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Spediazione in abb.postale-45%art.2 comma 2/b Legge 662/96 - Filiale di Trento edito dalla Federazione Trentina Pro Loco e Consorzi - Comitato UNPLI Trentino

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La rivista delle Pro Loco e dei Consorzi Pro Loco del Trentino anno XV n째4 - dicembre 2010

La poesia del Natale...


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...tanti auguri a tutti!

Il Presidente della Federazione Trentina delle Pro Loco e loro Consorzi Armando Pederzolli

CENTOPAESI DIRETTORE RESPONSABILE

Armando Pederzolli REDAZIONE

Leone Cirolini Rina Chemelli Deborah Garbari Ivo Povinelli DIREZIONE

Via Garibaldi 3 Trento tel 0461 239006 info@unplitrentino.it Autorizzazione del tribunale di Trento n. 926 del 26.09.96 IMPAGINAZIONE GRAFICA

Rina Chemelli Deborah Garbari STAMPA

Tipografia Esperia Lavis - Trento

INDICE

Pag. 30-00 Le Pro Loco e i loro Consorzi Pag. 30-00 alla conferenza del turismo Pag. 4-000 Aiutiamo il Veneto! Pag. 50-00 Noi trentini al Convegno di Trapani Pag. 60.00 PubblicitĂ Pag. 70.00 Cronache di viaggio Pag. 90-00 Non puoi amarmi se non mi conosci Pag. 10-00 Franco Calcari, 30 anni di attivitĂ  Pag. 10-00 nel Consorzio Pro Loco Valle di Ledro Pag. 12-00 Intevista a Carla Weber Pag. 14-00 Chiesa costruita in Abruzzo Pag. 15-00 Tutti gli eventi delle Pro Loco Pag. 0-000 sul sito della Federazione Pag. 16-00 Disegna la tua Pro Loco II edizione Pag. 17-00 Tutto sulla "Festa del grano" Pag. 23-00 Premio Paese mio Pag. 24-00 Con i "Volti del tempo" Pag. 25-00 Pieve di Bono Pag. 25-00 II edizione del concorso "Carisolo e i suoi presepi" Pag. 26-00 In pista con la Pro Loco gs Mavignola


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EDITORIALE

LE PRO LOCO E I LORO CONSORZI ALLA CONFERENZA DEL TURISMO

Un lavoro impegnativo, ma questa volta c’eravamo anche noi!

di Armando Pederzolli, Presidente della Federazione Trentina delle Pro Loco e loro Consorzi

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o scorso 18 novembre si è tenuta a Riva del Garda la conferenza del turismo, un appuntamento che ha riunito e riunirà, ogni due anni, tutte le categorie del turismo trentino. Si è discusso molto nei tavoli preparatori ai quali abbiamo partecipato come Federazione e come Consorzi, quello sul prodotto e quello sulla governance, del futuro del turismo trentino. Era importante esserci, perché si è trattato di un momento in cui ognuno dei partecipanti ha dovuto metterci la faccia, dire quello che pensava prendendosene la responsabilità, perché eravamo lì in quel momento, e non era corretto sparare delle frasi come si fa sui giornali, spesso decontestualizzate e senza un valore di dialogo e confronto, perché in quel momento gli altri ti chiedevano sempre spiegazioni. Ritengo quindi che sia stata una buona esperienza di scambio di idee e di partecipazione alla costruzione di nuove prospetti-

ve per il turismo; indipendentemente dal risultato, forse il confronto era già un buon risultato, il lavoro ha prodotto qualche indicazione sensata. Ci siamo accorti anche di quanto siano numerosi i soggetti del turismo trentino, e di quanti siano quelli coinvolti nell’economia e quindi le discussioni sono state lunghe e complesse ma eravamo contenti di esserci a pieno titolo, come Pro Loco e come Consorzi, ricordando che questi ultimi svolgono funzione di marketing territoriale come le Aziende per il turismo. In generale possiamo dire che rispetto al lavoro dei tavoli la conclusione sembra essere quella relativa alla qualità, ripresa con enfasi dall’Assessore Mellarini. Siamo arrivati al punto in cui aggiungere e pensare ad aumentare i quantitativi come atteggiamento generale verso l’economia turistica non paga più, per continuare a vivere di questa risorsa diventa

necessario investire sulla qualità, sul modo di fare le cose, sul come proporle, sulla necessità di soddisfare le esigenze di un turista moderno sempre più attento ai dettagli, al territorio e alla professionalità e non più solo al posto letto. Ed ecco che rivedo ancora il senso di aver pensato al Progetto Qualità perché credo sia il modo dell’universo Pro Loco di partecipare alla riforma del turismo. In ottobre si sono chiuse le due edizioni del percorso formativo previsto dal progetto in Val Rendena e in Val di Non e stiamo promuovendo la realizzazione su altri territori. Le restituzioni sul percorso sono state molto positive, nonostante l’eterogeneità dei gruppi e delle esigenze di ogni singola Pro Loco, e dobbiamo ringraziare Accademia d’impresa per la collaborazione e le risorse investite nell’iniziativa. Abbiamo inoltre chiesto ad Accademia d’impresa di aiutarci a fare un ana-

Nella foto: Armando Pederzolli con la moglie Carla Dallapè a Castellammare del Golfo (Trapani), in occasione del Convegno Nazionale UNPLI Foto della Federazione Trentina delle Pro Loco e loro Consorzi


4 lisi delle caratteristiche che rendono le Pro Loco di qualità, perchè l’Assessore Mellarini non continuerà a premiare solo la partecipazione, verrà il momento in cui vorrà sapere chi è che ha messo a frutto quanto acquisito durante la formazione. Partecipiamo alla riforma del turismo anche con i Consorzi Pro Loco, territori che non sono stati dichiarati ‘ambiti turistici’ bensì ‘territori minori’, anche se oggi i territori minori dal punto di vista turistico non esistono più. La qualità riguarda anche loro perché proprio il cambiamento della domanda turistica impone professionalità a chiunque e loro hanno saputo esprimerla nelle proprie attività mettendo insieme uno dei migliori progetti di prodotto del 2010, quello che si chiama ‘A fior d’acqua’, presentato al convegno UNPLI di Trapani come buona prassi di prodotto turistico e che ritroverete nelle prossime pagine. Nel pomeriggio dello stesso giorno della Conferenza del Turismo si è tenuta la tavola rotonda degli attori del turismo con lo scopo di ipotizza-

re le future parole chiave del turismo. Abbiamo portato alcune parole tra le quali il termine ‘immateriale’ inteso come la necessità di guardare ad elementi, di cultura, di tradizioni, di emozioni che si possono usufruire e godere in una vacanza. Ci sembrava un buon termine perché riassume lo spirito con cui noi lavoriamo. Non possiamo certo vantare risorse materiali ingenti ma dall’altro lato non c’è nessuno più ricco di noi in termini di risorse, persone e relazioni. Abbiamo portato anche la parola ‘limite’, per sottolineare che è necessario salvaguardare le risorse della nostra econonomia turistica, ad esempio l’ambiente, se volgiamo continuare a beneficiarne. Nel complesso questo è il nostro spirito, l’elemento importante sono le persone che portano gratuitamente quello che possono. E anche chi lavora nel nostro mondo, i nostri pochi dipendenti, che spesso provengono dalle Pro Loco, danno molto di più di quello che prevede il loro contratto, aggiungendo alla propria professionalità la passione

per il proprio impegno e per il luogo dove vivono. Credo che non siamo così impreparati a svolgere la funzione di marketing territoriale, che vuol dire mobilitare le risorse di un territorio per creare un prodotto. A lungo andare penso anzi che le modalità operative del volontariato possano essere capitalizzate in nuove professionalità del turismo, la sensibilità che si acquisisce nel lavoro con i volontari sta diventando oggi un requisito determinante per chi deve lavorare con le relazioni, e questo va oltre il fatto che si lavori con gli operatori piuttosto che con le amministrazioni, è la capacità di tenere e gestire relazioni per orientarle ad un risultato. Questa riforma è insomma per noi un’occasione per vedere che potenzialità ha il mondo Pro Loco per il futuro e come possiamo fare per impiegarle: giocare solo in difesa vuol dire finire le scorte in cantina mentre qualcun altro si accaparra nuove possibilità. Viva le Pro Loco!

AIUTIAMO IL VENETO! raccolta fondi per gli alluvionati La recente alluvione del Veneto ha coinvolto 121 comuni distruggendo e allagando case, campi e attività di 500.000 persone. UNPLI Veneto ha deciso di sostenere le comunità colpite dal cataclisma, aprendo una sottoscrizione di raccolta fondi destinati agli alluvionati del Veneto. Le sottoscrizioni possono essere effettuate sul conto corrente intestato a: UNPLI PRO LOCO VENETE causale: RACCOLTA FONDI PRO-ALLUVIONATI VENETO IBAN: IT 79 I 08429 62420 0000AC500005

In basso: il logo dell'UNPLI Veneto e un'immagine dell'alluvione


CONVEGNO NAZIONALE UNPLI

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NOI TRENTINI AL CONVEGNO DI TRAPANI

il turismo può integrare professionisti e volontari?

di Ivo Povinelli, Direttore della Federazione Trentina delle Pro Loco e loro Consorzi

