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Spirito Santo - Febbraio 2008

NUMERO 3

Spirito e parola M e n s i l e

Il prossimo da aiutare è dietro l’angolo, non in terre lontane di Maria Laura Catellani E’ oramai consuetudine della parrocchia nella “Giornata della Vita” festeggiare e rallegrarsi per il prezioso dono ricevuto. La S. Messa è il momento centrale della giornata vissuta in fraternità. Una giornata particolarmente partecipata in cui la comunità è invitata al raccoglimento e alla gioia. Ogni anno i bambini portano all’altare, poi a casa, un simbolo della vita e del grande amore del Padre che creandoci ci manifesta un amore individuale. Altri momenti importanti della messa sono le preghiere dei fedeli e i canti di gioia e ringraziamento. Finita la S.Messa ci si ritrova nel salone per un aperitivo, per chiacchierare, per un saluto a chi si vede raramente, un momento da viversi dedicandogli tempo e staccando dalla f re n e s i a , c h e t ro p p o spesso alla fine della messa, ci costringe a non ascoltare gli avvisi o i canti. Così vogliamo inneggiare alla vita, al valore dell’uomo e di tutte le creature. In questo mondo, particolarmente ora, sembra che la vita non abbia più senso: ricerca di prestigio, di beni materiali, dell’adulazione degli altri; e che la vita non valga più nulla: maltrattata, violentata, soppressa… SEGUE A PAGINA 2

d e l l a

p a r r o c c h i a

d e l l o

S p i r i t o

S a n t o

A febbraio inizia la quaresima

In cammino quaresimale dall’idolatria verso il cristo Noi tutti siamo quotidianamente tentati dal potere e da idoli fuorvianti: solo il servizio ci farà unire a Dio di Giovanni Dazzi In quel tempo,Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo. E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame. Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: “Se sei Figlio di Dio, di’ che questi sassi diventino pane”. Ma egli rispose: “Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. Allora il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio e gli disse: “Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede”. Gesù gli rispose: Foto 1: Giovanni Dazzi “Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo”. Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: “Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai”. Ma Gesù gli rispose: “Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto”. Allora il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano. (Vangelo di Matteo 4, 1-11) Questo brano del Vangelo ci fa entrare pienamente nel tempo della Quaresima, che non è un tempo di tristezza, anzi, è un tempo di grazia dove possiamo riflettere in modo approfondito e sereno sul nostro stile di vita per renderlo più conforme al Cristo. A prima vista in questo brano colpisce la presenza della figura del diavolo, che sembra avere molto spazio nella vita di alcuni credenti, ma che trova ben poco spazio nei Vangeli. In tutto il Vangelo di Matteo è citato soltanto in questo passo, come figura del potere che rende refrattari all’accoglienza, all’accettazione e alla messa in pratica del messaggio di Gesù. In altri passi sono citati i “demoni”, termine utilizzato dagli evangelisti per indicare fenomeni non spiegabili (insolazioni, epilessia, malattia mentale ecc.). Il Gesù di questo brano di Matteo non è una sorta di superuomo, libero dai bisogni e dai desideri umani, un eroe forte e vincente, è invece carico di tutto il peso della condizione umana, e nella sua fragilità si lascia guidare e condurre dallo Spirito. Il suo rapporto di fiducia totale con il Padre gli consente di sottrarsi alle tentazioni. La prima tentazione riguarda il pane, simbolo di tutti i beni materiali. Come ogni persona, Gesù ha fame di pane, ma ancora più fortemente ha fame di Dio. Questo non toglie il suo bisogno di pane, ma lo ridimensiona nella giusta misura. Il pane usato soltanto per la propria soddisfazione, anziché nutrire, intossica. Quando l’uomo diventa schiavo dei beni materiali si chiude, si intristisce, muore. Il Cristo si farà pane per gli altri donando la propria vita. E’ donando la vita che la si acquista. La seconda tentazione riguarda la vita e il rapporto con Dio. Come ogni persona, Gesù ha fame di vita, ma riconosce la vera vita in Dio. Se la vita fisica diventa il valore supremo e assoluto, non c’è più nulla per cui valga la pena morire, e la morte diviene un evento terrorizzante che si cerca di esorcizzare in tutti i modi. Anche la religione stessa può essere vista come strumento per difendere e proteggere se stessi, quando alla base abbiamo un rapporto scorretto, miracolistico o “magico” con Dio, quando Lo riduciamo ad un essere superiore che si può quasi “comprare” con le nostre preghiere, promesse e pii esercizi. Dio ci chiede solo di amarlo e di amarci tra di noi, conosce benissimo ciò di cui abbiamo bisogno e desidera che tutti siamo salvi. La terza tentazione riguarda il potere. Come ogni persona, Gesù ha un po’ di “fame di potere” per acquisire coraggio di fronte alla vita. Ma Gesù attribuisce il potere solo a Dio. Rendere culto a Dio ci libera dal rendere culto agli idoli. Accettare la seduzione e la logica del potere, lo sappiamo bene, significa accettare la logica del male, della violenza,della prevaricazione, della falsità. Se uno vuole raggiungere il potere mondano deve adattarsi, perché nel mondo funziona così, la strada è questa. Gesù propone un antidoto a questa logica: il servizio. Il servizio esercitato per amore non priva le persone della dignità, ma conferisce loro la stessa dignità di Gesù. La condizione divina non si ottiene adorando il potere, ma amando fino al punto di dare la vita. Auguriamoci che questo tempo di grazia che viviamo nella Chiesa ci liberi dalla tentazione della ricerca dei piccoli e grandi poteri mondani e ci immetta sulla strada del servizio. 1


