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Spediazione in abb.postale-45%art.2 comma 2/b Legge 662/96 - Filiale di Trento edito dalla Federazione Trentina Pro Loco e Consorzi - Comitato UNPLI Trentino

La rivista delle Pro Loco e dei Consorzi Pro Loco del Trentino

anno XV n°3 - ottobre 2010

DG

ASPETTANDO i 130 anni della Pro Loco EDITORIALE

FEDERAZIONE

CONSORZI

PRO LOCO

Aspettando i 130 anni... pag. 3

Leader si nasce o si A Bocca Casèt per L'oro bianco di diventa? vedere i migratori Darzo pag. 18 pag. 13 pag. 6


APPUNTAMENTO NAZIONALE UNPLI Quest'anno si terrà a TRAPANI il 26, 27, 28 NOVEMBRE 2010

il Convegno annuale UNPLI "Turismo territoriale, una strategia per il futuro". La Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi si occuperà dell'organizzazione del viaggio. I dettagli e il costo del viaggio sono ancora da definire, invieremo al più presto via mail tutte le informazioni. CENTOPAESI

DIRETTORE RESPONSABILE

Armando Pederzolli REDAZIONE

Leone Cirolini Rina Chemelli Deborah Garbari Ivo Povinelli DIREZIONE

Via Garibaldi 3 Trento tel 0461 239006 info@unplitrentino.it Autorizzazione del tribunale di Trento n. 926 del 26.09.96 IMPAGINAZIONE GRAFICA

Rina Chemelli Deborah Garbari STAMPA

Tipografia Esperia Lavis - Trento

INDICE Pag. 30-00 Aspettando i 130 anni... Pag. 4-600 Disegna la tua Pro Loco II edizione Pag. 50-00 La nascita delle società di abbellimento Pag. 6-110 L'oro bianco di Darzo Pag. 10-00 "Premio Nazionale Francesco Dattini" Pag. 13-00 A Bocca Casèt per vedere i migratori Pag. 16-00 Pubblicità Pag. 18-17 Leader si nasce o si diventa? Pag. 19-19 Tutti gli eventi delle Pro Loco on-line Pag. 20-21 Una Magnarustega da tutto esaurito Pag. 22-23 Festa a rifiuti zero a Lavis Pag. 23-25 Festa del radicchio di Bieno Pag. 24-27 La Pro Loco di Cavareno ha festeggiato i primi Pag. 00-00 100 anni Pag. 26-00 Festa delle Brise IV edizione Pag. 28-00 Il fascino della soffiatura Pag. 30-00 Calcio saponato Pag. 00-00 A...spettando la Ganzega Pag. 31-31 Minori di anni 18 no alcol


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EDITORIALE

ASPETTANDO I 130 ANNI...

26, 27 e 28 maggio 2011, a Pieve Tesino si fa festa per i 130 anni della prima Pro Loco d’Italia di Armando Pederzolli, Presidente della Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi

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tanno per arrivare i 130 anni della Pro Loco di Pieve Tesino e questo per noi è un traguardo importante. È vero che ci chiamiamo così da qualche anno in meno ma per noi il primo momento che è stato formalizzato, in un documento ancora esistente, risale al 1881. Dobbiamo farci i complimenti, perché non sono mica tante le istituzioni che durano così tanto e che sono sopravvissute alla caduta dell’Impero Austroungarico, al fascismo, a due guerre mondiali e alla prima e seconda repubblica italiane. Sarà che Pro Loco vuol dire tante cose, con dei pro e dei contro. Portando un nome che lascia così tanto spazio all’interpretazione, a volte si può non sapere bene qual è l’oggetto preciso del proprio lavoro. Diversamente, non essendo ‘Pro Loco’ un nome che definisce precisamente le cose che si fanno, c’è sempre spazio per la creatività e la fantasia del volontariato. Ebbene allora tiriamola fuori questa fantasia e inventiamoci il nostro futuro, pensiamo a come ci piacerebbe essere tra dieci anni oltre che a quanti vorremo essere. Il trend quantitativo è in crescita, questa rivista si chiama così – 100 PAESI - perché all’inizio della sua storia le Pro Loco erano circa un centinaio, mentre oggi, a distanza di 15 anni, sono circa 160. Se pensiamo anche alla qualità, invece che solo alla quantità, gli sforzi sono già cominciati, con il progetto Qualità e con una serie di altre iniziative che aiutano a guardare non solo all’oggi ma soprattutto al domani. Guardare al futuro serve a superare le difficoltà, perché se guardiamo solo gli ostacoli del presente la vita è troppo amara e allora vi propongo anche di guardare alle possibilità che abbiamo e alle opportunità che non è più il tempo di lasciarci sfuggire. È proprio di questo che vogliamo parlare a Pieve Tesino i prossimi 26, 27 e 28 maggio, delle possibilità e delle opportunità che le Pro Loco potrebbero cogliere per immaginarsi il proprio futuro. Ancora non abbiamo deciso di quali temi vorremo parlare; sarà il direttivo della Federazione a fare una scelta in questo senso, cercando di includere le questioni più significative nella discussione che verrà avviata. Sarà insieme un’occasione di riflessione e di festa a livello nazionale perché inviteremo i responsabili UNPLI na-

zionali, regionali e provinciali, provenienti da tutta l’Italia. Per l’occasione speciale abbiamo deciso che la premiazione della seconda edizione del concorso "Disegna la tua Pro Loco" si terrà in quella speciale occasione anche se le scuole conosceranno prima

l’esito per poter organizzare in tempo utile il viaggio premio previsto. Il tema di quest’anno è la "Pro Loco del futuro" e speriamo che i bambini possano con la loro simpatia ed immediatezza darci qualche buona idea per i nostri anni a venire. Lo scorso anno abbiamo ricevuto ben 500 disegni e invito le Pro Loco a farsi di nuovo promotrici di quest’esperienza presso le scuole delle loro comunità presentando l'iniziativa e spiegando cos'è una Pro Loco. Prepariamoci tutti per questo compleanno così importante, il tempo ha dimostrato il nostro valore e il futuro ci riserverà tutte le opportunità che vorremo e sapremo cogliere. Viva le Pro Loco.

Nella foto: Armando Pederzolli.


2° EDIZIONE LA PRO LOCO DEL FUTURO Per i 130 anni dalla nascita della prima Pro Loco in Italia, la Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi assegna il tema "La Pro Loco del futuro", al secondo concorso di disegno per bambini "Disegna la tua Pro Loco". •Possono partecipare al concorso tutti i bambini delle scuole elementari dell'anno scolastico 2010/2011. •Ogni concorrente potrà inviare un solo disegno in formato A4 che rappresenti la sua idea della Pro Loco del futuro. •I disegni dovranno recare sul retro nome, cognome, scuola e classe di appartenenza del bambino. •I disegni dovranno essere inviati via posta o consegnati a mano alla Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi con sede in via Garibaldi n° 3 cap 38122 Trento entro il 31 MARZO 2011. •Il vincitore verrà designato da apposita commissione nominata dal Comitato Direttivo della Federazione e verrà reso noto entro il 30 aprile 2011. La premiazione ufficiale avverrà durante le celebrazioni per i 130 anni delle Pro Loco d'Italia che si terranno a Pieve Tesino il 27, 28 maggio 2011. •Il premio consisterà in un buono, per tutta la classe del bambino vincitore, per un viaggio di istruzione della durata di un giorno (comprensivo di trasporto, pasto ed eventuali biglietti di entrata a musei o altro) •L'organizzazione del viaggio sarà a cura della Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi in accordo con l'istituto di appartenenza della classe del bambino vincitore.


5 LA NASCITA DELLE SOCIETA' DI ABBELLIMENTO

Imprecise suggestioni tra turismo e irredentismo di Ivo Povinelli, storico impreciso, improvvisato ed estemporaneo

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utti gli storici vorranno perdonare la mia imprecisione su quanto vado scrivendo, ma i pochi documenti che il tempo mi ha permesso di consultare e qualche scambio di opinioni con una cara vecchia conoscenza, pronipote di un fondatore di una società di abbellimento che preferisce l’anonimato, mi spingono a formulare alcuni pensieri. La prima società di abbellimento nasce in Tesino, nel 1881, con lo scopo di abbellire il colle di San Sebastiano. Una decina di anni dopo iniziano a nascere qua e là, in tutto il Trentino austro-ungarico, le società di abbellimento. Non nei centri più piccoli, ma in quelli più popolosi, come Borgo Valsugana, Tione, Rovereto, Cles… . Tutti i loro statuti sono depositati negli archivi di stato, ben 5 le copie che era necessario redigere per inviarle al capitanato dell’impero, il quale a sua volta le doveva inviare su e su fino al grado più alto di quella imponente macchina burocratica che era l’impero austro-ungarico. Con l’unità d’Italia del 1861, inoltre, c’era da sospettare di ogni mossa separatista e quindi, circa 15 anni dopo, Francesco Giuseppe aveva deciso che ogni associazione, per ‘esistere’, doveva aver ricevuto il visto dell’autorità. Sempre invischiate con la politica le Pro Loco, fin dalla loro nascita! In pratica il movimento delle società di abbellimento sembra crescere pari pari con l’irredentismo e, a naso, ripeto, a naso, forse gli fa un po’da supporto e un po’ da copertura. Certo è che non si trattava di volontari nello stesso senso in cui oggi guardiamo alle Pro Loco, bensì di persone che dedicavano parte dei propri soldi alla realizzazione di opere pubbliche, sia di abbellimento che di intrattenimento. Non erano certo quisquiglie se a Rovereto la società di abbellimento riusciva a costruire la fontana in corso Rosmini, attraverso un sistema di autotassazione dei soci che difficilmente poteva essere sostenuto dagli strati più bassi della popolazione. Quindi non si trattava di cittadini senza distinzione di classe e censo bensì, piuttosto, di personaggi interessati al bene pubblico, forse con un senso estetico del rendere bello l’ambiente in cui vivevano. Persone che probabilmente vedevano in questa operazione anche la possibilità di rendere i propri centri più accoglienti, per un turismo italiano che poteva andare a sostituirsi a quello della corte austriaca, con la quale ormai i rapporti andavano raffreddandosi sempre di più. Il fronte occidentale diventava ormai terra di poco interesse per Francesco Giuseppe, che forse già sapeva a cosa avrebbe portato l’italianità trentina, veniva piano piano armato a zona di confine mentre l’investimento infrastrutturale era sempre più scarso. E tra tutti i turisti che frequentavano le monta-

