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PORTFOLIO 1.0 ARCHITECTURE + GRAPHIC DESIGN

FEDERICA ZEMA | 2013

#Selected work 2007


CV

Zema Federica federica.zema@libero.it

Castelnuovo di Porto, Roma: +39 340.8391979 Italia, 18.06.1988

Educational Background / Formazione 2007 / 2013

Facoltà di Architettura Valle Giulia | Università La Sapienza di Roma, Italia Laurea Quinquennale Architettura U.E. voti 110/110 e lode

2010 / 2011

Faculdade de Arquitectura FA-UTL | Universidade Técnica de Lisboa, Portugal LLP Program Erasms

2003 / 2007

Liceo Classico Tito Lucrezio Caro| Roma, Italia Diploma di scuola secondaria superiore

Scolarship and Awards / Borse di studio e Premi 2014

2010 / 2011

2002

Vincitrice Concorso EASA, European Architecture Students Assembly 2014 Veliko Tarnovo, Burgaria Borsa di Studio LLP Exchange Erasmus Lisboa, Portugal XVI° Premio Internazionale di Poesia Finalista

Competition / Concorsi 05.2011

XXI Concurso Ibérico de Soluciones Constructivas Pladur® | Uma Paragem no caminho, San Pedro Martir, Santiago de Compostela, Spagna

07.2013

Contr(o)Azioni. Al di là dei luoghi e dei non luoghi L'architettura contemporanea nella società dell'immagine, 2013, 175 pp.

Publications / Pubblicazioni

06.2011

La Cultura Dell’abitare. Dalla casa romantica alla casa contemporanea. 2011, 14 pp.


Certificate / activities / Workshop 02.2014

Paula Studio | Design for necessity | Collaboration Project and Design team

10.2013

Qubo Design Group | Collaboration Project and Design team

09.2013

Workshop: Unconventional View, sguardo fotografico sul paesaggio | a cura di Chris Warde - Jones

03.2013

Workshop: Dialoghi Intra Architettura. L'archittettura contemporanea in testi (e contesti) antichi, a cura di Valeria Montanari | Università La Sapienza, Roma Ascensión H. Martínez (Università di Zaragoza) | G. Bulian (Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del paesaggio) | C. Varagnoli (Università di Chieti-Pescara)

07.2012

Attestato di Cordinatore Sicurezza sul Cantiere (CSE-CSP) | CTP di Roma e Provincia Svolto in conformità agli indirizzi didattici disposti dall'Allegato XIV del D. Lgs 81/2008, 120 ore (8 cfu), rilasciato il 5 luglio 2012

06.2011

Seminario de Apoio ao Projecto: La Cultura Dell’abitare. Dalla casa romantica alla casa contemporanea, a cura di José M. Aguiar, Cristina Cavaco, António Santos | MIARQ-2011, Universidade Tecnica de Lisboa

02.2011

Portuguese Intensive Course Certificate | Level A2

09.2009

Attestato di Sostenibilità Energetico-Ambientale | Protocollo Regione Lazio (Assessorato all’Ambiente) Università La Sapienza, Roma

Italiano

Madrelingua

English

Buone capacità di lettura, scrittura ed epressione orale

Languages / Lingue

Español

Português

Ottime capacità di compresione e lettura, buone capacità di scrittura ed espressione orale Ottime capacità di compresione, espressione orale e lettura, buone capacità di scrittura

Skills and Interest / Competenze e interessi AutoCAD | 3DstudioMAX | Sketch Up | Adobe Photohop, Illustrator, InDesign | Microsoft Office | Bento Fotografia | musica | cinema | lettura | scrittura | graphic design | viaggi


ACADEMIC WORKs


Sutri. Towards the stone Progettazione villa unifamiliare in un centro storico

2007 - 2008 Prof. Arch. R. D'Aquino

La progettazione di un edificio unifamiliare inserito in un centro storico, quello di Sutri, è il primo momento di confronto progettuale con un tema più vicino e conosciuto, quello dell'abitare. Ma se pure dimensionalmente gestibile e maggiormente conosciuto dal punto di vista funzionale, da uno studente del primo anno, la scelta dell'area va incontro subito ad una prima difficoltà: la ricerca espressa dall'architettura contemporanea sembra essere sempre più indirizzata verso una individualità di linguaggio che esclude sempre più le relazioni tra le componenti primarie di un edificio. la scelta di progettare all'interno di un contesto segnato da molte presenze significative ha sviluppato senz'altro una maggiore consapevolezza dell'atto trasformativo che è l'architettura.

