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Vivere Lavagno Università Popolare, riprendono i corsi

Notiziario periodico dell’Università Popolare di Lavagno - Anno I - Numero 1 - Direttore responsabile Alberto Menini - Editore Università Popolare di Lavagno - Reg. Trib.VR n° 1871 - Progetto grafico Federico Zenari - Stampa Arti Grafiche Studio 83 Srl, Vago di Lavagno (VR)

L’editoriale

Cari lettori, finalmente riparte l'attività dell'Università Popolare! Dopo la pausa estiva ricominciamo le nostre attività con il solito entusiasmo che ci contraddistingue da anni. Stiamo vivendo un momento storico assolutamente nuovo e per poterlo affrontare in modo propositivo si deve guardare al di in là del “proprio orticello”. Il nostro modello di vita, infatti, sta cambiando profondamente. Anche a Lavagno la fascia di popolazione compresa nell’area della cosiddetta terza età sta aumentando numericamente e a maggior ragione desidera continuare ad avere un ruolo attivo e produttivo nella società in cui vive. (continua a pag. 6)

Giovedì 14 ottobre sarà inaugurato il nuovo anno accademico

Il dialetto, la lingua degli affetti

Il racconto di una giovinezza trascorsa nella località di Montecurto Il mondo della mia fanciullezza terminava a on tiro de sciopo da casa mia; nella mia contrada, a Montecurto di Sotto, alla metà degli anni cinquanta del secolo scorso, gh’era tuto coel che un bambino di campagna desiderava allora e di quello che mancava non se ne sentiva la necessità: la scuola a due chilometri, l’acqua a un chilometro... (continua a pag. 10 e 11)

Terza età Orti per gli anziani, alcuni terreni, a Vago, sono ancora liberi

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Associazione “Semi di culture” favorisce l’integrazione tra giovani di nazionalità diverse

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Giovani La Festa della birra si trasferisce di fronte all’ex Casamercato, a Vago

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Enogastronomia

“Vino in corte”, un tour alla scoperta di San Briccio

A inizio settembre San Briccio si è trasformata in una fiera a cielo aperto per gli amanti del vino. Per il quinto anno consecutivo la frazione ha ospitato la manifestazione enogastronomica “Vino in corte” che si è svolta dal 3 al 5 settembre. PAG 4


2 Attualità

Orti per gli anziani, alcuni terreni sono ancora liberi www.lavagnounipop.it

Entro il 30 ottobre gli interessati devono presentare la richiesta in Comune

Anche quest'anno l'amministrazione comunale ha messo a disposizione delle aree destinate agli orti per gli anziani, in via Gaspare Bertoni, a Vago. Alcune porzioni di terreno sono ancora libere e chiunque fosse interessato può contattare il Comune. A tal proposito esiste un regolamento sia per l'assegnazione che per la gestione degli

orti che, dopo le discussioni che si sono svolte nelle assemblee avvenute nel novembre 2009 e nel luglio scorso, è stato modificato e quindi approvato nel consiglio comunale del 19 agosto. Nel regolamento sono descritte tutte le norme comportamentali per una civile e corretta convivenza tra i pensionati assegnatari degli orti.

Chiunque voglia avere una copia del documento può richiederla in municipio o scaricarla dal sito web del Comune . L'iniziativa degli orti comunali è tuttora molto attiva e per i pensionati può essere inteso come un momento di socializzazione e di svago fisico. La richiesta per l’assegnazione degli orti deve essere presentata dagli interessati entro il 30 ottobre all'Ufficio Protocollo. Attualmente gli assegnatari degli orti sono tenuti al pagamento di una piccola quota annuale di 15 euro per la gestione del terreno, che comprende le spese per l’acqua e per tutti gli altri servizi forniti. Adolfo Benini Assessore al Sociale e allo Sport

Ottobre 2010 Vivere Lavagno

La lettera

Il sindaco scrive alla Serenissima: «Servono nuove barriere antirumore»

Il sindaco Simone Albi ha scritto una lettera all'Autostrada B r e s c i a - Ve r o n a - Vi c e n z a Padova, chiedendo nuove barriere antirumore nel territorio di Lavagno e sollecitando la società a provvedere alla manutenzione di quelle già presenti. Il tratto incriminato, si legge nella missiva, è quello della carreggiata in direzione Milano, che passa tra il cavalcavia di via San Rocco e il sottovia di via Monti Lessini. Il primo cittadino, inoltre, ha evidenziato che la barriera antirumore presente nella carreggiata opposta è molto deteriorata. Di tutta risposta la Serenissima ha garantito che gli interventi sono già in programma e che verranno realizzati in tempi brevi.


Un’associazione che semina...culture

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Attualità

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L’obiettivo è quello di favorire l’integrazione tra giovani di diverse nazionalità Da qualche mese opera anche a Lavagno l’associazione “Semi di Culture” che, attraverso l’animazione e l’educazione interculturale, si propone di “seminare” l’integrazione. L’associazione, nata per la promozione sociale, è stata costituita nel marzo 2009 da donne provenienti da diversi Paesi del mondo e residenti a Verona e provincia. La sua sede legale si trova a San Pietro di Lavagno in via Dei Mille 22. L’obiettivo dell’attività è la valorizzazione delle relazioni sociali e interculturali, con il fine di sviluppare la conoscenza tra i vari popoli. L’associazione, in un periodo in cui l’intolleranza nei confronti del “diverso” aumenta, vuole navigare controcorrente per promuovere la solidarietà grazie a progetti di accoglienza e di confronto, collaborando così allo sviluppo positivo delle relazioni umane e della convivenza paci-