gne Trentine perché non guardare a quelli italiani invece che solo agli svizzeri, ai francesi agli inglesi o agli austriaci? Insomma, che lingua doveva parlare il turista che frequentava il Trentino? Dal primo novecento sicuramento l’italiano. Non essendo dei poveracci quindi i fondatori delle società di abbellimento, forse anche un po’ massoni, desideravano entrare nei meccanismi di potere e quindi perché non sostenere il passaggio ad uno stato diverso che li avrebbe visti protagonisti. Sempre a smarcarsi dai poteri esterni i Trentini, questo già lo faceva Cristoforo Madruzzo, il lupo perde il pelo ma non il vizio; cosa avranno mai inventato gli autonomisti…?! Boh! E le società di abbellimento che centrano? Non vi è certezza, possiamo però dedurre che si pensasse al futuro, che si pensasse a come prendere parte al proprio destino al di là del potere istituzionale, a fare qualche cosa nella propria terra e per la propria terra, e se l’irredentismo aiutava, perché no! Se qualche studente universitario interessato alla storia del Trentino, o del turismo, volesse un giorno prendersi la briga di verificare qualcuna delle ipotesi appena abbozzate saremo lieti di offrire lui tutto l’appoggio possibile.

Nell'immagine: documento di accordo tra Comune e Pro Loco, conservato nell'archivio di Pieve Tesino.


6 L'ORO BIANCO DI DARZO

Ritratto di un paese Recensione di Deborah Garbari

La miniera

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’oro bianco di Darzo, ritratto di un paese. Questo è il titolo del libro scritto da Andera Petrella e voluto dalla Pro Loco di Darzo per non dimenticare un periodo importante per la propria comunità. Un libro che tocca molti aspetti: il lavoro e le paure dei minatori, dei teleferisti e delle cernitrici, raccontati attraverso le parole di molte persone che quel periodo l’hanno vissuto e amato, che hanno visto la miniera come una valida alternativa all’emigrazione. Il libro racconta con numerosi particolari come veniva estratto l’oro bianco, a partire dalle tecniche adottate dai minatori che si trovavano di fronte ad un lavoro mai svolto prima, dato che la maggior parte di loro veniva da famiglie di contadini. Vengono raccontate anche le innovazioni e i macchinari che nel corso degli anni le ditte hanno portato per svolge-

re meglio il lavoro in miniera. Colpisce molto l’affetto con cui tutti gli intervistati parlano delle miniere e dei proprietari, nonostante il lavoro faticoso e pericoloso che li impegnava per moltissime ore al giorno. Parlano con molta riconoscenza e nostalgia di un periodo di benessere terminato nel 2009 con la chiusura, a Marigole, dell’ultima miniera. Per capire cos’ha rappresentato la miniera per gli abitanti di Darzo, è necessario fare un passo indietro, raccontare come viveva la popolazione e quali lavori svolgeva in quel periodo. Prima della scoperta della barite, la Valle del Chiese presentava un’economia principalmente rurale. La popolazione sfruttava il corso del fiume per il trasporto di materiale, vendeva il legname e allevava il baco da seta. Verso la metà del secolo queste attività vennero abbandonate perché la fluitazione venne sospesa, il disboscamento normato e gli allevamenti del baco da seta subirono una forte crisi per colpa di una grave malattia e della concorrenza asiatica. A causa di tutti questi fattori e anche dell’aumento demografico registrato in tutta la provincia, molte famiglie furono costrette ad emigra-

Cos' è la barite? Il solfato di bario, detto più comunemente barite, ha la particolarità di avere un elevato peso specifico, insolito per un minerale non metallico, che la rende immediatamente riconoscibile. In natura i cristalli di barite si presentano limpidi, incolori o di un bianco purissimo, anche se talvolta possono prendere colorazioni giallo miele, rosa o celeste. Gli utilizzi di questo minerale variano a seconda della sua qualità e della sua polverizzazione. La barite bianchissima e pura è impiegata nella produzione di colori, stucchi e vernici oppure nell’industria tessile, cartaria, della gomma, della tela cerata, del vetro, o come base di partenza per la produzione di sali di bario e nelle produzione di calcestruzzo pesante. Il solfato di bario viene usato addirittura in medicina come diagnostico di contrasto per eseguire esami radiografici dell’apparato digerente. La barite di seconda categoria viene utilizzata per la produzione di colle per il fissaggio delle piastrelle e quella non purissima, di colore scuro, nelle sale di radiologia e nei pozzi petroliferi. Tratto dal libro "L'oro bianco di Darzo ritratto di un paese" di Andrea Petrella.

Nella foto in basso: parte del murales voluto dalla Pro Loco per non dimenticare la miniera. Nel murales sono stati inseriti anche dei frammenti di barite.


LENTE DI INGRANDIMENTO re principalmente verso l’America. Ci fu un’emigrazione anche interna, verso le grandi città del nord come Milano, Torino, Brescia e Genova, dove moltissime donne si spostarono per prestare servizio come balie, cameriere o domestiche presso le famiglie della borghesia urbana. È in questo contesto che nel 1894 venne scoperta la barite, che rappresentò per moltissime persone speranza e lavoro vicino a casa. Il 9 luglio la ditta “Fratelli Giacomo e Piero Corna Pellegrini” cominciò la sua attività, con notevoli difficoltà nel trasporto della barite e nella perforazione della montagna. Le prime innovazioni sono del 1934: con l’utilizzo della teleferica venne migliorato il trasporto e a Darzo venne costruito uno stabilimento per il lavaggio, la cernita e la macinatura della barite. La ditta dei fratelli Pellegrini non fu l’unica, altre due importanti ditte, Maffei e Sigma, fecero fortuna investendo nel mercato della barite i propri capitali.

I minatori La figura del minatore che viene raccontata in questo libro lascia spazio a riflessioni inevitabili. Viene raccontato come vivevano, cosa indossavano, come lavoravano, gli strumenti che usavano, gli alloggi, la voglia di tornare finalmente il sabato pomeriggio a casa dalle proprie famiglie. Un lavoro fatto di molti sacrifici, che ha spinto moltissimi uomini ad addentrarsi all’interno della montagna per portare alla famiglia il denaro necessario per vivere. I minatori lavoravano in coppia, con la paura di crolli ad ogni minimo rumore. Erano un’unica grande famiglia, che lavorava insieme per 10 ore al giorno, compreso il sabato. Inizialmente a turno un minatore usciva prima dalla miniera per preparare il pranzo e la cena per tutti; principalmente polenta o pasta e ognuno si portava un pezzo di formaggio, un po’ di lardo o si faceva mandare dalle mogli con la teleferica qualche piatto pronto. Negli alloggi la situazione era quasi insostenibile, tutti raccontano del grandissimo freddo patito e di una piccola stufa vicino alla quale ci si sedeva a turno per scaldarsi un po’. Gli abiti erano sempre umidi o bagnati a causa della neve, il bagno era esterno e per lavarsi usavano l’acqua ghiacciata del pozzo. Alla sera avevano l’unico momento di svago di tutta la giornata in cui potevano giocare a carte o alla morra, evitando così di pensare troppo alla famiglia lasciata in paese. Un lavoro molto pesante, che non gli faceva mai vedere il sole, di cui spesso avevano paura ma non lo davano a vedere. Non si sono mai opposti alle condi-

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zioni in cui stavano; sapevano bene che guadagnavano molto più che facendo i contadini e se avessero detto qualcosa sarebbero stati licenziati. Per avere quel posto di lavoro c’era la fila e chiunque avrebbe potuto essere rimpiazzato in qualsiasi momento. Moltissimi morivano giovani, per silicosi o baritosi, a causa delle polveri inalate.

Le cernitrici Le ragazze trovarono lavoro all’interno degli stabilimenti. Per molte rappresentava finalmente l’indipendenza anche se tutti i soldi guadagnati andavano alla famiglia. Nonostante il lavoro pesante, le ragazze erano felici di poter aiutare la propria famiglia e si sentivano pari all’uomo nel dare un contributo economico. Le donne dovevano separare la barite bianca, quella più pura, dall’altra, dovevano essere molto veloci perché il nastro trasportatore avanzava e altrimenti la barite pura si mischiava all’altra. Avevano le mani e i piedi sempre bagnati e dovevano coprirsi la bocca con un fazzoletto per non inalare la polvere della barite. Venivano assunte le ragazze delle famiglie più povere e chi si sposava rinunciava al lavoro per lasciare il posto a chi ne aveva più bisogno.

A fianco: copertina del libro "L'oro bianco di Darzo ritratto di un paese", collana vesti del ricordo n° 15, Edizione Fondazione museo storico del Trentino.


