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La rivista delle Pro Loco e dei Consorzi Pro Loco del Trentino

Nยบ 2 | ottobre 2020 | Anno XXV

Poste Italiane S.P.A. Spedizione in abbonamento postale 70% NE/TN

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CENTOPAESI direttore responsabile Monica Viola redazione Oriana Bosco Angela Dalpiaz Sabrina Raus direzione Via Oss Mazzurana, 8 | Trento tel. 0461 239006 info@unplitrentino.it Autorizzazione del tribunale di Trento n. 926 del 26.09.96 impaginazione Rina Chemelli stampa Grafiche Stile, Rovereto, TN foto di copertina Consorzio Turistico della Vigolana Chiuso il 6/10/2020 ore 17:00

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Sommario

pag. 3 pag. 4 pag. 6 pag. 8 pag. 9 pag. 10 pag. 12 pag. 14 pag. 15 pag. 16 pag. 18 pag. 20 pag. 22 pag. 23 pag. 24 pag. 26 pag. 27 pag. 28 pag. 30 pag. 31

Il mio primo pensiero per le Pro Loco Trentine Una nuova squadra alla guida della Federazione La Federazione ottiene il marchio Family Audit Executive Salva la tua lingua locale Nuovi bandi Servizio Civile Cambiare per crescere L’Oceano Blu Un intreccio da sperimentare Immaginare il Territorio Pensieri di un prima e di un dopo...al tempo del coronavirus Sperimentazioni di frontiera Orto in Villa, uno scrigno tutto da scoprire Reazione di comunità Autunno in Vigolana Scacco al blocco! Un segno di speranza Covid-19, non ci fermi Condivisione e collaborazione per creare il futuro Eventi futuri Sagra della Ciuìga

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Editoriale

Il mio primo pensiero per le Pro Loco Trentine Monica Viola, presidente della Federazione Pro Loco

“Sii il cambiamento che vorresti vedere nel mondo” Mahatma Ghandi

È iniziato il cammino del nuovo Consiglio della Federazione delle Pro Loco Trentine e le parole scritte sopra, così brevi ma dense di significato vorremmo fossero il nostro slogan. Mai come oggi ci è richiesto un cambiamento. A partire dai nostri modi di fare, come stare insieme, come lavorare… tante cose che davamo per scontate oggi sono bandite, difficili. Mai come oggi ci è richiesto di attivarci, tutti insieme, comunità locali e globali, per creare questo cambiamento che sarà possibile solo se partirà da ognuno di noi. E qui sta la grande importanza delle nostre Pro Loco: un luogo dove le persone possono creare la propria “differenza nel mondo”. Chi ha potuto partecipare all’ Assemblea elettiva del 20 giugno u.s. avrà sentito dalle parole dei candidati, che poi sono diventati Consiglieri della Federazione, la volontà di essere promotori del cambiamento nel mondo delle Pro Loco, la convinzione che insieme possiamo dare alle nostre comunità quella spinta a diventare migliori, più accoglienti, più salutari, capaci di fare la differenza, che, anche se piccola, è un seme che

potrà germogliare nel futuro. I mesi trascorsi senza poterci incontrare, senza poter fare quello che a noi Volontari riesce meglio, cioè stare insieme, hanno sicuramente lasciato il segno. Molti di noi sono spaventati, preoccupati per il futuro, scoraggiati, dubbiosi su come continuare a fare Pro Loco, ci siamo impoveriti emotivamente lasciando che l’isolamento che ci è stato imposto per salute diventasse un modo di vivere. Da Presidente delle Pro Loco Trentine non vorrei che questo fosse il cambiamento. Spero invece che questo periodo ci porti ad apprezzare ancora di più i nostri bellissimi territori, a rispettarli, a riscoprire quelle buone tradizioni che ci hanno fatto crescere. Spero che tutti insieme saremo capaci di trovare le modalità di trasmettere alle nuove generazione la nostra passione e l’amore che sentiamo per la nostra Terra! Prendiamoci questo tempo per ragionare su come poter fare Pro Loco rispettando il nostro ambiente, trovando azioni originali e diverse per creare un modo nuovo di stare insieme, per far conoscere le nostre comunità e le belle particolarità che le caratterizzano.

La nostra Federazione in questi anni è molto cambiata, è arrivato il momento di farci coinvolgere per dare nuove idee e insieme trovare sinergie e modi per diventare veramente agenti di sviluppo delle nostre comunità. Permettetemi di spendere un Grazie al lavoro svolto dal Consiglio precedente, di ringraziare il Presidente Faes e tutti i Consiglieri, che con impegno, pensiero, lungimiranza, hanno tracciato la strada che l’attuale Consiglio ha già iniziato ad intraprendere. Un ringraziamento anche per le persone che lavorano per noi, che ci sono sempre molto vicine, impegnate per facilitarci il cammino e per darci indicazioni precise per raggiungere al meglio i nostri obiettivi. È con tanta emozione che condivido questi miei pensieri con tutti voi, con la promessa di rappresentare al meglio tutte le Pro Loco e nel possibile di venirvi a trovare insieme ai colleghi Consiglieri. Vi auguro un buon autunno ricco di frutti da cogliere e di momenti sereni da vivere insieme. La vostra Presidente Monica Viola.

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Notizie dalla Federazione

Una nuova squadra alla gu Oriana Bosco, Federazione Trentina Pro Loco

Dopo 8 anni di presidenza di Enrico Faes, la Federazione lo scorso 20 giugno ha cambiato i suoi organi sociali. Al timone per i prossimi 4 anni sarà Monica Viola: “Il mio impegno sarà per tutte le Pro Loco”.

Un momento di passaggio delicato e importante per il mondo del volontariato Pro Loco trentino quello rappresentato dall’Assemblea della Federazione trentina Pro Loco e loro Consorzi – Comitato UNPLI trentino che si è tenuta il 20 giugno scorso a Zambana. L’Assemblea ha infatti rinnovato gli organi dell’ente, con il presidente uscente Enrico Faes che lascia dopo 8 anni a causa de, raggiungimento del numero massimo di mandati (2), e i 7 posti da Consiglieri dibattuti tra 12 candidati. Il summit è stato anche un segno di ripartenza del comparto del volontariato turistico, che proprio nell’assemblea della Federazione ha avuto il suo primo incontro di presenza dopo i mesi di lockdown. Per questo è stata significativa la presenza di ben 75 Pro Loco intervenute da tutto il Trentino. Uno stimolo alla ripresa è stato lanciato già in apertura dei lavori dall’assessore al turismo Roberto Failoni, che ha voluto rassicurare le Pro Loco rispetto al timore di una decurtazione del proprio finanziamento: assicuro che si troveranno forme di sostegno per non penalizzare queste realtà, che sempre più rivestono un ruolo importante per il turismo in Trentino’’. Anche la Federazione manterrà l’appoggio fino-

ra ricevuto dalle istituzioni, assicura l’Assessore, che anzi identifica per questa organizzazione un ruolo ancora più rilevante, con competenze ampliate, in seno alla nuova riforma del turismo’’. L’assemblea ha eletto quali nuovi rappresentanti Monica Viola (presidente), Fabio Chiodega (vice presidente), Cesare Pellegrini, Tommaso Beltrami, Marco Sorio, Claudia Lenarduzzi e Gabriella Cilione. La funzione di delegato UNPLI è andata ad Enrico Faes. Tre le presenze riconfermate dal precedente direttivo, Monica Viola, Gabriella Cilione e Enrico Faes, mentre tutti gli altri componenti arrivano dal corso Mente Locale, organizzato dalla Federazione nel 2018 e 2019, che ha visto 40 volontari impegnati in un percorso di alta specializzazione dedicato ai temi dell’innovazione e dello sviluppo delle organizzazioni. “Il mio impegno sarà quello di rappresentare tutte le Pro Loco del Trentino, indistintamente, lavorando con collaborazione, dialogo e ascoltando le istanze che arrivano da tutti gli associati” sono le prime parole dell’emozionata neoeletta presidente , che prosegue “Sono molto orgogliosa della squadra che mi accompagnerà in questo percorso, composta da

persone preparate, impegnate e accomunate dalla grande passione per il mondo del volontariato delle Pro Loco. Ringrazio i miei colleghi del precedente mandato, che mi hanno fatta crescere come persona e che mi hanno aiutata a conoscere meglio questo meraviglioso mondo.“ Enrico Faes, salutando la nuova presidente, esprime “grande soddisfazione per l’esito delle votazioni, un successo sia in termini di partecipazione, con ben 12 candidature pervenute per le cariche di consiglieri, che di risultati, con un gruppo qualificato e coeso che dimostra come la strada intrapresa finora valga la pena di essere perseguita. Un grande augurio quindi a tutti di buon lavoro”. Nella sua relazione finale, il presidente uscente ha voluto sottolineare i cambiamenti operati in

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guida della Federazione Cariche sociali 2020 | 2024

Presidente Monica Viola Vicepresidente Fabio Chiodega Consiglieri Gabriella Cilione Cesare Pellegrini Marco Sorio Claudia Lenarduzzi, Tommaso Beltrami Delegato UNPLI Enrico Faes

Organo di Controllo Presidente Silvia De Carli Membri effettivi Alessio Franch Adriano Mesaroli

Nella foto: Monica Viola e Antonino La Spina seno alla Federazione in questi otto anni, con risultati significativi: in primis l’aver dato un ruolo definito all’ente, ma anche l’aumento del numero dei dipendenti (passato da 2 a 6), la crescita delle Pro Loco associate (196 nel 2019), l’introduzione di nuovi servizi come le conferenze stampa, le consulenze organizzative, il programma di bilancio, la ricerca, il lavoro sul piano strategico. Parole di apprezzamento per il nuovo gruppo sono giunte da un’ospite d’eccezione, il Presidente Nazionale dell’UNPLI Antonino La Spina, presente per dare dal Trentino il saluto simbolico al riavvio delle attività delle Pro Loco di tutta Italia: ‘’La prima assemblea dopo lo stop forzato di tre mesi è un momento significativo per il nostro mondo: segna la voglia delle Pro Loco di ripartire.

Qui in Trentino lo si fa ridefinendo i vertici che dovranno tracciare la strada per il futuro.” Commenta La Spina “Con l’elezione di Monica Viola, già consigliera regionale, persona preparata, da tempo impegnata per il nostro mondo, si inaugura la stagione dei rinnovi che porteranno al Congresso nazionale di novembre per il rinnovo dei vertici nazionali, che darà un nuovo impulso sia alle Pro Loco trentine che a tutto il mondo delle Pro Loco italiane. A Monica Viola va il mio benvenuto particolarmente gradito, in quanto aumenta anche le quote rosa presenti nella nostra realtà. Si chiude oggi il mandato di Enrico Faes, che molto ha dato alle Pro Loco, e che ha aperto la strada lasciando al comitato un importante bagaglio”.

