Page 1

Centopaesi PERIODICO INFORMATIVO SULLE ATTIVITÀ TURISTICHE

Anno nono

4

dicembre 2005

E CULTURALI DELLE PROLOCO TRENTINE

Spedizione in a.p. - 45% art. 2 comma 2/b Legge 662/96 - Filiale di Trento edito dalla Federazione Trentina delle Proloco e Consorzi

REDAZIONALE IL PERSONAGGIO:

8° Convegno provinciale delle Pro Loco

La Lisa di Montagne PAG. 7

PAG. 2

EUROPA

LEGGENDE

Notizie a cura del GEIE

S.Romedio l’orso e l’eremira

PAG. 16

PAG. 27

LA NOSTRA IMMAGINE

DALLE PRO LOCO

Zuclo & Bolbeno

Carisolo gita a Brisighella

PAG. 4-5

PAG. 26

LAVORO & SICUREZZA

DALLE PRO LOCO

La formazione per le Pro Loco

1970-2005 Il 35° anniversario di Pomarolo

PAG. 17

PAG. 20-21

NATURA Le Perle del Trentino PAG. 8-9

APPROFONDIMENTI

DALLE PRO LOCO

No Profit e turismo Nuova legge Provinciale di Alceste Santuari

S.Massena Margone PAG. 25

PAG. 10 - 15

DALLE PRO LOCO Meano le Canope del Calisio PAG. 22

DALLE PRO LOCO

LE PRO LOCO VISTE DA:

Sciare a Bolbeno

Armando Paris

PAG. 18 - 19

PAG. 6


E DITORIALE 8° CONVEGNO PROVINCIALE DELLE PRO LOCO DEL TRENTINO

S

abato 26 novembre si è svolto, al MART di Rovereto, l’ottavo convegno provinciale delle Pro Loco del Trentino. Abbiamo scelto un titolo un po’ provocatorio,che coinvolgesse emotivamente la platea in modo tale da stimolare quanti più interventi possibili, e per altro verso, costringesse i relatori a spendersi su idee e proposte innovative.

2

Credo di poter affermare di essere riuscito nell’intento: il titolo “PRO LOCO AL BIVIO” Il turismo sta cambiando: quale dovrà essere il loro ruolo? ha di fatto provocato e stimolato gli intervenuti a proporre dei temi “caldi” per il mondo delle Pro Loco, stimolando il dibattito, che è stato ricco e di qualità. E’ stata l’occasione per presentare la “NUOVA LEGGE SUL TURISMO”; in realtà si tratta della modifica della L. P. n° 8/2002 “Disciplina della promozione turistica in provincia di Trento”, che però ha rivisto totalmente la normativa riguardante le Pro Loco. IL convegno si è svolto alla presenza dell’assessore all’agricoltura, al commercio e al turismo, Tiziano Mellarini e dell’assessore regionale Adelino Amistadi. Il primo nostro assessore di riferimento, il secondo consigliere provinciale autore della nuova legge sulle Pro Loco, poi confluita appunto nella L.P. 8 per convenienza di tempi di approvazione.I relatori che si sono susseguiti al tavolo della presidenza hanno saputo rappresentare in maniera esemplare e precisa quale può essere la strada giusta, che, uscendo dal “BIVIO”, oggetto del convegno,tutte le Pro Loco del Trentino, dovranno imboccare, magari gradualmente, se ritengono di continuare la loro opera di promozione del turismo “a misura d’uomo.” In particolare mi sento di dover spendere una parola di ringraziamento per i due relatori di Pro Loco; Redi Pollini e Franco Campregher, rispettivamente direttore del Consorzio Turistico Giudicarie Centrali e Presidente del Consorzio delle Pro Loco Altopiano della Vigolana. Redi con il suo intervento “Un marchio di qualità per le Pro Loco” e Franco con “Professionalità nel volontariato” hanno dato una palese dimostrazione del-

l’impegno e della professionalità insita all’interno del mondo Pro Loco. Loro due, con altre persone di Pro Loco, si sono impegnati in un corso formativo tenuto dall’Istituto EURAM di Levico con il preciso intento di accrescere la professionalità nel Volontariato turistico; e questo la dice lunga sulla serietà delle Pro Loco. I quotidiani del giorno dopo titolavano: Pro Loco al bivio, serve più qualità. Mellarini: “Se le Apt non funzionano a dovere, punteremo su di voi”. Un riconoscimento importante per il nostro Volontariato; non c’è che dire, finalmente anche noi volontari di Pro Loco abbiamo fatto breccia, come si suole dire; speriamo che la strada sia spianata e quindi libera da ostacoli insormontabili. L’impegno che si stiamo accollando, cari amici, è di portata alta, non possiamo scherzare, questa volta, come peraltro in altre occasioni, ci stiamo giocando tutta la nostra credibilità professionale. Sono certo che tutti assieme, come siamo abituati a fare, sapremo affrontare con la giusta voglia di fare che ci contraddistingue anche questa nuova importante sfida. Nel mio intervento ho fatto un richiamo specifico: “Non ci saranno appelli futuri. O ci siamo fin da subito o saremo lasciati per strada. E’ una chiamata a raccolta importante, non possiamo tradire la nostra “mission”. Rimango fiducioso e conto su di Voi tutti Amici Pro Loco. Colgo l’occasione per porgere a Voi e alle Vostre famiglie i migliori auguri di un Santo Natale e di un felice Anno Nuovo a nome della Federazione e mio personale. EVVIVA LE PRO LOCO. (Nel prossimo numero di “Centopaesi” presenteremo gli atti completi del convegno.)

Armando Pederzolli Presidente Federazione delle Pro Loco e Consorzi


La Federazione delle Pro Loco e Consorzi augura un sereno Natale e un felice Anno Nuovo

Centopaesi

Direttore responsabile: Armando Pederzolli

Direzione e Redazione: via Garibaldi, 3 - 38100 Trento telefono e fax 0461 239006 e-mail federazione.proloco@trentino.to Autorizzazione del Tibunale di Trento n. 926 del 26.9.96 Impostazione grafica, impaginazione e stampa a cura di: EUROMEDIA via Don Rizzi, 7 Trento - tel 0461.980909 fax 0461.269574 - e-mail : editoria@euromediasite.it IN COPERTINA: SANDRO BOTTICELLI - L'adorazione dei Magi - 1470-1475 (particolare)

3


L A N OSTRA I MMAGINE

La nostra immaginee

PRO LOCO DI ZUCLO

L

a Pro Loco di Zuclo ha adottato come suo stemma lo stesso del comune di Zuclo.Lo stemma rappresenta tre abeti, tre cime montane e un orso bruno. La scelta di questo stemma trova conforto nelle considerazioni che seguono: i tre abeti rappresentano da un lato le due frazioni-denominate Zuclo e GiugiĂ - che storicamente hanno dato origine all'attuale paese di Zuclo, dall'altro idealmente la seconda parte del territorio di Zuclo, situata nella localitĂ  "Gavardina"caratterizzata da folte abetaie. Quanto all'immagine dei monti che chiudono il panorama della valle, essi sembrano una rappresentazione doverosa ed opportuna del tipico ambiente naturale che circonda la valle. L'orso infine rivesta un significato emblematico sia in sede di omaggio simbolico ad un animale nobile e amato, sia con riferimento al carattere chiuso ma schietto e deciso degli abitanti.

4


L A N OSTRA I MMAGINE

PRO LOCO BOLBENO

I

l logo rappresenta il Santuario della Madonna del Lares ed è stato disegnato da un socio della Pro Loco (?)agli inizi degli anni '70. Per quanto riguarda la storia del Santuario, ben poco si conosce. La leggenda narra (vedi pag.?) come il "quadro"della Madonna del Rosario venne ritrovato appeso ad un larice, più volte dai fedeli spostato in località più accessibile, ma la mattinata seguente trovato nuovamente appeso al solito larice. Così fu decisa la costruzione della cappella in quel luogo, creando la radura che si può ammirare anche ora. Purtroppo eventuali vecchie documentazioni sono andate completamente distrutte nell'incendio del 1843. Di certo risulta che la sacra immagine della "Madonna col Bambino e

la Rosa in mano" fin dai primissimi tempi è stata denominata la "Madonna del Lares". Inoltre si sa che la prima "edicola" fu sostituita da un capitello nel 1586, mentre nel 1770 fu costruita una chiesetta, che poi venne ampliata nella forma attuale verso il 1850, fatta eccezione della antistante tettoia eretta nel 1928 (nella foto a lato, la vista del Santuario a fine '800).

Le leggende di Mauro Neri Bolbeno

Q

uando, come ogni giorno, i pastori di Bolbeno raggiunsero con le loro greggi i prati di Piandescale, certo non si aspettavano quello che poi successe. Rimasero quindi increduli quando videro, appeso a uno dei larici della zona, un bellissimo quadro che ritraeva la Madonna del Rosario. - Forse l'ha perso qualcuno…- azzardò uno dei pastori. - Ma sì - lo rimbrottò un altro, - e secondo te uno perde un quadro, dopo averlo appeso col chiodo a un larice? - E allora che ci fa qui, quell'immagine? - Vuoi vedere che… - …già, e se si trattasse di un miracolo? Quei pastori erano gente buona, semplice e timorata di Dio: la sola idea d'essersi imbattuti in un'immagine miracolosa, lasciata lì magari da un Angelo, li riempì a tal punto di gioia, che corsero di filato giù in paese a raccontar tutto al parroco. Venne subito organizzata una grande processione, alla quale parteciparono tutti quelli di Bolbeno, e l'immagine santa fu portata in corteo sulla cima del dosso lì vicino, un'ottima posizione per eri-

La Madonna del Làres gervi una cappelletta a protezione della valle. Il giorno seguente, però, l'immaginetta era sparita e, dopo lunghe e affannose ricerche, venne trovata nel medesimo punto di Piandescale, appesa al suo larice! Pensando allo scherzo di qualche malintenzionato, si riformò la processione e il quadro tornò in vista della valle, là dove quelli di Bolbeno avevano deciso di costruire la chiesetta. Ma il giorno dopo il quadro della Madonna aveva fatto ritorno a Piandescale, quasi volesse far capire ai fedeli di Bolbeno che… - Ma sì, amici miei - esclamò alla fine il parroco, - il messaggio della Madonna è finalmente chiaro! A lei piacciono troppo questi prati e questi boschi di larici e non ama essere messa troppo in mostra sulla cima delle colline: è questo il posto in cui costruiremo la chiesetta che ospiterà per sempre l'immagine miracolosa della madre di Dio! E così avvenne: la chiesetta della Madonna del Làres è ancora oggi assai frequentata dai fedeli e da quanti amano passeggiare per quei luoghi molto belli. A tutti chiede una semplice preghiera e tutti ringrazia per avere, molto e molto tempo fa, assecondato il suo desiderio.