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Che cos'è la Pro Loco dal punto di vista antropologico?

di Andra Petrella, ricercatore antropologo autore di "L'oro bianco di Darzo ritratto di un paese"

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iassumere in uno spazio ri- causa le passioni, le sensibilità e anche e soprattutto attraverso la dotto un tema tanto le possibilità di ciascun membro. sua produzione orale, musicale e complesso quanto quello Sono proprio questi elementi che le sue narrazioni. L’impegno finaespresso dal titolo è impresa ardua spingono gli individui a investire lizzato alla loro valorizzazione e e stimolante al tempo stesso. il loro tempo e le loro energie profuso da migliaia di volontari, Ardua perché impone una riflessio- nell’azione volontaria; nel caso in piccoli borghi così come in pone approfondita e, possibilmente, delle Pro Loco, un’azione dettata polosi quartieri metropolitani, è documentata relativa al ruolo da un sentire condiviso. Lo stesso quindi un atto di generosità nei forse poco riconosciuto svolto sentire che pervade e ha sempre confronti del proprio gruppo sociadalle Pro Loco in migliaia di diffe- pervaso le diverse organizzazioni le, a cui l’azione della Pro Loco è renti realtà italiane. Stimolante sociali che si sono succedute nella primariamente rivolta. È signifiperché la domanda permette di spa- storia dell’umanità: il desiderio o cativo notare che molte delle ziare in uno degli ambiti più la necessità di formare gruppi coe- iniziative siano pensate per la fecondi e affascinanti delle si, funzionali al soddisfacimento collettività di riferimento, per il scienze umane e sociali, ovvero il di bisogni materiali ed immateria- suo benessere e per rinsaldare querapporto che lega i gruppi sociali li, ed imperniati su alcuni valori gli invisibili elementi alla base del al proprio territorio. Non si tratta, condivisi. Se è più scontato evi- vivere comunitario. La partecipazione ovviamente, di un dei cittadini alla campo del tutto Un paese ci vuole, non fosse che per il cosa pubblica è inesplorato, dal una tematica remomento che di- gusto di andarsene via. Un paese vuol centemente molto verse discipline dire non essere soli, sapere che nella dibattuta e suffrahanno più volte rigente, nelle piante, nella terra c'è gata da una serie marcato di dati che dimol’impossibilità di qualcosa di tuo, che anche quando non strano come negli scindere i tratti ci sei resta ad aspettarti. ultimi decenni la culturali di una Ma non è facile starci tranquillo. propensione a collettività dal Cesare Pavese, La luna e i falò, 1950. prendere parte a contesto locale in momenti decisiocui risultano insenali riguardanti il riti. Tuttavia, assumere le Pro Loco come un soggetto attivo denziare il ruolo svolto dalle Pro proprio territorio sia decisamente all’interno del binomio territorio- Loco nel promuovere i beni mate- aumentata e abbia assunto forme popolazione rappresenta per certi riali storicamente prodotti da una diverse rispetto alle tradizionali versi una novità a cui forse il comunità (piccolo artigianato, pro- modalità di confronto tra la sfera artistiche, sociale e quella politica. La domondo accademico dovrebbe pre- duzioni stare la dovuta attenzione. Vorrei eno-gastronomia, edifici), è giusto manda di partecipazione non pertanto dedicare le mie riflessioni in questa sede menzionare il fonda- viene più raccolta ed incanalata a tre nodi concettuali che più di mentale contributo che alcuni esclusivamente nei partiti o nei altri mi sembrano descrivere dal soggetti volontari apportano alla movimenti, ma trova una sua adepunto di vista sociologico ed antro- custodia e alla valorizzazione dei guata collocazione in forme meno pologico il multiforme universo beni immateriali che l’antropolo- strutturate e maggiormente legate delle Pro Loco italiane: impegno, go Cirese definisce volatili, al volontariato. È perciò possibile ovvero difficili da fruire senza una leggere il fenomeno delle Pro Lopartecipazione, comunicazione. L’impegno su cui si basa un’asso- corretta rilevazione e riproposizio- co e della loro dinamicità ciazione è notoriamente ne. Il sentire comune, la trama in rilevando la loro funzione più volontaristico; non è catalogabile grado di tenere assieme le varie ani- strettamente “politica”, capace di come lavoro retribuito e chiama in me di una società, si esprime coinvolgere i cittadini più attivi.


LENTE DI INGRANDIMENTO Possiamo interpretare questa capacità come un tentativo di impadronirsi o di tornare ad impadronirsi dei basilari strumenti democratici, troppe volte osteggiati o inibiti dalle istituzioni. Le Pro Loco sembrano perciò essere dei contesti nei quali il ricorso allo strumento della delega, quel comodo rimedio grazie al quale, pilatescamente, affidiamo ad altri la gestione delle risorse e degli interessi del territorio, è meno frequente, presupponendo cioè una diretta presa di posizione e mobilitazione dei cittadini. Non solo. Svolgono anche un insostituibile ruolo nel promuovere i talenti locali e nel rendere fruibili ed utili all'intera collettività le doti e le abilità di ciascuno. Il coinvolgimento interno alle Pro Loco, che potremmo definire emotivo, dimostra di non conoscere barriere di età o di genere, rappresentando per le generazioni più giovani una valida educazione alla cittadinanza attiva e alle regole democratiche. La terza chiave interpretativa che propongo è relativa alle strategie comunicative e agli impatti reali e potenziali che una Pro Loco può produrre nel suo campo d’azione. Storicamente nate come “Società di Abbellimento” e ancora oggi spesso scambiate o sovrapposte

con le aziende di promozione turistica (enfatizzando esclusivamente il carattere folkloristico, ad uso e consumo del turismo), le Pro Loco svolgono tuttora una funzione di comunicazione del proprio territorio nei confronti dell’esterno. Più o meno consapevolmente, decidendo quali aspetti del patrimonio materiale ed immateriale promuovere e valorizzare, una Pro Loco decide con quale immagine presentare il proprio paese al mondo, proponendo peculiarità, tradizioni o paesaggi ritenuti significativi dai residenti stessi, senza mediazioni istituzionali. In altre parole, trasformare il territorio da semplice spazio fisico a luogo, dotato, oltre che di una sua morfologia ed estensione, di un modo (o più modi) per definirlo, per riempirlo cioè di significati e in esso identificarsi. È il paese di cui scrive Cesare Pavese, è quel pezzo di terra, quel nucleo di case, quel gruppo di amici che ci tiene ancorati, pur con fili sottilissimi, in un qualche punto. Anche se “non è facile starci tranquillo…”. In questa ammissione cogliamo anche un’esortazione, un invito ad esercitare quello sguardo critico in grado di volgersi non solo verso i punti di forza di un territorio, ma anche verso le sue criticità. E allora, restituendo ai cittadini il

ruolo di “sentinella” ambientale ed etica, perché non potrebbe essere una Pro Loco a denunciare le storture del territorio, le devastazioni ambientali, gli eco-mostri? Potrebbe essere questa la nuova sfida delle Pro Loco italiane: uscire dal cono d'ombra dei campanili e dei tendoni delle sagre, evitare la ricerca ossessiva di presunte identità storiche o le spinte secessioniste dettate da false omogeneità culturali e riappropriarsi di un senso civico capace di fare sentire inclusi gli esclusi e di ricucire il legame virtuoso tra natura e attività umane che sta alla base di ogni società.

Minatori All'interno del libro è presente anche un dvd, "Minatori", documentario realizzato da Micol Cossali, che racconta gli ultimi giorni di attività della miniera di Marigole attraverso le parole e i volti dei protagonisti. La miniera, aperta nel 1849, si chiude oggi e con lei una storia fatta di fatiche e sofferenze, ma anche di passione e di amicizie. Il direttore, già in pensione dopo 45 anni di lavoro, non ha voluto abbandonare la miniera prima della chiusura e segue con premura la dismissione. Gli ultimi quattro minatori attendono alle attività

estrattive residuali, quando ormai l'eco delle esplosioni è solo un ricordo. il cuoco e custode della casa, che durante la settinana alloggia i minatori, li accompagna in questi ultimi giorni di lavoro. Quello del minatore è sempre stato un lavoro pericoloso e, nonostante le importanti innovazioni che si sono susseguite negli anni, il pericolo si respira ancora oggi negli orscuri e umidi cunicoli delle gallerie che si inoltrano nella montagna.

Tratto dal libro "L'oro bianco di Darzo, ritratto di un paese".

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Nella foto: Andrea Petrella.


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"PREMIO NAZIONALE premio dattini FRANCESCO DATTINI"

Vincitrice del concorso la Pro Loco di Villalagarina Castellano Cei di Ivo Povinelli, Direttore della Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi

I Nella foto in alto: il tavolo della rappresentanza. A fianco: i vincitori del "Premio Nazionale Francesco Dattini". Nella pagina a fianco: in alto, il premio vinto dalla Pro Loco, un arazzo che risproduce "Il miracolo della sorgente" di Giotto. In basso, il gruppo delle Pro Loco finaliste presente ad Assisi.

l primo fine settimana di ottobre ha visto la Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi impegnata insieme alle 8 Pro Loco trentine finaliste del “Premio Nazionale Francesco Dattini” edizione 2010. Il premio Dattini nasce in concomitanza del rituale dono dell'olio di San Francesco. Ogni anno la diocesi di una regione italiana offre ad Assisi l'olio che alimenterà dal 4 ottobre la lampada del Santo per un anno intero. Il 2010 è l'anno del Trentino e quindi il Comitato delle Pro Loco Assisane invita le Pro Loco trentine a partecipare al premio. Le Pro Loco hanno inviato i propri elaborati, video, pubblicazioni o libri che riguardassero ricerche, feste, rievocazioni o tradizioni. La vincitrice del premio è la Pro Loco di Villalagarina-Castellano-Cei. Il “Premio Dattini” ricorda Francesco, politico e amministratore impegnato da sempre nel mondo del volontariato turistico umbro, scomparso prematuramente nel 2003. Fondatore di numerose Pro

Loco, viene ricordato ogni anno attraverso questa piacevole competizione in cui le Pro Loco gareggiano con i propri lavori. Lo scopo del premio è quello di valorizzare e far incontrare la spontaneità delle persone che attra-

verso le Pro Loco si impegnano per il proprio territorio e per la propria comunità. Tra le otto finaliste del premio, le Pro Loco di Caoria (Vanoi), Carisolo, Darzo, Villalagarina-Castellano-Cei, Fae-


11 do, Terres, del Casale e il Consorzio Pro Loco della Val di Non. I lavori inviati erano dei più vari, tutti unici nel loro genere e tutti testimoni della creatività e dell'impegno delle associazioni coinvolte. Ci tiene a sottolinerlo Euri Matteucci, presidente del comitato UNPLI Umbria, che non parla di turismo religioso ma di turismo spirituale, parlando del primo come fenomeno industriale e selvaggio mentre si potrebbe, proprio attraverso le Pro Loco, recuperare un contenuto valoriale radicato e rispettoso della sensibilità di chi si avvicina a un luogo sacro. Chi era Francesco Dattini. Sicuramente era un cristiano che si batteva contro l'assenza di valori, un ispirato Degasperi umbro che sfidava l'ambiguità del mondo moderno invocando speranza ed azione concreta. Francesco di nome, e forse anche di fatto, ha testimoniato la possibilità delle Pro Loco di fare miracoli attraverso le loro azioni pe il luogo ma soprattutto per gli uomini e le donne che ci vivono. Il parroco che celebra l'omelia in ricordo di Franceso Dattini lo definisce 'cre-

dente e credibile', un uomo che seppe affrontare un trapianto polmonare per il quale molte Pro Loco d'Italia si mobilitarono nella raccolta dei fondi necessari. Francesco volle restituire quanto fatto per lui e si offri ancora di più al servizio della sua comunità prima di lasciare per sempre i suoi cari, i suoi amici e le sue Pro Loco. Vince il premio la Pro Loco di Villalagarina-Castellano-Cei con i quaderni della collana EL PAES. Ritirano il premio Gianluca Pederzini insieme ad Armando Pederzolli presidente della Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi. Menzione d'onore per i secondi classificati, la Pro Loco di Carisolo con un libro e un'audioguida del paese e il Consorzio Val di Non con un volume sulla catena delle Maddalene. Chiude la premiazione il sindaco di Assisi Claudio Ricci dicendo che gli uomini delle Pro Loco sono uomini che lavorano sempre 'per', non gli interessa il fine ma l'essere 'per'. Il premio è un'arazzo in punto croce assisano che riproduce “il miracolo della sorgente” di Giotto.


