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RASSEGNA STAMPA STAMPA CATTOLICA

Dal 1 m arzo al 15 ottobre 2012

Festival Francescano 2012 – Chiara Vecchio Nepita: tel. +39 338 4886822 stampa@festivalfrancescano.it www.festivalfrancescano.it


Famiglia Cristiana - 23 settembre 2012


Famiglia Cristiana - 23 settembre 2012


La nostra Chiesa

Al Festival dei Francescani italiani, a Rimini dal 28 al 30 settembre, 50 protagonisti raccontano il mondo delle donne.

“Femminile,plurale” ministro Elsa Fornero, la sindacalista Susanna Camusso, l’editorialista Marina Corradi e l’europarlamentare Rita Borsellino. Il Festival non poteva dimenticare le donne nei processi di pace con la testimone suor Eugenia Bonetti. Si parlerà anche delle donne della “Primavera araba” con le giornaliste Paola Caridi, Manuela Borraccino e la candidata al Nobel Rita El Khayat. Sante, Madonne e Donne nel mondo dell’arte saranno illustrate dalla medievista Chiara Frugoni, dallo statunitense Timothy Verdon e da Philippe Daverio. La ‘bellezza’ è anche al centro degli incontri letterari con Alessandro D’Avenia e il poeta Alberto Bertoni, della danza di Simona Atzori e della musica di Walter Gatti.

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ell’VIII centenario della consacrazione di Chiara d’Assisi, la manifestazione racconterà il ruolo delle donne nella società, nell’economia, nella cultura, nelle professioni, nelle religioni, nella Chiesa. Rifletteranno tra gli altri: Lucetta Scaraffia, Marco Bartoli e il francese Jacques Dalarun, già direttore dell’Institut de Recherche et d’Histoire des Textes di Parigi. Il tema delle donne nel Vangelo e nella Chiesa è approfondito dai Vescovi di Rimini, Francesco Lambiasi, e di San Marino Montefeltro, Luigi Negri; dal Rettore della Pontificia Università Antonianum fr. Priamo Etzi e dalla presidentessa del Coordinamento Teologhe Italiane Marinella Perroni. Famiglia, politica e lavoro sono al centro di due tavole rotonde moderate dai giornalisti Tiziana Ferrario e Luigi Accattoli; ospiti il

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venerdì 21 settembre 2012

NELL’8 ° CENT ENA RIO DA LLA CONSACRA ZI ON E DI SANTA CH IA RA, GRA ZIE A L FESTI VA L FRA NCESCANO, A L MOVIM ENTO FRA NCESCAN O ITA LIA NO, A LLE EDIZI ONI PAOLI NE, A LLA COOPERATI VA “FRAT ELLI È POSSIB ILE” E ALLA FA USTI NI PRODU ZIONI , SA BATO 29 SETT EMB RE - I N PRIM A MO N D I A L E - I N P I A Z Z A MA LAT ESTA A RIM IN I VA IN SCENA “ CHI ARA E FRA NCESCO I L M USI CA L. L’A M ORE QU ELLO VERO”. A PRESTARE IL VOLTO A FRA NCESCO, SARÀ L’ATTORE E BA LLERI NO M ASSIM ILI A NO VA RRESE, A FFI AN CATO DAL SOPRAN O MA RIN A MU RARI .

n o t i z i e f l as h Ritiro materiale Giornata Missionaria L’Ufficio diocesano per la Pastorale missionaria invita tutte le parrocchie e le associazioni a ritirare il materiale per il mese missionario e l’animazione della Giornata Mondiale in programma domenica 21 ottobre. L’ufficio è aperto martedì, giovedì e sabato dalle 10 alle 12. Info: 0546 21642 oppure missioni@faenza.chiesacattolica.it

Giovani a Gamogna La ripresa delle iniziative di Pastorale giovanile è segnata dal consueto appuntamento a Gamogna: adolescenti e giovani della diocesi sono invitati a salire all’eremo sabato 22 e domenica 23 settembre. Accolti dalle monache, si vivranno momenti forti di spiritualità e condividendo le proposte per il nuovo Anno pastorale.

Tresere educatori: primo incontro Martedì 25 settembre alle 20,30 nella parrocchia di Errano si terrà il primo incontro della Tresere educatori guidato da don Giacomo Morandi, vicario generale dell’Arcidiocesi di ModenaNonantola sul tema: ’Fà che ti conosca’.

Anniversario don Italo Cavagnini Mercoledì 26 settembre, in Cattedrale, tutte le Messe (7,30-911,30 e 18) saranno celebrate in suffragio di don Italo Cavagnini.

Apostolato di Preghiera Per settembre preghiamo secondo le intenzioni del Papa affidate all’episcopato italiano. Intenzione generale: perché i politici agiscano sempre con onestà, integrità e amore alla verità.


chiesa domani

speciale eventi

Femminile plurale: è il Festival francescano di D a n i e l a M e n e g h e l l o

Si terrà a Rimini, dal 28 al 30 settembre, il Festival francescano 2012, quest’anno dedicato a santa Chiara e, più in generale, al ruolo delle donne nella Chiesa. Più di cento gli appuntamenti di spiritualità, le conferenze, gli spettacoli e gli incontri in calendario. Tutti con un unico obiettivo: riportare Francesco sulle strade del mondo.

Messaggero

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di

sant

T

orna a fine settembre, dal 28 al 30 del mese, il Festival Francescano, che per la sua quarta edizione lascia Reggio Emilia e migra in una nuova sede, il centro storico di Rimini. Cuore della manifestazione, dall’evocativo titolo «Femminile, plurale», è la ricerca di un incontro autentico con la figura di santa Chiara d’Assisi, in occasione dell’VIII centenario della sua scelta di vita francescana. L’evento diventa così opportunità per ripercorrere una storia che, nella sua unicità, è diventata un modello ripreso da una pluralità di altre donne e che, ancora oggi, rimane un limpido esempio di vita buona per tutti. La scoperta, o riscoperta, dell’esperienza di santa Chiara dà il via alla riflessione sul ruolo della donna nella società e nella Chiesa, ma rappresenta soprattutto il punto di partenza per confrontarsi sulle proposte, sugli interrogativi, sulle modalità concrete con cui coniugare buona novella e scelte quotidiane.

Sono più di cento gli appuntamenti di spiritualità, le conferenze, gli spettacoli e gli incontri nel calendario del Festival, organizzato dal Movimento francescano dell’Emilia Romagna, – composto da tutte le realtà francescane (frati, suore e laici) della regione – e patrocinato dal Movimento francescano nazionale. Nella tre giorni, cinquanta personalità, tra religiosi, accademici e artisti, si passeranno il testimone proponendo spunti di confronto a un pubblico volutamente eterogeneo per età, formazione e pensiero. «L’aggettivo “plurale” presente nel titolo, – spiega fra Giordano Ferri, frate cappuccino della provincia emiliana e coordinatore della manifestazione – sottolinea la volontà, già condivisa nelle precedenti edizioni, di ospitare non solo chi la pensa come noi e parla del messaggio francescano, ma anche persone di varia cultura, estrazione o pensiero che accettano di confrontarsi con le figure di san France-

sco e di santa Chiara. A volte sono interlocutori non credenti, ma che amano il messaggio francescano e si rendono disponibili a descriverci che cosa significa per loro il francescanesimo, pur mantenendo appartenenze culturali e posizioni differenti». Il taglio scelto dall’evento mira ad aprire un dialogo non solo con interlocutori «preparati»,

