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fEDEriCA fErrAri P o rt f o l i o


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Indice Contents Federica Ferrari


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Curriculum Vitae Resume ..................................................................................04 Lavori Accademici Academic Works ...................................................................08 01 Analisi e proposte migliorative per il comportamento energetico del patrimonio edilizio storico: il caso di due unità abitative a Navelli .....................................................................10 02 Analisi e proposte per il comfort outdoor: Piazzale Ferrari (RE) ..................20 03 Un Centro per la Ricerca a Reggio Emilia .................................................................................26 04 Conservazione e riuso: il complesso di San Lorenzo .....................................................36 05 Riqualificazione di un insediamento produttivo: San Pancrazio a Parma ...48 06 Analisi e ridisegno di un’architettura: il Cyclorama di Neutra ............................54 07 Progetto di un quartiere residenziale di emergenza a Parma ...................................64

Concorsi Competitions .....................................................................................74 01 A Raumplan of Music: Vienna House of Music .....................................................................................76

Portfolio


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CUrriCUlU

iNforMAZioNi GENErAli GENErAl iNforMAtioNS

Mi Mi

NoME NAME CoGNoME SUrNAME NAtA BorN SESSo SEX C. f. tAX CoDE

fEDEriCA fErrAri 27 NoVEMBrE 1988 A rEGGio EMiliA (rE) fEMMiNilE ffrrfrC88S67H223G

CoNtAtti CoNtACtS E-MAil fACEBooK tElEPHoNE MoBilE ADDrESS

Federica Ferrari

federica.ferrari2711@gmail.com https://www.facebook.com/chichife 0522/372336 349/6345660 ViA MArtiri DEllA BEttolA, 14; 42025 CAVriAGo (rE)

PrESENto

HEllo

SoNo APPENA lAUrEAtA iN

MEttANo AllA ProVA.

SoNo

Ar

Di CArAttErE iNDiPENDENtE

E DiVErSitÀ: CoSÌ CoME lA VitA, A

ESPEriENZE lAVorAt »

tiroCiNio forMAtiVo (11/ PrESSo StUDioriNNoVA (SA AttiVitÀ SVoltA: tECNoloG

»

tiroCiNio forMAtiVo (02/ PrESSo StUDio ASSoCiAto AttiVitÀ SVoltA: ProGEttAZ

forMAZioNE CoSA »

H

CorSo Di lAUrEA MAGiStrA UNViVErSitÀ DEGli StUDi Di DEl tErritorio E DEll’AMBi titolo DEllA tESi: ANAliS

PAtriMoNio EDiliZio StoriCo

VotAZioNE: 110/110 CUM

»

CorSo Di lAUrEA iN SCiENZ UNViVErSitÀ DEGli StUDi Di VotAZioNE: 108/110

»

MAtUritÀ SCiENtifiCA (09/ liCEo ClASSiCo-SCiENtifiCo VotAZioNE: 93/100


UM

VitAE rESUME

5

o!

rCHitEttUrA E SoNo AllA CACCiA Di NUoVE ESPEriENZE E oPPortUNitÀ CHE Mi MA Allo StESSo tEMPo Mi PiACE lAVorArE iN tEAM PEr CoNDiViDErE ESPEriENZE

ANCHE l’ArCHitEttUrA È CoNtiNUA CoNtAMiNAZioNE.

tiVE

CoSA

Ho fAtto

/2012-12/2012) AN GioVANNi iN CroCE, Cr)

Creatività Pianificazione Teamwork Comunicazione Flessibilità

GiE PEr ilriSPArMio ENErGEtiCo

/2010-04/2010) o ADS (rEGGio EMiliA, rE)

ZioNE rESiDENZA UNifAMiliArE

Ho StUDiAto

ArCHitEttUrA (10/2010-09/2013) PArMA - DiPArtiMENto Di iNGEGNEriA CiVilE, DEll’ArCHitEttUrA, iENtE (DiCAtEA)

AlE iN

Si E ProPoStE MiGliorAtiVE PEr il CoMPortAMENto ENErGEtiCo DEl

o: il CASo Di DUE UNitA’ ABitAtiVE A

NAVElli.

M lAUDE

ZE DEll’ArCHitEttUrA

PArMA - fAColtÀ

Di

(10/2007-12/2010) ArCHitEttUrA

/2002-07/2007) o ArioSto-SPAllANZANi, rEGGio EMiliA

Portfolio


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CUrriCUlU

“Une maison est une machine à habiter”

CoMPEtENZE CoME » » » » »

PACCHEtto offiCE 2013 AUtoCAD 2013 ADoBE PHotoSHoP CS6 SKEtCH UP 8 ADoBE iNDESiGN CS6

DiPloMi CoNSEGUiti » EUroPEAN CoMPUtEr DriViN

CAPACitÀ liNGUiStiC itAliANo: MADrEliNGUA iNGlESE » GENErAlE » ASColto E iNtErAZioNE » lEttUrA E SCrittUrA

DiPloMi CoNSEGUiti » triNitY CollEGE CErtifiCAt

iNtErESSi CoSA

Mi P

EQUitAZioNE PAttiNAGGio ArtiStiCo

SU

tENNiS

VoloNtAriAto (oASi fEliN CloWN

DEll’oSPEDAlE

tANGo ArGENtiNo

Le Corbusier, 1924 Federica Ferrari

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UM

VitAE rESUME

7

lAVoro

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liCENCE (ECDl), 2005

CHE

lANGUAGE SKillS

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tE, lEV. B2,

2006

PiACE fArE

U

rotEllE

NA Di

CEllA, rE)

MoNtECCHio, rE)

Portfolio


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01 ANAliSi E ProPoStE

ENErGEtiCo DEl PAt

il CASo Di DUE UNit

02 ANAliSi E ProPoS

CoMfort oUtDo

PiAZZAlE fErrAri

03 UN CENtro PEr lA A

rEGGio EMiliA

04 CoNSErVAZioNE

il CoMPlESSo D

SAN lorENZo

05 riQUAlifiCAZioNE

iNSEDiAMENto Pro

SAN PANCrAZio

lAVori ACCADEMiCi ACADEMiC WorKS

A

06 ANAliSi E riDiSE

Di UN’ArCHitEtt il

CYClorAMA

D

07 ProGEtto Di UN

rESiDENZiAlE Di E A

Federica Ferrari

PArMA


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E MiGliorAtiVE PEr il CoMPortAMENto

triMoNio EDiliZio StoriCo.

tÀ ABitAtiVE A

NAVElli

StE PEr il

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PArMA

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EMErGENZA

Portfolio


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ANAliSi E ProPoStE MiGliorAtiVE PEr il CoMPortAMENto ENErGEtiCo DEl PAtriMoNio EDiliZio StoriCo.

01

il CASo Di DUE UNitÀ ABitAtiVE A NAVElli

rEStAUro E ArCHitEttUrA tECNiCA tESi Di lAUrEA MAGiStrAlE, 2012/13 rEStAUro E riSANAMENto riSPArMio ENErGEtiCo tECNoloGiE trADiZioNAlE loCAtioN ArEA tiPoloGiA fUNZioNiE

CoMPAtiBilitÀ MiNiMo iNtErVENto NUoVA ABitABilitÀ

ᐤ AGGEGAto “VitoMArNAV iV”, NAVElli, l’AQUilA ᐤ 200 M2 ᐤ riSANAMENto, EffiCiENZA ENErGEtiCA ᐤ rESiDENZiAlE

Il lavoro di tesi ha riguardato un isolato del borgo medievale di Navelli, in provincia dell’Aquila, allo stato attuale dichiarato inagibile a seguito del sisma del 2009 e incluso nell’ambito di intervento del Piano di Ricostruzione redatto dal Dipartimento di Ingegneria Civile, del Territorio, dell’Ambiente e Architettura dell’Università degli studi di Parma. A seguito di un’analisi a scala urbanistica del borgo, l’attenzione è stata posta allo studio puntuale delle tecnologie tradizionali rilevate nell’isolato oggetto di studio, (legate principalmente all’uso di pietra e legno) con lo scopo di proporre interventi migliorativi puntuali. Gli interventi assolutamente minimi proposti, uniti al progetto di nuovi impianti, hanno portato ad un significativo miglioramento delle prestazioni termiche e igrometriche degli edifici, rendendoli notevolmente più confortevoli.