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Chi era Francesco Dattini? dalla Pro Loco di Capodacqua

Nella foto a lato: Francesco Dattini. In basso: immagine della conferenza stampa di Castellano.

Francesco Dattini era un uomo semplice, di solo 48 anni, che tra tanti sogni portava nel cuore quello della crescita delle Pro Loco, che per tanti anni ha cercato di realizzare. Nel 1986 Dattini ha dato inizio alla Pro Loco di Capodacqua che oggi porta il suo nome. Grazie al suo impegno, ogni frazione del comune di Assisi ha la propria Pro Loco nata dalla trasformazione di associazioni già esistenti sul territorio o dalla costituzione di nuove. Le Pro Loco del comune di Assisi, insieme a quelle dei comuni di Bastia Umbra, Bettona e Cannara sono riunite nell’UNPLI - Comitato Locale Assisano di cui Francesco è stato responsabile per diversi anni. Francesco, ha portato avanti il Suo impegno per le Pro Loco, per il

territorio ed in particolare per la “ tanto amata città di Assisi ”, anche durante la sua grave malattia. Proprio in quel periodo ha dato tutto se stesso, organizzando convegni a livello nazionale. Uno in particolare, “Il festival della salute“, a cui sono intervenute personalità di fama nazionale e internazionale. Quello è stato uno dei momenti in cui Francesco ha dimostrato tutto il suo carattere e la sua forza nel raggiungere i propri obiettivi. La sua attività nelle Pro Loco è culminata con l’ingresso nell’UNPLI regionale come consigliere, con l’idea che le Pro Loco debbono avere un ruolo fondamentale nelle istituzioni. Francesco ci insegna che la vita è bella se vissuta intensamente assaporando ogni circostanza e

valorizzando l'incontro con ogni individuo. Con la sua persona, abbiamo compreso che c'è una speranza anche sulla soglia della morte.

Conferenza stampa a Castellano di Villalagarina, 26 ottobre 2010 A seguito della vittoria del “Premio Nazionale Francesco Dattini”, ricevuto ad Assisi il 3 ottobre 2010, la Pro Loco di Villalagarina Castellano Cei ha organizzato una conferenza stampa per rendere partecipe tutta la comunità del proprio successo. Martedì 26 ottobre si sono riuniti presso il Teatro di Castellano i componenti della Pro Loco di Villalagarina, l’Assessore al turismo Tiziano Mellarini, il Sindaco di Villalagarina Alessio Manica, il Presidente della Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi Armando Pederzolli, la Presidente dell’APT di Rovereto Enrica Bettini e i rappresentanti delle otto Pro Loco finaliste del concorso. Tutti i presenti si sono complimentati con la Pro Loco per la vittoria conseguita. Hanno inoltre sottolineato che questo tipo di azione culturale è una delle possibili strade per il futuro delle Pro Loco trentine. La Pro Loco ha vinto presentando il periodico “El Paes de Castelam, quaderni di ricerca storica, curiosità, aneddoti e altro del paese montano di Castellano”.


A BOCCA CASET PER VEDERE I MIGRATORI

In migliaia sorvolano le Alpi per svernare in Africa o nel Mediterraneo di Rina Chemelli e Deborah Garbari

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a vent’anni il Consorzio Pro Loco Valle di Ledro si attiva per valorizzare il territorio e dare ai turisti delle opportunità in più per conoscere la Valle e l’ambiente circostante, con tutte le sue molteplici sfaccettature e bellezze. Nasce così il programma “Settimane Natura”, nel quale i turisti possono scoprire, sulla base di numerosi itinerari proposti dal Consorzio, angoli meno conosciuti del territorio, vario in termini di ambienti e vegetazione. Nel 2005, all’interno del programma, è stata inserita la pubblicizzazione dell’inanellamento di Bocca Casét, il più famoso valico del Trentino attraverso il quale avviene la migrazione degli uccelli. Bocca Casèt, deve la sua notorietà alle ingenti catture effettuate quando era una famosa uccellanda, attiva, anche se non in modo continuativo, dal 1849 al 1955. L’impianto utilizzato era la passata con fischio al volo: una lunga fila di reti disposta lungo tutto il valico, dove gli uccelli in transito venivano spaventati con il fischio del sordino (sifol), così da abbassarne il volo e farli entrare nella rete. Dalla fine degli anni cinquanta, la passata con fischio al volo venne sostituita da alcuni roccoli e successivamente da capanni per la caccia al volo con fucile. Dall’autunno del 1996, il valico ospita la stazione permanente per il censimento degli uccelli migratori. Nelle cinque escursioni annuali, gli ospiti possono visi-

tare la stazione ornitologica permanente del Museo Tridentino di Scienze Naturali dove è possibile assistere all’attività di inanellamento scientifico da parte degli esperti del Museo. L’inanellamento serve a censire e monitorare il passaggio delle specie di uccelli che sorvolano le Alpi per svernare in Africa o nel Mediterraneo. Il 3 settembre 2010 anche noi della Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi abbiamo partecipato ad un’uscita a Bocca Casèt, accompagnati da Francesco Rigobello, botanico del Museo Tridentino di Scienze Naturali e Natalia Pellegrini del Consorzio Pro Loco Valle di Ledro. Lungo il percorso ci hanno illustrato il tipo di vegetazione presente nella valle, un’area protetta con oltre 2000 specie di piante presenti con un elevato numero di piante endemiche, piante rare che vivono solo in un luoghi limitati. Presenti anche numerose famiglie con bambini, persone anziane, turisti tedeschi e curiosi che a Bocca Casèt non hanno esitato a chiedere maggiori informazioni agli esperti ornitologi. Hanno aderito all’iniziativa moltissime scuole portando le loro classi a vedere come vengono catturate, inanellate e classificate diverse specie di uccelli che passano sul nostro territorio durante le loro migrazioni. Arrivati alla stazione abbiamo subito notato numerosi sacchettini di stoffa appesi alla parete in cui sono

Nella foto: un regolo impigliato nella rete.


14 stati messi gli esemplari catturati nelle ore precedenti il nostro arrivo. Uno alla volta sono stati estratti e Paolo Pedrini, collaboratore della sezione di zoologia del museo, ha subito cominciato ad eseguire le procedure per l’inanellamento: l’apposizione dell’anello, l’esame del piumaggio, la misurazione delle ali, quella del tarso, la valutazione del grasso e della muscolatura, la pesatura ed infine, dopo la trascrizione di tutti i dati, gli esemplari sono stati fatti liberare dai bambini presenti. Sono numerose le specie che si possono osservare da vicino a Bocca Casèt. Tra luglio e settembre si catturano migratori a lungo raggio come la rondine, il balestruccio, l’usignolo e il codirosso: questi sono migratori notturni che sostano di giorno per riposarsi, alimentarsi e ripristinare le riserve energetiche. Da fine settembre a novembre invece si catturano i migratori a corto raggio come il pettirosso, il fringuello e il cardellino: si tratta di migratori diurni che si spostano in gruppo verso il Nord Africa o il Mediterraneo per trascorrere l’inverno. Gli esperti del museo ci hanno dato moltissime informazioni e curiosità sulla migrazione di questi esemplari, arrivando a catturarne 300 in una sola notte. Alcuni percorrono anche 300 km al giorno, arrivando a perdere in questo tragitto il 30% del proprio peso. Una apprezzabile iniziativa proposta dal Consorzio Pro Loco Valle di Ledro, che permette gratuitamente a tutti i curiosi di vedere da vicino specie di migratori che sorvolano il nostro territorio per trascorrere l’inverno in luoghi più miti.

Nella foto in alto: un esemplare catturato a Bocca Casèt. Sotto: la trascrizione dei dati raccolti. Nelle pagina a fianco: foto di alcune delle operazioni principali dell'inanellamento dei migratori.

1. Apertura delle reti: le reti sono Apertura delle reti: aperte dall’alba fino a notte fonda e rimosse solo in caso di forte vento o pioggia battente.

2. Cattura ed estrazione della rete:

Cattura ed estrazione della rete: ad intervalli regolari l’impianto viene ispezionato e gli uccelli intrappolati, prontamente estratti, sono ospitati in sacchetti di colore bianco.


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VALLE DI LEDRO

Le fasi dell’inanellamento 10. Dati: tutti i dati raccolti vengono Da t i : inseriti in computer. La lettura dell’anello in caso di ricattura o di ritrovamento, permette il riconoscimento individuale di ogni esemplare come una carta d’identità. I dati elaborati forniscono importanti informazioni sui tempi e le modalità di migrazione, e sugli spostamenti effettuati dai migratori.

9. Liberazione: al termine delle opeLiberazione: razioni l’uccello viene liberato.

8. Pesatura: con semplici ma precise

9.

