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Pardo Live 1 | 8 | 2012

Charlotte Rampling Excellence Award MoĂŤt & Chandon

Pardo Live Partner


Senza pelle | Vincitore del Prix du Public UBS nel 1994 | Anna Galiena, attrice

La giuria siete voi. Aggiudicate il premio, vincete un premio in Piazza Grande. www.pardo.ch/ubs


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Editorial | Day one

News

The Look She is one of the most beautiful women in the world and a magnificent actress. From Visconti to Lars von Trier, from Woody Allen to François Ozon, from Liliana Cavani to Nagisa Oshima, Charlotte Rampling, by turns deadly or vulnerable, has intrigued numerous major filmmakers. It is a great honour to present her with the Excellence Award Moët & Chandon at the opening ceremony of the Festival del film Locarno, a fine start, and on British time (despite the Swiss national holiday) with the world première of a British thriller, The Sweeney starring Ray Winstone. There are worse – and less innocent – ways of inaugurating the 65th edition of Locarno than to invite an actress world renowned for her beautiful eyes and her mysterious look. She’s been nicknamed “The Look” as was Lauren Bacall before her. Are not Charlotte Rampling’s eyes the most splendid symbol

of the powers of fascination cinema and its artists exert over millions of viewers? If the eyes are a mirror of the soul, cinema is, like Stendhal’s definition of the novel, a mirror one takes along on the journey. At Locarno this journey looks more like numerous side roads than a single express highway. Cinema is a mirror filmmakers offer us, but it is also a window onto cultures, horizons and issues that are not necessarily our own. It is up to us to open our eyes and minds over the next eleven days. (Olivier Père)

Più Pardo Live per tutti Il racconto del Festival in tempo diretto. Ma anche il Festival dei vostri racconti e dei vostri interventi. Al motore multimediale di Pardo Live quest’anno abbiamo aggiunto qualche cavallo in più, potenziando la presenza, il dialogo e l’interazione sui social network. Tutto in nome di quell’”esperienza Locarno” che da sempre cementa solide community di appassionati, innescando altre piazze virtuali di incontro. Pardo Live infatti non è soltanto il giornale cartaceo che avete nelle mani. Non è soltanto un sito www.pardolive.ch aggiornato in tempo reale. E non è solo una web-tv con un palinsesto che trasmette in diretta gli incontri al Forum o le presentazioni serali in Piazza Grande. Pardo Live è il gran giro di giostra che grazie a Twitter (#Locarno65, #PardoLive, #iPardo) e a Facebook (FilmFestivalLocarno) offre alle vostre facce e alle vostre parole l’opportunità di salire a bordo nella grande narrazione dell’eventi. (Lorenzo Buccella)

Photo of the day

News

Incontri ravvicinati del migliore tipo Finalmente il piacere di conversare di cinema con chi il cinema lo fa. Senza barriere divisorie. Sono infatti numerosi gli incontri e le tavole rotonde in programma, aperti a tutto il pubblico festivaliero con un gustosissimo, doppio appuntamento previsto per giovedì 2 agosto allo Spazio Cinema (Forum): la conversazione con l’attrice Charlotte Rampling – presentata dal Direttore artistico Olivier Père e fissata per le 10.30 – e quella con la regista Naomi Kawase, introdotta da Jean-Michel Frodon e programmata alle 13.30. (Mattia Mattia Bertoldi Bertoldi)

The arrivals of the day, thanks to SWISS

Cate Shortland, director Jean-Pierre Bekolo, director C. F. Camara, director David Constantin, director Daouda Coulibaly, director Mati Diop, director

Elke Gazzara Kou Sakai, director Charlotte Rampling, actress Marina Razbezhkina, director Saskia Rosendahl, actress Barnaby Southcombe, director

In treno all’evento e prevendita alla stazione FFS.

Head of editorial team Lorenzo Buccella Graphic design Simon Smeraldi Alessandra Angelucci Luca Spinosa Writers Boris Sollazzo Massimo Benvegnù Jørn Rossing Jensen Mattia Bertoldi Mark Peranson Manlio Gomarasca Cristian Gomez Guest photographers Xavier Lambours Chiara Mirelli Marta Ferranti (assistant)

Photographers Reto Albertalli Gabriele Putzu (TiPress) Ivana De Maria-Timbal (Marco Abram, Massimo Pedrazzini, Silas Vanetti) Editorial assistant Sara Groisman Advertising Arianna Cattaneo Publicitas Print Salvioni Arti Grafiche, Bellinzona


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Vogliamo tutto il meglio del cinema. Tom, Anna, Roger: appassionati di cinema

o ogistic l r e n t r e par ocarno Sponso al del film L tiv del Fes

La nostra passione per il cinema entusiasma ogni anno oltre 280’000 spettatori.

