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Vivere Festa 24

giugno XVI Chesterton Day Il Napoleone di Notting Hill e La Ballata del Cavallo Bianco, attualità di Chesterton L'attualità di Chesterton è venuta fuori prepotentemente durante Chesterton Day. È stato bellissimo per me ascoltare la lettura che ha fatto Marco Sermarini del commento di Annalisa Teggi riguardo la Ballata del Cavallo Bianco, perché ho percepito davvero il re Alfred, protagonista del poema, come una persona a me vicina, con la stessa necessità di trovare Amici ancora vivi e disposti a morire per la sua causa, le stesse battaglie da combattere, le stesse difficoltà nell'accettare la propria sorte non sempre felice, ma anche la stessa certezza di avere qualcosa da difendere. Quella speranza che rende l'uomo lieto anche se "ignorante" del proprio destino mi ha affascinato e accompagnato come punto fermo per tutta la serata. Quando ha parlato Angelo Bottone, si percepiva nei suoi occhi e nelle sue parole grande tristezza, ma nessun rammarico: come ha detto lui stesso, si sentiva "spaesato", senza patria, quasi tradito dalle persone che avevano votato a favore della cancellazione dell’emendamento riguardo la questione dell’aborto in Irlanda. Sembrava però che fosse consapevole che le battaglie non si combattono perché si è già certi della vittoria, ma perché è giusto farlo. Mi ha colpito molto quando ha raccontato di alcuni politici che hanno cambiato schieramento sul referendum solo per ottenere più consenso: se non hai speranza segui la massa per essere rieletto, ma un vero leader si pone come guida perché ha speranza, crede nelle sue idee, sa cosa è giusto. Dell'intervento dei ragazzi che sono stati a Londra in pellegrinaggio nei luoghi di Chesterton,

due cose in particolare hanno attirato la mia attenzione: i Martiri inglesi e la storia della collina del Cavallo Bianco. Per Chesterton, Il cavallo bianco rappresenta l'immagine dell'uomo che vuole essere partecipe nel mondo a tal punto da strappare l'erba e lasciare un segno su un prato. Nikola Bolsec ci ha detto che Chesterton è popolare fra i giovani croati e che per molti di essi è un'ispirazione, in quanto è un uomo che sa come combattere la buona battaglia. La “sua” Società Chestertoniana Croata nasce dal desiderio di vivere con lo stesso ardore e con la stessa fede di Chesterton. Secondo il nostro nuovo amico, loro si sentono un po' come Notting Hill, perché sono piccoli, fieri di esseri croati e perché ne hanno passate tante. Il loro ideale è quello di vivere la fede e di fare qualcosa per il loro stato. È stato davvero incredibile per me vedere come il loro messaggio sia attualissimo e soprattutto non sia qualcosa da supereroi, ma che consista solo nel credere fino in fondo nel proprio ideale e nell'avere una fede salda, certi che ci sia Qualcuno con noi a combattere la buona battaglia. Giacomo Di Paolo


