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ANNO 3, NUMERO 1 NOVEMBRE 2010

Rieccoci! Dopo le vacanze estive, ormai lontano ricordo, rieccoci con il giornalino per un nuovo anno insieme. L’esperienza dei tre numeri dello scorso anno è stata positiva, e ora intendiamo rilanciare con entusiasmo la sfida: raccontare la vita dell’oratorio in primis, come un piccolo diario di bordo con i suoi appuntamenti, i suoi protagonisti, le sue iniziative. Ma ora ci piacerebbe spingerci anche più in là, in una direzione già intravista nei numeri precedenti: guardare «fuori dal recinto» e aprirci al quartiere in cui viviamo, alla sua vita, ai suoi problemi, alle persone che lo abitano. Lo voglia mo fare raccontando delle storie normali, dando voce alla gente comune, conducendo piccole inchieste che siano occasione per aprire uno spazio di discussione e confronto. Il tutto, affidando il timone della redazione ai giovani e ai più piccoli, sebbene supportati dagli adulti, perché sentano questo foglio come il «loro» giornale. Buon cammino! Luca Gibello

ALLARGHIAMO GLI ORIZZONTI Uno sforzo per essere sempre più uniti hanno risposto positivamente all’invito fatto e ci siamo ritrovati con un buon numero di ragazzi (48), allegri e con tanta voglia di fare bene. Il ghiaccio è stato rotto, oltre che dalla cena, anche con un gioco di conoscenza: Continua a pag. 6 Da alcuni mesi, i responsabili e gli educatori degli oratori delle tre parrocchie dell’unità pastorale 4 e l’oratorio San Luigi stanno lavorando per dare l’opportunità ai giovani del nostro quartiere di fare qualche cosa assieme, conoscersi e avere l’opportunità di vivere altre esperienze che non siano sempre e solo quelle all’interno del p r o p r io a m b i e nt e oratoriano. Il messaggio che si vorrebbe dare al

quartiere è quello di un unico pr o g r a m m a educativo, di lavorare insieme per i ragazzi, e poi far conoscere le nostre attività; questo pur mantenendo la pro pr ia id e nt it à . Giovedì 4 novembre alle ore 20 ci siamo trovati, per la prima volta, con i giovani presso l’oratorio del Sacro Cuore di Gesù; do n Mart ino, da padrone di casa ha offerto la cena a tutti i present i con una gustosa pizza. I ragazzi

Sommario: Rieccoci. Allarghiamo gli orizzonti. Pag 1 Noi: ritiro genitori a Solomiac . Pag. 2-3 Campo medie. Pag. 3 Vita in oratorio: estate ragazzi. Pag. 4 -5. Catechismo: la cresima. Pag. 6 Vi racconto il conservatorio. Pag. 7 Visita al Sermig. Pag. 7 Sport. Pag. 7- 8 Appuntamenti. Pag. 8


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NOI, «GRAZIATI», A SOLOMIAC! Venerdì sera, 24 settembre, tre adulti part ivano, nell’ora vespertina, in un’auto far c it a di sco rt e calorifiche (pellet e alimentari), per unirsi ai cuochi, a tre genitori e a u na g io v a n i s s i m a animatrice, che avevano raggiunto Casa S. M a t i l d e i n avanscoperta. Ed ecco, le prime gocce cittadine a n d a v a n o t rasfor mando si, in autostrada, in una pioggia scrosciante e così fitta da creare una cortina che limitava la v i s i b i l i t à , Alcuni momenti del ritiro c o s t r i n g e n d o c i a a Solomiac procedere a velocità ridotta. Si chiacchierava Caporedattore: amabilmente, ma tra le Stefano Finiguerra parole fluttuava l’ombra Vice caporedattore: Lorenzo Mencoboni di un timore: con quella Emanuela De Franco pioggia ce l’avremmo Martina Sinigagliese Francesca Potenza fatta a risalire in auto la tortuosa e quanto mai Foto: scoscesa salita da Fenils Alba Balzano a Solomiac? Avremmo Giusi Palazzi do vut o ar r a nc ar e , Collaboratori: carichi e recalcitranti Silvia Dimonda come muli, scorte in Andrea Femiani Alberto Finiguerra spalla, zuppi fin dentro Cristina Scavarda le ossa? Federica Di Monda Stefano Finiguerra Eccola, la prima grazia: Lorenzo Mencoboni usciti da Oulx, in Emanuela De Franco prossimità del bivio Martina Sinigagliese Francesca Potenza temuto, non una sola Martina Corrà goccia, strada Elisa Corrà Sabina Finiguerra accidentata, ma asciutta. Patrizia Caligiuri Seconda grazia: casa Luca Gibello Carlo Femiani perfettamente riscaldata, sorrisi e braccia aperte Oratorio SS. Pietro e Paolo ad accoglierci e, come VIA GIACOSA N° 8 10125 non bastasse la ormai TORINO mitica, superbamente sostanziosa e