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Charlotte Rampling Focus

Forse bisogna partire proprio da lì. Da quello sguardo magnetico che è entrato nel profondo dell’immaginario cinematografico al pari di poche altre come la Dietrich o la Garbo. Su Charlotte Rampling (Excellence Award – Moët & Chandon) aveva avuto ragione un grande saggio del cinema come Luchino Visconti. Siamo all’epoca della Caduta degli dei. La giovanissima Rampling ha il ruolo di Elisabeth Thallman con una evidente disparità anagrafica, ma lui la tranquillizza: quello che conta è quello che sta dietro gli occhi e dietro i tuoi occhi c’è nascosta qualsiasi età. E forse sta davvero lì il segreto di una dote camaleontica come quella che ha scortato l’attrice britannica nelle sue varie stagioni cinematografiche. Fedele a se stessa e al suo occhio conturbante, ma sempre disposta a sparigliare le carte, fin dalla sua prima entrata in scena. Il suo esordio infatti è già la storia di un manifesto generazionale. È il 1965 e il film The Knack ...and How to Get It di Richard Lester, vince la Palma d’oro a Cannes. È la ragazza fatale e disinibita che dà corpo e sensualità alla Swinging London o, come vien detto, la più fotografata d’Inghilterra. Una bellezza, la sua, che riesce a mantenersi negli spazi

Sous le sable (2000)

Il portiere di notte (1974) chiaroscurali dell’ambiguità, lungo una linea di tangenza dove si incontrano erotismo e freddezza, spigolosità ed eleganza. Ne dà subito prova, anche quando si trasferisce in Italia dove finisce alla corte di Luchino Visconti. Ed è sempre in Italia che nel 1974, Liliana Cavani le propone una scommessa che sembra andare al di là di una siepe più che spinosa. È possibile mantenere la stessa carica erotica nel luogo più crudele e brutale del secolo scorso? Grazie alla performance di Charlotte Rampling Il portiere di notte diventa un caposaldo - scandaloso all’epoca - della storia del cinema. Lei,

nel ruolo di Lucia, scampa allo sterminio nazista attraverso un rapporto sadomasochista con il suo carceriere nazista dentro il campo di concentramento. Ed è proprio sulla scia di questo rapporto vittima-carnefice che nasce e cresce il piedistallo del mito, corroborando lo statuto di una Rampling sex-symbol a tinte noir. La sua silhouette a seno nudo e bretelle, guanti e cappello da ufficiale delle SS, mentre cinguetta la canzone di una Dietrich perturbante, diventa emblema e matrice per i suoi personaggi a venire. Spesso giocati sul crinale androgino di una compostezza curata ma

mai rassicurante. Sia che reciti accanto a Fred Astaire e Philippe Noiret in Un taxi mauve sia che finisca sotto lo sguardo di mauve, Woody Allen in Stardust Memories (1980) o sia che partecipi con James Mason e Paul Newman in The Verdict (1982). Tanto più che il 1986 è l’anno di un’altra scelta spiazzante della Rampling. Quella di Max, mon amour di Nagisa Oshima dove lei vive in prima persona la parabola grottesca di un innamoramento verso uno scimpanzé. E ancora una volta, è lei la prima a confermare se stessa in una vocazione in grado di schivare le scorciatoie di ruoli facili, da copertina glamour, preferendo indirizzarsi verso registi effervescenti e atipici. Ed è impossibile passare al setaccio in un solo articolo la versatile galleria di ritratti femminili da lei interpretati, anche perché la Rampling continua a essere la musa prediletta della nuova generazione di autori francesi. Da François Ozon a Laurent Cantet, o per parlare in flash filmici, dall’agiata donna che rimuove la scomparsa del marito (Sous le sable) alla scrittrice turbata di Swimming Pool, passando per la vacanziera da turismo sessuale (Vers Vers le sud sud). Una donna enigma il cui fascino sfida il tempo perché lei stessa sa usare il tempo per renderlo parte del racconto. (Lorenzo Buccella)

Conversation with Charlotte Rampling Spazio Cinema (Forum), il 2 | 8 | 2012, ore 10.30


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Mr Winstone, welcome to Locarno. Your new film, The Sweeney, is not only the opening film of the Festival, it is also showing here as a World Premiere. Are you excited? You know, I haven’t seen it yet, I have only seen a rough cut, so I am looking forward to sitting down with the audience and watch it myself! I didn’t realize it was an

Non vedo l’ora di sedermi con il pubblico e guardare il film in Piazza Grande! Sarà un’esperienza eccitante

Both Tim Roth and Gary Oldman picked you as their lead actor for their debut film as directors... I had such a great time working with these boys. We were pretty much on the same wavelength, as we had all previously worked for (late British TV director) Alan Clarke, who taught me to wind your neck and play for the love of play. Gary and Tim are not only great actors, but great directors. I was given carte blanche, and it made me a better actor.

Ray Winstone 5 questions to Ray Winstone – British Cinema’s favorite tough guy. Worked with Minghella, Loach, Scorsese, Spielberg. Hackney-native, trained boxer and father of three.

open air cinema, it will be very interesting to see how it will come across in the open air, and... there are thousands of seats! It’s quite exciting down here. You actually worked as an extra in the original TV show “The Sweeney” which inspired this film... My very first job! I was in college, and at the time this show was very iconic in England, as it was the very first TV production to be shot “down and dirty”, on the streets, with this great actor John Thaw in the lead role. So it definitely went full circle for me, from being an extra to play the main part. And what did you personally bring to the character of Jack Regan? My charm, my good looks! Well, that’s really for other people to judge. But I think I brought a bit of contemporary London, a bit of the World today, what is gritty, what it means to be honest in 2012. I couldn’t play it the way John did it in the Seventies, he was fantastic and pretty much ahead of his time.

