__MAIN_TEXT__

Page 1

Centopaesi PERIODICO INFORMATIVO SULLE ATTIVITÀ TURISTICHE

Anno decimo

1

marzo 2006

E CULTURALI DELLE PROLOCO TRENTINE

Spedizione in a.p. - 45% art. 2 comma 2/b Legge 662/96 - Filiale di Trento edito dalla Federazione Trentina delle Proloco e Consorzi

REDAZIONALE IL PERSONAGGIO:

8° Convegno provinciale delle Pro Loco

La Lisa di Montagne PAG. 7

PAG. 2

EUROPA

LEGGENDE

Notizie a cura del GEIE

S.Romedio l’orso e l’eremita

PAG. 16

PAG. 27

LA NOSTRA IMMAGINE

DALLE PRO LOCO

Zuclo & Bolbeno

Carisolo: gita a Brisighella

PAG. 4-5

PAG. 26

LAVORO & SICUREZZA

DALLE PRO LOCO

La formazione per le Pro Loco

1970-2005 Il 35° anniversario di Pomarolo

PAG. 17

PAG. 20-21

NATURA Le Perle del Trentino PAG. 8-9

APPROFONDIMENTI

DALLE PRO LOCO

No Profit e turismo Nuova legge Provinciale di Alceste Santuari

S.Massena Margone PAG. 25

PAG. 10 - 15

DALLE PRO LOCO Meano: le “canope” del Calisio PAG. 22

DALLE PRO LOCO

LE PRO LOCO VISTE DA:

Sciare a Bolbeno

Armando Paris

PAG. 18 - 19

PAG. 6


E DITORIALE

EDITORIALE

2


PRO LOCO DI BANCO

La nostra immaginee

L A N OSTRA I MMAGINE

ra il marzo del 1968 quando a Banco, un piccolo paese della Valle di Non, un gruppo di persone mosse dall'entusiasmo di valorizzare il proprio territorio, fondano la Pro Loco di Banco. In principio venne adottato come logo una foto con una veduta generale del paese e poi con gli anni fu cambiato con quello tuttora usato.

E

Il logo della Pro Loco di Banco racchiude in sÊ i simboli della Valle e del paese. La mela infatti è la colonna portante dell'economia di tutta la Valle di Non e in particolar modo del paese di Banco, mentre le montagne contraddistingono il paesaggio che dall'abitato di Banco si ammira all'orizzonte. Nel logo la mela è messa in primo piano e il sole illumina l'orizzonte, le montagne dietro chiudono il panorama che contraddistingue la Valle di Non.

Centopaesi

Direttore responsabile: Armando Pederzolli

Direzione e Redazione: via Garibaldi, 3 - 38100 Trento telefono: 0461 239006 fax:0461 264757 e-mail: federazione.proloco@trentino.to Autorizzazione del Tibunale di Trento n. 926 del 26.9.96 Impostazione grafica, impaginazione e stampa a cura di: EUROMEDIA via Don Rizzi, 7 Trento - tel 0461.980909 fax 0461.269574 - e-mail : editoria@euromediasite.it IN COPERTINA:

3


D ALLA F EDERAZIONE

LA PRO LOCO COME MOTORE DI SVILUPPO NELLA TRADIZIONE Armando Pederzolli - Presidente Federazione Pro Loco e Consorzi Saluto tutti voi cari amici Proloco qui convenuti per questo importante 8° convegno delle Proloco Trentine. Mi fa molto piacere ammirare una platea così numerosa e variegata nonostante la difficoltà di circolazione per le strade innevate; la vostra presenza è una inconfutabile testimonianza della serietà del nostro essere Pro Loco. Grazie ancora e buon ascolto.

4

Un saluto particolare all’Assessore all’Agricoltura, al Commercio e al Turismo Tiziano Mellarini anche per conto di voi tutti cari amici Proloco, e che estendo al Consigliere Adelino Amistadi per l’impegno che entrambi hanno profuso per addivenire ad una unica normativa riguardate il mondo delle Pro Loco Trentine. Grazie per aver tenuto nella meritata considerazione le Associazioni del comparto turistico. Saluto e ringrazio per la presenza i Sindaci, loro rappresentanti e Autorità presenti. Permettetemi di esprimere un augurio, con l’intento che sia anche un auspicio; che l’incontro di oggi diventi il momento fondante di una nuova via per le Pro Loco Trentine; quella, appunto, che esce dal BIVIO oggetto del convegno. Mi è stato assegnato il compito di portare all’attenzione dell’assemblea alcune riflessioni, meglio ancora se è qualcosa di più che una semplice riflessione; mettere cioè sul tavolo della discussione, possibili indirizzi, in concreto il progetto di una possibile nuova strada per l’operatività futura delle Pro Loco, e su queste indicazioni/proposte, accendere un confronto che non necessariamente

dovrà concludersi oggi; anzi, credo sia importante che il dibattito debba continuare nelle rispettive sedi di ogni singola Pro Loco. Il confronto dovrà essere ampio e aperto, volto ad individuare quali sono gli atteggiamenti, le attività, le proposte, i modi di operare sui quali le Pro Loco dovranno rivedere i comportamenti per costruire una offerta che potremo definire “turistica” centrata sulle aspettative del turista/cittadino. E’ un passaggio molto delicato questo. E lo rilevo perché non vorrei mai trasmettere un messaggio sbagliato. Voglio allora precisare che questo cambiamento che andiamo cercando, non vuole e non deve in alcun modo intaccare uno dei caposaldi dell’essere Pro Loco: vale a dire il collegamento – che potremo definire ombelicale- con la cultura, la tradizione, gli usi ed i costumi delle nostre località. Chiarito questo aspetto di radicamento sul territorio, insito in ogni Associazione, possiamo fare un passo avanti e parlare di Proloco quali organismi che possano essere considerati motore di sviluppo di una Comunità, e attenzione, mantenendo il legame con la tradizione. Oggi che non si fa altro che parlare di Globalizzazione, è pensabile proporre uno sviluppo nella tradizione? Credo di poter dare una risposta affermativa. E vi do immediatamente una prima testimonianza. Testimonianza storica amici, 1881 nasce la prima Pro Loco del Trentino, la prima anche in Italia: La Pro Loco di Pieve Tesino. E sapete qual’era lo scopo? Il motivo della sua nascita? L’abbellimento di un colle per attrarre e intrattenere i viandanti, da realizzare con il lavoro di volon-


D ALLA F EDERAZIONE tari perché non c’erano risorse finanziarie, con il preciso scopo di creare un indotto per far nascere l’esigenza di strutture ricettive e quindi economiche. Questo signori miei vuol dire propiziare lo sviluppo di una Comunità e comunque vadano le cose le Pro Loco, di fatto sono sempre state una risorsa, e continueranno ad esserlo finché esisteranno. Non è retorica, cari amici. Questa “moda”, passatemi il termine, si è perpetuata nei secoli, èh si, perché è passato più di un secolo, cari amici, dicevo si è protratta nel tempo attraverso la nascita di numerose Pro Loco che qua e la andavano costituendosi; e tutte con il medesimo scopo, oggi si dice “mission”, quello di attrarre i intrattenere l’ospite attraverso una varietà di interventi. Tutti lavori, impegni,attività, dedizione,ecc, svolti con grande senso di responsabilità e attaccamento ai luoghi di origine, e badate bene, donando il proprio tempo , facendo volontariato. Un Volontariato che è andato crescendo in quantità ma anche in qualità. Infatti ad oggi, le Pro Loco presenti nella nostra bella Italia sono più di 6.000 e circa 5.000 di queste sono iscritte all’UNPLI la nostra grande Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, come ha gia ricordato il moderatore Marco Zeni che ringrazio di cuore per la sua qualificata presenza, e per la disponibilità e collaborazione che ha sempre dimostrato nei confronti delle Pro Loco. Parliamo di 650.000 volontari carichi di voglia di fare, di lavorare gratuitamente per le proprie Comunità, tutta gente che ha voglia di esserci, di acculturarsi, di crescere e di professionalizzarsi nel campo della promozione culturale, turistica e ambientale; tutte persone sensibili a questi aspetti persone che da almeno quattro anni hanno deciso di intraprendere un percorso di professionalizzazione attraverso la partecipazione a corsi formativi finanziati da fondi europei: Quindi tanta voglia di crescere, voglia di stare ai tempi, voglia di fare e fare bene studiando la cultura le tradizioni con lo sguardo rivolto in avanti per offrire un’accoglienza un intrattenimento, una promozione del territorio gradita all’ospite e al cittadino. Anche per le Pro Loco del Trentino da alcuni anni hanno imboccato questa strada; chi specializzandosi sulla cultura e sulle tradizioni, chi studiando nuovi metodi operativi per rispondere meglio alle aspettative sempre più complete del visitatore turista, chi ancora affrontando le sempre più complicate normative burocratico fiscali ed igienico sanitarie e della sicurezza. I relatori che mi hanno preceduto hanno dato una concreta dimostrazione di conoscenza, capacità e professionalità. Qualità quasi mai riconosciute ai Pro Lochi, permettetemi questa dizione per individuare i molti volontari che lavorano all’interno del nostro Associazionismo; che hanno dato prova di sapersi confrontare con l’evoluzione dei tempi, meglio ancora con le sempre più esigenti richieste del cittadino/turista. Gente di Pro Loco ,nostri amici, volontari per scelta. Gente seria che sa affrontare con intelligenza l’evolversi del turismo. Li ringrazio fin da subito perché con i loro interventi danno un importante contributo al cambiamento e mi hanno facilitato notevolmente il compito; hanno gia detto tutto loro, ed in modo molto chiaro, preciso e professionale. Grazie amici, grazie a nome delle Pro Loco Trentine, grazie anche a nome dell’UNPLI. Avete dato chiare indicazioni di come fare, di cosa

mettere in atto per imboccare la strada giusta che esce del bivio; avete dimostrato come le tradizioni, la cultura possano, se correttamente proposte, costituire uno strumento di accoglienza e di intrattenimento per il turista/cittadino che diviene anche fonte di promozione e sviluppo economico e sociale per l’intera Comunità, Provincia, Regione, Nazione, pur mantenendo il legame con il passato. Vedete quindi che possiamo gia fin da subito capire che ci stiamo incamminando verso una meta di grande qualità e professionalità . Voglio dire che questo bivio, a mio avviso, lo abbiamo gia imboccato; e ritengo di poter affermare con un grande margine di certezza che la strada scelta per uscire da questa biforcazione si sta rivelando quella giusta, suffragata anche dalla scelta fatta dall’UNPLI come dicevo poc’anzi. Una scelta di crescita professionale. Se poi vogliamo avere delle testimonianze ancora più tangibili e immediate non ci sono problemi. Le abbiamo sentite e verificate qui, questa mattina, ascoltando le relazioni degli amici Redi Pollini e Franco Campregher; rispettivamente direttore del Consorzio Turistico Giudicarie Centrali e presidente del Consorzio Altopiano della Vigolana. Relazioni che potremo definire “progetti” di alta qualità, mi permetta di affermarlo Assessore Mellarini, Relazioni/progetti che denotano uno spiccato impegno professionale all’interno di un contesto . quello del volontariato- che non è proprio un terreno così fertile e invitante per mettere a frutto proposte così impegnative. Ci tengo a evidenziare questi aspetti presidente/assessore perché vorrei riuscire a trasmettere e far comprendere un messaggio, una realtà esistente da molto tempo, oserei dire da sempre, e che però non viene percepita come tale. Cerco di mettere sul tavolo più elementi possibili per dimostrare a chi non è ancora convinto, quale grande risorsa sia per una Comunità il Volontariato ed oggi in particolare il Volontariato Turistico. Il nostro Capo di Governo, qualche giorno fa ha detto che bisogna lavorare di più. Tutti I Prolochi di fatto cosa fanno da sempre. Lavorano di più; perché lo fanno nel tempo che ordinariamente è tempo di riposo, o perché festivo, o di ferie, o ancora oltre un orario di lavoro regolare, e non solo, lo fanno sempre senza un compenso, senza alcun rimborso, e molte volte rischiando in prima persona senza riconoscenze ufficiali. Ecco un altro aspetto che testimonia quanto le Pro Loco siano una risorsa e per rimanere nel titolo del mio intervento un motore di sviluppo, più di così, Cari amici, egregi Amministratori , credo proprio che sia difficile fare. Cosa chiediamo noi in cambio alla Comunità intesa come Stato, Regione, Provincia, Comune in una parola come istituzione. Niente di trascendentale niente che non possa essere accettato; Chiediamo diritto di cittadinanza, di riconoscimento per l’azione che svolgiamo, attraverso l’implementazione di normative e regole di vario genere che non siano vessatorie o demotivanti in relazione alle nostre attività che vogliamo donare alla Comunità per una crescita sociale ed economica del Trentino. Chiediamo attenzione e considerazione alle Istituzioni attraverso una normativa che non sia un capestro, un freno, un demotivatore all’impegno del Volontario; e, tanto per sgomberare il campo da possibili equivoci, chiariamo subito che non si vuole certo sottrarsi alle regole che devono valere per tutti i cittadini, che possono essere di sicurezza , di igiene,. di tipo fiscale ed altro; non sarà

5


D ALLA F EDERAZIONE

6

mai, ma non lo è mai stato. Avere però dei percorsi facilitati ci farebbe molto piacere ed incrementerebbe il nostro entusiasmo. Chiediamo anche un commisurato aiuto finanziario e strutturale per poter svolgere con dignità il nostro lavoro. Sono certo, e posso affermare che le Pro loco sono un motore di sviluppo per il contesto in cui operano e sono altrettanto certo di poter dire che lo possono essere, nel rispetto delle tradizioni e della cultura locale. Questo è uno snodo importante e come tutte le cose importanti , anche complesso e difficile da gestire. Vanno, pertanto, individuati i punti dequalificanti o meglio obsoleti all’interno del nostro operare, le cose che stridono, che non sono più accettate con entusiasmo dal cittadino/turista o visitatore che sia; Gia ne hanno accennato i relatori che mi hanno preceduto e quindi non sto a fare esempi, sono certo che il messaggio è oramai chiaro, anche perché è da tempo che ne parliamo all’interno dei nostri Direttivi a partire dall’UNPLI e giù, giù fino alle Pro loco. Sono più di tre anni che abbiamo iniziato a frequentare corsi formativi ed altre iniziative volte a qualificare ed a riposizionare l’operatività delle Pro Loco, tenendo a mente l’evoluzione registrata in campo turistico e le sempre più esigenti aspettative del mercato turistico. Mi sento, comunque, di affermare che ci siamo; che davanti al bivio stiamo imboccando la via giusta. L’aver predisposto un progetto promozionale condiviso con tutti i Consorzi di Pro Loco “PROGETTO STRATEGICO DI COMUNICAZIONE INTEGRATA” – Angoli di Trentino da scoprire -; progetto di alta qualità riconosciuta peraltro dai massimi dirigenti di Trentino SpA. Presentarsi sul mercato con una offerta che comprende tutte le località del trentino non APT e non più con 11 broscure con 11 stand, con 11 diversi modi di proporsi sui mercati, è un altro esempio di maturità, intelligenza e professionalità. Le relazioni degli amici Redi Pollini, direttore del Consorzio turistico Giudicarie Centrali, Franco Campregher, presidente Consorzio Turistico Altopiano della Vigolana e del consulente Marco Raffaelli hanno ampiamente dimostrato la potenzialità insita nel mondo delle Pro Loco per quel che riguarda, l’essere Pro Loco, Motore di sviluppo nella tradizione. E lo hanno rappresentato chiaramente in alcuni passaggi che voglio richiamare: Campregher ha parlato di crescita professionale, di cambiamento di rotta nel fare, dice che bisogna dare un senso all’evento, afferma che formazione significa consapevolezza nel fare, ha parlato di valorizzazione della azione del volontario. Raffaelli affronta l’aspetto de - il turista non ha confini - e dall’analisi dei punti di forza e di debolezza per le Pro Loco, cosiddetta, ”analisi swot”, evidenzia il bisogno di fare più rete; di acquisire una maggiore forza propulsiva in termini progettuali, strategici ed economici; tradurre l’attività in soluzioni commercializzabili, cose nuove per noi volontari ma che dovremo un po’ alla volta assimilare; e ancora evidenzia la potenzialità della nostra offerta turistica in quanto originale e caratteristica rispetto a soluzioni standardizzate offerte dal mercato blasonato. E’ vero, lo ha fatto senza tanti riguardi verso il ns. mondo ProLoco; e per questo lo ringrazio, sono per noi nuovi stimoli per crescere. Mi permetto anche, però, di impegnare il caro Raffaelli a non distogliere la sua attenzione nei confronti del ns. Volontariato: della serie, ades-