Spirito Santo - Febbraio 2008

SEGUE DA PAGINA 1 (...) sembra quasi lecito eliminare tutto ciò che ci causa fastidio… compreso l’uomo!. In quanto cristiani siamo chiamati a contrastare lo smarrimento, il relativismo, il pessimismo dominanti, divenendo segni di speranza. Gesù ha detto: “Io sono la via, la verità e la vita”. In quest’ottica questa persona, che vive in mezzo a noi, è la nostra forza e il nostro aiuto. E’ anche una persona esigente che ci comanda di amare il prossimo come noi stessi. Il prossimo, c’insegna il vangelo, è composto di persone che incontriamo ogni giorno, i vicini: bambini, giovani, anziani, malati e sani, stranieri, simpatici e antipatici. Allora è nel quotidiano che dobbiamo giocare le nostre vite e dare senso alle vite degli altri. Ci viene chiesta u n ’ a t t e n z i o n e coinvolgente per aiutare chi è nel bisogno e i casi sono purtroppo sempre più frequenti, sempre più persone sono scaricate dalla società ed abbandonate a se stesse. A volte facciamo fatica; c o m ’ è f a c i l e a m a re l’umanità quando è lontana e non ti pesta i piedi! Com’è facile, a volte, aprire il portafoglio e non essere capaci di sacrificare un’ora del nostro “prezioso tempo” o addirittura aprire il nostro c u o re a l l ’ a l t ro ! N o i possiamo poco, ma con la preghiera e affidandoci a Colui che ci ha amato per primo, tutto possiamo e d o b b i a m o p e rc h é i l grande tesoro della Buona Novella allieti e riempia la vita di tutti.

NUMERO 3

“Si spende di più per gli animali domestici che per i bambini poveri” “Cristiani impegniamoci per una maggiore giustizia sociale, 26.000 piccoli muoiono di fame”