5


L E P RO L OCO

Armando Paris

VISTE DA :

avvocato in Trento

Fu tra i fondatori dell'UNPLI DALLA PANCHINA AI MONUMENTI STORICO ARTISTICI

B

ene ha fatto la Federazione delle Pro Loco a centrare l'argomento dell'8° Convegno Provinciale sul cambiamento del turismo e del turista e, contemporaneamente, sulla tradizione e sulla professionalità, (o meglio, sulla nuova professionalità, perchè quest'ultima è stata sempre presente nelle Pro Loco, anche se in modi rapportati ai tempi).

6

locali l'eventuale trascuratezza del patrimonio artistico presente pressoché in tutti i nostri paesi, nella stessa misura come un tempo non perdonava se, lungo una bella passeggiata o in prossimità di qualche bel panorama, non trovava una panchina sulla quale sedersi, ammirare e riposarsi. Nella direzione di abbellire i paesi e renderli accoIl fatto è che tutto il Trentino sta passando una sta- glienti, le nostre amministrazioni hanno fatto molgione di riscoperta e di apprezzamento dei valori to, come molto è stato fatto dalla Provincia per i e dei prodotti che il suo territorio e, in esso, le recuperi storico-artistici; tutto questo è un patrigenerazioni che si sono succedute, hanno saputo monio prezioso, la cui gestione, in buona parte, è esprimere; contemporaneamente il turista, anche il affidata alla comunità locale e, in ogni caso, il turimeno acculturato, non perdona alle popolazioni sta attribuisce alla comunità locale la responsabilità della sua gestione e della sua fruibilità. La cosa ha un fondamento, oltreché istintivo, anche razionale, perché questo compito di custodire non può spettare che agli eredi di coloro che il patrimonio hanno prodotto e, all'interno delle singole comunità, i più idonei a svolgere questo compito sono le donne e gli uomini delle Pro Loco. Non si tratta di diventare architetti; si tratta, più semplicemente, prima di tutto di riuscire, in prima persona, a godere di queste realtà, di dotarsi di quelle cognizioni che consentono di trasmettere i messaggi del gusto di questi gioielli, ma poi si tratta anche di organizzare tutti gli strumenti idonei a farli apprezzare anche dal turista, sicché questi, assimilando il godimento dei beni, ne diventi, anch'esso, per così dire, coerede e parte della comunità. Questo è, probabilmente, il settore dove tradizione, innovazione e professionalità si fondono più facilmente e più efficacemente e nel quale, inoltre, il pionierismo di un tempo e la vitalità del volontariato possono esprimersi al meglio e nelle forme più moderne. Certo, questi aspetti non esauriscono la funzione delle Pro Loco e il loro ruolo all'interno delle comunità e nella direzione del loro sviluppo; ma mi pare che, se si parte col piede giusto su questi temi, si è sulla buona strada per risolvere anche gli altri aspetti della e nella presenza delle Pro Loco. Armando Paris


I L P ERSONAGGIO

La Lisa di Montagne a cura di Leone Cirolini

M

entre salivo verso Montagne, in una grigia giornata di novembre, pensavo agli “Angoli di Trentino da scoprire” (titolo del depliant unitario dei Consorzi Pro Loco). Ed ho scoperto veramente uno stupendo angolo di Trentino che non conoscevo, alle porte del Parco Adamello Brenta, in un ambiente incantato, con bellissimi scorci e panorami affascinanti. Nella frazione di Larzana (le altre sono Cort e Binio) ho trovato la Sig.a Elisabetta Simoni (Lisa). Mi ha ricevuto con tanta cordialità e mi ha raccontato di lei e della Pro Loco di Montagne negli anni settanta. Lisa era nata a Heidelberg, in Germania, il 6 febbraio del 1925, dove la sua famiglia era emigrata per lavoro all’inizio secolo. Dopo la guerra tornarono in Italia e lei fece prima la maestra d’asilo a Parcines e Laces in Alto Adige e poi l’impiegata comunale a Montagne, dove ritornò nel 1950. Nel 1970 la Pro Loco rimase senza Presi-

dente e convinsero la Lisa a prendere in mano la situazione. Lei lo fece volentieri e con grande passione. “Il mio pallino fisso era fare il parco giochi e ci sono riuscita” mi racconta con evidente orgoglio. Un’altra iniziativa importante fu quella di organizzare e stampare un “giornalino” di Montagne, che fu intitolato “El nos paes”. Ne furono stampati, negli anni a seguire, alcuni “numeri unici”, con il coordinamento e l’impaginazione del dott. Mario Antolini di Tione. Veniva inviato anche all’estero, in Germania, negli Stati Uniti, in Francia, in varie città e paesi d’Italia. “Esso vi porterà un’ondata di profumo dei vostri boschi – scriveva la Lisa nella presentazione del primo numero – una visione dei luoghi a voi cari e soprattutto vi dirà che vi sentiamo fra noi e che contiamo sempre di rivedervi qua per rivivere insieme qualche giornata “de stiagn”, che ci farà ringiovanire.” Altre iniziative di quelli anni furono: la costruzione di due campi bocce, il progetto “finestre fiorite” con l’acquisto di 850 vasi di gerani per l’abbellimento del paese, la messa a dimora di piante ed arbusti, sempre per l’abbellimento e per creare zone d’ombra, il collocamento di segnaletica e di panchine, il rifacimento di numerosi sentieri per le passeggiate, la salvaguardia delle parole dialettali, e tante altre iniziative. La Pro Loco riuscì a coinvolgere tantissima gente del paese nelle sue iniziative e i “montagnoi” aderirono con entusiasmo: i soci passarono infatti da 30 nel 1970 a 391 nel 1976 !“Come vede il turismo a Montagne?” – chiedo alla Lisa. “ Ho sempre creduto dice – che a Montagne si dovesse sviluppare un turismo per anziani e per famiglie giovani con bambi-

ni; che si dovesse potenziare al massimo quello che abbiamo (paesaggio, boschi, baite, prati, quiete).Voglio concludere con quello che ha scritto la Lisa su uno dei numeri di “El nos paes” a proposito del lavoro, del-

la dedizione e dell’amore della gente di Pro Loco per la propria comunità : “ La nostra paga per tante ore di lavoro che tutti mettiamo a disposizione, è la grande, vorrei dire grandissima soddisfazione di essere riusciti a realizzare un qualche cosa che serva alla ricreazione, alla cultura, allo svago o al riposo della nostra gente e dei nostri ospiti”E la Lisa continua ancora oggi a fare volontariato: da 12 anni è Presidente del Circolo Anziani e, quando può, da ancora una mano alla Pro Loco. Mi saluta dicendo:”El varda d’aiutarle ste Pro Loco e l’ghe faga a tucc tanti auguri, con tut el cor, de Bon Nadal e Bon An!”

Montagne - Panoramica

7


N ATURA

Le Perle del Trentino

S

8

Le aree individuate dal P.U.P. sono meritevoli di conservazione, poiché al loro interno si trovano specie animali e/o vegetali rare ed in via d'estinzione. Biotopo è una parola di origine greca che significa "luogo di vita" e costituisce l'ultimo baluardo di naturalità che va ad inserirsi in un paesaggio ormai profondamente modificato dalle molteplici attività umane. Gli ultimi frammenti di quello che era, un tempo, il nostro Trentino si osserva ora in questi relitti, custodi di antiche realtà ambientali e protagonisti dei racconti dei nonni. Chi non ha mai sentito di storie fantastiche di cacce alle rane e rospi, di marachelle combinate liberando maggiolini e pipistrelli in luoghi non proprio idonei (chiese o teatri), di favolose pescate di trote e gamberi nei canali irrigui, di corse a perdifiato di bambini in mezzo a campi d'orzo e segale e di raccolte di fiordalisi per realizzare bouquet da sposa. L'incontro con le zone che sono ora oggetto di tutela risvegliano in noi quei vecchi ricordi ed una forte nostalgia nei confronti di un passato, magari non vissuto, che oggi non può più ripresentarsi.

Foto S. Valentini - Biotopo Comunale Forra di Santa Giustina

u tutto il territorio Trentino si trovano ben 68 Biotopi di interesse provinciale; di questi, 42 sono stati istituiti e sottoposti a tutela tramite la L.P. 14/86 la cui gestione è affidata al Servizio Parchi e Conservazione della Natura della P.A.T.

ALCUNI AMBIENTI

TUTELATI

Rari sono gli incontri con argini fluviali o torrentizi naturali. Il più delle volte il nostro occhio sbatte contro imponenti colate di calcestruzzo che vanno a contenere i corsi d'acqua, i quali vengono così spogliati della tipica vegetazione ripariale e di quelle nicchie ecologiche che ospitano centinaia di specie animali e vegetali strettamente correlate fra loro.

In alcuni biotopi si può ancora osservare il libero scorrere dell'acqua ed ammirare i disegni che essa ricama sul suolo individuando zone di lento scorrimento ed altre dove essa ribolle impetuosa tra i ciottoli e le sabbie trasportate. n occhio in mezzo agli sfagni sembra guardare il cielo ed il passante può solo rimanere rapito dalla bellezza della torbiera che come un merletto incornicia lo specchio d'acqua. Ultimi trat-

Foto S. Valentini - Biotopo Comunale Lago Nero - Capriana


N ATURA

Foto S. Valentini - Biotopo Provinciale Pra dell'Albi-Cei

Seduti tra i morbidi cuscini di ericacee ed ascoltando i suoni della pineta si entra a far parte di uno squarcio di bellezza, si diventa testimoni di qualcosa di immensamente grande e discepoli di una saggia maestra: la natura.

CONCLUSIONI

ti di un più esteso lago, le torbiere sono aree umide sfruttate un tempo per l'estrazione della torba e sacrificate negli ultimi decenni nel nome del progresso. Camminare al loro interno è un'esperienza curiosa dato che pare di calpestare una spugna e si gioca quindi di equilibrismo. In autunno questi ambienti offrono uno spettacolo superbo per via delle gradazioni gialloossastre assunte dai muschi.

Imparando a guardare e muovendosi con tranquillità, più spesso di quanto non si creda, possiamo renderci conto di quanto la natura non lasci mai niente al caso. Centenari pini oscillano sospinti dal vento e l'incanto di una passeggiata, dove non rari sono gli incontri con il picchio tridattilo, scolpisce un ricordo di quiete e tranquillità.