so che ha lanciato il sasso non nascondere la mano; noi ti aspettiamo! Redi invece si è addentrato nell’aspetto della qualità, proponendo un marchio di qualità per le feste di Pro Loco; ha accennato ad un nuovo modello di attività di intrattenimento; di eventi come motivo di vacanza e non solo di intrattenimento; ha parlato di autenticità del luogo e di contenuti culturali da mantenere, e ancora; di necessità di emergere per non rimanere fermi al bivio. Ha detto un’ultima cosa importante agli effetti del poter dare gambe alle proposte: Auspica che la Federazione diventi garante dei parametri di qualità messi sul tavolo. Questo ultimo aspetto mi obbliga ad evidenziare all’Assessore Mellarini il ruolo che la Federazione sta svolgendo oramai da tre anni e che non le era proprio e usuale ma che si sta rivelando di basilare importanza per il raggiungimento degli obiettivi messi sul tavolo in questo convegno. Questo ha comportato e sta impegnando la Federazione oltre le proprie possibilità sia economiche che di personale richiedendo un grande sforzo, anche in termini di competenze da acquisire, di professionalità da intraprendere, di carichi di lavoro non più sostenibili e altro ancora. Caro Assessore, richiedo fin d’ora che questo “nuovo ruolo” della federazione ottenga condivisione e un conseguente sostegno da parte della Provincia. Sostegno che dovrà essere necessariamente di condivisione strategica del ruolo svolto dalle Pro Loco, con conseguente messa a disposizione di risorse strutturali, di personale e finanziarie per poter svolgere le funzioni in modo efficace per il raggiungimento di risultati di eccellenza nel campo della promozione turistica del Trentino. Devo riconoscere che, ultimamente, abbiamo riscontrato buona disponibilità da parte dl servizio turismo della Provincia. Si tratta, quindi, di un lavoro in progress che stiamo aggiustando e qualificando con l’impegno di tutti; permettetemi allora di esprimere un sentito pensiero di gratitudine al direttore della Federazione Leone Cirolini, ai direttori dei consorzi ai loro collaboratori, ed ai presidenti, che non nomino per economia di tempo, per il grande senso di responsabilità fin qui dimostrato e per lo sforzo profuso nello spendersi in questo cammino professionalizzante; che tutto questo possa anche essere un esempio oltre che un aiuto a continuare su questa strada; perché il bivio è stato appena imboccato e non conosciamo il proseguo della strada. Cari amici Proloco, a questo punto il messaggio mi pare chiaro, Vogliamo cambiare rotta nella tradizione, dico volutamente vogliamo, e non dobbiamo, perché è volontà nostra volerlo fare, é una decisione che abbiamo maturato in un percorso di crescita professionale all’interno del volontariato e ognuno per la propria parte di competenza e di responsabilità. Non ci saranno appelli futuri. O ci siamo fin da subito oppure saremo lasciati per strada, abbandonati, perché non più graditi operatori di accoglienza e di intrattenimento dell’ospite. E’ una chiamata a raccolta importante; non possiamo tradire la nostra mission; non possiamo negare di aver scelto di essere dei Prolochi. Questo ci obbliga a rimboccarci le maniche; ma che volete che sia!!, lo abbiamo fatto talmente tante volte che per noi è diventa una abitudine, per cui, Amici Proloco a cavallo e via al trotto. EVVIVA LE PRO LOCO.


D ALLA F EDERAZIONE PROFESSIONALITA’ NEL VOLONTARIATO

Franco Campregher - Presidente Consorzio Pro Loco Altopiano della Vigolana Premessa Al giorno d’oggi si parla di sviluppo e ciò mediante l’innovazione. L’azione economica non è più a carattere nazionale o internazionale, ma diventa una competizione globale. In ogni settore, sia economico che sociale, sono in atto trasformazioni che ci obbligano ad osservare che anche per le nostre proloco è necessario agire in tal senso. I grandi bacini industriali e le aree fortemente vocate alla produzione di reddito si sono già mosse o comunque si stanno muovendo con massicci interventi disponendo di risorse finanziarie e di personale adeguatamente preparato alle nuove sfide. E’ in questo contesto che realtà minori, pur non cercando per propria scelta le innovazioni, i confronti, un nuovo modo di rapportarsi, sono loro malgrado coinvolte e messe in discussione. Per la nostra provincia tutto ciò rappresenta la realtà su cui confrontarsi continuamente. Il turismo rappresenta senza dubbio un motore trainante per la nostra economia. S’inserisce, infatti, in modo strategico nel tessuto produttivo Provinciale coinvolgendo moltissimi altri comparti, quali l’edilizia, i trasporti, la cultura, l’artigianato, l’agricoltura, il commercio, l’enogastronomia e tutte le strutture che dell’accoglienza e dell’ospitalità sono fonti di benessere economico. E’ ormai un’attività presente su tutto il territorio della nostra Provincia che fa si che le micro e piccole imprese economiche prosperino anche nelle località più estreme e difficili. E negli anni è diventato un’importante fonte di benessere anche per i già citati luoghi di montagna, non è più necessaria, quindi, quella massiccia migrazione verso i centri maggiori, con l’aspettativa di una vita migliore, che si è vista in un recente passato. Ma se ciò vale per il momento attuale, nel futuro potrebbe essere difficile mantenere lo standard odierno. La Provincia annualmente investe cifre notevoli nel settore della promozione turistica, ma non è abbastanza; è necessario ed opportuno coinvolgere di più le realtà locali, anche marginali, ma che senza le quali il turismo non ha modo di generare un’offerta globale, interessante. L’idea di fondo è quella della “filiera turistica” che coinvolge nel prodotto tutte quelle realtà economiche che operano nel contesto turistico. Tutti coloro che lavorano in Trentino, chi in maniera superficiale, chi in maniera più pesante, ha dal citato più volte, comparto un guadagno e quindi è giusto anche che ognuno faccia la sua parte in un piano più generale di sviluppo legato al territorio ed ai suoi abitanti. Ad una regia dell’ Ente Pubblico, che detta le regole per una vocazione generale ed omogenea di tutto il territorio, ogni ambito territoriale ha facoltà di esprimere la propria vocazione: identità e tradizioni. Naturalmente tutta la struttura Provinciale deve esprimersi in sintonia affinché l’ospite percepisca il benessere che un ambiente può offrire se sa muoversi in modo armonioso. Viceversa, se non ci attiviamo in modo convinto ad adeguarci ai criteri imposti dal nuovo sistema veniamo emarginati perché non più rispondenti alle esigenze richieste dalla domanda attuale, diversamente

e qualitativamente organizzata. E’quindi importante definire che il concetto di sviluppo attraverso l’innovazione deve essere da noi assunto in maniera determinata.

Associazioni di volontariato e Pro Loco Perché un sistema sia efficiente ed efficace deve muoversi in modo equilibrato in tutti i settori e produrre i migliori risultati fin dalla base. Alla base troviamo le numerose organizzazioni che con la forza del volontariato e la capacità sono in grado di promuovere il territorio. Troviamo qui un nuovo tipo di professionalità confermata dall’oggettiva crescita delle capacità dei dirigenti soprattutto in direzione di marketing territoriale e di qualificazione dei rapporti proprio fra il volontariato, il pubblico e il privato. In questo contesto possiamo affermare che il mondo delle Pro Loco ha infinite potenzialità, ma che dobbiamo continuamente rafforzare, in un’ottica anche di qualità. Ometto di elencare le finalità fondamentali delle Pro Loco perché tutti noi le conosciamo molto bene. L’importanza delle Pro Loco per la promozione del territorio consiste nella capacità di “sentire,comunicare e trasmettere quanto c’è di popolare, di significativo nelle tradizioni e nelle tipicità”. Da qualche tempo e sempre più spesso si sente parlare, nel mondo delle Pro-Loco, di riqualificare i propri quadri con l’obiettivo di perfezionare la capacità dei loro dirigenti impegnati a operare nel settore turistico, perché tale ambito riveste sempre maggiore importanza nel tessuto economico Provinciale. Dobbiamo però fermarci un attimo e riflettere bene prima di intraprendere iniziative volte a modificare il modo di essere delle Pro Loco. Esse operano in sintonia con le Amministrazioni d’ambito nella tutela, nella conservazione, nella valorizzazione e promozione del patrimonio culturale, storico e territoriale. Tutto quello che le Pro Loco fanno, è bene dirlo, non ha finalità lucrative ma è volto solamente allo scopo di migliorare il rapporto fra la gente in modo che sia piacevole abitare nelle proprie località. Se gli abitanti traggono soddisfazione da questo modo di fare, le Pro Loco hanno già realizzato un autentica proposta per la promozione turistica. In genere, il turista – ospite, è sicuramente attratto dalla genuinità dell’offerta, mai cercherà proposte preconfezionate che nulla hanno in comune con il nostro modo di essere di tutti i giorni, vuole vivere in maniera diversa da quella che impone la sua residenza. Per questo motivo, è sicuramente più credibile una comunità che non cambia comportamenti e modo di rapportarsi a seconda della nazionalità o estrazione sociale delle persone che vi approdano. Naturalmente tutto l’operato delle Pro Loco dipende dalle persone che ne fanno parte e più esse sono motivate e gratificate maggiori saranno i risultati. Esse non sono un costo ma rappresentano una ricchezza inesauribile. Ma capacità, generosità, impegno, managerialità e spinta emotiva verso la valorizzazione del proprio

7


D ALLA F EDERAZIONE

8

territorio, non sono più sufficienti a creare interesse verso le nostre località, proprio perché la globalizzazione, anche nel settore del turismo ci rendono poco appetibili se non cominciamo realmente ed in termini complessivi a promuovere tutta la realtà nostra provinciale con un concreto coordinamento tra le forze operanti sul territorio e quelle per la promozione nazionale ed internazionale. Siamo un puntino sulla carta geografica mondiale e corriamo il rischio che rimanga tale e che i flussi ci scavalchino per altre destinazioni che hanno saputo meglio coinvolgere i fruitori del turismo. Ad esempio il potenziale asiatico oppure quello nord americano o russo come fa a conoscere che ci siamo anche noi, se a mala pena conosce l’esistenza dell’Italia. Ecco quindi che diventa una reale necessità quel coordinamento tra chi promuove tutto il Trentino e quelli che lo promuovono in loco, quelli che hanno come compito precipuo l’accoglienza del turista, quelli che danno al nostro territorio una marcia in più al fatto di meritare la fiducia del turista perché sappiamo trattarlo come si deve, nella giusta maniera e con la grande cordialità e simpatia di cui siamo capaci. Si deve quindi riconoscere questo grande merito con tutto il supporto necessario per favorire la formazione di operatori ma anche per sostenere economicamente il loro lavoro quando il solo volontariato non è sufficiente. Ma per arrivare a ciò è d’obbligo che tutti quelli che agiscono lo facciano in maniera consapevole. Tutti devono essere consapevoli che il lavoro offerto per l’accoglienza dell’ospite non è più solo capacità di organizzare manifestazioni, attività ricreative e di svago, tanto per “gradire e divertirsi”, ma diventa un concreto modo di rafforzare la promozione della nostra economia a livello globale. Quindi dobbiamo cercare di indirizzare le nostre forze verso un’organizzazione di eventi, forse meno numerosi, ma più validi sia dal punto di vista culturale, ma anche di quello della comunicazione che riusciamo a dare verso gli ospiti facendo emergere le nostre professionalità. Voglio però ricordare che la Pro Loco è un’associazione di volontariato di interesse pubblico e la sua vita rappresenta un forte momento di sollecitazione, proposizione, sintesi e unione di tutte le risorse umane esistenti nelle località nel rispetto delle proprie finalità ed autonomie. Parlare di volontariato è parlare di uomini e donne pronti ad impegnarsi e a investire il loro tempo libero per uno scopo comune, persone che possiedono un forte senso di appartenenza e che sono pronte a costruire e realizzare i propri sogni. Oggi il volontariato, spesso risulta essere una delle principali fonti per organizzare, progettare, ed eseguire opere sul territorio quando l’ente pubblico, che spesso considera prioritari gli investimenti economici, risulta inadeguato se non del tutto assente nel risolvere i problemi, come nel promuovere sviluppo E’ proprio sulla figura del volontario che dobbiamo concentrare i nostri sforzi. Ma chi è il volontario nelle pro-loco? Per tracciare un profilo funzionale e passionale del volontario, impegnato nel suo tempo libero a soddisfare i bisogni della comunità in cui vive, è fondamentale tener presente da un lato le sue personali motivazioni volte a realizzarsi nell’attività prescelta, dall’altro lato il livello organizzativo e l’impegno che si trova a dover soddisfare. Il volontario ha una sua identità, valori, convinzioni, i punti di riferimento e le aspettative della sua

vita, le motivazioni personali all’impegno che mette nelle cose; tutto ciò va rispettato e soprattutto a tutti questi volontari va il nostro e mio personale ringraziamento. Quanto tempo speso per la comunità! Tempo che ognuno di noi potrebbe tranquillamente passare in maniera diversa, eppure vi è in ognuno di noi una forza che ci attrae verso quello che consideriamo utile alla nostra società ed in special modo verso la nostra comunità. Il volontario fa, quello che fa, volentieri, senza mai preservarsi dalle fatiche ed è giusto che a queste persone vada un positivo riconoscimento. Più da vicino possiamo considerare il concetto di organizzazione del lavoro del volontario sotto tre punti: La presenza: l’essere presente, per il volontario e la consapevolezza della sua utilità verso la comunità; è la sua risposta alle aspettative dl gruppo con il quale collabora; è il portare la memoria storica in un contesto di conoscenza dei luoghi che delle cose. La coerenza l’impegno del volontario rispetto a ciò che è stato prima di lui con lui e dopo di lui. Una continuazione del lavoro che sa di tradizione e coerente con il senso di appartenenza ad una comunità. Il significato: il volontario ha ben chiaro il senso delle cose che si andranno ad organizzare; esiste un filo rosso tra tutti i segmenti di un’organizzazione, non è possibile lavorare senza una progettualità coerente con la tradizione. Più semplicemente il volontario deve operare verso scopi comuni, nel solco della tradizione e nel rispetto delle persone che come lui operano per la comunità. Ad intendere ciò in un senso più compiuto e raffrontandolo con quanto detto fin’ora, ci si deve rendere conto che anche il modo di lavorare per la comunità deve subire qualche cambiamento. Non è più il tempo della quantità, ma sta arrivando il tempo della qualità, che abbiamo sempre cercato di avere, il tempo della selezione. Se vogliamo essere pronti a svolgere il nostro compito come lo abbiamo sempre fatto, dobbiamo cominciare a pensare davvero ad interventi diversi, ad interventi selezionati in pratica lavorare con il minimo sforzo ed il massimo rendimento. Dobbiamo riconoscere che per far centro sia sui cittadini delle nostre comunità, sia sui turisti presenti sui nostri territori il tempo delle feste della birra, sic et sempliciter è finito. Anche una semplicissima festa della birra deve essere inserita in un contesto sia di tradizione, ma soprattutto di cultura dell’accoglienza. Ricordo che i numeri parlano chiaro: si beve sempre di più e per chi guida bere troppo può diventare molto pericoloso e con i nuovi regolamenti stradali anche umiliante e particolarmente costoso. Ma pensiamoci un poco: cerchiamo di far mente locale sulle presenze alle così dette feste della birra, chi sono gli ospiti? Quanti si fermano fino a tardi. Da dove provengono? Quasi mai, le ultime persone ad andarsene sono turisti. Ciò ci deve far pensare che se noi vogliamo svolgere un servizio alla nostra comunità dobbiamo anche ripensare al modo di organizzare le famose feste della birra. Ottimizzare l’organizzazione significa programmare gli interventi, monitorare con la propria presenza l’andamento degli eventi, concentrare gli sforzi in modo congruo tra loro finalizzandoli ad un comune riferimento nonché recuperare il significato delle manifestazioni, come dei valori. C’è poi il discorso della valorizzazione dell’azione del volontario; essa non deve essere sminuita solo perché non viene monetizzata, va senza il minimo dubbio riconosciuto il valore all’impegno ma ciò non può essere scontato. Il valore dell’impegno è


