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RICORDANDO WANDA. La scomparsa di Wanda Gentiletti: campionessa e modello di sportività per tutto il mondo tiravolistico italiano. Parlare di Wanda Gentiletti Frabollini come di un’atleta che ha letteralmente edificato la storia del Trap italiano appare perfino riduttivo. Ma adesso che la tiratrice romana non è più tra noi, è doveroso evidenziare il grande contribuito che Wanda Gentiletti ha fornito al prestigio del nostro sport con le sue leggendarie vittorie e con la sua lunga militanza in azzurro. Gli anni Settanta sono stati realmente il suo feudo: tesserata prima con la Società Tiro a Volo Tor Sapienza e poi con la Società Tiro a Volo Fiumicino (le strutture in cui la futura campionessa ha mosso i primi passi), Wanda Gentiletti è stata sette volte campionessa italiana di Fossa Olimpica assicurandosi per circa venti anni la presenza in Nazionale. Nel 1971 centra il primo grande risultato conquistando il secondo posto al Gran Premio d’Europa a Bologna. In quegli anni in cui non esisteva ancora il circuito di Coppa del Mondo, questi annuali appuntamenti internazionali erano le vetrine più prestigiose dell’attività tiravolistica e Wanda Gentiletti seppe subito mettersi in evidenza per la grande carica agonistica e per l’elevato livello tecnico. Nel 1975 è seconda al Gran Premio di Vienna e due anni dopo in Francia vince il titolo mondiale a squadre e conquista il bronzo individuale. L’anno successivo a Seoul è seconda nella gara iridata individuale ed è ancora campionessa del mondo a squadre. Al Mondiale di Montecatini del 1979 è quarta nella sfida individuale e seconda a squadre. Ma anche nel corso di tutta la prima metà degli anni Ottanta Wandissima, come venne definita allora per analogia con la celeberrima Osiris, fu strepitosa a livello individuale e nei concorsi a squadre. Ottenne vittorie o piazzamenti di prestigio agli Europei di Saragozza dell’80, al confronto continentale di Mosca dell’81, e ancora a Vienna, a Montecatini, a Tucuman, a Fosse la Ville. Fino al 1988 Wanda Gentiletti ha continuato a calcare le pedane con l’entusiasmo che l’ha sempre contraddistinta e con il grande impegno che rappresenta tuttora un modello anche per gli atleti di oggi e di domani.

Alcune immagini storiche della carriera agonistica di Wanda Gentiletti: nella foto in alto la campionessa romana è ritratta con la squadra azzurra in partenza per una trasferta a metà degli anni Settanta; al centro Wanda Gentiletti è ritratta al Mondiale di Berna del 1974 con Susan Nattrass e Bina Guiducci; in basso Wanda Gentletti è sul podio di Juan Les Pins con Bina Guiducci e Elda Rolandi


S O M M A R I O

M A G A Z I N E

TAV Numero 207 Giugno 2011

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L’EDITORIALE DI LUCIANO ROSSI

Direttore: Luciano Rossi

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CIELI APERTI PER RESCA E ROSSI

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PICCOLI SKEETTISTI CRESCONO

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GIANCARLO SERRA: LA ZAMPATA DEL LEONE

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BOGNAR E CHETCUTI SVETTANO A UMBRIAVERDE

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IL TIRO A VOLO IN TV

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PROSPERI È GRANDE A CAMERI

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IL MASTER DEL DOTTOR BATTISTI

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COME ERAVAMO

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LE UNIVERSITA’ SI SFIDANO A LONATO

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TUTTI I NUMERI DELLA TOP TEN

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IN CORPORE SANO

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ATTI UFFICIALI

Direttore Responsabile: Luigi Agnelli Coordinatore Redazionale: Massimiliano Naldoni (maxnaldoni@alice.it) Direzione e Redazione Federazione Italiana Tiro a Volo Viale Tiziano 74 00196 Roma Tel. 06 45235200 Fax 06 3233791 E-mail: redazione@fitav.it Tutti i diritti riservati Vietata la riproduzione anche parziale se non autorizzata. Aut. del Tribunale di Roma n.111 del 17 marzo 1994

In copertina: Gabriele Rossetti, Vincenzo Grizi e Tammaro Cassandro sono i giovani leoni dello strillo di copertina: i tre skeettisti under 20 hanno dato vita ad una bella sfida dagli intensissimi toni agonistici in occasione del Gran Premio di Skeet con formula Issf a Arzachena. Posano con loro il Commissario Tecnico della Nazionale di Skeet Francesco Fazi, la Voce Sindaco di Arzachena Loredana Pirina e il Coordinatore della gara Massimo Siliani.

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E D I T O R I A L E

ERRE COME RESPONSABILITà. Quando si vuole evidenziare una parola oppure quando quella parola è così importante da essere evocata soltanto dalla sua iniziale, si fa quello che ho voluto fare nel titolo di questo mio intervento. Erre come responsabilità. Quella menzionata nel titolo - la responsabilità, appunto - allo stato attuale è una prerogativa per noi così importante, che dovrebbe sempre conquistarsi un posto prioritario nei nostri pensieri. E ancora di più nelle nostre azioni. Fino da quando ho assunto l’incarico che rivesto nella Federazione Italiana Tiro a Volo, ho avuto la piena convinzione che Federazione fosse appunto un altro termine importante. Uno di quei termini, come responsabilità, da utilizzare per evocare la sua stessa iniziale. Effe come Federazione, appunto. Ne sono ancora totalmente convinto e sono altrettanto convinto che essere Federazione significhi piena assunzione di responsabilità, coraggio di affrontare rischi, volontà di operare scelte importanti. Con il passare del tempo non è cambiata la mia considerazione: quelle che ho appena menzionato continuano ad essere le stelle polari dell’operato mio, del Consiglio Federale e dell’Organizzazione Territoriale e continua ad essere altrettanto chiaro che, calati nei ruoli che ho appena menzionato, ogni giorno rappresenta una sfida nuova. Ma se Federazione significa anzitutto responsabilità, occorre allora che tutti coloro che si sentono parte di essa assumano lo stesso atteggiamento. Tutti i gestori delle nostre Associazioni che compongono la Federazione devono ad esempio rendersi consapevoli della necessità della gestione dei residui. Non si tratta di un appello nuovo, perché la nostra Federazione è impegnata nel promuovere la tutela dell’ambiente e nel conseguire l’eco-compatibilità della pratica tiravolistica da più di un quindicennio. Abbiamo allertato da lungo tempo le nostre Associazioni sui seri argomenti dell’impatto ambientale del nostro sport, nonché sul tema del recupero e del riciclo dei materiali. Ma quel diritto ad esistere che noi invochiamo anche proprio in funzione del fatto che da lungo tempo siamo stati seri e responsabili nel perseguire questi criteri di eco-compatibilità del nostro sport; quel nostro sacrosanto diritto ad esistere, dicevo, viene messo in discussione anche dagli atteggiamenti irresponsabili di alcuni che si muovono all’insegna del: facciamo come ci pare! Non ho mai assunto un atteggiamento del genere in quella complessa gestione di sintesi tra pubblico e privato che si chiama Federazione, perché essere Federazione significa appunto assunzione di responsabilità e interazione con il mondo circostante e questa prerogativa stride totalmente con lo slogan che ho appena menzionato. Questo per dire che sono stato e sempre sarò il primo a ergermi in difesa delle Associazioni aggredite nei confronti di quelli che definisco pseudo-verificatori che si accaniscono contro le Associazioni stesse e le costringono a esborsi ingenti emettendo giudizi talvolta contraddittori; ma in parallelo non potrò mai avallare le prese di posizione di alcuni che vanno in realtà a danneggiare fortemente il diritto ad esistere 2

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E D I T O R I A L E

dell’intera nostra collettività di tiravolisti. Si è formato un pool di esperti scientifici - il Collegio Tecnico Giuridico – che è famoso nel mondo al pari dei nostri Atleti e dei nostri Commissari Tecnici. E questi nostri esperti sono stati e saranno a loro volta autori di pagine importanti della storia del nostro sport. E questo avviene appunto perché i nostri esperti lavorano da lungo tempo con dedizione e serietà ad un progetto che è innanzitutto un’eredità preziosa che noi stiamo lasciando al tiro a volo di domani: la conquista graduale dell’eco-compatibilità del nostro sport e la sua possibilità di convivere e coesistere con il mondo circostante. In questo modo abbiamo raccolto il plauso e la considerazione di molti: dei Ministeri - ovvero dei luoghi dove vengono assunte le decisioni importanti per l’intero Paese - di tutti gli organismi internazionali che regolano l’attività del tiro a volo, delle Federazioni straniere, delle Aziende e dei praticanti di ogni angolo del mondo. Non potrà essere davvero l’irresponsabilità di pochi a demolire questa splendida costruzione che abbiamo edificato per il presente e per il futuro. È certo che avremmo fatto volentieri a meno di investire in questa direzione e di profondervi una quantità ingente delle nostre risorse. Ma nello stesso modo ribadisco che non possiamo permetterci che anche soltanto alcuni di noi manifestino insofferenza per quelle regole su cui si fonda il nostro diritto ad esistere. Anche perché - e si tratta di una considerazione che ho formulato anche altrove temo gli umori delle Amministrazioni pubbliche che, ora qua ora là, hanno talvolta manifestato un atteggiamento persecutorio nei nostri confronti. Se abbiamo respinto assalti anche feroci, questo è avvenuto appunto grazie all’accurato lavoro quotidiano del Collegio Tecnico Giuridico e al parallelo contributo del Consiglio Federale, dell’Organizzazione Territoriali e dei preziosi e valenti Dirigenti delle nostre Associazioni. Che le Associazioni della nostra Federazione, oltre ad essere state oggetto permanente di persecuzione, negli ultimi anni siano state costrette a far fronte all’incremento dei costi e al moltiplicarsi di adempimenti difficili e altrettanto onerosi, questo è un dato fuori discussione. Ma è altrettanto vero che non possiamo certo rispondere a questa situazione abbandonandoci ad una rassegnazione che prospetta il rischio di qualche superficialità e che ci esporrebbe ancora di più agli attacchi. Attacchi che si sono spesso concretizzati nell’aumento di cavillosità delle procedure: come è avvenuto ad esempio per il rilascio delle certificazioni necessarie alla nostra pratica sportiva. Occorre stringere i ranghi: è tempo di tornare a guardare con convinzione ad ogni impianto tiravolistico come all’elemento importante della nostra attività. L’ubicazione dell’impianto e il suo pieno inserimento nel contesto geografico e sociale (che significa appunto adeguamento ai criteri di eco-compatibilità e recupero e riciclo dei materiali) e l’incremento qualitativo del servizio offerto senza che si smarrisca il profondo valore del dilettantismo che informa da sempre il nostro mondo: queste devono essere le coordinate del nostro cammino. Occorre stringere i ranghi, dicevo, perché i nostri avversari si armano. Continuano ad attuare una persecuzione nei nostri confronti che spesso è dettata da impostazioni ideologiche immutabili e immutate. Se costoro guardassero con obbiettività alle iniziative che abbiamo attuato nel tempo, sarebbero persuasi che è tempo di mutare profondamente quelle impostazioni. Ma se questo non avviene, dobbiamo essere noi ad essere così saldamente convinti del nostro operato da spuntare ogni genere di attacco: fosse anche il più violento ed esasperato. Con un’arma che potrà farci vincere anche questa sfida. Un’arma che è facile descrivere e ricordare: erre come responsabilità. il Presidente Luciano Rossi

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F O S S A

O L I M P I C A

CIELI APERTI PER DANIELE RESCA E JESSICA ROSSI. A Cologno al Serio il Carabiniere emiliano vince tra gli Eccellenza davanti a Rodolfo Viganò e Fabio Sollami, mentre la fuoriclasse delle Fiamme Oro precede Daniela Mazzocchi e Deborah Gelisio; tra gli under 20 vincono Giulio Fioravanti e Alessia Montanino.