Federica Ferrari


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Portfolio


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ANAliSi UN

UrBANA

ANAliSi

B o r G o S U l l A M o N tA G N A

EVolUZioNE

Il borgo di Navelli si trova a circa 700 m s. l. m. a 34 km dalla città dell’Aquila in direzione sudest, posto sul versante sud-ovest del Monte San Nicola che domina l’Altopiano, . I primi insediamenti si fanno risalire al VI sec. d.C., seguiti da una progressiva espansione del centro abitato verso valle. Il borgo ha subito numerosi eventi sismici nel corso dei secoli, che hanno condizionato le strategie di adattamento della popolazione locale al clima e alla morfologia del luogo. A partire dal XX sec. si segnala il consistente abbandono del borgo da parte dei suoi abitanti.

ANAliSi

MorfoloGi

StoriCA DEl CENtro

D E l l ’ A P PA r E C C H i At U r A C o S t r U t t i V A t r A D i Z i o N A l E

E’ stato condotto uno studio approfondito delle tecnologie appartenenti alla tradizione costruttiva locale con lo scopo di elaborare soluzioni migliorative minime che fossero rispettose delle preesistenze, ma allo stesso tempo che consentissero un miglioramento del comfort abitativo. CHiUSUrE

VErtiCAli oPACHE

SolAi

PriNCiPAli

riSUltAti DEll’ANAliSi

PiANi liGNEi

SolAi

CUrVi iN lAtEriZio

SolAi

ᐤ Gli edifici del centro storico ricalcano in grande maggioranza la tipologia della casa tradizionale tipica dell’Appennino abruzzese ᐤ I materiali impiegati fanno parte della tradizione del luogo (pietra calcarea della Maiella, legno di castagno) e vengono impiegati in tutte le loro possibili declinazioni ᐤ Il materiale principe, la pietra, caratterizza l’immagine del borgo, che appare nascere dalla stessa montagna da cui prende il materiale: gli edifici sono saldamente ancorati al terreno e ciò ha permesso al borgo di resistere ai numerosi sismi che l’hanno scosso ᐤ Le soluzioni tecnologiche elementari sono reiterate con minime variazioni all’interno del centro storico

Federica Ferrari

CUrVi iN PiEtrA

SolAi

Di CoPE


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CA DENSitÀ

VolUME

UrBANA

PoSitiVo

VolUMi

VolUMiE

CrollAti

PotENZiAlE totAlE

Dall’analisi della composizione volumetrica del borgo emerge la grande prevalenza di volumi crollati (scatole murarie vuote a causa del crollo dei solai lignei) specialmente sul versante Est. Alla definizione della volumetria concorrono in prevalenza le case ad arco, ovvero volumi edilizi costruiti su archi di controspinta nati come presidi antisismici. Si noti come la tipologia aggregativa più diffusa sia quella a schiera, che consente un efficace adattamento alle curve di livello.

A seguito di tale studio è stata elaborata una schedatura delle tipologie costruttive rilevate e in seguito degli edifici del centro storico, con lo scopo di mappare in modo esuriente le caratteristiche architettoniche, morfologiche e materiche dell’abitato.

ErtUrA liGNEi

CollEGAMENti

VErtiCAli

ElABorAti ProDotti DAll’ANAliSi SCHEDAtUrA PEr oGNi EDifiCio DEl

ElEMENti

CENtro StoriCo

Di CoNtroSPiNtA

SErrAMENti: PortoNi

ABACo

SErrAMENti: fiNEStrE

DEllE SolUZioNi tECNoloGiCHE riCorrENti

Portfolio


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ANAliSi ANAliSi

D E l l ’ A G G r E G At o o G G E t t o D i S t U D i o MorfoloGiCA E fUNZioNAlE

Il caso di studio scelto si caratterizza per essere sia un aggregato (consorzio volontario di proprietari) sia un isolato (insieme non omogeneo di edifici che interagiscono sotto un’azione sismica). Il caso di studio è composto da due unità abitative con funzione residenziale organizzate su schiere parallele alle curve di livello e collegate da una casa ad arco. Gli ingressi sono dunque a quote diverse.

SEZioNE

SEZioNE

oriZZoNtAlE A liVEllo

+1,02 M

SEZioNE

oriZZoNtAlE A liVEllo

+7,70 M

VErtiCAlE loNGitUDiNAlE DEll’UNitÀ ABitAtiVA A VAllE

Federica Ferrari

Sono presenti anche edifici ridotti allo stato di rudere: scatole murarie svuotatesi presumibilmente a seguito dell’abbandono del XX sec. Allo stato attuale è dichiarato inagibile. E’ stato effettuato il rilievo geometrico di interni ed esterni a seguito di alcuni sopralluoghi, e in seguito una lettura critica dell’apparato architettonico con lo scopo di comprenderne l’evoluzione storica.


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ANAliSi

t E C N o l o G i C A E M At E r i C A

E’ stata redatta una mappatura puntuale delle tecnologie costruttive utilizzate nell’aggregato oggetto di studio sia in sezione orizzontale che verticale,

ANAliSi

sfociata poi nella schedatura di ogni singolo vano, dalla scala 1:50 alla scala 1:10, ovvero fino al livello del dettaglio costruttivo.

D E i PA r A M E t r i C l i M At i C i Sezione O-O Situazione 11/06 Azimut 10° Inclinaz. raggi 70°

E’ stata condotta un’analisi del microclima alla scala dell’isolato, con lo scopo di valutare le reali condizioni di comfort degli ambienti interni. La situazione estiva appare poco problematica grazie al persistente ombreggiamento e alla capacità inerziale delle murature in pietra. Durante i mesi più freddi tuttavia si ha la situazione

Sezione O-O Situazione 10/12 Azimut 10° Inclinaz. raggi 25°

opposta in quanto non è presente alcuno strato coibente, e quindi si percepisce un bassissimo livello di comfort. Si rileva come l’edilizia tradizionale abbia adottato anche nei secoli passati alcuni accorgimenti “bioclimatici”, come per esempio l’assenza di finestrature sui fronti esposti a Nord.

Date queste premesse, si è valutato come fosse possibile raggiungere lo standard di edificio a basso consumo energetico mediante la coibentazione continuia sul lato interno delle pareti (in modo tale che i prospetti rimanessero invariati) con lo scopo di massimizzare il comportamento passivo che l’edificio già possiede. Si è deciso di privilegiare l’abitabilità degli ambienti al raggiungimento di altissime prestazioni, ricorrendo però a una nuova impiantistica che sfacesse uso di fonti rinnovabili.

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iNtErVENti

SPECifiCi SUll’iNVolUCro

Per ogni stratigrafia proposta si è verificato non solo che fossero rispettati i valori di legge in merito a trasmittanza, trasmittanza periodica etc., ma anche che fossero soddisfatti requisiti riguardo i quali la normativa non fa menzione, come per esempio sfasamento e fattore di attenuazione. Si è in seguito verificato, mediante i diagrammi delle temperature e delle pressioni parziali, che all’interno delle stratigrafie di progetto l’eventuale condensa interstiziale fosse inferiore al valore limite di legge.