I Biotopi non sono musei con collezioni botaniche o zoologiche ammuffite che si guardano peraltro con scarso interesse, ma sono un mosaico di vite che dipendono strettamente le une dalle altre, una miriade di microambienti con caratteristiche peculiari ed uniche ove l'uomo può e deve inserirsi tenendo ben a mente che egli fa parte di una catena. Queste aree tutelano la biodiversità naturale il cui drammatico impoverimento ad opera dell'uomo determina la estinzione di decine di specie animali e vegetali ogni giorno. In conclusione deve nascere nella collettività la volontà di riappropriarsi di un vivere sano e di un territorio a misura d'uomo conservando gli ambienti naturali e sviluppando uno spirito critico che spinga a riflettere sulla necessità o meno di interventi e speculazioni economiche. Il giusto antidoto contro l'abbrutimento della quotidianità si trova poco distante da noi. Sabrina Valentini

Foto S. Valentini - Biotopo Provinciale Pra dell'Albi-Cei

9


A PPROFONDIMENTI

Le associazioni non profit operanti nel settore turistico

L

'articolo, analizzando i tratti salienti delle associazioni, sottolinea il ruolo e le funzioni che le organizzazioni senza scopo di lucro svolgono nel settore turistico. La specifica normativa dell'associazionismo turistico della provincia di Bolzano dimostra quale ampiezza di interventi e di azione caratterizzi l'agire associativo non profit. Le associazioni senza scopo di lucro, quando operano nel settore delle attività turistiche, così ormai accade in molti altri comparti, assumono le caratteristiche proprie delle imprese tout court. Dal punto di vista operativo, dunque, ancorché l'ordinamento si preoccupi di tracciare una linea di demarcazione fra imprese e associazioni, le associazioni non profit si comportano ed agiscono "come se" fossero delle vere e proprie imprese turistiche.

10

di Alceste Santuari

PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELLE ASSOCIAZIONI

L' associazione è costituita da un gruppo di persone (due o piu`) che si uniscono per realizzare uno scopo comune alle stesse, a mezzo di un qualche fondo patrimoniale. La manualistica e la letteratura specialistica non hanno avuto molti dubbi nell'identificare i tre elementi costantemente presenti nella struttura minima indispensabile ai fini della valida costituzione di un ente collettivo e precisamente: 1) l'elemento personale; 2) l'elemento patrimoniale; 3) l'elemento teleologico. Si è soliti indicare nelle finalità statutarie il fattore distintivo delle organizzazioni non profit rispetto alle società commerciali. Le prime dovrebbero perseguire uno scopo non lucrativo, le seconde uno scopo di lucro. Recentemente, tuttavia, tale distinzione si è progressivamente ridotta, in seguito, da una parte, ai ripetuti interventi legislativi in materia di società consortili, società per azioni controllate dal capitale pubblico (artt. 2458 ss. c.c.) e società sportive e, dall'altra, all'uso indistinto di forme giuridiche diverse per ospitare contenuti economici eterogenei e conflittuali. Si può quindi INTRODUZIONE sostenere che, quando si fa riferimento allo scopo di un'associazione, è più opportuno osservare se Negli ultimi 15-20 anni, si è assistito ad una for- essa realizza una finalità di rilevanza sociale - cui te e marcata crescita, nonche´ a profonde tra- può accompagnarsi l'esercizio di un'attività econosformazioni delle organizzazioni che non perse- mica e patrimoniale - definito generalmente dal guono direttamente uno scopo lucrativo. In par- divieto assoluto di distribuzione degli utili tra i ticolare, si nota una progressiva assunzione da membri (non ammissibilità del lucro soggettivo). parte di queste organizzazioni di compiti di rile- Per quanto attiene agli aspetti formali, le associavanza pubblica, tradizionalmente riservati allo zioni si dividono in associazioni riconosciute e non Stato. A fianco di associazioni di tutela e di pro- riconosciute, a seconda che abbiano richiesto ed mozione di interessi collettivi, troviamo molte ottenuto la personalità giuridica di diritto privato organizzazioni private senza scopo di lucro che (9). Nel caso delle associazioni riconosciute, il sono diventate vere e proprie imprese sociali, contratto di associazione richiede la forma dell'atproduttrici di beni e/o servizi di natura colletti- to pubblico, ai soli fini del riconoscimento della va. personalità giuridica da parte del Prefetto ovvero In questo contesto, si colloca la nascita e il pro- del Presidente della Giunta Regionale. Per la sucgressivo sviluppo delle organizzazioni non profit cessiva adesione di altri membri non vi sono oneri che operano nel settore della promozione turisti- di forma. Trattandosi di un contratto a struttura ca e dei servizi turistici. In particolare, anche in aperta, l'incontro della volontà tra nuovo aderente deroga al principio della riserva di legge delle e parti preesistenti (e quindi il perfezionamento attività svolte dalle agenzie di viaggio, le asso- dell'accordo secondo le regole di diritto comune: il ciazioni non profit possono svolgere, a favore dei momento in cui l'accettazione giunge a chi ha fatpropri associati, attività di intermediazione e di to l'offerta) non comporta alcun mutamento, ma organizzazione di viaggi e soggiorni. solo l'integrazione del rapporto associativo origiPrima di procedere ad analizzare le funzioni e le nario. L'origine contrattuale dell'associazione è attività svolte in ambito turistico dalle associa- ben espressa dalla giurisprudenza: "L'atto costituzioni non profit,sia a livello nazionale sia regio- tivo e lo statuto di una persona giuridica hanno nale, è utile richiamare alcuni tratti salienti e natura contrattuale e sono sottoposti alle norme definitori delle associazioni medesime, proprio generali sui contratti, salve le deroghe imposte dai al fine di comprenderne la distanza dalle impre- particolari caratteri del contratto di associazione (o se turistiche tradizionali. dell'atto di fondazione), con la conseguenza che


A PPROFONDIMENTI

essi vanno interpretati secondo le regole dell'art. 1362 ss. c.c.". Per la costituzione di un'associazione non riconosciuta non vi sono, al contrario, particolari oneri di forma. Ciò significa che i soggetti fondatori/promotori possono stipulare il contratto di associazione in forma di scrittura privata, finanche in forma verbale: "L'atto costitutivo di un'associazione non riconosciuta può essere concluso anche oralmente, bastando che più soggetti manifestino la volontà di svolgere in forma stabile un'attività di comune interesse e di dotarsi a questo fine di un ordinamento interno, di una organizzazione e di mezzi patrimoniali". Nonostante l'assenza del riconoscimento formale, l'associazione non riconosciuta è pur sempre un soggetto autonomo di imputazione di diritti e di doveri. "L'associazione non riconosciuta, pur non essendo dotata di personalità giuridica, è configurata dall'ordinamento come soggetto di diritto distinto dagli associati. Costoro, in particolare, non sono responsabili delle obbligazioni dell'associazione". Si aggiunga che un'associazione non riconosciuta, nonostante la mancanza della "piena" soggettività giuridica, può essere titolare e, quindi, intestataria di beni immobili. È quanto ha disposto la L. 27 febbraio 1985, n. 52 recante "Modifiche al libro sesto del codice civile e norme di servizio ipotecario, in riferimento alla introduzione di un sistema di elaborazione automatica nelle conservatorie dei registri immobiliari". L'art. 1 della suddetta legge, infatti, ha stabilito, modificando l'art. 2659 c.c., che nella nota di trascrizione e ai fini dell'intestazione nei registri immobiliari del titolo di acquisto di un bene immobile è possibile indicare direttamente l'associazione non riconosciuta, oltre alle generalità delle persone che la rappresentano. Tuttavia, è opportuno segnalare che, nonostante il codice civile non preveda alcuna imposizione al riguardo, ai fini utile. È altresì opportuno richiamare il fatto che qualsiasi sia la forma di pubblicità richiesta per la redazione dello statuto, quest'ultimo assolve ad una funzione primaria nella vita dell'associazione, ossia quella di indicare la natura, gli scopi e le modalità operative di realizzazione degli stessi che caratterizzano l'ente. Non solo, infatti, lo statuto, secondo le disposizioni dell'art. 16 c.c. deve contenere alcuni elementi necessari, quali lo scopo, l'indicazione del patrimonio, la denominazione, l'ubicazione della sede e i diritti e gli obblighi degli associati, nonché le condizioni per la loro ammissione, ma anche altri elementi, facoltativi, relativi sia all'estinzione dell'ente e alla devoluzione del patrimonio, sia alla gestione dell'associazione (elezione degli organi sociali, loro

durata e composizione, modalità di votazione, ecc.). Accanto agli elementi essenziali e facoltativi di cui sopra, acquista particolare importanza indicare nello statuto gli interventi concreti che l'associazione intende realizzare nel corso della propria esistenza, al fine di conseguire lo/gli scopo/i sociale/i. Tale indicazione assume rilievo proprio in ragione delle specifiche attività poste in essere: sono infatti queste ultime e non lo scopo perseguito a rilevare ai fini fiscali. In altri termini, rinviando la trattazione dell'argomento, basti soltanto qui dire che l'Amministrazione Finanziaria dalle attività realizzate farà dipendere la qualifica dell'associazione in ente non commerciale ovvero in società lucrativa.

LE ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE La L. 7 dicembre 2000, n. 383 recante "Disciplina delle associazioni di promozione sociale", ha aggiunto alla già numerosa famiglia delle figure non profit, un'ulteriore disciplina di diritto speciale. In 33 articoli, distribuiti in quattro capi (due dei quali rispettivamente suddivisi in due sezioni) la legge mira ad un'organica riconsiderazione della normativa riguardante il comparto associazionistico in attuazione dei principi solennemente sanciti dall'art. 2 della Costituzione (riconoscimento dei corpi intermedi) che, insieme all'art. 3, secondo comma (eguaglianza sostanziale), all'art. 4, secondo comma (dovere di solidarietà), all'art. 9 (promozione della cultura e della ricerca) ed all'art. 18 (libertà di associazione), viene menzionato all'art. 1 della legge contenente le dichiarazioni di principio. La L. n. 383/2000: - individua lo scopo delle associazioni di promozione sociale nello svolgimento di attività di utilità sociale a favore di associati o terzi, attività che debbono essere realizzate senza finalità di lucro (art. 2, comma 1); - introduce nuovi soggetti a rilevanza giuridica civilistica come i movimenti, i gruppi ed i coordinamenti tra gli stessi con obbligo di costituzione in forma scritta (art. 2 e art. 3, comma 1); - attribuisce alle associazioni di promozione sociale, ancorché prive di personalità giuridica, la facoltà di essere intestatarie di lasciti e donazioni (art. 5); - esplicita che, per le obbligazioni assunte dall'associazione da chi ne ha la rappresentanza, risponde in prima istanza il "patrimonio" dell'associazione medesima, e, solo in via sussidiaria, anche coloro che hanno agito in nome e per conto dell'associazione (art. 6, comma 2);

11


A PPROFONDIMENTI

- prevede la costituzione di un Osservatorio nazionale dell'associazionismo (artt. 11 e 12); - dispone che l'Osservatorio di cui sopra, insieme all'Osservatorio Nazionale per il volontariato, designi propri rappresentanti all'interno del CNEL, organo di rilievo costituzionale (art. 17); - sottolinea, come già avviene per le organizzazioni di volontariato ex L. n. 266/1991, che le attività svolte dalle associazioni di promozione sociale debbono aver luogo in forma prevalentemente volontaria, riducendosi la possibilità di avvalersi di prestazioni di lavoro dipendente e/o autonomo ai casi di "particolare necessità", anche ricorrendo ai propri associati (art. 18); - prevede che la legittimazione a rappresentare tanto in giudizio che nei confronti dell'amministrazione pubblica i cosiddetti interessi collettivi e sociali venga riconosciuta alle sole associazioni iscritte (art. 27). Dalla breve descrizione di cui sopra, si può facilmente evincere come l'elemento teleologico, nonché l'impianto complessivo delle associazioni di promozione sociale che risulta dalla L. n. 383/2000 candidi queste ultime ad essere particolarmente adatte a svolgere attività nel settore turistico, cosý` come disciplinato dall'abrogato art. 10, L. n. 217/1983.