ma anche con la schiera dei passanti. «Per scelta, il Festival – prosegue fra Giordano – si svolge completamente all’aperto, nelle piazze. Incontri, mostre, spettacoli e laboratori sono alla portata di tutti. Ai relatori diciamo che non si tratta di un simposio, né di un convegno, per questo devono essere in grado di parlare e farsi comprendere da chiunque. È il motivo per cui cerchiamo di chiamare i più grandi, perché sono capaci di rendere semplici anche i messaggi complicati». Così, scorrendo il programma, troviamo, giusto per citarne alcuni, nomi di ecclesiastici, come Francesco Lambiasi e Luigi Negri, rispettivamente vescovi di Rimini e di San Marino-Montefeltro; nomi di giornalisti, come Tiziana Ferrario, Luigi Accatto-

li e Marina Corradi; altri volti noti dal panorama scientifico (Chiara Frugoni, Timothy Verdon, Philippe Daverio), artistico (Simona Atzori), letterario (Alessandro D’Avenia), sindacale (Susanna Camusso). Oltre a loro ci saranno, com’è lecito attendersi, molti francescani, mentre altre personalità di spicco devono ancora confermare la loro presenza. «L’intento – ribadisce anche Alessandro Caspoli, frate minore presidente del Festival e direttore dell’Antoniano di Bologna – è di far tornare nelle piazze la figura di Francesco e dei suoi seguaci. Si parla di lui non in consessi di studio o nei conventi, ma nei luoghi frequentati da tutte quelle persone che abitualmente non entrano in chiesa». Anche il cambio della città che ospita l’evento, dopo i tre an-

ni di Reggio Emilia, è dettata dall’esigenza di confermare lo stile dell’apertura all’altro. La forma dell’itineranza, cara al carisma francescano, è scelta come mezzo per intercettare e incontrare un pubblico diverso. «Questo aspetto del non mettere radici in un unico luogo – spiega ancora fra Alessandro Caspoli – è uno dei tratti essenziali, ma anche più faticosi, espressi dal francescanesimo. Infatti il messaggio di san Francesco ha bisogno del movimento, dell’incontro con l’altro. Sull’esempio di Cristo, il poverello di Assisi mandava nel mondo i frati a due a due. Il Festival ha voluto riappropriarsi dell’itineranza, per raggiungere luoghi diversi. Speriamo si riesca a dare scadenza triennale a questo spostamento e cominciare così ad andare in giro lungo tutto il

’Antonio

settembre 2012

Album dei ricordi

Alcune immagini delle scorse edizioni del Festival francescano che, fino al 2011, si è tenuto a Reggio Emilia.

Messaggero

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Femminile plurale: è il Festival francescano di D a n i e l a M e n e g h e l l o

Si terrà a Rimini, dal 28 al 30 settembre, il Festival francescano 2012, quest’anno dedicato a santa Chiara e, più in generale, al ruolo delle donne nella Chiesa. Più di cento gli appuntamenti di spiritualità, le conferenze, gli spettacoli e gli incontri in calendario. Tutti con un unico obiettivo: riportare Francesco sulle strade del mondo.

Messaggero

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orna a fine settembre, dal 28 al 30 del mese, il Festival Francescano, che per la sua quarta edizione lascia Reggio Emilia e migra in una nuova sede, il centro storico di Rimini. Cuore della manifestazione, dall’evocativo titolo «Femminile, plurale», è la ricerca di un incontro autentico con la figura di santa Chiara d’Assisi, in occasione dell’VIII centenario della sua scelta di vita francescana. L’evento diventa così opportunità per ripercorrere una storia che, nella sua unicità, è diventata un modello ripreso da una pluralità di altre donne e che, ancora oggi, rimane un limpido esempio di vita buona per tutti. La scoperta, o riscoperta, dell’esperienza di santa Chiara dà il via alla riflessione sul ruolo della donna nella società e nella Chiesa, ma rappresenta soprattutto il punto di partenza per confrontarsi sulle proposte, sugli interrogativi, sulle modalità concrete con cui coniugare buona novella e scelte quotidiane.

Sono più di cento gli appuntamenti di spiritualità, le conferenze, gli spettacoli e gli incontri nel calendario del Festival, organizzato dal Movimento francescano dell’Emilia Romagna, – composto da tutte le realtà francescane (frati, suore e laici) della regione – e patrocinato dal Movimento francescano nazionale. Nella tre giorni, cinquanta personalità, tra religiosi, accademici e artisti, si passeranno il testimone proponendo spunti di confronto a un pubblico volutamente eterogeneo per età, formazione e pensiero. «L’aggettivo “plurale” presente nel titolo, – spiega fra Giordano Ferri, frate cappuccino della provincia emiliana e coordinatore della manifestazione – sottolinea la volontà, già condivisa nelle precedenti edizioni, di ospitare non solo chi la pensa come noi e parla del messaggio francescano, ma anche persone di varia cultura, estrazione o pensiero che accettano di confrontarsi con le figure di san France-

sco e di santa Chiara. A volte sono interlocutori non credenti, ma che amano il messaggio francescano e si rendono disponibili a descriverci che cosa significa per loro il francescanesimo, pur mantenendo appartenenze culturali e posizioni differenti». Il taglio scelto dall’evento mira ad aprire un dialogo non solo con interlocutori «preparati»,

ma anche con la schiera dei passanti. «Per scelta, il Festival – prosegue fra Giordano – si svolge completamente all’aperto, nelle piazze. Incontri, mostre, spettacoli e laboratori sono alla portata di tutti. Ai relatori diciamo che non si tratta di un simposio, né di un convegno, per questo devono essere in grado di parlare e farsi comprendere da chiunque. È il motivo per cui cerchiamo di chiamare i più grandi, perché sono capaci di rendere semplici anche i messaggi complicati». Così, scorrendo il programma, troviamo, giusto per citarne alcuni, nomi di ecclesiastici, come Francesco Lambiasi e Luigi Negri, rispettivamente vescovi di Rimini e di San Marino-Montefeltro; nomi di giornalisti, come Tiziana Ferrario, Luigi Accatto-

li e Marina Corradi; altri volti noti dal panorama scientifico (Chiara Frugoni, Timothy Verdon, Philippe Daverio), artistico (Simona Atzori), letterario (Alessandro D’Avenia), sindacale (Susanna Camusso). Oltre a loro ci saranno, com’è lecito attendersi, molti francescani, mentre altre personalità di spicco devono ancora confermare la loro presenza. «L’intento – ribadisce anche Alessandro Caspoli, frate minore presidente del Festival e direttore dell’Antoniano di Bologna – è di far tornare nelle piazze la figura di Francesco e dei suoi seguaci. Si parla di lui non in consessi di studio o nei conventi, ma nei luoghi frequentati da tutte quelle persone che abitualmente non entrano in chiesa». Anche il cambio della città che ospita l’evento, dopo i tre an-

ni di Reggio Emilia, è dettata dall’esigenza di confermare lo stile dell’apertura all’altro. La forma dell’itineranza, cara al carisma francescano, è scelta come mezzo per intercettare e incontrare un pubblico diverso. «Questo aspetto del non mettere radici in un unico luogo – spiega ancora fra Alessandro Caspoli – è uno dei tratti essenziali, ma anche più faticosi, espressi dal francescanesimo. Infatti il messaggio di san Francesco ha bisogno del movimento, dell’incontro con l’altro. Sull’esempio di Cristo, il poverello di Assisi mandava nel mondo i frati a due a due. Il Festival ha voluto riappropriarsi dell’itineranza, per raggiungere luoghi diversi. Speriamo si riesca a dare scadenza triennale a questo spostamento e cominciare così ad andare in giro lungo tutto il

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Album dei ricordi

Alcune immagini delle scorse edizioni del Festival francescano che, fino al 2011, si è tenuto a Reggio Emilia.