Attività La sede di “Semi di Culture” si trova in via Dei Mille, a Vago

fica. Alcuni progetti sono già stati realizzati, in collaborazione con l’associazione Nwa, Nigerian Women Association, di Verona. Fra di essi, la ludoteca multiculturale e il doposcuola per gli alunni migranti nella scuola primaria di Vago, con il sostegno della Regione Veneto e del Comune di Lavagno. L’attuale iniziativa a cui sta lavorando con impegno “Semi di Culture” è quello di aprire uno spazio aggregazione multicultu-

rale giovanile, sempre per favorire il dialogo attraverso percorsi che rispondano all’esigenza di educare gli attuali giovani e futuri cittadini europei. La mancanza di uno luogo adeguato per svolgere le proprie attività ha, però, finora reso impossibile la realizzazione di questo obiettivo. Ci vogliono, infatti, dei locali adeguati per realizzare percorsi validi attraverso elementi familiari ai bambini, come possono essere le fa-

vole, gli animali, la casa, i giochi. Il “viaggio intorno al mondo” potrebbe continuare attraverso rappresentazioni teatrali, laboratori, animazioni e via di seguito. In questi locali che l’associazione sogna di poter gestire si potrebbe realizzare uno scaffale che raccolga libri di racconti e fiabe di altre culture in lingua originale e in lingua italiana, percorsi di approccio alle lingue europee destinati agli adulti italiani e stranieri, corsi di lingua italiana per tutti. Intanto “Semi di culture” propone delle attività pomeridiane rivolete ai ragazzi della scuola media. Si tratta di un’iniziativa organizzata in collaborazione con il “Circolo Noi”. Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere a Victoria (3391075434) o a don Gianni (3403851924). Giuseppe Corrà

Cambia il codice della strada, ecco le novità Il 13 agosto è entrata in vigore la nuova legge. Stretta sui superalcolici nei locali Il 13 agosto di quest’anno è entrata in vigore la legge 120/2010, “Disposizioni in materia di sicurezza stradale”. La norma ha modificato 80 articoli del vecchio codice della strada del 1992, alcuni dei quali parti-

colarmente importanti. Dalle ore 3 in poi gli esercizi pubblici non potranno vendere sostanze alcoliche. Negli autogrill delle autostrade il divieto va dalle ore 2 alle ore 7, mentre in caso di superalcolici il divieto

Gita a Parma organizzata dal Comune

L’assessorato al Sociale, in collaborazione con l’agenzia Irene Viaggi di Vago, organizza per venerdì 22 ottobre una gita a Parma e nelle Terre verdiane. Il ritrovo è previsto intorno alle 7,30 a San Pietro e alle 7,35 a Vago. Una volta giunti a Parma, la mattinata verrà dedicata alla visita guidata della città. Dopo il pranzo i partecipanti si recheranno a Busseto per visitare le Terre Verdiane. A seguire, il programma prevede la visita di un’azienda di stagionatura, a Langhirano, con degustazione del prosciutto di Parma e di altri prodotti tipici locali. La quota di partecipazione all’iniziativa, aperta agli over 60, è di 35 euro. Le prenotazioni, che devono essere effettuate entro il 16 ottobre, si ricevono dal lunedì al sabato dalle 9 alle 12,30 presso l’Ufficio Messo Comunale, oppure presso l’Ufficio socio-culturale. Per maggiori informazioni telefonare allo 045/8989313 oppure allo 045/8989351.

scatta già alle ore 22. Le multe vanno dai 2.500 ai 10.500 euro. Il datore di lavoro, invece, potrà ora licenziare per giusta causa l’autista professionale al quale viene sospesa la patente di guida, se quest’ultimo è stato trovato in stato di ebrezza o sotto l’effetto di stupefacenti. Per quanto riguarda le biciclette, i ragazzi sino a 14 anni hanno l’obbligo di indossare l’apposito casco protettivo. Chi ha avuto la patente dell’auto sospesa, in comprovati casi di estrema necessità (ad esempio recarsi sul luogo di lavoro irraggiungibile con i mezzi pubblici) potrà richiedere al prefetto una deroga di tre ore al giorno. Altra novità è il limite di velocità, che può essere elevato da 130 a 150 km/h solamente nei tratti a tre corsie in cui sia installato il sistema tutor. Inoltre, chi avrà la

patente sospesa non potrà mettersi alla guida di mini car, sulle quali da ora dovranno ora essere montate le cinture di sicurezza. Dal 1° gennaio 2011 chi possiede un motorino con 500 cc di cilindrata dovrà superare un esame di guida pratica. Per quanto riguarda le multe, il termine per la notifica passa da 150 a 90 giorni. Il termine dei 90 giorni si riferisce al momento in cui l’organo di polizia ha affidato il plico al servizio postale. Viene, inoltre, introdotta la possibilità di creare una targa personalizzata legata al proprietario e non più all’autoveicolo. Infine, diviene obbligatorio test antidroga al primo rilascio della patente. Antonio Mazzei

(Coordinatore provinciale della Cisl Fp – Ministero dell’Interno di Verona e componente del Comitato promotore del G.R.I.S.F.O.)


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“Vino in corte”, San Briccio diventa una fiera a cielo aperto Società

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Dal 3 al 5 settembre un’atmosfera suggestiva ha accolto i visitatori

A inizio settembre San Briccio si è trasformata in una fiera a cielo aperto per gli amanti del vino. Per il quinto anno consecutivo, infatti, la frazione ha ospitato la manifestazione enogastronomica “Vino in corte”. Dal 3 al 5 settembre le vie e le corti del borgo, illuminate da fiaccole e chiuse al traffico, hanno accolto i visitatori in un’atmosfera suggestiva. In questa edizione erano presenti vini e prodotti tipici di quattro Regioni italiane: Veneto, Lombardia, Puglia e Abruzzo. Soddisfazione generale per nuovi e vecchi avventori, che hanno percorso le stradine per arrivare in “corte alta” (ospite la Lombardia) o nella “balera del Nando” (con l’Abruzzo). Bastava spostarsi di poco per trovare ulteriori delizie: in piazza

Varietà I partecipanti hanno degustato alcuni dei migliori vini italiani

Lavandari, frequentata da parecchie famiglie, si poteva assaporare un buon piatto di risotto all’isolana o di brasato all’Amarone, accompagnati da ottimi vini veneti. Gli appassionati della birra, inoltre, hanno avuto a disposizione una selezione delle migli-

ori, provenienti dal Belgio, nella “corte del Giote”, mentre nella “corte de l’asilo” regnava la Puglia. «È la prima volta che veniamo qui, ci sembra ben organizzato» hanno commentato dei ragazzi intenti a gustare un piatto di orechiette.

