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VENT’ANNI IN AZIONE

n°ottantacinque

GREENPEACE NEWS - N.85 - III QUADRIMESTRE 2006 - ANNO XX - ISBN 88-85216 - STAMPA PROMOZIONALE POSTE ITALIANE SPA - SPED. IN ABB. POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L: 27/02/2004 N.46) ART.1 - COMMA 2 DCB - ROMA


SOMMARIO

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3 La truffa del riso

Buon compleanno

CLIMA MARE

FORESTE

Il tour della Rainbow

L’Africa e noi

18 15 INQUINAMENTO Computer tossici

16 DAL MONDO

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10

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OGM

SPECIALE

NEWS PERIODICO DI GREENPEACE ITALIA

Efficienza e rinnovabili

Direttore Editoriale/ Andrea Pinchera Direttore responsabile/ Fabrizio Carbone Redazione/ Maria Carla Giugliano, Luigi Lingelli, Rosangela Merlino, Gabriele Salari Archivio foto/ Massimo Guidi Progetto grafico/ Saatchi&Saatchi Impaginazione/ Francesca Schiavoni, Paolo Costa Internet/ Marcello Colacino Redazione e Amministrazione/ Greenpeace ONLUS Piazza dell’Enciclopedia Italiana,50 00186 Roma email:info@greenpeace.it tel. 06.68136061 fax: 06.45439793 Ufficio abbonamenti/ Augusto Carta tel.06.68136061(223) Sped. in abb. postale -Art.1, Comma 2 - Legge 46/2004 - DBC Roma

Abbonamento annuo 35 Euro Aut. Tribunale di Roma 275/87 del 8.5/87

GREENMARKET Il nuovo merchandising

Copertina / Azione di Greenpeace alla Maddalena, 1988 Foto / Morgan Questo periodico è stampato su carta amica delle foreste: carta riciclata contenente alte quantità di fibre post-consumo e sbiancata senza cloro.L’involucro per l’invio del Greenpeace News è in Materbi, un materiale derivato dal mais, completamente biodegradabile.

EDITORIALE di DONATELLA MASSAI

LA RIVISTA che state leggendo è un punto di arrivo e di partenza al tempo stesso. Quando si arriva a compiere gli anni, e Greenpeace Italia festeggia nel 2006 il ventennale della sua nascita, si tende a fare i bilanci. Questo numero, come potrete vedere dalle pagine che seguono, ripercorre la cronologia delle campagne, delle azioni, delle vittorie “made in Italy”. Tutto quello che siamo riusciti a fare con il vostro sostegno, insieme a voi. E grazie al lavoro di tanti volontari dei gruppi locali, climber, piloti di gommone, dialogatori… per non parlare naturalmente dello staff dell’ufficio di Roma. Dietro ogni azione, ogni rapporto, ogni striscione, ogni appello speciale si nascondono persone. Questa è Greenpeace. Si tratta di donne e uomini, un po’ avanti negli anni o decisamente giovani. Le persone di Greenpeace non votano per lo stesso partito politico, parlano in lingue diverse e a volte vedono il mondo in maniera differente. Ma hanno almeno una missione in comune: difendere il pianeta, i suoi ecosistemi, gli animali e le popolazioni umane che lo abitano. Guardate i loro ritratti alle pagine 6 e 7: parlano ancor più della breve presentazione di ciascuno di loro. Vi sarete anche accorti che quello che avete in mano non è il solito Greenpeace News. Dopo molti anni, abbiamo deciso di rinnovare radicalmente formato e grafica. Il nuovo progetto è opera di Claudia Chianese e Valentina Moccia di Saatchi & Saatchi, l’agenzia che da qualche anno a questa parte ha deciso di collaborare a titolo gratuito con Greenpeace, ed è responsabile di alcune delle più recenti campagne pubblicitarie. Uno degli obiettivi della rivista rinnovata è quello di dare ancora più risalto alle preziose immagini del nostro archivio, alla storia di un’organizzazione che ha fatto della “visione” e della testimonianza uno dei suoi punti di forza. Greenpeace non è gruppo di protesta, un thinktank o un’agenzia che si occupa di conservazione. Il suo lavoro è guida-

to dall’azione, dalla necessità di mostrare la realtà della distruzione ambientale e di costringere ad agire in senso positivo coloro – governi, istituzioni internazionali, industrie - che ne hanno la responsabilità. Per questo la Rainbow Warrior ha modificato i piani del suo tour nel Mediterraneo prima per portare sollievo – insieme a Medici senza frontiere – alla popolazione del Libano, colpita dalla guerra estiva con Israele, poi per studiare le conseguenze degli sversamenti di petrolio causati dai bombardamenti. Proprio in chiusura di questo numero è arrivata dall’Estonia la notizia di un altro successo di Greenpeace. Dopo tre giorni di blocco all’interno del porto di Tallin da parte dell’Arctic Sunrise, infatti, la nave Probo Koala è stata fermata dal governo estone. Il motivo è la necessità di indagare sulle relazioni tra i suoi carichi di rifiuti tossici e le migliaia di persone che si sono ammalate in Costa d’Avorio, dove la nave stava tornando a scaricare. Lo scandalo è emerso ai primi di settembre, quando sono state denunciate le prime vittime (almeno otto persone al momento), e per le strade di Abidjan sono scoppiate le proteste contro il governo ivoriano, accusato di aver permesso questi traffici. Il solito orrendo crimine ambientale, insomma, i cui effetti come spesso accade si sono abbattuti sulle persone più indifese. Nonostante ciò, la Probo Koala – costruita in Corea, battente bandiera panamense ma di proprietà olandese – ha continuato a navigare liberamente... fino a quando Greenpeace non ha costretto le autorità a intervenire. Agire, testimoniare, spingere verso il cambiamento: è questo il senso ultimo di quanto facciamo e vogliamo continuare a fare.

Direttore esecutivo, Greenpeace Italia


GREENPEACE FESTEGGIA VENT’ANNI DI PRESENZA IN ITALIA

BUON COMPLEANNO GUERRIERI DELL’ARCOBALENO! SPECIALE

ALLA FINE DEL 1986, viene aperto in Italia il diciassettesimo ufficio nazionale di Greenpeace nel mondo. Per David McTaggart, uno dei fondatori di Greenpeace, che ha partecipato anche alla nascita dell'ufficio italiano, si trattava di una tappa importante per espandere l'associazione nel Mediterraneo. All'epoca, Greenpeace era radicata principalmente in Nord Europa, Nord America e Pacifico e si preparava invece a diventare un'organizzazione davvero globale. Aprire un ufficio in Italia significava lanciare un ponte verso il Medio Oriente e il mondo arabo, così come il nuovo ufficio in Unione Sovietica - inaugurato in quegli stessi anni - serviva a creare un legame con tutta quella parte di Europa orientale a lungo vissuta al di là del muro. Greenpeace nasce in Italia a pochi mesi dal disastro di Cernobyl, mentre si preannuncia il referendum (poi svoltosi nel 1987) sull'uso dell'energia nucleare e la realizzazione di nuovi impianti. Non a caso, la prima azione nella penisola è contro l'invio delle scorie nucleari della centrale di Borgo Sabotino (Latina) a Sellafield. Già nel 1986, gli attivisti inscenano una azione di protesta contro la nave Shearwater, mentre l'anno successivo viene scalata la stessa centrale con un blitz che segna l'inizio di una serie di azioni non violente, spettacolari, che negli anni avranno come bersaglio la corsa agli armamenti, l'industria chimica, il traffico di legname, la pesca illegale, il buco dell'ozono, i cambiamenti climatici, la caccia alle balene, l'inefficienza del sistema energetico. Oggi, l'ufficio italiano ha cinque campagne aperte - energia e clima, foreste, mare, inquinamento, Ogm - alle quali associa il tradizionale impegno contro gli ordigni atomici e a favore del disarmo.

1986  Viene fondata a Roma Greenpeace Italia. Tra i motivi della scelta di aprire in Italia il primo ufficio nel Mediterraneo anche la grande solidarietà espressa da tanti italiani dopo l'affondamento della nave ammiraglia di Greenpeace, la Rainbow Warrior, ad Auckland in Nuova Zelanda nel 1985 a opera dei servizi segreti francesi.  Viene lanciata la campagna per la difesa del Mediterraneo che si concentra sul trasporto di scorie nucleari via nave attraverso lo stretto di Gibilterra. La nave Sirius effettua un'azione di protesta contro la Shearwater, partita dall'Italia verso il centro di ritrattamento delle scorie di Sellafield nel Regno Unito.

1987  Per denunciare un accordo tra Italia e Francia di cogestione del progetto Superphoenix Greenpeace Italia, con i suoi attivisti, riesce a penetrare nella centrale nucleare di Latina e a dispiegare uno striscione di protesta dalla ciminiera alta ottanta metri. Le immagini di quest'azione fanno il giro del mondo.  In Italia il referendum contro il nucleare ottiene un successo a larga maggioranza.