t i p i c a m e n t e mediterranea, cucina di Alfonso e Virginia, un aperitivo con svariati e variegati stuzzichini per inaugurare la due giorni parrocchiale (i maestri di cucina hanno fatto scuola!). La sera, ore piccole per stringerci ancor più in amicizia. Sabato mattina: sveglia al buio nel calore di coperte e sacchi a pelo: apriamo le finestre e ci sorride il sole, terza grazia! Nella mattinata la casa andava gradualmente animandosi all’arrivo di altri genitori, bambini, ragazzini, animatori: chi in auto, chi in treno, in pullman e poi a piedi. In allegria si allargava la famiglia oratoriale della nostra comunità. Ci s i a m o d a t i appuntamento con un chiaro obiettivo: mettere insieme talenti, idee, riflessioni, proposte, a partire da quello che ci tiene uniti; un desiderio profondo di riscoprire insieme la direzione e il senso della vita nostra e dei nostri ragazzi, il desiderio di contribuire a tenere viva la speranza in un mondo migliore, a essere e guardare a persone autentiche. La fede in Gesù di Nazareth può anche r ifer ir si a una minoranza, ma mai a dei perdent i: non dovremmo essere lievito nella farina? Suor Alba

ha st rat egicament e organizzato la giornata: dopo che ognuno ha preso o r ip r e s o dimestichezza con la casa, ha ispezionato dintorni e paesaggio, respirando quell’aria nuova e leggera, caricando subito dopo lo stomaco con il lauto pranzo, bambini e ragazz ini vengo no affidati agli animatori e, per no i adu lt i. . . l’impagabile Sister Act ha pr e p ar at o un percorso individuale e di gruppo su cui impegnarci. Con l’aiuto di una traccia scritta, partiamo dal nostro Tesoro: Vangelo di Matteo (6,7-18) e, a seguire, altri passi delle Scritture a far luce sui nostri pensieri. Ci ritagliamo un angolino per ascoltare l’eco di quella Parola dentro di noi e poi, in tre gruppi, ci c o n fr o nt ia mo , me t t ia mo ins ie m e quanto ci sta a cuore, come genitori ed educatori. Ognuno di noi racconta, segnala, esprime quanto emerge dal di dentro, con un’or iginalit à, una sincerità e una passione che ci fanno dimenticare il tempo. I bomboloni caldi e profumati sono la calamita (o forse calamità...) che ci riconduce nel tempo e ci riporta in salone per la condivisione, spirituale


3 e materiale. Parliamo di coraggio, di umiltà, di uno stile che può essere al t e mp o st e s s o co nt ro co rr e nt e e «naturale», perché lo stile cristiano non è quello mondano, ma la vera e piena natura u ma na è qu e lla dell’Uomo di Nazareth, che si prende cura di ognuno di noi, come fece con Paolo. E come Paolo, anche noi siamo qui per rendercene conto, per prenderci cura a nostra volta di altri fratelli e sorelle, piccoli e grandi, della nostra comunità e non solo. Il dopo cena prevede un abilissimo gioco di piedi, in tre squadre allineate e sedute, con una patata a testa, da far passare con l’esclusivo uso delle estremità: secondo voi di chi era l’idea? Avete indovinato, è la stessa impareggiabile che ci spinge tutti all’aperto, alle ore 23, sotto il manto stellato di Solomiac, seduti attorno al fuoco di un falò che sprigiona fumo e faville, come un picco lo vulcano, e mette alla prova le ugole scordate d i po chi ca nt o r i superstiti. Un mastello di pop corn ci chiude miracolosamente le bocche. Tutti a letto in un’atmosfera di armonia e ilarità che è in se stessa vera Grazia. Domenica mattina, Lui l’aveva detto, «Avrete la Vita e l’avrete in