Trionfa l’Emilia – Romagna del Trap al Gran Premio di Fossa Olimpica di Cologno al Serio. Cieli Aperti - la suggestiva denominazione attribuita alla Società bergamasca dall’ideatore di quella struttura: Renato Lamera - diviene innanzitutto un auspicio per i due giovani talenti del Trap che possono fare del loro futuro uno spazio immenso - immenso come il cielo, appunto - in cui continuare a far germogliare grandi trionfi e esaltanti risultati. Daniele Resca ha vinto la gara degli Eccellenza con la grinta del grande campione perché sulle pedane di Cologno il Carabiniere emiliano ha dovuto fare i conti con avversari altrettanto esperti e determinati. Da quei confronti Daniele ha 4

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saputo uscire tuttavia con un’affermazione prestigiosa. Alla boa delle cinque serie Resca era approdato con 121 centri all’attivo e quel punteggio non era sufficiente per assicurare al Carabiniere un posto tra i finalisti. Il posto sicuro tra i magnifici sei se l’erano guadagnato Rodolfo Viganò, Fabio Sollami, Mauro De Filippis e Erminio Frasca che avevano concluso i round di selezione con 122 centri all’attivo. Per gli altri due posti a disposizione dovevano vedersela Daniele Resca, Danny Baiesi, Rudy Ghisleni e Carlo Angelantoni che al traguardo parziale delle cinque serie avevano totalizzato 121 centri. Lo shoot out escludeva dal gruppo l’umbro e il lombardo e promuoveva al round finale

da sinistra Il podio degli Eccellenza al Gran Premio di Fossa Olimpica di Cieli Aperti: allo stand bergamasco Daniele Resca ha vinto precedendo Rodolfo Viganò e Fabio Sollami. Renato Lamera, ideatore dell’impianto di Cologno al Serio, posa con il team degli Ufficiali di Gara che hanno assicurato il regolare svolgimento del Gran Premio del 21 e 22 maggio.


Il podio delle Ladies: Jessica Rossi ha conquistato la palma della vittoria precedendo Daniela Mazzocchi e Deborah Gelisioi. Il podio degli Juniores: Giulio Fioravanti ha vinto precedendo Marco Mattioli e Valerio Grazini.

lo stesso Resca e il campione del mondo degli Juniores. In finale il Carabiniere emiliano era il più brillante e totalizzava 21 centri che proiettavano il suo punteggio complessivo a quota 142/150. Nessuno degli altri contendenti riusciva a fare altrettanto e Resca si assicurava pertanto la palma della vittoria del Gran Premio bergamasco. I più vivaci degli inseguitori risultavano

suoi 72 centri poteva vantare due lunghezze di vantaggio su Deborah Gelisio e tre su Romina Giansanti e Daniela Mazzocchi. Con 68 bersagli all’attivo centrava la conquista di un posto tra le finaliste Giulia Iannotti e con 67 era della partita anche Nadia Righetti che, in shoot out, costringeva Giulia Pintor, Eugenia Valente e Maria Carmela Petrella ad assistere alla finale dalla

Viganò e Sollami: entrambi partiti da quota 122, aggiungevano 19 centri al patrimonio precedente e si trovavano ancora appaiati a 141. Nel successivo spareggio era il milanese del Corpo Forestale dello Stato a conquistare la medaglia d’argento e a lasciare allo specialista siciliano un prestigioso bronzo. Concludevano invece a 140 Danny Baiesi, Mauro De Filippis e Erminio Frasca. Senza brividi la gara delle Ladies in cui Jessica Rossi ha sempre tenuto saldamente in pugno il posto di preminenza. Con 23 24 - 25 la campionessa di Crevalcore si era infatti già assicurata il ruolo di apripista al traguardo intermedio dei 75 piattelli. Con i

tribuna. Con i 21 centri della finale Jessica conservava ampiamente il suo primato: il punteggio di 93/100 le assicurava infatti tre lunghezze di vantaggio su di una brillante Daniela Mazzocchi che si aggiudicava una prestigiosa medaglia d’argento davanti a una delle tiratrici che hanno realmente fatto la storia del tiro a volo degli ultimi quindici anni: Deborah Gelisio. La veneta di Mel si attestava a quota 88 davanti all’87 di Giulia Iannotti, all’86 di Romina Giansanti e all’85 di Nadia Righetti. Con 142/150 Giulio Fioravanti ha conquistato la vittoria tra gli Juniores: in finale il tiratore capitolino ha aggiunto 21 TAV MAGAZINE _ IL TIRO A VOLO

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// cieli aperti per daniele resca e jessica rossi

Il podio delle Ladies Juniores: Alessia Montanino ha vinto precedendo Silvana Stanco e Lisa Nicole Marzo.

centri ai precedenti 121 bersagli utili e si è aggiudicato la medaglia d’oro staccando di misura due contendenti celebri e vivaci: Marco Mattioli e Valerio Grazini. Nello spareggio è stato il giovane romano a spuntarla sul viterbese per 6 a 5. Con 138 ha concluso Carlo Mancarella davanti al 136 di Massimiliano Iacovissi e al 131 di Renzo Baldinotti. Tra le giovanissime Alessia Montanino è stata incontenibile: la tiratrice

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campana, che alla boa dei 75 piattelli era appaiata a Silvana Stanco a quota 66, in finale ha preso il largo e ha tagliato il traguardo in solitudine con 84 centri. 81 bersagli utili hanno assegnato la medaglia d’argento a Silvana Stanco, mentre il bronzo è andato a Lisa Nicole Marzo che ha totalizzato 79 centri e ha preceduto Krizia Domenica Laganà (77). Alessia Iezzi (76) e Jessica Bartoli (74).


// cieli aperti per daniele resca e jessica rossi

I Prima in gara dal Veneto alla Sicilia I finalisti del Gran Premio di Prima categoria a Borgo Vicentino.

Sulle pedane dello stand Borgo il Prima Bruno Bonini ha preceduto Diego Puccio e Giovanni Bogliolo.

E’ stato Bruno Bonini il migliore dei Prima categoria in gara allo stand Borgo: sulle pedane vicentine il tiratore emiliano ha totalizzato un brillante 121/125 ed ha poi perfezionato il proprio percorso verso la vittoria con un solidissimo 24. 145 centri hanno permesso a Bonini di vincere precedendo al traguardo un terzetto di nomi di prestigio che si erano fermati a 143: Diego Puccio, Giovanni Bogliolo e Giorgio Bottigella. Nello shoot off è stato Puccio a conquistare la medaglia d’argento con nove centri davanti a Bogliolo che si è reso meritevole della medaglia di bronzo con i suoi otto centri. Con Bottigella quarto, è stato Giampietro Belotti a concludere al quinto posto con 142 davanti al 139 di Graziano Torricelli. Allo stand Bellavista ha vinto invece Andrea Miotto: sulle pedane aretine Miotto ha totalizzato un brillante 146 (122 + 24) e ha preceduto i 145 di Riccardo Maestrelli e Fabio Ricutini: lo spareggio tra i due ha poi decretato secondo classificato Maestrelli per 4 a 3. Nella scia dei medagliati si sono inseriti Matteo Mancinelli e Marco Capurro (143) e Gianfranco Cristoni (140). A Pastorano ha vinto Alessandro Nicotra di San Giacomo: il tiratore latino ha totalizzato 145/150 (con un pregiato 25 di finale) e si è assicurato la palma della vittoria con un piattello di vantaggio su Angelo Sperandeo che peraltro a sua volta è stato autore di una splendida serie piena in finale. Il terzo posto è andato a Francesco Rio che ha totalizzato 143 centri come Riccardo Rosi e ha poi superato il tiratore delle Fiamme Oro in spareggio per 8 a 7. Pietro Caforio si è attestato a 143 davanti al 142 di Francesco Iacono. Nella sede siciliana di Torretta ha vinto Fabio Scuderi: con 143/150 (120 + 23) Scuderi ha regolato di misura il tenace Calogero Romeo. La medaglia di bronzo è stata appannaggio di Matio Sammartano (139). A 138 si sono attestati Salvatore Finocchiaro e Gianluca Tedesco davanti al 136 di Giuseppe Davì.

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S K E E T

PICCOLI SKEETTISTI CRESCONO. Sulle pedane di Arzachena Valerio Luchini è brillantissimo tra gli Eccellenza in lizza al Gran Premio con formula Issf e precede Andrea Filippetti e Ennio Falco, ma è Gabriele Rossetti a svettare autorevolmente tra gli Juniores davanti ai grintosissimi Vincenzo Grizi e Tammaro Cassandro. Simona Scocchetti è invece la più luminosa delle Ladies davanti a Chiara Cainero e Cristina Vitali. Il Presidente del Comitato regionale Fitav della Sardegna Gianfranco Orrù introduce la cerimonia di premiazione a fianco della Vice Sindaco di Arzachena Loredana Pirina, del Coordinatore Massimo Siliani e del gruppo degli Ufficiali di Gara impegnati nel Gran Premio di Skeet. Loredana Pirina, Vice Sindaco di Arzachena, il Commissario Tecnico della Nazionale di Skeet Francesco Fazi e il Coordinatore della gara Massimo Siliani posano con i medagliati della gara degli Juniores: Gabriele Rossetti, Vincenzo Grizi e Tammaro Cassandro.

