Page 1

Spirito e parola Mensile della parrocchia dello Spirito Santo - N°32 - 5 Dicembre 2010

Convertitevi: il Regno dei Cieli è vicino Commento al Vangelo. II Domenica di Avvento

BUON SANTO NATALE

Dalla redazione: Matteo, Sara, Alessandro

(Mt 3,1-12) In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!». E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.

Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Il capitolo 3 del vangelo di Matteo inizia con l’indicazione “In quei giorni”. E’ la prima volta che in Matteo troviamo questa espressione e quindi questo ci attira l’attenzione. E’ una citazione del libro dell’Esodo, al capitolo 2 versetto 11, dove si legge “In quei giorni Mosè, cresciuto in età, si recò dai suoi fratelli e notò i lavori pesanti da cui erano oppressi”. Quindi Mosè prende coscienza delle condizioni del popolo in un processo che poi lo porterà ad esserne il liberatore (l’esodo). Quindi l’evangelista inizia il capitolo 3 del suo vangelo tutto all’insegna dell’esodo, della liberazione. “In quei giorni venne Giovanni il Battista”, un personaggio che l’evangelista dà già per conosciuto per la sua attività di battezzatore, “Che predica nel deserto di Giuda dicendo: «Convertitevi …»”, il verbo ‘convertire’ nella lingua greca si può adoperare in due maniere. Una che indica il ritorno a Dio, quindi la conversione religiosa, tornare al tempio, alle pratiche religiose. L’altro, che è quello che l’evangelista sceglie, è un cambio di mentalità che poi, dopo deve incidere su un cambiamento del comportamento. Segue a pagina 6(...)

Notte di Natale, incanto e magia di una realtà “passata ma non trascorsa” proposto da Laura Catellani Tratto da ‘Una sorte bellissima’ Piccolo dizionario del cristianesimo’ di Giacomo Biffi

C’è qualcosa di magico in questa notte: qualcosa che ci induce a uscire dal tepore delle nostre case, qualcosa che ci spinge ad affrontare impavidi il freddo e il buio. E non per cercare i ritrovi scintillanti dello svago e del chiasso, ma per affollare gli spazi pensosi e austeri delle nostre chiese. Oggi c’è qualcosa di arcano che tutti ci muove verso il tempio, anche quelli tra noi che lungo l’anno non trovano spesso la strada della casa di Dio. Pensieri di bene, che non sono neppur pensieri, oggi trascorrono per le menti più torpide; umanissimi e caldi sentimenti, magari inconsci e inespressi, germinano nei cuori più inariditi; aspirazioni confuse, quasi senza oggetto, ma più alte e nobili dei desideri abituali, affiorano stanotte negli animi più disincantati. C’è forse la nostalgia degli anni più innocenti; c’è il rimpianto per una fedesemplice e persuasa, in un’epoca che si è fatta scettica; c’è la ricerca inconsapevole di quache certezza vitale, che resti salda nell’oscillare di tutto; c’è l’ignara implorazione a qualche salvezza in mezzo alle molte insidie che oggi impauriscono l’esistenza. C’è un po’ di tutto nell’incanto di questa notte. E’ una notte dalle molte risonanze, che è evocatrice di ciò che è avvenuto duemila anni fa, e al tempo stesso è luce e impulso di bontà per il nstro presente. In una notte come questa, venti secoli fa, accadde un fatto che è il più importante della storia, tanto da segnarla per sempre e dominarla. In una notte come questa, venti secoli fa (...) finalmente avvenne qualcosa di nuovo: Dio è entrato nella vicenda umana, e vi è entrato per non uscirne più. Segue a pagina 6 (...)