di Pino Volpe Come cristiani siamo chiamati a rinnovare il nostro impegno per la difesa della Vita, non solo in questa domenica ma in modo costante e a 360°. Salvaguardare la vita significa aiutare a rimuovere le cause che portano le donne al terribile e drammatico passo dell’aborto; aiutare le famiglie a tenere in casa gli anziani che sono la memoria e le radici della nostra storia, soprattutto quando sono ammalati e non Foto 2: Pino Volpe autosufficienti; non metterla a repentaglio nel luogo di lavoro (sono troppi 1200-1300 infortuni mortali che ogni anno si verificano nel nostro paese, in prevalenza per mancanza di misure di sicurezza e di prevenzione). Un’ultima riflessione: nei paesi ricchi (compreso il nostro) si spendono più risorse per gli alimenti di animali domestici rispetto a quanto diamo in aiuto per i bambini poveri e sono più di 26000 i bambini con meno di 5 anni che muoiono ogni giorno nel mondo per malattie o per fame. Auspico, pertanto, un impegno più incisivo e globale per una maggiore giustizia sociale e una più equa distribuzione della ricchezza nel mondo, per una difesa seria e responsabile della vita in ogni circostanza e latitudine.

I vasetti della Vita: ecco come festeggerà quest’anno la nostra parrocchia Festeggiamo la Vita!!!!! Domenica 3 febbraio, verrà celebrata come di consueto la giornata della Vita. A simbolo di questa domenica particolare, i bambini della nostra parrocchia prepareranno vari vasetti (sono state prese a prestito i contenitori dello yogurt) decorati e riempiti di terra, in cui piantare un fiore. Quale miglior parallelo tra la vita e un fiore che sboccia? Sul terriccio, poi, verrà infilata una "bandierina" sulla quale sarà scritta una frase significativa, tratta da un libro di Madre Teresa. I bambini faranno una piccola processione insieme a don Mario, all’inizio della liturgia, con i vasetti in mano. Al termine della funzione, invece, saranno distribuiti in fondo alla chiesa alcune preghiere sulla famiglia di Giovanni Paolo II. Dopo la messa, infine, ci si ritroverà nel salone per condividere un aperitivo insieme, come momento di aggregazione e unione della comunità.

Signore e cuoche “d’oro”

Grazie all’organizzazione di feste e tombolate, le “signore” della parrocchia sono riuscite a mettere in cassa ben 5.903 euro Maria Laura Catellani che sono stati consegnati a don Mario. Inoltre si ricorda che c’è bisogno ancora di tante altre mani per poter lavorare e condividere fatiche e soddisfazioni, e si accoglie a braccia aperte chiunque voglia unirsi alle “signore” per affrontare tante nuove avventure!! Foto 3: a destra le indomite cuoche della parrocchia 2


Spirito Santo - Febbraio 2008

NUMERO 3

Comunicazione diseducativa? Sì, ma la colpa è anche nostra

“Il papa non ha criticato i media, ma il loro uso distorto” Vian, direttore dell’Osservatorio Romano: “Il governo Prodi non è caduto per mano della Cei”