CHiUSUrE StAto

Di

fAtto

V E r t i C A l i o PA C H E : l E M U r At U r E StAto

Di

Le murature hanno rappresentato il nodo di maggior complessità: si è dovuta studiare una soluzione isolante che, pur garantendo minimi spessori per privilegiare l’abitabilità di ambienti ridotti, permettesse di raggiungere valori di trasmittanza molto bassi senza tuttavia inficiare la capacità di sfasamento termico propria della pietra. Si è inoltre proposta l’elettroosmosi come soluzione al problema dell’umidità di risalita. ᐤ MAtEriAli trASPirANti ᐤ SPESSorE riDotto ᐤ ElEVAtA tEMPErAtUrA Di PA-

ProGEtto

rEtE iNtErNA

ᐤ RESiStENZA

Al VAPorE CrE-

SCENtE VErSo l’EStErNo

ᐤ CoNDENSA iNtErStiZiAlE iNfEriorE Al VAlorE liMitE

CHiUSUrE StAto

Di

fAtto

o r i Z Z o N tA l i o PA C H E : l E V o lt E StAto

Di

ProGEtto

ᐤ ISolAMENto tErMoACUStiCo ᐤ ElEVAtA iNErZiA tErMiCA ᐤ PAViMENtAZioNi oriGiNAli ᐤ CoNDENSA iNtErStiZiAlE iNfEriorE Al VAlorE liMitE

ᐤ NESSUN AUMENto Di QUotA

Federica Ferrari

StAto

Di

fAtto

StAto

Di

ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ

ProGEtto

ISolAMENto tErMoACUStiCo ElEVAtA iNErZiA tErMiCA PAViMENtAZioNi oriGiNAli NESSUNA BArriErA VAPorE NESSUN AUMENto Di QUotA ASSENZA Di CoNDENSA


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CHiUSUrE

o r i Z Z o N tA l i o PA C H E : i S o l A i l i G N E i E l E V o lt E D i C o N t r o S o f f i t t o V E r S o l A C o P E rt U r A StAto

Di

fAtto

StAto

ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ

SErrAMENti: StAto

StAto

Di

Di

fAtto

Di

ProGEtto

StAto

Di

fAtto

ISolAMENto tErMoACUStiCo AUMENto Di riGiDEZZA PAViMENtAZioNi oriGiNAli NESSUNA BArriErA VAPorE AUMENto Di QUotA ASSENZA Di CoNDENSA

StAto

Di

ProGEtto

ᐤ CoiBENtAZioNE

iNtrADoSSo

ED EStrADoSSo

ᐤ MANtENiMENto QUotE CoPErtUrA (ColMo, GroNDA) ᐤ NESSUNA BArriErA VAPorE ᐤ ASSENZA Di CoNDENSA

f i N E S t r E E P o rt E StAto

Di

fAtto

StAto

Di

ProGEtto

ProGEtto

ᐤ CoNtiNUitÀ DEll’iSolAMENto PEr riDUrrE i PoNti tErMiCi iN CorriSPoNDENZA DEl tElAio DEl SErrAMENto

ᐤ DiMENSioNi APErtUrA iNVAriAtE (NEl CASo DEllE fiNEStrE) o iMPErCEttiBilMENtE riDottE (NEl CASo DEllE PortE) ᐤ NESSUNo SforZo StAtiCo AGGiUNtiVo PEr lE MUrAtUrE /NEl CASo DEllE PortE) ᐤ IMPiEGo Di MAtEriAli CoMPAtiBili CoN lA trADiZioNE loCAlE E lE PrEESiStENZE NEl CASo Di SoStitUZioNE DEl SErrAMENto

Portfolio


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ProGEtto PoNti

DEGli iMPiANti E CAlColo DEl fABBiSoGNo E

tErMiCi

Lo sforzo progettuale è stato quello di garantire la continuità dell’isolamento in tutti i nodi costruttivi, in modo tale da ridurre al minimo le dispersioni attraverso l’involucro ma partendo dal presupposto che i ponti termici siano assolutamente fisiologici i un edificio storico di questo tipo. StAto

Di

fAtto

StAto

Di

fAtto

StAto

Di

ProGEtto

StAto

Di

ProGEtto

Una volta stabilite le nuove stratigrafie si è verificato l’effettivo miglioramento del comfort all’interno degli ambienti mediante una mappatura dell’andamento delle temperature nei pacchetti costruttivi. Sono state imposte le stesse condizioni al contorno per lo stato di fatto e di progetto, e si è notato come l’applicazione del cappotto interno contribuisca ad avere temperature di parete interna molto elevate a fronte di un raffreddamento del componente oltre lo stato coibente in quanto il calore viene efficacemente trattenuto nello spazio abitato.

iMPiANti Un progetto che si ponga come obiettivo il raggiungimento di un’alta efficenza energetica non può essere mirato solo a rendere più performante l’involucro, ma deve considerare anche l’aspetto impiantistico per mirare al raggiungimento di un’efficenza

energetica complessiva. Si sono avanzate alcune proposte per l’installazione di un’impiantistica sostenibile ed efficiente, cercando di studiare soluzioni che fossero coerenti con le scelte progettuali riguardanti l’involucro.

VENTILAZIONE StAto Di fAtto: VENtilAZioNE NAtUrAlE + Economicità - Mancanza di correnti d’aria tra vani adiacenti - Ricambio d’aria non costante - Dispersioni di calore in inverno - Umidità interna e condensa superficiale

StAto Di ProGEtto: VENtilAZioNE MECCANiCA CoNtrollAtA + Qualità dell’aria controllabile: salubrità ambienti + Smaltimento costante dell’umidità in eccesso + Risparmio energetico - Costo di installazione e manutenzione - Vincoli al posizionamento degli impianti

RISCALDAMENTO E PRODUZIONE DI ACQUA CALDA SANITARIA StAto Di fAtto: CAlDAiA A MEtANo, rADiAtori StAto Di ProGEtto: CAlDAiA A BioMASSA, PAViMENto rADiANtE + Economicità + Elevata efficienza dell’impianto + Facilità di installazione + Ridotto impatto ambientale e risparmio energetico - Costi legati ai consumi + Temperatura uniforme all’interno dei locali - Fonte energetica fossile - Costo di installazione e manutenzione - Temperatura non uniforme all’interno dei locali - Sistema ad alta inerzia termica

Federica Ferrari


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ENErGEtiCo

fABBiSoGNo

ENErGEtiCo E CoNClUSioNi

Si è deciso di effettuare il calcolo iNDiCE del fabbisogno energetico (per riscaldamento invernale, per acqua calda sanitaria e globale) sia in relazione allo stato di fatto che di progetto poichè, sebbene la normativa vigente regionale preveda la possibilità di autocertificazine degli immobili esistenti in classe energetica G, si è ritenuto che potesse essere interessante un confronto “numeri alla mano”, in modo tale da poter trarre conclusioni basate iNDiCE su dati approssimativamente reali. Come si puà vedere, i risultati dei calcoli prospettano uno scenario assolutamente teorico e difficilmente raggiungibile nella realtà, poichè sono state messe in atto alcune semplificazioni. Per tale motivo il calcolo ha validità soltanto nell’ottica del confronto tra stato di fatto e di progetto in quanto sono state messe in atto le iNDiCE medesime semplificazioni. Per quanto riguarda l’indice EPacs l’indicatore corrispondente di prestazione continua a segnalare anche in sede di progetto un valore negativo: ciò è dovuto al mancato rispetto delle prescrizioni del D.L. 28/2011, che prevede che almeno il 50% del fabbisogno energetico per la produzione di acs venga prodotto per mezzo di fonti rinnovabili.