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he cosa è successo al convegno di Trapani al quale abbiamo partecipato l’ultimo fine settimana di novembre? È successo qualche cosa di interessante perché dei veri e propri tecnici del turismo ci hanno detto che possiamo avere, come pro loco, un ruolo in questo comparto economico. Lo sapevamo già di poter avere un ruolo nel turismo ma ci sono un paio di dati a dimostrare questa opportunità, ed è stato Stefano Landi, Presidente di SL&A, che in un intervento ‘chirurgico’ ha fatto chiarezza sul punto. La questione è che oggi la vacanzona-riposo ha perso la pole position ed è stata soppiantata da numerose microvacanze, quelle per intenderci che prevedono al massimo 3 notti fuori casa. Sul mercato europeo, perché ormai questo è il bacino da considerare in tempi di globalizzazione e di voli aerei low cost, ci sono persone che fanno fino a 7 microvacanze all’anno. Da non sottovalutare il fatto che molti preferiscono poi le distanze brevi, vicino a casa, a scoprire quello che sta poco oltre il confine della tua regione. Questo ha fatto sì che tutto il territorio sia diventato ormai di interesse turistico, anche i piccoli angoli sconosciuti dei quali le Pro Loco hanno sempre

presidiato e favorito la fruibilità turistica. Oltre alle distanze e ai tempi di permanenza, ci ha pensato Giancarlo Dallara, esperto storico di turismo, a sottolineare con la sua inesauribile verve che i turisti oggi vogliono delle esperienze ‘vere’, vogliono che qualcuno gli racconti una storia. Vogliono andare in un posto a curiosare nelle vite degli altri per un po’ di tempo, a vedere cosa succede durante questa o quella sagra, vogliono avere la sensazione di vivere una storia vera. Anche qui ci viene da dire che le Pro Loco le cose le fanno davvero, non li paga nessuno e quindi ci mettono l’anima, e il turista questo lo sente: questo è il valore aggiunto. Anche il Presidente dell’UNPLI Claudio Nardocci ha ricordato come ciò che sembrava un atteggiamento dovuto alla pessima congiuntura economica è invece diventato un’abitudine del turista, all’interno di quella trasformazione inevitabile che vanno subendo tutti i prodotti, anche quello turistico. Questo tipo di offerta turistica che vede le Pro Loco in prima linea, ha portato alla ribalta nuovi protagonisti, come ad esempio, i bed&breakfast, gli agriturismi o i produttori di tipicità. Allo stesso tempo si sono aperte

Nelle immagini in alto: il logo e un momento del convegno Foto dell' UNPLI


6 nuove frontiere nel settore commerciale a cui si aggiunge il proliferare di mercatini di fine settimana. Per quanto riguarda Trapani e le Pro Loco della Sicilia c’è da investire molto su questo tipo di turismo. Nel caso Trentino siamo un po’ più avanti del resto d’Italia, nel senso che si è compreso il valore del turismo dei territori non ancora eccessivamente sfruttati sotto questo punto di vista. Proprio per questo motivo è stato presentato come buona prassi il progetto ‘A Fior d’Acqua’ costruito da SL&A insieme ai Consorzi Pro Loco per conto di Accademia d’impresa. Le reazioni al progetto sono state positive per la sua riuscita ma c’era anche una certa distanza per il fatto che le persone che ci hanno lavorato sono dei professionisti che fanno parte degli organici di Consorzi Pro Loco, dove il volontariato sta alla base delle decisioni ma non propriamente nell’operatività. Forse rispetto a tutte le Pro Loco del resto d’Italia, a

noi trentini viene un po’ da chiederci quando si decideranno nel resto d'Italia a dotarsi di strutture più stabili che possano sostenere il volontariato nei suoi momenti di discontinuità. È vero che da noi ci sono più risorse ma forse bisogna anche far capire alle amministrazioni che investire sulle Pro Loco può avere dei ritorni molto alti. Ho avvertito una certa resistenza dell’amministrazione Provinciale di Trapani seduta al tavolo del convegno, nel pensare le Pro Loco come enti capaci di gestire il turismo: questo significa anche che l’immagine del volontariato non riflette le capacità che ormai circolano tra i volontari, sempre più giovani e sempre più preparati. Dotare di qualche risorsa organizzativa le Pro Loco potrebbe voler dire investire senza creare grandi macchine slegate dal territorio, al quale invece le Pro Loco sono molto legate. A buon intenditor...!

La società di servizi tecnici del Sistema Artigianato e Piccole Imprese della Provincia di Trento

STAND ESPOSITIVI

PER MANIFESTAZIONI O FIERE

Disponibilità di max n. 20 stand - Le dimensioni di ogni stand sono le seguenti: Base 4,5 x 4,5 m - Copertura 5,6 x 5 m - Altezza massima 3,3 m Superficie utilizzabile pari a c.a 22 m2 cad.

Gli stand, con struttura metallica e basamento in legno ignifugo, sono caratterizzati da una linea moderna e funzionale per una migliore presentazione dei prodotti in esposizione. Tecnologicamente avanzati, sono stati progettati e sottoposti alle necessarie prove per la verifica della loro stabilità, in particolare per la sollecitazione al carico e la resistenza al vento, caratteristiche ideali il loro utilizzo in luoghi all'aperto. Gli stand sono dotati di copertura e protezioni laterali realizzate con un telo plastificato, come mostrato nella foto che visualizza una presentazione esemplificativa. Ideali per allestimenti di tipo permanente, sono disponibili anche singolarmente. Per informazioni: tel. 0461 829811 fax. 427826 email. sapi@artigiani.tn.it cell. 340 5771884


CONVEGNO NAZIONALE UNPLI

CRONACHE DI VIAGGIO

da Trento a Trapani alla scoperta della Sicilia di Rina Chemelli, travel manager della Federazione Trentina delle Pro loco e loro Consorzi

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n concomitanza al Convegno Nazionale UNPLI, svoltosi a Trapani il 26, 27, 28 novembre 2010, la Federazione Trentina delle Pro Loco e loro Consorzi ha colto l’occasione per organizzare un fine settimana per quanti volessero scoprire le bellezze della Sicilia occidentale. Così all’alba di venerdì mattina, un gruppo di 27 persone, unito e affiatato, è partito da Trento per lo sbarco in Sicilia. Grazie all’aiuto di due vulcaniche signore, Maria Scavuzzo, Presidente della Pro Loco di Vita e Bice Marino, Presidente della Pro Loco di Marsala, abbiamo apprezzato il fascino di quest’isola e ammirato l’amore che trasmettono gli isolani quando raccontano la loro terra. A rendere più briosa ed economica la gita ha contribuito il gruppo del Veneto, che ha organizzato e condiviso con noi in allegria queste giornate. Quando si arriva in un posto nuovo, ricco di storia e tradizioni, si vorrebbero fare e vedere tante cose, ma purtroppo il tempo a nostra disposizione era poco e precedentemente abbiamo dovuto fare una scelta di itinerari.

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Venerdì pomeriggio è trascorso passeggiando tra palazzi e chiese del centro storico di Trapani, accompagnati dalla guida locale che ci ha raccontato la storia della città. La piacevole camminata nel “Salotto di Trapani” si è conclusa in un ristorante del centro con cena tipica siciliana. Sabato di buon mattino siamo partiti per l’escursione all’isola di Mothia, che abbiamo raggiunto in barca dalle vicine saline. L’isola è un luogo unico sia perché è stata un’importantissima colonia per i commerci fenici conservati nel piccolo Museo archeologico che per il meraviglioso contesto ambientale. Dopo la vista di tanti…tanti…tanti…sassi, i nostri occhi, ma soprattutto la nostra pancia, si sono spalancati davanti ad un buffet ricco di pietanze locali. Nel pomeriggio, con un clima delizioso e la fame appagata, siamo partiti per la visita guidata a Marsala, città dello sbarco dei Mille. La cittadina conserva un elegante centro storico che culmina nella Piazza della Repubblica dove si affacciano il Duomo e il Palazzo Pretorio. Dopo la cena ci siamo trasferiti all’Hotel Baia dei Mulini (dove soggiornavano i vertici dell’UNPLI), per una serata di gala all’insegna di balli tipici come la “contrananza”, eseguiti da un gruppo folkloristico che ha coinvolto gli spettatori. È già arrivata domenica mattina e dopo una ricca colazione siamo partiti per visitare Erice, una piccola cittadina caratterizzata da stretti e sinuosi vicoli, che conserva intatto il fascino di un antico borgo medievale animato da botteghe di artigianato tipico. Purtroppo per qualcuno la nostra visita al Tempio di Venere è terminata troppo in fretta… sui lastroni calcarei che insidiano la piccola ‘piana dell’amore’, Dolly è scivolata rompendosi un piede e finendo la sua corsa, assieme al marito Pietro, all’ospedale di Erice. Dopo tanta agitazione e preoccupazione da parte di

tutti, la giornata per quelli ‘in gambe’ è proseguita per le vie del paese alla ricerca di souvenir e pasticcerie per procacciare i tradizionali dolci a base di mandorle e frutta candita. Al termine del pranzo il nostro viaggio è proseguito verso Castellammare del Golfo, ultima tappa del nostro soggiorno, prima del freddo rientro a casa. Se vi state chiedendo che fine ha fatto la nostra Dolly, vi possiamo dire che non ha prolungato la sua vacanza in Sicilia e che, anche grazie all’aiuto di Marco e Rosalba, siamo riusciti a mantenere immutato il numero dei partecipanti fino al termine del viaggio. Grazie a tutti e alla prossima.