Sono d’accordo con papa Ratzinger. I mezzi di «Non se l’è sognato minimamente», dice Giovanni comunicazione sono strumenti importantissimi. E, Maria Vian, direttore (in carica da tre mesi) lavorando per un quotidiano, osservo, come dell’Osservatore Romano, organo di stampa della purtroppo, si tenda spesso all’esasperazione, allo Santa Sede. Il professore (storico del Cristianesimo) scoop forzato, al cercare il colpo a sensazione, della «Sapienza» di Roma, intervenuto, sabato 26 gennaio, in seminario per il consueto incontro del travalicando la qualità e “giocando” sulla vescovo con la stampa, per festeggiare il santo patrono drammaticità delle notizie. I messaggi che passano, a dei giornalisti, Francesco di Sales, contraddice chi volte, sono tutt’altro che etici e virtuosi. I mass media pensa che la Cei abbia messo il suo zampino nella sono responsabili di un uso sbagliato del loro potere. disfatta del secondo governo Prodi. «Il governo Però, non sono i soli a dover essere rimproverati. I ribadisce il professore - è caduto non per mano dei vescovi italiani, ma perchè l’esecutivo aveva dei Foto 4: Matteo Zanichelli colpevoli di questa situazione, siamo pure noi cittadini. Sì, è proprio così. Giusto o sbagliato che sia, problemi al proprio interno». Inoltre, Vian ha ripreso il discorso di papa Benedetto XVI sui mezzi di comunicazione, i mezzi di comunicazione rispondono a una logica affermando come il Santo Padre non abbia affatto attaccato i mass schiacciante: vendere la notizia. Se il prodotto non funziona, media. «Il pontefice ha grande considerazione dei media, ma ne sono spacciati. Hanno concluso l’attività. E allora, è ovvio, critica l’uso, soprattutto quando diventano megafono di un che cerchino di “attrarre” il popolo “sovrano”. Ma non siamo materialismo economico e di un relativismo etico». Nella lezione, forse noi quelli sedotti dalle infinite puntate dei “gialli” di invece, il docente aveva elaborato un discorso storico sulle figure Cogne, di Garlasco e di Perugia? Non siamo forse noi quelli, cristiane maggiormente significative sul profilo della la cui attenzione, viene catturata morbosamente dai “flirt” comunicazione: da San Francesco di Sales, definito un «amabile polemista», passando per Sant’Agostino, fino ad arrivare a della velina con il calciatore? Non siamo forse noi quelli cui Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Infine, ha parlato il vescovo non interessa un bel niente di informarci e partecipare alla vita Adriano Caprioli. «L’appello alla ragione serve per confrontarci pubblica del Paese, ma che, poi, si lamentano del meglio. Io rispetto la tua persona, però contesto le tue idee comportamento dei politici? Non siamo forse noi quelli che motivando il mio dissenso. Un concetto che si deve recuperare è scartano e bistrattano la “vera” informazione per dedicarsi quello del comunicare con la bellezza della forma e la chiarezza alla visione del Grande Fratello? Forse, allora, siamo pure noi delle immagini». la causa del nostro male. Sono i media e la classe politica che condizionano la società o viceversa? E’ un circolo vizioso, un gatto che si morde la coda. Per invertire la rotta, serve un notevole impegno, in primis, da parte dei cittadini che compongono la società, recuperando un senso della responsabilità perduto.

A cura di Sara Fiorini

- LA VOCE DEI GIOVANI -

Giornata della Vita, giornata della consapevolezza Necessità di recuperare un rapporto interpersonale profondo all’interno di un contesto sano “Nel mondo c’è quanto basta per le necessità dell’uomo, ma non per la sua avidità” (M.K.Ghandi) Un famoso detto recita questo: “ La terra non è un dono che ci viene tramandato dai nostri padri, ma un dono che ci viene dato in prestito dai nostri figli”. La giornata della vita è, certamente, un ulteriore momento di riflessione per quel che riguarda la profondità, la valenza dei nostri rapporti umani ed interpersonali, ma dovrebbe essere anche un momento per chiedersi a che punto sia il rapporto con l’ambiente circostante, la natura nel senso più lato: ciò che ci è appunto stato dato in dono, che ormai la nostra civiltà sta rovinando, giorno dopo giorno ed inesorabilmente, a volte tralasciando, direttamente e non, il proprio spirito cristiano. Il discorso pare oltremodo sfruttato e ricorrente, ma i tempi stringono, le conseguenze negative sono ormai sotto gli occhi di tutti, e riproporci di metterci in discussione non può che farci bene. Dunque amare non significa solo darsi agli altri ed accoglierli nelle loro debolezze e ricchezze, ma significa anche amarli all’interno di un contesto, di una realtà di cui avere rispetto e cura; noto infatti, con grande piacere, che in mezzo ai tanti gruppi di giovani, anche nella nostra parrocchia, sta crescendo la consapevolezza ed il desiderio di consumare in modo responsabile, di sfruttare in modo creativo ciò che già si possiede, avendo anche modo di condividerlo concretamente con altri. Certamente se tutti riuscissimo a fare uno sforzo in più cercando ad esempio di mantenere un rapporto funzionale con il denaro, con la ricerca dell’ultima moda, cosi come con i mezzi di terza necessità che, oltre ad inquinare, molte volte ci danneggiano (vedi mezzi di trasporto privati, tv, telefonini, tecnologie spesso utilizzate spropositatamente e con lo scopo di creare nuove relazioni interpersonali), potremmo guardarci in faccia più serenamente e respirare aria più buona, che ossigenerebbe, oltre che i nostri polmoni, anche il nostro cervello, spesso troppo annebbiato... 3