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L'area di progetto è un piccolo lotto del centro storico che affaccia sul versante Sud del paese, di 8 metri per 10 di lunghezza; questa conformazione è dotata di una doppia relazione tra l'area alta della Cassia da una parte e i vicoli del centro storico dall'altra. Il progetto si snoda infatti su quattro livelli, e tutti offrono il doppio affaccio sui due versanti dell'area. Il piano terra, dove si apre la zona giorno, è costituito da una grande doppia altezza e una terrazza pensile che si affaccia sul giardino esterno. La zona di particolare interesse è il piccolo studio del primo piano, dotato di una terrazza indipendente, che "si stacca" dal resto della casa per godere della doppia altezza da una parte e del panorama dall'altra. L'ultimo piano è un semplice affaccio, uno spazio semplice ma che diviene il fulcro di questa gerarchia degli affacci. Il progetto è basato inoltre sull'uso del materiale locale: il tufo. Questo materiale da costruzione antichissimo è una roccia piuttosto resistente ma leggera e lavorabile. All'interno e all'esterno dell'abitazione questo materiale crea dei contrasti fra antico e moderno, uno degli obiettivi di tutta la ricerca progettuale. La relazione con il luogo e la sua memoria sarà comunque il tema fondamentale di tutta questa ricerca progettuale, che permette di risalire ai dati insiti del luogo e dello spazio urbano che lo circonda.

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Rilievo. Read a building Rilievo e lettura di un edificio storico di Roma

2009 - 2010 Prof. Arch. S. Sbrana

Il rilievo, ottenuto con opportune operazioni topografiche dirette o indirette, è la base sulla quale si possono progettare e redigere i piani di intervento per un restauro, una conservazione o una riprogettazione del manufatto. Quindi il rilievo diviene una lettura preliminare dell'edificio, un primo approccio metodologiche che permette di avvicinarci all'oggetto. L'edificio, un lotto nel centro storico di Roma, vicino Piazza Navona, è stato attentamente studiato prima dello svolgimento di qualsiasi operazione, con le definizioni della geometrie primarie e schizzi di studio, corredati da un'analisi dell'intorno e della disposizione catastale. Il disegno si muovo secondo lo schema delle proiezioni ortogonali, in pianta, prospetto e sezione, ma è stato necessario anche valersi di una vista d'insieme in prspettiva e assonometria, che sintetizzi in un'unica immagine l'edificio da rilevare. Il fabbricato risulta essere un edificio tradizionale, di valenza storica e artistica, soprattutto sulle facciate esterne e di dimensioni contenute: risultato di una casa a schera medievale trasformata di villino con corte interna.

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Il rilievo per trilaterazione si basa sul principio dell’indeformabilità del triangolo. Date le misure dei lati ci sarà infatti una sola configurazione che corrisponde alle misure date. Il triangolo è infatti una figura rigida e può essere definito con la semplice misurazione dei suoi tre lati. Con questo sistema sono state misurate e quindi riportate in scala, prima, le pareti perimetrali , con particolare attenzione per i vani delle finestre, delle porte e eventuali decorazioni esterne, quindi, i vani interni dell’intero lotto. La poligonale geometrica ci permette di fissare punti negli edifici, all'interno e all'esterno, per coordinate polari. La poligonale, con la relativa maglia, sono state fortemente condizionate dalla clinometria e dall'irregolarià delle geometrie. L’operazione di misurazione e rilievo interno, è stata facilitata dalla presenza di materiale che riportava alcune tipologie tipo dell’edificio su Via di Santa Maria dell’anima, e dal reperimento della attuale pianta della discoteca “La Maison” su vicolo dei Granari.