Giovani leoni. È così che abbiamo definito nello strillo di copertina i tre under 20 che si sono impossessati delle tre sedi del podio nel Gran Premio disputato sulle pedane di Arzachena. È fuori discussione infatti che i giovanissimi Gabriele Rossetti, Vincenzo Grizi e Tammaro Cassandro nella sfida sarda abbiano dimostrato di saper ruggire ormai come leoni adulti ed è legittimo pertanto concedere la ribalta principale a questi giovani atleti che gareggiano in maniera non meno autorevole dei loro colleghi più anziani (in senso agonistico, s’intende). Tra loro Gabriele Rossetti ha realmente condotto una gara da manuale: il figlio di Bruno, campione iridato del 1989 e del 1994, ha infatti rispettato una media spettacolare nelle cinque serie di selezione aprendo le ostilità con un 25 per aggiungere un 24 e un’altra serie piena. Con 8

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altri due 24 Gabriele Rossetti è approdato al pregevolissimo punteggio di 122/125 e si è assicurato il dorsale numero uno tra i finalisti. Ma il figlio d’arte non poteva permettersi di dormire sugli allori nell’ultimo emiciclo sardo perché Vincenzo Grizi si era attestato a quota 121 e il punteggio del tiratore latino avrebbe potuto essere anche più pregiato se, dopo tre perfetti 25 e un 24, non avesse attenuato la sua furia agonistica con un 22. Un po’ più distanziato, ma non domo, si era presentato alla finale Tammaro Cassandro. Il giovane nipote d’arte di Ennio Falco, un po’ come era accaduto a Grizi, aveva esordito facendo fuoco e fiamme con due 25 e un 24, ma con un 23 e un 20 si era attestato a 117 e precedeva di una lunghezza Domenico Simeone. Con 110 entrava in finale anche Simone Vizzon davanti al 109 di Christian

Tra gli Eccellenza Valerio Luchini ha vinto il Gran Premio di Skeet con formula Issf di Arzachena precedendo Andrea Filippetti e Ennio Falco.


Benet. In finale Gabriele Rossetti non smarriva il suo smalto: con la stessa regolarità con cui aveva condotto tutta la gara di Arzachena il figlio del campionissimo Bruno Rossetti intercettava 24 piattelli ed era primo in solitudine a quota 146/150. Vincenzo Grizi era tenace e mandava in pezzi 22 dischi raggiungendo quota 143 e assicurandosi un prestigioso argento davanti al 140 che donava la medaglia di bronzo a Tammaro Cassandro. Nella loro scia Domenico Simeone

lunghezza Ennio Falco (24 – 25 – 25 – 24 – 23) e il beniamino di casa Luigi Agostino Lodde (25 – 24 – 25 – 23 – 24). Con 120 entrava nel lotto dei finalisti anche Angelo Moscariello. L’ultimo posto disponibile era appannaggio di Michele Bertossi che aveva totalizzato 117 e aveva dovuto escludere in shoot out un pool numerosissimo di contendenti composto da Emanuele Fuso, Stefano Benet, Adriano Bandini, Andrea Sacchetti, Stefano Battaglia, Maurizio

concludeva a 139 davanti al 133 di Simone Vizzon e al 130 di Christian Benet. È vero: Gabriele Rossetti, Vincenzo Grizi e Tammaro Cassandro meritavano la ribalta, ma è doveroso dire che anche gli Eccellenza in gara al policampo sardo hanno tenuto fede alla loro fama. È stato un podio da gara internazionale quello che ha contraddistinto infatti la massima categoria. Tra i big in gara ad Arzachena è stato Andrea Filippetti a far segnare il miglior punteggio alla boa delle cinque serie di selezione.Il tiratore romano è stato autore di una gara – capolavoro allo stand sardo: due 25, due 24 e ancora una serie piena alla vigilia della finale hanno fatto di lui il miglior Eccellenza del Gran Premio alla boa dei 125 piattelli. Con due 25 e tre 24 Valerio Luchini si era inserito nella sua scia con un luminoso 122 e precedeva di una

Carrara e Sandro Bellini. In finale era però Valerio Luchini a imporre al cronista l’utilizzo dell’aggettivo: ineccepibile. Il tiratore capitolino completava l’emiciclo dal pull al mark senza errori ed era primo in solitudine a 147/150 perché Andrea Filippetti non andava oltre il 23 e si attestava a 146 dove era agganciato da un Ennio Falco sempre spettacolare che a sua volta intercettava tutti i bersagli del round finale. Nello shoot – off Filippetti era però abile a conquistare la medaglia d’argento superando il vice campione del mondo per 5 a 4. Con 145 era quarto Luigi Agostino Lodde davanti ai 140 di Michele Bertossi e Angelo Moscariello. Simona Scocchetti ha centrato la vittoria sulle pedane di Arzachena confermandosi valentissimo elemento rosazzurro del team di Francesco Fazi. Con un 21, un 22 e un TAV MAGAZINE _ IL TIRO A VOLO

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I migliori Eccellenza del Gran Premio Valerio Luchini, Andrea Filippetti e Ennio Falco posano con il Commissario Tecnico Fazi, con il Presidente del Comitato regionale Fitav Orrù e con Franco Gattermayer Simona Scocchetti ha vinto la gara delle Ladies: al Gran Premio di Arzachena le piazze d’onore sono andate a Chiara Cainero e Cristina Vitali

Simona Scocchetti, Chiara Cainero e Cristina Vitali posano con il Presidente del Comitato regionale Fitav della Sardegna Gianfranco Orrù, con la Vice Sindaco di Arzachena Loredana Pirina e con il Commissario Tecnico della Nazionale di Skeet Francesco Fazi.

24 la skeettista dell’Esercito ha conquistato la vetta della graduatoria a quota 67/75 condividendola però nientemeno che con Chiara Cainero che era approdata allo stesso punteggio con gli stessi punteggi distribuiti però in sequena diversa: 24 – 22 – 21. Con 10

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66 si inseriva pericolosamente nella loro scia Cristina Vitali, tallonata a distanza da Adriana Fattorini (56), Virginia Orlando (52) e Nausica Cirillo (51). In finale Simona non mollava e assemblava un solido 19 che lke consentiva di approdare al totale di 86/100 e di chiudere la


Marco Calafiore ha vinto autorevolmente tra i Prima categoria precedendo Riccardo Filippelli e Gianluca Flore. Mauro Dettori ha vinto tra i Seconda categoria davanti a Giancarlo Perfetti e Pasqualino Corridore.

In Terza categoria Nicola Andrea Asara ha vinto precedendo Paolo Temporin e Carlo Fattorini.

partita in suo favore perché Chiara Cainero non aldava oltre il 17 ed era agganciata e costretta allo spareggio da Cristina Vitali. Con un rapido 2 a 1 la friulana si confermava seconda lasciando il bronzo alla bergamasca di Treviolo. Virginia Orlando e Adriana Fattorini concludevano a 74 davanti al 67 di Nausica Cirillo. Tra i Prima categoria è stato Marco Calafiore a tenere sempre abilmente in pugno la gara di Arzachena. Lo skeettista della Società capitolina La Pisana ha costruito il suo vantaggio con una bella sequenza di punteggi (24 – 25 – 24 – 25 -22) che gli ha permesso di affrontare la finale con 120 bersagli di credito e il vantaggio di due piattellisull’inseguitore più pericoloso: Riccardo Filippelli. Con 117 centri inseguivano Gianluca Flore e Piergiovanni Nesti e con 115 riuscivano a inserirsi tra i finalisti anche Davide Sangaino e Francesco Sanna. In finale Calafiore componeva un bel 23 e si assicurava la medaglia d’oro del Gran Premio con il totale di 143/150. Il secondo posto era appannaggio di Riccardo Filippelli (139) davanti al 137 di Gianluca Flore. Piergiovanni Nesti chiudeva a 133 davanti ai 132 di Sanna e Sangaino. Il migliore dei Seconda categoria è stato Mauro Dettori ma lo skeettista sardo ha dovuto combattere per difendere il suo ruolo di preminenza. Dettori capeggiava infatti la graduatoria alla boa dei 125 piattelli con 109

e precedeva di misura Pasqualino Corridore, tallonato a sua volta ad un piattello da Giancarlo Perfetti. Con 104 accedeva al sestetto dei finalisti anche Giovanni Antonio Occhioni davanti al 103 di Andrea Del Pistoia e al 100 di Aldo Mauri. Diciassette centri non bastavano a Dettori per laurearsi vincitore della gara dei Seconda: a 126/150 infatti lo skeettista sardo era raggiunto dal latino Perfetti. Nello shoot off tuttavia Dettori era abile a confermarsi primo con un secco 2 a 1 che costringeva Perfetti ad un onorevolissimo argento. Shoot off anche per la medaglia di bronzo. Approdavano infatti a 124 sia Pasqualino Corridore che Giovanni Antonio Occhioni e qui era invece proprio il tiratore del Lazio ad escludere dal podio per 1 a 0 il sardo Occhioni. In Terza categoria alla boa delle cinque serie era Carlo Fattorini a condurre con 109 centri davanti al 108 di Nicola Andrea Asara e Alessandro Doddo. Ma in finale era proprio Asara a compore il miglior punteggio e a ribaltare le sorti del Gran Premio di Arzachena. Con 129 centri Asara si assicurava la medaglia d’oro davanti al 128 di Paolo Temporin (che in finale aveva aggiunto un brillantissimo 23 ai 105 bersagli collezionati precedentemente) e al 125 di Carlo Fattorini. Nella scia dei medagliati si inserivano i 124 di Francesco Pitturru e Paolo Murrighili e il 123 di Alessandro Doddo.

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E L I C A

GIANCARLO SERRA: LA ZAMPATA DEL LEONE. Lo specialista di Castelfranco Emilia conquista il titolo europeo di Elica a Casalecchio di Reno, ma gli azzurri fanno incetta di titoli:Valentina Cuzzani è la migliore elicista continentale e conquistano l’alloro anche il Veterano Germano Pavanello e il Superveterano Giuseppe Covini.

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Nella pagina a fianco: È la stoccata che lo ha reso famoso nel mondo quella che Giancarlo Serra mostra in questa immagine: lo specialista di Castelfranco Emilia ha colpito le venti eliche regolamentari e poi ha regolato in spareggio Tallarico e Proietti. Giancarlo Serra ha vinto il titolo europeo di Elica a Bologna precedendo Bruno Tallarico e Roberto Proietti.

dall’alto: Valentina Cuzzani ha vinto il titolo europeo delle Ladies precedendo la francese Sopjie Mameli e l’inglese Dionne Rogers. La campionessa del mondo Paola Tattini, la neocampionessa europea Valentina Cuzzani e Franca Rota hanno conquistato l’alloro continentale a squadre davanti alla Spagna e alla Gran Bretagna. Tra i Veterani ha vinto il lombardo Germano Pavanello davanti a Paolo Barelli e a Mario Gregoratti. Il titolo dei Superveterani è andato invece all’emiliano Giuseppe Covini che ha preceduto Giuseppe Aleoo e Gioacchino Rosa Rosa.

