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FEEDBACK COMUNICAZIONE IN ATTESA DI RISPOSTA A CURA DEL CIRCOLO PD “G. DI VITTORIO” DI CAMPALTO

aprile 2011

LETTERA APERTA A BERSANI Gentile segretario Bersani, Le facciamo pervenire queste nostre riflessioni, in merito all’attività di comunicazione del Partito Democratico, utilizzando il nostro nuovo notiziario “FEEDBACK – comunicazione in attesa di risposta”, edito dal circolo “G. Di Vittorio” di Campalto, paese della terraferma veneziana che Lei ha già avuto modo di conoscere in occasione della Festa Democratica del 2007 e 2009. Forte preoccupazione per l’insoddisfacente metodo comunicativo: è questo il sentimento dominante che ci porta a proporre una riflessione a chi guida questo Partito. Senza la volontà di alimentare polemiche, e tanto meno di impartire lezioni, ci siamo messi nei panni dei tanti elettori e dei numerosi potenziali elettori di sinistra che sono in attesa di poter conoscere e valutare quali siano gli indirizzi programmatici di un partito che si candida ad essere, nel breve termine, una forza di governo del Paese, e non più “semplice” opposizione . Noi, militanti del PD, impegnati sul territorio ed a stretto contatto con i cittadini, sentiamo la mancanza di un messaggio chiaro e concreto da testimoniare con forza fuori dalle mura dei singoli circoli. Non ci riferiamo alle dichiarazioni di carattere generale, quali ad esempio “bisogna sostenere la crescita” o “risolvere i problemi dei lavoratori”, ma a quali saranno le decisioni concrete che prenderà un eventuale prossimo Governo di sinistra, o centro – sinistra, per raggiungere gli obiettivi che si è proposto e che i suoi elettori si aspettano. Nello specifico, quali provvedimenti per le famiglie che non arrivano a fine mese? È’ un problema risolvibile in breve tempo o dipenderà da altri fattori? E quali? Quali provvedimenti, concreti, per il lavoro precario e per dare alle persone un minimo di speranza e progettualità del proprio futuro? Quali interventi in campo sociale? Quali strumenti per debellare corruzione e malaffare in Parlamento e nella Pubblica Amministrazione? Insomma, quale la visione sul futuro degli italiani con la guida della sinistra? Siamo consapevoli che gli interrogativi posti possono non avere una risposta univoca ed immediata e che possono sembrare “populisti” ma “il popolo”, di cui anche noi facciamo orgogliosamente parte, aspetta uno squarcio di speranza che faccia dimenticare il letamaio nel quale è immerso e nel quale va sempre più sprofondando! Non è sufficiente propagandare la caduta di Berlusconi, prima o poi il suo percorso politico arriverà alla fine: per accendere l’entusiasmo è vitale indicare una via concreta da percorrere insieme e che si elevi sulle miserie odierne.

Come comunicare con noi: Con carta e penna da recapitare nella cassetta del Circolo di Campalto in via Passo n.10 Tramite e-mail, scrivendo all’indirizzo di posta elettronica feedback.pd@gmail.com FEEDBACK è consultabile in internet al link http://issuu.com/feedback-pd