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Parere positivo anche da parte di una signora, che nella “corte dei Cina”, di fronte a una fetta di millefoglie e a un bicchiere di passito ha detto: «I vini e i cibi proposti sono di ottima qualità e i sommelier consigliano gli abbinamenti ideali». Soddisfatti gli organizzatori. «Anche quest’anno abbiamo registrato una buona partecipazione, con un’incremento di visitatori - sottolinea Federico Zavarise, presidente dell’associazione “San Briccio in festa” In particolare hanno riscosso molto successo anche l’iniziativa “Fiabe in corte” e l’oramai classica gara delle botti». Quest’ultima, tenutasi domenica 5 settembre ha visto la partecipazione di tredici squadre, formate da due persone. A salire sul gradino più alto del podio è stato l’equipaggio del bar Quattro Volti di Mezzane di Sotto. “Vino in corte” ha chiuso i battenti con la premiazione dei vincitori e l’estrazione della lotteria. Appuntamento, quindi, all’anno prossimo. Adriana Vallisari

Un percorso per i bambini tra musica e favole Sabato 4 settembre si è svolto “Fiabe in corte”, un “viaggio” intinerante riservato ai più piccoli

Sabato 4 Settembre, con partenza alle 15,30 dalla piazza di San Briccio, si è svolto “Fiabe in corte”, il percorso itinerante di storie per le corti della frazione. La presidente della biblioteca comunale di Lavagno, Giancarla Gugole, ha sottolineato che si tratta di «un progetto nato per integrare l’enogastronomia con la cultura, con l’obiettivo inoltre di coinvolgere nella ma-

nifestazione i bambini della scuola elementare nella manifedi Vino in Corte». Il pubblico presente era composto da una quarantina di bambini delle elementari e da numerosi genitori. La prima tappa del percorso ha portato i partecipanti in Corte dei Cina, dove è stato protagonista il cantastorie Otello Perazzoli. L’artista si è esibito in “Fiabe, Canti e Storie della Lessinia”, uno spettacolo interattivo che ha coinvolto i bambini con canti e filastrocche, anche in dialetto, riguardanti le Fate. In seguito i piccoli partecipanti si sono spostati in Corte Alta, dove l’associazione Semi di Culture ha intrattenuto il pubblico arrivato a San Briccio con “Colonne di Storie: fiabe dall’Africa”, un progetto di integrazione interculturale già cono-

sciuto in ambito bibliotecario. La terza e ultima tappa si è svolta all’interno della corte dell’asilo, dove Marco Padovani (voce e chitarra) e Camilla Bonadiman (voce) si sono esibiti in “…e tutti giù per terra, storie per

ridere e sognare!”. La manifestazione di “Fiabe in corte” si è poi conclusa in corte dell’Aislo con un ricco rinfresco a cui hanno partecipato sia grandi che piccini. Alice Turri


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La festa della birra si trasferisce www.lavagnounipop.it

Cultura

La sagra si svolgerà dal 21 al 24 ottobre di fronte all’ex Casamercato Scacciapensieri

Ma chi l’ha detto che gli anziani sono degli infelici smemorati?! Vorrei sfatare uno dei miti della “psicologia popolare” partendo da una frase scritta nella lettera della signora F.: «ho 65 anni, molta voglia di fare ma con una grande paura di perdere questa forza tra qualche anno, visto quello che solitamente si dice delle persone anziane». È vero, siamo condizionati da varie fonti, anche dai media, a pensare agli anziani come a degli smemorati, magari anche tristi e depressi. In realtà questo è sbagliato! Lo provano diverse ricerche provenienti da oltre oceano: la felicità aumenta verso la fine dei sessant’anni. A questo proposito una ricerca della psicologa Laura Carstensen, dell’Università di Stanford, dimostra che gli anziani, rispetto ai giovani, ricordano con più frequenza le informazioni positive, il che spiegherebbe in parte la loro visione ottimistica della vita. Inoltre, un altro luogo comune da sfatare è che le abilità cognitive si riducono con l’invecchiamento. Per cui teniamo sveglio il cervello e smettiamola di credere a falsi miti! Alice Turri alice@lavagnounipop.it

Ein prosit! Il gruppo GML durante la festa dello scorso anno

Anche quest'anno il gruppo Giovani Mezzane Lavagno, formato da circa una ventina di giovani dei due Comuni, organizza la “Ein Prosit Fest”, la grande festa della birra che si ispira alla più famosa Oktober Fest di Monaco di Baviera.