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speciale eventi

Festival francescano

Il programma

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li eventi in programma nella tre giorni francescana di Rimini, dal 28 al 30 settembre, sono circa un centinaio, tra conferenze, attività didattiche, spettacoli, momenti di spiritualità, attività di piazza e laboratori. Di seguito alcuni tra gli eventi più significativi.

VENERDÌ 28 settembre l  ore 9.15 Piazza Tre Martiri. Inaugurazione del Festival Francescano. A seguire Francesco Lambiasi, «Le donne nel Vangelo» l  ore 11.00 Museo della Città, Sala del Giudizio. Chiara Frugoni, «Chiara e Francesco: immagini e parole» l  ore 21.15 Piazza Malatesta. Simona Atzori, spettacolo di danza SABATO 29 settembre

l  ore 10.30 Piazza San Bernardino.

Marco Bartoli, «Chiara e le altre»

l  ore 15.00 Piazza Tre Martiri.

Suor Eugenia Bonetti, «Se non ora quando?»

l  ore 17.00 Piazza Cavour.

Lucetta Scaraffia, «Dorothy Day, anarchica, femminista e serva di Dio» l  ore 17.00 Monastero San Bernardino. «Chiara d’Assisi e l’esperienza del corpo nella preghiera», Incontro con le Clarisse l  ore 21.15 Piazza Malatesta. «Chiara e Francesco il musical – L’amore quello vero» DOMENICA 30 settembre

l  ore 11.00 Piazza Cavour.

Celebrazione eucaristica, presiede mons. Francesco Lambiasi l  ore 14.30 Piazza Cavour. Alessandro D’Avenia, «La bellezza sta salvando il mondo» l  ore 15.00 Piazza Tre Martiri. «Alla conquista di uno spazio», con Susanna Camusso, Valeria Piccari, modera Tiziana Ferrario l  ore 17.00 Piazza Cavour. Marina Corradi, «Diario quotidiano»

Per il programma completo e per tutte le informazioni logistiche si veda il sito www. festivalfrancescano.it Messaggero

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nostro Paese a parlare di Francesco e del suo messaggio». In concomitanza con la crescita dell’evento e con il mutamento di scenario, il Festival Francescano 2012 si è inoltre dotato di un comitato scientifico – composto da Marco Bartoli, fra Priamo Etzi, Alberto Melloni, fra Ugo Sartorio e Lucetta Scaraffia – necessario per fissare alcune linee e indirizzi di orientamento, riassunti nel manifesto scientifico scaricabile sul sito www.festivalfrancescano.it.

Chiara d’Assisi una storia da riscoprire Questa IV edizione del Festival pone al centro la figura di santa Chiara, ricordando l’ottavo centenario dal celebre episodio del taglio dei capelli. Era il 18 marzo 1212, la notte dopo la domenica delle Palme, Chiara aveva diciott’anni. Con la complicità della notte, si allontanò di nascosto dalla casa paterna diretta nella piana di Assisi, alla Porziuncola – dove l’attendevano Francesco e i primi frati – per dare un nuovo inizio alla sua vita. La decisione era già presa. A ispirare la fuga della giovane, figlia di Favarone della casata degli Offreduccio e di Ortolana, era stato il desiderio di condividere lo stile di vita abbracciato da Francesco: una scelta che lo aveva portato a svestirsi delle ricchezze, per prendere la povertà come compagna di vita, sull’esempio del santo Vangelo. Così anche Chiara, accogliendo la chiamata del Padre, preferì l’umile saio ai ricchi abiti nobiliari, e si fece tagliare i capelli per consacrarsi alla vita di penitenza. «Ciò che ricordiamo – precisa il professor Marco Bartoli, il quale, oltre a essere membro del comitato scientifico del Festival, è tra i principali conoscitori

della storia clariana – non è l’anniversario della consacrazione, perché di fatto la cerimonia avvenuta alla Porziuncola, pur avendo grande significato religioso, non comportava nessun particolare riconoscimento da parte della Chiesa. Ma ciò non sminuisce quel gesto, al contrario lo rende ancor più significativo, perché quella notte Chiara decise di seguire Francesco, come dice lui stesso, “per vivere la perfezione del Vangelo”. È stata una scelta di fiducia, quindi, al di fuori di un itinerario già tracciato e che in seguito darà vita a uno stile del tutto originale». Femminile, plurale, dunque, indica anche la necessità di liberare la storia della santa da etichette troppo limitanti, per scoprire la quantità di spunti offerti dalla sua vita. Significa comprenderne l’autonomia, persino dall’esempio dell’amico Francesco. Chiara non rimane mera seguace o figura gregaria, ma si distingue in maniera inconfondibile, al tempo stesso senza creare contrapposizioni. Infatti è indubbio che parte del valore evocativo e spirituale dei due santi di Assisi sboccia proprio dalla vicinanza delle loro storie, dal loro rimandarsi e completarsi a vicenda. Il principale aspetto distintivo nell’esperienza clariana, poi, è la sua stabilità ad Assisi, visto che visse nel convento di San Damiano ininterrottamente per quarant’anni. «Chiara – spiega Bartoli – aderisce alla precarietà dell’esperienza francescana pur non condividendone l’itineranza. La sua precarietà è data dal non possedere nulla, nemmeno la casa in cui abita, nemmeno qualche rendita che possa permetterle una tranquillità economica. La sua vita dipende unicamente dal buon cuore di chi le offre qualcosa. In questo senso

fa una scelta parallela a quella di Francesco, abbracciando una povertà reale e molto concreta. La sua condizione di stabilità, però, si spiega in pienezza solo unita alla scelta centrale di vivere tutta l’esistenza in una dimensione di preghiera. Il suo distacco dal mondo non è frutto di disinteresse, anzi Chiara è in prima linea nelle vicende che riguardano la sua città, ma non soltanto: è in contatto con la principessa Agnese di Boemia, che vive a Praga, è interessata a quel che succede in Marocco… È una donna dal vasto orizzonte, che riesce a vivere chiusa proprio perché ha un cuore molto grande». Ma per comprendere Chiara, bisogna anche rendersi disponibili ad abbandonare false idee su di lei. «Questo significa fare una scoperta enorme – sostiene fra Giordano Ferri –. Spesso ad esempio viene ritratta come una donna angelicata, ma leggendo i suoi scritti ci si trova di fronte una figura di una forza incredibile, capace di dire “no” anche al papa, in un’epoca in cui per una donna era già eccezionale solo rivolgere la parola al pontefice». Era il 1228 quando Chiara rifiutò con fermezza la proposta di papa Gregorio IX, che le offriva delle rendite, e otteneva in cambio «il privilegio della povertà», ossia il riconoscimento della sua decisione di non possedere nulla. Ricordare oggi quell’episodio a Rimi-

ni, come in generale ripercorrere la storia di santa Chiara, non è un’azione storica da eruditi: l’intento è invece di innescare un confronto diretto con il 2012. Quella scelta di povertà, nel contesto attuale diventa un pungolo per interrogarsi ad esempio sul rapporto con i beni. «Non si tratta – aggiunge fra Caspoli – di esaltare la povertà come soluzione ai problemi del nostro mondo, ma piuttosto di trovare un’etica che dia la possibilità di usare i beni per quello che sono. Francesco, Chiara e i loro seguaci hanno scelto di non avere nulla di proprio per raggiungere il massimo della libertà. La loro decisione deve insegnarci a utilizzare quanto ci è dato per portare un beneficio a tutta l’umanità, in uno spirito di condivisione».