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1988 da Greenpeace la denuncia del traffico di rifiuti tossici prodotti dalle industrie italiane e illegalmente trasportati in Africa da navi pirata. Negli anni Greenpeace continuerà a denunciare trasporti di rifiuti tossici e nocivi diretti in Somalia, Albania, Egitto, Turchia ed Europa dell'Est.  Un'azione diretta contro la base Usa della Maddalena porta in primo piano la presenza dei sottomarini a propulsione nucleare nelle acque della base e la mancanza di piani di emergenza per le popolazioni civili in caso di incidente.  Nasce l'"Operazione Cetacei", la prima campagna nazionale di censimento della presenza delle balene e dei delfini nei nostri mari e si avvia la campagna contro le spadare.

A

dicembre le Nazioni Unite votano la risoluzione per la messa al bando mondiale della pesca con reti pelagiche.

 Parte

1992 La campagna per la protezione dello strato d'ozono continua con un'azione di protesta all'Ausimont di Spinetta Marengo (Al) e con un tour di concerti di Gianna Nannini. La Conferenza delle parti del Protocollo di Montreal raggiunge un accordo per fermare, entro il 1996, la produzione dei clorofluorocarburi, sostanze che distruggono la fascia di ozono.  Continua la campagna contro le spadare: Greenpeace documenta, grazie al tour della nave Syrius, per la prima la cattura di cetacei impigliati nei “muri della morte”. 

1990  Si sviluppa la campagna per la protezione dello strato d'ozono.  Continua la campagna sul tema dell'inquinamento da scarichi industriali con un'azione spettacolare a Porto Marghera e contro gli scarichi delle porcilaie. Dopo numerosi e spettacolari interventi di Greenpeace, la Convenzione di Londra vieta l'abbandono di scorie radioattive e industriali nelle acque di mari e oceani, anche sotto i fondali marini.

1991

1989  Continua

la campagna contro la base nucleare della Maddalena in Sardegna.  Dal Mediterraneo all'Adriatico, con l'appoggio della nave Sirius, Greenpeace interviene sul problema dell'inquinamento marino causato dagli scarichi industriali, dalle fabbriche di pesticidi, dagli allevamenti intensivi, dallo sfruttamento ittico e dall'uso illegale della pesca a strascico.  Parte la campagna contro l'importazione e l'utilizzo della pelle di canguro nell'industria dell'abbigliamento.

 INIZIA il tour della mongolfiera Trinity per la campagna per la protezione dello strato d'ozono.  Ogni anno oltre tre milioni di tonnellate di petrolio sono disperse in mare. Greenpeace chiede la riduzione del consumo di questo combustibile e denuncia la centralità del petrolio come elemento di crisi nella guerra contro l'Iraq con un'azione di protesta a Taranto contro la partecipazione italiana alla Guerra del Golfo.  I 39 paesi firmatari del Trattato Antartide – tra cui l'Italia - votano una moratoria di cinquant’anni a ogni attività di sfruttamento minerario e petrolifero del continente bianco. L'Antartide diventa Parco Mondiale.  Intervenendo con prontezza nel luogo del disastro petrolifero della Haven, nel Golfo di Genova, Greenpeace fornisce i dati sui reali danni ambientati causati dall'incidente.

LE CANDELINE? DURANTE LA NOTTE BIANCA COME festeggiare i vent’anni di presenza di Greenpeace in Italia? Con un sito dedicato all’anniversario, con questo numero di GP News e con una festa, che si è tenuta lo scorso 9 settembre, a Roma, durante la "Notte Bianca". A piazza Santa Maria Liberatrice, nel cuore di Testaccio, si sono ritrovati amici, testimonial e sostenitori dell'associazione. Introdotto dalle note soul e blues di Irene Fornaciari, l'attore Cesare Bocci, protagonista di numerose fiction, come Il Commissario Montalbano ed Elisa di Rivombrosa, ha recitato testi classici sul rapporto tra uomo e ambiente, Moby Dick tra tutti. Andrea De Carlo ha poi letto dei brani da Mare delle verità (Bompiani), stampato in carta riciclata e sbiancata senza cloro, in adesione alla campagna "Scrittori per le foreste", mentre il runner Francesco Galanzino ha mostrato i video delle sue imprese durante le maratone dei 4 deserti. Non sono mancate le spettacolari immagini delle nostre azioni (e di alcuni amici storici di Greenpeace: Gianna Nannini, Giovanni Soldini, Beppe Grillo e Claudio Amendola). Ha chiuso la festa il concerto dei Quintorigo, una delle sorprese del panorama musicale italiano di questi anni. Reduci da una lunga tournèe in tutta Italia e da diverse partecipazioni al Festival di Sanremo e al Club Tenco, i Quintorigo hanno proposto il loro ritmo all'insegna delle contaminazioni tra vari generi musicali, dal jazz al rock, dalla musica classica alla world music.

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1993  Greenpeace Italia ottiene un risultato importante: il Parlamento vota infatti la legge più avanzata in Europa per la protezione della fascia d'ozono.  Parte la campagna per la messa al bando dei processi industriali che utilizzano il cloro, elemento fortemente inquinante responsabile tra l'altro del rilascio di diossine.  Continua la campagna contro il trasporto di scorie nucleari a Sellafield con un'azione di protesta a Palazzo Chigi dove vengono scaricati bidoni di sabbia contaminati da plutonio.


 La Convenzione di Barcellona decide l'eliminazione progressiva del rilascio di qualsiasi sostanza pericolosa persistente e bioaccumulante nel Mediterraneo, entro il 2005.  I governi statunitense, britannico, russo e francese dichiarano una moratoria ai test nucleari sotterranei.  Azione a Piazza di Spagna contro le spadare e denuncia all’Assemblea delle Nazioni Unite. L’Onu decide una moratoria mondiale delle reti pelagiche derivanti. Greenpeace si batteva per ottenere questo risultato dal 1984.

1994  Greenpeace mette in luce l'esistenza dei treni all'amianto e ne chiede lo smantellamento.  Azioni di protesta si svolgono a Milano e Napoli.  La campagna energia e clima chiede una politica di risparmio energetico e investimenti nelle fonti di energia rinnovabili. Lancia l'Operazione Lampadina invitando l'Acea (azienda comunale elettrica romana) a proporre ai suoi 650 mila utenti l'acquisto delle lampadine a basso consumo.  Azione all'ambasciata norvegese per protestare contro la ripresa della caccia alla balena. La Commissione Baleniera Internazionale rinnova il divieto di caccia commerciale alle balene e vota a favore dell'istituzione nel mare antartico di un'area protetta per la salvaguardia di questi cetacei.  La Convenzione di Basilea mette finalmente al bando l'esportazione dei rifiuti tossici dai paesi industrializzati dell'Ocse verso i paesi in via di sviluppo.

1995 Greenpeace porta in Italia la campagna contro i test nucleari francesi. Insieme alla cantante rock Gianna Nannini scala il balcone dell'ambasciata di Francia a Roma. A Brindisi azione di protesta contro una nave militare francese, mentre in tutto il paese vengono raccolte decine di migliaia di firme. Una delegazione di Greenpeace viene ricevuta dal Presidente della Repubblica Scalfaro. L’Italia vota a favore della mozione con la quale l’Onu condanna Francia e Cina per la decisione di continuare a eseguire test nucleari.  Greenpeace denuncia la presenza di diossine nella laguna di Venezia. La magistratura impone la chiusura degli scarichi dell'Enichem e avvia un'indagine. 

1996  Dopo otto anni di campagna in tutto il Mediterraneo, il 27 luglio 1996 il ministro delle Risorse Agricole, Michele Pinto, annuncia il bando all'uso delle reti spadare.  I magistrati veneziani confermano l'inquinamento da diossine della laguna di Venezia, derivante dallo stabilimento petrolchimico di Porto Marghera. Nell'ottobre del 1996 il ministro dell'Ambiente Ronchi emana un decreto per provvedimenti d'urgenza.  Dopo la nostra prima azione a Napoli nel luglio 1996, la Usl di Napoli annuncia a settembre la


DIETRO GREENPEACE CI SONO LE PERSONE SABRINA 26 ANNI. BARI. Insegnante. Greenpeace

non è solo volontariato, è un modo di vivere, poter difendere chi non può difendersi. Quello che rende la nostra associazione speciale è chi ci sta dentro, è una grande famiglia con la quale puoi condividere idee e soprattutto emozioni. Quando mi sono trovata a coordinare il gruppo di Bari è stata una bella sensazione anche se il lavoro è davvero tanto.

chiusura dell'inceneritore del quale Greenpeace aveva denunciato la pericolosità. In settembre Greenpeace portata a termine altre due azioni dirette contro inceneritori a La Spezia e Genova.  Greenpeace presidia la centrale nucleare di Caorso (Piacenza) per opporsi al trasporto di scorie nucleari all'impianto di Sellafield, in Gran Bretagna. Dopo circa venti giorni, l'Enel è costretta a sospendere il trasporto. La questione dei siti di stoccaggio rimane però aperta.  A seguito degli interventi di Greenpeace e della raccolta di 7 milioni di firme per far cessare i test, il Trattato internazionale sul bando degli esperimenti nucleari viene firmato da Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Russia e Cina e quindi adottato dall'Assemblea delle Nazioni Unite.

