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LUNEDÌ 11 FEBBRAIO 2019

QUOTIDIANO INDIPENDENTE DEL BELLUNESE - EDIZIONE DEL LUNEDÌ € 1,20 ANNO XXVI-N¡ 41

BELLUNO- PIAZZA MARTIRI, 26/B TEL. 0437/957.711

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SANREMO, POLEMICHE SU VOTO E VINCITORE

LA NEVE NON FERMA LA FESTA DI DOSOLEDO

LEONE / A PAG. 13

OLIVOTTO / A PAG. 14

i nodi del governo

sfida a salvini e di maio

Tria in campo su Bankitalia «Indipendenza da difendere»

l’ultimatum

Autonomia, Zaia minaccia «Intesa subito o salta tutto» Il governatore chiede garanzie certe, è scontro con Toninelli sulla gestione delle autostrade «Il 15 febbraio vogliamo risposte sulla bozza esistente. Se non lo fanno, non firmo più le carte»

Il ministro Giovanni Tria

«Noi veneti vogliamo l’autonomia, e il 15 febbraio il governo dovrà darci una risposta su una bozza che c’è già. Ma ci sono cose che ho chiesto e vedo che non sono condivise, come il fatto che la Regione Veneto si prenda le concessioni delle autostrade. Non mi sembra una blasfemia: autonomia vuol dire anche questo. Se non ci danno quello che vogliamo, io non firmo più le carte». Autonomia, per la Regione Ve-

neto, dovrà voler dire tra le altre cose anche la gestione diretta della rete autostradale, altrimenti Luca Zaia farà saltare la trattativa sull’autonomia. Il governatore del Veneto ieri mattina a Treviso davanti alla platea che celebrava i 70 anni del Mandamento di Treviso della Confartigianato, al teatro Del Monaco, ha sparato ad alzo zero contro il ministro 5 Stelle delle Infrastrutture Danilo Toninelli. ZAGO / A PAG. 6

confindustria

Presidente Ance «Più controlli sui ribassi degli appalti» Il governatore Luca Zaia

L'indipendenza di Via Nazionale «va difesa». Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, finora rimasto ufficialmente silente nell'affaire Bankitalia, esce allo scoperto dopo due giorni di polemiche sui vertici della banca centrale ed esplicita con poche parole, «ovvie e persino banali», la sua posizione. Una posizione che viene interpretata immediatamente come di aperta opposizione a quella dei due vicepremier, Di Maio e Salvini, ma che il ministro, per evitare nuove spaccature nel governo, definisce di difesa quasi scontata, delle istituzioni del Paese. / PAGINE 2 E 3

verso il top 500

Mario Nocivelli «Costan, punta di diamante del gruppo Epta» Una delle realtà economiche più importanti del Bellunese, ma non solo, Epta che ha il marchio Costan. VIETINA / A PAG. 8

L’OPINIONE

lamon

+03* / A PAG. 4

MORTE DI ELUANA E IL SILENZIO SULL’EUTANASIA

P

er non dimenticare. Dieci anni dalla morte di Eluana Englaro, giunti dopo altri diciassette di calvario per lei e la famiglia.

SANTOMASO / A PAG. 7

Un nuovo marchio per le Dolomiti bellunesi Alla Bit di Milano è stato presentato il nuovo marchio delle Dolomiti bellunesi, attorno al quale verrà costruita l’identità turistica del territorio, con oltre trenta prodotti

collegati. Un logo molto semplice, con la scritta a stampatello e colorata. Davandi ad essa il brindisi degli amministratori. SCOTTINI / A PAG. 7

sci nordico - i tricolori allievi

Terza medaglia in tre giorni per la De Martin

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ue ori e un argento per la comeliana Iris De Martin ai campionati Allievi di sci nordico a Schilpario.Dopo il primo e il secondo posto delle prime due giornate, ieri la bellunese ha completato il trionfo con il successo nella staffetta del Veneto. TANCON / A PAG. 36

Batterio killer mercoledì l’autopsia del veneziano Si farà mercoledì l’autopsia di Franco Costa, il veneziano residente a Lamon, morto per endocardite. A PAG. 11


III

Primo Piano

Lunedì 11 Febbraio 2019 www.gazzettino.it

La crisi in Comune

«È Paron a volere la testa di Duò» Borgato, fedelissimo di Bergamin, esce allo scoperto e accusa il gruppo di Avezzù di tenere tutti sotto scacco `

POLITICA ROVIGO «Paolo Avezzù, o meglio Claudio Paron, tiene sotto scacco tutti, come è successo con Piva». Un film già visto secondo Renato Borgato, già Udc, in questo momento confluito nel gruppo consiliare di Forza Italia come indipendente, un po’ come il senatore Antonio De Poli in Senato, che proprio nella lista di Area Popolare, a sostegno della candidatura a sindaco di Paolo Avezzù, è stato eletto in consiglio comunale.

IL PRECEDENTE Sembrano ormai passati secoli dal giugno 2015 e molto è cambiato, a Palazzo Nodari come fuori. Nonostante le scintille del passato, Borgato è tuttavia uno dei pochi a mantenere fermo il proprio sostegno all’attuale sindaco e ad esprimerlo pubblicamente, mentre molti nella maggioranza in questo momento preferiscono un imbarazzato silenzio. In particolare, il consigliere centrista sembra puntare il dito soprattutto sullo “strappo” compiuto da Avezzù, che ha annunciato l’uscita dalla maggioranza con un duro documento firmato insieme ai due consiglieri dell’altra lista che lo aveva sostenuto come candidato sindaco, Obiettivo Rovigo, Carmelo Sergi e Luca Paron, che di Claudio, ex componente del cda di Ascopiave, citato da Borgato, è il figlio. Proprio il “passo indietro”, o “passo in avanti”, dipende dai punti di vista, compiuto dai tre consiglieri di Obiettivo Rovigo, è stato il passaggio che

IL CONSIGLIERE CENTRISTA SOTTOLINEA I RISULTATI POSITIVI MATURATI NELL’ULTIMO PERIODO DI GESTIONE DELLA SOCIETÀ

Il nodo delle partecipate si conferma cruciale per la soluzione della crisi: Asm spa ed Ecoambiente nel mirino `

ha fatto saltare la maggioranza.

VERTICI ANCHE OGGI Oggi si terranno incontri per cercare una via di ricomposizione della crisi con i vertici di Lega e Forza Italia, che hanno gruppi formati rispettivamente da 8 e 3 consiglieri. A loro si aggiungono gli altri due “centristi lealisti” di Presenza cristiana, con il totale che arriva a 13. Per restare in sella ne servono 17. Dei fuoriusciti dalla maggioranza, Alberto Borella, eletto nelle fila di Obiettivo Rovigo, e Daniela Goldoni, subentrata in quota Lega dopo le dimissioni di Cristina Pietropoli, hanno già attestato la propria volontà presentandosi dal notaio per sottoscrivere le dimissioni, attualmente congelate. I riflettori si puntano, allora sugli altri consiglieri che al momento non si sono ancora pronunciati: il tosiano Antonio Rossini, insolitamente silente, e gli indipendenti Simone Dolcetto, uscito dal gruppo di Forza Italia, e Matteo Zanotto, che ha abbandonato la Lega.