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Iniziative della Federazione

La Federazione ottiene il certificat Oriana Bosco, Federazione Trentina Pro Loco

Un importante riconoscimento in materia di conciliazione vita privata e lavoro

Negli scorsi anni la Federazione ha deciso di intraprendere il percorso di certificazione Family Audit, marchio nazionale che viene riconosciuto alle organizzazioni, pubbliche e private impegnate nel miglioramento del benessere individuale dei propri occupati e delle loro famiglie. Dopo 5 anni di lavoro, negli scorsi mesi siamo giunti ad ottenere il Certificato Executive, un traguardo importante di cui abbiamo voluto parlare con la referente interna del progetto, Adriana Vender. Adriana, come è nata l’idea di intraprendere la Certificazione Family Audit? Era la primavera 2015, solo pochi mesi dalla mia assunzione presso la Federazione, e la proposta della direzione di assumere l’incarico di Referente Interna per il Family Audit mi spaventava un po’, visto che era una cosa del tutto nuova per me, ma allo stesso tempo mi affascinava. La volontà della Federazione di intraprendere questa strada dimostrava il suo impegno a voler operare sulla strada della conciliazione lavoro-famiglia e questa era un’occasione che non potevo lasciarmi sfuggire pensando ai benefici che io, i miei colleghi e le Pro Loco associate ne avremmo tratto. Come si è svolto l’iter di certificazione? Cinque anni fa, precisamente il 13 maggio 2015, abbiamo presentato alla Presidenza del Consiglio dei Mi-

nistri - dipartimento per le politiche della famiglia, la candidatura della Federazione Pro Loco alla sperimentazione dello standard Family Audit. L’iter vero e proprio ha preso il via nel 2016; dopo un anno di lavoro, il 17 marzo 2017, la Provincia Autonoma di Trento, in qualità di ente certificatore, ha riconosciuto alla Federazione il Certificato Base, il via ufficiale al processo di certificazione con la messa in pratica delle azioni previste dal Piano. Quali sono le azioni che si sono dovute intraprendere per la certificazione? Abbiamo stilato un Piano Aziendale, condiviso tra personale e direzione, che prevede 19 azioni, suddivise in quattro macroambiti: organizzazione del lavoro, cultura aziendale, comunicazione e welfare territoriale. Queste azioni sono state messe in pratica nel triennio 2017 – 2020, periodo durante il quale la provincia ha monitorato con scadenza annuale la loro realizzazione: il 5 agosto del 2020, alla scadenza della terza annualità, è stato confermato il certificato Family Audit Executive. Cosa vuol dire per un ente essere certificato Family Audit? Che benefici ne derivano e chi ne può godere? Gli effetti della certificazione sono di due tipi. Quelli diretti sui lavoratori dell’ente e quelli che ricadono sugli associati. Dal lato collaboratori, con la cer-

tificazione si concretizzano azioni specifiche volte a una migliore conciliazione di vita privata e lavoro. A queste azioni siamo arrivati grazie ad un lavoro realizzato con un gruppo di lavoro creato appositamente, composto da collaboratori e da una consulente dell’Agenzia per la Famiglia. È qui che abbiamo rintracciato le azioni possibili di miglioramento presenti in azienda e avanzato proposte in questo senso: tra questi, le riunioni del personale in orario di lavoro, la formazione, l’utilizzo di un programma di contabilità on-line per le Pro Loco, le videoconferenze, un orario di lavoro personalizzato in un luogo diverso dalla sede, lo Smart Working, la flessibilità di orario e la banca delle ore. Se infatti l’immagine del marchio stesso può essere fuorviante, la realtà è ben diversa: i benefici della certificazione Family Audit sono rivolti a tutto il personale, senza distinzioni di “stato di fami-

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ficato Family Audit Executive

glia”, di sesso, di età, di categoria, di carichi di cura. Il certificato Family Audit è un marchio di valore verso l’esterno, un segno di distinzione positivo ma non solo, via di accesso a bandi di finanziamento specifici sull’argomento.

Ci sono quindi ricadute positive anche per le Pro Loco? Le Pro Loco sono state destinatarie di alcune azioni specifiche, nell’ambito della sensibilizzazione. La certificazione, infatti, prevede che la Federazione diventi soggetto promotore presso le proprie associate di un metodo di lavoro sensibile alle esigenze delle famiglie. Per questo, in questi anni abbiamo prestato particolare attenzione alle Pro Loco che hanno organizzato iniziative rispettose dei bisogni delle famiglie, quindi ad esempio con attività per i più piccoli, servizi di baby sitting, o eventi in cui fossero previsti spazi per il cambio dei neonati e per l’allattamento. Le Pro Loco possono inoltre godere in maniera indiretta dei benefici portati da alcune azioni rivolte al personale, quale ad esempio l’utilizzo del programma di contabilità on-line per le Pro Loco e la flessibilità di orario del personale, che così può andare incontro meglio alle esigenze dei volontari Pro Loco scegliendo un orario di consulenza favorevole ad entrambi. Come esce la Federazione dopo

questo lavoro? Il percorso si può considerare concluso? La certificazione è stata per la Federazione una preziosa occasione di crescita: gli incontri del gruppo di lavoro, il sollevare argomenti più o meno delicati, il confronto con la consulente e la valutatrice ci hanno permesso di acquisire maggiore consapevolezza dell’idea di benessere lavorativo, sia interno che verso i nostri associati. La direzione in primis, la presidenza ed il consiglio direttivo hanno avuto modo di maturare la loro idea di Family anche all’interno dei loro ruoli aprendo così nuovi orizzonti, nuove idee di conciliazione, come ad esempio quella di donna lavoratrice e mamma con quella di consigliera. Il percorso non finisce qui: questo risultato lo vediamo come un importante step e non come traguardo finale. Infatti abbiamo già presentato richiesta all’Agenzia per la Famiglia domanda di attivazione del processo di Mantenimento del Marchio, processo che dura altri tre anni durante i quali le azioni storiche del Piano dovranno essere mantenute e implementate con altre nuove.

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Iniziative Unpli

Salva la tua lingua locale Sabrina Raus, Servizio Civile in Federazione

I dialetti locali di tutta Italia sono al centro dell’iniziativa Salva la tua Lingua Locale, con la quale l’UNPLI da anni valorizza gli autori di opere in vernacolo L’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia e ALI Lazio – Autonomie Locali Italiane, in collaborazione con il Centro Internazionale Eugenio Montale, indicono ogni anno il Premio letterario nazionale “Salva la tua lingua locale”. Si tratta di un riconoscimento letterario che ha l’obiettivo di valorizzare scrittori e poeti che si esprimono nelle loro lingue locali . Le Pro Loco di tutta Italia, da sempre portatrici della tradizione e attive nella salvaguardia dei valori fondanti della comunità, sono invitate a contribuire a questa iniziativa proponendo autori del loro territorio con le loro opere. Il Premio d’Italia si articola nelle seguenti sezioni tutte a tema libero:

• Premio “Tullio De Mauro” (Se-

zione riservata a lavori scientifici editi o inediti come saggi, tesi di laurea, studi su dialetti e/o lingue locali e dizionari). • Poesia edita / inedita • Prosa edita / inedita • Teatro inedito • Fumetto edito - novità dell’edizione 2020 • Musica (brani originali in dialetto o lingua locale, canti popolari della tradizione) Si può partecipare anche a più sezioni contemporaneamente. La partecipazione è gratuita e possono partecipare tutti gli autori che al momento dell’iscrizione abbiano compiuto 18 anni. Il bando 2020 è scaduto il 16 ottobre, ma è possibi-

le ancora partecipare alla sezione Scuola, che vuole coinvolgere le scuole di ogni ordine e grado per sensibilizzare gli studenti sulla tutela e salvaguardia dei patrimoni linguistici italiani. I ragazzi possono proporre componimenti (poesie, prose, rappresentazioni teatrali o composizioni musicali) nei dialetti o lingue locali del proprio territorio. Possono partecipare al concorso, in forma individuale o in gruppo, gli studenti delle scuole primarie, secondarie di I e di II grado dell’intero territorio nazionale, secondo le modalità descritte nel presente bando. Nel 2018 l’Istituto Agrario San Michele all’Adige ha ottenuto uno splendido terzo posto ex equo, grazie alla poesia “El Castel Beseno” di Denis Battisti, con un particolare elogio “per essersi distinti per la loro competenza linguistica e l’attiva collaborazione con le scuole del territorio”. Per ulteriori informazioni visita il sito www.salvalatualingualocale.it

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Opportunità dalla Federazione

Nuovi bandi Servizio Civile

Aperte le candidature per due progetti di Servizio Civile con le Pro Loco A tutti i ragazzi che cercano un’opportunità per mettersi in gioco e entrare a stretto contatto col mondo del volontariato, è possibile candidarsi a due dei due progetti attivi: “Strumenti e tecniche di comunicazione” e “Capriana comunità viva 3° edizione”. Questi due nuovi progetti di servizio civile riguardano rispettivamente l’ambito della comunicazione e tecnologie e quello dell’animazione, ma sono entrambi accomunati dalla volontà di far conoscere il mondo delle Pro Loco e che permetteranno la creazione di un legame di collaborazione forte ed intenso con i ragazzi. Il numero massimo di posti disponibili è 4, due per ciascun bando, che vedrà i ragaz-

zi collaborare con la realtà delle Pro Loco per 12 mesi. La Pro Loco di Capriana cerca giovani che vogliano sviluppare competenza nell’attività di segreteria, ma che al tempo stesso siano interessati al mondo del volontariato come soggetto che opera nella vita di una comunità. Infatti i ragazzi che hanno diritto di accesso al progetto di Garanzia Giovani, non occupati e non impegnati in un percorso di studi, svolgeranno mansioni legate alla figura professionale dell’operatore di segreteria, con l’obiettivo di raggiungere la competenza di “essere in grado di gestire attività d’ufficio”. In Federazione, invece, si cerca una o due persone appassionate di web

e del mondo della comunicazione, che siano creative e curiose, a cui piaccia sperimentare e mettersi in gioco e che abbiano voglia di imparare competenze preziose per il proprio futuro lavorativo. Si tratta di un’esperienza strategica per fornire ai giovani le competenze di base essenziali per inserirsi nel mondo del lavoro con competenze come la composizione di contenuti comunicativi e lo sviluppo di un piano editoriale che rientrano nella qualifica del “tecnico della comunicazione/ informazione”. Sul sito del Servizio Civile (www.serviziocivile.provincia.tn.it/ progetti/), potete trovare la scheda di sintesi e il progetto integrale di entrambi i bandi.Per ulteriori informazioni sui bandi potete rivolgervi a Ivo Povinelli (direzione@unplitrentino.it). I progetti inizieranno l’1 novembre e per iscriversi c’è tempo fino al 15 ottobre.