D ALLA F EDERAZIONE tale solo se effettivamente si è riusciti a dare un senso all’evento organizzato. Tutti devono concordare sul fatto che questo valore non deve essere disperso in mille rivoli improduttivi, ma in competenza, professionalità ed estro; capacità che tutti i volontari sanno dare all’interno della propria organizzazione. E questo valore nell’impegno è Professionalità! E questo è anche sinonimo di qualità, qualità del servizio, qualità del lavoro nonché qualità della vita, si può professionalizzare il proprio ruolo di volontario senza intaccare assolutamente il sogno che ci guida. Sognare vuol dire immaginare dare un contesto alla propria fantasia e creatività per poi prevedere, progettare ed infine organizzare eventi che meritano tale appellativo. Senza sogni non c’è presente, ne futuro, e con buona probabilità non esisteremmo neppure noi. Quindi il lavoro del volontario è un lavoro che nasce da un sogno e si concretizza mediante la sua capacità professionale e singolare. Da solo può far poco, ma il gruppo invece fa molto è necessario interagire, relazionarsi, comunicare in modo che l’informazione che sta dentro al singolo diventi conoscenza per il gruppo. Questa si chiama formazione permanente. Ed è proprio su questo tema che vorrei soffermarmi prima di concludere il mio intervento. La formazione è necessaria a tutti noi. Tutto ciò che accade fuori dalla nostra comunità talvolta ci sfugge, talvolta siamo troppo presi per carpire notizie e suggerimenti che potrebbero far molto per noi e per la nostra organizzazione. L’essere presi da mille impegni ci porta a fare le cose come le abbiamo sempre fatte. Per carità può essere interessante e proficuo, ma come accennavo all’inizio del mio intervento, il nostro lavoro non è solamente per noi, ma anche per collaborare allo sviluppo economico delle nostre comunità. E se questo è vero, non possiamo dimenticare che dobbiamo dare al turista eventi di qualità che riescano a far breccia nella memoria di quanti partecipano in modo che ci possa essere un ritorno da parte di turisti compiaciuti degli eventi e che con il passa parola ne arrivino degli altri. Ricordo che nella maggioranza dei casi le persone guardano molto a suggerimenti di amici o conoscenti per programmare visite o soggiorni.

Formare il volontario è quindi un impegno che paga. Attraverso la formazione si ottiene maggiore consapevolezza, interventi puntuali, programmazione, costruzione di obiettivi mirati, conoscenza di sé stessi e dunque degli altri, costruzione di quelle relazioni significative verso coloro che usufruiranno della nostra opera. E’ la persona, che dobbiamo mettere al centro, non il prodotto. Le relazioni si costruiscono tra le persone e queste devono essere parte integrante di un’organizzazione che ha lo scopo di migliorare la qualità della vita sia della comunità che dei turisti, almeno per il periodo che saranno ospiti. Essi dovranno ricordare la passione, la professionalità, la serena convivialità espressa dalle nostre pro loco, per ricordarsi e ricordare ad altri la sensazione positiva trovata nel soggiorno presso le nostre comunità. In questo senso non dobbiamo incorrere nell’errore di pensare solamente al prodotto del nostro lavoro, anche a quello, ma soprattutto alla capacità di relazione che riusciamo ad instaurare tra noi e quanti usufruiscono dei nostri servizi. Uno stile che ci contraddistingua e che ci renda riconoscibili in fatto d’impegno, creatività professionalità. Una cultura quale elemento di rafforzamento dell’identità e nel contempo di apertura all’innovazione, ossia di coesione sociale e di crescita civile. Un fattore decisivo per lo sviluppo economico. Conoscenza, professionalità, relazioni interpersonali, qualità nel prodotto e formazione, gli ingredienti del successo delle nostre pro-loco. Il tutto dovrà essere frutto di una maggior collaborazione tra il “centro” e la “periferia” tra gli uffici preposti alla promozione e gli operatori turistici e tra questi ed il mondo del volontariato. Spero di aver dato una piccola idea per il nostro futuro, dove dovremmo riuscire ad unire la tradizione con l’innovazione, il passato con il presente ed il futuro, e concretizzare quel sogno che ogni giorno ci unisce in un comune e generoso impegno. Forse l’obiettivo è proprio questo, difficile, ma anche facile – ma che sapremo raggiungere attraverso l’entusiasmo per quello che facciamo. Mi auguro e vi auguro che ognuno di noi possa trovare il coraggio di vivere all’altezza dei propri sogni.

IL TURISTA NON HA CONFINI

Marco Raffaelli - macro sas - Volano Affermare oggi che "il turista non ha confini" sembra quasi tautologico (cioè affermare ciò che è già implicito ed evidente nel termine utilizzato). Il turista, infatti, è proprio la persona che dal proprio luogo abituale di residenza si muove per cercare in altri luoghi occasioni di relax, di svago, di sport, di cultura, di avvenura. In un momento storico come quello che stiamo vivendo, poi, nel quale l'abbattimento delle barriere politiche, economiche, fisiche e comunicative ha reso il mercato della vacanza effettivamente "globale", sarebbe assurdo affermare il contrario: che il turista abbia dei confini. Il problema vero, tuttavia, è che se "il turista non ha confini", il turismo - inteso nel senso dell'offerta di servizi e prodotti turistici - dei confini li ha, eccome ! Per motivi nazionalistici, sciovinistici, di puro campanile, di miopia commerciale, di tante altre ragioni che spesso risulta difficile comprendere razionalmente, si promuove e si offre prevalente-

mente ciò che sta dentro i confini di uno stato, di una regione, di un'ambito o di un sistema, addirittura di un singolo comune. Nei non frequenti casi in cui l'offerta turistica di una destinazione si estende ad elementi di attrattività che stanno al di fuori dei confini di competenza, questa scelta sembra ispirata più a motivi di "tattica" che di "strategia" promozionale e commerciale. Quante volte, "da turisti", ci siamo imbattuti (e scontrati, arrabbiati, delusi, …) in guide, cartine, cataloghi, che finiscono proprio dove inizia la nostra voglia di scoprire, di conoscere, di visitare e, perché no, di prenotare ? Quante volte gli itinerari che vorremmo effettuare, sulla cartina si perdono nel bianco di una regione o di un ambito confinante a quello da cui intendiamo partire ? Il turista non ha confini, ma molto spesso chi offre turismo i confini (artificialmente) li crea ! Ma, come spesso si suole dire, "non tutto il male vien per nuocere". Questa situazione apre ampie e interessanti opportunità per quelle realtà che - vuoi

9


D ALLA F EDERAZIONE per motivi "istituzionali", voui per motivi di intelligenza promozionale e commerciale - non sono costrette entro confini amministrativi e geografici limitati. E' questo il caso della realtà delle Pro-Loco, che per loro storia e natura sono presenti in modo articolato e diffuso sul territorio, ma sono anche inserite in una rete di relazioni che le pongono in forte collegamento le une con le altre. Il mondo delle Pro-Loco non ha confini !

10

Ma, allora, se ci troviamo di fronte sia ad una domanda (quella del turista) e ad un'offerta (quella in cui operano le Pro-Loco) che entrambe non hanno confini, come si può rendere più efficace e produttivo di risultati positivi l'incontro tra questi due versanti del mercato ? La risposta a tale questito è sicuramente complessa, ma, come mia abitudine, senza tanti giri di parole vado subito ai nodi della questione. Primo: la realtà delle Pro-Loco deve "aggiornare" la sua natura e adeguarsi alle esigenze e alle opportunità del mercato. Le Pro-Loco rappresentano oggi in Trentino e in Italia un elemento insostituibile di valorizzazione e di animazione delle peculiarità di parti del territorio che, spesso, ma non sempre, sono relativamente ai margini dei grandi flussi turistici di massa. Lo fanno grazie all'impegno di migliaia di volontari che solo in parte sono coinvolti professionalmente in attività turistiche. Questo è al contempo un punto di forza e un punto di debolezza. Le Pro-Loco dovrebbero essere in grado di integrare in modo più intenso e organico le risorse e le capacità del mondo turistico professionale, non per esserne "cannibalizzate" o per snaturare la loro finalità storica di cura del "decorum loci", ma per acquisire una decisiva forza propulsiva in termini progettuali, strategici ed economici. Se le Pro-Loco ambiscono a svolgere un ruolo importante nelle dinamiche del mercato turistico, devono necessariamente entrare in modo operativo nei meccanismi di incontro tra domanda e offerta turistica, coinvolgendo in modo diretto tutte le realtà che offrono servizi e opportunità di svago e di vacanza. Se, invece, ritengono ancora sostenibile un ruolo di tipo eminentemente "culturale" (in senso lato) in grado di prescindere dalle strette logiche economiche e commerciali, questo è un altro discorso. Secondo: la realtà delle Pro-Loco deve tradurre in termini promozionali e, soprattutto, commerciali integrati la propria articolazione e diffusione sul territorio. Il mercato - il turista - chiede una risposta integrata e completa alle proprie esigenze: chiede ospitalità, chiede opportunità di svago e di relax, chiede possibilità di fare attività sportive, chiede stimoli ed emozioni diversificate, chiede informazioni. Chiede tutto questo e di più ancora in modo agile, di facile accesso, senza eccessive perdite di tempo tra un momento e l'altro della vacanza. Chi è in grado di rispondere in modo efficace a queste esigenze è vincente e competitivo. Chi offre soluzioni frammentate e parziali rischia di essere marginalizzato. Ecco, dunque, la necessità di "fare rete", di sviluppare collaborazioni tre funzioni turistiche diverse (ospitalità, svago, benessere, cultura, divertimento, sport, ecc.) e tra settori diversi (turismo, agricoltura, artigianato, servizi alla persona, ecc.). Attenzione: non basta "fare rete" in modo informale o stare tutti su uno stesso catalogo o su un'u-

nica brochure. Questa è solo un primo passo; importante, ma non basta. Occorre tradurre le relazioni e le "sintonie strategiche" in proposte concrete d efficienti dal punto di vista dell'ospitalità e della "logistica": in sostanza, in soluzioni commercializzabili che il turista possa riconoscere e di cui possa fruire in modo agevole e corrispondente alle proprie possibilità di tempo, di possibilità di informazione, di capacità di spesa, di interessi. In sostanza: "Fare rete" nelle forme e nei modi che rendano le diverse opportunità di vacanza (ospitalità, cultura, sport, svago, benessere, ecc.) facilmente acquistabili dal turista che esprime una particolare propensione alla "mobilità": i camperisti, i ciclo-turisti, gli ippo-turisti, i turisti "culturali", i turisti della natura, In termini concreti, si tratta di creare una rete di "punti di riferimento" facenti capo alla realtà delle Pro-Loco e loro Consorzi, distribuiti sul territorio provinciale in grado di fornire soluzioni reali e facili al turista che si muove. Questo non significaca solo fornire informazioni, eventi, manifestazioni. Si tratta di entrare nel vivo dei processi di scelta del "turista che si muove": l'operatore turistico di una determinata zona deve facilitare i contatti con chi opera in altre zone della provincia; l'operatore della ricettività deve favorire la conoscenza e l'accesso ad attrattive storiche, culturali, sportive (possibilmente attraverso accordi e convenzioni preordinate). Al turista che arriva nella destinazione privo di particolari attrezzature, deve essere fornita la possibilità di fare escursioni (a piedi, a cavallo, in bicicletta) con i mezzi, le informazioni, i punti di appoggio adeguati. Il fattore vincente di competitività turistica è che questi elementi di "agevolazione" non debbano essere ricercati (spesso con fatica e difficoltà) dal turista stesso, ma che gli siano forniti da chi sul territorio intende scìvolgere un'azione di "promozione attiva": le Pro-Loco e la loro rete di relazioni possono svolgere questo ruolo, purché sia svolto in forma "commercialmente" attiva. Naturalmente, tutto questo non si pone in alternativa con le proposte turistiche che fanno riferimento ad un'unica destinazione o località turistica. Semmai le integra e le caratterizza in senso innovativo. Il fatto è che sulle proposte turistiche di uno specifico territorio la concorrenza è assai accesa e agguerrita. Per le realtà territoriali che fanno riferimento al mondo delle Pro-Loco l'opportunità che si offre è di ritagliarsi degli spazi di mercato che risultino originali e caratteristici rispetto ad una serie di offerte per molti versi "standardizzate". Se "il turista non ha confini", vediamo di spianargli la strada in modo innovativo e soddisfacente per lui e "redditivo" per chi lo ospita.