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Eur. Il ponte abitato Progettazione infrastrtturale con servizi

2012 - 2013 Prof. Arch. F. Purini

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Il progetto del ponte abitato ha come tema principale, non solo fondare una nuova viabilità, ma anche di creare un microcosmo, una città di città che possa condensare al suo interno funzioni ricettive, commerciali e culturali. La grande metafora del ponte che unisce o divide si è posto da subito come simbolo delle correnti originarie romane che si fronteggiavano sulle sponde opposte del Tevere: da una parte i Latini,dall'altra gli Etruschi. Il progetto di questo ponte nel quartiere Eur unisce, nel minimalismo estremo la spettacolartà di dimensione e forme, che si impongono in un discorso di questo tipo. Il complesso si struttura da subito in due diverse strutture, che differiscono per materiale costruttivo, forma e inclinazione. Da una parte la massa, che si erge a grande portale abitato, che segue le fughe e gli assi del quartiere Eur, in cemente armato, capace di ospirtare ambienti espositivi (museo), culturali (biblioteca e caffè), amministrativi e fluviali (uffici i banchina). Dall'altra l'elemento 'estreneo' si impone sulla materia cementificata, ergendosi a simbolo di viabilità e movimento: una grandissima trave in acciaio attraverso la figura ospitando al suo interno una galleria semi-aperta e una grande strada nella parte superiore, che si relazione invece all'asse della Magliana. Tema di tutta la composizione è quindi l'opposizione, che non è altro metafora della struttura intriseca del ponte.

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Tesi di Laurea. Contr(o)Azioni Tesi critica-teorica in Architettura Quinquennale La Sapienza

2012- 2012 Prof. S. Catucci

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INTRo

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LA RETE. Dalla città moderna alla metropoli contemporanea.

-1.1 L’era della Metropoli -1.3 Il Confine invisibile. La dimensione nascosta -1.4 Il Mondo-città. L’Altrove comincia qui e viceversa -1.5 Spazio e tempo. Dal m al Bit -1.6 L’immagine e il suo riflesso

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LA CITTA’. Il grande laboratorio del secolo breve.

-2.1 La Città-Mondo -2.2 La Crescita, l’Arresto, la Crisi -2.3 Il Postmodernismo. Un risveglio amaro -2.4 Oltre il Cinema, dopo la Città -2.5 La Città Generica e tutte le altre

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IL LUOGO. Per una fenomenologia del non-luogo.

-3.1. Lo spazio indeterminato nell’epoca dell’incertezza

3.1.1. Identità, Luogo E Progetto. Il Controllo dell’Indeterminato 3.1.2. Genius Loci 3.1.3. Geofilosofia 3.1.4. Il Luogo Antropologico

3.2.2. La poetica del parco tematico 3.2.3. Potëmkim villages

-3.2 I non-luoghi. I prodotti della modernità 3.2.1. Il mondo alienato di Ballard -3.3 I terrains vagues e gli spazi altri 3.3.1. Terzo Paesaggio e Terzo Stato 3.3.2. In Between Space -3.4 Junkspace 3.4.1. Il Lato dell’Aria -3.5 Cyberluoghi

4

CONTR(O)AZIONI. Oltre il luogo, oltre il progetto.

-4.1. Über-Mesch, Über-Ort -4.2. Libertà. Tra spazio pubblico e conflitto -4.3. Contr-azioni. Contro-azioni 4.3.1. Entropia dell’architettura

4.3.2. Tattiche di creatività diffusa 4.3.3. Autocostruzione costruttiva 4.3.4. Libertà istantanee ad azione rapida 4.4.5. Estetica degli spazi emozionali

-4.4. Il grado 0. L’architettura contro l’architettura CONCLUSIONE. La metropoli circolare