ANNO 3, NUMERO 1 NOVEMBRE 2010 abbondanza»: ancora sole e la voce di Shakira che ritma «Waka, waka... This time for Africa» sono le prime note della sveglia generale. Dopo la colazione ci si divide i compiti della giornata: rifare i bagagli, pulire e riordinare prima di chiudere casa e, per noi adulti, un film in programmazione, ma... ancora grazia, pardon disgrazia: il computer di Carlo non legge il DVD! Pranzo luculliano a ritmo di primo, bis, secondo, bis, contorno, bis, dolce, bis e così via… Arrivano infine don Piero, suor Cesira e suor Renata. Seduti fuori casa, davanti all’ex municipio di Solomiac, ci raccontiamo questi due giorni. Anche don Piero ci fa parte dell’atteso evento in San Salvario, l’apertura della Casa del quartiere. Sì, è proprio questo che siamo chiamati a fare: dare il nostro contributo alla costruzione della polis nel segno di una vera comunione tra gli uomini, in cui il cristiano non può dirsi fedele a Dio se non ama, come Lui, ogni uomo, senza distinzione. Ricevuta tanta Grazia, è il momento di dire il nostro grazie a Lui: nell’Eucaristia, celebrata all’aperto, r ic o r d ia mo papà,

CAMPO MEDIE, SOLOMIAC

Momenti a Solomiac

mamme e nonni che sentiamo ancora più vicini sotto quel cielo terso, che ci pare quasi di poter toccare. Don Piero legge il Vangelo di Luca, la parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro, traducendo nell’oggi, per noi, le Scritture. Formuliamo la nostra preghiera e poi vengono portati i doni offertoriali: i fiori di montagna che ragazzi e bambini hanno raccolto, la traccia di riflessione inserita nella sua fonte, la Bibbia, una candela che indica la Luce come nostra guida, un nastro rosso il cui nodo esprime la nostra promessa, la nostra volontà di unione nell’Amore. E poi, il miracolo antico e sempre nuovo: quel sottile pane bianco diventa Via,Verità e Vita, per noi, con noi, in noi. E come non dirci abbo nda nt e me nt e Graziati? Carlo, Giusi, Patrizia.

Lavoro, riflessione, divertimento: tutte parti di un’esperienza straordinaria! Il campo a Solomiac 2010 (dal 19 al 25 luglio) è stato indimenticabile per tutti grandi e piccini, giovani e «vecchietti». Insieme in questa settimana abbiamo lavorato nella casa, facendo le pulizie, mettendo a posto le nostre cose, lavando i piatti, sempre collaborando e divertendoci insieme. Era anche importante rispettare le regole per una buona convivenza; qualche inconveniente c’è stato ma c’è chi ne ha anche pagato le conseguenze (qualche giretto di corsa non ha mai fatto male a nessuno). Inoltre abbiamo avuto molti Continua a pag. 4

Sopra: animatori in posa Sotto: momento di relax


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VITA DELL’ORATORIO Segue da pag. 3

momenti collettivi di riflessione in cui siamo riusciti a partecipare esprimendo le nostre idee. Quest’anno nel campo c’è stata una novità: il BIBBIA TIME, non tanto amato dai ragazzi delle medie, ma che comunque è riuscito a farci entrare un po’ nel mondo della religione. Carlo e Giusi ci hanno guidato in questo cammino infondendoci sicurezza per vivere sereni tutta la settimana. Siamo riusciti anche a fare delle passeggiate insieme, abbiamo camminato una giornata verso il Lago dei sette colori: molte ore di viaggio e grande stanchezza ma per una buona causa: il lago era stupendo!! Insomma, abbiamo lavorato, riflettuto e pregato ma soprattutto ci siamo divertiti! È sicuramente un’esperienza da ripetere e invitiamo altri ragazzi, nostri coetanei, a unirsi al nostro gruppo per costruire insieme il nostro cammino nella speranza di un altro Solomiac insieme!