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Notizie dalla Federazione

Cambiare per crescere Oriana Bosco, Federazione Trentina Pro Loco

“Pensare l’innovazione e la creatività nelle proposte delle Pro Loco” è il titolo del webinar proposto da Mafe de Baggis. Un approccio che ci spinge a metterci in discussione per trovare nuovi modi di fare le cose

Per il terzo incontro del ciclo “Fuori Rotta” abbiamo avuto con noi Mafe de Baggis, consulente ed esperta in comunicazione digitale che conosce da vicino il mondo delle Pro Loco trentine. Con lei abbiamo riflettuto sul tema del cambiamento in chiave “metodologica”, cioè: cosa possiamo ricavare da una situazione che ci obbliga al cambiamento? C’è la possibilità che questa necessità diventi virtù, facendoci imparare qualcosa che migliori il nostro modo di rapportarci con il mondo? Questo periodo ci ha costretti a mettere in discussione molte delle cose che facciamo, e che abbiamo sempre fatto, magari sempre nello stesso modo: abbiamo sempre lavorato dal nostro ufficio, sempre fatto riunioni in presenza, ci siamo sempre recati di persona a fare la spesa. Quasi nessuno fino a pochi mesi fa pensava si sarebbero potuto fare queste cose in modo differente, perché, semplicemente, “si è sempre fatto così”. Con dei limiti oggettivi davanti a noi, è stato necessario per tutti en-

trare in questa questione, capire cosa c’è dietro a quel “si è sempre fatto così”: togliendo quell’abitudine a fare le cose in un certo modo, eliminando il senso critico che ci blocca, siamo stati spinti a trovare il cuore del nostro progetto, e quindi a ricostruirlo, su basi diverse, ma con il medesimo obiettivo. L’esperienza dei mesi scorsi ci insegna dunque che gran parte di ciò che facciamo, nella nostra vita come con la nostra Pro Loco, può essere vista con nuovi occhi, ripensata radicalmente senza snaturarla. E così, abbiamo capito che l’importante nelle nostre riunioni non era l’essere tutti presenti vis a vis, ma il poter condividere i pensieri, e quindi, anche farlo attraverso a uno schermo funziona; o che la spesa ce la possiamo anche far recapitare a casa. Davanti a un cambiamento necessario, infatti, due sono gli atteggiamenti che possiamo assumere: o adattarci, e quindi subire un nuovo stato delle cose, senza però inserire nulla di nostro, oppure personaliz-

zarlo, quindi usarlo per farlo diventare qualcosa di più rispondente alle nostre necessità. Il cambiamento, visto in questo modo, si trasforma da limite a possibilità, costringendoci a vedere le cose con altri occhi e a trovare soluzioni inedite, cosa che in una situazione di stasi difficilmente avremmo fatto. Questo è un processo che tutti abbiamo affrontato in modo spontaneo in questi mesi, ma che possiamo risistemare e far diventare un pensiero strutturato che ci aiuti nel nostro approccio futuro alle cose. Ad esempio, per ripensare una o più attività delle nostre Pro Loco che adesso ci sembra impossibile proporre. Uno dei modi per farlo, ci suggerisce Mafe de Baggis è applicare la tecni-

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ca del “design thinking”. Il design thinking ci aiuta in primis a fare una selezione delle cose su cui possiamo intervenire, ponendoci la domanda: questa cosa è sistemabile in qualche modo? Se la risposta è no, non vale la pena perderci tempo. Se invece pensiamo di sì, ma non sappiamo come, allora possiamo applicare questa tecnica, che è quella utilizzata nel mondo del design per fare emergere idee creative.

Prima regola che ci insegna il design thinking: le cose si possono cambiare. Il fatto che siano sempre state fatte in un certo modo, non significa che le si debba fare sempre così, o che non si possano migliorare. La seconda regola è infatti: ragionare in termini di miglioramento. E’ una cosa che culturalmente non siamo abituati a fare, perché pensiamo sempre di non poter intervenire sulla maggior parte delle cose che abbiamo. Ma questo è un limite che molto spesso ci auto imponiamo: impariamo a non accettare più il mondo come dato, ma a pensare come posso migliorarlo, trovando delle soluzioni dove prima non le vedevamo. Mettiamo in pausa il nostro pensiero critico: per migliorare le cose è importante mettere in pausa il pensiero critico, non pensare in termini di meglio / peggio, ma di cosa funziona per me. Terza regola: guardare le cose senza dare nulla per scontato. Usiamo occhi nuovi per guardare le cose e scoprire il progetto nascosto che hanno dentro, non facendoci influenzare dalla soluzione già visibile, ma sforzandoci di capire nel profondo quale è il cuore della cosa. Pulito così il campo dai nostri preconcetti, ecco che possiamo iniziare a applicare il metodo del design thinking. Che inizia nel modo più semplice: sognando. 1. Sogna. Metti in campo la fantasia per pensare a tutte le soluzioni, anche quelle meno realizzabili: stoppa la vocina critica e lascia sfogare la mente, volando nelle astrazioni più creative. Solo immaginando qualcosa di veramente grande possiamo arrivare, poi, a un cambiamento reale: se non

ci spingiamo più in là con la nostra immaginazione, quelle che troveremo non saranno soluzioni realmente migliorative ma solo piccoli adattamenti. 2. Decostruisci. Smonta la tua attività nelle sue componenti, mettendo da parte il senso critico e il giudizio. Di che cosa è fatta la mia attività? Che caratteristiche ha? Di cosa ha assolutamente bisogno e di cosa può invece fare a meno? Fai in modo che quello che mi rimanga sia la “materia prima”, la sostanza essenziale del mio progetto. Non confondere il significato di quello che facciamo con quello che facciamo: quello che facciamo è espressione di qualcosa di altro (sagra = amore per il territorio…) quindi posso trovare altri modi per renderlo concreto. Il mio obiettivo è mantenere l’essenza, cambiando solo il modo. 3. Progettazione e azione. Ora che ho più chiaro quale è l’essenza del mio progetto, posso passare all’azione. Il consiglio è: per agire, non aspettare l’idea perfetta, ma inizia subito a metterla in pratica. “Le persone non sanno cosa gli piace finché non glielo fai vedere” diceva Steve Jobs: spesso una cosa credo che non piaccia solo perché nessuno la ha mai proposta. Quindi, esploriamo, testiamo, mettiamo in campo la fantasia. Il consiglio che ci lascia Mafe è quindi: usiamo questa situazione non solo per trovare soluzioni temporanee, ma per rivedere radicalmente quello che facevamo prima e far emergere idee nuove. E chissà che il nostro nuovo punto di vista non ci riservi delle sorprese che non ci saremmo mai aspettati!

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Notizie dalla Federazione

L’Oceano Blu Manuel D’Elia, Federazione Trentina Pro Loco

Come avviare un processo di cambiamento in chiave creativa

Martedì 12 maggio, appuntamento con il secondo webinar della serie FUORI ROTTA. L’ospite della serata è Alessandro Garofalo, un fisico che da trent’anni si occupa di innovazione e, in particolare, di “inventare” prodotti e servizi. Nel suo curriculum, la ruota dello scooter Scarabeo, la macchina da allenamento Kinesis, collezioni di “lusso democratico” (gioielli non preziosi). In questo incontro ha messo a disposizione la sua esperienza per approfondire principalmente due tematiche: la prima, ex-ante, cosa fare, o cosa si sarebbe potuto fare, nel periodo di quarantena; la seconda, expost, come rendere le Pro Loco più resilienti, robuste. Il ragionamento di Garofalo prende il via con il racconto di un’indagine che ha fatto, con la sua squadra di collaboratori, all’inizio dell’epidemia. 250 intervistati, sparsi in tutta Italia, che hanno portato all’identificazione di quattro parole chiave: riflessione, superlavoro, sospensione e rigenerazione. Una realtà in cui sicuramente ci riconosciamo: dopo un primo momento di smarrimento, gestire il lavoro da casa con strumenti e spazi non sempre idonei, ha comportato per molti un cambio di abitudini non sempre facile da gestire. Ecco quindi il primo consiglio: de-

dicarsi all’ingaggio dei propri collaboratori. In una situazione nella quale non è consentito stare vicini fisicamente, è importante mantenere comunque un rapporto il più possibile stretto, ancorché digitale. Da qui l’importanza di “vedersi” spesso, almeno in video, ma in modo attivo e non improvvisato. Saper cogliere i sottesi non verbali e comportarsi di conseguenza. In tre parole: non lasciarli soli.

“Un concerto senza pubblico? Fino a qualche mese fa era solo una provocazione” Ma di cosa parlare? Garofalo ricorre ad un’analogia, quella degli specchietti retrovisori, sicuramente molto utili, ma dei quali si rischia di abusare. Concentriamoci quindi il più possibile sul futuro, anche inteso come tempo verbale: un ente che funziona, secondo la sua esperienza, è quello dove si discute in termini di “faremo”, “andremo”…

E come sfruttare allora questo momento nel quale non si possono organizzare eventi? Pensando alla riorganizzazione degli spazi e dei tempi. Per venire incontro alle nuove regolamentazioni, sappiamo che occorrerà procedere ad una riorganizzazione non solo fisica degli spazi della Pro Loco, ma anche delle attività che si vorranno proporre. Il digitale, si è già capito, avrà grande spazio. Questa emergenza, segnala Garofalo, ha mostrato a tutti delle potenzialità che, seppure già presenti, non sempre venivano prese in considerazione.Il webinar stesso sfrutta una tecnologia che era disponibile tranquillamente anche due anni fa. Ora, facendo di necessità virtù, ci siamo tutti abituati e impratichiti. E se si riuscisse ad organizzare delle manifestazioni nelle quali la tecnologia è protagonista? Diventa essenziale confrontarsi con le altre realtà, che magari siamo abituati a vedere come antagoniste. In

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un momento come questo, cercare di mettere insieme le forze, ogni elemento che offre all’insieme ciò che gli riesce meglio. Collaborazione anche tra Pro Loco. Alcune già lo fanno, e sappiamo che i risultati possono essere vincenti. Garofalo passa quindi ad approfondire il concetto di resilienza, ricor-