Di PrEStAZioNE ENErGEtiCA CoMPlESSiVo

(EPGl)

Di PrEStAZioNE ENErGEtiCA PEr il riSCAlDAMENto iNVErNAlE

StAto

Di

ProGEtto

StAto

Di

fAtto

StAto

Di

ProGEtto

StAto

Di

fAtto

(EPi)

Di PrEStAZioNE ENErGEtiCA PEr lA ProDUZ. ACQUA CAlDA SANitAriA

StAto

Di

fAtto

StAto

(EPACS)

Di

ProGEtto

I risultati ottenuti hanno confermato gli obiettivi che ci si era posti in partenza, ovvero il raggiungimento di eccellenti prestazioni energetiche da parte di un edificio storico vincolato. A seguito degli interventi progettati, l’edificio si colloca su un gradino più alto della scala delle prestazioni energetiche rispetto a gran parte del costruito esistente, compresi moltissimi edifici di recente costruzione. Ciò significa che il livello qualitativo raggiunto dal punto di vista dei consumi e del fabbisogno energetico fa pensare alle grandissime potenzialità insite nel patrimonio esistente. Un approccio di questo tipo, che si sta facendo sempre più attuale nel contesto italiano, potrebbe portare di nuovo alla luce anche quei brani di tessuto storico che all’oggi appaiono dimenticati e trascurati. E’ stato raggiunto un buon compromesso tra conservazione e innovazione, pensato inoltre in un’ottica di fattibilità che, partendo da considerazioni fondate sullo stato attuale, si è tradotta nella scelta di materiali (con relativi metodi di posa) e impianti realisticamente utilizzabili: ciò implica che l’intervento si caratterizzi non solo per essere di qualità ma anche effettivamente attuabile e replicabile.

Portfolio


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ANAliSi

E ProPoStE PEr

il CoMfort oUtDoor:

PiAZZAlE fErrAri (rE)

02

ArCHitEttUrA tECNiCA lAVoro ACCADEMiCo, ANNo iV, 2010/11 CoN

ElENA PEDroNi, SilViA PiAZZA, lAUrA ZUBANi

CoMfort oUtDoor riDiSEGNo VUoto UrBANo orti Di SAN frANCESCo loCAtioN ArEA tiPoloGiA fUNZioNi

StUDio DEi MAtEriAli StrUttUrE oMBrEGGiANti ESSENZE ArBorEE

ᐤ P.lE DEll’AUtoMoBilE ClUB E. fErrAri, rEGGio EMiliA ᐤ 3700 M2 ᐤ PiAZZA UrBANA ᐤ SPAZio Di AGGrEGAZioNE E SoStA ᐤ riStorAZioNE ᐤ PArCHEGGio SottErrANEo

Il progetto si propone innanzitutto di dare nuova vita ad un vuoto urbano che allo stato attuale risulta privo di attrattive e particolarmente infelice dal punto di cvista del comfort. L’intervento è stato volto quindi alla creazione di un buon livello di comfort outdoor mediante intervent minimi ma significativi che favorissero l’aggregazione sociale. E’ stato messo in atto un ridisegno della piazza con lo scopo di far emergere il vissuto storico di questo brano del centro cittadino, e parallelamente si è pensato alla installazione di nuove tensostrutture che fornissero ombra alle sedute pubbliche e di pertinenza del nuovo punto di ristorazione.

Federica Ferrari


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Portfolio


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ANAliSi lA

MorfoloGiCA

PiANtA ᐤ Spazio di risulta, “retro” ᐤ Funzione priva di attrattiva ᐤ Non percepibile antico sedime degli orti di San Francesco ᐤ Spazio indistinto: no aggregazione ᐤ Non presenti servizi

i ProSPEtti

ᐤ Grande discontinuità di altezze ᐤ Discomfort visivo ᐤ Percezione non organica o unitaria

Gli

ACCESSi ᐤ Molto sacrificati a causa della ridotta lar ghezza delle strade ᐤ Scarsa visibilità della piazza ᐤ Creano spazio di tranquillità all’imterno del tessuto storico: potenzialità come luogo di aggragazione

i CoNi

ottiCi ᐤ Visione predominante di fabbricati con scar so valore architettonico ᐤ Visione d’insieme faticosa

i froNti

SCHErMANti ᐤ Edifici molto alti (anche degli isolati limitrofi) ᐤ Sensazione di chiusura ᐤ Scarsa ventilazione della piazza

iMPoSSiBilE MoDifiCArE lA MorfoloGiA iNtErVENirE SUllA DEStiNAZioNE D’USo iNSErirE NUoVE StrUttUrE PEr l’oMBrEGGiAMENto

iNSErirE

ESSENZE ArBorEE PEr MiGliorArE

il MiCroCliMA E il CoMfort ViSiVo

Federica Ferrari


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ANAliSi

MAtEriCA

ASfAlto

(dominante in pianta) ᐤ Cattura le radiazioni solari e causa il surriscaldamento ᐤ Blocca la traspirazione del suolo ᐤ Creazione di un’isola di calore

iNtoNACo

(dominante in alzato) ᐤ Colore chiaro che riflette le radiazioni solari (comfort) ᐤ Blocca la traspirazione del suolo ᐤ Creazione di un’isola di calore

lAtEriZio

ᐤ Comfort visivo ᐤ Contraddistingue gli edifici storici

NUoVi

MAtEriAli PiÙ PErforMANti

Andamento temperature medie

Profilo

CliMAtiCo

tEMPErAtUrE

ᐤ Ampio spettro di temperature ᐤ Mesi estivi (temperature massime): surriscaldamento ᐤ Mesi invernali (temperature minime): clima rigido Diagramma cartesiano del sole

SolEGGiAMENto

ᐤ Mesi estivi (inclinazione maggiore raggi solari): eccessiva esposizione al livello del suolo ᐤ Mesi invernali (inclinazione minore raggi solari): eccessivo ombreggiamento al livello del suolo

VENtilAZioNE

ᐤ Direzione del vento molto variabile: verso Est in Gennaio, Ovest in Marzo, Nord in Agosto, Sud in Settembre ᐤ Nonostante questa variabilità la piazza soffre di carenza di ventilazione

iMPoSSiBilE MoDifiCArE il CliMA! iNtErVENirE PEr MitiGArE il CoMPortAMENto

Direzione del vento (Gennaio)

EStiVo

Portfolio


24

SitUAZioNE

EStiVA

Sintesi dell’ombreggiamento durante i mesi estivi

Aree che risultano più critiche per il comfort Aree destinate alla sosta e al ristoro a seguito dell’installazione di nuove strutture ombreggianti

Aree destinate ad ospitare il mervato cittadino, con lo scopo di creare un punto di aggregazione di forte attrazione per la comunità

SitUAZioNE

iNVErNAlE

Sintesi dell’ombreggiamento durante i mesi invernali

1 Federica Ferrari

2

3


, -

25

DEttAGlio

DEllE SolUZioNi ADottAtE

riDiSEGNo

DEllA PiAZZA ᐤ Riemerge nel disegno dei percorsi il tracciato degli antichi Orti della vicina Chiesa di San Francesco Legno WPC Manto ᐤ La maglia otogonale dei percorsi è di larice erboso utile anche per delimitare le piazzole durante le giornate di mercato

i MAtEriAli

ᐤ L’asfalto viene sostituito dal Wo od-Polymer-Composite, che abbi na la naturalità del legno ai vantag gi delle nuove soluzioni polimeriche ᐤ Vengono create aree verdi nei punti più problematici dal punto di vista del surriscaldamento estivo ᐤ Vengono inseriti alberi sempreverdi (Leccio) per completare il disegno della piazza

lE

tENSoStrUttUrE ᐤ Vele realizzate in tessuto microfora to traspirante tensionato da cavi in acciaio inox ᐤ Durante i mesi invernali le vele ven gono smontate per ottenere il mas simo soleggiamento possibile

i SErViZi

ᐤ La piazza viene dotata di un bar ᐤ Viene mantenuta la funzione di parcheggio pubblico del livello seminterra to: dettagli di inserimento dell’essenza arborea in ragione di questo fatto

Portfolio


26

UN CENtro PEr lA A rEGGio EMiliA

riCErCA

03

ProGEttAZioNE ArCHitEttoNiCA lAVoro ACCADEMiCo, ANNo iV, 2010/11 SPAZi PEr lA CUltUrA ViA EMiliA iNtEGrAZioNE PrEESiStENZE loCAtioN ArEA tiPoloGiA fUNZioNi