La recensione

La manifestazione avrà luogo dal 21 al 24 ottobre presso il piazzale di fronte all’ex Casamercato di Vago. Oltre alle specialità culinarie provenienti dal Tirolo e a tre differenti tipi di birra, il programma prevede la presenza di alcuni gruppi di mu-

sica folk che allieteranno le serate. Inoltre giovedì 24 sarà possibile prenotare la cena per gruppi superiori alle 10 persone a prezzo agevolato. La novità di quest’anno sarà la degustazione di birre artigianali italiane con taglieri di cibi tipici, che avverrà nei pomeriggi di sabato e domenica. Per non incappare in spiacevoli sanzioni previste dal codice della strada sarà disponibile un efficiente servizio di bus navetta, che servirà i territori dei comuni di Mezzane, San Martino Buon Albergo e Caldiero, ma solo dal venerdì alla domenica. Federico Zenari

“Vie Traverse” parla di vite autentiche

Nei racconti di Delmiglio le storie di personaggi presi dalla quotidianità

Racconti, racconti brevi, racconti che lasciano il dubbio su quello che succederà davvero, racconti che hanno esiti diversi da quelli che ci si aspettano, racconti che forse potremmo chia-

L’angolo di Boldrin

A sinistra, il pittore nel suo atelier, mentre mostra i dipinti. A destra, due opere recenti, “Diamond” e “Senza titolo”.

mare del mistero, del dubbio. Racconti da leggere tutto d'un fiato. Sarà che conosco l’A., sarà che mi piacciono i libri che non sfoderano 400 pagine per dire poco o niente, sarà che, come vado pensando e dicendo da un un po’ di tempo, non sempre i libri scritti da autori osannati dalle masse sono migliori di libri di autori sconosciuti ai più, fatto sta che questa raccolta di racconti si legge d’un fiato. Non voglio usare parole di moda come "intrigante" e "complice", ma ci si sente così davvero, intrigati e complici di una scrittura pulita, ammiccante, che

racconta storie vere, che chiunque ha potuto incontrare e, leggendole, riconoscere. In realtà sarebbe bene leggere prima il primo libro dell’A., “Ultima uscita”, perchè quello toglieva le speranze, questo invece le alimenta, in fondo. Non so se questo libro si troverà in molte librerie, ma vale la pena di richiederlo alla Rivista Inchiostro per farselo mandare. Non sarete delusi. Emanuele Delmiglio “Vie traverse”; Il Riccio edizioni Giuliana Borghesani


6 Attualità

(segue dalla prima) Il nostro intento rimane quello di fornire dei validi strumenti per permettere a chiunque di capire e interagire con la realtà che ci circonda. Questo obiettivo verrà raggiunto attraverso i nostri corsi, ma anche tramite i “giovedì culturali”, dove si parlerà di educazione alla salute, storia e territorio, ambiente ed ecologia, intercultura, energie pulite e rinnovabili. Ci saranno inoltre delle novità importanti, come il corso di cinque incontri dedicato alle tecniche per potenziare la memoria. L'Università Popolare rimane al passo con i tempi. Nei mesi scorsi è stato inaugurato il nostro nuovo sito internet, dove potrete seguire tutte le nostre attività. Un’altra importante novità è lo “Sportello Help” online, riservato ai corsisti, qualora a casa incontrassero difficoltà. Accanto al corso di chitarra classica, inoltre, sono stati inseriti i corsi di chitarra elettrica e di batteria, che si terranno presso la sede dell’associazione Officina Fotonica. Un ringraziamento va all’amministrazione comunale per aver contribuito e concesso, come ogni anno, l’uso gratuito delle sale civiche e dell’appartamento di via Miglio, dove si svolgeranno i corsi di inglese e di pittura. Appuntamento quindi a giovedì 14 ottobre per l’apertura del nuovo anno accademico. Maria Grazia Belli belli@lavagnounipop.it

Riparte l’Università Popolare, il 14 ottobre l’inaugurazione www.lavagnounipop.it

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Il nuovo anno accademico sarà presentato nella sala civica di Vago

Pubblico delle grandi occasioni all’inaugurazione dell’anno accademico 2010-2011 dell’Università Popolare di Lavagno. Il 14 ottobre, infatti, ci si ritroverà nella sala civica di Vago alle ore 15 per ricominciare. Come ogni anno, dopo il saluto della presidente Maria Grazia

Belli, ci sarà la presentazione, con l’ausilio del videoproiettore, dei momenti più significativi dell’attività culturale svolta nell’anno accademico appena trascorso, a cura di Sergio Danzi. Quindi sarà data la parola agli insegnanti che terranno i nuovi corsi: Margherita Brunetto, che

illustrerà il suo corso articolato in cinque incontri sulle tecniche per migliorare la memoria; sarà, poi, il turno di Federico Gennari, che terrà un corso di chitarra elettrica; per finire, Enrico Favalezza, insegnante di batteria e percussioni. Si presenterà anche il piano di lavoro annuale di informatica, che, oltre ai corsi e agli Incontri Formativi, conterrà una novità: lo “Sportello Help” a supporto di chi dopo le lezioni si trovasse in difficoltà con il computer, a cura di Federico Zenari. Molti relatori dei “Giovedì culturali” hanno accolto l’invito a partecipare all’inaugurazione, che rappresenta il taglio del nastro del nuovo Anno Accademico. Alice Turri

L’Università Popolare rinnova anche il suo modo di comunicare. Dopo la creazione del periodico “Vivere Lavagno”, cambia aspetto il sito internet. Una nuova grafica dai colori tenui rende più leggibili i contenuti delle pagine. La signora Luigina Micheletto è ora la responsabile del sito; si occuperà di seguirlo tenendolo sempre aggiornato e inserendo giorno

dopo giorno articoli e foto degli eventi. «Per me si tratta di un’esperienza completamente nuova - dice la signora Micheletto - Non essendo una esperta di informatica, all’inizio ho avuto molte difficoltà, ma adesso le soddisfazioni sono molte». Il sito, infatti, offre la possibilità di valutare l’affluenza del pubblico, nelle ultime settimane in continua e for-

te crescita. Il rinnovamento del sito è frutto della particolare attenzione dedicata all’informatica da parte dell’Università. Fedeli al motto “la cultura è per tutti”, quest’anno il corso prevede approfondimenti sul mondo dei computer; i prossimi progetti saranno il servizio “Sportello Help” e una pagina su Facebook. Federico Zenari

Platea La sala gremita in occasione della passata cerimonia di apertura

Nuovo sito web per l’Università (www.lavagnounipop.it)