Nelle foto a pag. 9: in alto immagine delle saline di Mersala In basso: gruppetto di partecipanti alla gita della Pro Loco di Rumo In questa pagina in alto: gruppo del Veneto e del Trentino A lato: Dolly infortunata col marito Foto della Federazione Trentina delle Pro Loco e loro Consorzi


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CONVEGNO NAZIONALE UNPLI

NON PUOI AMARMI SE NON MI CONOSCI

presentato al Convegno di Trapani il progetto realizzato dai Consorzi Pro Loco del Trentino

di Michela Valentini, Amministratore di SL&A turismo e territorio società di consulenza, e di ”Talenti Italiani”, vetrina on line dei viaggi d’esperienza in Italia

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a tradizione e l’identità anche se uniche e potenzialmente indimenticabili, rimangono fini a se stesse se non vengono comunicate, fatte capire e vendute con modalità al passo con i tempi. La maggior parte delle Pro Loco “custodisce” l’Italia delle Terre di Mezzo ovvero quei luoghi che una volta erano definiti “minori”, e che, sempre una volta, non avevano un letto dove far dormire i turisti. Ora l’80% dei comuni italiani possiede strutture per l’ospitalità (vent’anni fa non raggiungevano il 50%). Ora i turisti sono passati da una vacanza sola a più viaggi durante l’anno: più brevi, più vicini, pronti a rivalutare e riscoprire i territori limitrofi. Questa congiuntura è eccezionale per le Pro loco, e questa è stata l’opportunità che il progetto “A Fior d’Acqua” creato in Trentino dai 5 Consorzi (Giudicarie Centrali, valle del Chiese, Valle di Ledro, Vigolana, Valle dei Mocheni) e dalla Trentino SpA, ha voluto cogliere con tutte le sue forze. E le sue forze sono davvero molte. Intanto si sono messi insieme 5 Consorzi di Proloco che già di per sé è un risultato. Poi, con l’assistenza di SL&A e Accademia d’Impresa, hanno cercato quel qualcosa che potesse renderli, agli occhi dei turisti, un tutt’uno. Certo valorizzando le proprie peculiarità, ma con la consapevolezza che “a fare per sé”, non potevano andare molto lontano. Troppo pochi i soldi da investire in comunicazione. La ricerca del denominatore comune è stata la strada maestra: non che cosa voglio promuovere, ma A CHI. E il progetto a Fior d’Acqua ha scelto: ci si rivolge alla famiglie con bambini (7-12), ci si avvale del brand Trentino (leader delle vacanze in montagna), si lavora intorno ad un tema unico l’acqua, (gli italiani associano il Trentino d’estate con “l’acqua”, fresca, con cui giocare, da guardare, da assaggiare…). Insomma non solo un posto letto in un luogo qualsiasi, ma un insieme di ospitalità, di servizi e di persone che caratterizzano un territorio. Un racconto che è diventato realtà per i turisti, con tanto di prezzo. Avere un prodotto, selezionare un target, dare la possibilità al turista di acquistare, ha permesso alla Trentino S.p.A di affiancare il progetto con i propri strumenti di marketing. E questo è stato l’anello neces-

sario al completamento di questo sistema turistico complesso, perché supera il problema delle scarsità di risorse economiche da dedicare alla comunicazione. Questo caso, definito di successo, è stato presentato all’Assemblea UNPLI di fine novembre, e il commento più frequente che ha accompagnato la discussione è stato: “Eh in Trentino… lì si può fare, lì sono bravi, ben organizzati, ma da noi?” Che in parte è vero: avere dei Consorzi di pro Loco con professionisti all’opera, avere un soggetto unico che si occupa di promozione, aiuta. Ma credo che qualsiasi Pro Loco se mettesse a sistema quello che ha e ricercasse collaborazioni (interne ed esterne) proficue, riuscirebbe a creare delle proposte interessanti e sicuramente originali. L’identità di un luogo non può vivere solo del racconto dei pochi che ci vivono, si deve trasformare in messaggio da mandare a tanti. Insomma se devi far innamorare qualcuno, fai in mondo di mandargli almeno una foto. www.slea.it www.talentiitaliani.it

Nella foto in basso: la copertina della brochure "A Fior d'Acqua"


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FRANCO CALCARI, 30 ANNI DI ATTIVITA' NEL CONSORZIO PRO LOCO VALLE DI LEDRO

testimone del cambiamento e della storia delle Pro Loco e dei Consorzi di Ivo Povinelli e Deborah Garbari, Direttore e addetta stampa della Federazione Trentina delle Pro Loco e loro Consorzi

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bbiamo intervistato Franco Calcari, dipendente del Consorzio Pro Loco Valle di Ledro da maggio del 1980 fino al 2007 e presidente dello stesso Consorzio nel triennio 2007-2010. Ritirato dalle attività, anche quella politica, è stato protagonista in Val di Ledro come Sindaco di Tiarno dal 2000 al 2010, si dedica ora ai propri passatempi preferiti, caccia pesca ed altro ancora. Lo ingrazio per la simpatia con la quale raggira le domande più compromettenti e per la lucidità con cui testimonia 30 anni di storia delle Pro Loco. Franco, negli annali della Federazione da sempre, hai visto la nascita dei Consorzi Pro Loco: che cosa ricordi con maggiore intensità di quegli anni? Ricordo che venivamo da una situazione normativa inesistente, da una legge antica e da una riforma che non arrivava mai, così ci demmo una mossa e nell’80 il Consorzio Pro Loco Val di Ledro, che esisteva dal ’72, chiese e ricevette un finanziamento per l'assunzione di un dipendente di 8 milioni di lire. Avevamo un esigenza di promuovere turisticamente il lago di Le-

dro, abbiamo sempre agito con ragione di Valle e non di paese, ma non avevamo promozione. Così iniziammo a fare delle fiere all’estero. Nell’82 eravamo a Monaco di Baviera, non c’era ancora la marca Trentino alla fiera di Monaco. Con mezzi tipici dello spirito Pro Loco, un furgone chiesto in prestito, caricavo tutto il materiale ed andavo in giro per l'Europa, montavo lo stand nelle fiere e alla fine della settimana lo smontavo e me ne tornavo a casa. In sostanza abbiamo sperimentato la prima assunzione di personale come Consorzio Pro Loco e negli anni successivi arrivarono i dipendenti all'Alta Val Giudicarie e alla Valle dei Laghi e poi via di seguito. Fu un bell’esperimento che ha ad oggi un suo valore. Qual’è stata secondo te Franco la migliore politica turistica di questi ultimi trent’anni? E’ una domanda trabocchetto per farmi parlar male di qualcuno? Beh, è una possibile interpretazione: insomma, vediamola così, chi è stato il migliore?

Nella foto in alto: veduta della Valle di Ledro


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VALLE DI LEDRO

Beh, la riforma del 1986 promossa da Malossini è sicuramente la legge più partecipata che io abbia vissuto. Quella riforma fu spiegata paese per paese e tutti noi abbiamo la sensazione di aver contribuito a costruirla, tutti noi ci possiamo riconoscere il nostro contributo. Favorì uno spirito di professionalità e regolarizzò a situazione dei Consorzi dando loro un riconoscimento e dei finanziamenti.

Consorzi interni all’APT io credo che nel 2002, durante la riforma del turismo, si è fatto l’errore di adottare un atteggiamento conservativo che non ha portato a molto. I Consorzi che venivano inglobati con la riforma in un’APT avrebbero dovuto cedere il proprio personale alla Federazione e questa avrebbe potuto gestire un equipe multiprofessionale a dispo-

Che ne pensi della riforma recente della legge, che è una rifinitura di quella del 2002 che sostituì quella dell’86? Credo che sia avvenuta una specie di controriforma. Se la 2002 aveva restituito grandi competenze ai territori l’ultima revisione fa alcune specifiche. Va benissimo il fatto di accentrare la promozione alla Trentino Marketing, quando vai all’estero o in Italia ha più senso, ma la sottolineatura del marketing territoriale come funzione che va svolta in loco è testimone di un fatto a mio avviso ben preciso. Con il chiarimento e l’istituzione di questa funzione si è formalizzato che sono i territori a dover creare il prodotto e non c’è possibilità di farlo se non dalla base. E quindi non è più necessario pensare a grandi accorpamenti di ambiti perché un prodotto lo puoi gestire solo attraverso le specificità di territori con offerte omogenee abbastanza limitati geograficamente. Quindi la forma dei Consorzi Pro Loco potrebbe essere la forma ideale per il futuro del turismo trentino? Questo non lo so, ma sono sicuro che i Consorzi Pro Loco sono agili, snelli, poco condizionati dai troppi rapporti di forza che attanagliano le APT. Sono la forma ideale per gestire un ambito, e riescono, anche tramite il volontariato delle Pro Loco, a mobilitare le risorse. Ma oggi il turismo è sempre più industriale e ci vogliono delle professionalità! Certo, ma non serve andare a cercare super esperti e pagarli in modo eccessivo se poi non sono capaci di ascoltare il territori, e a volte uno del luogo è avvantaggiato in questo. Inoltre oggi abbiamo tutti persone preparate sul territorio che possono svolgere queste funzioni, non serve che abbiano studiato ad Oxford. E’ una questione di professionalità, ma rimane legata ad un luogo, e dentro questi due limiti si può giocare valorizzando quanto offre il contesto in termini di risorse umane. Franco, che ne pensi del futuro dei Consorzi e della Federazione? Rimango fermo al fatto che dove hanno la funzione di marketing territoriale vada bene così e penso che sia meglio che rimangano così. Per quanto riguarda i

sizione di tutte le altre Pro Loco. Questa sarebbe stata una posizione di rilancio e avrebbe portato a tutta un’altra storia. Secondo te i Consorzi invidiano le APT? Se lo fanno è perché non hanno capito che uno deve lavorare con quello che ha nel proprio territorio, capendo quali sono i suoi limiti e le sue possibilità turistiche… per il resto non c’è nulla da invidiare, se non i finanziamenti, perché il Consorzio Pro Loco sa già fare benissimo il marketing territoriale. E alle Pro Loco che futuro riservi? Beh, credo che l’idea del progetto qualità e della qualificazione del volontariato sia buona., Come vedi l’idea ad esempio di farle ragionare attraverso dei target? Beh, in fine dei conti un orientamento ce l’hanno già, il tempo ha filtrato le loro proposte, lo sviluppo del tema va bene perché è meglio se le proposte si orientano da qualche parte. Che cosa consigli a chi ha preso il tuo posto, la giovane Stefania Rondena? E' giovane, preparata ed ha a disposizione una struttura all'altezza. Tanti auguri.