Pesatura: bilance si rileva anche il peso dell’uccello.

7. Valutazione del grasso e della mu7.

Valutazione del grasso e della muscolatura pettorale: soffiando tra il piumaggio del petto e dell’addome è possibile qualificare con un codice gli accumuli di grasso sottocutaneo e lo sviluppo dei muscoli, dati utili per valutare il dispendio di energia e lo sforzo compiuto dal migratore durante il volo (viaggio).

6. Misurazione

1. / 2.

Misurazione del tarso: facendo uso di un calibro si misura la lunghezza della “zampa”.

5. 6.

3.

3. Apposizione dell’anello: raggiunta

Apposizione dell’anello: la “base operativa” l’uccello viene identificato e marcato con un anello alla zampa sul quale è inciso un codice alfanumerico. Tutti i dati vengono trascritti in schede appositamente predisposte.

4.

4. Esame del piumaggio: l’animale

Esame del piumaggio: viene accuratamente esaminato; dalle particolarità del piumaggio si traggono indicazioni su sesso, età, muta e stato fisico generale.

5. Misurazione delle ali: viene misuMisurazione delle ali: rata la “corda massima” (lunghezza massima dell’ala in posizione di riposo) e la lunghezza della terza remigante.


18 LEADER SI NASCE O SI DIVENTA?

È partito il nuovo percorso per formare tutti i presidenti delle associazioni di volontariato di Deborah Garbari, addetta stampa della Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi

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iventare un buon leader. Questo è l’obiettivo di “Presidente che passione!” il nuovo percorso formativo che ha preso il via mercoledì 13 ottobre presso la sede della Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi, grazie al supporto finanziario di Fondazione trentina per il volontariato sociale. I presidenti di tutte le associazioni di volontariato del Trentino potranno dare forma al proprio modo di esercitare la leadership attraverso 9 incontri, tra seminari e laboratori, che si tengono settimanalmente a Trento dalle 18.00 alle 21.00. Sono moltissime le associazioni di volontariato presenti sul territorio e come sanno i loro presidenti non è cosa semplice gestirle. Ecco perché la Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi ha pensato di organizzare per tutte le Pro Loco e per le altre associazioni di volontariato “Presidente che passione!”. Il percorso nasce dall’esigenza di rendere i presidenti delle associazioni più autonomi e consapevoli della posizione che ricoprono e per dare loro la possibilità di confrontarsi su un ruolo a volte complesso come quello di gestione e rappresentanza di un gruppo.

La novità è che i diversi appuntamenti saranno suddivisi tra teoria e pratica, per dare agli iscritti la possibilità di lavorare sulle proprie capacità. Durante il seminario, nella parte teorica del percorso, i partecipanti porteranno le proprie esperienze di leader di associazione, in modo da individuare le questioni di interesse del gruppo che poi verranno sviluppate durante il laboratorio. Nella parte pratica i contributi teorici verranno applicati alle storie personali degli allievi, al fine di progettare strategie di sviluppo e miglioramento di queste capacità. La Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi da anni si impegna nella formazione dei propri associati e non solo, creando percorsi che possano servire alla gestione e al miglioramento delle attività svolte dalle associazioni di volontariato. Ciò è possibile grazie al sostegno di altri enti, Provincia Autonoma di Trento, Fondazione trentina per il volontariato sociale e Accademia d’Impresa sempre attivi nel valorizzare il mondo del volontariato.

LABORATORI martedì 19 ottobre, Leadership efficace martedì 16 novembre, Dalla motivazione al senso martedì 30 novembre, Gestire i gruppi martedì 14 dicembre, Organizzare il volontariato

CHIUSURA mercoledì 15 dicembre, Valutazione del percorso

APERTURA mercoledì 13 ottobre, Fondazione del gruppo e analisi del fabbisogno

SEMINARI mercoledì 27 ottobre, Io volontario, l'altro volontario mercoledì 10 novembre, Modelli di leader mercoledì 24 novembre, Leader di conflitti


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TUTTI GLI EVENTI DELLE PRO LOCO ON-LINE La Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi è lieta di annunciarvi che da novembre 2010 dedicherà uno spazio permanente on-line agli eventi organizzati dalle Pro Loco trentine e dai loro Consorzi. Il calendario degli eventi sarà attivo per tutto l'anno sul sito www.unplitrentino.it L'idea è nata a seguito di numerose richieste da parte vostra di poter pubblicizzare gli eventi, offrendo la possibilità a turisti e fruitori di conoscere e poter partecipare a tutte le manifestazioni presenti sul territorio. A breve vi invieremo tutte le modalità per il funzionamento del nuovo servizio.

Nell'immagine a lato: la nuova grafica per il calendario eventi delle Pro Loco.


20 UNA "MAGNARUSTEGA" DA TUTTO ESAURITO

2700 partecipanti all'11° edizione di Romeo Larcher

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ull’ Altopiano di Folgaria undicesima edizione premiata da una folla straripante: fra cibo musica e spettacoli gente da tutto il Nord Italia, Svizzera, Austria, Germania. Raggiante la Pro Loco di Mezzomonte: “Siamo la manifestazione enogastronomica intinerante di maggior successo di tutta la provincia. Grazie anche ai 250 volontari” Una fila di 2700 persone, almeno 200 dirottate sulle strutture ricettive dell’altipiano. La macchina organizzativa della 11° edizione della Magnarustega, curata dall’efficientissimo responsabile dell’evento Sergio Sgrott, è già in moto sin dalle primissime ore del mattino, le 2,30 per l’esattezza! Il luogo di partenza anche quest’anno la frazione Nègheli di Costa di Folgaria, scelta logistica resasi necessaria da qualche anno per consentire ai partecipanti di poter disporre di ampi e comodi parcheggi. Sul tracciato di quasi 9 km una massa di volontari, oltre 250, che si muovono sul territorio ed in ogni postazione come pezzi di una scacchiera. Straordinari, perfetti, impeccabilmente coordinati. Si aprono i cancelli di buon mattino, prima dell’orario previsto delle ore 9,00, ed inizia un lungo serpentone, sapientemente mosso con regolarità svizzera: sono tanti, tantissimi, arrivano da tutta l’Alta Italia, dal veneto in particolare, ma anche dal Friuli, dalla Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna, alcuni anche dall’Austria, Svizzera e Germania. L’organizzazione ha previsto la chiusura a 2500 persone, ma c’è chi, vista la splendida ed irripetibile giornata, arriva all’ultimo minuto e senza prenotazione preventiva; ne vengono accontentati ulteriori 200 ma moltissimi non vengono accolti per motivi orga-

nizzativi e vengono dirottati sulle strutture ricettive dell’altipiano. La manifestazione parte dal Santuario Madonna delle Grazie – Patrona degli Sciatori d’Italia -, ad accogliere la nutritissima truppa di vacanzieri e camminatori-degustatori la Bifolk Band di Pergine che allieta con note scanzonate note ed ironici stornelli popolari. Il percorso si addentra subito nel bosco lungo i sentieri che seguono il corso del Rio Cavallo. Si arriva a Francolini, ridente frazione folgaretana dalla quale si ammira il capoluogo Folgaria in tutta la sua bellezza. Viene servito lo yogurt ai frutti di bosco e qualche centinaio di metri più a valle – in un ampio verdissimo prato l’Associazione Promocosta coordinata dal sindaco di Folgaria Maurizio Toller offre uan gustosa una fetta di torta saracena con caffè d’orzo e succo di frutta della Val di Non. Poi giù per un ripido sentiero sino a raggiungere il “Dos della Garàut” dove la Compagnia Schutzen di Folgaria propone un freschissimo e spumeggiante brindisi a base di spumante Trento Doc della Cantina Vivallis, il “Valentini”. Si scende ancora per addentrarsi nella foresta del Gonn dove i Cicloamatori di Folgaria servono un profumatissimo “panino con la luganega”, adeguatamente bagnato dal fresco autoctono Nosiola del Maso ai Dossi di Cimone, servito dal produttore. Un generoso antipasto chiama un primo piatto all’altezza della situazione: eccolo servito! I canederli – ricetta trentina doc dello Chef Lauro Rigo della Sacra Famiglia di Rovereto - preparati con passione e serviti con gentilezza e stile dallo staff roveretano nella fresca radura del Bìsela. Ottimo lo Chardonnay della Sociale di Nomi proposto dal produttore e da gentilissimi mescitori. Il cammino prosegue prevalentemente in discesa, verso

Nella foto: momento della camminata durante il percorso.