1997

FRANCESCO 31 ANNI. ROMA. Impiegato nelle

telecomunicazioni. Volontario è bello! Non voglio dire che io sia bello, ma partecipare alle iniziative di Greenpeace è un'esperienza da fare. Non ho molto tempo libero, ma quando posso prendo parte alle iniziative del gruppo di Roma. La foto testimonia che stavo cercando di riciclare la batteria della mia moto prima di cambiarla. Il riuso è l'approccio giusto.

 Si sviluppa anche in Italia la campagna contro gli organismi geneticamente modificati (Ogm).  Con un rapporto Greenpeace denuncia il contenuto di sostanze pericolose nei giocattoli in Pvc per la prima infanzia.  Il progetto di smaltimento illegale di rifiuti tossici e nucleari di una rete di società viene svelato da una indagine di Greenpeace.  Viene firmato il Protocollo di Kyoto che impegna i Paesi industrializzati a una prima riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2012.

1998 Greenpeace pubblica Quei cani di Porto Marghera: è al petrolchimico di Marghera, uno tra i più grandi e inquinanti poli industriali d'Italia, che si produce il 28 per cento del Pvc fabbricato nella penisola.  Continua la campagna contro gli armamenti nucleari in occasione del meeting del G8.  Dopo numerose azioni di protesta la Chicco ritira dal mercato giocattoli per la dentizione in Pvc morbido.  Si fa cruciale il dibattito sugli Ogm. Mentre in Europa si approva la direttiva sulla brevettabilità degli esseri viventi e si aprono le porte alle coltivazioni commerciali di mais e soia transgenici, grazie anche alle azioni di Greenpeace in vari Paesi, cresce il rifiuto dei consumatori europei sugli alimenti geneticamente modificati.  Greenpeace spinge per una nuova politica energetica, contro l'uso e abuso di combustibili fossili e per la valorizzazione delle energie rinnovabili. Inizia il tour solare in tutta Italia con il Sunny Boy e la Casa Ecologica, due dimostrazioni delle potenzialità enormi delle fonti di energia alternativa. 

ILARIA 25 ANNI. ROMA. Assistente al Dipartimento

Campagne. Non ci riesco proprio a restare a guardare quello che succede giorno dopo giorno alla nostra Terra senza reagire. Sarebbe come osservare passivamente mentre fanno del male a qualcuno a cui tengo e non fare niente....non dire niente... A me, invece, verrebbe da urlare. Per questo ho deciso di unire la mia voce al coro di Greenpeace.

ROSSANO 45 ANNI. PESARO. Cuoco. Se mai qual-

cuno vi racconterà che un cuoco italiano preparò le tagliatelle fresche in un container nella neve, vicino al Circolo Polare Artico, per degli attivisti di Greenpeace… la storia è vera e quel cuoco ero io! Sono da dieci anni sulle navi dell'organizzazione, ma non solo. Prima cuoco, poi marinaio, alla guida dei gommoni e climber... chi avrebbe immaginato quale fantastica esperienza sarebbe stata lottare per l'ambiente! L'entusiasmo è rimasto immutato negli anni così come la felicità per i risultati ottenuti, ma che ancora non bastano, purtroppo!

CHRISTIAN 54 ANNI. BOLZANO. Insegnante all'Accademia di Belle Arti di Urbino. Credo che pace non sia solo il contrario di guerra, pace è la legge della vita umana, del non vendere questa Terra, l'aria e il mare, il capitale della natura. La nonviolenza non ha bisogno di profeti, ma di noi guerrieri dell'Arcobaleno: gente con mitezza e consapevolezza che denuncia lo sfruttamento del pianeta, indicando sempre soluzioni.

1999  I Ministeri dell'Industria e della Sanità vietano con provvedimento formale la vendita dei giocattoli in Pvc. A luglio il Ministero dell'Ambiente ordina la chiusura dell'impianto della Evc di Porto Marghera, azienda leader nel settore. A novembre anche la Commissione Europea propone un bando europeo d'urgenza per i giocattoli in Pvc morbido destinati ai bambini al di sotto dei tre anni.  I Ministri dell'Ambiente di Italia, Francia e Principato di Monaco sanciscono l'istituzione

BARBARA 33 ANNI. ROMA. Coordinatrice dialogo diretto. Tanto tempo fa ho scelto Greenpeace perché è schietta; non fa polemica sterile ma propone sempre delle alternative concrete. Sono laureata in Giurisprudenza e da un anno e mezzo lavoro per Greenpeace come coordinatrice di uno dei gruppi di dialogo diretto, occupandomi di trovare nuovi sostenitori. Dopo tanto cercare, ho finalmente trovato il luogo in cui si tutela l'ambiente rispettando anche i diritti umani.

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del Santuario per i cetacei nel mar Ligure, proposto da Greenpeace dal 1989.  Prosegue anche la battaglia sugli Ogm. Nasce il primo consorzio di supermercati europei per la promozione di prodotti privi di ingredienti transgenici. Il consorzio comprende anche l'italiana Esselunga. In giugno il Consiglio dei ministri dell'ambiente europei approva una moratoria sull'introduzione di nuove specie di Ogm in Europa (patate, pomodori, ecc.).

2000  Si

sviluppa anche in Italia la campagna per la protezione delle foreste.  Greenpeace Italia ottiene un'importante vittoria per la salvaguardia dei cetacei nel Mediterraneo. Dopo un'azione nel porto di Livorno, e il tour di sensibilizzazione del Vega nell'alto Tirreno, le autorità si vedono costrette a bloccare lo scarico a mare dei fanghi tossici dragati dal porto e gettati in pieno Santuario dei Cetacei.

2001 A seguito di proteste in tutto il mondo, condotte in Italia a Livorno e Piombino, viene finalmente vietato il Tbt: un divieto mondiale a partire dal 2003 sull'uso di vernici marine contenenti composti organici a base di stagno per le navi.  Con il rapporto Tronchi di Guerra, Greenpeace denuncia il coinvolgimento delle Ferrovie dello Stato nella distruzione – intrecciata al traffico illegale di armi – delle foreste in Liberia. Vengono fornite anche le prove del reato: due tonnellate di traversine in legno proveniente dalla Liberia bloccano per ore l'ingresso al Ministero delle infrastrutture.  Dopo una denuncia di Greenpeace, la Nestlé ritira dal mercato un latte di soia transgenica destinato alla prima infanzia. 

DAVIDE 26 ANNI. MILANO. Studente. Abbiamo intorno a noi un intero mondo e non ci accorgiamo di quanto sia in pericolo. Insieme a Greenpeace ho capito l'importanza dell'impegno di ognuno di noi per la salvaguardia del pianeta. Proprio per questo credo che la conoscenza sia di primaria importanza, soprattutto nelle scuole dove insieme agli altri volontari teniamo degli incontri di educazione ambientale.

DIEGO 23 ANNI. POMEZIA. Studente di filosofia e antropologia (e cameriere!). Da due anni coordino il gruppo dei Castelli Romani. Impazzisco all'idea che in Greenpeace un po' dello spirito folle, incosciente, utopico, ecopacifista radicale dei suoi fondatori capelloni, resti presente anche nel più quotidiano, ordinario dei gesti... È questa l'eredità che sento come attivista e il mio orizzonte ideale.

ANNALISA 28 ANNI. ROMA. Assistente al direttore generale di Greenpeace. Mi sono laureata in filosofia politica e lavoro dal un bel po' nel mondo del no profit, prima nella cooperazione allo sviluppo e ora per l'ambiente. Mi piace pensare che siamo tutti eredi dei guerrieri dell'arcobaleno che lottano senza compromessi per salvare l'ambiente e ottenere un mondo di pace...perchè un altro mondo è possibile.

ROBERTO 25 ANNI. PADOVA. Artigiano. Solo rispettando e ascoltando la natura potremmo riuscire a vivere serenamente nel prossimo futuro. Sono a Greenpeace, dove coordino il gruppo locale, perchè credo nell'importanza di denunciare crimini e misfatti contro l'ambiente. Sono convinto che una ricerca indipendente senza le pressioni delle lobby politiche ed economiche sia molto preziosa e Greenpeace ne è un raro esempio.

2002  La

Coop produce i primi fazzolettini certificati Fsc, non provenienti cioè dalla distruzione delle foreste primarie e rende merito a Greenpeace per la sua campagna in difesa delle ultime foreste.  A seguito di una denuncia congiunta di Greenpeace Turchia e Greenpeace Italia, il governo italiano si impegna a "riportare a casa" bidoni contenenti rifiuti tossici italiani smaltiti illegalmente in Turchia. Un anno dopo viene istituita una commissione interministeriale tra i due Paesi.  Inizia un tour per l'Italia che si protrarrà fino al 2004, con grande successo, la mostra fotografica di Raghu Rai sul disastro di Bhopal.  A seguito di continue denunce crescono in Italia le aziende che lavorano e utilizzano mangimi certificati non-Ogm.  Greenpeace elabora un rapporto sulla presenza di inquinanti nel latte prodotto nei pressi di inceneritori. Le analisi mostrano dati preoccupanti e tra questi quelli rilevati in un'azienda presso l'inceneritore di Como, che sarà oggetto di un'azione di blocco per tre giorni.