Il calendario degli eventi Ottobre 2010 Vivere Lavagno

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Università Popolare 7

Gli incontri dei “Giovedì culturali”, da ottobre 2010 a maggio 2011 Ottobre 2010

14 Cerimonia d’inaugurazione 21 Breve storia delle Casse Rurali a partire dalla fine dell’800 - Dott. Maurizio Zanoli ----------------------------------------------------------------------------------------------------------28 Le alte valli dell’Indo - Prof.ssa Virginia Aldegheri

Novembre 2010

4 La preistoria veronese, in particolare nel nostro territorio - Prof.ssa Giuliana Borghesani 11 C’era una volta la gioventù - Dott. Marco Trabucchi 18 Dancalia, la terra dei nomadi Afar e di Lucy - Prof. Giorgio De Carli 25 Dal filò ad internet passando attraverso la storia degli ultimi 40 anni - Prof. Giancarlo Volpato

Dicembre 2010

2 Vivere in condominio: diritti e doveri - Dott. Marco Fossato 9 IL LIBRO: I colori dell’anno - Prof.ssa Giuliana Borghesani 16 Concerto di Natale - Organizzazione a cura di Fausta Croce

Gennaio 2011

13 Migliora la tua memoria: presentazione del corso - Dott.ssa Margherita Brunetto 20 Ladakh: la terra vicino al cielo - Prof. Giorgio De Carli 27 Ricordare il passato, ma vivere le opportunità del presente - Prof. Giancarlo Volpato

Febbraio 2011

3 Risparmio e previdenza con le polizze assicurative - Dott. Di Leo 10 Unità e federalismo in Italia alla luce della Costituzione - Senatrice Mariapia Garavaglia 17 Supporti e Presidi Medici per migliorare patologie o traumi accidentali - Sig. Francesco Tosto 24 Il viaggio come metafora dell’esistenza - Prof. Giuseppe Boschi

Marzo 2011

3 Il Melodramma francese dell’800 - Prof.ssa Anna Maria Pistoja 10 Vivere bene a questa età: come farsi degli amici e relazionarsi con gli altri - D.ssa Fiorenza Masotto 17 Il nuovo codice della strada - Dott. Antonio Mazzei 24 In cammino : viandanti, pellegrini, turisti - Prof. Giuseppe Boschi 31 Visita guidata alla Basilica di San Zeno in Verona - Sig. Mario Patuzzo

Aprile 2011

7 Piccoli interventi di ortopedia che migliorano la qualità della vita - Dott. Gianmaria Giulini 14 Amianto ed eternit: un errore del passato, una patologia del presente - Dott. Alessandro Lonardoni

21 I Viaggi Mitici - Prof. Giuseppe Boschi 28 Migrazioni ieri e oggi - Prof. Giuseppe Corrà

Maggio 2011

2 Ecologia: i viventi ed il loro rapporto con l'ambiente - D.ssa Lina Furlan 12 La Nigeria: usi, costumi, tradizioni e vita sociale - D.ssa Victoria Ajibol 19 Bioedilizia: fabbisogno termico e riutilizzo delle energie rinnovabili - Arch. Mario Veronese 26 Separazione e divorzio - Dott. Marco Fossato

Dany Chiocchetta Segretaria ed organizzatrice della logistica per i corsi Tel. 3296040157

Benessere

Yoga: il corso è delle durata di 29 ore. Inizio lezioni: 19 ottobre 2010. Orario: martedì ore 15,00 - 16,30. Contributo di € 120 (due rate da € 60). Insegnante: Simonetta Romanelli. Ginnastica a corpo libero: I° corso: ogni lunedì dal 18 ottobre 2010; II° corso: ogni mercoledì dal 20 ottobre 2010. I corsi si svolgeranno dalle 9,00 alle 10,00 per 23 lezioni ciascuno. Il contributo per ogni corso è di € 90 (due rate di € 45). Insegnante: Pastena Cristina. Info tel. 3459147814 Sede dei corsi: sala civica Vago

Pittura ad acquerello e su seta

Il laboratorio inizierà venerdì 05/11/2010 fino alla fine di marzo 2011, dalle 15,00 alle 17,00. Il corso prevede un contributo di € 70 e comprende il materiale necessario per ambedue le tecniche proposte. Sede dei corsi: via G. Miglio, a San Pietro di Lavagno. Insegnante: Barbara Remonti. Seta: conoscere i materiali, montaggio su telaio, scelta e preparazione del disegno, trasferimento del disegno sulla seta, delineo con la gutta, stesura del colore, dipingere i fondi, tecnica del sale, decorazione di due pezzi di cm. 40 x 40 adatti a realizzare un cuscino. Acquerello: introduzione all’acquarello, tematiche: fiori e paesaggio, studio del soggetto, studio della luce, armonizzazione del colore. Info:tel.346/9466992.


8 Università Popolare - Le lezioni

Un corso sulla memoria

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Ottobre 2010 Vivere Lavagno

Verranno insegnate le tecniche per potenziarla Nel corso dell’anno accademico ampio spazio verrà dato ad una serie di incontri per apprendere alcune tecniche utilizzate per migliorare la memoria. La psicologa Margherita Brunetto spiega così l’importanza delle cinque lezioni che si svolgeranno nei mesi di gennaio e febbraio 2011: «Per tenere il cervello sempre attivo e funzionale è fondamentale imparare a sfruttare la memoria al massimo delle capacità». Il primo incontro servirà per capire e approfondire i meccanismi di funzionamento della memoria; i successivi, invece, saranno dei laboratori durante i quali sarà possibile esercitare in modo pratico e diretto alcune metodi per memorizzare la posizione degli

oggetti, oppure per ricordarsi degli appuntamenti e delle scadenze importanti, o, infine, per non dimenticare i visi e i nomi delle persone incontrate. L’ultimo incontro insegnerà come esercitarsi per memorizzare brevi testi scritti. «L’Università offre attraverso questi incontri un buon servizio - continua Margherita Brunetto - perchè le persone devono abituarsi ad essere stimolate per tutto il corso della loro vita». Gli incontri inizieranno a gennaio 2011 e avranno luogo nella sala civica della frazione di Vago. È previsto un contributo di 25 euro; per avere maggiori informazioni, contattare il tel. 3459147814. Alice Turri

10 novembre 2010 - Museo di scienze naturali di Verona, sezione dedicata alla preistoria veronese, guida professoressa Giuliana Borghesani

4 maggio 2011 - Le fortificazioni veneziane a Verona, guida signor Mario Patuzzo.

