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Spirito e parola Mensile della parrocchia dello Spirito Santo - N°30 - 3 Ottobre 2010

Se aveste fede!

Commento al Vangelo. XXVII Domenica Tempo Ordinario

Dio... ci puoi sempre contare (Lc 17,5-10) In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe. Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”». I brani che la liturgia ci presenta devono sempre essere sempre inseriti nel contesto, altrimenti il loro significato ne può venire snaturato. Ad esempio per questo capitolo 17 del vangelo di Luca, la liturgia ci presenta cinque versetti, dal 5 al 10, ma vediamo come iniziava questo capitolo. Gesù inizia con un monito molto severo

“Vigilare navigando sulle rotte mediatiche”

L’intervento di Mons Pompili Nella lettera pastorale del vescovo, che sarà consegnata ufficialmente il 10 ottobre, al cap. III si parla degli ambiti del vigilare. Qui vigilare non può essere inteso semplicemente come controllare, o censurare, ma inoltrarsi coraggiosamente nell’oceano della comunicazione, per individuare le rotte giuste per un cristiano nell’attuale società e cultura. La congiunzione tra vigilare e le nuove tecnologie della comunicazione è stata condensata in questa formula: “Vigilare navigando sulle rotte mediatiche”. Questo il tema affidato a Mons. Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio nazionale delle Comunicazioni sociali. Ecco la sua esposizione Vigilare - Il contesto culturale in cui siamo immersi invita continuamente a “sognare ad occhi aperti” rispetto alla concreta realtà circostante. È invece solo da svegli, anzi da“vigili”che si riesce a cogliere e assaporare ciò che si sperimenta. La vigilanza è l’attenzione, la sensibilità, la capacità di perforare il velo di apparenze che appaiono insignificanti. Vigilare significa anche prendersi cura, custodire ciò che ci è apparso come importante per la nostra vita. Solo ciò che è custodito può durare, mentre la nostra cultura, basata sull’istantaneità, tende a cancellare ogni cosa. Navigando - Questa la seconda parola commentata da mons. Pompili. Siamo passati dalla concezione dei media come strumenti, alla visione di essi come ambiente, in cui siamo immersi, un mare che sfida la navigazione.

verso chi è causa di scandalo, dice che per lui sarebbe meglio se si mettesse una pietra da mulino al collo e venisse gettato in mare. Lo scandalo, cioè ‘far inciampare’ è rivolto ai piccoli. Il termine greco adoperato dall’evangelista è micron che significa ‘gli ultimi, gli invisibili’. Allora Gesù ha parole molto severe, dice “Chi fa cadere, chi fa inciampare gli ultimi”, gli ultimi della società che avevano pensato di trovare nella comunità di Gesù quell’ideale di amore e di fraternità. E quel è il motivo dello scandalo? Il motivo dello scandalo lo dice Gesù con parole molto severe: “Attenti a voi”. E dice “Se tuo fratello commette una colpa, rimproveralo, ma se si pentirà perdonagli”. Quindi il motivo dello scandalo, che fa inciampare, che fa cadere i piccoli, è la mancanza di perdono. Hanno sentito parlare del gruppo di Gesù dove l’amore è l’unica legge, dove il perdono vicendevole, e dopo trovano rancori e risentimenti come ovunque. E Gesù, parlando ai suoi, dice “E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te, e sette volte ritornerà a te dicendo ‘ sono pentito’, tu gli perdonerai”. Segue a pagina 10(...) Segue a pagina 10(...)


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Sulle prime colline, alla riscoperta Una breve passeggiata a Iano di

Sarà per la suggestione del paesaggio, oppure per la presenza di alcuni elementi che rimandano alla sfera del sacro, o - ancora - per il silenzio che regna attorno, ma ci sono luoghi praticamente dietro casa che paiono aprirsi verso l’infinito. Abbiamo trovato uno di questi vicino a Iano, piccola frazione tre chilometri a sud-ovest di Scandiano, che spicca sulla strada che conduce a Viano e Carpineti. Il luogo è denominato I Cipressi e quella che segue si rivela come una proposta per una passeggiata nei primi giorni d’autunno a contatto con la devozione religiosa e la natura, quando gli scenari naturalistici vanno cambiando colore. Arrivati nel centro di Iano sulla strada principale, che è via Mazzalasino, si deve imboccare a destra via del Seminario.