LUCIANA 35 ANNI. TRENTO. Cancelliere presso la Corte di Appello. Adoro la natura e credo che tutti debbano difendere il pianeta. Greenpeace mi permette di moltiplicare le mie energie e le speranze per un mondo migliore e di trasmetterle, "per contagio", a tutti quelli che avvicino. Ho sempre desiderato far parte di questa associazione e sono fiera di essere una volontaria da quattro anni.

ALESSANDRO 32 ANNI. ANCONA. Funzionario.

Greenpeace è speciale perché libera. Ciò che dice è solo a sostegno dell'ambiente, non entrano in gioco interessi economici o politici. Le campagne sono inoltre rafforzate dai dati, dalle ricerche, dalle analisi e dai riscontri reali che le sostengono. E poi è bello trovare questi stessi valori anche tra le persone che ne fanno parte!

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immediatamente. Intanto la nave Esperanza è in Italia contro gli Ogm, con azioni di protesta a Ancona, Ravenna e Chioggia.  Si svolge in Italia la riunione della Commissione Baleniera Internazionale. Greenpeace organizza un colorato corteo di barche a vela di fronte alla sede della riunione, a Sorrento, per chiedere il mantenimento della moratoria alla caccia alle balene.  Si festeggia a Milano con autori e editori un primo successo della campagna "Scrittori per le foreste".  Greenpeace è tra i principali interlocutori del governo sulla riforma della chimica europea (Reach).

2003  Tutta la linea carta della Coop è ora certificata Fsc o riciclata.  Le intense pressioni da parte di Greenpeace e Global Witness determinano le sanzioni dell'Onu alla Liberia per disboscamento illegale. Determinante il contributo del lavoro svolto da Greenpeace in Italia.  Parte anche in Italia la campagna "Scrittori per le foreste": subito numerose le adesioni di scrittori noti e meno noti che si impegnano a pubblicare in carta riciclata.  Nel pieno delle contestazioni alla guerra del Golfo, attivisti di Greenpeace riescono a scalare l'Altare della Patria, a Roma, e appendono uno striscione lungo venti metri che condanna l'impegno italiano nella guerra deciso dal premier Silvio Berlusconi. L'immagine fa il giro del mondo.  Castorama si impegna a avviare un piano di rifornimenti che porti tutti i prodotti in legno ad avere la certificazione Fsc, eliminando progressivamente tutti i prodotti di origine sospetta. Successivamente anche numerosi produttori scelgono l'Fsc.

2004  Entra in vigore la normativa europea che prevede l'etichettatura dei prodotti contenenti Ogm. I "detective" di Greenpeace individuano il primo prodotto etichettato come Ogm, ne segnalano la presenza. Il supermercato lo ritira

mila cartoline raccolte per chiedere una chimica più pulita.

2005 Viene bloccato da una clamorosa azione di Greenpeace uno dei treni che trasportano le scorie radioattive italiane a Sellafield. Viene denunciata su tutti i mass media la pericolosità del trasporto che passa vicino alle case.  Greenpeace denuncia l'importazione anche in Italia di legno illegale dal Camerun. Azione 

di protesta al porto di Livorno contro l'importazione di legname dal Camerun e dal bacino del Congo. Superano il milione di copie i libri in carta "amica delle foreste", riciclata o di provenienza certificata, che non comporta la distruzione delle foreste.  Vengono consegnate al governo le oltre 20

2006 Azione contro la degustazione di polenta transgenica alla Fiera di Verona.  Diverse case editrici o collane come Fandango, Marsilio X e Rizzoli Oltreconfine scelgono la carta "amica delle foreste". Anche numerose cartiere italiane scelgono la certificazione Fsc. Sono oltre 150 le città "amiche delle foreste" che si impegnano ad acquistare prodotti in carta e legno riciclati o certificati Fsc. Si tiene a Firenze la prima riunione nazionale delle amministrazioni che hanno aderito al progetto.  Sono numerosi i parlamentari europei che rispondono alla sollecitazione di Greenpeace e sostengono Reach, la proposta di nuovo regolamento europeo della chimica. Dopo aver dimostrato la presenza di sostanze chimiche pericolose, nel nostro Paese, in prodotti d'uso comune e nelle anguille, analogo riscontro viene effettuato nel sangue di cinque donne in gravidanza, tra cui la campaigner.  In concomitanza con il tour della Rainbow Warrior nel mar Tirreno, la Guardia Costiera intensifica i controlli e la repressione delle spadare e della pesca illegale. Azione alla Fontana di Trevi per denunciare la pesca pirata e promuovere le riserve marine. 


LA TRUFFA DEL RISO SCOPERTI IN EUROPA PRODOTTI BIOTECH CLANDESTINI di FEDERICA FERRARIO

DOPO LE DENUNCE dei mesi scorsi, oltre a ritrovarci con riso Ogm di provenienza cinese sugli scaffali europei, siamo stati invasi anche da un altro riso transgenico, in arrivo dagli Stati Uniti e prodotto dalla Bayer. Entrambi illegali, non autorizzati né per la coltivazione né per il consumo umano o animale. A settembre, del riso Ogm è stato trovato in prodotti alimentari di provenienza cinese venduti in Europa. La contaminazione è già di per se fonte di preoccupazione, ma a questo va aggiunto che il riso in questione è ancora in fase sperimentale, la tossina che contiene è un potenziale allergene e la contaminazione riguarda un alimento che è alla base della dieta di miliardi di persone. Per la prima volta del riso transgenico illegale viene scoperto al di fuori della Cina, a dimostrazione che la contaminazione, già denunciata l'anno scorso, è più vasta di quanto stimato. Anche i prodotti alimentari lavorati contenenti

riso, dal latte alle merendine per bambini, possono rappresentare una significativa fonte di contaminazione nei Paesi dove vengono esportati. Lo scorso agosto, inoltre, una varietà non autorizzata di riso transgenico della Bayer (LLRICE601), è stata scoperta nel riso a grana lunga parboiled proveniente dagli Stati Uniti. La contaminazione, era probabilmente nota già da gennaio, ma nessuno ne era stato informato. Non appena è stata resa nota dal dipartimento americano dell’agricoltura (Usda) e dalla Bayer, il Giappone ha annunciato l’obbligo di analisi e certificazioni per tutte le importazioni di riso a grana lunga provenienti dagli Usa e poco dopo la Commissione europea ha imposto misure analoghe. Sono state promosse quattro azioni legali collettive contro la Bayer, negli Stati Uniti, per i danni causati dalla contaminazione, che sta provocando agli agricoltori pesanti perdite in seguito alla caduta del prezzo del riso.

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OGM

Nessuno è in grado di determinare le conseguenze dell’utilizzo di questo riso. Per il portavoce dell'Usda, Terri Teuber, «semplicemente non abbiamo la possibilità di misurare la presenza di questo riso Ogm nel mercato». Persino l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) con sede a Parma, spesso prodiga nell’elargire pareri favorevoli agli Ogm, ha dovuto ammettere l’impossibilità di esprimere un parere sulla sicurezza di questo riso per via dei dati insufficienti forniti dalla Bayer. La scoperta di riso Ogm illegale, che a settembre è avvenuta anche in Italia, dimostra ancora una volta che l’industria biotech è fuori controllo. Per questa ragione l’Italia dovrebbe immediatamente bloccare ogni ulteriore importazione di riso illegale, verificando non solo quello di provenienza cinese, ma in particolare le importazioni da nazioni come gli Stati Uniti, dove persiste un forte rischio di contaminazione.


IL FRAGILE SCRIGNO NEL MEDITERRANEO PER LE RISERVE MARINE PROTETTE

MARE

di ALESSANDRO GIANNÌ

UN MARE bellissimo ma fragile e una nave carica di storia. Il Mediterraneo e la Rainbow Warrior si sono incontrati a Genova il 14 giugno per iniziare un’avventura che non è ancora finita. Dopo aver partecipato alla Campagna per la difesa del Mediterraneo, la Rainbow Warrior si è infatti recata in Libano per portare un messaggio di pace nell’angolo più martoriato del Mare Nostrum. A Genova la Rainbow Warrior hLe riserve marine sono state al centro della crociera dell'ammiraglia di Greenpeace. È stata effettuata una serie di immersioni (Portofino, Capraia, Montecristo, Arcipelago Pontino, Capo Palinuro, Acireale, S.Maria di Leuca) e nel complesso i fondali in migliori condizioni sono risultati quelli delle riserve marine, le uniche dove (non sempre, purtroppo) è stato possibile avvistare pesci di grande taglia. Eppure, in quasi tutti i siti visitati, la bellezza dei fondali fa pensare che con un minimo di tutela il mare potrebbe riprendersi: le riserve marine sono l’occasione che il Mediterraneo aspetta da tempo.