VAloriZZAZioNE E APErtUrA SPAZi Di AGGrEGAZioNE oltrE lA fUNZioNE

ᐤ ArEA CollEZioNE MArAMotti, ViA EMiliA oVESt, rEGGio EMiliA ᐤ 18250 M2 ᐤ EDifiCio PUBBlUCo ᐤ SPAZi PUBBliCi Di rElAZioNE ᐤ AUDitoriUM ᐤ BiBliotECHE E AUlE StUDio ᐤ lABorAtori E AUlE PEr lA riCErCA ᐤ AttiVitÀ CoMMErCiAli ᐤ SPAZi ESPoSitiVi

Il progetto si colloca nell’areea dove sorge l’edifcio degli anni ‘50 un tempo sede della storica fabbrica Max Mara e all’o stato attuale adibito a museo della Collezione Maramotti. L’intervento è mirato alla creazione sia di locali per la ricerca ad esclusivo uso del personale (aule, sale riunioni, laboratori) sia di spazi fruibili da un più ampio bacino di utenza (auditorium, biblioteca, spazi per la ristorazione). I nuovi edifici, pesati all’insegna della trasparenza, si integrano con le preesistenze in un dialogo di volumi e corrispondenze, ma allo stesso tempo creano nuove prospettive e punti di aggregazione.

Federica Ferrari


27

Portfolio


28

StAto

Di

fAtto

1950

Fabbrica di Max Mara, m di Reggio Emilia Posizione strategica sul

Vista dell’ingresso principale

Lucernario che illumina lo spazio espositivo superiore

StAto

Di

ProGEtto

Federica Ferrari

Dettaglio del rivestimento con brise-soleil in acciaio della facciata

Vista da Ovest


29

maggiore industria tessile

lla Via Emilia

2010

Spazi espositivi per la collezione d’arte di Achille Maramotti Organizzazione funzionale non razionale: presenza di spazi inutilizzati Carenza di elementi di attrazione per il pubblico

Vista dell’ex-mensa (ora in disuso)

Vista del retro del complesso

Vista da Est

Portfolio


30

0

1

P

P

t

P

3

4

P

i A N o

i A N o

i A N o

E r r A

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P

i A N o

Q

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U A r t o

E r Z o

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Prospetto principale sulla Via Emilia Federica Ferrari

50

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31

2 P i A N o

S E C o N D o

l E G E N D A

125

150

Collegamenti verticali: principali, di servizio o riservate al personale, di sicurezza Collegamento verticali: ascensori e montacarichi Biblioteca: a scaffale aperto (P0), a scaffale chiuso (P1), multimediale (P2) Sale per la riproduzione multimediale e per le performance audiovisive Spazio per l’aggregazione sociale: piazza coperta, terrazza, belvedere Vani di ingresso/hall/disimpegno Auditorium: 680 posti a sedere, platea e gradinate Spazio espositivo Spazi per la ricerca/laboratori Uffici/camerini Aule per la didattica e lo studio Spazi per la ristorazione: bar con cucina (P0, P3), ristorante panoramico (P4) Punti informativi/reception Vani tecnici o adibiti a magazzino/deposito/dispensa Servizi igienici 200 M

Portfolio


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Sezione trasversale del complesso rivolta verso la Via Emilia 0

5

10 15 20

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200 M

Sezione trasversale del complesso

Prospetto Est del nuovo edificio pubblico

Prospetto Ovest del nuovo edificio pubblico

Sezione longitudinale lungo la scala principale del nuovo edificio pubblic Federica Ferrari


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Vista del complesso da Ovest (modello)

Vista del complesso da Est (modello)

co Portfolio


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Vista corridoio verde davanti alle aule da Nord (modello)

Sezione lon 0

Vista dei volumi giustapposti da Ovest (modello)

5

10 15 20

Prospetto d

Sezione de

Vista del volume dell’edificio pubblico da Est (modello)

Prospetto s

Prospetto s Federica Ferrari


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ngitudinale del nuovo edificio pubblico

0

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200 M

dell’ala dedicata ai laboratori e alle aule

ell’ala dedicata ai laboratori e alle aule

secondario del complesso

secondario del complesso Portfolio


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CoNSErVAZioNE

E riUSo:

il CoMPlESSo Di

SAN lorENZo

04

rEStAUro ArCHitEttoNiCo lAVoro ACCADEMiCo, ANNo iV, 2010/11 CoN

ANGElA DESiDEri

rifUNZioNAliZZAZioNE PrEESiStENZE StoriCHE fErMArE il DEGrADo loCAtioN ArEA tiPoloGiA fUNZioNi

ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ

CoNSErVAZioNE DEi MAtEriAli NUoVi iMPiANti CAlColo DEGli iNtErVENti

SoliGNANo, PArMA 514 M2 rEStAUro ArCHitEttoNiCo CHiESA CANoNiCA (fUNZioNE AttUAlE) oStEllo PEr lA GioVENtÙ (ProGEtto)

Il caso di studio è rappresentato dal complesso composto da chiesa e relativa canonica. Il progetto di conservazione si è rivolto alle superfici esterne dell’intero complesso, mentre il progetto di riuso ha riguardato esclusivamente la canonica, convertita in un ostello per la gioventù. La nuova funzione non ha comportato significativi cambimenti alla struttura preesistente, poichè gli interventi sono stati volti essenzialmente a migliorare l’accessibilità e la fruibilità degli spazi. Sono stati svolti calcoli strutturali con lo scopo di verificare la fattiblità e la buona qualità degli interventi proposti.

Federica Ferrari


37

Portfolio


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iNQUADrAMENto

tErritoriAlE

Vista de

StrUttUrA

ED EVolUZioNE StoriCA

La prima Cappella, risalente al 1039, sorgeva sul colle ove si trova l’odierna San Lorenzo. Nel corso degli anni subisce numerosi rifacimenti (il primo nel 1440). La natura instabile dei terreni su cui sorge la chiesa danneggia l’edificio, finché nel 1866 è dichiarato inagibile e le funzioni parrocchiali sono trasferite in canonica. Nel 1895 inizia la ricostruzione sull’impianto planimetrico della precedente: il nuovo edificio a pianta centrale con cupola e campanili richiama i modelli rinascimentali. I problemi statici dell’edificio proseguono nel secolo successivo tanto che nel secondo dopoguerra viene abbattuta la cupola e si copre l’aula centrale con una pseudo-volta in cannucciato decorata. Si modifica perciò la spazialità interna, passando da un impianto prevalentemente centrale ad una costruzione ad andamento longitudinale. Negli anni ottanta del Novecento si provvede ad eseguire interventi di manutenzione alle coperture, con sostituzione parziale del manto di coperture con tegole cementizie, con rifacimento dei tinteggi dell’aula interna, con rifacimento della finitura superficiale ad intonaco della facciata principale e del campanile. Nel 2010 è stata chiesta l’autorizzazione per restaurare le coperture, il fronte principale, i fronti del tiburio, il campanile e la pseudo-volta in parte Chiesa Canonica crollata.

Federica Ferrari

Vista de


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el fronte Ovest

Vista del fronte Nord

el fronte Est (dettaglio dell’abside)

Vista del fronte Sud

Portfolio


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Interno della canonica: viste del sottotetto con dettagli delle modalitĂ di incastro degli elementi lignei nelle m

riliEVo

GEoMEtriCo

Pianta piano terra

Pian

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Sezione A-A 0

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B

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2


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murature in pietra. Si notino i supporti di sostegno provvisori all’orditura della copertura (prima immagine)

nta piano primo

Pianta piano secondo

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Sezione C-C 0

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ANAliSi

DEllA CoPErtUrA liGNEA DEllA

La struttura in esame può essere considerata una pseudo-volta, in quanto non svolge funzioni strutturali ma solo di sostegno a pannelli dipinti decorativi. Tali pannelli, la cui presenza è stata riscontrata durante un primo sopralluogo, sono stati dopo breve periodo asportati (tanto che durante il secondo sopralluogo non erano piÚ in sede). Il progetto prevede un intervento specifico sulle decorazioni un tempo associate a questa struttura, con lo scopo di eliminare o almeno di frenare il degrado che ne ha causato il distacco.