Nella foto: Franco Calcari


12 INTERVISTA A CARLA WEBER

docente del percorso “Presidente che passione!” di Ivo Povinelli, Direttore della Federazione Trentina delle Pro Loco e loro Consorzi

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arla Weber, psicologa e psicoterapeuta, consulente organizzativo, ci racconta come è stata la sua esperienza in aula con i Presidenti delle associazioni di volontariato che hanno partecipato al corso “Presidente che passione!”? Ho tenuto 3 serate con loro piuttosto dense. La prima serata riguardava l’essere volontari loro stessi e l’essere volontari nella veste di Presidente che lavora con altri che, come loro, sono volontari. Riguardava quindi la messa a fuoco di che cosa muove queste persone a fare del volontariato, in sostanza qual è la motivazione che sta alla base del loro investimento e della loro progettualità. Fin dal primo incontro, parlando della motivazione, hanno messo a fuoco la relazione che hanno con il proprio progetto, dove c’è sia la dimensione materiale, del tempo e del lavoro impiegato, ma dove c’è anche il lato della negoziazione. Emergeva la questione che i volontari sono subito presenti quando c’è il coinvolgimento emotivo ma quando ci si riunisce per essere operativi le persone poi, magari, non si presentano. Il tema della continuità della motivazione, che si basa su un investimento rispetto ad una dimensione pubblica e sociale, va collocato nell’essere parte di una comunità e riguarda quindi la dimensione civile. È un livello di investimento alto e può non essere sempre costante. Ai partecipanti interessava discutere di come rendere il progetto visibile e condiviso da tutti, chiedevano quindi strumenti per rendere partecipi gli altri. È stata una sorpresa, per loro, capire che esistono degli

strumenti che hanno a che fare con il modo di tenere le relazioni. Sono consapevoli che il contratto con i volontari non è professionale e sanno che dentro le loro associazioni non possono usare lo stesso stile di contrattazione che tengono magari sul lavoro con i loro sottoposti. Scoprono però strumenti per una negoziazione alla base della quale c’è un contratto psicologico, c’è un investimento, c’è una volontà di perseguire qualcosa che riguarda il bene comune. Si tratta di una negoziazione basata su qualche cosa di meno afferrabile, perché è sottinteso, da trasformare

che a volte paralizzano i progetti, ad esempio quando si confronta la vecchia scuola secondo la quale "bisogna esserci sempre a tutti i costi una volta data la parola, quella è la prova che uno davvero c’è", altrimenti niente, con altre modalità più flessibili. Sono altre culture di persone che sono di un’altra generazione, che hanno una spinta diversa e un presidente non le vuole perdere solo perché non aderiscono ad un modello di responsabilità con le stesse regole di una persona di un’altra generazione, che valuta la presenza in modo anche moralistico di dispo-

"...E' utile mettere a fuoco queste diversità di idee che a volte paralizzano i progetti..." però in qualche cosa di afferrabile. È stato importante, per loro, l’idea di poter sviluppare la capacità di trasformare una motivazione sottintesa in una esplicita; è stato anche molto interessante capire che cosa significa accettare e gestire situazioni in cui le persone danno il proprio contributo, esigendo la libertà di fare quello che si sentono, dando spazio ai diversi modi che ognuno ha di intendere la sua presenza. Hanno scoperto che è possibile sviluppare un dialogo a questo livello dentro l’organizzazione di volontariato, tant’è vero che il terzo incontro, sul conflitto e sulla negoziazione, ha riguardato il tenere insieme i diversi modi di intendere il proprio operare. È utile mettere a fuoco queste diversità di idee

nibilità forte e di servizio. Ci possono essere altri livelli di ideazione, di messa in gioco, di sviluppo di idee, esiste la possibilità di mettere a confronto anche culture diverse perché le generazioni cambiano inevitabilmente. Ci siamo quindi soffermati per riconoscere che ci vuole una capacità anche per sviluppare pensiero all’interno di un’organizzazione di volontariato. È stata un’altra scoperta che hanno portato in aula e l’hanno dichiarata attraverso quello che abbiamo fatto. Hanno messo a fuoco, ad esempio, che oltre a riunioni di tipo organizzativo si deve dedicare un tempo anche a sviluppare l’associazione, al come sono andate le cose, al come si fanno le cose, al come ci si divide i compiti, in fin


13 dei conti è una buona abitudine pensare al loro essere gruppo di persone con idee diverse. Emergeva spesso anche la difficoltà di far parlare le persone: non puoi ‘far parlare’ le persone, non puoi obbligarle a dire qualcosa, puoi però creare le condizioni perché le persone abbiano qualcosa da dire. Esprimevano il peso di dover essere sempre loro a proporre, ad aprire e chiudere tutto, a tenere in mano tutto il processo dall’inizio alla fine o ad affrontare problematiche legate a disguidi o tensioni insorte durante la realizzazione di un’attività. Esprimevano la difficoltà di affrontare il disagio delle critiche provenienti da fuori dall’associazione, quel livello di gossip, pettegolezzo, chiacchiera e critica che però è informe, difficile da afferrare, del si sa che c’è malumore. Hanno maturato la possibilità di riportare queste questioni dentro all’organizzazione e di trasformarle in una questione che possa essere affrontata perché riguarda il come sono fatte le cose. Il fare insieme qualcosa comporta sempre problemi rispetto alle deleghe, alle deleghe disattese… ma può essere oggetto di discussione e di sviluppo.

struttura alla progettazione, come unire una dimensione tecnica di supporto alla parte più interna, quella più calda ed emotiva. Se un’associazione è solo una struttura esterna è una struttura vuota, perché le persone non riescono a metterci il loro pensiero, è bene organizzata ma povera. Se è solo qualche cosa di pancia ed emotivo diventa invece dispersiva ed ondeggiante, che riguarda solo alcuni soggetti trainanti e gli altri seguono passivi senza dare un apporto e quindi l’ente è fatto di poche persone e si impoverisce perché manca di ricambio. La questione è proprio quella del combinare queste due dimensioni.

La Federazione sta investendo molto, attraverso il Progetto Qualità Pro Loco, sulla possibilità di darsi un metodo per pianificare e valutare gli eventi. Il timore è che la creazione di pensiero e la fissazione di obiettivi e strumenti possano togliere spontaneità ai volontari che a volte dicono di voler fare le cose anche in modo ‘spensierato’… non capiamo se è un male necessario o se sono aspetti diversi che possono stare insieme.

E per farlo c’è bisogno di aiutarli a sviluppare la dimensione ideativa, far nascere qualche cosa che li riguarda e poi dargli una veste e aumentare la capacità di darsi un metodo, di regolare l’ideazione attraverso strumenti che possono dare corpo a quello che fanno migliorandolo, completandolo, dando una forma più ricca di eventi. Di solito in questo caso nascono azioni che possono contenere già tante altre azioni e che consentono una progettualità più modulare o di rete in cui possono collocarsi molte più persone. È emerso che l’attenzione alla progettualità è alta, l’investimento personale in aula è stato ampio e loro hanno portato i propri casi; ci sono state persone molto generose nel portare al gruppo in formazio-

Questo mi fa venire in mente proprio la questione di come loro desiderano essere di supporto alla crescita dei loro soci che li hanno investiti, perché sentono molto la responsabilità dell’investitura. Si chiedono come dare un po’ di

ne eventi problematici, rispetto ai quali hanno mostrato le proprie difficoltà per poterci lavorare. Circa metà dei sindaci trentini viene da queste realtà! Che cosa si possono portare via le persone per un esperienza futura di governo locale? Ho visto che loro si esercitano nella leadership, non hanno competenze pregresse, se le fanno sul campo e vi si allenano. L’acquisire il fatto che la leadership contiene la responsabilità dell’agire e che è un tipo di energia che permette di fare le cose non è banale e non è scontato;

"...Non 'puoi far parlare' le persone, non puoi obbligarle a dire qualcosa, puoi però creare le condizioni perché le persone abbiano qualcosa da dire..." le persone riconoscono la fatica che comporta ma imparano a convogliare le energie degli altri verso la realizzazione di qualcosa. Il fatto inoltre di avere una restituzione dalla comunità, rispetto a quello che hanno fatto, li rinforza nella convinzione che essere responsabili riguarda anche la dimensione positiva del potere. Si assumono la responsabilità di definire, riconoscere le persone per ciò che possono dare, imparano a conoscere le proprie capacità e sono capacità che riguardano il governo della cosa pubblica; mi sembra abbastanza naturale che si propongano poi ad una delega più ampia della cittadinanza, sanno di che cosa si occupano, di progettualità di una comunità. Continua


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Su quali temi investiresti per aiutarli nello sviluppo della capacità di creare spazi pubblici e sociali? C’era in loro la costante paura che non ci fosse ricambio ed esprimevano la difficoltà di mettere a confronto il modo e i contenuti tradizionali del lavorare per la comunità rispetto al presente. Da un lato queste persone che si occupano di volontariato avrebbero bisogno di spazi di confronto più generali, non nell’operatività ma culturali, riguardo a che tipo di uomini e donne siamo oggi, rispetto a come vivono i ragazzi. Sono cambiate le cose, gli stili della comunicazione, gli eventi inventati, i media. Per occuparsi della comuni-

tà potrebbero cercare di creare un linguaggio sui temi del presente, mettersi in discussione su questi. Potrebbero creare comunità guardando insieme un film e parlandone, crescere insieme rispetto a un’idea di cosa è oggi la socialità. Potrebbero alimentarsi, essere più presenti rispetto a tutte le forme di convivialità, non solo rispetto a quelle legate. Se pensiamo alle comunità locali che avevano tutte il teatro la banda o altro, loro potrebbero sviluppare l’espressività di una comunità creando spazi in cui i giovani potrebbero essere più protagonisti e le generazioni potrebbero essere più accoglienti verso qualcosa che possono anche non comprendere. Terrei le tematiche importanti di

oggi, quelle dell’interculturalità, dell’ambiente, dei modelli economici e del turismo sostenibile o alternativo, cercherei di saperne un po’ in modo da non procedere per ideologie, altrimenti la realtà si impoverisce. Aumenterei anche le occasioni di dialogo con l’esterno per arricchire il proprio linguaggio interno, tornare sulla tradizione sviluppandola in senso futuro, non solo per rievocarla fine a se stessa ma prendendo dei tratti e provando a proiettarli nel futuro, non per rifugiarsi nel passato ma per vedere che cosa può essere sviluppato in avanti. Mi confronterei continuamente con l’esterno per evitare di affievolirsi sulle stesse idee di sempre.