SPADARE E FERRETTARE La Rainbow Warrior ha anche cercato il confronto con chi sta distruggendo il nostro mare e ha purtroppo confermato che le reti derivanti italiane – sia di tipo “spadara” che “ferrettara” – continuano a essere utilizzate in violazione delle leggi nazionali, comunitarie e internazionali. Abbiamo fermato almeno cinque "muri della morte", prelevando simbolicamente tre pezzi di rete spadara. Un frammento di queste reti è stato utilizzato a Roma il 13 luglio per un’azione alla Fontana di Trevi: un messaggio contro la pesca pirata e per le riserve marine. Le spadare, negli anni Novanta, uccidevano circa ottomila cetacei l’anno. La crociera di Greenpeace ha scatenato una grande attenzione al problema delle spadare illegali: nel mese di giugno 2006 Guardia Costiera e Guardia di Finanza hanno compiuto numerose azioni di contrasto a questa attività. Tuttavia, i controlli in mare aperto sono costosi e l’ampiezza del fenomeno necessita di un notevole impiego di mezzi e uomini che potrebbero essere meglio impiegati in controlli nei porti. Ci vogliono quindi norme specifiche che permettano di sequestrare gli attrezzi da pesca illegali nei porti, in accordo con ogni sano principio di prevenzione: è incredibile che gli attrezzi da pesca illegali possono essere confiscati solo in flagranza di reato. Inoltre, occorre revocare temporaneamente, e in caso di recidiva definitivamente, la licenza di pesca a chi letteralmente ruba i pesci ai pescatori onesti.

LA CORSA AL TONNO ROSSO La Rainbow Warrior ha poi evidenziato l’ultimo degli scandali della pesca nel Mediterraneo: la distruzione del tonno rosso, una corsa all’oro


che ha contagiato buona parte delle nazioni che si affacciano sul bacino. Non potrà durare, e ormai se ne sono accorti gli stessi pescatori. È urgente che l’Iccat (la Commissione internazionale per la conservazione del tonno), metta a punto misure rigorose - pescare meno pesci e di taglia più grande - per salvare una specie che sembra veramente al collasso. Bisogna anche controllare il “ranching”, l’ingrasso dei tonni che sta spingendo, per i suoi alti profitti, a un’ulteriore accelerazione suicida della pesca del tonno

rosso. Il mercato del tonno rosso del Mediterraneo nel solo Giappone vale oltre 200 milioni di euro l’anno. È un buon motivo per distruggere una risorsa che per millenni ha sostenuto le comunità di pescatori del Mediterraneo? La crociera della Rainbow Warrior è continuata in Grecia, Turchia, Libano, Israele, Francia e Spagna per lanciare un grido d’allarme e un invito ai popoli del Mediterraneo. Oltre alle riserve marine e alla pesca illegale e distruttiva,

nel corso della sua crociera la Rainbow si è occupata di altri temi caldi della regione: dall’inquinamento alla pace. La Campagna Mediterraneo di Greenpeace continua quindi nel segno della denuncia, della proposta e di una forte richiesta a tutti le nazioni per una cooperazione, uno sforzo sempre più necessario e urgente, per proteggere questo mare. È un dovere di tutti i popoli che da millenni condividono le risorse di questo scrigno, prezioso ma fragile.

RAINBOW WARRIOR ROTTA SU LIBANO Rainbow collabora nella prospezione dei fondali, nella documentazione degli effetti dell’inquinamento attraverso il campionamento di molluschi contaminati.

LO SCORSO AGOSTO la Rainbow Warrior sarebbe dovuta essere in Libano e in Israele per partecipare a una serie di iniziative di pace e dialogo. La guerra, con il suo carico di orrore, ci ha preceduto. Appena le condizioni lo hanno permesso, la Rainbow Warrior, assieme a Medici senza frontiere, si è resa disponibile a portare medicinali in Libano. Un’esperienza simile a quella dello scorso anno, quando aveva trasportato aiuti ai sopravvissuti al maremoto del 26 dicembre 2004 nell'isola di Sumatra. Dopo l’emergenza, Greenpeace ha sentito il dovere di verificare gli effetti ambientali del conflitto. Per la salute del mare la principale minaccia è la contaminazione da idrocarburi dovuta al combustibile della centrale di Jieh, 30 chilometri a sud di Beirut. Bombardata il 13 e il 15 luglio 2006, la centrale ha sversato in mare tra 10 e 15 mila tonnellate di greggio che, spinto dai venti e dalle correnti verso Nord, ha contaminato oltre 150 chilometri di costa fino in Siria. Gran parte della contaminazione riguarda il fondale marino e l’unica documentazione al riguardo è quella realizzata da Greenpeace. Sulla base di queste informazioni, e tramite i contatti con gli esperti locali e internazionali, il governo del Libano e le organizzazioni non governative locali, Greenpeace sta attuando un piano di intervento, in particolare collaborando con il governo italiano che è stato tra i più solleciti a inviare sul posto mezzi e uomini per le attività di disinquinamento. L'equipaggio della

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L’AFRICA E NOI ITALIA COINVOLTA NELLA DEFORESTAZIONE NEL BACINO DEL CONGO

FORESTE

di SERGIO BAFFONI

L'AFRICA ospita la seconda foresta tropicale del pianeta, estesa su diversi Paesi del Bacino del Fiume Congo per una superficie di circa 1,7 milioni di chilometri quadrati. Alcuni animali che la abitano, come l'okapi e il pavone del Congo, sono appena conosciuti dalla comunità scientifica. Dieci milioni di persone dipendono per la loro sopravvivenza da questo straordinario ambiente naturale. Tra gli altri, gli agricoltori Bantu, con la loro agricoltura di sussistenza, e i semi-nomadi Pigmei che vivono di raccolta, caccia e pesca, trovando riparo, cibo e medicine nella foresta o ai suoi margini. Il Bacino del Congo è anche la regione più importante del mondo per i primati: vi vivono 46 specie di scimmie, tra cui tre dei quattro più vicini parenti dell'uomo: gorilla, scimpanzé e bonobo (mentre l'orango vive nel Sud est asiatico). Originariamente dal Senegal all'Uganda si estendeva un'unica grande foresta. Oggi la sua superficie è fortemente ridimensionata e frammentata in paesi come Liberia, Ghana, Costa d'Avorio. Lo sfruttamento industriale del legname rappresenta la maggiore minaccia per l'integrità delle foreste pluviali del Bacino del Congo e la sua rapida espansione nelle ultime aree ancora intatte rischia di intensificare l'espansione del bracconaggio e della conversione agricola.

POVERTÀ E CONFLITTI Povertà,BAFFONI conflitti armati e instabilità politica sono una realtà quotidiana di SERGIO in Africa Centrale. Le strutture statali per la protezione delle foreste sono drasticamente sottodimensionate e la corruzione dilaga, rafforzata dalla

collusione della classe politica con le grandi imprese, nazionali e straniere. Alcune specie arboree, come moabi, afrormosia, bubinga, e wengé vengono prelevate con tale intensità da rischiare l'estinzione. Le pratiche distruttive sono spesso legate a conflitti sociali con le comunità locali, che ricevono solo pochi benefici di breve termine, a fronte di una distruzione di lungo periodo del loro ambiente e delle loro risorse. Quando le specie di maggior valore sono esaurite, le imprese del legno si spostano verso nuove aree, lasciando dietro di sé le strutture sociali tradizionali devastate, così come le foreste. I posti di lavoro scompaiono e le poche scuole o strutture sanitarie vengono abbandonate: così cresce la povertà, mentre il principale ammortizzatore sociale, la foresta, è andato distrutto. Un altro drammatico effetto collaterale è l'espansione del bracconaggio. A differenza della caccia di sussistenza praticata dalle popolazioni locali, il bracconaggio commerciale, finalizzato al mercato cittadino, utilizza le strade aperte nel cuore della foresta dall'industria del legno per portare via grandi mammiferi. Alcune imprese del legno sono direttamente coinvolte nel traffico illegale di carne di animali selvatici e riforniscono i cacciatori locali di armi e munizioni. Gran parte delle aree sfruttate dall'industria del legno soffrono la sindrome delle "foreste vuote": sotto gli alberi che rimangono la fauna è quasi tutta scomparsa. Anche i parchi naturali e le aree protette sono spesso solo sulla carta: senza un cambiamento sostanziale nelle pratiche di sfruttamento, l'attuale modello di protezione è inadeguato.


