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Vivere Festa 25

giugno Cristiani in un mondo post-cristiano. Presentazione del libro “L’Opzione Benedetto” di Rod Dreher Ieri sera 25 giugno Monsignor Luigi Negri, arcivescovo emerito di Ferrara, ha presentato il libro “L'opzione Benedetto “di Rod Dreher, dandoci delle chiavi di lettura del testo molto interessanti riguardo il superamento del momento delicato che noi cristiani stiamo vivendo in questo mondo post- cristiano. Ha citato il grande teologo francese padre Henri de Lubac, che ha avuto occasione di conoscere di persona. In particolare Monsignor Negri rimase colpito da un discorso sull'importanza di seguire i maestri: questo è il centro dell'educazione di ogni uomo. Ha infatti spiegato che l' uomo non cresce culturalmente solo perché studia, ma perché vive relazioni ed amicizie, occorre quindi seguire le guide che la Provvidenza ogni giorno ci pone di fronte, non solo del presente, ma anche del passato. Uno di questi maestri è stato San Benedetto da Norcia che è un punto di riferimento per la Cultura Cristiana. Benedetto non si è allontanato da Roma per seguire un' ideologia, ma ha servito il mondo lasciandosi guidare dalla presenza viva di Cristo. Ecco perché Benedetto può essere esempio per i giovani che oggi spesso si perdono per mancanza di punti di riferimento solidi. La fede è un' esperienza di vita cristiana che risponde alle domande esistenziali

dell'uomo. Rod Dreher in maniera autorevole ci ha fatto capire, grazie al suo libro, che come San Benedetto da Norcia, anche noi possiamo vivere la fede così: lasciarci guidare dalla presenza di Cristo dando la nostra testimonianza di Fede concreta al mondo. La Fede si vive in un'amicizia, in una Compagnia e i maestri ci guidano verso verso un unico Destino (Cristo stesso). Il nostro ospite ha sottolineato anche l'importanza della Tradizione, intesa come flusso di vita, indispensabile per la nostra crescita spirituale. Dreher con questo libro ci dona degli stimoli positivi per vivere bene la nostra esperienza di Fede, citando gli esempi che nel mondo cercano di seguire l'opzione Benedetto. A tal proposito in un paragrafo del libro si parla anche della nostra Compagnia dei Tipi Loschi, che cerca di far tesoro, nonostante le difficoltà, dell’esempio di questo grande santo. Ringraziamo mons. Luigi Negri per la sua saggia lettura di questo libro. Mario Vagnoni


“Quando manca un cavallo, anche un asino può fare un buon lavoro.” Così anche noi asinelli andiamo avanti, nel nostro pellegrinaggio sulla via di Benedetto, quella che porta fuori dalla città imperiale in rovina, per raggiungere il luogo pacifico dove possiamo fermarci e imparare e a sentire la voce del Maestro. Troviamo altri come noi, e costruiamo comunità, scuole per il servizio del Signore. Rod Dreher

Ieri sera abbiamo avuto l'opportunità di ascoltare Monsignor Luigi Negri, che ci ha raccontato cosa lo ha colpito del libro di Rod Dreher, l'Opzione Benedetto. Della bella conferenza, sottolineo alcuni punti che possono essere utili come riflessione. Quando Mons. Negri era giovane, De Lubac gli consigliava: “Bisogna avere e seguire dei maestri”. La Provvidenza ce li manda, tocca a noi riconoscerli e farne un punto di riferimento nella nostra vita. Un uomo non cresce perché studia o ha un patrimonio di conoscenze, ha detto ancora, un uomo cresce se vive dei rapporti, delle amicizie. Monsignor Negri ci ha fatto notare come San Benedetto si sia sentito scelto e ha voluto stare con Gesù. Questa esperienza di amicizia che ci porta il volto di Cristo e questa trama di amicizie, deve costituire il cammino della nostra vita. Georges Bernanos diceva: “Abbiamo chiesto ai nostri genitori le ragioni adeguate per vivere”; non un insieme di conoscenze, ma domande di senso, perché nella vita siamo sfidati a capire su cosa poggiamo, cosa vogliamo e per cosa viviamo. Nella nostra società, in seguito alle ideologie illuministiche e postilluministiche, che hanno portato fino ai totalitarismi e alla manipolazione, c'è stata la "disgregazione dell'umano" come diceva San Giovanni Paolo II. San Benedetto comprese che doveva dare il suo contributo al mondo, cioè scoprì di avere un compito e agì. La nostra esperienza di fede e di amicizia tende per sua natura a dilatarsi e ad accogliere chi incontriamo. Chiediamo al Signore che ciò diventi il fondamento della nostra vita, cioè la novità di cui siamo

portatori, che siamo gente che è salvata e ne siamo gioiosamente consapevoli. Da questo nascono delle testimonianze, quello che Giovanni Paolo II chiamava: "comunione per la missione" . Altra cosa importante è amare la presenza del Signore. Alla fine di tutto, Cristo non chiede a Pietro se è convinto di ciò che ha vissuto, chiede solo : "Mi ami tu?”. Allora noi vogliamo essere cristiani e aiutare gli altri ad esserlo, perché il primo modo di fare il bene di qualcuno è dire la verità, e la verità è che Cristo si è fatto carne ed abita in mezzo a noi. La Fede non è un'emozione, passa da qualcuno che ti dice chi è Cristo, che ti fa scoprire la tradizione, in questo modo si diventa "una compagnia guidata al destino", cioè fondata sul passato della tradizione per costruire il futuro. Alla fine della conferenza Don Negri ha sintetizzato così la questione: “Le cose sono semplici, più semplici di quel che credete: state fermi alle cose essenziali. Aiutiamoci a ritrovare continuamente il nostro passato per costruire il nostro futuro: noi siamo grati alle generazioni che ci hanno preceduto perché hanno custodito la Fede ce l'hanno tramandata. Un uomo è tale perché genera. Quindi dobbiamo dare il nostro contributo perché la Fede passi da cuore a cuore. Chiedete a Dio la letizia di una fede da accogliere e da difendere”. Michela Iobbi

Vivere Festa 25 giugno  

Cristiani in un mondo post-cristiano - Presentazione del libro “L’Opzione Benedetto”, di Rod Dreher. Incontro con Mons. Luigi Negri, Arcive...

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