CHiESA

Interno d

Sezione verticale (sopra) e orizzontale (sotto) della volta

Sezione B-B (in evidenza la pseudo-volta) 0

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Interno d


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della Chiesa: vista dell’altare e dell’abside (sinistra) e dell’ingresso (destra)

della canonica: vista di una delle stanze al piano primo (sinistra) e del vano scala (destra)

Portfolio


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1

2 ANAliSi

3

DEl DEGrADo SUPErfiCiAlE

Si è condotta un’analisi dei materiali e del loro degrado s principale) e per il prospetto Est della canonica. Il prospetto della Chiesa risulta essere completamente lo più degradi legati all’invecchiamento e alla mancata m distacco di materiale dalle superfici, le lacune, il dilavam Per quanto riguarda il prospetto in pietra a vista della ca di intonaco, sono stati rilevati meccanismi di degrado mo Si registra in aggiunta la presenza di vegetazione infesta senza di rabboccature in malta cementizia (1) e di un qua fondali (4).

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5

4

superficiale per il prospetto Ovest della chiesa (fronte

intonacato, e di conseguenza sono stati rilevati per manutenzione di questo materiale: sono prevalenti il mento superficiale e la fessurazione (3, 5). anonica (2), caratterizzato quindi dalla totale assenza olto simili a quelli giĂ esposti per il fronte della chiesa. ante e il degrado dei serramenti lignei, oltre alla preadro fessurativo dovuto presumibilmente a cedimenti

1

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StAto

Di ProGEtto

Pianta piano terra

Pian

Sala da pranzo Cucina Disimpegno Collegamenti verticali Dormitorio Sala comune Servizi igienici Nonostante il cambiamento di destinazione d’uso si è deciso di non intervenire in alcun modo sulle strutture esistenti, allo scopo di non modificarne il comportamento statico.

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CoNSoliDAMENto

DEllA CoPErtUrA ᐤ Il cambiamento di destinazione d’uso ha portato all’attribuzione di una funzione anche al sottotetto: ciò ha reso necessario il risanamento di questo ambiente e la sua messa in sicurezza. ᐤ Si è deciso irrigidire arcarecci e travi mediante bande collaboranti in acciaio, mentre per quanto riguarda l’orditura secondaria si è pensato di aggiungere travetti laddove l’interasse tra gli elementi esistenti era troppo grande. ᐤ Per garantire l’abitabilità dell’ambiente sottostante si è pensato di applicare uno strato isolante alla copertura (si veda la sezione effettuata lungo la scala, a destra)

NUoVo iMPiANto PEr il riSCAlDAMENto (CoN rADiAtori) E lA ProDUZioNE Di ACS ᐤ Si è pensato di sfruttare la canna fumaria esistente per il passaggio delle tubazioni verso i piani superiori, mentre per quanto riguarda gli scarichi non è stato modificato il sistema a colonna esistente.

NUoVo

iMPiANto Di riSAlitA PEr DiSABili ᐤ Al fine di garantire la piena e autonoma accessibilità ai piani superiori da parrte dei disabili si è pensato al’instalazione di un montascale a piattaforma, in quanto non si è ritenuto opportuno installare un ascensore esterno. ᐤ L’intervento, a basso grado di invasività, garantisce economicità di installazione e flessibilità alle differenti pendenze delle rampe.

Federica Ferrari


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nta piano primo

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Pianta piano secondo

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Orditura della copertura: stato di fatto. Accade che elementi dell’orditura secondaria abbia no aree d’influenza troppo estese in relazione alla sezione.

70 M

Orditura della copertura: stato di progetto. Si evidenziano in rosso gli elementi dell’orditura secondaria aggiunti con lo scopo di diminuire l’interasse e quindi l’area di influenza dei travetti.

Rappresentazione e foto del montascale nelle due posizioni possibili (chiusa a destra e aperta a destra)

Portfolio


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riQUAlifiCAZioNE

Di UN

iNSEDiAMENto ProDUttiVo:

SAN PANCrAZio

A

PArMA

05

PiANifiCAZioNE E ProGEttAZioNE UrBANiStiCA lAVoro ACCADEMiCo, ANNo iV, 2010/11 CoN

ElENA PEDroNi, SilViA PiAZZA

MoBilitÀ DolCE CorriDoio VErDE ASSE ViArio DEllA ViA EMiliA loCAtioN ArEA tiPoloGiA fUNZioNi

ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ

riDiSEGNo ArEA ProDUttiVA rifUNZioNAliZZAZioNE NUoVA PErCorriBilitÀ

loCAlitÀ SAN PANCrAZio, PArMA 88112 M2 EDiliZiA PUBBliCA E PriVAtA rESiDENZE AUtoNoME iMPiANti SPortiVi SPAZi CoMMErCiAli E ProDUttiVi

Il progetto è stato studiato principalmente a due scale: in primo luogo a scala urbana e successivamente alla scala del quartiere. E’ stato dunque in primis analizzato l’intero quartiere Golese (vasta area a Nord-Ovest di Parma) con lo scopo di proporre nuovi percorsi destinati alla mobilità dolce e nuove aree verdi. In un secondo tempo si è scelto di intervenire su un’area di espansione inserita in un insediamento industriale del quartiere analizzato: sono state realizzate strutture dedicate ad attività secondarie e terziarie connesse con le preesistenze ma allo stesso tempo propositive in relazione a nuovi percorsi.

Federica Ferrari


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Portfolio


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PotENZiAlitÀ

il QUArtiErE GolESE

ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ

CArAttEriStiCHE ᐤ Superficie: 47,8 kmq ᐤ Residenti: 9061 abitanti ᐤ Densità: 189,48 ab/kmq

CritiCitÀ

E’ il quartiere più vasto di Parma, infatti occupa da solo tutto il quadrante Nord-Ovest della città. Nonostante ciò, risulta essere al penultimo posto nella classifica della densità urbana.

0

1

2

SiStEMA

3

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30 KM

iNSEDiAtiVo E iNfrAStrUttUrAlE

tiPoloGiA Di tErritorio Territorio urbanizzato Territorio industriale

ElEMENti StoriCi Di riliEVo Mulini storici Corte agricola storica Edificio vincolato dalla Soprintendenza Elementi Centuriazione

PErCorSi CiClABili E SErViZi AttiVitÀ CoMMErCiAli Percorso ciclopedonale Ristoranti esistente Bar/Caffè Percorso ciclabile EU Az. agricole MoBilitÀ Servizio bike-sharing Caseifici TAV Servizio bike-sharing e Ferrovia liNEE AUtoBUS ricarica bici elettriche Autostrada ElEMENti Di riliEVo PAESAGGiStiCo Linea 6 PArCHEGGi Extraurbana regionale Parco fluviale Linea 12 Pubblico libero Extraurbana I livello Corsi d’acqua Linea 23 Pubblico a pagamento Extraurbana II livello Essenze arboree esist. Coperto a pagamento Urbana di collegamento Filari interpoderali storici Urbana di penetrazione Parchi pubblici esistenti Urbana di coll. locale Carraia

Federica Ferrari

Parchi fuviali Piste ciclabili esistenti Elementi della centuriazione Attività commerciali Elementi di rilievo culturale Filari storici esistenti

ᐤ Presenza dell’aeroporto ᐤ Presenza di vaste aree industriali ᐤ Presenza di strade a scorrimento veloce ᐤ Presenza di infrastrutture importanti

0

1

2

ViNColi

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30 KM

E tUtElE

tiPoloGiA Di tErritorio Territorio urbanizzato Per nuovi insediamenti Territorio produttivo Polo funzionale esist. MoBilitÀ Mobilità esistente Fascia di rispetto stradale

