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Teoria della distruzione Nati da un impatto distruttivo che non sappiamo ancora provare, come dimostrarlo. Il processo distruttivo Cominciamo soffermandoci al giorno di oggi, dimenticando passato e non pensando al futuro, facciamo un analisi della nostra societá e ci rendiamo conto che a tutto c'é una soluzione, che si puó riemergere da qualsiasi crisi, e che a volte sembra necessario creare un ambiente di crisi per trovare una soluzione. Soluzioni semplici, scontate non sono sufficienti a dimostrare che la soluzione si puó trovare senza attivare il processo di distruzione. Distruggere per ricreare ci sembra la migliore via per dimostrare che si puó uscire dalla peggiore delle crisi. A volte sembra necessario distruggere tutto, anche quello che appare funzionare per ricreare, modificare quello che pensiamo, riteniamo non sia perfetto. Per crisi qui si intende tutto ció che non é conforme a quello che era in precedenza, e che non puó essere cambiato se non con l'attuazione di un processo distruttivo. Mantenendoci su un piano generale si deve tenere conto degli aspetti negativi che piú di frequente si verificano, quali: -l'esasperazione del test scelto, quindi la reiterazione all'infinito del procedimento senza il raggiungimento del risultato -la mancanza di dati, in caso di informazione non completa, quando non ci si permette di esprimere un giudizio adeguato , e considerare i casi in cui la mancanza di casualitá porta alla forzatura dei risultati e al proseguimento dell'analisi anche se a conoscenza dei limiti. Per capire le ragioni di applicazione del processo distruttivo ci si sofferma sulla distruzione come metodo. Distruggere per dimostrare che si puó ricostruire, per capire come si puó ricostruire in maniera diversa, come si puó giungere ad una diversa conclusione. Ridurre ai minimi termini per analizzare le parti che compongono il fenomeno o l'elemento da analizzare e ricomporlo di nuovo. É importante, come giá detto, iniziare il processo senza considerare lo stato precedente e senza cercare di prevedere quello futuro, si considera solo il cambiamento che si vuole effettuare e si inizia la procedura di distruzione. Quando l'obiettivo richiede la reiterazione del procedimento é necessario iniziare il processo ogni volta come se fosse la prima volta, come se non fosse mai stato attuato in precedenza. Considerare il processo come un processo che inizia senza memoria poi si alimenta di nuovi dati ottenuti dagli stati precedenti.


Reiterare l'azione permette di analizzare le diverse sfaccettature del fenomeno, ripetere lo stesso procedimento porta allo stesso risultato se qualcosa non viene cambiato, cambiamento che si può ottenere con l'aggiunta di nuovi dati. L'obiettivo, l'obiettivo che si vuole raggiungere é la prima cosa da tenere in considerazione, specialmente se si ricerca un preciso risultato e l'aggiunta di dati ci da un'informazione piú completa, anche se altre volte sembra peggiorare l'analisi e complicare di piú il procedimento. La deframmentazione, come esempio di processo distruttivo, indotta da una procedura informatica é da considerarsi priva di casualitá ed é in un sistema empirico facile da ottenere. In una realtá fittizia, priva di casualitá lo stato puó essere distrutto e ricreato proprio perché privo di casualitá. Nella realtá, la casualitá che dovrebbe essere fondamentale, é messa a confronto con la realtá fittizia priva di accadimenti imprevisti per creare una matrice di possibili traiettorie future che raccolga tutti i risultati. Le prove empiriche dimostrano che il piú delle volte la casualitá é benevola, se solo si pensa alla semplicitá con cui due elementi si uniscono l'uno all'altro senza sforzo, senza caos. Se pensiamo al caos come ad una situazione di crisi, la necessitá di trovare una soluzione caotica si presenta sotto diverse forme, forme che non sempre sono quelle cerchiamo ma quelle che vogliamo ottenere. La distruzione della distruzione potrebbe essere una soluzione. Se pensassimo per esempio ad un portafoglio di titoli, puro, ed in alcun modo modificabile casualmente, potremmo credere nella proiezione dei risultati. Risultati che possono essere modificati e riadattati secondo la diversa composizione del portafoglio stesso. É necessario fare riferimento ai dati che si posseggono, tentando di dimenticare le procedure passate errate e rieterare il procedimento ammettendo l'esistenza di limiti. La mancanza di dati ci permette di fare proiezioni che portano ai risultati cercati e l'intervento di elementi esterni, di eventi indipendenti influisce sulla performance dei risultati. La casualitá benevola é spesso e a volte per volontá, influenzata da impatti esterni che rendono difficoltoso l'equilibrio delle proiezioni effettuate. Impatti che non possono essere eliminati o evitati ma che sono subiti. L'alternativa é quella di prevenirli, ricreando la situazione negativa prima che l'evento negativo si verifichi, ma questo genera a sua volta una doppia negativitá nel caso peggiore. É come una ipotetica finta guerra, ci si prepara all'impatto, si crea la