Lì, a sinistra, c’è possibilità di parcheggio. Si prosegue a piedi sempre in via del Seminario, su quella che una volta era la strada più importante che transitava da Iano in direzione della montagna quando non c’era ancora la provinciale. Arrivati nei pressi della chiesa dell’Assunzione della Vergine, si svolta a destra e si passa fra la struttura religiosa e il cimitero. Da lì, verso sinistra inizia una carraia, che porta a un angolo di campagna denominato I Cipressi, che preannuncia fra la chiesa le prime colline. Non c’è nessun segnale a indicare la frazione. Qui troviamo un piccolo oratorio diroccato, una casa rurale di antiche origini e un campo che in alcune stagioni sembra uscito dal pennello di un pittore naturalista. E poi, c’è un misterioso affresco. “Questa casa appartiene da

generazioni alla nostra famiglia, che l’ha acquistata alla fine dell’800”, raccontano Gisella Oleari e il marito Guido Grazioli. “La parte più antica pare sia del XVII secolo, quando i religiosi utilizzavano qui a fianco l’oratorio dedicato a S. Filippo Neri. Era una grande stanza comune, forse un refettorio, con poche stanze sopra per l’accoglienza”. Ricerche storiche documentano infatti la presenza dei religiosi già nel XVII secolo. Arrivavano da Reggio al seminario di Iano, recentemente recuperato e ora destinato ad abitazioni. Dal XVIII secolo le leggi napoleoniche cambiano le cose. Con la confisca di beni legati alla Chiesa e la soppressione di molti ordini religiosi, gli edifici diventano di proprietà dei Grasselli Fattori per arrivare infine ai Prampolini Oleari, da cui discende Gisella Oleari.


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della devozione popolare Scandiano fra natura e religiosità Sotto al porticato, dove una volta c’era la stalla quando la zona era destinata all’agricoltura, spicca un affresco, in parte compromesso. La collocazione spingerebbe a pensare a S. Antonio, il protettore degli animali. In realtà si tratta di S. Filippo Neri. E’ suggestivo pensare che i religiosi e coloro che si spinsero quassù nei secoli abbiano visto ciò che stiamo osservando. Ancora pochi passi ed ecco l’oratorio dedicato al “santo della gioia”, che nella Roma del XVI secolo si dedicò all’accoglienza dei ragazzi di strada. Ha un corpo centrale a base quadrata, i muri sono in sasso, laterizi e pietre squadrate agli angoli. La facciata è a capanna, con portale architravato. E’ attorniato da cipressi centenari. Il tetto è crollato, ma si parla di un futuro recupero a cura di un

Ente locale. Dietro, un prato che spinge molte famiglie della zona a una passeggiata sino alle prime colline. “In primavera c’è una magnifica fioritura di tulipani rossi che si estende a perdita d ’ o c c h i o ”, svela Stefania Messori, a n c h’e l l a residente nella frazione I Cipressi. “Alcuni sostengono che i primi bulbi sono stati portati dai religiosi che avevano viaggiato intorno al

mondo”. E’ proprio vero che le sorprese si nascondono spesso dietro l’angolo... Massimo Tassi

Nuove “leve” in parrocchia A sinistra Mattia, il neo arrivato in casa Gibertini insieme a mamma Sabrina, papà Christian, la sorellina Martina e Don Mario nel giorno del batteisimo, Domenica 26 Settembre. A destra i gemellini Samuele e Riccardo con i fratelli Mattia e Alessandro e i genitori Gabriele e Barbara Lasagni.


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          4I^WKM Parole ed emozioni dei protagonisti

“Un gruppo composto da persone molto speciali” Non siamo in tanti, ma siamo un gruppo formato da persone molto speciali. Questo gruppo appartiene ad una parrocchia, tutti insieme abbiamo vissuto momenti molto belli e avventure che hanno lasciato il segno nel nostro cuore, come ad esempio i campeggi. Beh ora leggete questa storia fino alla fine e poi fermatevi un attimo a riflettere. C’era una volta e c’è tutt’ora (è così che iniziano tutte le storie più belle) un gruppo di amici che dopo aver passato tre giorni insieme, hanno deciso di ripetere l’avventura. Infatti grazie alla disponibilità di alcune persone, sono riusciti ad organizzare un altro campeggio. Il programma era semplice e completo: ore 8.00 in parrocchia. Per alcune persone era un pò presto, ma fidatevi che quella mattina del 3 settembre, le ore 8.00 non arrivavano mai. Ma fortunatamente, dopo aver aspettato con ansia, il piazzale della parrocchia, magicamente si era riempito di valigie. Dopo essersi salutati tutti ecco che il Don l’invitò ad entrare in chiesa per una preghiera collettiva. Verso le ore 9, erano tutti pronti per partire e ansiosi di arrivare. Infatti dopo circa un ‘ora e mezza erano arrivati a destinazione, cioè Vologno. Quando arrivarono erano tutti molto contenti, si poteva, finalmente, osservare il sorriso di tutti. Dopo aver visitato attentamente la casa e aver portato ognuno le proprie borse in camera, eccoli ritornare tutti in cortile per ricevere indicazioni più precise su come era organizzata la giornata. Infatti dopo aver pranzato, avevano disposto le sedie a forma di cerchio, tutto era pronto per il primo incontro della mattinata. Erano veramente tutti molto contenti, bastava guardarli e capire dai loro occhi che la gioia che provavano in quel momento stava