Silvia Di Monda (gruppo giovani)

VISTA DAGLI ANIMATORI... Ecco che inizia una nuova avventura, ormai è il terzo anno che decido di dedicare il mio tempo libero ai bambini. Per noi animat or i, l’est at e ragazzi è sempre una tappa importante che segna il cammino che abbiamo fatto insieme durante l’anno. Non siamo perfetti, ma dia mo sempr e i l massimo, e penso che sia per questo che i ragazzi ci vogliono bene. Sappiamo di avere u n a g r a n d e responsabilità e siamo coscienti di essere un esempio per i giovani e i bimbi più piccoli. Alle 7 la sveglia, alle 8 il ritrovo per la c o la z io ne , s ia mo stanchi, la scuola è appena finita e le g io r nat e che ci aspettano sono lunghe e p e s a nt i. T ut t a via , l’ e n t u s ia s mo dei bambini, i loro sorrisi, l’a ffet t o c he ci dimostrano in ogni momento, le chiacchiere con i ragazzi delle scuole medie ti danno la grinta e la voglia di trasmettere a loro tutto quello che abbiamo imparato e che altri ci hanno trasmesso quando eravamo al loro posto. Le attività sono state tante, e tutte molto

divertenti. Andavamo in piscina una volta alla settimana, e i ragazzi delle medie hanno preso parte a un corso di arrampicata. Abbiamo anche collaborato con l’oratorio salesiano San Luigi facendo incontrare i ragazzi di tutte le età per giocare insieme e condividere le realt à del nost ro quartiere. Anche i bambini della scuola materna Bonacossa sono venuti a giocare con noi in oratorio e sembr avano mo lt o entusiasti. I momenti più pesanti, ma anche i più divertenti, erano quelli delle uscite giornaliere. Abbiamo avuto la possibilità di trascorrere una calda giornata al colle Don Bosco, partecipando alla Santa Messa; abbiamo inoltre imparato a pagaiare (remare con la pagaia, una tipologia di remo) sul Po, e poi abbiamo preso tanto sole e fatto tanti bagni nel mare di Spotorno e nelle piscine dell’acquapark di Cavallermaggiore, le Cupole. Insomma, non ci siamo fatti mancare niente. Per no n par lare de i laboratori pomeridiani, sportivi, creativi e giocosi.

Momento di gioco in cortile

Sperando di vederci alla prossima estate, vi attendiamo numerosi alle att ivit à annuali dell’oratorio.

Federica Di Monda (anni 17 gruppo giovani)

Alto: suor Alba e Giusi Sopra: si gioca calciobalilla Sotto: giochi d’acqua

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VITA DELL’ORATORIO … E DA PARTE DI ALCUNI PARTECIPANTI

Paura, gioie, divertimento, tristezza, rabbia, amore: queste sono le emozioni che abbiamo provato nelle gior nate dell’ «Estate ragazzi». Ci hanno portato a condividere le nostre emozioni con persone davvero importanti, gli amici. Ogni estate noi frequentiamo l’oratorio, un posto dove il divertimento non manca. Al mattino le preghiere non erano forse apprezzate da tutti, ma era un’altra cosa bella per rilassarci e stare tutti insieme, come nelle uscite, nelle arrampicate… Lo scopo è quello di raccogliere i ragazzi di un deter minato territorio (parrocchiale, di quartiere, di zona, ecc.) e di di ver t ir si insieme. L’ambiente che si crea è perciò educativo, e noi ragazzi siamo aiutati a crescere nell’amicizia, nella lealtà e nella fede. Anche quest’anno si è conclusa l’avventur a dell’«Estate ragazzi». Tanti bambini hanno avuto l’opportunità di trascorrere quattro settimane in compagnia degli animatori tra giochi, laboratori e pr eghier e, in attesa del l’ event o fi na l e. Secondo il nostro parere è andata bene. E a conferma di questa opinione ci sono sicuramente i complimenti dei genitori e l’allegria dei ragazzi. Da entrambi i fronti ci hanno chiesto di continuare! Dobbiamo dire che anche tra gli animatori si è creato un bel clima.

Ogni anno sono sempre nuove esperienze. La responsabilità è sempre bella ed entusiasmante, è bello sapere che degli adulti davvero responsabili si prendevano cura di noi tutto il giorno. Per noi fare gli animatori in oratorio durante l’«Estate ragazzi», inizialmente, è stata un’avventura nata come conseguenza dell’amicizia con gli altri animatori. Finita la scuola c’è sempre stata grande attesa tra di noi, per l’inizio di una nuova estate, e di rivedere tutti, però poi a b b ia mo d ecis o d i scommettere con noi stessi. Abbiamo detto sì anche perché crediamo che in questo modo ci si abitua a confrontarsi con grandi p r o p o s t e . Posso dire allora che aspetto con ansia il nuovo anno!