D ALLA F EDERAZIONE UN MARCHIO DI QUALITA'PER LE MANIFESTAZIONI PROPOSTE DALLE PRO LOCO DEL TRENTINO

Redi Pollini - Diretore Consorzio Turistico Giudicarie Centrali Nell’ambito del corso di formazione per “Coordinatore di Eventi” organizzato dall’Istituto Euram, finanziato dalla PAT Dipartimento Politiche Sociali e del Lavoro e dal Fondo Sociale Europeo, corso che si è prefissato l’obiettivo di foià occupate nel settore, fornendo loro competenze tecnico-specialistiche per coordinare e gestire le fasi di realizzazione di un evento in termini professionali, si è concretizzato un tavolo di lavoro dove i partecipanti hanno proposto idee e suggerimenti in merito all’organizzazione di eventi. I relativi progetti sono stati successivamente oggetto di analisi e discussione nei gruppi di lavoro che ne seguivano. Il sottoscritto, Redi Pollini, con la collaborazione di Adriana Vender, ha elaborato un progetto rivolto all’istituzione di un marchio di qualità per le manifestazione organizzate dalle Pro Loco del Trentino. Il progetto trova ora la sua stesura definitiva e mi è stato chiesto di presentarlo in occasione del Convegno Provinciale delle Pro Loco. Nella predisposizione del progetto sono partito da una constatazione di fondo: l’impiego del tempo libero rappresenta uno degli aspetti importanti nella scelta della località dove trascorrere la propria vacanza. In proposito i paesi delle nostre valli trentine offrono un variegato panorama di manifestazioni collettive fatte di sagre, serate gastronomiche con orchestra e ballo tradizionale, feste campestri, rassegne di canti della montagna, concerti di bande, che settimanalmente e per tutto il corso dell’anno (ma principalmente nella stagione estiva), i volontari delle Pro Loco, propongono ai turisti e alla popolazione locale. Sono manifestazioni semplici, spontanee, spesso organizzate con tanto entusiasmo, ma anche con tanta improvvisazione e comunque non inserite in un contesto di programmazione e fruizione del tempo libero. Spesso trattasi di manifestazioni ricreative fine a se stesse, a volte organizzate individualmente dalla singola associazione, senza le sinergie ed i collegamenti utili al coinvolgimento di più “attori” e soprattutto senza l’obiettivo di qualificare la proposta, la manifestazione, l’evento. Ritengo sia necessario rivedere questi consueti concetti di intrattenimento e organizzazione di iniziative e manifestazioni. E’ indispensabile promuovere e sostenere un progetto locale di proposte per l’impiego del tempo libero, basato su un nuovo modello di attività di intrattenimento che abbia come valore primario l’autenticità del luogo e la possibilità di assorbire contenuti culturali e non solo ricreativi fine a se stessi. L’obiettivo è quello di individuare un circuito di manifestazioni che dovranno distinguersi per la particolare qualità della proposta ed essere rivolte a tutte le fasce di età. Potranno essere proposte manifestazioni enogastronomiche, musicali, folkloristiche etc. ma obbligatoriamente dovranno essere legate alla tradizione trentina e delle nostre valli in particolare. Queste iniziative, riconoscibili da un marchio di qualità, diventeranno la vera festa dal sapore tren-

tino, un tuffo nel passato, in cui la spensieratezza e l’allegria saranno al primo posto anche se non mancheranno i contenuti culturali, riferiti alle nostre tradizioni, che daranno il senso di un progetto che va oltre la festa. Dobbiamo anche renderci conto che il turista nel suo tempo libero non ha confini, ha voglia di vedere e scoprire anche gli angoli più nascosti del nostro Trentino, per portare a casa un’emozione, un ricordo. Personalmente non disprezzo le classiche manifestazioni, ma vorrei dire basta alle generiche feste della birra (anche se capisco che rappresentano delle importanti forme di autofinanziamento per le Pro Loco) e sensibilizzare invece le nostre Pro Loco all’ambizioso obiettivo di proporre un: armonioso mosaico di manifestazioni di qualita’ per il tempo libero. La Federazione Trentina delle Pro Loco e dei Consorzi dovrebbe essere il garante dei parametri di qualità delle manifestazioni, tramite l’istituzione di una commissione “super partes” (costituita anche da componenti esterni al mondo delle Pro Loco per dare garanzia di obiettività nelle valutazioni) che una volta individuati i criteri di qualità, abbia titolo per assegnare il “marchio di qualità” alle manifestazioni delle Pro Loco che ne facciamo richiesta. E con il giusto coordinamento provinciale sarà possibile far emergere queste manifestazioni dal marasma di feste e festicciole proposte in ogni dove, identiche in tutte le località turistiche italiane. I criteri di valutazione per assegnare il marchio di qualità dovranno accertare la presenza dei seguenti aspetti: Â Collegamento alle tradizioni del luogo e trenti-

ne in generale;

 Rappresentazione del folklore locale;  Autenticità della manifestazione ed eventuali

contenuti culturali;

 Valorizzazione dell’ambiente montano e trenti-

no in particolare;

 Proposte di spettacolo e/o gastronomiche equi-

librate ed in tema con la manifestazione e la località; Â Rispetto delle normative di sicurezza per l’organizzazione della festa; Â Rispetto delle norme igieniche per la somministrazione di alimenti e bevande; Â Gradimento del pubblico ( in quanto il marchio potrà essere concesso non per manifestazioni ex novo ma solo per manifestazioni che abbiamo già avuto almeno una precedente edizione nella quale avverrà la valutazione dei criteri di qualità). Il marchio di qualità per le manifestazione organizzate dalle Pro Loco permetterà di proporre alla clientela turistica un vero e proprio circuito estivo delle “manifestazioni garantite” e le stesse, nella loro semplice organizzazione ma dal vero sapore Trentino, rappresenteranno una prova evidente del

11


D ALLA F EDERAZIONE profondo senso di amicizia che lega le nostre comunità nel tentativo di coinvolgere a tal punto l’ospite da farlo sentire uno che vive in questo ambiente e tra queste genti da sempre e non solo per un breve periodo dell’anno. In Trentino ci sono attualmente 166 Associazioni Pro Loco (di cui 136 iscritte alla Federazione). Se anche solo la metà di queste associazione organizzasse una manifestazione di qualità all’anno, è realmente ipotizzabile con un minimo impegno proporre un calendario di oltre 80 manifestazioni. Praticamente, se consideriamo come principale la stagione turistica estiva, una manifestazione di qualità al giorno per tutto il periodo estivo. Sarebbe veramente un successo per il turismo dei nostri paesi presidiati dalle Pro Loco Inoltre è importante evidenziare come il circuito delle manifestazioni di qualità permetterebbe di creare anche una sorta di turismo interno dove le persone, sia ospiti che residenti in Trentino, potrebbero viaggiare, muoversi, da una località all’altra scoprendo borghi e villaggi anche poco conosciuti ma certi di trovare una meta che propone una manifestazione “garantita” e dia motivazione al viaggio. La promozione di tali manifestazioni dovrebbe

avvenire tramite la realizzazione di specifici strumenti editoriali ed informatici e veicolata all’esterno utilizzando i consueti canali pubblicitari e la rete internet. Risulta altresì evidente la necessità di una programmazione anticipata da parte delle singole Pro Loco delle manifestazioni di qualità, al fine di poter realizzare pacchetti offerta e di conseguenza promuovere il tempo libero non più come occasione di intrattenimento, ma come motivazione di vacanza. Il successo di tale progetto è naturalmente direttamente proporzionale alla possibilità che possa essere riconosciuto dalla Trentino SPA, in particolare per gli aspetti legati alla promozione, nonché e soprattutto dal Servizio Turismo della Provincia Autonoma di Trento al quale si chiede una particolare attenzione nella concessione di contributi verso questo tipo di manifestazioni che permettono di fidelizzare il turista in vacanza in tutto il Trentino. In definitiva le nostre Pro Loco sono al bivio, possiamo emergere e diventare importanti “attori” del tempo libero Trentino, oppure rimanere al palo ed essere considerati…come organizzatori di tradizionali feste e sagre.

i t n e v r e t n i Gli Modesto Povinelli - Pro Loco di Carisolo

12

Buongiorno! Sono il segretario della Pro Loco di Carisolo, nell'ambito turistico della Val Rendena. La Pro Loco gestisce un ufficio turistico con 2 dipendenti a tempo pieno, tutto l'anno e con un bilancio annuale di circa 200.000 Euro. Negli ultimi 10 anni la Pro Loco di Carisolo ha subito una forte trasformazione raddoppiando il volume d'affari e triplicando le attività. Per questo 2 anni fa ci siamo dovuti fermare per riflettere sul futuro. Dopo un anno di studio e il riassunto della redazione del bilancio di responsabilità sociale ci siamo accorti che eravamo qualcosa di più di un gruppo di amici che organizzavano manifestazioni ed eventi. Eravamo diventati un punto di riferimento per la nostra comunità e per i turisti ospiti del nostro paese. Oggi all'interno del nostro Consiglio d'Amministrazione c'è una commissione che si riunisce periodicamente per discutere ed individuare gli obiettivi fondamentali e i metodi per raggiungerli. Nelle riunioni della commissione sono emersi interrogativi su quale sia il significato della Pro Loco e su quale sia il ruolo che ricopre per i prossimi anni. Spero quindi che le conclusioni da noi raggiunte che esporrò brevemente in questo intervento possano essere d'aiuto per riaffermare l'importanza e il ruolo che le Pro Loco rivestono e contribuire a far sì che la Provincia Autonoma di Trento, oggi rappresentata dall'assessore Tiziano Mellarini e dal consigliere Adelino Amistadi, riesca a concretizzare il riconoscimento che abbiamo ottenuto con la modifica della legge 8. Il turismo sta cambiando, dovrà cambiare anche il ruolo delle Pro Loco? Nelle riunioni del bilancio di responsabilità sociale è emerso che il ruolo delle Pro Loco deve rimanere quello che i nostri fondatori ci hanno tramandato. La Pro Loco deve essere l'anello di collegamento tra la comunità, i turisti, gli

organi preposti alla promozione turistica e l'amministrazione pubblica. Noi miglioriamo la qualità dei servizi offerti tra le diverse località e contribuiamo a riqualificare l'offerta turistica trentina. Da una piccola indagine da noi svolta, abbiamo scoperto che la Val Rendena in estate è la destinazione ideale per il turismo familiare, più propenso a ritornare negli anni. Nel dialogo che instauriamo con i nostri turisti sentiamo il loro desiderio di vivere delle esperienze nuove, di darci suggerimenti per migliorare. I turisti ci supplicano di fare attenzione a non sciupare l'ambiente naturale che ci circonda e sono persone che si realizzano nella vacanza, a darci una mano nelle nostre feste. Sono però anche quelle persone che ci mettono in guardia e ci fanno notare che non è sufficiente spendere milioni di Euro in promozione turistica se poi ci dimentichiamo delle cose semplici, ad esempio di sostituire la panchina in legno che è marcita sul ciglio di un marciapiede. Riteniamo quindi che la promozione turistica che Trentino S.p.A e le aziende turistiche di ambito propongono non possa essere completa se poi non c'è sul territorio chi accoglie il turista, chi offre cultura, tradizione, animazione e spettacoli, chi offre la possibilità agli ospiti di integrarsi con il nostro territorio, chi si accorge che quella panchina era proprio da sostituire. Il turista del terzo millennio è molto esigente e, se motivato e soddisfatto della sua vacanza, tornerà anche in futuro. Ci piace chiamare il turismo delle Pro Loco "turismo alternativo", turismo che contribuisce a sostenere l'economia trentina presentando modalità sostenibili per il territorio, dove le comunità siano preparate ad accogliere il turista. Concludo chiedendo all'assessore al turismo Tiziano Mellarini e all'assessore Amistadi di lavorare assieme a noi perché alle Pro Loco venga riconosciuto un potere


D ALLA F EDERAZIONE decisionale che sia dignitoso e proporzionato al valore aggiunto che regaliamo a questo settore. Proponiamo infine per quanto riguarda l'aspetto finanziario che si stabilisca un rapporto percentuale di ciò che l'ente pub-

blico deve investire nella pura promozione e di ciò che invece deve riservare ai servizi offerti dalle Pro Loco a completamento del prodotto trentino.

Massimo Fotino - GEIE Conosco le Pro Loco da 10 anni. Le conosco perché ho iniziato a collaborare con la Federazione Trentina delle Pro Loco per la realizzazione della rivista "Centopaesi". Questo rapporto è diventato più stretto nel momento in cui si è deciso con la Federazione di fare una ricerca a livello europeo per capire quale era la realtà del volontariato turistico in Europa. Fu deciso quindi di fare un apposito convegno; Presidente della Federazione era Roberto Tonezzer e Vicepresidente Armando Pederzolli. Il convegno risultò molto interessante e ne uscì un protocollo d'intesa tra sei strutture associative di vari paesi europei. Questo protocollo d'intesa fissava alcuni punti fondamentali: la necessità di promuovere il volontariato turistico in Europa, che, purtroppo, era allora una parola sconosciuta e quindi si decise di avviare iniziative comuni. Ci siamo rivisti in Spagna, a Valladolid, presso la Federazione dei consorzi turistici spagnoli, un ente morale diffuso, ma non con le potenzialità e le capacità del prodotto italiano. Ci siamo incontrati poi a Ladispoli, nella sede dell' UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d'Italia). Si è tenuto anche un convegno a Ragusa nel 2003 e, ultimamente, di nuovo nella sede nazionale dell' UNPLI. La rete europea delle associazioni, che noi abbiamo chiamato all'inizio "turismo no-profit", è diventata un gruppo europeo di interesse economico, un GEIE, una forma giuridica tipicamente europea, che riunisce inizialmente sei realtà. E' importante per noi capire che cosa significa il turismo che "cambia". Siamo appena nati e quindi siamo in procinto di iniziare l'attività in collaborazione con il Dipartimento Europa dell'UPLI che nel frattempo è nato.Attivare, diciamo una serie di servizi per la mobilità, per il confronto, per l'incontro tra differenti soggetti di paesi culturalmente diversi. Ma il fenomeno Pro Loco è un fenomeno tipicamente italiano. Altri paesi non sanno neanche che cosa significhi volontariato. Il Portogallo dopo anni di dittatura non è stato per molto tempo in grado neanche di concepire un'attività di volontariato, definito come potete immaginare da certe persone "sovversivo". Il turismo francese è un turismo più sociale, volto a preservare i pensionanti molto diverso dal nostro, anche se ben organizzato. Quindi quest'incontro ci pone necessariamente problematiche di bivio, di incrocio, di confronto con gli altri e di forme di collaborazioni comuni per tutti. È chiaro che io e le Pro Loco, ci poniamo queste domande anche perché oggi cerchiamo un'identità che poi si confronta nel corso di fenomeni, di una situazione in movimento.

È complicato, però, alcuni punti fermi li abbiamo: il valore del volontariato e la capacità di promuovere lo sviluppo di territori. Tutte queste realtà sono legate al territorio, legate a delle comunità, o siano zone di derivato industriale o piuttosto zone rurali ma in ogni caso c'è una partecipazione della gente a valorizzare la propria comunità a richiamare i turisti, abbellendo o risolvendo i problemi all'interno della comunità. Il GEIE vorrà inserirsi in questo contesto, dando dei servizi, favorendo la libertà di incontro su questa base, un incontro di persone, un incontro di attività promuovendo in breve quello che è chiamato la partnership, il partenariato fra diversi paesi e quindi favorendo degli scambi per un altro tipo di turismo sempre nel segno dell'identità e dello sviluppo locale. Su questo poi ci confronteremo man mano che andremo avanti. Tutti questi discorsi comportano delle riflessioni. Perché nel corso di questi anni, precisamente dal '98 che ci occupiamo di turismo - noi l'abbiamo chiamato turismo noprofit. Naturalmente i temi della professionalità, del confronto col territorio e dello sviluppo locale, sono stati affrontati. Allora qui alcune cose su cui prestare attenzione, perché professionalità è una bella parola ma bisogna stare attenti che non diventi professionismo, che si sia professionali, non professionisti, che si sia adeguati ai cambiamenti ma non omologati. Questo è importante perché se il turismo cambia, anche il mondo cambia e le situazioni in cui ci veniamo a trovare … Marco Zeni mi ha sorpreso molto perché ha citato l'incremento dell'immigrazione: è un fenomeno che ci riguarda, e non può non riguardare il mondo che cambia, il turismo che cambia, la stessa composizione delle Pro Loco. C'è una chiusura dentro le comunità nell'identità, ma non è solo per il Trentino. C'è per i sardi, c'è per i siciliani, c'è per altre componenti, è una cosa di cui dobbiamo tenere conto. Non possiamo pensare che lo sviluppo significa che il mondo è bloccato, perché non sarà così. Io penso che, per chiudere, noi dobbiamo esportare il modello Pro Loco e non dimentichiamo che c'è anche una necessità di contaminazione, in qualche modo, che il mondo che cambia comporta questo atteggiamento di interculturalità, di andare nel segno di un turismo dal volto umano, perché sono le persone che sono la forza delle Pro Loco. Il bivio è stato oltrepassato, sono d'accordo con Armando Pederzolli, siamo arrivati al bivio, però dopo il bivio la strada ha ancora più corsie. Attenzione, facciamo attenzione, cerchiamo di fare in modo di non andare in quella direzione. Grazie.