N°32, Dicembre 2010 Spirito e parola 2

A Beit Jala, dove i giovani La nostra visita alla struttura

Direttore del Seminario di BeitJala

Sono a circa quindici chilometri a sud di Gerusalemme. Il taxi corre sulla stretta strada solitaria che fende le colline brulle che hanno un sapore vagamente desertico. Ci siamo lasciati da poco alle spalle la strana altura su cui spicca l’Herodion, il palazzo estivo di re Erode, simile al cono di un vulcano spento. Ancora oltre, verso il deserto della Giudea, una linea contro l’orizzonte, che segna il Mar Morto. Riesco a distinguerlo grazie al cielo particolarmente terso. O chissà, forse lo immagino solamente pensando a Qumran o ai luoghi dei monaci solitari. Ha avuto ragione padre Eugenio Alliata, il frate-archeologo del Museo dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, che mi ha consigliato l’uscita. Quella all’Herodion è stata un’escursione entusiasmante dal punto di vista archeologico e paesaggistico, che ha impreziosito la giornata insieme alla visita devozionale alla Basilica della Natività, a Betlemme. Ora, per raggiungere la nuova meta, Beit Jala, dove ho un appuntamento, è necessario transitare nuovamente dalla cittadina cara alla stirpe davidica. Al volante c’è Kamal, un autista di fede cristiana. Mi parla in inglese.

Racconta le difficoltà del suo lavoro, legate alla presenza del muro che divide Israele dai Territori. Lui, sostiene, ora non può lavorare dall’altra parte. Gli è stato revocato il permesso, dice. E il muro sembra dissuadere molti turisti meno intraprendenti di me, che sono arrivato da Gerusalemme con un autobus di linea. All’improvviso, guadandomi dallo specchietto, ridacchia. Subito non capisco. “Una delle ultime volte che ho portato di qua e di là dal muro alcuni italiani, c’erano lunghe file ai posti di controllo sia israeliani che palestinesi”, spiega. “Sai come me la sono cavata? Ho detto che quei turisti andavano di fretta, come Valentino Rossi con la sua moto. E i soldati, divertiti, ci hanno lasciato passare subito”. Ah, potere dello sport, aggiungo io ridendo a mia volta. Anche per Kamal, rimugino, le difficoltà sembrano aver aguzzato l’ingegno. O, piuttosto, l’arte dell’arrangiarsi, in una terra dove le sacre scritture prendono forma concreta nei luoghi stessi, ma in cui sembra non esserci pace. Passiamo nei pressi della località chiamata Campo dei Pastori. Ancora una salita e siamo di nuovo sulla sommità di Betlemme. C’è un grande hotel, l’università e un’indicazione che parla della Casa Nova, il punto di accoglienza per i pellegrini gestito dalla Custodia di Terra Santa. Un incrocio, gli inevitabili colpi di clacson che tanto gradimento sembrano trovare fra gli automobilisti in Medio Oriente, poi la discesa in direzione di Beit Jala. La meta è il seminario locale. Pochi chilometri, forse tre o cinque, percorsi in una manciata di minuti, e siamo arrivati. Ad accoglierci c’è padre Adib Zoomot,

il direttore. Con lui continuiamo il discorso sulla situazione dei cristiani in Terra Santa e sul futuro dei giovani, iniziato a Gerusalemme con Giambattista Pizzaballa, il Custode di Terra Santa, il cui incarico è stato rinnovato la scorsa primavera. Massimo Tassi - Che tipo di luogo è il vostro seminario? Adib Zoomot - Qui studiano ragazzi che prevalentemente arrivano dalla Palestina e dalla Cisgiordania. E’ un seminario della Chiesa latina di Gerusalemme. MT - Come vi sentite, voi cristiani dei Territori Palestinesi? AZ - Siamo una minoranza e tante volte ci sentiamo anche un po’ soli. Ma quando riceviamo una visita, come ad esempio la vostra, che venite da lontano e portate una testimonianza di amicizia, allora ci facciamo coraggio. Certo però che qui i cristiani non fanno una vita facile e molti preferiscono emigrare negli Stati Uniti, in Cile, in altri Paesi…. MT - Una scuola come la vostra si occupa solo dello studio e della formazione? AZ - Solitamente ogni parrocchia ha una scuola, frequentata da ortodossi e musulmani. Poi a Betlemme c’è l’unica università cattolica. Ci si occupa anche degli orfani e di assistenza sociale. MT - Quindi questa struttura ha sia il valore di scuola che di seminario… AZ - Sì, qui studiano ragazzi che da