Il bello di questo mondo è che lavori sempre con gente nuova, ogni film rappresenta una sfida inedita

You worked with some of the finest filmmakers... any career wishes you still want to fulfill? It’s been a rollercoaster ride. I had not really started doing the job I wanted to do until I was forty, and then all a sudden it’s Spielberg, Scorsese and all these new great directors. I wanna work with new talent, every film is a new challenge, and the great thing about this industry is that you always work with new people, and anywhere in the world they all love the fact that they are making movies… (Massimo Benvegnù)


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Piazza Grande

E in principio, un brivido da poliziesco britannico The Sweeney è l’adattamento cinematografico di una serie poliziesca inglese degli anni Settanta estremamente popolare in Gran Bretagna. La serie mette in scena un duo di poliziotti della volante (soprannominata «The Sweeney» in gergo cockney) della polizia londinese dai metodi poco ortodossi che spesso, nel corso di indagini e missioni difficili, prende le distanze dalla legge: il veterano Jack Regan e il giovane George Carter. La serie aveva rivoluzionato il genere grazie al realismo, alla violenza e al pessimismo che la animavano, nel solco di noir inglesi quali Carter di Mike Hodges o Il sanguinario di Hickox, che allora trionfavano sugli schermi. Nick Love (The The Football Factory Factory, 2004; Outlaw Outlaw, nervoso film d’azione su una banda di giustizieri nel 2007) è anche coproduttore di due gioielli del cinema di genere britannico, Bronson e Monsters. Con The Sweeney Sweeney, Nick Love ritrova la ricca tradizione del film poliziesco inglese. Dura, tesa, la pellicola si iscrive nel solco dei thriller «hard boiled» che non hanno nulla da invidiare ai loro omologhi americani; lo dimostra l’impressionante scena della sparatoria tra gangster e forze dell’ordine dopo una rapina nel cuore di Londra, che inevitabilmente richiama quel pezzo da antologia che è Heat – La sfida di Michael Mann. Ma il fiore all’occhiello di The Sweeney resta l’interpretazione di Ray Winstone, nella parte del protagonista Jack Regan. Questo cockney purosangue dall’imponente statura di zoticone si è fatto conoscere all’età di 22 anni, nel 1979, comparendo in due film culto del cinema inglese: Quadrophenia di Franc Roddam, sui mods di Brighton (musica degli Who) e soprattutto Scum, il capolavoro di Alan Clarke, in cui interpretava un giovane delinquente incarcerato in un riformatorio disumano. (Olivier Père)

The Sweeney Piazza Grande, il 1 | 8 | 2012, ore 21.30

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L’attore

“Get your trousers on – you’re nicked”

Since UK director Nick Love screened The Football Factory on the Piazza Grande in 2004, he has been working on The Sweeney Sweeney, which he never thought would be high art enough for the Festival del film Locarno. But here it is for this year’s opening - a 2012 feature from the 1970s’ coppers television show. UK writer-director Nick Love remembers The Sweeney as a television show from the 1970s which he was occasionally allowed to watch when he was well-behaved and had done his home work. Armed and dangerous, the London Flying Squad always got the results. Love was not 10. “In England it had an iconic status – it meant a lot to people. The British culture of cops and robbers, or rather police, not so much the criminals, is very mondaine, and there was something about The Sweeney which made them quite dangerous and cutting-edge. They would be one of the very few occasions to make a highly-dramatic action movie in the UK,” he recalled. After The Football Factory Love was approached by a US studio which wanted him to make the feature version of The Sweeney – “but there was always one problem – The Sweeney was well-known in England, but not in the rest of the world. The project eventually returned to Europe.” Scripted by Love with John Hodge, starring Ray Winstone – who was in an episode of the original show – Ben Drew and Hayley Atwell, the 2012 movie is not a period piece. “There would be no point to that, this film is very contemporary, almost post-modern.” “What I kept from the television series is mostly the spirit – the names of two protagonists are the same, also their boss, the characters are still quite irreverent and off-thewall, they have their own way of doing things, and are not interested in any kind of police bureaucracy.” “The centre piece of the film is a gun battle on Trafalgar Square, which has always been there – it took more than a year to plan, it is not even the most emotional scene, but I never let go of it. I also used Winstone’s line from the original show when he catches a criminal with only his pants on: ‘Get your trousers on – you’re nicked.’ It will make old fans laugh,” he concluded. ((Jørn Rossing Jensen)


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Great emotions on the Piazza Grande. With Swisscom at the Festival del film Locarno. Every year in August, Locarno is transformed into an eldorado for film buffs from around the world. Swisscom is supporting the film festival as main sponsor for the 16th time. There will be a happy ending this year for the director Leos Carax, who will be presented with the Pardo d’onore Swisscom for his life’s work. www.swisscom.ch/locarno


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Concorso internazionale

A familiar song from Mexico

Nicolás Pereda makes films where fiction, documentary, and experimentalism coexist, often in the same scene, often in the same take. To date, he has mostly worked with that Mexican axiom of cinema, Gabino Rodríguez, and Teresa Sánchez, who play mother and son; reunited in Pereda’s latest, their partnership is expanded with the addition of the third variable of the family unit: the father. Los mejores temas takes on a

theme of parental responsibility that’s typical of Mexican culture; it deals with the ramifications of the father’s return home after having split decades earlier. But shooting his interiors in cramped widescreen, Pereda has chosen a form for this subject that deals up front with the privileging the processes of representation; he’s interested in spurring on a discussion about reality, and how we as viewers relate to it. Why are there

two fathers? How much of the dialogue consists of the actors speaking as their characters, and how much are the actors talking about themselves? What exactly is going on here? Scenes are repeated, with slight changes—linked by bursts, naturally, of Bach’s Goldberg Variations. Rehearsals are filmed, and written “rehearsals” are filmed, to the point that the characters—sometimes playing themselves—reach an emotional rawness. The title Greatest Hits comes from the CD that Gabino sells, whose endless list of romance songs he repeats throughout the film as an incantation, but it’s also an acknowledgement from Pereda that after this “best of” package, he’s primed for change. (Mark Peranson)