situazione negativa empiricamente. L'ipotetica distruzione di tutto ció che ci circonda, quello che ci appartiene é empiricamente disintegrato in particelle fino al raggiungimento del nulla fini al ritorno allo stato puro, principale dell'elemento elementare. Se si espande questa teoria a qualsiasi cosa che ci circonda, dagli affetti agli effetti personali, dell'investimento al semplice concetto matematico, si denota che tutto puó essere distrutto e ricreato, ma in maniera diversa. La creazione dell'illusione, dell'inesistente e allo stesso tempo realizzabile elemento meccanico appartenente ad una realtá finta, ricreata su misura e adattata alla distruzione, sulla distruzione, resta sempre da dimostrare. Quanto e come una realtá creata o meglio ricreata come riparazione alla distruzione sia migliore della casuale realtá quotidiana. Focalizzando l'attenzione sull'obiettivo che si vuole raggiungere, capire il procedimento che determina la scelta dell'azione distruttiva richiede un'attenta analisi di tutti gli elementi che interagiscono. Se l'obiettivo é il gioco é interessante notare come due particelle che si attraggono sembrano unirsi naturalmente a meno di un impulso contrario che le respinga in sensi opposti. Si nota come le particelle tendono ad attrarsi reciprocamente, naturalmente e ad unirsi nuovamente in assenza di un intervento, azione contraria. Ed é quasi divertente dividere le due particelle e vederle riunire, se si associano le particelle ad un nucleo familiare e si considera il procedimento distruttivo come l'impulso disturbatore é interessante notare come il nucleo tende a riunirsi anche se colpito da un impatto negativo, distruttivo. Se lo scopo é la soluzione di una situazione negativa la cui unica risoluzione sembra essere la distruzione per la ricostruzione, l'analisi assume un punto di vista diverso. Una societá che vive una crisi profonda per la quale sembra non esserci una soluzione, crisi che comprende e coinvolge i punti deboli della societá stessa, puó considerare come soluzione ultima la distruzione. Prendiamo in esame quello che accade in una societá che punta ad affermare una realtá fittizia il piú delle volte opposta alla situazione reale, il risultato é la confusione. E quindi dalla teoria del caos alla soluzione che la distruzione é l'unica affermazione positiva, come soluzione di ricostruzione. La completa distruzione di tutto, l'abbandono forzato di tutto quello che ci é caro e ci circonda fino all'amaro apprezzamento del nulla, appare come la giusta soluzione, l'unica adeguata a far comprendere ed amare


fino in fondo chi siamo. Purtroppo questo, spesso, porta a reazioni non sempre uguali e contrarie ma piú violente e ancora piú distruttive fino alla distruzione, creazione del nulla. L'esperimento, il test, l'analisi di comportamento ci fa capire che la diversa unicitá dell'essere umano é incomprensibile e ognuno di noi ha dentro di se un bagaglio diverso ed anche dopo l'abbandono di tutto ció che ci ha formato, di tutti i ricordi positivi, negativi, mai nessuno potrá essere uguale ad un altro. Tutto influenza ed influisce nella formazione del carattere della persona e l'abbandono di tutto visto come distruzione del bagaglio personale, culturale, educativo é e rimane segno indelebile di cambiamento. Ed una societá forzata ad abbandonare tutto per essere denudatamente analizzata alla pari del vicino é portata alla violenza e quindi all'unica soluzione di risoluzione quale é la distruzione. La completa disgregazione di ogni elemento che compone un insieme per la creazione di un nuovo insieme fittizio, costruito, ideale, forzato, perfetto, su misura, meccanico, avanzato. La distruzione della casualitá per la costruzione di una nuova proiezione meccanica perfetta, senza errore. La distruzione del naturale, la ricerca, la costruzione della realtá perfetta, ma finta, per cercare, amare, volere, apprezzare ancora l'elemento naturale ed il ritorno alle origini, alle cose semplici. Sicuramente ci si chiede come come si puó solo pensare ad una teoria distruttiva, una vera e propria teoria con procedure da seguire che si ripetono fino al raggiungimento del risultato. Potrebbe essere la risposta alla domanda che almeno una volta tutti ci siamo posti, l'unica vera irrisolta domanda, come é iniziato tutto? La decomposizione, la riduzione ai minimi termini, la deframmentazione, ci permette di esaminare le parti nascoste, ci permette di studiarle, esaminarle ed eventualmente replicarle. Il procedimento distruttivo si ritrova in molti ambiti nella nostra societá, ed é espressione di ricerca. Inizia con l'omogenizzazione degli elementi che compongono il fattore di ricerca, si effettua una depersonalizzazione dell'elemento portandolo al suo stato individuale iniziale. Cosí da poter effettuare un confronto tra piú elementi. Si effettua un test, test che porti l'elemento a condizioni estreme, alle condizioni primarie, se ne verifica il comportamento, l'andamento, la reazione, la distorsione rispetto a quello che dovrebbe essere stato in condizioni primarie. Se ne analizza la differenza tenendo conto dei fattori intervenuti e si considera come sarebbero in caso di assenza, mancanza di solo uno di essi.