CENTRODESTRA IN FIBRILLAZIONE Da sinistra, i consiglieri comunali Luca Paron e Carmelo Sergi e Claudio Paron, già nel cda di Ascopiave

Il Pd verso le primarie

Zanellato lascia la Commissione per tirare la volata a... Montalbano

PARTECIPATE Secondo Borgato, ago della bilancia potrebbe essere Paron, «che vuole che sia mandato a casa tutto il consiglio di amministrazione di Asm e che non sia confermato il cda di Ecoambiente. Pure il gruppo consiliare della Lega è sulla stessa linea, in particolare su Duò, mentre su Gibin non hanno sollevato eccezioni. Io sono tremendamente disgustato e sono andato a vedermi il bilancio di Asm: in una società contano i numeri e, pur avendo una passività superiore ai 7 milioni ereditata nel 2016, i debiti a breve sono 6.497.000. L’utile netto 2016 è 118.000 mentre nel

FORZA ITALIA Renato Borgato

SIA LA LEGA CHE FORZA ITALIA HANNO CHIESTO A BERGAMIN DI METTERE MANO AD ASM ED ECOAMBIENTE

A Rovigo la politica è sospesa in un limbo fuori dal tempo, con l’eventualità del voto in primavera sempre più remota, visto che anche se il sindaco dovesse presentare oggi le proprie dimissioni non ci sarebbero più i tempi tecnici per evitare il commissariamento, perché per legge diventano efficaci e irrevocabili solo trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al consiglio e il 24 febbraio è indicato come il termine ultimo per poter andare subito al voto. Intanto il Pd sta affrontando il proprio congresso e, superate le travagliate convenzioni dei circoli, tutti sono in fibrillazione per le primarie

del 3 marzo. In vista di questo traguardo Angelo Zanellato annuncia in una nota di essersi dimesso da presidente e componente della Commissione provinciale per il congresso, con la guida appannaggio dell’avvocato Franco Modena. «Lo avevo già preannunciato - scrive - che, subito dopo l’assemblea provinciale mi sarei dedicato alla divulgazione dell’idea di Pd che Luca Zingaretti (in realtà il candidato alla segreteria è Nicola, l’altro è il fratello “Montalbano”, ndr) sta cercando di far conoscere. Quindi ritengo che il mio lavoro sia più utile sul territorio».

2017 è aumentato del 1200% risultando 1.544.000. Voi capite bene che l’abbattimento dalle banche di un milione è un risultato straordinario. Il capitale netto 2016 è 11.646000, mentre nel 2017 è ben oltre i 13 milioni. La posizione finanziaria è calata da -5.513.000 a -4.400.000. Meno ne hai, meglio è. Interrompere un trend di un percorso industriale di questo tipo è una follia. Sono i macronumeri che testimoniano l’aumento societario. Cambiare il presidente di una società per azioni non è come cambiare un assessore. E qual è l’azionista che manda all’aria un progetto industriale che va a meraviglia? Non solo, la nomina scade fra un anno e se Duò si dovesse dimettere perché non piace a Paron c’è il rischio dell’azione di responsabilità. Ma contano purtroppo altre logiche, personalistiche. O poco trasparenti, come la firma dal notaio». Francesco Campi

Azzalin: «Alla fine per il centrodestra è tutta una questione di poltrone» IL PUNTO ROVIGO Il paradosso è che se la maggioranza non arriva a 17, un’analoga difficoltà a raggiungere questo numero la sta incontrando l’opposizione. Due sono le strade percorribili per far cadere il sindaco: l’approvazione di una mozione di sfiducia, che deve essere presentata da almeno due quinti dei consiglieri, in questo caso 13, anche se poi per essere approvata necessita della maggioranza dell’aula, oppure le dimissioni di oltre la metà dei consiglieri, 17 appunto. Venerdì nello studio del notaio Santoro in via Silvestri si sono trovati in 10: Nadia Romeo con Nello Chendi, Giorgia Businaro e Mattia Moretto per il Pd, Silvia Menon con Marco Bonvento e Mattia Milan per la Lista Menon, il Cinquestelle Francesco Gennaro e gli indipendenti, ex Obiettivo Rovigo e Lega, Alberto Borella e Daniela Goldoni. Dovrebbero aggiungersi nelle prossime ore anche l’ulte-

riore consigliere del gruppo Pd Andrea Borgato e l’ex pentastellato Ivaldo Vernelli. Totale 12. Il consigliere Matteo Masin, di Coscienza Comune, ha già preannunciato che non solo non si presenterà dal notaio, ma nemmeno voterà la mozione di sfiducia, perché che Bergamin resti sindaco di Rovigo è «una questione che interessa la maggioranza».

LA POSIZIONE DELLA REGIONE Il consigliere regionale del Pd Graziano Azzalin attacca: «Capisco l’imbarazzo della Lega, di cui Bergamin è espressione, ma non capisco perché le altre forze continuino a giocare al rialzo

DURA ANCHE MENON: «IMPOSSIBILE CAPIRE CHI NON APPROFITTA DELLA CRISI PER FAR FINIRE LA GIUNTA»

sulle poltrone, quando il problema non è di chi ci mette il sedere, ma di chi ci perde la faccia. Anche nelle fila di quella che dovrebbe essere l’opposizione, c’è chi preferisce che la città resti nelle mani di questo sindaco: bene ha fatto chi ha forzato la mano andando dal notaio, mettendo nero su bianco la propria decisione di staccare la spina, subito e senza tanti giri di parole, a questa amministrazione disastrosa. Che sia tale lo ha detto il presidente del consiglio Paolo Avezzù, che nel tentativo di rifarsi una verginità politica ha scritto cose condivisibili e durissime. Parlando di atteggiamenti autoritari e prevaricatori, lungi dall’essere segno di forza, del primo cittadino, che hanno portato Rovigo ad essere tagliata fuori dalle scelte economico-politiche e dei servizi industriali pubblici a livello provinciale, limitandone di fatto il peso nelle partecipazioni societarie ed il valore patrimoniale. Questo dice chi ora è arrabbiato per la

mancanza di careghe».

REGIONE ALLA FINESTRA Ma, secondo Azzalin, «i cittadini vedono soprattutto una città allo sbando, senza una guida e senza un’idea, che sprofonda errore dopo errore. Non saranno le dimissioni di Duò o qualche assessorato, né qualche prebenda per qualche consigliere a cambiare la rotta di un’Amministrazione che ha fallito su tutta la linea. E che crea imbarazzo prima di tutto alla Lega, che governa la Regione. Ma lo stesso Zaia assiste impotente alla disfatta del suo partito in uno dei sette capoluoghi del Veneto, ridicolizzato e affossato. Chi tiene a Rovigo, se c’è, batta un colpo. Bastano 17 colpi per voltare pagina. Ma i “pistoleri” del centrodestra in questo momento preferiscono stare nascosti nel buio».