CHIESA COSTRUITA IN ABRUZZO

ringraziamento a tutti i sostenitori dell'iniziativa, tra i quali le Pro Loco trentine di Giuliano Mattei, Presidente de Comitato di gestione

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tutte le persone che hanno partecipato all’iniziativa:

Il 3 aprile 2010, alla presenza dell’Assessore della P.A.T. alla solidarietà internazionale Lia Giovanazzi Beltrami e del Vescovo dell’Aquila Monsignor Giovanni D’Ercole, è stata inaugurata la nuova Chiesa di Picenze, frazione di Barisciano, costruita dai volontari Trentini, con capofila, comuni ed enti delle comunità della bassa Vallagarina. All’evento erano presenti: il Sindaco di Barisciano, il Parroco di Picenze Don Bengiamin, autorità e popolazione locale, che con emozione aspettavano questo momento. Da parte Trentina: i Sindaci di Ala, Avio, Brentonico, Ronzo Chienis, Don Facchinelli, in rappresentanza del Vescovo di Trento Mons. Bressan, i Nu.vol.A., gli Alpini, la banda Sociale di Ala ed associazioni che hanno collaborato fattivamente al progetto. La Chiesa è stata costruita in circa un mese, nel marzo 2010, grazie all’impegnativo lavoro dei tanti volontari della Bassa Vallagarina, Adamello e Strigno. L’intento era quello di consegnare la struttura alla co-

munità abruzzese per festeggiare la S. Pasqua in una vera Chiesa, obiettivo orgogliosamente raggiunto. Monsignor D’Ercole ha espresso parole di vivo apprezzamento per gli sforzi fatti dai trentini in questi mesi, che hanno riportato la vita in numerose comunità abruzzesi. L’assessore Beltrami, ha ricordato come la solidarietà dei trentini, sia sempre andata a favore di opere che favorissero il ricomporsi di un tessuto sociale. Molte persone, enti, comuni, ditte ed associazioni di tutto il Trentino, con donazioni, raccolta fondi ed altro, hanno fatto sì che si potesse portare a termine quest’opera veramente bella, imponente e dignitosa, portando un altro tassello tangibile delle nostre comunità, in quella terra toccata duramente dal sisma del 6 aprile 2009. Come comitato organizzatore e di gestione, riteniamo doveroso informare chi ha contribuito per il raggiungimento dell’obiettivo, ringraziando quelli che in qualche modo hanno fatto sì che questa lodevole iniziativa abbia avuto buon esito. Grazie di cuore a Voi tutti, per il prezioso aiuto.


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TUTTI GLI EVENTI DELLE PRO LOCO SUL SITO DELLA FEDERAZIONE

da novembre tutte le manifestazioni on-line

di Deborah Garbari, addetta stampa della Federazione Trentina delle Pro Loco e loro Consorzi

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uanto è importante promuovere un evento? Molto per chi si impegna tutto l’anno per realizzare manifestazioni per residenti e visitatori. La partecipazione della gente è il risultato dell’impegno e del lavoro di tanti volontari che con passione e determinazione operano per rendere più accogliente il luogo in cui vivono. Le presenze che si registrano ad una festa, se alte, sono indice di una buona riuscita, ma molte Pro Loco non riescono a incrementare questi numeri e dare visibilità del proprio operato al di fuori del proprio paese o del proprio territorio. Pubblicizzare un evento è importante per far conoscere alla propria comunità e ai turisti ciò che viene realizzato, per questo, dopo numerose richieste ricevute sia da parte delle Pro Loco che dai turisti, la Federazione Trentina delle Pro Loco e loro Consorzi ha pensato di dedicare uno spazio sul proprio sito per raccogliere tutti gli eventi organizzati dalle Pro Loco e dai Consorzi trentini.

Da novembre è infatti attivo un calendario, presente nella sezione Eventi Pro Loco, in cui in ogni giornata gli utenti possono vedere se è stata organizzata qualche manifestazione, il luogo in cui si svolge e una breve descrizione dell’evento. Con questa iniziativa la Federazione spera di dare visibilità non solo agli eventi più noti che registrano ogni anno grandi numeri, ma anche ai nuovi progetti e agli eventi che sono meno conosciuti. Per fare questo è necessaria la collaborazione di tutti, quindi se siete interessati a promuovere il vostro evento scrivete una mail a info@unplitrentino.it con il periodo in cui si svolge l’evento, il titolo, la descrizione della manifestazione, la Pro Loco o il Consorzio organizzatore e alcune immagini in alta risoluzione che caratterizzano la festa. Ci auguriamo che questa idea sia apprezzata e utile a voi ma soprattutto a tutte le persone che sono interessate a conoscere, tramite manifestazioni e feste, l’operato del volontariato trentino. Nelle immagini il calendario delle Pro Loco sul sito della Federazione


2° EDIZIONE LA PRO LOCO DEL FUTURO Peri 130 anni dalla nascita della prima Pro Loco in Italia, la Federazione Trentina delle Pro Loco e loro Consorzi assegna il tema "La Pro Loco del futuro" al secondo concorso di disegno per bambini "Disegna la tua Pro Loco". •Possono partecipare al concorso tutti i bambini delle scuole elementari dell'anno scolastico 2010/2011. •Ogni concorrente potrà inviare un solo disegno in formato A4 che rappresenti la sua idea della Pro Loco del futuro. •I disegni dovranno recare sul retro nome, cognome, scuola e classe di appartenenza del bambino. •I disegni dovranno essere inviati via posta o consegnati a mano alla Federazione Trentina delle Pro Loco e loro Consorzi con sede in via Garibaldi n° 3 cap 38122 Trento entro il 31 MARZO 2011. •Il vincitore verrà designato da apposita commissione nominata dal Comitato Direttivo della Federazione e verrà reso noto entro il 30 aprile 2011. La premiazione ufficiale avverrà durante le celebrazioni per i 130 anni delle Pro Loco d'Italia che si terranno a Pieve Tesino il 27, 28 maggio 2011. •Il premio consisterà in un buono, per tutta la classe del bambino vincitore, per un viaggio di istruzione della durata di un giorno (comprensivo di trasporto, pasto ed eventuali biglietti di entrata a musei o altro) •L'organizzazione del viaggio sarà a cura della Federazione Trentina delle Pro Loco e loro Consorzi in accordo con l'istituto di appartenenza della classe del bambino vincitore.


LENTE DI INGRANDIMENTO

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TUTTO SULLA "FESTA DEL GRANO"

aspettando la 5° edizione, raccontiamo un evento ricco di storia e tradizioni di Ivo Povinelli e Deborah Garbari, Direttore e addetta stampa della Federazione Trentina delle Pro Loco e loro Consorzi

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uando si decide di raccontare come viene organizzata una manifestazione, si parte con l’intervistare il rappresentante dell’ente o dell’associazione che l’ha ideata e quanti collaborano con lui per la sua realizzazione. In questo caso abbiamo incontrato Mario Grossi, Presidente della Pro Loco del Casale, che con molto entusiasmo ci ha parlato di com’è nata la “Festa del grano”, voluta dalla Pro Loco per riavere in paese l’antica trebbiatrice appartenuta ai loro compaesani e da tempo lasciata in disuso. I volontari lavorano durante tutto l’arco dell’anno per avere a margine della festa il raccolto con il quale alcune volontarie del posto realizzano pietanze da gustare durante la manifestazione. Non abbiamo solo intervistato chi, con molta passione e dedizione, spende il proprio tempo per organizzare qualcosa in cui crede per la propria comunità e per i turisti, ma anche Valentina Bellotti e Renata Fedrizzi, dipendenti dell’APT di Comano che ci hanno raccontato il rapporto di collaborazione che ha l’ente per cui lavorano con la Pro Loco del Casale. Forse molte persone non sanno il lavoro e l’organizza-

zione che c’è dietro ad un paio di giorni di festa, e per quanto riguarda questa manifestazione vogliamo complimentarci con i membri della Pro Loco per l’enorme impegno che mettono nel realizzarla.

Foto di Sonia De Col


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La Pro Loco del Casale e la "Festa del grano"

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a Pro Loco del Casale, che lavora nelle frazioni di Poia e Godenzo di Comano è guidata da Mario Grossi, persona da sempre impegnata nel volontariato e anche nelle amministrazioni comunali. Al plurale perché è una situazione che qualche anno fa ha fuso diverse realtà comunali nell’unico Comune di Comano. Mario è una persona che attraverso un lavoro di cesellatura continua ha messo insieme, grazie alla collaborazione dei soci della Pro Loco, la “Festa del grano”. La “Festa del grano” non è una festa che dura qualche giorno, è una festa che dura tutto l’anno perché riporta in vita tutto il ciclo del grano dalla semina, alla trebbiatura, alla lavorazione e alla macinatura fino alla lavorazione della farina, per poi farne pane o pizza. Attraverso tutte queste fasi Mario gestisce non solo una festa ma una processo che ha bisogno di pianificazione, di cura continua e quindi abbiamo un Presidente che, con i suoi modi cortesi, si prende cura di un processo, che ha un senso nel tempo. Ai volontari è spesso difficile chiedere di pianificare le proprie attività per poterle inserire in un programma turistico ma la Pro Loco del Casale è la dimostrazione del fatto che progettare con anticipo non è impossibile. Forse la festa del grano impone di fare i conti con il ciclo naturale della semina e della trebbiatura e quindi non concede ritardi od anticipi, se non quelli legati al tempo. Questo vincolo naturale ineliminabile non è più tale se è parte del gioco, se lo

si considera come costitutivo dell’operatività dell’associazione. Questo per noi è a dimostrazione del fatto che i vincoli vanno considerati come tali, come parte del gioco, inutile volerli eliminare, meglio farci i conti e lavorarci facendoli diventare, perché no, un’opportunità. Questo vincolo del tempo e della pianificazione facilita il lavoro delle strutture di promozione o comunicazione, in questo caso l’APT, che hanno bisogno di giocare d’anticipo rispetto all’accadere degli eventi. Anche questo fa parte della capacità di costruire un discorso territoriale nel vero senso della parola, mettendo dentro al proprio progetto diversi attori ognuno con il proprio ruolo e tenendo in considerazione il fatto che il nostro lavoro deve armonizzarsi con le esigenze degli altri attori presenti. Abbiamo l’impressione che l’Azienda per il turismo di Coma-