Visite ed escursioni

10 aprile 2011 - giornata di gemellaggio con l’Auser di Illasi 31 marzo 2011 - Basilica di Sa per una giornata dedicata all'arte Zeno e panorama chiesastico e al paesaggio di Lavagno. medioevale, guida signor Mario Patuzzo. Maggio 2011 - In bici da Vago a Zevio, città della Callas: la camPrimavera 2011 - Arano: Storie pagna, l’ Adige e i “pomari”. Sepolte, presso l’Oratorio della Guida signor Dario Sartori. chiesa parrocchiale di Illasi. Visita dedicata al ritrovamento ar- Maggio 2011 - Visita notturna cheologico che ha riportato alla presso il Forte di San Briccio luce il mondo preistorico del II per osservare le stelle grazie al millennio a.C. professor Serafino Zanderigo.

Corsi di informatica per la patente europea ECD

I corsi di Informatica seguono il programma (Syllabus 5.0) della Patente Europea del computer ECDL, che promuove un percorso di conoscenze informatiche per conseguire il livello ECDL Core Start. La patente ECDL è utile per chi vuole dimostrare la capacità di usare il computer a fini lavorativi o formativi.

Modulo 2: uso del computer e gestione dei files. Il corso sarà di 6 lezioni ed inizierà il 3 novembre 2010 per concludersi il 15 dicembre 2010. Modulo 3: elaborazione di testi. Il corso sarà di 6 lezioni ed inizierà il 2 marzo 2011 per concludersi il 6 aprile 2011.


Ottobre 2010 Vivere Lavagno

Università Popolare - Le lezioni 9

Incontri sul mondo dell’informatica www.lavagnounipop.it

L’Università Popolare ha inoltre attivato un servizio di assistenza online

DL

Modulo 7: navigazione e comunicazione in rete. Le lezioni si terranno ogni mercoledì dalle ore 16 alle ore 18, presso l’aula di Informatica della scuola media di Lavagno. L’offerta è, inoltre, arricchita da 7 incontri tematici. Costo: € 75 per corso. Info: tel 345 9147814

Il fitto programma annuale dell’Università Popolare di Lavagno prevede anche quest’anno alcuni approfondimenti riguardanti il mondo dell’informatica. «Il computer è nato per agevolare il lavoro degli uomini - dice uno degli insegnanti, il professor Ubaldo Pernigo - ecco perchè bisogna studiarlo in maniera amplia e completa». Tre sono gli incontri previsti per il 2011: il 15 marzo si discuterà su come mantenere il proprio pc in forma perfetta, conoscendone le parti che lo compongono e imparando poche, ma semplici regole per conservarlo sempre in perfetta efficienza. In seguito, il 12 aprile verrà affrontato il tema riguardante Internet e le conseguenze della sua diffusione. Si parlerà di una rivoluzione epocale, che riguarda il mondo della tecnologia, ma anche quello dei costumi, della cultura e della società. L’ultimo incontro, invece, tratterà dei modi per navigare nel web in completa sicurezza: dalla scelta dell’antivirus alle impostazioni del router di casa no-

stra, dalle offerte adsl alle pagine web da evitare. Ma la vera novità di quest’anno sarà l’attivazione di un servizio di aiuto ed assistenza on line. In alcune fasce orarie della giornata sarà possibile avvalersi gratuitamente dell’aiuto di un esperto che a distanza, ma in tempo reale potrà aiutare il corsista a risolvere i piccoli problemi del proprio computer. «Si tratta di un esperimento che condurrà il collega Federico Zenari - continua il professor Pernigo - Pensiamo che sia un servizio utile e necessario, visto che di solito, in caso di malfun-

A lezione di inglese

Pc Gli appuntamenti sono tre

zionamento, si è costretti a portare il pc all’assistenza, sprecando tempo e denaro». Il servizio Sportello Help partirà a novembre 2010. Per informazioni chiamare il 345 9147814. Federico Zenari

Corso base: ogni lunedì (ore 18,20 - 19,20) dal 25 ottobre 2010 al 18 aprile 2011. Questo corso avrà la durata di 22 lezioni, contributo di € 150 da versare in 2 rate da € 75 ciascuna. Corso intermedio: ogni lunedì (ore 15,00 - 16,30) dal 25 ottobre 2010 al 18 aprile 2011. 22 lezioni, contributo di € 220 da versare in 2 rate da € 110 ciascuna. Corso di english conversation: ogni lunedì (ore 16,40 - 18,10) dal 25 ottobre 2010 al 18 aprile 2011. 22 lezioni, contributo di € 220 da versare in 2 rate da € 110 ciascuna. Insegnante: Valeria Pozzati. Info tel. 345 9147814

Al via i corsi di chitarra elettrica e batteria

Le lezioni si terranno nella sede dell’associazione Officina Fotonica, in via Brolo Vecchio

Il corso di chitarra elettrica è una delle novità nel programma dell’Università Popolare. Nato in collaborazione con l’associazione Officina Fotonica, il corso prevede l’insegnamento di tecniche di base e consigli per l’utilizzo del materiale elettrico: la chitarra, l’amplificatore e gli effetti. «Sono contento della possibilità

offertami dall’Università - dice il maestro Federico Gennari -. Molti giovani ed adolescenti spesso trovano nel fare musica un modo divertente per esprimersi. E questo è uno dei miei scopi: insegnare facendo divertire». Il corso durerà da giovedì 28 ottobre 2010 ad aprile del prossimo anno.