ATTIVITÀ ESERCITATE E SCOPO PERSEGUITO

12

La presenza e l'impegno delle associazioni nel settore turistico introduce il tema, non privo di asperità interpretative, dell'esercizio di attività economica da parte degli enti del Libro I c.c.. Ormai è un dato acquisito quello che riconosce alle associazioni e alle fondazioni di poter svolgere in via mediata o strumentale e in funzione dei propri scopi di carattere ideale anche attività economiche. In termini generali, la possibilità che le organizzazioni del libro I c.c. possano esercitare attività economiche nasce dal silenzio normativo del codice civile del 1942. Il legislatore codicistico, infatti, "non sembra certo aver pensato alle associazioni o alle fondazioni come strutture organizzative idonee allo svolgimento di attività d'impresa in forma collettiva, e non ha, quindi, offerta alcuna disciplina". Qualora tali attività rientrino fra quelle elencate dall'art. 2195 c.c., siano esercitate in modo stabile, in quanto il vincolo di strumentalità sia particolarmente intenso (ed espressamente possibile nello statuto), e con i proventi dei beni e dei servizi vengano coperti in via di massima i costi di produzione (e i contributi degli associati si configurino

come prezzi dei servizi usufruiti), ci troveremo allora di fronte ad un'attività imprenditoriale e l'associazione assumerà la qualifica di imprenditore. Tale attribuzione è il risultato di una ristretta nozione giuridica di imprenditore per la quale, prescindendo dalla necessarietà del lucro soggettivo, si richiede l'economicità obiettiva dell'attività. Ne discende che si ritiene attività d'impresa ex art. 2082 c.c. quella svolta con un metodo lucrativo (per il quale le modalità di gestione dell'impresa tendono alla realizzazione di ricavi eccedenti i costi). Pertanto, spetta la qualifica di imprenditore ad un ente che rispetti questa modalità di svolgimento della sua attività, anche se essa sia, poi, finalizzata al perseguimento di uno scopo di natura ideale. In sintesi, la previsione statutaria del perseguimento in via diretta di un'attività economica in base al criterio dell'obiettiva economicità (o grazie al metodo lucrativo) consente di qualificare come imprenditore l'ente collettivo senza scopo di lucro del libro I c.c.. Tuttavia, solo quando lo scopo ideale della associazione "si incorpori" nella attività commerciale e imprenditoriale esercitata in modo tale che l'esercizio di quest'ultima valga da solo a realizzare appieno e immediatamente lo scopo ideale (es. teatro lirico, gestione impianti sportivi o case di cura e di riposo), e in modo che le eventuali altre attività imprenditoriali siano del tutto accessorie e marginali, solo in questi casi la associazione acquisterà anche la qualifica di "imprenditore commerciale" e ad essa si applicherà in modo pieno lo statuto dell'imprenditore commerciale e quindi la assoggettabilità al fallimento e gli obblighi di iscrizione nel registro delle imprese e di tenuta delle scritture contabili. Rimane comunque fermo che lo scopo degli enti di cui al Libro I deve essere di carattere "non economico" o "ideale". È , pertanto, la specifica natura dello scopo perseguito, non già quella dell'attività svolta per realizzarlo, l'elemento causale idoneo a distinguere l'associazione dalla società. La natura disinteressata della partecipazione alla organizzazione not-for-profit e, quindi, la necessità del perseguimento di uno scopo che escluda il lucro soggettivo (non distribution constraint), oltre che dal rimando espresso di cui all'art. 13 citato, si fa derivare soprattutto dal dettato dell'art. 24, comma 4, che cosý` recita: "[...] Gli associati che abbiano cessato di appartenere all'associazione non possono ripetere i contributi versati, ne´ hanno alcun diritto sul patrimonio dell'associazione". L'articolo menzionato ha indotto la dottrina ad identificare l'assenza di lucro con il mancato riconoscimento al singolo associato di pretendere la


A PPROFONDIMENTI

restituzione della propria quota associativa e, per- 3. le attività turistiche e ricettive debbono essere tanto, lo scopo perseguito dall'associazione rivolte esclusivamente agli associati. dovrebbe coincidere esattamente con l'assenza di qualunque utilità, poiché l'associato partecipa 1. La non lucratività dello scopo rappresenta un all'attività intrapresa senza alcun interesse. dato ormai acquisito nella legislazione e nella Quanto fin qui esposto, dunque, evidenzia la paciprassi italiana delle organizzazioni non profit. fica concordanza, raggiunta sia in dottrina che in 2. La legge inoltre insisteva sulla distribuzione giurisprudenza, circa la possibilità che associaziogeografica delle associazioni, nonché sulle finani e fondazioni possano svolgere attività imprendilità precipue che l'associazione deve perseguire, toriali, realizzando, pertanto, un lucro in senso escludendo dunque che l'attività in campo turioggettivo. Ciò che invece è precluso è il lucro sogstico costituisca per sé lo scopo del sodalizio. gettivo, ossia la possibilità di dividere gli utili tra i Questi elementi sono stati ribaditi dall'art. 7, soci: il che in concreto significa che gli eventuali comma 9, L. n. 135/2001 che recita: "Le assoutili prodotti dovranno essere reinvestiti nell'atticiazioni senza scopo di lucro, che operano per vità stessa o destinati altruisticamente. Si tratta, finalità ricreative, culturali, religiose o sociali, dunque, di riconoscere all'interno della medesima sono autorizzate ad esercitare le attività di cui al struttura organizzativa la coniugazione di elemencomma 1 esclusivamente per i propri aderenti ti imprenditoriali e motivazioni solidaristiche. ed associati anche se appartenenti ad associaParimenti, lo "statuto dell'impresa" non risulta zioni straniere aventi finalità analoghe e legate essere quello che regola solo gli enti disciplinati nel fra di loro da accordi internazionali di collabolibro V c.c., ma esso viene esteso altresý` a quei razione". Il medesimo articolo richiama, anche contenitori giuridici in cui si svolgono e gestiscono per le associazioni non profit che svolgono attiattività produttive. Si potrebbe, finalmente, dire vità turistiche, la necessità di (C.C.V.), resa che la categoria concettuale degli organismi non esecutiva con legge 27 dicembre 1977, n. profit travalica i confini del libro primo del codice 1084, dal decreto legislativo 23 novembre civile e obbliga a considerare che agli stessi viene 1991, n. 392, di attuazione della direttiva n. riconosciuta l'adozione dello strumento societario. 82/470/CEE nella parte concernente gli agenRichiamare il fenomeno della dissociazione tra ti di viaggio e turismo, e dal decreto legislativo "forme" e "contenuti economici" equivale soprat17 marzo 1995, n. 111, di attuazione della tutto ad aver superato il concetto per cui la massidirettiva n. 90/314/CEE concernente i viaggi, mizzazione del benessere individuale e collettivo si le vacanze ed i circuiti ''tutto compreso''". Inolabbina necessariamente alla divisione di un utile tre, il comma 10 prevedeva che le associazioni che operano "per la promozione del turismo gioATTIVITÀ E FUNZIONI SVOLTE DALLE vanile, culturale, dei disabili e comunque delle ASSOCIAZIONI NON PROFIT IN CAMPO TURISTICO fasce meno abbienti della popolazione, nonché le associazioni pro loco", possono essere ammesse, "senza nuovi o maggiori oneri per il Per preservare lo scopo non lucrativo/non combilancio dello Stato, ai benefici di cui alla legge merciale delle associazioni le normative che si 11 luglio 1986, n. 390, e successive modificasono susseguite nel tempo hanno inteso definire zioni, relativamente ai propri fini istituzionali". alcuni "paletti" all'esercizio di attività configurabili come turistiche da parte delle associazioni nazio- 3. Il terzo aspetto costituisce un elemento importante nell'identificazione delle realtà associative, nali non profit. Ciò anche per tutelare i terzi, in giacché la mutualità interna definisce la linea di specie le imprese che esercitano professionalmente demarcazione, in questo particolare contesto, attività turistiche, contro eventuali casi di concorfra associazioni non svolgenti attività commerrenza sleale che deriverebbero dallo speciale tratciale e imprese turistiche tout court. Si aggiuntamento tributario di cui godono le associazioni ga che qui viene in considerazione, in specie, l'enon profit. lemento dell'esclusività: esso connota precisaInvero, l'art. 10 dell'abrogata legge quadro sul mente la configurazione dell'attività associativa, turismo n. 217/1983 non dettava una generica e in quanto le associazioni possono sì svolgere indiscriminata libertà dell'associazione di svolgere attività turistiche, purché queste siano rese nei attività turistiche, ma ne individuava alcuni speciconfronti dei propri associati (attività istituziofici requisiti: nale) e non rivolte a terzi(attività commerciale). 1. le associazioni non devono avere scopo di lucro; 2. esse debbono operare a livello nazionale per da "Diritto e Turismo" n.1/2005 finalità ricreative, culturali, religiose o sociali;

13


A PPROFONDIMENTI Legge della Provincia Autonoma di Trento, 29 luglio 2005, n. 13, recante “Modificazioni della legge provinciale 11 giugno 2002, n. 8 (Disciplina della promozione turistica in provincia di Trento)” Breve commento di Alceste Santuari Cattedra di Diritto dei Trasporti e del Turismo Facoltà di Giurisprudenza - Università degli studi di Trento