OPPOSIZIONE ASSENTE Duro anche l’affondo di Silvia Menon: «Avevamo capito male. Credevamo che in maggioranza

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FIRME DAL NOTAIO Graziano Azzalin e Nadia Romeo, capogruppo Pd

ci fosse qualcuno che si vergogna di sostenere un sindaco che ci rende ridicoli in tutta Italia e che in 4 anni non ha risolto nemmeno uno dei problemi della città. Pensavamo fosse scontato che chi siede all’opposizione voglia approfittare di ogni occasione per mandare a casa il sindaco. Invece abbiamo scoperto che per Avezzù, Forza Italia, Presenza Cristiana e Lega è solo un problema di posti in giunta e nelle

partecipate, cioè di “careghe”. Abbiamo scoperto che Masin ha a cuore la delibera di bilancio della Giunta Bergamin più dei leghisti. E abbiamo avuto la conferma che Rossini è ormai arruolato nell’esercito di Massimo e Paolo. Buono a sapersi: è bene che i cittadini sappiano cosa votano. La frase che più si ripetono è che con un po’ di asfalto la gente dimenticherà: vedremo». F.Cam.


DEL LUNEDÌ

il Quotidiano

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del NordEst

ANNO 133- N° 6

VENEZIA MESTRE

Lunedì 11 Febbraio 2019

Venezia “Iniezioni” di acqua dolce per salvare la laguna

L’intervista Ferruccio Brugnaro: «Io, da sempre poeta operaio»

Calcio La Juve riparte, Sassuolo travolto 0-3 i bianconeri allungano +11 sul Napoli

Pittalis a pagina 11

Munaro a pagina II

www.gazzettino.it

Mauro a pagina 17

Manuel: «Appena sveglio ho pensato a Bebe Vio» `Intervista

al giovane: «Lo sparo e il dolore mi ricordo tutto» Alessia Marani

«R

icordo tutto di quella notte all’Axa, almeno fino a quando non ho sentito il forte dolore per lo sparo e sono caduto a terra di fronte alla tabaccheria. Poi al risveglio, quando ho saputo quello che mi era successo e ciò che mi aspetterà, ho im-

maginato il mio futuro “diverso” e ho pensato subito a lei: a Bebe Vio, è lei la mia eroina». Manuel Bortuzzo stringe il telefonino che i genitori gli hanno riconsegnato e quando parla della campionessa paralimpica, la sua voce tradisce la commozione. Trema, quasi piange. Nella stanza della Terapia Intensiva dell’ospedale romano San Camillo, papà Franco e Paolo Barelli, presidente della Federnuoto, ormai uno di famiglia, non lo lasciano per un attimo. Segue a pagina 7

Venezia

Ladri di biciclette, rubata la Bianchi del 1948 appartenuta a Fausto Coppi

INTERVISTA Manuel Bortuzzo

Hanno rubato una bici di Fausto Coppi. Il furto è avvenuto nel primo pomeriggio di ieri a Villa Farsetti di Santa Maria di Sala (Venezia) in occasione della mostra di foto e di 130 biciclette storiche dei campioni organizzata per l’arrivo della 18° tappa del 102°

Giro d’Italia nella cittadina (il 30 maggio con partenza da Valdaora/Olang, Bolzano). La bici, realizzata dalla “Bianchi” nel 1948, era dotata del primo cambio a bacchetta per la Parigi-Roubaix : il campione la usò l’anno dopo e si piazzò 12°. Coppola a pagina 10

«Autonomia vera o non firmo» L’altolà di Zaia: «Venerdì il governo dovrà approvare la bozza presentata, diventerà un contratto blindato»

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Test regionali

Abruzzo, avanti il centrodestra La Lega tentata dal rimpasto l vicepremier accarezza il successo in Abruzzo. La tentazione di Salvini, se il voto andrà benone e la Lega supererà il M5S (i primi instant poll danno il centrodestra avanti al 44%, il centrosinistra al 30% e il M5s al 24%), è quello di iniziare a far trapelare la voglia di rimpasto nel governo già prima delle europee. Se Salvini è pronto a capitalizzare il risultato, c’è anche Luigi Di Maio. Più che cauto. L’incubo del terzo posto, dietro al Pd fa tremare e non poco i Cinque Stelle. Canettieri e Sgardi alle pagine 2 e 3

I

«Il 15 febbraio il governo dovrà approvare la bozza di autonomia presentata. Se non ci danno quello che vogliamo, io non firmo». Ventitré materie e un’autonomia vera: per il governatore del Veneto, Luca Zaia, non c’è spazio per il compromesso. Ma, insieme, acceleratore premuto sulle grandi opere: «La Tav si deve fare. Nessun referendum: soldi buttati via. Avanti con il completamento. Ed entro il 2020 avremo chiuso anche la Pedemontana». A braccio, per 15 minuti, Zaia racconta la sua idea di Italia. In platea, per i 70 anni di Confartigianato Treviso, siede il popolo della piccola impresa. «Quest’intesa - dice ancora Zaia - diventa un contratto blindato, andrà alla Camera e al Senato per essere votata, senza la possibilità di apporre modifiche. Tutto alla luce del sole. È bene che i cittadini sappiano chi fa, chi non fa e chi tira il freno a mano». Filini a pagina 9

La cerimonia. Foibe, a Basovizza il Giorno del ricordo

Salvini: «I martiri sono tutti uguali» BASOVIZZA Il ministro al giorno del ricordo: condanna di tutti i negazionismi. Agrusti a pagina 6

Politicamente corretto, il colpo di coda di Sanremo

Mario Ajello

È

il colpo di coda, o il risveglio, del politicamente corretto. Che si sentiva messo all’angolo, schiacciato dalla supremazia del popolo sovrano e perfino sovranista, impossibilitato a mostrare la sua vecchia supremazia perché quel tempo non c’è più. Ma a Sanremo, il politicamente corretto ha cercato di risorgere dalla propria crisi - dando la vittoria a Mahmood anche se il voto popolare è stato tutto a favore di Ultimo - e questa vittoria delle élites, cioè la giuria di esperti e giornalisti sostenuta dal progressismo nazionale anti-Salvini, è potuta accadere grazie al fatto che la canzone del giovane cantante di padre egiziano ha qualcosa nei suoni e nei toni di più innovativo rispetto all’altra e ne giustifica in qualche modo il successo. Questo piano perfetto per la riscossa si è insomma poggiato su un fatto musicale. E così l’oligarchia dei sapienti - per usare la terminologia dei loro nemici - ha imposto il proprio volere sulla (...) Segue a pagina 23

Passioni & Solitudini

Padova

Castità: un valore, un problema, una scelta

Orrore nel palazzo del degrado: ucciso e bruciato Orrore in un residence all’Arcella, a Padova: i carabinieri hanno trovato il corpo semicarbonizzato di un uomo in uno degli appartamenti della struttura. Sotto torchio due persone: una, che è stata trovata ferita e che ha dato l’allarme dicendo di essere stato aggredito, e un’altra che ospitava la vittima e che ha cercato di fuggire prima dell’arrivo dei militari. Lucchin a pagina 7

Il commento

Alessandra Graziottin

A È un medicinale. Leggere attentamente il foglio illustrativo. Non somministrare al di sotto di 12 anni. Autorizzazione del 17/04/2018.

rrivare casti al matrimonio, oggi: perché? La dichiarazione del cantante Justin Bieber di essersi sposato dopo tre mesi di relazione casta con la donna che ora è sua moglie ha rilanciato una scelta che sembrava appartenere al trapassato remoto. Al punto che anche l’abito bianco nuziale non è più un simbolo di castità, ma solo un aspetto della coreografia matrimoniale. Un “dressing code” scenografico per una cerimonia (...) Segue a pagina 23