Le radici francescane di Rimini Al Festival, inoltre, vengono valorizzate le testimonianze dell’influsso francescano nella storia di Rimini. Lo si fa ad esempio con la mostra Gentile Chiara, dove sono esposte le tante opere (tra cui alcune di Guercino, Crespi e Cagnacci) della Pinacoteca civica cittadina, a tema francescano o provenienti da luoghi collegati alla presenza di san Francesco, sant’Antonio, e dei loro seguaci. L’opera di Gentile da Fabriano dedicata alla Madonna con bambino e i santi Francesco e Chiara, presti-

to della Pinacoteca di Pavia, fa da perno all’esposizione che traduce in arte il messaggio dell’intera manifestazione, ossia la valorizzazione di entrambi i santi di Assisi all’origine del carisma francescano. Sempre sotto il profilo culturale, da segnalare è lo spettacolo Chiara e Francesco il musical. L’Amore quello vero, scritto da Pietro Castellacci, Giampaolo Belardinelli e Achille Oliva, per la regia di Oreste Castagna. «Quest’anno il Festival – spiega fra Giordano Ferri – diventa produttore di un musical. Gli stessi autori del famoso Forza venite gente hanno accettato la proposta di rimettere mano al tema francescano con un taglio e uno stile musicale diversi. Al centro della trama c’è il rapporto tra Francesco e Chiara, inoltre si dà preminenza sia al contesto sociale, sia ai temi del rispetto del creato, della carità, dell’essenzialità e del dialogo con religioni diverse. La prima sarà sabato 29, poi inizierà una tournée in tutta Italia». Di certo la viva testimonianza francescana di Rimini è, poi, la presenza delle donne che hanno scelto di accogliere nella loro vita l’esempio di Chiara. Le clarisse del monastero di San Bernardino accompagneranno con la preghiera l’intero percorso del Festival e in alcuni occasioni diventeranno ospiti accoglienti per quanti vorranno unirsi a loro.  n

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2012: Rimini

Piazza Cavour, cuore del centro storico di Rimini e teatro di alcuni degli eventi del Festival francescano edizione 2012.

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Festival francescano

Il programma

G

li eventi in programma nella tre giorni francescana di Rimini, dal 28 al 30 settembre, sono circa un centinaio, tra conferenze, attività didattiche, spettacoli, momenti di spiritualità, attività di piazza e laboratori. Di seguito alcuni tra gli eventi più significativi.

VENERDÌ 28 settembre l  ore 9.15 Piazza Tre Martiri. Inaugurazione del Festival Francescano. A seguire Francesco Lambiasi, «Le donne nel Vangelo» l  ore 11.00 Museo della Città, Sala del Giudizio. Chiara Frugoni, «Chiara e Francesco: immagini e parole» l  ore 21.15 Piazza Malatesta. Simona Atzori, spettacolo di danza SABATO 29 settembre

l  ore 10.30 Piazza San Bernardino.

Marco Bartoli, «Chiara e le altre»

l  ore 15.00 Piazza Tre Martiri.

Suor Eugenia Bonetti, «Se non ora quando?»

l  ore 17.00 Piazza Cavour.

Lucetta Scaraffia, «Dorothy Day, anarchica, femminista e serva di Dio» l  ore 17.00 Monastero San Bernardino. «Chiara d’Assisi e l’esperienza del corpo nella preghiera», Incontro con le Clarisse l  ore 21.15 Piazza Malatesta. «Chiara e Francesco il musical – L’amore quello vero» DOMENICA 30 settembre

l  ore 11.00 Piazza Cavour.

Celebrazione eucaristica, presiede mons. Francesco Lambiasi l  ore 14.30 Piazza Cavour. Alessandro D’Avenia, «La bellezza sta salvando il mondo» l  ore 15.00 Piazza Tre Martiri. «Alla conquista di uno spazio», con Susanna Camusso, Valeria Piccari, modera Tiziana Ferrario l  ore 17.00 Piazza Cavour. Marina Corradi, «Diario quotidiano»

Per il programma completo e per tutte le informazioni logistiche si veda il sito www. festivalfrancescano.it Messaggero

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nostro Paese a parlare di Francesco e del suo messaggio». In concomitanza con la crescita dell’evento e con il mutamento di scenario, il Festival Francescano 2012 si è inoltre dotato di un comitato scientifico – composto da Marco Bartoli, fra Priamo Etzi, Alberto Melloni, fra Ugo Sartorio e Lucetta Scaraffia – necessario per fissare alcune linee e indirizzi di orientamento, riassunti nel manifesto scientifico scaricabile sul sito www.festivalfrancescano.it.

Chiara d’Assisi una storia da riscoprire Questa IV edizione del Festival pone al centro la figura di santa Chiara, ricordando l’ottavo centenario dal celebre episodio del taglio dei capelli. Era il 18 marzo 1212, la notte dopo la domenica delle Palme, Chiara aveva diciott’anni. Con la complicità della notte, si allontanò di nascosto dalla casa paterna diretta nella piana di Assisi, alla Porziuncola – dove l’attendevano Francesco e i primi frati – per dare un nuovo inizio alla sua vita. La decisione era già presa. A ispirare la fuga della giovane, figlia di Favarone della casata degli Offreduccio e di Ortolana, era stato il desiderio di condividere lo stile di vita abbracciato da Francesco: una scelta che lo aveva portato a svestirsi delle ricchezze, per prendere la povertà come compagna di vita, sull’esempio del santo Vangelo. Così anche Chiara, accogliendo la chiamata del Padre, preferì l’umile saio ai ricchi abiti nobiliari, e si fece tagliare i capelli per consacrarsi alla vita di penitenza. «Ciò che ricordiamo – precisa il professor Marco Bartoli, il quale, oltre a essere membro del comitato scientifico del Festival, è tra i principali conoscitori

della storia clariana – non è l’anniversario della consacrazione, perché di fatto la cerimonia avvenuta alla Porziuncola, pur avendo grande significato religioso, non comportava nessun particolare riconoscimento da parte della Chiesa. Ma ciò non sminuisce quel gesto, al contrario lo rende ancor più significativo, perché quella notte Chiara decise di seguire Francesco, come dice lui stesso, “per vivere la perfezione del Vangelo”. È stata una scelta di fiducia, quindi, al di fuori di un itinerario già tracciato e che in seguito darà vita a uno stile del tutto originale». Femminile, plurale, dunque, indica anche la necessità di liberare la storia della santa da etichette troppo limitanti, per scoprire la quantità di spunti offerti dalla sua vita. Significa comprenderne l’autonomia, persino dall’esempio dell’amico Francesco. Chiara non rimane mera seguace o figura gregaria, ma si distingue in maniera inconfondibile, al tempo stesso senza creare contrapposizioni. Infatti è indubbio che parte del valore evocativo e spirituale dei due santi di Assisi sboccia proprio dalla vicinanza delle loro storie, dal loro rimandarsi e completarsi a vicenda. Il principale aspetto distintivo nell’esperienza clariana, poi, è la sua stabilità ad Assisi, visto che visse nel convento di San Damiano ininterrottamente per quarant’anni. «Chiara – spiega Bartoli – aderisce alla precarietà dell’esperienza francescana pur non condividendone l’itineranza. La sua precarietà è data dal non possedere nulla, nemmeno la casa in cui abita, nemmeno qualche rendita che possa permetterle una tranquillità economica. La sua vita dipende unicamente dal buon cuore di chi le offre qualcosa. In questo senso