13


D ALLA F EDERAZIONE Chesi Rodolfo - Pro Loco di Spiazzo Sono della Pro Loco di Spiazzo, una Pro Loco che fino a qualche anno fa era inserita nel Consorzio Pro Loco della Val Rendeva, attualmente nella A.P.T. , non è colpa nostra. Condivido tutte le argomentazioni portate oggi in questo dibattito. Sono d'accordo che è finita l'era della festa della birra e dobbiamo guardare oltre. Spero che la Provincia sia sensibile e soprattutto sappia trovare un canale di privilegio ai finanziamenti delle manifestazioni locali. Siamo arrivati a un bivio e stiamo andando verso quello che è l'evoluzione turistica futura e tutto quello che comporta. Non vorrei che significasse timore. Ho una sensazione che coloro che vivono sul turismo non siano tutti consapevoli di questo. Dovremmo anche investire un pò del nostro tempo nel fare una promozione interna, nel fare riscoprire la cultura e tradizioni della provincia, ormai perse. Anni fa eravamo molto più attenti a queste cose. Adesso arri-

viamo all'assurdo, abbiamo operatori turistici che lavorano in alberghi o ristoranti che non sono mai andati sulle Bocchette, non sanno nemmeno dove si trovano. Questo si nota quando il turista chiede delle informazioni e non riceve risposte esaurienti, molte volte ne sa più lui. Questo crea disagio e difficoltà anche se la strategia è vincente. Penso che forse dovremmo risensibilizzare tutti i nostri paesani e coinvolgerli in un ragionamento turistico, anche se è molto difficile farlo con delle persone che si ritengono " fuori dal turismo ". Del resto viviamo in un paese a livello nazionale, dove mi è rimasta impressa una frase letta su di un giornale economico di qualche mese fa: "la produzione del mese di marzo è inferiore a quella dell'anno precedente perché ci sono state le vacanze pasquali". Come se l'industria del turismo non potesse creare la ricchezza del paese.

Roberto Tonezzer - Pro Loco di Tione Buon giorno a tutti! Qualche esperienza di Pro Loco ce l'ho. Ho fatto per po' di anni il Presidente della Federazione e il Presidente di Consorzio. Non ho mai fatto il Presidente di Pro Loco, forse anche perché c'era qualcuno migliore di me che poteva farlo, quindi è andato avanti benissimo così. Effettivamente oltre che gli slogan, oltre che gli studi, le ricerche di mercato, bisogna tornare un po' indietro. I turisti venivano da noi prima che ci fosse la promozione turistica, prima che ci fossero le ricerche di mercato. Non so perché ci venivano, allora. Forse perché trovavano l'accoglienza. Uno degli spunti sui quali la Federazione dovrebbe impegnarsi e forse io ho sbagliato in quegli anni a non pensarci, è sulla perdita … il calo della qualità. Credo che sia obbligatorio che chi si impegna in una Pro Loco debba rispettare un certo decalogo e questo deve essere diffuso dall'ente preposto, che io individuo nella Federazione. Prima di tutto, prima di strategie, di grandi cose, ci deve essere un decalogo. Nella mia esperienza, e credo che Redi Pollini mi è testimone, noi conosciamo il numero degli arrivi, delle presenze. Io chiedo al signor Mellarini se ha mai fatto un'indagine delle fughe. Quanti turisti perdiamo all'anno, nel senso che noi li portiamo in Trentino e poi qualcuno non li fa più tornare, perché magari non siamo in grado di trattenerli, perché magari per uno sgarbo, per un servizio di qualità non eccelsa non ritornano più. Io nella mia breve esperienza - diciamo mi ricordo un albergo che denunciava mille turisti al mese a prezzo pieno, evidentemente in quel momento la domanda era forte. Credo che sia importante conservare la ricchezza che portiamo in luogo. Cioè la pro-

mozione che l'azienda, la S.p.A. Trentino fa deve essere positiva, nel senso che quando arrivano da noi è compito nostro valorizzarli. Credo che è un qualcosa di pazzesco pensare a quante persone invece facciamo scappare. Allora lo ripeto ancora. Il decalogo della Provincia secondo me è uno degli elementi fondamentali sui quali deve essere impegnata la Federazione. Credo che la qualità Pro Loco Trentino sia un marchio semplice che non ha bisogno di grandi studi grafici ma che sia semplicemente la volontà delle Pro Loco di impegnarsi in un circuito che dia una risposta pratica. È una cosa che non necessita di grandi investimenti ma semplicemente della convinzione da parte dell'Azienda di Promozione del Trentino e della Federazione che questo sia un marchio da vendere. Poi tornerei comunque a guardare l'aspetto del volontariato che è diventato come una professione. Prima è intervenuto Povinelli. Lui lavora in Pro Loco come qualcuno altro in questa sala. Credo che la Pro Loco abbia creato anche dei posti di lavoro. Ora che anche la Provincia sta rivisitando quelli che sono un po' gli aspetti organici suoi interni, non garantendo più quel posto pubblico che negli anni '80 - '90 era capace di dare, ora anche queste nicchie di economia sono importanti per creare quel nuovo tipo di lavoro. Lavoro basato magari sulla mobilità, non sulla garanzia del posto fisso per tutta la vita, però creare quell'economia che a noi trentini serve, perché noi viviamo in una regione che è in questo momento ricca per trasferimenti, ma è ricca di territorio, e questo territorio va sicuramente valorizzato. Questa valorizzazione tornerà sicuramente a nostro vantaggio. Grazie.

Chesi Rodolfo - Pro Loco di Spiazzo

14

Con Marco Raffaelli mi trovo spesso d'accordo e oggi condivido le sue proposte. Credo che non ci siano confini per il turista e non ci debbano essere confini fra i vari ambiti del sistema turistico trentino. Però, anche se sono un sognatore con 30 anni di lavoro nella Pro Loco credo che per concretizzare i progetti suggeriti da Raffaelli bisognerà lavorare molto, anche se il grande sogno sarebbe, anzi è, quello di costruire un progetto

marketing delle Pro Loco trasversale sul territorio del Trentino insieme alle APT. Ovvio che questo non è semplice. Noi abbiamo avuto anche quest'anno qualche esperienza negativa con qualche APT che è convinta di fare turismo perché si chiama A, B o C e non perché è inserita in un contesto che si chiama Trentino con le Dolomiti il Garda le Alpi ed in questo territorio essa è inserita. Quindi è importante che le Pro Loco


D ALLA F EDERAZIONE pian piano riescano a far riconoscere quanto propongono. Oggi siamo al bivio, ma c'è un bivio che abbiamo incontrato qualche anno fa. Abbiamo scelto due strade la prima è quella della Pro Loco che giustamente come, ricordato poco fa, continua la propria attività di animazione con iniziative sul territorio perché se il turista non si trova a suo agio o se la panchina o l'ambiente del paese non è adeguato non ci sta bene, non ci torna più. Dall'altro il Consorzio Turistico rappresenta il superamento del campanile attraverso un progetto di rete delle Pro Loco di un territorio. Come già detto angoli di Trentino da scoprire oppure i progetti di turismo rurale che si stanno costruendo con Trentino S.p.A. ci consentono di prendere una strada nuova e

di essere soggetti attivi e considerati come previsto dalla legge provinciale 8. Ricordo quanto detto e condiviso un anno fa ad un convegno in Val di Non anche da chi è presente oggi, mi riferisco al coordinatore Marco Zeni, all'assessore, a Marco Raffaelli, ad Armando Pederzolli: "nel progetto per il turismo trentino noi ( inteso come Pro Loco e Consorzi) vogliamo esserci". Dobbiamo lavorare tutti quanti per costruire questo progetto, perché in fondo, mettendo insieme il lavoro di tutte le Pro Loco - sono ben 166 da quella nata nel 1821 a Pieve di Tesino a quella nata giovedì scorso nel comune di Denno - si può creare un puzzle, si può costruire un quadro del turismo e del Trentino completo a beneficio del turista.

Santo Rattin - Presidente Consorzio Turistico Valle del Vanoi Voi sapete che il Vanoi si trova a oltre 100 km da Trento. Ringrazio i colleghi che in una decina sono scesi oggi, questo testimonia quanto sentano il bisogno di comunicare e di impegnarsi e di come il convegno dimostra che ci siano delle persone preparate. Lo dimostrano gli interventi di Redi e di Campregher e poi condivido molto l'intervento di Raffaelli in quanto penso che le Pro Loco devono fare un salto di qualità. Non sono più le Pro Loco del vogliamoci bene, facciamo una festa in famiglia. Sono, devono diventare un polo di aggregazione. Noi stiamo già progettando, un polo di aggregazione per tutte le società, sia sportive che culturali, in modo da fare una promozione territoriale. Le Pro Loco non esistono dove noi esistiamo, sono i luoghi diremo dimenticati, emarginati quasi nel contesto generale, però quelli che rappresentano una risorsa innovativa, perché noi non possiamo portare il Trentino solo con Madonna di Campiglio, Riva del Garda e San Martino di Castrozza. Queste possono essere le calamite. Però quando un turista viene a Riva del Garda o a San Martino di Castrozza e trova molta gente, dice: "Qua mi ritrovo nella mia città." Bisogna ricreare quelle condizioni di naturalità, di innovazione e anche di genuinità. Questo è quello che noi chiediamo e questo è quello che dà anche un valore aggiunto a tutto il Trentino. Quindi non dobbiamo costruire, aggregare intorno a noi una serie, tutto quello che è il tessuto sociale-economico per poter promuovere, perché il turismo è promozione non degli albergatori ma promozione territoriale. Quindi è un invito agli assessori presenti perché possano intervenire per questi consorzi. Noi siamo entrati nell'ambito territoriale del Primiero - San Martino e Primiero. Siamo 3 persone, siamo 1/20 di quello che è la gestione del bilancio e rappresentiamo 1/3 del territorio. Siamo 1/5 della popolazione del nostro ambito. Io quando lavoravo con l'APT, con la Provincia avevo interlocutori qualificati

e i progetti che noi presentavamo venivano sostenuti. Oggi ho qualche dubbio. Quindi vorrei pregare gli assessori competenti, ma non solo per quanto riguarda il Vanoi, ma anche per le altre località dove ci sono presenti dei consorzi che si trovano nelle stesse condizioni e nell'APT, perché ci sono grossi interessi di poche persone, che possono cancellare il lavoro di tanti e quindi bloccare anche quella che è la crescita personale di tutti, che è la crescita globale, la crescita umana. Grazie.

Righi - Vice Presidente Pro Loco di Carisolo Sono il Vicepresidente della Pro Loco di Carisolo, leggevo prima il titolo del convegno "Pro Loco al bivio". Mi ha un po' spaventato questo bivio perché mi sono chiesto "Ma che senso ha portare a un bivio una Pro Loco?" Mi viene in mente una frase di Baden Powell che diceva "Non importa dove sei ma la direzione in cui ti muovi". Credo che le Pro Loco di qualità devono andare avanti nel seguito di una strada e non fermarsi

ad un bivio. Il turista sta cambiando, è sempre cambiato, cambierà anche con gli anni, nel senso che 50 anni fa aveva problemi a trovare l'albergo libero, adesso magari il problema è diverso, più complesso ed è più difficile anche dargli una risposta. Il suo ruolo tutto sommato è sempre quello: divertirsi, rilassarsi, passare le sue vacanze. E allora aggiungerei che secondo me è più importante il nostro ruolo rispetto al turista. Cosa

15


D ALLA F EDERAZIONE dovremmo fare noi per il turista, qual è il nostro compito? Mi sono chiesto prima, quando il signor Rattin ha fatto l'intervento sui comuni, sulle amministrazioni che danno alle pro Loco il finanziamento. Non sono proprio del tutto d'accordo che ci sia sempre un buon rapporto. Secondo me non è abbastanza che il Comune dia 1.000, 2.000, 6.000 Euro e ti dica "Bravo, adesso puoi andare". La Pro Loco ha bisogno di una struttura e di proporre al Comune le strutture che mancano. Le amministrazioni devono saper cogliere queste richieste e non come critica ma come una proposta a vantaggio del turista.

Quindi la qualità va seguita anche dal finanziamento, perché non si può pretendere di proporre qualcosa di qualità quando non ci sono i soldi. Un'altra cosa molto importante che passa per la qualità è l'istruzione, perché si parla tanto di volontari, però non è facile fare il volontario di qualità. Il volontario a un certo punto della serata ti dice "me ne vado a casa perché adesso è tardi". Bisogna responsabilizzare i volontari e le associazioni mediante opportuni corsi di formazione. Queste sono le cose da proporre per poter parlare di qualità e soddisfare il cliente quando si trova nella nostra regione.

Adelino Amistadi - Assessore Regionale Lo scorso anno ho voluto mettere mano alla legislazione sulle Pro Loco e loro Consorzi, perché volevo dare al ruolo delle Pro Loco quella identità e quella dignità che meritano. Esse hanno cominciato ad essere presenti sul territorio da quel lontano 1881 con la prima Pro Loco del Trentino e d'Italia, Pieve Tesino. Oggi sono presenti nella maggior parte dei Comuni e sono strumento fondamentale e punto di riferimento per la comunità trentina e costituiscono il braccio destro delle amministrazioni comunali. Sono uno dei più belli esempi di collaborazione fra cittadini e Istituzioni. Oggi va di moda la concertazione: ebbene le Pro Loco l'hanno adottata da sempre.

16

Lo scorso anno ho voluto mettere mano alla legislazione sulle Pro Loco e loro Consorzi, perché volevo dare al ruolo delle Pro Loco quella identità e quella dignità che meritano. Esse hanno cominciato ad essere presenti sul territorio da quel lontano 1881 con la prima Pro Loco del Trentino e d'Italia, Pieve Tesino. Oggi sono presenti nella maggior parte dei Comuni e sono strumento fondamentale e punto di riferimento per la comunità trentina e costituiscono il braccio destro delle amministrazioni comunali. Sono uno dei più belli esempi di collaborazione fra cittadini e Istituzioni. Oggi va di moda la concertazione: ebbene le Pro Loco l'hanno adottata da sempre. Lo scorso anno ho voluto mettere mano alla legislazione sulle Pro Loco e loro Consorzi, perché volevo dare al ruolo delle Pro Loco quella identità e quella dignità che meritano. Esse hanno cominciato ad essere presenti sul territorio da quel lontano 1881 con la prima Pro Loco del Trentino e d'Italia, Pieve Tesino. Oggi sono presenti nella maggior parte dei Comuni e sono strumento fondamentale e punto di riferimento per la comunità trentina e costituiscono il braccio destro delle amministrazioni comunali. Sono uno dei più belli esempi di collaborazione fra cittadini e Istituzioni. Oggi va di moda la concertazione: ebbene le Pro Loco l'hanno adottata da sempre. Lo scorso anno ho voluto mettere mano alla legislazione sulle Pro Loco e loro Consorzi, perché volevo dare al ruolo delle Pro Loco quella identità e quella dignità che meritano. Esse hanno cominciato ad essere presenti sul territorio da quel lontano 1881 con la prima Pro Loco del Trentino e d'Italia, Pieve Tesino. Oggi sono presenti nella maggior parte dei Comuni e sono strumento fondamentale e punto di riferimento per la comunità trentina e costituiscono il braccio destro delle amministrazioni comunali. Sono uno dei più belli

esempi di collaborazione fra cittadini e Istituzioni. Oggi va di moda la concertazione: ebbene le Pro Loco l'hanno adottata da sempre. Lo scorso anno ho voluto mettere mano alla legislazione sulle Pro Loco e loro Consorzi, perché volevo dare al ruolo delle Pro Loco quella identità e quella dignità che meritano. Esse hanno cominciato ad essere presenti sul territorio da quel lontano 1881 con la prima Pro Loco del Trentino e d'Italia, Pieve Tesino. Oggi sono presenti nella maggior parte dei Comuni e sono strumento fondamentale e punto di riferimento per la comunità trentina e costituiscono il braccio destro delle amministrazioni comunali. Sono uno dei più belli esempi di collaborazione fra cittadini e Istituzioni. Oggi va di moda la concertazione: ebbene le Pro Loco l'hanno adottata da sempre. Lo scorso anno ho voluto mettere mano alla legislazione sulle Pro Loco e loro Consorzi, perché volevo dare al ruolo delle Pro Loco quella identità e quella dignità che meritano. Esse hanno cominciato ad essere presenti sul territorio da quel lontano 1881 con la prima Pro Loco del Trentino e d'Italia, Pieve Tesino. Oggi sono presenti nella maggior parte dei Comuni e sono strumento fondamentale e punto di riferimento per la comunità trentina e costituiscono il braccio destro delle amministrazioni comunali. Sono uno dei più belli esempi di collaborazione fra cittadini e Istituzioni. Oggi va di moda la concertazione: ebbene le Pro Loco l'hanno adottata da sempre. Lo scorso anno ho voluto mettere mano alla legislazione sulle Pro Loco e loro Consorzi, perché volevo dare al ruolo delle Pro Loco quella identità e quella dignità che meritano. Esse hanno cominciato ad essere presenti sul territorio da quel lontano 1881 con la prima Pro Loco del Trentino e d'Italia, Pieve Tesino. Oggi sono presenti nella maggior parte dei Comuni e sono strumento fondamentale e punto di riferimento per la comunità trentina e costituiscono il braccio destro delle amministrazioni comunali. Sono uno dei più belli esempi di collaborazione fra cittadini e Istituzioni. Oggi va di moda la concertazione: ebbene le Pro Loco l'hanno adottata da sempre. Lo scorso anno ho voluto mettere mano alla legislazione sulle Pro Loco e loro Consorzi, perché volevo dare al ruolo delle Pro Loco quella identità e quella dignità che meritano. Esse hanno cominciato ad essere presenti sul territorio da quel lontano 1881 con la prima Pro Loco del Trentino e d'Italia, Pieve Tesino. Oggi sono presenti nella maggior parte dei Comuni e sono strumento fondamentale e punto di riferimento per la comunità trentina e costituiscono il braccio destro delle