Alessandro Garofalo

dando che è una qualità fisica (il suo campo d’azione originario) che identifica la capacità di un materiale di resistere alle intemperie, ma non solo. Anzi, di uscirne più robusto di prima. Un concetto che è stato esteso agli enti, alle persone, alle emozioni. Come gestiamo la mappa dei rischi, alla luce delle nuove esigenze? Ritor-

na il concetto di gestione degli spazi, delle distanze personali. Dobbiamo mettere i fruitori dei nostri eventi in condizioni di sicurezza, reale ma anche percepita. E se fosse anche il momento giusto per pensare ad una ottimizzazione dei costi? Le manifestazioni di inizio anno sono saltate, le prossime saranno in ogni caso ridotte in quanto a numeri e… incassi. Certo, le Pro Loco non sono aziende, non vivono per il guadagno. Però i conti si devono fare, e il suggerimento è pertanto di fare una valutazione attenta di quelli che sono i “costi della non qualità”. Ma cosa inventarsi? Sfruttiamo il concetto di paradosso per trovare idee nuove. Un concerto senza pubblico? Fino a qualche mese fa era solo una provocazione, ricorda Garofalo. Adesso, invece, eventi come questo stanno diventando realtà. Sfruttiamo allora la “creatività dal basso”: la base di volontari, che magari non sempre ascoltiamo quando si progettano le attività, può essere una fucina di idee. Certo, alcune saranno buone, altre meno. Qualcuna sarà ottima. Non perdiamo l’occasione di ascoltarle e potremmo avere delle belle sorprese. Ed eccoci finalmente all’Oceano Blu richiamato dal titolo. In cosa consiste? Nel creare “nuovi business per andare incontro a bisogni non espressi dal cliente”. Traslato nel mondo delle Pro Loco: quali sono le esigenze dei fruitori degli eventi? Su cosa ci dobbiamo concentrare? Sanificazione degli ambienti per dare un senso di sicurezza? Margini di manovra ce ne sono, gli strumenti vanno trovati e implementati. Ora come non mai è importante osare, puntare all’innovazione. Come ricorda il Presidente della Federazione, il pensiero non si ferma mai. Dove c’è una crisi, c’è anche la possibilità di nuove opportunità. Rompere i paradigmi non è facile, ma oggi forse non abbiamo alternative.

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Opportunità dalla Federazione

Un intreccio da sperimentare Ivo Povinelli, Federazione Trentina Pro Loco

Quello tra cultura e Pro Loco è uno scambio inedito e da esplorare I diversi consigli direttivi della Federazione hanno sempre considerato la “cultura” come elemento che le Pro Loco avrebbero dovuto prendere in maggiore considerazione. L’evento classificato come “culturale” ha sempre destato grande rispetto nei discorsi delle Pro Loco ma poi i suoi costi e le sue poche entrate hanno sempre reso difficile avventurarsi in questa opzione. Nel procedere con dichiarazioni e slanci di intenti ci si è però sempre astenuti dal prendere il toro per le corna, un po’ per timore un po’ per la pressione di altri temi che tenevano la “cultura” in alto ma anche distante dal fare delle Pro Loco. Il consiglio ha così chiesto allo staff della Federazione di lavorare alla questione, approfittando del fatto che il progetto “Salva la tua lingua locale” di UNPLI ha portato alla nostra attenzione il tema del patrimonio immateriale, che sostanzialmente è un patrimonio culturale. L’analisi dello stato dell’arte ha portato a sviluppare una profonda riflessione, che andasse un pochino più a fondo degli stereotipi polarizzati tra

le posizioni “di cultura non si vive” e “la cultura è sacra”. Se cerchiamo la definizione di cultura nel dizionario ne troviamo numerose versioni, ad indicare una volta i costumi, una volta le conoscenze, una volta le abitudini… Non tocca a noi dire quale sia la definizione giusta di cultura, abbiamo tuttavia deciso di lavorare su questo concetto intendendolo come “insieme di modi in cui vediamo e viviamo il mondo”: ognuno di noi ha i suoi, alcuni sono simili per tutte le persone del paese in cui viviamo, altri sono condivisi da tutte le persone di una città o di stesso stato. Ci sono mode passeggere e ci sono abitudini più durature, come ci sono tradizioni delle quali non sappiamo dire l’anno di nascita e che ci sembrano affondare le radici nella notte dei tempi. Rispetto a tutti questi elementi va chiarito che per cultura dobbiamo intendere il senso più ampio del termine, dal modo in cui coltiviamo gli ortaggi, al modo in cui ci spostiamo, piuttosto che quello in cui passiamo il nostro tempo libero. La cultura non è un’opzione, può es-

sere molto ricca o molto essenziale, può avere pochi o tanti riferimenti, ma ci viviamo immersi in tutte le ore del giorno. Ma è proprio questo che spesso nelle Pro Loco passa inosservato: siamo esseri culturali, e per quanto pensiamo di essere più o meno “acculturati” diamo sempre un significato a quello che il mondo ci mostra: quel significato è il prodotto della nostra cultura. E lo stesso fare Pro Loco è un elemento culturale di una terra dove è ritenuto ancora importante che i cittadini partecipino attivamente al destino delle proprie comunità. E quindi, a cosa serve la cultura alle Pro Loco? Ad acquisire consapevolezza, che permetta alle Pro Loco di fare delle scelte: dare un valore a quello che c’è adesso, ma anche a sviluppare questo patrimonio immateriale facendolo vivere e facendolo diventare uno strumento per far vivere meglio le persone. Proprio per aiutare le Pro Loco che sono interessate ad acquisire questa consapevolezza abbiamo deciso di organizzare un percorso di formazione pensato ad hoc, strutturato insieme ad Accademia d’Impresa: “Immaginare il territorio” è un primo avvicinamento ai temi della cultura intesa come nostro patrimonio, in cui lo scambio di idee serve come humus per sviluppare nuove conoscenze e in cui le Pro Loco sono intese come protagoniste attivi del panorama culturale, e non come semplici soggetti che valorizzano o rintracciano gli oggetti di interesse. Speriamo di avervi numerosi, perché lavorare insieme è un arricchimento prezioso che siamo certi vi sarà di ispirazione.

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immaginare il territorio Scopri come trasformare le idee in progetti! COS’E’ E’ un laboratorio promosso dal GAL, Gruppo di Azione locale Trentino Centrale e finanziato dal FESR Programma di Sviluppo locale. E’ un’idea nata per fare gruppo anche all’interno del mondo delle Pro Loco e attivare le stesse per migliorare la qualità della vita attuale e futura delle loro comunità, puntando sugli aspetti della propria cultura da valorizzare.

PER CHI E’? Possono partecipare, in primis le Pro Loco della Valle di Cembra, della Valle dei Laghi e della Piana Rotaliana fino al completamento di 12 posti. Nel caso in cui altre Pro Loco, presenti su altri territori, vogliano iscriversi, è necessario contattare la segreteria.

QUALI SONO GLI OBIETTIVI? • Valorizzare il territorio, che è il protagonista delle attività • Puntare su idee creative per sviluppare il territorio • Coinvolgere le Pro Loco per farle diventare attivatori di comunità e non solo organizzatori di eventi CHI INTERVERRA’? • Antonio Castagna: coach e formatore freelance, si occupa di ricerca azione e di relazioni nei contesti organizzativi • Francesca Felicetti: formatrice, applica metodologie di facilitazione e di filosofia pratica per lo sviluppo delle capacità delle persone e dei gruppi

COME E QUANDO? Il percorso sarà diviso in 8 appuntamenti ognuno con un tema ben preciso. Ottobre 17 ottobre 9.00 – 12.00 Emozioni, azioni, cultura e territorio 17 ottobre 13.00 – 16.00 Idee di tutti i giorni 27 ottobre 18.00 – 21.00 Il territorio che abito Novembre 3 novembre 18.00 – 21.00 La mia Pro Loco gioca in casa 10 novembre 18.00 – 21.00 Io penso che la Pro Loco… 17 novembre 18.00 – 21.00 Noi pensiamo che la Pro Loco… 24 novembre 18.00 – 21.00 L’idea diventa un progetto Dicembre 5 dicembre 9.00 – 13.00 Ecco le idee

DOVE? I laboratori si svolgeranno presso la Federazione Trentina delle Pro Loco e loro Consorzi via Oss Mazzurana 8, Trento Per maggiori informazioni rivolgersi alla referente del corso: Annalisa Zeni | Accademia d’impresa annalisa.zeni@accademiadimpresa.it | 0461 382320

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Pro Loco allo Specchio

Pensieri di un prima e di un dopo…a Giovanni Perini e Cristian Lorenzi, Pro Loco Campi

La forza di una comunità non sta solo nell’incontro, ma si misura anche con la condivisione di storie comuni attraverso l’uso della tecnologia

Giorni frenetici, impegni celebrati perfettamente con tutti i crismi, vite appese a quotidianità quasi nauseabonde e monotone e poi ancora mille incontri con orari incastrati maniacalmente nell’agenda quotidiana come perfetti manager domestici. Passi veloci che ricalcano a pennello la traccia lasciata sul sentiero della vita del giorno prima, senza nuovi stimoli, senza nuove mete, senza nuovi desideri. Frasi scontate e di circostanza che riempiono le nostre bocche, che ci fanno sentire bene e in sintonia con la società, che ci fanno sentire a posto con la coscienza. Poi arriva il coronavirus, Covid 19, un esserino microscopico che si insinua nelle nostre profondità e nelle nostre sicurezze, scardinandole, distruggendole, ribaltandole. I giorni diventano lenti e lunghi, la vita si riappropria di un sapore antico e dimenticato, gli incontri sono pochi e selezionatissimi , del resto lo dice la legge “non più di duecento metri da casa e vietati gli assembramenti”, i passi si fanno flemmatici e pigri e indugiano all’interno dei regni domestici, ove le famiglie si ritrovano, si studiano, si riscoprono. Le parole si riappropriano della loro forza archetipa e si riempiono di significato. Una rivoluzione coperni-

cana: sarà vero che il senso profondo della vita si riappropria di quel centro che naturalmente gli spetta? Sì, assolutamente e fermamente è così, perché esistono ed operano nella nostra società persone meravigliose che già per principio, in tempi non sospetti e non costretti da circostanze di forza maggiore, avevano deciso di strutturare la loro esistenza in un modo diverso, dirigendola sui sentieri dell’altruismo e del volontariato, portando via ricchezza, tempo ed energie al “sé” per donarli al “noi”, seguendo il comandamento principe del “vivere intensamente la comunità per la comunità”. Così nasce, cresce ed opera una Pro Loco, quel luogo meraviglioso dell’incontro, dello scambio genuino e sincero, quella famiglia allargata che non ti fa mai sentire solo e inutile. I volontari delle Pro Loco, si sa, non sono abituati a stare con le mani in mano, la loro vita è tutto un fare e disfare, un pensare e ripensare, un costruire e organizzare. Allora - ci si interroga - come essere utili nel momento in cui il contatto è bandito e l’incontro diventa il male di tutti i mali? Come portare a tutti un abbraccio virtuale che scaldi il cuore e faccia sentire la vicinanza e il senso di gruppo? Bob Dylan cantava “the answer, my

friend, is blowing in the wind” (“La risposta, amico mio, soffia nel vento”) e la risposta è arrivata proprio in questa maniera, dall’etere: perché, ci siamo chiesti immediatamente, non utilizzare le nuove tecnologie, dando vita ad un gruppo Facebook di gente che fosse nata, vivesse o che avesse relazioni di qualsiasi genere con Campi, ma che non fosse il solito gruppo “Amici di…”? Detto, fatto! Così è stato creato “Campi nel cuore”, con il giusto accento sulla parola “cuore” che, in questi due mesi di blocco totale, ha portato un sorriso, una lacrima, un’emozione all’interno delle nostre famiglie. Sicuramente questa non è una nuova