REDAZIONE: via Torino 110 - 30172 Venezia Mestre - Tel. 041.665.111 ∆ “Ritratti Veneziani” Vol. 2 € 6,90* ∆ “Il Ponte di Rialto” € 12,90 (solo edizione Venezia)* ∆ “Calendario Barbanera 2019” € 2,90* - *Il prezzo degli abbinamenti è aggiuntivo al prezzo de “Il Gazzettino” e fino ad esaurimento. La promozione è valida solo per l’area della provincia di edizione. Spedizione in abbonamento postale: DL 353/’03 (conv. in L. n. 46 del 27/02/04) art. 1 comma 1, VE

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LUNEDÌ 11 FEBBRAIO 2019 IL MATTINO

REGIONE

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La sfida a Roma

«Le autostrade o non firmo l’autonomia» Minaccia di Zaia al governo Conte, è scontro con Toninelli sul trasferimento della rete e delle concessioni al Veneto Alessandro Zago TREVISO. «Noi veneti voglia-

mo l’autonomia, e il 15 febbraio il governo dovrà darci una risposta su una bozza che c’è già. Ma ci sono cose che ho chiesto e vedo che non sono condivise, come il fatto che la Regione Veneto si prenda le concessioni delle autostrade. Non mi sembra una blasfemia: autonomia vuol dire anche questo. Se non ci danno quello che vogliamo, io non firmo più le carte». Autonomia, per la Regione Veneto, dovrà voler dire tra le altre cose anche la gestione diretta della rete autostradale, altrimenti Luca Zaia farà saltare la trattativa sull’autonomia. Il governatore del Veneto ieri mattina a Treviso davanti alla platea che celebrava i 70 anni del Mandamento di Treviso della Confartigianato, al teatro Del Monaco, ha sparato ad alzo zero contro il ministro 5 Stelle delle Infrastrutture Danilo Toninelli, che poche ore prima aveva scandito il proprio «no» alla cessione delle autostrade alle Regioni che chiedono l’autonomia. Ossia uno dei punti cardine del documento di Zaia. Un «no» quello di Toninelli che ha fatto infuriare il governatore, durissimo ieri nel suo intervento dal palco, tanto che il passaggio «autonomia come diciamo noi, senza patti al ribasso, altrimenti non firmo più le carte» faceva anche intendere: blocco tutto, anche la Regione. Ma poi, sbollita la rabbia per il gioco in contropiede dei 5 Stelle sulle grandi opere, ha precisato: «Bloccare la Regione non firmando i suoi atti non si può, vorrebbe dire interruzione di pubblico servizio. Ma non firmare più un accordo sull’autonomia che non ci dia vera autonomia, quello sì». Uno Zaia furioso, applaudito a più riprese dal popolo delle partite Iva che rabbrividisce al solo sentir parlare di reddito di cittadinanza, altro

cavallo di battaglia dei 5 Stelle. «Noi vogliamo l’autonomia», ha ribadito Zaia dal palco, «e chiediamo 23 materie che sono esattamente quelle previste dalla Costituzione. La nostra non è un’ autonomia contro qualcuno. È scritto nella Costituzione che la possiamo chiedere. E lo abbiamo fatto in maniera civile, con un referendum con il quorum, che ha passato bril-

Braccio di ferro su Tav «Va realizzata subito e senza un referendum Basta perdere tempo» lantemente l’esame. Vogliamo un’autonomia vera, perché non rubiamo i soldi al sud, non li rubiamo a nessuno: sono soldi nostri. E pensare che ancor oggi in Italia si sprecano 30 miliardi di euro l’anno nella pubblica amministrazione... Sarà pur vero allora che qualcuno deve entrare in questa stanza buia e accendere la luce, e il sistema è quello dell’autonomia». I passaggi sull’autonomia: «Il 15 febbraio il governo dovrà darci una risposta su una bozza che c’è già. Entro il 21 marzo dobbiamo chiudere con l’intesa. La Costituzione prevede che una volta firmato l’accordo sul contratto la Regione del Veneto e il governo, e quindi il presidente della Regione e il presidente del consiglio Conte firmino l’intesa, che diventa un contratto blindato che alla Camera e al Senato dovrà essere approvato senza modifiche». Toninelli boccia anche la Tav? Zaia gli replica così: «Io penso e dico invece che la Tav debba essere realizzata. Un referendum sulla Tav? Non siamo disponibili a farlo, sono solo soldi buttati via. Il Veneto si è già espresso a sufficienza sulle grandi opere. E infatti abbiamo il più grande cantiere d’Italia, quello della Pedemontana, che terminerà nel 2020». —

Botta e risposta

L’ultimatum del presidente A sinistra Luca Zaia mentre stringe la mano agli artigiani a Treviso e in alto nella foto piccola il ministro Toninelli: il presidente del Veneto lo critica per i ritardi sulla Tav Brescia-Padova e Torino Lione e per il veto alla cessione delle autostrade.

audizione in commisisone parlamentare

I tempi dell’intesa si allungano la bicamerale convoca Stefani PADOVA. Non c’è solo il brac-

cio di ferro Zaia-Toninelli sulle autostrade a frenare l’autonomia. Il 15 febbraio a Roma non si firmerà alcun accordo, ma al presidente del consiglio Giuseppe Conte verranno consegnate le tre bozze elaborate da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna con il ministro Erika Stefani che oggi sarà a Bologna, dal governatore Stefano Bonaccini, per illustrare i contenuti dell’intesa. L’ultimatum di Zaia non preoccupa Salvini e Di Maio, alle prese con il voto per “salvare” il ministro degli Interni dal processo per il caso Diciotti, anche perché il mi-

“Vergogna” e fischi per la Scardellato che negato la sala del cinema al fondatore di Libera. Dibattito su migranti, Europa e solidarietà

Don Ciotti, tutto esaurito a Oderzo Chi resta fuori contesta il sindaco ODERZO. Teatro Brandolini pieno e gente lasciata fuori, ieri per l’incontro con don Luigi Ciotti, fondatore di Libera. E contestazioni alla sindaca della Lega Maria Scardellato, che ha negato il teatro comunale Cristallo, con 600 posti a sedere. Le 400 persone rimaste fuori sotto la poggia hanno gridato “vergogna” alla sin-

daco che poi è stata contesta anche in sala. Don Luigi Ciotti, che continua il suo tour sulla legalità e la lotta alla mafia, ha parlato delle vere emergenze sociali. «Vi prego, a me non piacciono i tifosi, i fans, che siano da una parte o dall’altra», ha detto don Ciotti bloccando l’applauso che era scaturito dal

suo primo saluto alla platea. Poi, finalmente, il protagonista della giornata ha avuto modo di parlare. Ha evitato ogni polemica, salvo ricordare «di quante parole di odio sia necessario fare una dieta». Ha parlato di marginalità sociali, «senza dimenticare la necessità di fare per gli altri, attraverso il vo-