D ALLA F EDERAZIONE amministrazioni comunali. Sono uno dei più belli esempi di collaborazione fra cittadini e Istituzioni. Oggi va di moda la concertazione: ebbene le Pro Loco l'hanno adottata da sempre. Lo scorso anno ho voluto mettere mano alla legislazione sulle Pro Loco e loro Consorzi, perché volevo dare al ruolo delle Pro Loco quella identità e quella dignità che meritano. Esse hanno cominciato ad essere presenti sul territorio da quel lontano 1881 con la prima Pro Loco del Trentino e d'Italia, Pieve Tesino. Oggi sono presenti nella maggior parte dei Comuni e sono strumento fondamentale e punto di riferimento per la comunità trentina e costituiscono il braccio destro delle amministrazioni comunali. Sono uno dei più belli esempi di collaborazione fra cittadini e Istituzioni. Oggi va di moda la concertazione: ebbene le Pro Loco l'hanno adottata da sempre. Lo scorso anno ho voluto mettere mano alla legislazione sulle Pro Loco e loro Consorzi, perché volevo dare al ruolo delle Pro Loco quella identità e quella dignità che meritano. Esse hanno cominciato ad essere presenti sul territorio da quel lontano 1881 con la prima Pro Loco del Trentino e d'Italia, Pieve Tesino. Oggi sono presenti nella maggior parte dei Comuni e sono strumento fondamentale e punto di riferimento per la comunità trentina e costituiscono il braccio destro delle amministrazioni comunali. Sono uno dei più belli esempi di collaborazione fra cittadini e Istituzioni. Oggi va di moda la concertazione: ebbene le Pro Loco l'hanno adottata da sempre. Lo scorso anno ho voluto mettere mano alla legislazione sulle Pro Loco e loro Consorzi, perché volevo dare al ruolo delle Pro Loco quella identità e quella dignità che meritano. Esse hanno cominciato ad essere presenti sul territorio da quel lontano 1881 con la prima Pro Loco del Trentino e d'Italia, Pieve Tesino. Oggi sono presenti nella maggior parte dei Comuni e sono strumento fondamentale e punto di riferimento per la comunità trentina e costituiscono il braccio destro delle amministrazioni comunali. Sono uno dei più belli esempi di collaborazione fra cittadini e Istituzioni. Oggi va di moda la concertazione: ebbene le Pro Loco l'hanno adottata da sempre. Lo scorso anno ho voluto mettere mano alla legislazione sulle Pro Loco e loro Consorzi, perché volevo dare al ruolo delle Pro Loco quella identità e quella dignità che meritano. Esse hanno cominciato ad essere presen-

ti sul territorio da quel lontano 1881 con la prima Pro Loco del Trentino e d'Italia, Pieve Tesino. Oggi sono presenti nella maggior parte dei Comuni e sono strumento fondamentale e punto di riferimento per la comunità trentina e costituiscono il braccio destro delle amministrazioni comunali. Sono uno dei più belli esempi di collaborazione fra cittadini e Istituzioni. Oggi va di moda la concertazione: ebbene le Pro Loco l'hanno adottata da sempre. Lo scorso anno ho voluto mettere mano alla legislazione sulle Pro Loco e loro Consorzi, perché volevo dare al ruolo delle Pro Loco quella identità e quella dignità che meritano. Esse hanno cominciato ad essere presenti sul territorio da quel lontano 1881 con la prima Pro Loco del Trentino e d'Italia, Pieve Tesino. Oggi sono presenti nella maggior parte dei Comuni e sono strumento fondamentale e punto di riferimento per la comunità trentina e costituiscono il braccio destro delle amministrazioni comunali. Sono uno dei più belli esempi di collaborazione fra cittadini e Istituzioni. Oggi va di moda la concertazione: ebbene le Pro Loco l'hanno adottata da sempre.

17


D ALLA F EDERAZIONE TIZIANO MELLARINI - Assessore al turismo della Provincia autonoma di Trento

18

Grazie ed il saluto più cordiale a tutti voi, ai Presidenti ed ai delegati delle Pro Loco, al presidente della Federazione e al Direttore. Giustamente prima il Presidente Pederzolli ha sottolineato quella sua funzione, il suo ruolo, e credo che lo svolga al di là della sua professionalità anche con affetto. Veramente, quando parla delle Pro Loco negli incontri o nei momenti di confronto anche con il sottoscritto, con la mia struttura, si evidenzia, direi, questo aspetto particolare, che credo identifichi anche qual è il vostro impegno all'interno del tessuto turistico della nostra Provincia. Non ho partecipato alla prima parte dei lavori, che, da quanto poi ho sentito, sono state relazioni interessanti. Ho avuto modo di sbirciare velocemente sia la relazione di Marco Raffaelli, che sempre più sta dando pungolo, stimolo, ma direi anche proposte di crescita del prodotto turistico trentino, e poi anche da parte di due rappresentanti della Federazione, delle vostre associazioni, anche con qualche proposte estremamente interessante. Mi riallaccio al marchio di qualità per le manifestazioni, per gli eventi che si organizzano sul nostro territorio a migliaia e non solo nel periodo estivo ma nel corso di 365 giorni l'anno e gran parte di questi eventi è grazie esclusivamente al vostro impegno e a chi partecipa gratuitamente alla crescita del luogo di residenza e che vuol essere ambasciatore del prodotto turistico trentino. Non ultima, credo, l'illustrazione che il collega, nonché carissimo amico, Assessore Amistadi - ha svolto per illustrare, qualcuno l'ha definita una leggina, qualcuno una cura palliativa della legge 8. Io ritengo che è stato un passaggio fondamentale, un passaggio significativo, perché finalmente ha dato ragione al vostro impegno, alla vostra professionalità, cioè di essere inseriti nel nuovo contenitore legislativo dell'impianto turistico che è la legge 8. Una legge importante, che sarà completata a breve anche dalla manovra finanziaria dell'assemblea legislativa, con l' approvazione del contributo di scopo, cioè quella che viene chiamata la tassa sul turismo, quella della partecipazione dei privati alla programmazione e alla gestione, ma anche contemporaneamente alla compartecipazione finanziaria. Questa riforma è stata voluta dal mondo imprenditoriale del settore turistico. È un contributo di scopo, che sarà applicato a partire dall'anno 2007, dopo ulteriori momenti di confronto con le categorie e con le amministrazioni comunali, perché anche le amministrazioni sono partecipi. Oggi direi che tutti i 223 Comuni hanno interesse verso il comparto turistico e qui mi richiamo ad un intervento che ha fatto Santo Rattin nel parlare del territorio: le punte di diamante sono le Dolomiti, i laghi, le stazioni balneari, ma oggi, per essere competitivi sul mercato, c'è la necessità di inserire anche l'angolo più sconosciuto del Trentino, perché magari quell'angolo può soddisfare la richiesta del turista, un turista che è totalmente cambiato, un turista che cerca proposte di nicchia e il Trentino ne ha molte da far scoprire. Il contributo di scopo sarà riversato totalmente verso i territori, infatti i criteri saranno quelli di suddividerlo anche per le realtà maggiori, medie e minori del comparto turistico, saranno suddivisi anche fra i Consorzi delle Pro Loco, anche loro naturalmente utilizzeranno quelle risorse. Se un territorio, faccio l'esempio della Valle del Chiese, riuscirà ad introitare

un milione di Euro da parte dei privati, saranno riversati un milione di Euro al Consorzio. Ma se questo impianto, che è stato voluto principalmente dagli imprenditori, non funzionasse, bisogna avere il coraggio di rivederlo, di chiuderlo se necessario e di approntare un nuovo impianto legislativo. Questo è l'impegno che io mi sono assunto. Si diceva prima "Pro Loco al bivio". È giusto porsi un interrogativo. È giusto continuare sull'operatività che avete svolto con estrema competenza seppur con uno spirito di volontariato, oppure dare un'accelerazione? Un'accelerazione verso una funzione diversa. Prima qualcuno diceva "Forse sta mancando il Trentino, con la cultura che è l'elemento principe, la cultura dell'accoglienza, la cultura dell'ospitalità. Sono due parole facili da pronunciare e facili anche da capire, e per il prodotto turistico sono le fondamenta. Ci sono tanti turisti, che non ritornano perché gli imprenditori non sanno fidelizzarli. L' imprenditore deve andare incontro alle esigenze del turista. Conosco alcuni imprenditori, più di uno, che mi dicono: "spendo forse 2.000 Euro all'anno per il listino prezzi, perché la mia promozione la faccio all'interno della mia struttura ricettiva, della mia struttura alberghiera o della ristorazione oppure degli esercizi commerciali e quant'altro, perché è lì che il turista naturalmente può essere soddisfatto o essere insoddisfatto. Questo va a vanificare gli sforzi, sia dell'Ente pubblico, sia della crescita imprenditoriale. C'è la necessità di agire con quello che è il marketing interno. Noi siamo protagonisti del marketing esterno, perché il Trentino primeggia a livello nazionale e posso dire a livello europeo. Lo dico anche con orgoglio nei momenti che mi trovo a proporre il nostro prodotto, perché siamo visti come un'isola estremamente felice, che fa della progettualità, della programmazione, direi anche della lungimiranza, i suoi punti di forza. Però all'interno siamo ancora,come voto, tra il 5 e il 6.. Allora ben venga anche l'intervento che ha fatto Righi nel dire 'momenti di formazione, momenti di aggiornamento', anche per le Pro Loco stesse, se le Pro Loco sono al bivio e vogliono impegnarsi in modo più ampio e degno in quella che è l'accoglienza dei turisti. Perché anche il mondo degli albergatori deve accorgersi che i momenti d'intrattenimento dei turisti ci sono grazie al volontariato. Tutte le APT devono essere naturalmente più disponibili anche per quanto riguarda i finanziamenti per gli eventi che vanno solo a beneficio dei turisti, ospiti nelle loro strutture. Le Pro Loco hanno svolto, e sono convinto che svolgeranno sempre più, questa funzione, una funzione di alto e profondo significato. È per questo che il governo provinciale dovrà ancor di più dare la giusta attenzione, in termini di semplificazione, come ha chiesto prima il Presidente Pederzolli, di impianti legislativi, di sburocratizzazione, di andare incontro a quelle che sono le esigenze per un'elevata professionalità. Giustamente, dicevo prima, bisogna distinguere quello che è il professionista dalla professionalità. Sono due cose magari congiunte, ma sono diverse per quanto riguarda il mondo delle pro Loco. Perché quando il socio delle Pro Loco diventa professionista, poi viene allettato da altre iniziative o magari da quello che il mercato gli propone e non è più un volontario, ma diventa un professionista, un operatore economico. Nelle nostre riunioni spesso affrontiamo l'argomento


D ALLA F EDERAZIONE della formazione, mettendo a disposizione delle risorse. Perché, se noi non formiamo e non ci aggiorniamo, credo che il mercato oggi, con le sue insidie, ci penalizzi fortemente con una ricaduta negativa sul tessuto socioeconomico del nostro territorio, non solo sull'economia turistica, perché parlare di turismo significa parlare di territorio e di società. La prima necessità che si richiama della formazione è il marketing interno. Lo dico perché voi credo siete, e lo siete in modo preponderante, degli attori primari per quanto riguarda i successi del nostro prodotto turistico. I dati sono quelli di una stagione estiva entusiasmante, sia in termini di arrivi che in termini di presenze. Questo sta a significare che c'è stato anche un allungamento della stagione estiva: in Primiero, ad esempio, il 70% delle strutture hanno tenuto aperto fino alla fine di ottobre. Zone come il Primiero, la valle del Vanoi, il Tesino, saranno i punti di forza dell'offerta turistica del 2010, 2015, 2020, quegli angoli cioè in cui l'ambiente, la naturalezza, la fanno da padrone. Oggi però c'è la necessità di impegnarsi ancora di più, per arrivare al top se vogliamo essere ancora protagonisti; e la strada da percorrere è quella di un prodotto autentico, della genuinità, di un prodotto di eccellenza. Creare cioè un Trentino in cui il sistema, in cui tutti gli attori, naturalmente, siano compartecipi. Perché una ricaduta negativa sul comparto turistico, come dicevo prima, è pesante anche sugli altri aspetti dell'economia. Gli albergatori dovrebbero acquistare prima di tutto i prodotti della terra Trentina, prodotti certificati e poi andare ad acquistare altri prodotti. Anche le Pro Loco dovrebbero fare questa precisa scelta di allargare e di coinvolgere nel prodotto turistico anche il comparto agricolo, perché abbiamo produzioni non solo in quantità ma soprattutto produzioni di qualità. Quando è stata costituita l'APT della Val Rendena, ho visto la costituzione, cioè la partecipazione azionistica, e avevano escluso totalmente la componente zootecnica, anche se l'economia agricola in quella valle è la zootecnia. Sono gli allevatori che mantengono i prati in estate e un paesaggio straordinario e non gli albergatori. Questo per dirvi che qui naturalmente c'è ancora un percorso da perseguire, anche con una certa caparbietà e dando anche delle direttive diverse rispetto al passato. Credo che il Trentino abbia tutte le potenzialità per arrivare all'eccellenza dei risultati, potenzialità che sono ancora sconosciute come quegli "angoli sconosciuti del Trentino. Queste sono le direttive, sono le linee guida che sono emerse dal coordinamento provinciale del turismo cui il vostro Presidente partecipa, perché voi stessi siate protagonisti, e Armando Pederzolli partecipa, anche con assiduità, alla conferenza del marketing territoriale, che è