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o…al tempo del coronavirus Ripartire coinvolgendo le categorie più fragili

rivoluzione copernicana ma è una prova che il segreto del grande successo sta nella semplicità e nella veridicità di quello che viene trasmesso: la riscoperta del passato, le foto degli avi, gli antichi mestieri, gli aneddoti “di una volta”, la vita vera e vissuta. Questo esperimento ha l’intenzione di lasciare un messaggio ai posteri: è impossibile vivere il presente o pensare al futuro senza essere ancorati al proprio passato. Immancabilmente, nel momento del bisogno, il primo pensiero si rivolge sempre e comunque a chi, prima di noi, ha percorso i viali della vita, cercando, nel calore del loro ricordo, di trovare una via d’uscita a tutte le difficoltà.

La Pro Loco di Campi, in questo periodo ha deciso di impegnare le proprie energie nello strutturare un progetto nuovo, “Rebike”: un tour in bicicletta a Riva del Garda (che si è svolto il 16 settembre scorso), il cui focus non è il paesaggio, bensì l’integrazione. L’idea è infatti quella di rendere lo sport accessibile a tutti: bambini, persone con disabilità, famiglie. “Ci siamo rivolti a Remoove (una Startup di Arco che si occupa di mobilità) di cui sposiamo in pieno la filosofia, ossia rimuovere le barriere e rimettere in circolo le energie di chi ha tantissime cose da dare alla società. Da qui è nata questa collaborazione e questo primo evento insieme.” spiega Cristian Lorenzi, consigliere della Pro Loco di Campi. La mobilità sostenibile diventa così uno strumento per sensibilizzare sul tema dell’inclusione, ribaltando la prospettiva e facendo passare il messaggio che basta poco per dare le stesse opportunità anche alle persone con disabilità. Cristian, raccontaci come è andato l’evento. “La giornata è stata un successo: moltissimi i partecipanti, grande la collaborazione degli enti locali, che si sono dimostrati sensibili al progetto, l’amministrazione comunale e il Museo Alto Garda in primis. Dopo l’escursione tutti hanno potuto provare le biciclette a pedalata assistita, ed infine assistere alla presentazione del libro “Farfalla” di Matteo Zadra, i cui proventi saranno destinati alle zone colpite dalla tempesta Vaia. Insomma, un’inclusione totale, sociale e ambientale, una collaborazione tra persone che hanno voglia di fare

cose belle.” Secondo te le Pro Loco, che per definizione lavorano a 360° per la comunità, che ruolo possono avere nel incarnare valori come inclusione sociale e sostenibilità? Che cosa può suggerire alle altre Pro Loco questo evento? “Nella società contemporanea che è così varia e sfaccettata, ognuno può fare la sua parte per il bene della comunità. Io credo che le Pro Loco abbiano la possibilità di diventare luoghi di inclusione: lo possono fare proprio perchè lavorano su un territorio piccolo, e quindi certamente conoscono i casi e le difficoltà del loro paese. In tutte le Pro Loco trentine e in primis nella Federazione vedo un fermento importante e secondo me bisogna proseguire in questa strada, cercando di fare come dicevano i latini “ad maiora” e quindi cercando di fare sempre di più in questo ambito in cui noi Pro Loco possiamo davvero fare la differenza.”

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Sagron Mis

Sperimentazioni di frontiera Flavio Broch, Pro Loco Sagron Mis

Comunità, creatività e innovazione come strumenti per recuperare un asilo abbandonato, trasformandolo in messaggi di rinascita

Quasi 15 anni fa chiudeva i battenti l’Asilo di Mis. Stiamo parlando di una frazione del paese più periferico del Trentino, uno dei tanti luoghi di montagna in cui l’emigrazione giovanile sembra un destino ovvio e scontato, in cui anche il solo fatto di nascerci, crescerci ed abitarci diviene un atto sovversivo, di quelli che ti fanno venir su con una voglia smodata di fare qualcosa che possa salvare questi luoghi dall’estinzione e un persistente senso di colpa per non sentirsi in grado di fare abbastanza. In un contesto simile, la chiusura di un asilo non è cosa che possa davvero far notizia: è la semplice applicazione di una logica razionale di causa-effetto. Non ci sono più utenti: il servizio chiude. Forse però la logica razionale di causa-effetto non aveva tenuto conto di quella predisposizione alla resistenza ad ogni costo che in queste località sembra uscire fuori direttamente dalle viscere di quella terra erta, spigolosa e ingenerosa su cui tutto poggia. Succede così che proprio quelli che per ultimi hanno frequentato quell’edificio come asilo, durante il lockdown primaverile decidano

che un luogo così non merita di rimanere sempre chiuso, stracolmo di carabattole che ne impediscono perfino l’accesso, con un giardino esterno ormai degradato che solo gli straordinari frutti del suo bellissimo pruno riescono a riportare alla mente il suo periodo di gloria. La Pro Loco Sagron Mis è il soggetto ideale con cui gettare le basi e tra videochiamate e pomeriggi passati al computer si inizia a pensare, ideare, sviluppare e progettare. Di idee ne escono tantissime, la parola chiave diventa “sperimentare”, e l’Asilo di Mis diventerà quindi fulcro di sperimentazione: si parte dalle tradizioni locali, dall’artigianato, ma c’è forte anche la voglia di rispondere ai tanti bisogni per soddisfare i quali la gente di Sagron Mis è costretta a cercare altrove. C’è smania di imparare e c’è volontà di stupire, di scovare nuove opportunità, magari innovative, che possano trovare compimento in quella struttura, tutto con l’orizzonte ben chiaro di dare un senso al futuro dell’edificio anche scoprendone approfonditamente il passato. Il bando Generazioni, promosso

dalla Regione Trentino-Alto Adige e gestito dalla Cooperativa YoungInside, è l’occasione perfetta per concretizzare l’idea, ed infatti dopo un lungo lavoro di scrittura, il progetto sarà uno dei 16 selezionati (su 70 presentati) e uno dei pochissimi che sia stato proposto da un territorio periferico, lontano dai grandi centri regionali. Si può finalmente iniziare a fare sul serio. È inizio luglio e il gruppo “reMoto” parte alla volta di Montebelluna per incontrare AKU, l’azienda di calzature sportive che si è resa disponibile a collaborare per dare vita nuova ad una delle più classiche delle tradizioni artigianali locali: lo scarpét. Ci si scervella con i tecnici ed i designer dell’azienda per capire come realizzare attraverso processi meccanizzati quello che le nostre antenate per secoli hanno fatto con tenacia e pazienza nei lunghi inverni dolomitici, con vasta

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libertà creativa ovviamente, ma senza snaturarne la filosofia e mantenendone inalterate le funzionalità. Ne nascerà un laboratorio artigianale? Intanto sperimentiamo, e ci si saluta con l’impegno reciproco di reincontrarci dopo l’estate per la realizzazione di un primo prototi-

po, e se dovesse funzionare, con le indicazioni sulla filiera da seguire per poterne immaginare un futuro tangibile, concreto e commerciabile. Un passaggio cruciale per il progetto “reMoto” era però avvicinare allo stesso l’intera comunità di Sagron Mis, e per farlo abbiamo pensato

che la cosa migliore fosse una sola: mettere tutti a lavorare. Fissata la data sul calendario, ecco che il paese si mobilita per un sabato intero a svuotare l’edificio e a rimetterlo in ordine, buttando ciò che non serve e archiviando ordinatamente quello che invece può ancora servire. Arriva agosto e con le belle giornate piantano le tende i ragazzi di CampoSaz (un’associazione che promuove workshop di autocostruzioni in legno in scala 1:1) per la riqualificazione del giardino esterno. La situazione è questa: un deposito di materiale ferroso, di vecchi giochi per bambini abbandonati e malconci e tanto lavoro da fare per venirne a capo. CampoSaz è qui per questo, e praticamente gli vien data carta bianca su come operare. Da quel giorno e per i successivi tre, dall’Asilo di Mis si sente quasi esclusivamente il suono sibilante degli avvitatori e delle troncatrici, frammisto alle note di Battiato sparato a palla da un vecchio giradischi recuperato tra le cianfrusaglie del vecchio asilo. A far da contorno a questa fantastica esperienza, ecco ancora la comunità coinvolta nel preparare pasti e torte ai “camposaziani”, per un’accoglienza che, forse, solo un paese piccolo, periferico e unito può offrire. Dopo soli tre giorni ci ritroviamo ad inaugurare una struttura nuovissima e bellissima con un angolo bar, due ampie terrazze in legno ed una lunghissima panca su cui sedersi e consumare. E visto che la bella stagione è appena all’inizio, decidiamo in quattro e quattr’otto che quel giardino può diventare un piccolo bar per le colazioni, almeno sotto ferragosto. L’esperimento riesce alla grandissima, tanto che l’afflusso arriva a volte anche a mettere in difficoltà i volontari che si alternano nella sua gestione. La fine della stagione turistica libera anche tempo ed energie ai volontari, già tutti pronti per un autunno il cui calendario è già pieno zeppo, ovviamente, di nuove sperimentazioni.