PErCorSi CiClABili E SErViZi ElEMENti Di riliEVo PAESAGGiStiCo Altri ViNColi Percorso ciclopedonale Vincolo paesaggistico Cimiteriale esistente Parco fluviale Elettrodotti Percorso ciclopedonale Corsi d’acqua in fase di progetto Essenze arboree esistenti Percorso ciclabile EU Filari storici esistenti Filari storici scomparsi Parchi pubblici esistenti Parchi pubblici di progetto


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EVolUZioNE

StoriCA

A partire dal secondo Dopoguerra il Quartiere subisce una rapida evoluzione: il fitto tessuto della campagna viene man mano diradandosi, mentre parallelamente si assiste alla costruzione delle infrastrutture presenti tuttora (aeroporto, ferrovia, autostrada, tangenziale). Nonostante la progressiva “colonizzazione” industriale i parchi fluviali (della Parma a Est e del Taro ad Ovest) rimangono, a livello di estensione, sostanzialmente invariati. 70

0

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iPotESi

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ProGEttUAlE

ElEMENti Di ProGEtto Percorso promiscuo ciclopedonale Parco distinto pedonale e ciclabile Ripristino dei filari storici scomparsi Parchi verdi attrezzati Nuovi filari alberati Nuove siepi campestri

0

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5

PArMA 2030: UNo

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30 KM

SCENArio fUtUro

lA

CArtA ESPriME UN iPotEtiCo oBiEttiVo A lUNGo tErMiNE VErSo CUi PotrEBBE iNDiriZ-

Si

HA DUNQUE l’iNtEGrAZioNE trA ESSENZE ArBorEE ESiStENti E Di ProGEtto, CHE PortA

ZArSi il ProGEtto Di riQUAlifiCAZioNE ProPoSto.

AD UNA ProGrESSiVA ESPANSioNE DEllA PrESENZA DEl VErDE All’iNtErNo DEl QUArtiErE.

tAlE

ElEMENto, CHE AiUtA A SCHErMArE lE iNfrAStrUttUrE ESiStENti E A CrEArE ArEE

PEr lA PUBBliCA frUiZioNE, ACCoMPAGNA lE NUoVE ViE Di MoBilitÀ DolCE E riDiSEGNA

SUl tErritorio Gli ANtiCHi trACCiAti DEllA

CENtUriAZioNE (PrESENti

CArtoGrAfiA StoriCA MA All’oGGi QUASi DEl tUtto SCoMPArSi). Siepi campestri

Elementi della centuriazione

Si

All’iNtErNo DEllA

ottiENE DUNQUE UNA MAGGior ViViBilitÀ DEl QUArtiErE DA PArtE DEi SUoi ABitANti.

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0

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StAto

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Di

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loCAlitÀ SAN PANCrAZio (ViA EMiliA oVESt) il ProGEtto Si ProPoNE Di riDiSEGNArE UNA PArtE DEll’iNSEDiAMENto iNDUStriAlE Di SAN PANCrAZio iN MoDo tAlE DA rENDErlo PiÙ fUNZioNAlE E ViSSUto. l’iNSEDiAMENto È StrAttAMENtE CoNNESSo AllA ViA EMiliA E Ai PErCorSi CiCloPEDoNAli StUDiAti PEr il QUArtiErE GolESE. SoNo StAtE iNSEritE NUoVE fUNZioNi, CAlColAtE SUllA BASE DEGli StrUMENti UrBANiStiCi ViGENti.

DEStiNAZioNi D’USo

Di ProGEtto

Residenza autonoma Produttivo

Strada carrabile Percorso ciclopedonale

Commerciale Direzionale

Parcheggio

Stazione ferroviaria Impianti sportivi

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ViABilitÀ

Centro civico

ArEE VErDi Verde pubblico Verde privato

Accessibilità

o

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ANAliSi E riDiSEGNo Di UN’ArCHitEttUrA: il CYClorAMA Di NEUtrA

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DiSEGNo DEll’ArCHitEttUrA lAVoro ACCADEMiCo, ANNo iV, 2009/10 CoN

EriCA lENtiCCHiA, GrEtA lUSoli

VolUME SiMMEtriA E ASSiAlitÀ ProPorZioNi loCAtioN ArEA tiPoloGiA fUNZioNi

SPAZiAlitÀ CirColArE MoMUNMENti AllA MEMoriA CoNSErVArE E iNNoVArE

ᐤ GEttYSBUrG NAtioNAl MilitArY PArK, PENNSYlVANiA, StAti UNiti ᐤ 2100 M2 (SUPErfiCiE CoPErtA) ᐤ EDifiCio PUBBliCo ᐤ ESPoSiZioNE ᐤ UffiCi ᐤ AUDitoriUM

L’edificio oggetto di studio nasce per ospitare uno dei pochi esempi esistenti di dipinto circolare (ovvero frubile a 360°), e risulta dunque caratterizzato dalla presenza di un importante volume cilindrico, affiancato da un parallelepipedo ospitante essenzialmente uffici. L’analisi è stata svolta in relazione alle caratteristiche architettoniche, geometriche, strutturali, funzionali e materiche, con lo scopo di tracciare una mappatura completa ed esauriente del manufatto. L’analisi si è concretizzata nel ridisegno del manufatto in pianta, prospetto e sezione e nella creazione di un modello tridimensionale.

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ProGEtto

Di UN QUArtiErE

rESiDENZiAlE Di EMErGENZA A

PArMA

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ProGEttAZioNE ArCHitEttoNiCA lAVoro ACCADEMiCo, ANNo iV, 2009/10 CoN

EriCA lENtiCCHiA, GrEtA lUSoli

SoCiAl HoUSiNG QUArtiErE AUtoNoMo UNitÀ Di ViCiNAto loCAtioN ArEA tiPoloGiA fUNZioNi

rAPiDA rEAliZZAZioNE tECNoloGiA A SECCo MoDUlAritÀ E CoMPoNiBilitÀ

ᐤ ViA rEGGio, loCAlitÀ SAN PANCrAZio, PArMA ᐤ 80000 M2 ᐤ EDiliZiA SoCiAlE ᐤ rESiDENZiAlE ᐤ PiAZZA UrBANA ᐤ CoMMErCiAlE, tErZiArio

Il progetto nasce dall’intento di dotare la città di Parma di strutture adatte ad ospitare famiglie in condizioni economiche critiche o indigenti. Si è pensato di collocare il quartiere all’interno della località San Pancrazio, in un’area di risulta con affaccio sul fiume. Si è deciso di dotare il quartiere di servizi in modo tale da connetterlo strettamente con l’area. Si è pensato ad alloggi componibili realizzati a secco e modulabili a seconda delle esigenze. Il masterplan evidenzia come lo sforzo sia stato quello di creare diverse unità di vicinato con lo scopo di favorire le relazioni sociali tra gli abitanti.