Los mejores temas Auditorium fevi, il 2 | 8 | 2012, ore 14.00

Concorso internazionale

Romantica e transgender, ma soprattutto lupa Il cinema fantastico ha spesso funzionato da scatola magica per portare sullo schermo tempeste fisiche e psicologiche scatenate da un colpo di fulmine o dai primi turbamenti sessuali. Come dimenticare Cat People (Il bacio della panter pantera, versioni di Jacques Tourneur e di Paul Schrader) in cui la paura femminile della perdita della verginità è associata alla maledizione di trasformarsi nel nero felino? Qui, il caos sentimentale in cui la scoperta del grande amore e soprattutto la rivelazione di una possibile omosessualità gettano la newyorchese Diane (una strepitosa Juno Temple) è tale da indurre trasformazioni corporee che richiamano la licantropia. L’oggetto del desiderio e del turbamento di Diane è la bella Jack (Riley Keough, una rivelazione), giovane androgina – come lo indica il nome. Il nuovo film di Bradley Rust Gray (The Exploding Girl, 2009), una bella vicenda sentimentale e urbana, sperimenta i piaceri

dell’ibridazione e della metamorfosi, in senso stretto e in senso lato. Questa commedia romantica transgender si muove tra realismo e onirismo (le inquietanti sequenze di animazione con il “lupo mannaro” affidate ai fratelli Quay), erotismo e iconografia sentimentale al ritmo della hit del 1983 del gruppo vocale inglese Flying Pickets, Only You. Sembra che quest’anno Kylie Minogue abbia un forte interesse verso il cinema indipendente, perché dopo Holy Motors di Leos Carax (Pardo d’onore Swisscom 2012) la ritroviamo in Jack and Diane nella parte della lesbica tatuata, ben lontana dalla sua immagine di pop star glamour e sofisticata. (Olivier Père)

Jack and Diane Auditorium fevi, il 2 | 8 | 2012, ore 16.15

Fondazione Bally per la Cultura ricerca ogni anno un artista ticinese attivo nel campo delle arti figurative (pittura, scultura, fotografia e grafica) che avrà l’opportunità di essere sostenuto e supportato a livello internazionale da uno dei Brand più famosi nel settore del lusso. Inviate la vostra candidatura a:

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Concorso Cineasti del presente

Votando e cantando No Putin, No Cry Chi si costruisce in casa trampoli di legno per portare in alto la propria ribellione. Chi, invece, con la stessa volontà, si issa sul cornicione di un palazzo del centro di Mosca per srotolare uno striscione. O chi, ancora, come le colorate Pussy Riot, fa dello sberleffo in una chiesa ortodossa una denuncia in salsa femminista-punk. Tu chiamale, se vuoi, elezioni. Solo che stavolta salta la placida routine democratica per slittare nel nevischio dell’ultimo inverno russo. Il tutto scottato da quell’arcipelago di proteste popolari che si schierano contro la rielezione di Vladimir Putin. Con il vasto timore di brogli, che sotto lo sguardo degli osservatori internazionali e di un inflessibile cordone poliziesco ha fatto scendere lungo il perimetro del centro di Mosca un impetuoso girotondo di persone allacciate mano nella mano. Parte in sostanza da lì, il documentario corale Winter, Go Away! con cui si sono pedinati eventi e dietrole-quinte che hanno scheggiato i due mesi precedenti al 4 marzo 2012, il giorno fatidico delle urne. A compattare questa copertura a occhio d’ape, una pattuglia agguerrita di dieci registi diplomati alla

PELLETTERIA GABY by Gaby Scettrini Scuola di cinema e teatro documentario di Marina Razbezhkina a Mosca. Riprese in tempo diretto e montaggio serrato per un racconto che non rimane negli argini magri della testimonianza, ma va più in là, perché capace di bypassare l’attualità, annodando alla cronaca dei fatti gente, volti, conversazioni e scontri che diventano un ritratto aggiornato di quella famosa “anima russa”. Là dove l’adrenalina del presente si mischia a disillusioni e nostalgie di altre epoche, fino a quando nello spoglio e nella lettura delle schede nelle urne lo scrutatore non va avanti imperterrito con la litania di un Putin… Putin… Putin… (Lorenzo Buccella)

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Winter, Go Away! La Sala, il 2 | 8 | 2012, ore 11.00

Fuori Concorso

On the last curve of a goodbye A video diary which becomes intimate elegy and takes leave of life. A close shot of the last curve of the existence of an adoptive mother, an old woman who arrived at her 95th year of life. A goodbye made of pictures and confessions which perfectly represents the movie portrait Chiri, Chiri directed by one of the most surprising and experimental Japanese directors of the last years – Naomi Kawase – to whom the Festival del film Locarno dedicates a retrospective in the new section Histoire(s) du cinéma. Chiri Chiri, in fact, is only the last step of a filmographic journey who has always been based on a delicate, autobiographical matrix. From the emptiness the same Kawase felt – she was born in the absence of the parents – to the fulfillment guaranteed by the aunt of her mother who did not have sons and took care of her since the very first days, when she was already 65 years old. The wait of

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the imminent death of this “grandmother” offers the filmic space to present the limits of the old age composed by small, aesthetical details and the touching amount of minutes which it is still possible to spend together. It is the remnant of daily habits that have not future anymore, but are counterbalanced by the seal of the past which will not make these memories dim. The power of this account blends with a contemplative and domestic spirit going through themes and styles which have marked Kawase’s whole production. From her debut movie, Moe no suzaku (Caméra d’or at the Cannes Festival in 1997) to an alternation between fiction movies, documentaries and works like Mogari no mori (The Mourning Forest Forest) which was awarded with the Grand Prize of the Jury in 2009, always in Cannes. Last but not least, the important appearances in Locarno with Tarachime (2006) and the two 2009 projects Koma and Kataku no hito. (L. B.)

