e che siano gestite da personale qualificato e competente.

«Il prossimo 7 ottobre, all’inizio dell’Assemblea ordinaria del Sinodo dei vescovi, proclamerò san Giovanni d’Avila e santa Ildegarda di Bingen dottori della Chiesa universale». Lo ha detto Benedetto XVI, al Regina Caeli da piazza San Pietro. Questi due «grandi testimoni della fede» vissero «in periodi storici e ambienti culturali assai diversi». Ma «la santità della vita e la profondità della dottrina li rendono perennemente attuali: la grazia dello Spirito Santo, infatti, li proiettò in quell’esperienza di penetrante comprensione della rivelazione divina e di

A RIMINI

Convegno sull’identità di genere L’iniziativa è promossa dal Festival Francescano in programma a settembre DI SALVATORE

CASCIELLO

Il 30 maggio a partire dalle 14 e 30 nell’Aula magna della Facoltà di Scienze della Formazione (Corso d’Augusto 237) dell’Università di Rimini si terrà il convegno “Frammenti d’identità tra diritti e utopie”, organizzato dal Festival Francescano in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna e con la Provincia di Rimini nell’ambito del “Progetto Comunità Educante Inclusiva” e nelle azioni del “Tavolo provinciale della pace”. Con l’evento vengono proposte due lezioni magistrali sul tema della pluralità, della differenza di genere e dei diritti al femminile. «Porteremo a Rimini due relatori autorevoli, la professoressa Anna Pia Viola, appartenente all’Ordine Francescano Secolare e lo psicologo e psicoterapeuta Giovanni Salonia, appartenente all’Ordine dei Frati Cappuccini - afferma fra Alessandro Caspoli, presidente di Festival Francescano - con loro, affronteremo la questione dell’identità di genere da un punto di vista teologico e psicologico. Ci rivolgiamo in particolare agli studenti della Facoltà di Scienze della Formazione ma ci au-

guriamo che tante altre persone vogliano prendere parte a questo pomeriggio di studi attraverso il quale il Festival incontra, per la prima volta, la città di Rimini». Anna Pia Viola è docente di Filosofia presso la Facoltà Teologica di Sicilia e l’Università di Palermo. È autrice, tra gli altri, di: “Dal corpo alla carne”, “Desiderio e pensiero. Per una filosofia fondata sulla differenza” e dirige la rivista “Ho Theològos” della Facoltà Teologi-

ca di Sicilia. La sua lezione, dal titolo “Il femminile che pensa Dio”, richiamerà alcune figure chiave che hanno contribuito, con la loro sensibilità, a fornire un’ottica differente sulla spiritualità e sul divino. Giovanni Salonia nel 1979 ha fondato, insieme a Margherita Spagnuolo Lobb, l’Istituto di Gestalt Human Communication Center, che tuttora dirige. É docente di “Processi formativi e Francescanesimo” presso il Pontificio Ateneo Antoniano di Roma. Tra le sue pubblicazioni: La grazia dell’audacia. Rilettura gestaltica dell’Antigone” (Il Pozzo di Giacobbe, Trapani, 2012); “La via della vita. Genesi e guarigione dei legami fraterni” (EDB, Bologna, 2007); “Sulla felicità e dintorni. Tra corpo, tempo e parola” (Biblioteca minima Argo, Ragusa, 2004). Il suo intervento, intitolato “Il femminile che genera l’altro”, sarà una rilettura del concetto di maternità nelle figure di Antigone e Chiara d’Assisi, evidenziando la connessione fra grazia ed audacia inscritta nel corpo di donna.

intelligente dialogo con il mondo che costituiscono l’orizzonte permanente della vita e dell’azione della Chiesa». Alla luce del progetto di una nuova evangelizzazione, alla quale sarà dedicata l’Assemblea del Sinodo dei vescovi, e alla vigilia dell’Anno della Fede, «queste due figure di santi e dottori appaiono di rilevante importanza e attualità». «Anche ai nostri giorni - ha concluso il Papa - attraverso il loro insegnamento, lo Spirito del Signore risorto continua a far risuonare la sua voce e ad illuminare il cammino che conduce a quella Verità che sola può renderci liberi e dare senso pieno alla nostra vita». In precedenza, nel corso della Messa presieduta nella Basilica di San Pietro, Benedetto XVI aveva sottolineato che «la Pentecoste è la festa dell’unione, della comprensione e della comunione umana» e si contrappone a Babele, dove, invece, l’uomo vuole fare a meno di Dio, diventando sempre meno capace di amare e, dunque, sempre meno uomo».


Rassegna stampa Festival Francescano 2012 - Stampa nazionale