Nella foto in alto: il Presidente della Pro Loco Mario Grossi In basso: i membri della Pro Loco dopo la mietitura del grano Foto della Federazione Trentina delle Pro Loco e loro Consorzi


LENTE DI INGRANDIMENTO no tenga in grande considerazione la complessità del lavoro con i volontari, e rispetti quindi la natura del loro impegno di volontari e facendo comprendere loro in maniera efficace quali vincoli vanno assolutamente rispettati o presi in considerazione. Siamo in una situazione dove l’APT ha una continuità con il Consorzio Pro Loco preesistente alla riforma del 1986. Il Consorzio Pro Loco, che nasceva su base volontaristica, aveva lo scopo di coordinare le risorse di un ambito turistico legato al termale ma con la necessità di integrare la propria offerta per chi accompagnava i ‘curisti’. La sensibilità verso il lavoro delle associazioni e verso il lavoro del volontariato è quindi storica. Emilia, prima dipendente di questo Consorzio Pro Loco, che poi diventerà dipendente dell’Apt, una volta costituita, testimonia che per riuscire a lavorare con tutte queste associazioni ci vuole sempre una grande capacità di ascolto e una forte attenzione all’integrazione di molte componenti. Riscontriamo questo atteggiamento anche nelle affermazioni di Renata e Valentina, le due dipendenti dell’Apt che seguono oggi il lavoro con le associazioni, e che sembrano realmente coscienti del fatto che le associazioni e le persone del territorio hanno un valore per il turismo. C’è da chiedersi se questa sensibilità verso una componente ‘delicata’ come quella del volontariato, derivi dal fatto che questa Apt ha uno staff tutto femminile, a partire dal direttore, Alessandra Odorizzi e lungo tutte le diramazioni dell’organizzazione. Forse queste ‘signore’ seguono con più cura e pazienza tante realtà così piccole e diverse come sono i comitati dei paesi piuttosto che le Pro Loco? L’Apt di Comano lavora moltissimo sui borghi, su micro realtà di un passato contadino che può essere valorizzato anche a scopo turistico, e questa pazienza e sensibilità femminile secondo noi diventa una competenza professionale. Non sarà questo un ingrediente che potrebbe rientrare tra quelle capacità professionali necessarie a sviluppare ciò che la nuova riforma chiama marketing territoriale? Sempre che si intenda marketing territoriale come quella capacità di mobilitare e integrare delle risorse anche allo scopo di confezionare un prodotto turistico. A noi pare proprio di sì, perché quando abbiamo chiesto alle collaboratrici dell’Apt se e come lavorano con le associazioni, loro non ci hanno tirato fuori le solite storie di soldi, ma ci hanno parlato della capacità di tenere le relazioni, di avere pazienza sapendo che stai coinvolgendo persone che lo fanno per passione e non per lavoro, e di molti altri aspetti che è necessario considerare quando cerchi di lavorare con un territorio nel suo complesso. Insomma, va detto che come per ogni Pro Loco l’attività della Pro Loco del Casale ha un duplice valore. Continua

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Carlo Sartori

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Nella foto in alto: affresco di Sartori "S.Giorgio a cavallo che uccide il drago", 1958 all'interno della Casa Sociale di Godenzo-Poia Testo tratto dal sito www.carlo sartori.info

urante la nostra visita in cui Mario ci ha raccontato della "Festa del grano", ci ha anche accompagnati nel vecchio teatro del paese che la Pro Loco utilizza come magazzino ma che vorrebbe un giorno ristrutturare. Al suo interno e sulla facciata esterna sono presenti affreschi dall'artista Carlo Sartori. Carlo Sartori nasce il 27 maggio 1921 a Ranzo di Vezzano, nel 1931 si trasferisce con la famiglia nella frazione Godenzo-Poia del comune di Lomaso. Qui prosegue a frequentare la Scuola Elementare, anche se è costretto a lasciare la scuola per lunghi periodi, per lavorare come pastore: mentre sorveglia le vacche al pascolo incide sugli alberi scene pastorali. La maestra, notando la sua abilità nel disegno, gli assegna spesso il compito di illustrare le lezioni di storia e di geografia con ritratti di personaggi storici o cartine geografiche. Inizia un corso di disegno per corrispondenza, interrotto dalla la partenza per il servizio militare e dalla prigionia in un capo di concentramento. Alla fine della guerra riprende il corso di disegno e ne inizia un altro, mettendo a frutto le conoscenza apprese realizzando le scenografie per compagnie filodrammatiche del teatro del paese dove vive e affrescando capitelli ed interni di abitazioni. Alla fine degli anni Cinquanta risalgono le prime mostre importanti. Nel 1971, su incoraggiamento del pittore rivano Luigi Pizzini, abbandona definitivamente il lavoro come imbianchino, per dedicarsi alla pittura. A partire dagli anni Ottanta la sua produzione artistica riscuote sempre maggiore successo di pubblico e di critica, per lo stile pittorico estremamente personale e per il soggetto principale delle sue opere: il mondo contadino. Nel 1994 gli viene dedicata una mostra antologica, col patrocinio della Provincia Autonoma di Trento, presso Palazzo Trentini a Trento. L'esposizione viene visitata da oltre cinquemila persone, ottenendo vasta eco sulla stampa locale. Nel 2000 l'Artista dona alla comunità di Ranzo, come segno di riconoscenza per la mostra a lui dedicata nel 1997, l'opera su tela intitolata "Il Cristo degli Emigranti". Muore il 5 maggio 2010.


20 Ha una valore sociale e aggregativo, perché fornisce alla comunità dei progetti sui quali lavorare insieme, attraverso iniziative che smuovono la fantasia e l’impegno delle persone. Ha inoltre un valore nel senso più materiale del termine, cioè turistico ed economico, sempre con la coscienza del fatto che non si potrà mai assoggettare completamente il valore sociale aggregativo ad esigenze di tipo economico. Concludendo possiamo sottolineare quanta cura venga dedicata dalla Pro Loco a questo complesso

insieme di azioni per portarle puntualmente, ogni anno, alla realizzazione della “Festa del grano”. È un progetto che riunisce un gruppo di persone e che si va allargando di anno in anno, partendo dalla valorizzazione di un patrimonio di conoscenze contadino che inizia con il desiderio di valorizzare una macchina trebbiatrice che la Pro Loco si trova, ad un certo punto, per le mani. Per far funzionare questa macchina bisogna avere il grano da trebbiare e questo diventa un’occasione per provare a coltivarlo, per provare a seguirne tutte le fasi e tutte queste fasi diventano l’occasione per mobilitare le risorse della Pro Loco. Pian piano questa festa diventa anche un motivo di attrazione turistica e l’Apt capisce la potenzialità di animazione che ha quest’evento al quale poi si affianca l’istituzione di un piccolo improvvisato museo nell’aia di una delle case più antiche del borgo di Godenzo. Qui la Pro Loco raccoglie una serie di attrezzature agricole, alcune appartenenti ai soci, alcune appartenenti a varie famiglie del paese, che vengono prestate regolarmente per questo evento. Il tutto si risolve per il visitatore in pochi giorni alla fine di luglio in cui si può vedere sia il processo della trebbiatura sia visitare questa piccola esposizione di suppellettili agricole testimoni di un passato agricolo con un bassissimo apporto tecnologico ma testimone di una cultura, di una tradizione e di una storia nemmeno così lontana. Non c’è altro da dire, se non che è un lavoro incredibile.

La “Festa del grano” riscopre e rievoca le antiche tecniche di semina, e il cavallo diventa protagonista… 1. ARATURA: è una tecnica di lavorazione del terreno che si prefigge lo scopo di creare un ambiente fisico ospitale per le piante coltivate. 2. ERPICATURA: è una lavorazione del terreno complementare, eseguita per sminuzzare le zolle e pareggiare la superficie, preparando definitivamente il letto di semina 3. SEMINA: è la tecnica che più si avvicina al mezzo con cui naturalmente le piante si moltiplicano con la diffusione dei semi e di-

pende dalla qualità e germinabilità dei semi utilizzati, dalla corretta preparazione del terriccio destinato al semenzaio e dalla giusta profondità di semina. 4. MIETITURA: è il processo di raccolta nei campi dei cereali maturi. 5. TREBBIATURA: è l'attività conclusiva del raccolto consistente nella separazione della granella del frumento e degli altri cereali dalla paglia e dalla pula (l'involucro che riveste il chicco del grano)

Nella foto a lato: momento a fine luglio della mietitura


LENTE DI INGRANDIMENTO

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Intervista a Valentina Bellotti e Renata Fedrizzi, dipendenti dell'APT di Comano

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opo il colloquio con Mario Grossi sulla “Festa del grano” abbiamo intervistato Valentina Bellotti e Renata Fedrizzi, dipendenti dell’APT di Comano, che hanno risposto molto gentilmente alle nostre domande. Volevamo capire che rapporto c’è tra l’APT di Comano e la Pro Loco e quali difficoltà incontrano nel lavorare con dei volontari. Come nasce la collaborazione tra APT di Comano e Pro Loco del Casale? La nostra Azienda per il Turismo collabora da sempre con le associazioni presenti sul territorio. Quali vantaggi presenta per l'APT il lavoro delle Pro Loco? Le Pro Loco sono una risorsa insostituibile per dare continuità alla tradizione delle sagre e delle iniziative locali dei paesi del nostro ambito turistico. La Pro Loco è infatti espressione genuina del paese e sa coinvolgere gli abitanti in un’attività collettiva che è anche trasmissione del patrimonio condiviso. Da que-