Spirito Santo - Febbraio 2008

NUMERO 3

“Venite con noi, doniamo l’accoglienza di Cristo ai più bisognosi” Sabato 2 Febbraio il Centro di Ascolto interparrocchiale “Madre Teresa” copie tre anni di vita. In questo periodo, presso i locali messi a disposizione dalla parrocchia di Pieve, abbiamo incontrato quasi 600 persone (circa 500 stranieri e un centinaio di italiani), ognuna con la propria storia, con i propri bisogni, con i propri desideri, espressi a volte in modo timido, altre volte in modo arrogante, ma sempre con una costante comune: il bisogno di essere accolti, ascoltati, accompagnati nelle loro difficoltà. Per loro abbiamo cercato di fare quel poco che ci era possibile, sfruttando anche le risorse del territorio: contatti con le parrocchie, con gli assistenti sociali, con la Caritas diocesana e gli altri Centri di Ascolto, con il CAV, per non diventare semplici distributori di vestiti o di borsine alimentari, ma per costruire assieme a loro progetti che via via li portassero ad essere autonomi. Non è stato sempre facile, a volte anche duro, perché spesso, di fronte a situazioni pesanti, non ci rimane che constatare di essere servi inutili e mettere tutto nelle mani del Signore; altre volte abbiamo invece avuto la soddisfazione di vedere persone riprendere dignitosamente un cammino autonomo, grazie all’accompagnamento di tutti. In questi anni ci si sono chiarite due cose: l’obiettivo principale del Centro non è risolvere problemi, ma fare incontrare alle persone che ad esso si accostano l’Amore e l’Accoglienza operativa di Cristo e della Chiesa; per questo fondamentali sono il momento di preghiera che tutti gli operatori vivono insieme prima di iniziare il lavoro (ascolto,distribuzione vestiti,alimenti,etc.), la messa mensile e i momenti di formazione proposti dalla Caritas diocesana, ma anche dalle parrocchie o da nostre personali iniziative. In secondo, non saremo mai capaci di amare le persone che incontriamo se prima non sapremo amarci tra di noi (anche questo non è stato facile perché proveniamo da 7 parrocchie diverse, ognuno ha le proprie idee e il proprio bagaglio di esperienze….) e questo è proprio il dono più grande che ci ha dato questa opera di volontariato. Da ultimo, riflettendo su questa esperienza, ci siamo accorti che essa è stata per noi un’ulteriore possibilità di compiere insieme un passo nella maturazione di una fede personale e adulta, giocata nella realtà e per questo ci sentiamo di proporla con entusiasmo a tutti (soprattutto ai giovani!!!!!). Per tutta la comunità parrocchiale dello Spirito Santo, che sostiene il nostro operato con la preghiera, c’è una prossima occasione per condividere con noi questa esperienza di carità: il 2 marzo, quarta domenica di Quaresima, raccoglieremo, durante le Sante Messe delle 9 e delle 11, cibo confezionato (pasta, olio, farina, zucchero, verdura e frutta in scatola, latte in polvere e omogeneizzati per bambini, bevande, ecc.). La generosità di tutti servirà ad aiutare il Banco Alimentare di Pieve che distribuisce le sporte alimentari alle persone assistite dal nostro Centro d’Ascolto. Monica Pregreffi, Maria Volpe, Anna Storchi, Loretta Luppi, Ombretta Sassi Zanichelli

