Issuu on Google+

Mistica Neve

Bimestrale della Basilica Pontificia Maria SS. della Neve Torre Annunziata (NA) Anno XLI n° 1 Aprile 2012

Testimoni d’oggi

1


Mistica Neve Anno XLI n° 1 Aprile 2012

BIMESTRALE BASILICA PONTIFICIA MARIA SS. DELLA NEVE PARROCCHIA AVE GRATIA PLENA Torre Annunziata Tel. 081.861.13.05 Spedizione in A.P. Art 2 Comma 20/C Legge 662/96 Filiale di Napoli Con approvazione ecclesiastica C.C.P. N. 20908803 Intestato a Parrocchia A.G.P. Santuario Maria SS. della Neve 80058 Torre Annunziata (NA) Direttore responsabile: Mons. Raffaele Russo Direttore Redazionale Francesco Esposito Coordinatore di Redazione: Loredana Peluso Redazione: Luigi Vitiello Liliana Peluso I.M. P.C. Fotografie: Archivio MSSN Foto di copertina: Archivio MSSN Progetto grafico: Graphic & Design di Scognamiglio Federico www.grades.it - 089.330401 Redazione: Piazza Giovanni XXIII 80058 Torre Annunziata (NA) e-mail: mariassdellaneve@libero.it Stampa: www.grades.it

2

La Madonna della Neve La Basilica deve le proprie origini ad una cappella fatta costruire, per concessione del re Carlo D’Angiò, in onore della Beata Vergine dell’Annunziata. Nel 1448 il feudatario locale, Nicola D’Alagno, fece costruire l’attuale chiesa. Il 5 agosto 1354, un evento straordinario cambiò la vita del borgo originario: alcuni pescatori nel tirare le loro reti presso lo scoglio di Rovigliano, vi scorsero un’enorme cassa lignea contenente il busto in terracotta della Madonna, di colore bruno, che stringeva tra le braccia il Bambino Gesù. Un perito del tempo stabilì che la Madonna era dei torresi! E da allora il culto alla Vergine é sempre vivo e si rinnova costantemente.


Editoriale

Un Amico

che dice messa

S

pesso, facendo spazio fra i ricordi, tutti noi oggi impegnati in Basilica, a S. Francesco o altrove, riconosciamo che almeno uno tra i parroci che si sono susseguiti é stato quello della nostra formazione. Il parroco che vorremmo sempre nelle occasioni felici o che vorremmo di conforto in quelle meno gioiose: insomma il parroco della nostra vita. È bello vedere come, a distanza di anni si ravvivi un’intera comunità nel rivedere l’antico parroco. Ciò non deve essere visto come mancanza d’affetto per chi opera nell’oggi, ma il segno tangibile che quanto si é fatto prima é stato un cammino fecondo in un momento determinante per la formazione come l’adolescenza o poco più. È proprio nell’età adolescenziale che risulta fondamentale l’incontro con un “testimone di Cristo” che

sappia anche giocare con loro, ma che, al momento giusto, sappia loro indicare la retta via in una fase assai delicata. Pertanto solo se si creano le basi a questo ripetersi affettivo, a questa connessione testimoniale tra parroci e bambini, ci sarà il rinnovo generazionale anche fra i laici impegnati. Ultima prova del senso di tutto ciò é stato l’affetto particolare dei fanciulli riservato a padre Thomas, rientrato in India dopo cinque anni di missione tra S. Francesco e Basilica Madonna della Neve: c’era gara tra chi doveva servire messa e non il vuoto come spesso capita di vedere. Le lacrime dei bambini alla sua partenza hanno detto più di tante parole ed hanno dato prova di quanto sia importante per loro avere “un amico che dice messa”. Francesco Esposito