La reiterazione del procedimento si ripete fino al raggiungimento di tutte le possibili combinazioni. Le varie combinazioni delle realizzazioni degli eventi generati dall'elemento in concomitanza con eventi ed altri elementi passati, presenti e futuri, generano una matrice di possibili traiettorie. Si parta per esempio da una coppia di elementi formata con delle caratteristiche e si studi l'influenza esterna alla coppia di elementi che interagisce, interferisce, influenza l'andamento della coppia, si denota come l'andamento si ripete se l'interferenza é di uno specifico tipo. Si studia la coppia, le connessioni e le differenze, si ricorda lo scopo di riportarla allo stato primario iniziale come metodo di confronto con altre coppie empiriche poste al loro stato primario, primordiale, la completa depersonalizzazione degli elementi componenti, fino alla distruzione della stessa. Si prende allora in esame il singolo elemento della coppia e si effettua la stessa procedura. L'elemento viene isolato da tutto il resto, testato, usando vari metodi di confronto che rispecchino categoria, classe, eventualmente viene modificato in caso di necessitá e accoppiato con un elemento dello stesso tipo. La distruzione dei mondi La crisi che stiamo vivendo meglio si rappresenta come un confronto, contrasto tra le vecchie e nuove tecnologie. Lo scontro tra le tecnologie ultra moderne, in sperimentazione dalla ricerca e l'assoluta voglia di ritorno alle origini divide la nostra societá creando quella che sembra essere una crisi insormontabile. La ricerca dal canto suo si nutre di innovazione, innovazione che si alimenta spesso non avere nuove idee o essere capace di nuove invenzioni. La nostra societá con l'uso della tecnologia satellitare permette l'incontro e la conoscenza dei popoli piú lontani e che vivono realtá diverse. La scoperta dei due mondi crea una difficoltá di apprendimento, o meglio comprensione da parte di popoli con diverse culture. L'incontro scontro tra chi vive nel mondo delle piccole cose e coloro che vivono l'alta tecnologia sembra incomprensibile per entrambi le parti e crea una spaccatura che incrina anche i rapporti all'interno di uno stesso popolo. Rotture interne che possono essere giustificate dalla presenza in societá avanzate di persone con la volontá di voler tornare alle cose semplici ed allo stesso tempo persone appartenenti a societá ancora in via di sviluppo affamate di conoscenza e di tecnologia. La crisi che si forma e si alimenta anche grazie al collegamento


satellitare che dal canto suo da una informazione audio visiva di come l'opposto vive la realtá quotidiana, sembra non poter essere risolta se non con la distruzione per entrambe le parti della propria realtá. La distruzione é lo strumento che si utilizza per permettere l'incontro tra le opposte realtá. Per fare un esempio si puó analizzare il comportamento di un singolo individuo appartenente alla societá tecnologicamente avanzata e renderlo privo di tutto riportandolo allo stato primario. Il processo distruttivo esterno ed interno dell'individuo stesso, avviene in modo lento ed esaustivo per permettergli di incontrare le sua parte opposta. Il processo come giá detto sembra essere l'unico procedimento che permette l'incontro delle due parti opposte. L'individuo é lentamente spogliato di tutto, lavoro, famiglia, amici, tecnologia,salute. Il processo é lento e senza memoria, inizialmente si effettua a fasi alterne per poi continuare ininterrottamente fino al raggiungimento dell'obiettivo, la trasformazione nell'opposto. Il soggetto, qui anche chiamato elemento, é moderno, all'avanguardia con completa competenza nell'uso della scienza tecnologica, lo si vuole riportare allo stato iniziale. Senza soffermarci nel dettaglio del procedimento lo scopo qui é di evidenziare l'uso del processo distruttivo come mezzo, come strumento. Il soggetto arriva ad abbandonare tutto e al rifiuto completo della tecnologia. É necessario spiegare come l'uso della piú moderna delle tecnologie é necessaria per per l'ottenimento del risultato, ossia si effettua una forzatura per il ritorno al naturale e si giustifica pensandolo necessario a permettere l'incontro con la societá opposta. Ci si aspetta che in una societá ultratecnologicamente avanzata, moderna, l'individuo possa essere in grado di esprimere il proprio volere e decidere per se stesso senza influenza alcuna. Questo sembra peró essere inattuabile dato il continuo impulso informativo esterno. Il soggetto é continuamente influenzato, disturbato nelle decisioni e questo si ripercuote anche sugli individui che lo circondano e pi a loro volta su altri fino ad influenzare l'intera societá. L'influenza da esterna diventa interna e crea una vera e propria crisi (della personalitá) che coinvolge tutta la societá. Il processo distruttivo coinvolge anche la formazione stessa del pensiero, l'articolazione compiuta dell'azione che si deve compiere é interrotta e sostituita con un'azione suggerita, studiata al raggiungimento di uno scopo. La fluiditá del pensiero é interrotta e