Gli appuntamenti del mese Ricordiamo che questo mese di febbraio avrà inizio con la festa della Vita, domenica 3, per poi proseguire mercoledì 6 con le Sacre Ceneri, la cui celebrazione si terrà alle ore 21.00; anche i ragazzi avranno modo di vivere questo momento sabato 9, durante il catechismo. Domenica 10 alle ore 15, occasione di incontro per i giovani della diocesi: “AGORA”, un percorso itinerante che vede la partenza dalla parrocchia di San Luigi Gonzaga, per arrivare fino a Sant’Alberto dove si bruceranno i foglietti con sopra scritto le paure di ognuno. Mercoledì 13 alle ore 21 ci sarà l’opportunità di partecipare all’odierno incontro della scuola di preghiera al seminario, mentre per i giovani, gli educatori e catechisti della parrocchia si terrà il ritiro spirituale quaresimale domenica 24, presso la “Casa di Carità” tenuto dal nostro diacono Bonomo. Le occasioni di formazione per tutta la comunità proseguono inoltre lunedì 25 con il consueto incontro sul “Credo” condotto sempre dal nostro diacono Roberto. Infine, inizieranno le stazioni quaresimali: venerdì 15,la prima in Ghiara, la seconda venerdì 22 in Regina Pacis e la terza venerdì 29 nella nostra parrocchia. 4


Spirito Santo - Febbraio 2008

NUMERO 3

Una moratoria sulla pena di aborto

La richiesta: applicare interamente la 194 e aggiornarla di Nunzia D'Abbiero (*) All'indomani della ratifica da parte dell'ONU della moratoria sulla pena di morte, Giuliano Ferrara, dalle colonne del suo quotidiano, "II Foglio", ha lanciato la proposta di una moratoria contro la pena di aborto. Il suo ragionamento è semplice quanto ineccepibile: chi si oppone alla pena di morte non può difendere l'aborto. L'appello è diventato rapidamente un movimento d'opinione e sta raccogliendo adesioni bipartisan anche in campo politico. Una forte provocazione, che vuole portare l'attenzione generale sul fatto che ogni giorno si impedisce a tanti, troppi, bambini di venire al mondo: nella sola Italia ne mancherebbero all'appello circa 3,5 milioni in 30 anni. Sia ben chiaro: nessuno vuole fare tabula rasa della legge 194. Tuttavia è lecito e laico richiedere che essa sia applicata nella sua interezza e - perché no - anche aggiornata, visto che i suoi riferimenti scientifici risalgono a più di 30 anni fa. Come è accaduto di recente nella "laica" clinica Mangiagalli di Milano dove, facendo riferimento alle più recenti acquisizioni scientifiche e nel rispetto della legge 194, è stato stabilito che non è possibile "in nessun caso" effettuare aborti quando la gravidanza è oltre le 22 settimane e mezzo, termine oltre il quale il feto ha ragionevoli e provate possibilità di vita autonoma. Ma purtroppo da noi, da quando l'aborto è stato legalizzato, quasi non è stato più possibile parlarne, se non in termini ideologici, furiosi e inutili scontri politici, che impediscono di guardare in faccia il problema e di cercarne insieme una soluzione adeguata ed efficace. La chiusura pregiudiziale a un dialogo volto a migliorare l'applicazione della 194 vuoi dire presumere che l'applicazione attuale della legge sia perfetta e, in quanto tale, intoccabile come una verità assoluta. Una visione fondamentalista, appunto. Ma siamo proprio sicuri che la 194 sia rispettata "in toto"? L'intenzione del legislatore era sì quella di non considerare più un reato l'interruzione volontaria della gravidanza, ma si poneva anche come obiettivo quello di aiutare le donne in difficoltà mediante il sostegno di strutture in grado di informarle sulle varie alternative, come l'adozione dopo il non riconoscimento, oppure interventi di aiuto economico. Secondo il testo della legge, l'aborto rimane comunque un male, da evitare con tutto l'aiuto possibile alle future madri. E a volte basta davvero poco per sostenere una donna in difficoltà: è quello che fanno i volontari dei Centri di Aiuto alla Vita, che da sempre, nel silenzio - quando non nell'irrisione e nell’irriconoscenza di gran parte del mondo politico - incontrano, ascoltano e accompagnano le madri in difficoltà, e che in questi anni hanno permesso a decine di migliaia di donne di far nascere i loro bambini. "Una donna per accogliere si deve sentire accolta", ripete sempre Paola Bonzi, responsabile del Centro Aiuto alla Vita della Mangiagalli di Milano. Dunque, restando nell'ambito della legge, sostenendo questi lodevoli Centri, è possibile comunque fare moltissimo per aiutare maternità difficili, dando alle donne la libertà di non abortire, quella libertà di cui chi ha potuto usufruirne non si è mai pentita. La strada, insomma, è quella di cominciare ad applicare pienamente la 194, lavorando insieme perché la maternità sia del tutto valorizzata, e perché un giorno, il più vicino possibile, di questa legge non ci sia più bisogno. *Articolo proposto dalla Loretta Luppi, tratto dal settimanale cattolico reggiano “La Libertà” del 12 Gennaio 2008 - I LETTORI SCRIVONO -