Francesca Potenza (seconda media).

«Estate ragazzi» è un insieme di attività che vengono organizzate per noi durante le vacanze estive: dura 4 settimane. Abbiamo fatto tante gite: alla piscina Parri, al Salgari Campus, alle C u p ol e, a S p ot or no, all’Agrigelateria San Pè e abbiamo arrampicato in Valle d’Aosta. La più bella gita è stata quella alle Cupole, dove ci sono tante piscine con scivoli per grandi e piccoli. Al pomeriggio si fanno dei laboratori per i bambini e i ragazzi dai 6 anni ai 13 anni: teatro, decoupage, ecolaborator io, giocoler ia, murales, pittura. Alla fine dell’«Estate ragazzi» si fa una mostra dei lavoretti e uno spettacolo con tanti balletti ed esibizioni; quella sera si può prendere il CD con le foto di tutti i bambini. Quest’anno hanno anche organizzato «Settembre ragazzi»: oltre ai giochi, al pomeriggio si dedicava qualche ora a finire i compiti delle vacanze.

Quest’estate, per il quarto anno ho di nuovo frequentato l’«Estate ragazzi» in oratorio. Anche stavolta è stata un’avventura stupenda, piena di emozioni e diver t iment i! S ono arrivati tanti animatori nuovi, come Federico, Francesco, Lorenza... tutti molto simpatici. Anche le novità come oratorio non sono mancate! Quest’anno abbiamo fatto nuove gite, quindi visitato nuovi posti. Secondo me tutti gli animatori hanno s v olt o u n la v or o stupendo! Sono stati davvero bravi e con loro mi sono divertita un m o n d o . Q u es t ’ es t a t e 2 0 1 0 all’oratorio è stata speciale, diversa dalle altre solite estati. Non so bene il motivo, ma tutto ciò è dovuto soprattutto a p er s o n e m o l t o importanti come Carlo, Giusy, suor Alba; oltre all’operosità di tutta la parrocchia, che con don Piero ha ovviamente contr ibuito alla realizzazione di questa esperienza lunga un mese! Io spero davvero tanto che, come me, si siano divertiti molto anche gli altri ragazzi che hanno frequentato l’oratorio in questo mese.

Sabina Finiguerra (4° elementare)

Martina Sinigagliese (seconda media)

Momento di gioco in cortile


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CATECHISMO E CRESIMA Molti si chiedono: perché fare catechismo? Questa è la mia risposta: fare catechismo per me è stato un momento di crescita, di riflessione, di ragionamenti ma anche di divertimento. Al catechismo eravamo sempre molti e ci divertivamo anche tanto. A me è successo di raccontare a molti miei amici che andavo al catechismo e loro mi chiedevano che cosa ci trovassi di bello nel farlo; mi dicevano che era uno strazio, ma io pensavo che se anche ognuno può avere le sue idee, secondo me loro non sapevano cosa si perdevano. Durante cinque anni di catechismo io e i miei compagni siamo stati seguiti e aiutati da fedeli amiche: le catechiste. Per me loro erano come un libro aperto, pronte per ogni nostra domanda strana o per qualunque necessità imprevista. Le catechiste per cinque anni hanno aiutato dei ragazzini che non sapevano nulla sulla Chiesa e ci hanno guidato per farci conoscere la Parola di Dio. Queste fedeli amiche, che ora insegnano ad altri ragazzini che cosa sia la Chiesa e che cosa voglia dire essere una Comunità, ci hanno

accompagnato fino al nostro passo più grande dopo la Comunione, cioè la Cresima. La Cresima per me è stato un momento in cui restavo per un certo tempo da solo con Dio come quando ci si confessa. Per me il catechismo e la Cresima sono stati un’esperienza bellissima, e forse dei ragazzi che hanno letto il mio articolo vorranno fare lo stesso percorso che ho compiuto io in cinque anni. Terminate le vacanze estive sapevo che sarei dovuto andare al «dopocatechismo», anche se all'inizio non ero convinto. Poi decisi di andare perché me lo dicevano gli educatori Carlo e Giusi e anche i miei genitori, ma soprattutto decisi di andare perché dopo la Cresima qualcosa dentro di me mi diceva che andare in Chiesa e frequentare l'oratorio è una bella cosa. Per me il “Dopocatechismo” è una bella cosa e spero che altri ragazzi più piccoli leggendo questi pensieri vadano volentieri al Catechismo e, fra qualche anno, vengano anche al «dopocatechismo».