riempendo il loro cuore. Figuratevi che fin dal primo incontro sono venute fuori delle riflessioni interessanti. Il tempo passava, ma loro continuavano a fare le loro attività, c’era chi cantava, chi parlava, chi preparava da magiare e chi fotografava a tutti e a tutto. In quel momento ciò che interessava era stare tutti insieme, condividere qualsiasi cosa. Il tempo passava, il cielo diventava sempre più scuro, ma a nessuno importava, erano impegnati a giocare e a ridere. Avevano anche organizzato la sera successiva, infatti tutti erano molto contenti ed entusiasti di fare la veglia alle stelle accompagnati dal fuoco. Quando era ora, ormai di andare a letto, tutti erano andati in camera, ma la cosa che mancava era il silenzio. Infatti quasi nessuno aveva voglia di andare di dormire. Ad una certa ora, sembrava che in casa regnasse il silenzio, ma invece si sentivano delle voci di sottofondo che provenivano dalla camera delle femmine: erano le ragazze che parlavano...... Il giorno successivo, dopo la colazione e l’incontro, tutti erano pronti per andare a fare una passeggiata e a raccogliere la legna per il fuoco che bisognava fare la sera. Il pomerigio arrivava e le ore passavano in fretta infatti era già ora di attrezzarsi per andare a fare l’incontro della sera attorno al fuoco.... Era bello vederli tutti insieme attorno a quella fiamma. Tutti avevavano qualcosa da dire ed era spettacolare, quel fuoco con lo scoppiettare della legna accompagnava i canti. Era già mezzanotte e molti ragazzi avevano deciso di andare a dormire, mentre altri erano rimasti a vegliare

le stelle e ad assistere alla comparsa dell’alba. ERA UNO SPETTACOLO UNICO. Quella mattina dopo aver fatto colazione e pranzo, dovevano mettere in ordine le valigie e pulire la casa. Finalmente l’appartamento era in ordine ma tutti erano molto tristi. Era brutto vedere le valigie ammucchiate in sala, infatti dopo la messa Ci toccava ritornare indietro. Ed è qui che finisce UNA PARTE della storia di questi ragazzi, anzi di NOI RAGAZZI. Sono molte le cose che ho portato con me e che non cancellerò mai. Ho imparato che l’essenziale è invisibile agli occhi, ma anche che VIVERE LA VITA CON VOI E’ L’AVVENTURA PIU’ STUPENDA DELL’AMORE.......... Sono contentissima di aver partecipato a questi due campeggi, perchè sono stati d’aiuto per conoscere altre persone, ma soprattutto grazie a questi tre giorni ho capito che l’amicizia è un sentimento profondo che riesce a farti sorridere anche quando stai vivendo un periodo un po’ delicato..... GRAZIE DAVVERO RAGAZZI, SIAMO UN BEL GRUPPO....RICORDATEVI CHE L’UNIONE FA LA FORZA.....VI VOGLIO BENE.... UN BACIO DA GIOVANNA MASECCHIA.... PER TUTTI “GIO” Giovanna Masecchia


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LMQOQW^IVQ dei campeggi di Ligonchio e Vologno

“Un’estate indimenticabile, ma ora non dormiamo sugli allori” …MA ORA NON DORMIAMO SUGLI ALLORI! Il gruppo giovani è appena tornato da un’estate ricca di esperienze bellissime e indimenticabili, come ormai non succedeva da anni a questa parte. Prima il weekend di luglio a Ligonchio, la gavettonatapizzata, la serata RisiKo e ultimo ma non per importanza il weekend insieme su a Vologno. Dopo ognuna di queste esperienze siamo tornati a casa più consapevoli del fatto che si sta creando un gruppo sempre più unito e forte nonostante lo scarso numero e le differenze d’età. Quest’anno si è scelto di fare un altro weekend di ritiro dopo il primo e ciò non può essere che di buon auspicio anche per le prossime estati, oltre a essere un buon segno di come il gruppo sta crescendo. Durante l’estate si

sono rafforzate le vecchie amicizie e se ne sono create di nuove e ciò si è dimostrato vero quando l’ultima sera su a Vologno ci siamo seduti in mezzo alla natura, tutti attorno al fuoco, per la veglia sotto le stelle, dove abbiamo passato momenti di riflessione e condivisione veramente indimenticabili. Secondo me è lì che ognuno di noi ha potuto vedere che siamo davvero come una grande tribù compatta e unita e che i legami di amicizia che ci legano sono davvero robusti. È ovvio che ormai alla fine di un’estate così intensa ci si fermi un attimo a ringraziare tutti, a commentare le foto e quant’altro, ma questo non è di certo un punto di arrivo, bensì un punto di partenza per affrontare l’anno che abbiamo

d a v a n t i . Speriamo che i legami che si sono consolidati dopo queste esperienze siano per tutti noi la base solida da cui ripartire per vivere con gioia le attività che verranno proposte durante l’anno, a partire da quelle con i bambini, perché un giorno ci saranno loro a creare un gruppo unito come il nostro e magari anche più numeroso. Quindi non dormiamo sugli allori, ma rimbocchiamoci le maniche perché ci aspettano tante altre belle esperienze da trascorrere insieme!!! Avvocato Matteo Piccinini