la rappresentanza delle 15 APT e della vostra Federazione, in cui siedono tutti i 16 Presidenti. Credo che questi siano segnali estremamente significativi perché può portare il proprio pensiero, può portare il proprio contributo e può soprattutto idealizzare qual è il vostro ruolo, la vostra funzione. Le Pro Loco sono per noi importanti, sono un elemento, un soggetto cardine di quello che è il contenitore turistico trentino, un contenitore naturalmente che è in crescita, grazie ad un'elevata territorialità, perché bisogna dar merito anche agli investimenti che sono stati fatti in questi anni. In due anni di assessore ho finanziato quasi cento alberghi, tramite la struttura, con 28 milioni di investimenti. Gli altri li hanno messi gli imprenditori, proprio perché oggi c'è la volontà anche di un restyling delle strutture ricettive. Però, se sta bene - credo - un restyling da parte delle strutture ricettive o della ristorazione, c'è la conseguente necessità di avere la giusta cultura dell'accoglienza. La cultura dell'accoglienza può essere fatta anche da chi è addetto alla pompa sugli impianti di carburante all'interno dell'autostrada. Quando ero Sindaco, il ruolo che hanno i Vigili Urbani è anche quello di rappresentare per primi l'identità di una comunità. Perché sono loro, naturalmente, se si presentano con cordialità, con una conoscenza del territorio, a dimostrare che vogliono essere ambasciatori del proprio territorio. Allora noi anche qui dobbiamo essere, direi, più orgogliosi di quella che è la terra trentina, di quello che è il prodotto turistico trentino, soprattutto nei confronti dei turisti, ma anche al di fuori, credo, del nostro territorio. Perché siamo una terra, naturalmente, che viene scelta, in estate ed in inverno, da gran parte degli italiani. 4.300.000 arrivi, 30.000.000 di giornate di presenza: credo che siano numeri considerevoli che ci portano ai primi posti del prodotto turistico italiano. Ma c'è un altro interrogativo. Il Trentino ha la necessità, e qui lo chiedo anche a voi e credo sarà un argomento di discussione all'interno delle vostre associazioni, della Federazione stessa, di dire: vogliamo arrivare ai 5 o 6 milioni di turisti oppure puntiamo sul miglioramento, sul prodotto di qualità. Chiediamo solo una piccola percentuale in più e poi freniamo. Perché se arriviamo ai 6 milioni come qualcuno chiede è la sconfitta totale - credo - del turismo trentino perché significa la sconfitta dell'ambiente e noi governo provinciale questo non lo vogliamo fare, ma vogliamo solo portare un prodotto di eccellenza, un prodotto che ci permetta di essere competitivi sui mercati e in cui le Pro Loco saranno soltanto protagoniste, come lo sono state fino ad ora. Vi ringrazio ancora - credo - per l'impegno, per la professionalità ed auguro a tutti voi buon lavoro.

Un grazie particolare a Marco Zeni della RAI, che, in veste di moderatore, ha condotto il convegno con competenza e professionalità

19


D ALLE P RO L OCO

CONSORZIO PRO LOCO VAL RENDENA

a Carisolo la prima riunione per la stesura dello Statuto

I

Presidenti delle 12 Pro Loco della Val Rendeva, fra cui quello della neo costituita Pro loco di S. A. di Mavignola, si sono riuniti giovedì 16 febbraio presso la Sala Sociale del Comune di Carisolo per confermare la propria adesione al Consorzio delle Pro Loco della Val Rendena ed iniziare a redigerne lo statuto. Il consenso è stato pressoché unanime, anche se per motivi statutari due delle Pro loco potranno aderire solo in seguito. La decisione di dare vita al consorzio è emersa nelle ultime riunioni del Consiglio delle Pro Loco della Val Rendena, organo istituito dieci anni fa dai presidenti delle pro loco, dal rappresentante di queste presso l' A.P.T., Michelangelo Pavese e dal Circolo Culturale "Il Faggio Val Rendena" al fine di instaurare un dialogo costruttivo con l'A.P.T. di ambito. Il Consiglio delle Pro Loco della Val Rendena è stato coordinatore delle varie edizioni della manifestazione "I Carisoi i va par sul" ed ha collaborato, nel 2005 all'allestimento dei ristori della 24h di

20

attualmente disponibili, focalizzando quali siano i tasselli mancanti nell'offerta turistica di valle per andare incontro alla domanda dei turisti e di tutti coloro che lavorano o sono a contatto con il comparto turistico. - riuscire ad ottenere per sé e per le pro loco della Val Rendena il giusto riconoscimento da parte degli organi preposti al turismo sia a livello territoriale che provinciale, che non dovrà più limitarsi a poco più della consueta "pacca sulla spalla" ma dovrà trasformarsi nel riconoscimento di un ruolo decisionale dignitoso e proporzionato al valore aggiunto offerto a questo settore e nella garanzia delle risorse necessarie allo scopo; - promuovere collaborazioni con l'Azienda per il turismo di ambito per una migliore promozione del territorio.

I presidenti hanno poi espresso il desiderio che il consorzio sia costituito a "portata di pro loco" sulla base delle reali esigenze delle stesse evitando di Mountain bike della Val Rendena. dare vita ad una altro ente che comporti un aggraGli obbiettivi a cui punta ora il Consiglio delle Pro vio economico per gli associati. Loco sono: - definire quali siano il ruolo ed i compiti del Consorzio e delle Pro Loco in Val Rendena garantendo intrattenimenti e manifestazioni di "alta cultura" e qualità ottimizzando le risorse


D ALLE P RO L OCO

UN TURISMO POSSIBILE di Modesto Povinelli

a crisi economica che ha carat terizzato gli ultimi anni ha messo l'accento sulla necessità di una gestione oculata dei budget. Le strategie adottate nel campo del turismo hanno puntato all'unificazione dei soggetti economici e dei servizi e all'uti lizzo di strategie di mercato che rispon dano alla domanda con offerte omogenee e standardizzate e quindi meno costose. Il sistema turistico trentino non è stato da meno ed ha tentato di avvicinarsi a questo modello.

L

Dal punto di vista economico il ragionamento è senz'altro ineccepibile, più grande è l'impresa o l'ente che gestisce e più il prodotto è standard, meno saranno i costi di gestione e gli sprechi, di conseguenza il prezzo del prodotto finale sarà più competitivo. Il problema sta proprio qui: c'è da chiedersi, infatti, se la standardizzazione faccia bene al turismo che oggi più che mai deve offrire esperienze uniche e irripetibili piuttosto che omologazione. Il turista, ed in particolare il target che sceglie la montagna, oltre che all'aspetto economico guarda sempre con maggiore attenzione alle tradizioni e alla cultura, esige che il territorio lo accolga e lo coinvolga; la sua vacanza deve essere arricchita da nuove conoscenze con la popolazione locale, deve essere un'esperienza in senso ampio.

Come si ottiene un valore aggiunto riconoscibile e spesso non quantificabile o misurabile come invece sarebbe nelle pretese della standardizzazione e nell'omologazione dilagante? E' in questo che va riconosciuto il ruolo fondamentale delle Pro Loco e dei Consorzi Pro Loco per il futuro: le Pro Loco dovranno essere l'anello di collegamento tra le comunità, i turisti, gli organi preposti alla promozione turistica e le amministrazioni pubbliche. Solo le pro loco, per come sono strutturate potranno, a costi ridotti, soddisfare le necessità dei turisti, rendere più Le 12 Pro Loco del futuro Consorzio delle Pro Loco umano il settore della Val Rendeva turistico conferendo una nuova - S. A. di Mavignola (Pinzolo) identità al modello - Carisolo, di vita che carat- Giustino, terizza il trentino. - Massimeno, In questo modo - Caderzone, l'offerta turistica - Bocenago, trentina, diventerà - Strembo, unica e irripetibile - Spiazzo Rendena, nel suo genere e - Pelugo, più appetibile - Vigo Rendena, anche dal punto di - Darè vista commercia- Villa Rendena le; in questo modo il turista non si sentirà più un soggetto a cui spillare dei soldi ma si sentirà parte attiva del nostro sistema.

foto sfumata

21


D ALLE P RO L OCO

PRO LOCO DI BANCO I MIEI PRIMI 13 MESI DA PRESIDENTE

Q

uando il 2 dicembre 2004 ho accettato di trainare un'associazione come la Pro Loco di Banco, da alcuni anni quasi scomparsa, mi sembrava quasi una follia, uno sbaglio nella vita. Ora invece dopo questo annodi attività mi rendo conto, o almeno spero, di essere circondato da persone piene di entusiasmo e voglia di fare. La nostra Pro Loco è pressoché un'associazione di giovani, in quanto il più "anziano" ha 28 anni e il più giovane 14. Quindi credo di essere riuscito a formare un gruppo di persone che si aiutano e scambiano idee fra loro, creando così un clima di armonia. Le attività della Pro Loco nel corso del 2005 hanno seguito un filo logico in base anche alle sagre e agli eventi che i fondatori della Pro Loco avevano prefissato e che poi negli anni sono state sempre più integrate. Infatti la prima esperienza è stata la Sagra del patrono del pae-

22

se, Sant' Antonio Abate, il 17 gennaio. In questa occasione abbiamo organizzato una rappresentazione teatrale,in collaborazione anche con la Filodrammatica Amicizia di Romeno, e grazie al pubblico numeroso siamo riusciti a inviare parte dell'incasso della serata alle popolazioni colpite del maremoto del sud-est asiatico. Cercando in ogni modo di creare un impegno fra Pro Loco e Comunità abbiamo organizzato la Prima Festa sulla neve nei primi giorni di febbraio e in segui-

to, nei giorni 22-23-24 aprile il paese è stato animato dalla Festa per il 110° anniversario di Fondazione del Corpo Volontario dei Vigili del Fuoco di Banco. La festa è stata uno stimolo per rendersi conto della partecipazione e dell' entusiasmo della popolazione di Banco e dei paesi nelle vicinanze. Inoltre è stata una grande soddisfazione per tutte le persone che hanno collaborato alla riuscita di queste giornate festive, avendo avuto un successo senza precedenti. Alla fine di giugno è stata organizzata una gita a Sirmione, conclusasi a Mozzacone con una cena di pesce. La gita ha avuto un successo inaspettato in quanto si è vista la partecipazione di persone giovani e meno, del paese ma anche delle comunità vicine. L'altro appuntamento clou dell' attività della Pro Loco è stata la Sagra della Madonna della Neve, una tre giorni ricca di attività che hanno coinvolto un folto numero di persone, in particolare la domenica. A conclusione dell'estate è stata effettuata una gita a Gardaland. Per coinvolgere inoltre il paese, è


D ALLE P RO L OCO

ma volta la comunità si è impegnata per la realizzazione di qualcosa per l'abbellimento del paese, scoprendo il divertimento di lavorare assieme per gli altri. Un obiettivo della Pro Loco è anche quello di rendere nuovamente usufruibili le panche sulle vie di Banco e cercare di pubblicizzare sempre di più il lago di Santa Giustina e l'unico punto di ristoro sulle rive del bacino lo "Chalet al lago" poco conosciuto da gran parte della gente. Concludo invitandovi, cari lettori, a pensare al ruolo del volontariato nel nostro territorio e a cercare di trovare un punto di condivisone stata realizzata la prima rasse- e incontro, in particolare per i gna di presepi intitolata "I prese- giovani, in modo da farli sentire pi de Banc" dal 12 dicembre importanti nella propria comuall'8 gennaio. A questa iniziativa nità. ha partecipato subito con molto Infatti la Pro Loco ci impegna interesse gran parte della popo- affinché possiamo dare qualcosa lazione. I presepi, esposti in vari agli altri, "regalare" il proprio punti del paese, sono stati realiz- tempo per avere poi la possibilità zati per lo più a mano con mate- di arricchire il proprio bagaglio riali riciclati, come la lana e la culturale, riscoprendo i valori stoffa. In seguito sono stati pre- dell'amicizia e del fare qualcosa miati da tutti durante la festa che renda felici gli altri. della vigilia di Natale, tenutasi Bonvicin Massimo nella caserma dei Vigili del FuoGirardi Martina co di Banco. L'esperienza è stata particolarmente positiva, infatti per la pri-

23


D ALLE P RO L OCO

PRO LOCO DI CAVIZZANA … UN ANNO DOPO

' L

anno appena conclusosi è stato per la Pro Loco di Cavizzana un anno ricco di appuntamenti e di soddisfazioni. Il primo appuntamento è stata la partecipazione al Gran Carnevale Solandro: un esercito di topolini ha invaso le vie di Terzolas. A questo ha fatto seguito la visita culturale in Alta Savoia, che durante i tre giorni di permanenza ha dato la possibilità di rivisitare per alcuni e per molti altri di scoprire, un territorio che rappresenta un pezzo di storia per il nostro Paese: molti sono stati infatti i cittadini di Cavizzana che sono emigrati in quelle terre in cerca di lavoro, alcuni hanno poi fatto ritorno al loro Paese, altri hanno fissato lì la loro dimora. Alla visita ufficiale al sindaco della cittadina di Boegè ha preso parte anche il Presidente del Consiglio della Provincia di Trento Giacomo Bezzi. In luglio la Pro Loco di Cavizzana ha organizzato una festa d'estate. Durante le tre serate si sono esibiti artisti di ballo liscio e di ballo latino-americano, questi ultimi corredati dalla coreografia di due ballerine cubane. Significative sono state pure le iniziative di fine anno, partendo dalla notte della vigilia di Natale. Dopo la Santa Messa si è tenuta una breve fiaccolata per le vie del Paese, animata dal canto Evenum Shalom, cantato in 7 lingue diverse: un messaggio di pace rivolto a tutta la comunità. Tutti, dai più anziani ai più piccolini, hanno percorso le strade tenendo in mano una candela accesa simbolo della luce, nonché di speranza e hanno ascoltato le profonde riflessioni inerenti al Natale, lette da alcuni ragazzi. Terminata la processione, i bambini hanno allietato i presenti cantando due canzoni dinanzi al presepe allestito nella piazzetta adiacente alla Chiesa: un presepe che quest'anno si è rivelato piuttosto insolito e decisamente originale. E' stato costruito su iniziativa della Pro Loco ed in collaborazione con molti papà che, assieme ai loro figli, si sono cimentati nella realizzazione della propria casa. Ne è risultato il paese di Cavizzana in

24

miniatura con al centro la bellissima chiesa dedicata a San Martino: tutta una comunità pronta ad aprire le porte del proprio cuore per accogliere con gioia vera la nascita di Gesù. Con l'anno nuovo alle porte, la Pro Loco di Cavizzana ha pensato di fare cosa gradita alla popolazione proponendo un calendario molto speciale quale augurio di un sereno 2006. In esso, attraverso foto antiche, vengono ripercorse alcune tappe significative della vita, della storia, della cultura, in poche parole della memoria collettiva di un piccolo Paese come Cavizzana. Le immagini sono inoltre corredate da una didascalia e da una breve riflessione o testo poetico. In definitiva un calendario come augurio di buon 2006 a tutte le Pro Loco.