Chiri PalaVideo, il 2 | 8 | 2012, ore 11.00

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2 | 8 | 2012 09.00 Cinema Ex*Rex & 10 | 8 | 2012

10.30 Cinema Ex*Rex & 10 | 8 | 2012

11.00 La Sala & 3, 4 | 8 | 2012

Retrospettiva Otto Preminger

Die grosse Liebe

11.00 Teatro Kursaal

Dir.: Otto Preminger Austria · 1931 · 35 mm · Black and White · 77’ · o.v. German

Histoire(s) du cinéma: Cinema svizzero riscoperto

Die neue Wohnung.

14.00 La Sala & 3, 4 | 8 | 2012

Version SWB

Anatomy of a Murder

Dir.: Otto Preminger USA · 1959 · 35 mm · Black and White · 160’ · o.v. English Introduced by Elke Gazzara

Dir.: Damian Walshe-Howling Australia · 2012 · DCP · Color · 18’ · o.v. English · Subt. French, Italian

Version Atelier Richter

Winter, Go Away!

Dir.: Elena Khoreva, Denis Klebleev, Askold Kurov, Dmitry Kusabov, Nadezhda Leonteva, Anna Moiseenko, Madina Mustafina, Sofia Rodkevich, Anton Seregin, Alexey Zhiriakov First feature Russia · 2012 · Beta digital · Color · 79’ · o.v. Russian · Subt. English, French

Dir.: Hans Richter Switzerland · 1930 · 35 mm · Black and White · 28’ · o.v. German · Subt. English, French

Distants

Die Börse als Barometer

Ismael

Dir.: Janno Jürgens Estonia · 2012 · DCP · Black and White · 24’ · o.v. Estonian · Subt. English, French Dir.: Sebastián Hofmann Mexico · 2012 · 35 mm · Color · 7’ · no dialogue

der Wirtschaftslage Dir.: Hans Richter Switzerland · 1939 · 35 mm · Black and White · 21’ · o.v. German · Subt. English, French

11.00 Auditorium fevi & 3| 8 | 2012

Serce do walki

Suspended

Die neue Wohnung.

Concorso Cineasti del presente

Concorso internazionale 1 (Battleheart) Dir.: Tomek Matuszczak Poland · 2011 · Beta digital · Black and White · 24’ · o.v. Polish · Subt. English, French

Dir.: Hans Richter Switzerland · 1930 · 35 mm · Black and White · 27’ · o.v. German · Subt. English, French

Retrospettiva Otto Preminger

Pardi di domani

Mirakel utmed riksväg 43 (The Route 43 Miracle) Dir.: Ronnie Sandahl Sweden · 2012 · DCP · Color · 14’ · o.v. Swedish · Subt. English, French

Appellations Suisse

Bon voyage

Dir.: Fabio Friedli Switzerland · 2011 · 35 mm · Color · 7’ · no dialogue

14.00 PalaVideo & 10 | 8 | 2012

14.00 L’altra Sala

Retrospettiva Otto Preminger

Skidoo

Dir.: Otto Preminger USA · 1968 · DVD · Color · 97’ · o.v. English Open Doors Screenings

Il va pleuvoir sur Conakry Dir.: Cheick Fantamady Camara Guinea/France · 2007 · 35 mm · Color · 113’ · o.v. French/Malinké/Susu · Subt. English

11.00 PalaVideo & 3 | 8 | 2012

Die Kinder vom Napf

Fuori concorso

Dir.: Alice Schmid Switzerland · 2011 · DCP · Color · 91’ · o.v. Swiss German · Subt. English

Chiri

(Trace) Dir.: Naomi Kawase Japan/France · 2012 · DCP · Color · 45’ · o.v. Japanese · Subt. English

14.00 Auditorium fevi & 3, 4 | 8 | 2012

Concorso internazionale

Los mejores temas Dir.: Nicolás Pereda Mexico/Canada/Netherlands · 2012 · 35 mm · Color · 103’ · o.v. Spanish · Subt. English, French

Discover Ticino with the combined offers from PostBus www.postbus.ch/leisureclick

16.15 Auditorium fevi & 3, 4 | 8 | 2012

Concorso internazionale

Jack and Diane

Dir.: Bradley Rust Gray USA · 2011 · DCP · Color · 106’ · o.v. English · Subt. French, Italian


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16.15 La Sala

Premi speciali: Leos Carax

Mauvais sang

18.30 L’altra Sala

Dir.: Leos Carax France · 1986 · 35 mm · Color · 116’ · o.v. French · Subt. English

16.15 PalaVideo

Histoire(s) du cinéma: Dino Risi ritrovato

Verso la vita

Dir.: Dino Risi Italy · 1946 · Beta digital · Black and White · 12’ · o.v. Italian