3


Maria

Frammenti Divini

nel Mistero di

M

4

aria viene definitivamente introdotta nel mistero di Cristo mediante questo evento: l’annunciazione dell’angelo. Esso si verifica a Nazareth, in precise circostanze della storia d’Israele, il primo popolo destinatario delle promesse di Dio. Il messaggero divino dice alla Vergine: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te” (Lc, 1, 28). Maria rimase turbata e si domandava che senso avesse tale saluto (Lc 1, 29: che cosa significassero quelle straordinarie parole e, in particolare, l’espressione “piena di grazia”. La ragione del duplice saluto è che nell’anima di questa figlia di Sion si è manifestata, in un certo senso, tutta la gloria della grazia, quella che il Padre ci ha dato nel suo figlio diletto. Il messaggero saluta, infatti, Maria come piena di grazia: la chiama così, come se fosse questo il suo vero nome. Nel linguaggio della Bibbia “grazia” significa dono speciale, che secondo il Nuovo Testamento ha sua sorgente nella vita trinitaria di Dio stesso, di Dio che è amore. Nel mistero di Cristo, Maria è presente già prima della creazione del mondo, come colei che il Padre ha scelto come Madre del suo Figlio

Cristo

nell’incarnazione ed insieme al Padre l’ha scelta il Figlio, affidandola eternamente allo Spirito di santità. Maria è in modo del tutto speciale ed eccezionale unita a Cristo, e parimenti è amata in questo Figlio diletto eternamente, in questo Figlio come stanziale al Padre, nel quale si concentra tutta la gloria della grazia. Nello stesso tempo, ella è e rimane aperta perfettamente verso questo dono dall’alto. Come insegna il Concilio, Maria primeggia tra gli umili e i poveri del Signore, i quali con fiducia attendono e ricevono da lui la salvezza. (n. 22). Nel disegno salvifico della Santissima Trinità, il mistero dell’Incarnazione costituisce il


compimento sovrabbondante della promessa fatta da Dio agli uomini, dopo il peccato originale, dopo quel primo peccato i cui effetti gravano su tutta la storia dell’uomo sulla terra (Gen. 3,15). Ecco, viene al mondo un Figlio, la stirpe della donna, che sconfiggerà il male del peccato alle sue stesse radici:” schiaccerà la testa del serpente”. Come risulta dalle parole del protoevangelo, la vittoria del Figlio della donna non avverrà senza una dura lotta che deve attraversare tutta la storia umana. L’inimicizia annunciata all’inizio,

viene confermata nell’Apocalisse, il libro delle realtà ultime della Chiesa e del mondo, dove torna il segno della donna questa volta vestita di sole. Maria, Madre del Verbo incarnato, viene collocata al centro stesso di quella inimicizia, di quella lotta che accompagna la storia dell’umanità sulla terra e la storia stessa della salvezza. In questo posto ella, che appartiene agli umili e i poveri

del signore, porta in sé, come nessun altro degli esseri umani, quella gloria della grazia che il Padre ci ha dato nel suo diletto Figlio; questa grazia determina la straordinaria grandezza e bellezza di tutto il suo essere. Maria rimane così davanti a Dio, ed anche davanti a tutta l’umanità, come il segno immutabile e inviolabile dell’elezione da parte di Dio, di cui parla la lettera paolina: “In Cristo ci ha scelti prima della creazione del mondo, predestinandoci ad essere i suoi figli adottivi” (Ef. 1, 4-5). Questa elezione è più potente di ogni esperienza del male e del peccato, di tutta quella inimicizia, da cui è segnata la storia dell’uomo. In questa storia Maria rimane un segno di sicura speranza. Il Parroco/Rettore Mons. Raffaele Russo

5


Don

Cronaca & Attualità

Il sogno di

Don Bosco Bosco L

6

’occasione è quella di un convegno, tenutosi il 1° febbraio scorso presso l’istituto S.M. Mazzarello, intitolato “Educazione nel sogno e nella passione di Don Bosco”. Il convegno è stato coordinato da suor Ausilia de Siena e dal relatore don Louis Roson, professore di filosofia e antropologia presso l’Università Pontificia Salesiana. Dopo aver illustrato la vita di Don Bosco e della sua opera per i giovani, don Louis ha sottolineato l’importanza dei sogni nella vita del santo, in quanto presagiscono la sua missione. Sono talmente importanti che durante le lezioni le nostre docenti hanno preparato alcuni video, in cui vengono presentati i sogni di Don Bosco. Nel sogno delle rose, la Regina del Cielo condusse don Bosco in un viale pieno di rose, invitandolo a togliersi le scarpe e a

camminare. Le rose erano piene di spine, eppure lui non esitò a percorrere il viale, mentre altri suoi compagni tornarono indietro. Dinanzi a lui arrivarono alcuni chierici che gli tesero la mano e camminarono

con lui. Giunsero stanchi e sanguinanti in una sala piena di rose senza spine. La


Bosco

Vergine gli spiega il significato di tutto ciò: “La via che hai percorso tra le rose e le spine indica che tu devi prenderti cura della gioventù!”. Quindi con carità e mortificazione si può superare tutto e giungere alle rose senza spine. Ma più di tutti, il sogno che gli indica la sua missione è quello che fece a soli 9 anni: era vicino casa sua insieme a tanti altri ragazzi. Alcuni giocavano ed altri bestemmiavano.