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iNQUADrAMENto

MAStErPlAN

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tErritoriAlE

DEl ProGEtto

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DoCUMENtAZioNE

fotoGrAfiCA: l’ArEA Di ProGEtto Allo StAto AttUAlE

L’area di progetto di colloca in una posizione moto particolare della città di Parma: è infatti allo stesso tempo centrale (inn pochi minuti si raggiunge anche a piedi il Parco Ducale) e periferica (la zona è già quasi totalmente industriale). L’estensione e la conformazione del lotto hanno consentito la sistemazione di circa 1200 persone per un totale di 332 alloggi. Il disegno urbanistico si sviluppa lungo una linea generatrice sinuosa che, ponendosi con forza come asse principale di percorrenza, mette in comunicazione la piazza, che si protende verso Via Reggio, con il fiume, risorsa di grande valore paesaggistico e naturale. La piazza dialoga con il contesto industriale assumendone gli allineamenti regolari, e in questo si contrappone alla generatrice, che invece si snoda tra le case aprendo ampi spazi pubblici verdi che creano un ambiente molto distante dall’immagine consueta della città.

lEGENDA, fUNZioNi SErViZi

ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ

E SUPErfiCi

Asilo Centro giovani Sala polivalente Bar/Internet Point (piazza) Bar (argine) Market Attività commerciali Barbiere/parrucchiere Abbigliamento Farmacia Edicola/cartolibreria Merceria/accessori Attrezzi/ferramenta ᐤ Ufficio assistenza lavoro ᐤ Officine ᐤ Locali comuni (x10) Lavanderia Saletta polivalente Locale tecnico Raccolta rifiuti

1000 MQ 340 MQ 560 MQ 250 MQ 50 MQ 430 MQ 95 MQ 135 MQ 95 MQ 135 MQ 95 MQ 95 MQ 150 MQ 950 MQ 40 MQ 55 MQ 10 MQ 20 MQ

ABtAZioNi ᐤ 96 alloggi x 25 MQ x 1 persona = 2400 MQ x 100 persone circa ᐤ 38 alloggi x 35 MQ x 2 persone = 1330 MQ x 80 persone circa ᐤ 38 alloggi x 45 MQ x 3 persone = 1710 MQ x 120 persone circa ᐤ 38 alloggi x 55 MQ x 4 persone = 2090 MQ x 190 persone circa ᐤ 122 alloggi x 70 MQ x 6 persone = 8540 MQ x 740 persone circa

SUPErfiCiE totAlE DEi SErViZi: 5630 MQ SUPErfiCiE totAlE ABitAZioNi: 16070 MQ AlloGGi totAli: 332 PErSoNE AlloGGiABili: 1200

SUPErfiCiE lotto: 50000 MQ DENSitÀ EDiliZiA: 34% tiPoloGiE Di ACCESSo CiClo-PEDoNAlE CArrABilE CArrABilE Di EMErGENZA fErMAtA AUtoBUS

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UNitÀ

Di ViCiNAto E ProDotto PAESAGGiStiCo

Gli alloggi sono raggruppati “a grappolo” intorno a piccole piazze pubbliche e sono dotati di servizi comuni dif In riferimento al “taget” del progetto (un vasto e differenziato insieme di persone tra loro estranee che si trova venta di primaria importanza privilegiare l’informalità con l’obiettivo di creare unità di vicinato e familiarità. Le abitazioni sono sviluppate su due o tre piani in rispondenza anche all’esienza di economicità infatti l’altezza di tecniche costruttive semplici, alla realizzazione delle quali possono contribuire anche gli stessi abitanti de contribuisce a ricreare il benessere di coloro che vi abitano.

ABitAZioNi

VErDE

Di MEtrAtUrA MAGGiorE

SErViZi CoMUNi DiffUSi (lAVANDEriA, SAlA PoliVAlENtE)

PUBBliCo

AttrEZZAto

A PiANo tErrA PEr CrEArE tErrAZZE Ai PiANi SUPEriori

liNEA

GENErAtriCE: PEr-

DirAMAZioNE

CorSo PEDoNAlE PriNCi-

PEDoNAlE

PAlE DEl CoMPlESSo

SECoNDAriA

PiAZZA

PriNCiPAlE CoN

SEDUtE E StrUttUrE Di oMBrEGGiAMENto

PiAZZA

PiAZZA

SECoNDAriA

CoN GAZEBo

0

3

6

9

12

15

Federica Ferrari

VErDE

SECoNDAriA

CoN PArCHEGGio BiCi

20

25

30

40

PUBBliCo

Di SCHEMAtUrA

50

65 M

PiANo tErrA


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ffusi. ano sprovviste di un tetto) di-

a moderata consente l’utilizzo el villaggio. Il progetto quindi

SErViZi

CoMUNi A

UN Solo PiANo PEr liMitArNE l’iMPAtto

ACCESSo

CoPErto

Ai PiANi SUPEriori

tErrAZZA

MEDiANtE SCAlA

PriVAtA CHE CoNSENtE EVENtUAlE

AMPliAMENto DEll’ABitAZioNE MEDiANtE lA

CoMUNE

SoStitUZioNE DEi PANNElli

PArCHEGGi

BiCi

CoPErti

EDifiCi

PiANo PriMo

A trE PiANi CoN fUNZioNE

Di SCHErMAtUrA VErSo lA PiAZZA PriNCiPAlE DEl CoMPlESSo

0

3

6

9

12

15

20

25

30

40

50

65 M

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SolUZioNi

tECNoloGiCHE

ᐤ Individuazione di un numero di tipologie limitate per veloizzare l’esecuzione, che allo stesso tempo risultino suddivisibili e totalmente trasformabili in base alle esigenze ᐤ Individuazione di metrature standard: 25, 35, 45. 55, 70 mq ᐤ Uso di materiali economici: legno di riciclo, lamiera, compensato fenolico, cartongesso, fibra di legno ᐤ Garanzia di isolamento acustico e termico (intonaco ignifugo, barriera al vapore, idrolastra, fibra di legno) ᐤ Assemblaggio a secco di pannelli prefabbicati resi versatili dalla diposizione dei controventi che permette di disporre le aperture apiacere. ᐤ Impiego di mobili componibili ed economici Viste del modello tridimensionale

lA

CoNforMAZioNE DEllE tEr-

rAZZE CoNSENtE UNA loro EVENtUAlE CHiUSUrA iN fUtUro PEr AMPliArE l’APPArtAMENto

lA

DiSPoSiZioNE Di PortE E

fiNEStrE PUÒ ESSErE DECiSA ArBitrAriAMENtE MoDifiCANDo lA PoSiZioNE DEi CoNtroVENti

Federica Ferrari


71 Caratteristiche dimensionali dell’intera casistica di pannelli prefabbricati utilizzabili per le chiusure vertizali

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01 A rAUMPlAN of M ViENNA HoUSE of

CoNCorSi CoMPEtitioNS

Federica Ferrari


MUSiC: MUSiC

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A rAUMPlAN of MUSiC: ViENNA HoUSE of MUSiC

01

ProGEttAZioNE ArCHitEttoNiCA CoNCorSo Di iDEE, 2010/11 EriCA lENtiCCHiA, GrEtA lUSoli, lUCA MAlANCA, ElENA PEDroNi, SilViA PiAZZA

CoN

SoCiAl HoUSiNG BlA BlA BlA BlA BlA BlA loCAtioN ArEA tiPoloGiA fUNZioNi

BlA BlA BlA BlA BlA BlA BlA BlA BlA ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ ᐤ

StADtPArK, ViENNA, AUStriA 3500 M2 EDiliZiA PUBBliCA AUDitoriUM PArCo PUBBliCo AUlE PEr lA DiDAttiCA PUNto riStorAZioNE

Il progetto si propone innanzitutto di dare nuova vita ad un vuoto urbano che allo stato attuale risulta privo di attrattive e particolarmente infelice dal punto di cvista del comfort. L’intervento è stato volto quindi alla creazione di un buon livello di comfort outdoor mediante intervent minimi ma significativi che favorissero l’aggregazione sociale. E’ stato messo in atto un ridisegno della piazza con lo scopo di far emergere il vissuto storico di questo brano del centro cittadino, e parallelamente si è pensato alla installazione di nuove tensostrutture che fornissero ombra alle sedute pubbliche e di pertinenza del nuovo punto di ristorazione.

Federica Ferrari


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fEDEriCA fErrAri P o rt f o l i o CoNtAtti CoNtACtS E-MAil fACEBooK tElEPHoNE MoBilE ADDrESS

federica.ferrari2711@gmail.com https://www.facebook.com/chichife 0522/372336 349/6345660 ViA MArtiri DEllA BEttolA, 14;

42025 CAVriAGo (rE)

Federica Ferrari - ARCHITECT PORTFOLIO  

Hello! I've just graduated in Architecture and here's my complete Portfolio.. enjoy!

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