I

14

Trentino, impegnando la Provincia a l legislatore provinciale ha inteso perseguire tali obiettivi; introdurre alcune modifiche alla - i progetti d’ambito vengono ridefiniti e L.P. n. 8/2002, allo scopo di: si procede alla riorganizzazione e sem- sviluppare l’impianto della riforma plificazione della disciplina della Comavviata con la legge del 2002, favorenmissione tecnica per il turismo. do un più esteso coinvolgimento dei diversi attori, tra cui le associazioni - recependo le disposizioni del disegno di legge elaborato dal gruppo consigliare senza scopo di lucro operanti in quelle di Forza Italia, é prevista la possibilità aree territoriali non presidiate dalle per i privati di partecipare alla Trentino nuove APT; Spa, la società di marketing territoriale - facilitare la compartecipazione dei pridella Provincia. vati che beneficiano del fenomeno turistico al sostegno delle attività di pro- - gli artt. 6, 7, 8, 9, 10 e 11, accogliendo quanto proposto dai consiglieri della mozione territoriale; Margherita, disciplinano le associazio- consolidare il ruolo di regia dei comuni ni e i consorzi pro loco, organizzazioni nella programmazione turistica d’ambinon profit che giocano un ruolo strateto. gico nella promozione turistica del Trentino. Dal punto di vista dei contenuti, la L.P. n. 13/05 rappresenta un testo unificato, che “di fatto supera l’impostazione pubblici- Dopo aver ribadito la necessità di promuostica prevista dalla legge provinciale n. vere uno “sviluppo turistico sostenibile, 21/1986”.1 La novella è il risultato di un orientato alla qualità e all’innovazione, lavoro di convergenza di quattro diversi tendendo conto delle peculiarità dell’amdisegni di legge in materia di turismo biente (art. 1, comma 1, lett. b), la legge in assegnati alla competente Commissione parola novella l’articolo relativo ai progetdel Consiglio Provinciale ed elaborati, ti di ambito. Questi sono “finalizzati a rispettivamente, dal gruppo consigliare di delineare[…] un idoneo sistema di offerta minoranza di Forza Italia, dalla Giunta turistica per il territorio di riferimento” e Provinciale, e dai gruppi di maggioranza sono promossi dai soggetti che sono subentrati alle precedenti APT “di concerdei Verdi e della Margherita. Il testo unificato, che riprende alcuni to con i comuni ricadenti nell’ambito” e aspetti delle proposte sopra elencate, si debbono risultare coerenti con gli altri presenta come un testo di legge che racco- strumenti della programmazione territoglie tutta la materia della promozione turi- riale provinciale (art. 3, così come modifistica, abrogando parti della L.P. n. cato dall’art. 2 della l.p. n. 13/05). Si trat21/1986, che erano “sopravissute” alla ta di una disposizione che sostituisce le “nuove” APT d’ambito ai rappresentanti riforma del 2002. In termini generali, gli aspetti innovativi delle categorie economiche e alle associaintrodotti dalla legge in parola sono ricon- zioni pro loco nel ruolo di promotori dei progetti in parola. Risulta comprensibile ducibili ai seguenti: - recependo quanto proposto dal gruppo la ratio di individuare un unico soggetto dei Verdi, la novella riconosce un ruolo promotore dei progetti d’ambito, segnatadeterminante al turismo, non solo sotto mente l’APT, che “raccoglie” tutte le catel’ aspetto economico, ma anche in ter- gorie economiche e l’associazionismo e mini di crescita culturale e sociale del l’intenzione di rafforzare il ruolo dei


A PPROFONDIMENTI

comuni. Tuttavia, non si comprende perché sia richiesta la contestuale concertazione con i comuni ricadenti nell’ambito, atteso che anche questi, anzi soprattutto questi, rientrano nella governance delle APT, essendone stati, così come previsto dalla legge istitutiva, i necessari promotori.

noscendo l’azione di coordinamento e di supporto alle associazioni pro loco che operano in località con caratteristiche omogenee da parte dei consorzi delle associazioni medesime. Si aggiunga che la legge promuove il ruolo di rappresentanza, di assistenza, di tutela e di coordinamento delle associazioni pro loco e dei loro consorzi svolto dalla Federazione trentina delE’ prevista l’istituzione di una Commissio- le associazioni pro loco e loro consorzi, la ne Tecnica per il Turismo, quale “organo quale è riconosciuta come comitato regiotecnico-consultivo della Giunta provincia- nale UNPLI (art. 12 quinquies, così come le per l’esercizio delle funzioni disciplina- introdotto dall’art. 10 della l.p. n. 13/05). te dalle leggi in materia di turismo” (art. 5- In argomento, la legge dispone che, a favobis, così come introdotto dalla l.p. n. re delle associazioni pro loco e dei loro 13/05), la cui composizione e funzioni consorzi, la Provincia possa erogare consono demandate al Regolamento di esecu- tributi, nella misura massima del 90 per zione. cento della spesa ritenuta ammissibile (art. 12 sexies, così come introdotto dalCome già richiamato, la novella introduce l’art. 11 della l.p. n. 13/05). la possibilità che alla società di marketing territoriale, costituita sotto forma di Spa, Si segnala anche la disposizione riguarcui originariamente potevano partecipare, dante i pacchetti turistici, nei quali, orgaoltre alla Provincia Autonoma di Trento, la nizzati dalla Trentino SPA, dalle “nuove” CCIAA ed altri enti pubblici, possono ora APT, dalle associazioni pro loco e dai loro aderire anche soggetti privati (art. 6, così consorzi, possono essere inseriti, oltre ai come modificato dall’art. 4 della l.p. n. prodotti turistici trentini, “ulteriori servizi 13/05). Altra novità è costituita dalla pos- non accessori al trasporto o all’alloggio sibilità che l’assessore provinciale compe- prodotti al di fuori del territorio provinciatente in materia di promozione turistica le” (art. 14).2 Si tratta di una previsione possa essere membro del Consiglio di che, accanto ad altri aspetti che potranno amministrazione della Società, finanche essere analizzati in un’altra occasione, potendone diventare il presidente. costituisce la possibilità di ampliare la gamma dell’offerta di prodotti elaborati Un intero capo della legge è dedicato alle dagli operatori turistici diversi dalle agenassociazioni pro loco e loro consorzi, di cui zie di viaggio. viene riconosciuto il ruolo e la funzione di promozione turistica, in specie attraverso la valorizzazione del territorio, delle sue risorse e dei suoi prodotti (art. 12-bis, così come modificato dall’art. 7 della L.P. n. 1 Cfr. Relazione illustrativa al disegno di legge di proposta dell’Assessore pro13/05). Le associazioni pro loco, che sotto vinciale competente, Tiziano Mellarini. il profilo giuridico assumono la veste di 2 Trattasi di una modifica sottoposta a condizione sospensiva, poiché l’art. 16 associazioni di promozione sociale, devo- della L.P. n. 13/05 dispone che talune modifiche entreranno in vigore al no risultare iscritte nell’apposito albo pro- momento dell’approvazione del regolamento di esecuzione della legge medesivinciale. La legge in argomento intende ma, da adottarsi entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge (art. 15, L.P. n. 13/05). rafforzare il “sistema” delle pro loco, rico-

15


Nell'ultimo numero della rivista dell'Unpli nazionale, Arcobaleno, si fa cenno alle attività europeistiche delle Pro loco. Un articolo, a cura del Dipartimento Europa dell'Unpli, annuncia un’indagine avviata nell'Unione europea con lo scopo di individuare nei 25 paesi UE strutture comparabili alle Pro loco italiane, ovvero, è detto, "raggruppanti oganizzazioni no profit operanti in stretto collegamento con il settore turismo e con la valorizzazione del patrimonio culturale di un territorio". Questa indagine fa piacere, in essa vediamo il completamento di quella avviata alla fine del 1997 dalla nostra federazione provinciale e che ha portato nel corso del tempo alla costituzione di un GEIE, un gruppo europeo denominato "EuropaysEurocontries" di cui fanno parte, oltre all'Unpli, rappresentanti di 6 organizzazioni europee operanti nel settore non profit del volontariato turistico. Qualcuno ha pensato che si tratta di una indagine già svolta in passato e che a distanza di ormai otto anni rifare questa rassegna europea non abbia molto senso. Il nostro parere è che tutte le inchieste e le ricerche che possano portare a conoscere altre realtà operanti in Europa nel turismo non profit sono le benvenute. Ma ad un patto. Che si tenga fede a quella che è stato finora l'operato dell'Unpli su questo tema, operato sancito nelle intese firmate a suo tempo con i partners, soprattutto laddove si parla dell’Europa delle Pro loco come di un ambito di azione legato indissolubilmente al volontariato turistico ed alla promozione di un turismo dal volto umano. Occuparsi solo di fare alleanze con strutture di promozione turistica, sarebbe secondo noi pericoloso e snaturante. E ci farebbe fare un passo indietro. In un momento in cui le Proloco cercano un proprio ruolo al bivio di un turismo che cambia, non se ne sente davvero bisogno.

d’europa notiziario a cura del Geie Europays - Eurocountries Sono in tanti a dirlo: per il turismo europeo si sta aprendo una nuova stagione. In effetti, se è vero che tra gli scopi principali di Bruxelles ci sono quelli ch vogliono fare dell'Europa un luogo più attraente per investire e lavorare, alzare la nostra capacità di crescere attraverso la conoscenza e l'innovazione e creare più e migliori lavori; allora è evidente come il turismo può giocare un importante ruolo per creare crescita e lavoro e promuovere lo sviluppo regionale. Insieme alle sue attività collegate, il turismo è già uno dei settori economici europei più grandi e di più veloce espansione. E, insieme all'assistenza sanitaria, l'educazione e le tecnologie informatiche, è anche uno dei settori dal futuro più promettente. L'evoluzione demografica in Europa fa intravvedere una crescita ancora più grande del turismo. I pensionati viaggiano oggi di più, forme di turismo sociale emergono ovunque e le infrastrutture si adattano gradualmente ai bisogni delle persone con disabilità. Ciò rende il turismo un "diritto per tutti" in Europa ed apre dei nuovi segmenti di mercato. Questo dinamismo del turismo presenta molte sfide. L'Europa deve diventare più competitiva e creare più lavoro ma insieme promuovendo la sostenibilità (rispondendo quindi ai cambiamenti demografici, climatici, della globalizzazione e - più vicino a noi - dell’allargamento ad Est Europa). Potrà questo scenario coinvolgere il volontariato turistico?