fa una scelta parallela a quella di Francesco, abbracciando una povertà reale e molto concreta. La sua condizione di stabilità, però, si spiega in pienezza solo unita alla scelta centrale di vivere tutta l’esistenza in una dimensione di preghiera. Il suo distacco dal mondo non è frutto di disinteresse, anzi Chiara è in prima linea nelle vicende che riguardano la sua città, ma non soltanto: è in contatto con la principessa Agnese di Boemia, che vive a Praga, è interessata a quel che succede in Marocco… È una donna dal vasto orizzonte, che riesce a vivere chiusa proprio perché ha un cuore molto grande». Ma per comprendere Chiara, bisogna anche rendersi disponibili ad abbandonare false idee su di lei. «Questo significa fare una scoperta enorme – sostiene fra Giordano Ferri –. Spesso ad esempio viene ritratta come una donna angelicata, ma leggendo i suoi scritti ci si trova di fronte una figura di una forza incredibile, capace di dire “no” anche al papa, in un’epoca in cui per una donna era già eccezionale solo rivolgere la parola al pontefice». Era il 1228 quando Chiara rifiutò con fermezza la proposta di papa Gregorio IX, che le offriva delle rendite, e otteneva in cambio «il privilegio della povertà», ossia il riconoscimento della sua decisione di non possedere nulla. Ricordare oggi quell’episodio a Rimi-

ni, come in generale ripercorrere la storia di santa Chiara, non è un’azione storica da eruditi: l’intento è invece di innescare un confronto diretto con il 2012. Quella scelta di povertà, nel contesto attuale diventa un pungolo per interrogarsi ad esempio sul rapporto con i beni. «Non si tratta – aggiunge fra Caspoli – di esaltare la povertà come soluzione ai problemi del nostro mondo, ma piuttosto di trovare un’etica che dia la possibilità di usare i beni per quello che sono. Francesco, Chiara e i loro seguaci hanno scelto di non avere nulla di proprio per raggiungere il massimo della libertà. La loro decisione deve insegnarci a utilizzare quanto ci è dato per portare un beneficio a tutta l’umanità, in uno spirito di condivisione».

Le radici francescane di Rimini Al Festival, inoltre, vengono valorizzate le testimonianze dell’influsso francescano nella storia di Rimini. Lo si fa ad esempio con la mostra Gentile Chiara, dove sono esposte le tante opere (tra cui alcune di Guercino, Crespi e Cagnacci) della Pinacoteca civica cittadina, a tema francescano o provenienti da luoghi collegati alla presenza di san Francesco, sant’Antonio, e dei loro seguaci. L’opera di Gentile da Fabriano dedicata alla Madonna con bambino e i santi Francesco e Chiara, presti-

to della Pinacoteca di Pavia, fa da perno all’esposizione che traduce in arte il messaggio dell’intera manifestazione, ossia la valorizzazione di entrambi i santi di Assisi all’origine del carisma francescano. Sempre sotto il profilo culturale, da segnalare è lo spettacolo Chiara e Francesco il musical. L’Amore quello vero, scritto da Pietro Castellacci, Giampaolo Belardinelli e Achille Oliva, per la regia di Oreste Castagna. «Quest’anno il Festival – spiega fra Giordano Ferri – diventa produttore di un musical. Gli stessi autori del famoso Forza venite gente hanno accettato la proposta di rimettere mano al tema francescano con un taglio e uno stile musicale diversi. Al centro della trama c’è il rapporto tra Francesco e Chiara, inoltre si dà preminenza sia al contesto sociale, sia ai temi del rispetto del creato, della carità, dell’essenzialità e del dialogo con religioni diverse. La prima sarà sabato 29, poi inizierà una tournée in tutta Italia». Di certo la viva testimonianza francescana di Rimini è, poi, la presenza delle donne che hanno scelto di accogliere nella loro vita l’esempio di Chiara. Le clarisse del monastero di San Bernardino accompagneranno con la preghiera l’intero percorso del Festival e in alcuni occasioni diventeranno ospiti accoglienti per quanti vorranno unirsi a loro.  n

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2012: Rimini

Piazza Cavour, cuore del centro storico di Rimini e teatro di alcuni degli eventi del Festival francescano edizione 2012.

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Messaggero Cappuccino - Agosto 2012

FESTIVAL FRANCESCANO

Femminile, plurale NEL 2012, UN FESTIVAL ITINERANTE E ALLARGATO

FOTO DI SEBASTIANO SALATI

FOTO DI IVANO PUCCETTI

FOTO DI MAX MORINI

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ltre i confini Il Festival Francescano edizione 2012 allarga i propri orizzonti. È nello spirito dell’evento abbattere molte e variegate barriere; ma chi avrebbe predetto, soltanto quattro anni fa, così bei frutti? Contrariamente alla “formula festival”, che vorrebbe un evento fortemente legato a un territorio circoscritto, il Festival Francescano ha il coraggio di cambiare sede, assecondando una “forma di vita” tipica del francescanesimo, l’itineranza. Dopo tre anni a Reggio Emilia, il Festival si sposta quindi in Romagna, a Rimini, il 28, 29 e 30 settembre. Nato come strumento di nuova evangelizzazione presso i frati cappuccini dell’Emilia-Romagna, negli anni il Festival ha convinto molte altre realtà, fino a diventare nel 2012 un evento patrocinato dai Francescani italiani. Dice padre Francesco Patton, presidente del MoFra (Movimento Francescano) nazionale: «Siamo convinti che questa iniziativa, a Dio piacendo, potrà crescere sempre più nell’ottica di condividere ben oltre i confini regionali un’importante esperienza di comunione per la famiglia francescana, permettendo a un crescente numero di persone di fruire della ricchezza umana, spirituale e di contenuti che la manifestazione offre, rendendo ancora popolare la proposta francescana». Anche il Ministero per i Beni e le di Chiara Vecchio Nepita Responsabile comunicazione Festival Francescano

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FOTO DI ANITA BONFIGLIOLI FOTO DI IVANO PUCCETTI FOTO DI IVANO PUCCETTI

Il filone femminile Tra i contributi che il comitato dà alla manifestazione, c’è quello di approfondire il tema; gradito, crediamo, ai lettori di Messaggero Cappuccino, poiché oggetto di molte e belle pagine su questa rivista. Si legge nel manifesto programmatico: «Femminile, virgola, plurale, tema della quarta edizione del Festival Francescano, indica innanzitutto che esiste nel francescanesimo un filone femminile che si alimenta del fascino di santa Chiara e dell’importante eredità spirituale che da essa discende». Nell’VIII centenario della consacrazione di Chiara d’Assisi, il Festival Francescano si interroga quindi sul “femminile, plurale” in alcune declinazioni. Anzitutto, la “seduzione della povertà”: Chiara aveva scelto in totale autonomia di vivere il vangelo senza compromessi. Così, poco a poco, era diventata una donna libera. Anche di questo parle-

ranno al Festival il francese Jacques Dalarun, già direttore delle ricerche per la storia medievale presso l’Ecole française de Rome e direttore dell’Institut de Recherche et d’Histoire des Textes di Parigi, e Felice Accrocca, sacerdote della diocesi di Latina, docente presso la Facoltà di Storia Ecclesiastica della Pontificia Università Gregoriana e di altri istituti teologici. Per l’attualizzazione del concetto di povertà, specialmente in un tempo di crisi economica, ascolteremo gli interventi di alcune imprenditrici come Valeria Piccari, vicepresiden-te di Confartigianato Emilia-Romagna, e di Susanna Camusso, prima donna ad essere stata eletta Segretario Generale della CGIL. Sul processo di emancipazione delle donne, a partire dalla forma vitae di santa Chiara, sulle donne nel vangelo e nella Chiesa (in particolare a opera di Giovanni Paolo II, il papa del “genio femminile”) interverranno relatori autorevoli e di diversa estrazione. Dai vescovi di Rimini, Francesco Lambiasi, e di San Marino-Montefeltro, Luigi Negri; ai giornalisti Luigi Accattoli e Marina Corradi; sino alla teologa Marinella Perroni, con uno sguardo alle altre religioni con Serena Di Nepi e Shahrzad Houshmand Zadeh.