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Valle dell’Adige

Orto in Villa, uno scrign Agata Kurowiecka, Servizio Civile presso Pro Loco Cà Comuna del Meanese

Tante attività, dalle più semplici alle più curiose, animano durante l’anno l’Orto in Villa

C’è una collina in Trentino dove il tempo scorre secondo il ritmo della natura, le piante presentano con grazia i loro fiori colorati e dove appassionati coltivatori si prendono cura delle loro aiuole conversando ogni tanto con gli uccelli. Vi presento un luogo straordinario, l’Orto in Villa a Meano, dove si respira un’aria completamente diversa da quella cittadina. Quando ci sono arrivata per la prima volta dopo i difficili giorni di quarantena, pensavo di essere volata in paradiso. Mi ha accolto l’aria frizzante del mattino ancora primaverile, il profumo intenso del gelsomino e la regina dello stagno, la ninfea, appena sbocciata. Ho fatto un respiro profondo e l’aria fresca di montagna, che mi mancava così tanto, mi ha riempito i polmoni. La magia di questo orto-giardino sta nella sua semplicità e nelle tante piccole meraviglie della natura che si trovano al suo interno. Tutto ciò che serve per scoprire questo regno di biodiversità e agricoltura sostenibile sono occhi e mente spalancati, buon olfatto e udito. Per fortuna lo frequentano anche degli esperti che hanno una conoscenza tale del mondo vegetale che a volte sembra che parlino con le piante! E sono proprio loro che ci aiutano a capirle meglio. Così è stato anche durante la serie di quattro appuntamenti “AgroEducAzione” con l’agroecolo-

go Stefano Delugan, svoltasi a cavallo tra giugno e luglio nel nostro Orto in Villa. Siamo partiti con la serata “I fiori dell’Orto”, per poi passare a “Echinacea e Valeriana”, “Melissa e Lavanda” ed infine ultime ore alla scoperta del “cerchio delle Aromatiche”. Ogni partecipante ha avuto l’opportunità di approfondire proprietà e usi di piante officinali e commestibili. Sapevate che i fiori di hemerocallis fulva sono eccezionali in pastella? Neanche io! Ma attenzione, perché, come dice il nostro esperto, ci sono molte piante che sono commestibili “una volta sola” nella vita... Pertanto, durante gli incontri, abbiamo guardato da vicino le piante in questione e le abbiamo conosciute a fondo. Le quattro serate sono state ricche di fatti e aneddoti interessanti: qual è il momento migliore per raccogliere la pianta (periodo “balsamico”), come fare gli oleoliti di lavanda o lo sciroppo di melissa, cosa c’è dietro la struttura della spirale in pietra, le consociazioni e il posizionamento delle erbe... Sono solo alcune delle tante curiosità che abbiamo scoperto insieme. L’interesse per il mondo delle piante ci ha portato fino alla Cascata del Mughetto e alle sue acque cristalline, durante l’evento “Strade che fai erbe che trovi”. Al mattino presto, con i primi raggi di sole, pronti per l’avventura e attrezzati di ceste, sia-

mo partiti dal parco di Villa Salvadori-Zanatta per un’escursione alla ricerca delle piante selvatiche. Il raccolto è stato eccezionalmente fruttuoso. Come di consueto siamo stati accompagnati da un esperto grazie al quale siamo riusciti a riconoscere le erbe spontanee, le loro magiche proprietà e i possibili impieghi. È poi giunto anche il momento di costruire un muretto a secco. Gli uomini più forti di Meano e dintorni, dopo una formazione teorica sulle caratteristiche costruttive, la storia, il valore paesaggistico, agrario e la biodiversità contenuta nei muri a secco, hanno preso le mazzuole e, sotto la supervisione dell’architetto Raffaele Cetto e dell’agroecologo

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gno tutto da scoprire Tante iniziative per fare conoscenza ed esperienza della natura

Stefano Delugan, hanno costruito una parte di un terrazzamento, realizzando una gradinata sopra l’area didattica dell’Orto per offrire un maggior spazio per i prossimi eventi, che ora godranno di una vista meravigliosa sulla Paganella!Nell’orto non sono mancati neanche i più piccoli, i ragazzi e ragazze delle parrocchie di Meano e Gardolo che hanno partecipato ai campeggi diurni presso il Parco Salvadori-Zanatta e hanno riempito i nostri spazi di tanta energia, entusiasmo e grida di gioia. Durante i laboratori hanno creato vere opere d’arte, creando bellissimi quadri dei paesaggi intorno a noi usando fiori veri e acquerelli vegetali, ovviamente ispirate dalla natura e ai

suoi piccoli abitanti. Al momento, la nuova stagione si sente già nell’aria. Le mattine si fanno più fredde e gli ultimi pomodori e zucchine stanno maturando al sole di settembre. La nuova stagione significa nuove attività nell’orto! Ci sono altri eventi, non meno interessanti, in preparazione (seguiteci su Facebook per rimanere aggiornati @Proloco.Ca.Comuna.Meanese), e da ottobre mi raggiungeranno le due nuove colleghe che, come me, svolgeranno qui il servizio civile. Venite all’Orto in Villa e lasciatevi ispirare anche voi o passate almeno per vedere le nostre bellissime rose che continueranno a fiorire fino al tardo autunno!

Quanti spunti possono nascere da un orto! L’Orto in villa di Meano è diventato lo stimolo per proporre non solo tante attività ricreative, ma anche per avvicinare la comunità alla botanica e all’agronomia attraverso corsi, incontri, e laboratori sul campo. Ne è un esempio il corso “Dacci un taglio, potatura e cura delle piante”, una serata teorica e una giornata di pratica nell’orto dedicate ai trucchi della potatura delle piante ornamentali e da frutto. Le proprietà e gli usi delle erbe officinali sono state oggetto di quattro interessantissimi appuntamenti di agro-educazione; in estate è ripresa anche l’attività di edificazione dei muretti a secco, lavorazione particolare del territorio della Val di Cembra, riconosciuta come patrimonio immateriale dall’UNESCO. Dopo una prima serata informativa sui muretti a secco, il sabato si è passati alla pratica presso l’Orto in Villa, dove si è costruito un vero e proprio muretto. Sabato 1° agosto invece per tutti gli amanti del giardinaggio è stata una giornata speciale. La Pro Loco ha ideato infatti “Arredi per l’orto”: alcune ore passate in compagnia alle prese con la costruzione di semplici installazioni di “design agricolo”. Infine, in occasione della giornata europea del paesaggio tra la metà di settembre e gli inizi di ottobre, in collaborazione con l’Ecomuseo dell’Argentario, si sono svolte due iniziative “L’Agorà, dove l’attività sfida l’immaginazione” e “Paesaggio, spazio di vita delle comunità”.

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Altopiano della Vigolana

Reazione di comunità Roberta Casagranda, Consorzio Turistico Vigolana

Sull’Altopiano della Vigolana l’emergenza sanitaria è stata l’occasione per trovare vie nuove di collaborazione tra Pro Loco, operatori e produttori

L’emergenza Covid 19 e il blocco di oltre due mesi ha portato tante riflessioni anche sull’Altopiano della Vigolana, sia in campo turistico che a livello di volontariato. Questi due mondi sono sempre stati molto vicini, il turismo della Vigolana si è sempre basato sulla simbiosi tra abitanti e territorio che viene trasmessa anche ai nostri ospiti, per poter permettere loro di godere appieno, oltre al servizio e alla qualità dell’ospitalità, soprattutto dell’intera esperienza della vita nella comunità della Vigolana. Quest’estate siamo quindi ripartiti, con piena consapevolezza della nuova situazione e con tutti gli accorgimenti possibili per garantire ai nostri ospiti una vacanza in sicurezza, all’interno di un territorio che offre spazi ed ambienti bellissimi ed una qualità nei servizi. Da qui è nato il nuovo slogan, rappresentativo del territorio, “Vigolana, il tuo spazio di libertà”. Il Consorzio Turistico Vigolana è diventato sempre di più il riferimento per tutto il territorio e per tutte le sue variegate attività economiche, con le quali sta creando una rete per rafforzare il concet-

to di territorio e comunità. In questo momento anche le quattro Pro Loco, che sono parte integrante del Consorzio (nonché soci fondatori) hanno aumentato il loro impegno a favore del territorio e dell’offerta turistica sullo stesso. In tal senso Il Consorzio Turistico e le Pro Loco hanno “siglato” una sorta di patto di comunità, verbalmente denominato “Adotta un evento”, cioè un impegno a favore del territorio, dei residenti ma anche del tessuto economico. Un ente strutturato e professionale ancora una volta si è unito al mondo al volontariato, altrettanto preparato, per portare avanti un calendario di eventi che permettono una migliore promozione e un migliore godimento del territorio. Indispensabile, fondamentale e fortunatamente naturale, è stata la reciproca collaborazione con l’amministrazione comunale, da sempre supporto sia al mondo turistico che al mondo del volontariato. Grazie all’impegno di tutti, quella della Vigolana è stata un’estate piena di eventi, con uscite sul territorio

assieme ai custodi forestali e ai nonni che raccontano le favole, pedalate in mountain bike e con le e-bike, momenti culturali come i salotti letterari, serate dedicate alla natura, momenti dedicati al benessere con le passeggiate sotto la luna piena, il bagno nella foresta e il mandala kid, momenti di yoga e osservazioni delle stelle. Abbiamo anche riscoperto un qualcosa che è sempre stato nelle nostre abitudini cioè il pic nic, (una passeggiata e poi una sosta, più o meno lunga, per mangiare qualcosa di buono) ed anche scoperto un mondo poco conosciuto ma molto variegato ed affascinante come quello dell’origami. Il periodo di lockdown ha messo in evidenza anche un altro aspetto, quello dell’importanza dell’acquisto in loco dei prodotti, non solo dei generi di prima necessità. Da qui è

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Autunno in Vigolana settembre | ottobre | novembre “Autunno in Vigolana” è la manifestazione che unisce il territorio ai suoi prodotti caratteristici: la pera, la castagna e la patata

nata l’idea di dare ancora più valore all’intera produzione locale, in ogni suo settore, promuovendo, l’acquisto nei negozi sotto casa e dai nostri produttori, l’utilizzo dei professionisti e artigiani del posto, la fruizione dei ristoranti e bar del proprio paese. È nata da questa volontà l’iniziativa “Scegli Vigolana”, una rete di operatori economici fieri di lavorare nel proprio territorio e con la voglia di essere apprezzati prima di tutto dal vicino di casa. E da questa rete nasce la Carta Vantaggi Vigolana: acquistando presso un aderente all’iniziativa ricevi la carta vantaggi che potrai utilizzare per avere uno sconto o un omaggio durante il tuo prossimo acquisto presso un altro aderente all’iniziativa. L’altopiano della Vigolana ha deciso quindi di ripartire dalla solida base del proprio senso di comunità.