nistro Stefani prima di consegnare il dossier, sarà in audizione alla commissione bicamerale per le Regioni guidata dalla grillina Corda. Poi ci sarà il bis con la conferenza Stato-Regioni, presieduta da Bonaccini, per illustrare cosa cambia concretamente con l’autonomia differenziata prevista dall’articolo 116 della Costituzione: sono già 9 i governatori che hanno fatto richiesta di aprire il negoziato. I tempi si allungano perché il Parlamento vuole essere informato sui contenuti delle tre intese prima della firma che rende non più modificabili le leggi da ratificare o bocciare a

lontariato», ma anche attraverso semplici gesti quotidiani, non dimenticando mai il valore delle persone. E poi: «Anche l’Europa è ormai un mercato delle vacche: sette migranti li prende la Francia, quattro noi, altri tre vanno da un’altra parte. Sulla pelle della povera gente». E poi la lotta alla mafia, un cancro che ha invaso anche il Nord Est. Non è un caso se il prossimo 21 marzo, la Giornata del ricordo e dell’impegno per le vittime delle mafie si terrà in una delle più nordestine delle città, Padova: «C’è il rischio che per molti la mafia sia ancora quella che ha ucciso Falcone e Borsellino. Per molti, siccome non ci sono più morti le mafie son sparite. La criminalità organizzata è tornata for-

maggioranza assoluta dalle due Camere. Se ne andrà non solo febbraio, ma anche marzo, visto che Salvini, parla di “autonomia come regalo della primavera” che il calendario indica dal 21 marzo al 20 giugno. Zaia però non fa alcun passo indietro. Il “padre costituente” del nuovo regionalismo nato con il referendum del 22 ottobre 2017 ha chiesto tutte le 23 competenze e il traguardo è senz’altro raggiunto per quanto riguarda i “titoli” scritti all’articolo 117, ma quando si scende nei dettagli allora le distanze si allargano e diventano incolmabili.

DON LUIGI CIOTTI IERI A ODERZO IL FONDATORE DI LIBERA HA PARLATO DI LEGALITÀ

La mafia non è sparita ma è tornata forte e flessibile Allarme corruzione guai a sottovalutare questa emergenza

Se Cgil Cisl e Uil minacciano lo sciopero generale contro il ministro Bussetti che vuole istituire graduatorie regionali per le nuove assunzioni degli insegnanti in servizio nelle scuole di Veneto e Lombardia, il ministro Toninelli ha opposto un fermo no alla richiesta di trasferire le autostrade e le reti ferroviarie alle Regioni. Materia non negoziabile, sono asset strategici per il bilancio dello Stato con le controllate Anas e Fs-Rfi. Zaia però vuole la devolution delle concessioni delle autostrade per creare la holding a Nordest con Fedriga e Fugatti, ma i contratti firmati con Abertis-Benetton sulla A4 Serenissima Padova-Brescia e poi con Cav e Autovie Venete, controllate in parte da enti pubblici, non si possono annullare se non a scadenza naturale. Come uscirne? Con tanta pazienza. Ci vorranno anni, non mesi. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

te e flessibile. Bisogna fare attenzione all’area grigia, molto complessa da individuare dalle forze dell’ordine e dalla magistratura. Serve più attenzione, da parte di tutti. Le mafie e la corruzione ci sono anche qui: non dobbiamo sottovalutare il problema», ha scandito don Ciotti. Alla fine una stretta di mano con la sindaca che non l’ha voluto al teatro Cristallo, con un veto politico che non ha precedenti nella nostra regione, come se il cinema di Oderzo fosse una proprietà privata riservata agli amici e non una struttura pubblica. Un oltraggio alla democrazia e alla libertà di pensiero, cui ieri ah tentato di porre rimedio con pessimi risultati. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI


LUNEDÌ 11 FEBBRAIO 2019 LA NUOVA

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VENEZIA

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iL dibattito

L’organiZZaZione

«La tassa respinge i turisti Il bilancio non si sana così»

Carnevale e sicurezza A San Marco in 23mila I vigili urbani con il Gps

Nuovo affondo del ministro del Turismo Centinaio (Lega) contro Brugnaro E intanto oggi si accende la discussione sull’istituzione della Ztl per le auto

Carlo Mion

Il ministro del Turismo, il leghista Gian Marco Centinaio, non riesce proprio a digerire la tassa di sbarco, pur prevista dal suo governo per Venezia. E ieri, dopo il polemico tweet di qualche giorno fa, alla Borsa del Turismo di Milano è tornato a ribadirlo. Con un affondo. Con le tasse di ingresso «rischiamo di diventare turista repellenti», ha detto il ministro parlando con i giornalisti. «Vorrei evitare in futuro di dover commentare dati bassi di afflusso turistico semplicemente perché qualcuno deve sistemare i propri bilanci», ha aggiunto. In particolare, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, «decida quel che vuole, è nelle sue competenze non gli dico bravo o cattivo. Dico che in Italia si chiede di aumentare sempre più il numero di turisti, però contemporaneamente abbiamo la tassa di soggiorno, la tassa di ingresso a Venezia, in Sardegna qualcuno propone la tassa di sbarco e in alcune isole minori c’è già». Il rischio, ha concluso, è che «i turisti vadano da un’altra parte». Parole che, c’è da giurare, alimenteranno nuove polemiche in città, dove la discussione sulla tassa di sbarco - in particolare per ciò che riguarda la Ztl, sta entrando nel vivo. Perché a Giunta chiede in pratica una delega in bianco al Consiglio comunale per stabilire le nuove tariffe della Ztl che colpiranno, oltre ai bus turistici che arrivano a Venezia, come avviene già da diversi anni, anche le auto private che saranno chiamate a contribuire in questo modo alla nuova imposta di sbarco. Oggi in Commis-

FESTA SULL’ACQUA

I varchi utilizzati quest’estate, prima sperimentazione per le gestione dei flussi turistici

sione consiliare l’assessore alla Mobilità Renato Boraso illustrerà i contenuti della relativa delibera. In essa si precisa che con un altro provvedimento della Giunta «si provvederà ad approvare le tariffe degli accessi alla zona a traffico limitato di Venezia centro storico, tenuto anche conto della disciplina del contributo di accesso alla Città Antica e alle altre isole minori della laguna», previsto dall’emendamento parlamentare che istituisce l’imposta di sbarco, «nonché ad approvare le deroghe, le riduzioni e le esenzioni dal pagamento per determinate categorie di veicoli anche in relazione agli status degli utilizzatori». Tutto dunque è demandato a una nuova delibera che fisserà anche per le auto tariffe e esenzioni dell’imposta di sbarco. La deliberà oggi all’esame della Com-

La rissa

Calci e pugni a Rialto dopo una serata alcolica Si sono picchiati di santa ragione, colpa anche l’alcol che avevano in corpo. I due stranieri non si sono risparmiati come hanno raccontato alcuni testimoni e da come si può vedere dalle telecamere del sistema di videosorveglianza che c’è a Rialto, Alla fine per terra sono rimaste parecchie tracce di sangue. L’intervento di una pattuglia del Commissariato di San Marco ha fatto smettere i due.

Ventitremila persone distribuite tra piazza e piazzetta San Marco. Tremila in più rispetto allo scorso anno, prima edizione del volo dell’Angelo con numero chiuso nell’Area Marciana. Meno cinque giorni all’inizio del Carnevale che apre con la Festa sull’Acqua in canale di Cannaregio sabato prossimo e chiude il 5 marzo. Venerdì scorso ultimo Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica riguardante le misure principali. Altre due riunioni del comitato sono previste prima dei voli dell’Angelo (24 febbraio) e dell’Aquila (3 marzo).