FOTO DI IVANO PUCCETTI

Attività Culturali appoggia, quest’anno, la manifestazione. Un ulteriore riconoscimento dopo che nel 2011 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva voluto onorare l’evento con una Medaglia di Rappresentanza. Una manifestazione che cresce sente anche il bisogno di fondarsi su basi ancor più solide. Ecco perché è stato nominato un comitato scientifico con il compito di indicare gli orientamenti teologici, culturali e filosofici per la composizione del programma. Tale comitato scientifico è composto da Marco Bartoli, medievista esperto di Chiara d’Assisi; fra Priamo Etzi, rettore della Pontificia Università Antonianum; Alberto Melloni, docente di Storia del cristianesimo; fra Ugo Sartorio, direttore del Messaggero di sant’Antonio e Lucetta Scaraffia, storica che ha approfondito la religiosità femminile.

FOTO DI IVANO PUCCETTI

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FOTO DI IVANO PUCCETTI

FOTO DI MAX MORINI

FOTO DI EUGENIO CARRETTI

FOTO DI MAX MORINI

FOTO DI ANITA BONFIGLIOLI

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Protagonisti e sorprese Sui protagonismi femminili, oggi che il mondo delle donne è ricco di risorse e di promesse, soprattutto laddove non si arrende ad aridi cliché, incontreremo una donna, una suora, che può essere presa come simbolo della forza, della determinazione e della sensibilità femminile: suor Eugenia Bonetti, che, dopo ventiquattro anni in Africa, coordina una rete di 250 religiose che offrono sostegno alle donne e ai minori vittime di violenza e sfruttamento. Forse sedotto dal tema femminile, al centro dell’arte più alta di tutti i tempi, il Festival propone critici di livello come la professoressa Chiara Frugoni, che illustrerà la Pala del Maestro di santa Chiara (Assisi, Basilica di Santa Chiara, 1283), lo statunitense Timothy Verdon, direttore dell’Ufficio Diocesano dell’Arte Sacra e dei Beni Culturali Ecclesiastici di Firenze e del Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore e Philippe Daverio, amatissimo conduttore di “Passepartout” (Rai 3), “Emporio Daverio” (Rai 5) e “Il Capitale” (Rai 3). Sempre di bellezza parleranno anche Alessandro D’Avenia, giovane promessa della letteratura contemporanea con Bianca come il latte, rossa come il sangue (Mondadori,

Milano 2010, pp.254) e Alberto Bertoni, poeta. Da non perdere, inoltre, la mostra “Gentile Chiara”, a cura di fra Antonello Ferretti e di Maura Favali, su opere d’arte sacra da Gentile da Fabriano a Guercino, Cagnacci e Crespi, e gli itinerari francescani che toccheranno Pennabilli, con il Museo Diffuso di Tonino Guerra, poeta che ha più volte rivelato nelle sue opere un forte legame con la figura di san Francesco; i luoghi francescani nella città di Rimini (il Tempio Malatestiano, già chiesa di San Francesco; il monastero di San Bernardino, attuale sede delle Clarisse; il punto presso il ponte di San Giuliano dove si svolse il celebre miracolo della predica ai pesci di sant’Antonio…); la Valmarecchia, percorrendo la stessa strada che fece Francesco nel 1213. Tra le numerose sorprese che il Festival ha in serbo per il suo pubblico, tra musica, spettacoli e tante attività per i più piccoli, tutte rigorosamente nel centro storico della città, ce n’è una in particolare. A trent’anni da “Forza venite gente”, tre dei suoi autori, Pietro Castellacci, Giampaolo Belardinelli e Achille Oliva, ritornano sul tema francescano con “L’Amore quello vero”, un musical di grande qualità e contenuti, in cui il Festival Francescano ha creduto fortemente, tanto da sostenere la produzione dell’inedita messa in scena. In prima assoluta, venti brani di grande impatto musicale ed emotivo, particolarmente curati nella realizzazione strumentale e vocale, in cui la storia di Chiara e Francesco presenta aspetti di grande attualità. L’amore per i poveri, il sacrificio estremo per il prossimo, l’appello accorato alla salvaguardia della natura sono alcuni dei temi forti di questo nuovo, grande spettacolo. Il programma completo è disponibile al sito: www.festivalfrancescano.it

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FESTIVAL FRANCESCANO

Femminile, plurale I

FOTO DI CORRADO MARZULLO

MANIFESTO SCIENTIFICO DELLA QUARTA EDIZIONE DEL FESTIVAL FRANCESCANO

o, liberamente Femminile, virgola, plurale, tema della quarta edizione del Festival Francescano, indica innanzitutto che esiste nel francescanesimo un filone femminile che si alimenta del fascino di santa Chiara e dell’importante eredità spirituale che da essa discende. Un’eredità originalissima, che vive di luce propria, con un’autonomia riconosciuta e del tutto singolare, quindi non solo esplicitazione di un vissuto francescano declinato al maschile. Senza creare per questo contrapposizioni, poiché se Chiara e Francesco sono due nomi che pronunciati separatamente dicono già molto, ognuno

a cura di Ugo Sartorio, Marco Bartoli, Priamo Etzi, Alberto Melloni e Lucetta Scaraffia

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richiamando vicende di altissima qualità spirituale, quando sono pronunciati insieme hanno un valore evocativo inconfondibile e di immediato coinvolgimento: dicono qualcosa di più, con rimando spontaneo a una completezza sorprendente. Non è un caso, quindi, che Chiara ricordi gli inizi della sua avventura umana e spirituale dietro a Francesco sottolineando come la sua scelta avvenne «liberamente». In molti, a cominciare dalla sua famiglia, avevano creduto che lei e le sue compagne fossero state circuite da Francesco. E, invece, la loro era stata una scelta libera, anche se paradossale: da padrone si erano trasformate in serve, da aristocratiche in povere, loro che erano abituate a fare opere di carità erano finite a vivere dipendendo dalla carità altrui. Chiara è quindi una donna che si fa soggetto in un tempo in cui la soggettività femminile era in tutto e per tutto dipendente da quella maschile, e, partendo da qui, senza rivendicazioni di sorta, coglie e sviluppa quella libertà che il vangelo di Gesù Cristo apre ai figli e alle figlie di Dio. Nell’ottavo centenario della consacrazione di Chiara d’Assisi, il Festival Francescano si interroga sul “femminile, plurale” in alcune declinazioni. La seduzione della povertà Chiara aveva scelto in totale autonomia di vivere il vangelo senza compromessi. Così, poco a poco, era diventata una donna libera. Tanto libera che, davanti a papa Gregorio IX che le proponeva insistentemente di accettare possedimenti, sciogliendola perciò dal voto di povertà, rispose: «Santo Padre, dalla sequela di nostro Signore Gesù Cristo neppure voi potete sciogliermi». Oggi, in un tempo di crisi economica che vede lottare contro la povertà intere generazioni che avevano creduto in un benessere in perenne crescita, occorre tornare a interrogarsi sul senso

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dei beni, sul loro uso, soprattutto sul fatto che è andato in crisi il modello unico dell’uomo vorace consumatore. Non potendo soddisfare lo stimolo permanente all’acquisto e al possesso, dobbiamo inventare nuovi modelli di vita. Pensiamo che il cristianesimo, nelle sue parole e soprattutto nella figura dei suoi testimoni di ieri e di oggi, abbia in serbo una profezia praticabile. La forma vitae di santa Chiara Chiara, dopo solo due anni dalla morte, venne riconosciuta santa, l’unica non di sangue reale fra le donne canonizzate nel XIII secolo. Così come fu la prima donna nella storia della Chiesa a scrivere la Regola per le sue monache, poi approvata dai pontefici. L’esempio di Chiara è servito da guida ad altre donne che si possono considerare “francescane” anche se spesso non hanno fatto parte degli ordini fondati da Francesco e Chiara - mistiche, teologhe, poetesse - donne che spesso sono state considerate devianti ed emarginate dalla società, ma che invece i francescani hanno compreso e difeso. Gli esempi più noti e significativi sono Margherita da Cortona, Angela da Foligno, Rosa da Viterbo, Chiara da Montefalco. Esse costituiscono un esempio e una prova del fatto che il cristianesimo ha costituito un terreno fertile per il processo di emancipazione delle donne.