“Un sentimento che non dobbiamo lasciar spegnere” Cari ragazzi.. cosa dirvi?!.. provo a partire da quella che dovrebbe essere la fine dicendovi un immenso GRAZIE di cuore!Potrebbe sembrare retorico e banale, ma vi posso assicurare che non è così. Nelle due uscite fatte questa estate siete riusciti a trasmettere anche a noi più grandicelli una carica che forse mancava da un po’ troppo tempo! ..E pensare che prima di Ligonchio ci siamo ritrovati in alcune occasioni a mettere in dubbio se fare o meno l’uscita che avevamo in programma..ma poi la voglia di volerci provare comunque, anche se inizialmente le adesioni non erano molte, ci ha convinti a partire e mai decisione fu più azzeccata!Sono stati solo tre giorni, sono volati e siamo stati tutti così

bene che ancor prima di tornare a casa ci è balenata l’idea di proporre un’altra uscita per settembre..e così è stato..partenza con destinazione Vologno! Il tema, quello dell’amicizia, credo abbia rispecchiato perfettamente il clima che si respirava stando in mezzo a voi. E come abbiamo detto insieme, nei momenti di riflessione, l’amicizia ha bisogno di essere coltivata continuamente..ricordate il Piccolo Principe con la “sua” rosa? Ecco, qui arriva la parte più difficile.. si ritorna a casa, l’estate finisce, ricomincia la scuola, si ha meno tempo libero e rischiamo di venire fagocitati dai nostri mille impegni dimenticandoci di accudire con premura e continua attenzione le nostre rose..ma sono convinta di una cosa: se siamo riusciti a portarci a casa anche solo alcuni attimi, proprio grazie al ricordo di quei bei momenti passati insieme tutto può semplificarsi! La volpe, alla vista del grano si

ricorda dei capelli biondi del suo nuovo amico da cui ha scelto di farsi addomesticare..io come la volpe ho tante cose che mi riportano ai giorni trascorsi insieme, mi fanno tornare in mente un episodio particolare o mi ricordano qualcosa di voi che ho potuto conoscere meglio. Tutte queste belle sensazioni hanno fatto bene anche a noi educatori, ci siamo riscoperti più vicini e più uniti e soprattutto con un unico obiettivo comune e cioè quello di volere continuare con voi il cammino iniziato, per crescere, rafforzarci e diventare un gruppo il più possibile compatto e sapere così che c’è sempre qualcuno disponibile e pronto ad ascoltarci e condividere con noi i momenti belli e quelli più difficili. In tutto questo non dimentichiamoci di un’altra cosa importantissima.. purtroppo per diversi motivi qualcuno di noi non è riuscito a partecipare a queste uscite..a noi il compito di trasmettere loro il nostro


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entusiasmo e fare in modo che non manchino ai prossimi appuntamenti che non tarderanno ad arrivare! Un’ultima cosa..ricordate che abbiamo portato a casa un tizzone del fuoco fatto sabato sera a Vologno?! ..beh per ovvi motivi non può rimanere fisicamente acceso fino alla prossima uscita..impegnamoci però a tenerlo ben vivo dentro di noi!! Daniela Ghini

“Eravamo uniti come non mai” Il campeggio di vologno è stato grande. La cosa che mi ha colpito è che non abbiamo fatto cose roboanti. Abbiamo fatto cose assolutamente semplici, ad un occhio esterno e superficiale. Eppure ci siamo sentiti uniti e ci siamo divertiti da matti, era

un bel pò di tempo che non mi divertivo così con i ragazzi giovani. Il cammino non finisce qui! Grazie a tutti. Valerio Benassi

“Ho capito che bisogna farsi amici prima che cercatori di amici” ...MA IO VI DICO“FATE CHE NESSUNO SIA PER VOI UNO SCONOSCIUTO”. SOLO COSI’ CI SARA’ PIU’ GIOIA.... “Giorgio, un ragazzo di tredici anni, passeggiava sulla spiaggia insieme alla madre. Ad un tratto le chiese:”mamma, come si fa a conservare un amico quando finalmente si è riusciti a trovarlo?”. La madre meditò qualche secondo, poi si chinò e prese due manciate di sabbia. Tenendo le palme rivolte verso l’alto, strinse forte una mano: la sabbia le sfuggì tra le dita, e quanto più stringeva il pugno, tanto più la sabbia sfuggiva. Tenne invece ben aperta l’altra mano; la sabbia vi restò tutta.