“ Dimmi, hai fede senza una speranza?” Il Chesterton Day è arrivato alla sua XVI edizione! Tanti amici si sono susseguiti in questi anni, molte opere e temi sono stati trattati nel corso di queste serate, eppure… non basta mai! Sul palco, insieme al presidente della Società Chestertoniana Italiana Marco Sermarini, sono intervenuti Nicola Bolsec, membro del Club Chestertoniano Croato e Angelo Bottone, della Società Chestertoniana Irlandese . Si parte da La ballata del Cavallo Bianco, narrazione in versi della storica battaglia di Ethandune, combattuta nel 878. Il protagonista è l’inglese re Alfred, impegnato a difendere la sua terra dai fortissimi e pagani invasori danesi, guidati da re Guthrum. Lo scontro tra i due eserciti è impari, il suolo inglese è ormai devastato e i morti numerosi, eppure re Alfred cerca “amici ancora vivi ma disposti a morire”. Perché? Perché cercare battaglia là dove è probabile la sconfitta? Per il danese l’uomo spera perché ignorante: egli fin dalla nascita sa che porta in dote la morte; egli spera solo perché non conosce il futuro, e può costruirsi un’illusione positiva su ciò che vorrebbe avvenisse, ma alla fine lo attende comunque la morte. Re Alfred capovolge il significato di speranza e ignoranza, ma lo fa solo dopo l’apparizione della Madonna. Il re domanda subito alla Vergine se ha speranza, speranza di vincere e di riavere la sua terra e la sua casa; Ella fa comprendere ad Alfred che se la sua speranza e la sua gioia sono legate al vincere una guerra, allora non c’è via d’uscita; la speranza invece è sempre accanto al cristiano. L’uomo spera perché ignorante, si, ma in un altro senso: non si preoccupa del futuro perché ha una Certezza che lo libera dalle previsioni, dall’illusione che ci si fa riguardo l’esito di una cosa. In questo senso l’ignoranza è la libertà dall’esito e nasce dalla speranza che è salda nella Certezza. Angelo Bottone rivede questa speranza e ignoranza nella vicenda che ha vissuto in prima persona: la battaglia sul referendum pro aborto in Irlanda. Ci ha raccontato come diversi gruppi di cattolici abbiano lottato strenuamente per impedir l’abrogazione di tale emendamento.

Purtroppo ciò non è stato sufficiente e la sofferenza per questo cambiamento del paese ha lasciato un segno profondissimo il lui e nei suoi amici, ma ne è valsa la pena: “Ci si sente spaesati quando si perde il proprio paese, non sai più a chi appartieni. Noi non abbiamo salvato l’ottavo emendamento, ma abbiamo salvato l’anima! Non si combatte per vincere, si combatte perché è giusto.” Si passa poi al Il Napoleone di Notting Hill, dove anche Adam Wayne combatte per amore. Lo stesso amore che animano i giovani della Croazia! A parlare è Nicola e ci spiega come Chesterton sia particolarmente amato dalle sue parti, perché il suo ardore si propaga a tutti. Come la terra di re Alfred e il quartiere di Notting Hill, la Croazia è u paese che ha sofferto molto a causa della guerra, del comunismo e, ora, del capitalismo selvaggio. Insomma i croati sono sempre stati in guerra e oggi la battaglia si combatte sul campo spirituale: “Molti ragazzi vogliono avere una fede come quella di Chesterton e il modo migliore per averla è leggere i suoi libri. Io ho conosciuto Chesterton cinque anni fa, da lì io e miei amici ci incontriamo al pub per leggere insieme Ortodossia e condividere così un’amicizia, che ci può far fare cose grandi e belle! L’idea di Croazia, di Chiesa Cattolica, di popolo: per questi ideali vale la pena combattere e morire!|” Insomma il nostro Chesterton, attraverso i suoi libri, risveglia coscienze sopite, converte chi non aveva fede. Un santo? Per noi si! Perché come hanno ribadito Nicola Bolsec, Angelo Bottone e Dale Alquist (intervenuto con un breve video) “un santo è colui che contraddice di più il suo tempo. Gilbert Keith Chesterton con i suoi testi contraddice il mondo e proprio così lo converte! Il santo che vive nella speranza parla al proprio tempo ma indicandogli un tempo altro. Chesterton da la fede e la gioia in un mondo senza fede e triste; porta la Verità e la bellezza in un mondo che relativizza e ha paura della bellezza!” Alexandra LaTorre

Vivere Festa 24 giugno  

XVI Chesterton Day - Il Napoleone di Notting Hill e La Ballata del Cavallo Bianco, attualità di Chesterton

Vivere Festa 24 giugno  

XVI Chesterton Day - Il Napoleone di Notting Hill e La Ballata del Cavallo Bianco, attualità di Chesterton

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