Il nuovo campione europeo di Elica risponde al nome di Giancarlo Serra. Un nome che non ha bisogno di presentazioni. Lo specialista di Castelfranco Emilia si è ritagliato infatti un ruolo di primissimo piano tra i grandi elicisti degli ultimi decenni e la sua stoccata (con quella ormai celebre impugnatura “corta” della mano sinistra sul fucile) è un gesto tecnico personalissimo e distintivo con cui l’emiliano ha domato nel mondo le eliche più insidiose. La vittoria più recente è una vittoria sul terreno di casa: è proprio a Casalecchio di Reno che Serra ha conquistato l’ennesimo titolo tra i Seniores. Non si è trattato tuttavia di una passeggiata: Giancarlo Serra ha infatti dovuto non soltanto intercettare tutte le venti eliche di programma, ma è stato anche costretto ad affrontare un barrage davvero insidioso. Già, perché al traguardo delle venti eliche anche Roberto Proietti e Bruno Tallarico si erano presentati a punteggio pieno. La sfida per il titolo si è presentata perciò come un vero e proprio duello al sole: un confronto incandescente tra grandi specialisti della pedana. Il primo a cedere all’esuberanza agonistica di Serra è stato il ternano: alla quarta elica di spareggio Roberto Proietti è rimasto escluso dalla sfida e si è assicurato una prestigiosissima medaglia di bronzo. Bruno Tallarico ha tentato di contrastare Giancarlo Serra, ma al sesto bersaglio di spareggio ha dovuto cedere a sua volta la palma della vittoria allo specialista di Castelfranco Emilia. Trionfo in rosa per Valentina Cuzzani: la “dottoressa” dell’Elica ha letteralmente dominato sulle pedane della sua città. Valentina ha intercettato il volo di diciotto delle venti eliche di programma e ha tagliato il traguardo in solitudine infliggendo distacchi abissali a tutte le avversarie. Ha tentato di contrastare l’incontenibile Valentina la francese Sophie Mameli che ha colpito tredici eliche e si è assicurata la prestigiosa medaglia d’argento dell’Europeo

davanti ad un vero e proprio mito dell’Elica femminile di questi anni: l’inglese Dionne Rogers che ha intercettato il volo di dodici bersagli. Valentina Cuzzani ha centrato una doppia vittoria a Casalecchio di Reno: in collaborazione con la campionessa del mondo Paola Tattini e con Franca Rota, la bolognese ha infatti trainato la squadra alla

conquista del titolo a squadre. Con 25/30 l’Italia della Cuzzani, della Tattini e della Rota ha preceduto di ben sette lunghezze la Spagna e la Gran Bretagna. TAV MAGAZINE _ IL TIRO A VOLO

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// giancarlo serra: la zampata del leone

In questo Campionato europeo di Bologna che ha visto concorrere più di duecento tiratori provenienti da Francia, Spagna, Portogallo, Gran Bretagna e Egitto, il tricolore ha dominato in molti comparti. Sono tutti vestiti di azzurro ad esempio i podi delle qualifiche Veterani e Superveterani. Il nuovo campione europeo dei Veterani è Germano Pavanello. Il tiratore di Abbiategrasso ha dovuto però combattere aspramente per assicurarsi il titolo perché allo stesso livello era giunto anche il bolognese Paolo Barelli. Nella sfida a due per il titolo il tiratore lombardo è stato assolutamente ineccepibile e con altri cinque centri perfetti ha vinto l’oro europeo e ha costretto il collega bolognese ad un prestigioso secondo posto. La terza sede del podio è andata a Mario Gregoratti: il noto imprenditore di Fiesole si è assicurato la medaglia di bronzo intercettando sedici eliche. Tra i Superveterani il titolo è andato a Giuseppe Covini. Il tiratore piacentino di Rottofreno ha colpito diciassette eliche e ha preceduto di misura Giuseppe Aleo di Trapani. La medaglia di bronzo è stata appannaggio del napoletano Gioacchino Rosa Rosa che ha frenato il volo di sedici eliche.

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dall’alto: Francesco Tosi, Paolo Golfari e Roberto Proietti hanno ottenuto un brillante secondo posto nella sfida a squadre dei Seniores: l’oro è andato al Portogallo e il bronzo all’Egitto.

Tra gli Juniores il britannico Nathan Hales ha preceduto il messinese Carmelo Passalacqua e lo spagnolo Borja Torregrossa. Il Presidente della Fitav Luciano Rossi si complimenta con il giovane inglese Nathan Hales per i molteplici successi conseguiti nelle riunione bolognese. Valentina Cuzzani ha vinto il Trofeo Majani delle Ladies Paolo Allori ha vinto il Trofeo Majani dei Veterani. Giovanni Allena si è assicurato il Trofeo Majani tra i Superveterani. Il Consigliere nazionale della Fitav Giorgio Gandolfi premia il vincitore assoluto del Trofeo Majani Franco Tassinari.


// giancarlo serra: la zampata del leone

Non sono riusciti a centrare il titolo i tre specialisti azzurri designati per la sfida a squadre dei Seniores. Francesco Tosi, Paolo Golfari e Roberto Proietti hanno infatti intercettato trentasei eliche, ma il loro punteggio ha prodotto la medaglia d’argento. L’alloro continentale a squadre è andato al Portogallo: gli specialisti lusitani hanno infatti frenato il volo di ben quaranta bersagli. La squadra del’Egitto si è assicurata il terzo posto con 34. Bingo bolognese per il giovanissimo inglese Nathan Hales che, dopo aver conquistato l’alloro mondiale a Granada, ha bissato il successo anche nel confronto europeo sulle pedane di Casalecchio di Reno. Il punteggio di 19/20 ha attribuito al giovane britannico il titolo continentale degli Juniores davanti al messinese Carmelo Passalacqua. La medaglia di bronzo della gara dei giovanissimi è stata invece appannaggio dello spagnolo Borja Torregrossa che ha colpito dodici eliche.

dall’alto: Arrigo e Alberto Olivieri premiano il vincitore della Coppa del Presidente Manuel Zanna; Stefano Tuzzoli è stato il dominatore della Coppa Manfredi; Arrigo e Alberto Olivieri premiano i migliori specialisti della sfida con fucili a cani esterni.

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D O U B L E

T R A P

BOGNAR E CHETCUTI SVETTANO A UMBRIAVERDE. L’ungherese e il maltese insieme ad Alessandro Chianese sono i protagonisti del weekend internazionale di Double Trap al policampo di Massa Martana. Il podio dell’Italian Cup con William Chetcuti, Vasily Mosin e Richard Bognar ai primi tre posti della graduatoria.

Weekend tutto all’insegna del Double Trap di profilo olimpico quello dell’8 e 9 maggio sulle pedane di Umbriaverde. La prima edizione del Gran Prix International, che ha visto in lizza specialisti di cinque nazioni, ha avuto nell’ungherese Richard Bognar e nel maltese William Chetcuti i protagonisti assoluti. Bognar ha vinto il confronto internazionale prima totalizzando 187/200 come Marco Innocenti e poi superando il toscano in shoot – off per 3 a 2. Al terzo posto si è insediato William Chetcuti di Malta con 185. Nel secondo Gran Premio nazionale della specialità che si è disputato nelle stesse giornate è stato invece Alessandro Chianese a svettare in Eccellenza. Il napoletano della Marina Militare ha concluso con 187/200 e ha centrato la vittoria precedendo di due piattelli Davide Gasparini che a sua volta ha staccato di due lunghezze Francesco D’Aniello. In Prima categoria la medaglia d’oro è andata a Walter Trevisan che ha totalizzato

178/200 e ha regolato Umberto Isalberti (177) e Monica Girotto (172). In Seconda categoria Eugenio Rinaldoni ha svettato con 130/150 davanti a Valter Veroli (128 + 2) e Roberto Zallocco (128 + 1). Stefano Rossini ha vinto in Terza categoria con 123/150 precedendo Edoardo Rossi (121) e Antonio Albano (120). Nel Settore Giovanile Jacopo Trevisan ha dominato con 173/200 davanti a Simone Vedovelli (164) e Andrea Galesso (163). Nell’Italian Cup, la sfida internazionale contestuale al Gran Premio di Double Trap, ha vinto William Chetcuti: lo specialista maltese ha totalizzato 191/200 e grazie ad un perfetto 48/50 di finale ha superato sul filo di lana il russo Vasily Mosin, costretto ad un prestigioso secondo posto con 190. 188 centri hanno donato la medaglia di bronzo della sfida all’ungherese Richard Bognar davanti al connazionale Roland Gerebics (182), all’altro maltese Nathan Lee Wureb (178) e all’indiano Rajavardhan Rathore.

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I L

T I R O

A

V O L O

I N

T V

piattello televisivo!

Ecco tutti i passaggi televisivi della stagione nazionale e internazionale del tiro a volo.

Gare Nazionali

Gare Internazionali

5 giugno 3° Gran Premio Double trap Tav S. Uberto, Manoppello Scalo (PE) 11) Double Trap maschile (produzione di 50 min)

7-17 luglio 4° Prova Coppa del Mondo Maribor (Slovenia) 16) Fossa Olimpica femminile (produzione di 50 min) 17) Fossa Olimpica maschile (produzione di 50 min) 18) Skeet femminile (produzione di 50 min) 19) Skeet maschile (produzione di 50 min) 20) Double Trap (maschile) (produzione di 50 min)

11/12 giugno 3° Gran Premio Skeet Tav Lo Schioppo, Scanzano (MT) 12) Skeet femminile (produzione di 50 min) 13) Skeet maschile (produzione di 50 min) 19 giugno Campionato Italiano Double trap Tav Cieli Aperti, Cologno al Serio (BG) 14) Double Trap maschile (produzione di 50 min) 25/26 giugno 3° Gran Premio Fossa Olimpica Tav Acquaviva, Cellino Attanasio (TE) 15) Fossa olimpica Femminile (produzione di 50 min) 16) Fossa Olimpica Maschile (produzione di 50 min) 10 luglio Criterium CAS FO, SK, DT Tav Valle Aniene, Lunghezza (RM) 17) (produzione di 60 min) 16/17 luglio Campionato Italiano Fossa Olimpica Tav Umbriaverde, Massa Martana (PG) 18) Fossa olimpica Femminile (produzione di 50 min) 19) Fossa Olimpica Maschile (produzione di 50 min) Campionato Italiano Skeet – 24/25 settembre Tav Montecatini, Montecatini (PT) 20) Skeet femminile (produzione di 50 min) 21) Skeet maschile (produzione di 50 min)

--------------------------------------------------------------Gare nazionali 20 produzioni da 50 minuti = 1000 minuti (16-17 ore) 1 produzione da 60 minuti. Totale 21 produzioni per 19 ore

1-14 agosto Campionato Europeo* Belgrado (Serbia) 21) Fossa Olimpica femminile (produzione di 50 min) 22) Fossa Olimpica maschile (produzione di 50 min) 23) Skeet femminile (produzione di 50 min) 24) Skeet maschile (produzione di 50 min) Double Trap (maschile) (produzione di 50 min) 27-28 agosto Memorial Ferdinando Rossi Todi (Perugia) 26) (fossa olimpica) (produzione da 90’) 3-14 settembre Campionato Mondiale* Belgrado (Serbia) 27) Fossa Olimpica femminile (produzione di 50 min) 28) Fossa Olimpica maschile (produzione di 50 min) 29) Skeet femminile (produzione di 50 min) 30) Skeet maschile (produzione di 50 min) 31) Double Trap (maschile) (produzione di 50 min) 2-9 ottobre Finale Coppa del Mondo Cairo (Egitto) 32) Fossa Olimpica femminile (produzione di 50 min) 33) Fossa Olimpica maschile (produzione di 50 min) 34) Skeet femminile (produzione di 50 min) 35) Skeet maschile (produzione di 50 min) 36) Double Trap (maschile) (produzione di 50 min)

--------------------------------------------------------------Gare internazionali 36 produzioni da 50 minuti: 1800 minuti di produzione (30 0re) Totale 57 produzioni per 49-50 ore.