Histoire(s) du cinéma: Naomi Kawase

21.00 Cinema Rialto 1 & 7 | 8 | 2012

21.00

Embracing

PalaVideo

Dir.: Naomi Kawase Japan · 1992 · Beta SP · Color · 40’ · o.v. Japanese · Subt. English

Histoire(s) du cinéma

Gazzara

Dir.: Joseph Rezwin USA ·2012 · DCP · Color and Black and White · 94’ · o.v. English · Subt. French Open Doors Screenings

Chocolat

Dir.: Claire Denis France/Germany/Cameroon · 1988 · Beta digital · Color · 105’ · o.v. French/English · Subt. English

Katatsumori Dir.: Naomi Kawase Japan · 1994 · Beta SP · Color · 40’ · o.v. Japanese · Subt. English

16.30 Cinema Ex*Rex

Retrospettiva Otto Preminger

Daisy Kenyon

Tigullio minore

Dir.: Otto Preminger USA · 1947 · 35 mm · Black and White · 99’ · o.v. English · Subt. French Followed by a discussion with Miguel Marías

18.30 La Sala

Dir.: Dino Risi Italy · 1947 · Beta digital · Black and White · 9’ · o.v. Italian

La provincia dei sette laghi

Fuori concorso

I, Anna

21.15 La Sala

Mekong Hotel

Dir.: Dino Risi Italy · 1948 · Beta digital · Black and White · 10’ · o.v. Italian

Dir.: Barnaby Southcombe First feature United Kingdom/Germany/France · 2012 · DCP · Color · 93’ · o.v. English · Subt. French

Dir.: Apichatpong Weerasethakul United Kingdom/Thailand/France · 2012 · DCP · Color · 57’ · o.v. Thai · Subt. English, French

La fabbrica del Duomo Dir.: Dino Risi Italy · 1949 · Beta SP · Black and White · 10’ · o.v. Italian

I film delle giurie: Concorso Cineasti del presente – Yuhang Ho

1848

Dir.: Yuhang Ho Hong Kong · 2011 · Beta digital · Color and Black and White · 21’ · o.v. Mandarin · Subt. English

Open Verdict

Dir.: Dino Risi Italy · 1949 · 35 mm · Black and White · 11’ · o.v. Italian

18.30 PalaVideo

21.30 I film delle giurie: Pardi di domani – Isabelle Mayor, Robin Harsch

Piazza Grande

La Ménagerie de Betty

Les Cheveux courts, ronde, Dir.: Robin Harsch Switzerland · 2012 · Beta digital · Color · 29’ · o.v. French · Subt. English

19.00

23.30 Cinema Ex*Rex & 8 | 8 | 2012

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Lifetime Achievement Award to Alain Delon

Lore

Dir.: Cate Shortland Germany/Australia/United Kingdom · 2012 · DCP · Color · 108’ · o.v. German · Subt. English, French

Dir.: Isabelle Mayor Switzerland/France · 2010 · Beta digital · Color · 29’ · o.v. French · Subt. English

Cinema Ex*Rex & 7 | 8 | 2012

I film delle giurie: Concorso internazionale – Concorso Cineasti del presente – Luciano Rigolini

Retrospettiva Otto Preminger

Fallen Angel

Dir.: Otto Preminger USA · 1945 · 35 mm · Black and White · 97’ · o.v. English · Subt. French

Retrospettiva Otto Preminger

Such Good Friends

Dir.: Otto Preminger USA · 1971 · 35 mm · Color · 101’ · o.v. English

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Pardo Live

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Retrospettiva Otto Preminger

Otto Preminger: a cinema of “eternal becoming” critic Miguel Marías, who will meet the audience at the Cinema Ex*Rex after the screening of Daisy Kenyon, an unstoppable melodrama in which a trio of formidable actors, Joan Crawford, Dana Andrews, and Henry Fonda, play a sophisticated round of romantic and emotional musical chairs - a metaphor for seduction and a emblematic of Otto Preminger’s cinema of “eternal becoming”. (Carlo Chatrian)

VIENNALE-TRAILER 2008, JEAN-LUC GODARD, «UNE CATASTROPHE», F/A 2008

Following the Taken as a whole, Preminger’s filmography elegant black and offers an extraordinary cross-section if white of Ernst America and at the same time charts a Lubitsch and the shift from the height of the great studio lively colours of period to a committed and independent Vincente Minnelli, cinema: of which the films in these first the Festival’s few days are a fine example. The formally incursion into film impeccable and enigmatic Angel Face is history continues with a director who is set against the more panoramic scope of more difficult to categorise or define, Anatomy of a Murder and In Harm’s Way. but just as fascinating. Equally at ease As with previous retrospectives, with (film) noir (appropriately enough, once again this year, screenings are the retrospective screens these at night) accompanied by discussion. This beginning as with a more colourful ambiance (here, on Wednesday at 16.30 with the Spanish primacy should definitely go to Skidoo), Otto Preminger has everything to enthuse the Locarno audience: the relevance of the subjects he tackles, an original approach to storytelling, using camera moves as a narrative device, and confident direction of actors. As an opener to this world that eschews certainty and combats prejudice, we present Carmen Jones, a personal reversioning of Mérimée with an all-black American cast, including the great Harry Belafonte who will be with us for a few V12_Ins_pardo news_V12 27.07.12 01:47 Seite 1Bonjour tristesse days on the lakeside.