Giorgio osservò stupito, poi esclamò:”capisco”.” (Bruno Ferrero- L’importante è la rosa. Piccole storie per l’anima ) Il ritiro a Vologno è stato, per tutti coloro che vi hanno partecipato, una sincera esperienza di amicizia. Ciascuno di noi ha dato il suo contributo e lo ha arricchito; ciascuno di noi è tornato indetro con qualcosa in più...con il ricordo di un’esperienza intensa e un fagotto di emozioni, che custodirà nel proprio cuore; soprattutto perchè tutto ciò che abbiamo condiviso é marchiato con il fuoco, nel vero senso della parola; l’evento più bello e più toccante è stato infatti la veglia alle stelle intorno al fuoco. Un momento davvero indimenticabile. Non voglio ridurmi in quest’articolo a fare un misero elenco delle attività che abbiamo fatto..non renderebbe l’idea dell’atmosfera che si è creata tra di noi. Non voglio nemmeno riportare ciò che è scaturito dai bei

momenti passati insieme. Anche questo risulterebbe riduttivo e rischierei di tralasciare molte cose importanti. Ciò di cui voglio farvi partecipi è invece il contenuto del fagotto che ho riportato a casa. Ciascuno di noi ha vissuto o sta continuando a vivere una o più amicizie davvero importanti; e questo è anche il mio caso. Nonostante il fatto che l’amicizia sia uno dei primi e dei più profondi sentimenti che si provano fin da piccoli, non ho mai approfondito alcuni aspetti di un rapporto di amicizia che invece ho scoperto essere basilari. Mi sono resa conto di quanto sia importante, ma allo stesso tempo impegnativo, mantenere salda un’amicizia: ho capito che bisogna farsi amici, prima che cercatori di amici. Ho capito che non conta se a volte tra amici non la si pensa allo stesso modo, l’importante è cercare di


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trovare un accordo e venirsi incontro. Ho capito che senza amici non si può stare..posso avere tutto dalla vita, ma se non ho l’Amicizia è come se non avessi niente. Ho capito che i veri amici si riconoscono nel momento del bisogno, perchè a differenza dei “conoscenti”, loro rimangono. Ho capito che essere amici comporta delle belle responsabilità e la capacità di dire dei no o di fermare un amico, quando sta per uscire di carreggiata.

Ho capito che è difficile essere dei veri amici e trovare dei veri amici, ma è un prezzo che sono disposta a pagare pur di dare un senso forte alla mia vita. Ho capito che prima di giudicare una persona occorre guardarla con gli occhi del cuore, prima che con gli occhi del mondo. Ho capito che il primo vero amico è Gesù..e che in fondo tutte queste belle cose Lui le aveva dette già 2000 anni fa. Sta a noi ora metterle in pratica. Io per prima so che dovrò fare dei sacrifici e dovrò impegnarmi

a fondo, ma so che potrò essere ripagata..e in questo “campeggio” ne ho avuto le prove. Ringrazio tutti quelli che hanno partecipato a questi 3 giorni bellissimi a Vologno. Mi avete fatto bene..nel profondo. Vi assicuro che ho provato emozioni così intense che farò fatica a dimenticare. Grazie davvero di cuore a tutti. ..E a te che stai leggendo auguro di saper essere un buon amico.... Monica Denti

“L’amicizia ci aiuta a scalare la montagna della paura” Un pensiero da condividere con tutti voi: “L’amicizia è un sentimento unico che rende la vita degna di essere vissuta; l’amicizia insegna a vivere la vita con serenità e gioia; ...l’amicizia aiuta a scalare la montagna della paura, della tristezza, delle difficoltà, della solitudine... senza l’amicizia una persona si perde nei meandri della vita.”

Grazie per le belle esperienze, sensazioni, emozioni, vissute insieme in questi giorni, mi auguro che il Signore possa donarci la Gioia di continuare il cammino insieme, trasmettere la Fede, nel servizio, nella carità e nella preghiera a tutti coloro che ci sono intorno, in parrocchia, a scuola e al lavoro, dando Vita al Progetto che Dio ha per ognuno di noi. Luca Lusetti

“La veglia col fuoco ha ‘bruciato’ le distanze tra di noi” 2 X 1....ASPETTANDO IL TERZO Quest’estate noi giovani abbiamo trascorso una settimana di relax, preghiera e condivisione insieme. In realtà questa settimana è stata suddivisa in tre giorni trascorsi in luglio a Ligonchio e altri tre giorni in settembre a Vologno La prima uscita era incentrata

sui temi della condivisione e del fare gruppo; mentre la seconda, più intensa e densa di attività, era basata sull’amicizia, analizzata da vari punti di vista:cosa io cerco in un amico, cosa posso offrire io come amico, e in che modo Gesù è per noi un amico. Tra tutti i momenti di condivisione delle due uscite, quello che mi ha colpito di più è stata la veglia al fuoco, organizzata l’ultima sera a Vologno. Questa, infatti, è stata l’occasione migliore per confrontarci e per “ bruciare” gli ostacoli che ci impediscono di fare nuove amicizie

. Dicevano:” non c’è due senza tre “; il gruppo giovani&nuove leve si è rafforzato e non manca; quest’anno di uscite ne abbiamo fatte già due..quindi i requisiti per un terzo campeggio ci sono tutti... Luca Denti


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Foto cronaca dei campeggi estivi del 2,3,4 luglio e del 3,4,5 settembre. Tra le immagini anche la “gavettonata” del 25 luglio.


