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Ricordando le sue parole una pace interna prevalse tutto il resto. Flower era il suo nome, una fanciulla dai bellissimi capelli castani raccolti sulle spalle da una lunga treccia. La giovane di origine francese viveva ormai da anni in un piccolo appartamento in affitto alle soglie del nobile borgo inglese di Powerpot. La vita nel piccolo borgo procedeva tranquilla con i suoi alti e bassi ma sempre circondata da simpatiche persone all'opera nella dimostrazione della loro felicitá. la crisi economica di quel periodo di certo non aiutava anzi, ma Flower era sempre a disposizione. Forse perché aveva capito sulla sua pelle che niente era importante a parte l'amore. Flower desiderava una grande casa con tanti fiori e piante ma era un sogno pressochè inrealizzabile, soldi non ce ne erano e a quei tempi risultava complicato persino trovare un lavoro, ma si arrangiava. Le parole del padre le risunavano nella mente ogni volta che si sentiva sola e tutte le volte che qualcosa o qualcuno la turbava. La vita nel piccolo borgo andava avanti inesorabile e c'era sempre chi raccontava l'ultima conquista. Flower era bella ma, era più bella dentro che fuori ed in quel periodo quello che c'era dentro non era di molta importanza quello che contava era avere un buon marito e tanti soldi. La dolcezza e l'empatia che Flower trasmetteva agli altri raramente era interpretata nel modo giusto, anzi a volte era estremamente fastidiosa per chi diversamente da lei puntava solo a raccogliere fondi. Ma lei non se ne importava, e continuava a sorridere e salutare chiunque incrociasse la sua strada. Da dove cominciare.... La vita in francia non aveva più alcun senso per Flower quando decise di andare altrove e cambiare vita insegiuto alla morte della madre, non perchè la madre fosse una sua grande amica anzi, ma perchè finalmente si sentiva libera di gestire la sua vita come meglio credeva. Un giorno di settembre prese la sua valigia rossa e lasciò la vecchia casa di famiglia per una nuova completamente sconosciuta vita, ma dove andare?! L'inghilTerra fu il primo posto che le venne in mente potesse essere in un certo modo sicuro e abbordabile per i pochi fondi a sua disposizione, raccolti qua e la con lavoretti di poco conto. Il viaggio fu facile e facilmente trovò un posto dove dormire, almeno per i primi giorni, il ragazzo che accettò di ospitarla era un giovane delle sue stesse origini, anche lui in cerca di quella pace che ancora dopo 5 anni non aveva trovato anzi sognava in qualche modo di poter tornare nella sua vecchia campagna a curare il suo orto. Il giovane di nome jack era gentile proprio come il fratello che avrebbe sempre desiderato avere e si prestò cosi carinamente a dormire sul divano per i pochi giorni che flower riusci a passare nel piccolo appartamentino a nord della grande città scomparsa. Flower rimase li esattamente 7 giorni, abbastanza da trovare un piccolo negozio di cioccolata che le permettesse di pagare una stanza e così detto fatto con un grande abbraccio ringraziò il giovane e riprese il cammino della sua grande avventura. 7 giorni tanti amici tanti ragazzi che come lei si dimenavano tra i grandi proprietari terrieri e nobili del tempo alla ricerca della famosa felicità. Tanti come lei che avevano lasciato famiglia e figli fratelli e