N°32, Dicembre 2010 Spirito e parola 3

studiano nel seminario cristiano nei pressi di Betlemme voi avrebbero l’età per frequentare le scuole medie e superiori. Poi qualcuno di loro decide di prendere i voti. Ogni anno ci sono uno o due preti ordinati. Recentemente quattro seminaristi sono stati ordinati diaconi. MT - Quali sono le vostre attività principali? AZ - Oltre a quelle formative, si fanno attività ricreative e abbiamo la fortuna di avere una bella biblioteca, preziosa sia per gli studi sia per l’aspetto culturale. E non dimentichiamoci dei nostri 1.000, 1.200 parrocchiani. MT - Pensa che il futuro della Terra Santa possa essere migliore. E magari nel segno della pace? AZ – Mah, lo spero… Ma in 60 anni non ho mai visto la pace. E per il futuro non so. Pregiamo e speriamo sempre… Abbiamo visitato gran parte della struttura. Ora siamo su un grande terrazzo panoramico a fianco del refettorio, da cui si scorge il profilo di una cittadina su un’altura poco

lontana. E’ Betlemme. Mi pare di scorgere la Basilica della Natività. Il fascino degli eventi narrati nei Vangeli viene però troncato dallo scenario che ci attornia. I parapetti in pietra del terrazzo sono fittamente Chiostro della Basilica della Natività di Betlemme b u c h e re l l a t i . Alla nostra sinistra, infatti, verso “ P a l l o t t o l e ”, dice indicando qua e là il religioso. nord, il muro spicca su un collina; Il terrazzo e il cortile sottostante, a destra, su un’altra altura, ecco le dove c’è un campetto scenario tracce delle postazioni palestinese. delle sfide calcistiche dei ragazzi, La mente corre al colloquio con il era sulla linea di tiro delle due parti Custode di Terra Santa, nel convento in conflitto. E nei periodi di aspri di San Salvatore, a Gerusalemme. E contrasti, israeliani e palestinesi allora mi chiedo, ancora una volta, si sono scambiati colpi d’arma da se qui ci sarà mai pace… fuoco, che a volte hanno raggiunto il seminario. Testo e foto di Massimo Tassi

a cura di Sara Fiorini - La voce dei giovani - …Buona  ricerca  della  gioia  a  tutti!

… eccoci di nuovo qui, insieme, a passare un altro Avvento, a prepararci al prossimo Natale, a sentire l’atmosfera che si appropria pian piano di un’altra dimensione, unita alla bella sensazione di far parte di una famiglia così grande ed allargata da farci sentire al sicuro: … proprio in questo dicembre i giovani di questa grande famiglia hanno davanti a loro un programma davvero speciale… la trasferta a Vologno in occasione degli ultimi giorni dell’anno! Trasferta che sarà arricchita

da un programma ricco di momenti di coesione, di preghiera e ludici, certi che le belle sensazioni e tutto ciò che di forte abbiamo seminato in quest’annata così speciale, non potrà che rinvigorirsi ancor di più in questa occasione, pronti per portarvi nel nuovo anno, una nuova ed ampia sferzata di novità, allegria e costruttività! Un augurio di cuore da parte di tutti noi giovani (chi più, chi meno!!), dedicheremo alla nostra parrocchia un brindisi collettivo per il nuovo anno!! Un sereno Natale ed un anno

pieno di serenità a tutti, ricordandovi che… “Perché lo vuoi, perché tu puoi, riconquistare un sorriso e puoi cantare e puoi sperare perché ti han detto bugie, ti han raccontato che l’hanno uccisa, che han calpestato la gioia, perché la gioia, perché la gioia…perché la gioia è con te… e magari fosse un attimo, vivila ti prego, e magari a denti stretti, non farla morire, anche immersa nel frastuono, tu falla sentire… hai bisogno di gioia come me!...”