Don

Don Bosco si scagliò contro questi ultimi, ricorrendo anche alle mani. All’improvviso gli apparve un uomo che gli disse di mettersi a capo di quei ragazzi, diventando loro amico, non con le percosse, ma con la carità. Don Bosco gli rispose che era impossibile. Ma ecco che gli apparve una donna e al posto dei ragazzi c’erano capretti, orsi, cani ed altri animali feroci. La donna gli disse che doveva diventare

umile e forte e i ragazzi furono trasformati in un gregge di pecore che segue docilmente l’Uomo e la Donna. Il fanciullo non riusciva a comprenderne il senso e si mise a piangere. In questo sogno possiamo scorgere il germe del sistema educativo di Don Bosco, fondato sul principio di lasciare ai giovani piena libertà di fare le cose che più gli piacciono, scoprendo così le loro qualità e cercare di svilupparle. Educare con ragione, religione e amore. Durante la manifestazione sportiva “la partita del cuore” organizzata in occasione della festa di don Bosco e alla quale hanno aderito tutte le scuole superiori di Torre Annunziata, ci è stato chiesto di scrivere su un bigliettino il nostro sogno per attaccarlo all’icona del santo. Ecco il mio: poter aiutare coloro che sono nati con difficoltà psico-motorie. Certo per far questo dovrò essere più forte, più determinata e avere come punti fermi i concetti del metodo educativo di don Bosco: Amore e Fermezza! Viola Manzo (allieva LDC Istituto S.M.Mazzarello)

7


Economia

L’articolo

18

Statuto dei lavoratori...

L

8

’articolo 18  dello  Statuto dei Lavoratori (Legge 20 maggio 1970, n. 300) afferma che il  licenziamento è valido solo se avviene per giusta causa  o  giustificato motivo soggettivo (notevole inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del lavoratore) o oggettivo (ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa). I lavoratori già oggi possono essere licenziati giustamente se esistono questi presupposti e in assenza di giusti motivi, il giudice dichiara l’illegittimità dell’atto e ordina la  reintegrazione  del ricorrente nel posto di lavoro. In alternativa, il dipendente può accettare un’indennità pari a 15 mensilità dell’ultimo stipendio, o un›indennità crescente con l›anzianità di servizio. Le modifiche, sulle quali ci sono notevoli dibattiti, riguardano proprio quest’ultimo

aspetto dell’articolo e prevedono l’obbligo del reintegro nel posto del lavoro solo nel caso di licenziamento discriminatorio (razza, fede, sesso, etc…), in concomitanza con il matrimonio (dalla richiesta delle pubblicazioni civili fino a un anno dopo la celebrazione), in concomitanza di maternità. Quando il licenziamento è, invece, senza giusta causa o giustificato motivo (sia soggettivo che oggettivo) se l’azienda ha fino a 15 dipendenti, il datore di lavoro può riassumere il lavoratore oppure in alternativa risarcirlo con un’indennità tra 2,5 e 6 mensilità. Nel caso di aziende con più di 15 dipendenti, invece, qualora il licenziamento sia senza giusta causa o senza giustificato motivo soggettivo il giudice può stabilire un risarcimento con indennità da 15 a 24 mensilità oppure (se il lavoratore non ha commesso il fatto contestatogli o se il fatto era punibile


anche solo con sanzione conservativa ai sensi del ccnl) reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro ed un risarcimento fino a 12 mensilità oltre contributi previdenziali e interessi legali. In caso di licenziamento senza giustificato motivo

140. Se l’azienda venderà solo 130, può dichiarare la crisi. Così potrà licenziare anche se ha costruito il 30% in più rispetto agli anni precedenti e non corre il rischio di reintegrare il lavoratore sul posto di lavoro.