Sono previsti due corsi da 10 lezioni di circa un’ora, per piccoli gruppi, presso la prove di Officina Fotonica, in via Brolo Vecchio, a San Pietro. Il costo è di 60 euro. Per chi, invece, volesse un approccio più tradizionale alla strumento, il maestro Aurelio Boscaini ha organizzato un corso di chitarra classica. Anche in questo caso si tratta di due corsi da 10 lezioni, che inizieranno il 26 ottobre per terminare in aprile e che si terranno presso la baita degli Alpini di Vago. Costo: 60 €. Altra novità assoluta è il corso base di batteria. L’insegnante Enrico Favalezza dice: «Di solito si impara a suonare la batte-

ria solo nelle scuole di musica o tramite insegnanti privati e a costo elevato. Finalmente ci si potrà avvicinare a questo strumento con più serenità, visto il costo molto economico dell’iniziativa promossa dall’Università». Il corso prevede, infatti, un ciclo di 10 lezioni per un totale di 60 euro, durante le quali gli allievi impareranno la corretta postura del corpo, i modi per impugnare le bacchette e i primi approcci alla batteria. Appuntamento ogni venerdì alle ore 15, sempre presso la sala prove dell’associazione Officina Fotonica. Per informazioni contattare lo 345 9147814. F.Z.


Il dialetto, la lingua della famiglia e de 10 Racconti e tradizioni

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Ottobre 2010 Vivere Lavagno

Storia di una giovinezza trascorsa a Montecurto, tra la parlata del borgo e l’“imposizione

(continua dalla prima pag.) ...e mezzo, senza luce elettrica ma con le candele, la cucina economica, il focolare, un bellissimo bagolaro (el perlàr) sotto le cui fronde ci si radunava insieme e un nonno analfabeta che costruiva giochi e inventava storie e favole per il suo nipotino e per tutti i bambini della contrada. Vi è, nella mia memoria, la vivezza di un raccontare – forse piú tardi ingrandito dal mito dei ricordi – che non conobbi in seguito e molte parole sono definitivamente scomparse dalla mia mente poiché non le udii utilizzare da altri: se non da un vecchio signore, il pastore Lao, che due volte l’anno arrivava nella contrada con le sue pecore e, accanto al nonno, ci faceva trascorrere due giorni inenarrabili come la storia de du morosi de Verona che i s’avéa copà, invelenè (tanti anni dopo riallacciai quella che avevo ritenuto una fiaba con la storia di Giulietta e Romeo). Cambiò un poco la mia vita allorquando iniziai la scuola ele-

mentare dove la maestra, severa e burbera ma dall’animo buonissimo, ci costrinse – piano piano, senza infierire mai – a parlare in italiano: che appresi velocemente; ma in casa, no, si parlava sempre e solo dialetto come con i vicini e con i lontani, nei giochi e nei rapporti comunicativi; insieme si passava il tempo a s-cianco, a campanón e a la peta, co le pice e coi sercioni (gli pneumatici scartati della bicicletta), ai coatro cantoni dapprima davanti al capitello di Sant’Antonio e poi, piú grandicelli, ai quattro angoli de la crosara, antesignana - benché quadrata - delle moderne rotonde che delimitava do strade e ʼna scaisagna; quasi in coro, facevamo finta di piangere quando sentivamo el gelatàr che annunciava la sua venuta scampanellando con la sua bicicletta e ci suggeriva «pianzí, pianzí, buteléti, che la mama la ve compra el gelato». S’imparavano terribili bestemmie - rigorosamente in dialetto , dei sacranóni da dimenticare, pronunciate da avventori che non mancavano mai nella vicina osteria ma imparavamo anche filastrocche e canzoni, barzellette e lunghi ritornelli dove la ripetitività di alcuni lemmi dialettali conferiva grazia e leggerezza all’astrusità degli stessi che mandavamo a memoria solo

Ricordi Una foto risalente agli anni Trenta ritrae una corte in località Montecu

per il gusto del riso. Gli scarsi contatti con il mondo dei cólti italofoni non era mai arrivato a mettere in dubbio la sacertà del mio linguaggio quotidiano che mutavo soltanto durante le ore scolastiche e pressoché esclusivamente nei confronti della maestra o durante le interrogazioni; almeno finché andai in seminario, spinto dal parroco e dalla mamma – forse anche dalla maestra – grazie alla discreta bravura mostrata durante i cinque anni delle scuole elementari. Qui dove approdai, non per abbracciare un’improbabile carriera religiosa ma per studiare,

fu messo a dura prova il mio tenace parlare dialetto; dopo qualche mese cominciò a circolare un anellino – quello degli asini – che denotava chi forzatamente “disdegnava” di abbandonare lessico e fraseologie dialettali; era un gioco un po’ cattivo e un po’ vigliacco poiché ciascuno provocava l’altro a dire parole dialettali per rifilare quell’anellino da portare in un dito della mano sinistra: e dopo tante notti passate con questo “segno” si identificava nel suo portatore un colpevole; qui ebbi cognizione che il mio dialetto era solo uno dei tanti nei quali si esprimevano i miei compagni ed appresi


egli affetti Ottobre 2010 Vivere Lavagno

e” dell’italiano in città

urto (Foto di Carlo Santi)

quanta differenza esisteva tra il mio, della bassa collina, con quello della montagna, diversissimo da quello dei paesi del lago, differenziato da quello piú “signorino” della bassa veronese: e tutti questi dialetti della provincia infinitamente lontani da quello dei ragazzi della città che guardavano con aria stranita e con occhio diverso quei campagnoli, un poco zotici e un poco straccioni dal parlare rozzo. Cosí vennero le prime angosce e le lacrime per vedermi costretto ad andare a dormire con il contrassegno asinino perché ritenevo, soprattutto, di essere caduto in peccato (come infrangendo le regole da seguire quando si andava in vacanza con l’obbligo rigoroso di parlare in italiano, in una casa come la mia dove il grado d’istruzione piú alto lo sbandierava mio padre con la quarta elementare e in una contrada dove solo i bambini erano riusciti a finire le prime cinque classi; finché un giorno non restituii affatto l’anellino che al mattino veniva rimesso in circolazione e lo tenni per settimane nascosto in una tasca: me l’aveva detto miamamma che non era peccato