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August 4, 2012, 4.15 pm, La Sala


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Pardo Live

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Histoire(s) du cinéma

Dino Risi e i ritrovamenti d’autore Negli Archivi della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano sono stati ritrovati cinque “corti” diretti nell’immediato dopoguerra dal giovane Dino Risi. Il più sorprendente è 1848: realizzato in collaborazione con Alberto Lattuada e Giorgio Strehler (che aveva appena fondato il Piccolo Teatro di

Milano) per commemorare il centenario delle Cinque Giornate, l’insurrezione di Milano contro gli austriaci, il film a soggetto mostra, tra l’altro, per la prima volta sullo schermo una giovanissima e bellissima Lucia Bosè. Tra gli altri titoli, spiccano Verso la vita del 1946, sul

recupero dei bambini abbandonati in una Milano distrutta dai bombardamenti, e La fabbrica del Duomo, che mostra i complessi lavori di restauro del Duomo di Milano. Ma anche nei documentari più illustrativi, come Tigullio minore o La provincia dei sette laghi laghi, su Varese, il giovane Dino Risi dimostra un’immediatezza di sguardo sia nel cogliere i gesti e i volti dei personaggi, sia nel tratteggiare una situazione o un paesaggio, che ritroveremo nei suoi film maggiori. L’insieme di questi “corti”, identificati e restaurati dall’Archivio Nazionale Cinema Impresa del Centro Sperimentale di Cinematografia, contribuiscono ad arricchire il ritratto di Dino Risi, facendone – prima di diventare il maestro della commedia - uno dei grandi documentaristi italiani dell’immediato dopoguerra. (Sergio Sergio Toffetti Toffetti)

1848

Verso la vita L’altra Sala, il 2 | 8 | 2012, ore 18.30

Bar Magnolia @ Spazio RSI Bistrot Teatro Paravento Fashion 2Shé La Rinascente Loft La Rotonda del Festival Cinebar Swisscom Oasi Casablanca Max Way Lido Patriziale di Ascona Teatro La Cambusa Rivellino Garden Club Seventy7

Info From coffee, reading the newspaper to “aperitivo” and on to cocktails in the wee small hours of the morning – all in all there are twelve places where you can wine and dine or just go out on the town; they are all linked together for the eleven days of the Festival under the name Pardo Way, catering to all tastes almost around the clock.

La Rinascente Loft

Teatro La Cambusa

Festival Garden & Lounge

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Bar Magnolia @ Spazio RSI

Oasi Casablanca Absolute Lounge

Music bar

La Rotonda del Festival

Rivellino Garden Café littéraire

Bistrot Teatro Paravento

Max Way

Magico giardino con concerti

Cosmopolitan, colazione e aperitivo

Fashion 2Shé Aperò & after movie Cocktail

Cinebar Swisscom

Club Seventy7

Short Film Lounge

The place to pleasure your night

Lido Patriziale di Ascona


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Waiting for the Festival

h 09.01 1 | 8, Lo “scatto” del Pardo

h 21.07 31 | 7, In attesa…

h 21.28 31 | 7, Pubblico giovane e attento in Piazza

h 11.54 31 | 7, L’attrice italiana Elsa Martinelli


Pardo Live

1 | 8 | 2012

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h 14.3 3 1 | 8, C’è chi arriva presto per scegliere i posti migliori

h 13.51 1 | 8, Una spettatrice diligente sventaglia il programma

h 12.07

h 20.54 31 | 7, Prime prove di tappeto rosso

h 21.36 31 | 7, Il Presidente Marco Solari e, a sinistra, il Direttore artistico Olivier Père


Energia ticinese per il Festival www.aet.ch info@aet.ch


Pardo Live

1 | 8 | 2012

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News

A Festival which aims at the top Switzerland has just turned 721, but it was not necessary to wait for the First August to celebrate our country. The association Top Events of Switzerland (TEOS), in fact, gives eight good reasons to enhance the Helvetic excellence every year. The Festival del film Locarno is a proud member of this great collection of worldfamous Swiss events in the areas of art, film, music, golf, ski races, track and fields and horse racing. From the great exhibitions organized by Art Basel to the force of music heard at the Montreux Jazz Festival or at the Lucern Festival in Summer, from the class and grace showed by the golf players at the Omega European Masters in CransMontana to the taste of competition which is possible to feel in Wengen (for the Ski World Cup) and in St. Moritz (for the horse race White Turf). And after the bellyful of sports the international audience is having with the Olympic Games in London, the Weltklasse Zurich – the penultimate

stop on the 2012 Samsung Diamond League circuit scheduled for the 30th of August – will surely offer a great show. Just mentioning the 100-metres dash, the Swiss city will host the Jamaican Usain Bolt, the fastest man in the world, but this post-Olympic showdown will also see the participation of his strongest challengers in Britain: the compatriot Yohan Blake, U.S. record holder Tyson Gay and European champion Christophe Lemaitre. The TEOS association is an important seal of quality which is only give to events which represent the crème de la crème of the Swiss events business. As it is possible to read on the official page (on myswitzerland.com) this collection of events “presents a fresh, dynamic image of Switzerland to the world” with the important responsibility to “to make event history”. The Festival del film Locarno will try to respect this commitment.