oggettivo, ed è qui forse la differenza più importante, il giudice condanna con una sanzione omnicomprensiva tra le 15 e le 24 mensilità. Dichiarare la crisi è facilissimo. Se l’azienda che oggi produce 100, programma di vendere 120 l’anno successivo e al termine dell’anno raggiunge l’obiettivo di 120, essa non è crisi. L’anno successivo ancora decide di produrre e vendere

Le differenze sono sostanziali, e se approvato nella forma attuale, cambierà in maniera notevole il modo di approcciarsi al lavoro. Modificare l’articolo 18 non significa rendere più vivace il mercato del lavoro, ridurre la precarietà o estendere gli ammortizzatori ma rendere solo più facili i licenziamenti senza giusta causa o giustificati motivi. Luigi Vitiello

9


I fatti nostri

Un caffè con...

Gianfranco Cirillo e Antonio Carotenuto Responsabili dell’Oratorio Madonna della Neve

Q

uesto pomeriggio sono ospite dell’Oratorio della Basilica Ave Gratia Plena di Torre Annunziata, dove i ragazzi si stanno preparando per la Pasqua. Gianfranco e Antonio mi accolgono con gioia e parlano con entusiasmo di un progetto che si rinnova anno dopo anno dal 2003. Quando è nata l’idea di dar vita ad un Oratorio in Basilica? L’Oratorio nasce circa 9 anni fa, grazie a Luciano Donadio. Pensa che i primi tempi, non avendo ancora un luogo idoneo, le nostre attività le facevamo in piazza. Poi Don Raffaele facendo grandi sacrifici, il 10 febbraio 2008 ci ha dato questa struttura. Quali sono le attività che vi si svolgono e con quale finalità? L’attività primaria è di formazione, divisa per fascia di età: un primo gruppo include ragazzi delle prime due classi delle medie inferiori; il secondo gruppo invece è formato da quelli che frequentano la terza media.

10

Questi giovanissimi sono seguiti da animatori che insegnano loro i valori di carità e missione, messi in pratica attraverso attività formative, come il “pranzo dei poveri” che abbiamo preparato tutti insieme il giorno di Natale; o realizzando lavoretti che vengono venduti e il cui ricavato è devoluto per le attività dell’oratorio e ad associazioni esterne. Non mancano poi momenti ludicoricreativi, come il calcio e la pallavolo: proprio l’anno scorso i ragazzi della PGS Madonna della Neve hanno conquistato il primo e secondo trofeo di calcio e in questa occasione si sono distinti per il miglior comportamento in campo. Infine c’è un gruppo “liturgico”, destinato ai ragazzi che servono messa: una suora li prepara e insegna loro la liturgia. Il nostro scopo non si limita all’intrattenimento, ma è quello di dare un messaggio di legalità, in quanto crediamo, come diceva Don Bosco, che “in ogni ragazzo c’è un punto accessibile al bene”. Seguite anche voi, in quanto educatori, un percorso formativo? Sì e c’è un gruppo formativo per i giovani animatori, seguiti da Luciano Donadio. Lui ci ha insegnato che chi sceglie di fare l’animatore, deve considerare ogni fanciullo come parte della propria vita. Il modello al quale ci ispiriamo è soprattutto quello salesiano: “Educare è cosa di cuore”. Si parla spesso di questo quartiere,


definendolo “difficile”, “a rischio”, ma come sono in realtà questi ragazzi? In effetti sono ragazzi che versano in condizioni sociali ed economiche molto complesse, ma sono soprattutto bisognosi di attenzione e di affetto. Così quando hanno capito che quello che gli stavamo offrendo era essenzialmente amore, hanno risposto in modo positivo. Cosa state preparando per Pasqua? Alfredo Veneruso sta preparando con i ragazzi dell’Oratorio una processione animata della Via Crucis, prevista per il Venerdì Santo. Il percorso inizierà in piazza Giovanni XXIII con l’arresto di Gesù; le varie stazioni percorreranno le strade del quartiere e terminerà in piazza, con la crocifissione. Quali sono i prossimi appuntamenti? Dopo Pasqua Luciano Donadio vorrebbe mettere in scena un recital sulla vita di Don Bosco e poi, come ogni anno, ci prepareremo per partire con il consueto appuntamento estivo: Estate Ragazzi. Un’altra importantissima tappa del percorso formativo. Il tema di quest’anno é “Io sono il Buon Pastore”. I primi due giorni c’è la visione di un video con spiegazioni di alcuni passi del Vangelo, tenute dagli educatori. Poi ci sarà una settimana di ritiro,caratterizzata da una formazione più intensa per animatori e ragazzi, intervallata da momenti di

svago. In questo modo, pensiamo di poter offrire, anche a chi non ne ha le possibilità economiche, l’opportunità di poter uscire, di trascorrere alcuni giorni di “vacanza”. Difatti in questi casi è don Raffaele a provvedere: lui è sempre molto presente e sensibile ai bisogni dei giovani.