Dopo la raccolta delle patate si seminava il frumento che poi riposava sotto la neve. Quando era arrivato a giusta maturazione, verso la metà di luglio avveniva la mietitura e successivamente la trebbiatura La mietitura si faceva con il falcetto (la sesola) poi con falce modificata per l’occasione ed infine con l’apposita falciatrice. Il primo sistema di trebbiatura fu il “ceclar” che altro non erano che due bastoni uniti tra loro con il “coram” con cui si battevano le spighe di grano separando il chicco dal resto del grano. In seguito furono utilizzate macchine a corrente ed infine la trebbiatrice trainata dal trattore. Peculiarità dei paesi di Godenzo Poia era il fatto di essere proprietari dell’unica “macchina da bater”, trebbiatrice, presente nelle Giudica-

sto punto di vista la Pro Loco rappresenta per l’APT un mezzo privilegiato di collegamento e un forte legame con la realtà locale. Considerando invece gli aspetti logistici, la Pro Loco garantisce all’APT quel supporto umano e tecnico in ogni frazione del territorio che difficilmente si può trovare in altre sedi. Senza contare che le iniziative promosse e organizzate dalle Pro Loco vanno a completare e ad arricchire il calendario di manifestazioni ed eventi proposto dalla stessa APT, riuscendo a coprire ogni angolo del territorio. Quali sono gli aspetti del volontariato turistico che si potrebbero migliorare dal punto di vista di un APT? Dal punto di vista dell’APT le maggiori criticità riguardano i tempi per avere notizie sulle manifestazioni, soprattutto quando queste hanno raggiunto dimensioni ragguardevoli e rappresentano un momento turisticamente importante, ovvero un appuntamento in grado di diventare motivazione turistica. In questi casi, per l’APT sarebbe essenziale

rie. Diverse generazioni di nostri compaesani girarono tutti i paesi della valle trebbiando il frumento.

Nella foto a sinistra: piantine di grano seminate in autunno A destra: un volontario della Pro Loco laga le spighe di grano Foto della Federazione Trentina delle Pro Loco e loro Consorzi

Continua


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Il vecchio fienile diventa un piccolo museo...

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n una delle case più antiche del paese, durante la festa, la Pro Loco apre un vecchio fienile in cui sono custoditi alcuni dei macchinari che venivano utilizzati per la lavorazione del frumento. I visitatori possono ammirare gli attrezzi, alcuni di proprietà di membri della Pro Loco altri prestati dalle famiglie del paese, che ripercorrono la storia della lavorazione di questo cereale, dalla coltivazione all'uso in cucina. Nelle foto a lato: alcuni attrezzi per la coltivazione e la lavorazione del frumento nel fienile di una delle case più antiche del paese Foto della Federazione Trentina delle Pro Loco e loro Consorzi

avere informazioni sul contenuto dell’iniziativa con largo anticipo, in modo da poter programmare in modo ottimale le azioni di promozione (stampa di brochure, presenza a fiere o simili, uscite su stampa e web). Su scala minore, questo problema si ripresenta anche per l’attività di routine dell’APT, che comprende la pubblicazione del calendario mensile di eventi e manifestazioni dell’intero ambito turistico. Certamente comprendiamo che per un gruppo di volontari è difficile programmare tutto con mesi di anticipo, ma per l’APT il tempo è un fattore determinante. Quale politica tiene l'APT di Comano con le associazioni di volontariato che organizzano attività di animazione turistica? L’APT Terme di Comano Dolomiti di Brenta sostiene finanziariamente con un contributo di entità variabile le associazioni che ne facciano richiesta entro i primi mesi dell’anno. E’ poi il Consiglio di amministrazione a valutare la richiesta e a quantificare il contributo. Siamo inoltre a disposizione per l’impostazione di materiale promozionale/informativo (brochure, locandine…), per contatti di gruppi musicali e di intrattenimento di vario genere, per la redazione di co-

municati stampa e per la pubblicazione web delle iniziative segnalate. Nelle ultime stagioni, mettiamo a disposizione delle associazioni che lo richiedono il nostro staff di animazione per creare momenti di gioco dedicati ai bambini in età scolare. Per alcune iniziative di particolare interesse turistico prevediamo inoltre delle visite guidate apposite, generalmente con un transfer organizzato, che riscuotono di norma un buon successo presso gli ospiti delle Terme.

A lato: il gruppo dopo la mietitura


23 PAESE MIO

Premio giovani anno 2011

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AESE MIO è un progetto divulgativo che, nel ricordo di Nanni Vignolo, intende mettere a fuoco, i fini cari alla passione territoriale delle Pro Loco , affinché siano maggiormente sviluppate ed approfondite le tematiche legate al proprio “paese”. Si auspica, inoltre, che la libertà di approccio possa favorire l’inserimento del Premio nell’ambito della normale attività didattica delle scuole; il Premio è un'opportunità offerta alle scuole per conoscere alcuni aspetti etici e formativi che il Servizio Civile Nazionale intende proporre alle nuove generazioni per stimolare la loro “cittadinanza attiva” e la difesa non armata della Patria.

Regolamento - Possono partecipare al concorso tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado frequentanti le due classi terminali (II°/III° liceo classico; IV^ e V^ degli altri ordini di scuola) e gli studenti Universitari di tutte le facoltà. Possono partecipare anche gruppi formati da un’intera classe. - I partecipanti potranno produrre: a) un elaborato (ricerca e/o relazione scritta o file multimediale) sulle tematiche socio-culturali, ambientali e dei beni culturali in senso lato, con particolare attenzione al territorio ai suoi punti di forza (ciò che si ha) e debolezza (ciò che non si riesce a fruire e perché) dando, possibilmente, indicazioni fattibili per affrontare ciò che va tutelato b) presentare una relazione scritta che documenti l’impegno svolto nella difesa e promozione attiva del territorio da parte del singolo e/o del gruppo. Per esempio: organizzazione di petizioni; manifestazioni; azioni informative (volantinaggi, seminari, news letter, siti web, attività educative ecc.); presentazione di esposti, reclami e proposte alle amministrazioni; costituzione di coordinamenti e reti; iniziative di miglioramento ambientale (recupero di aree degradate, miglioramento della fruizione di luoghi pubblici, valorizzazione di beni culturali e/o ambientali ecc.) ecc. - I partecipanti devono inviare il proprio elaborato, in n. 3 copie alla Segreteria dell’Associazione - Via Provinciale 88, 83020 Contrada (AV), entro e non oltre il 30 maggio 2011. - L’elaborato non deve essere necessariamente rilegato

e le pagine devono essere numerate. Sull’intestazione deve comparire soltanto il titolo, mentre in busta chiusa allegata devono essere specificati il titolo, i dati personali (Cognome, Nome, Luogo e data di nascita, Nazionalità, Classe o Corso di Studi e annualità dello stesso), il nome della Scuola o dell’Università (Nome,Via, n, Cap, Città, Provincia, Regione, n° di telefono, n° di cellulare, indirizzo e-mail). - E’ richiesto inoltre l’invio del lavoro anche in file word su CD o all’indirizzo e.mail: segreteria@serviziocivileunpli.it - Ai lavori più significativi verranno assegnati tre premi indivisibili che consistono in borse di studio di denaro così ripartite: 1.500 euro + targa artistica e diploma, per il primo classificato 1.000 euro + targa artistica e diploma, per il secondo classificato 500 euro + targa artistica e diploma, per il terzo classificato - I premi debbono essere ritirati personalmente dai vincitori in occasione della cerimonia di assegnazione del Premio che sarà comunicata entro la data di scadenza dello stesso (30 Maggio 2011). -In previsione di un’eventuale pubblicazione dei lavori, si considera acquisito da parte del Premio, con l’invio della richiesta di iscrizione, anche il consenso alla pubblicazione. Per il regolamento completo e ulteriori informazioni contattare l'indirizzo e-mail segreteria@serviziocivileunpli.it

Nell'immagine in alto: il logo del concorso "Paese mio"


24 CON "I VOLTI DEL TEMPO"

la Pro Loco di Nomi festeggia i 30 anni di Bruno Coveli, ex Presidente della Pro Loco di Nomi

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Nella foto da sinistra: Giuliano Vinotti Sindaco dell’anno di fondazione, Franco Giuliani ex Assessore alle associazioni, Mauro Delaiti Vicepresidente della Pro Lo-

co, Bruno Coveli ex Presidente della Pro Loco, Alois Furlan Vicepresidente della Federazione, Tiziano Mellarini e Rinaldo Maffei l’attuale Sindaco

a Pro Loco di Nomi ha celebrato recentemente la festa del suo 30° anniversario con la pubblicazione di un volume curato dal suo attuale Presidente Bruno Coveli, dal titolo “I volti del tempo”. I volontari dell’associazione hanno provveduto ad allestire una stupenda mostra di fotografie che spaziava dal 1980 al 2010, con rappresentazione delle numerose iniziative che nel corso di trent’anni hanno contraddistinto il lavoro della Pro Loco. Un ricordo particolare è stato riservato per i Presidenti storici nell’ordine premiati con una targa ricordo: Bruno Coveli, Paolo Pedrotti, Mariano Battistotti e Carmelo Ioriatti. È stata ricordata la figura di Gianna Lasta, moglie di Mariano Battistotti che fu l’anima “nascosta” della Pro Loco che per lunghi anni mise a disposizione la sua casa come sede per l’associazione. Lei era sempre a fianco del suo uomo, che resse le sorti della Pro Loco per un ventennio. Alla cerimonia ha voluto essere presente anche l’Assessore al turismo Tiziano Mellarini, che si è complimentato con la Pro Loco per il traguardo raggiunto.