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A livello nazionale, sembra che al centro del dibattito del PD ci sia la questione “Vendola”: Vendola sì, Vendola non va bene; D’Alema dice la sua, Veltroni risponde: questo ci fanno arrivare i quotidiani e le televisioni. E’ una distorsione dell’informazione o si tratta di sottili strategie politiche? E’ forse questo il messaggio che si vuole far arrivare ai cittadini? Per quale progetto gli indecisi dovrebbero votare il nostro Partito Democratico? Abbiamo letto, relativamente al programma del PD su cultura, sicurezza, stato sociale ecc., le proposte emerse nel corso dell’Assemblea nazionale del 4 e 5 febbraio: queste si articolano in una cinquantina di pagine. Tutto è importante e sacrosanto: ma pensiamo sia doveroso un minimo di sintesi e di concretezza per far comprenderne a tutti il significato. Anche nelle ultime newsletter inviate dalla segreteria nazionale ai circoli si parla quasi esclusivamente di quanto accade e su cosa combina Cavaliere senza concentrarsi sui messaggi riguardanti la “nostra” politica da inviare ai cittadini: la vera alternativa come si esplicita? Li esortiamo a portare pazienza perché nel futuro succederà un qualcosa che cambierà le sorti dell’Italia, ma quale sarà il cambiamento e come avverrà? Durante il Governo Prodi eravamo compiaciuti di quanto si stava facendo con onestà e perizia, ci siamo compiaciuti, onorevole Bersani, anche delle sue “lenzuolate”, ma già allora eravamo preoccupati per la mancanza di una comunicazione con la cosiddetta base, con i cittadini e con i possibili elettori. C’era la sensazione che le persone non addette ai lavori o militanti, non fossero informate a sufficienza sul lavoro di risanamento e di ricostruzione che si stava facendo: dopo la caduta di Prodi infatti, molti elettori di centro-sinistra si sono lamentati delle scelte operate, non avendo capito nulla di quanto si stava facendo, perché imbambolati dalla legittima propaganda, non contrastata, del Cavaliere ! Ignoranza del “popolo”? No, nostra comunicazione inesistente! Siamo in grado di dare l’incarico ad un esperto di comunicazione e di farlo lavorare sodo, un esperto che sappia sintetizzare in un messaggio univoco le voci delle varie “sensibilità” del partito? La battaglia, crediamo, non sarà facile anche in virtù di quella “maledetta” legge sul conflitto di interessi che le forze di sinistra non sono state in grado di fare, o non hanno voluto fare, quando ciò era possibile. Ci auguriamo davvero che il PD riesca a ricostruire quel legame emotivo con i propri elettori che nelle prime fasi della sua nascita è stato così forte e sincero. Altrimenti non ci resta che attendere un “colpo di fortuna” che però, ahimè, quasi sempre, aiuta gli audaci. La redazione di “FEEDBACK” Campalto (Venezia)


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CARCERE, CIE, IMMIGRAZIONE E DELINQUENZA: NON PROPAGANDA MA PROGETTI POLITICI Campalto ha delle parole d’ordine, che si chiamano: accoglienza e solidarietà. Non siamo noi a dirlo, ma la storia di questo territorio che per primo ha accolto i profughi dei Balcani negli anni novanta, poi le strutture del Centro Don Milani al Forte Rossarol per i tossicodipendenti, “nostrani e stranieri”. La lista delle buone prassi che si sono sviluppate a Campalto, certo sotto la spinta dell’amministrazione comunale ma con il necessario consenso dei cittadini, è lunga ed è proprio questa accoglienza storica per il diverso, che dà sostanza al deciso No che tutti insieme abbiamo dichiarato all’ipotesi di costruzione del nuovo carcere e del CIE, il centro di identificazione ed espulsione per immigrati clandestini.

si dice federalista e poi entra di petto sulle scelte dei comuni prendendo decisioni in barba ai piani di sviluppo del territorio?” Durante l’incontro, sono rimasti irrisolti molti dubbi in merito al carcere da costruire a Campalto: a chi servirà un carcere dalle dimensioni così ampie? Non certo soltanto a Venezia ma a tutto il Veneto e allora, perché proprio su questo territorio che ha già un suo piano di sviluppo ambientale ed urbanistico, irrimediabilmente sconvolto? Un dubbio lecito continua ad insinuarsi nelle nostre teste: che sia una sorta di ripicca perché soltanto un anno fa i cittadini hanno scelto un sindaco di centro-sinistra e non Brunetta?

Chiudiamo con un riflessione sul Centro di Identificazione ed Espulsione, un’invenzione di questo Governo al limite dei diritti umani: i CIE hanno sostituito i Centri di Permanenza Temporanea (CPT) del Governo Prodi, dove si trattenevano per un massimo di 36 ore gli immigrati senza documenti, per poi procedere con il respingimento al confine. Oggi invece sono un luogo senza dignità per le persone, dove vivono in promiscuità anche 180 giorni mamme con bambini, minori senza genitori, immigrati L’incontro che si è tenuto nella sede del circolo PD senza permesso di soggiorno, clandestini che delindi Campalto con l’ex ministro Livia Turco per riquono. Tutti insieme. flettere “Oltre il CIE ed il carcere: nuovi percorsi contro l'emergenza immigrazione ed il sovraffolIl Partito Democratico non può accettare la costrulamento carcerario” è stato l’occasione per ribadizione di questi ghetti, né qui, né altrove, ed insieme re ancora una volta la natura di questo territorio, ai numerosi cittadini di Campalto che hanno maniaperto ed accogliente, ma non certo stupido e sicufestato lo scorso 15 febbraio, si è preso l’impegno ramente stanco di essere preso in giro da demagogidi contrastare queste scelte illogiche e di costruire che scelte della Lega – è il Ministro Maroni, insieun’alternativa nel rispetto dei diritti di ciascuno. me a Luca Zaia, ad avere indicato l’ex caserma di via Orlanda come possibile sito per carcere e CIE, non il Sindaco come urlano dai gazebi-, che dimostrano l’incapacità di produrre politiche per l’immigrazione e la regolarizzazione. Viene da dire: “Ma volete insegnare a noi come si fa? A Venezia, che è tra le prime città in Italia ad avere attuato progetti per l’integrazione e per la legalità?” E facciamo nostra anche questa dichiarazione di Livia Turco, condivisa dai numerosi rappresentanti politici del territorio presenti all’incontro e dal vicesindaco Sandro Simionato: “Ma che credibilità ha questo Governo, in primis la Lega, che