I due mentre si azzuffano

La giunta chiede una sorta di delega in bianco per poter decidere le tariffe missione dà inoltre mandato «alla Giunta comunale e alle direzioni competenti di adottare gli atti volti a realizzare un sistema telematico di pagamento delle tariffe e di controllo elettronico degli accessi alla zona a traffico limitato del centro storico di Venezia per tutte le categorie di veicoli assoggettate». Si tratta in pratica di una delibera di indirizzo e per questo l’opposizione, a cominciare dal Pd, annuncia battaglia in Commissione perché chiede dati e cifre precise, a cominciare dai limiti tariffari che il Co-

Sono da poco passate le 23 di sabato quando ai piedi del ponte di Rialto, lato ruga Rialto, due stranieri, molto probabilmente magrebini, iniziano a litigare. Gridano parole incomprensibili e iniziano pure a spintonarsi. A quel punto il passaggio alle vie di fatto è inevitabile. Si prendono a pugni e a calci. Salgono alcuni scalini e ancora volano pugni. Ad un certo punto entrambi finiscono a terra. Continuano a picchiarsi. Dai loro volti inizia ad uscire del sangue. Qualcuno passa accanto a loro e indifferente si allontana. Ma altri invece chiamano il 113. Sul posto la centrale della Questura invia una pattuglia del Commissariato di

mune intende fissare per le auto, per dare il via libera al provvedimento. Sarebbero circa 10 milioni l’anno complessivamente le auto che ogni anno passano per il Ponte della Libertà per dirigersi a Piazzale Roma, al tronchetto e alla Marittima. Pur scontando i passaggi dei veneziani e dei pendolari che vengono per lavoro - e che non dovrebbero quindi essere assoggettati al tributo resta un numero importante di autoveicoli che dovrebbero essere chiamati a pagare la Ztl con possibili introiti milionari per Ca’ Farsetti. Sul regime di esenzioni inoltre, è da capire che quella applicata ai cittadini veneti - già invocata dal presidente della Regione Luca Zaia e concessa dal Comune - potrà essere effettivamente applicata a chi arriva in auto. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

San Marco impegnata nel controllo del territorio. Prima dell’arrivo dei poliziotti i due si erano allontanati. Per terra le tracce di sangue uscito dai loro nasi. Due settimane fa, sempre di notte, tre magrebini ancora sul ponte di Rialto avevano aggredito e picchiato a scopo di rapina, due turisti francesi. Il bottino era stato misero, in compenso l’uomo della coppia era finito all’ospedale e i colpi ricevuti. Gli aggressori durante la rapina avevano fatto cadere la borsa della donna e quanto di valore c’era dentro era finito sui masegni. Sono stati veloci a raccattare qualche oggetto e a scappare. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

L’apertura del Carnevale anche quest’anno corrisponde con la Festa sull’Acqua in canale di Cannaregio. Lo scorso anno ci furono problemi non di accesso e viabilità non da poco. Quest’anno Lista di Spagna sarà transennata in maniera da garantire solo il flusso dei passanti diretti o provenienti da Strada Nuova. Non sarà possibile accedere alle rive per assistere allo spettacolo dal Ponte delle Guglie. Per arrivare in riva si entra da una parte dal ponte Solesin o dal Parco Savorgnan, mentre l’altra riva è raggiungibile dal Ghetto. Campo San Geremia sarà usato per ospitare le persone che attraverso il parco Savorgnan sono in attesa di raggiungere le rive. Il ponte delle Guglie sarà schermato per impedire alle persone di fermarsi per guardare. AREA MARCIANA

Quest’anno il volo dell’An-

gelo e quello dell’Aquila ritornano a mezzogiorno. Al battito della Marangona i figuranti inizieranno a scendere. Lo scorso anno era stato anticipato di un’ora per motivi di sicurezza ed evitare l’assalto alla piazza a numero chiuso. Qualche mugugno c’era stato e quest’anno si ritorna secondo tradizione. Massimo 23 mila persone presenti contemporaneamente nell’area Marciana. Il flusso sarà gestito dagli accessi controllati da forze dell’ordine e polizia locale. Si transita senza maschera in volto per motivi di sicurezza. Anche quest’anno ci saranno pattuglie in borghese e divisa che munite di smartphone controllando le persone potranno avere un immediato riconoscimento facciale della persona. I varchi consentono di controllare il numero dei presenti in piazza così da poter bloccare il flusso e di farlo riprendere nel caso ci siano persone che lasciano la piazza. AGENTI GEOLOCALIZZATI

Quest’anno per rendere più efficace l’impiego degli agenti della polizia locale, questi saranno geolocalizzati attraverso la radio trasmittente in dotazione. La polizia locale per questo carnevale impiegherà molti più uomini del passato. Per capire come usare gli stessi sul territorio in base alle necessitò, ogni singola posizione, grazie al gps sulle radio, sarà visibile sul monitor di controllo gestito in centrale operativa. Un sistema che già usato da altre polizie locali. Anche quest’anno in Piazza San Marco ci sarà una centrale operativa di coordinamento per la security e la safety, avanzata.— BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI


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LUNEDÌ 11 FEBBRAIO 2019 LA TRIBUNA

TREVISO

i settant’anni dell’associazione

«Governo senza progetti, futuro a rischio» Comunale gremito per la festa di Confartigianato, dai vertici nazionali bordate all’esecutivo e alla manovra di bilancio Festa di compleanno con vista sul governo e sul futuro dell’economia, non senza apprensioni e richiami all’esecutivo. Confartigianato Imprese Marca Trevigiana ha celebrato i 70 anni ieri mattina al teatro comunale, accanto ai premi per i cinquant’anni di storia di 82 associati c’è stato spazio anche per le sferzate al governo (soprattutto su Quota 100 e Reddito di cittadinanza) e gli incoraggiamenti all’autoimprenditorialità da parte dei più giovani. LE SFERZATE AL GOVERNO

A battezzare la giornata trevigiana, tra gli altri, il governatore Luca Zaia con il sindaco Mario Conte, il presidente mandamentale Ennio Piovesan e il presidente nazionale di Confartigianato Giorgio Merletti, tra i più diretti nei confronti dell’esecutivo: «Partiamo da una premessa: occuparsi di povertà e disoccupazione è un dovere, ma già nel 2017, quando si iniziava a parlare di “reddito di inclusione”, la nostra assemblea diceva che era meglio parlare di “lavoro di cittadinanza”. Ciò che manca veramente in questo momento in Italia sono le competenze e il saper fare. Le politiche assistenziali in alcuni casi possono anche andare bene, ma alla base di tutto ci deve essere il lavoro: se le imprese lavorano il denaro circola e il reddito aumenta. Si parte dal lavoro per arrivare al reddito, non viceversa. E il reddito di cittadinanza non mi sembra un grande incentivo all’autoimprenditorialità.