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Se aveste fede!

Segue da pagina 1 (...) Gesù sta invitando i suoi ad essere figli dell’altissimo. Gesù aveva detto già nel capitolo 6 di questo vangelo che il padre, l’altissimo, è colui che ha un amore incondizionato verso gli uomini, che ama pure gli ingrati e i malvagi. Gesù propone ai suoi discepoli di arrivare a questo livello, avere un amore simile a quello del padre, a quello di Dio, cioè un amore incondizionato e pertanto un perdono illimitato. Questo sembra troppo ai discepoli che infatti intervengono. Questo è il brano che la liturgia ci presenta. “Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!»” Di fronte all’esigenza di Gesù di un amore che sia simile a quello di Dio, loro non se ne sentono capaci e chiedono un aiuto a Dio, chiedono di accrescere la fede. Ma la fede non può essere aggiunta o accresciuta da Dio perché la fede non viene data da Dio, ma è la risposta al dono d’amore che Dio fa a tutti. Come si vedrà poi in seguito nell’episodio dei dieci lebbrosi, dove solo uno torna indietro; e di questo che torna indietro a ringraziare per questo dono d’amore, Gesù parla di fede. Quindi la fede non è un dono che Dio fa e quindi può essere accresciuto da Dio, ma la fede è la risposta degli uomini al dono d’amore che Dio fa. E questo dono d’amore deve essere manifestato in una altrettanta offerta d’amore agli altri. Ecco perché Gesù replica e dice: «Ma il Signore dice: ‘Se aveste fede quanto un granello di senape ...’»”, cioè il chicco è proverbialmente il più piccolo, “«... potreste dire a questo gelso»”, o sicomoro, “«Sradicati e piantati nel mare»”. Il mare è il luogo dove Gesù aveva detto che doveva andare colui che è autore dello scandalo, quindi quello che fomenta lo scandalo, questa difficoltà, deve essere sradicata. E, proprio per questo invito ad essere figli dell’altissimo, Gesù continua con delle parole che sono in aperta contraddizione con quanto lui in precedenza aveva affermato nel capitolo 12. Nel capitolo 12, usando le

stesse immagini, Gesù aveva parlato di un signore che torna a casa a notte fonda, trovava i servi ancora in piedi e cosa fa? Dice: “Li farà mettere a tavola, si cingerà le vesti e si metterà a servirli”. Era l’immagine dell’eucaristia, dove il Signore, a quelli che l’hanno accolto e con lui e come lui orientano la propria vita per il bene degli altri, comunica la sua stessa energia, la sua stessa capacità d’amore. Qui abbiamo tutto il contrario, mentre Gesù parla di un signore che si cinge le vesti, qui il padrone dice al sevo “cingiti le vesti”, atteggiamento di servizio. Mentre Gesù aveva parlato di un Signore che fa mettere i suoi a tavola, qui dice che è lui che si mette a tavola e, mentre aveva detto che sarebbe passato a servirli, qui dice che lui ordina e comanda “Servimi!”. E poi continua “«Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato ...»”, ordinare è un verbo che richiama l’obbedienza alla legge dell’Antico Testamento, “« ... dite ‘Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare’.»” Qual è il significato di questa espressione che contraddice apertamente quanto Gesù aveva detto? Gesù vuole rendere i discepoli Figli di Dio, cioè liberi, ma questa libertà si ha soltanto con un amore simile a quello del Padre. Gesù vuole portare i suoi verso la nuova alleanza da quella antica, quella basata sull’obbedienza alla legge del Signore, a quella dell’accoglienza dell’amore del Padre. Quindi Gesù vuole rendere i discepoli Figli di Dio, per farlo bisogna innalzare la soglia del proprio amore e, per fare questo, bisogna abbandonare quel rapporto servo-Signore che era stato imposto da Mosè. Mosè, servo del Signore, aveva imposto un’alleanza tra dei servi e il loro Signore, basata appunto sull’obbedienza, in cui l’uomo era un servo. Ma Gesù, il Figlio di Dio, propone un’alleanza tra dei figli e il loro Padre, non più basata sull’obbedienza, ma