N°32, Dicembre 2010 Spirito e parola 4

Foto: “sapori dal

Una domenica diversa alla mensa Caritas Riflessioni di una giornata passata ad aiutare i più bisognosi Domenica 21 Novembre può rinunciare ad altro molte persone italiane o ricompensa perchè ti fa un numeroso gruppo di per andare ad aiutare famiglie con figli anche capire che quello che hai noi giovani si è recato alla persone più in difficoltà piccoli che magari fanno fatto, l'hai fatto bene e ti mensa della caritas per di noi. fatica ad arrivare alla fine viene voglia di tornarlo aiutare altre persone a Per me non era la del mese con un semplice a fare magari facendolo preparare il pranzo a tutti prima volta ma ho stipendio e quando le ancora meglio. coloro che ogni domenica comunque avuto vedi posso garantire che Questa volta gli animi si recano a questo servizio un'ottima impressione dentro ti piange il cuore; di tutte le persone sono per ricevere un pasto della organizzazione e ma noi ovviamente non restati normali ma al di caldo e gratuito. dell' accoglienza che ci dobbiamo fare alcuna là di questo la ritengo E' stato molto bello vedere hanno dimostrato le altre distinzione tra le persone una bella esperienza che eravamo tanti e che persone che prestavano quindi noi ci impegnamo che consiglierei a tutti a preparare i pasti per per imparare a fare un insieme, ognuno con il servizio insieme a noi. suo compito, abbiamo Inoltre, può sembrare che tutti. servizio alla comunità e preparato i pasti tutti in in un primo momento Una delle cose che mi per imparare a vivere con sintonia. alla mensa della caritas ha colpito di più è stato tutti quelli che magari Certo non piace a nessuno vadano solo persone il sorriso e il saluto delle non hanno il nostro colore persone che della pelle o non parlano alzarsi un po' prima anche extracomunitarie però molte abbiamo servito. Questo la nostra lingua. alla domenica mattina ma si vedono ultimamente è stato per me la migliore per queste esperienze si soprattutto anche Luca Denti


N°32, Dicembre 2010 Spirito e parola 5

mondo“ e “risikata“

Dall’India all’America, dall’Africa all’Italia! La serata “sapori dal mondo “ ha portato i partecipanti ad interpretare tre diverse situazioni dello stesso scenario: il pasto quotiniano. La prima vedeva il ricco borghese, con tutte le ricchezze immaginabili sul tavolo. La seconda, tipica scena familiare con l’essenziale ed infine una situazione di estrema povertà, riso, acqua e senza posate! Al termine della cena, vi è stato un breve momento di riflessione in cui i ragazzi hanno fatto emergere le loro sensazioni e stati d’animo provati durante la serata!

Scene da un matrimonio Domenica 14 Novembre si sono sposati Luciano Shkelqim Arapi e Adelina Arapi. Assieme a loro la figlioletta Albina Io e Luciano siamo stati molto felici nel giorno del nostro matrimonio perchè abbiamo sentito che la “chiesa” dello Spirto Santo ci vuole bene. Anche Albina ha capito l’amore di Dio nella gioisità della festa di mamma e papà. I nostri famigliari sono stati troppo contenti dell’accoglienza e insieme vogliamo dire un grandissimo grazie a tutti coloro che ci hanno preparato questo giorno importante. In modo particolare vogliamo esprimere il nostro affetto a don Mario che ci è sempre vicino con il suo sostegno paterno. E’ bello per noi fare parte di questa comunità!! Adelina, Luciano e Albina


N°32, Dicembre 2010 Spirito e parola 6

Convertitevi: il Regno dei Cieli è vicino Segue da pagina 1 (...) Quindi l’evangelista mette in bocca a Giovanni Battista questo invito a un cambio della propria esistenza. La conversione alla quale richiama Giovanni è questa: se fino ad ora uno ha vissuto per sé, da questo istante in poi deve vivere per gli altri. L’invito al cambiamento è motivato, “«… perché i regno dei cieli…»”, ricordo che l’espressione ‘regno dei cieli’, esclusiva del vangelo di Matteo, non deve significare un regno nei cieli. Matteo scrive per una comunità di giudei e sta attento a non urtare la loro sensibilità ed evita, tutte le v volte che può, di adoperare il termine ‘Dio’ che non si pronunziava, né si scriveva. Al suo posto termini sostitutivi, uno dei quali è cielo. Tutti gli altri vangeli, al posto di ‘regno dei cieli’, riportano regno di Dio. Quindi si tratta del regno di Dio, quindi non regno dell’aldilà, ma un cambio della società che Gesù è venuto a portare qui nella nostra realtà. “«Perché il regno dei cieli è vicino»”. Non è arrivato, l’evangelista annunzia che questo regno dei cieli non scende dall’alto per un intervento straordinario da parte di Dio, ma è condizionato dal cambiamento delle persone, quindi nasce da un atteggiamento diverso del popolo, ma dice che questo regno dei cieli è vicino. Perché non dice ancora che è arrivato? Il regno dei cieli diventerà realtà quando Gesù, nel capitolo 5, annunzierà le beatitudini. Quanti scelgono la beatitudine della povertà, cioè di prendersi cura del bene e del benessere degli altri, di questo è il regno dei cieli; non dice sarà, non è una promessa del futuro, ma una realtà del presente. Ma ancora Gesù non ha iniziato la sua attività. L’evangelista vede in Giovanni il profeta, e soprattutto il profeta Elia infatti lo descrive come uno che “veste di peli”, era l’abito tipico dei profeti, ma soprattutto questo particolare “una cintura di pelle attorno ai fianchi”, che era il segno distintivo del profeta Elia. Siccome si credeva che, prima del messia, sarebbe arrivato il profeta Elia. L’evangelista dice “Ecco questo Elia che voi attendete si è manifestato nella figura di Giovanni Battista”. Il fatto che l’evangelista noti che il suo cibo erano cavallette