PIEVE DI BONO

La Pro Loco racconta l'operato del 2010 di Pro Loco Pieve di Bono

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ccoci qui, cari lettori! Anche quest’anno sta per finire e noi vi vogliamo rendere partecipi delle varie manifestazioni già svolte. Innanzitutto vogliamo ricordarvi che ogni giovedì alle 21.15 presso la Palestra di Pieve di Bono si svolgono gli allenamenti di pallavolo aperti a tutte le persone di maggiore età…quindi non esitate a venire!! Con l’arrivo della primavera ci siamo iscritti ai tornei di pallavolo, nel mese di maggio al “Beach Volley” a Caffaro, mentre nel mese di giugno al “Green Volley” a Darzo. Il 6 giugno abbiamo aiutato gli organizzatori della “Rampinada”, la gara di bike della Val di Daone, dividendoci lungo il percorso con acqua e cibo per i partecipanti. Come quattro anni fa, sperando nella vittoria dell’Italia, abbiamo proiettato le partite dei Mondiali sotto il portico della Palestra di Pieve di Bono. In luglio anche quest’anno abbiamo allestito il Castel Romano per la “Festa Lodroniana” con la pre-

senza del Lanzichenecchi. E poi,il 31 luglio ed il 1 agosto, la tanto attesa festa al “Park Isol”!! La festa prevedeva due serate: nella prima serata si è esibito il gruppo, ormai famoso, “Piume d’Equino” con a seguire i Dj, mentre la domenica ha accompagnato la cena a base di polenta carbonera e la serata l’orchestra “Sonia Music”. In entrambe le serate funzionava un fornitissimo spaccio bar! La stagione estiva si è conclusa con la Sagra di San Felicissimo, con una piccola variante del posto; invece che al Piazzale delle scuole dove era solito farla in questi ultimi anni, abbiamo “allestito” il bellissimo parco dietro l’Ex Asilo. La giornata prevedeva il pranzo a base di pasta ed il pomeriggio è stato movimentato dall’orchestra. Ringraziamo inoltre di cuore tutte le persone preziose che hanno collaborato con la nostra associazione. Concludendo porgiamo a tutti i lettori TANTI AUGURI DI BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO!!


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VAL RENDENA II EDIZIONE DEL CONCORSO "CARISOLO E I SUOI PRESEPI"

grande successo e partecipazione di Michela Bertarelli

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a Pro Loco di Carisolo, visto il successo riscontrato in occasione del concorso “Carisolo e i suoi presepi” del 2009, ha deciso di proporre anche quest'anno l'iniziativa. Tale concorso, rivolto a famiglie, associazioni o gruppi spontanei, consiste in una rassegna di presepi realizzati negli spazi esterni alle abitazioni o sedi associative a Carisolo, in modo da essere facilmente visibili dai passanti. In base alle iscrizioni pervenute, la Pro Loco ha provveduto a realizzare la scheda per il voto con una piccola cartina sulla quale sono stati segnati i nominativi degli iscritti, al fine di permettere ai visitatori di ammirare tutti i presepi ed essere perciò in grado di esprimere le proprie preferenze. Ognuno potrà così prender parte all’evento e contribuire alla proclamazione del vincitore. Ai primi tre classificati saranno offerti dei buoni spesa aventi il valore di €. 150,00 per il primo classificato, di €. 100,00 per il secondo e di €. 50,00 per il terzo; sarà inoltre assegnato uno speciale “premio giuria” e verranno messi in palio numerosi altri premi assegnati ad estrazione tra tutti i partecipanti. Anche coloro che hanno contribuito mediante la votazione avranno la possibilità di vincere alcuni premi ad estrazione! La premiazione del concorso avverrà nella serata di sabato 8 gennaio, in occasione del concerto di musiche natalizie proposto dalla Banda Comunale di Pinzolo, che avrà luogo nella chiesa parrocchiale di Carisolo ad ore 21.00. Venite dunque numerosi a Carisolo a visitare il paese e tutti i presepi realizzati! Durante il periodo natalizio i volontari del gruppo “Amici del Presepe” della Pro Loco di Carisolo allestiranno poi una natività nei pressi della chiesa di S. Stefano e la bellissima chiesa cimiteriale sarà aperta al pubblico nei giorni di mercoledì 29 e giovedì 30 dicembre, sabato 1, domenica 2 e mercoledì 5 gennaio 2011 dalle 14.00 alle 16.00. Per l'occasione sarà possibile utilizzare gratuitamente l'audioguida che spiega le interessanti opere d'arte della chiesa in lingua italiana, tedesca ed inglese. Giovedì 30 dicembre e domenica 2 gennaio sarà inoltre possibile partecipare ad una visita guidata della chiesa che avrà luogo alle ore 15.00. Siete quindi tutti invitati a Carisolo, per coniugare le tradizioni del Natale con l'arte, la storia e la cultura che sono parte viva ed integrante della nostra località.

Nella foto in alto: i vincitori della prima edizione del concorso con gli organizzatori In basso: presepe realizzato da uno dei partecipanti


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IN PISTA CON LA PRO LOCO GS MAVIGNOLA

un anno ricco di iniziative e progetti di Nadia Vidi, Presidente della Pro Loco Gs Mavignola

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a Pro Loco gs Mavignola, innanzitutto,vuole ringraziare tutti i volontari che hanno collaborato con noi in tutto quest’anno nello svolgimento delle varie iniziative programmate. Abbiamo avuto un’ estate piena di impegni che vorrei riassumere brevemente. Anche quest’anno abbiamo concentrato l’attenzione sui bambini proponendo ogni settimana una serie di divertenti attività: Baby Dance, spettacoli di teatro e musica, il magico circo, laboratori di vario genere per creare e divertirci con persone preparate, lettura per bambini a dorso d’asino; in più con la collaborazione del Parco Naturale Adamello Brenta abbiamo fatto una delle uscite per conoscere meglio il nostro parco, la nostra fauna e anche la scoperta di uno sport un po’ diverso l’orienteering.. Tutti questi momenti sono stati apprezzati sia dai bambini che dai loro genitori, che, grazie ad una

buon’organizzazione e alle attività coinvolgenti e spiritose, si sono divertiti, passando bei momenti insieme, ridendo e svagandosi! Ci siamo impegnati su più versanti, a partire da due serate intitolate: “emozioni sotto le stelle”che prevedevano di osservare le stelle con il telescopio con l’aiuto di un operatore didattico del Museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento. Non sono mancate le uscite più storiche guidate da Massimo Collini sui percorsi della Grande Guerra, arrivando al Forte di Clemp. Una serata molto particolare e apprezzata è stata quella della presentazione del libro: “ un Sacerdote e basta” dove viene raccontata la vita del nostro caro Padre Ermete Rauzi , dalla Dottoressa Primavera Fisogni. Una serata dedicata al ricordo di una gran persona che ha passato più della metà della sua vita nel nostro paese.

Nelle immagini alcuni momenti delle manifestazioni organizzate dalla Pro Loco gs Mavignola


VAL RENDENA

Abbiamo dato spazio anche a momenti legati alla musica: una serata con il coro Castel Campo di Ponte Arche allietandoci con canti della montagna e una serata diversa con musica leggera con la compagnia cantante Ginguruberu. Non ci siamo dimenticati poi dei più sportivi. Pensando a loro abbiamo organizzato quattro serate proponendo la presentazione di alcuni film presentati al filmfestival di Trento, con la presentazione di Bonapace Egidio che ringraziamo per la disponibilità. Ecco che arriva l’evento che da anni ci rappresenta nel mondo degli sportivi è la Rampagada, gara podistica di 5 e 14 Km. La partecipazione è stata ancora più numerosa rispetto agli anni passati, a dimostrazione che l’evento è sempre più apprezzato. Infatti, cerchiamo di pensare a tutti, sia agli atleti più competitivi, sia a quelli meno allenati grazie a premi ad estrazione e alla premiazione del circuito con la Slaifera e la Madonnina che aiuta a coinvolgere più atleti… poi tutti insieme al parco ai Sass per abbuffarsi con polenta, carni alla griglia, crauti preparati dai nostri sempre attivi volontari. Ci siamo poi attivati ad organizzare due eventi che coinvolgessero tutti, il primo a ritmo di musica con la Festa Campestre accompagnata dall’esibizione del Gruppo Country e il secondo, ormai da anni chiamato “Festa d’Estate” con l’intrattenimento musicale. Per finire in bellezza un’estate così intensa, abbiamo ripercorso le tappe della Via Crucis per raggiungere l’altare di Clemp. Celebrata la Santa Messa, vi è stato il desiderato momento conviviale a base di polenta, carne, crauti, formaggio e chiacchiere in compagnia! Una bella giornata trascorsa assieme al coro S.O.S.A.T. e… chiusura dell’estate! Poi non mancano le attenzioni ai nostri soci ed ecco che a fine settembre arriva“Giochiamo insieme”, la manifestazione sportiva per i soci. Si tratta delle partite di calcio e pallavolo tra Mavignola alta e Mavignola bassa. Una giornata allegra e divertente in compagnia, finendola a mangiare la pizza alla Botte a Giustino. Per scoprire la gioia del movimento ed il ritmo ad ottobre è iniziato il corso di ballo liscio e latino americano, che proseguirà fino a dicembre e poi nel mese di ottobre proponiamo la ginnastica dolce per i soci. Il 31 ottobre festa della zucca, dove si vedono protagonisti i bambini con le proprie zucche. Il compito è quello di portare la propria zucca decorata con molta creatività e poi ogni bambino è premiato e ringraziato per il loro lavoro. Anche quest’anno sono venuti molti bambini con tante zucche diverse, originali e molto belle. Poi la tombola con ricchi regali per tutti ed infine uno spuntino in compagnia. Per non annoiarsi nel mese di novembre abbiamo organizzato per tre venerdì il torneo di carte in tre specialità diverse, sempre in memoria di Giacomo e

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Bruno Maffei. Colgo l’occasione per ringraziare il bar Augusto, Hotel Tosa e l’Albergo alla Posta per l’ospitalità e disponibilità. Per concludere vorrei ringraziare anche tutti gli sponsor che ci aiutano nei vari depliant e vorrei finire dicendo che la Pro Loco nel suo piccolo cerca di valorizzare far conoscere a più persone il nostro territorio e col tempo creare un’identità.


Centopaesi 2010-4  

Rivista delle pro loco e dei consorzi trentino