* Campionato d’Europa e Campionato dl Mondo quasi sicuramente potrebbero andare in diretta perché dovrebbe essere garantito il segnale internazionale. TAV MAGAZINE _ IL TIRO A VOLO

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T I R A V O L I S T I

I N

D I V I S A

PROSPERI È GRANDE A CAMERI. Lo specialista delle Fiamme Oro ha svettato tra gli Eccellenza in gara al Gran Premio delle Forze Armate e dei Corpi dello Stato di Fossa Olimpica all’aeroporto militare piemontese. Testo di CARLOFRANCESCO MANSTRETTA.

L’Aeroporto Militare di Cameri ha ospitato il Gran Premio delle Forze Armate e dei Corpi dello Stato che ha coinvolto 63 specialisti di Fossa Olimpica. Il comandante della struttura, il Colonnello Alessandro Tudini, affiancato dal Prefetto di Novara Giuseppe Amelio, dal Consigliere nazionale della Fitav Vincenzo Cito, dal Presidente del Comitato regionale Fitav del Piemonte Giuseppe Facchini e dal Capitano di Vascello Domenico Lufrano, referente per i Copri Militari per la Fitav, hanno accolto all’impianto novarese i portacolori di Aeronautica Militare, Carabinieri, Esercito Italiano, Guardia di Finanza, Marina Militare, Polizia di Stato, Polizia Locale e Vigili del Fuoco. Per quanto 20

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riguarda la classifica dei tiratori di Eccellenza, a salire sul primo gradino del podio è stato Simone Lorenzo Prosperi (Fiamme Oro) di Artena (Roma) con 140/150, mentre la piazza d’onore è stata occupata da Alessandro Belli (Fiamme Oro) di Fiumicino con 127. Il gradino più basso del podio è andato invece al friulano di Campoformido Marcello De Colle (Vigili del Fuoco) con 126. Tra le Ladies Marina Moioli (Fiamme Oro) di Azzano San Paolo si è messa al collo l’oro con 110/125: alle spalle della bergamasca Erica Marchini (Vigili del Fuoco) di Cigliano di Vercelli si è assicurata l’argento con 103.

Tra gli Eccellenza in gara a Cameri Simone Lorenzo Prosperi ha vinto precedendo Alessandro Belli e Marcello De Colle.


In Prima categoria ha vinto Andrea Miotto davanti a Giovanni Pietro Mereu e Riccardo Rossi. Salvatore Semeraro ha vinto in Seconda categoria precedendo Carlo Casu e Salvatore Gherardelli. In Terza categoria Cristiano Spendolini ha regolato Paolo Conti e Domenico Seminara.

Simona D’Onofrio (Esercito) di Spoltore ha conquistato autorevolmente il bronzo con 87. Per le altre categorie e qualifiche, le medaglie d’oro sono andate a Andrea Miotto (Vigili del Fuoco) di Ciliverghe (Brescia) con 137/150 per la Prima Categoria, a Salvatore Semeraro (Aeronautica Militare) di Tribano (Padova) con 139/150 per la Seconda Categoria, a Cristiano Spendolini (Vigili del Fuoco) di Jesi con 133/150 per la Terza categoria e ad Agostino Paciotti (Aeronautica Militare) di Villanova di Guidonia con 117/125 per la qualifica del Personale in Congedo. Per quanto riguarda la competizione delle squadre composte da sei tiratori, i migliori sono risultati essere i portacolori dei Vigili del Fuoco (Giovanni Pietro Mereu, Andrea Miotto, Cristiano Spendolini, Pietro Paolo Cenna e Marcello De Colle) che si sono

meritati l’oro con 662/750. Alle loro spalle l’argento è andato al gruppo delle Fiamme Oro (Simone Lorenzo Prosperi, Antonio Orlo, Marina Moioli, Riccardo Rossi, Vito Giuseppe Cito e Alessandro Belli) con 661. Al terzo posto si è insediata l’Aeronautica Militare (Agostino Paciotti, Carlo Casu, Luigi Onorati, Enrico Ponzuoli, Francesco Gai e Roberto Borio) che con 649 si merita il bronzo. Nella classifica delle squadre composte da tre tiratori l’oro è andato all’Aeronautica Militare (Salvatore Semeraro, Agrippino Laezza e Andrea Pieri) con 311/375, l’argento ai Vigili del Fuoco (Ivano Golito, Erica Marchini e Gianni Zambon) con 311 (pari punteggio ma peggiore ultima serie), ed il bronzo all’Esercito (Pasquale Grassia, Giuseppe Davide Salerno e Clemente Pannella) con 310.

Marina Moioli ha vinto la sfida delle Ladies precedendo Erica Marchini e Simona D’Onofrio. Agostino Paciotti è stato il migliore degli atleti in gara nella graduatoria del Personale in congedo: ha preceduto Agrippino Laezza e Matteo Sciabà. Tra le squadre di sei tiratori hanno vinto i Vigili del Fuoco davanti alla Polizia di Stato e all’Aeronautica Militare. TAV MAGAZINE _ IL TIRO A VOLO

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CO M PA K

IL MASTER DEL DOTTOR BATTISTI L’appellativo di Valentino Rossi se l’era già aggiudicato al Gran Premio nazionale dello scorso, ma con la vittoria strepitosa al Gran Prix internazionale ancora sulle pedane di Tavullia Marco Battisti si è laureato ormai campione di statura planetaria. È di Marco Battisti il punteggio più alto del Gran Prix internazionale di Compak Sporting che si è disputato sulle pedane del policampo della Società San Martino di Rio Salso. Il pesarese non è nuovo a exploit di questo genere (per una performance eccezionale al giovane specialista di Compak abbiamo attribuito in queste pagine un paio di mesi addietro la qualifica di dottore della disciplina: per l’inevitabile analogia con il suo più famoso conterraneo Valentino Rossi), ma in questa occasione Marco ha dimostrato di essere campione di statura davvero planetaria. Tra gli Juniores 22

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Battisti non ha avuto rivali: il suo 194/200 (un assoluto capolavoro di regolarità ben descritto dalla sequenza dei parziali: 24 – 23 – 25 – 25 – 25 – 25 – 23 – 25 – 24) ha attribuito la medalia d’oro al suo autore con un distacco abissale da tutti gli altri contendenti. Andrea Ghiselli e Mattia Cecchetti hanno concluso a quota 167 e si sono distribuiti sul podio in quell’ordine dopo un brevissimo spareggio. Ma Battisti avrebbe dominato ampiamente anche nella graduatoria dei Seniores: basti considerare che Veniero Spada, che ha conquistato la medaglia d’oro nella massima


nella pagina affianco: Marco Battisti ha conquistato la vittoria tra gli Juniores totalizzando il punteggio più alto del Gran Premio di Rio Salso e precedendo Andrea Ghiselli e Mattia Cecchetti: nella foto celebrano il successo del pesarese il Presidente della Fitasc Jean Francois Palinkas, l’Assessore di Tavullia Michela Pacassoni, il Presidente del Comitato regionale Fitav delle Marche Ivano Campetella, il Coordinatore Bruno Nobilini, Elena e Alberto Pacassoni. a destra: Il Presidente della Fitasc Palinkas ha attribuito i premi dei Seniores insieme al Presidente del Comitato regionale Fitav delle Marche Campetella e al Coordinatore Nobilini al vincitore dei Seniores Veniero Spada che ha preceduto Gabriele Isardi e Paolo Battisti. Martina Maruzzo ha vinto la gara delle Ladies precedendo Katia Vaghi e Daniela Prati. Tra i Veterani Aldo Troni ha vinto precedendo Alvaro Leardini e Pietro Luigi Munaron Roberto Pagliarini ha preceduto Massimo Iulita e Marco Battilana.

categoria, ha totalizzato 188 centri (24 – 25 – 24 – 24 – 23 – 22 – 23 – 23) precedendo di due lunghezze Gabriele Isardi e di quattro Paolo Battisti. Nella loro scia si sono inseriti il 182 di Filippo Ragni, il 181 di Antonino Labate e i 180 di Angelo Chittò e Claudio Moretti. Impeccabile come di consueto la direzione della gara da parte dell’esperto Coordinatore Bruno Nobilini che è stato affiancato dalla efficientissima segreteria a cura di Ivano Campetella e Elena Pacassoni. Nel comparto Ladies è stata Martina Maruzzo a conquistare la palma della vittoria con un brillante 180/200 (20 - 24 – 24 – 23 – 22 – 22 – 22 – 23) davanti a Katia Vaghi (164) e Daniela Prati (147). Angelo Troni si è impossessato della medaglia d’oro dei Veterani: con 173/200 Troni ha preceduto di misura Alvaro Leardini. La medaglia di bronzo è stata appannaggio di Pietro Luigi Munaron (166) che ha concluso davanti a Ivano Bettini (164) e Aldo Pagliarani

(147). Tra i Superveterani è stato Eugenio Bruscolini ad assicurarsi il gradino più alto del podio: lo specialista di Riccione ha vinto con 171/200 davanti a Paolo Amato (164) e a Jean Francois Palinkas (140). Un barrage riservato ai vincitori delle singole classifiche ha concluso la manifestazione internazionale: l’under 20 Marco Battisti e il Veterano Angelo Troni hanno totalizzato 23 centri e nel successivo rapidissimo spareggio all’americana è stato di nuovo il giovane pesarese ad assicurarsi la vittoria. Folta partecipazione e risultati qualitativamente rilevanti anche nella gara che ha fatto da contorno alla riunone di Compak Sporting alla Società S. Martino di Rio Salso: il Gran Prix Tavullia – Trofeo Ducati. Tra gli Eccellenza ha vinto Veniero Spada con un poderoso 97/100, mentre i Prima categoria hanno avuto il loro protagonista in Marco Galli (93/100). Con 93/100 ha vinto in Seconda categoria Filippo Ragni, mentre in Terza TAV MAGAZINE _ IL TIRO A VOLO

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Tra i Superveterani Eugenio Bruscolini ha prevalso superando Palo Amato e Jean Francois Palinkas. La batteria dei finalisti del barrage che ha concluso il Gran Prix internazionale di Compak Sporting a Rio Salso. La famiglia Pacassoni posa con il Presidente della Fitasc Jean Francois Palinkas. Marco Galli esulta per la conquista del Trofeo Ducati insieme ai finalisti del barrage e ai dirigenti della Società ospitante.

categoria ha svettato Guglielmo Galli che ha colpito 89 bersagli e ha poi superato in spareggio Giuseppoe Attisano. Un luminoso 91/100 ha attribuito la vittoria tra le Ladies a Martina Maruzzo mentre è stato immancabilmente Marco Battisti a vincere tra gli Juniores con un brillantissimo 97/100. 88 centri su 100 sono stati sufficienti a Eugeno Bruscolini per svettare trai Superveterani. Angelo Troni, con lo stesso punteggio dello specialista di Riccio-

ne, ha invece dovuto affrontare un supplemento di gara per avere la meglio su Pietro Luigi Munaron e spuntarla tra i Veterani. La sfida si è conclusa con un barrage a 25 piattelli a cui hanno partecipato i primi classificati di tutte le categorie. È stato il Prima Marco Galli a comporre il punteggio migliore: grazie ad un brillante 24/25 il tiratore con la tessera della Società S. Martino si è assicurato il prestigioso Trofeo Ducati.