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I BATTAGLIONI PADANI ROMA, aprile 2011

caso di mobilitazione decretata appunto dai Governatori. A chi stupisce la Lega ribatte: “Come la Guardia Nazionale negli Usa”. Negli Usa però, tanto per esser pignoli, i reparti della Guardia Nazionale portano la mano al cuore quando suona l’inno nazionale americano, i comandanti “padani” faranno altrettanto quando suonerà l’inno di Mameli o la truppa andrà tutta al bar come fanno in Veneto e Lombardia gli eletti nelle liste della Lega?

Ecco Cota Roberto che passa in rassegna i suoi “mille”: è il “Battaglione Regionale” del Piemonte. Hanno la divisa come quella dei soldati “italiani” ma un distintivo li distingue, quello della “Mole”? Ed ecco Formigoni che passa in rivista il “Battaglione Lombardo”, hanno il distintivo del Sole delle Alpi, hanno anche le armi, come Carabinieri. Domani, presto, chissà avranno anche al posto di In principio furono le “ronde padane”, ora sono i Formigoni un comandante in capo non solo padano “Battaglioni”, di mezzo spesso e volentieri Bossi ci ha messo i “fucili bergamaschi”. In molti diranno ma anche leghista. che è folklore legislativo e si passerà oltre. Si dirà Come il “Battaglione Veneto” che rende omaggio a che è fumo di propaganda emesso sotto elezioni. Zaia e risponde ai suoi ordini. Certo, ci saranno an- Fumo di cui resterà al massimo cenere. In pochi che Battaglioni infidi anche se alleati come quelli vorranno vedere che sotto il fumo e la cenere c’è un “laziali” della Polverini e quelli “campani” di Cal- fuoco che non si spegne e che cova, fuoco di secesdoro. Per non parlare di quelli “infedeli” come i sione. Stavolta in divisa. Idea “padana”, molto Battaglioni emiliani e toscani di Rossi ed Errani, per “padana” e anche “all’italiana” perché armi, divise e bagagli saranno pagati con i soldi dello Stato centranon dire dei pugliesi di Vendola. E i siciliani di Lombardo e i sardi…con chi staranno le. La Lega si mette l’elmetto: Battaglioni Regionali mai i sardi? E i liguri poi? Ci sarà da stare attenti e present’ arm, ovviamente in dialetto. cauti, l’operazione non è priva di rischi, ma la Lega è pronta a correrli e il partito di Bossi corre a mettersi in divisa. La proposta corre dalle Alpi al Lilibeo, chiara e impegnativa per tutti: eserciti regionali sotto il controllo e agli ordini dei Governatori delle Regioni. La Lega li vuole e ci fa sopra una proposta di legge. La Lega li vuole e neanche per scherzo o solo per sfilare in parata alle regionali ricorrenze. Li vuole come forza armata di intervento in caso di calamità, emergenze. E anche per stabilire e tutelare “l’ordine pubblico”. Proposta di legge dettagliata: stabilisce chi ne può far parte, reclutamento ovviamente su base regionale, quanto guadagneranno soldati e ufficiali, come vestiranno, di quali armi saranno dotati, a chi risponderanno. Saranno, dovrebbero essere ventimila, mille per ogni Regione e per ogni “Battaglione”, nome ufficiale che la legge assegna ai nuovi reparti. Ventimila di base ma il numero potrà crescere in

(fonte: Blitz quotidiano)

LEGGE MORALE "Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto piú spesso e piú a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me. Queste due cose io non ho bisogno di cercarle e semplicemente supporle come se fossero avvolte nell’oscurità, o fossero nel trascendente fuori del mio orizzonte; io le vedo davanti a me e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza" E Kant

REDAZIONE: Giuliano Brandoli, Elena Brugnerotto, Francesca Delle Vedove Circolo PD “Di Vittorio” via Passo 10 Campalto(VE) – tel/fax 041.903525 - e.mail: feedback.pd@gmail.com Stampato in proprio


FEEDBACK n.1