e miele selvatico, non indica nulla di straordinario; è il cibo normale dei nomadi, dei beduini del deserto. Quindi non è una pratica ascetica o di penitenza, nulla di tutto questo. Bene “Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrono a lui, si fanno battezzare..”. Battezzare è un rito che significa morte al passato per entrare in una nuova dimensione; ci si immerge completamente nell’acqua, muore l’individuo che è stato per aprirsi ad una nuova realtà. Allora, attraverso questo battesimo, questo rito, la gente confessava i propri peccati. Non nel senso come noi intendiamo di denunciare le proprie colpe, riconosceva di essere peccatrice. Anche i farisei e i farisei e i sadducei, rivali tra di loro, l’élite spirituale e sacerdotale di Gerusalemme, accorrono al battesimo pensando che sia un rito, ed è per questo che Giovanni Battista li investe con parole tremende. Li definisce ‘strumenti di morte’, li chiama «Razza di vipere!»” che andranno incontro al giudizio e all’ira di Dio. E li invita “«Fate dunque un frutto degno della conversione»”, perché non é un rito, ma un cambiamento di vita e questo cambiamento di vita si deve vedere nell’atteggiamento e loro – quanto detengono il potere religioso e spirituale – non lo faranno mai. Ma l’annunzio importante che l’evangelista dà è verso il termine di questo brano. Giovanni riconosce la sua impotenza e dice “«Io vi battezzo nell’acqua per la conversione»”. E’ un invito ad un cambio di mentalità, a un cambio di vita, ma poi la capacità per realizzare questo cambio non è in possesso, non è nelle capacità di Giovanni Battista. Quindi dice “«Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo»”. Ecco Giovanni Battista annunzia che questo suo battesimo precede e annunzia un altro battesimo “«Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco»”. Essere battezzati significa essere immersi. Mentre quando si è immersi nell’acqua è un liquido che è esterno all’uomo, essere battezzati nello Spirito Santo … Spirito è l’energia che viene da Dio e si chiama Santo non

solo per la sua qualità – santa- ma per la sua attività, capace di separare l’uomo dalla sfera del peccato. Questo non è un qualcosa di esterno all’uomo, ma qualcosa di interiore. E’ Dio che non governa gli uomini emanando leggi che questi devono osservare, ma comunicando loro il suo Spirito, cioè la sua stessa capacità d’amare. Quindi equivale ad essere immersi nella realtà stessa di Dio. Ma Giovanni dice che Gesù, colui che verrà dopo, verrà a battezzare in Spirito Santo e fuoco. Spirito Santo, vita per chi accoglie questa vita, e fuoco come punizione per chi non l’accoglie. Gesù non sarà d’accordo. Gesù battezzerà in Spirito Santo, cioè comunicherà a tutti quanti l’amore, ma non giudicherà, non condannerà, e tanto meno castigherà nessuno. Quando Gesù negli Atti degli Apostoli dovrà citare questa espressione, dirà “Voi sarete battezzati in Spirito Santo”, eliminando il fuoco. Ebbene l’immagine di Giovanni Battista si chiude con l’idea del giudizio, che era quella tradizionale di questo messia, “«Che raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile»” , immagine della Geenna, immondezzaio di Gerusalemme. Quindi il Cristo che Giovanni Battista annunzia è un Cristo che viene a portare vita per chi lo accoglie, ma poi un giudizio e un castigo tremendi per chi lo rifiuta. Sarà il contrario di quello che Gesù farà. Gesù a tutti quanti, buoni e cattivi, giusti e ingiusti, proporrà e offrirà un Dio amore. E questa, lo vedremo nella prossima domenica, sarà la crisi di Giovanni il Battista. Commento di P. Alberto Maggi PER VEDERE LA VIDEO-OMELIA VAI SU: http://www.studibiblici.it/ videoomelie.html#vid-41 Segue da pagina 1 (...) Dopo ciò che si è realizzato nella notte di Betlemme, arà sempre vero che Dio si è fatto uno di noi; sarà sempre vero che uno di noi partecipa della trascendente natura divina; sarà sempre vero che uno di noi, conservando la nostra stessa realtà, siede alla destra del Padre. A. Manzoni