MICHAEL SPADA SVETTA AL GRAN PREMIO DI AGNA Sulle pedane della Società Le Tre Piume di Agna è stato Michael Spada a prevalere tra gli Eccellenza impegnati nel quarto Gran Premio di Compak. Lo specialista umbro ha totalizzato 187 centri su 200 e ha preceduto il padre Veniero che ha concluso con 186 bersagli all’attivo e in shoot - off ha poi costretto alla terza piazza Mauro Bosi. 186 centri hanno dato la vittoria a Daniele Valeri in Prima categoria: l’argento è andato a Marco Sbaraglia (179) e il bronzo a Massimo Sansoni (177). In Seconda categoria sono approdati al punteggio di 176/200 Fabio Permunian e Nicola Pavia: nello spareggio successivo Permunian ha vinto per 3 a 2. La medaglia di bronzo è andata a Domenico Vallefuoco (173). In Terza categoria Andrea Salmasi ha svettato con 180/200. Hanno concluso con lo stesso punteggio di 173 Matteo Salvador e Silvano Tosato e nello spareggio che ne è seguito ha prevalso Salvador per 7 a 6. Un poderoso 189/200 ha attribuito la vittoria nel Settore Giovanile a marco Battisti che sulle pedane padovane ha preceduto Simone Tronti (181) e Renato Vitelli (178). Con 176/200 Martina Maruzo ha vinto tra le Ladies davanti a Daniela Prati (170) e Ariana Bonigolo (166). Claudio Bortot ha vinto tra i Veterani con 181/200 davanti al 178 di Giovanni Zamboni e al 175 di Ferruccio Morelli. Tra i Master è stato invece Eugenio Bruscolini a spuntarla con 168/200 davanti al 166 di Ottorino ovetta e al 164 di Gianfranco Corradi.

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CO M E

E R AVA M O

SPORT E DIVISA: LA CIFRA DEL NUOVO MILLENNIO. Con gli anni Duemila irrompe potentemente nel panorama del tiro a volo l’inquadramento di atleti e atlete nei ranghi dei Corpi dello Stato e delle Forze Armate: i colori dei gruppi sportivi in divisa si fondono allora con i vivaci cromatismi che ha ormai assunto in generale l’abbigliamento da pedana. Testo di SIMONA PARISELLA

“Partecipare ai Giochi è il massimo”: con queste parole il Presidente federale Luciano Rossi apre su Il Tiro a Volo del Gennaio 2000: il nuovo millennio Fitav. Il riferimento ai Giochi Olimpici di Sydney è d’obbligo, perché, come afferma lo stesso Presidente della Federazione Italiana Tiro a Volo, un’Olimpiade è tutto, e rappresenta il massimo per un dirigente e per uno sportivo, perché “ogni quattro anni porta il mondo intero a ritrovarsi insieme al di là di ogni ostacolo contingente. Il fascino di Olimpia è, forse, proprio nella magica e straordinaria capacità di unire i popoli della terra sotto il segno di una leale e nobile competizione”. 26

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L’Albo d’oro delle Olimpiadi è un susseguirsi di titoli, date, nomi di città, immagini di atleti in divisa. Dalle giacche e cravatte ai gilet, dalle prime alle ultime tute azzurre, il completo del tiravolista si evolve e si fa sempre più tecnico, stando al passo con i tempi. Tempi che impongono una sempre maggiore praticità e innovazione di tecniche e materiali: sono gli accessori e le attrezzature del Tiro a Volo che si rinnovano, dalle cuffie, protezioni acustiche necessarie ad attutire l’onda d’urto del colpo tirato, all’occhiale multicolore o trasparente; dal berretto munito di visiera, al giubbino da tiro estivo o invernale, all’attrezzatura individuale che comprende

Giovanni Pellielo (Fiamme Azzurre), Chiara Cainero e Ennio Falco (Corpo Forestale dello Stato), Erminio Frasca e Daniele Di Spigno (Fiamme Oro) sono alcuni degli atleti italiani più famosi del mondo e sotto il gilet da tiro vestono idealmente sempre la divisa.


scarpe, pantaloni, tute e magliette. Tutto nel modo di vestire, anche sportivo, cambia, influenzato dai vari avvenimenti storici e sociali; l’esigenza che emerge, nel nuovo millennio, è quella di rinnovare il guardaroba, di renderlo più comodo e consono ai tanti mutamenti e ai nuovi ruoli in cui l’individuo si afferma, ruoli che necessitano di una sempre maggiore libertà e indipendenza, unitamente alla possibilità di effettuare opportuni movimenti. Si rafforza poi, nei primi anni del XXI secolo, la figura del campione proveniente dai Gruppi Sportivi Militari e Corpi dello Stato: donne e uomini perfetta sintesi di Sport e Divisa, che costituiscono l’ossatura del mondo del tiro a volo e sono il fiore all’occhiello del medagliere della Federazione. L’atleta-militare è spinto, nell’allenamento e nella gara, da fattori emotivi, sociali, ma soprattutto motivazionali: è infatti

l’appartenere ad un Corpo armato e ad una Nazionale, l’indossare la divisa e la tuta sportiva, il cappello e il berretto, il distintivo e lo scudetto, i gradi e le medaglie, che lo spinge a dare il meglio in pedana, onorando la nazione dentro e fuori la divisa. Fiamme Azzurre, Fiamme Oro, Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Guardia di Finanza, Marina Militare, Aeronautica Militare, Esercito: sono tutte forze al servizio dello sport che in gara mettono in campo il meglio delle intelligenze e delle competenze per ottenere sempre il massimo dei risultati e portare alto il nome della nazione. Sulle divise e sulle tute dei campioni del tiro a volo infatti, che mutano con il passare del tempo, con l’avvicendarsi degli anni cambiano gli sponsor, ma quel che resta è una parola, la più amata, Italia, e uno scudetto con i colori più belli: il verde, il bianco e il rosso.

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E V E N T I

LE UNIVERSITà SI SFIDANO A LONATO. I tiravolisti degli Atenei italiani si sono misurati sulle pedane del Concaverde nel Campionato italiano e nel tradizionale e ultratrentennale confronto del Trofeo Universitario. sopra: L’Avvocato Giuseppe La Sala, Presidente nazionale dell’Anciu, riceve un omaggio dal Consigliere nazionale della Fitav Gianluigi Gualini nel corso della serata conviviale.

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Il Consigliere della Fitav Gualini posa con i rappresentanti dell’Università di Parma che hanno curato l’organizzazione della riunione e con Ivan Carella della Società Concaverde.


Il team di Firenze al vertice del podio del Trofeo Universitario davanti a Pisa e Padova.

Preceduta dal meeting che ha eletto la nuova Commissione Tecnica Nazionale Universitaria e da una serata conviviale che ha riunito il nutrito gruppo dei contendenti in un elegante locale di Padenghe del Garda, si è svolta al Concaverde la tradizionale riunione tiravolistica dedicata ai docenti e al personale

Catania1 ma gli etnei hanno dovuto affrontare un turno du straordinario per escludere dal podio il terzetto di Padova1. Pervenuti alo stesso punteggio di 303, i siciliani Giovanni La Malfa, Giuseppe Muratore e Vincenzo Ligresti hanno totalizzato 57 centri contro i 56 dei colleghi veneti (Lino Merlani, Bruno

degli Atenei italiani. Nel confronto gardesano, organizzato quest’anno dall’Università di Parma (nel Comitato Organizzatore i rappresentanti dell’Ateneo emiliano erano Ferdinando Zanacca, Gino Galvani, Gian Paolo Zerbibi, Roberto Masera, Luigi Casalini e Vincenzo Nori), è stato il team di Pisa a vincere il confronto a squadre. Massimo De Ranieri, Federico Picciolli e Sauro Pellegrini hanno totalizzato 316 centri e hanno preceduto il terzetto di Firenze (Massimo Somigli, Silvio Salvatore Impoco e Oriano Polchi) che ha totalizzato 314 centri. Il terzo gradino del podio è stato appannaggio di

Fornasiero e Luca Francescon) e si sono assicurati la medaglia di bronzo. Con 301 ha concluso Palermo1 (Giuseppe La Motta, Salvador Napoli e Giovanni Franco) davanti al 300 di Milano Statale1 (Claudio Truzzi, Luigi Alini e Gilberto Panigada). Brescia (Fiorenzo Peli, Domenico Caravaggi e Daniele Tonoli) ha totalizzato 268 centri e ha preceduto il 260 di Torino (Claudio Gendusa, Gianfranco Procopi e Luigi Ippolito) e il 252 di Milano Bicocca (Maurizio Acciarri, Onofrio e Simone Angiulli). Milano Statale2 (Pietro Saquella, Giorgio Poli e Fabio Naldi) ha totalizzato 242 centri e Bologna (Giorgio Morara, Walther TAV MAGAZINE _ IL TIRO A VOLO

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// le università si sfidano a lonato

Bartolini e Vincenzo Longobardi) ne ha collezionati 211. L’appuntamento di Lonato, come si è detto, ha anche costituito la circostanza in cui sono state rinnovate le cariche della Commissione Tecnica Nazionale Universitaria. Il nuovo organismo include Pietro Saquella (Milano), Silvio Salvatore Impoco (Firenze), Giorgio Morara (Bologna), Enzo Romano (Palermo) e Fausto Sorbaioli (Perugia). Non è risultato troppo diverso a livello agonistico il responso della trentunesima edizione del Trofeo Universitario rispetto al Campionato italiano. Nel concorso a squadre è stato il terzetto di Firenze a spuntarla: Smigli, Polchi e Impoco hanno totalizzato 314 centri e hanno preceduto i portacolori di Pisa (De Ranieri, Pellegrini e Cavallini) che hanno collezionato 311 centri e quelli di Padova1 (Merlani, Fornasiero e Francescon) che hanno mandato in pezzi 303 piattelli. Relativamente al Campionato italiano, il titolo degli Eccellenza è andato a Giorgio Morara, autore di 111/125, mentre l’alloro dei Prima categoria è stato appannaggio di Lorenzo Cogo (94). In Seconda categoria Giovanni La Malfa ha prevalso con 139/150 (a cui ha contribuito lo splendido 25 della finale) davanti Federico Picciolli (125) e Giuseppe La Motta (124). In Terza categoria è stato Fiorenzo Peli a spuntarla con 130/150 davanti a Lino Merlani (125 + 1) e Silvio Salvatore Impoco (125 + 0). Tra i finalisti nella scia dei medagliati si sono inseriti Domenico Caravaggi, Giuseppe Muratore e Claudio Truzzi. Tra i Veterani Massimo Somigli ha totalizzato 130/150 e ha preceduto Massimo De Ranieri (126) e Stefano Cancelliere (124). Tra i Master Sauro Pellegrini ha vinto il titolo con 125/150 davanti a Bruno Fornasiero (124) e Luigi Alini (116). Gabriella Cavallini ha vinto la gara delle Ladies con 101/125. Nel Trofeo la vittoria nella qualifica più alta, quella dei Tiratori, ha arriso a Giovanni La Malfa che ha totalizzato 114/125 ed ha preceduto 30

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La rappresentativa di Milano Statale

La rappresentativa di Pisa

La rappresentativa di Palermo

La rappresentativa di Perugia

La rappresentativa di Padova


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La rappresentativa di Parma.