Questo ci hanno insegnato i nostri genitori e gli artigiani che ci hanno preceduti, cui siamo riconoscenti oggi. Loro ci hanno insegnato che è il lavoro a dare un futuro a una famiglia, a un paese, a un giovane». Concetti ripresi dal presidente provinciale Vendemiano Sartor, preoccupato soprattutto per le dinamiche dell’economia e dei mercati nei prossimi mesi: «Gli aspetti concettuali di Quota 100 e Decreto dignità che non condividiamo li abbiamo spiegati da tempo, ormai il tema non è nemmeno più la manovra finanziaria di quest’anno ma quella che bisognerà scrivere l’anno prossimo. Sarà un vero trauma, in un contesto di incertezza economica di cui non avevamo certamente bisogno. Invece in questo momento si continua a fare promesse senza progettualità concrete sul futuro». GLI AUGURI

Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio, ha posto l’accento sul welfare aziendale e sullo spirito di squadra della categoria: «Spesso ci si dimentica che un’associazione come Confartigianato, all’interno della quale sono cresciuto, è stata fra le prime a inventare forme di welfare sociale, a partire dalla nascita degli enti bilaterali. Inoltre, le associazioni di categoria continuano ad essere essenziali oggi, come ieri, se teniamo conto che il 90% delle nostre imprese ha meno di 10 dipendenti. La stragrande maggioranza delle nostre aziende, quindi, da sola

tutti i premiati

Targhe per 82 imprese attive da mezzo secolo Ardizzoni Alessandro, Autofficine: Carraretto, Gattel Augusto, Zandomeneghi Snc; Autotrasporti Carraretto, Autotrasporti Tonetto, Bastianon Sas, Bello Claudio e Alessandro, Berto Snc, Binotto Sas, Biondo Mario, Botter Elettrotecnica Srl, Brognera Snc, Brugnaro Carlo Srl, Brugnaro guido, Cml Sas, Calzavara Carlo, Carraro Sergio e Figli, carrozzerie: Casalese Snc, Feltrina Snc, Grespan Srl, Roggia Snc, Venezia Srl; Casarin Srl, Caseificio Gaion, Cavasin Luigi, Cazzaro Spa, Ciempi Snc, Cosmet, DB System, Dal Zilio, Dante Negro, Durigon Costruzioni, Edilam Srl, Edilpittura di Scarabello, Edilpitture Schiavato, Elettrauto Apazzi, Righel 2000, Eredi Possagno, Eurocostruzioni, Favaro Snc, Falegnameria Marangon, Favaretto Snc, Gatto Sas, Giacomin Stefano, Girardi Giorgio,

Idrotermica 2M Sas, Il Fornaio di Gobbo Pietro, Laboratorio Roggio Paolino, Laipe Srl, Lorenzon Gioielli, Marchi Silvio Sas, Martini Franco, Mazzobel & Martignago, Menoncello Giuseppe, Molino Domenico Rachello, Multibeton Italia, New Imballaggi, Officine Macchine Agricole Fratelli Vianello, Parmeggiani FIorenza e Marilena, Pasticceria Ida Sas, Pieretto Idraulica, Piovesan Guido e figli, Pozzebon & Minotti, Rigo Eredi, Roberto Vincenzi Orologiaio, Rui Piergiovanni, Salamone Claudio, Saran Angelo, Scandiuzzo Abbigliamento, Susigan Rodolfo, Tonon Patrizio, Tosatto Gian Antonio, Trasporti Botter Marino, Tre Gi Snc, Treviscalcolo Srl, Vanin Snc, Vendrame Pasqualino, Vendrame Srl, Vetreria Cristalvetro, Visentin Silvio. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

non avrebbe la forza per far sentire la propria voce». Infine gli auguri anche di Agostino Bonomo, presidente regionale Confartigianato: «Va fatto un plauso alla capacità artigiana, che ci ha resi leader nel mondo, con prodotti di altissima qualità, trasmettendo anche a livello internazionale i valori delle nostre imprese e la bellezza del made in Italy. Brave quelle aziende che, dopo la crisi del 2008, hanno compreso che per le aziende si trattava di lavorare in una nuova condizione di normalità, molto diversa dai mercati pre-crisi». — Andrea De Polo Un momento della premiazione alle imprese di Confartigianato Treviso con più di 50 anni di attività

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LUNEDÌ 11 FEBBRAIO 2019 LA TRIBUNA

PROVINCIA

i progetti Sull’altopiano

I nuovi alberi del Cansiglio «Abbiamo un milione di semi» Veneto Agricoltura si occupa del rinnovamento del bosco dopo la tempesta «Abbiamo da ripiantare abeti bianchi e rossi, larici, faggi e frassini» zione, abbiamo acquistato» fa sapere Mezzalira «solo semi di origine locale, di cui si può certificare l’identità. Nessuna specie importata, insomma».

Francesco Dal Mas VITTORIO VENETO. L’Altopiano del Cansiglio è stato il primo a partire con la pulizia dei boschi, già dieci giorni dopo la tempesta Vaia. Ed è stato il primo a mobilitarsi anche per la ‘rinnovazione’ del bosco, come il reimpianto viene definito in gergo. «Abbiamo già a disposizione un milione di semi che, via la neve, pianteremo nei nostri vivai» fa sapere Giustino Mezzalira, dirigente dell’ente Veneto Agricoltura. Prima ancora che i trattori entrassero in foresta per trascinare le piante all’esterno (almeno 30 mila quelle schiantate o piegate dal vento), gli uomini di Veneto Agricoltura si sono fiondati nei boschi a raccogliere semi di abete bianco e rosso, di larice, faggio, frassino ed altre piante.

GLI ABETI ROSSI

Non è che, via gli abeti rossi o i faggi, dalla prossima estate si vedranno le nuove piante.

Ci vorranno dai tre ai quattro anni perché crescano almeno di qualche metro

VENETO AGRICOLTURA

Non solo, hanno fatto incetta nei mercati di settore. «Atten-

Gli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia sull’Altopiano del Cansiglio

olmi

Litiga con la moglie e poi tenta di dare fuoco alla propria macchina SAN BIAGIO DI CALLALTA. Una lite in famiglia, tra marito e moglie, poteva trasformarsi in tragedia, ieri sera, nella zona dove sorge il consorzio agrario di Olmi. Un uomo di origine straniera, al culmine di una lite, ha preso in mano un recipiente di accelerante, probabilmente benzina, l’ha cosparsa sopra e sotto la propria automobile che era parcheggiata nel giardino, nei pressi dell’abitazione ed ha minacciato di dare fuoco al

mezzo. Moglie e figlia, accusate dall’uomo di avere costumi troppo “occidentali”, temendo che l’uomo potesse mettere in atto il suo proposito, hanno prima allertato i vigili del fuoco e successivamente i carabinieri. Immediato l’invio sul posto di un paio di autobotti dal comando provinciale di Treviso. Anche alcune pattuglie dell’Arma sono immediatamente state inviate sul posto per scongiurare che l’uo-

Il Comune di Mareno di Piave (TV) indice, tramite la Centrale Unica di Committenza tra i Comuni di Santa Lucia di Piave e Mareno di Piave, procedura aperta metodo artt. 183 e 95 D.Lgs 50/2016, criterio offerta economicamente più vantaggiosa, per affido in concessione, tramite finanza progetto con diritto di prelazione a favore del promotore, della gestione, manutenzione e riqualificazione energetica rete pubblica illuminazione Comune Mareno di Piave (TV); requisiti: iscrizione C.C.I.A.A. per categoria oggetto di concessione o albo analogo altri stati europei; essere Esco (Energy Service Company) ovvero, essere società di servizi energetici ai sensi art.2, comma 1, lett. i) del D. Lgs. n. 115/2008 e s.m.i. avente per oggetto sociale, anche non esclusivo, l’offerta di servizi integrati per la realizzazione e gestione di interventi per il risparmio energetico;. Canone annuo € 143.680,38,; valore concessione: € 2.155.205,70. Presentazione offerte entro ore 12:00 del 18.03.2019. Data pubblicazione: GURI 28/01/2019. GUUE: 29/01/2019. Informazioni tel: 0438466111, PEC: comune.marenodipiave.tv@pecveneto.it; Il RUP: Egidio Borean.