ALTIPIANO DI FOLGARIA Mezzomonte. Ecco in sequenza il panoramico “dos del Stock”, la cascata dell’Hoffentol - sede ideale per una bella foto ricordo – il pittoresco centro di Guardia con i suoi murales, gli usi e costumi trentini, la bella musica di Paola e Tiziano, il profumato gulasch alla trentina dello chef Giuliano Plotegher coadiuvato da un nugolo di collaboratori del Comitato Scanuppia (polentèri per l’occasione) e del Circolo Culturale di Guardia, i padroni di casa attivissimi e perfetti. Di pregio il vino servito in abbinamento: il Marzemino Verde della Cantina Sociale di Isera, davvero pregevole! Una sosta all’ombra della tensostruttura e poi giù nel ripido sentiero che porta al vecchio maso cimbro di Ondertòl dove i locali – residenti ed ospiti per l’occasione- sono tutti impegnati alla griglia per la “lombatina con verdure”, tanto apprezzato…. Irrinunciabile davvero il bicchiere di vino Carestèl accuratamente spiegato e generosamente proposto dalla famiglia Bruno Grigoletti di Nomi. Due passi per digerire ammirando il bel panorama su Castel Beseno e la Valle dell’Adige con davanti Mezzomonte e la zona d’arrivo…ancora distante! Agli “Spiazzi” una grande sorpresa: la famiglia Milenkovic al completo, i due genitori e tre figli, tutti con l’archetto in mano, a proporre brani di Mozart, Brahms, Schubert, …con gli assolo del piccolo Teofil, ragazzo prodigio virtuoso del violino, noto ormai a livello internazionale. Siamo ormai arrivati su greto del Rio Cavallo – il Rosspack che ha segnato nei secoli la valle – dove il Caseificio degli Altipiani e del Vezzena ha prodotto sul posto una degustazione di formaggio Vezzena e miele di acacia, servito dal volontariato di Mezzomonte di Sotto, coordinato dal Vice Presidente Giorgio Larcher e da Fabio Larcher. Di pregio anche qui il vino abbinato: il Pinot Nero dell’Azienda Agricola Maso Roveri di Avio, partner della manifestazione fin dalla sua prima edizione. Ci si avvia al termine del percorso con il caffè, la macedonia di frutti di bosco della Cooperativa Sant’Orsola, un assaggio di grappa trentina Marzadro e il meritato gelato del “Bologna” al campo sportivo. I pullman – ben sette – fanno la spola riportano gli amanti della natura e delle passeggiate enogastronomiche a Folgaria – tutti felici per aver trascorso una bella giornata – anzi bellissima e forse irripetibile – scandita dal preciso ritmo messo in capo dell’organizzazione e dall’efficienza, impegno ed attenzione dei simpatici volontari, oltre che dal contorno di apprezzati e spettacoli musicali. “Una giornata da scrivere negli annali, un successo strepitoso nonostante lo stop per ben due anni – sottolinea Romeo Larcher segretario della Pro Loco – di una manifestazione che si è ulteriormente consacrata come uno dei principali eventi estivi degli altipiani e che dimostra come i turisti – sia quelli che soggiornano a Folgaria che quelli arrivati appositamente per la Magnarustega – non solo amino camminare in un vero paradiso verde ma anche come sappiano apprezzare una proposta che punta alla

genuinità dei prodotti trentini, alla ricerca delle tradizionie del folclore, alla tutela ed al rispetto per la natura”. Devo ringraziare tutti i volontari di Mezzomonte ed i soci della Pro Loco con il Presidente Velio Larcher in testa, gli Enti sostenitori: Comune di Folgaria, Apt degli Altipiani, Provincia Autonoma di Trento, Bim Adige e Comprensorio C10 ;tutti gli sponsor con in testa la Cassa Rurale di Rovereto, i fornitori di beni e servizi, le forze dell’ordine e la Croce Rossa degli Altipiani, la Carosello Ski ed il Caseifico degli Altipiani e del Vezzena, oltre ovviamente le Associazioni di Volontariato attive sul percorso: Megabike, Promocosta, Compagnia Schutzen Folgaria, Gruppo Cicloamatori di Folgaria, Staff Sacra Famiglia di Rovereto, Circolo Culturale e Ricreativo di Guardia, Comitato Scanuppia, Amici di Ondertòl, Comitato Magnalonga”.

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Nell'immagine in alto: partenza del gruppo dal Santuario Madonna delle Grazie. In basso: uno degli stand disposti durante il percorso serve le pietanze preparate dai volontari.


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PIANA ROTALIANA

FESTA A "RIFIUTI ZERO" A LAVIS

Piatti in ceramica e bicchieri in vetro per la Cena Contadina di Andrea Ghensi

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chilo e 12 grammi: questo è l'esatto peso di tutto il rifiuto secco non riciclabile prodotto venerdì 27 Agosto a Lavis in occasione della Cena Contadina organizzata dalla Pro Loco in collaborazione con altre associazioni attive sul territorio. Giunta alla 11 edizione, la Cena Contadina è occasione di festa per la nostra comunità, che è invitata nella piazzetta antistante la biblioteca comunale ad assaporare un menu semplice, come vuole la tradizione: Pasta e fagioli, il classico "Tortel de patate" con luccanica, formaggio e capussi. Ad accompagnare la serata c'è la fisarmonica di Bruno Regnana che ci intrattiene con ballate popolari. Il clima di festa però non ci distoglie da questioni serie come quella dell'Ambiente: da anni ormai la Pro Loco assieme all'associazione Ecovolontari promuovono su tutto il territorio le "Ecofeste", nelle quali si cerca di mettere in pratica comportamenti virtuosi per cercare di ridurre il più possibile l'impatto delle manifestazioni. Il percorso che ci ha portati a questo ottimo risultato non è quindi stato improvvisato, ma è la somma di

piccole scelte attentamente programmate nel corso di tutti gli eventi passati. Si è giunti quindi ad utilizzare piatti in ceramica, bicchieri e tozzole in vetro, posate in acciaio, anche grazie alla disponibilità della lavastoviglie industriale acquistata recentemente dal comune e disponibile a tutte le associazioni; per le bevande si è scelta la erogazione alla spina e le bottiglie in vetro a rendere. In questo modo si è riuscito ad eliminare la maggior parte di rifiuto indifferenziato tipico delle feste mangerecce, che comunque in altre occasioni era stato ridotto grazie all'impiego di stoviglie in materbi. Dalla cucina è quindi uscito solo rifiuto organico e qualche imballaggio in materiale riciclabile. Grazie all'impegno della Pro Loco con la collaborazione dell'amministrazione comunale, Ecovolontari, CRCS Paganella, Alpini, Donne Rurali, Coro Santa Cecilia, Lega Pasi Battisti, Scout e a tutti coloro che a titolo personale hanno collaborato, la Cena Contadina è la prova che è possibile coniare momenti di festa a rispetto per l'ambiente.


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VALSUGANA FESTA DEL RADICCHIO DI BIENO

Numerose iniziative per la 5° edizione di Carla Brandalise

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he la “Festa del radicchio” fosse diventata, in breve tempo, la manifestazione più importante dell’intera stagione “bienata” credo non vi fossero perplessità alcune… ma indubbiamente con l’edizione 2010 la stessa entra a pieno titolo tra le iniziative “gastronomiche” più rilevanti e famose dell’intera Valsugana. La storia della festa è costellata da un costante crescendo sia di presenze che di conseguente visibilità ottenuta, anche grazie alla qualità delle iniziative che fanno da cornice alla festa ma soprattutto alla capacità organizzativa di tutti coloro che hanno dato il loro importantissimo aiuto. Nonostante in quest’edizione, per la prima volta (ed è giusto ricordarlo), il tempo non fosse stato particolarmente benigno (nuvoloso e temperature decisamente poco miti) le solide basi affinché la festa iniziasse con i migliori auspici c’erano tutte: l’entusiasmo delle decine di volontari, l’apporto economico dei numerosi (e in crescendo) sponsor privati e il sostegno diretto d’autorevoli Enti quali, ad esempio, il riconoscimento del marchio TRENTINO con relativo supporto dell’Assessorato Provinciale all’Agricoltura, l’apporto a 360° del Comune di Bieno, la Cassa Rurale Centro Valsugana, l’ A.P.P.A., il Servizio Conservazione Natura e Valorizzazione Ambientale della P.A.T. e infine l’A.P.T. Valsugana. Da sottolineare il ruolo dell’Azienda Agricola di Igor Busarello che nella "Festa del radicchio" ha saputo coniugare perfettamente sia il personale apporto (ricordiamo che tutto il radicchio cucinato viene donato gratuitamente dall’Azienda) che la naturale ricaduta d’immagine della stessa. Per tornare alla manifestazione vera e propria, fin dalle prime ore di apertura della cassa si è capito che si sarebbe trattato di un’edizione record: le lunghe file di attesa non hanno certo scoraggiato i visitatori, tant’è che alle 14.00 i 1100 buoni pasto erano già stati venduti e, tenuto conto che a questi si sono aggiunti oltre un centinaio tra sponsor e naturalmente i volontari, i pasti sfornati dalle cucine sono stati oltre 1200. Ma non sono mancati anche i semplici visitatori (in totale sono state calcolate 2500 presenze) che hanno contribuito a creare una bella cornice festosa durata fino a tarda sera. Come tutti gli anni molto seguite ed apprezzate sono state le numerose iniziative di contorno alla manifestazione che, iniziando dalle riconferme delle passate edizioni, sono stati: i numerosi stand di prodotti tipici locali e di lavorazioni artistico/artigianali, la possibilità di effettuare voli turistici in elicottero (che visto il tempo non è stato preso d’assalto come gli anni scorsi) e l’immancabile palestra artificiale di roccia per bambi-

ni. Particolarmente atteso era il famoso cabarettista trentino Mario Cagol (in arte “Supermario”) che ha fatto scoppiare dalle risate un tendone riempito completamente mentre, durante la distribuzione dei pasti, a tener compagnia vi era l’ormai nota BIFOLK BAND (“Orchestra instabile da Ostaria”) i quali, ricevendo numerosi complimenti, si sono esibiti all'insegna della goliardia e dell'improvvisazione, con un repertorio perlopiù legato alla musica popolare trentina. Note particolari per le due novità di quest’edizione, ovvero la passeggiata naturalistica per conoscere le bellezze dei dintorni di Bieno (a cura dell’A.P.P.A.) e lo spettacolo di dimostrazione di volo con falchi e falconieri; entrambe le iniziative, pur essendo state dislocate al di fuori della sede “naturale” della festa, hanno ottenuto sia un buon numero di presenze che di apprezzamenti. Insomma una festa ben organizzata e ben riuscita che, come ogni bella cosa, ha anche la sua ciliegina sulla torta: l’intera vendita delle torte cucinate dalle brave massaie bienate, il cui ricavato è stato interamente devoluto per scopi di beneficenza. In conclusione un doveroso ringraziamento a tutti i volontari delle Associazioni paesane e a tutti coloro che, seppur non iscritti ad alcuna Associazione, hanno comunque dato il loro ENORME contributo: per un paese di nemmeno 500 abitanti organizzare una festa di tali dimensioni è sicuramente motivo di orgoglio e di vanto non indifferente.

Nella pagina a fianco in alto: i rifiuti non riciclabili prodotti durante la "Cena contadina". Nella pagina a fianco in basso: un momento della festa. In basso: immagine della "Festa del radicchio di Bieno".