Durante questo “cammino” ovviamente i ragazzi vengono responsabilizzati, in quanto ciascuno ha un compito ben preciso. Noi consideriamo questo un punto di partenza, in cui nascono i preanimatori, cioè ragazzi che si avviano al cammino di missionari. Il nostro obiettivo infatti è quello di far sì che siano loro in futuro a gestire l’Oratorio, diffondendo lo spirito salesiano nel quartiere. In che modo vi relazionate con le altre associazioni presenti sul territorio? Noi collaboriamo con l’Oratorio salesiano “Don Bosco” e con le suore Mazzarello: insieme cerchiamo di seguire lo stesso percorso, il cui centro è come sempre il fanciullo. Bene, vi ringrazio per la vostra disponibilità e buon Oratorio a tutti! Liliana Peluso

11


Medicina & Salute

Le

Intolleranze

alimentari

12

no dei disturbi più diffusi della nostra società è l’intolleranza, non solo politica religiosa o sociale, ma soprattutto alimentare: si tratta di

U

legati all’alimentazione. Molti tendono a confonderle con le allergie. L’allergologo Allen Kaplan nel 1991 definì le intolleranze alimentari “ allergie non allergiche”. Sia

una reazione tossica verso determinati alimenti o ingredienti in essi contenuti, come i coloranti e gli additivi. Un rapporto del British Allergy Foundation afferma che in Europa Occidentale e negli USA il 45% della popolazione soffre di disturbi

le allergie che le intolleranze coinvolgono il sistema immunitario, in quanto comportano la sintesi di anticorpi contro componenti proteiche degli alimenti, allo scopo di eliminare le proteine che il corpo riconosce come estranee. Una


differenza sostanziale tra allergia ed intolleranza è che le prime sono causate dalla produzioni di anticorpi della classe E (IgE), scatenate anche da piccole quantità dell’alimento ingerito e perciò non sono dose-dipendenti ed i sintomi si manifestano nell’arco delle 24 ore. Responsabili delle intolleranze invece sono gli anticorpi della classe G (IgG), sono dose-dipendenti. I disturbi si manifestano a distanza di circa 72 ore dall’ingestione del cibo, da qui la difficoltà nell’individuare l’alimento responsabile della sindrome. Purtroppo ancora oggi non esiste una causa dimostrata e accettata da tutti, circa la natura delle intolleranze alimentari. Le cause sono diverse: accumulo nel nostro organismo di molecole con attività farmacologica; disfunzioni dell’apparato digerente; deficit enzimatico (come succede per il lattosio); carenza di minerali e vitamine che impedirebbero l’attivazione di enzimi fondamentali nel processo metabolico. In generale i sintomi e i disturbi sono: stanchezza cronica, difficoltà alla concentrazione, gonfiori alle estremità e sonnolenza. A questi si aggiungono cefalea, ansia e irritabilità; talora parestesie, sindrome asmatiforme, rinite, palpitazioni, extrasistolia, transitorie crisi ipertensive, nausea, gastralgie, colite, prurito, manifestazioni desquamative; disturbi estetici, come cellulite e modico sovrappeso. ll percorso diagnostico, per chiarire la natura dei disturbi da intolleranza alimentare, comporta, come primo passo, l’esclusione, attraverso opportuni esami diagnostici, di patologie che presentano sintomi analoghi a quelli descritti; in caso negativo si procede a