N°32, Dicembre 2010 Spirito e parola 7

Lettera di Natale di Padre Berton

Freetown, Natale 2010. Carissimi Amici, Casimu sarà il mio Bambino Gesù quest’anno. Casimu non è nato deforme. La sua deformazione incominciò a deturparlo quando aveva cinque anni. La testa incominciò a crescere fuor misura e ogni giorno più gli diventava difficile a tenerla eretta e divenne un grosso problema per la mamma. Un grosso problema non solo per la sofferenza del bambino, ma ancora più per l’ostilità della gente che si manifestava in forme diverse, l’ultima cacciando di casa la famigliola di otto figli, perché

Casimu era “figlio del diavolo”. La mamma, una di quelle mamme che sanno tenere insieme la famiglia e sanno educarla  nonostante tutto, venne con le lacrime agli occhi chiedendo che la aiutassi a trovare un tetto per la sua famiglia. Il papà era morto da qualche anno. Il tetto c’è, c’è anche tanto affetto per Casimu, specialmente da parte della sorellina, che se lo coccola, se lo mette in ordine, lo fa sorridere, là tutti e due sdraiati sulla stuoia, perché Casimu è stato colpito alle gambe dalla poliomielite. Il problema dei bambini presi di mira e messi da parte perché streghe, esiste ancora. Non solo bambini, ma anche adulti. Cari amici, se vi scrivo di questi bambini è perché ne rappresentano una moltitudine e sarà da loro che

(Per offerte e progetti) ADOZIONI SIERRA LEONE Padre Giuseppe Berton Banco San Geminiano e San Prospero Filiale di Reggio Emilia ( via Roma ) IT76B 05188 12800 0000000 47500

arriverà a me la gioia del Natale. Quel giorno, per fare capire che è festa, porterò la veste bianca, ma sarà la peggiore delle tre che ho, quella con la grossa macchia nera d’olio di macchina, che non riesco a pulire. Perché? Perché ritornerò con le loro impronte digitali e più che digitali. Con le mani appena fuori dalla marmellata mi verranno in contro a farmi festa. E che festa è se non toccano, se non ti saltano addosso. Buon Natale e fatelo il presepio, perché a Natale non è nato quel vecchietto simpatico che se ne va in giro con le renne, neppure è il giorno in cui si pianta un pino. A Natale è nato Gesù e i vostri bambini cresceranno cristiani non tanto per le lunghe prediche del parroco, ma per la conoscenza e dimestichezza con la vita di Gesù che hanno ricevuto da voi in famiglia. Padre Berton

(Per bambini/e in affido) ADOZIONI SIERRA LEONE Padre Giuseppe Berton Monte dei Paschi di Siena Ag. 3801 di Rio Saliceto Reggio Emilia IT 28 K 01030 66450 000002800055

Chi avesse un indirizzo email e volesse comunicarcelo scrivere a: Email: giorgiobeltrami@virgilio.it

Prove dei canti Il 7 Dicembre alle ore 21:00, presso i locali della parrocchia, si terranno le prove dei canti!!