Gabriele Busà

Segue da pag. 1 questo per dare ai ragazzi l’opportunità d’iniziare a conoscersi. La serata è entrata nel vivo con un incontro, dove si è spiegata ai ragazzi la ragione per cui eravamo tutti riuniti e gli obiettivi comuni che s’intende perseguire insieme. L’incontro, preparato da suor Alba e don Martino, ha visto, inizialmente, la visione di un filmato che presentava la vita dei bambini nei vari ambienti oratoriani e poi la presentazione del progetto: o vvero organizzare mezza o un’intera giornata di giochi e divertimento da trascorrere tutti insieme. L’incontro è proseguito con una lunga chiacchierata tra i ragazzi e gli educatori, raccogliendo tutte le idee su un cartellone, al fine di valutare in seguito quelle più r e a l i z z a b i l i organizzativamente. Si è rimandato al prossimo

incontro, che terremo nel nostro oratorio durante il mese di gennaio, da decidere le mo d a l it à d i svolgimento e di pr ep ar a z io ne dell’evento. La serata si è conclusa con un momento di preghiera preparato da padre Silvio e dal sottoscritto, con al suo interno una breve riflessione sul cosa i ragazzi siano disposti a mettere in g io co in que st o progetto. Questa prima serata d’incontro con i ragazzi dei gruppi giovanili delle tre parrocchie e del San Luigi è stata molto positiva; si è respirato u n ’ a r i a d i collaborazione, dove le b a r r i e r e d i appartenenza si sono per un po’ eliminate, dove i ragazzi hanno lavorato insieme per un unico scopo. È un primo passo, ma si è iniziato positivamente, e con tanta voglia di mettersi in gioco e collaborare. Carlo

Gruppo della cresima dello scorso anno in ritiro a Solomiac


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VI RACCONTO IL CONSERVATORIO Ho 12 anni, frequento la seconda media e sono iscritta al terzo anno di violino al conservatorio. Ho iniziato a suonare questo strumento all’età di 6 anni per gioco, ma poi è diventata una cosa seria. Prima di entrare al conservatorio mi sono dovuta preparare per sostenere l’esame di ammissione. Per mia fortuna mi hanno presa e c’era un insegnante che mi voleva a tutti i costi come allieva, ma la mia docente ha detto di no! Forse non lo sapete ma per tutti gli strumenti ad arco funziona diversamente dagli altri, cioè oltre allo strumento prescelto b iso g na st ud iar e p i a n o f o r t e complementare per 3 anni prima di ottenere la licenza. Oltre a suonare uno strumento, si deve anche studiare solfeggio, armonia, storia della musica e

altro. Il solfeggio serve soprattutto per il ritmo e dura 4 anni; poi, se sei fo r t u nat o , superi l’esame e ti danno la licenza. CHI HA LA P O S S I BI L I T À DI SUONARE UNO S T RUME NT O AL CONSERVATORIO È M O L T O FORTUNATO, anche perché costa caro: ogni anno bisogna pagare una tassa molto alta. Chi suona ha una possibilità in più per quanto riguarda il lavoro, visto che è così difficile trovarne uno. Gli anni di violino in tutto sono 10: io sono ancora all’inizio e ho molta strada da fare!!! Spero che questo articolo vi sia piaciuto. CIAO A TUTTIIIII!!!