SALVARE UN PEZZO DI FUTURO Le foreste della Repubblica Democratica del Congo, uno dei principali Paesi del Bacino, si estendono su cento milioni di ettari, di cui circa sessanta saranno probabilmente destinati al prelievo di legname: un'area di foresta primaria grande due volte l'Italia, destinata a essere deforestata! Due terzi di queste foreste sono temporaneamente protette da una moratoria, che chiediamo venga prorogata fino a quando non sarà concordato un piano accurato per l'utilizzo sostenibile del territorio, con il pieno coinvolgimento delle comunità locali. Non esiste un monitoraggio indipendente delle operazioni forestali. Non è raro che i funzionari incaricati di controllare aree grandi quanto il Belgio non dispongano neppure di un'automobile, essendo così dipendenti dalle imprese del

legno per ogni spostamento. Gli stipendi bassi, intermittenti e in cronico ritardo, facilitano la corruzione. Dopo anni di indagini sul campo, ora Greenpeace si appresta a lanciare una spedizione sul campo nelle foreste della Repubblica Democratica del Congo, con l'obiettivo di raccogliere il sostegno dell'opinione pubblica. Il nostro obiettivo è la protezione delle foreste pluviali africane ancora intatte e l'utilizzo responsabile della foresta dal punto di vista sociale e ambientale, che comprenda una rete di aree protette sufficientemente ampia, rappresentativa e dotata dei necessari mezzi

LE NOSTRE IMPRESE Le imprese italiane stanno seguendo con molta attenzione lo sviluppo di un nuovo bacino di rifornimento di risorse a basso costo. L'Italia è

assieme alla Cina il primo esportatore mondiale di mobili, ed è al momento primo esportatore da paesi come il Camerun e la Costa d'Avorio, paesi in cui le foreste, ormai troppo sfruttate, danno segnali di esaurimento. L'industria del mobile del nostro paese ha prosperato per decenni sul legname a basso costo proveniente dall'Africa, facendo ampio uso del legname di origine illegale, e rimanendo direttamente coinvolta in operazioni di taglio illegale, come più volte dimostrato da Greenpeace. Ora si appresta a utilizzare le opportunità apertesi in Congo. Diverse imprese italiane già operano nel paese, mentre le importazioni di legname tropicale dal paese crescono progressivamente. Insomma, il nostro paese è già parte del problema. È tempo che decida di essere parte della soluzione.

SUI BANCHI INSIEME ALLA SETTE FORESTE delle amazzoni, ma il filo conduttore per ogni modulo è la denuncia del problema e la sua soluzione: oltre alle schede didattiche suddivise in attività per elaborare i contenuti, non mancano giochi da svolgere in classe e suggerimenti per proporre cambiamenti in modo creativo e coinvolgente. Il kit entrerà in 200 scuole italiane, consegnato dai volontari di Greenpeace, che da anni avvicinano bambini e ragazzi alle questioni ambientali. Per i Kids che vogliano sentirsi parte attiva nella difesa delle foreste, ci sarà anche la possibilità di partecipare a un concorso a premi e vincere un viaggio in Canada, alla scoperta di una delle ultime foreste primarie del pianeta: www.greenpeace.it/kids

ALL’INTERNO della campagna per la salvaguardia delle foreste primarie, Greenpeace ha da anni avviato il progetto “Kids for Forests”, che coinvolge bambini e ragazzi di tutti i continenti. Quest’anno saranno nostri alleati due simpatici personaggi, un alce di nome Elliot e l’orso Boog. Sono i protagonisti del film a cartoni animati Boog ed Elliot a caccia di amici, in uscita il prossimo dicembre per Sony Pictures. Il film narra le vicissitudini di Boog e Elliot per salvare le foreste in cui abitano. Greenpeace ha creato un kit didattico sulle foreste, che comprende un manuale suddiviso in schede, con l’obiettivo di far conoscere ai ragazzi le sette grandi aree forestali del pianeta, suggerendo loro azioni concrete per combattere la deforestazione. Boog ed Elliot sono le guide di un lungo viaggio alla scoperta delle meraviglie della natura, dal cuore verde dell’Africa alla foresta amazzonica, dalle giungle asiatiche alle ultime foreste del nord America. Diversi sono gli argomenti presenti nel kit, come la storia della carta o la leggenda

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EFFICIENZA E RINNOVABILI LA RIVOLUZIONE CHE SALVERÀ IL CLIMA DEL PIANETA

ENERGIA

di FRANCESCO TEDESCO

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ABBIAMO quindici anni di tempo per invertire la rotta. L’obiettivo è tagliare le emissioni di anidride carbonica ben oltre l'obiettivo imposto da Kyoto (meno 5,2 per cento in Europa entro il 2012) se vogliamo davvero fermare i cambiamenti climatici. Come fare? Investendo in efficienza energetica e nelle rinnovabili. Già oggi le fonti rinnovabili sono un’alternativa reale ai combustibili fossili, ma occorre un adeguato sostegno politico per il loro sviluppo. Le tecnologie sono mature per iniziare una vera “rivoluzione energetica pulita”. Il solare fotovoltaico, ad esempio, offre il grande vantaggio dell’indipendenza energetica. Secondo le proiezioni dell’ultimo rapporto Solar Generation III – presentato da Greenpeace ed Epia (l’associazione europea degli industriali del fotovoltaico) – entro il 2025 due miliardi di famiglie nel mondo potranno beneficiare di energia elettrica dal fotovoltaico. Già nel 2005 la potenza fotovoltaica installata nel mondo ha raggiunto i 5 mila Megawatt, con una crescita di circa il 40 per cento in più rispetto al 2004. Finora i consumatori hanno avuto poca possibilità di scelta per l'approvvigionamento energetico e sono stati costretti ad accettare i continui aumenti del costo del kilowattora in bolletta. Con il fotovoltaico non sarà più così. Anche l’eolico potrà avere grande sviluppo in futuro. Il nuovo rapporto Global Wind Energy Outlook 2006 di Greenpeace e Gwec (Associazione mondiale degli industriali dell'eolico) afferma che entro il 2050 potrà arrivare dal vento circa il 34 per cento dell’energia mondiale. Il vento permetterà di “risparmiare”, ossia non emettere in atmosfera, ben 110 miliardi di tonnellate di CO2 da qui al 2050, pari alle emissioni di anidride carbonica dell’intera Europa in circa venticinque anni. Finora la crescita dell’eolico è stata notevole, se paragonata alle altre fonti rinnovabili. Dal 1995 al 2005 la potenza installata nel mondo è cresciuta di dodici volte, passando da 4.800 Megawatt a quasi 60 mila Megawatt. Ben 11.500 Megawatt sono stati installati solo nel 2005. Anche l’Italia, insieme a Giappone e Gran Bretagna, sta lanciando i primi interessanti segnali di sviluppo dell’eolico. In attesa che le rinnovabili possano crescere ulteriormente, la sfida per abbattere le emissioni di CO2 potrà essere vinta solo grazie all’efficienza energetica. Teoricamente, se potessimo sostituire oggi tutte le apparecchiature che utilizzano elettricità con tecnologie efficienti già disponibili sul mercato potremmo risparmiare fino al 30 per cento di elettricità. Da solo tale risparmio equivarrebbe ad abbattere di oltre un terzo le emissioni di CO2 che l’Europa e l’Italia si sono impegnate a ridurre firmando il Protocollo di Kyoto. È proprio l’efficienza energetica la grande “riserva” da cui attingere per salvare il pianeta dal riscaldamento globale.


ARRIVA LA ECOGUIDA AI PRODOTTI ELETTRONICI di GABRIELE SALARI

IN ITALIA si buttano circa un milione e 200mila computer all'anno. Nel mondo, secondo l'Unep, vengono prodotte 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici l'anno, circa quattromila tonnellate l'ora. Ma che fine fanno i nostri computer? Visto che le aziende produttrici non si assumono la responsabilità dei loro prodotti, molti di questi finiscono a contaminare Cina e India dove esistono immense discariche di rifiuti elettronici. Piombo e ritardanti di fiamma bromurati sono sostanze abbastanza diffuse nell'ambiente in quei siti dove i nostri computer terminano il loro ciclo di vita. Da tempo chiediamo alle industrie di progettare pc facili da riciclare e privi di sostanze tossiche, andando oltre la direttiva europea che prevede l'eliminazione dei composti tossici, tra cui tutti i ritardanti di fiamma bromurati e il Pvc. Greenpeace ha lanciato una Guida all’elettronica verde per premiare le aziende che non fanno uso di sostanze chimiche pericolose e contribuiscono al riciclaggio dei rifiuti elettronici. Vengono prese in considerazione quattordici aziende leader nel settore computer e telefonia cellulare e nessuna ottiene un punteggio

pienamente soddisfacente. Nokia e Dell sono al primo posto nella classifica. Nokia sta già eliminando alcuni composti: dalla fine del 2005 tutti i nuovi modelli di telefonino non contengono Pvc e dall'inizio del 2007 saranno anche eliminati i ritardanti di fiamma bromurati. Dell si è posta ugualmente obiettivi ambiziosi sull'eliminazione di queste sostanze. La HP si era classificata al terzo posto ma, attraverso delle analisi commissionate da Greenpeace a un laboratorio danese, si è scoperto che l'azienda aveva mentito sull'eliminazione di un ritardante di fiamma che è risultato ancora oggi presente nei computer. La HP è stata così retrocessa al sesto posto nella guida di Greenpeace. Non solo, il portatile della HP mostra i livelli più elevati di alcuni ritardanti di fiamma bromurati, i Pbde, nella ventola. Con 262 milligrammi per chilo il Macbook della Apple contiene invece i livelli più alti, tra i cinque modelli testati - Acer, Apple, Dell, HP e Sony - di un'altra sostanza tossica, il Bfr. Molte delle sostanze tossiche trovate nei portatili, come piombo, Pvc e alcuni Bfr, sono pericolose per la salute e persistenti nell'ambiente.