“Autunno in Vigolana” è la manifestazione che unisce il territorio ai suoi prodotti caratteristici: la pera, la castagna e la patata. Per celebrare al meglio questi prodotti km O, le Pro Loco locali dedicano loro due feste. La festa della Pera (tenutasi il 27 settembre) ha permesso alla comunità di riscoprire questo antico frutto locale attraverso passeggiate e altre attività a stretto contatto con la natura. La festa della Castagna è in programma a Centa San Nicolò il 25 ottobre e prevederà tra le altre attività, passeggiate nei castagneti della zona. Si è pensato anche ai più piccoli offrendo loro la possibilità di assistere a racconti teatrali che mettono in luce il rapporto tra l’uomo e la natura. Durante tutto il periodo i ristoranti della zona avranno il piacere di preparare per i loro ospiti dei piatti a base di questi prodotti principali dell’autunno. Dal tortel di patate alle crema di patate con dadolata di zucca e speck, dalle ciambelle di patate al miele di acacia alla torta dolce di patate. Per chi volesse, invece, mangiare in mezzo alla natura, c’è la possibilità di ordinare il proprio cestino presso i locali della zona. Le aree pic-nic non mancano sull’Altopiano: a Bosentino, a Vattaro e a Centa San Nicolò. Nel programma sono state inserite anche delle attività proposte quest’estate, come il forest bathing,

Abbraccia la natura e uscite in e-bike. Per quest’ultima attività, che desta tanto successo ultimamente, il costo è di € 10 più, nel caso fosse necessario, il noleggio dell’e-bike, presso l’Hotel Alpenrose, da cui partirà poi il gruppo. Il tragitto di sabato 26 ottobre sarà il seguente: Rozole, Vigolo Vattaro, Forte Brusafer, Bindesi, Maranza; Pian dela Taola, facendo il percorso di ritorno passando dalla Val dei Oveni. Alla fine sarà servita una cena per tutti i partecipanti presso la Locanda Campregheri. Altre uscite sono previste per tutti i sabati di novembre. Info su www.vigolana.com

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Valsugana e Tesino

Scacco al blocco!

Giovanni Benaglia, Pro Loco Tenna

Il periodo di emergenza ci ha costretti a rivedere la programmazione dell’estate? E allora noi ci riorganizziamo: con un torneo di scacchi di grandissimo successo

Il Covid19 ha fatto irruzione nelle nostre vite rivoluzionandole e costringendoci a riorganizzare le nostre attività e a pensare continuamente a cosa possa essere fatto e cosa no. Per l’estate la Pro Loco di Tenna aveva in cantiere una nutrita scaletta di eventi, istituzionali e non, già programmati ma poi giocoforza sospesi a causa dell’emergenza sanitaria: la Sagra “Bela de Magio”, ricorrente sempre la prima domenica di maggio; la “Notte Blu” sulla spiaggia di Tenna, evento in calendario ogni primo sabato di giugno, lo Scambio interculturale con Leek (una piccola città olandese situata nella provincia di Groninga) solitamente previsto nel mese di luglio. A questi momenti caratterizzati da periodicità quest’anno si sarebbe dovuto aggiungere il Festival di arti a zero impatto ambientale sul territorio, una novità che avrebbe dovuto esordire in questo 2020. Superato il lungo periodo di lockdown, durante il quale ovviamen-

te tutto è stato per forza di cose sospeso, abbiamo tutti dovuto comprendere che il ritorno a una sorta di normalità avrebbe richiesto molto tempo nonché la necessità di cancellare o rinviare molti progetti già avviati, magari rivedendoli nelle loro dinamiche di svolgimento. In questi ultimi mesi ci siamo infatti dovuti confrontare con una sfilza di protocolli, costantemente aggiornati, che dettavano di volta in volta le “regole di ingaggio” per ogni attività: da quelle turistico-ricettive, alla ristorazione, ai pubblici spettacoli, all’utilizzo di strutture sportive, ecc. Non poteva fare eccezione l’attività scacchistica: coi circoli chiusi la grande opportunità era quella di organizzare un evento all’aria aperta. In tal senso ha fatto da apripista la Pro Loco di Castello Tesino che con la terza edizione dello “Scacco al Biagio”, prendendo spunto dalle direttive della Federazione Scacchistica Italiana, ha avuto il merito di elaborare un protocollo di sicurezza tarato per

le manifestazioni di questo genere. La Pro Loco di Tenna, sentendosi addosso una forte volontà di tornare alla vita e di ripresentarsi come parte attiva sul campo, ha voluto credere nelle potenzialità offerte dal mondo degli scacchi proponendo, col supporto tecnico dell’Unione Scacchistica Trentina, un torneo confezionato su misura con le potenzialità del territorio tennaroto. Il parco urbano di Tenna si presta infatti perfettamente dato che dispone di una grande “pagoda” che consente di stare all’aria aperta pur riparati dal sole e permette a spettatori e curiosi di potersi intrattenere a distanza di sicurezza nell’adiacente grande prato caratterizzato dai numerosi alberi che garantiscono fresca ombreggiatura ai vari tavoli e panche presenti in loco.

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Questa prima edizione del torneo di scacchi “Colle di Tenna” , che si è tenuta il 13 settembre scorso, si è rivelata un successo ben oltre le più rosee aspettative; grazie anche ad una certosina azione di promozione sono stati addirittura 32 gli scacchisti (molti provenienti anche da fuori provincia) a confrontarsi nei 10 turni di gioco tutti molto combattuti pur in un clima di grande sportività, amicizia e condivisione. Questa forte partecipazione ha evidenziato la gran voglia di poter tornare a giocare “in presenza” dopo un lungo periodo caratterizzato da sfide necessariamente online. Si è giocato con mascherina nel rispetto dei protocolli di sicurezza anticovid, controllando la temperatura all’ingresso dell’area di gioco e detergendo mani e pezzi a

ogni partita. In tal senso lo staff e i volontari della Pro Loco di Tenna hanno dato il massimo sia nella fase organizzativa, sia durante lo svolgimento delle partite. Per la cronaca, alla fine ha prevalso il Maestro Fide Davide Olivetti di Bolzano davanti al Candidato Maestro trentino Eraldo Giancotti. Al terzo posto il giovane Viktor Hulinskyy arrivato da Bressanone. Tanti i giovanissimi che hanno gareggiato e dato filo da torcere anche ai giocatori più navigati sotto la supervisione dell’arbitro Claudio Battiston. In ossequio alla mission promozionale che naturalmente ci contraddistingue, il torneo ha avuto una forte connotazione territoriale grazie anche al supporto dei locali esercenti che ci hanno dato fiducia e creduto alla nostra pro-

posta, contribuendo in modo significativo alla premiazione. Tutti i 32 giocatori infatti hanno ricevuto un premio in prodotti tipici locali e buoni sconto messi a disposizione dalle aziende sopra ricordate. Con questa vincente azione sinergica siamo riusciti da un lato a far scoprire il nostro territorio a tantissime persone che non avevano ancora avuto l’opportunità di conoscerlo e dall’altro lato a promuovere i prodotti e le realtà produttive locali, agricole, artigianali e della ristorazione. Considerato che tutti gli obiettivi che ci eravamo proposti sono stati pienamente centrati, l’iniziativa sarà di certo ripetuta anche in futuro: abbiamo già in serbo una serie di idee da sviluppare per migliorare ulteriormente questa nostra proposta! Nel frattempo, Covid permettendo, speriamo di poter mettere in campo anche l’ultimo evento del nostro consueto calendario: il Natale sul Colle, giornata in atmosfera natalizia con gastronomia tipica, mercato di artigianato e prodotti natalizi locali, cori ed intrattenimenti per famiglie, in programma la domenica precedente il Natale.

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Valle del Chiese

Un segno di speranza Martina Beltrami, Pro Loco di Darzo

Piccoli gesti per far sentire la comunità meno sola durante il periodo di lockdown

Il piccolo centro del paese di Darzo, ogni anno, raccoglie tutta la popolazione in occasione del patrono di S. Giovanni Nepomuceno, un appuntamento sentito e vissuto dalla comunità intera. È un momento conviviale, organizzato in collaborazione con il gruppo Alpini Darzo, a seguito del quale musica e intrattenimento dominano la serata. Quest’anno, purtroppo, niente è “come sempre”: la complicata situazione che ha stravolto le esistenze non solo di noi trentini, ma del mondo, ci ha imposto di ripensare gli eventi tradizionali, come la festa patronale, per rispettare le regole attuali in termini di sicurezza. Non potevamo però lasciar passare questo giorno così importante per la co-

munità senza fare qualcosa: poiché non è ancora possibile incontrarsi e festeggiare insieme, abbiamo pensato di distribuire un fiore a ogni famiglia, con il desiderio che questo segno di speranza e di rinascita possa donare fiducia e unione, nonostante la lontananza fisica. Ci piace pensare che, un giorno, queste piante cresceranno e così questo piccolo dono trasformerà il nostro paese in un giardino fiorito, e ci ricorderà le prove che abbiamo superato in questo periodo. Ostacoli che abbiamo superato grazie alla partecipazione di tutta la cittadinanza. Anche i più piccini hanno dato un significato a questo momento: infatti ai più piccoli, costretti in casa da tempo, abbiamo chiesto di dare libe-

ro sfogo alla creatività e alla fantasia e di preparare un disegno con le loro speranze. I loro lavori sono poi stati esposti per le vie del paese e contribuiscono anche oggi a colorarlo e arricchirlo con la positività trasmessa dai bambini. Durante questo periodo di chiusura forzata abbiamo riscoperto il valore della gratuità e il senso di fratellanza che ci unisce. La forza del paese di Darzo è la solidarietà e la cooperazione, tra le associazioni e tra i singoli: lo si è capito in modo particolare in questo momento di emergenza sanitaria. Numerosi infatti sono stati i volontari che si sono messi a disposizione per la consegna dei farmaci a domicilio per i più vulnerabili, un servizio attivato in collaborazione con l’amministrazione comunale, al fine di ridurre al minimo le uscite delle persone più fragili. Non solo: dopo aver contattato telefonicamente gli anziani del paese, privi di una rete di supporto familiare, abbiamo avviato anche il servizio di consegna della spesa, raccomandando loro di non uscire di casa senza motivo. Sembra un gesto semplice, ma è un stato molto apprezzato e ha permesso alle “colonne portanti” del nostro paese di salvaguardare la propria salute e ai familiari, vicini e lontani, che erano impossibilitati di andare a trovarli, di tirare un respiro di sollievo, sapendoli a casa e senza la necessità di uscire. Abbiamo cantato affacciati ai balconi di casa, provando ad abbattere le distanze e cercando di riempire l’assordante silenzio dei primi giorni di quarantena con la musica. Abbiamo esposto le bandiere d’Italia e gli arcobaleni variopinti dei più piccoli.Abbiamo riscoperto i vicini di casa, salutandoci da una finestra all’altra. Ora, che s’inizia a intravedere la fine di questo lungo temporale, dobbiamo ripensare completamente le nostre abitudini e rivedere gli eventi cardine della nostra comunità, con la speranza di poterli tornare presto a rivivere insieme, ma nell’assoluta sicurezza