“Giornalino, strumento della comunità, per essere stimolati a fare e a conoscere” Il giornalino, che bella iniziativa!! E poi “Spirito & parola”: non si poteva trovare titolo più azzeccato! Giornalino come voce della parrocchia e, in particolare, dei giovani, come testimone delle varie attività svolte, come strumento di condivisione di un’iniziativa, di un pensiero, di un’esperienza vissuta. Giornalino per sorridere, per ritrovarsi nelle foto scattate, per fermare sulla carta tanti bei momenti condivisi. Giornalino per ricordare e rivivere, giornalino per coinvolgere e rendere partecipi tutti i parrocchiani dei passi piccoli e grandi di questo ricco cammino insieme. Giornalino per volgere lo sguardo indietro e per guardare avanti, per essere stimolati a fare o semplicemente per il piacere di conoscere. Giornalino per dire la nostra, con rispetto, o puramente per ascoltare. Lunga vita al giornalino! Con la speranza che tutti i parrocchiani, giovani e meno giovani, si sentano liberi di contribuire per renderlo sempre più completo, più ricco e più vicino a tutti! Elena Volpe 5


Spirito Santo - Febbraio 2008

NUMERO 3

La pazzia della vita Scriveva Erasmo da Rotterdam La vita degli uomini soggiace a infiniti malanni, che misero e squallido è il loro nascere, laborioso l’allevamento, esposta a rischi di ogni sorta la fanciullezza, a tanti sudori costretta la gioventù , molestissima la vecchiaia, crudelissima la necessità della morte. (...) Non parliamo poi dei mali che l’uomo cagiona all’uomo, quali la povertà, il carcere, l’infamia, la vergogna, le torture, i tradimenti, le ingiurie, le liti, le frodi. (...) Io (la pazzia) instillo negli uomini l’ignoranza e li distolgo del riflettere, talora li induco a dimenticare i mali e ad illudersi con speranze di felicità, qualche volta gli ungo le labbra col miele dei piaceri e insomma in tutte le loro miserie Io li assisto...

Finché la gente ritorni a sorridere Scriveva David Maria Turoldo Potessimo cantando passare il vigoroso e soave martirio, e nessuna di queste paci lasciare intatta, cantare alla “beata speranza”: Oltre ogni possesso liberi e leggeri come gazzelle nel deserto! Andare di paese in paese saziati dal becchime di uccelli alle finestre, e cantare salmi. E danzare finché la gente ritorni a sorridere! E non chiedere nulla nemmeno la fede: cantare all’amore e spandere gioia, con occhi colmi di bellezza. Perché per i giullari di Dio, per essere creduti, bisogna che raggiungano assolutamente la “pazzia”. San Paolo parla della “follia” della Croce; oppure anche di “ciò che è stolto al mondo, che diventa sapienza davanti a Dio”. É tutta una partita d’amore. Come la follia di Francesco. O si crede o non si crede. E solo allora si canta. E non basta la povertà delle cose, per lasciare spazio a Dio; ma urge più ancora la povertà della mente. Non la mancanza di cultura, ma l’umiltà dei pensieri, la libertà dello dello spirito, la disponibilità a lasciarsi inondare da Dio. Allora è possibile cantare all’amore della vita.