forzata alla necessitá di un sostegno esterno che suggerisce la decisione. Immaginiamo un soggetto intento alla meditazione, al silenzio, alla ricerca di se stesso, immaginiamolo per esempio in procinto di prendere una decisione importante, il soggetto si isola e si concentra sull'obiettivo cercando di formulare la strategia adeguata al raggiungimento dello scopo ma in quello stesso momento uno stimolo esterno distrugge la formazione del pensiero portandolo a pensare ad altro. Per stimolo esterno si intende la scintilla, il disturbo che devia e distrae, lo stimolo é mirato e punta a qualcosa che é quasi quello che si vorrebbe pensare ma non é, suggerisce una soluzione vicina a quella cercata ma leggermente diversa, e quindi sbagliata perché con tutta probabilitá il soggetto non sarebbe giunto a quella conclusione in assenza dell'impulso esterno. E cosí si puó immaginare la distruzione della formazione del pensiero e giustificarla come ricerca di ulteriori soluzioni che altrimenti non sarebbero state prese in considerazione. Se l'impulso disturbatore é ripetuto il soggetto puó non arrivare mai alla conclusione voluta e puó cambiare completamente opinione giungendo alla conclusione opposta. Con il protrarsi nel tempo dell'impatto disturbatore continuo, sempre nello stesso modo, il soggetto subisce una trasformazione interna che lo porta a cambiare opinione, che lo disorienta, che lo rende dipendente dall'impulso stesso ed all'estremo lo rende incapace di agire in assenza del disturbo. Il processo distruttivo lo rende vuoto, pronto all'azione, omogeneo rispetto agli altri soggetti che subiscono lo stesso impulso. Lo scambio di informazioni che avviene quando si riceve un impulso esterno coinvolge non un solo individuo, come giá detto, ma l'intera societá. La connessione tra i due mondi ci permette un interscambio culturale, le informazioni sono scambiate istantaneamente, le notizie, le nozioni passano attraverso un canale informativo universale. L'informazione che si riceve non é completa, l'ascolto si concentra solo sull'argomento di interesse personale, il quale é spesso associato ad accadimenti privati e confuso, portando il soggetto a conclusioni con alte probabilitá d'errore. Difficile comprendere le motivazioni che generano il comportamento di qualcuno che si osserva attraverso una lente di ingrandimento, facile é il fraintendimento tra le due culture data la diversa realtá che evidenzia la differenza tra tecnologia e manualitá. É spesso non compreso il comportamento di qualcuno che vive una realtá completamente diversa dalla nostra, anche se si considerano tutti i fattori che portano alla decisione, anche se se si considerano tutti gli


eventi passati e si confrontano le differenze, é spesso confuso il motivo di una specifica azione compiuta, da parte di colui che osserva. La societá che vive di cose semplici, immersa in spazi grandi, nella natura, che non ha accesso alla tecnologia, difficilmente comprende il comportamento della societá che vive una realtá opposta. La teoria della distruzione, distrugge la realtá di entrambe le parti, fornendo un canale informativo, interattivo ed avanzato alla societá priva di tecnologia e toglie all'altra la completa funzionalitá delle attrezzature informatiche tradizionali fino ad allora perfettamente funzionanti. Il risultato é il caos per entrambi i mondi. Se il caos non é risolvibile, se non si riesce a trovare un punto d'incontro, a comprendere l'altro e le decisioni prese, l'unica soluzione é la distruzione del caos con la distruzione dello strumento informativo che permette la connessione. Le due realtá distrutte, messe in difficoltá, confuse, non possono far sltro che comunicare tra loro, cercando di trasformare il caos in un occasione di apprendimento, incontro dell'opposto.

Teoria della distruzione  

Distruction, impact and general applications