Ci vorranno dai tre ai quattro anni perché crescano almeno di qualche metro. Fino all’anno prossimo resteranno in vivaio (in Cansiglio c’è Pian dei Spini), a Sospirolo un’area ben più grande, di addirittura 8 milioni di piante. Nella primavera del 2021 saranno messe a terra in fore-

sta e protette con recinzioni dall’assalto dei grandi carnivori. A questo punto, però, si pone un dilemma, che il convegno dei giorni scorsi ha ben evidenziato. RIGENERARE IL BOSCO

«Rigenerare il bosco artificialmente o lasciarlo crescere naturalmente?». Nel primo caso potrebbe risultare più orientato nel segno della qualità, ma richiederebbe tempi più lunghi di crescita. Nel secondo, la ‘spontaneità’ sarebbe ritmata da tempi più celeri di crescita, ma risorge di tutto, secondo la disponibilità della natura. L’antico bosco da remi della Serenissima, quello appunto del Cansiglio, ha una coltivazionCi vorranno dai tre ai quattro anni perché crescano almeno di qualche metroe e, quindi, gode di una protezione che va avanti da mille anni. I tecnici di Veneto Agricoltura, mettendo avanti le mani, hanno deciso di accaparrarsi semi in quantità cinque volte maggiore di quella che ogni anno programmano. Nel corso del convegno dei giorni scorsi a Belluno, l’ente regionale è stato ripetutamente apprezzato per la sua attività. «Possiamo dire che è stato l’unico a mantenere in attività i vivai» riconosce l’onorevole Roger De Menech, presente con il capogruppo del Partito democratico Fraccaro «mentre negli ultimi 10 anni, il pubblico come il privato si è disfatto di questa opportunità, che adesso, invece, ritorna di strettissima attualità». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

mo potesse poi dare fuoco al liquido infiammabile. Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, sono riusciti subito a calmarlo e, approfittando di un attimo di distrazione, lo hanno immobilizzato, scongiurando così il pericolo del rogo. Nel frattempo le autobotti dei vigili del fuoco, essendo inutile il loro intervento sono state fatte rientrare. I carabinieri della compagnia di Treviso, dopo aver calmato gli animi, hanno accompagnato lo straniero all’ospedale per essere sottoposto ad accertamenti di natura psico-fisica. Nessuna denuncia è stata formalizzata nei suoi confronti dai carabinieri. L’uomo è noto all’Arma per i frequenti litigi con la moglie e la figlia. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Una scena dopo la lite in famiglia a Olmi

Quartier del piaVe

Lega e Forza Italia assieme alle elezioni PIEVE DI SOLIGO. È ufficiale. Ie-

ri il segretario per il Quartier del Piave di Forza Italia, Salvatore Cauchi e quello della Lega Stefano Bressan hanno tolto ogni riserva sul fatto che i due simboli di centro-destra concorreranno uniti alle prossime elezioni comunali nel QdP. Nonostante fosse nell'aria già da tempo, e dopo aver superato alcuni diverbi che nel 2014 vide le due forze politiche candidarsi su due fronti opposti, si

ritorna a 5 anni fa, quando portarono a termine assieme due mandati di gestione targata Fabio Sforza. «Cinque anni fa c'è stato qualche problema di comunicazione» ammette Salvatore Cauchi sorvolando sui dettagli «Infatti, dopo meno di un anno di giunta in lista con l’attuale sindaco Stefano Soldan, dopo che questi hanno venduto interamente il pacchetto di quote di proprietà del comune di Asco Piave, quando era-

vamo d’accordo sulla sola metà, abbiamo deciso di abbandonare la maggioranza e ritornare assieme ai colleghi della Lega». Un progetto di intenti, questo sarà il filo logico con cui il centrodestra si appresta a cercare di formare una squadra su più comuni. «Più che i volti candidabili ci interessa il programma» dichiara Stefano Bressan del Carroccio «vogliamo riportare una continuità guidata dal centro-destra sui comuni dell'alta marca trevigiana». I due segretari poi si sono soffermati su quello che ad oggi, forse, dal punto di vista amministrativo è il comune più in difficoltà, ovvero Farra di Soligo. «Dobbiamo essere consci» è l'opinione dei due «che nel caso venga da

godega

Dall’Unesco alle colline del Prosecco Un convegno

Le colline del Prosecco GODEGA. Dalla ricandidatu-

ra Unesco delle Colline del Prosecco ai vigneti contestati a Vittorio Veneto e Follina. Le voci più autorevoli per dire la loro su questi ed altri temi saranno presenti questa sera in Fiera a Godega (ore 20.30) per una riflessione sul mercato 2019 delle bollicine. Sono attesi il governatore della Regione Veneto Luca Zaia e l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan, il sottosegretario Franco Manzato, i presidente dei Consorzi di Tutela: Giorgio Piazza (Pinot Grigio delle Venezie Doc e Vini Venezia), Innocente Nardi (Prosecco Superiore Docg Conegliano Valdobbiadene), Armando Serena (Prosecco Superiore Docg Asolo) e Stefano Zanette (Prosecco Doc). Non mancherà una relazione di Alberto Zannol, della Direzione Agroalimentare della Regione Veneto. «È un appuntamento molto prezioso per tutti coloro che lavorano nel settore agricolo e vitivinicolo in particolare perché aiuta a comprendere gli orientamenti dell’economia e della politica e consente agli operatori di fare le scelte corrette» afferma Paolo Attemandi, assessore all’Antica Fiera del Comune di Godega «Chi ha orecchie per capire quello che i diversi relatori dicono in questa occasione ha le linee guida per gestire al meglio la propria attività, facendo gli investimenti più produttivi e sostenibili». — F.D.M.

parte del Tar del Veneto istituito un commissario ad acta per procedere con i risarcimenti agli espropriati dei Pip, nel caso di nostra vittoria metteremo al servizio dell’ufficiale le nostre potenzialità per procedere secondo legge. Sappiamo che la situazione del comune è davvero complicata, non possiamo fare altro che rispettare la legge cercando attraverso le conoscenze ed i nostri partiti di poter trovare una soluzione in ambito politico, giungendo a Roma». Per quanto riguarda i nomi invece, dei prossimi candidati a primo cittadino, i due ancora non si sbilanciano. «Stiamo ancora portando avanti alcune valutazioni condivise». — Riccardo Mazzero

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RASSEGNA STAMPA DEL 11 FEBBRAIO 2019  

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