COMPUTER TOSSICI INQUINAMENTO

«È allarmante che le aziende leader si spostino in basso nella classifica anziché muoversi verso politiche di eliminazione dei composti tossici dai loro prodotti. Si scopre che la HP non rispetta gli impegni presi mentre la Apple anziché essere l'azienda innovativa che la pubblicità ci mostra è un dinosauro industriale», commenta Zeina Alhajj, responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace International. La nostra guida ai prodotti elettronici vuole essere per le aziende uno stimolo al cambiamento e sarà aggiornata ogni tre mesi. Maggiore attenzione verrà prestata all'eliminazione delle sostanze pericolose rispetto al riciclaggio, perché, finché non viene intrapreso questo passo, un riuso e riciclaggio sicuro dei componenti non è possibile. Il principio da affermare, così come per la riforma della chimica europea, o Reach, è quello di sostituzione. Perché utilizzare una sostanza pericolosa se esiste un'alternativa che danneggia meno l'ambiente e la salute?

La Guida all’elettronica verde: www.greenpeace.org/rankingguide


CONTINUA LA "4 DESERTI" DI GALANZINO

CENTO CITTÀ PER SALVARE LE FORESTE

INCENERITORI RINNOVABILI? NO GRAZIE

DOPO LA SECONDA PROVA dello slam dei quattro deserti, l'Atacama crossing, ora bisogna affrontare il deserto del Sahara. Il maratoneta Francesco Galanzino, testimonial per la campagna Energia e Clima di Greenpeace, ha conquistato il terzo posto assoluto in classifica generale, battuto solamente dall'americano Holland e dal canadese Tamminga. Galanzino ha ottenuto, nel deserto di Atacama in Cile, un risultato davvero importante: ha percorso 250 chilometri di arida roccia e laghi salati in 32 ore e 42 minuti. Sono state sei tappe durissime in un ambiente ostile e selvaggio, ma sicuramente tra i più affascinanti del pianeta. Galanzino, di professione ecoimprenditore, è il primo corridore al mondo a tentare, nell’arco di un anno, lo slam dei 4 deserti. Quattro maratone in totale autosufficienza nei luoghi più estremi del Pianeta, per un totale di mille chilometri. Nella Gobi March – prima tappa dello slam, 250 chilometri di corsa nel deserto del Gobi, il più ventoso del pianeta – aveva ottenuto il secondo posto dietro al coreano Byeung Sik Ahn. Il prossimo appuntamento è per fine ottobre, quando gli atleti dovranno cimentarsi con il caldo e le dune del Sahara. Gli atleti che supereranno anche questa prova potranno affrontare poi a gennaio il "deserto di ghiaccio", l'Antartide, un laboratorio all'aria aperta unico al mondo per studiare il clima. Galanzino, che insieme a Greenpeace vuole lanciare un allarme sugli effetti del cambiamento climatico e promuovere un nuovo modello di sviluppo basato su risparmio energetico e rinnovabili, ha tagliato l'ultimo traguardo dell'Acatama Crossing aprendo – insieme agli altri atleti del gruppo di testa – un nostro striscione con il messaggio "Save The Climate: Energy Revolution!". Per il suo impegno sportivo e ambientale, a Francesco è stato recentemente assegnato anche uno dei riconoscimenti speciali del "Premio Chatwin".

SONO STATI oltre centoventi i comuni italiani che hanno partecipato agli "Stati generali delle città amiche delle foreste", a Firenze, a settembre. Si tratta del primo incontro organizzato da Greenpeace per promuovere gli acquisti pubblici "verdi" da parte di tutta la Pubblica Amministrazione. Oltre alle città hanno aderito una Regione, la Liguria, e tre Province (Firenze, Pesaro e Urbino, Taranto): tutte unite per dare un grande impulso alla diffusione di carta riciclata e prodotti rispettosi delle foreste, come già accade in diverse altre nazioni, ad esempio la Gran Bretagna. Dall'incontro di Firenze è uscita la richiesta al governo di seguire l'esempio delle “Città amiche delle foreste”, avviando politiche di acquisto corrette e rigorose, basate sui principi e i criteri del Fsc, su un impiego massiccio di prodotti riciclati e sul contenimento dei consumi di prodotti forestali. L’obiettivo finale è quello di arrivare a una legge che vieti l’importazione e di conseguenza l’utilizzo del legno illegale: l'Italia è uno dei primi importatori da numerosi Paesi africani dove criminalità e pratiche distruttive sono la norma. In rappresentanza del ministro dell'Ambiente, il consigliere Sauro Turroni ha espresso la volontà del governo di raccogliere il messaggio degli “Stati generali” di Firenze e l’impegno di adottare politiche di acquisti verdi vincolanti per tutto il settore pubblico. Anche dal presidente della Commissione cultura della Camera, Pietro Folena, è arrivato un messaggio di solidarietà e attenzione: «Ci impegneremo per favorire l'acquisto di carta ecologica da parte delle pubbliche amministrazioni. Si tratta di un volume enorme di carta che potrebbe favorire la domanda generale di questo prodotto e agevolarne la diffusione con un effetto anche sul settore privato. Ma lavoreremo anche sul fronte dei libri di testo per le scuole e le università».

Per seguire l'impresa sportiva: www.greenpeace.it/4deserti

C'è ancora tempo per unirsi a questa iniziativa: www.greenpeace.it/progettoforeste

COME SI FA a definire fonte rinnovabile il processo di combustione dei rifiuti? Contro questo paradosso sono state consegnate a settembre ai Presidenti di Camera e Senato quasi 30 mila firme da Greenpeace e dalla "Rete Nazionale Rifiuti zero" per chiedere l’abolizione del sussidio agli inceneritori. La produzione elettrica da incenerimento dei rifiuti è sussidiata, infatti, sia attraverso i costi di smaltimento che grazie agli incentivi che dovrebbero essere riservati alle fonti rinnovabili di energia, prive di emissioni inquinanti. Nei rifiuti è presente una componente organica, le cui emissioni di CO2 sono considerate nulle, e una componente di plastiche che invece è una fonte fossile a tutti gli effetti in quanto derivata dal petrolio, le cui emissioni vanno conteggiate. Dai dati ufficiali che annualmente vengono presentati alla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, risulta che nel 2004 a parità di energia prodotta i termovalorizzatori hanno emesso più del doppio di anidride carbonica rispetto alla media della produzione elettrica. Così gli incentivi che dovrebbero essere dedicati alle fonti rinnovabili, che hanno emissioni nulle di CO2, vengono spesi per aumentarle. Per la produzione netta di un kilowattora da rifiuti si emettono infatti circa 940 grammi di anidride carbonica, contro i 530 della media nazionale (che comprende anche la quota da rinnovabili) e i 650 della sola componente termoelettrica. Si tratta di emissioni più elevate di quelle delle fonti fossili: un impianto tradizionale a carbone emette circa 900 grammi di CO2 per kWh e uno a gas a ciclo combinato circa 370. L’Italia, in ritardo rispetto allo sviluppo delle nuove fonti rinnovabili, è in grande difficoltà per rispettare gli impegni di Kyoto e dovrebbe semmai tassare e non incentivare gli impianti di incenerimento. I Gruppi locali di Greenpeace sono impegnati in tutta Italia, da Modena a Napoli, da Torino a Palermo, nella lotta contro gli inceneritori e per la promozione di riuso, riciclaggio e compostaggio.

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BREVI DAL MONDO

DAL BALTICO ALLA COSTA D’AVORIO

CERCHI NEL MAIS OGM E ALTRE AZIONI

A FINE SETTEMBRE l'Arctic Sunrise ha bloccato per tre giorni, nel porto di Tallin in Estonia, la partenza verso la Costa d’Avorio della Probo Koala, una nave piena di scorie tossiche. L’imbarcazione, costruita in Corea, registrata in Germania, batte bandiera panamense pur essendo proprietà di una società greca ed essendo affittata da un'impresa olandese. In seguito all'azione di Greenpeace il governo estone ha aperto un'inchiesta, dopo la conferma – giunta dalle prime analisi – di una relazione tra il carico della Probo Koala e le migliaia di malati (almeno otto dei quali morti) registrati nel paese africano, dove la nave si era già recata a scaricare. Anche il commissario europeo all'ambiente, Stavros Dimas, si è recato in visita all'Arctic Sunrise per ringraziare Greenpeace del lavoro svolto in quest'occasione e per il lungo tour in difesa di mari e oceani.