sull’accoglienza del suo amore. Se non lo faranno, rimarranno sempre nella condizione di servi. Commento di P. Alberto Maggi PER VEDERE LA VIDEO-OMELIA VAI SU: http://www.studibiblici.it/ videoomelie.html#vid-31 Segue da pagina 10 (...) Non siamo esposti ai media solo quando accendiamo la televisione o leggiamo il giornale, ma non di meno dal fenomeno dei social network, orientati alla condivisione e alla comunicazione. Basta ricordare il più diffuso almeno per ora: facebook. Occorre pertanto “vigilare” per non accontentarsi della banalità di un parlare che non tocca mai le questioni cruciali dell’esistenza per non creare conflitti. Nelle rotte mediatiche - È la terza espressione commentata da mons. Pompili. Nel mare della comunicazione è fondamentale la figura del testimone digitale. Si testimonia ciò che si è conosciuto. Si comunica la verità che ci ha toccato. Il testimone vero non parla con autorità, ma con autorevolezza: non quella dell’esperto, né quella dell’idolo di turno. La rete offre una straordinaria opportunità per la Chiesa di parlare attraverso relazioni personalizzate, anziché istituzionali. È necessario imparare un linguaggio per potere comunicare nell’ambiente digitale e raggiungere chi in esso si trova. Inoltre educare alla testimonianza è un compito fondamentale per formare “missionari digitali”, capaci di avvicinare altri nella rete. Il testimone è capace di ridurre la distanza tra la Chiesa e le persone, anche quelle che si sentono lontane da Dio. È capace di tradurre la buona notizia in un linguaggio che la renda vicina alle persone. Un linguaggio astratto e intellettualistico non è appropriato per parlare di Dio. Soprattutto oggi. Gesù si esprime con un linguaggio narrativo, con parabole. La Chiesa può entrare nella rete perché è radicata nei territori. Occorre intercettare il bisogno di relazione, di essere ascoltati, di condividere che può sviluppare l’azione pastorale nel mondo digitale. E non si dimentichi che la capacità di avvicinamento alle persone, passa attraverso l’ascolto. Così si è conclusa la relazione. Mons. Pompili


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Da Canterbur y a Roma, in pellegrinaggio con Enrico Brizzi In un libro il viaggio sulla Via Francigena fra passato e presente Un diario di viaggio, seguendo i passi degli antichi pellegrini. Un percorso di 1.600 chilometri sulle tracce dei viandanti del Medioevo che percorrevano la via tracciata da Sigerico il quale, nominato vescovo di Canterbury nel 990 d.C., per primo la percorse, recandosi a Roma per ricevere dal Papa le insegne del suo nuovo rango.

fasulla come una campana di latta. affidarsi a San Cristoforo per poter La guida tuttavia si rivela piuttosto raggiungere la meta e far ritorno a completa e dettagliata, soprattutto casa salvi. l’ultima sezione, “Guida pratica” appunto, che indica nei particolari il percorso suddividendolo in 72 tappe numerate e segnalando quanto di interessante ci sia da visitare, corredando il tutto con stringati cenni storici.

Questo l’argomento del libro Su dove sia possibile e soprattutto di Enrico Brizzi, utile fermarsi per “I diari della rifocillarsi e magari Via Francigena” per pernottare, (Ediciclo, 2010), viene accennato che per stessa invece durante la ammissione descrizione delle dell’autore non tappe, i veri e vuole essere una propri diari, in cui pubblicazione Brizzi riferisce la che indaga sulle presenza di ostelli motivazioni e altri luoghi di religiose dei ospitalità, ma pellegrinaggi, ma anche dove non una sorta di guida sia consigliabile per chi volesse fare sosta, in ripercorrere quanto paesi così quell’antica via, piccoli da non descrivendone le avere nemmeno tappe e i luoghi una trattoria o un in cui è possibile semplice bar che possa offrire un trattenersi per le soste o per un genere di conforto. ristoro. La parte più interessante è Questo forse è il grande limite del certamente quella che si occupa libro, che si rivela utile e a tratti della storia dei luoghi attraversati: abbastanza interessante in quanto in alcuni casi si riesce a percepire la riferisce cenni storici su paesi, solennità del cammino iniziato e di città, campagne e valichi via via quanto dovesse essere difficoltoso, attraversati, ma le cui riflessioni, pauroso, pericoloso intraprendere che comunque Brizzi ha voluto la via del pellegrinaggio in tempi inserire, vanno poco oltre un oscuri in cui, per esempio, le foreste semplice fattore epidermico. ancora dominavano una Pianura La sezione “Liber amicorum”, scritta Padana selvaggia e inospitale, in dai compagni di viaggio di Brizzi e cui attraversare le Alpi a piedi era in cui vengono inseriti i resoconti l’unico modo per farlo e si rischiava di incontri che hanno lasciato la vita, in un tempo in cui si un segno sui novelli pellegrini, lasciavano le vesti che mostravano in alcune parti raggiunge livelli lo status sociale per indossare caramelloso-oleografici degni di il mantello del pellegrino, fare pubblicità natalizie, suonando testamento prima di partire e