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Valsugana e Tesino

Covid-19, non ci fermi Valentina Minati, Pro Loco di Grigno

Fare Pro Loco è …sapersi reinventare, senza abbattersi, rendendosi utili per il bene della comunità Noi della Pro Loco di Grigno avevamo pianificato per il nuovo anno una seria di attività e manifestazioni che a causa del propagarsi del virus siamo stati costretti, a sospendere e posticipare a data ancora da definirsi. Ci siamo quindi rimboccati le maniche, e abbiamo dedicato tutte le energie e l’impegno nell’aiutare tutti i nostri compaesani che hanno dovuto fare i conti con una serie di limitazioni personali alle quali nessuno era preparato. Abbiamo fin da subito attivato un servizio a domicilio per la consegna della spesa e di farmaceutici, completamente gratuito, in modo tale da garantire, in particolare alle persone anziane o con particolari problematiche, la limitazione degli spostamenti. Il servizio ha riscosso talmente tanto successo che ci ha spinti a portare avanti altre

attività. A seguito delle disposizioni provinciali e nazionali riguardanti la chiusura delle aree cimiteriali, ci siamo attivati, sempre nel rispetto delle regole e con dispositivi di protezioni individuali, per annaffiare i fiori del cimitero di Grigno. Sapevamo quanto i nostri compaesani avrebbero gradito il nostro impegno anche nei confronti delle persone che oggi non ci sono più, ma che hanno fatto grande il nostro Paese. E’ stato un gesto che ha permesso anche a questa parte della comunità di non essere dimenticata, mantenendo un cimitero decoroso per tutti noi e per le persone che vi riposano. In questo periodo di lockdown, in cui le Case di Riposo sono state fortemente colpite dal virus abbiamo pensato di non abbandonare i nostri anziani, garantendo loro la massima

sicurezza. A Pasqua abbiamo regalato ai nonni della casa di riposo di Grigno una dolce sorpresa e per la Festa della Mamma, non potendo organizzare niente per le mamme del Paese, abbiamo pensato di regalare dei fiori alle nonne della Casa di Riposo di Grigno e a tutte le operatrici per ringraziarle per la cura e nell’assistenza agli anziani. Non smetteremo mai di farlo, anche quando la pandemia sarà passata, perché in questi mesi si sono sostituiti a mariti o mogli, figli o nipoti che non potevano andare a trovare i loro parenti all’interno della struttura. Ultima, ma non meno importante iniziativa riguarda i fiori, che con i loro colori e la loro bellezza hanno rallegrato questo periodo difficile per tutti noi….. Il virus non è riuscito a fermarci! Se quindi fino ad ora le nostre attività per l’anno 2020 si sono principalmente concentrate nell’attenzione e nel sostegno delle persone maggiormente soggette e impattate dalla pandemia, speriamo però nel prossimo futuro di poterci dedicare maggiormente anche a quello che sappiamo fare meglio, e cioè coinvolgere persone di tutte le età nei nostri spumeggianti eventi enogastronomici e musicali. Attendiamo speranzosi e carichi di nuove idee, seppur rispettando tutte le norme vigenti.

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Valle dell’Adige

Condivisione e collaborazione per creare il futuro Pro Loco Nave San Rocco e Pro Loco Zambana

Due comunità che in questo periodo difficile si incontrano per costruire un futuro comune attraverso un evento: Antiche Terre La terza edizione di Antiche Terre, le Pro Loco di Nave san Rocco e Zambana sicuramente la immaginavano diversa. Le numerose difficoltà e i paletti della normativa in merito alle manifestazioni all’esterno, per altro condivisi, di certo non invogliavano a pensare a questa manifestazione nuova, sono solo due le edizioni svolte, che è stata voluta fortemente dalle due Pro Loco. La consapevolezza da parte delle Pro Loco che questo evento non sia solo un altro modo di far festa, ma sia anche la possibilità di incontro di due comunità che devono imparare a conoscersi per crescere insieme, ha dato

la spinta per credere nella possibilità di riuscita. Forti della nostra volontà, abbiamo subito cercato condivisione del progetto presso l’Amministrazione Comunale per avere un minimo di certezza riguardo alle autorizzazioni necessarie visto il periodo, poi abbiamo chiesto la condivisione a tutte le associazioni presenti nel comune di Terre d’Adige. Il clima che abbiamo costruito nelle due precedenti edizioni ha cominciato a dare i suoi frutti, le associazioni hanno risposto positivamente alla chiamata e hanno applaudito la possibilità di creare, domenica 11 ottobre, il nostro “viaggio nel tempo” firmato Pro

Loco. Le attività proposte durante la giornata sono state tutte misurate per rispettare le norme di sicurezza così importanti in questo periodo. Possiamo sinceramente dire che il percorso da fare insieme non è semplice. Umanamente si è portati a sostenere le proprie idee e convinzioni ma il mettersi in gioco per cercare un futuro tutti insieme, il pensare che questa nostra manifestazione stia diventando una nuova tradizione, un momento importante di socialità trasversale e propositivo per il territorio,ci dà lo slancio necessario per impegnarsi. Vogliamo credere nella condivisione di progetti, nella collaborazione tra persone, cercare il meglio per le nostre Comunità. Sarà un percorso intenso e impegnativo che però ad oggi ci ha regalato molte soddisfazioni e ci fa ben sperare per il prossimo futuro.

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Eventi futuri

Festival

della Castagna Valdaone 24 | 25 ottobre 2020

Festa della Castagna Centa San Nicolò

24 | 25 ottobre 2020

All’insegna di un weekend a “tutta castagna”

Sull’Altopiano della Vigolana viene trattata come una vera regina...è la castagna, il frutto autunnale a cui è dedicata la “Festa della Castagna”. Domenica 25 ottobre, a Centa San Nicolò avrete la possibilità di scoprire il territorio e i suoi castagneti, attraverso passeggiate naturalistiche con la preziosa guida di un esperto. Alle passeggiate si affiancano escursioni in e-bike. Dopo la pedalata si potrà gustare un’ottima cena. I ristoranti della zona vi proporranno menù a base di castagne. L’Agritur Martinelli servirà ai suoi ospiti Mezzelune di castagne, risotto castagne e porri. Per secondo si potrà scegliere tra bocconcini di maiale con castagne, tosella, patate al forno o polenta del Doss e verdure di stagione. Al

ristorante Malga Doss del Bue delizierà il palato dei clienti con un dolce di castagne e ricotta al rum. Non mancheranno altre attività: il teatro per bambini, “Birrando...Si impara!”, il mercatino degli hobbisti e molto altro. I più piccoli potranno ascoltare i racconti della tradizione orale all’aperto che vertono sulla relazione tra uomo e natura e le relazioni interpersonali in particolari contesti naturali. Questa attività è realizzata grazie alla collaborazione del Teatro Finisterrae. Per i più adulti sarà invece l’occasione per conoscere il processo di realizzazione di una birra artigianale in compagnia dell’Associazione Culturale della birra fatta in casa. Infine sarà allestito il mercato tipico degli hobbisti, artigiani e aziende agricole del territorio. Tra i vari stand potrete scoprire oggetti sconosciuti da collezionare, ma anche prodotti dell’artigianato locale e prodotti contadini, che potrete acquistare sul posto. Gli artigiani saranno a disposizione per illustrare i segreti del loro mestiere

Il Festival della Castagna è un appuntamento fisso in Valle del Chiese. Valdaone è uno dei 14 borghi della Valle del Chiese ed è composto dai comuni di Bersone, Daone e Praso, che si trovano nel Parco Naturale Adamello Brenta. Nel periodo autunnale la comunità di Valdaone riscopre la secolare tradizione di coltivazione delle castagne e dei marroni, che caratterizzano il paesaggio locale. Questo weekend, di cui il castagno e suoi frutti sono protagonisti, permette ai locali e non solo, di avvicinarsi a questa prelibatezza. Questi giorni di festa saranno arricchiti da molte altre attività, che animeranno le strade del borgo: visite guidate nei tipici castagneti, lunghe escursioni, attività legate alla raccolta e alla cura delle castagne ed eventi gastronomici con alla base questo frutto autunnale delizioso.

www.visitchiese.it

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Sagra della Ciuìga San Lorenzo in Banale 24-25-31 ottobre | 1 novembre 2020 La Sagra della Ciuìga, un’edizione sempre più legata al territorio La Sagra della Ciuìga, conosciuta in tutto il Trentino e insignita nel 2019 della certificazione “Sagra di qualità”, riconoscimento voluto dall’Unione Nazionale delle Pro Loco per contraddistinguere le sagre italiane che meglio riescono a fondere storia, tradizione e territorio, si terrà anche nel 2020, nonostante il periodo difficile. Sarà un’edizione originale, infatti, che ha in programma, oltre agli stand nelle tradizionali cantine del borgo, i volti (nome che lascia trasparire la caratteristica costruzione a volti a botte), tante attività all’aria aperta: passeggiate naturalistiche-culturali, sport outdoor, escursioni in e-bike.

Immancabile l’intrattenimento con musica itinerante per le vie del paese, concerti all’aperto e l’estrazione della lotteria che concluderà la Sagra. Nei ristoranti della zona saranno serviti piatti della tradizione trentina. La kermesse verrà inaugurata sabato 24 ottobre con l’apertura degli stand enogastronomici che daranno la possibilità a tutti di assaggiare in loco la vera protagonista della festa: la Ciuìga, salume locale presidio slow food. Cosa è la Ciuìga? E’ un insaccato creato nella seconda metà dell’800 con gli scarti del maiale e la rapa bianca. Da prodotto povero per sfamare la famiglia è oggi diventato un fiore all’occhiello della cucina del territorio. Oggi viene prodotta unendo le parti nobili del maiale alla rapa bianca ben strizzata. Ogni produttore poi aggiunge qualche ingrediente in più alla ricetta tradizionale per fornire alla Ciuìga un tocco di originalità.

Durante i due weekend sarà possibile compiere un’escursione sul Sentiero della Ciuìga fino a Dorsino, dove è previsto un pranzo al Castel Mani e nel pomeriggio una visita guidata alla collezione etnografica della Casa del Parco. Chi è amante dell’arte e della cultura potrà camminare tra le strade di San Lorenzo in Banale, uno dei borghi più belli d’Italia e visitare la Chiesa di San Rocco nella frazione di Pergnano. Per chi predilige invece l’attività fisica, c’è la possibilità di scalare su una delle più belle falesie del Trentino, imparando i fondamentali della scalata su roccia. Un’altra bellissima attività è l’escursione in e-bike, che permetterà di arrivare fino al Lago di Nembia all’interno del Parco Naturale Adamello Brenta o l’uscita in parapendio sorvolando la zona. Per tutte le attività è necessaria prenotazione presso l’APT Terme di Comano o Casa del Parco.

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Profile for Ivo Povinelli

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