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ABSTRACT Questa ricerca vuole trovare le modalità di espressione ancora possibili per l’architettura, indagando lo spazio in cui viviamo, per capire come il progetto contemporaneo sia ancora in grado di trasformarsi, ed esplorare le sue attuali direzioni di movimento. Negli ultimi venti anni è emerso nel dibattito architettonico un nuovo concetto che vedeva la formazione dei ‘nuovi spazi’ che sfuggivano ad un controllo estetico e funzionale, chamati Non-luoghi, che contraddicevano tutte le basi del sentire e della’abitare quotidiano. Ma dopo venti anni di dibattito lo stesso teorizzatore ha diagnosticato un esaurimento epistemologico del concetto e si è sentito quindi il bisogno di avviare una ricerca di ricognizione del significato per meglio capire l’ambiente contemporaneo che stiamo andando a trattare. Il lavoro vuole procedere, nell’osservazione della realtà, par�tendo da una dimensione Macro, per arrivare ad una dimensione Micro; infatti l’ambito di ricerca è stato diviso in quattro parti, che in questo caso divengono quattro livelli di approfondimento di un ipotetico zoom di indagine. La prima parte offre un quadro molto ampio, voleva essere una contestualizzazione degli elementi che caratterizzano la nostra epoca, a cui abbiamo dato il nome di _RETE. Vedremo come la Rete sia quel contesto che ci permette di spiegare perché e quando, è avvenuta una tale decostruzione

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dello spazio attuale, e quali siano stati quei fenomeni che hanno scosso alla radice le strutture resistenti dei linguaggi oggi conosciuti. La Rete è quella società informazionale e dei flussi che deterritorializza i mercati, la comunicazione, i centri di potere, all’interno di un mondo globale che ha provocato un rapido sgretolamento degli insiemi spaziali tradizionali. Abbiamo osservato il passaggio del pensiero di un mondo che si stava trasformando in un'unica città, le monde-ville, osservando quali siano le sue leggi e i suoi linguaggi, mentre allo stesso tempo, per contrazione, ogni singola città tendeva a riportare su di sé tutta la complessità del mondo, poiché la globalizzazione importa su scala locale non solo la sua omogeneizzazione, ma le sue contraddizioni e gli squilibri. Divaricazione e chiusura dello spazio, gerarchizzazione e orizzontalità, integrazione ed esclusione, sono i volti antitetici di un identico paesaggio antropologico; la società dei flussi non si muoveva più entro i principi territoriali di aggregazione e differenziazione, ed è divenuta sempre meno in grado di offrire codici culturali comuni, dando vita a quella che Castells chiamerà ‘schizofrenia strutturale dello spazio’. Gli elementi-chiave, presi in considerazione in questa indagine, legati ai disposotivi dell’architettura, sono: a) il confine invisibile, rappresenta il superamento di quell’idea in cui la città, per sua natura, imponeva il concetto di limite e intedeva fondare uno spazio tutto significativo. Quando le mura della città non contenevano più la sua espansione il confine si alterò in quello che Virilio ha definito un’interfaccia, ossia un limite dotato di una trasparenza segreta capace di commutare lo spazio, e fare da trasfert tra ambienti diversi. b) Tempo e lo spazio non possono più essere misurati attraverso un sistema lineare, ma da nuove unità di misura, come la velocità, che provoca contrazioni spazio-temporali in un presente definito ‘sovraccarico’ o ‘permanente’. La metropoli inaugura lo spazio aperto e permeabile del’900, dove la distanza spaziale diviene programmazione di ‘uso del tempo’. c) L’immagine diviene da una parte l’emblema dello spazio smateriazzato della rete, e dell’altro il veicolo primario della società dell’immagine. Il cinematismo e il mezzo audiovisivo ci descrivono una ‘città sovraesposta’, che non solo osserva ma si osserva, invadendo anche il dispositivo architettonico, di per sè fisso e immutabile.