D ALLE P RO L OCO

Nuovo corso per la Pro Loco di San Lorenzo

D

ei 48 anni che conta la pro loco di San le nuove esigenze di San Lorenzo Lorenzo in Banale (è nata nel gennaio del 1958), ben nove hanno visto presidente la signora Enrica Bosetti. Quasi un'istituzione nell'ambito del volontariato. Soprattutto una persona dinamica, molto disponibile, aperta a tutti quegli stimoli dai quali potevano nascere iniziative a favore del paese. Una persona che ha dato l'impronta all'associazione attraverso la quale il nome di San Lorenzo si è fatto dei bei giri per l'Italia, e non solo metaforicamente sulla stampa e in TV, grazie alla ciuìga, Presidio Slow Food. Poche settimane fa Enrica ha rassegnato le dimissioni; dimissioni rassegnate anche dalla segretaria, che dà queste informazioni. Dimissioni causate dalle difficoltà di rapportarsi serenamente con la nuova amministrazione comunale. Si è dimessa anche la vicepresidente Silvia Calvetti. Da qui la necessità di nominare una nuova direzione. Cosa che è avvenuta nell'assemblea straordinaria dei soci, convocata pochi giorni fa. Quella dell'assemblea è stata l'occasione per Enrica di fare un bilancio complessivo della sua attività. La ex Presidente ha detto, tra l'altro, nella sua relazione: "Di tutti, ritengo più significativi gli ultimi 4-5 anni, per il fatto che, scoppiato il caso "ciuìga", la Pro Loco di San Lorenzo è diventata interlocutore privilegiato di autorità senza pari in campo enogastronomico nazionale, e voglio dire Slow Food, e provinciale, e voglio dire la Camera di Commercio e Trentino S.p.A. Merito di felici circostanze, non mio di certo (sia ben chiaro), ma di una collaborazione proficua con l'APT, che ha curato gli aspetti di promozione e di collaborazione con l' amministrazione comunale (in sintonia con la Famiglia Cooperativa), che ha curato

alcuni aspetti burocratici per arrivare al successo del Presidio Slow Food per la nostra Ciuìga. Abbiamo partecipato per due anni al Salone del Gusto di Torino e a un'edizione della Fiera Cibus Tour di Parma con l'APT e la Camera di Commercio per la promozione della ciuìga, che dovrebbe cominciare a diventare un importante veicolo promozionale per San Lorenzo in Banale…" Ricordava inoltre la collaborazione con numerose associazioni di volontariato, le feste e le iniziative per animare il paese in occasione di circostanze quasi d'obbligo e altre nuove. Ma non sono stati solo anni di luce quelli di Enrica con la Pro Loco. Ci sono stati anche problemi. Uno in particolare ha assillato la pro loco, lungi dall'essere risolto: quello degli appartamenti in affitto a scopo turistico. Secondo la presidente dimissionaria (la preoccupazione era condivisa anche da molti membri della direzione), le potenzialità ricettive extra alberghiere di San Lorenzo devono prendere vie nuove e la loro valorizzazione deve avvenire con l'introduzione di nuove modalità di affittanza e di rapporto con gli ospiti: quelli reali e quelli potenziali, per non rischiare l'asfissia totale. Ultima nota, i conti. Lasciamo un conto che scoppia di salute, per usare parole tolte dalla relazione della presidente: un attivo sul ccb di quasi 26.000 euro e più di 7.500 euro da introitare dalla Provincia quale saldo del contributo assegnato per l'anno 2005. Alla nuova direzione (nella quale c'è una signora omonima della presidente dimissionaria), composta quasi per intero da persone che per la prima volta si cimentano con l'esperienza di far parte del direttivo dell'associazione principe del paese, l'augurio di saper interpretare le nuove esigenze di San Lorenzo, con l'entusiasmo che caratterizza sempre un'esperienza nuova,. Miriam Sottovia Segrataria dimissionaria

25


D ALLE P RO L OCO

CRONACHE DALLE Lavis

L

Presenti alla "Fiera del Ciucioi"

a Pro Loco di Lavis presieduta da Luigi Mogna e dal segretario Carlo Farè era presente con un proprio gazebo, in occasione della 1ª edizione della "Fiera del Ciucioi", svolta nelle vie e piazze del paese il 3-4 dicembre 2005. Evento che ha coinvolto 230 ambulanti ed un punto espositivo (tendone eno-gastronomico) particolarmente apprezzato dagli oltre 30.000 visitatori. La Pro Loco di Lavis, in questo specifico ambito, svolgeva la funzione di "cassa" per conto le varie ditte espositrici, oltre a punto informativo per questa nuova manifestazione fieristica.

Sarche

Trent-anni di festa carnevalesca

D

a trent'anni il giovedì grasso è festeggiato nella frazione Sarche di Calavino, grazie all'impegno dei volontari della locale Pro Loco - sorta nel 1972 oggi diretta dal presidente Walter Carlini e dal suo vice Giancarlo Dalla Torre. E' l'unico evento carnevalesco in questa giornata d'allegria e gioia in tutta la Valle dei Laghi, ed anche per questo motivo è particolarmente affolla-

26

i soci della Pro Loco Lavis all'interno del polo fieristico coperto

to. Da tutta la valle sono accorsi numerosi nel piazzale prospiciente la Cà Rossa, per gustare maccheroni con il ragù e delle ottime bevande calde, ma soprattutto per trascorrere assieme un pomeriggio in compagnia e tra amici. Molti i bambini che hanno partecipato alla sfilata in costume, e che hanno applaudito un simpaticissimo clown per la gioia di grandi e piccini. il giovedì grasso alle Sarche di Calavino


D ALLE P RO L OCO

PRO LOCO Grigno

G

di Roberto Franceschini

Nadale soto i Porteghi

iunta alla 10ª edizione la manifestazione natalizia "Nadale soto i Porteghi" riscuote ogni anno un sempre maggiore interesse tra gli abitanti del comune e dei centri la Bassa Valsugana. Un'iniziativa patrocinata dall'amministrazione comunale, alla quale aderiscono tutte le associazioni del volontariato locale. All'interno dei "porteghi" in via Vittorio Emanale II, distribuzione di prodotti tipici e raccolta fondi per iniziative benefiche. Questi i gruppi partecipanti: Pro Loco Grigno (portego de bascian) diretta dal presidente Elio Morandelli; vigili del fuoco volontari (portego cortio dei cioi) ; gruppo alpini (portego de toto); circolo anziani (portego de sciopeto); gruppo grotte Selva (portego dei becheri); gruppo Schützen (portego sciosela); gruppo donne (portego de ronca); u.s. Ortigara (portego de sala); ass.cacciatori e volontari Cri (piazzetta suor Filippina). Coinvolti nell'iniziativa anche la Famiglia

Calavino

il portego "bascian" della Pro Loco Grigno

cooperativa, il gruppo missionario e la scuola elementare Grigno e Tezze. Nel corso della festa pre natalizia annullo speciale filatelico su cartolina artistica. Particolarmente ammirato il presepe raffigurante la natività, allorquando la valle era una zona povera e coinvolta dai tragici eventi la prima guerra mondiale, opera dell'artista Mario Minati detto Bas-cian.

Nadale soto i Porteghi

I

n occasione della rappresentazione del "Presepe vivente" organizzato dalla Pro Loco di Calavino, nei giorni 26 dicembre e 6 gennaio 2006 in località Mas, diverse iscritte al "Circolo pensionati Alcide De Gasperi", anno allestito un mercatino a favore dei missionari locali. Con il ricavato, corrispondente a 1320 euro, realizzato dalla vendita di dolci fatti in casa, confezioni d'asciugamani, quadretti e stelle alpine artigianali, padre Giuliano missionario in Uganda, suor Roberta missionaria in Bolivia e don Dante del Punto d'Incontro di Trento, potranno così ulteriormente alleviare le sofferenze dei poveri e degli emarginati. Un'iniziativa benefica accolta con entusiasmo dagli abitanti di Calavino, oltre che dai numerosi visitatori la rappresentazione natalizia vivente.

Ada Sittoni e Laura Pederzolli mentre vendono le torte al mercatino missionario

La dizione del circolo pensionati è "Alcide de Gasperi" (ci tengono molto all'esatto cognome dello statista con il de Gasperi staccato). Cognome confermato dalla stessa figlia Romana, loro madrina del circolo

27


D ALLE P RO L OCO

Brusino

Spensieratocarnevale

D

iversamente da quanto si potrebbe pensare, il carnevale ha origini molto antiche. Probabilmente a tradizioni precristiane, che si ricollegano ai riti saturnali (feste agonistiche in onore il dio Saturno) e lupercali (in onore di Luperco, dio protettore dei pastori e del gregge nell'antica religione romana). Questo è un periodo dell'anno difficile da interpretare ma certamente è ricco di baldorie, durante le quali ci si dimentica (almeno per alcune ore) dei problemi della vita d'oggigiorno. Orbene, se questo

era dunque l'obiettivo degli organizzatori del carnevale a Brusino, piccola frazione di Cavedine, questi hanno centrato brillantemente l'obiettivo. Molti, infatti, i partecipanti al terzo ritrovo carnevalesco organizzato dalla locale Pro Loco presieduta da Stefano Marcantoni, tra i diversi inseriti nel cartellone delle feste in costume coordinati dal Consorzio turistico Valle dei Laghi. Grandi quantità di maccheroni hanno così saziato gli allegri partecipanti, mentre tante mascherine hanno sfilato per le vie del paese, al cospetto l'antica chiesa parrocchiale dedicata ai santi Rocco, Fabiano e Sebastiano. Una vera e propria festa di colori, un'esplosione di felicità e una incontenibile genuina spensieratezza.

La festa carnevalesca a Brusino

S

Spensierato carnevale

e il detto "a carnevale ogni scherzo vale", questo è stato sicuramente rispettato in occasione della festa carnevalesca a Ciago di Vezzano.

28

Ritrovo in maschera organizzato dalla locale Pro Loco, presieduta da Ada Cappelletti, presso il parco pubblico della frazione, dove in molti hanno approfittato della soleggiata anche seppur fredda prima domenica di febbraio, per gustare delle abbondanti porzioni di "bigoi", annaffiati da un caldo vin brulè e dall'immancabile coriandolo caduto nel bicchiere. Molti, infatti, gli scherzetti organizzati dai più giovani in questo piacevolissimo clima festoso, che è riuscito a radunare molte famiglie della Valle dei Laghi. Tutti accolti con

simpatia e da un contorno musicale degno della manifestazione.

momenti della festa carnevalesca

Ciago

Lo staff della Pro Loco


D ALLE P RO L OCO

Fondo

A

Presenti alla 33 Ciaspolada

I

n occasione della 33ÂŞ edizione della "Ciaspolada", manifestazione agonistica abbinata anche ad una partecipazione non competitiva, utilizzando le racchette da neve (ciaspole), svolta a Fondo in Alta Valle di Non lo scorso 6 gennaio 2006, (ben 6173 gli atleti iscritti), determinante la collaborazione offerta dalla locale Pro Loco. Associazione turistico-promozionale istituita nel lontano 1946, da due anni diretta dal giovane presidente Francesco Piechenstein. Gli iscritti alla Pro Loco di Fondo, sono stati occupati nella predisposizione dei pasti per i quasi 400 volontari, fortemente impegnati per alcune giornate nel nale, tra tutti gli sport invernali e che ogni anno garantire il buon esito dell'evento sportivo. Il mag- attira oltre 20.000 turisti nell'Alta Valle di Non, giore per numero di partecipanti, a livello nazio- localmente meglio conosciuta come Alta Anaunia.

Lon e Monte Terlago

L

a neve ed il freddo non hanno di certo scoraggiato gli organizzatori delle manifestazioni carnevalesche nelle frazioni di Lon e Monte Terlago. La prima, promossa dalla locale Pro Loco diretta da Mirko Bortoli ed attiva in paese dalla fine degli anni '70, ha in ogni caso raccolto molti amici. Tutti assieme nella piccola piazza della frazione vezzanese al cospetto del Pè de Gaza, in un clima di festa ed allegria. PiÚ oltre, verso le prime

Mascherine imbiancate

propaggini della Paganella, carnevale imbiancato da una fitta nevicata anche per quello organizzato dal gruppo alpini Monte Terlago. Gran lavoro nel mescolare i maccheroni nei paioli agli "ordini" del capogruppo Roberto Depaoli, forti di un'esperienza associativa ultraquarantennale e da una partecipazione popolare andata ben oltre ogni aspettativa, visto il tempaccio in questa terza domenica di febbraio. Ma si sa, il carnevale non può e non deve certo arrendersi per il maltempo. Troppa, infatti, la voglia di stare assieme, prima delle domeniche quaresimali ed i sacri riti pasquali. carnevale a Lon e Monte Terlago

29


D ALLE P RO L OCO

Pro Loco TASSULLO

Comune TASSULLO

31° EDIZIONE DELLA

L A PRO LOCO DI TA S SULLO E' LIETA DI INVITARVI ALL A

23 APRILE 2006 TRA IMELI IN FIORE FESTA DI PRIMAVERA Gara non competitiva di 5 /10 km Il 23 Aprile 2006 si disputa la Quattro Ville in Fiore, una corsa di 5/10km attraverso meleti in fiore che tocca i quattro principali "borghi delle mele", Tassullo, Rallo, Pavillo e Sanzenone. Non è una gara ma la aprono veri atleti che sfrecciano con leggerezza tra gli alberi, seguiti da chi percorre l'itinerario semplicemente camminando per ammirare il saliscendi delle colline fiorite, Castel Nanno e Castel Valer che appaiono sullo sfondo delle montagne innevate. All'arrivo, una confezione di mele a tutti e per chi vuole un buon pranzo sotto il capannone del magazzino. L'ospitalità qui è una calda accoglienza, un vero regalo. [Dall'articolo di Paola Manfredi sulla rivista Travaler 2005] La manifestazione si svolgerà lungo le strade di campagna dei comuni di Tassullo e Nanno, fiancheggerà il castel Valer ed attraverserà castel Nanno, offrirà a tutti i partecipanti l'occasione per ammirare la splendida fioritura dei meli della Val di Non, epoca in cui si afferma: la valle si veste da sposa. A contorno della manifestazione verranno allestiti bar e tavole calda, bancarelle di prodotti tipici della Val di Non. O

GOLAMENT

AL RE ESTRATTO D

PER I PRIMI TRE GRUPPI PROVENIENTI DA FUORI PROVINCIA RIMBORSO SPESE DI 250, 150, 100 Euro

PARTENZA E ARRIVO La manifestazione avrà luogo con partenza ed arrivo a Rallo presso il magazzino frutta. Orario di partenza domenica 23 aprile alle ore 9:30 nell'arco di un'ora. RISTORI Tre distribuiti lungo il percorso e all'arrivo. TEMPO DI PERCORRENZA Il tempo di percorrenza è di 3.5 ore ovvero fino alle quattordici.

30

ISCRIZIONI Euro 6,50 - alla partenza Euro 7,00 Si ricorda che le iscrizioni per gruppi, associazioni, società termineranno venerdì 21 aprile 2006 alle ore 18:00. Possibilità di iscrizione on-line: http://www.cr-tassullo.net.

PREMI A tutti i concorrenti classificati entro le ore 14:00, ed in regola con i timbri di controllo, sarà consegnata la maglietta, una confezione di mele e block notes della manifestazione. Premi ai gruppi più numerosi. Ulteriori premi verranno sorteggiati tra tutti i concorrenti: ue mountain bike carraio cambio shimano 18v una televisione a colori philips 14" un quadro del pittore debiasi Altri premi della manifestazione: premio speciale di Euro 500.00 ai primi tre gruppi più numerosi provenienti da fuori provincia così suddivisi: Euro 250.00 al primo gruppo, Euro 150.00 al secondo, Euro 100.00 al terzo. RESPONSABILITÀ L'iscrizione implica l'accettazione del presente regolamento e solleva gli organizzatori da ogni e qualsiasi responsabilità per infortunio, incidenti, danni derivanti a concorrenti o a terzi prima, durante e dopo la manifestazione.

RICHIEDETE IL MATERIALE INFORMATIVO! PER INFORMAZIONI: Pro Loco Tassullo - P.za Carlo Antonio Pilati - 38010 TASSULLO (TN) Tel. 0463 451558 - Cell. 339 2496495 (ore serali) - Fax. 0463 450577 - E-mail: quattroville@virgilio.it


L A PAGINA

FISCALE

31


PUBBLICITÀ CASSE RURALI

Profile for Ivo Povinelli

CENTOPAESI 2006-1  

rivista delle pro loco e dei consorzi trentini

CENTOPAESI 2006-1  

rivista delle pro loco e dei consorzi trentini

Advertisement