Va detto che purtroppo l'Unione Europea non ha una diretta competenza nel turismo e che per molto tempo il volontariato turistico, o turismo non profit, è rimasta una parola sconosciuta al vocabolario di Bruxelles. Eppure non ci sono dubbi che una miglior partnership a livello europeo tra le autorità pubbliche, il settore privato e quello non profit offrirebbe chiari vantaggi al turismo europeo. È in questa direzione che vanno le iniziative che le pro loco trentine e l'Unpli nazionale, dovranno cercare di mettere in campo sia a livello locale che nazionale, principalmente attraverso la riflessione su cosa è l’Europa condotta all'interno del movimento delle associazioni pro loco trentine. Nei prossimi mesi, l'Ue migliorerà la regolamentazione del settore turistico. Non solo verranno monitorate le nuove iniziative politiche comunitarie per assicurare che esse non intralcino la competitività del turismo; ma anche verranno riesaminate alcune norme, fiscali e amministrative, di grande importanza. In questo quadro, le Pro loco devono cogliere l’occasione di far sentire la propria voce. Perché il processo che si sta avviando a livello generale non può prescindere dal contributo di tutti gli attori interessati, che tra l'altro sentono poi tutti il peso fiscale ed amministrativo gravante sul turismo. Nel periodo dal 2000 al 2006 i Fondi Strutturali dovrebbero aver investito in progetti puramente turistici più di sette miliardi di euro. Se aggiungia-

I programmi europei di interesse turistico sono diversi. Essi sono promossi da diverse direzioni generali a Bruxelles e quindi svariano su diversi filoni di finanziamento offrendo differenti percentuali di sostegno da parte dell'Ue. Di seguito elenchiamo brevemente alcuni tra i principali programmi a cui le Pro loco possono ambire i partecipare o su cui possono avviare partnership con altri attori: INTERREG Il turismo èesplicitamente menzionato come settore target. EQUAL Concerne anche la formazione e l'occupazione nel settore del turismo. E-TEN Progetti oprevisti nel campo della cultura, del turismo dell'ambiente. SOCRATES Per scuole che offrono istruzione nel turismo.

mo a ciò gli investimenti per le infrastrutture e gli altri settori collegati al turismo, si può fin d’ora capire quale è stata nel sessennio che va finendo l'importanza della politica di coesione per questo settore. Lo sviluppo sostenibile del settore turistico inteso come conversione di aree rurali o creazione di nuove destinazioni turistiche in regioni che la maggior parte degli europei occidentali non hanno mai visitato prima, aprirà nuovi scenari. Se è vero, come sembra, che il turismo rientrerà entro le nuove strategiche linee guida per la crescita e l'occupazione e nella nuova normativa sul sostegno dello sviluppo rurale, per il periodo dal 2007 al 2013 (ci sono già proposte per una riformata politica di coesione ammontanti a 336,1 miliardi di euro) allora ci sarà grande spazio per le pro loco e l’Europa stessanon potrà permettersi di ignorare lo sviluppo di altre varie forme di turismo. In altre parole, se il quadro è destinato a cambiare, ciò non dovrà avvenire solo nel segno del turismo inteso come "industria" turistica. Va quindi realizzata una azione politica in sede europea che dia al volontariato turistico prodotto dalle Pro loco in Italia e da altri analoghi nel resto d'Europa, un suo spazio preciso e definito. L'Ue dovrà fare la sua parte, ma anche chi organizza volontariamente turismo per la valorizzazione dei territori dovrà lavorare in un'ottica capace di coniugare la dimensione locale con l'Europa delle genti e delle identità.

LEONARDO DA VINCI Il 3% circa di tutti i progetti ammessi ha avuto un impatto sul turismo. GIOVENTU' Il programma contribuisce ad acquisire attitudini e competenze che sono di grande importanza nel settore turistico. TEMPUS Interviene in settori tra cui il turismo, il patrimonio culturale o artistico e la tutela ambientale. CULTURA 2000 In collaborzione con lo sviluppo o la promozione del turismo e della cultura nella pianificazione a livello locale. Per ulteriori informazioni: Geie Europays - Eurocountries Via Don Rizzi, 7 38100 Trento tel 0461 980909, fax 0461 269574, info@europays.net


S ICUREZZA & P RO L OCO

Formazione per la sicurezza Le attività di formazione per la gestione della sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro.

L'attenzione alla sicurezza e alla salute sui luoghi di lavoro, è un aspetto che tutte le realtà lavorative devono considerare nell'organizzazione della proria attività; sia che si tratti di grosse imprese produttive sia nel caso di imprese operanti nel settore del terziario o dei servizi. In tale ambito anche le attività delle Pro Loco o dei loro Consorzi che abbiano almeno un dipedente rientrano nel campo di applicazione delle normative in materia di sicurezza. Uno dei passaggi fondamentali per poter organizzare efficacemente la sicurezza all'interno delle aziende, è quello legato alla formazione delle figure chiave previste dalla legge che sono chiamate a collaborare con il datore di lavoro nella gestione e nell'attuazione di adempimenti e procedure per le attività di prevenzione. Il Decreto Legislativo 626/94 prevede che il datore di lavoro nomini, formalmente, un Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) a cui affidare compiti specifici relativi all'individuazione delle fonti di rischio e delle relative misure tecniche, procedurali e organizzative per la riduzione e la prevenzione dei rischi. Vi sono tre possibiltà nella scelta del RSSP: 1) l'incarico viene affidato ad un dipendente o ad un socio della Pro Loco, in questo caso per il RSPP sono previsti capacità e requisiti professionali ben precisi: il possesso di un diploma almeno di scuola media superiore e la frequenza ad un corso di formazione con verifica degli apprendimenti, corso che deve essere specifico rispetto all'attività lavorativa svolta. Nel caso delle attività di servizi il corso in questione prevede una durata minima di 64 ore, inoltre per il mantenimento della qualifica è previsto un aggiornamento di 40 ore di formazione ogni 5 anni. 2) l'incarico di RSPP può essere svolto direttamente dal datore di lavoro, di norma il presidente nel caso delle Pro Loco, in questa ipotesi non sono chiesti particolari requisiti professionali, la formazione deve avere durata una durata minima di 16 ore, non è prevista la verifica finale degli apprendimenti e neanche l'aggiornamento quinquennale. 3) l'incarico infine potrebbe anche essere affidato ad una persona esterna, un professionista, che dovrà garantire il possesso degli stessi requisiti in termini di titolo di studio e formazione specifica previsti per i dipendenti o soci.

Nei primi due casi gli adempimenti formativi sono a carico della Pro Loco o del Consorzio. In tutti i casi non sono comunque delegabili, da parte del datore di lavoro, le responsabilità civili e penali in materia di sicureza sul lavoro. In ogni Pro Loco o Consorzio devono essere inoltre previsti lavoratori incaricati dell'attuazione dellle misure di pronto soccorso, salvataggio, prevenzione incendi, lotta antincendi e gestione dell'emergenza che dovranno essere adeguamente formati. Per quanto riguarda gli incaricati al pronto soccorso, il Decreto Ministeriale 388/03 ha provveduto ad una classificiazione delle aziende basata sul numero di dipendenti occupati, sui gruppi tariffari INAIL o all’appartenenza a specifici comparti produttivi. Da quasta classificazione dipendono adempimenti organizzativi e formativi differenti che, per le Pro Loco e Consorzi, prevedono la partecipazione ad un corso teorico-pratico di 12 ore per gli incaricati al pronto soccorso. La formazione dei lavoratori designati andrà ripetuta con cadenza triennale, almeno per quanto attiene alla capacità di intervento pratico, con un modulo formativo di 4 ore. Relativamente agli obblighi formativi previsti per le Pro Loco o Consorzi va infine richiamato il Decreto 10 marzo 1998 che in tema di sicurezza antincendio e gestione dell'emergenza prevede per gli incaricati a tale compiti la frequentazione a corsi specifici di 8 o 4 ore a seconda che l'azienda sia soggetta al C.P.I (certificato prevenzione incendi) oppure no. Un’altra figura di riferimento all’interno delle aziende prevista nel Decreto Legislativo 626/94 è quella del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) che ha funzione di sancire il ruolo “partecipativo” anche dei lavoratori in materia di gestione della sicurezza. La norma prevede che, nel caso di nomina o elezione da parte dei lavoratori del RLS, venga effettuata una formazione specifica della durata di 32 ore. La federazione Federazione delle Pro Loco e Consorzi intende attivarsi nei prossimi mesi per l’organizzazione delle attività formative in materia di salute e sicurezza che necessariamente devono essere frequantate dalle Pro Loco o Consorzi con dipendenti. Allo scopo saranno valutate proposte che soddisfino requisiti di qualità della formazione ed economicità. Seguiranno news e/o incontri per l’illustrazione dei dettagli. Donato Lombardi

17


D ALLE P RO L OCO

SCIARE

A

BOLBENO

a cura di Andrea Boldini

L

'impianto sciistico di Bolbeno (Trento) , una struttura posizionata ai margini dell'abitato in località "Coste". Il primo impianto risale agli anni '60, ma anche prima ,ai tempi della "grande guerra" si parla di manifestazioni invernali che sono rimaste nei ricordi degli sciatori più anziani.

18

pianto sciistico a condizioni particolarmente favorevoli. Lo sci di tutta la "busa" è comunque legato all'impianto di Bolbeno; come non ricordare le prime manifestazioni agonistiche, la crescita dello Sci Club Bolbeno, i famosi paralleli in notturna con la partecipazione di campioni del calibro di Thoeni e di Gross. Poi due tappe importanti, nel 1987 l'ammodernamento dell'impianto con un nuovo ski-lift più veloce e con maggiore portata e nel 1990 l'impianto di innevamento artificiale viene potenziato e migliorato fino ad arrivare, nel corso degli anni, agli attuali 13 cannoni sparaneve. Viene inoltre realizzata la "casa del gatto" intesa come garage del battipista, il parcheggio con i depositi e le due nuove cabine di trasformazione, il servizio di noleggio di tutte le attrezzature necessarie per la pratica dello sci , per le escursioni con ciaspole e un efficiente laboratorio di riparazioni e sciolinatura Parlando di sci non si poteva non pensare a giochi sulla neve e così nella stagione 2003/2004 è entrato in funzione "BOLBENOLANDIA", un campo "primi passi" per diventare provetti sciatori. Un'are appositamente attrezzata per i più piccoli; un parco giochi invernale recintato, con due nastri trasportatori che aiuteranno i bambini al loro primo approccio con gli sci e sapranno divertire i più esperti. Troverete la pista primi passi con pendenza molto dolce, simTutto lo sci della zona è rimasto patici pupazzi e figure in gomlegato a questo impianto : se ne maschiuma, la pista gommone sono serviti e se ne servono i pae- con le curve paraboliche e colosi circostanti e ad oggi ben 42 ratissimi gommoni per discese Comuni hanno confermato l'a- spericolate ma sicure. BOLBEdesione ad una convenzione NOLANDIA è nelle immediaintercomunale che permetterà ai te vicinanze del bar e comodaresidenti di usufruire dell'im- mente controllabile dalla terraz-

za esterna. Parliamo di pista da sci, di parco giochi sulla neve e quindi non possiamo non parlare di SCI CLUB BOLBENO. Le attività iniziano dalla preparazione fisica grazie ai corsi di presciistica tenuti da preparatori qualificati. L'attività continua con l'organizzazione di corsi di sci di vario livello; corsi per ragazzi delle elementari e per gli agonisti cuccioli e baby sotto la guida dell'affermata Chiara Scalfi e nella preparazione delle squadre agonistiche. La stagione che va ad iniziare ha una novità: la neosquadra ragazzi e allievi sotto la guida dell'allenatore Marco Marchetti mentre viene confermata la squadra baby e cuccioli allenata da Antonio Beccari.Gli altri appuntamenti che lo SCI CLUB BOLBENO propone sono l'ormai famosa fiaccolata del 30 dicembre, le gare inserite nei circuiti F.I.S.I. provinciali, la gara di fine corso, la gara sociale e tutte quelle attività che assieme al parco BOLBENOLANDIA contribuiscono ad animare questa piccola perla del Comprensorio. La pista da sci ha le seguenti caratteristiche tecniche : - innevamento artificiale con 14 cannoni; - quota di partenza 710 mt; - quota di arrivo 585 mt; - dislivello 123 mt; - lunghezza pista 500 mt su due percorsi; - portata oraria impianto di risalita 750 persone/ora; - pista omologata per gare di sci alpino e gigante. Per la stagione invernale 20052006 sono programmate le seguenti gare : - 6 gennaio 2006 - TROFEO MARCHETTI -