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(Mattia Mattia Bertoldi Bertoldi)

Un Pardo ruggente che rispetta l’ambiente

Si apre il Festival del film Locarno e iI Pardo scorrazza libero e fiero in Piazza Grande, ma sempre attento a rispettare i dettami suggeriti dall’ecosostenibilità. Guidata dalla volontà di sensibilizzare il grande pubblico alle problematiche ambientali, ogni anno la manifestazione riduce sempre più il consumo energetico e le emissioni di anidride carbonica ricercando una crescita economica responsabile. A testimonianza di questo impegno, Pardo Live dedicherà

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ogni giorno un articolo volto a illustrare le misure adottate da questa 65esima edizione. Tra queste è subito possibile citare l’utilizzo di energie rinnovabili e la differenziazione dei rifiuti grazie ai bidoni pardati che punteggiano la città sul Verbano. Il Festival incoraggia inoltre gli spettatori a utilizzare i trasporti pubblici e promuove la mobilità sostenibile. Non a caso anche quest’anno l’evento vanta il marchio di qualità “Climate Neutral Event”, un riconoscimento rilasciato dall’associazione internazionale myclimate.org che certifica l’importante contributo alla protezione del territorio. L’ambiente è una nostra priorità. (M. B.)

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News

News

Images from a gym in Calcutta Burqa Boxers is a project for a documentary about three young Indian women of Muslim upbringing, who learn the noble art of boxing in a Calcutta gym, training for the amateur championship under the guidance of Razia Shabnam, one of the first Indian women to act as trainer and official International umpire. Developed by independent photographer and filmmaker Alka Raghuram, Indian-born but currently based in Los Angeles, Burqa Boxers is co-produced by Junoon Pictures, along with 24 IMAGES and Swiss production company Célestes Images. Last year, the subject was awarded by the Open Doors section of the Festival del Film Locarno, and this year a selection of photos from the shoot will be presented in an exhibition at the Cambusa Teatro in Piazza Remo Rossi. The exhibition, supported by SüdKulturFonds – Artlink and Open Doors, will open on August 2nd at 7 pm, and will stay open every day until August 12th. (Massimo Benvegnù)

UBS Chair. Join the Festival del film Locarno Community. Share your impressions today next to the Piazza Grande. www.youtube.com/ubs

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Ascari in Mostra

 02.      Ferruccio Ascari al Museo Comunale 02.  d’Arte Moderna di Ascona è una proposta Feruccio Ascari  (culturale) che non potete rifiutare. Memoriale Volubile   Rete metallica e cemento ‐ Misure variabili. 2012  “Materia inquieta”, il titolo della mostra     che fino al 16 settembre permetterà a tutti Installazione ambientale site specific composta da una serie di elementi in  di districarsi tra le sue sculture in ferro e cemento sospesi che prendono il volo nello spazio lungo un piano inclinato terracotta e i suoi grandi lavori su carta, elemento  è lo sviluppo nelle tre dimensioni di una "cellula formale" che ra nucleo generativo di un ciclo di opere su carta dal titolo L'ordine dura un ist fotografa perfettamente il talento di L'installazione ‐ secondo una procedura che è caratteristica di molta parte  uno dei maestri dell’arte contemporanea dell'artista ‐ è letteralmente generata da un'opera precedente che ne costi può, a sua volta, divenire matrice di lavori successivi. Tale procedura, che n che qui con un’installazione site specificall'occhio in modo immediato, fa sì che l'opera custodisca un seme nascost Memoriale volubile- ci propone anche opere potenzialità della forma che si dispiega allo sguardo.     in cemento e rete metallica sospese nello     spazio. Nel percorso artistico e creativo   troveremo anche La mano armonica, 24     scatti fotografici che accompagnavano   Vibractions, sua storica installazione sonora     del 1978.   (Boris Sollazzo)        


Pardo Live

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In memoria

Claudia Laffranchi

Claudia è stata la presentatrice ufficiale della Piazza Grande dal 2005 al 2011. Per sette anni a lei l’onore di presentare il programma di ogni serata accanto al Direttore artistico, introdurre i film e gli artisti in quel cuore di Locarno che accoglie ottomila spettatori per le sue proiezioni cinematografiche en plein air. Claudia, ticinese di nascita, era anche traduttrice, capace di passare da una lingua all’altra con abile maestria, qualità indispensabile per le presentazioni in Piazza Grande dove inglese, italiano, francese e tedesco si intrecciano a seconda delle serate. La sua scomparsa lo scorso maggio è stata per noi fonte di grande tristezza. Claudia era una donna affabile, simpatica e sempre allegra, grande appassionata di cinema. Era il volto e la voce di Piazza Grande, il suo sorriso, semplice ed elegante al contempo, rispecchiava l’immagine di questo Festival che lei tanto amava. Quando una persona scompare improvvisamente, si rimane con la sensazione di aver lasciato una conversazione a metà, si pensa alle parole che non si ha avuto il tempo di pronunciare: a Claudia vorrei dunque dire, un’ultima volta, «grazie». (Olivier Père)


Until the Festival del film Locarno is the most important event for the discovery and promotion of emerging filmmakers, the Artistic Director Olivier Père will not rest.

Expertise. That’s what connects us with the Artistic Director of the Festival del film Locarno. The Festival del film Locarno is unique because it embeds film as an art form within an enchanting atmosphere. Olivier Père gives the illustrious history of this magical festival a future – with his expertise, passion for great cinema, and sure hand for programming. Expertise, commitment and a focus on the things that really matter also characterize our work. This is why UBS has supported the Festival del film Locarno as a partner for over 30 years. Until you are convinced of the sustainability of our commitment, you can count on this:

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01 Pardo Live 1 | 8 | 2012  

Day 1, Charlotte Rampling, The Sweeney e la presentazione dei primi film del Concorso internazionale e dei Cineasti del presente. Tutto ques...

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