Proposto da Maria Laura Catellani 6


Spirito Santo - Febbraio 2008

NUMERO 3

La vita é un dono (G. Kahlil Gibran)

Ci sono quelli che danno poco del molto che hanno e lo danno per ottenere riconoscenza, ma questo segreto desiderio guasta I loro doni. E ci sono quelli che hanno poco e danno molto. Sono proprio loro quelli che credono nella vita e nella generosità della vita e il loro scrigno non è mai vuoto. Ci sono quelli che danno con gioia, e questa gioia è la loro ricompensa. E ci sono quelli che danno con dolore, e questo dolore è il loro battesimo. E' bene dare quando si è richiesti, ma è meglio dare quando, pur non essendo richiesti, si comprendono I bisogni degli altri. Tutto ciò che hai, un giorno o l'altro sarà dato via. Perciò da' adesso, così che la stagione del dare sia la tua, non quella dei tuoi eredi. Proposto da Giovanni Dazzi

A.A.A.

I lettori scrivono....

Siete alla ricerca disperata di qualcosa o qualcuno? Magari di un baby sitter o aiuti spirituali? Avete molto da offrire ma non sapete a chi offrirlo? Questa è la sezione per voi! Inviateci le vostre richieste di ricerca o di offerta di qualunque tipo e, eventualmente, anche il modo per contattarvi da chiunque legga il vostro messaggio. La redazione si riserva la selezione dei post da pubblicare.

Spazio dedicato a chiunque voglia lasciare scritto qualcosa, proporre spunti di riflessione o esprimere un proprio pensiero, firmato o anonimo. Potete inviare materiale attraverso l’indirizzo di posta elettronica segnalato o lasciare una lettera nella cassetta posta all’entrata della chiesa. La redazione si avvale del diritto di selezionare gli articoli più interessanti da pubblicare nello spazio. Vi aspettiamo...

Per scriverci potete utilizzare questa casella di posta elettronica: spirito.parola@gmail.com, oppure la cassetta postale posizionata all’entrata della chiesa. 7


lunedì

8

Europa/Roma Fuso orario

18:30 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo 21:00 Incontro sul Credo

18:30 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo

18:30 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo

18:30 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo

Giornale

25

18

11

18:30 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo

18:30 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo

18:30 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo

26

19

12

5

4

18:30 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo

29

28

martedì

febbraio 2008

18:30 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo

18:30 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo

18:30 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo 21:00 Scuola di preghiera Presso il Seminario

18:30 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo

Mercoledì delle Ceneri

mercoledì

27

20

13

6

30

18:30 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo

18:30 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo

18:30 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo

18:30 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo

giovedì

28

21

14

7

31

15

8

1

16:30 Santa Messa - Casa delle Magnolie 21:00 Stazione Quaresimale allo Spirito Santo

29

22 16:30 Santa Messa - Casa delle Magnolie 21:00 Stazione Quaresimale a Regina Pacis

16:30 Santa Messa - Casa delle Magnolie 21:00 Stazione Quaresimale della Ghiara

16:30 Santa Messa - Casa delle Magnolie

venerdì

7

9 10

8

14:30 Catechismo 16:00 Oratorio 18:30 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo

14:30 Catechismo 16:00 Oratorio 18:30 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo

14:30 Catechismo 16:00 Oratorio 18:30 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo

Turno in Casa di Carità

sabato

1

23

16

9

2

4

5

6

7

V 8

9

2

S D 1

domenica

31

2

24

17

10

Pagina 1/1

09:00 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo 11:00 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo

3° Domenica di Quaresima Turno in Casa di Carità

09:00 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo 11:00 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo

2° Domenica di Quaresima

09:00 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo 11:00 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo 15:00 Agorà

1° Domenica di Quaresima

09:00 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo 11:00 Santa Messa - Chiesa Spirito Santo

3

24 25 26 27 28 29 30

17 18 19 20 21 22 23

10 11 12 13 14 15 16

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Giornata della Vita

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Spirito Santo - Febbraio 2008 NUMERO 3


2008 Febbraio