nipoti per una nuova e grande speranza, una vita migliore. Il negozio lavorava bene sopratutto nei week ends e flower era felice. I giorni passavano senza grandi problemi e il suo appartamentino diventava sempre più come casa sua, i fiori mancavano raramente e gli amici erano sempre i benvenuti, tutti ragazzi al suo stesso livello, senza soldi, senza famiglia ma con tanta voglia di fare. Flower non aveva sempre lo stesso giorno libero ma quel giorno variava a seconda delle necessità del proprietario di lasciar libera la propria moglie di fare shopping nei migliori negozi della grande città, d'altrocanto Flower non aveva voce in capitolo e tanto meno impegni cosi si prestava facilmente, era disponibile e sempre sorridente. Tutti gli altri ragazzi di buona famiglia non si sarebbero mai sognati di rinunciare al week end per lavorare, sopratutto non ne avevano bisogno, così per lei un motivo in più, flower non sarebbe mai potuta uscire con persone come loro non aveva tempo, doveva lavorare. La sua avventura era cominciata. Dopo i primi tre mesi decise di muoversi dalla grande città scomparsa, aveva sentito parlare di un piccolo borgo di nome powerpot, già il nome le piaceva, e la gente diceva che era il posto ideale per imparare l'arte in qualsiasi forma. Flower era creativa e si capiva da lontano, gia solo l'abbinamento dei colori dei suoi vestiti era artistico, il suo modo di parlare, non disegnava affatto bene e questo era una grande contraddizione ma, a lei non importava sapere disegnare perfettamente un volto o riportare alla perfezione la forma compulsa di un oggetto, lei lavorava di fantasia. Ancora ricordava il bellissimo tavolo di cristallo che la mamma teneva con grande gelosia, un giorno purtroppo fini in mille pezzi, anzi centinaia di migliaia di piccole schegge di vetro, e la causa...lei. Ci cadde sopra inesorabilmente mentre portava a tavola la pentola della minestra e inciampando fra le pieghe del tappeto, fece rovesciare tutto il contenuto sul tavolo, compresa la pentola, che di ferro battuto scoppio il vetro come solo una bomba avrebbe potuto fare. Senza specificare la reazione di collera della mamma, la giovane passo settimane in cerca di una soluzione, come rimpiazzare il tavolo della mamma. E solo dopo settimane tornò a casa con delle piccole mattonelline di vetro, le mise insieme alcune di diversi colori, le incollo, e il risultato fu speciale, meraviglioso. Peccato però alla mamma non piacesse, anzi proprio per niente, infatti decise di rimpiazzare il tavolo con uno di seconda mano rimediato da un vicino. Solo una delle tante incomprensioni che regnavano felici a nella vecchia casa madre di flower. Così quando sentì parlare del famoso borgo degli artisti, non potè fare a meno di tentare...una seconda avventura, ormai conosceva gli abitanti dell'isola e non erano poi cosi intrattabili come si diceva, e anche se veramente lo fossero stati di sicuro non sarebbe stato quello a fermarla. Il lavoro al negozio di cioccolata le piaceva e le piaceva anche tanto la cioccolata, tanto da pranzare e cenare a volte solo di cioccolata, ma c'era sempre un ma, il giovane proprietario, al quale era stato regalato il negozio, per farlo lavorare, da uno zio miliardario, era ormai stufo


di giocare e decise di venderlo per comprare una barca da fiume. Flower in un certo senso era costretta comunque a cambiare e ne approfittò per cambiare completamente, la piccola stanzetta le era oramai un po stretta con tutti i ninnoli che aveva raccolto in giro nei mercatini, aveva bisogno di uno spazio più grande. Lavorando nel negozio aveva conosciuto tante persone più o meno gentili o simpatiche ma, una era veramente speciale, debbie, debbie era una signorina di una certa età, flower non sapeva stabilire se fosse più intorno ai 40 o se gia avesse superato i 50 da tempo, dipendeva dai giorni, dai colori che indossava, dal colore dei capelli che cambiava settimanalmente e assoultamente dal parrucchire, era ricca...lei. Debbie le voleva bene ma la trattava sempre con grande delicata distanza, le dava sempre dei buoni consigli, e le consigliò powerpot, appunto. Le disse che intorno al piccolo borgo c'era un centro commerciale dove si smerciava ceramica e che sicuramente avrebbero considerato una giovane volenterosa come lei...erano sempre in cerca di qualcuno. Chissà perché poi, se lo era chiesto flower, e poi lo capì.

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Flower  

E' una ragazza e le piace viaggiare. Romanzo o meglio short story, che descrive il coraggio di libertà di una ragazza che abbandona tutto pe...

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