24 LA PRO LOCO DI CAVARENO HA FESTEGGIATO I PRIMI 100 ANNI

La ricetta di questo succcesso: passione e qualità di Leone Cirolini

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el lontano 1910 nasceva la Pro Loco di Cavareno: lo statuto, ricavato in parte dalla precedente “Società di abbellimento”, prevedeva tra le altre cose anche l’organizzazione di momenti di intrattenimento per turisti, mediante manifestazioni sportive, culturali e di svago. Questo è valido ancora oggi , tant’è che, durante l’estate, quasi tutti i giorni la nostra Pro Loco ha qualcosa in programma, dalla manifestazione culturale al ballo liscio, dall’intrattenimento per i giovani al disco bimbo per i più piccoli. Altre manifestazioni che si organizzano sono, ad esempio, i “Balconi e giardini fioriti”, manifestazione che in passato ha visto una notevole risposta da parte dei paesani ed un apprezzamento da parte dei turisti. Quest’anno, a conclusione delle attività estive, abbiamo organizzato i festeggiamenti per il centenario della Pro Loco, svoltisi sabato 4 e domenica 5 settembre alla Tennis Halle di Cavareno. Il

programma corposo comprendeva: sabato bisonte meccanico e concerto del gruppo country “Yellow Capra’s” e domenica pranzo tipico trentino, premiazione degli ex presidenti e giochi di ogni genere; la manifestazione ha visto il consiglio di amministrazione della Pro Loco e i volontari del paese impegnati per la buona riuscita della festa. Gli ex Presidenti sono stati premiati con la consegna di una pergamena da parte dell’attuale Presidente Mauro Larcher, che li ha ringraziati per il loro impegno all’interno della Pro Loco. Questi i loro nomi: Battocletti Enrico (il più anziano), Endizzi Edwige, Larcher Renato, Marches Candido, Bertasi Napoleone, Torneri Cristina, Springhetti Mariangela. Larcher ha poi ricordato anche gli ex Presidenti deceduti: Gasperini Carlo, Springhetti Giuseppe, Visintin Giuseppe, Franch Evaristo, Visintin Giuseppe, Borzaga Pietro, Gasperini Carlo, Rizzi Valentino, Battocletti Olivo, Covi Cesare,

Pellegrini Bruno, Zini Pio, Zini Vittorino. Ha poi ringraziato tutti e ha garantito che l’impegno della Pro Loco non verrà mai meno anche negli anni futuri, contando, come sempre, sulla collaborazione di tutte le associazioni e dell’amministrazione comunale. Ha ricordato poi come l’obbiettivo della Pro Loco era quello di festeggiare questi 100 anni assieme a tutto il paese e le associazioni in esso inserite. “Questo in parte è riuscito – ha concluso il Presidente - e possiamo ritenerci soddisfatti. Un grazie sincero a tutti coloro che hanno collaborato”. Erano presenti ai festeggiamenti il Sindaco Gilberto Zani, Marco Zini per la Cassa Rurale, il Presidente del Consorzio Pro Loco Val di Non Leone Cirolini e il Presidente della Federazione Trentina delle Pro Loco e loro Consorzi Armando Pederzolli. Leone Cirolini si è complimentato con la Pro Loco per il traguardo raggiunto e ha raccomandato ai

Nella foto in alto: alcuni degli ex Presidenti premiati. Nella pagina a fianco: il Sindaco Gilberto Zani con il Presidente della Pro Loco Mauro Larcher.


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VAL DI NON volontari della Pro Loco di continuare sempre con impegno e dedizione l’attività prevista dallo statuto. “I soci della Pro Loco – ha ricordato Cirolini – devono ricordare sempre queste due parole: Passione e Qualità. Bisogna metterci passione in tutto quello che si fa, la Pro Loco bisogna averla prima di tutto nel cuore. E poi la qualità: le manifestazioni devono essere sempre improntate alla massima qualità, non bisogna fare le cose pressappoco o per forza. Senza queste due qualità una Pro Loco non può andare molto lontano.” Marco Zini ha portato il saluto della Cassa Rurale e ha garantito l’appoggio attento e costante della Cassa anche per il futuro.

Intervento del sindaco Gilberto Zani “Siamo qui oggi riuniti a celebrare 100 anni di storia di questa nostra associazione. Un traguardo importante non solo per Cavareno, ma per il Trentino turistico cresciuto grazie al dinamismo e all’intraprendenza delle Pro Loco e alla dedizione e la voglia di fare dei tanti uomini che in questi anni si sono spesi per il proprio Paese e la propria Comunità. 100 anni fatti anche di ricordi e di emozioni che riporta ognuno di noi indietro nel tempo a rivivere i cambiamenti che si sono susseguiti nella nostra società e nel nostro Paese in tutti questi anni, nei quali la Pro Loco è stata una indiscutibile protagonista. Dagli anni ‘50 dove si cominciava ad intravedere il benessere crescente e le grandi opportunità che il turismo avrebbe rappresentato per la nostra terra che piano, piano usciva da una economia esclusivamente agricola, fino ai tempi d’oggi nei quali la globalizzazione ha avvicinato il mondo, ha aperto nuove, grandi opportunità, ma anche reso tutto molto più difficile. Dall’iniziale attività di abbellimento del paese mirata a presentare un paese pulito e attento a rendere bello l’ambiente che ci circonda, la Pro Loco si è trasformata e si è impegnata ad offrire un importante stimolo ad una economia che cresceva e portava be-

nessere e un servizio finalizzato a sostenerla ed a rendere vivo il paese, con momenti di animazione e socialità che nel tempo si sono adeguati alle mutevoli esigenze e agli stili di vita. Non posso non ricordare alcuni momenti, anche perché alla Pro Loco ci ho lavorato con passione, sono stato nel Consiglio di amministrazione ed ho avuto modo di collaborare fattivamente come Sindaco negli anni ’80. Dai balconi fioriti, quale stimolo a rendere bella la propria casa, alle spettacolari gimcane al Campo sportivo con le prime auto di massa, dai tornei nazionali di tennis con le tribune gremite, alle gare ciclistiche con l’esordio di Francesco Moser, dai primi ritiri della squadre di calcio di serie A (con il glorioso Vicenza di Puricelli e il Brescia) con le partite di cartello con il Torino e il Verona, ai teatri tenda, proprio qui in questo posto dove oggi c’è il nostro centro sportivo, con Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Roberto Vecchioni, ma anche le tante piccole manifestazioni che hanno fatto di Cavareno e dell’Alta Val di Non una delle zone più apprezzate turisticamente del Trentino. Oggi abbiamo raggiunto un importante traguardo del quale andiamo fieri, ma se ne apre un altro perché quello spirito e quei valori che la Pro Loco ha da sempre saputo interpretare non sono venuti meno, come non potrà venir meno l’impegno e quel sentirsi appagati di aver fatto qualcosa di utile per gli altri e per la propria Comunità. Grazie Pro Loco e grazie a quanti si sono impegnati e si impegneranno in futuro a fare questo. Buona festa a tutti”.


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FESTA DELLE BRISE VI EDIZIONE

Caoria di Canal San Bovo 10-11-12 settembre 2010 di Orindo Loss

L Nelle foto: momenti della festa con Beppe Bigazzi, ospite d'eccezione.

’evento che quest’ anno ha raggiunto la sua ottava edizione e grazie alla campagna di promozione su stampa, (Gazzettino nazionale inserti su riviste mensili e giornali locali), e radio di tutto il triveneto, con spot specifico della festa, ha visto aumentare notevolmente il numero di presenze e la sua popolarità, dandole un carattere più che regionale, nazionale. L’affluenza riscontrata infatti, è stata per la maggior parte dall’Italia settentrio-

nale ed in particolare dal Veneto (Verona, Vicenza, Treviso e Padova), ma anche dalle Marche, dal Piemonte, Lombardia e dell’Emilia Romagna. Tutto ciò è stato possibile alla mirata e capillare promozione sul territorio nazionale, dell’Azienda per il Turismo d’ambito, Passo Rolle San Martino di Castrozza, Primiero e Vanoi. Sono stati realizzati 200 manifesti e 3000 locandine riportanti tutto il programma dell’iniziativa, con pacchetti soggiorno ed i loghi che contraddistinguono il prodotto trentino. L’iniziativa è stata aperta il venerdì mattina con l’escursione alla ricerca di funghi con gli esperti del gruppo micologico Bresaola di Vicenza e le guardie forestali locali, alla quale hanno partecipato una cinquantina di persone. Nel pomeriggio apertura dell’esposizione del 2° Concorso di disegno per ragazzi dai 4 ai 12 anni “Brisa regina dei funghi del bosco”, presso l’oratorio parrocchiale di Caoria e della Filiera Ittica lungo l’area fluviale nel centro di Caoria a cura delle associazioni pescatori Primiero e Vanoi. La sera, presso il tendone Ana di Caoria, serata musicale e lotteria i cui premi erano ricchi cesti di funghi nostrani. Il sabato mattina, escursione alla ricerca di funghi con gli esperti micologi e le guardie forestali, alla quale hanno partecipato circa 80 persone. Nel pomeriggio presso il tendone Ana di Caoria, i Cuochi della Federazione Italiana Trentina in

collaborazione con la condotta Slow Food Feltrino-Primiero hanno eseguito in diretta alcune preparazioni culinarie con protagonista “la brisa”. Ospite d’eccezione con curiosità e consigli, nonché testimonial della festa e dei prodotti trentini e locali il sig. Beppe Bigazzi, noto esperto in prodotti locali italiani e ospite fisso per diversi anni alla trasmissione in onda a mezzogiorno su RAI 1 “La Prova del cuoco”. I funghi raccolti durante le due escursioni del venerdì e del sabato sono stati impiegati per l’allestimento della mostra micologica, inaugurata e aperta alle 18.00 di sabato pomeriggio all’oratorio di Caoria. Notevole l’affluenza e l’interesse per questa esposizione, affiancata dalla mostra di disegni per ragazzi con tema i funghi e dalla filiera ittica. La sera apertura dello stend gastronomico con menù a base di funghi e serata danzante con musica tirolese. La domenica mattina allestimento lungo le vie del paese del mercatino di prodotti tipici ed artigianali trentini e della Valle e sfilata del Gruppo Folk I Laché di Romeno. S. Messa, apertura della Filiera Ittica, della mostra micologica e dei disegni per ragazzi e a mezzogiorno apertura dello stend gastronomico con menù fisso a base di funghi.. Nel pomeriggio spettacolo musicale dal vivo e premiazione del 2° Concorso di disegno per ragazzi dai 4 ai 12 anni “Brisa regina dei funghi del bosco” dove sono stati premiati i migliori tre disegni delle categorie suddivise nelle se-


VALLE DEL VANOI

guenti fasce di età: 4-6 anni; 7-9 anni e 10-12 anni. Durante questi giorni di festa, è stato possibile visitare il Museo della Grande Guerra e la mostra sulla tassidermia, la Mostra Arti e mestieri e tutti i siti lungo il Sentiero Etnografico di Caoria. Nel tendone, dove la festa si è sviluppata maggiormente, sono stati esposti, assieme ai manifesti e striscioni della Festa delle Brise, anche quelli del marchio trentino. I prodotti tipici trentini e locali, sono stati esposti e venduti nell’ambito del mercatino delle “brise”, allestito fin dal mattino e per l’intera giornata di domenica, lungo le vie del paese di Caoria. La festa ha riscontrato un grosso successo e ci auguriamo di incrementare la qualità e l’affluenza della festa stessa.