Emanuela De Franco

VISITA AL SERMIG Il 1° ottobre, con il gruppo giovanissimi siamo andati al Sermig. Abbiamo incontrato una guida che si chiamava Mattia e ci ha detto che durante la seconda guerra mondiale questa struttura era una fabbrica di artiglieria pesante dove gli operai costruivano le armi per l’esercito. La cosa più bella è che oggi, al Sermig, la gente dà una mano anche se non ne fa parte; ad esempio, nella sala musica c’era un pianoforte che un signore aveva regalato dopo che sua moglie era morta. Sempre nella stessa sala c’è un carroponte che è stato lasciato per far vedere che prima esso serviva per sollevare le armi e tutta la struttura si usava per fare del male, mentre adesso è usata a fin di bene. In seguito, Mattia ci ha mostrato una delle sei mense che accolgono le persone e ci ha fatto visitare anche la

chiesa, il cui tabernacolo era costituito da una bocca da forno: ci ha colpito la bellezza dei vetri colorati dai quali filtrava la luce e, poiché era sera, ci è sembrato un ambiente particolarmente s e r e no , do ve c h i frequenta il Sermig può forse trovare soluzione ai propri problemi. Tra le tante attività, ci siamo occupat i di smistare il materiale che la gente porta al Sermig: abbiamo accumulato i vestiti e le scarpe e poi Ivan, che era la nostra seconda guida, ci ha spiegato che il giorno dopo avrebbero separato le scarpe dai vestiti, dividendoli per donna, uomo e bambini. I più grandi si sono invece occupati di archiviare le medicine, delle quali una parte sarebbe partita per la Romania.

Martina ed Elisa Corrà

CALCIO: ECCO I NUOVI ARRIVI. A partire da settembre abbiamo ripreso gli allena ment i delle squadre di calcio dei ragazzi dell’oratorio AACS San Pietro e Paolo. Quest’anno, abbiamo registrato dei nuovi arrivi: per gli under 14 Alessandro

Firicano e Lorenzo My, mentre per i giovani Alessandro T imbo, Mohamed Husic e Vadim. Firicano è giunto nel nostro oratorio solo quest’estate, ha già partecipato all’Estate ragazzi, a Solomiac e

ora frequenta anche la nostra scuola, la Manzoni. Lui è il nostro portiere, anche se durante la prima partita del campionato si è fratturato un dito del piede e speriamo che ritorni presto in continua a pag. 8

I più piccoli in allenamento


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squadra. Egli si trova bene a giocare con noi e secondo lui abbiamo buone possibilità di vincere il campionato! My invece lo conosciamo da sempre: con alcuni di noi ha frequentato la scuola materna e adesso anche le med ie. Anche secondo lui siamo una buona squadra. Anche i nuovi tre giovani si sono rivelati un buon acquisto per la squadra e speriamo che riescano a partecipare di nuovo alle selezioni nazionali.

Stefano e Lorenzo

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LA PAROLA AGLI ALLENATORI DEI PICCOLI Rispondono Gianni Fasano e Stefano Colombara Perchè hai deciso di allenare questa squadra? GIANNI: Perchè in passato avevo già allenato e dato che c'era la possibilità, mi sono offerto. STEFANO: Ho deciso di allenare la squadra perchè ho voglia di trasmettere la mia passione per il calcio ai ragazzi. Ti diverti? GIANNI: Certo, perchè ho voglia e passione STEFANO: Mi diverto molto perchè sono bravi ragazzi e hanno voglia d’imparare Che cosa ti aspetti dalla squadra? GIANNI: Mi aspetto il

28 NOVEMBRE: GIORNATA COMUNITARIA 11,30 S. Messa 13,00 pranzo condiviso in oratorio

loro massimo impegno, ma anche che si divertano e che alla fine siano felici di quello che hanno imparato. STEFANO: Mi aspetto che si divertano a stare insieme e che siano leali fra di loro. Quali sono gli obiettivi? GIANNI: è importante che imparino a fare gruppo, a stare bene con gli altri e... a dare quattro calci al pallone STEFANO: L'obiettivo è che imparino un pò di tecnica.

Andrea e Alberto

Sopra: Stefano Colombara. Sotto: Gianni Fasano.

Allenamento dei piccoli

INVERNO RAGAZZI: 27-30 DICEMBRE 3-5 GENNAIO

Pomeriggio con giochi e momenti di confronto comunitario con don Piero 18 DICEMBRE: RITIRO GENITORI ore 16,00 ritrovo ed inizio attività su tema da individuare con relatore 19 DICEMBRE: Ritiro di Avvento per gruppo giovani e giovanissimi Celebrazione penitenziale

6 GENNAIO: FESTA DELLA BEFANA Con estrazione della lotteria

28 GENNAIO: INCONTRO CON GRUPPO GENITORI Ore 18,30 ritrovo 19,00 inizio incontro

giornalino oggi  

giornalino dell oratorio

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