test specifici che individuino l’alimento o il gruppo di alimenti responsabili. La ricerca scientifica sta investendo molte energie per mettere a punto test affidabili, tra questi ricordiamo il breath test (test del respiro), test sulle IgG specifiche e cito test. La metodica più accreditata e la cui validità è stata ampiamente verificata, sembra sia l’ELISA. Consiste nel cimentare il siero del paziente (che contiene gli anticorpi IgG) con estratti proteici alimentari standardizzati. Il test quindi permette di individuare, tramite la reazione immunologica, quali siano le proteine alimentari nei confronti delle quali è stata sviluppata intolleranza. Le intolleranze alimentari più frequenti sono quelle relative al latte e derivati, al cioccolato, alle uova e ai pomodori. L’intolleranza al lattosio, per esempio, pare si debba alla carenza dell’enzima lattasi che ha il compito di scomporre lo zucchero del latte (il lattosio appunto) in galattosio e glucosio, in modo che possano essere assorbiti e utilizzati dal metabolismo. Una carenza di questo enzima comporta il passaggio nel colon del lattosio intero, causando diarrea, dolori addominali e gonfiori. A questo punto, sorge spontaneo chiedersi, come mai cibi di largo consumo risultino mal tollerati da una minoranza della popolazione. Secondo molti esperti, mangiamo più di quanto sia necessario e spesso seguiamo un’alimentazione poco equilibrata, caratterizzata da diete iperproteiche e ricche di grassi animali, riduciamo al minimo l’apporto di frutta e verdura, ma soprattutto tendiamo a non variare la nostra alimentazione. Liliana Peluso

13


Cultura e Spettacolo

Le diverse libertà

Io combatto la tua idea, che non é la mia, ma sono pronto a battermi fino alla morte perché tu, la tu idea, possa esprimerla liberamente”.

14

Sembra la frase di qualche ardito cristiano d’altri tempi, ma è frutto della cultura illuminista di Voltaire, filosofo francese, tutt’altro che cattolico. Questo dimostra che il buon senso spesso mancante nelle nostre vite, può avvicinare culture e posizioni lontanissime in principio. Qualche mese fa c’è stata un’aspra polemica fra giornali cattolici (Avvenire e Famiglia Cristiana) e Adriano Celentano, il

quale, ospite del Festival di Sanremo 2012, ha espresso dei pareri negativi sui suddetti giornali,auspicandone la chiusura. D’altra parte, i direttori delle testate cattoliche non sono stati teneri nei giudizi verso l’artista italiano forse tra i più rappresentativi e delle sue”celentanate” . La verità è che tutti hanno il diritto di esprimere le proprie idee, a condizione che le stesse non vadano a ledere il posto di qualsiasi lavoratore,soprattutto di questi tempi. Di contro è negativo che chi dovrebbe mostrarsi come guida culturale del popolo cattolico attacchi chi esprime pareri diversi,anche se in modo poco forbito,relegando il pensiero di un uomo di spettacolo in soffitta come “pensiero debole” perché espresso non da un rappresentante colto della gerarchia ecclesiastica. Allora un uomo che si autodefinisce “ignorante”non ha forse il diritto di esprimere quello che è per lui il concetto di Dio nel suo cuore? Purtroppo le ”sparate” di Celentano hanno fatto presa non solo sui cattolici non praticanti che spesso si riservano di adoperare l’alibi di preti più attenti ai beni materiali che agli uffici divini, ma anche molti di quei cattolici praticanti ed impegnati che non riescono più a ritrovare parole buone che portino,almeno nelle intenzioni, alla felicità celeste. Quindi lo spunto di riflessione,anche se non espresso in maniera articolata dal punto di vista escatologico, deve portare necessariamente a qualcosa di diverso che ad uno scontro stupido ed infruttuoso. È altresì vero che per avvicinare persone smarrite alla fede, bisogna essere doppiamente credibili ed irreprensibili ministri di Dio, pur nei limiti che l’imperfezione umana manifesta. Francesco Esposito


Ora et Labora Chiunque volesse tendere la sua mano può contribuire con un’offerta indirizzata direttamente alla Basilica con i seguenti numeri conti correnti:

Conto corrente Postale N° 20998803 Intestato a Parrocchia A.G.P. Santuario Maria SS. della Neve Conto Corrente Bancario IBAN: IT-44-Z-07601-03400-20998803 Banco di Napoli F.le Boscotrecase Un fraterno ringraziamento a tutti coloro che vogliono aderire al restauro dell’organo e che la Madonna della Neve vi protegga sempre ovunque voi siate. Il Parroco Mons. Raffaele Russo

L’Organo da restaurare del 1922

15


Come eravamo

16


Mistica Neve