Fra gli espositori presenti: - Serena con i formaggi e il burro della Malga Miesnotta; - l’Azienda agricola Loss Claudio con i fiori, le piante da frutto e piccoli frutti coltivati in Valle e associata alla cooperativa di Sant’Orsola; - la Fam. Cooperativa di Caoria con i formaggi trentini, il Trentingrana, il mielelocale, i vini doc trentini e le grappe, nonché la farina di Storo e le confetture di Sant’Orsola; - l’artigiano/scultore Cecco Fernando, con le sue creazioni e i suoi prodotti in legno intagliati artigianalmente; - Sabrina Loss con oggettistica in legno dipinta a mano; - Macelleria Caser Mirco, con le luganeghe de Caoria e gli insaccati nostrani; - vari produttori di miele locali; - la bancarella delle ceste artigianali; - alcune donne locali che si cimentano ancora nell’ arte del ricamo su tessuti di lino di un tempo; - gli artigiani locali con bastoni lavorati, ceste, “craspe” (racchette da neve in legno), le scandole (tegole in legno di larice per la copertura dei tetti delle baite) e i “laip” (portafiori scavati nei tronchi di larice).

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IL FASCINO DELLA SOFFIATURA

a Carisolo un artista di Murano ha realizzato vasi soffiati, bicchieri colorati e tante altre creazioni di Michela Bertarelli e Modesto Povinelli

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a Pro Loco di Carisolo e la Fondazione “Maria Pernici Antica Vetreria” ha riproposto nell'estate appena trascorsa la magia e il fascino della soffiatura del vetro, evento già ospitato con successo all'interno della rassegna “Montagne di vetro” nell'estate 2007. Alla fornace installata nei pressi del nuovo palazzetto dello sport hanno lavorato il maestro Silvano Signoretto artista rinomato di Murano e il suo servente Guido Benamati figlio di una delle proprietarie della Località Antica Vetreria.

Novità importante di quest'edizione è stata l'installazione del forno della tempra, che ha permesso di raffreddare in modo graduale, le opere realizzate evitando la rottura dei pezzi. Questa scelta ha di fatto sancito la ripresa della produzione di manufatti in vetro a Carisolo dopo la chiusura della prestigiosa Fabbrica dei Cristalli “Pernici e Bolognini” avvenuta più di 120 anni fa. La “Fabbrica dei cristalli” di Carisolo nacque per iniziativa di due famiglie: la famiglia Pernici di Riva del Garda e quella Bolognini originaria di Pinzolo che agli inizi

dell'800 scelsero la Val Rendena perché luogo strategico per la produzione del vetro. La valle era infatti ricca di quarzo, la materia prima della composta vetrosa, abbondava del legname necessario per riscaldare le fornaci ed era ricca di acqua che incanalata produceva la forza idraulica per far girare le macine di frantumazione. L’attività intrapresa con maestranze venute dalla Boemia, dall'Alsazia e dalla Lorena diede subito i risultati auspicati nella produzione delle cosiddette “galanterie di cristallo a uso di Boemia”.


VAL RENDENA Ed è così che quest'estate nei giorni in cui i giornali veneti davano risalto alla lotta intrapresa contro la contraffazione del vetro muranese, a Carisolo dal 5 al 10 agosto si è svolta l'interessante e riuscita dimostrazione della soffiatura del vetro. Silvano Signoretto, opera da più di 50 anni in fornace, dapprima come servente e successivamente come maestro. Le sue innate capacità creative e la sua forte sensibilità verso l'arte vetraria lo hanno portato, fin da giovane, a collaborare con le più rinomate fornaci muranesi. Ciò gli permise di acquisire esperienza e di essere ricercato da numerosi designers ed artisti di fama internazionale quali Gigi Marcazzan, Antonella Costa, Ginny Ruffner. Quest'anno la soffiatura del vetro a Carisolo era legata alla mostra “L'avventura del vetro - Dal rinascimento al Novecento tra Venezia e mondi lontani” proposta dal Castello del Buonconsiglio di Trento nella quale era esposta la magnifica opera “VetroCenacolo” del maestro Signoretto, una riproduzione in vetro dell'apparecchio della tavola raffigurata nell'ultima cena dei Baschenis a Santo Stefano. Numerosi gli spettatori che hanno assistito alla creazione dei vari pezzi, dai vasi soffiati, ai bicchieri colorati, dalle sculture degli animali del bosco ai tipici cavallini veneziani, dagli agrumi dorati ai centrotavola decorati. Pezzi che sono andati a ruba l'ultima sera, battuti all'asta al termine dei lavori. Durante la serata era possibile acquistare la ristampa del volume “La fabbrica dei cristalli” di Francesca e Manuela Bonfioli, pubblicazione che racconta la storia della vetreria di Carisolo ed oggi disponibile presso l'ufficio della Pro Loco. Ora si auspica di riuscire a proporre ogni anno la dimostrazione di soffiatura ed altre attività legate al vetro con l'intento di far diventare, Carisolo il punto di riferimento per la lavorazione del

vetro nell'arco alpino. Un ringraziamento, doveroso, va al maestro Silvano Signoretto, alla Fondazione “Maria Pernici Antica Vetreria” con i quali si è instaurata una proficua progettualità e collaborazione, ed a tutti i volontari della Pro Loco che hanno contribuito all'allestimento delle attrezzature necessarie ed alla buona riuscita dell'evento!

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Nella pagina a fianco: gli oggetti creati dal maestro Silvano Signoretto. In alto: alcune immagini delle fasi della soffiatura.


30 CALCIO SAPONATO

a Terlago si sono sfidate 12 squadre di Isabella Toscana

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i è svolta il 3 ed il 4 luglio 2010 l’ultima edizione del Calcio Saponato a Monte Terlago. Evento ormai immancabile per chi vuole passare due giorni tra sport e divertimento. Appuntamento fisso che ha richiamato quest’anno 12 squadre che si sono sfidate nel torneo, vinto dalla squadra “ZERO STABILITA’”. Non erano presenti squadre femminili anche se, il team “Palla al Piede” aveva una forte presenza di determinate ragazze. La festa è stata caratterizzata da un efficiente servizio bar e cucina che ha lavorato ininterrottamente per due giorni consecutivi; azzeccata inoltre l’idea di avere un maxischermo per vedere le partite dei mondiali di calcio. Anche il tempo ha fatto la sua parte:due giorni di bel

sole hanno permesso lo svolgimento del torneo nel migliore dei modi, ed un po’ di pioggia il sabato sera non ha guastato la festa. A coronare il tutto il concerto dei THE WILSON, band del luogo, durante la serata del sabato. L’evento è stato reso possibile dalla buona collaborazione tra le varie associazioni del territorio e specialmente: il G.S.A. COVELO, la PRO LOCO TERLAGO, gli ALPINI MONTE TERLAGO e gli AMICI DI MONTE TERLAGO ed ovviamente tutti quelli che hanno aiutato e partecipato rendendo, ancora una volta, questa manifestazione gioiosa e ben riuscita.

Nella foto in basso: alcune ragazze del gruppo "Bilicoteatro".

A...SPETTANDO LA GANZEGA

Tra piatti della tradizione, musica e danze di Deborah Garbari, addetta stampa della Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi

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na serata organizzata nei minimi dettagli, questa è la prima cosa che è saltata all’occhio a quanti hanno potuto partecipare all’apertura della Ganzega 2010. A…spettando la Ganzega, questo il titolo della serata dell’11 settembre organizzata dalla Pro Loco di Mori, dove 250 persone hanno potuto cenare con piatti della tradizione contadina dei primi del 900 e con ricette della cucina povera. La piazza è stata addobbata per l’occasione con quadri raffiguranti damigiane di vino, in un angolo sono stati posizionati dei vitigni, carri e balle di fieno per rendere la serata ancora più suggestiva. Ad intrattenere gli ospiti e molti curiosi che hanno osservato la serata, il gruppo “Gli Amici di’ Chianti” che con le loro canzoni della tradizione popolare toscana hanno

fatto ridere e divertire i presenti. Durante la serata anche il gruppo “Bilicoteatro” ha fatto il suo ingresso nella piazza lasciando tutti, e in particolar modo i bambini, senza parole: ragazze vestite con dei drappi colorati si muovevano sui trampoli a ritmo di tamburi, creando delle pose davvero affascinanti. Al termine della serata la premiazione dei vincitori di “Maestro de Caneva”, concorso enologico Vallagarina Terre dei Vini. Alla serata hanno partecipato Armando Pederzolli, Presidente della Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi, Enrica Bettini, Presidente dell’APT di Rovereto e Roberto Caliari, Sindaco di Mori, che si sono congratulati con tutta la Pro Loco e in particolare con il Presidente Flavio Bianchi, per l’ottima riuscita di questa manifestazione.


Profile for Ivo Povinelli

CENTOPAESI 2010-3  

Rivista delle pro loco e dei consorzi trentini

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