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Modelli femminili: dall’agiografia alla cultura dei diritti E il sogno continua ancora oggi, attivando percorsi di libertà dentro e fuori le famiglie religiose che si richiamano esplicitamente ai due santi. Nel XX secolo, hanno certamente avuto un’ispirazione francescana e clariana figure come madre Teresa di Calcutta, suor Emmanuelle, Madeleine Delbrêl, Dorothy Day, sorella Maria dell’eremo di Campello.

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FOTO DI EUGENIO CARRETTI

FESTIVAL FRANCESCANO

Il cammino di emancipazione delle donne è sempre stato difficile e non si è certo concluso. Resta irrealizzato e molto incerto soprattutto là dove è più labile o assente l’impronta cristiana. Nel mondo occidentale è stata grande e corale, nel secolo scorso e fin da prima, la propulsione che ha spinto all’uguaglianza, soprattutto di diritti, ma è anche stata nitida l’esplicitazione progressiva del pensiero cristiano sull’argomento, in particolare a opera di Giovanni Paolo II, il papa del «genio femminile» (Lettera alle donne, 1995). Nella prima ondata femminista, però, ha prevalso una spinta esasperata ad un’uguaglianza che negava le differenze, appiattendo di fatto il comportamento femminile su quello maschile, di maggior prestigio sociale ed economico. La Chiesa invece ha mantenuto viva l’idea che la differenza femminile avesse un valore e andasse favorita, piuttosto che cancellata.

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Protagonismi femminili: famiglia, politica, lavoro, ministero Oggi il mondo delle donne è ricco di risorse e di promesse, soprattutto là dove non si arrende all’arido cliché imposto dal «tu devi essere desiderabile a tutti i costi», che porta a sfidare ogni concetto di limite; là dove non si lascia emarginare o espellere da un mondo del lavoro ancora troppo discriminante perché calibrato sul paradigma maschile; là dove non cede alla seduzione di una libertà che si fa assoluta prescindendo dal contenuto e dal contesto della scelta; là dove non si scoraggia di fronte a una Chiesa i cui tempi sono a volte troppo lenti nel riconoscere ciò che proprio dalle donne riceve. Oggi il mondo delle donne è in fermento, perché il loro cammino è ancora lungo, nella società, nell’economia, nella cultura, nelle professioni, nelle religioni, nella Chiesa, con un apporto decisivo e plurale.

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Nel prossimo mese di settembre, dal 28 al 30, i francescani torneranno in piazza a Rimini con il quarto Festival Francescano: ci prepariamo ripercorrendo con fotografie le tappe di questo cammino dal primo Festival Francescano, nel 2009. Restando poi nel solco tracciato dal capitolo provinciale dello scorso anno, che ha sottolineato come religiosi e laici stanno tutti sulla stessa barca e insieme la fanno andare, ascoltiamo la voce di Caterina, volontaria presso la Casa Frate Leone di Vignola. Lucia Lafratta

FOTO LANNACE

FOTO DI LUIGI OTTANI

FOTO DI IVANO PUCCETTI

FOTO GHIRARDINI

In piazza a braccia aperte

VIA EMILIA & VANGELO

Messaggero Cappuccino - Maggio 2012

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FOTO DI ALBERTO BERTI

FOTO DI ANITA BONFIGLIOLI

FOTO DI EUGENIO CARRETTI

FOTO CODAZZI

Fratelli è possibile?

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Messaggero Cappuccino - Maggio 2012

FOTO DI IVANO PUCCETTI

FOTO DI IVANO PUCCETTI

FOTO ARCHIVIO FESTIVAL FRANCESCANO

Francesco d’Italia

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LA MANIFESTAZIONE VIENE UFFICIALMENTE RICONOSCIUTA “DI INTERESSE NAZIONALE”

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l Festival, organizzato dai francescani dell’Emilia-Romagna, è già riuscito negli anni passati a coinvolgere innumerevoli realtà provenienti da tutto il paese e diventa, con il nuovo patrocinio, a tutti gli effetti, un evento nazionale, unico nel suo genere. Queste le parole di fra Francesco: «Siamo convinti che questa iniziativa, a Dio piacendo, potrà crescere sempre più nell’ottica di condividere ben oltre i confini regionali un’importante esperienza di comunione per la famiglia francescana, permettendo a un crescente numero di persone di fruire della ricchezza umana, spirituale e di contenuti che la manifestazione offre, rendendo ancora “popolare” la proposta francescana».

La Famiglia Francescana è formata dai tre Ordini costituiti da san Francesco: il Primo Ordine (i frati, circa 5.000 in Italia), il Secondo Ordine (le religiose contemplative, 1.700 presenti in 174 monasteri italiani) e il Terzo Ordine (i secolari, 35.000 coloro i quali hanno pronunciato la professione solenne). La GiFra (Gioventù Francescana) coinvolge i ragazzi dai 14 ai 30 anni e sono numerose anche le congregazioni religiose femminili di vita attiva che si ispirano al carisma francescano (6.500 suore in Italia). Ma il Festival Francescano parla soprattutto ai più distanti, quale nuova frontiera di evangelizzazione per fare arrivare a tutti i valori francescani di fraternità, umiltà, carità, dialogo, pace. Ecco allora che, nel corso degli anni, la manifestazione ha diffuso la spiritualità francescana attraverso le poesie di Alda Merini, le tele ispirate di Guido Reni, il canto dell’israeliana Noa, la musica di Lucio Dalla… Tanti infatti gli ospiti che hanno contribuito a fare luce sulla vicenda terrena del Santo e sulle sue implicazioni per l’Uomo di oggi. L’appuntamento per l’edizione 2012 è a Rimini, il 28, 29 e 30 settembre. fra Francesco Patton, Presidente del Movimento Francescano italiano

VIA EMILIA & VANGELO

Messaggero Cappuccino - Maggio 2012

Il tema del Festival 2012 è “Femminile, plurale” in omaggio a santa Chiara, che ottocento fa iniziava la sua vita consacrata

VERSO IL

Festival Francescano 2012 N. 0 5 M A G G I O 2 0 1 2

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VIA EMILIA & VANGELO

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La capacità di ascoltare le domande espresse e, ancor più, quelle inespresse: ecco la prima impressione che nasce dalla conoscenza delle esperienze raccontate in questa rubrica. Del Festival Francescano abbiamo già parlato, ma ora fra Giordano Ferri dà voce a chi il Festival l’ha vissuto in prima persona e a chi ci si è trovato in mezzo per caso. Dell’intuizione di un sacerdote romano, che ha “inventato” nuovi percorsi per presentare i Dieci Comandamenti ai giovani e anche a chi giovane non è, ci racconta per la prima volta fra Giacomo Franchini. Lucia Lafratta