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parlare dialetto perché ella non conosceva nient’altro e non era mai andata a confessarsi per questo; mi ricordavo di quando ero un poco più piccino ed ella mi prendeva in braccio: stringendomi sul suo seno prosperoso, accarezzandomi e coprendomi il viso de basi coi s-ciochi - che tanto mi piacevano - mi ripeteva con un amore che ancora oggi mi commuove te voi tanto ben, te si el me butín, ti solo te si el me butín; e la mamma non poteva dire cose cattive e piene di peccato. Lo dissi all’assistente, in dialetto e - lo ricordo ancora in maniera indelebile prese l’anellino nelle sue mani e non rivedemmo mai piú quel contrassegno anche se con qualche strascico di palese cattiveria dei compagni cittadini: che non perdonarono mai lo zotico che usava l’interiezione ócio! per dire attenzione!, che aveva visto la luce elettrica e l’acqua corrente quand’era entrato nel collegio ma era assai bravo in italiano. Furono quegli gli anni in cui mi resi conto – piano a piano – che i rozzi bambini delle contrade di campagna non conoscevano quanto grande fosse la loro ricchezza spirituale; essi, che giocavano sempre insieme, stavano perdendo quell’ingenuità che li aveva resi grandi a beneficio – si fa per dire – di quel senso perverso del ciò che è mio è solo mio; io avevo condiviso con i piccoli della contrada le giornate gioiose di quando partecipavamo ai riti degli adulti quando se batéa el formento, se faséa su el mas-cio (e mi mandavano a prendere el curarece), se pestàa l’ua (e le donne ci facevano i sùgoli con il mosto mentre eravamo seduti per terra passandoci el pirón l’un l’altro) o quando recitavamo le preghiere infarcite di strafalcioni tra il latinorum e il dialetto italianizzato nella novena di Sant’Antonio (chirieleison, fede risarca per foederis arca, santa dei genitri per sancta Dei genitrix, Deu sabalot per Deus Sabaoth, ecc.) ed entravo nei cortili dei vicini accolto come uno dei loro figli senza

Racconti e tradizioni 11

che nessuno, mai, mi ricordasse che ero figlio di un operaio che svolgeva un altro lavoro andando in bicicletta per dieci chilometri e che quindi non avrei avuto diritto di stare in una proprietà che non mi apparteneva; piú tardi capii che cosa avesse voluto significare quel no semo gnanca parenti che tanti vicini di casa pronunciavano - tra la cattiveria consapevole e l’arroganza dell’ignoranza - per dimostrare che non si aveva titolo

Due immagini scattate negli anni Sessanta a Montecurto (per gentile concessione di Carlo Santi)

non solo a entrare nelle proprietà altrui ma a stare con essi. E mi resi conto, anche, come mai tante parole belle dialettali, che mi sembravano affascinanti e che avevo sempre usato, potessero suscitare ilarità se non avversione: e non erano solo quelle musicalmente dolci… te poi mainarte…ma anche quelle sconosciute ad altri come scataróni, marandèle, marànteghe, caponàra ed una serie infinita di lemmi che avevano costituito la base lessicale delle mie giornate dal momento che avevo vissuto tra siepi di cui mangiavo le bacche e stoppie del granturco, tra animaletti che scorrazzavano leggeri e intangibili nelle nostre case e i piú numerosi animali da cortile. Passarono gli anni e appresi bene la lingua di tutti, ne appresi anche qualche altra, ma non venni mai meno all’uso pressoché quotidiano del dialetto.

Mi sono pure innamorato parlando dialetto; quando incontrai, la prima volta, una bellissima ragazza nella sala degli italiani al Louvre di Parigi e mi dissero che era veronese mi rivolsi a lei salutandola in dialetto e proseguii cosí anche quando, qualche tempo dopo, le dissi «te voi ben» – altra forma in dialetto non esiste – al posto del piú romantico “ti amo”: ma che mi sarebbe riuscito innaturale e che non sarei stato mai capace di

pronunciare. Il dialetto diventò la lingua della nuova famiglia allargata anche se, essendo cittadina la mia morosa, non risparmiava assieme ai suoi fratelli qualche risolino allorquando usavo lemmi a loro sconosciuti o fraseologie per me consuetudinarie ma non consone al loro linguaggio veronese urbanizzato. Il resto è storia veloce. Con gli amici si parla come viene. Ed è bello scoprire che, proprio per amicizia, si passa inavvertitamente a parlare ognuno a proprio modo mescolando od alternando dialetto e italiano senza che nessuno abbia timore della diversità dell’altro. «Non capisco tutto» diceva un illustre personaggio ospite a casa nostra e coinvolto in una conversazione veneta «ma capisco che mi considerate dei vostri perché parlate dialetto». In fin dei conti ogni lingua altro non è che un arcobaleno di varietà. E anche adesso, che passo le mie giornate in un consesso “apparente di dotti e di cólti” non dimentico mai – quando possibile – di utilizzare la lingua della mia cultura, che appresi dalla voce della mia mamma nella verde contrada di Montecurto di Sotto. Giancarlo Volpato


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Vivere Lavagno settembre 2010  

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