La rappresentativa di Catania.

La rappresentativa di Milano Bicocca.

Giorgio Morara (111) e Federico Picciolli (106). Tra gli Agonisti ha vinto Silvio Salvatore Impoco che ha totalizzato 106/125 e ha poi superato in shoot off per 1 a 0 Fiorenzo Peli. Terza piazza per Lino Merlani con 105 bersagli utili. Tra i Dilettanti ha svettato Alberto Panigada con 96/125 davanti a Giuseppe Testa (93) e Francesco Lorenzoni (90). Tra gli Esordienti Maurizio Acciarri ha vinto con 87/125 davanti a Gino Galvani (64) e Pietro Romano (63). Nella qualifica congiunta Veterani e Master Massimo De Ranieri si è imposto prima intercettando 107 piattelli su 125 e poi superando in shoot – off Massimo Somigli per 1 a 0. La terza piazza è andata a Sauro Pellegrini (103). Tra le Ladies ha vinto Gabriella Cavallini con 101/125. Tra i Tiratori aggregati Teresa Orzan si è imposta con 96/125 davanti a Giovanni Lauriano (95) e Salvatore Romano (94). Tra i Dilettanti aggregati Luca Chericoni ha totalizzato 112/125 e ha preceduto Michelangelo Napoli (95).

Il podio dei Master del Campionato italiano con Sauro Pellegrini davanti a Bruno Fornasiero e Luigi Alini. Foto di gruppo per i partecipanti al Campionato italiano dell’Università e della Ricerca Scientifica e al trentunesimo Trofeo Universitario a Lonato. Gabriella Cavallini esulta sul podio delle Ladies al Campionato italiano. I parmensi Zanacca e Casalini, due pionieri del tiravolismo nell’ambito universitario.

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nelle due pagine: La consegna dei riconoscimenti alle autorità presenti alla riunione conviviale e ai rappresentanti degli Atenei da parte degli organizzatori dell’Università di Parma.

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NEL NOME DI LEANDRO RECINELLA Si disputerà nei giorni 1°, 2 e 3 luglio allo stand della Società Giulio Antonio Acquaviva di Cellino Attanasio la prima edizione del Memorial Leandro Recinella. La competizione sarà dotata di un montepremi di 10.000 Euro e l’intero ricavato della manifestazione sarà devoluto in favore della ricerca contro il cancro. La manifestazione, denominata Shooting For Life, prevede 75 piattelli a scorrere sue sei campi e un barrage finale per l’assegnazione di un fucile Beretta AL 391 Urika2. Per informazioni: 0861 659428.

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V I T A

F E D E R A L E

TUTTI I NUMERI DELLA TOP TEN. Valle Aniene svetta ancora nella classifica delle Tessere Ordinarie ma Aosta appare già irraggiungibile nel concorso per le Tessere Sostenitori. Ma è tempo di dare uno sguardo anche alle percentuali relative al Tesseramento e all’Affiliazione quando siamo ormai al giro di boa della stagione 2011. Situazione in percentuale Società affiliate 2010- 2011 al 17 Maggio 2011 REGIONE

n° Società affiliate 2010

n° Società affiliate 2011

Toscana Sicilia Calabria Campania Friuli V.G. Lombardia Molise Trentino A.A. Valle d’Aosta Veneto Lazio Marche Sardegna Puglia Piemonte Umbria Abruzzo Emilia Romagna Liguria Basilicata

18 45 23 24 5 29 4 1 2 19 50 24 41 30 29 25 11 32 14 13 493

19 47 23 24 5 29 4 1 2 19 48 23 39 28 27 23 10 29 12 11 442

REGIONE

Tesserati al 31.12. 2010

Tesserati al 18.05.2011

Trentino A.A. Lombardia Valle d’Aosta Veneto Sicilia Marche Abruzzo Piemonte Toscana Campania Emilia Romagna Lazio Basilicata Umbria Puglia Molise Liguria Calabria Sardegna Friuli V.G.

59 2778 160 1907 1923 1143 539 1479 1260 1349 2295 2140 231 1115 1282 161 741 740 964 443 22709

71 2607 150 1770 1777 1043 481 1319 1122 1201 2036 1886 196 946 1085 132 603 589 763 333 20110

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Percentuale affiliazioni anno 2010 105,56% 104,44% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 96,00% 95,83% 95,12% 93,33% 93,10% 92,00% 90,91% 90,63% 85,71% 84,62% 96,36% Differenza Percentuale Tesserati 120,34% 93,84% 93,75% 92,82% 92,41% 91,25% 89,24% 89,18% 89,05% 89,03% 88,71% 88,13% 84,85% 84,84% 84,63% 81,99% 81,38% 79,59% 79,15% 75,17% 88,56%

Tessere Ordinarie (aggiornato al 18 maggio 2011)

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10.

Valle Aniene 395 Cieli Aperti 351 Montecatini Pieve a Nievole 251 Belvedere 243 Umbriaverde 239 Lazio 234 La Fattoria 219 Bologna 204 Giorgio Rosati - Ponso 204 Arlunese 201

Tessere Sostenitori (aggiornato al 18 aprile 2011)

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10.

Aosta 482 S. Uberto 271 Valle Aniene 263 Aits 209 Tricolore 205 Montecatini Pieve a Nievole 156 Falco 117 Campomarino 82 Ca’ dei Boschi 71 Lazio 68


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in

corpore

sano

NOZIONI DI PSICOLOGIA PRATICA PER LO SPORT La seconda parte dell’interessante trattazione dell’aspetto motivazionale dell’atleta del Preparatore Atletico delle Nazionali di tiro a volo. In questo articolo Fabio partigiani considera lo stato stato psicofisico di un atleta e il modo per intervenire su di esso e influenzarlo. Testo di FABIO PARTIGIANI

Nel numero precedente è stata presa in considerazione l’importanza della motivazione nel processo di allenamento del tiratore. Deve rispecchiare le aspettative dell’atleta. E’ fondamentale la figura dell’allenatore/istruttore nella pianificazione delle motivazioni da sottoporre ai propri atleti: • Adeguate al grado di qualifica dell’atleta: diverse saranno le motivazioni di un atleta di alta qualificazione rispetto a quelle di un ad atleta del settore giovanile; • Una volta individuate è necessario un allenamento costante per raggiungere gli obiettivi prefissati; • La moderna metodologia dell’allenamento considera i tre parametri su cui basare il lavoro per l’ottimizzazione del risultato (tecnico- fisico- psichico) come catene aperte nelle quali, uno dei tre, a seconda del periodo e della situazione, prende il sopravvento sugli altri due. Vediamo con un esempio di capire come i tre parametri intervengono nel processo di allenamento: Periodo preparatorio: mese di ottobre (costruzione della forma) 80% preparazione fisica; 15% preparazione tecnica; 5% preparazione psicologica. Periodo preparatorio: mese febbraio 40% preparazione fisica; 50% preparazione tecnica; 10% preparazione psicologica. Periodo agonistico: mese di luglio (competizioni) 70% preparazione tecnica; 25% preparazione fisica; 5% preparazione psicologica. Se in uno dei due periodi considerati, preparatorio o agonistico, la motivazione dovesse venire meno, per motivi di diversa natura che coinvolgono l’atleta, è importante che l’allenatore individui subito le cause e indirizzi la preparazione intensificando le sedute di allenamento verso una delle due componenti, quella fisica o quella tecnica.

Della stessa importanza è lo stato psicofisico con cui il tiratore affronta uno stress (gara) ed i metodi che attua per superarlo. Vediamo come. Lo stato psicofisico attuale di un atleta, posto in una situazione nella quale è messo alla prova (competizione), determina fino a che punto i presupposti di prestazione, dei quali è già in possesso, possono essere trasformati nel risultato di gara. 36

