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garbelée edizione n.47 In PILLOLE E A PROPOSITO DI GIALLI… uno di mezz’estate. Suona il telefono in cancelleria nel primo pomeriggio, un Moreno, il Pa, chiama sconvolto il Vale: “Hanno rubato le due barriere sulla strada di San Bernardo!” Pensateci un attimo, non è evidente comprendere il perché di un furto così insensato: semplice dispetto, furto di materiale ferroso per la rivendita, preparazione di un’invasione per un Goa-party … in un barlume di secondi tutto passa fra la testa del segretario comunale che a velocità pazzesca digita di filato il numero di telefono del Moreno Pi, del Giorgio presidente del Patriziato, del Seo collaboratore del vigneto patriziale, del Renzo presidente parrocchiale. Niente, nessuna spiegazione o nessuno che avesse visto niente. A metà pomeriggio, quando già si stava pensando alla posa di barriere provvisorie, risuona il telefono. E’ il Giulio da Pastüra. “Ciao sum mi, ta telefoni adess perché vöreva miga disturbat a mescdì a cà. Ul tolée che l’è sü a mett a post ul tecc dar campanin da San Bernart, par evità come l’ann pasàa che quaidün gha serass a ciaf la barriera,la töi sü e portaa chi a ca mia!” (Ndr, per i non dialettofoni la traduzione in gergo dantesco: “Ciao sono io, ti telefono ora perché non volevo disturbarti a mezzogiorno a casa. Il lattoniere che sta mettendo a posto il tetto del campanile di San Bernardo, per evitare come l’anno scorso che qualcuno gli chiudesse a chiave la barriera, l’ha presa e l’ha portata qui a casa mia!” Per questioni di rispetto della fanciullezza e non toccare la sensibilità delle persone più fragili non si riporta il seguito della vicenda.

Luoghi comuni “lavurà pal comün, lavurà par nisün” Con questa rubrica cerchiamo di smantellare qualche luogo comune che da sempre riempie la bocca di molti cittadini. Sembra infatti che chi lavora, o lavorava, per il comune sia sempre propenso a fare il furbo, a schivare l’oliva, a lasciare lavorare gli altri senza intromettersi troppo specialmente quando c’è da faticare. Sfidiamo chiunque ad affermare che questi due noti personaggi si sono prestati per confermare il suddetto luogo comune. Denunce, diffide o solo sospetti devono essere presentate su carta bollata al Municipio che aprirà un’inchiesta per verificare la fondatezza delle denunce.

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Accordo firmato Sommerso di migliaia di palline che quotidianamente usa sia in allenamento sia nelle diverse gare che ancora frequenta, Roger Federer ha dovuto trovare una soluzione efficace per riciclare e qualche volta distruggere la montagna di palle che si ritrova in casa. Informato che a Comano vive un piccolo movimento specializzato nella rottura delle palle, si è subito incontrato con un suo rappresentante e, definite le modalità del contratto, si è accordato per la distruzione delle stesse. Parte del materiale, quello ancora in ordine, verrà invece inviato in Africa per scopi umanitari. Il Comune, informato dell’accordo raggiunto, si è impegnato da subito a fornire gli argomenti per facilitare la distruzione delle preziose palline.

Don Mario Nessuno avrebbe -giustamentescommesso, anche solo un centesimo, che dopo il suo “pensionamento”, Don Mario se ne fosse stato in panciolle a ….godersi la meritata quiescenza. Apicoltore provetto, eccolo balzare ora alla cronaca con le sue galline campionesse della razza New Hampshire. La notizia ha subito fatto il giro del mondo raggiungendo gli uffici vaticani. Papa Bergoglio, fiutando l’affare, ha subito pensato di richiamare a Roma il nostrano parroco per affidargli, con la promessa di uno zuccotto cardinalizio, la direzione di un nuovo reparto di pollicoltura da inserire nelle fattorie vaticane. Dai corridoi della curia locale, è trapelata la notizia che Sua Eccellenza Mons. Lazzeri sia ormai già stato ufficialmente incaricato di organizzare il trasferimento. Ma attenzione, caro Vescovo. Da Comano Don Mario non si sposta. Qui s’è già formato un comitato apartitico e aconfessionale capace di tutto (sit-in su via Cattedrale, occupazione a tempo indeterminato della Basilica del Sacro Cuore, conferenze, raccolta di firme, manifestazioni di piazza, blocchi stradali e ferroviari e quant’altro ancora). Il Pontefice, che già ha preso in prestito il nome del poverello d’Assisi, continui ad occuparsi di pecore, pecorelle, agnelli e qualche montone …rovesciato, ma tenga lontano le mani dai ruspanti, per i quali, il nostro Don Mario ha ricevuto in eredità dall’umile fraticello d’Assisi, il dono di poter intendersela con loro. Ad ognuno il suo, capito! Se proprio il Santo Padre insistesse, quale nostro segno di rispetto e sottomissione, arriveremmo a concedere il soggiorno di un paio di porporati (le spese di trasferte, vitto, alloggio e personale di sicurezza tutte a carico di Roma) da affiancare a Don Mario, non sdegnanti di sporcarsi le mani e capaci di ….rubargli i segreti del mestiere.

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Ur Sgarbelée 2014  

Edizione 2014 del giornalino satirico-umoristico edito dal comitato carnevale di Comano (CH)

Ur Sgarbelée 2014  

Edizione 2014 del giornalino satirico-umoristico edito dal comitato carnevale di Comano (CH)

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