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La città che diventa mondo segna il fondamentale passaggio di scala alla Metropoli, e in questo passaggio che dalla Rete siamo passati al livello successivo, la _CITTA’ appunto, intesa come il precipitato della società della Rete. La questione urbana è stata l’ago della bilancia di questo stu�dio che ha messo in evidenza i suoi contorni più materiali e vivi, e che ci ha permesso, meglio di qualsiasi altra cosa, di spiegarci le interrelazioni tra la Rete e lo spazio. La dicotomia tra mondo-città e città-mondo ci porta all’in�dagine delle città nella sua evoluzione storica. Capire come e perché gli uomini si sono organizzati in una civiltà ordinata, quali sono stati i principi di agglomerazione che li hanno guidati, è stato un punto fondamentale per studiare cosa è inve�ce cambiato nella nostra società. Attraverso una ‘cosmologia urbana’ siamo passati dalla città cosmica antica alla metropoli attuale, guidati da diverse teorie e suggestioni. Alla vertiginosa agglomerazione urbana delle città latinoamericane, asiatiche e africane si è spesso opposta la genera�le situazione di stagnazione e persino di declino delle grandi città occidentali. In realtà le cose stanno diversamente: negli Stati Uniti e in Europa, quella che per decenni è stata chiamata urbanizzazione diffusa delle campagne è divenuta una nuova forma di città, i cui più recenti mutamenti socio-spaziali sono ancora relativamente opachi all’indagine statistica e urbanistica. La città finisce di essere una figura centrale, come luogo capa� ce di produrre in modo valido e continuo immagini in grado di porsi come esempi, come paradigmi assoluti. La sua caduta assume un volo multiforme, drammatico e suggestivo. L’architettura, di conseguenza, smette semplicemente, con la sua misura, la sua ricerca di essere una prosecuzione della ragione e del senso, segno di una cultura che si basava sulla contrapposizione e la differenza. Grazie proprio all’architettura di nuovo un passaggio di scala, dalla Città al _LUOGO, inteso come nucleo rappresentativo, particella che si oppone ad un’astrazione diffusa e orizzontale. Il luogo diviene la polarità dello spazio, una riverberazione esistenziale, dove si radunano, nel locus, dei significati universali, attraverso le figure della differenza e della qualità, e


in cui emerge una identità in uno spazio che invece si defini�sce illimitato, geometrico e impersonale. Lo spazio sarebbe per il luogo ciò che diventa la parola quan� do è parlata, ossia ciò che mette in relazione una struttura universale con quella particolare in cui vive l’uomo; infatti per dare un senso ad una qualsiasi entità presente, essa deve far riferimento ad un dato luogo, la localizzazione si accompagna all’esistenza, il luogo non esiste per se stesso, ma solo dal suo riconoscimento, mentre lo spazio non si riconosce, ma si misura. Dopo aver studiato cosa significhi esperire un luogo, attraverso teorie quali il Genius Loci, la Geofilosofia o il Luogo Antropologico, siamo passati ad una ‘fenomenologia del non-luogo’, in cui si è voluto fare emergere quali siano le esperienze che abbiamo dei nostri luoghi oggi, se abbiamo possibilità di farne ancora e se si, di quale tipo. Il cuore di questo lavoro diviene quindi un dispiegamento di manifestazioni reali, delle suggestioni provocatorie che hanno lo scopo di farci riflettere sulle configurazioni in cui siamo immersi quotidianamente, arrivando a constatare che quella che viviamo oggi è una quasi totale perdita del senso del luo�go. Questa ‘morte’ dichiarata ormai da anni, che scuote le coscienze da decenni, ci ha dato lo spunto per poterla leggere in un processo dialettico. Assistere alla fine di qualcosa può voler dire anche capire da dove si vuole ripartire, per migliorare, e per crescere. In questa ottica abbiamo ripreso il processo dialettico di tesi, antitesi e sintesi, in cui il reale è un processo che si auto-crea mentre percorre i suoi momenti successivi, anche e soprattutto attraverso la sua negazione, in cui il positivo è appunto il movimento medesimo. Questo movimento hegeliano ha una ‘riflessione circolare’ in cui si può distinguere: un primo mo�mento di ‘essere in sé’, un secondo momento che costituisce ‘l’essere altro’ o ‘essere fuori da sé’, e un terzo movimento che costituisce un ‘ritorno a sé’ o un ‘essere in sé per sé’, attraverso un superamento. Ciò significa che la Natura alienandosi e poi, superando questa alienazione, perviene a sé medesima. Correlando questo processo a quello a cui era pervenuto Nietzsche quando aveva dato all’uomo due possibilità: diventare l’ultimo uomo, o il superuomo, quello che supera se stesso in un ‘oltre’ significativo, a quello della perdita del senso, siamo arrivati a definire un ‘Oltre-luogo’ che si manifestava attraverso l’uso binario della parola Contr(o)azioni.