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Il criterio principale sul quale si basa lo stato psicofisico attuale è quello che viene chiamato grado di attivazione, che caratterizza lo stato di eccitazione generale. Ogni attività sportiva richiede un grado di eccitazione. Per cui vi sono attività sportive che sollecitano prevalentemente presupposti della prestazione di tipo organico – muscolare (sport di resistenza), nei quali esiste una zona ottimale d’attivazione molto ampia e sue oscillazioni di poco conto difficilmente influiscono sulla prestazione. Invece nei giochi sportivi e negli sport di combattimento, come anche negli sport tecnici (tipo il tiro a volo), se si considerano l’elevata complessità dei processi di presa ed elaborazione dell’informazione e le esigenze di precisione, in parte estremamente elevate, già piccole variazioni del livello di attivazione sono significative per la prestazione. Per cui la zona ottimale d’eccitazione è stretta e facendo riferimento al nostro sport ancora più stretta. Nel tiro a volo, dove rispetto ad altri sport già una piccola deviazione dell’attivazione influisce sul risultato, la formazione di uno stato psicofisico ottimale svolge un ruolo decisivo. Sia un livello troppo elevato, sia un livello troppo basso di attivazione portano ad un peggioramento del rendimento dell’atleta. Quando vi è uno stato di eccitazione emozionale, di regola lo stato di attivazione è troppo elevato, mentre, nello stato di affaticamento psichico od immediatamente dopo il risveglio, il grado di attivazione è troppo basso. Purtroppo, nella loro preparazione alle gare importanti, molti atleti non sempre riescono ad arrivare ad una situazione funzionale ottimale, ad uno stato positivo per la loro prestazione. Le cause principali sono da attribuire soprattutto ad indolenza, incostanza o a frenesia, in poche parole ad uno stato di scarsa od eccessiva eccitazione. Quante volte abbiamo sentito questa frase : “ la preparazione alla finale del campionato italiano è stata ottimale, ma l’atleta ha perso perché non è riuscito a controllare la sua emotività in quanto psicologicamente debole.” E’ la frase classica che usa l’allenatore o l’istruttore per giustificare l’insuccesso in una competizione. Ciò mette in luce un problema fondamentale del modo di concepire l’allenamento. Infatti, c’è da chiedersi se si può parlare di preparazione ottimale, quando nella gara più importante della stagione lo stato psicofisico ha una azione negativa se non addirittura distruttiva sulla prestazione. L’allenamento è un processo unitario di educazione e formazione, che è sempre diretto allo sviluppo della capacità individuale d’azione dell’atleta. Gli insuccessi sportivi hanno sempre diverse cause primarie: una tecnica non adeguata rende l’atleta insicuro, crea condizioni di eccitazione che difficilmente gli permettono di ottenere buoni risultati; delle motivazioni carenti od errate come il fissare un obiettivo non adeguato alle proprie capacità, comporta un aumento della pressione prodotta sull’atleta dalle aspettative del risultato. Questi esempi evidenziano che quelle gare considerate ”fallite” debbono essere analizzate fino in fondo per ricavarne insegnamenti utili per il processo educativo e formativo dell’atleta. Inoltre eviterà, da parte dell’allenatore, quelle giustificazioni non costruttive che lasciano il tempo che trovano e che denotano solo scarsa competenza e mancanza di preparazione!! L’attivazione è necessaria e positiva! L’arma più semplice, ma anche più efficace contro un eccesso di attivazione ( nervosismo) che si presenta in gara, è un atteggiamento corretto verso di esso. Spesso proprio i giovani atleti pensano che l’attivazione, cioè il prodursi di uno stato di nervosismo danneggi comunque la prestazione. FALSO. Fondamentalmente l’attivazione è qualcosa di positivo: acuisce i sensi, migliora la concentrazione e la reattività, produce la piena funzionalità dei sistemi importanti per la regolazione dell’azione. Sapere che questi miglioramenti esistono aiuta molti atleti ad utilizzare a proprio vantaggio il prodursi di un’attivazione, a controllarla o, quanto meno, a limitare i possibili effetti negativi sulla prestazione sportiva. Molte volte il consiglio che spesso viene dato dall’allenatore: “devi frenare la tua eccitazione”, produce soltanto nel giovane atleta un suo ulteriore aumento. Viene considerata come un elemento negativo, da tenere a “freno”. Invece è vero tutto il contrario, occorre che l’attivazione esistente venga utilizzata per realizzare le massime prestazioni individuali, se necessario venga abbassata con opportune tecniche di autocontrollo ( esercizi respiratori), e nel caso che sia scarsa venga aumentata. L’atleta, cercando di opporsi alla cieca ad un’attivazione eccessiva si logora inutilmente, utilizzando energie psichiche che poi non saranno più disponibili per la vera e propria attività di gara. Molto spesso osservando le gare del settore giovanile, in molti giovani atleti, si possono registrare modalità di comportamento o reazioni, che dimostrano l’esistenza di una eccessiva eccitazione, difficile da gestire, come ad esempio: • •

Mancanza di autocontrollo; Commenti ad alta voce sul piattello sbagliato; TAV MAGAZINE _ IL TIRO A VOLO

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• • •

Atteggiamento pessimistico generale, rassegnazione; Cambiamento nella struttura temporale del gesto tecnico; Isolamento, atteggiamento particolarmente ottimistico, eccessiva loquacità.

Possono essere di aiuto per l’allenatore le cosiddette procedure di base (metodi di base) dell’influenza psicoregolatoria. Si tratta dell’applicazione di tecniche di autoinfluenza, che oltre agli esercizi respiratori, comprende soprattutto auto istruzioni ed esercizi mentali.

GLI ESERCIZI RESPIRATORI Sappiamo dall’esperienza quotidiana che respirazione ed eccitazione emotiva si influenzano a vicenda. E’ risaputa l’accelerazione (e l’irregolarità) del ritmo respiratorio prima o durante esami o situazioni in cui si è messi alla prova (scuola, sport). “ Respira profondamente” : spesso è il primo consiglio che l’allenatore fornisce al suo atleta che si trova in uno stato di relativa attivazione. Però la maggior parte dei giovani atleti non è in grado di fare ciò perché gli esercizi respiratori vengono eseguiti in modo inadeguato e non corretto. Una buona educazione respiratoria è di fondamentale importanza. Il rapporto temporale tra le varie fasi dell’atto respiratorio completo è:

Inspirare 2 3 4 5

Trattenere l’aria 1 2 3 4

Espirare 4 5 6 7

settore giovanile settore giovanile atleta alta qualificazione atleta alta qualificazione

Gli esercizi respiratori vengono autocontrollati contando mentalmente. Ogni unità di conteggio corrisponde a circa un secondo. Per cui il volume degli atti respiratori può essere aumentato o diminuito a seconda del livello di attivazione dell’atleta: respirazione con funzione calmante: viene impiegata nel caso di attivazione troppo elevata o durante la gara; respirazione con funzione stimolante: quando il livello di attivazione è troppo basso ( ad esempio, al mattino).

Le auto istruzioni Durante la gara ogni atleta si “dirige” utilizzando pensieri od autoistruzioni (autocomandi). Le attività vengono: • rafforzate: vai, anche questa pedana è fatta; l’ho preso di seconda,evvai! • Sostenute: mi devo concentrare sul movimento ; devo fare il movimento di imbracciata sciolto e corretto; • Commentate: che pena, ho sbagliato il 2 pull; bravo, che seconda hai fatto. Le auto istruzioni servono ad indirizzare l’attenzione sulla correttezza del gesto tecnico. L’ordine mentale che si crea servendosi di auto comandi adeguati non soltanto produce una regolazione della concentrazione corrispondente alle esigenze, ma crea anche sicurezza, fornendo un contributo importante ad abbassare uno stato di eccitazione che non sia quello ottimale.

Gli esercizi mentali L’atleta apprende a rappresentare in modo specifico e corretto l’esecuzione delle azioni motorie del suo sport. Gli esercizi mentali, di regola, comprendono formule adeguate che garantiscono una rappresentazione completa del gesto tecnico. Durante l’esecuzione è importante che l’atleta si trovi in un ambiente tranquillo e rilassante. La respirazione deve essere regolare. Esempi : Skeet:

l’atleta ripassa mentalmente, ad occhi chiusi, tutte le pedane. Può utilizzare dei piccoli attrezzi: bacchetta di legno, bastone di ferro dello stesso peso del fucile, discosit.

Double Trap:

la stessa cosa effettuerà il tiratore di doppio, ripassando i tre schemi di gara.

Fossa Olimpica: in questa disciplina essendoci l’imprevedibilità del lancio, il tiratore effettuerà delle imbracciate simulando l’uscita del piattello nelle diverse angolazioni. Il piattello è simulato dal raggio laser che l’allenatore posto dietro al tiratore, fa muovere su una parete. 38

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A T T I

U F F I C I A L I

AVVISO IMPORTANTE Tutti gli atleti (agonisti ed amatori) che disputano gare, nel caso in cui debbano assumere farmaci, devono essere in possesso del modulo di trasmissione della “Dichiarazione di uso terapeutico di sostanze vietate o metodi proibiti”(DUT). La ““Dichiarazione di uso terapeutico di sostanze vietate o metodi proibiti”(DUT) deve essere spedita per Raccomandata A/R all’Ufficio di Procura Antidoping del CONI (Stadio Olimpico, Curva Sud, Gate 23, Secondo piano, 00194 Roma): • - Per gli atleti non soggetti a TUE (Richiesta di Esenzione ai Fini Terapeutici), la DUT va inviata entro 7 giorni lavorativi dalla data di sessione del prelievo ed è soggetta a revisione ed accettazione da parte dell’organismo deputato al controllo della documentazione; il mancato riconoscimento della reale necessità medica al trattamento indicato comporta l’attivazione di un procedimento disciplinare. • - Per Glucocorticosteroidi (Cortisonici) utilizzati per via non sistemica, la DUT va presentata nel momento in cui si inizia la somministrazione, sono interessati tutti gli Atleti compresi quelli inseriti nel Gruppo Registrato ai Fini dei Controlli (RTP). Si ribadisce che gli atleti inseriti nell’RTP, nel caso in cui debbano assumere farmaci, devono compilare la TUE. Nel caso in cui il Comitato per l’Esenzione ai Fini Terapeutici”(CEFT) approvi la TUE, l’Atleta può cominciare il trattamento farmacologico soltanto dopo aver ricevuto la notifica di autorizzazione da parte del CEFT. Si fa eccezione per i casi in cui l’intervento farmacologico si configuri quale trattamento di emergenza indispensabile per le condizioni di salute dell’atleta; in questo caso l’autorizzazione può avere validità retroattiva. Per prendere visione del “Regolamento Antidoping” e la relativa modulistica, collegarsi sul sito federale www.fitav.it , cliccare sul link in basso. Una volta aperta la Home Page del sito www.coni.it , scorrere la colonna laterale sinistra fino alla voce Antidoping e cliccarla. Si prega di prenderne visione e si raccomanda la massima cura e scrupolosità. Per qualsiasi ulteriore informazione, contattare il Medico Federale dr. Francesco Fazi 335333670 e l’Ufficio Antidoping FITAV al numero 06.45235213.

AVVISO A TUTTE LE SOCIETA’ La Federazione per effettuare con sicurezza e velocemente i pagamenti a vario titolo alle Società Sportive ad essa affiliate deve utilizzare lo strumento del bonifico bancario. E’ quindi necessario che le Società inviino urgentemente i propri dati bancari secondo il seguente schema registrandosi ai servizi web del sito www.fitav.it: Denominazione Società Intestatario del Conto Bancario Istituto di Credito Numero Conto Corrente

ABI

CAB

CIN

IBAN

Inviando gli stessi via mail all’indirizzo amministrazione@fitav.it o via Fax al n. 06 3233791

LE ASSOCIAZIONI VENATORIE CONVENZIONATE CON LA FITAV F.I.D.C. Federazione Italiana della Caccia A.N.L.C. Associazione Nazionale Libera Caccia U.N. Enalcaccia P.T. Unione Italiana Enalcaccia Pesca e Tiro ARCICACCIA A.N.U.U. Associazione dei Migratoristi Italiani per la Conservazione dell’Ambiente Naturale CONFAVI C.P.A. Associazione Caccia Pesca Ambiente Sport U.C.S. Unione Cacciatori di Sardegna L.A.S.C. Sarda Caccia Libera Associazione Sarda della Caccia Associazione Cacciatori Sardi A.C.P. Caccia-Sardegna Insieme C.P.E. Caccia Pesca Ecologia A.R.C.P.Lombardia Associazione Regionale Cacciatori e Pescatori Lombardia Naturclub Sicilia L.C.S. Associazione Liberi Cacciatori Siciliani Federazione Siciliana della Caccia Consiglio Siciliano della Caccia, della Pesca, dell’Ambiente, della Cinofilia, dello sport

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