Mostra su Gerusalemme Sotto Natale verrà allestita una mostra di Massimo Tassi su Gerusalemme: immagini che riguardano la quotidianità della città santa e dei vari quartieri Cristiano, Ebraico e Musulmano

Attenzione!! Nell’interno della chiesa c’è un espositore con dei foglietti che riguardano diversi argomenti; sono a disposizione di tutti, si possono prendere senza nessuna offerta e si portano a casa. PER CHI VOLESSE RICEVERE IL GIORNALINO IN FORMATO ELETTRONICO, CON LA POSSIBILITÀ DI VEDERE LE FOTO A COLORI, O VOLESSE SCRIVERE ALLA REDAZIONE INVIARE UNA E-MAIL ALL’INDIRIZZO: Spirito.Parola@gmail.com


N°32, Dicembre 2010 Spirito e parola 8

C a l e n dar i o

D ome n i c a 5 D ic emb re 2010

S ab ato 1 G e nnaio 2011

II DOMENICA DI AVVENTO

MARIA Ss. MADRE DI DIO

Ore 9.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Ore 11.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Vieni, Signore, re di giustizia e di pace Liturgia: Is 11,1-10; Sal 71; Rm 15,4-9; Mt 3,1-12

Ore 9.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Ore 11.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Dio abbia pietà di noi e ci benedica Liturgia: Nm 6,22-27; Sal 66; Gal 4,4-7; Lc 2,16-21

M erc o l e dì 8 D ic emb re 2010

Messe

IMMACOLATA CONCEZIONE B.V. MARIA

da Lunedi a Sabato: Santa messa ore 18.30 [Chiesa Spirito Santo] il Venerdì messa alle ore 16:30 [Casa delle Magnolie]

Ore 9.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Ore 11.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Cantate al Signore un canto nuovo, perchè ha compiuto meraviglie - Liturgia: Gen 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38

D ome n i c a 1 2 D ic emb re 2010 III DOMENICA DI AVVENTO Domenica del dono per la mensa dei poveri Ore 9.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Ore 11.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Vieni, Signore, a salvarci Liturgia: Is 35,1-6.8.10; Sal 145; Gc 5,7-10; Mt 11,2-11

D ome n i c a 1 9 D ic emb re 2010 IV DOMENICA DI AVVENTO Ore 9.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Ore 11.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Ecco, viene il Signore, re della gloria Liturgia: s 7,10-14; Sal 23; Rm 1,1-7; Mt 1,18-24

S ab ato 25 D icembre 2010 NATALE DEL SIGNORE Ore 00.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Ore 09.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Ore 11.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio Liturgia: Is 52,7-10; Sal 97; Eb 1,1-6; Gv 1,1-18

D ome n i c a 2 6 D ic emb re 2010 S. STEFANO E Sacra famiglia di Nazareth Ore 9.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Ore 11.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie Liturgia: Sir 3,2-6.12-14; Sal 127; Col 3,12-21; Mt 2,13-15.19-23

A ltre D ate Casa di carità: Giovedì 9 e Venerdì 24 Dicembre Incontro dei ragazzi: Ogni Domenica, ore 18:00 Incontro dei bambini del catechismo: Ogni Domenica di Avvento, ore 10:30 Battesimo dei gemelli Riccardo e Samuele di Barbara Bonomo e Samuele Lasagni: Mercoledì 8 Dicembre ore 11:00 Battesimo di Sofia Gualerzi di Luca e Monia Frascari: Mercoledì 8 Dicembre ore 11:00 Veglia di preghiera per adolescenti e giovani in preparazione al Santo Natale (Sarà presente Don Emilio Landini): Sabato 18 Dicembre ore 21:00 in parrocchia Inizio della NOVENA del Natale: Mercoled’ì 15 Dicembre Incontro delle giovani coppie e i loro bambini: Domenica 19 Dicembre ore 10.15 in parrocchia Campeggio invernale giovani: Da Mercoledì 29 dicembre a Domenica 2 Gennaio, pèresso casa vacanze, Vologno

Buo n Co m p le a nn o a ... Alessandro Davoli, Monica Denti, Francesco Luppi: Domenica 19 Dicembre Francesco Umbro: Mercoledì 8 Dicembre Dott. Luciano Luppi: Giovedì 9 Dicembre Lucia Beltrami: Venerdì 24 Dicembre Luciano Sarria: Venerdì 24 Dicembre Elisa Torreggiani: Sabato 25 Dicembre Giuseppe Umbro: Martedì 28 Dicembre Manuel Marciante: Mercoledì 29 Dicembre Luca Lusetti: Mercoledì 29 Dicembre Chiara Piccinini: Giovedì 30 Dicembre Aspettiamo di ricevere eventuali date di compleanno

Giornalino Dicembre  

Giornalino Dicembre