D ALLE P RO L OCO

gara per la categoria BabyCuccioli valevole per il circuito Famiglia Cooperativa - 8 gennaio 2006 - TROFEO ONORATI - gara di slalom per la categoria Ragazzi-Allievi valevole per il circuito Casse Rurali - 5 febbraio 2006 - TROFEO CADUTI DI ZUCLO E BOLBENO gara di slalom gigante prova del Campionato Provinciale - 12 febbraio 2006 - CORI IN PISTA - gara di slalom gigante organizzata dalla FEDERAZIONE CORI DEL TRENTINO Maggiori e più dettagliate informazioni riguardanti le attività e le manifestazioni che si svolgeranno nella stagione 2005/2006 le potete trovare sul sito dello SCI CLUB BOLBENO: www.sciclub-bolbeno.it 347 5206854 e sul sito della PRO LOCO BOLBENO: www.prolocobolbeno.it 338 1873297 348 7081472

19


D ALLE P RO L OCO

1970 - 2005 la PRO LOCO DI POMAROLO festeggia i 35 ANNI DI ATTIVITA'

L

o scorso ottobre, in occasione della manifestazione " Balconi Fioriti" la Pro Loco di Pomarolo ha festeggiato i 35 anni di attività. In questo lungo periodo la Pro Loco ha rappresentato per il paese di Pomarolo un punto di riferimento per le iniziative relative all'ambiente, al folklore ed alle tradizioni che vengono sistematicamente organizzate ed attuate.

Alpe di Cimana di Pomarolo La " Casera " (gestita dalla Pro Loco) ed il " Casom "

20

L'associazione fondata il 13 giugno 1970, raccoglie attualmente - La costruzione dei parchi giooltre 200 soci. chi di Pomarolo e della frazioNell'arco dei 35 anni di attività, ne di Chiusole molte sono le iniziative programLa messa a dimora di piante mate e portate a termine con ornamentali in vari punti del passione e dedizione per il paese, e l'acquisto e posa di miglioramento del territorio e panchine di sosta nei posti dell'ambiente, per lo sviluppo e panoramici, e nel centro storila diffusione della cultura e per il co, la pulizia dei sentieri conmantenimento delle tradizioni finanti col territorio del comulocali. ne di Pomarolo. - Il consolidamento e restauro della vecchia "casera " di Cimana, con il relativo arredamento interno ed esterno, il campo di pallavolo e di calcio, le infrastrutture relative alla rete idrica, elettrica, i servizi igienici, la tettoia per la cucina all'aperto, e tutte le opere di mantenimento dell'area adiacente alla "casera"come il falcio dei prati ed il taglio delle piante - Il restauro della chiesetta votiva dedicata alla Madonna de " La Salette" Tra i vari lavori effettuati, vanno L'allestimento dell'albero di ricordati in particolare: natale e degli addobbi natalizi per le vie del paese - La sistemazione del tetto delLo studio, l'esecuzione e la la chiesa di S. Antonio, la stampa delle cartoline turistirelativa pulizia delle navate e che dedicate alle località più delle colonne, ed in particolacaratteristiche del territorio re l'arco sopra il presbiterio. del comune di Pomarolo

Per quanto riguarda invece le manifestazioni che la Pro Loco effettua annualmente, e che sono divenute un appuntamento fisso, oltre che per la popolazione del paese, anche per le genti dei paesi vicini, le più espressive da menzionare sono:

LA FESTA DELL'ANZIANO: il giorno dell'Epifania è un'occasione preziosa per i meno giovani, per ritrovarsi e rievocare in piacevole compagnia i tempi andati. Dal 1991 la festa si svolge in collaborazione con il Movimento Anziani e Pensionati di Pomarolo.

IL CARNEVALE DEI BAMBINI: la penultima domenica di carnevale è una giornata molto attesa dai bambini del paese di Pomarolo (e non solo). Fin dalla fondazione la Pro Loco organizza, infatti, la tradizionale sfilata in maschera per le vie del paese, allietate dalla musica della Banda Felice e Gregorio Fontana di Pomarolo. Al termine della sfilata le maschere partecipanti ritirano un giocattolo a scelta oltre al sacchettino dei "grostoi"


D ALLE P RO L OCO

In quest'occasione è aperto il tesseramento annuale dei soci della Pro Loco.

LA FESTA DEI BALCONI FIORITI:

è effettuata nel mese d'ottobre, e propone mostre artistico-amatoGESTIONE "CASERA" riali di fotografia, di scultura, di SULL'ALPE DI CIMANA pittura, di ricamo, micologica, DI POMAROLO: ecc. L'esecuzione di una commedia brillante, un concerto dal primo maggio al 15 settem- della Banda Felice e Gregorio bre, le domeniche e le festività di Fontana di Pomarolo, l'omaggio ferragosto, i soci della Pro Loco a tutte le socie della Pro Loco trovano presso la "casera" un (di una piantina di ciclamino). piacevole punto di ristoro gestito In chiusura della mostra, è dal direttivo e dai soci più volen- offerta a tutti i presenti una terosi. La località offre, oltre ad degustazione di vin brulè e ti, è quello, oltre che di offrire a tutti dei momenti di svago e di un ambiente incontaminato, la castagne. divertimento, anche l'opportupossibilità di effettuare delle belnità di aggregare e creare socialissime passeggiate, delle partite CONCETO NATALIZIO di calcio e di pallavolo, senza EFFETTUATO NELLA CHIESA lità, in un periodo in cui la frenesia e il ritmo della vita dimenticare la possibilità di PARROCCHIALE, OFFERTO "moderna" rischiano di preclupoter passare le domeniche in DALLA PRO LOCO IN dere i rapporti tra le persone. compagnia, potendo socializzare OCCASIONE DELLE con tutti. FESTE DI NATALE: Di conseguenza, l'obiettivo delLA FESTA DELLA oltre a questo nutrito program- la Pro Loco di Pomarolo, oltre MONTAGNA: ma, l'associazione collabora con che mantenere ed incentivare le le altre associazioni del paese manifestazione sopraccitate, è che è effettuata nell'ultimo fine alle iniziative fatte in associativa quello di riuscire a coinvolgere settimana di luglio, sull'alpe di tra il quale ricordiamo il le giovani generazioni a parteciCimana di Pomarolo. Le due COMUN CAMUNALE pare attivamente al lavoro delgiornate prevedono un torneo di LAGARINO, il PALCO l'associazione, il tutto per poter pallavolo, di calcio, giochi per i D'ESTATE e L'AUTUN- contare su nuove idee e forze fresche, che riescano a trasmetpiù giovani, incontri e canti, il NO POMAROLESE. tere l'importanza di vivere i tutto supportato da una buona e gustosa tradizionale cucina tren- Le varie iniziative e manifesta- valori della solidarietà, dell'altina particolarmente apprezzata zioni, fanno capire quale sia il truismo e del CREARE ad oltre 1200 metri d'altitudine. ruolo della Pro Loco all'interno della comunità. L'intento, infat-

Mostra Balconi fioriti: concerto della Banda Felice e Gregorio Fontana in occasione del 35° anno di fondazione della Pro Loco di Pomarolo

Festa della Montagna in Cimana di Pomarolo - Torneo di pallavolo 4 x 4 misto

Carnevale dei bambini : preparativi per la sfilata delle mascherine

21


D ALLE P RO L OCO

PRO LOCO DI MEANO

Alla scoperta delle canope del Calisio

I

Ed è proprio la presenza sul territorio di Meano degli imponenti resti di antiche coltivazioni minerarie di epoca medioevale, dalle quali veniva estratto l’argento che alimentava la zecca del Principe Vescovo, che ha spinto la Pro Loco ad organizzre un esplorazione guidata alla scoperta delle antiche miniere ormai abbandonate. Un gruppo di ragazzi e genirori ha potuto, in piena sicurezza con elmetti e dispositivi di illuminazione e con l’assistensa di un esperto speleologo, accedere ad uno degli imbocchi ancora aperti e vivere l’esperienza degli antichi minatori. La rete complessa delle miniere è composta da cunicoli verticali del diametro di circa 2 metri e profondi fino a 30 metri, che vengono chiamati “cadini”. Le strette gallerie scavate orizzontalmente che seguivano il filone di vena argentifera vengono chiamate “canope”. In alcune miniere venivano scavate direttamente le canope orizzontali quando gli strati con l’argento affioravano in corrispondenza di una parete rocciosa. I minatori dovevano seguire l'andamento delle vene di minerale, e per questa ragione le gallerie non hanno un preciso disegno, ma sono molto irregolari e nel contempo assai affascinanti.

Nelle foto: alcuni momenti dell’eplorazione delle “Canope”

l sobborgo di Meano dove opera la Pro Loco si trova nelle vicinanze del monte Calisio, zona che si presta a piacevoli passeggiate durante le quali è possibile riscoprire numerosi siti che appartengono alla storia della comunità.

L’esperienza svolta quest’anno sarà ripetuta anche negli anni futuri allo scopo di far conoscere e valorizzare il terrirorio che circonda il sobborgo di Meano.

Natale 2005 - Il Corteo dei Magi Come ogni anno, la Pro Loco di Meano “Sulle Tracce dei Magi” vuole riprendere, nella rappresentazione storica del tragitto dei Magi, il percorso che i tre Re intrapresero per onorare il Dio Bambino.