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Le _CONTR(O)AZIONI, la parte conclusiva del nostro racconto, sono la definitiva entrata in gioco dell’uomo nella nostra ricerca. Non della massa, dell’uomo storico, o dell’uomo alienato, ma è l’apparizione di un uomo che si realizza nella sua imposizione sul reale, e quindi colui che modifica l’assetto del suo presente per guadagnarsi ‘spazi di senso’. Il restringimento di campo che abbiamo operato non poteva che finire sull’azione pura, singola, particolare, conflittuale, che effettua l’uomo in opposizione ad un campo di forze che si definisce sistema. L’azione si invera nel progetto stesso, prefigurazione ordinata di idee che si manifestano in azioni, attività, interventi e manipolazioni sul presente. La doppia valenza della parola Contr-azione e Contro-azione è l’esito finale e voluto di una ricerca che vuole andare a cercare il senso del luogo e dell’uomo. La contr-azione è, da una parte, la ricerca del luogo piegato, flesso, dove si manifestano ancora delle pratiche di libertà, uno spazio reale che si è liberato di tutti i significati e che quindi si apre al contingente e alle possibilità, acquisendo una sua autonomia; la contro-azione è una pratica, ossia un’azione dell’uomo che realizza un tale luogo, e che attraverso l’architettura a volte si formalizza fornendo nuovi orizzonti progettuali. Elementi che si pongono come ‘condicio sine qua non’ si potrebbe parlare di un ‘Oltre’ nella sua valenza di ‘fine di’ e ‘superamento di’.

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La ricerca del senso perduto, insomma, può portare ad un paradosso: che il recupero ci restituisca un senso che non cercavamo e che, pertanto, tendiamo a non riconoscere. Il senso del luogo non è un dato che ci viene consegnato. Possiamo muoverci per pure ipotesi, intenderlo come un’integrazione selettiva di dati, attuata con ampi margini di induttività, entro i quali giocano molteplici fattori di contesto, sia spazio temporali che sociali e umani. Nei confronti del topos e del luogo, ogni progetto è una scommessa. Lo spazio entro il quale vivremo i prossimi decenni è in gran parte già del tutto costruito. Il tema è adesso quello di dare senso e guadagnare il futuro per mezzo di continue modificazioni a ciò che abbiamo e questo implica una radicale modifica dei nostri metodi progettuali e una riflessione critica all’altezza delle trasformazioni spaziali della metropoli contemporanea.


Competitions. Uma Paragem no caminho XXI Concurso IbĂŠrico de Soluciones Constructivas PladurÂŽ 2010 - 2011 San Pedro Martir, Santiago de Compostela, Spagna

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Il progetto per la fermata di sosta dei pellegrini che vogliono intraprendere il Cammino di Santiago, è fondato da due concetti molto semplici nel campo progettuale: l'uso dei volumi e della luce a favore di atmosfere meditative e religiose, e il costo ridotto e la semplicità dei materiali. Il Padiglione è formato da due diversi tipo di sale: una sala per la meditazione comune e la preghiera, e una sala per la riflessione individuale che affaccia sul piccolo laghetto naturale, più uno spazio comune ricreativo e dei servizi ignici. Il segno principale che si è voluto dare al progetto è lo stretto corridoio centrale, che non solo divide in due il volume ma diviene anche simbolo della scelta e della difficoltà del cammino.

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Grazie Thank you Obrigado Graรงias

+39. 340 8391979 |

federica.zema@libero.it

Federica Zema | Architecture & Design | Portfolio 1.0  
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