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mpossibile descrivere «Io non so cosa facciate, ma quando c’è il Festival Francescano in città c’è un clima diverso…». Questo è quanto ci sentiamo ripetere dalla prima edizione del Festival. Per noi è la prova d’aver raggiunto l’obiettivo che ci eravamo dati. È impossibile descrivere “questo spirito”, “questo clima” a chi non è mai venuto in piazza con noi. La speranza (forse la consapevolezza) è che si possa trovare la spiegazione in alcuni passi biblici come: «Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sarò in mezzo a loro»; oppure: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri». Questo articolo vuole essere allora un rendere lode per quanto il Signore ha fatto attraverso le nostre piccole esistenze. Lo facciamo prendendo in prestito le parole di alcune persone che ci hanno lasciato qualche riga di ringraziamento o una testimonianza. Crediamo siano espressione di quanto avvenuto nel silenzio del cuore di tanti altri. Vogliamo iniziare con le parole di un giornalista, Nicola Fangareggi,

L’EVANGELIZZAZIONE DEL FESTIVAL FRANCESCANO NELLE VOCI RACCOLTE DALLE PIAZZE

che nel suo blog ha scritto: «È accaduto che mi sentissi pazzo di Dio. È accaduto che avvertissi il dono della Grazia in forma di innamoramento silenzioso nella natura di Francesco, ad Assisi e a Spello, a diciannove anni per la prima volta e poi ancora altre in età più matura. Ne conservo non solo memoria, ma - come dire - un codice di accesso. (…) Francesco mi portò ad Assisi e la sua energia mi condusse alla scoperta della meravigliosa mistica cristiana. (…) Ancora oggi, quando vi faccio ritorno, il codice d’accesso dà luce verde. E quando accade che nella città in cui vivo, decenni dopo, si organizzi una fiera denominata Festival Francescano, il senso della Grazia riemerge come se non si fosse mai allontanato. Non so quel che faranno, non milito, non partecipo, me ne starò a casa. Mi piace e simpatizzo a prescindere. I frati in piazza mi mettono allegria. Perché torno col pensiero ad Assisi, al figlio ribelle di Pietro di Bernardone, al suo gozzovigliare e alla sua ambizione smisurata, e infine alla folgorazione nel ritorno, ferito in

di Giordano Ferri Segretario generale del Festival Francescano

grida

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Messaggero Cappuccino - Marzo 2012

VIA EMILIA & VANGELO

battaglia, certo depresso, certo pazzo come pazzi devono essere i santi. (…) Ecco. Desideravo condividere questo. Il mio benvenuto ai frati, ai devoti, e soprattutto ai pazzi di Dio, compresi quelli che non sanno di esserlo». (dal sito www.24emilia.com) Oltre ad essere un’occasione per la città e per i lontani crediamo lo sia anche per i tanti religiosi presenti. Ecco la testimonianza di suor Nadia, una giovane suora delle Francescane della Sacra Famiglia: «Festival Francescano: una festa! Festa perché incontro e condivisione con gli altri francescani chiamati a vivere in questo territorio. Festa perché per Francesco ogni incontro con un fratello è motivo di gioia e di lode al “Creatore e Redentore nostro”. Tanti volti: giovani, famiglie, anziani, credenti e non, bambini, polemici, zingari, preti… non mancava nessuno! Il Signore si è fatto incontrare in tanti sguardi diversi. Festa per la presenza e la visita delle nostre consorelle: madre Lina, suor Ornella, suor Daniela, suor Angelina e suor Emanuela». (dal sito www.suoresacrafamiglia.it) Testimoni della gioia Ed ora la testimonianza di Novella appartente all’Ordine Francescano Secolare di Modena, che ha presta-

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to servizio durante i tre giorni della manifestazione: «Vorrei guardare il Festival Francescano da un angolo prospettico diverso, ovvero dal nostro punto di vista, di chi, “francescano” per vocazione più o meno recente, si sente chiamato a partecipare a questo evento. Il Festival Francescano nasce dall’ispirazione (dove lo Spirito è Santo) di poche persone che sanno guardare molto avanti e molto in alto. Sono persone che dedicano moltissimo tempo durante tutto l’anno ad organizzare qualcosa di molto complesso che mette in rete diverse componenti della società: ordini religiosi, istituzioni, mondo della cultura e della politica, volontariato… A tutti noi francescani gravitanti intorno all’Ofs giunge l’invito a partecipare come utenti o come volontari o ambedue a questo grande sforzo collettivo. Quest’anno ho avuto, insieme a molti altri, la grazia di prestare un piccolo servizio e di partecipare a qualche momento formativo e di preghiera. Questo è il mio angolo prospettico. Ero all’infopoint a dare informazioni ma il programma era così ben fatto che più che altro ho venduto a spron battuto magliette e gadget vari. In certi momenti c’era così tanta gente che era difficile raggiungere la taglia o il

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modello richiesto. Il tempo è volato cercando di soddisfare le richieste di tutti. Devo ammettere in tutta onestà che è stato un tempo bello e prezioso. Guardavo i volti delle persone che compravano le magliette valutandone i colori e i modelli e mi sembravano tutti belli, mi sembravano i volti di chi nella vita cerca Gesù, alcuni con la consapevolezza di averlo trovato, altri ancora incapaci di dare un nome alla loro ricerca. Mi sentivo sorella di ognuno di loro, nella stessa ricerca e nello stesso desiderio, con o senza nome». (“Foglietto Avvisi” Ordine Francescano Secolare - Fraternità di Modena - Novembre 2011 Anno LXXXI, n. 1137, p. 1). L’ultima testimonianza la riserviamo a fra Agostino. Ha prestato servizio alla reliquia del sangue del costato di san Francesco. Durante l’esposizione abbiamo avuto il drammatico onore di essere stati visitati dalla martire forse più recente della nostra terra, Rachida Radi: «Ti scrivo per dirti una notizia, da una parte brutta, ma grande è la sorpresa che ho ricevuto. Oggi aprendo il Corriere della Sera ho letto del caso di una donna dei pressi di Reggio Emilia uccisa a martellate dal marito marocchino perché lei

si stava convertendo al cristianesimo: io la conoscevo e l’ho riconosciuta dalla foto. L’ho conosciuta proprio a Reggio Emilia quando ho portato la reliquia del sangue di san Francesco al Battistero. Ricordo come una sera, alla chiusura della chiesa, lei si presenta, sta un po’ in silenzio in preghiera e poi si avvicina e mi chiede cosa era quel reliquiario. In seguito mi dice che lei era musulmana, marocchina, ma che si stava preparando al battesimo. Mi spiegava come aveva conosciuto la Chiesa cattolica prima attraverso la Caritas, ma poi quello che l’ha indotta a fare il passo della conversione era che in chiesa aveva conosciuto amicizie tali, belle e affettuose che non aveva mai sperimentato ed era molto contenta, tanto da dire che per lei era una nuova vita. Non mi ha parlato dei problemi con la famiglia, con il marito, quello che mi ha più colpito era questa sua serenità che provava in questo nuovo cammino verso il battesimo. Era una donna molto semplice e umile». Speriamo di essere in grado sempre di testimoniare il bello e la gioia di credere… Tanti francescani prima di noi hanno portato il vangelo nelle strade del mondo. Chiediamo al Signore che ci dia la forza di continuare con coraggio questo cammino.

VIA EMILIA & VANGELO

Messaggero Cappuccino - Marzo 2012

La piazza centrale di Reggio Emilia, sede del Festival Francescano 2011

FOTO DI IVANO PUCCETTI

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Rassegna stampa Festival Francescano 2012 - Stampa cattolica