22

Quest’anno il corteo sfilerà per le via del sobborgo di Meano nelle serate del 16, 17, 20 e 21 dicembre. Il 23, antivigilia del S. Natale, i Magi faranno tappa nel sobborgo di Gardolo di Mezzo. Mercatino del Vischio” si Il tradizionale “M terrà la mattina di domenica 18 di fronte alla chiesa di Meano, mentre, sempre in chiesa alle ore 20:00 del gionro 29, è previsto un concerto con canti natalizi in compagnia della Polifonica di Lavis e degli zampognari.

Donato Lombardi


Euromedia - Trento


D ALLE P RO L OCO

C R O N AC H E DA L L E P R O L O C O

a cura di Roberto Franceschini

S.Massenza

Funghi, arte, grappe e missioni

P

er iniziativa della Pro Loco di S.Massenza e del suo ideatore Romano Lunelli, da dieci anni è organizzata una mostra di funghi (quest'anno con ben 140 specie).

po principale far conoscere i miceti, con un'attenzione particolare verso quelli non commestibili o letali. nella foto: il curatore della mostra micologica Romano Lunelli con alcuni visitatori

La Mostra èabbinata ad un mercatino missionario a favore delle parrocchie ugandesi di Moroto e Kangole, ad un'esposizione di quadri dell'artista Luigi Gardumi, ed alla degustazione le famose grappe e vini prodotti in quest'area vitivinicola. In quest'annata particolarmente abbondante di funghi, gli appassionati hanno potuto tra l'altro ammirare l'Amanita Citrina var. Alba e la Suillus Bresadolae, difficili da trovare nei boschi della Valle dei Laghi e sui versanti occidentali del monte Bondone. Si tratta quindi di una mostra che ha lo sco-

Margone

Caldarroste & Briscola

L

a stagione delle castagne che dura da metà settembre fino a novembre è un'ottima occasione per trascorrere assieme una giornata in compagnia ed in allegria.

Le castagne del resto sono un frutto che riesce ad unire le persone, vicino alle braci di un fuoco queste già fredde giornate tardo autunnali. Ancor più se sorseggiando una tazza di vino caldo aromatizzato, o nel corso di un appassionato torneo di briscola dedicato a quest'alimento un tempo erroneamente considerato il piatto dei poveri. Sarà allora per questa magica atmosfera che riesce a creare, che in centinaia hanno partecipato alla castagnata promossa dalla Pro Loco di Margone e per l'assegnazione del 1° trofeo "le caldarroste". Gara di briscola con le tipiche carte alla trentina vinto dalla coppia Emilio Frattini e Roberto Decarli. Una festa che ha avuto il merito non solo di far gustare questo frutto tipico delle regioni montane, ma soprattutto quello di unire e far ritrovare parenti ed amici, in maniera semplice e naturale. Prossimo appuntamento per il veglione di fine anno, tradizionale ritrovo per gli abitanti della frazione ed i suoi numerosi ospiti.

Nella foto: distribuzione delle castagne ed i vincitori del torneo di briscola "le caldarroste"

25


D ALLE P RO L OCO

Pro Loco Carisolo GITA SOCIALE A BRISIGHELLA

di Flavio Periotto

E

' andata benissimo, oltre le più rosee aspettative. Un week-end umido non ha certo raffreddato i nostri animi quando, sabato 5 novembre u.s. ci siamo dati appuntamento per la partenza della prima gita sociale della Pro Loco di Carisolo. Questa due giorni, destinazione "Terre di Faenza" ha visto la partecipazione di 38 entusiasti compagni di avventura che tra degustazioni, visite a musei e allegre banchettate hanno potuto visitare una parte, decisamente bella, della Romagna. Nel primo giorno, seguiti da una gentile ragazza, abbiamo visitato l'oleificio dove si produce l'olio Brisighello DOP apprezzandone il sapore grazie ad una gradita degustazione. La visita si è conclusa con un saluto accompagnato da un buon bicchiere di vino… di Brisighella. Nel pomeriggio abbiamo lasciato temporaneamente Brisighella e, dopo l'immancabile sosta culinaria, ci siamo dedicati alla visita del MIC - Museo Internazionale della Ceramica di Faenza dove, accompagnati dalla guida Emanuele ci siamo potuti addentrare nelle origini antichissime di questa arte, la "faenza" appunto. Questa città infatti, da tempo immemorabile, è uno dei luoghi privilegiati del "far" ceramica tanto che, nel mondo, Faenza è sinonimo di ceramica. Il secondo giorno siamo tornati a Brisighella, destinazione principale del nostro viaggio. Questo allegro e antichissimo borgo medievale si adagia ai piedi di tre artistici e caratteristici pinnacoli rocciosi, su cui poggiano una rocca, la Torre detta dell'Orologio e il Santuario del Monticino. Il paese si snoda in un dedalo di antiche viuzze acciottolate, su cui predomina una eccezionale via sopraelevata e coperta, la via degli Asini. Tutto lo scenario invita ad immergersi in un mondo lontano... ormai quasi completamente scomparso. Grazie alla cornice naturale del paese siamo entrati nel clima della "Sagra del porcello", la nostra princi-

26

pale meta. Questa è la prima di una serie di quattro sagre organizzare consecutivamente nei fine settimana di novembre. Accompagnati da Vittorio Tronconi, presidente della locale Pro Loco, nonché da Silvia, la gentile guida, abbiamo apprezzato prima di tutto il borgo e successivamente la sagra, addentrandoci anche sugli aspetti organizzativi di tale evento. A tavola abbiamo conosciuto quindi Vittorio Misseroni, presidente della società che organizza, ogni estate le sagre medievali in programma a Brisighella. E' stato un incontro cultural-gastronomico cordiale dove si è potuto scambiare le vicendevoli esperienze relative alle loro feste nonché alla nostra "Barzovaglia". Il pomeriggio di libertà ci ha fatti gironzolare tra vicoli, scalinate, piazze dove si potevano assaggiare prodotti tipici ispirati al tema della sagra. Il successo della prima gita sociale ha dimostrato che la via intrapresa dall'associazione è quella giusta: non solo puntare sulle manifestazioni in ambito estivo, quindi a favore dei turisti, ma anche rivolgersi ai propri compaesani. Infatti grazie alla stesura del Bilancio di Responsabilità Sociale la Pro Loco di Carisolo ha potuto analizzarsi e ha fatto emergere come uno degli obiettivi da raggiungere sia quello di offrire occasioni di incontro per la comunità, slegate dalle attività turistiche. Una delle prime azioni svolte in questo senso, è stato appunto quella di promuovere la gita sociale. In conclusione mi associo al nostro presidente Giampietro Morandi che durante la gita ha voluto particolarmente ringraziare i partecipanti per la fiducia accordataci. Un plauso va inoltre indirizzato ai dipendenti della Pro Loco, Modesto e Michela che, oltre ad avere magistralmente organizzato, hanno anche deciso di allietarci con la loro presenza. Visto il riscontro, l'appuntamento è certamente fissato per all'anno prossimo; stiamo già lavorando per … noi.


L E LEGGENDE

DI

MA URO N ERI

SAN ROMEDIO L'ORSO E L'EREMITA

N

ato da nobile famiglia in una borgata del Tirolo, Romedio ben presto abbandonò i lussi e i vizi di una vita sprecata. Accompagnato dai due fedeli discepoli Abramo e Davide, il giovane visitò dapprima tutti i santuari e i romitaggi d'Europa, poi scese a Roma per render omaggio al Santo Pontefice e infine, lungo la strada che lo riportava in patria, decise di fermarsi a vivere e a pregare nella vallecola che si apre a oriente di Sanzeno, in Val di Non. Qui, assieme ai discepoli, costruì un piccoli eremo, che divenne punto di partenza per i frequenti viaggi di predicazione e di evangelizzazione in valle e meta di pellegrinaggi di fedeli che sempre più numerosi accorrevano per una buona parola, una benedizione, una confessione. Un giorno Romedio, ormai vecchio e sentendosi vicino a morire, decise che era giunto il momento di scendere a Trento per salutare un'ultima volta il fraterno amico Vigilio.¹ - Andate a preparare il nostro cavallo - disse Rimedio ad Abramo e a Davide. - Sento in cuore che il mio Vescovo vuol vedermi e anch'io voglio inginocchiarmi ai suoi piedi e chieder perdono per i miei peccati! "Chissà che peccati avrà da confessare, il nostro buon Romedio" si dissero i due discepoli, che però obbedirono e si recarono nel vicino boschetto, ove tenevano il loro ronzino al chiuso di un recinto. Enormi furono la sor-

La notizia che l'eremita viaggiava a cavallo di un orso fece rapidamente il giro della valle e in ogni villaggio attraversato dal Santo ci furono grandi feste e acclamazioni. Anche Vigilio venne a sapere del miracolo e corse incontro all'amico abbracciandolo in un tripudio di folla. Romedio si fermò a Trento tre giorni e al momento dell'addio, che fu lungo e commovente, lasciò in pegno all'amico una richiesta. - Quando morirò, la campanella della tua chiesa, qui a Trento, suonerà a festa. Vieni all'eremo, presa e il raccapriccio, quando allora, ricomponi i miei resti e dà trovarono sì, il cavallo, ma fatto a loro sepoltura. È l'ultima cosa pezzi da un grosso orso, che cur- che ti chiedo, buon Vigilio! vo sui resti della povera bestia E così avvenne: un po' di tempo stava terminando il suo banchet- dopo la campana della chiesa di Trento improvvisamente cominto. - Romedio! Romedio! - urlaro- ciò a suonare da sola: il Vescovo no i due tornando al romitaggio. si precipitò in Val di Non, rag- Un orso…un orso feroce ha giunse il romitaggio e vi trovò sbranato il cavallo…e adesso Romedio in fin di vita. Lo seppellì con gli onori dovuti a un come facciamo? - Non preoccupatevi - li tran- Santo e su quella povera tomba quillizzò il vecchio eremita. - sorse il santuario più celebre del Tornate nel bosco, prendete i Trentino. finimenti del ronzino e infilateli al collo dell'orso. Poi, conducete- da Leggende Trentine” di Mauro Neri - Ed. “Trentino” lo da me! Erano ormai abituati, i due, alle stranezze di quel sant'uomo, e di lui si fidavano ciecamente, perciò raccolsero tutto il coraggio che ancora possedevano a andarono a bardare l'orso. La belva li accolse senza reagire: si lasciò prendere, accettò di buon grado la sella e seguì i discepoli all'eremo. Lì Romedio, dopo averlo accarezzato e affettuosamente rimproverato… - Ti siano perdonati tutti i peccati, buona bestia, anche quello di aver ucciso per fame il mio cavallo!... - gli montò in groppa e partì alla volta di Trento.

27


Casse Rurali f.to A4


CENTOPAESI 2005-4  

rivista delle pro loco e dei consorzi trentini

Advertisement
Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you