UN PUNTO INTERROGATIVO compare all'improvviso nei campi di mais di Ayotzintepec, nella regione di Oaxaca, in Messico. Siamo nel cuore della biodiversità del mais a livello mondiale e gli attivisti di Greenpeace hanno voluto protestare così ad agosto scorso contro la contaminazione da mais Ogm. Ad aiutarli sono arrivati anche dei professionisti britannici dei "cerchi nel grano", i "Circlemakers", che hanno dichiarato di non aver fatto lavoro più bello in quindici anni di attività. Il cerchio con il punto interrogativo aveva una circonferenza di ben 65 metri! Manca ancora uno studio approfondito dell'estensione della contaminazione dopo la scoperta avvenuta cinque anni fa. Le multinazionali Monsanto, Pioneer e Dow Agrosciences, nel frattempo, cercano di forzare il Messico ad accettare gli Ogm, ma Greenpeace ha promosso una petizione al presidente Fox: www.greenpeace.org/mexico

QUATTRO delle dieci centrali nucleari svedesi sono state a lungo chiuse dopo un'inchiesta sui sistemi di sicurezza condotta in seguito a un incidente verificatosi lo scorso agosto. Il sistema di backup non consentiva di prevenire la catastrofica fusione del nocciolo se si fosse improvvisamente interrotta l'alimentazione. Incidenti analoghi si registrano in differenti tipi di reattori in tutto il mondo. Nel 2003 i blackout avvenuti in Canada e negli Stati Uniti hanno portato alla chiusura di venti centrali. Secondo l'autorità Usa per il nucleare, Nrc, nella metà dei possibili scenari d’incidente la causa è proprio un blackout. In Finlandia, intanto, il nuovo reattore di Olkiluoto, è in ritardo di almeno dieci mesi, con conseguenti costi crescenti, per via di problemi legati alla sicurezza. Secondo alcuni documenti ottenuti da Greenpeace, il reattore non è in grado di resistere all'impatto di un aereo commerciale dirottato a scopo terroristico. È evidente che le centrali nucleari, anche nei paesi più avanzati, non sono sicure e affidabili: occorre un'indagine sui 443 reattori presenti nel mondo.

STRISCIONI abbastanza eloquenti hanno accolto il presidente George Bush, a luglio, durante la sua visita in Germania. In ben otto località i climber di Greenpeace hanno appeso grandi banner con scritto ''No Nukes-No WarNo Bush'' per protestare contro lo sviluppo di nuove testate atomiche e di “bombe intelligenti”. Sotto i riflettori anche la minaccia della proliferazione atomica e la mancata applicazione,da parte degli Stati Uniti, del trattato internazionale che dovrebbe portare allo smantellamento degli arsenali nucleari. A SETTEMBRE, in Tailandia, qualche settimana prima del colpo di stato, gli attivisti di Greenpeace hanno messo a segno un'azione spettacolare, bloccando il porto della centrale a carbone della Blcp e fermando lo scarico del carbone australiano. Nonostante la presenza massiccia delle forze di polizia e del personale della sicurezza della centrale armato di manganelli, i volontari sono riusciti a incatenarsi al molo appendendo uno striscione con scritto "Clean energy now".

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UNA VERITÀ SCOMODA ALL'INIZIO sembra una lezione accademica con tanto di presentazioni in power point e pubblico adorante, non certo un film avvincente. Dopo qualche fotogramma, invece, An Inconvenient Truth - sul grande schermo a partire da novembre cattura lo spettatore e lo porta a riflettere sulle conseguenze dei cambiamenti climatici. Il film di Davis Guggenheim, presentato al Festival di Cannes, ha come protagonista l'ex vice presidente degli Stati Uniti Al Gore il quale, in seguito alla sconfitta subita alle elezioni del 2000, ha deciso di dedicarsi alla salvaguardia del pianeta. Sembra evidente che ci stiamo avvicinando a un punto di non ritorno e Gore non usa mezzi termini per spiegare la preoccupante situazione. La sua storia personale si alterna ai dati sugli impatti del cambiamento climatico e alle previsioni future. Dal film emerge chiaramente come non siamo di fronte a un semplice problema politico, ma «alla sfida morale di maggiore portata con cui la nostra civiltà dovrà fare i conti». Per maggiori informazioni www.climatecrisis.net


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prezzo e 15

BAVAGLINI

TUTINE Set composto da due body a maniche corte personalizzati Greenpeace: colore naturale con bordi blu scuro e pinguino ricamato sul ventre; colore naturale con bordi celesti e balena ricamata sul ventre.100 per cento cotone biologico. codice I002TP 2 I002TM2 I002TG 2

prezzo e 8

Set di tre bavaglini per la prima infanzia personalizzati Greenpeace, in tre differenti soggetti (pinguino, orso, balena).100 per cento cotone biologico.

descrizione prezzo Tutine taglia S [50/54] e 20 Tutine taglia M [62/68] e 20 Tutine taglia L [74/80] e 20

codice descrizione I001UU Set di bavaglini

18

prezzo e 15


PORTACHIAVI

PORTABADGE

Portachiavi artigianale personalizzato realizzato con tessuto naturale, composto da canapa e cotone certificati da agricoltura biologica. Metallo riciclato e cuoio proveniente dal riciclo della lavorazione alimentare. Disponibile nei colori nero, grigio, kaki.

Cordino artigianale realizzato personalizzato Greenpeace, con tessuto naturale,composto da canapa e cotone certificati da agricoltura biologica. Accessori in metallo riciclato e cuoio proveniente dal riciclo della lavorazione alimentare. Disponibile nei colori nero, grigio, kaki.

codice G001CN G001CG G001CK

codice G002CN G002CG G002CK

descrizione Portachiavi Nero Portachiavi Grigio Portachiavi Kaki

prezzo e 9 e 9 e 9

prezzo e 9 e 9 e 9

MARSUPIO

SHOPPER In cotone 100 per cento biologico personalizzato con il logo della campagna energia e clima di Greenpeace, con serigrafia ecologica.

codice descrizione G003UU Shopper

descrizione Portabadge Nero Portabadge Grigio Portabadge Kaki

Marsupio artigianale personalizzato realizzato con tessuto naturale, composto da canapa e cotone certificati da agricoltura biologica. Metallo riciclato e cuoio proveniente dal riciclo della lavorazione alimentare. Sportivo e funzionale per contenere le cose che non puoi dimenticarti a casa. Disponibile nei colori grigio e kaki. codice descrizione A001CG Marsupio Grigio A001CK Marsupio Kaki

prezzo e 5

prezzo e 33 e 33

TRACOLLA

ZAINETTO Zainetto artigianale personalizzato Greenpeace, realizzato con tessuto naturale, composto da canapa e cotone certificati da agricoltura biologica. Metallo riciclato e cuoio proveniente dal riciclo della lavorazione alimentare. Pratico e resitente per accompagnarti nel tuo tempo libero. Disponibile nei colori camel e kaki.

Borsa artigianale personalizzata Greenpeace, realizzata con tessuto naturale, composto da canapa e cotone certificati da agricoltura biologica. Metallo riciclato e cuoio proveniente dal riciclo della lavorazione alimentare. Leggera e capiente, ideale per portare con te libri e quaderni. Disponibile nei colori grigio e kaki.

codice descrizione A002CK Zainetto Kaki A002CC Zainetto Camel

codice descrizione A003CG Tracolla Grigio A003CK Tracolla Kaki

prezzo e 45 e 45

MAGLIETTA BALENE

prezzo e 50 e 50

MAGLIETTA FORESTE

Colore blue navy, con soggetto “Fermiamo la caccia alle balene”. Cotone 100 per cento, senza uso di inchiostri tossici o materie prime dannose per la salute umana e senza il ricorso a manodopera infantile.

Colore rosso, con soggetto “Salva o cancella? Campagna per la difesa delle foreste primarie”. Cotone 100 per cento, senza uso di inchiostri tossici o materie prime dannose per la salute e senza il ricorso a manodopera infantile.

codice T001XL T001LL T001MM

codice T002XL T002LL T002MM T002DS T002DM

descrizione Balene Uomo XL Balene Uomo L Balene Uomo M

prezzo e 16 e 16 e 16

descrizione Foreste Uomo XL Foreste Uomo L Foreste Uomo M Foreste Donna S Foreste Donna M

prezzo e 16 e 16 e 16 e 18 e 18

MAGLIETTA OGM

MAGLIETTA CLIMA Soggetto “Save our climate”. Disponibile nei colori giallo (adulti) e blue navy (bambini). Cotone 100 per cento, senza uso di inchiostri tossici o materie prime dannose per la salute e senza il ricorso a manodopera infantile.

Colore arancio con soggetto “Sei quello che mangi. Sai quello che mangi?”. Cotone 100 per cento, senza uso di inchiostri tossici o materie prime dannose per la salute e senza il ricorso a manodopera infantile.

codice T003XL T003LL T003MM T003BP T003BG

codice descrizione T004XL OGM Uomo XL T004LL OGM Uomo L T004MM OGM Uomo M T004DS OGM Donna S T004DM OGM Donna M

descrizione prezzo e 16 Clima Uomo XL e 16 Clima Uomo L e 16 Clima Uomo M e 12 Clima Bimbo 6-8 anni Clima Bimbo 10-12 anni e 12

19

prezzo e 16 e 16 e 16 e 18 e 18


testet  

teste hotmiail