Queste sono le pagine più godibili del libro, sulla cui utilità dal punto di vista pratico non ci sono dubbi, ma che forse ha perso un’occasione per essere qualcosa di più di una mappa e della narrazione di una vacanza un po’ particolare. Per quanto Enrico Brizzi, supportato dal coautore Marcello Fini, dichiari appunto che la sua vuole essere solo una guida, non riesce, semplicemente perché non è possibile, ad essere indifferente alle implicazioni spirituali di un tale viaggio e inserisce impressioni, racconti e meditazioni che lasciano trasparire l’importanza che il suo trasformarsi in pellegrino contemporaneo ricopre a livello personale e quindi il suo tentativo di essere distaccato genera storie che producono una nota stonata. Il libro è comunque un gradevole compagno di viaggio e offre spunti interessanti e curiosi per chiunque desideri attaccare il proprio fagotto al gancio del bordone, il lungo bastone del pellegrino, e desideri incamminarsi lungo una via che promette straordinarie rivelazioni al viandante che saprà coglierle e incontri inconsueti con altri raminghi in cerca non di risposte, ma delle giuste domande da porsi. Buon viaggio, da Canterbury a Roma. Per informazioni. www.ediciclo.it Stefania Ferrari

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N°30, Settembre e Ottobre 2010 Spirito e parola 12

C a l e n dar i o

D ome n i c a 3 O ttob re 2010

Do m e ni c a 3 1 O tto b re 2 0 1 0

XXVII DOMENICA TEMPO ORDINARIO

XXXI DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Ore 9.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Ore 11.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo]

Ore 9.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Ore 11.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo]

Fa’ che ascoltiamo, Signore, la tua voce Liturgia: Ab 1,2-3; 2,2-4; Sal 94; 2Tm 1,6-8.13-14; Lc 17,5-10

La gloria di Dio è l’uomo vivente Liturgia: Sap 11,23-12,2; Sal 144; 2Ts 1,11-2,2; Lc 19,1-10

D ome n i c a 1 0 O ttob re 2010

Lune dì 1 Nove mbre 2010 TUTTI I SANTI

XXVIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO Ore 9.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Ore 11.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] La salvezza del Signore è per tutti i popoli Liturgia: 2Re 5,14-17; Sal 97; 2Tm 2,8-13; Lc 17,11-19

Ore 9.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Ore 11.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio Liturgia: Ap 7,2-4.9-14; Sal 23; 1Gv 3,1-3; Mt 5,1-12

Messe D ome n i c a 1 7 O ttob re 2010

da Lunedi a Sabato: Rosario ore 18.15, santa messa ore 18.30 [Chiesa Spirito Santo] - (Ottobre mese rosario)

XXIX DOMENICA TEMPO ORDINARIO il Venerdì messa alle ore 16:30 [Casa delle Magnolie] Ore 9.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Ore 11.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Il nostro aiuto viene dal Signore Liturgia: Es 17,8-13; Sal 120; 2Tm 3,14-4,2; Lc 18,1-8

D ome n i c a 2 4 O ttob re 2010 XXX DOMENICA TEMPO ORDINARIO Ore 9.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Ore 11.00: Santa Messa [Chiesa Spirito Santo] Giunge al tuo volto, Signore, il grido del povero Liturgia: Sir 35,12-14.16-18; Sal 33; 2Tm 4,6-8.16-18; Lc 18,9-14

Altre D ate MESE DI OTTOBRE: MESE DEL ROSARIO E MESE MISSIONARIO Casa di carità: Sabato 9 e Domenica 24 Ottobre Apertura dell’anno catechistico: Sabato 2 Ottobre Battesimo Gazzini Alessandro (Figlio di Lorenzo e Codeluppi Elisa: Domenica 3 Ottobre, ore 16 Battesimo di Mazzoni Luca, figlio di Matteo e Francesca Bolognese: Domenica 10 Ottobre Celebrazione Mandato ai Catechisti ed agli Operatori pastorali: Domenica 10 Ottobre, ore 15.30 - 17 Incontro aderenti all’iniziativa “Adozioni a distanza”: Mercoledì 20 Ottobre Giornata Missionaria Mondiale: Domenica 24 Ottobre Consiglio Pastorale: Lunedì 25 Ottobre Incontro del Giovedì dei Ragazzi: tutti i giovedì!!!

Buo n Co m p le a nn o a ... Pawan Callerghis: Venerdì 8 Ottobre Barbara Bonomo: Sabato 9 Ottobre Sara Fiorini: Martedì 19 Ottobre Fabio Montanari: Martedì 19 Ottobre Giorgio Beltrami: Martedì 19 Ottobre Aspettiamo di ricevere eventuali date di compleanno per i mesi prossimi!!!

Giornalino Ottobre  

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